Invalidità civile e assegno sociale: comunicazione dei redditi

Si forniscono precisazioni sull’obblugo di comunicazione all’INPS della situazione reddituale relativamente ai beneficiari di prestazioni assistenziali di invalidità civile e dell’assegno sociale.

Per la concessione di alcune prestazioni economiche, la legge non solo stabilisce un limite reddituale, ma impone anche ai soggetti beneficiari di comunicare all’INPS la propria situazione reddituale, qualora non siano tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi all’Amministrazione finanziaria ovvero non la comunichino integralmente, in particolare, per le seguenti prestazioni: pensione di inabilità; assegno mensile di assistenza; pensione ai ciechi civili; pensione ai sordi; assegno sociale.
Da una serie di accertamenti effettuati sono state individuate numerose posizioni di soggetti che non hanno provveduto a nessuno dei due adempimenti richiamati. L’Istituto ha quindi provveduto a inviare agli interessati un primo sollecito, con il quale è stato chiesto di provvedere alle comunicazioni reddituali previste dalla legge. Dunque, relativamente ai soggetti che sono rimasti inerti rispetto agli adempimenti richiamati e al sollecito ricevuto, l’Istituto procederà alle lavorazioni necessarie alla sospensione e alla successiva revoca delle prestazioni economiche in godimento.
In particolare, al fine di acquisire le dichiarazioni reddituali, l’Istituto procederà secondo le seguenti modalità:
– estrazione dei soggetti in età lavorativa attiva (fascia di età da 18 a 65 anni e 7 mesi), beneficiari di assegno mensile di assistenza, di pensione di inabilità per invalidità civile, di pensione per cecità assoluta o parziale, di pensione per sordità;
– invio della nota di preavviso di sospensione, a mezzo raccomandata A/R, con la quale si ribadirà l’esigenza di un riscontro reddituale;
– entro 60 giorni dall’invio della comunicazione, i cittadini interessati dovranno comunicare i redditi posseduti attraverso la specifica domanda telematica di “Ricostituzione reddituale per sospensione art.35 comma 10 bis D.L. 207/2008”, secondo le modalità illustrate al successivo paragrafo 4;
– trascorsi 60 giorni dall’invio della comunicazione, in caso di mancato riscontro, l’Istituto procederà alla sospensione della prestazione con azzeramento della prima rata utile e invierà ai cittadini interessati una comunicazione di sospensione della prestazione a mezzo raccomandata A/R;
– allo scadere di ulteriori 120 giorni dalla data di sospensione, senza che vi sia stato riscontro, la prestazione verrà revocata e sarà calcolato il debito relativo agli anni di reddito non dichiarati (dal 2017 al 2021). La comunicazione di revoca della prestazione verrà inviata con raccomanda A/R al cittadino.
L’interessato potrà operare la necessaria ricostituzione reddituale:
– direttamente online,accedendo all’area personale MyINPS del sito www.inps.it con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di livello 2, Carta Nazionale dei Servizi (CNS), Carta d’identità Elettronica (CIE) o PIN dispositivo rilasciato dall’Istituto (se ancora attivo). Dovrà poi seguire il percorso “Home” > “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione” > “Variazione prestazione pensionistica”, attivando il successivo sottomenu: “Ricostituzioni/Supplementi” > “Ricostituzione pensione” > “Reddituale” > “Per sospensione art. 35 comma 10bis D.L. 207/2008”;
– tramite gli Istituti di Patronato o altri soggetti abilitati all’intermediazione con l’Istituto.

Si forniscono precisazioni sull’obblugo di comunicazione all’INPS della situazione reddituale relativamente ai beneficiari di prestazioni assistenziali di invalidità civile e dell’assegno sociale.

Per la concessione di alcune prestazioni economiche, la legge non solo stabilisce un limite reddituale, ma impone anche ai soggetti beneficiari di comunicare all’INPS la propria situazione reddituale, qualora non siano tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi all’Amministrazione finanziaria ovvero non la comunichino integralmente, in particolare, per le seguenti prestazioni: pensione di inabilità; assegno mensile di assistenza; pensione ai ciechi civili; pensione ai sordi; assegno sociale.
Da una serie di accertamenti effettuati sono state individuate numerose posizioni di soggetti che non hanno provveduto a nessuno dei due adempimenti richiamati. L’Istituto ha quindi provveduto a inviare agli interessati un primo sollecito, con il quale è stato chiesto di provvedere alle comunicazioni reddituali previste dalla legge. Dunque, relativamente ai soggetti che sono rimasti inerti rispetto agli adempimenti richiamati e al sollecito ricevuto, l’Istituto procederà alle lavorazioni necessarie alla sospensione e alla successiva revoca delle prestazioni economiche in godimento.
In particolare, al fine di acquisire le dichiarazioni reddituali, l’Istituto procederà secondo le seguenti modalità:
- estrazione dei soggetti in età lavorativa attiva (fascia di età da 18 a 65 anni e 7 mesi), beneficiari di assegno mensile di assistenza, di pensione di inabilità per invalidità civile, di pensione per cecità assoluta o parziale, di pensione per sordità;
- invio della nota di preavviso di sospensione, a mezzo raccomandata A/R, con la quale si ribadirà l’esigenza di un riscontro reddituale;
- entro 60 giorni dall’invio della comunicazione, i cittadini interessati dovranno comunicare i redditi posseduti attraverso la specifica domanda telematica di "Ricostituzione reddituale per sospensione art.35 comma 10 bis D.L. 207/2008", secondo le modalità illustrate al successivo paragrafo 4;
- trascorsi 60 giorni dall’invio della comunicazione, in caso di mancato riscontro, l’Istituto procederà alla sospensione della prestazione con azzeramento della prima rata utile e invierà ai cittadini interessati una comunicazione di sospensione della prestazione a mezzo raccomandata A/R;
- allo scadere di ulteriori 120 giorni dalla data di sospensione, senza che vi sia stato riscontro, la prestazione verrà revocata e sarà calcolato il debito relativo agli anni di reddito non dichiarati (dal 2017 al 2021). La comunicazione di revoca della prestazione verrà inviata con raccomanda A/R al cittadino.
L’interessato potrà operare la necessaria ricostituzione reddituale:
- direttamente online,accedendo all’area personale MyINPS del sito www.inps.it con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di livello 2, Carta Nazionale dei Servizi (CNS), Carta d’identità Elettronica (CIE) o PIN dispositivo rilasciato dall’Istituto (se ancora attivo). Dovrà poi seguire il percorso "Home" > "Prestazioni e servizi" > "Servizi" > "Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione" > "Variazione prestazione pensionistica", attivando il successivo sottomenu: "Ricostituzioni/Supplementi" > "Ricostituzione pensione" > "Reddituale" > "Per sospensione art. 35 comma 10bis D.L. 207/2008";
- tramite gli Istituti di Patronato o altri soggetti abilitati all’intermediazione con l’Istituto.

Fatturazione elettronica: regime premiale soggetti in regime forfetario

Il regime premiale di riduzione di un anno dei termini di accertamento, previsto per i soggetti in regime forfetario che optano per la fatturazione elettronica tramite SDI, non decade in caso di errata emissione di una fattura cartacea seguita da successiva tardiva emissione della medesima fattura in formato elettronico. Resta ferma l’applicazione della sanzione per la tardiva emissione della fattura elettronica. (Agenzia delle Entrate – Risposta 29 luglio 2021, n. 520).

