Le nuove contribuzioni per i dirigenti delle aziende commerciali

Decorrono, dal mese di ottobre, le nuove contribuzioni ai vari Fondi previsti nel CCNL dei Dirigenti di aziende del terziario

PREVIDENZA COMPLEMENTARE (Fondo Mario Negri)
Dal 1° ottobre 2021 la contribuzione al Fondo Mario Negri a carico del datore di lavoro per ciascun dirigente è elavata al 12,86% della retribuzione convenzionale annua pari a € 59.224,54=.
Il contributo integrativo (comprensiva della quota di contributo sindacale di adesione contrattuale) a carico del datore di lavoro è pari a decorrere dal 01/01/2020 al 2,19% e a decorrere dal 01/01/2021 al 2,31% della retribuzione convenzionale annua pari a € 59.224,54=.

ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA (Fondo Mario Besusso -Fasdac)
Dal 1° ottobre 2021 la contribuzione al Fondo Mario Besusso -Fasdac a carico del datore di lavoro per ciascun dirigente in servizio è elevata al 5,51%.
Restano confermate la contribuzione del 2,56% a carico azienda a favore della Gestione dirigenti pensionati (comprensiva della quota di contributo sindacale di adesione contrattuale) e il contributo dell’1,87% a carico del dirigente.

PREVIDENZA INTEGRATIVA INDIVIDUALE (Associazione Antonio Pastore)
Dal 1° ottobre 2021 la contribuzione a carico del datore di lavoro all’Associazione Antonio Pastore è fissata in € 4.296,45= in ragione d’anno (comprensiva della quota di contributo sindacale di adesione contrattuale). Il contributo a carico dirigente in ragione d’anno è confermato a € 464,81=.

AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PROFESSIONALE, POLITICHE ATTIVE E OUTPLACEMENT (CFMT)
Dal 1° ottobre 2021 il contributo annuo al CFMT per la formazione professionale viene elevato a € 290,00= a carico del datore di lavoro e a € 130,00= a carico dirigente. Gli importi sono comprensivi della quota di contributo sindacale di adesione contrattuale e per l’espletamento delle funzioni aggiuntive attribuite al CFMT in materia di servizi di welfare e politiche attive e dovranno continuare ad essere versati, in via transitoria, al Fondo Mario Negri.

Decorrono, dal mese di ottobre, le nuove contribuzioni ai vari Fondi previsti nel CCNL dei Dirigenti di aziende del terziario

PREVIDENZA COMPLEMENTARE (Fondo Mario Negri)
Dal 1° ottobre 2021 la contribuzione al Fondo Mario Negri a carico del datore di lavoro per ciascun dirigente è elavata al 12,86% della retribuzione convenzionale annua pari a € 59.224,54=.
Il contributo integrativo (comprensiva della quota di contributo sindacale di adesione contrattuale) a carico del datore di lavoro è pari a decorrere dal 01/01/2020 al 2,19% e a decorrere dal 01/01/2021 al 2,31% della retribuzione convenzionale annua pari a € 59.224,54=.

ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA (Fondo Mario Besusso -Fasdac)
Dal 1° ottobre 2021 la contribuzione al Fondo Mario Besusso -Fasdac a carico del datore di lavoro per ciascun dirigente in servizio è elevata al 5,51%.
Restano confermate la contribuzione del 2,56% a carico azienda a favore della Gestione dirigenti pensionati (comprensiva della quota di contributo sindacale di adesione contrattuale) e il contributo dell’1,87% a carico del dirigente.

PREVIDENZA INTEGRATIVA INDIVIDUALE (Associazione Antonio Pastore)
Dal 1° ottobre 2021 la contribuzione a carico del datore di lavoro all’Associazione Antonio Pastore è fissata in € 4.296,45= in ragione d’anno (comprensiva della quota di contributo sindacale di adesione contrattuale). Il contributo a carico dirigente in ragione d’anno è confermato a € 464,81=.

AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PROFESSIONALE, POLITICHE ATTIVE E OUTPLACEMENT (CFMT)
Dal 1° ottobre 2021 il contributo annuo al CFMT per la formazione professionale viene elevato a € 290,00= a carico del datore di lavoro e a € 130,00= a carico dirigente. Gli importi sono comprensivi della quota di contributo sindacale di adesione contrattuale e per l’espletamento delle funzioni aggiuntive attribuite al CFMT in materia di servizi di welfare e politiche attive e dovranno continuare ad essere versati, in via transitoria, al Fondo Mario Negri.

Svolgimento di fatto di mansioni di livello superiore e retribuzione

Lo svolgimento di fatto di mansioni riferite a livello superiore, non include il conseguimento automatico di posizione economica superiore quando il CCNL prevede che ciò avvenga sulla base di criteri oggettivi di selezione (Corte di Cassazione – Sent. 28/9/2021, n. 26274)

E’ quanto ha affermato la Corte di Cassazione con Sentenza n. 26274 del 28 settembre 2021, chiamata a decidere sul caso di un lavoratore dipendente da Ente Pubblico non Economico, che aveva ottenuto nel secondo grado di giudizio, la condanna dell’Inail al pagamento delle differenze retributive maturate in relazione al periodo lavorativo in cui aveva svolto le mansioni proprie dell’inquadramento superiore a quello posseduto.
La Corte Suprema ha accolto il ricorso dell’Inail cassando la sentenza della Corte di Appello impugnata, “escludendo la sussistenza del diritto del lavoratore a vedersi corrispondere il trattamento economico del livello retributivo più elevato avendo svolto di fatto tali mansioni in quanto si deve interpretare la nuova disciplina posta in materia di classificazione del personale dal CCNL di comparto 1/10/2007 (cfr. art. 11 e ss.) nel senso, viceversa disatteso dalla Corte territoriale, per cui i passaggi ai livelli economici successivi avvengono sulla base di criteri oggettivi di selezione, che tengano in considerazione il livello di esperienza maturato, i titoli posseduti e gli specifici percorsi formativi e di apprendimento professionale, così da evitare che il criterio legittimante l’accesso ai livelli di sviluppo economico e come tale destinato a riflettere un più elevato livello qualitativo del lavoro sia dato soltanto dal tempo di permanenza nelle singole posizioni”

