AUTOSCUOLE: VERBALE DI ACCORDO 3/7/2013 PER IL RINNOVO DEL CCNL

5 LUG 2013 Stipulato, il giorno 3/7/2013, tra l’UNASCA assistita dalla CONFETRA e la FILT-CGIL, la FIT-CISL e la UILTRASPORTI, il verbale di rinnovo del CCNL autoscuole, scuole nautiche, studi di consulenza automobilistica e nautica. L’accordo decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015 sia per la parte normativa che per la parte economica.

Aumenti retributivi
Le parti hanno previsto un importo medio a regime di 100,00 euro lordi mensili al 4° livello così suddivisi:
– Euro 15,00 dall’1/8/2013
– Euro 15,00 dall’1/9/2013
– Euro 35,00 dall’11/11/2014
– Euro 35,00 dall’1/11/2015

Conseguentemente gli importi economici da riconoscere per tutti i livelli sono pari a euro:

Livelli 1/8/2013 1/9/2013 11/11/2014 1/11/2015 TOTALE
Quadri 22,22 22,22 51,85 51,85 148,14
17,33 17,33 40,44 40,44 115.54
15,00 15,00 35,00 35,00 100,00
13,89 13,89 32,41 32,41 92,60
13,22 13,22 30,85 30,85 88,14
11,11 11,11 25,93 25,93 74,08

Minimi retributivi
Alle scadenze indicate verranno corrisposti i seguenti minimi retributivi:

Livello 1/8/2013 1/9/2013 11/11/2014 1/11/2015
Quadro 1.273,52 1.295,74 1.347,59 1.399,44
5 991,00 1.008,33 1.048,77 1.089,21
4 852,07 867,07 902,07 937,07
3 797,22 811,11 843,52 875,93
2 757,73 770,95 801,80 832,65
1 636,76 647,87 673,80 699,73

Periodo di prova
Il periodo di prova è elevato a:
– 6 mesi per i quadri;
– 4 mesi per gli impiegati di 5° livello nonché per il personale da adibire all’attività di insegnate o di istruttore di guida o di nautica;
– 3 mesi per gli impiegati del 4°, 3° e 2° livello.
Resta fermo il periodo di 10 giorni lavorativi per i lavoratori del 1° livello.

Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Il periodo di preavviso è pari a:
– 4 mesi per i quadri;
– 2 mesi per gli insegnanti-istruttori, gli insegnanti e gli istruttori;
– 1 mese per tutti gli altri lavoratori.

Lavoro straordinario
A decorrere dalla data di sottoscrizione del nuovo accordo di rinnovo la maggiorazione dovuta sulle prime quattro ore settimanali di lavoro straordinario feriale diurno è pari a:
– 1.a ora 15%
– 2.a ora 15%
– 3.a ora 25%
– 4.a ora 30%.

Lavoro notturno
Al lavoro normale notturno svolto dall’istruttore di guida si applica la maggiorazione del 10%. Al lavoro straordinario feriale notturno svolto dallo stesso lavoratore si applica la maggiorazione del 40%.

Eliminazione del 4 novembre dai giorni festivi
Ai lavoratori in servizio alla data di sottoscrizione del presente rinnovo è riconosciuto un elemento distinto della retribuzione non riassorbibile pari a Euro 3,00 mensili al 4° livello da riparametrare come da tabella seguente. Tale importo, da erogarsi a decorrere dal mese di agosto 2013, incide su tutti gli istituti legali e contrattuali.

Livelli E.D.R.
Quadro 4,44
3,47
3,00
2,78
2,64
2,22

Contratti a termine
Le parti convengono che l’intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore, ai sensi dell’art. 5, comma 3 ultimo periodo del D.Lgs. n. 368/2001 e successive modifiche, è fissato in 20 giorni in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 30 giorni in caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine di cui al comma 4 del presente articolo.

Ente Bilaterale
Le parti sottolineano e rimarcano che il versamento dei contributi all’Ente Bilaterale di settore costituisce un obbligo contrattuale e che il mancato versamento può costituire il presupposto per sanzioni.
Le Imprese non aderenti alla bilateralità dovranno erogare al lavoratore una quota di retribuzione pari ad € 3,00 lordi mensili per 12 mensilità direttamente in busta paga.

Previdenza complementare
A decorrere dall’1/3/2014 il contributo a carico dell’azienda da destinare a PREVILOG sarà pari all’1,50% della retribuzione. Resta comunque salva la possibilità per il lavoratore di versare un contributo superiore all’1%.

5 LUG 2013 Stipulato, il giorno 3/7/2013, tra l’UNASCA assistita dalla CONFETRA e la FILT-CGIL, la FIT-CISL e la UILTRASPORTI, il verbale di rinnovo del CCNL autoscuole, scuole nautiche, studi di consulenza automobilistica e nautica. L’accordo decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015 sia per la parte normativa che per la parte economica.

Aumenti retributivi
Le parti hanno previsto un importo medio a regime di 100,00 euro lordi mensili al 4° livello così suddivisi:
- Euro 15,00 dall'1/8/2013
- Euro 15,00 dall'1/9/2013
- Euro 35,00 dall'11/11/2014
- Euro 35,00 dall'1/11/2015

Conseguentemente gli importi economici da riconoscere per tutti i livelli sono pari a euro:

Livelli1/8/20131/9/201311/11/20141/11/2015TOTALE
Quadri22,2222,2251,8551,85148,14
17,3317,3340,4440,44115.54
15,0015,0035,0035,00100,00
13,8913,8932,4132,4192,60
13,2213,2230,8530,8588,14
11,1111,1125,9325,9374,08

Minimi retributivi
Alle scadenze indicate verranno corrisposti i seguenti minimi retributivi:

Livello1/8/20131/9/201311/11/20141/11/2015
Quadro1.273,521.295,741.347,591.399,44
5991,001.008,331.048,771.089,21
4852,07867,07902,07937,07
3797,22811,11843,52875,93
2757,73770,95801,80832,65
1636,76647,87673,80699,73

Periodo di prova
Il periodo di prova è elevato a:
- 6 mesi per i quadri;
- 4 mesi per gli impiegati di 5° livello nonché per il personale da adibire all'attività di insegnate o di istruttore di guida o di nautica;
- 3 mesi per gli impiegati del 4°, 3° e 2° livello.
Resta fermo il periodo di 10 giorni lavorativi per i lavoratori del 1° livello.

Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Il periodo di preavviso è pari a:
- 4 mesi per i quadri;
- 2 mesi per gli insegnanti-istruttori, gli insegnanti e gli istruttori;
- 1 mese per tutti gli altri lavoratori.

Lavoro straordinario
A decorrere dalla data di sottoscrizione del nuovo accordo di rinnovo la maggiorazione dovuta sulle prime quattro ore settimanali di lavoro straordinario feriale diurno è pari a:
- 1.a ora 15%
- 2.a ora 15%
- 3.a ora 25%
- 4.a ora 30%.

Lavoro notturno
Al lavoro normale notturno svolto dall'istruttore di guida si applica la maggiorazione del 10%. Al lavoro straordinario feriale notturno svolto dallo stesso lavoratore si applica la maggiorazione del 40%.

Eliminazione del 4 novembre dai giorni festivi
Ai lavoratori in servizio alla data di sottoscrizione del presente rinnovo è riconosciuto un elemento distinto della retribuzione non riassorbibile pari a Euro 3,00 mensili al 4° livello da riparametrare come da tabella seguente. Tale importo, da erogarsi a decorrere dal mese di agosto 2013, incide su tutti gli istituti legali e contrattuali.

LivelliE.D.R.
Quadro4,44
3,47
3,00
2,78
2,64
2,22

Contratti a termine
Le parti convengono che l'intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore, ai sensi dell'art. 5, comma 3 ultimo periodo del D.Lgs. n. 368/2001 e successive modifiche, è fissato in 20 giorni in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 30 giorni in caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine di cui al comma 4 del presente articolo.