La vicenda esaminata dall’Agenzia delle Entrate riguarda un avvocato che si avvale ai fini fiscali, del regime forfetario di determinazione dei redditi, ed ha optato per la fatturazione elettronica tramite SDI, al fine di beneficiare del regime premiale di riduzione di un anno dei termini di accertamento.
Per errore ha emesso una fattura in formato cartaceo, provvedendo ad inviare la fattura elettronica allo SDI oltre il termine di 12 giorni rispetto al momento in cui l’operazione si considera effettuata, quindi in ritardo.
Si chiede se tale evento possa determinare la decadenza del regime premiale.

La disciplina in materia di fatturazione elettronica stabilisce che sono esonerati dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante fattura elettronica tramite SDI i soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio”, e quelli che applicano il regime forfetario.
Tuttavia, al fine di promuovere l’utilizzo della fatturazione elettronica tramite SDI da parte di tutti gli operatori economici, è stato previsto un regime premiale in favore dei contribuenti che hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche, in base al quale il termine di decadenza per l’accertamento è ridotto di un anno.
In proposito, si ricorda che gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
La riduzione di un anno del termine ordinario di accertamento a favore di chi applica il regime forfetario è, dunque, subordinata all’avere il fatturato del periodo d’imposta “costituito esclusivamente” da fatture elettroniche emesse tramite SdI. Ne deriva che l’emissione di fatture con modalità diverse, non determina, in linea generale, l’applicazione di alcuna sanzione, salvo la perdita del beneficio ivi contemplato.

Con riferimento al caso esaminato l’Agenzia delle Entrate ha osservato che la tardiva emissione di una fattura non soggetta ad IVA, da parte di un soggetto che applica il regime forfetario, è punita con la sanzione amministrativa compresa tra il cinque ed il dieci per cento dei corrispettivi non documentati o non registrati. Tuttavia, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000.
L’emissione tardiva riguarda, peraltro, la fattura elettronica, che per i soggetti in regime forfetario non è obbligatoria, fatta eccezione per l’applicazione del regime premiale.
Pertanto, laddove il professionista in regime forfetario intenda conservare – con l’emissione seppur tardiva della fattura elettronica tramite SdI e la definizione della sanzione mediante il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso – il requisito del “fatturato costituito esclusivamente in formato elettronico”, l’errore compiuto non comporta di per sé la perdita del regime premiale.
Va da sé, tuttavia, che il documento cartaceo emesso nei confronti del cliente deve essere considerato come una mera quietanza dell’importo versato, priva di rilevanza fiscale.
Quanto poi alla sanzione da definire, laddove il corrispettivo sia tempestivamente registrato ai fini delle imposte dirette, occorre tenere presente che la tardiva emissione della fattura non soggetta ad IVA, oltre i dodici giorni successivi a quello in cui l’operazione si considera effettuata, è punita con la sanzione residuale da 250 a 2.000 euro.

Il regime premiale di riduzione di un anno dei termini di accertamento, previsto per i soggetti in regime forfetario che optano per la fatturazione elettronica tramite SDI, non decade in caso di errata emissione di una fattura cartacea seguita da successiva tardiva emissione della medesima fattura in formato elettronico. Resta ferma l’applicazione della sanzione per la tardiva emissione della fattura elettronica. (Agenzia delle Entrate - Risposta 29 luglio 2021, n. 520).

La vicenda esaminata dall’Agenzia delle Entrate riguarda un avvocato che si avvale ai fini fiscali, del regime forfetario di determinazione dei redditi, ed ha optato per la fatturazione elettronica tramite SDI, al fine di beneficiare del regime premiale di riduzione di un anno dei termini di accertamento.
Per errore ha emesso una fattura in formato cartaceo, provvedendo ad inviare la fattura elettronica allo SDI oltre il termine di 12 giorni rispetto al momento in cui l’operazione si considera effettuata, quindi in ritardo.
Si chiede se tale evento possa determinare la decadenza del regime premiale.

La disciplina in materia di fatturazione elettronica stabilisce che sono esonerati dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante fattura elettronica tramite SDI i soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto "regime di vantaggio", e quelli che applicano il regime forfetario.
Tuttavia, al fine di promuovere l'utilizzo della fatturazione elettronica tramite SDI da parte di tutti gli operatori economici, è stato previsto un regime premiale in favore dei contribuenti che hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche, in base al quale il termine di decadenza per l’accertamento è ridotto di un anno.
In proposito, si ricorda che gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla l'avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
La riduzione di un anno del termine ordinario di accertamento a favore di chi applica il regime forfetario è, dunque, subordinata all'avere il fatturato del periodo d'imposta "costituito esclusivamente" da fatture elettroniche emesse tramite SdI. Ne deriva che l'emissione di fatture con modalità diverse, non determina, in linea generale, l'applicazione di alcuna sanzione, salvo la perdita del beneficio ivi contemplato.

Con riferimento al caso esaminato l’Agenzia delle Entrate ha osservato che la tardiva emissione di una fattura non soggetta ad IVA, da parte di un soggetto che applica il regime forfetario, è punita con la sanzione amministrativa compresa tra il cinque ed il dieci per cento dei corrispettivi non documentati o non registrati. Tuttavia, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000.
L’emissione tardiva riguarda, peraltro, la fattura elettronica, che per i soggetti in regime forfetario non è obbligatoria, fatta eccezione per l’applicazione del regime premiale.
Pertanto, laddove il professionista in regime forfetario intenda conservare - con l'emissione seppur tardiva della fattura elettronica tramite SdI e la definizione della sanzione mediante il ricorso all'istituto del ravvedimento operoso - il requisito del "fatturato costituito esclusivamente in formato elettronico", l'errore compiuto non comporta di per sé la perdita del regime premiale.
Va da sé, tuttavia, che il documento cartaceo emesso nei confronti del cliente deve essere considerato come una mera quietanza dell'importo versato, priva di rilevanza fiscale.
Quanto poi alla sanzione da definire, laddove il corrispettivo sia tempestivamente registrato ai fini delle imposte dirette, occorre tenere presente che la tardiva emissione della fattura non soggetta ad IVA, oltre i dodici giorni successivi a quello in cui l'operazione si considera effettuata, è punita con la sanzione residuale da 250 a 2.000 euro.

Associazioni di categoria: fase sperimentale di raccolta del dato elettorale

L’art. 3, co. 3, della Convenzione tra INPS, INL – CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL per l’attività di raccolta, elaborazione e comunicazione del dato associativo, nonché per l’attività di raccolta del dato elettorale e per la sua ponderazione con il dato associativo, prevede che all’esito di ogni rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie nelle aziende che applicano il T.U. sulla Rappresentanza, le relative commissioni elettorali trasmettano al Direttore del competente ITL copia del verbale elettorale dal quale siano desumibili i dati identificativi delle unità operative di riferimento, nonché il risultato delle operazioni elettorali. L’INPS ha perciò elaborato un applicativo web denominato “Raccolta Elezioni RSU” in cui andranno inseriti, a cura degli ITL competenti, i risultati elettorali ottenuti dalle OO.SS. firmatarie o aderenti al T.U., rilevabili dai verbali elettorali depositati. L’avvio della raccolta dei dati sarà preceduto da una fase di sperimentazione limitata solo a due contratti collettivi allo scopo di affinare un modello operativo improntato alla maggiore efficienza e speditezza nel rispetto della più ampia partecipazione dei soggetti sindacali coinvolti nelle consultazioni elettorali (Nota INL n. 5331/2021).