Lo svolgimento di fatto di mansioni riferite a livello superiore, non include il conseguimento automatico di posizione economica superiore quando il CCNL prevede che ciò avvenga sulla base di criteri oggettivi di selezione (Corte di Cassazione - Sent. 28/9/2021, n. 26274)

E’ quanto ha affermato la Corte di Cassazione con Sentenza n. 26274 del 28 settembre 2021, chiamata a decidere sul caso di un lavoratore dipendente da Ente Pubblico non Economico, che aveva ottenuto nel secondo grado di giudizio, la condanna dell’Inail al pagamento delle differenze retributive maturate in relazione al periodo lavorativo in cui aveva svolto le mansioni proprie dell'inquadramento superiore a quello posseduto.
La Corte Suprema ha accolto il ricorso dell’Inail cassando la sentenza della Corte di Appello impugnata, "escludendo la sussistenza del diritto del lavoratore a vedersi corrispondere il trattamento economico del livello retributivo più elevato avendo svolto di fatto tali mansioni in quanto si deve interpretare la nuova disciplina posta in materia di classificazione del personale dal CCNL di comparto 1/10/2007 (cfr. art. 11 e ss.) nel senso, viceversa disatteso dalla Corte territoriale, per cui i passaggi ai livelli economici successivi avvengono sulla base di criteri oggettivi di selezione, che tengano in considerazione il livello di esperienza maturato, i titoli posseduti e gli specifici percorsi formativi e di apprendimento professionale, così da evitare che il criterio legittimante l'accesso ai livelli di sviluppo economico e come tale destinato a riflettere un più elevato livello qualitativo del lavoro sia dato soltanto dal tempo di permanenza nelle singole posizioni"

Domanda di assegno temporaneo: prorogato il termine per avere gli arretrati

In attesa della pubblicazione ufficiale del decreto legge approvato dal Governo, l’Inps ho reso nota la proroga al 31 ottobre 2021 del termine per presentare la domanda di assegno temporaneo che consente di ricevere anche gli arretrati con effetto dal 1° luglio 2021 (Comunicato 29 settembre 2021)

L’assegno temporaneo è una “misura ponte” che apre per la prima volta il beneficio dell’assegno per i figli minori a lavoratori autonomi, disoccupati e privi di reddito.
Il beneficio è riconosciuto dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021.
L’integrazione spetta a coloro che non abbiano diritto agli assegni per il nucleo familiare, abbiano un ISEE inferiore a 50mila euro e alcuni requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno.
Per effettuare la domanda basta inserire codice fiscale dei richiedenti e IBAN per l’accredito, attraverso il sito dell’Inps oppure con il supporto dei patronati.
L’ISEE corrente e altri requisiti di legge vengono verificati internamente dall’Inps, liberando l’utente dall’onere di presentare multiple certificazioni e allocando le risorse disponibili in modo puntuale.

In base alla disciplina istitutiva dell’assegno (D.L. n. 79 del 2021) sono previsti due termini per la presentazione della domanda:
– il primo consente di ottenere gli arretrati a partire dal 1° luglio 2021;
– superato il primo termine, la domanda ha efficacia dalla data di presentazione.

Il Governo ha approvato il decreto legge (in corso di pubblicazione) che proroga il primo termine di presentazione della domanda dal 30 settembre 2021 al 31 ottobre 2021 (Comunicato della Presidenza del Consigli dei Ministri n. 38 del 29 settembre 2021).

In attesa della pubblicazione ufficiale del decreto legge approvato dal Governo, l’Inps ho reso nota la proroga al 31 ottobre 2021 del termine per presentare la domanda di assegno temporaneo che consente di ricevere anche gli arretrati con effetto dal 1° luglio 2021 (Comunicato 29 settembre 2021)

L’assegno temporaneo è una "misura ponte" che apre per la prima volta il beneficio dell’assegno per i figli minori a lavoratori autonomi, disoccupati e privi di reddito.
Il beneficio è riconosciuto dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021.
L’integrazione spetta a coloro che non abbiano diritto agli assegni per il nucleo familiare, abbiano un ISEE inferiore a 50mila euro e alcuni requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno.
Per effettuare la domanda basta inserire codice fiscale dei richiedenti e IBAN per l’accredito, attraverso il sito dell’Inps oppure con il supporto dei patronati.
L’ISEE corrente e altri requisiti di legge vengono verificati internamente dall’Inps, liberando l’utente dall’onere di presentare multiple certificazioni e allocando le risorse disponibili in modo puntuale.

In base alla disciplina istitutiva dell’assegno (D.L. n. 79 del 2021) sono previsti due termini per la presentazione della domanda:
- il primo consente di ottenere gli arretrati a partire dal 1° luglio 2021;
- superato il primo termine, la domanda ha efficacia dalla data di presentazione.

Il Governo ha approvato il decreto legge (in corso di pubblicazione) che proroga il primo termine di presentazione della domanda dal 30 settembre 2021 al 31 ottobre 2021 (Comunicato della Presidenza del Consigli dei Ministri n. 38 del 29 settembre 2021).