Ente Bilaterale
Le parti sottolineano e rimarcano che il versamento dei contributi all'Ente Bilaterale di settore costituisce un obbligo contrattuale e che il mancato versamento può costituire il presupposto per sanzioni.
Le Imprese non aderenti alla bilateralità dovranno erogare al lavoratore una quota di retribuzione pari ad € 3,00 lordi mensili per 12 mensilità direttamente in busta paga.

Previdenza complementare
A decorrere dall’1/3/2014 il contributo a carico dell'azienda da destinare a PREVILOG sarà pari all'1,50% della retribuzione. Resta comunque salva la possibilità per il lavoratore di versare un contributo superiore all'1%.

SETTORE COLF E BADANTI FEDERPROPRIETA’: CCNL 8/5/2013

Sottoscritto, il giorno 8/5/2013, tra FEDERPROPRIETA’, UPPI, CONFAPPI e FESICA-CONFSAL, CONFSAL-FISALS, con l’assistenza della CONFSAL, il Contratto Collettivo Nazionale per colf e badanti, la cui scadenza è stata fissata al 31/12/2014. Le nuove tabelle retributive decorrono dall’1/7/2013.

Retribuzioni

Colf conviventi – Importi mensili

Livello Dal 1/7/2013
1.a Categoria Super 1.339,20
1.a Categoria 1.283,00
2.a Categoria 948,60
3.a Categoria 837,00
Pestazioni esclusivamente di attesa 613,80

Colf non conviventi – Importi orari

Livello Dal 1/7/2013
1.a Categoria Super 7,74
1.a Categoria 7,41
2.a Categoria 5,48
3.a Categoria 4,83

Valori convenzionali Vitto e Alloggio

  Dal 1/7/2013
Pranzo e/o colazione Euro 1,87 al giorno
Cena Euro 1,87 al giorno
Alloggio Euro 1,62 al giorno

Nuova sfera di applicazione
Il CCNL si applica a tutti i lavoratori addetti al funzionamento ed alle necessità della vita familiare e rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano attività presso comunità religiose, caserme, comandi militari e comunità senza fini di lucro come orfanotrofi e ricoveri per anziani; è ammessa la contrattazione di 2° livello in sede territoriale.

Passaggio dalla 3.a alla 2.a categoria
Il lavoratore assunto alla 3.a categoria di cui all’art. 5 del CCNL sarà automaticamente inquadrato alla 2.a categoria dopo 24 mesi di servizio effettivo.
Nel periodo di servizio effettivo non sono conteggiati periodi di assenza dal lavoro per aspettativa, congedo di maternità, malattia o infortunio di durata superiore ai 30 giorni.

 

Contratto a tempo determinato
L’assunzione dei lavoratori può essere effettuata a tempo determinato esclusivamente in presenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive.
A titolo esemplificativo, si indicano le seguenti fattispecie:

1) in sostituzione, anche parziale, di lavoratori assenti per: aspettative per motivi familiari; malattia; infortunio; maternità; tutela di minori o portatori di handicap, fruenti degli istituti previsti dalle vigenti norme in materia; ferie;

2) per lo svolgimento di un servizio definito con durata predeterminata, anche se ripetitivo;

3) per l’assistenza a persone non autosufficienti temporaneamente ricoverate presso istituti di cura e/o assistenza/riabilitazione;

4) per fronteggiare temporanee esigenze familiari di carattere straordinario:
– pulizie straordinarie legate a particolari eventi quali traslochi, lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria dell’abitazione;
– necessità di usufruire di una baby sitter per esigenze temporanee e predeterminate, quali, a titolo esemplificativo;
– periodi di chiusura delle scuole/asili per ferie estive/invernali.

Il contratto a tempo determinato può essere prorogato una sola volta, col consenso del lavoratore, solo se di durata inferiore a tre anni. La durata complessiva comprensiva della proroga, non potrà comunque essere superiore a tre anni. la proroga è ammessa solo a condizione che si riferisca alle stesse ragioni e alla stessa attività per cui è stato stipulato il contratto iniziale.

Banca ore
Può essere concordata, con accordo scritto, nei rapporti di lavoro individuali di durata non inferiore alle 30 ore settimanali e con prestazione distribuita su almeno 5 giorni settimanali.
Le ore lavorate in misura superiore all’orario contrattualmente previsto, saranno recuperate sotto forma di permessi, da potersi godere anche a giornate, entro e non oltre il 31 marzo dell’anno seguente.
Nel caso in cui non sia consentito al lavoratore il recupero di tali ore entro il termine sopra indicato, le ore totalmente o parzialmente non recuperate dovranno essere retribuite come ore di lavoro straordinario entro il 30 aprile dell’anno seguente a quello di svolgimento delle stesse.
Le ore di lavoro da far confluire nella banca ore non potranno comunque eccedere, su base settimanale, una percentuale pari al 20% dell’orario settimanale contrattualmente previsto e comunque non potranno eccedere, su base annuale, una percentuale pari al 5% dell’orario annuale.
Il datore di lavoro dovrà comunicare al lavoratore lo svolgimento di prestazione aggiuntive sulla base di quanto previsto dal presente articolo, con un preavviso di almeno 48 ore.

Sottoscritto, il giorno 8/5/2013, tra FEDERPROPRIETA’, UPPI, CONFAPPI e FESICA-CONFSAL, CONFSAL-FISALS, con l’assistenza della CONFSAL, il Contratto Collettivo Nazionale per colf e badanti, la cui scadenza è stata fissata al 31/12/2014. Le nuove tabelle retributive decorrono dall’1/7/2013.

Retribuzioni

Colf conviventi - Importi mensili

LivelloDal 1/7/2013
1.a Categoria Super1.339,20
1.a Categoria1.283,00
2.a Categoria948,60
3.a Categoria837,00
Pestazioni esclusivamente di attesa613,80

Colf non conviventi - Importi orari

LivelloDal 1/7/2013
1.a Categoria Super7,74
1.a Categoria7,41
2.a Categoria5,48
3.a Categoria4,83

Valori convenzionali Vitto e Alloggio

 Dal 1/7/2013
Pranzo e/o colazione Euro 1,87 al giorno
CenaEuro 1,87 al giorno
AlloggioEuro 1,62 al giorno

Nuova sfera di applicazione
Il CCNL si applica a tutti i lavoratori addetti al funzionamento ed alle necessità della vita familiare e rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano attività presso comunità religiose, caserme, comandi militari e comunità senza fini di lucro come orfanotrofi e ricoveri per anziani; è ammessa la contrattazione di 2° livello in sede territoriale.

Passaggio dalla 3.a alla 2.a categoria
Il lavoratore assunto alla 3.a categoria di cui all’art. 5 del CCNL sarà automaticamente inquadrato alla 2.a categoria dopo 24 mesi di servizio effettivo.
Nel periodo di servizio effettivo non sono conteggiati periodi di assenza dal lavoro per aspettativa, congedo di maternità, malattia o infortunio di durata superiore ai 30 giorni.

 

Contratto a tempo determinato
L'assunzione dei lavoratori può essere effettuata a tempo determinato esclusivamente in presenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive.
A titolo esemplificativo, si indicano le seguenti fattispecie:

1) in sostituzione, anche parziale, di lavoratori assenti per: aspettative per motivi familiari; malattia; infortunio; maternità; tutela di minori o portatori di handicap, fruenti degli istituti previsti dalle vigenti norme in materia; ferie;

2) per lo svolgimento di un servizio definito con durata predeterminata, anche se ripetitivo;

3) per l'assistenza a persone non autosufficienti temporaneamente ricoverate presso istituti di cura e/o assistenza/riabilitazione;

4) per fronteggiare temporanee esigenze familiari di carattere straordinario:
- pulizie straordinarie legate a particolari eventi quali traslochi, lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria dell'abitazione;
- necessità di usufruire di una baby sitter per esigenze temporanee e predeterminate, quali, a titolo esemplificativo;
- periodi di chiusura delle scuole/asili per ferie estive/invernali.

