UNEBA e OO.SS.: Dichiarazione congiunta sulla Banca Etica Solidale

Sottoscritta il 28/4/2021, da UNEBA e FP-CGIL, CISL-FP, UIL-FPL, CISL-FISASCAT, UILTUCS, firmatari del CCNL Istituzioni socio-assistenziali Uneba 2017-2019, la Dichiarazione congiunta per l’applicazione della Banca Etica Solidale

Il giorno 28/4/2021, UNEBA e le OO.SS. firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale dipendente dei settori socio-assistenziale e socio-sanitario, ed educativo Uneba 2017-2019, hanno sottoscritto una Dichiarazione congiunta per sensibilizzare l’applicazione della Banca Etica Solidale, prevista nell’art. 67 del CCNL come istituto contrattuale di natura sperimentale e con applicazione per il periodo 1/1/2020 – 31/12/2022.
Premesso che:
1. la Banca Etica Solidale ha natura solidaristica e nasce quale istituto a forte partecipazione dei lavoratori con la dotazione di una giornata di lavoro che transita alla data del primo gennaio dell’anno da quelle già previste per le Riduzioni di orario di lavoro (Rol) e introduce il concetto di solidarietà tra i colleghi;
2. permette ai lavoratori di donare in tutto o in parte i recuperi maturati a fronte di prestazioni eccedenti l’orario di riferimento, le ferie di cui all’art. 55 del CCNL per la parte che supera il minimo non disponibile (ossia le 24 giornate annue ) e monetizzabile (pari a 2 giornate), previsto dal D.Lgs. 66/2003 i permessi per riduzione orario di lavoro di cui all’art. 50 del CCNL che alla data del 31/12 di ogni ciascun anno risultano non goduti ed accantonati a banca ore, le ore per festività coincidenti con la domenica di cui all’art. 54 del CCNL accantonate a – banca ore, la banca ore di cui all’art. 66 del CCNL;
Ciò premesso, Uneba e sindacati, nell’incontro del 28 aprile ’21, hanno condiviso una sintesi operativa su questo istituto e hanno evidenziato l’importanza e l’obbligatorietà dell’attuazione della Banca Etica Solidale, del regolamento aziendale e la composizione dell’apposita Commissione richiamata nell’allegato 5 al CCNL.
Hanno concordato, infine, di attivarsi per promuovere, tra i lavoratori e le lavoratrici occupati negli Enti, campagne di informazione e sensibilizzazione finalizzate alla conoscenza e fruizione della Banca Etica Solidale.

Sottoscritta il 28/4/2021, da UNEBA e FP-CGIL, CISL-FP, UIL-FPL, CISL-FISASCAT, UILTUCS, firmatari del CCNL Istituzioni socio-assistenziali Uneba 2017-2019, la Dichiarazione congiunta per l’applicazione della Banca Etica Solidale

Il giorno 28/4/2021, UNEBA e le OO.SS. firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale dipendente dei settori socio-assistenziale e socio-sanitario, ed educativo Uneba 2017-2019, hanno sottoscritto una Dichiarazione congiunta per sensibilizzare l’applicazione della Banca Etica Solidale, prevista nell’art. 67 del CCNL come istituto contrattuale di natura sperimentale e con applicazione per il periodo 1/1/2020 - 31/12/2022.
Premesso che:
1. la Banca Etica Solidale ha natura solidaristica e nasce quale istituto a forte partecipazione dei lavoratori con la dotazione di una giornata di lavoro che transita alla data del primo gennaio dell’anno da quelle già previste per le Riduzioni di orario di lavoro (Rol) e introduce il concetto di solidarietà tra i colleghi;
2. permette ai lavoratori di donare in tutto o in parte i recuperi maturati a fronte di prestazioni eccedenti l’orario di riferimento, le ferie di cui all’art. 55 del CCNL per la parte che supera il minimo non disponibile (ossia le 24 giornate annue ) e monetizzabile (pari a 2 giornate), previsto dal D.Lgs. 66/2003 i permessi per riduzione orario di lavoro di cui all’art. 50 del CCNL che alla data del 31/12 di ogni ciascun anno risultano non goduti ed accantonati a banca ore, le ore per festività coincidenti con la domenica di cui all’art. 54 del CCNL accantonate a - banca ore, la banca ore di cui all’art. 66 del CCNL;
Ciò premesso, Uneba e sindacati, nell’incontro del 28 aprile ’21, hanno condiviso una sintesi operativa su questo istituto e hanno evidenziato l’importanza e l’obbligatorietà dell’attuazione della Banca Etica Solidale, del regolamento aziendale e la composizione dell’apposita Commissione richiamata nell’allegato 5 al CCNL.
Hanno concordato, infine, di attivarsi per promuovere, tra i lavoratori e le lavoratrici occupati negli Enti, campagne di informazione e sensibilizzazione finalizzate alla conoscenza e fruizione della Banca Etica Solidale.

Campagna vaccinale anti-COVID19 in Campania

Siglato il 26/4/2021, tra la Regione Campania, le ASL della Campania, la CONFINDUSTRIA Campania e la CGIL Campania, la CISL Campania, la UIL Campania, la UGL Campania, il protocollo d’intesa “per l’estensione della campagna vaccinale anti-COVID19 alle attività economiche e produttive”.

Il presente Protocollo d’Intesa – recependo il “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione dì punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-l 9 nei luoghi di lavoro” siglato il 6/4/2021 tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero della salute Ministero dello sviluppo economico, Commissario Straordinario emergenza Covid, INAIL e le Parti Sociali (così come in allegato) – disciplina il rapporto di collaborazione tra Regione Campania, le ASL della Campania, Confindustria Campania e CGIL, CISL, UIL e UGL Campania per l’estensione della campagna vaccinale anti-COVID19 alle Aziende della regione Campania attraverso la vigilanza e la somministrazione del vaccino in ambiente di lavoro a cura di personale sanitario (medici, infermieri, personale amministrativo) convenzionato con le aziende di Confindustria Campania a favore dei cittadini-lavoratori che volontariamente aderiscono all’offerta.
Questo modello di estensione della campagna vaccinale è volto a capitalizzare, a vantaggio della sanità pubblica, la disponibilità delle aziende liberamente aderenti individuando ulteriori punti di vaccinazione territoriali e facilitando l’accesso alla vaccinazione da parte dei cittadini, ivi compresi i familiari dei dipendenti e le associazioni.
Le attività saranno organizzate e svolte in conformità delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-Sars-Co V-2/COVID-19’ e delle “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-Sars-CoV-2/COVID-19 nei luoghi di lavoro”, elaborato in collaborazione tra la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, INAIL, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute e Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid -19, e successivi aggiornamenti.

