Sanzionata l’omessa dichiarazione Iva anche se la comunicazione è stata presentata

È configurabile la responsabilità del contribuente per l’omessa presentazione della dichiarazione annuale IVA (art. 5, D.Lgs. n. 74/2000), anche quando lo stesso abbia regolarmente provveduto alla comunicazione IVA, prevista dall’art. 8-bis, D.P.R. n. 322/1998, poiché trattasi di adempimenti non equipollenti e che rispondono a diverse finalità (Corte di Cassazione – sentenza 24 febbraio 2021, n. 7135).

A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione intervenuta sul regime sanzionatorio previsto in caso di omessa dichiarazione annuale Iva, e sull’eventuale inapplicabilità a fronte della presentazione della comunicazione Iva.
Infatti, ai fini Iva il contribuente presenta in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, entro il mese di febbraio di ciascun anno, una comunicazione dei dati relativi all’imposta sul valore aggiunto riferita all’anno solare precedente.
La suddetta comunicazione è sostitutiva delle dichiarazioni periodiche IVA infrannuali ed assolve allo scopo di fornire all’amministrazione finanziaria i dati IVA sintetici, che costituiscono una prima base di calcolo per la determinazione delle risorse proprie che lo Stato deve versare al bilancio comunitario. Si tratta perciò di una comunicazione che non interferisce affatto con la dichiarazione dei redditi e la cui presentazione non incide affatto sugli elementi oggettivi e soggettivi previsti in caso di omissione.

È configurabile la responsabilità del contribuente per l’omessa presentazione della dichiarazione annuale IVA (art. 5, D.Lgs. n. 74/2000), anche quando lo stesso abbia regolarmente provveduto alla comunicazione IVA, prevista dall’art. 8-bis, D.P.R. n. 322/1998, poiché trattasi di adempimenti non equipollenti e che rispondono a diverse finalità (Corte di Cassazione - sentenza 24 febbraio 2021, n. 7135).

A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione intervenuta sul regime sanzionatorio previsto in caso di omessa dichiarazione annuale Iva, e sull’eventuale inapplicabilità a fronte della presentazione della comunicazione Iva.
Infatti, ai fini Iva il contribuente presenta in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, entro il mese di febbraio di ciascun anno, una comunicazione dei dati relativi all'imposta sul valore aggiunto riferita all'anno solare precedente.
La suddetta comunicazione è sostitutiva delle dichiarazioni periodiche IVA infrannuali ed assolve allo scopo di fornire all'amministrazione finanziaria i dati IVA sintetici, che costituiscono una prima base di calcolo per la determinazione delle risorse proprie che lo Stato deve versare al bilancio comunitario. Si tratta perciò di una comunicazione che non interferisce affatto con la dichiarazione dei redditi e la cui presentazione non incide affatto sugli elementi oggettivi e soggettivi previsti in caso di omissione.

Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato DL 104/2020

È stata ulteriormente ampliata la validità del codice causale “L537”, avente il significato di “Arretrati Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato art. 6 d.l. 104/2020”, prevedendo la possibilità di esporre come importo arretrato dell’incentivo IREC anche l’importo dell’esonero relativo alla mensilità di novembre e dicembre 2020.

L’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro è previsto per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, o per le trasformazioni del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato, effettuate a decorrere 15 agosto 2020 e sino al 31 dicembre 2020, con esclusione dei contratti di apprendistato e di lavoro domestico. L’esonero è esteso alle assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali, effettuate nel medesimo arco temporale, limitatamente al periodo dei contratti stipulati e comunque sino ad un massimo di tre mesi.
L’agevolazione è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo di 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per un massimo di sei mensilità a partire dalla data di assunzione/trasformazione a tempo indeterminato e, per i rapporti a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali, per la durata del rapporto, fino ad un massimo di tre mensilità.
Ai fini della fruizione del suddetto esonero mediante conguaglio, l’Inps ha previsto l’esposizione dell’importo corrente del beneficio spettante a partire dal flusso Uniemens di competenza novembre 2020 e l’esposizione dell’importo arretrato dell’esonero, riferito alle tre mensilità pregresse comprese tra agosto 2020 e ottobre 2020, esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza novembre e dicembre 2020, nonché gennaio 2021.
Ebbene, in considerazione delle numerose richieste, comunica che è stata ulteriormente ampliata la validità del codice causale “L537”, avente il significato di “Arretrati Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato art. 6 d.l. 104/2020”, prevedendo la possibilità di esporre come importo arretrato dell’incentivo IREC anche l’importo dell’esonero relativo alla mensilità di novembre e dicembre 2020.

È stata ulteriormente ampliata la validità del codice causale "L537", avente il significato di "Arretrati Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato art. 6 d.l. 104/2020", prevedendo la possibilità di esporre come importo arretrato dell’incentivo IREC anche l’importo dell’esonero relativo alla mensilità di novembre e dicembre 2020.

L’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro è previsto per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, o per le trasformazioni del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto di lavoro a tempo indeterminato, effettuate a decorrere 15 agosto 2020 e sino al 31 dicembre 2020, con esclusione dei contratti di apprendistato e di lavoro domestico. L’esonero è esteso alle assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali, effettuate nel medesimo arco temporale, limitatamente al periodo dei contratti stipulati e comunque sino ad un massimo di tre mesi.
L’agevolazione è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo di 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per un massimo di sei mensilità a partire dalla data di assunzione/trasformazione a tempo indeterminato e, per i rapporti a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali, per la durata del rapporto, fino ad un massimo di tre mensilità.
Ai fini della fruizione del suddetto esonero mediante conguaglio, l’Inps ha previsto l’esposizione dell’importo corrente del beneficio spettante a partire dal flusso Uniemens di competenza novembre 2020 e l’esposizione dell’importo arretrato dell’esonero, riferito alle tre mensilità pregresse comprese tra agosto 2020 e ottobre 2020, esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza novembre e dicembre 2020, nonché gennaio 2021.
Ebbene, in considerazione delle numerose richieste, comunica che è stata ulteriormente ampliata la validità del codice causale "L537", avente il significato di "Arretrati Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato art. 6 d.l. 104/2020", prevedendo la possibilità di esporre come importo arretrato dell’incentivo IREC anche l’importo dell’esonero relativo alla mensilità di novembre e dicembre 2020.

Elemento di Garanzia Retributiva a febbraio per il CCNL Cuoio, Pelli e Ombrelli

Con la retribuzione del mese di febbraio viene erogato un elemento di garanzia retributiva per gli addetti alle industrie manifatturiere delle pelli e succedanei e ombrelli e ombrelloni.