Il contratto a tempo determinato può essere prorogato una sola volta, col consenso del lavoratore, solo se di durata inferiore a tre anni. La durata complessiva comprensiva della proroga, non potrà comunque essere superiore a tre anni. la proroga è ammessa solo a condizione che si riferisca alle stesse ragioni e alla stessa attività per cui è stato stipulato il contratto iniziale.

Banca ore
Può essere concordata, con accordo scritto, nei rapporti di lavoro individuali di durata non inferiore alle 30 ore settimanali e con prestazione distribuita su almeno 5 giorni settimanali.
Le ore lavorate in misura superiore all’orario contrattualmente previsto, saranno recuperate sotto forma di permessi, da potersi godere anche a giornate, entro e non oltre il 31 marzo dell’anno seguente.
Nel caso in cui non sia consentito al lavoratore il recupero di tali ore entro il termine sopra indicato, le ore totalmente o parzialmente non recuperate dovranno essere retribuite come ore di lavoro straordinario entro il 30 aprile dell’anno seguente a quello di svolgimento delle stesse.
Le ore di lavoro da far confluire nella banca ore non potranno comunque eccedere, su base settimanale, una percentuale pari al 20% dell’orario settimanale contrattualmente previsto e comunque non potranno eccedere, su base annuale, una percentuale pari al 5% dell’orario annuale.
Il datore di lavoro dovrà comunicare al lavoratore lo svolgimento di prestazione aggiuntive sulla base di quanto previsto dal presente articolo, con un preavviso di almeno 48 ore.

Prossima la scadenza per l’invio del 730-4

I Caf e i professionisti abilitati, entro il prossimo 8 luglio, devono inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le dichiarazioni predisposte (modelli 730, unitamente alle buste contenenti le schede relative alla scelta dell’8 e del 5 per mille) e i relativi prospetti di liquidazione.

I soggetti che prestano assistenza fiscale, se hanno commesso errori nella compilazione, devono rideterminare correttamente gli importi ed elaborare un nuovo modello 730-3, e il modello 730 base se la correzione riguarda la dichiarazione, che deve essere consegnato all’assistito e trasmettere sia la dichiarazione originaria sia la dichiarazione riportante le rettifiche effettuate. Detto procedimento di rettifica è a garanzia del contribuente per un corretto assolvimento dell’obbligo fiscale e deve essere posto in atto tempestivamente, perciò l’assistito è tenuto a controllare l’esito della propria dichiarazione e comunicare immediatamente eventuali incongruenze riscontrate.
Inoltre, al fine di concludere l’assistenza fiscale con un corretto conguaglio sulla retribuzione, è necessario che il risultato contabile pervenga al sostituto d’imposta in tempo utile per consentirgli di effettuare i conguagli entro l’anno solare. Pertanto, le dichiarazioni modello 730 a rettifica possono essere trasmesse anche oltre i termini previsti per l’invio dei modelli 730 purché la trasmissione della dichiarazione all’Agenzia delle entrate avvenga entro l’11 novembre 2013 (il 10 novembre cade di domenica). Sempre entro la medesima data il CAF o il professionista abilitato comunicano ai sostituti che non sono stati inseriti nel flusso telematico per l’anno 2013 i risultati contabili (modelli 730-4).
Resta ferma l’applicazione delle sanzioni in caso di trasmissione tardiva.

I Caf e i professionisti abilitati, entro il prossimo 8 luglio, devono inviare telematicamente all'Agenzia delle Entrate le dichiarazioni predisposte (modelli 730, unitamente alle buste contenenti le schede relative alla scelta dell'8 e del 5 per mille) e i relativi prospetti di liquidazione.

I soggetti che prestano assistenza fiscale, se hanno commesso errori nella compilazione, devono rideterminare correttamente gli importi ed elaborare un nuovo modello 730-3, e il modello 730 base se la correzione riguarda la dichiarazione, che deve essere consegnato all’assistito e trasmettere sia la dichiarazione originaria sia la dichiarazione riportante le rettifiche effettuate. Detto procedimento di rettifica è a garanzia del contribuente per un corretto assolvimento dell’obbligo fiscale e deve essere posto in atto tempestivamente, perciò l’assistito è tenuto a controllare l’esito della propria dichiarazione e comunicare immediatamente eventuali incongruenze riscontrate.
Inoltre, al fine di concludere l’assistenza fiscale con un corretto conguaglio sulla retribuzione, è necessario che il risultato contabile pervenga al sostituto d’imposta in tempo utile per consentirgli di effettuare i conguagli entro l’anno solare. Pertanto, le dichiarazioni modello 730 a rettifica possono essere trasmesse anche oltre i termini previsti per l’invio dei modelli 730 purché la trasmissione della dichiarazione all’Agenzia delle entrate avvenga entro l’11 novembre 2013 (il 10 novembre cade di domenica). Sempre entro la medesima data il CAF o il professionista abilitato comunicano ai sostituti che non sono stati inseriti nel flusso telematico per l’anno 2013 i risultati contabili (modelli 730-4).
Resta ferma l’applicazione delle sanzioni in caso di trasmissione tardiva.

Tagli amministrativi sulle semplificazioni fiscali

4 LUG 2013 Forniti alcuni esempi di semplificazioni fiscali relativi a studi di settore, modello Unico, spesometro, contratti di leasing e noleggio, operazioni black list e servizi online (Agenzia delle Entrate – Comunicato 03 luglio 2013).

Studi di settore:
– dal periodo d’imposta 2012, non devono presentare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti le imprese in liquidazione coatta amministrativa o fallimento e i contribuenti con residenza o sede operativa in una delle zone colpite dal sisma del maggio 2012 (Emilia Romagna, Veneto e Lombardia) che dichiarano la presenza delle seguenti cause di esclusione: cessazione dell’attività, liquidazione volontaria o periodo di non normale svolgimento dell’attività;
– per il contribuente tenuto a presentare il modello di comunicazione dei dati rilevanti, l’invito viene inserito direttamente nella ricevuta telematica che attesta la trasmissione di Unico 2013.

Modello Unico
– per le imprese che variano i criteri di valutazione dei propri beni iscritti in bilancio, la comunicazione andrà direttamente in dichiarazione a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013. Allo stesso modo, sempre a decorrere da Unico 2014, confluiscono nella dichiarazione dei redditi le minusvalenze sopra i 50mila euro, non vanno, quindi, più inviate comunicazioni alla Direzione Regionale competente;
– a partire da Unico 2013, il quadro RU è stato completamente ristrutturato e semplificato con un’unica sezione “multimodulo” che raggruppa tutti i crediti agevolativi.

“Spesometro”:
– per l’anno 2012, un Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate specificherà, con riferimento alle operazioni per cui è previsto l’obbligo di fattura, che è possibile comunicare, per ciascun cliente e fornitore, in alternativa: le singole operazioni effettuate, indipendentemente dall’importo; l’ammontare complessivo dell’imponibile e dell’imposta relativa all’anno di riferimento;
– per l’anno 2012, gli operatori che svolgono attività di leasing finanziario e operativo e di locazione e/o noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili, potranno comunicare all’Anagrafe Tributaria i dati relativi ai propri clienti, utilizzando, in alternativa alla vecchia comunicazione, il modello in uso per lo “Spesometro”.

Servizi online:

– per l’invio della documentazione richiesta ai fini del controllo formale, i contribuenti e i loro intermediari potranno utilizzare Civis, il canale telematico dedicato all’assistenza.
– per le modalità di versamento tramite F24, l’uso della delega di pagamento si estende fra gli altri, anche ai pagamenti per l’imposta sulle successioni e donazioni, dell’Invim, dell’imposta sostitutiva Invim, dell’imposta di registro, dell’imposta ipotecaria, dell’imposta catastale, delle tasse ipotecarie, dell’imposta di bollo e dei tributi speciali. Entro il 30 settembre 2013 sarà possibile richiedere l’abilitazione al servizio Entratel via Pec. Una nuova modalità che si affianca a quella tradizionale che prevede la presentazione di una domanda presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Professionisti:
– non devono “riaddebitare” in fattura le spese di vitto e alloggio al committente e non possono considerare il relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo, in quanto le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per i professionisti che ne usufruiscono.