DL Rilancio: esonero versamento dell’IRAP

30 SETT 2021 La mancata compilazione del quadro IS nella dichiarazione IRAP relativa al periodo d’imposta 2019 può essere regolarizzata mediante presentazione di una dichiarazione integrativa, versando la sanzione per l’errore commesso (Agenzia delle entrate – Risoluzione n. 58/E del 29 settembre 2021)

Il DL Rilancio (art. 24, decreto-legge n. 34/2020) dispone che non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, nella misura prevista dall’articolo 17, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, ovvero dall’articolo 58 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157; l’importo di tale versamento è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.
I contribuenti quindi che fruiscono dell’esonero dal versamento del saldo IRAP 2019 (ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 – decreto Rilancio), sono tenuti a compilare nel modello IRAP 2020 la sezione XVIII del quadro IS, avendo cura di indicare:
– nella casella «Tipo aiuto», il codice 1;
– nella colonna 1 «Codice aiuto», il codice 999;
– nella colonna 3 «Quadro», il quadro IR;
– nelle successive colonne 4 «Tipo norma», 5 «Anno», 6 «Numero» e 7 «Articolo», rispettivamente, «1», «2020», «34», «24»;
– nella colonna 26 «Tipologia costi», il codice 20;
– nella colonna 29 «Importo aiuto spettante», l’importo del saldo IRAP relativo all’anno 2019 non versato per effetto dell’applicazione dell’art. 24 del DL Rilancio.
Le altre colonne del rigo IS201 vanno compilate secondo le indicazioni fornite nelle istruzioni contenute nel modello IRAP 2020».
Come precisato nelle istruzioni al modello, infatti, l’esposizione in dichiarazione dei dati relativi agli aiuti di Stato e/o agli aiuti de minimis, fruibili ai sensi dell’art. 10 del Regolamento di cui al d.m. 31 maggio 2017, n. 115, sono necessari «ai fini della registrazione degli stessi da parte dell’Agenzia delle entrate nel Registro nazionale degli aiuti di Stato, previsto dall’art. 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. ».
La mancata compilazione del quadro IS nella dichiarazione IRAP relativa al periodo d’imposta 2019 può, tuttavia, essere regolarizzata mediante presentazione di una dichiarazione integrativa, versando per l’errore commesso la sanzione di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, definibile mediante l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

30 SETT 2021 La mancata compilazione del quadro IS nella dichiarazione IRAP relativa al periodo d’imposta 2019 può essere regolarizzata mediante presentazione di una dichiarazione integrativa, versando la sanzione per l’errore commesso (Agenzia delle entrate - Risoluzione n. 58/E del 29 settembre 2021)

Il DL Rilancio (art. 24, decreto-legge n. 34/2020) dispone che non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, nella misura prevista dall’articolo 17, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, ovvero dall’articolo 58 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157; l’importo di tale versamento è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19".
I contribuenti quindi che fruiscono dell’esonero dal versamento del saldo IRAP 2019 (ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 - decreto Rilancio), sono tenuti a compilare nel modello IRAP 2020 la sezione XVIII del quadro IS, avendo cura di indicare:
- nella casella «Tipo aiuto», il codice 1;
- nella colonna 1 «Codice aiuto», il codice 999;
- nella colonna 3 «Quadro», il quadro IR;
- nelle successive colonne 4 «Tipo norma», 5 «Anno», 6 «Numero» e 7 «Articolo», rispettivamente, «1», «2020», «34», «24»;
- nella colonna 26 «Tipologia costi», il codice 20;
- nella colonna 29 «Importo aiuto spettante», l’importo del saldo IRAP relativo all’anno 2019 non versato per effetto dell’applicazione dell’art. 24 del DL Rilancio.
Le altre colonne del rigo IS201 vanno compilate secondo le indicazioni fornite nelle istruzioni contenute nel modello IRAP 2020».
Come precisato nelle istruzioni al modello, infatti, l’esposizione in dichiarazione dei dati relativi agli aiuti di Stato e/o agli aiuti de minimis, fruibili ai sensi dell’art. 10 del Regolamento di cui al d.m. 31 maggio 2017, n. 115, sono necessari «ai fini della registrazione degli stessi da parte dell’Agenzia delle entrate nel Registro nazionale degli aiuti di Stato, previsto dall’art. 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. ».
La mancata compilazione del quadro IS nella dichiarazione IRAP relativa al periodo d’imposta 2019 può, tuttavia, essere regolarizzata mediante presentazione di una dichiarazione integrativa, versando per l’errore commesso la sanzione di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, definibile mediante l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

Allevamento di animali donatori di sangue: attività agricola

Ai fini fiscali, la cessione di sangue di animali appositamente allevati, da parte di un imprenditore agricolo ad un’azienda farmaceutica, che lo utilizza per produrre farmaci veterinari, non può essere considerata un’attività agricola assoggettabile regime dell’articolo 32 del TUIR. Alla stessa potrebbe, invece, essere applicato il regime fiscale delle “altre attività agricole” di cui all’articolo 56-bis del TUIR. (Agenzia delle Entrate – Risposta 29 settembre 2021, n. 633).

Nel caso esaminato, l’imprenditore agricolo professionale, dispone di un terreno sul quale insistono stalle finalizzate all’allevamento di equini e bovini. Gli animali, accuditi e foraggiati con mangimi biologici sono soggetti donatori di sangue. L’attività dell’imprenditore agricolo è limitata all’allevamento degli animali donatori di sangue ricevendo un compenso per ogni donazione.
Il sangue è ceduto ad un’azienda farmaceutica che provvede alle operazioni di prelievo del sangue ed al suo trattamento, alla conservazione ed alla commercializzazione come prodotto farmaceutico ad uso veterinario dopo un trattamento in laboratorio.
Si chiede quale sia il corretto trattamento fiscale del reddito prodotto da tale attività.