Ai fini dell’incentivazione alla contrattazione aziendale, a favore dei lavoratori dipendenti da aziende prive della contrattazione aziendale o territoriale e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al presente contratto nazionale, è riconosciuto un importo a titolo di “Elemento di Garanzia Retributiva – EGR”.
Tale elemento sarà del pari riconosciuto nel caso in cui Aziende o Associazioni datoriali territoriali non abbiano effettuato alla scadenza degli accordi gli incontri di verifica sulle condizioni di rinnovo degli accordi medesimi e/o non abbiano trovato soluzioni concordi
L’importo dell’EGR, pari a 200,00 euro lordi, uguale per tutti i lavoratori, sarà erogato con la retribuzione del mese di febbraio di ogni anno con riferimento all’anno precedente.
Infatti l’importo dell’EGR, che è da intendersi omnicomprensivo di ogni incidenza su tutti gli istituti legali e contrattuali, compreso il TFR, sarà corrisposto interamente ai lavoratori in forza dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente all’erogazione e proporzionalmente ridotto in dodicesimi per gli altri lavoratori, considerando come mese intero la frazione di mese superiore a 15 giorni.
Sarà altresì riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in base al minor orario contrattuale.
Le aziende in situazione di crisi rilevata nell’anno precedente l’erogazione e/o nell’anno di competenza dell’erogazione, che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali o abbiano formulato istanza per il ricorso a procedure concorsuali di cui alla Legge fallimentare, nel corso di apposito incontro, anche durante l’espletamento delle procedure per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, potranno definire con RSU e/o OO.SS. di categoria la sospensione, la riduzione o il differimento della corresponsione dell’EGR per l’anno di competenza.

Con la retribuzione del mese di febbraio viene erogato un elemento di garanzia retributiva per gli addetti alle industrie manifatturiere delle pelli e succedanei e ombrelli e ombrelloni.

Ai fini dell’incentivazione alla contrattazione aziendale, a favore dei lavoratori dipendenti da aziende prive della contrattazione aziendale o territoriale e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al presente contratto nazionale, è riconosciuto un importo a titolo di "Elemento di Garanzia Retributiva - EGR".
Tale elemento sarà del pari riconosciuto nel caso in cui Aziende o Associazioni datoriali territoriali non abbiano effettuato alla scadenza degli accordi gli incontri di verifica sulle condizioni di rinnovo degli accordi medesimi e/o non abbiano trovato soluzioni concordi
L'importo dell’EGR, pari a 200,00 euro lordi, uguale per tutti i lavoratori, sarà erogato con la retribuzione del mese di febbraio di ogni anno con riferimento all’anno precedente.
Infatti l'importo dell’EGR, che è da intendersi omnicomprensivo di ogni incidenza su tutti gli istituti legali e contrattuali, compreso il TFR, sarà corrisposto interamente ai lavoratori in forza dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente all’erogazione e proporzionalmente ridotto in dodicesimi per gli altri lavoratori, considerando come mese intero la frazione di mese superiore a 15 giorni.
Sarà altresì riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in base al minor orario contrattuale.
Le aziende in situazione di crisi rilevata nell’anno precedente l’erogazione e/o nell’anno di competenza dell'erogazione, che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali o abbiano formulato istanza per il ricorso a procedure concorsuali di cui alla Legge fallimentare, nel corso di apposito incontro, anche durante l'espletamento delle procedure per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, potranno definire con RSU e/o OO.SS. di categoria la sospensione, la riduzione o il differimento della corresponsione dell’EGR per l’anno di competenza.

DdL Milleproroghe: proroghe alla lotteria di corrispettivi

Tra le varie misure previste dal DdL Milleproroghe approvato dal Senato lo spostamento al 1° marzo 2021 la decorrenza del termine per i consumatori, nel caso in cui gli esercenti rifiutino di acquisire il codice lotteria al momento dell’acquisto, di effettuare le relative segnalazioni (Articolo 3, commi 9-11, DLD Milleproroghe)

L’articolo in oggetto, oltre allo spostamento al 1° marzo 2021 della decorrenza del termine per i consumatori, nel caso in cui gli esercenti rifiutino di acquisire il codice lotteria al momento dell’acquisto, di effettuare le relative segnalazioni, prevede, la possibilità per il Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi del Ministero dell’economia e delle finanze di conferire incarichi di collaborazione.

Possono partecipare alla Lotteria tutte le persone maggiorenni residenti in Italia che, fuori dall’esercizio di un’attività d’impresa, arte o professione, acquistano, pagando con mezzi elettronici, beni o servizi per almeno un euro di spesa presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. Per partecipare è sufficiente mostrare il proprio codice lotteria al momento dell’acquisto. Si tratta di un codice a barre e alfanumerico che si può ottenere inserendo il proprio codice fiscale sul Portale della lotteria (www.lotteriadegliscontrini.gov.it). Il codice può essere stampato o salvato su dispositivo mobile (smartphone o tablet) per essere esibito all’esercente quando si effettua l’acquisto.
Non possono partecipare alla Lotteria gli acquisti in contanti, gli acquisti online, quelli per i quali si emette fattura e quelli per i quali il cliente fornisce all’esercente il proprio codice fiscale o tessera sanitaria a fini di detrazione o deduzione fiscale.
Se l’importo della spesa è almeno pari a 1 euro e il pagamento avviene tramite mezzi elettronici (carte di credito, carte di debito, bancomat, carte prepagate, carte e app connesse a circuiti di pagamento privativi e a spendibilità limitata), lo scontrino elettronico che l’esercente invia telematicamente produrrà un biglietto virtuale per ogni euro speso, fino a un massimo di 1.000 biglietti per ogni scontrino di importo pari o superiore a 1.000 euro. Successivamente all’estrazione dei biglietti vincenti, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli abbinerà il codice lotteria associato al biglietto estratto al codice fiscale dell’acquirente e alla partita IVA dell’esercente risultati vincitori.
Ciascuno scontrino partecipa a una sola estrazione settimanale, a una sola estrazione mensile e a una sola estrazione annuale. Per ogni estrazione sono previsti premi sia per l’acquirente sia per l’esercente presso cui è avvenuto l’acquisto.
Estrazioni settimanali: 15 premi da € 25.000 per chi compra, 15 premi da € 5.000 per chi vende.
Estrazioni mensili: 10 premi da €100.000 per chi compra, 10 premi da € 20.000 per chi vende.
Estrazioni annuali: 1 premio da € 5.000.000 per chi compra, 1 premio da € 1.000.000 per chi vende.
Le vincite sono comunicate tramite PEC (posta elettronica certificata) all’indirizzo comunicato nell’area riservata del Portale lotteria (per gli esercenti, nell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata, INI-PEC). In assenza di una PEC, la comunicazione viene inviata tramite raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione segnalerà l’obbligo di recarsi, entro novanta giorni, presso l’ufficio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli competente in base alla propria residenza o al proprio domicilio fiscale. Il premio arriverà direttamente tramite bonifico bancario o postale.
Per giovedì 11 marzo 2021 è fissato l’appuntamento con la prima estrazione che decreterà i primi venti vincitori fra quanti, acquistando e vendendo, abbiamo prodotto scontrini trasmessi e registrati al Sistema Lotteria dal 1° al 28 febbraio 2021.
Le estrazioni mensili verranno effettuate, poi, ogni secondo giovedì del mese, fra tutti i biglietti generati da corrispettivi trasmessi e registrati dal Sistema Lotteria nel mese precedente l’estrazione.
Da giugno si aggiungeranno anche le estrazioni settimanali, sempre di giovedì, fra tutti i biglietti generati da corrispettivi trasmessi e registrati al Sistema Lotteria dal lunedì alla domenica della settimana precedente. Prima estrazione settimanale fissata per giovedì 10 giugno.
Infine, l’estrazione annuale, che vale un premio da 5 milioni di euro per l’acquirente e 1 milione di euro per l’esercente e per cui competono tutti i biglietti generati da corrispettivi trasmessi e registrati al Sistema Lotteria dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno. Alla prima estrazione annuale – che si terrà a inizio 2022 – si concorrerà però con tutti i biglietti generati dal 1° febbraio al 31 dicembre 2021.