Siglato il 26/4/2021, tra la Regione Campania, le ASL della Campania, la CONFINDUSTRIA Campania e la CGIL Campania, la CISL Campania, la UIL Campania, la UGL Campania, il protocollo d’intesa "per l'estensione della campagna vaccinale anti-COVID19 alle attività economiche e produttive".

Il presente Protocollo d’Intesa - recependo il "Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione dì punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-l 9 nei luoghi di lavoro" siglato il 6/4/2021 tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero della salute Ministero dello sviluppo economico, Commissario Straordinario emergenza Covid, INAIL e le Parti Sociali (così come in allegato) - disciplina il rapporto di collaborazione tra Regione Campania, le ASL della Campania, Confindustria Campania e CGIL, CISL, UIL e UGL Campania per l’estensione della campagna vaccinale anti-COVID19 alle Aziende della regione Campania attraverso la vigilanza e la somministrazione del vaccino in ambiente di lavoro a cura di personale sanitario (medici, infermieri, personale amministrativo) convenzionato con le aziende di Confindustria Campania a favore dei cittadini-lavoratori che volontariamente aderiscono all’offerta.
Questo modello di estensione della campagna vaccinale è volto a capitalizzare, a vantaggio della sanità pubblica, la disponibilità delle aziende liberamente aderenti individuando ulteriori punti di vaccinazione territoriali e facilitando l’accesso alla vaccinazione da parte dei cittadini, ivi compresi i familiari dei dipendenti e le associazioni.
Le attività saranno organizzate e svolte in conformità delle "Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-Sars-Co V-2/COVID-19’ e delle "Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-Sars-CoV-2/COVID-19 nei luoghi di lavoro", elaborato in collaborazione tra la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, INAIL, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute e Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid -19, e successivi aggiornamenti.

Elemento di garanzia retributiva ad aprile per le aziende videofonografiche

 

Spetta, con la retribuzione relativa al mese di aprile, un elemento di garanzia retributiva ai dipendenti dalle aziende videofonografiche privi di contrattazione di secondo livello

Il settore Videofonografia Industria prevede l’erogazione dell’ elemento di garanzia retributiva – EGR a favore dei lavoratori dipendenti da aziende prive della contrattazione di II livello e che non abbiano percepito nell’ultimo quadriennio altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al presente contratto.
L’importo sarà riconosciuto a titolo di “elemento di garanzia retributiva” pari a Euro 220,00 lordi.
Tale importo, uguale per tutti i lavoratori, sarà erogato con la retribuzione del mese di aprile ai lavoratori in forza dal 1° gennaio di ogni anno.
L’importo dell’EGR è da intendersi omnicomprensivo di ogni incidenza su tutti gli istituti legali e contrattuali, compreso il TFR.

 

Spetta, con la retribuzione relativa al mese di aprile, un elemento di garanzia retributiva ai dipendenti dalle aziende videofonografiche privi di contrattazione di secondo livello

Il settore Videofonografia Industria prevede l’erogazione dell’ elemento di garanzia retributiva - EGR a favore dei lavoratori dipendenti da aziende prive della contrattazione di II livello e che non abbiano percepito nell’ultimo quadriennio altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al presente contratto.
L’importo sarà riconosciuto a titolo di "elemento di garanzia retributiva" pari a Euro 220,00 lordi.
Tale importo, uguale per tutti i lavoratori, sarà erogato con la retribuzione del mese di aprile ai lavoratori in forza dal 1° gennaio di ogni anno.
L'importo dell’EGR è da intendersi omnicomprensivo di ogni incidenza su tutti gli istituti legali e contrattuali, compreso il TFR.

Prorogata la regolarizzazione per errata applicazione del “Taglio IRAP”

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che è prevista l’approvazione della proroga dal 30 aprile 2021 al 30 settembre 2021 del termine per il pagamento, senza sanzioni e interessi, dell’IRAP non versata per effetto dell’errata applicazione delle previsioni di esonero di cui all’articolo 24 del Decreto Rilancio, cd. “Taglio dell’IRAP”. (Comunicato 30 aprile 2021, n. 87).

Come noto l’articolo 24 del Decreto Rilancio (D.L. n. 34 del 2020) ha disposto l’abolizione dei seguenti versamenti:
– saldo IRAP relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019 (fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta);
– prima rata dell’acconto IRAP relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Beneficiari del cd. “taglio dell’Irap” sono le imprese e i professionisti, nonché gli enti non commerciali, soggetti passivi dell’imposta, con esclusione dei soggetti:
– che determinano il valore della produzione netta secondo gli articoli 7 e 10-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (imprese di assicurazione, amministrazioni pubbliche e organi dello Stato);
– di cui all’articolo 162-bis del TUIR (intermediari finanziari e società di partecipazione);
– con volume di ricavi o compensi superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020.

Tuttavia, la norma consente la fruizione dell’esonero dei suddetti versamenti IRAP nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche (cd. Temporary framework).
In considerazione delle problematiche operative riscontrate nell’applicazione di tali limiti, il cd. “Decreto Agosto” (art. 42-bis, co. 5, del D.L. n. 104 del 2020) ha stabilito che in caso di errata applicazione del cd. “taglio dell’Irap”, in relazione alla determinazione dei limiti e delle condizioni previsti dal Temporary Framework, il mancato versamento dell’IRAP può essere regolarizzato senza applicazioni di sanzioni né interessi.
Secondo la previsione originaria, il termine per il versamento dell’IRAP dovuta è stato fissato al 30 novembre 2020. Successivamente il “Decreto Ristori” (art. 13-quinquies, co. 6, del D.L. n. 137/2020) ha prorogato detto termine al 30 aprile 2021.
In concomitanza della scadenza, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che è prevista l’approvazione della proroga al 30 settembre 2021 del termine per il pagamento, senza sanzioni e interessi, dell’IRAP non versata per effetto dell’errata applicazione delle previsioni di esonero di cui all’articolo 24 del Decreto Rilancio.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che è prevista l’approvazione della proroga dal 30 aprile 2021 al 30 settembre 2021 del termine per il pagamento, senza sanzioni e interessi, dell’IRAP non versata per effetto dell’errata applicazione delle previsioni di esonero di cui all’articolo 24 del Decreto Rilancio, cd. "Taglio dell’IRAP". (Comunicato 30 aprile 2021, n. 87).