Con apposita Convenzione tra INPS, INL – CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL (siglata in data 19 settembre 2019) è stato rinnovato l’affidamento all’Inps del servizio di raccolta, elaborazione e comunicazione del dato associativo e affidato all’Istituto e all’INL l’attività di raccolta del dato elettorale. All’INPS è inoltre demandata l’attività di ponderazione del dato associativo con il dato elettorale. Tali attività sono finalizzate alla certificazione della rappresentanza delle Organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria, secondo quanto stabilito dall’Accordo interconfederale del 28 giugno 2011, dal Protocollo del 31 maggio 2013 e dal Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014, come modificato il 4 luglio 2017.
In particolare, l’art. 3, comma 3, della Convenzione prevede che all’esito di ogni rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie nelle aziende che applicano il Testo Unico sulla Rappresentanza, le relative commissioni elettorali trasmettano al Direttore del competente Ispettorato territoriale del Lavoro copia del verbale elettorale dal quale siano desumibili i dati identificativi delle unità operative di riferimento, nonché il risultato delle operazioni elettorali.
Ciò premesso, l’INPS ha elaborato un applicativo web denominato “Raccolta Elezioni RSU” in cui andranno inseriti, a cura degli ITL competenti, i risultati elettorali ottenuti dalle OO.SS. firmatarie o aderenti al T.U., rilevabili dai verbali elettorali depositati dalle Commissioni.
D’intesa con l’INPS e con i soggetti firmatari della Convenzione, preso atto della Dichiarazione congiunta sottoscritta da Confindustria e CGIL – CISL – UIL in data 14 luglio 2021, si è ritenuto necessario far precedere l’avvio della raccolta dei dati da una fase di sperimentazione limitata solo a due contratti collettivi allo scopo di affinare un modello operativo improntato alla maggiore efficienza e speditezza nel rispetto della più ampia partecipazione dei soggetti sindacali coinvolti nelle consultazioni elettorali. Ciò anche in ragione della programmata implementazione dell’attività di raccolta nelle regioni Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e le province autonome di Trento e Bolzano, nel cui ambito territoriale le funzioni del Comitato dei garanti non sono svolte dall’Ispettorato nazionale del lavoro.

Sperimentazione
La fase di sperimentazione riguarderà i dati delle elezioni delle RSU svoltesi nel triennio 11 dicembre 2018 – 10 dicembre 2021 nelle imprese aventi unità operativa in tutte le regioni ad eccezione delle tre sopra citate, che applicano i seguenti CCNL rientranti nell’area di rappresentanza di Confindustria ed individuati in ragione della loro maggiore diffusione territoriale: Ccnl metalmeccanico. Codice RASI C00001 (Codici contratto 113-114); Ccnl chimico, chimico-farmaceutico, fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e GPL. Codice RASI C00003 (Codici contratto 035-036-081).

Deposito verbali
A partire dal 1° settembre p.v. le OO.SS. firmatarie della Convenzione o sottoscrittrici dei CCNL sopra individuati depositeranno, per il tramite dei referenti territoriali abilitati o loro delegati, presso il competente Ispettorato territoriale del lavoro, i verbali delle consultazioni elettorali, svoltesi dall’ 11 dicembre 2018, relative alle imprese che applicano i contratti collettivi in questione.
Le OO.SS. di cui sopra avranno cura di trasmettere all’indirizzo INL.comitatogaranti@ispettorato.gov.it entro il 20 agosto 2021, sia i nominativi dei referenti territoriali (unitamente a eventuali delegati già individuati) abilitati al deposito dei verbali, distinti per regione e provincia di appartenenza, sia l’indirizzo email della rispettiva sede sindacale provinciale.
Ricevuti tali nominativi, gli Ispettorati territoriali provvederanno, previe intese con i referenti sindacali della provincia di riferimento, a calendarizzare i depositi dei verbali. L’inserimento dei dati elettorali nell’applicativo web “Raccolta Elezioni RSU” sarà preceduto da un incontro informativo, in videoconferenza entro la prima decade del mese di settembre.

Partecipazione esiti della raccolta
Una volta completato l’inserimento nell’applicativo dei dati elettorali di ciascun CCNL, prima di procedere alla loro validazione, il Direttore di sede provvederà a convocare i referenti delle OO.SS. al fine di rendere noti i dati elettorali complessivi riferiti al CCNL di interesse, nonché i voti conseguiti in relazione a ciascuna consultazione elettorale.

Validazione dei dati elettorali
All’esito della riunione, il Direttore di sede, in qualità di Presidente del Comitato dei garanti, o il suo delegato, procederà alla validazione dei dati elettorali che in tal modo risulteranno definitivamente acquisiti alla procedura telematica.
La fase sperimentale andrà conclusa entro la fine del 2021. Al termine della sperimentazione gli Ispettorati interregionali trasmetteranno relazione delle attività svolte e delle criticità rilevate anche al fine di orientare le modalità di raccolta dei dati a regime.

L’art. 3, co. 3, della Convenzione tra INPS, INL – CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL per l’attività di raccolta, elaborazione e comunicazione del dato associativo, nonché per l’attività di raccolta del dato elettorale e per la sua ponderazione con il dato associativo, prevede che all’esito di ogni rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie nelle aziende che applicano il T.U. sulla Rappresentanza, le relative commissioni elettorali trasmettano al Direttore del competente ITL copia del verbale elettorale dal quale siano desumibili i dati identificativi delle unità operative di riferimento, nonché il risultato delle operazioni elettorali. L’INPS ha perciò elaborato un applicativo web denominato "Raccolta Elezioni RSU" in cui andranno inseriti, a cura degli ITL competenti, i risultati elettorali ottenuti dalle OO.SS. firmatarie o aderenti al T.U., rilevabili dai verbali elettorali depositati. L’avvio della raccolta dei dati sarà preceduto da una fase di sperimentazione limitata solo a due contratti collettivi allo scopo di affinare un modello operativo improntato alla maggiore efficienza e speditezza nel rispetto della più ampia partecipazione dei soggetti sindacali coinvolti nelle consultazioni elettorali (Nota INL n. 5331/2021).