Successione:
– per poter essere esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione, bisogna superare il valore “soglia” dell’attivo ereditario di 75mila euro (prima 25.822,84 euro) per coniuge e parenti in linea retta. Mentre, chi la presenta, non deve più accompagnare necessariamente la denuncia con gli originali o le copie autenticate dei documenti, ma sono sufficienti le copie non autenticate, insieme alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Spese per gli omaggi:
– il limite per la piena deducibilità delle spese per gli omaggi sale a 50 euro anche per l’Iva e non solo per le imposte dirette. Per evitare complicazioni alle imprese, la soglia ai fini Iva si allinea così a quella delle imposte dirette.

4 LUG 2013 Forniti alcuni esempi di semplificazioni fiscali relativi a studi di settore, modello Unico, spesometro, contratti di leasing e noleggio, operazioni black list e servizi online (Agenzia delle Entrate - Comunicato 03 luglio 2013).

Studi di settore:
- dal periodo d’imposta 2012, non devono presentare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti le imprese in liquidazione coatta amministrativa o fallimento e i contribuenti con residenza o sede operativa in una delle zone colpite dal sisma del maggio 2012 (Emilia Romagna, Veneto e Lombardia) che dichiarano la presenza delle seguenti cause di esclusione: cessazione dell’attività, liquidazione volontaria o periodo di non normale svolgimento dell’attività;
- per il contribuente tenuto a presentare il modello di comunicazione dei dati rilevanti, l’invito viene inserito direttamente nella ricevuta telematica che attesta la trasmissione di Unico 2013.

Modello Unico
- per le imprese che variano i criteri di valutazione dei propri beni iscritti in bilancio, la comunicazione andrà direttamente in dichiarazione a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013. Allo stesso modo, sempre a decorrere da Unico 2014, confluiscono nella dichiarazione dei redditi le minusvalenze sopra i 50mila euro, non vanno, quindi, più inviate comunicazioni alla Direzione Regionale competente;
- a partire da Unico 2013, il quadro RU è stato completamente ristrutturato e semplificato con un’unica sezione "multimodulo" che raggruppa tutti i crediti agevolativi.

"Spesometro":
- per l’anno 2012, un Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate specificherà, con riferimento alle operazioni per cui è previsto l’obbligo di fattura, che è possibile comunicare, per ciascun cliente e fornitore, in alternativa: le singole operazioni effettuate, indipendentemente dall’importo; l’ammontare complessivo dell’imponibile e dell’imposta relativa all’anno di riferimento;
- per l’anno 2012, gli operatori che svolgono attività di leasing finanziario e operativo e di locazione e/o noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili, potranno comunicare all’Anagrafe Tributaria i dati relativi ai propri clienti, utilizzando, in alternativa alla vecchia comunicazione, il modello in uso per lo "Spesometro".

Servizi online:

- per l’invio della documentazione richiesta ai fini del controllo formale, i contribuenti e i loro intermediari potranno utilizzare Civis, il canale telematico dedicato all’assistenza.
- per le modalità di versamento tramite F24, l’uso della delega di pagamento si estende fra gli altri, anche ai pagamenti per l’imposta sulle successioni e donazioni, dell’Invim, dell’imposta sostitutiva Invim, dell’imposta di registro, dell’imposta ipotecaria, dell’imposta catastale, delle tasse ipotecarie, dell’imposta di bollo e dei tributi speciali. Entro il 30 settembre 2013 sarà possibile richiedere l’abilitazione al servizio Entratel via Pec. Una nuova modalità che si affianca a quella tradizionale che prevede la presentazione di una domanda presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Professionisti:
- non devono "riaddebitare" in fattura le spese di vitto e alloggio al committente e non possono considerare il relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo, in quanto le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per i professionisti che ne usufruiscono.

Successione:
- per poter essere esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione, bisogna superare il valore "soglia" dell’attivo ereditario di 75mila euro (prima 25.822,84 euro) per coniuge e parenti in linea retta. Mentre, chi la presenta, non deve più accompagnare necessariamente la denuncia con gli originali o le copie autenticate dei documenti, ma sono sufficienti le copie non autenticate, insieme alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Spese per gli omaggi:
- il limite per la piena deducibilità delle spese per gli omaggi sale a 50 euro anche per l’Iva e non solo per le imposte dirette. Per evitare complicazioni alle imprese, la soglia ai fini Iva si allinea così a quella delle imposte dirette.

Prorogata la comunicazione per gli acquisti con Pos

3 LUG 2013 La comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva, da parte degli operatori finanziari, va effettuata entro il 12 novembre 2013. Il termine precedente di presentazione era fissato per oggi, 3 luglio 2013 (Agenzia entrate – provvedimento n. 80821/2013).

In virtù della proroga, quindi, entro il 12 novembre 2013 gli operatori finanziari (banche, la società Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, etc.) sono tenuti a comunicare all’anagrafe tributaria le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di importo pari o superiore a € 3.600,00, effettuate dal 6 luglio 2011 al 31 dicembre 2011, il cui pagamento sia effettuato mediante carte di credito, di debito o prepagate preventivamente rilasciate. Sono operazioni rilevanti di importo pari o superiore a € 3.600,00 quelle per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura.

La comunicazione va effettuata telematicamente e deve riferirsi alle transazioni riguardanti la cessione di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute dai soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

3 LUG 2013 La comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva, da parte degli operatori finanziari, va effettuata entro il 12 novembre 2013. Il termine precedente di presentazione era fissato per oggi, 3 luglio 2013 (Agenzia entrate - provvedimento n. 80821/2013).

In virtù della proroga, quindi, entro il 12 novembre 2013 gli operatori finanziari (banche, la società Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, etc.) sono tenuti a comunicare all’anagrafe tributaria le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di importo pari o superiore a € 3.600,00, effettuate dal 6 luglio 2011 al 31 dicembre 2011, il cui pagamento sia effettuato mediante carte di credito, di debito o prepagate preventivamente rilasciate. Sono operazioni rilevanti di importo pari o superiore a € 3.600,00 quelle per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura.

La comunicazione va effettuata telematicamente e deve riferirsi alle transazioni riguardanti la cessione di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute dai soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

Rinvio aumento IVA: ecco le conseguenze

3 lug 2013 Con il rinvio dell’aumento dell’Iva al 1° ottobre 2013, il governo ha introdotto una serie di misure urgenti necessarie per compensare il differimento (D.L. n. 76/2013).

Il rinvio l’aumento dell’Iva di un punto percentuale, è bilanciato con l’aumento degli acconti Ires e Irpef, con l’aumento del versamento in acconto delle ritenute operate dagli istituti di credito e con l’introduzione dell’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche (e-cig).
Per le persone fisiche, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura dell’acconto Irpef passa dal 99 al 100%. Per quest’anno l’aumento produce effetti solo sulla seconda o unica rata di acconto da versare entro il 30 novembre.

Invece, per le società e per il solo periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura della seconda o unica rata di acconto Ires passa dal 100 al 101%.
Per gli anni 2013 e 2014 vi è un aumento dell’acconto nella misura del 110%, che le aziende e gli istituti di credito sono tenuti a versare sulle ritenute sugli interessi e i redditi di capitale.

Infine, a decorrere dal 1° gennaio 2014 è applicata l’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche, comprese le parti di ricambio. L’imposta è applicata nella misura del 58,5% del prezzo di vendita al pubblico.

3 lug 2013 Con il rinvio dell’aumento dell’Iva al 1° ottobre 2013, il governo ha introdotto una serie di misure urgenti necessarie per compensare il differimento (D.L. n. 76/2013).

Il rinvio l’aumento dell’Iva di un punto percentuale, è bilanciato con l’aumento degli acconti Ires e Irpef, con l’aumento del versamento in acconto delle ritenute operate dagli istituti di credito e con l’introduzione dell’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche (e-cig).
Per le persone fisiche, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura dell’acconto Irpef passa dal 99 al 100%. Per quest’anno l’aumento produce effetti solo sulla seconda o unica rata di acconto da versare entro il 30 novembre.