Come noto l’articolo 24 del Decreto Rilancio (D.L. n. 34 del 2020) ha disposto l’abolizione dei seguenti versamenti:
- saldo IRAP relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019 (fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta);
- prima rata dell’acconto IRAP relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Beneficiari del cd. "taglio dell’Irap" sono le imprese e i professionisti, nonché gli enti non commerciali, soggetti passivi dell’imposta, con esclusione dei soggetti:
- che determinano il valore della produzione netta secondo gli articoli 7 e 10-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (imprese di assicurazione, amministrazioni pubbliche e organi dello Stato);
- di cui all’articolo 162-bis del TUIR (intermediari finanziari e società di partecipazione);
- con volume di ricavi o compensi superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020.

Tuttavia, la norma consente la fruizione dell’esonero dei suddetti versamenti IRAP nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19", e successive modifiche (cd. Temporary framework).
In considerazione delle problematiche operative riscontrate nell’applicazione di tali limiti, il cd. "Decreto Agosto" (art. 42-bis, co. 5, del D.L. n. 104 del 2020) ha stabilito che in caso di errata applicazione del cd. "taglio dell’Irap", in relazione alla determinazione dei limiti e delle condizioni previsti dal Temporary Framework, il mancato versamento dell’IRAP può essere regolarizzato senza applicazioni di sanzioni né interessi.
Secondo la previsione originaria, il termine per il versamento dell’IRAP dovuta è stato fissato al 30 novembre 2020. Successivamente il "Decreto Ristori" (art. 13-quinquies, co. 6, del D.L. n. 137/2020) ha prorogato detto termine al 30 aprile 2021.
In concomitanza della scadenza, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che è prevista l’approvazione della proroga al 30 settembre 2021 del termine per il pagamento, senza sanzioni e interessi, dell’IRAP non versata per effetto dell’errata applicazione delle previsioni di esonero di cui all’articolo 24 del Decreto Rilancio.

Integrazioni salariali Decreto Sostegni: domanda integrativa per il periodo dal 29 al 31 marzo 2021

Con circolare n. 71/2021, l’Inps illustra le novità introdotte dal decreto-legge n. 41/2021 in materia di tutele previste in costanza di rapporto di lavoro connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Per le richieste inerenti alle nuove settimane di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD previste, i datori di lavoro che hanno già trasmesso domanda di accesso alle prestazioni con causale “COVID 19 – DL 41/21” per periodi decorrenti dal 1° aprile 2021, possono inviare una domanda integrativa di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD, con la medesima causale e per il periodo dal 29 al 31 marzo 2021.

L’articolo 8 del decreto Sostegni interviene in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, introducendo un ulteriore periodo di trattamenti di cassa integrazione salariale ordinaria, in deroga e di assegno ordinario, che può essere richiesto da tutti i datori di lavoro che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, a prescindere dal precedente utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa emergenziale.
L’impianto normativo delineato dal DL n. 41/2021, nel rideterminare il numero massimo di settimane richiedibili dalle aziende che sospendono o riducono l’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza da COVID-19, si inserisce nel solco già tracciato dalla legge di Bilancio 2021, e ripropone la logica della selettività degli interventi.
Il comma 1 dell’articolo 8, DL n. 41/2021, in particolare, prevede che i datori di lavoro privati, che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza, possono richiedere trattamenti di CIGO (di cui agli articoli 19 e 20 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27), per una durata massima di 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021.
Il successivo comma 2 stabilisce invece che, per i trattamenti di ASO e di CIGD (di cui agli articoli 19, 21, 22 e 22-quater del decreto-legge n. 18/2020), i datori di lavoro possono proporre domanda di accesso alle citate misure per una durata massima di 28 settimane nel periodo tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021.
In ordine alla collocazione temporale del nuovo periodo di trattamenti, si osserva che la decorrenza del 1° aprile 2021, prevista dal menzionato articolo 8 del DL n. 41/2021 per tutte le tipologie di trattamenti, non consente ai datori di lavoro di accedere alle previste misure di sostegno in regime di continuità con quelle precedentemente introdotte dalla legge di Bilancio, atteso che, per coloro che hanno iniziato il periodo di sospensione/riduzione dell’attività dal 1° gennaio 2021, le 12 settimane di interventi previste dalla legge di bilancio 2021, sono terminate – al massimo – il 25 marzo 2021.
Ferma restando la durata massima complessiva dei trattamenti, su conforme parere del Ministero del Lavoro e nelle more della definizione dell’iter legislativo di conversione in legge del decreto Sostegni, si fa presente che il nuovo periodo di trattamenti previsto dal citato articolo 8 potrà essere richiesto a decorrere dall’inizio della settimana in cui si colloca il 1° aprile 2021, quindi da lunedì 29 marzo 2021.
Per dette misure di sostegno al reddito non è previsto alcun contributo addizionale a carico dei datori di lavoro che ricorrono ai citati trattamenti.
Trattamenti di integrazione salariale ordinaria
Come anticipato, l’articolo 8 del DL n. 41/2021 introduce un ulteriore periodo di 13 settimane di trattamenti di cassa integrazione salariale ordinaria richiedibile dai datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, nel periodo dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021.
Le suddette 13 settimane si aggiungono alle 12 previste dalla legge n. 178/2020. Conseguentemente, in caso di ricorso alla CIGO, i datori di lavoro hanno complessivamente a disposizione 25 settimane di trattamenti dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021, secondo l’articolazione che segue:
– 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021;
– ulteriori 13 settimane dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021.
Resta confermato che, per i datori di lavoro che hanno completato le 12 settimane di trattamenti introdotte dalla legge di Bilancio 2021, è possibile richiedere il nuovo periodo di 13 settimane di trattamenti previsto dal decreto–legge n. 41/2021 a far tempo dal 29 marzo 2021.

Trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione guadagni in deroga
Il comma 2 dell’articolo 8 del decreto Sostegni stabilisce che i datori di lavoro rientranti nelle tutele del Fondo di integrazione salariale, dei Fondi di solidarietà bilaterali, nonché quelli che ricorrono ai trattamenti di cassa integrazione in deroga, per le sospensioni o riduzioni delle attività produttive conseguenti a eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, nel periodo dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021, possono richiedere rispettivamente i trattamenti di assegno ordinario e di CIGD per un massimo di 28 settimane complessive.
Si ricorda che, in forza di quanto previsto dall’articolo 1, comma 300, della legge n. 178/2020, i medesimi soggetti possono richiedere i trattamenti in parola per un periodo massimo di 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021. La norma non prevede l’imputazione alle nuove settimane dei periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi della citata legge n. 178/2020. Conseguentemente, le settimane richieste con causale “COVID – 19 L. 178/20”, che si collocano anche parzialmente dopo il 31 marzo 2021, non riducono il numero delle settimane introdotte dal DL n. 41/2021. Ne deriva che il nuovo periodo di trattamenti è aggiuntivo a quello precedente.
Quindi, i datori di lavoro in questione hanno complessivamente a disposizione 40 settimane di trattamenti dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, secondo l’articolazione che segue:
– 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021;
– ulteriori 28 settimane dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021.
Resta confermato che, per i datori di lavoro che hanno completato le 12 settimane di trattamenti introdotte dalla legge di Bilancio 2021, è possibile richiedere il nuovo periodo di 28 settimane di trattamenti previsto dal DL n. 41/2021 a far tempo dal 29 marzo 2021.

Destinatari del nuovo periodo di trattamenti
La previsione normativa dell’articolo 8 del DL n. 41/2021, consente ai datori di lavoro privati l’accesso ai nuovi periodi di trattamenti di integrazione salariale, a prescindere dal ricorso e dalle modalità di utilizzo degli ammortizzatori sociali introdotti dalla legge n. 178/2020.
Le tutele di cui al decreto-legge si applicano ai lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge).
Alla medesima conclusione si giunge, in via analogica, con riferimento ai trattamenti di cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA).
Nelle ipotesi di trasferimento di azienda ai sensi dell’articolo 2112 c.c. e di assunzioni a seguito di cambio di appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.

Modalità di richiesta delle integrazioni salariali
Come già anticipato con il messaggio n. 1297/2021, per le richieste inerenti alle nuove settimane di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD previsti dal decreto-legge n. 41/2021, come sopra individuate, i datori di lavoro dovranno utilizzare la causale “COVID 19 – DL 41/21”.
I datori di lavoro, che hanno già trasmesso domanda di accesso alle prestazioni con causale “COVID 19 – DL 41/21” per periodi decorrenti dal 1° aprile 2021, possono inviare una domanda integrativa di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD, con la medesima causale e per il periodo dal 29 al 31 marzo 2021.
La domanda integrativa deve riguardare i lavoratori in forza presso la medesima unità produttiva oggetto della originaria istanza.
In relazione alle domande integrative di assegno ordinario, si precisa che, per consentirne la corretta gestione, nel campo note dovrà essere indicato il protocollo della domanda integrata.
In analogia a quanto stabilito per le istanze aventi decorrenza dal 1° aprile 2021, il termine di scadenza per la trasmissione delle domande integrative è fissato al 31 maggio 2021.

Estensione dell’utilizzo del sistema del conguaglio per i trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga
Al fine di razionalizzare il sistema di pagamento delle integrazioni salariali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, il comma 6 dell’articolo 8 del DL n. 41/2021 estende le modalità di pagamento con il sistema del conguaglio a tutti i trattamenti connessi all’emergenza da COVID-19, compresi quelli relativi alla cassa integrazione in deroga.
Si ricorda che, prima dell’intervento operato dal decreto Sostegni, l’utilizzo del sistema del conguaglio per i trattamenti di CIGD era limitato alle sole aziende plurilocalizzate in forza della previsione contenuta nell’articolo 22, comma 6-bis, del DL n. 18/2020. Ne deriva che, con riguardo alle settimane di sospensione o riduzione delle attività lavorative relative a tutti trattamenti di cassa integrazione in deroga connessi all’emergenza da COVID–19 decorrenti dal 1° aprile 2021, i datori di lavoro interessati potranno avvalersi del sistema del conguaglio in alternativa a quello del pagamento diretto, indipendentemente dalla causale richiesta.

Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale
In continuità con l’impianto normativo tracciato dalla legge n. 178/2020, il nuovo decreto, in aggiunta alla facoltà, già riconosciuta dall’articolo 1, comma 714, della legge n. 178/2020, di integrare i trattamenti di integrazione salariale in deroga relativi ai periodi compresi tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, estende l’integrazione a carico del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale anche ai trattamenti di integrazione salariale in deroga riconosciuti per effetto di sospensioni o riduzioni delle attività produttive avvenute nel periodo dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021, a seguito di eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Resta confermato che, per i datori di lavoro che hanno completato le 12 settimane di trattamenti introdotte dall’articolo 1, comma 714, della legge di Bilancio 2021, è possibile richiedere l’integrazione del nuovo periodo di 28 settimane di trattamenti in deroga previsto dal DL n. 41/2021 a far tempo dal 29 marzo 2021.
Atteso che la previsione di cui al richiamato articolo 9, comma 3, del decreto Sostegni estende l’integrazione a carico del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale ai trattamenti di cassa integrazione in deroga (CIGD) di cui al comma 2 dell’articolo 8 del medesimo decreto e che detti trattamenti sono esclusi dall’obbligo di versamento del contributo addizionale, la suddetta esenzione opera anche con riferimento ai trattamenti integrativi di cui trattasi.

Con circolare n. 71/2021, l’Inps illustra le novità introdotte dal decreto-legge n. 41/2021 in materia di tutele previste in costanza di rapporto di lavoro connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Per le richieste inerenti alle nuove settimane di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD previste, i datori di lavoro che hanno già trasmesso domanda di accesso alle prestazioni con causale "COVID 19 - DL 41/21" per periodi decorrenti dal 1° aprile 2021, possono inviare una domanda integrativa di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD, con la medesima causale e per il periodo dal 29 al 31 marzo 2021.