Tra le varie misure previste dal DdL Milleproroghe approvato dal Senato lo spostamento al 1° marzo 2021 la decorrenza del termine per i consumatori, nel caso in cui gli esercenti rifiutino di acquisire il codice lotteria al momento dell'acquisto, di effettuare le relative segnalazioni (Articolo 3, commi 9-11, DLD Milleproroghe)

L’articolo in oggetto, oltre allo spostamento al 1° marzo 2021 della decorrenza del termine per i consumatori, nel caso in cui gli esercenti rifiutino di acquisire il codice lotteria al momento dell'acquisto, di effettuare le relative segnalazioni, prevede, la possibilità per il Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi del Ministero dell'economia e delle finanze di conferire incarichi di collaborazione.

Possono partecipare alla Lotteria tutte le persone maggiorenni residenti in Italia che, fuori dall’esercizio di un’attività d’impresa, arte o professione, acquistano, pagando con mezzi elettronici, beni o servizi per almeno un euro di spesa presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. Per partecipare è sufficiente mostrare il proprio codice lotteria al momento dell’acquisto. Si tratta di un codice a barre e alfanumerico che si può ottenere inserendo il proprio codice fiscale sul Portale della lotteria (www.lotteriadegliscontrini.gov.it). Il codice può essere stampato o salvato su dispositivo mobile (smartphone o tablet) per essere esibito all’esercente quando si effettua l’acquisto.
Non possono partecipare alla Lotteria gli acquisti in contanti, gli acquisti online, quelli per i quali si emette fattura e quelli per i quali il cliente fornisce all’esercente il proprio codice fiscale o tessera sanitaria a fini di detrazione o deduzione fiscale.
Se l’importo della spesa è almeno pari a 1 euro e il pagamento avviene tramite mezzi elettronici (carte di credito, carte di debito, bancomat, carte prepagate, carte e app connesse a circuiti di pagamento privativi e a spendibilità limitata), lo scontrino elettronico che l’esercente invia telematicamente produrrà un biglietto virtuale per ogni euro speso, fino a un massimo di 1.000 biglietti per ogni scontrino di importo pari o superiore a 1.000 euro. Successivamente all’estrazione dei biglietti vincenti, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli abbinerà il codice lotteria associato al biglietto estratto al codice fiscale dell’acquirente e alla partita IVA dell’esercente risultati vincitori.
Ciascuno scontrino partecipa a una sola estrazione settimanale, a una sola estrazione mensile e a una sola estrazione annuale. Per ogni estrazione sono previsti premi sia per l’acquirente sia per l’esercente presso cui è avvenuto l’acquisto.
Estrazioni settimanali: 15 premi da € 25.000 per chi compra, 15 premi da € 5.000 per chi vende.
Estrazioni mensili: 10 premi da €100.000 per chi compra, 10 premi da € 20.000 per chi vende.
Estrazioni annuali: 1 premio da € 5.000.000 per chi compra, 1 premio da € 1.000.000 per chi vende.
Le vincite sono comunicate tramite PEC (posta elettronica certificata) all’indirizzo comunicato nell’area riservata del Portale lotteria (per gli esercenti, nell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata, INI-PEC). In assenza di una PEC, la comunicazione viene inviata tramite raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione segnalerà l’obbligo di recarsi, entro novanta giorni, presso l’ufficio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli competente in base alla propria residenza o al proprio domicilio fiscale. Il premio arriverà direttamente tramite bonifico bancario o postale.
Per giovedì 11 marzo 2021 è fissato l’appuntamento con la prima estrazione che decreterà i primi venti vincitori fra quanti, acquistando e vendendo, abbiamo prodotto scontrini trasmessi e registrati al Sistema Lotteria dal 1° al 28 febbraio 2021.
Le estrazioni mensili verranno effettuate, poi, ogni secondo giovedì del mese, fra tutti i biglietti generati da corrispettivi trasmessi e registrati dal Sistema Lotteria nel mese precedente l’estrazione.
Da giugno si aggiungeranno anche le estrazioni settimanali, sempre di giovedì, fra tutti i biglietti generati da corrispettivi trasmessi e registrati al Sistema Lotteria dal lunedì alla domenica della settimana precedente. Prima estrazione settimanale fissata per giovedì 10 giugno.
Infine, l’estrazione annuale, che vale un premio da 5 milioni di euro per l’acquirente e 1 milione di euro per l’esercente e per cui competono tutti i biglietti generati da corrispettivi trasmessi e registrati al Sistema Lotteria dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno. Alla prima estrazione annuale - che si terrà a inizio 2022 - si concorrerà però con tutti i biglietti generati dal 1° febbraio al 31 dicembre 2021.

Accordo di proroga dell’EVR per i lavoratori dell’Edilizia Industria di Bolzano

 

 

Sottoscritto, il 25/1/2021, tra il COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI della Provincia Autonoma di Bolzano / Kollegium der Bauunternehmer der Autonomen Provinz Bozen, e la FLC/LFB – FEDERAZIONE LAVORATORI COSTRUZIONI/ LANDESFÖDERATION DER BAUARBEITER, costituita da: FENEAL-SGK/UIL, FILCA-SGB/CISL, FILLEA-AGB/CGIL; l’USAS-Sezione Edili / ASGB-BAU, l’accordo di proroga dell’EVR per i lavoratori del settore dell’Edilizia Industria della provincia di Bolzano

Le Parti territoriali, firmatarie del CIPL valevole per le imprese che svolgono nella Provincia di Bolzano le lavorazioni indicate in premessa al CCNL Edilizia, da ultimo rinnovato dalle parti con accordo del 23/1/2018, scaduto in data 31/12/2020, hanno sottoscritto il presente accordo con la finalità di prorogare per gli operai e impiegati edili del settore, per il solo anno 2021, l’EVR disciplinato dall’art. 4 del predetto CIPL.
Il presente accordo entra in vigore il 1/1/2021 ed avrà validità fino al 31/12/2021.
Ciò premesso, le Parti hanno disposto quanto segue:

L’elemento variabile della retribuzione, pari al 4% dei minimi in vigore alla data di sottoscrizione del CCNL avvenuta in data 1/7/2014, è da considerare quale premio variabile, concordato e verificato in sede territoriale, che tiene conto dell’andamento congiunturale del settore ed è correlato all’incremento dei risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio rispetto al periodo congruo, come di seguito indicato.
Fermo restando che l’erogazione dell’EVR deve effettuarsi con riferimento al contratto integrativo applicato al lavoratore, indipendentemente dal luogo di esecuzione della prestazione lavorativa, per la determinazione dello stesso, saranno utilizzati i seguenti quattro indicatori, con relativa ponderazione:

1. Numero di lavoratori iscritti in Cassa Edile: 25%
2. Monte salari denunciato in Cassa Edile: 25%
3. Ore denunciate in cassa Edile, con esclusione delle ore di cassa integrazione guadagni per qualsiasi causale: 25%
4. crescita del PIL a livello provinciale: 25%

I periodi di riferimento mobili per il calcolo dell’EVR sono i seguenti:

– Anno 2021: triennio 2018-2019-2020 su triennio 2017-2018-2019

Con riferimento ai suddetti indicatori le parti precisano che i primi tre sono riferiti agli anni Cassa Edile del settore industria, mentre il quarto è riferito all’anno di calendario.
All’esito del raffronto da effettuarsi ai fini della determinazione dell’EVR con riferimento ai suddetti quattro parametri e periodi triennali, l’elemento variabile della retribuzione sarà riconosciuto nella misura derivante dalla somma delle singole incidenze ponderali dei parametri con risultato pari o positivo, sino al massimo del 100% dell’EVR. Non si determinerà alcuna erogazione a titolo di EVR nel caso in cui nessun parametro risulti positivo.
Determinata la percentuale a livello provinciale secondo le modalità di cui sopra, a livello aziendale ogni impresa procederà al calcolo dei seguenti due parametri aziendali:

1. ore denunciate in Cassa Edile, secondo le medesime modalità individuate al livello territoriale;
2. volume d’affari IVA, così come rilevabile esclusivamente dalle dichiarazioni annuali IVA dell’impresa stessa, presentate alla scadenza prevista per legge.

Nel calcolo dell’EVR dovrà tenersi conto dei suddetti indicatori con riferimento all’azienda considerata nel suo complesso, al di là delle singole unità produttive dislocate al livello territoriale.
Per le imprese con solo impiegati, il parametro a livello aziendale sostitutivo delle ore denunciate in Cassa Edile sarà rappresentato dalle ore lavorate, così come registrate sul Libro Unico del Lavoro.
L’impresa confronterà tali parametri dell’ultimo triennio aziendale con il precedente triennio aziendale di riferimento, secondo le medesime modalità temporali sopra esposte per II calcolo provinciale.
Qualora i suddetti due parametri risultino entrambi pari o positivi rispetto al triennio precedente, l’azienda provvederà ad erogare l’EVR nella misura stabilita a livello provinciale, secondo i criteri sopra esposti.

Laddove entrambi i parametri al livello aziendale risultassero negativi, l’azienda ha la facoltà di non erogarlo.
Qualora solo uno dei suddetti parametri risulti negativo nel confronto triennale, l’azienda dovrà erogare l’EVR nella misura sotto prevista al successivo comma.

Laddove a livello provinciale fosse stata individuata una percentuale di EVR superiore al 30% o risultasse erogabile l’EVR nella piena misura (4%), l’impresa nelle condizioni di cui al comma precedente erogherà il 50% della somma eccedente la predetta misura del 30%

Le imprese di nuova costituzione dovranno erogare l’EVR nella misura fissata a livello territoriale. Ai fini della procedura di cui al comma precedente e fino al raggiungimento del parametro temporale del triennio, il confronto temporale sarà effettuato anno su anno e biennio su biennio.
L’erogazione dell’EVR, il cui calcolo deve essere effettuato sulle ore di lavoro ordinario effettivamente lavorate, per un massimo di 173, determinato come sopra a consuntivo, sarà erogato in 12 quote mensili al personale in forza. Anche per gli impiegati l’erogazione dell’EVR avverrà a consuntivo mensilmente in 12 rate, per i periodi di lavoro ordinario effettivamente prestato presso l’impresa nell’anno di riferimento. La frazione di mese non superiore a quindici giorni non va considerata a tal fine, mentre deve essere considerata come mese intero la frazione di mese superiore a quindici giorni.
Nel caso di passaggio di categoria da parte dei lavoratori nel corso dell’anno di riferimento è erogato l’EVR afferente all’ultima categoria di appartenenza.
Le parti si incontreranno entro il 31/12/2021 per verificare l’andamento di mercato e le relative condizioni contrattuali nazionali.

 

 

Sottoscritto, il 25/1/2021, tra il COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI della Provincia Autonoma di Bolzano / Kollegium der Bauunternehmer der Autonomen Provinz Bozen, e la FLC/LFB - FEDERAZIONE LAVORATORI COSTRUZIONI/ LANDESFÖDERATION DER BAUARBEITER, costituita da: FENEAL-SGK/UIL, FILCA-SGB/CISL, FILLEA-AGB/CGIL; l’USAS-Sezione Edili / ASGB-BAU, l’accordo di proroga dell’EVR per i lavoratori del settore dell’Edilizia Industria della provincia di Bolzano

Le Parti territoriali, firmatarie del CIPL valevole per le imprese che svolgono nella Provincia di Bolzano le lavorazioni indicate in premessa al CCNL Edilizia, da ultimo rinnovato dalle parti con accordo del 23/1/2018, scaduto in data 31/12/2020, hanno sottoscritto il presente accordo con la finalità di prorogare per gli operai e impiegati edili del settore, per il solo anno 2021, l’EVR disciplinato dall’art. 4 del predetto CIPL.
Il presente accordo entra in vigore il 1/1/2021 ed avrà validità fino al 31/12/2021.
Ciò premesso, le Parti hanno disposto quanto segue:

L'elemento variabile della retribuzione, pari al 4% dei minimi in vigore alla data di sottoscrizione del CCNL avvenuta in data 1/7/2014, è da considerare quale premio variabile, concordato e verificato in sede territoriale, che tiene conto dell'andamento congiunturale del settore ed è correlato all’incremento dei risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio rispetto al periodo congruo, come di seguito indicato.
Fermo restando che l'erogazione dell'EVR deve effettuarsi con riferimento al contratto integrativo applicato al lavoratore, indipendentemente dal luogo di esecuzione della prestazione lavorativa, per la determinazione dello stesso, saranno utilizzati i seguenti quattro indicatori, con relativa ponderazione:

1. Numero di lavoratori iscritti in Cassa Edile: 25%
2. Monte salari denunciato in Cassa Edile: 25%
3. Ore denunciate in cassa Edile, con esclusione delle ore di cassa integrazione guadagni per qualsiasi causale: 25%
4. crescita del PIL a livello provinciale: 25%

I periodi di riferimento mobili per il calcolo dell’EVR sono i seguenti:

- Anno 2021: triennio 2018-2019-2020 su triennio 2017-2018-2019

Con riferimento ai suddetti indicatori le parti precisano che i primi tre sono riferiti agli anni Cassa Edile del settore industria, mentre il quarto è riferito all’anno di calendario.
All’esito del raffronto da effettuarsi ai fini della determinazione dell'EVR con riferimento ai suddetti quattro parametri e periodi triennali, l’elemento variabile della retribuzione sarà riconosciuto nella misura derivante dalla somma delle singole incidenze ponderali dei parametri con risultato pari o positivo, sino al massimo del 100% dell'EVR. Non si determinerà alcuna erogazione a titolo di EVR nel caso in cui nessun parametro risulti positivo.
Determinata la percentuale a livello provinciale secondo le modalità di cui sopra, a livello aziendale ogni impresa procederà al calcolo dei seguenti due parametri aziendali:

1. ore denunciate in Cassa Edile, secondo le medesime modalità individuate al livello territoriale;
2. volume d'affari IVA, così come rilevabile esclusivamente dalle dichiarazioni annuali IVA dell'impresa stessa, presentate alla scadenza prevista per legge.