Il regime fiscale delle attività agricole si differenzia a seconda che il reddito sia riconducibile nella categoria del reddito agrario ovvero in quella del reddito d’impresa.
Secondo la disciplina del TUIR (art. 32) le attività agricole produttive di reddito agrario (tassate su base catastale) sono:
a) le attività dirette alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura;
b) l’allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno e le attività dirette alla produzione di vegetali tramite l’utilizzo di strutture fisse o mobili, anche provvisorie, se la superficie adibita alla produzione non eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione insiste;
c) le attività di cui al terzo comma dell’articolo 2135 del codice civile (attività connesse), dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali.
Sul piano civilistico, la definizione di imprenditore agricolo ricomprende nell’area dell’impresa agricola per “natura” ogni attività basata sullo svolgimento di un intero ciclo biologico ovvero di una fase essenziale del ciclo stesso. Ciò estende la disciplina dell’impresa agricola a quelle particolari attività, come l’apicoltura o l’allevamento di maiali per l’ingrasso e non per la riproduzione, che in passato erano ricomprese in via interpretativa.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che le attività connesse tassate su base catastale sono quelle derivanti dalla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di determinati prodotti agricoli tassativamente individuati con decreto ministeriale ed ottenuti dall’imprenditore agricolo prevalentemente dalla coltivazione del fondo, del bosco o dell’allevamento.
Inoltre, le attività di conservazione, commercializzazione e valorizzazione dei “determinati” prodotti agricoli sono tassate su base catastale quando riguardano prodotti propri, ossia ottenuti dall’esercizio dell’attività agricola principale (coltivazione del fondo, del bosco, allevamento) dell’imprenditore agricolo. Ci deve quindi essere una “connessione con l’attività agricola principale”.

Sulla base delle suddette considerazioni, l’Agenzia delle Entrate ha osservato che con riferimento alla menzionata indicazione tassativa dei beni prodotti e delle relative attività agricole individuate dal decreto ministeriale, produttive di reddito agrario, il sangue non viene elencato come bene che forma oggetto dell’attività agricola.
Pertanto, ai fini fiscali, la cessione di sangue da parte di un imprenditore agricolo, non rientrando fra i prodotti presenti nel decreto ministeriale, non può essere assoggettata al regime di tassazione su base catastale.
Tuttavia, potrebbe essere applicato il regime fiscale di cui all’articolo 56-bis, comma 2, del TUIR in base al quale per “la commercializzazione di prodotti diversi da quelli indicati nell’articolo 32, comma 2, lettera c), ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, il reddito è determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell’IVA, conseguiti con tali attività, il coefficiente di redditività del 15 per cento”.

Ai fini fiscali, la cessione di sangue di animali appositamente allevati, da parte di un imprenditore agricolo ad un’azienda farmaceutica, che lo utilizza per produrre farmaci veterinari, non può essere considerata un’attività agricola assoggettabile regime dell'articolo 32 del TUIR. Alla stessa potrebbe, invece, essere applicato il regime fiscale delle "altre attività agricole" di cui all'articolo 56-bis del TUIR. (Agenzia delle Entrate - Risposta 29 settembre 2021, n. 633).

Nel caso esaminato, l’imprenditore agricolo professionale, dispone di un terreno sul quale insistono stalle finalizzate all'allevamento di equini e bovini. Gli animali, accuditi e foraggiati con mangimi biologici sono soggetti donatori di sangue. L’attività dell’imprenditore agricolo è limitata all’allevamento degli animali donatori di sangue ricevendo un compenso per ogni donazione.
Il sangue è ceduto ad un’azienda farmaceutica che provvede alle operazioni di prelievo del sangue ed al suo trattamento, alla conservazione ed alla commercializzazione come prodotto farmaceutico ad uso veterinario dopo un trattamento in laboratorio.
Si chiede quale sia il corretto trattamento fiscale del reddito prodotto da tale attività.

Il regime fiscale delle attività agricole si differenzia a seconda che il reddito sia riconducibile nella categoria del reddito agrario ovvero in quella del reddito d’impresa.
Secondo la disciplina del TUIR (art. 32) le attività agricole produttive di reddito agrario (tassate su base catastale) sono:
a) le attività dirette alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura;
b) l'allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno e le attività dirette alla produzione di vegetali tramite l'utilizzo di strutture fisse o mobili, anche provvisorie, se la superficie adibita alla produzione non eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione insiste;
c) le attività di cui al terzo comma dell'articolo 2135 del codice civile (attività connesse), dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali.
Sul piano civilistico, la definizione di imprenditore agricolo ricomprende nell'area dell'impresa agricola per "natura" ogni attività basata sullo svolgimento di un intero ciclo biologico ovvero di una fase essenziale del ciclo stesso. Ciò estende la disciplina dell'impresa agricola a quelle particolari attività, come l'apicoltura o l'allevamento di maiali per l'ingrasso e non per la riproduzione, che in passato erano ricomprese in via interpretativa.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che le attività connesse tassate su base catastale sono quelle derivanti dalla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di determinati prodotti agricoli tassativamente individuati con decreto ministeriale ed ottenuti dall'imprenditore agricolo prevalentemente dalla coltivazione del fondo, del bosco o dell'allevamento.
Inoltre, le attività di conservazione, commercializzazione e valorizzazione dei "determinati" prodotti agricoli sono tassate su base catastale quando riguardano prodotti propri, ossia ottenuti dall'esercizio dell'attività agricola principale (coltivazione del fondo, del bosco, allevamento) dell'imprenditore agricolo. Ci deve quindi essere una "connessione con l'attività agricola principale".

Sulla base delle suddette considerazioni, l’Agenzia delle Entrate ha osservato che con riferimento alla menzionata indicazione tassativa dei beni prodotti e delle relative attività agricole individuate dal decreto ministeriale, produttive di reddito agrario, il sangue non viene elencato come bene che forma oggetto dell'attività agricola.
Pertanto, ai fini fiscali, la cessione di sangue da parte di un imprenditore agricolo, non rientrando fra i prodotti presenti nel decreto ministeriale, non può essere assoggettata al regime di tassazione su base catastale.
Tuttavia, potrebbe essere applicato il regime fiscale di cui all'articolo 56-bis, comma 2, del TUIR in base al quale per "la commercializzazione di prodotti diversi da quelli indicati nell'articolo 32, comma 2, lettera c), ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, il reddito è determinato applicando all'ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell'IVA, conseguiti con tali attività, il coefficiente di redditività del 15 per cento".

Importazioni: detrazione IVA assolta in dogana per il destinatario della merce

Può detrarre l’Iva assolta in dogana, previa registrazione della bolletta doganale nel registro degli acquisti, solo l’effettivo destinatario della merce importata, utilizzata nell’esercizio della propria attività (Agenzia entrate – principio di diritto 29 settembre 2021, n. 13).