Con apposita Convenzione tra INPS, INL – CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL (siglata in data 19 settembre 2019) è stato rinnovato l’affidamento all’Inps del servizio di raccolta, elaborazione e comunicazione del dato associativo e affidato all’Istituto e all’INL l’attività di raccolta del dato elettorale. All’INPS è inoltre demandata l’attività di ponderazione del dato associativo con il dato elettorale. Tali attività sono finalizzate alla certificazione della rappresentanza delle Organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria, secondo quanto stabilito dall’Accordo interconfederale del 28 giugno 2011, dal Protocollo del 31 maggio 2013 e dal Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014, come modificato il 4 luglio 2017.
In particolare, l’art. 3, comma 3, della Convenzione prevede che all’esito di ogni rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie nelle aziende che applicano il Testo Unico sulla Rappresentanza, le relative commissioni elettorali trasmettano al Direttore del competente Ispettorato territoriale del Lavoro copia del verbale elettorale dal quale siano desumibili i dati identificativi delle unità operative di riferimento, nonché il risultato delle operazioni elettorali.
Ciò premesso, l’INPS ha elaborato un applicativo web denominato "Raccolta Elezioni RSU" in cui andranno inseriti, a cura degli ITL competenti, i risultati elettorali ottenuti dalle OO.SS. firmatarie o aderenti al T.U., rilevabili dai verbali elettorali depositati dalle Commissioni.
D’intesa con l’INPS e con i soggetti firmatari della Convenzione, preso atto della Dichiarazione congiunta sottoscritta da Confindustria e CGIL – CISL - UIL in data 14 luglio 2021, si è ritenuto necessario far precedere l’avvio della raccolta dei dati da una fase di sperimentazione limitata solo a due contratti collettivi allo scopo di affinare un modello operativo improntato alla maggiore efficienza e speditezza nel rispetto della più ampia partecipazione dei soggetti sindacali coinvolti nelle consultazioni elettorali. Ciò anche in ragione della programmata implementazione dell’attività di raccolta nelle regioni Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e le province autonome di Trento e Bolzano, nel cui ambito territoriale le funzioni del Comitato dei garanti non sono svolte dall’Ispettorato nazionale del lavoro.

Sperimentazione
La fase di sperimentazione riguarderà i dati delle elezioni delle RSU svoltesi nel triennio 11 dicembre 2018 – 10 dicembre 2021 nelle imprese aventi unità operativa in tutte le regioni ad eccezione delle tre sopra citate, che applicano i seguenti CCNL rientranti nell’area di rappresentanza di Confindustria ed individuati in ragione della loro maggiore diffusione territoriale: Ccnl metalmeccanico. Codice RASI C00001 (Codici contratto 113-114); Ccnl chimico, chimico-farmaceutico, fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e GPL. Codice RASI C00003 (Codici contratto 035-036-081).

Deposito verbali
A partire dal 1° settembre p.v. le OO.SS. firmatarie della Convenzione o sottoscrittrici dei CCNL sopra individuati depositeranno, per il tramite dei referenti territoriali abilitati o loro delegati, presso il competente Ispettorato territoriale del lavoro, i verbali delle consultazioni elettorali, svoltesi dall’ 11 dicembre 2018, relative alle imprese che applicano i contratti collettivi in questione.
Le OO.SS. di cui sopra avranno cura di trasmettere all’indirizzo INL.comitatogaranti@ispettorato.gov.it entro il 20 agosto 2021, sia i nominativi dei referenti territoriali (unitamente a eventuali delegati già individuati) abilitati al deposito dei verbali, distinti per regione e provincia di appartenenza, sia l’indirizzo email della rispettiva sede sindacale provinciale.
Ricevuti tali nominativi, gli Ispettorati territoriali provvederanno, previe intese con i referenti sindacali della provincia di riferimento, a calendarizzare i depositi dei verbali. L’inserimento dei dati elettorali nell’applicativo web "Raccolta Elezioni RSU" sarà preceduto da un incontro informativo, in videoconferenza entro la prima decade del mese di settembre.

Partecipazione esiti della raccolta
Una volta completato l’inserimento nell’applicativo dei dati elettorali di ciascun CCNL, prima di procedere alla loro validazione, il Direttore di sede provvederà a convocare i referenti delle OO.SS. al fine di rendere noti i dati elettorali complessivi riferiti al CCNL di interesse, nonché i voti conseguiti in relazione a ciascuna consultazione elettorale.

Validazione dei dati elettorali
All’esito della riunione, il Direttore di sede, in qualità di Presidente del Comitato dei garanti, o il suo delegato, procederà alla validazione dei dati elettorali che in tal modo risulteranno definitivamente acquisiti alla procedura telematica.
La fase sperimentale andrà conclusa entro la fine del 2021. Al termine della sperimentazione gli Ispettorati interregionali trasmetteranno relazione delle attività svolte e delle criticità rilevate anche al fine di orientare le modalità di raccolta dei dati a regime.

Studi Professionali: diritto allo studio

Fino al 31 agosto, per i lavoratori dipendenti degli Studi Professionali è possibile richiedere il rimborso delle tasse universitarie e delle attività sportive.

I lavoratori dipendenti degli Studi Professionali, in regola con l’iscrizione e la contribuzione alla bilateralità (Cadiprof ed Ebipro) da almeno sei mesi, possono richiedere:
– fino al 31 agosto del corrente anno, il rimborso delle spese sostenute per il versamento delle tasse universitarie relative all’anno accademico 2020/21;
– fino al 31 agosto del corrente anno, il rimborso delle spese sostenute per l’esercizio di attività sportive, allegando documentazione fiscale emessa nel corso del 2020.
Per entrambi i servizi la prestazione, erogata da Ebipro, è pari al 50% della spesa sostenuta con un limite massimo di 500 euro annue, con facoltà riconosciuta all’iscritto di cumulare nella medesima domanda spese sostenute sia a titolo personale che per i figli a carico.
Ebipro già sostiene il diritto allo studio dei lavoratori attraverso il rimborso al datore di lavoro di parte della retribuzione derivante dalla concessione dei permessi studio.

Fino al 31 agosto, per i lavoratori dipendenti degli Studi Professionali è possibile richiedere il rimborso delle tasse universitarie e delle attività sportive.

I lavoratori dipendenti degli Studi Professionali, in regola con l’iscrizione e la contribuzione alla bilateralità (Cadiprof ed Ebipro) da almeno sei mesi, possono richiedere:
- fino al 31 agosto del corrente anno, il rimborso delle spese sostenute per il versamento delle tasse universitarie relative all’anno accademico 2020/21;
- fino al 31 agosto del corrente anno, il rimborso delle spese sostenute per l’esercizio di attività sportive, allegando documentazione fiscale emessa nel corso del 2020.
Per entrambi i servizi la prestazione, erogata da Ebipro, è pari al 50% della spesa sostenuta con un limite massimo di 500 euro annue, con facoltà riconosciuta all’iscritto di cumulare nella medesima domanda spese sostenute sia a titolo personale che per i figli a carico.
Ebipro già sostiene il diritto allo studio dei lavoratori attraverso il rimborso al datore di lavoro di parte della retribuzione derivante dalla concessione dei permessi studio.