Nel calcolo dell'EVR dovrà tenersi conto dei suddetti indicatori con riferimento all'azienda considerata nel suo complesso, al di là delle singole unità produttive dislocate al livello territoriale.
Per le imprese con solo impiegati, il parametro a livello aziendale sostitutivo delle ore denunciate in Cassa Edile sarà rappresentato dalle ore lavorate, così come registrate sul Libro Unico del Lavoro.
L'impresa confronterà tali parametri dell'ultimo triennio aziendale con il precedente triennio aziendale di riferimento, secondo le medesime modalità temporali sopra esposte per II calcolo provinciale.
Qualora i suddetti due parametri risultino entrambi pari o positivi rispetto al triennio precedente, l'azienda provvederà ad erogare l'EVR nella misura stabilita a livello provinciale, secondo i criteri sopra esposti.

Laddove entrambi i parametri al livello aziendale risultassero negativi, l'azienda ha la facoltà di non erogarlo.
Qualora solo uno dei suddetti parametri risulti negativo nel confronto triennale, l'azienda dovrà erogare l'EVR nella misura sotto prevista al successivo comma.

Laddove a livello provinciale fosse stata individuata una percentuale di EVR superiore al 30% o risultasse erogabile l'EVR nella piena misura (4%), l'impresa nelle condizioni di cui al comma precedente erogherà il 50% della somma eccedente la predetta misura del 30%

Le imprese di nuova costituzione dovranno erogare l'EVR nella misura fissata a livello territoriale. Ai fini della procedura di cui al comma precedente e fino al raggiungimento del parametro temporale del triennio, il confronto temporale sarà effettuato anno su anno e biennio su biennio.
L'erogazione dell’EVR, il cui calcolo deve essere effettuato sulle ore di lavoro ordinario effettivamente lavorate, per un massimo di 173, determinato come sopra a consuntivo, sarà erogato in 12 quote mensili al personale in forza. Anche per gli impiegati l'erogazione dell'EVR avverrà a consuntivo mensilmente in 12 rate, per i periodi di lavoro ordinario effettivamente prestato presso l’impresa nell'anno di riferimento. La frazione di mese non superiore a quindici giorni non va considerata a tal fine, mentre deve essere considerata come mese intero la frazione di mese superiore a quindici giorni.
Nel caso di passaggio di categoria da parte dei lavoratori nel corso dell’anno di riferimento è erogato l’EVR afferente all’ultima categoria di appartenenza.
Le parti si incontreranno entro il 31/12/2021 per verificare l'andamento di mercato e le relative condizioni contrattuali nazionali.

Milleproroghe 2021: novità su assemblee societarie, ETS e revisori legali

Di seguito, si riportano le novità introdotte per sulle assemblee societarie, sugli ETS e sull’aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti del Decreto Milleproroghe convertito in legge (Senato – Comunicato 25 febbraio 2021).

Nel dettaglio:
– in materia di svolgimento delle assemblee di società, è estesa l’applicabilità delle norme sullo svolgimento delle assemblee ordinarie delle SpA e Srl disposte dall’articolo 106 del decreto legge n. 18 del 2020 alle assemblee sociali tenute entro il 31 luglio 2021 (art. 3, co. 6);
– gli obblighi di aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti relativi agli anni 2020 e 2021 si intendono eccezionalmente assolti se i crediti formativi sono conseguiti entro il 31 dicembre 2022 (art. 3, co. 7);
– è fissato al 31 dicembre 2021, il termine perentorio per la trasformazione, senza devoluzione di patrimonio, delle Società di mutuo soccorso (SOMS) in Associazioni di promozione sociale (APS) o in altre associazioni del Terzo settore (art. 11, co. 1).

Di seguito, si riportano le novità introdotte per sulle assemblee societarie, sugli ETS e sull’aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti del Decreto Milleproroghe convertito in legge (Senato - Comunicato 25 febbraio 2021).

Nel dettaglio:
- in materia di svolgimento delle assemblee di società, è estesa l'applicabilità delle norme sullo svolgimento delle assemblee ordinarie delle SpA e Srl disposte dall'articolo 106 del decreto legge n. 18 del 2020 alle assemblee sociali tenute entro il 31 luglio 2021 (art. 3, co. 6);
- gli obblighi di aggiornamento professionale dei revisori legali dei conti relativi agli anni 2020 e 2021 si intendono eccezionalmente assolti se i crediti formativi sono conseguiti entro il 31 dicembre 2022 (art. 3, co. 7);
- è fissato al 31 dicembre 2021, il termine perentorio per la trasformazione, senza devoluzione di patrimonio, delle Società di mutuo soccorso (SOMS) in Associazioni di promozione sociale (APS) o in altre associazioni del Terzo settore (art. 11, co. 1).

ANF: chiarimenti sulla gestione in caso di sospensione e/o riduzione dell’attività

Con messaggio 25 febbraio 2021, n. 833, l’Inps fornisce chiarimenti sulla corretta gestione dei pagamenti diretti degli ANF per i periodi in cui sono riconosciute prestazioni sostitutive della retribuzione derivanti da sospensione o riduzione dell’attività lavorativa o per i percettori di indennità specifiche per settori produttivi, quali CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA e indennità di mancato avviamento al lavoro (IMA).

In merito alle modalità di presentazione della domanda di Assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo a decorrere dal 1° aprile 2019, è stato previsto – con la circolare Inps n. 45/2019 – che le domande per la prestazione familiare, precedentemente presentate dai lavoratori interessati ai propri datori di lavoro utilizzando il modello “ANF/DIP” (cod. SR16), devono essere inoltrate direttamente all’INPS, esclusivamente in modalità telematica attraverso la procedura “ANF DIP”.
Considerale le richieste di chiarimenti volte alla corretta gestione dei pagamenti diretti degli ANF per i periodi in cui sono riconosciute prestazioni sostitutive della retribuzione derivanti da sospensione o riduzione dell’attività lavorativa o per i percettori di indennità specifiche per settori produttivi – quali cassa integrazione salariale ordinaria, straordinaria e in deroga, assegno ordinario, cassa integrazione salariale operai agricoli, indennità di mancato avviamento al lavoro – l’Inps, con il messaggio in commento, richiama le disposizioni normative e procedurali introdotte per le domande di “ANF DIP” lavoratori dipendenti, necessarie per la definizione del diritto e della misura della prestazione familiare.