Solo l’effettivo destinatario della merce importata, impiegata nell’esercizio della propria attività, può detrarre l’IVA assolta in dogana, previa registrazione della bolletta doganale nel registro degli acquisti nel rispetto della disposizione secondo cui “il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo”.

Ai fini degli obblighi di registrazione e dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA, le bollette doganali sono, dunque, soggette alle stesse regole previste per le fatture di acquisto, con la conseguenza che, per le medesime, valgono precedenti i chiarimenti resi sempre dell’Agenzia, laddove è stato detto che il diritto alla detrazione può essere esercitato nell’anno in cui il soggetto passivo, essendo venuto in possesso del documento contabile, annota il medesimo in contabilità, facendolo confluire nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre del periodo di competenza.

Può detrarre l'Iva assolta in dogana, previa registrazione della bolletta doganale nel registro degli acquisti, solo l'effettivo destinatario della merce importata, utilizzata nell'esercizio della propria attività (Agenzia entrate - principio di diritto 29 settembre 2021, n. 13).

Solo l'effettivo destinatario della merce importata, impiegata nell'esercizio della propria attività, può detrarre l'IVA assolta in dogana, previa registrazione della bolletta doganale nel registro degli acquisti nel rispetto della disposizione secondo cui "il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo".

Ai fini degli obblighi di registrazione e dell'esercizio del diritto alla detrazione dell'IVA, le bollette doganali sono, dunque, soggette alle stesse regole previste per le fatture di acquisto, con la conseguenza che, per le medesime, valgono precedenti i chiarimenti resi sempre dell’Agenzia, laddove è stato detto che il diritto alla detrazione può essere esercitato nell'anno in cui il soggetto passivo, essendo venuto in possesso del documento contabile, annota il medesimo in contabilità, facendolo confluire nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre del periodo di competenza.

Flusso Uniemens: aggiornati i codici contratto

L’INPS, con il messaggio 28 settembre 2021, n. 3249 ha provveduto ad aggiornare, da ottobre 2021, i codici contratto all’interno del flusso Uniemens.

Istituiti, con decorrenza dal periodo di paga ottobre 2021, i seguenti nuovi codici dell’elemento <CodiceContratto> della sezione <PosContributiva> del flusso di denuncia Uniemens:

– 586, relativo al “CCNL per i dipendenti delle aziende operanti nel settore ICT (information and communication technologies) – CIFA” (codice CNEL H640);

– 587, relativo al “CCNL per il personale dipendente da imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi -UNILAVORO PMI” (codice CNEL K51C);

– 588, relativo al “CCNL per le attività minerarie – UNILAVORO PMI” (codice CNEL B283);

– 589, relativo al “CCNL per il personale non medico dipendente dagli istituti sanitari privati

– UNILAVORO PMI” (codice CNEL T039);

– 590, relativo al “CCNL per i dipendenti da aziende esercenti attività del settore e per i dipendenti e i soci lavoratori da cooperative esercenti attività chimica -UNILAVORO PMI, UNIPEL” (codice CNEL B01G);

– 591, relativo al “CCNL per il personale direttivo, docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola non statale e degli enti di formazione professionale sotto qualsiasi forma giuridica costituita – UNILAVORO PMI, UNIPEL” (codice CNEL T264);

– 592, relativo al “CCNL per i dipendenti degli studi professionali – UNILAVORO PMI” (codice CNEL H44G).

L’INPS, con il messaggio 28 settembre 2021, n. 3249 ha provveduto ad aggiornare, da ottobre 2021, i codici contratto all’interno del flusso Uniemens.

Istituiti, con decorrenza dal periodo di paga ottobre 2021, i seguenti nuovi codici dell’elemento <CodiceContratto> della sezione <PosContributiva> del flusso di denuncia Uniemens:

- 586, relativo al "CCNL per i dipendenti delle aziende operanti nel settore ICT (information and communication technologies) – CIFA" (codice CNEL H640);

- 587, relativo al "CCNL per il personale dipendente da imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi -UNILAVORO PMI" (codice CNEL K51C);

- 588, relativo al "CCNL per le attività minerarie - UNILAVORO PMI" (codice CNEL B283);

- 589, relativo al "CCNL per il personale non medico dipendente dagli istituti sanitari privati

- UNILAVORO PMI" (codice CNEL T039);

- 590, relativo al "CCNL per i dipendenti da aziende esercenti attività del settore e per i dipendenti e i soci lavoratori da cooperative esercenti attività chimica -UNILAVORO PMI, UNIPEL" (codice CNEL B01G);

- 591, relativo al "CCNL per il personale direttivo, docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola non statale e degli enti di formazione professionale sotto qualsiasi forma giuridica costituita - UNILAVORO PMI, UNIPEL" (codice CNEL T264);

- 592, relativo al "CCNL per i dipendenti degli studi professionali - UNILAVORO PMI" (codice CNEL H44G).

Operai agricoli e florovivaisti di Lecce: Accordo di rinnovo

Si riportano le tabelle salariali per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Lecce con gli aumenti previsiti dall’accordo di rinnovo sottoscritto il 3/8/2021, tra CONFAGRICOLTURA di Lecce, COLDIRETTI Lecce, CIA Salento e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL Lecce

Il salario provinciale viene incrementato del 2% con base al parametro 149 e riparametrato ai diversi parametri come da tabelle allegate al presente contratto a far data:
– dall’1/9/2021 il primo 1%
– dall’1/12/2021 il restante 1%

OPERAI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO

INCREMENTO 1% DALL’1/9/2021

area

qualifica

parametro

paga giornaliera

3° elemento 30,44%

paga complessiva

paga oraria

1 3L 178 62,24 18,95 81,19 12,49
1 2L 169 59,06 17,98 77,04 11,85
1 1L 159 55,52 16,90 72,42 11,14
2 3L 149 51,99 15,83 67,82 10,43
2 2L 145 50,59 15,40 65,99 10,15
2 1L 140 48,83 14,87 63,70 9,80
3 2L 120 41,79 12,72 54,52 8,39
3 1L 110 38,29 11,66 49,95 7,68