L’articolo 8 del decreto Sostegni interviene in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, introducendo un ulteriore periodo di trattamenti di cassa integrazione salariale ordinaria, in deroga e di assegno ordinario, che può essere richiesto da tutti i datori di lavoro che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, a prescindere dal precedente utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa emergenziale.
L’impianto normativo delineato dal DL n. 41/2021, nel rideterminare il numero massimo di settimane richiedibili dalle aziende che sospendono o riducono l’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza da COVID-19, si inserisce nel solco già tracciato dalla legge di Bilancio 2021, e ripropone la logica della selettività degli interventi.
Il comma 1 dell’articolo 8, DL n. 41/2021, in particolare, prevede che i datori di lavoro privati, che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza, possono richiedere trattamenti di CIGO (di cui agli articoli 19 e 20 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27), per una durata massima di 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021.
Il successivo comma 2 stabilisce invece che, per i trattamenti di ASO e di CIGD (di cui agli articoli 19, 21, 22 e 22-quater del decreto-legge n. 18/2020), i datori di lavoro possono proporre domanda di accesso alle citate misure per una durata massima di 28 settimane nel periodo tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021.
In ordine alla collocazione temporale del nuovo periodo di trattamenti, si osserva che la decorrenza del 1° aprile 2021, prevista dal menzionato articolo 8 del DL n. 41/2021 per tutte le tipologie di trattamenti, non consente ai datori di lavoro di accedere alle previste misure di sostegno in regime di continuità con quelle precedentemente introdotte dalla legge di Bilancio, atteso che, per coloro che hanno iniziato il periodo di sospensione/riduzione dell’attività dal 1° gennaio 2021, le 12 settimane di interventi previste dalla legge di bilancio 2021, sono terminate - al massimo - il 25 marzo 2021.
Ferma restando la durata massima complessiva dei trattamenti, su conforme parere del Ministero del Lavoro e nelle more della definizione dell’iter legislativo di conversione in legge del decreto Sostegni, si fa presente che il nuovo periodo di trattamenti previsto dal citato articolo 8 potrà essere richiesto a decorrere dall’inizio della settimana in cui si colloca il 1° aprile 2021, quindi da lunedì 29 marzo 2021.
Per dette misure di sostegno al reddito non è previsto alcun contributo addizionale a carico dei datori di lavoro che ricorrono ai citati trattamenti.
Trattamenti di integrazione salariale ordinaria
Come anticipato, l’articolo 8 del DL n. 41/2021 introduce un ulteriore periodo di 13 settimane di trattamenti di cassa integrazione salariale ordinaria richiedibile dai datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, nel periodo dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021.
Le suddette 13 settimane si aggiungono alle 12 previste dalla legge n. 178/2020. Conseguentemente, in caso di ricorso alla CIGO, i datori di lavoro hanno complessivamente a disposizione 25 settimane di trattamenti dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021, secondo l’articolazione che segue:
- 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021;
- ulteriori 13 settimane dal 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021.
Resta confermato che, per i datori di lavoro che hanno completato le 12 settimane di trattamenti introdotte dalla legge di Bilancio 2021, è possibile richiedere il nuovo periodo di 13 settimane di trattamenti previsto dal decreto–legge n. 41/2021 a far tempo dal 29 marzo 2021.

Trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione guadagni in deroga
Il comma 2 dell’articolo 8 del decreto Sostegni stabilisce che i datori di lavoro rientranti nelle tutele del Fondo di integrazione salariale, dei Fondi di solidarietà bilaterali, nonché quelli che ricorrono ai trattamenti di cassa integrazione in deroga, per le sospensioni o riduzioni delle attività produttive conseguenti a eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, nel periodo dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021, possono richiedere rispettivamente i trattamenti di assegno ordinario e di CIGD per un massimo di 28 settimane complessive.
Si ricorda che, in forza di quanto previsto dall’articolo 1, comma 300, della legge n. 178/2020, i medesimi soggetti possono richiedere i trattamenti in parola per un periodo massimo di 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021. La norma non prevede l’imputazione alle nuove settimane dei periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi della citata legge n. 178/2020. Conseguentemente, le settimane richieste con causale "COVID - 19 L. 178/20", che si collocano anche parzialmente dopo il 31 marzo 2021, non riducono il numero delle settimane introdotte dal DL n. 41/2021. Ne deriva che il nuovo periodo di trattamenti è aggiuntivo a quello precedente.
Quindi, i datori di lavoro in questione hanno complessivamente a disposizione 40 settimane di trattamenti dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, secondo l’articolazione che segue:
- 12 settimane dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021;
- ulteriori 28 settimane dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021.
Resta confermato che, per i datori di lavoro che hanno completato le 12 settimane di trattamenti introdotte dalla legge di Bilancio 2021, è possibile richiedere il nuovo periodo di 28 settimane di trattamenti previsto dal DL n. 41/2021 a far tempo dal 29 marzo 2021.

Destinatari del nuovo periodo di trattamenti
La previsione normativa dell’articolo 8 del DL n. 41/2021, consente ai datori di lavoro privati l’accesso ai nuovi periodi di trattamenti di integrazione salariale, a prescindere dal ricorso e dalle modalità di utilizzo degli ammortizzatori sociali introdotti dalla legge n. 178/2020.
Le tutele di cui al decreto-legge si applicano ai lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge).
Alla medesima conclusione si giunge, in via analogica, con riferimento ai trattamenti di cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA).
Nelle ipotesi di trasferimento di azienda ai sensi dell’articolo 2112 c.c. e di assunzioni a seguito di cambio di appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.

Modalità di richiesta delle integrazioni salariali
Come già anticipato con il messaggio n. 1297/2021, per le richieste inerenti alle nuove settimane di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD previsti dal decreto-legge n. 41/2021, come sopra individuate, i datori di lavoro dovranno utilizzare la causale "COVID 19 - DL 41/21".
I datori di lavoro, che hanno già trasmesso domanda di accesso alle prestazioni con causale "COVID 19 - DL 41/21" per periodi decorrenti dal 1° aprile 2021, possono inviare una domanda integrativa di trattamenti di CIGO, ASO e CIGD, con la medesima causale e per il periodo dal 29 al 31 marzo 2021.
La domanda integrativa deve riguardare i lavoratori in forza presso la medesima unità produttiva oggetto della originaria istanza.
In relazione alle domande integrative di assegno ordinario, si precisa che, per consentirne la corretta gestione, nel campo note dovrà essere indicato il protocollo della domanda integrata.
In analogia a quanto stabilito per le istanze aventi decorrenza dal 1° aprile 2021, il termine di scadenza per la trasmissione delle domande integrative è fissato al 31 maggio 2021.