Invece, per le società e per il solo periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura della seconda o unica rata di acconto Ires passa dal 100 al 101%.
Per gli anni 2013 e 2014 vi è un aumento dell’acconto nella misura del 110%, che le aziende e gli istituti di credito sono tenuti a versare sulle ritenute sugli interessi e i redditi di capitale.

Infine, a decorrere dal 1° gennaio 2014 è applicata l’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche, comprese le parti di ricambio. L’imposta è applicata nella misura del 58,5% del prezzo di vendita al pubblico.

Prestazioni orarie “diverse”: applicazione del regime fiscale agevolato

Con l’interpello n. 21 del 2013 il Ministero del lavoro ha fornito la corretta interpretazione del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 che ha disciplinato per il periodo 01.01. 2013 – 31.12.2013 la c.d. retribuzione di produttività.

Il decreto in oggetto ha posto in evidenza lo stretto legame tra l’applicazione del regime fiscale agevolato con l’adozione di misure finalizzate ad una maggiore “efficientazione aziendale” e che “la rispondenza delle voci retributive introdotte alle finalità volute dal Legislatore rappresenta un elemento di esclusiva valutazione da parte della contrattazione collettiva, cosicché l’agevolazione non può ritenersi condizionata ai risultati effettivamente conseguiti”.
In funzione delle citate finalità, il Ministero chiarisce che l’impegno datoriale nella “riorganizzazione del lavoro” attraverso l’applicazione delle misure di “efficientazione aziendale” previste dalla contrattazione territoriale, può realizzarsi o attraverso l’introduzione di misure del tutto nuove o in una diversa modulazione di flessibilità previste dal contratto nazionale. L’adozione di tali misure, quindi, in forza del patto territoriale, non deve costituire necessariamente un elemento di novità in relazione al contratto collettivo nazionale applicato in azienda ma un elemento di novità per le aziende che le applicano.
Con riferimento all’applicazione della agevolazione fiscale anche a patti aziendali precedenti all’emanazione del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 e risalenti nel tempo, si afferma che per i contratti sottoscritti in vigenza della previgente disciplina che prevedano l’erogazione di una “retribuzione di produttività” coincidente con una o entrambe le nozioni contenute nel D.P.C.M., sarà possibile l’applicazione dell’agevolazione sin dal 1° gennaio del corrente anno.
In sostanza, in relazione a contratti aziendali, ed eventualmente a contratti territoriali, “pregressi” ma ancora in vigore, è possibile applicare l’agevolazione in esame a condizione di una rispondenza di tutte o alcune delle misure già contenute nei citati contratti con le previsioni del D.P.C.M. Ciò vale anche per i contratti che non abbiano istituito veri e propri premi di produttività o di rendimento, basati sul raggiungimento di obiettivi prefissati, fermo restando che al loro interno siano comunque presenti altre misure che siano risultate e che tuttora risultino idonee a sollecitare una maggiore efficientazione aziendale.
In tali casi, pertanto, è determinante la coerenza dei contenuti di quei patti con le finalità individuate dal D.P.C.M. e occorre che l’autodichiarazione faccia riferimento alla conformità tra i vecchi contratti e la nuova disciplina.
Per quanto concerne “l’indicatore quantitativo del miglioramento della produttività in senso lato”, si precisa che la prima nozione di “retribuzione di produttività” contenuta nel D.P.C.M. fa riferimento a “voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione” e che proprio il riferimento alla “qualità” o, ancor più, alla “innovazione” consente di sostenere che tali indicatori non costituiscono necessariamente una “fotografia” di un incremento del fatturato aziendale ma è sufficiente che siano comunque suscettibili di una “contabilizzazione” da parte dell’impresa.
Si conclude, quindi, che anche la modifica degli orari aziendali, in quanto oggettivamente identificabile e quantitativamente misurabile, può validamente rispondere alle citate condizioni di legge
.

Con l’interpello n. 21 del 2013 il Ministero del lavoro ha fornito la corretta interpretazione del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 che ha disciplinato per il periodo 01.01. 2013 - 31.12.2013 la c.d. retribuzione di produttività.

Il decreto in oggetto ha posto in evidenza lo stretto legame tra l’applicazione del regime fiscale agevolato con l’adozione di misure finalizzate ad una maggiore "efficientazione aziendale" e che "la rispondenza delle voci retributive introdotte alle finalità volute dal Legislatore rappresenta un elemento di esclusiva valutazione da parte della contrattazione collettiva, cosicché l’agevolazione non può ritenersi condizionata ai risultati effettivamente conseguiti".
In funzione delle citate finalità, il Ministero chiarisce che l’impegno datoriale nella "riorganizzazione del lavoro" attraverso l’applicazione delle misure di "efficientazione aziendale" previste dalla contrattazione territoriale, può realizzarsi o attraverso l’introduzione di misure del tutto nuove o in una diversa modulazione di flessibilità previste dal contratto nazionale. L’adozione di tali misure, quindi, in forza del patto territoriale, non deve costituire necessariamente un elemento di novità in relazione al contratto collettivo nazionale applicato in azienda ma un elemento di novità per le aziende che le applicano.
Con riferimento all’applicazione della agevolazione fiscale anche a patti aziendali precedenti all’emanazione del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 e risalenti nel tempo, si afferma che per i contratti sottoscritti in vigenza della previgente disciplina che prevedano l’erogazione di una "retribuzione di produttività" coincidente con una o entrambe le nozioni contenute nel D.P.C.M., sarà possibile l’applicazione dell’agevolazione sin dal 1° gennaio del corrente anno.
In sostanza, in relazione a contratti aziendali, ed eventualmente a contratti territoriali, "pregressi" ma ancora in vigore, è possibile applicare l’agevolazione in esame a condizione di una rispondenza di tutte o alcune delle misure già contenute nei citati contratti con le previsioni del D.P.C.M. Ciò vale anche per i contratti che non abbiano istituito veri e propri premi di produttività o di rendimento, basati sul raggiungimento di obiettivi prefissati, fermo restando che al loro interno siano comunque presenti altre misure che siano risultate e che tuttora risultino idonee a sollecitare una maggiore efficientazione aziendale.
In tali casi, pertanto, è determinante la coerenza dei contenuti di quei patti con le finalità individuate dal D.P.C.M. e occorre che l’autodichiarazione faccia riferimento alla conformità tra i vecchi contratti e la nuova disciplina.
Per quanto concerne "l’indicatore quantitativo del miglioramento della produttività in senso lato", si precisa che la prima nozione di "retribuzione di produttività" contenuta nel D.P.C.M. fa riferimento a "voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione" e che proprio il riferimento alla "qualità" o, ancor più, alla "innovazione" consente di sostenere che tali indicatori non costituiscono necessariamente una "fotografia" di un incremento del fatturato aziendale ma è sufficiente che siano comunque suscettibili di una "contabilizzazione" da parte dell’impresa.
Si conclude, quindi, che anche la modifica degli orari aziendali, in quanto oggettivamente identificabile e quantitativamente misurabile, può validamente rispondere alle citate condizioni di legge
.

CCNL UNEBA 8/5/2013: CORREZIONI E CHIARIMENTI A SEGUITO DELLO SCIOGLIMENTO DELLA RISERVA

Il giorno 21/6/2013, l’UNEBA e la FP-CISL, la FISASCAT-CISL, la FP-CGIL e la UILTUCS-UIL, sciolta positivamente la riserva sul CCNL sottoscritto l’8/5/2013, per il personale dipendente dalle realtà del settore assistenziale, sociale, sociosanitario, educativo, nonché da tutte le altre istituzioni di assistenza e beneficenza, hanno provveduto alla stesura definitiva del testo apportando alcune correzioni e chiarimenti.