INCREMENTO 1% DALL’1/12/2021

area

qualifica

parametro

Paga giornaliera

3° elemento 30,44%

paga complessiva

paga oraria

1 3L 178 62,98 19,17 82,15 12,64
1 2L 169 59,72 18,18 77,90 11,99
1 1L 159 56,10 17,08 73,18 11,26
2 3L 149 52,51 15,98 68,49 10,54
2 2L 145 51,08 15,55 66,62 10,25
2 1L 140 49,29 15,00 64,29 9,89
3 2L 120 42,13 12,82 54,95 8,45
3 1L 110 38,57 11,74 50,31 7,74

OPERAI AGRICOLI A TEMPO INDETERMINATO

INCREMENTO 1% DALL’1/9/2021

Area

qualifica

parametro

paga mensile

1 3L 178 1618,18
1 2L 169 1535,45
1 1L 159 1443,63
2 3L 149 1351,96
2 2L 145 1315,32
2 1L 140 1269,53
3 2L 120 1086,71
3 1L 110 995,49

INCREMENTO 1% DALL’1/12/2021

area

qualifica

parametro

paga mensile

1 3L 178 1637,29
1 2L 169 1552,67
1 1L 159 1458,88
2 3L 149 1365,34
2 2L 145 1327,99
2 1L 140 1281,34
3 2L 120 1095,39
3 1L 110 1002,78

Si riportano le tabelle salariali per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Lecce con gli aumenti previsiti dall’accordo di rinnovo sottoscritto il 3/8/2021, tra CONFAGRICOLTURA di Lecce, COLDIRETTI Lecce, CIA Salento e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL Lecce

Il salario provinciale viene incrementato del 2% con base al parametro 149 e riparametrato ai diversi parametri come da tabelle allegate al presente contratto a far data:
- dall’1/9/2021 il primo 1%
- dall’1/12/2021 il restante 1%

OPERAI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO

INCREMENTO 1% DALL’1/9/2021

area

qualifica

parametro

paga giornaliera

3° elemento 30,44%

paga complessiva

paga oraria

1 3L 178 62,24 18,95 81,19 12,49
1 2L 169 59,06 17,98 77,04 11,85
1 1L 159 55,52 16,90 72,42 11,14
2 3L 149 51,99 15,83 67,82 10,43
2 2L 145 50,59 15,40 65,99 10,15
2 1L 140 48,83 14,87 63,70 9,80
3 2L 120 41,79 12,72 54,52 8,39
3 1L 110 38,29 11,66 49,95 7,68

INCREMENTO 1% DALL’1/12/2021

area

qualifica

parametro

Paga giornaliera

3° elemento 30,44%

paga complessiva

paga oraria

1 3L 178 62,98 19,17 82,15 12,64
1 2L 169 59,72 18,18 77,90 11,99
1 1L 159 56,10 17,08 73,18 11,26
2 3L 149 52,51 15,98 68,49 10,54
2 2L 145 51,08 15,55 66,62 10,25
2 1L 140 49,29 15,00 64,29 9,89
3 2L 120 42,13 12,82 54,95 8,45
3 1L 110 38,57 11,74 50,31 7,74

OPERAI AGRICOLI A TEMPO INDETERMINATO

INCREMENTO 1% DALL’1/9/2021

Area

qualifica

parametro

paga mensile

1 3L 178 1618,18
1 2L 169 1535,45
1 1L 159 1443,63
2 3L 149 1351,96
2 2L 145 1315,32
2 1L 140 1269,53
3 2L 120 1086,71
3 1L 110 995,49

INCREMENTO 1% DALL’1/12/2021

area

qualifica

parametro

paga mensile

1 3L 178 1637,29
1 2L 169 1552,67
1 1L 159 1458,88
2 3L 149 1365,34
2 2L 145 1327,99
2 1L 140 1281,34
3 2L 120 1095,39
3 1L 110 1002,78

“MetApprendo”: contributo per la formazione

Con Circolare Federmeccanica del 21/9/2021 sono state fornite le indicazioni operative per il versamento del contributo aziendale una tantum finalizzato a sostenere la realizzazione di una piattaforma che metta a disposizione di tutte le aziende metalmeccaniche e meccatroniche “Servizi per la formazione”.

La suddetta circolare Federmeccanica ha fornito le indicazioni operative per il versamento del contributo aziendale una tantum, finalizzato a sostenere la realizzazione di una piattaforma che metta a disposizione di tutte le aziende metalmeccaniche e meccatroniche “Servizi per la formazione”, ossia strumenti utili all’attuazione del diritto soggettivo con lo scopo di favorire sia la qualità degli interventi formativi che la registrazione della formazione effettuata.
L’obiettivo è quello di aiutare le aziende ad organizzare e registrare la formazione per tutti i lavoratori, rendendo il processo formativo ancora più accessibile, tracciato e flessibile.
Per consentire l’attuazione dell’impegno contrattuale si è resa indispensabile la costituzione di una Associazione non riconosciuta senza scopo di lucro, gestita bilateralmente dalle parti stipulanti il CCNL, denominata “MetApprendo“, a cui le aziende dovranno registrarsi, entro il 15/10/2021, per adempiere al versamento del contributo una tantum, pari a 1,50 euro per dipendente.
In particolare, per calcolare l’ammontare complessivo del contributo da versare deve essere considerato il personale in forza al 31/12/2020; pertanto, il contributo di 1,50 euro è dovuto per ogni lavoratore che risulti dipendente dell’azienda a quella data, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro, ivi compresi, quindi, i lavoratori con contratto di lavoro a termine, a part-time, gli apprendisti, i lavoratori con altre forme contrattuali di rapporto di lavoro subordinato nonché i dirigenti. I suddetti dipendenti vanno comunque conteggiati anche se alla data del 31/12/2020 non risultassero in effettivo servizio perché, ad esempio, in CIG, aspettativa, ecc.. Rimangono naturalmente esclusi, in quanto non dipendenti dell’azienda, i lavoratori in somministrazione sia a tempo determinato che a tempo indeterminato.
Con il versamento del contributo, l’azienda diventa socia di “MetApprendo“, avendo così la possibilità di fruire dei servizi messi a disposizione. Il contributo versato a “MetApprendo” verrà utilizzato per la messa in atto del portale dedicato ai “Servizi per la Formazione”.