Estensione dell’utilizzo del sistema del conguaglio per i trattamenti di cassa integrazione guadagni in deroga
Al fine di razionalizzare il sistema di pagamento delle integrazioni salariali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, il comma 6 dell’articolo 8 del DL n. 41/2021 estende le modalità di pagamento con il sistema del conguaglio a tutti i trattamenti connessi all’emergenza da COVID-19, compresi quelli relativi alla cassa integrazione in deroga.
Si ricorda che, prima dell’intervento operato dal decreto Sostegni, l’utilizzo del sistema del conguaglio per i trattamenti di CIGD era limitato alle sole aziende plurilocalizzate in forza della previsione contenuta nell’articolo 22, comma 6-bis, del DL n. 18/2020. Ne deriva che, con riguardo alle settimane di sospensione o riduzione delle attività lavorative relative a tutti trattamenti di cassa integrazione in deroga connessi all’emergenza da COVID–19 decorrenti dal 1° aprile 2021, i datori di lavoro interessati potranno avvalersi del sistema del conguaglio in alternativa a quello del pagamento diretto, indipendentemente dalla causale richiesta.

Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale
In continuità con l’impianto normativo tracciato dalla legge n. 178/2020, il nuovo decreto, in aggiunta alla facoltà, già riconosciuta dall’articolo 1, comma 714, della legge n. 178/2020, di integrare i trattamenti di integrazione salariale in deroga relativi ai periodi compresi tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, estende l’integrazione a carico del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale anche ai trattamenti di integrazione salariale in deroga riconosciuti per effetto di sospensioni o riduzioni delle attività produttive avvenute nel periodo dal 1° aprile 2021 al 31 dicembre 2021, a seguito di eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Resta confermato che, per i datori di lavoro che hanno completato le 12 settimane di trattamenti introdotte dall’articolo 1, comma 714, della legge di Bilancio 2021, è possibile richiedere l’integrazione del nuovo periodo di 28 settimane di trattamenti in deroga previsto dal DL n. 41/2021 a far tempo dal 29 marzo 2021.
Atteso che la previsione di cui al richiamato articolo 9, comma 3, del decreto Sostegni estende l’integrazione a carico del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale ai trattamenti di cassa integrazione in deroga (CIGD) di cui al comma 2 dell’articolo 8 del medesimo decreto e che detti trattamenti sono esclusi dall’obbligo di versamento del contributo addizionale, la suddetta esenzione opera anche con riferimento ai trattamenti integrativi di cui trattasi.

Piano per la ripresa e la resilienza: misure urgenti per gli investimenti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti relative al fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti (PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – Comunicato stampa 29 aprile 2021, n. 16)

Il testo prevede disposizioni inerenti agli interventi del Piano nazionale per gli investimenti ed è finalizzato a integrarlo con risorse nazionali.

Gli interventi riguardano i seguenti ambiti:

– Servizi digitali e cittadinanza digitale – Piattaforma PagoPA e App “IO”;

– tecnologie satellitari ed economia spaziale;

– riqualificazione edilizia residenziale pubblica;

– interventi per le aree del terremoto;

– “Ecobonus e Sismabonus”;

– infrastrutture e mobilità sostenibili (rinnovo flotte, bus, treni e navi verdi) per la sostenibilità ambientale dei porti e il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade;

– investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali e per altri interventi in materia;

– salute, ambiente e clima; ospedale sicuro e sostenibile; ecosistema innovativo della salute;

– Case dei servizi di cittadinanza digitale; transizione 4.0; accordi per l’innovazione;

– costruzione e miglioramento di padiglioni e spazi per strutture penitenziarie per adulti e minori;

– contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo;

– iniziative di ricerca per le tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale.

Si prevede, inoltre, l’incremento della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al periodo di programmazione 2021-2027, per un importo di 15,5 miliardi di euro.

Si stabilisce, anche, che gli eventuali minori oneri rilevati, anche in via prospettica, a seguito del monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dal riconoscimento dell’agevolazione su Ecobonus e Sismabonus, rispetto alla previsione tendenziale, siano vincolati alla proroga del termine della fruizione dell’agevolazione, da definire con successivi provvedimenti legislativi nei limiti dei risparmi risultanti.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti relative al fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti (PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - Comunicato stampa 29 aprile 2021, n. 16)

Il testo prevede disposizioni inerenti agli interventi del Piano nazionale per gli investimenti ed è finalizzato a integrarlo con risorse nazionali.

Gli interventi riguardano i seguenti ambiti:

- Servizi digitali e cittadinanza digitale – Piattaforma PagoPA e App "IO";

- tecnologie satellitari ed economia spaziale;

- riqualificazione edilizia residenziale pubblica;

- interventi per le aree del terremoto;

- "Ecobonus e Sismabonus";

- infrastrutture e mobilità sostenibili (rinnovo flotte, bus, treni e navi verdi) per la sostenibilità ambientale dei porti e il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade;

- investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali e per altri interventi in materia;

- salute, ambiente e clima; ospedale sicuro e sostenibile; ecosistema innovativo della salute;

- Case dei servizi di cittadinanza digitale; transizione 4.0; accordi per l’innovazione;

- costruzione e miglioramento di padiglioni e spazi per strutture penitenziarie per adulti e minori;

- contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo;

- iniziative di ricerca per le tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale.

Si prevede, inoltre, l’incremento della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al periodo di programmazione 2021-2027, per un importo di 15,5 miliardi di euro.

Si stabilisce, anche, che gli eventuali minori oneri rilevati, anche in via prospettica, a seguito del monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dal riconoscimento dell’agevolazione su Ecobonus e Sismabonus, rispetto alla previsione tendenziale, siano vincolati alla proroga del termine della fruizione dell’agevolazione, da definire con successivi provvedimenti legislativi nei limiti dei risparmi risultanti.

Esenzione dai dazi all’importazione e dall’IVA: prorogata la scadenza

Prorogato al 31 dicembre 2021 il termine relativo all’esenzione dai dazi doganali all’importazione e dall’iva concesse all’importazione delle merci necessarie a contrastare gli effetti della pandemia di Covid-19 (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Circolare 28 aprile 2021, n. 15).