Domanda
La procedura “ANF DIP” consente il calcolo degli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti al richiedente in riferimento alla tipologia, al numero dei componenti e al reddito complessivo del nucleo familiare nel periodo di riferimento per la prestazione richiesta, evitando la duplicazione dei pagamenti facenti capo a componenti di uno stesso nucleo familiare.
L’esito della domanda e gli importi giornalieri e mensili massimi spettanti, a conclusione del procedimento istruttorio, sono visibili al cittadino accedendo con le proprie credenziali alla sezione dedicata del portale istituzionale. Solo in caso di reiezione della richiesta, viene inviato al cittadino richiedente un provvedimento formale. L’esito in questione è visibile, con le medesime modalità, anche ai Patronati che hanno provveduto, su delega del cittadino richiedente, a inviare le domande di ANF all’Istituto.
La citata procedura “ANF DIP” dovrà essere seguita anche nei casi di pagamento diretto della prestazione familiare da parte dell’Istituto per i soggetti percettori di trattamenti di CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA (impiegati) e IMA.
Ogni lavoratore interessato, pertanto, ove non vi abbia già provveduto, deve inviare tramite l’apposita procedura la richiesta di “ANF DIP” annuale per il periodo che, attualmente, va dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021 e, analogamente, per i periodi precedenti o successivi
.
L’Istituto ricorda inoltre che è necessario presentare, precedentemente all’istanza di “ANF DIP”, la domanda di “Autorizzazione ANF” nei casi previsti, quali ad esempio per i nuclei monoparentali, nei casi di separazione/divorzio o per la maggiorazione dell’ANF nei casi di presenza di componenti inabili nel nucleo familiare, al fine di definire il diritto a maggiorazione della prestazione familiare.

Richiesta pagamento diretto su CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA e IMA
L’importo teoricamente spettante calcolato dall’Inps dovrà essere riparametrato dal datore di lavoro nei modelli “SR41” o “SR43” semplificati, in base alle ore/giornate di trattamento richieste e in pagamento e non dovrà mai superare quello reso nella procedura “ANF DIP”.
L’importo da erogare a titolo di ANF per un dato lavoratore dovrà essere indicato nell’apposito campo dei modelli “SR41” e “SR43” semplificati, con le consuete modalità. La verifica della coerenza di detto importo con l’esito della elaborazione della domanda “ANF DIP” del lavoratore sarà eseguita in automatico, per quanto riguarda i modelli SR41, e a cura degli operatori, con riferimento ai modelli SR43,prima del pagamento degli importi indicati nei citati modelli.
Laddove venga riscontrata una incoerenza (ad esempio, nel confronto con l’importo autorizzato o eventualmente già corrisposto per la stessa mensilità) la richiesta di pagamento sarà sottoposta a verifica a cura dell’operatore della Struttura territoriale competente, che potrebbe valutare di procedere con il pagamento della prestazione escludendo il pagamento dell’importo a titolo di ANF.

Con messaggio 25 febbraio 2021, n. 833, l’Inps fornisce chiarimenti sulla corretta gestione dei pagamenti diretti degli ANF per i periodi in cui sono riconosciute prestazioni sostitutive della retribuzione derivanti da sospensione o riduzione dell’attività lavorativa o per i percettori di indennità specifiche per settori produttivi, quali CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA e indennità di mancato avviamento al lavoro (IMA).

In merito alle modalità di presentazione della domanda di Assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo a decorrere dal 1° aprile 2019, è stato previsto - con la circolare Inps n. 45/2019 - che le domande per la prestazione familiare, precedentemente presentate dai lavoratori interessati ai propri datori di lavoro utilizzando il modello "ANF/DIP" (cod. SR16), devono essere inoltrate direttamente all’INPS, esclusivamente in modalità telematica attraverso la procedura "ANF DIP".
Considerale le richieste di chiarimenti volte alla corretta gestione dei pagamenti diretti degli ANF per i periodi in cui sono riconosciute prestazioni sostitutive della retribuzione derivanti da sospensione o riduzione dell’attività lavorativa o per i percettori di indennità specifiche per settori produttivi - quali cassa integrazione salariale ordinaria, straordinaria e in deroga, assegno ordinario, cassa integrazione salariale operai agricoli, indennità di mancato avviamento al lavoro - l’Inps, con il messaggio in commento, richiama le disposizioni normative e procedurali introdotte per le domande di "ANF DIP" lavoratori dipendenti, necessarie per la definizione del diritto e della misura della prestazione familiare.

Domanda
La procedura "ANF DIP" consente il calcolo degli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti al richiedente in riferimento alla tipologia, al numero dei componenti e al reddito complessivo del nucleo familiare nel periodo di riferimento per la prestazione richiesta, evitando la duplicazione dei pagamenti facenti capo a componenti di uno stesso nucleo familiare.
L’esito della domanda e gli importi giornalieri e mensili massimi spettanti, a conclusione del procedimento istruttorio, sono visibili al cittadino accedendo con le proprie credenziali alla sezione dedicata del portale istituzionale. Solo in caso di reiezione della richiesta, viene inviato al cittadino richiedente un provvedimento formale. L’esito in questione è visibile, con le medesime modalità, anche ai Patronati che hanno provveduto, su delega del cittadino richiedente, a inviare le domande di ANF all’Istituto.
La citata procedura "ANF DIP" dovrà essere seguita anche nei casi di pagamento diretto della prestazione familiare da parte dell’Istituto per i soggetti percettori di trattamenti di CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA (impiegati) e IMA.
Ogni lavoratore interessato, pertanto, ove non vi abbia già provveduto, deve inviare tramite l’apposita procedura la richiesta di "ANF DIP" annuale per il periodo che, attualmente, va dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021 e, analogamente, per i periodi precedenti o successivi
.
L’Istituto ricorda inoltre che è necessario presentare, precedentemente all’istanza di "ANF DIP", la domanda di "Autorizzazione ANF" nei casi previsti, quali ad esempio per i nuclei monoparentali, nei casi di separazione/divorzio o per la maggiorazione dell’ANF nei casi di presenza di componenti inabili nel nucleo familiare, al fine di definire il diritto a maggiorazione della prestazione familiare.

Richiesta pagamento diretto su CIGO, CIGS, CIGD, ASO, CISOA e IMA
L’importo teoricamente spettante calcolato dall’Inps dovrà essere riparametrato dal datore di lavoro nei modelli "SR41" o "SR43" semplificati, in base alle ore/giornate di trattamento richieste e in pagamento e non dovrà mai superare quello reso nella procedura "ANF DIP".
L’importo da erogare a titolo di ANF per un dato lavoratore dovrà essere indicato nell’apposito campo dei modelli "SR41" e "SR43" semplificati, con le consuete modalità. La verifica della coerenza di detto importo con l’esito della elaborazione della domanda "ANF DIP" del lavoratore sarà eseguita in automatico, per quanto riguarda i modelli SR41, e a cura degli operatori, con riferimento ai modelli SR43,prima del pagamento degli importi indicati nei citati modelli.
Laddove venga riscontrata una incoerenza (ad esempio, nel confronto con l’importo autorizzato o eventualmente già corrisposto per la stessa mensilità) la richiesta di pagamento sarà sottoposta a verifica a cura dell’operatore della Struttura territoriale competente, che potrebbe valutare di procedere con il pagamento della prestazione escludendo il pagamento dell’importo a titolo di ANF.