Con Circolare Federmeccanica del 21/9/2021 sono state fornite le indicazioni operative per il versamento del contributo aziendale una tantum finalizzato a sostenere la realizzazione di una piattaforma che metta a disposizione di tutte le aziende metalmeccaniche e meccatroniche "Servizi per la formazione".

La suddetta circolare Federmeccanica ha fornito le indicazioni operative per il versamento del contributo aziendale una tantum, finalizzato a sostenere la realizzazione di una piattaforma che metta a disposizione di tutte le aziende metalmeccaniche e meccatroniche "Servizi per la formazione", ossia strumenti utili all'attuazione del diritto soggettivo con lo scopo di favorire sia la qualità degli interventi formativi che la registrazione della formazione effettuata.
L'obiettivo è quello di aiutare le aziende ad organizzare e registrare la formazione per tutti i lavoratori, rendendo il processo formativo ancora più accessibile, tracciato e flessibile.
Per consentire l'attuazione dell'impegno contrattuale si è resa indispensabile la costituzione di una Associazione non riconosciuta senza scopo di lucro, gestita bilateralmente dalle parti stipulanti il CCNL, denominata "MetApprendo", a cui le aziende dovranno registrarsi, entro il 15/10/2021, per adempiere al versamento del contributo una tantum, pari a 1,50 euro per dipendente.
In particolare, per calcolare l'ammontare complessivo del contributo da versare deve essere considerato il personale in forza al 31/12/2020; pertanto, il contributo di 1,50 euro è dovuto per ogni lavoratore che risulti dipendente dell'azienda a quella data, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro, ivi compresi, quindi, i lavoratori con contratto di lavoro a termine, a part-time, gli apprendisti, i lavoratori con altre forme contrattuali di rapporto di lavoro subordinato nonché i dirigenti. I suddetti dipendenti vanno comunque conteggiati anche se alla data del 31/12/2020 non risultassero in effettivo servizio perché, ad esempio, in CIG, aspettativa, ecc.. Rimangono naturalmente esclusi, in quanto non dipendenti dell'azienda, i lavoratori in somministrazione sia a tempo determinato che a tempo indeterminato.
Con il versamento del contributo, l'azienda diventa socia di "MetApprendo", avendo così la possibilità di fruire dei servizi messi a disposizione. Il contributo versato a "MetApprendo" verrà utilizzato per la messa in atto del portale dedicato ai "Servizi per la Formazione".

Imprese con lavoratori iscritti alla gestione pubblica: applicazione del contratto di espansione

La disciplina del contratto di espansione si applica anche nei confronti dei dipendenti di aziende private iscritti alle casse pensionistiche della Gestione dipendenti pubblici, nonché dei lavoratori dipendenti degli Enti pubblici economici e delle Aziende speciali. L’Inps ha fornito le indicazioni amministrative e operative applicabili ai dipendenti iscritti alla Gestione dipendenti pubblici. (Messaggio 28 settembre 2021, n. 3252).

In via sperimentale per gli anni 2019, 2020 e 2021, nell’ambito dei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione delle imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che comportano, in tutto o in parte, una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico dell’attività, nonché la conseguente esigenza di modificare le competenze professionali in organico mediante un loro più razionale impiego e, in ogni caso, prevedendo l’assunzione di nuove professionalità, l’impresa può avviare una procedura di consultazione finalizzata a stipulare in sede governativa un contratto di espansione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero con la rappresentanza sindacale unitaria (contratto di espansione).
Per i lavoratori che si trovino a non più di sessanta mesi dalla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia, che abbiano maturato il requisito minimo contributivo, o della pensione anticipata, nell’ambito di accordi di non opposizione e previo esplicito consenso in forma scritta dei lavoratori interessati, il datore di lavoro riconosce per tutto il periodo e fino al raggiungimento della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico, a fronte della risoluzione del rapporto di lavoro, un’indennità mensile, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, come determinato dall’INPS (agevolazione all’esodo).
A decorrere dal 26 maggio 2021 e per tutto l’anno 2021, il limite minimo di unità lavorative per accedere al trattamento di agevolazione all’esodo, è ridotto ad almeno 100 dipendenti (in luogo della previgente soglia di 250 dipendenti).

La cd. agevolazione all’esodo prevista dalla disciplina del contratto di espansione si applica anche nei confronti dei dipendenti di aziende private iscritti alle casse pensionistiche della Gestione dipendenti pubblici (quali, ad esempio, i dipendenti di aziende private – originariamente Amministrazioni pubbliche – che sono iscritti alla predette casse pensionistiche per aver esercitato, all’atto della depubblicizzazione dell’Ente, l’opzione per il regime previdenziale preesistente), nonché dei lavoratori dipendenti degli Enti pubblici economici e delle Aziende speciali.

A tal fine, con il Messaggio n. 3252 del 2021, l’Inps chiarisce le modalità di compilazione della <ListaPosPA>.

In primo luogo all’azienda autorizzata, viene attribuita una specifica posizione contributiva – “progressivo azienda” – dedicata al versamento e alla denuncia della contribuzione correlata per i lavoratori in esodo.
I versamenti della contribuzione correlata devono essere effettuati inserendo nel Modello F24 detto “progressivo azienda”.