Nell’ambito delle misure adottate dalla Commissione europea per fronteggiare la crisi epidemiologica da COVID-19, la Decisione (UE) n. 491 del 3 aprile 2020 ha stabilito le condizioni per l’applicazione dell’esenzione dai dazi doganali e dall’IVA alle merci importate al fine di contenere e contrastare gli effetti della pandemia in corso. Stante il perdurare della situazione emergenziale, a seguito della procedura di consultazione degli Stati membri, la suddetta Decisione è stata periodicamente modificata per prolungarne gli effetti. Da ultimo, con la Decisione (UE) n.1573 del 28 ottobre 2020, il periodo individuato per l’applicazione del beneficio in parola è stato esteso fino al 30 aprile 2021.
Considerato l’approssimarsi del suddetto termine di validità, la Commissione europea, acquisito il parere favorevole degli Stati Membri, con la Decisione (UE) 2021/660, ha provveduto all’adozione di una ulteriore proroga del termine fino al 31 dicembre 2021.
 

Prorogato al 31 dicembre 2021 il termine relativo all’esenzione dai dazi doganali all’importazione e dall’iva concesse all’importazione delle merci necessarie a contrastare gli effetti della pandemia di Covid-19 (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Circolare 28 aprile 2021, n. 15).

Nell’ambito delle misure adottate dalla Commissione europea per fronteggiare la crisi epidemiologica da COVID-19, la Decisione (UE) n. 491 del 3 aprile 2020 ha stabilito le condizioni per l’applicazione dell’esenzione dai dazi doganali e dall’IVA alle merci importate al fine di contenere e contrastare gli effetti della pandemia in corso. Stante il perdurare della situazione emergenziale, a seguito della procedura di consultazione degli Stati membri, la suddetta Decisione è stata periodicamente modificata per prolungarne gli effetti. Da ultimo, con la Decisione (UE) n.1573 del 28 ottobre 2020, il periodo individuato per l’applicazione del beneficio in parola è stato esteso fino al 30 aprile 2021.
Considerato l’approssimarsi del suddetto termine di validità, la Commissione europea, acquisito il parere favorevole degli Stati Membri, con la Decisione (UE) 2021/660, ha provveduto all’adozione di una ulteriore proroga del termine fino al 31 dicembre 2021.
 

Dal 29 aprile, disponibile la procedura per le domande di congedo 2021

È daisponibile, dal 29 aprile 2021, la procedura per la compilazione e l’invio on line delle domande relative al congedo per i lavoratori dipendenti del settore privato, con figli affetti da COVID-19, in quarantena da contatto o con attività didattica in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi.

Il congedo 2021 è previsto per la cura dei figli conviventi minori di anni 14, per un periodo corrispondente, in tutto o in parte, alla durata dell’infezione da SARS Covid-19, alla durata della quarantena da contatto del figlio ovunque avvenuto, nonché alla durata del periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza. Tale congedo può essere utilizzato senza limiti di età per la cura di figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a scuole di ogni ordine e grado per i quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.
Il congedo in parola può essere fruito dai genitori lavoratori dipendenti del settore privato nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile e in alternativa all’altro genitore convivente con il figlio, o anche non convivente in caso di figlio con disabilità grave.
La domanda di “Congedo 2021 per genitori” deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso uno dei seguenti canali: tramite il portale web dell’Istituto nell’ambito dei servizi per presentare le domande di “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), utilizzando gli appositi servizi raggiungibili direttamente dalla home page del sito www.inps.it. Si ricorda che a decorrere dal 1° ottobre 2020 l’Istituto non rilascia più nuovi PIN; tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori); tramite gli Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
È prevista inoltre la possibilità di convertire, a domanda, nel congedo in argomento gli eventuali periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti dal 1° gennaio 2021 e fino al 12 marzo 2021. Possono altresì essere convertiti, a domanda degli interessati, anche i periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti dal 13 marzo 2021 e fino al 28 aprile 2021, giorno antecedente la data di rilascio della procedura di domanda telematica.
Per richiedere detta conversione, il genitore lavoratore dipendente deve presentare domanda di “Congedo 2021 per genitori”, mediante l’apposita procedura, avente a oggetto gli stessi periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti nei periodi sopra riportati, senza necessità di invio di formale comunicazione di annullamento.

È daisponibile, dal 29 aprile 2021, la procedura per la compilazione e l’invio on line delle domande relative al congedo per i lavoratori dipendenti del settore privato, con figli affetti da COVID-19, in quarantena da contatto o con attività didattica in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi.

Il congedo 2021 è previsto per la cura dei figli conviventi minori di anni 14, per un periodo corrispondente, in tutto o in parte, alla durata dell’infezione da SARS Covid-19, alla durata della quarantena da contatto del figlio ovunque avvenuto, nonché alla durata del periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza. Tale congedo può essere utilizzato senza limiti di età per la cura di figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a scuole di ogni ordine e grado per i quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.
Il congedo in parola può essere fruito dai genitori lavoratori dipendenti del settore privato nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile e in alternativa all’altro genitore convivente con il figlio, o anche non convivente in caso di figlio con disabilità grave.
La domanda di "Congedo 2021 per genitori" deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso uno dei seguenti canali: tramite il portale web dell’Istituto nell’ambito dei servizi per presentare le domande di "Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata", se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), utilizzando gli appositi servizi raggiungibili direttamente dalla home page del sito www.inps.it. Si ricorda che a decorrere dal 1° ottobre 2020 l’Istituto non rilascia più nuovi PIN; tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori); tramite gli Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
È prevista inoltre la possibilità di convertire, a domanda, nel congedo in argomento gli eventuali periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti dal 1° gennaio 2021 e fino al 12 marzo 2021. Possono altresì essere convertiti, a domanda degli interessati, anche i periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti dal 13 marzo 2021 e fino al 28 aprile 2021, giorno antecedente la data di rilascio della procedura di domanda telematica.
Per richiedere detta conversione, il genitore lavoratore dipendente deve presentare domanda di "Congedo 2021 per genitori", mediante l’apposita procedura, avente a oggetto gli stessi periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti nei periodi sopra riportati, senza necessità di invio di formale comunicazione di annullamento.