Paga l’Irap l’avvocato che esercita la professione mediante l’impiego di società specializzate

L’avvocato che esercita la professione mediante l’impiego non occasionale di società specializzate in infortunistica stradale è soggetto ad Irap in quanto l’attività affidata a dette società è strettamente collegata a quella oggetto della professione di avvocato (Corte di Cassazione – ordinanza 17 febbraio 2021, n. 4116).

Cosi si è espressa la Corte di Cassazione, confermando la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione in capo all’avvocato in questione.

Pertanto, anche l’impiego non occasionale di lavoro altrui è idoneo a configurare l’esistenza di un’autonoma organizzazione ed è pertanto soggetto all’Irap il professionista che, per prestazioni afferenti l’esercizio della sua attività, eroga elevati compensi a terzi, a nulla rilevando il mancato impiego da parte del medesimo di personale dipendente.

Nel caso di specie, il contribuente aveva svolto la sua professione di avvocato mediante l’impiego non occasionale di società specializzate in infortunistica stradale, retribuite a percentuale, alle quali il contribuente aveva erogato, negli anni rilevanti compensi. Non può dubitarsi, quindi, che l’attività affidata a dette società sia strettamente collegata a quella oggetto della professione di avvocato svolta dal contribuente ed ai fini dell’individuazione di un’organizzazione imprenditoriale, è da ritenere indifferente il mezzo giuridico con cui essa viene attuata, se cioè con personale dipendente, con società di servizi, ovvero tramite un’associazione professionale.

L’avvocato che esercita la professione mediante l'impiego non occasionale di società specializzate in infortunistica stradale è soggetto ad Irap in quanto l'attività affidata a dette società è strettamente collegata a quella oggetto della professione di avvocato (Corte di Cassazione - ordinanza 17 febbraio 2021, n. 4116).

Cosi si è espressa la Corte di Cassazione, confermando la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione in capo all’avvocato in questione.

Pertanto, anche l'impiego non occasionale di lavoro altrui è idoneo a configurare l'esistenza di un'autonoma organizzazione ed è pertanto soggetto all'Irap il professionista che, per prestazioni afferenti l'esercizio della sua attività, eroga elevati compensi a terzi, a nulla rilevando il mancato impiego da parte del medesimo di personale dipendente.

Nel caso di specie, il contribuente aveva svolto la sua professione di avvocato mediante l'impiego non occasionale di società specializzate in infortunistica stradale, retribuite a percentuale, alle quali il contribuente aveva erogato, negli anni rilevanti compensi. Non può dubitarsi, quindi, che l'attività affidata a dette società sia strettamente collegata a quella oggetto della professione di avvocato svolta dal contribuente ed ai fini dell'individuazione di un'organizzazione imprenditoriale, è da ritenere indifferente il mezzo giuridico con cui essa viene attuata, se cioè con personale dipendente, con società di servizi, ovvero tramite un'associazione professionale.

Sospensione di adempimenti e di versamenti di premi Inail per associazioni e società sportive

Per una polisportiva associata a diverse federazioni nazionali, con competizioni consentite solamente per alcune discipline sportive, non essendo previsti ulteriori requisiti, se non quello del domicilio fiscale, della sede legale o della sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione degli adempimenti e/o se la sospensione dei versamenti opera comunque sulla totalità dei premi dovuti, anche se riferiti ad attività sportive per cui sia consentito il solo allenamento o per cui siano definite limitazioni più restrittive (Inail, nota 25 febbraio 2021, n. 2209)

Come noto, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento (D.P.C.M. 24 ottobre 2020), sono stati sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021 (art. 1, co. 36, L. n. 178/2020). I relativi versamenti sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 maggio 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021. I versamenti relativi ai mesi di dicembre degli anni 2021 e 2022 devono essere effettuati entro il giorno 16 dei predetti mesi.
I destinatari della sospensione devono dichiarare di operare nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, consentite ai sensi dei D.P.C.M. in materia (art. 1, co. 9, lett. e), D.P.C.M. 24 ottobre 2020; art. 1, co. 9, lett. e), D.P.C.M. 3 novembre 2020; art. 1, co. 10, lett. e), D.P.C.M. 3 dicembre 2020; art. 1, co. 10, lett. e), D.P.C.M. 14 gennaio 2021), in quanto riconosciute di interesse nazionale con provvedimento del CONI e del Comitato italiano paralimpico (CIP) (Inail, circolare 11 febbraio 2021, n. 7). In attuazione di tale disposizione, con proprie deliberazioni, i due organismi hanno individuato le competizioni di interesse, calendarizzate con date e luoghi certi dalle federazioni sportive nazionali, dalle discipline sportive associate, dagli enti di promozione sportiva ovvero dagli organismi sportivi internazionali, nel rispetto del quadro normativo vigente statale e sportivo, pubblicando l’elenco di tali competizioni sui propri siti istituzionali nella sezione “speciale – Covid 19”.
Ciò premesso, sono pervenuti richieste di chiarimenti in ordine alla corretta applicazione della norma, limitatamente ai premi assicurativi, cui l’Istituto ha fornito risposta.
1) Nel caso di una società sportiva per la quale la propria federazione nazionale ha stilato un protocollo che consente lo svolgimento degli allenamenti da parte degli atleti, ma ha al contempo sospeso o posticipato i campionati che, secondo il calendario già definito in precedenza, avrebbero dovuto svolgersi anche nei mesi di gennaio e/o febbraio 2021, non operando tale società sportiva nell’ambito di competizioni sportive riconosciute di preminente interesse nazionale dal CONI o dal CIP, non è possibile fruire della sospensione dei termini.
2) Per una polisportiva associata a diverse federazioni nazionali, con competizioni consentite solamente per alcune discipline sportive, non essendo previsti ulteriori requisiti, se non quello del domicilio fiscale, della sede legale o della sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione degli adempimenti e/o se la sospensione dei versamenti opera comunque sulla totalità dei premi dovuti, anche se riferiti ad attività sportive per cui sia consentito il solo allenamento o per cui siano definite limitazioni più restrittive.
3) Anche per una società sportiva professionistica che milita nel campionato di calcio di serie A, che continua l’attività per la cd “prima squadra”, mentre risulta sospesa parte dell’attività del settore giovanile (solo allenamenti individuali senza competizioni/partite), è possibile usufruire della sospensione per tutti i versamenti relativi ai premi assicurativi in scadenza dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, nonché degli adempimenti ricadenti nel medesimo periodo.
4) I soggetti per i quali, pur rientrando tra le categorie destinatarie della sospensione prevista (federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche), è disposta la totale sospensione dell’attività e che quindi non operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, non possono beneficiare della sospensione.