Minimi retributivi
I minimi retributivi mensili conglobati nazionali sono i seguenti secondo le decorrenze indicate:

Livello Al 1/12/2012 Al 1/7/2013 Al 1/10/2013
Quadro 1.730,49 1.750,49 1.770,49
1.627,47 1.646,28 1.665,09
1.534,77 1.552,51 1.570,25
3° S 1.421,45 1.437,88 1.454,31
1.369,96 1.385,79 1.401,62
4° S 1.297,86 1.312,86 1.327,86
1.256,67 1.271,19 1.285,71
5° S 1.236,07 1.250,36 1.264,65
1.205,15 1.219,08 1.233,01
6° S 1.174,27 1.187,84 1.201,41
1.143,36 1.156,57 1.169,78
1.060,95 1.073,21 1.085,47

.

Gli importi di cui sopra andranno in vigore con decorrenza dalla sottoscrizione del CCNL. Gli arretrati derivanti dalla decorrenza 1/12/2012 saranno corrisposti al personale in forza alla data di sottoscrizione con la corresponsione delle competenze del mese di Luglio.

Una Tantum
A copertura del periodo 1/1/2010 – 30/11/2012 verrà corrisposta al personale in forza alla data di firma del presente contratto una somma a titolo di “una tantum” da corrispondersi con le competenze del mese di settembre 2013:

Livello Una Tantum
Quadro 180,00
169,29
159,64
3°S 147,86
142,50
4°S 135,00
130,72
5°S 128,57
125,36
6°S 122,14
118,93
110,36

I predetti importi assorbono l’I.V.C. di cui all’art. 2 del CCNL sottoscritto in data 27/5/2004 relativamente al triennio 2010-2012. Le parti convengono peraltro sulla soppressione della predetta indennità a decorrere dalla sottoscrizione dell’attuale Contratto di lavoro.
Dagli importi “Una Tantum” di cui ai punti precedenti potranno essere dedotte, fino a concorrenza, le eventuali erogazioni corrisposte a titolo di anticipazione e/o acconto derivanti da accordi stipulati a livelli decentrati.

Apprendistato professionalizzante
Gli Enti potranno assumere personale con contratto di apprendistato nel rispetto del D.Lgs. 14/9/2011 n. 167 e della Legge 28/6/2012 n. 92. L’apprendistato avrà come fine l’acquisizione da parte dell’apprendista delle competenze utili alla copertura della mansione a cui è destinato.

Ammissibilità ed esclusioni
Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di diritto-dovere di istruzione e di formazione, il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere ha lo scopo di consentire ai giovani lavoratori di acquisire le competenze per le quali occorra un percorso di formazione professionale.
Esso sarà pertanto ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese tra i livelli 2° e 6° compresi del piano di inquadramento e classificazione previsto all’art. 36 del CCNL.
Il contratto di apprendistato è escluso per i seguenti profili professionali:
– Infermiere professionale
– Fisioterapista
– Logopedista
– Psicomotricista
– Medico
– Psicologo

Limiti di età
Potranno essere assunti con il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del D.Lgs. 17/10/2005, n. 226, il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere potrà essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.

Periodo di prova
Il periodo di prova dell’apprendista dovrà risultare da atto scritto, e la sua durata sarà pari a quella previsto per il lavoratore qualificato inquadrato al medesimo livello finale d’inquadramento. Durante il periodo di prova sussiste il reciproco il diritto di risolvere il rapporto senza preavviso.

Durata dell’apprendistato e trattamento economico

Il rapporto di apprendistato avrà una durata minima di 18 mesi con esclusione delle attività stagionali, e si estinguerà in relazione alle qualifiche da conseguire secondo alle seguenti scadenze:

Livelli Durata in Mesi
2° – 3°S – 3 36
4°S – 4° 24
5°S – 5° – 6° 18

Il trattamento economico per gli apprendisti consisterà in una percentuale rispetto al minimo contrattuale mensile conglobato previsto all’art. 43 del CCNL, con riferimento al livello di inquadramento della qualifica per la quale è svolto l’apprendistato, con le seguenti progressioni:
Per contratti di durata fino a 18 mesi:
– dal 1° al 9° mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
– dal 10° al 18° mese:90 % della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Per contratti di durata fino a 24 mesi:
– dal 1° al 12°mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
– dal 13° al 24° mese: 90% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Per contratti di durata fino a 36 mesi:
– dal 1° al 18° mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
– dal 19° al 36° mese: 90% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Alla fine dell’apprendistato l’inquadramento e la retribuzione saranno quelli corrispondenti alla qualifica eventualmente conseguita.
La durata del contratto instaurato nel confronto degli operatori sociosanitari 4°S viene ridotta a 18 mesi con la seguente progressione retributiva:
– dal 1° al 9° mese: 85%
– dal 10° al 18° mese: 90%
La durata del contratto instaurato nei confronti degli educatori professionali di livello 3°S viene ridotta a 24 mesi con la seguente professione retributiva:
– dal 1° al 12° mese: 85%
– dal 13° al 24° mese: 90%.

Previdenza complementare
Le parti condividono di definire l’articolato contrattuale al fine di dare copertura a tale importante istituto e convengono che la data di decorrenza, unitamente al Fondo cui aderire, sarà individuata nell’ambito del prossimo rinnovo contrattuale.
Gli oneri a carico dell’Ente gestore saranno pari a:
– 1,05% di cui 0,05 destinato a quota associativa, della retribuzione mensile utile per il computo del TFR;
gli oneri a carico del lavoratore saranno pari a:
– 1,05% di cui 0,05 destinato a quota associativa della retribuzione mensile utile per il computo del TFR.

All’atto dell’iscrizione al Fondo verrà versata una quota di iscrizione una tantum pari a 14,00 euro, di cui € 7,00 a carico dell’ente gestore ed € 7,00 a carico del lavoratore.
Fermo restando quanto previsto, nelle more dell’individuazione del Fondo negoziale definitivo, sono fatti salvi e continuano ad applicarsi eventuali accordi o condizioni contrattuali precedenti nei quali erano previste forme di adesione a Fondi di previdenza complementare di tipo negoziale.

Malattia e chiarimenti sul comporto
Durante la malattia il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un massimo di 365 giorni di calendario relativi ad eventi di malattia nell’arco dell’ultimo triennio a partire dall’evento in corso e comprensivo dello stesso. I suddetti limiti potranno essere raggiunti per assenze di malattie o di infortunio non sul lavoro anche se fatti in più riprese. Nel caso di superamento di tale comporto l’Istituzione potrà procedere al licenziamento con la corresponsione dell’indennità di anzianità e di preavviso.
Per l’anno 2013 nei confronti dei lavoratori che siano incorsi in eventi di malattia in data antecedente all’8/5/2013, si applicherà la disciplina di cui al precedente CCNL.
Gli eventi di malattia insorti successivamente all’8/5/2013 varranno, per i lavoratori di cui al punto precedente al fine del calcolo del periodo di comporto come disciplinato nel nuovo accordo.
Sono fatti salvi i casi di lavoratrici e lavoratori affetti da patologie gravi, infatti si prevede che i lavoratori affetti da patologie gravi, debitamente documentate dalle strutture pubbliche o private convenzionalmente accreditate, che richiedono terapie salvavita ed altre assimilabili, non sono soggetti al computo del comporto di cui sopra.

Il giorno 21/6/2013, l’UNEBA e la FP-CISL, la FISASCAT-CISL, la FP-CGIL e la UILTUCS-UIL, sciolta positivamente la riserva sul CCNL sottoscritto l’8/5/2013, per il personale dipendente dalle realtà del settore assistenziale, sociale, sociosanitario, educativo, nonché da tutte le altre istituzioni di assistenza e beneficenza, hanno provveduto alla stesura definitiva del testo apportando alcune correzioni e chiarimenti.