Elemento promozionale del welfare da luglio per il CCNL Legno e arredamento – Confapi

 

Dal mese di luglio, ai lavoratori della piccola e media industria del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento, e per le industrie boschive e forestali spetta un Elemento promozionale del welfare

Con il verbale di accordo sottoscritto lo scorso maggio, le parti firmatarie, consapevoli dell’importanza della previdenza integrativa, e dato il perdurare della crisi di crescita del fondo, hanno concordato di istituire un elemento promozionale del welfare previdenziale a partire dall’1/7/2021 e fino alla data del 28/2/2023.
Tale elemento è a carico del datore di lavoro ed è pari a un contributo mensile di euro 5 per dodici mensilità, da versare al Fondo Arco per ogni lavoratore in forza alla data dell’1/7/2021 con contratto a tempo indeterminato, secondo le modalità che saranno previste dal Fondo.
Per i lavoratori di prima adesione al Fondo Arco successiva all’1/7/2021 tale contributo è aggiuntivo rispetto a quanto previsto per l’iscrizione ordinaria.
Le Parti si danno atto che sul contributo di cui sopra è dovuta esclusivamente la contribuzione INPS di solidarietà

 

Dal mese di luglio, ai lavoratori della piccola e media industria del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento, e per le industrie boschive e forestali spetta un Elemento promozionale del welfare

Con il verbale di accordo sottoscritto lo scorso maggio, le parti firmatarie, consapevoli dell'importanza della previdenza integrativa, e dato il perdurare della crisi di crescita del fondo, hanno concordato di istituire un elemento promozionale del welfare previdenziale a partire dall’1/7/2021 e fino alla data del 28/2/2023.
Tale elemento è a carico del datore di lavoro ed è pari a un contributo mensile di euro 5 per dodici mensilità, da versare al Fondo Arco per ogni lavoratore in forza alla data dell’1/7/2021 con contratto a tempo indeterminato, secondo le modalità che saranno previste dal Fondo.
Per i lavoratori di prima adesione al Fondo Arco successiva all’1/7/2021 tale contributo è aggiuntivo rispetto a quanto previsto per l'iscrizione ordinaria.
Le Parti si danno atto che sul contributo di cui sopra è dovuta esclusivamente la contribuzione INPS di solidarietà

Iva al 10% per gli integratori alimentari liquidi destinati alla salute

Le cessioni di integratori alimentari che si presentano in forma liquida e sono utilizzati per mantenere l’organismo in buona salute possono fruire dell’Iva ridotta, nella misura del 10%, non essendo i beni riconducibili alla categoria degli “sciroppi di qualsiasi natura” che è esclusa dall’applicazione dell’aliquota agevolata (Agenzia entrate – risoluzione 29 luglio 2021. n. 50).

La cessione degli integratori alimentari, in generale, è da ritenersi soggetta ad un’aliquota IVA ridotta solo nel caso in cui i loro componenti siano riconducibili, in base al parere tecnico dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), ai prodotti indicati nella Tabella A, Parti II, II-bis o III, allegata al D.P.R. n. 633/1972, cui consegue l’applicazione dell’aliquota IVA rispettivamente del 4, del 5 o del 10 per cento.

Gli integratori alimentari che, sulla base dell’analisi della loro composizione ed in considerazione delle specifiche proprietà finalizzate a mantenere l’organismo in buona salute, sono classificati nelle voci doganali residuali 2106 9092 o 2106 9098, seppur commercializzati in forma liquida, non hanno le caratteristiche degli sciroppi di zucchero di qualsiasi natura e, pertanto, rientrano nella previsione dell’aliquota IVA agevolata del 10 per cento di cui al punto 80 della tabella A, parte III, allegata al Decreto IVA.

Le cessioni di integratori alimentari che si presentano in forma liquida e sono utilizzati per mantenere l’organismo in buona salute possono fruire dell’Iva ridotta, nella misura del 10%, non essendo i beni riconducibili alla categoria degli "sciroppi di qualsiasi natura" che è esclusa dall’applicazione dell’aliquota agevolata (Agenzia entrate - risoluzione 29 luglio 2021. n. 50).

La cessione degli integratori alimentari, in generale, è da ritenersi soggetta ad un’aliquota IVA ridotta solo nel caso in cui i loro componenti siano riconducibili, in base al parere tecnico dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), ai prodotti indicati nella Tabella A, Parti II, II-bis o III, allegata al D.P.R. n. 633/1972, cui consegue l’applicazione dell’aliquota IVA rispettivamente del 4, del 5 o del 10 per cento.

Gli integratori alimentari che, sulla base dell’analisi della loro composizione ed in considerazione delle specifiche proprietà finalizzate a mantenere l’organismo in buona salute, sono classificati nelle voci doganali residuali 2106 9092 o 2106 9098, seppur commercializzati in forma liquida, non hanno le caratteristiche degli sciroppi di zucchero di qualsiasi natura e, pertanto, rientrano nella previsione dell’aliquota IVA agevolata del 10 per cento di cui al punto 80 della tabella A, parte III, allegata al Decreto IVA.

A ferragosto permesso retribuito per i dipendenti TIM S.p.A

Con accordo siglato lo scorso marzo, ai dipendenti TIM S.p.A., è stato riconoscito un permesso retribuito per la festività del 15 agosto 2021, cadente di domenica.

In relazione alla festività nazionale del 15/8/2021 cadente di domenica, a tutto il personale TIM S.p.A. è riconosciuto, in luogo del regime economico e normativo di cui all’art. 28 del vigente CCNL TLC.
a. un giorno di permesso retribuito da fruirsi a giornata intera secondo la disciplina di cui al capitolo 1 dell’Accordo del 9/1/2019;
b. 4 ore di permessi retribuiti, da fruirsi secondo la disciplina di cui ai capitoli 3 e 5 dell’Accordo del 9/1/2019, riproporzionati nei confronti del personale con rapporto di lavoro part-time.

Con accordo siglato lo scorso marzo, ai dipendenti TIM S.p.A., è stato riconoscito un permesso retribuito per la festività del 15 agosto 2021, cadente di domenica.

In relazione alla festività nazionale del 15/8/2021 cadente di domenica, a tutto il personale TIM S.p.A. è riconosciuto, in luogo del regime economico e normativo di cui all’art. 28 del vigente CCNL TLC.
a. un giorno di permesso retribuito da fruirsi a giornata intera secondo la disciplina di cui al capitolo 1 dell’Accordo del 9/1/2019;
b. 4 ore di permessi retribuiti, da fruirsi secondo la disciplina di cui ai capitoli 3 e 5 dell’Accordo del 9/1/2019, riproporzionati nei confronti del personale con rapporto di lavoro part-time.

Congedo 2021 per genitori in modalità oraria: indicazioni Inps

Si forniscono indicazioni sulla modalità di presentazione delle domande relative al congedo 2021 per genitori, lavoratori dipendenti del settore privato, con figli affetti da SARS CoV-2, in quarantena da contatto o con attività didattica o educativa in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi.

La domanda di “Congedo 2021 per genitori” con fruizione in modalità oraria deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso uno dei seguenti canali, utilizzando la procedura per la presentazione delle domande di congedo parentale a ore ordinario: portale web dell’Istituto, Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori); tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
Il flusso di acquisizione della domanda di congedo parentale su base oraria è stato integrato con la possibilità di indicare la richiesta di “Congedo 2021 per genitori” in modalità oraria spuntando il ‘SI’ in corrispondenza dell’opzione ‘Richiesta per congedo 2021 per genitori con figli conviventi minori di anni 14 o senza limiti di età per figli con disabilità iscritti in scuole di ogni ordine e grado o a centri diurni assistenziali.
Nella domanda il genitore dichiara:
– il numero di giornate di “Congedo 2021 per genitori” da fruire in modalità oraria;
– il periodo all’interno del quale tali giornate intere di “Congedo 2021 per genitori” sono fruite in modalità oraria.
Il periodo all’interno del quale si intende fruire delle ore “Congedo 2021 per genitori”, nell’intervallo temporale che intercorre dal 13 maggio 2021 al 30 giugno 2021, dovrà essere contenuto all’interno di un mese solare. Pertanto, nel caso in cui il periodo all’interno del quale si intende fruire delle ore di “Congedo 2021 per genitori” sia a cavallo tra il mese di maggio 2021 e il mese di giugno 2021, dovranno essere presentate due domande.
Considerato, infine, che l’indennizzo del “Congedo 2021 per genitori” continua a essere erogato in modalità giornaliera, la fruizione oraria deve comunque essere ricondotta a una giornata intera di congedo. Di conseguenza, se le ore che compongono un giorno di “Congedo 2021 per genitori” sono fruite su più giornate di lavoro, nella domanda che si presenta all’Istituto dovrà essere dichiarato di fruire di un giorno di “Congedo 2021 per genitori” all’interno di un arco temporale di riferimento (dalla data x alla data y) nello stesso mese solare.
Come per il “Congedo 2021 per genitori” a giornata intera – precisa l’Inps – anche nel caso di “Congedo 2021 per genitori” con fruizione in modalità oraria, le domande possono avere ad oggetto periodi di fruizione antecedenti la presentazione delle domande stesse, purché, nello specifico congedo orario, ricadenti all’interno dell’arco temporale previsto dalla norma (dal 13 maggio 2021 al 30 giugno 2021).