Riguardo alla compilazione della <ListaPosPA> devono essere osservate le seguenti modalità:

Elemento

Informazione

<E0_PeriodoNelMese> o V1 <V1_PeriodoPrecedente> relativo all’ultimo periodo utile che precede la data di cessazione dal servizio <CodiceCessazione>: indicare il valore “54”
<PRGAZIENDA> Indicare il “progressivo azienda” della contribuzione correlata per i lavoratori in esodo.
<InquadramentoLavPA> <TipoImpiego>: indicare il codice “47”;
<Contratto> e <Qualifica>: indicare i valori dichiarati nell’ultimo periodo utile;
<TipoServizio>: indicare il codice “25” durante il periodo di erogazione della prestazione.
<GestPensionistica> <Imponibile>: indicare il valore di riferimento sul quale è calcolata la contribuzione correlata;
<Contributo>: indicare l’importo della contribuzione da versare, applicando l’aliquota di finanziamento della Gestione pensionistica a cui il lavoratore è iscritto;
<StipendioTabellare>: non compilare;
<RetribIndivAnzianita>: non compilare.
<GestPensionistica> / <RecuperoSgravi> <AnnoRif>: indicare l’anno oggetto del beneficio;
<MeseRif>: indicare il mese oggetto del beneficio;
<CodiceRecupero>: indicare il codice “22”;
<Importo>: indicare l’importo del contributo oggetto della riduzione.
<GestPensionistica> / <RecuperoSgravi>
(per il recupero del beneficio spettante per le ulteriori dodici mensilità)
<AnnoRif>: indicare l’anno oggetto del beneficio;
<MeseRif>: indicare il mese oggetto del beneficio;
<CodiceRecupero>: indicare il codice “23”;
<Importo>: indicare l’importo del contributo oggetto della riduzione.

La disciplina del contratto di espansione si applica anche nei confronti dei dipendenti di aziende private iscritti alle casse pensionistiche della Gestione dipendenti pubblici, nonché dei lavoratori dipendenti degli Enti pubblici economici e delle Aziende speciali. L’Inps ha fornito le indicazioni amministrative e operative applicabili ai dipendenti iscritti alla Gestione dipendenti pubblici. (Messaggio 28 settembre 2021, n. 3252).

In via sperimentale per gli anni 2019, 2020 e 2021, nell'ambito dei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione delle imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che comportano, in tutto o in parte, una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico dell'attività, nonché la conseguente esigenza di modificare le competenze professionali in organico mediante un loro più razionale impiego e, in ogni caso, prevedendo l'assunzione di nuove professionalità, l'impresa può avviare una procedura di consultazione finalizzata a stipulare in sede governativa un contratto di espansione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero con la rappresentanza sindacale unitaria (contratto di espansione).
Per i lavoratori che si trovino a non più di sessanta mesi dalla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia, che abbiano maturato il requisito minimo contributivo, o della pensione anticipata, nell’ambito di accordi di non opposizione e previo esplicito consenso in forma scritta dei lavoratori interessati, il datore di lavoro riconosce per tutto il periodo e fino al raggiungimento della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico, a fronte della risoluzione del rapporto di lavoro, un’indennità mensile, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, come determinato dall’INPS (agevolazione all’esodo).
A decorrere dal 26 maggio 2021 e per tutto l’anno 2021, il limite minimo di unità lavorative per accedere al trattamento di agevolazione all’esodo, è ridotto ad almeno 100 dipendenti (in luogo della previgente soglia di 250 dipendenti).

La cd. agevolazione all’esodo prevista dalla disciplina del contratto di espansione si applica anche nei confronti dei dipendenti di aziende private iscritti alle casse pensionistiche della Gestione dipendenti pubblici (quali, ad esempio, i dipendenti di aziende private - originariamente Amministrazioni pubbliche – che sono iscritti alla predette casse pensionistiche per aver esercitato, all’atto della depubblicizzazione dell’Ente, l’opzione per il regime previdenziale preesistente), nonché dei lavoratori dipendenti degli Enti pubblici economici e delle Aziende speciali.

A tal fine, con il Messaggio n. 3252 del 2021, l’Inps chiarisce le modalità di compilazione della <ListaPosPA>.

In primo luogo all’azienda autorizzata, viene attribuita una specifica posizione contributiva - "progressivo azienda" - dedicata al versamento e alla denuncia della contribuzione correlata per i lavoratori in esodo.
I versamenti della contribuzione correlata devono essere effettuati inserendo nel Modello F24 detto "progressivo azienda".

Riguardo alla compilazione della <ListaPosPA> devono essere osservate le seguenti modalità:

Elemento

Informazione

<E0_PeriodoNelMese> o V1 <V1_PeriodoPrecedente> relativo all’ultimo periodo utile che precede la data di cessazione dal servizio <CodiceCessazione>: indicare il valore "54"
<PRGAZIENDA> Indicare il "progressivo azienda" della contribuzione correlata per i lavoratori in esodo.
<InquadramentoLavPA> <TipoImpiego>: indicare il codice "47";
<Contratto> e <Qualifica>: indicare i valori dichiarati nell’ultimo periodo utile;
<TipoServizio>: indicare il codice "25" durante il periodo di erogazione della prestazione.
<GestPensionistica> <Imponibile>: indicare il valore di riferimento sul quale è calcolata la contribuzione correlata;
<Contributo>: indicare l’importo della contribuzione da versare, applicando l’aliquota di finanziamento della Gestione pensionistica a cui il lavoratore è iscritto;
<StipendioTabellare>: non compilare;
<RetribIndivAnzianita>: non compilare.
<GestPensionistica> / <RecuperoSgravi> <AnnoRif>: indicare l’anno oggetto del beneficio;
<MeseRif>: indicare il mese oggetto del beneficio;
<CodiceRecupero>: indicare il codice "22";
<Importo>: indicare l’importo del contributo oggetto della riduzione.
<GestPensionistica> / <RecuperoSgravi>
(per il recupero del beneficio spettante per le ulteriori dodici mensilità)
<AnnoRif>: indicare l’anno oggetto del beneficio;
<MeseRif>: indicare il mese oggetto del beneficio;
<CodiceRecupero>: indicare il codice "23";
<Importo>: indicare l’importo del contributo oggetto della riduzione.