Minimi retributivi
I minimi retributivi mensili conglobati nazionali sono i seguenti secondo le decorrenze indicate:

LivelloAl 1/12/2012Al 1/7/2013Al 1/10/2013
Quadro1.730,491.750,491.770,49
1.627,471.646,281.665,09
1.534,771.552,511.570,25
3° S1.421,451.437,881.454,31
1.369,961.385,791.401,62
4° S1.297,861.312,861.327,86
1.256,671.271,191.285,71
5° S1.236,071.250,361.264,65
1.205,151.219,081.233,01
6° S1.174,271.187,841.201,41
1.143,361.156,571.169,78
1.060,951.073,211.085,47

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Gli importi di cui sopra andranno in vigore con decorrenza dalla sottoscrizione del CCNL. Gli arretrati derivanti dalla decorrenza 1/12/2012 saranno corrisposti al personale in forza alla data di sottoscrizione con la corresponsione delle competenze del mese di Luglio.

Una Tantum
A copertura del periodo 1/1/2010 - 30/11/2012 verrà corrisposta al personale in forza alla data di firma del presente contratto una somma a titolo di "una tantum" da corrispondersi con le competenze del mese di settembre 2013:

LivelloUna Tantum
Quadro180,00
169,29
159,64
3°S147,86
142,50
4°S135,00
130,72
5°S128,57
125,36
6°S122,14
118,93
110,36

I predetti importi assorbono l’I.V.C. di cui all’art. 2 del CCNL sottoscritto in data 27/5/2004 relativamente al triennio 2010-2012. Le parti convengono peraltro sulla soppressione della predetta indennità a decorrere dalla sottoscrizione dell’attuale Contratto di lavoro.
Dagli importi "Una Tantum" di cui ai punti precedenti potranno essere dedotte, fino a concorrenza, le eventuali erogazioni corrisposte a titolo di anticipazione e/o acconto derivanti da accordi stipulati a livelli decentrati.

Apprendistato professionalizzante
Gli Enti potranno assumere personale con contratto di apprendistato nel rispetto del D.Lgs. 14/9/2011 n. 167 e della Legge 28/6/2012 n. 92. L'apprendistato avrà come fine l’acquisizione da parte dell’apprendista delle competenze utili alla copertura della mansione a cui è destinato.

Ammissibilità ed esclusioni
Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di diritto-dovere di istruzione e di formazione, il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere ha lo scopo di consentire ai giovani lavoratori di acquisire le competenze per le quali occorra un percorso di formazione professionale.
Esso sarà pertanto ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese tra i livelli 2° e 6° compresi del piano di inquadramento e classificazione previsto all’art. 36 del CCNL.
Il contratto di apprendistato è escluso per i seguenti profili professionali:
- Infermiere professionale
- Fisioterapista
- Logopedista
- Psicomotricista
- Medico
- Psicologo

Limiti di età
Potranno essere assunti con il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del D.Lgs. 17/10/2005, n. 226, il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere potrà essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.

Periodo di prova
Il periodo di prova dell’apprendista dovrà risultare da atto scritto, e la sua durata sarà pari a quella previsto per il lavoratore qualificato inquadrato al medesimo livello finale d’inquadramento. Durante il periodo di prova sussiste il reciproco il diritto di risolvere il rapporto senza preavviso.

Durata dell’apprendistato e trattamento economico

Il rapporto di apprendistato avrà una durata minima di 18 mesi con esclusione delle attività stagionali, e si estinguerà in relazione alle qualifiche da conseguire secondo alle seguenti scadenze:

LivelliDurata in Mesi
2° - 3°S - 336
4°S - 4° 24
5°S - 5° - 6°18

Il trattamento economico per gli apprendisti consisterà in una percentuale rispetto al minimo contrattuale mensile conglobato previsto all’art. 43 del CCNL, con riferimento al livello di inquadramento della qualifica per la quale è svolto l’apprendistato, con le seguenti progressioni:
Per contratti di durata fino a 18 mesi:
- dal 1° al 9° mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
- dal 10° al 18° mese:90 % della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Per contratti di durata fino a 24 mesi:
- dal 1° al 12°mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
- dal 13° al 24° mese: 90% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Per contratti di durata fino a 36 mesi:
- dal 1° al 18° mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
- dal 19° al 36° mese: 90% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Alla fine dell’apprendistato l’inquadramento e la retribuzione saranno quelli corrispondenti alla qualifica eventualmente conseguita.
La durata del contratto instaurato nel confronto degli operatori sociosanitari 4°S viene ridotta a 18 mesi con la seguente progressione retributiva:
- dal 1° al 9° mese: 85%
- dal 10° al 18° mese: 90%
La durata del contratto instaurato nei confronti degli educatori professionali di livello 3°S viene ridotta a 24 mesi con la seguente professione retributiva:
- dal 1° al 12° mese: 85%
- dal 13° al 24° mese: 90%.

Previdenza complementare
Le parti condividono di definire l’articolato contrattuale al fine di dare copertura a tale importante istituto e convengono che la data di decorrenza, unitamente al Fondo cui aderire, sarà individuata nell’ambito del prossimo rinnovo contrattuale.
Gli oneri a carico dell’Ente gestore saranno pari a:
- 1,05% di cui 0,05 destinato a quota associativa, della retribuzione mensile utile per il computo del TFR;
gli oneri a carico del lavoratore saranno pari a:
- 1,05% di cui 0,05 destinato a quota associativa della retribuzione mensile utile per il computo del TFR.

All’atto dell’iscrizione al Fondo verrà versata una quota di iscrizione una tantum pari a 14,00 euro, di cui € 7,00 a carico dell’ente gestore ed € 7,00 a carico del lavoratore.
Fermo restando quanto previsto, nelle more dell’individuazione del Fondo negoziale definitivo, sono fatti salvi e continuano ad applicarsi eventuali accordi o condizioni contrattuali precedenti nei quali erano previste forme di adesione a Fondi di previdenza complementare di tipo negoziale.

Malattia e chiarimenti sul comporto
Durante la malattia il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un massimo di 365 giorni di calendario relativi ad eventi di malattia nell’arco dell’ultimo triennio a partire dall’evento in corso e comprensivo dello stesso. I suddetti limiti potranno essere raggiunti per assenze di malattie o di infortunio non sul lavoro anche se fatti in più riprese. Nel caso di superamento di tale comporto l’Istituzione potrà procedere al licenziamento con la corresponsione dell’indennità di anzianità e di preavviso.
Per l’anno 2013 nei confronti dei lavoratori che siano incorsi in eventi di malattia in data antecedente all’8/5/2013, si applicherà la disciplina di cui al precedente CCNL.
Gli eventi di malattia insorti successivamente all’8/5/2013 varranno, per i lavoratori di cui al punto precedente al fine del calcolo del periodo di comporto come disciplinato nel nuovo accordo.
Sono fatti salvi i casi di lavoratrici e lavoratori affetti da patologie gravi, infatti si prevede che i lavoratori affetti da patologie gravi, debitamente documentate dalle strutture pubbliche o private convenzionalmente accreditate, che richiedono terapie salvavita ed altre assimilabili, non sono soggetti al computo del comporto di cui sopra.