Agevolazione esclusa per la cessione di immobili in corso di costruzione

Gli atti di compravendita di unità immobiliari in corso di costruzione, oggetto di interventi di ricostruzione e ristrutturazione, sono esclusi dal regime fiscale di favore previsto dall’art. 7, D.L. Crescita, in quanto non possono, al momento dell’alienazione, aver conseguito le necessarie certificazioni energetiche e non valgono ai fini del raggiungimento del limite minimo di vendita del 75% del fabbricato (Agenzia Entrate – risposta 29 aprile 2021, n. 305).

L’art. 7 del DL Crescita prevede che fino al 31 dicembre 2021, per i trasferimenti di interi fabbricati, a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare, che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente, ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, o eseguano, sui medesimi fabbricati, gli interventi edilizi di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, in entrambi i casi conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica NZEB, A o B, e procedano alla successiva alienazione degli stessi, anche se suddivisi in più unità immobiliari qualora l’alienazione riguardi almeno il 75% del volume del nuovo fabbricato, si applicano l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna.
I requisiti richiesti dall’art. 7 del DL Crescita non sono soddisfatti dalla cessione di unità immobiliari “in corso di costruzione”, anche in termini di conseguimento delle necessarie certificazioni energetiche.
Pertanto, tali atti di cessione non possono essere considerati utili ai fini del raggiungimento del limite minimo di vendita del 75% del fabbricato.
Di conseguenza, qualora i medesimi atti dovessero superare il limite del 25%, si verificherà la condizione per la decadenza totale dall’agevolazione usufruita in sede di acquisto del fabbricato.

Gli atti di compravendita di unità immobiliari in corso di costruzione, oggetto di interventi di ricostruzione e ristrutturazione, sono esclusi dal regime fiscale di favore previsto dall’art. 7, D.L. Crescita, in quanto non possono, al momento dell’alienazione, aver conseguito le necessarie certificazioni energetiche e non valgono ai fini del raggiungimento del limite minimo di vendita del 75% del fabbricato (Agenzia Entrate - risposta 29 aprile 2021, n. 305).

L'art. 7 del DL Crescita prevede che fino al 31 dicembre 2021, per i trasferimenti di interi fabbricati, a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare, che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente, ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, o eseguano, sui medesimi fabbricati, gli interventi edilizi di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, in entrambi i casi conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica NZEB, A o B, e procedano alla successiva alienazione degli stessi, anche se suddivisi in più unità immobiliari qualora l'alienazione riguardi almeno il 75% del volume del nuovo fabbricato, si applicano l'imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna.
I requisiti richiesti dall’art. 7 del DL Crescita non sono soddisfatti dalla cessione di unità immobiliari "in corso di costruzione", anche in termini di conseguimento delle necessarie certificazioni energetiche.
Pertanto, tali atti di cessione non possono essere considerati utili ai fini del raggiungimento del limite minimo di vendita del 75% del fabbricato.
Di conseguenza, qualora i medesimi atti dovessero superare il limite del 25%, si verificherà la condizione per la decadenza totale dall'agevolazione usufruita in sede di acquisto del fabbricato.

Nuovo inquadramento per gli editori Assografici

Sottoscritto  un accordo sull’attribuzione dei nuovi livelli per i dipendenti del settore dell’industria editoriale

Lo scorso gennaio è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del CCNLGrafici Editori, con decorrenza dall’1/1/2021 al 31/12/2022.
A seguito dei passaggi assembleari le OO.SS. comunicavano in data 25 marzo lo scioglimento della riserva ed il CCNL è pertanto divenuto applicabile.
L’Ipotesi di Accordo prevede, per la parte editoriale, nuovi livelli con apposita scala parametrale, nuovi minimi e nuove declaratorie che necessitano di adeguate tempistiche per la gestione amministrativa in azienda.
Pertanto, ferma l’applicabilità e le decorrenze contrattualmente previste, con riferimento esclusivamente all’attribuzione dei nuovi livelli previsti per gli editori, le aziende avranno facoltà di procedere all’attribuzione dei nuovi livelli e dei relativi minimi con la busta paga del mese di maggio 2021.
Questa, dunque, la tabella di raccordo fra la vecchia classificazione e la nuova classificazione Editori e i relativi nuovi minimi decorrenti da maggio.

Categorie CCNL 16/10/2014

Livelli parte editoriale

Q Q
AS 1
A 2
B1S 3
B1 3
B2 4/5
B3 5
C1 6
C2 6
D1 7
D2 7
E 8

 

Livello

Minimo dall’1/5/2021

Quadro 1.875,26
Livello 1 1.866,22
Livello 2 1.575,80
Livello 3 1.471,61
Livello 4 1.378,30
Livello 5 1.279,29
Livello 6 1.044,70
Livello 7 862,00
Livello 8 754,32

Sottoscritto  un accordo sull’attribuzione dei nuovi livelli per i dipendenti del settore dell’industria editoriale

Lo scorso gennaio è stata sottoscritta l'ipotesi di rinnovo del CCNLGrafici Editori, con decorrenza dall’1/1/2021 al 31/12/2022.
A seguito dei passaggi assembleari le OO.SS. comunicavano in data 25 marzo lo scioglimento della riserva ed il CCNL è pertanto divenuto applicabile.
L'Ipotesi di Accordo prevede, per la parte editoriale, nuovi livelli con apposita scala parametrale, nuovi minimi e nuove declaratorie che necessitano di adeguate tempistiche per la gestione amministrativa in azienda.
Pertanto, ferma l'applicabilità e le decorrenze contrattualmente previste, con riferimento esclusivamente all'attribuzione dei nuovi livelli previsti per gli editori, le aziende avranno facoltà di procedere all'attribuzione dei nuovi livelli e dei relativi minimi con la busta paga del mese di maggio 2021.
Questa, dunque, la tabella di raccordo fra la vecchia classificazione e la nuova classificazione Editori e i relativi nuovi minimi decorrenti da maggio.

Categorie CCNL 16/10/2014

Livelli parte editoriale

Q Q
AS 1
A 2
B1S 3
B1 3
B2 4/5
B3 5
C1 6
C2 6
D1 7
D2 7
E 8

 

Livello

Minimo dall’1/5/2021

Quadro 1.875,26
Livello 1 1.866,22
Livello 2 1.575,80
Livello 3 1.471,61
Livello 4 1.378,30
Livello 5 1.279,29
Livello 6 1.044,70
Livello 7 862,00
Livello 8 754,32