Si forniscono indicazioni sulla modalità di presentazione delle domande relative al congedo 2021 per genitori, lavoratori dipendenti del settore privato, con figli affetti da SARS CoV-2, in quarantena da contatto o con attività didattica o educativa in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi.

La domanda di "Congedo 2021 per genitori" con fruizione in modalità oraria deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso uno dei seguenti canali, utilizzando la procedura per la presentazione delle domande di congedo parentale a ore ordinario: portale web dell’Istituto, Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori); tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
Il flusso di acquisizione della domanda di congedo parentale su base oraria è stato integrato con la possibilità di indicare la richiesta di "Congedo 2021 per genitori" in modalità oraria spuntando il 'SI' in corrispondenza dell’opzione 'Richiesta per congedo 2021 per genitori con figli conviventi minori di anni 14 o senza limiti di età per figli con disabilità iscritti in scuole di ogni ordine e grado o a centri diurni assistenziali.
Nella domanda il genitore dichiara:
- il numero di giornate di "Congedo 2021 per genitori" da fruire in modalità oraria;
- il periodo all’interno del quale tali giornate intere di "Congedo 2021 per genitori" sono fruite in modalità oraria.
Il periodo all’interno del quale si intende fruire delle ore "Congedo 2021 per genitori", nell’intervallo temporale che intercorre dal 13 maggio 2021 al 30 giugno 2021, dovrà essere contenuto all’interno di un mese solare. Pertanto, nel caso in cui il periodo all’interno del quale si intende fruire delle ore di "Congedo 2021 per genitori" sia a cavallo tra il mese di maggio 2021 e il mese di giugno 2021, dovranno essere presentate due domande.
Considerato, infine, che l’indennizzo del "Congedo 2021 per genitori" continua a essere erogato in modalità giornaliera, la fruizione oraria deve comunque essere ricondotta a una giornata intera di congedo. Di conseguenza, se le ore che compongono un giorno di "Congedo 2021 per genitori" sono fruite su più giornate di lavoro, nella domanda che si presenta all’Istituto dovrà essere dichiarato di fruire di un giorno di "Congedo 2021 per genitori" all’interno di un arco temporale di riferimento (dalla data x alla data y) nello stesso mese solare.
Come per il "Congedo 2021 per genitori" a giornata intera - precisa l’Inps - anche nel caso di "Congedo 2021 per genitori" con fruizione in modalità oraria, le domande possono avere ad oggetto periodi di fruizione antecedenti la presentazione delle domande stesse, purché, nello specifico congedo orario, ricadenti all’interno dell’arco temporale previsto dalla norma (dal 13 maggio 2021 al 30 giugno 2021).

Criteri e modalità per la concessione dell’esonero contributivo a lavoratori autonomi e professionisti

Definiti i criteri e le modalità per la concessione, per l’anno 2021, dell’esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi, nonché dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps e dai professionisti iscritti agli Enti privatizzati (D.M. 17 maggio 2021)

Per l’anno 2021, è spettante un esonero parziale dei contributi previdenziali complessivi, con esclusione dei contributi integrativi e dei premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo individuale di 3.000,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore autonomo o professionista, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, alle seguenti categorie di lavoratori iscritti alle gestioni previdenziali entro il 1° gennaio 2021:
a) lavoratori iscritti alle gestioni speciali autonome speciali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, e lavoratori iscritti alla Gestione separata (art. 2, co. 26, L. n. 335/1995) e che dichiarano redditi da lavoro autonomo (art. 53, co. 1, D.P.R. n. 917/1986). Sono compresi i lavoratori soci di società e i professionisti componenti di studio associato. L’esonero è riconosciuto relativamente alla contribuzione previdenziale dovuta per l’anno di competenza 2021 da versare con le rate o gli acconti con scadenza ordinaria entro il 31 dicembre 2021;
b) professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza (D.Lgs. n. 509/1994; D.Lgs. n. 103/1996) relativamente alla contribuzione previdenziale dovuta per l’anno di competenza 2021 da versare con rate o acconti in scadenza nel medesimo anno;
c) medici, infermieri e altri professionisti e operatori sanitari (L. 11 gennaio 2018, n. 3), già collocati in quiescenza, a cui siano stati conferiti incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’esonero è riconosciuto relativamente alla contribuzione previdenziale dovuta per l’anno di competenza 2021 da versare con le rate o gli acconti con scadenza ordinaria entro il 31 dicembre 2021.
Ai fini del riconoscimento dell’esonero, i lavoratori autonomi ed i professionisti devono possedere congiuntamente i seguenti requisiti:
– devono aver subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019;
– devono aver percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo di lavoro o derivante dall’attività che comporta l’iscrizione alla gestione non superiore a 50.000,00 euro. Per i professionisti iscritti agli Enti privatizzati, il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi o compensi percepiti e i costi inerenti all’attività. Per i soggetti iscritti alle gestioni speciali autonome dell’Inps degli artigiani ed esercenti attività commerciali e alla Gestione separata, il reddito è individuato nel reddito imponibile indicato nel quadro RR sezione I o II della dichiarazione dei redditi Persone fisiche, presentata entro il termine di presentazione dell’istanza di esonero. Per i soggetti iscritti alla gestione dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, il reddito è individuato nei redditi risultanti nella dichiarazione dei redditi Persone fisiche entro il termine di presentazione dell’istanza di esonero, riconducibili alle attività che comportano l’iscrizione alla gestione, compresi i redditi derivanti dalle attività connesse alle attività agricole;
– non devono essere titolari di contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità
– non devono essere titolari di pensione diretta, diversa dall’assegno ordinario di invalidità (art. 1, L. n. 222/1984) o da qualsiasi altro emolumento corrisposto dagli enti di previdenza obbligatoria, ad integrazione del reddito a titolo di invalidità, avente natura previdenziale, che risponda alle medesime finalità del citato assegno, comunque esso sia denominato.
Ai soggetti che hanno avviato nel corso del 2020 l’attività che comporta obbligo di iscrizione alle gestioni speciali autonome dell’AGO, alla Gestione separata dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza non si applicano i requisiti reddituali.
L’esonero deve essere richiesto a un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria ed è concesso nel limite di spesa complessivo di 2.500,00 milioni di euro per l’anno 2021.