Sgravio contributivo sulle erogazioni di secondo livello, rideterminato il tetto per il 2010 ed il 2011

1 LUG 2013 La rideterminazione, per gli anni 2010 e 2011, del tetto retributivo sul quale opera lo sgravio contributivo previsto sulle erogazioni di secondo livello

Con riferimento agli sgravi contributivi sulle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello, per gli anni 2010 e 2011, la misura limite, inizialmente stabilita al 2,25% della retribuzione dei lavoratori interessati, è stata rideterminata fino al 2,50% per il 2010 ed al 2,60% per il 2011. Conseguentemente, i datori di lavoro già autorizzati allo sgravio per le citate annualità potranno recuperare l’ulteriore percentuale spettante, in sede di conguaglio contributivo. In realtà, tali percentuali aggiuntive potranno essere fruite nella loro interezza esclusivamente in presenza di premi il cui ammontare complessivo si sia collocato nei limiti del tetto rideterminato (2,50% per il 2010 e 2,60% per il 2011), ovvero lo abbia superato. Laddove, invece, l’erogazione oggetto di sgravio sia stata di importo inferiore rispetto a detta percentuale, i datori di lavoro dovranno limitarsi al recupero della sola quota effettivamente spettante.
Con riferimento alle aziende non agricole, a queste ultime sarà automaticamente assegnato il codice di autorizzazione “9D” e le stesse potranno conguagliare l’ulteriore quota di incentivo spettante avvalendosi dei già previsti codici causale, differenziati per annualità ed in ragione della tipologia contrattuale (“L964”, “L965”, “L966”, “L967” per il 2010; “L974”, “L975”, “L976”, “L977” per il 2011).
I datori di lavoro agricoli, invece, potranno recuperare, tramite compensazione sui contributi dovuti, l’ulteriore percentuale di sgravio spettante. A tal fine, le aziende dovranno presentare alle strutture territoriali competenti per territorio un’istanza cartacea su apposito modello.
I datori di lavoro iscritti alla gestione ex Inpdap dovranno indicare nell’UniEmens, Lista PosPA, l’ulteriore importo del contributo da recuperare valorizzando l’elemento RecuperoSgravi.
Infine, per la gestione ex Enpals, i datori di lavoro saranno tenuti a comunicare via mail, al Polo PALS competente, la misura del credito verso l’Istituto generato per effetto dell’innalzamento del tetto, con evidenza delle relative mensilità, nonché la misura delle compensazioni effettuate con evidenza delle relative mensilità.
Indipendentemente dalla tipologia di datore di lavoro, il medesimo avrà cura di restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza e le operazioni di recupero dovranno essere effettuate entro il giorno 16 settembre 2013.

1 LUG 2013 La rideterminazione, per gli anni 2010 e 2011, del tetto retributivo sul quale opera lo sgravio contributivo previsto sulle erogazioni di secondo livello

Con riferimento agli sgravi contributivi sulle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello, per gli anni 2010 e 2011, la misura limite, inizialmente stabilita al 2,25% della retribuzione dei lavoratori interessati, è stata rideterminata fino al 2,50% per il 2010 ed al 2,60% per il 2011. Conseguentemente, i datori di lavoro già autorizzati allo sgravio per le citate annualità potranno recuperare l’ulteriore percentuale spettante, in sede di conguaglio contributivo. In realtà, tali percentuali aggiuntive potranno essere fruite nella loro interezza esclusivamente in presenza di premi il cui ammontare complessivo si sia collocato nei limiti del tetto rideterminato (2,50% per il 2010 e 2,60% per il 2011), ovvero lo abbia superato. Laddove, invece, l’erogazione oggetto di sgravio sia stata di importo inferiore rispetto a detta percentuale, i datori di lavoro dovranno limitarsi al recupero della sola quota effettivamente spettante.
Con riferimento alle aziende non agricole, a queste ultime sarà automaticamente assegnato il codice di autorizzazione "9D" e le stesse potranno conguagliare l’ulteriore quota di incentivo spettante avvalendosi dei già previsti codici causale, differenziati per annualità ed in ragione della tipologia contrattuale ("L964", "L965", "L966", "L967" per il 2010; "L974", "L975", "L976", "L977" per il 2011).
I datori di lavoro agricoli, invece, potranno recuperare, tramite compensazione sui contributi dovuti, l’ulteriore percentuale di sgravio spettante. A tal fine, le aziende dovranno presentare alle strutture territoriali competenti per territorio un’istanza cartacea su apposito modello.
I datori di lavoro iscritti alla gestione ex Inpdap dovranno indicare nell’UniEmens, Lista PosPA, l’ulteriore importo del contributo da recuperare valorizzando l’elemento RecuperoSgravi.
Infine, per la gestione ex Enpals, i datori di lavoro saranno tenuti a comunicare via mail, al Polo PALS competente, la misura del credito verso l’Istituto generato per effetto dell’innalzamento del tetto, con evidenza delle relative mensilità, nonché la misura delle compensazioni effettuate con evidenza delle relative mensilità.
Indipendentemente dalla tipologia di datore di lavoro, il medesimo avrà cura di restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza e le operazioni di recupero dovranno essere effettuate entro il giorno 16 settembre 2013.

Assegno al nucleo familiare con almeno tre figli minori anche frazionato

1 LUG 2013 La spettanza dell’assegno al nucleo familiare concesso dai Comuni nel caso diritto sussistente solo per una parte dell’anno.

Come noto, con effetto dal 1° gennaio 1999, è erogato dall’Inps uno specifico assegno in favore dei nuclei familiari con almeno tre figli minori, che risultino in possesso di risorse economiche non superiori ad un dato valore ISE (indicatore della situazione economica), annualmente stabilito. La prestazione è concessa dal Comune di residenza, in base ad apposita istanza presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di spettanza. Ciò premesso, è stata avanzata la questione della possibilità di riconoscere la prestazione, solamente e proporzionalmente per quei mesi dell’anno in cui permane la presenza di almeno tre figli minori nel nucleo, anche quando ciò sia dovuto a mutamenti della composizione del nucleo diversi dal raggiungimento della maggiore età da parte di uno dei figli, come ad esempio nel caso affidamento di uno dei tre figli minori a terzi ovvero di cancellazione di uno dei tre figli dallo stato di famiglia del genitore richiedente. Al riguardo, nonostante la disciplina di riferimento sancisca che la domanda può essere presentata a condizione che i requisiti siano posseduti al momento della presentazione della domanda medesima, occorre riconoscere il trattamento più favorevole per i potenziali aventi diritto a tale prestazione. In altri termini, , in presenza di tutti gli altri requisiti richiesti dalla normativa di settore, l’assegno può essere erogato in misura frazionata per i mesi dell’anno in cui sussiste il requisito della composizione del nucleo, e ciò anche se la domanda rivolta ad ottenere tale prestazione, purché formulata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, sia presentata dopo il venir meno della sussistenza di tale requisito. E’ comunque necessario che, al momento del venir meno del requisito, il richiedente l’assegno abbia già un ISE in corso di validità riferito al proprio nucleo composto con almeno i tre figli minori. Infine, è rimessa alla discrezionalità dei singoli Comuni la valutazione circa l’accoglimento delle domande relative all’anno 2012.

1 LUG 2013 La spettanza dell’assegno al nucleo familiare concesso dai Comuni nel caso diritto sussistente solo per una parte dell’anno.

Come noto, con effetto dal 1° gennaio 1999, è erogato dall’Inps uno specifico assegno in favore dei nuclei familiari con almeno tre figli minori, che risultino in possesso di risorse economiche non superiori ad un dato valore ISE (indicatore della situazione economica), annualmente stabilito. La prestazione è concessa dal Comune di residenza, in base ad apposita istanza presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di spettanza. Ciò premesso, è stata avanzata la questione della possibilità di riconoscere la prestazione, solamente e proporzionalmente per quei mesi dell’anno in cui permane la presenza di almeno tre figli minori nel nucleo, anche quando ciò sia dovuto a mutamenti della composizione del nucleo diversi dal raggiungimento della maggiore età da parte di uno dei figli, come ad esempio nel caso affidamento di uno dei tre figli minori a terzi ovvero di cancellazione di uno dei tre figli dallo stato di famiglia del genitore richiedente. Al riguardo, nonostante la disciplina di riferimento sancisca che la domanda può essere presentata a condizione che i requisiti siano posseduti al momento della presentazione della domanda medesima, occorre riconoscere il trattamento più favorevole per i potenziali aventi diritto a tale prestazione. In altri termini, , in presenza di tutti gli altri requisiti richiesti dalla normativa di settore, l’assegno può essere erogato in misura frazionata per i mesi dell’anno in cui sussiste il requisito della composizione del nucleo, e ciò anche se la domanda rivolta ad ottenere tale prestazione, purché formulata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, sia presentata dopo il venir meno della sussistenza di tale requisito. E’ comunque necessario che, al momento del venir meno del requisito, il richiedente l’assegno abbia già un ISE in corso di validità riferito al proprio nucleo composto con almeno i tre figli minori. Infine, è rimessa alla discrezionalità dei singoli Comuni la valutazione circa l’accoglimento delle domande relative all’anno 2012.