Per una polisportiva associata a diverse federazioni nazionali, con competizioni consentite solamente per alcune discipline sportive, non essendo previsti ulteriori requisiti, se non quello del domicilio fiscale, della sede legale o della sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione degli adempimenti e/o se la sospensione dei versamenti opera comunque sulla totalità dei premi dovuti, anche se riferiti ad attività sportive per cui sia consentito il solo allenamento o per cui siano definite limitazioni più restrittive (Inail, nota 25 febbraio 2021, n. 2209)

Come noto, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento (D.P.C.M. 24 ottobre 2020), sono stati sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021 (art. 1, co. 36, L. n. 178/2020). I relativi versamenti sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 maggio 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021. I versamenti relativi ai mesi di dicembre degli anni 2021 e 2022 devono essere effettuati entro il giorno 16 dei predetti mesi.
I destinatari della sospensione devono dichiarare di operare nell'ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, consentite ai sensi dei D.P.C.M. in materia (art. 1, co. 9, lett. e), D.P.C.M. 24 ottobre 2020; art. 1, co. 9, lett. e), D.P.C.M. 3 novembre 2020; art. 1, co. 10, lett. e), D.P.C.M. 3 dicembre 2020; art. 1, co. 10, lett. e), D.P.C.M. 14 gennaio 2021), in quanto riconosciute di interesse nazionale con provvedimento del CONI e del Comitato italiano paralimpico (CIP) (Inail, circolare 11 febbraio 2021, n. 7). In attuazione di tale disposizione, con proprie deliberazioni, i due organismi hanno individuato le competizioni di interesse, calendarizzate con date e luoghi certi dalle federazioni sportive nazionali, dalle discipline sportive associate, dagli enti di promozione sportiva ovvero dagli organismi sportivi internazionali, nel rispetto del quadro normativo vigente statale e sportivo, pubblicando l’elenco di tali competizioni sui propri siti istituzionali nella sezione "speciale - Covid 19".
Ciò premesso, sono pervenuti richieste di chiarimenti in ordine alla corretta applicazione della norma, limitatamente ai premi assicurativi, cui l’Istituto ha fornito risposta.
1) Nel caso di una società sportiva per la quale la propria federazione nazionale ha stilato un protocollo che consente lo svolgimento degli allenamenti da parte degli atleti, ma ha al contempo sospeso o posticipato i campionati che, secondo il calendario già definito in precedenza, avrebbero dovuto svolgersi anche nei mesi di gennaio e/o febbraio 2021, non operando tale società sportiva nell’ambito di competizioni sportive riconosciute di preminente interesse nazionale dal CONI o dal CIP, non è possibile fruire della sospensione dei termini.
2) Per una polisportiva associata a diverse federazioni nazionali, con competizioni consentite solamente per alcune discipline sportive, non essendo previsti ulteriori requisiti, se non quello del domicilio fiscale, della sede legale o della sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione degli adempimenti e/o se la sospensione dei versamenti opera comunque sulla totalità dei premi dovuti, anche se riferiti ad attività sportive per cui sia consentito il solo allenamento o per cui siano definite limitazioni più restrittive.
3) Anche per una società sportiva professionistica che milita nel campionato di calcio di serie A, che continua l'attività per la cd "prima squadra", mentre risulta sospesa parte dell'attività del settore giovanile (solo allenamenti individuali senza competizioni/partite), è possibile usufruire della sospensione per tutti i versamenti relativi ai premi assicurativi in scadenza dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, nonché degli adempimenti ricadenti nel medesimo periodo.
4) I soggetti per i quali, pur rientrando tra le categorie destinatarie della sospensione prevista (federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche), è disposta la totale sospensione dell’attività e che quindi non operano nell'ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, non possono beneficiare della sospensione.

Non paga l’Irap per il pediatra con due studi professionali

Il medico pediatra convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) che dispone di due sedi destinate a studio professionale non paga l’Irap in quanto le suddette sedi non costituiscono un indice rappresentativo di autonoma organizzazione, ma solo uno strumento per il migliore, e più comodo per il pubblico, esercizio dell’attività professionale autonoma (Corte di Cassazione – ordinanza 09 febbraio 2021, n. 3099).

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione espressasi sulla sussistenza o meno del presupposto impositivo dell’Irap in capo ad un pediatra convenzionato con il S.S.N. esercente la propria professione presso due studi.

Di fatto, come più volte ribadito dalla Corte, il requisito dell’autonoma organizzazione, quale presupposto impositivo dell’Irap, ricorre qualora il contribuente:
– sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
– impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segretaria ovvero meramente esecutive.

Quanto al significato di “autonoma organizzazione” già la Corte Costituzionale aveva puntualizzato che l’imposta incide su un fatto economico diverso dal reddito, cioè su quel quid pluris aggiunto dalla struttura organizzativa alla attività professionale, tale da costituire un indice di capacità contributiva idonea a giustificare l’assoggettamento al tributo, il che non implica alcun limite quantitativo, di prevalenza o meno rispetto al lavoro autonomo esercitato, bensì semplicemente un giudizio di valore sulla idoneità di quella organizzazione a potenziare le possibilità produttive del professionista.

Detto questo, riguardo al caso di specie, i giudici della Corte hanno chiarito che il medico pediatra convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) che dispone di due sedi destinate a studio professionale non paga l’Irap in quanto le suddette sedi non costituiscono un indice rappresentativo di autonoma organizzazione, ma solo uno strumento per il migliore esercizio dell’attività professionale.

Il medico pediatra convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) che dispone di due sedi destinate a studio professionale non paga l’Irap in quanto le suddette sedi non costituiscono un indice rappresentativo di autonoma organizzazione, ma solo uno strumento per il migliore, e più comodo per il pubblico, esercizio dell’attività professionale autonoma (Corte di Cassazione - ordinanza 09 febbraio 2021, n. 3099).

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione espressasi sulla sussistenza o meno del presupposto impositivo dell’Irap in capo ad un pediatra convenzionato con il S.S.N. esercente la propria professione presso due studi.

Di fatto, come più volte ribadito dalla Corte, il requisito dell’autonoma organizzazione, quale presupposto impositivo dell’Irap, ricorre qualora il contribuente:
- sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
- impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segretaria ovvero meramente esecutive.

Quanto al significato di "autonoma organizzazione" già la Corte Costituzionale aveva puntualizzato che l'imposta incide su un fatto economico diverso dal reddito, cioè su quel quid pluris aggiunto dalla struttura organizzativa alla attività professionale, tale da costituire un indice di capacità contributiva idonea a giustificare l'assoggettamento al tributo, il che non implica alcun limite quantitativo, di prevalenza o meno rispetto al lavoro autonomo esercitato, bensì semplicemente un giudizio di valore sulla idoneità di quella organizzazione a potenziare le possibilità produttive del professionista.

Detto questo, riguardo al caso di specie, i giudici della Corte hanno chiarito che il medico pediatra convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) che dispone di due sedi destinate a studio professionale non paga l’Irap in quanto le suddette sedi non costituiscono un indice rappresentativo di autonoma organizzazione, ma solo uno strumento per il migliore esercizio dell’attività professionale.