Definiti i criteri e le modalità per la concessione, per l’anno 2021, dell'esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi, nonché dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps e dai professionisti iscritti agli Enti privatizzati (D.M. 17 maggio 2021)

Per l’anno 2021, è spettante un esonero parziale dei contributi previdenziali complessivi, con esclusione dei contributi integrativi e dei premi e contributi dovuti all'Inail, nel limite massimo individuale di 3.000,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore autonomo o professionista, ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, alle seguenti categorie di lavoratori iscritti alle gestioni previdenziali entro il 1° gennaio 2021:
a) lavoratori iscritti alle gestioni speciali autonome speciali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, e lavoratori iscritti alla Gestione separata (art. 2, co. 26, L. n. 335/1995) e che dichiarano redditi da lavoro autonomo (art. 53, co. 1, D.P.R. n. 917/1986). Sono compresi i lavoratori soci di società e i professionisti componenti di studio associato. L’esonero è riconosciuto relativamente alla contribuzione previdenziale dovuta per l’anno di competenza 2021 da versare con le rate o gli acconti con scadenza ordinaria entro il 31 dicembre 2021;
b) professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza (D.Lgs. n. 509/1994; D.Lgs. n. 103/1996) relativamente alla contribuzione previdenziale dovuta per l’anno di competenza 2021 da versare con rate o acconti in scadenza nel medesimo anno;
c) medici, infermieri e altri professionisti e operatori sanitari (L. 11 gennaio 2018, n. 3), già collocati in quiescenza, a cui siano stati conferiti incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’esonero è riconosciuto relativamente alla contribuzione previdenziale dovuta per l’anno di competenza 2021 da versare con le rate o gli acconti con scadenza ordinaria entro il 31 dicembre 2021.
Ai fini del riconoscimento dell’esonero, i lavoratori autonomi ed i professionisti devono possedere congiuntamente i seguenti requisiti:
- devono aver subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell'anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell'anno 2019;
- devono aver percepito nel periodo d'imposta 2019 un reddito complessivo di lavoro o derivante dall’attività che comporta l’iscrizione alla gestione non superiore a 50.000,00 euro. Per i professionisti iscritti agli Enti privatizzati, il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi o compensi percepiti e i costi inerenti all’attività. Per i soggetti iscritti alle gestioni speciali autonome dell’Inps degli artigiani ed esercenti attività commerciali e alla Gestione separata, il reddito è individuato nel reddito imponibile indicato nel quadro RR sezione I o II della dichiarazione dei redditi Persone fisiche, presentata entro il termine di presentazione dell’istanza di esonero. Per i soggetti iscritti alla gestione dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, il reddito è individuato nei redditi risultanti nella dichiarazione dei redditi Persone fisiche entro il termine di presentazione dell’istanza di esonero, riconducibili alle attività che comportano l’iscrizione alla gestione, compresi i redditi derivanti dalle attività connesse alle attività agricole;
- non devono essere titolari di contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all'indennità di disponibilità
- non devono essere titolari di pensione diretta, diversa dall’assegno ordinario di invalidità (art. 1, L. n. 222/1984) o da qualsiasi altro emolumento corrisposto dagli enti di previdenza obbligatoria, ad integrazione del reddito a titolo di invalidità, avente natura previdenziale, che risponda alle medesime finalità del citato assegno, comunque esso sia denominato.
Ai soggetti che hanno avviato nel corso del 2020 l’attività che comporta obbligo di iscrizione alle gestioni speciali autonome dell’AGO, alla Gestione separata dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza non si applicano i requisiti reddituali.
L’esonero deve essere richiesto a un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria ed è concesso nel limite di spesa complessivo di 2.500,00 milioni di euro per l’anno 2021.

Rinnovato il CCNL Tessile abbigliamento – industria

Sottoscritta l’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del tessile abbigliamento, scaduto il 31 marzo 2020.

Il testo, che sarà in vigore fino al 31 marzo 2024, interessa oltre 400.000 lavoratori, impiegati in circa 46.000 imprese.
Le Parti hanno convenuto quanto segue:
– la disciplina definita nel Cap.VI del CCNL del 5 luglio 2017 non troverà applicazione per il periodo di vigenza del presente Contratto nazionale;
– pertanto, per il periodo di vigenza del presente contratto 1° aprile 2020—31 marzo 2024, la dinamica dell’E.RN. viene regolata dalle Tabelle di seguito riportate;
– nell’ambito del prossimo rinnovo contrattuale, le Parti definiranno la nuova disciplina dell’E.RN. in base a quanto previsto dall’Accordo Interconfederale del 9 marzo 2018.

livelli

parametri

1 tranche apiile2022

2 tranche gennaio 2023

3 tianche apiile2023

8 127 25,40€ 31,75 € 34,29€
7 120 24,00€ 30,00 € 32,40 €
6 112 22,40 € 28,00€ 30,24€
5 105 21,00€ 26,25 € 28,35 €
4 100 20,00€ 25,00 € 27,00 €
3bis 98 19,60€ 24,50€ 26,46 €
3 96 19,20€ 24,00€ 25,92€
2bis 93 18,60€ 23,25 € 25,11 €
2 91 18,20€ 22,75 € 24,57€
1 72 14,40€ 18,00€ 19,44€

Conseguentemente l’Elemento Retributivo Nazionale -ERN- assumerà i seguenti valori mensili alle scadenze indicate:

Tabella E.R.N. fino al 31 marzo 2022

livello

ERN fino al 31 marzo 2022

ERN da aprile 2022

ERN da gennaio 2023

ERN da aprile 2023

8 2.173,24 € 2.198,64 € 2.230,39 € 2.264,68 €
7 2.049,70 € 2.073,70 € 2.103,70 € 2.136,10 €
6 1.924,49 € 1.946,89 € 1.974,89 € 2.005,13 €
5 1.802,76 € 1.823,76 € 1.850,01 € 1.878,36 €
4 1.714,95 € 1.734,95 € 1.759,95 € 1.786,95 €
3bis 1.675,42 € 1.695,02 € 1.719,52 € 1.745,98 €
3 1.638,13 € 1.657,33 € 1.681,33 € 1.707,25 €
2 bis 1.590,85 € 1.609,45 € 1.632,70 € 1.657,81 €
2 1.556,18 € 1.574,38 € 1.597,13 € 1.621,70 €
1 1.237,20 € 1.251,60 € 1.269,60 € 1.289,04 €

Viaggiatoti e Piazzisti

livello

ERN fino al 31 marzo 2022

ERN da aprile 2022

ERN da gennaio 2023

ERN da aprile 2023

1° cat. 1.852,27 € 1.874,67€ 1.902,67 € 1.932,91 €
2° cat 1.747,47 1.768,47€ 1.794,72€ 1.823,07€

Per le aziende terziste nel mezzogiorno, gli aumenti contrattuali previsti per la generalità dei lavoratori alle scadenze di cui al Punto A entreranno hi vigore alle seguenti scadenze:
– 1° ottobre 2022;
– 1° luglio 2023;
– 1° ottobre 2023
Per quanto riguarda il welfare sanitario la novità è l’attivazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2023, di una assicurazione contro la non autosufficienza (LTC) a beneficio di tutti i lavoratori del settore. Tale assicurazione sarà finanziata con un contributo a carico dell’impresa di 2 euro per ogni lavoratore.
È stato concordato l’avvio dell’ente bilaterale di settore finanziato con un contributo una tantum a carico delle imprese di 5 euro per ogni lavoratore dipendente.
In merito al  tema della violenza di genere, le parti confermano l’impegno per il sostegno alle vittime di molestie e di violenza, nonché l’assistenza alle stesse nel processo di reinserimento sia in altre sedi della stessa azienda, se esistenti, che presso altre aziende tramite il sistema associativo di Confindustria. Inoltre, è stata migliorata la normativa sulla tutela delle lavoratrici e lavoratori madri e padri rispetto al divieto di lavoro notturno.
Molto importante l’inserimento di un protocollo contrattuale riguardante la competitività, la legalità e il contrasto al dumping contrattuale, al fine di arginare il fenomeno dei contratti pirata, con l’impegno delle aziende committenti ad inserire nel contratto di commessa l’obbligo dell’applicazione ai lavoratori dei Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul territorio nazionale.
Nell’intesa sono migliorati i diritti individuali dei lavoratori, sia in termini di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia, che per quanto riguarda i permessi, le aspettative, e i congedi, con il recepimento della legge Cirinnà, estesi anche alle coppie di fatto.
Inoltre, in merito alle ore prestate in regime di flessibilità dell’orario, sono state elevate da 16 a 32 le ore che potranno essere programmate individualmente.
Infine, è stato definito un protocollo d’intesa sulla bilateralità per la definizione di apposite iniziative congiunte per la diffusione e l’applicazione delle “Linee guida sulla contrattazione aziendale”. Nel protocollo è presente anche la costituzione di un apposito gruppo di lavoro che, anche in conseguenze dell’emergenza sanitaria da Covid-19 nell’organizzazione del lavoro, sviluppi analisi congiunte sullo stato di salute in generale dei lavoratori del settore e individui opportune forme di prevenzione da implementare nelle imprese.

Sottoscritta l'ipotesi d'accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del tessile abbigliamento, scaduto il 31 marzo 2020.

Il testo, che sarà in vigore fino al 31 marzo 2024, interessa oltre 400.000 lavoratori, impiegati in circa 46.000 imprese.
Le Parti hanno convenuto quanto segue:
- la disciplina definita nel Cap.VI del CCNL del 5 luglio 2017 non troverà applicazione per il periodo di vigenza del presente Contratto nazionale;
- pertanto, per il periodo di vigenza del presente contratto 1° aprile 2020—31 marzo 2024, la dinamica dell’E.RN. viene regolata dalle Tabelle di seguito riportate;
- nell’ambito del prossimo rinnovo contrattuale, le Parti definiranno la nuova disciplina dell’E.RN. in base a quanto previsto dall’Accordo Interconfederale del 9 marzo 2018.

livelli

parametri

1 tranche apiile2022

2 tranche gennaio 2023

3 tianche apiile2023

8 127 25,40€ 31,75 € 34,29€
7 120 24,00€ 30,00 € 32,40 €
6 112 22,40 € 28,00€ 30,24€
5 105 21,00€ 26,25 € 28,35 €
4 100 20,00€ 25,00 € 27,00 €
3bis 98 19,60€ 24,50€ 26,46 €
3 96 19,20€ 24,00€ 25,92€
2bis 93 18,60€ 23,25 € 25,11 €
2 91 18,20€ 22,75 € 24,57€
1 72 14,40€ 18,00€ 19,44€

Conseguentemente l’Elemento Retributivo Nazionale -ERN- assumerà i seguenti valori mensili alle scadenze indicate:

Tabella E.R.N. fino al 31 marzo 2022

livello

ERN fino al 31 marzo 2022

ERN da aprile 2022

ERN da gennaio 2023

ERN da aprile 2023

8 2.173,24 € 2.198,64 € 2.230,39 € 2.264,68 €
7 2.049,70 € 2.073,70 € 2.103,70 € 2.136,10 €
6 1.924,49 € 1.946,89 € 1.974,89 € 2.005,13 €
5 1.802,76 € 1.823,76 € 1.850,01 € 1.878,36 €
4 1.714,95 € 1.734,95 € 1.759,95 € 1.786,95 €
3bis 1.675,42 € 1.695,02 € 1.719,52 € 1.745,98 €
3 1.638,13 € 1.657,33 € 1.681,33 € 1.707,25 €
2 bis 1.590,85 € 1.609,45 € 1.632,70 € 1.657,81 €
2 1.556,18 € 1.574,38 € 1.597,13 € 1.621,70 €
1 1.237,20 € 1.251,60 € 1.269,60 € 1.289,04 €

Viaggiatoti e Piazzisti

livello

ERN fino al 31 marzo 2022

ERN da aprile 2022

ERN da gennaio 2023

ERN da aprile 2023

1° cat. 1.852,27 € 1.874,67€ 1.902,67 € 1.932,91 €
2° cat 1.747,47 1.768,47€ 1.794,72€ 1.823,07€

Per le aziende terziste nel mezzogiorno, gli aumenti contrattuali previsti per la generalità dei lavoratori alle scadenze di cui al Punto A entreranno hi vigore alle seguenti scadenze:
- 1° ottobre 2022;
- 1° luglio 2023;
- 1° ottobre 2023
Per quanto riguarda il welfare sanitario la novità è l'attivazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2023, di una assicurazione contro la non autosufficienza (LTC) a beneficio di tutti i lavoratori del settore. Tale assicurazione sarà finanziata con un contributo a carico dell'impresa di 2 euro per ogni lavoratore.
È stato concordato l'avvio dell'ente bilaterale di settore finanziato con un contributo una tantum a carico delle imprese di 5 euro per ogni lavoratore dipendente.
In merito al  tema della violenza di genere, le parti confermano l'impegno per il sostegno alle vittime di molestie e di violenza, nonché l'assistenza alle stesse nel processo di reinserimento sia in altre sedi della stessa azienda, se esistenti, che presso altre aziende tramite il sistema associativo di Confindustria. Inoltre, è stata migliorata la normativa sulla tutela delle lavoratrici e lavoratori madri e padri rispetto al divieto di lavoro notturno.
Molto importante l'inserimento di un protocollo contrattuale riguardante la competitività, la legalità e il contrasto al dumping contrattuale, al fine di arginare il fenomeno dei contratti pirata, con l'impegno delle aziende committenti ad inserire nel contratto di commessa l'obbligo dell'applicazione ai lavoratori dei Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul territorio nazionale.
Nell'intesa sono migliorati i diritti individuali dei lavoratori, sia in termini di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia, che per quanto riguarda i permessi, le aspettative, e i congedi, con il recepimento della legge Cirinnà, estesi anche alle coppie di fatto.
Inoltre, in merito alle ore prestate in regime di flessibilità dell'orario, sono state elevate da 16 a 32 le ore che potranno essere programmate individualmente.
Infine, è stato definito un protocollo d'intesa sulla bilateralità per la definizione di apposite iniziative congiunte per la diffusione e l'applicazione delle "Linee guida sulla contrattazione aziendale". Nel protocollo è presente anche la costituzione di un apposito gruppo di lavoro che, anche in conseguenze dell'emergenza sanitaria da Covid-19 nell'organizzazione del lavoro, sviluppi analisi congiunte sullo stato di salute in generale dei lavoratori del settore e individui opportune forme di prevenzione da implementare nelle imprese.