Integrazione salariale per emergenza COVID dal 1° gennaio 2021, prime istruzioni operative

Sono disponibili sul sito internet dell’Inps i servizi telematici per la trasmissione delle istanze di richiesta dei trattamenti di integrazione salariale connessi all’emergenza COVID-19, per periodi non antecedenti al 1° gennaio 2021. I datori di lavoro devono trasmettere domanda di concessione con la nuova causale “COVID 19 L. 178/20”. E’ possibile inoltrare le istanze a prescindere dall’avvenuto rilascio delle autorizzazioni relative alle 6 settimane previste dal D.L. Ristori (Inps, messaggio 29 gennaio 2021, n. 406).

In materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro connessi all’emergenza COVID-19, un ulteriore periodo di trattamenti di CIGO, CIGD e di assegno ordinario, può essere richiesto da tutti i datori di lavoro che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per periodi decorrenti dal 1° gennaio 2021, per una durata massima di 12 settimane, a prescindere dal precedente utilizzo degli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2020.
Tuttavia, l’arco temporale in cui è possibile collocare i diversi trattamenti è differenziato.
Più specificatamente, i trattamenti di CIGO devono essere collocati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021, mentre i trattamenti di assegno ordinario e di CIGD nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021.
Per il settore agricolo, il trattamento di CISOA può essere invece chiesto per una durata massima di 90 giorni, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, anche se non sono state presentate precedenti domande di CISOA con causale “CISOA DL RILANCIO”.
I trattamenti di integrazione salariale trovano applicazione ai lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione, al 1° gennaio 2021. Nelle ipotesi di trasferimento di azienda e di assunzioni a seguito di cambio di appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.
Diversamente da quanto in precedenza stabilito, non è previsto l’obbligo del versamento di un contributo addizionale.
Per la trasmissione delle istanze, che devono riguardare periodi non antecedenti al 1° gennaio 2021, nel sito internet dell’Inps sono disponibili i servizi telematici. I datori di lavoro devono trasmettere domanda di concessione dei trattamenti con la nuova causale “COVID 19 L. 178/20”. E’ possibile inoltrare le suddette istanze a prescindere dall’avvenuto rilascio delle autorizzazioni relative alle 6 settimane previste dal D.L. Ristori.
Con specifico riferimento alla CIGD, possono trasmettere le domande come “deroga plurilocalizzata” esclusivamente i datori di lavoro che hanno ricevuto la prima autorizzazione con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; tutti gli altri datori di lavoro, invece, anche con più unità produttive, devono trasmettere la domanda come “deroga INPS” (Inps, circolare n. 86/2020). Altresì, le domande di deroga devono essere inviate esclusivamente con riferimento alle singole unità produttive, ad eccezione delle aziende plurilocalizzate che hanno chiesto di accedere al flusso semplificato (Inps, messaggio n. 2328/2020). In tal caso, la scelta dell’unità produttiva di riferimento su cui far confluire le domande accorpate è irreversibile e va utilizzata anche in caso di eventuale richiesta di proroga del trattamento. Al riguardo, è possibile accedere al suddetto flusso di gestione semplificato, esclusivamente chiedendo apposita autorizzazione alla Direzione centrale ammortizzatori sociali, avvalendosi del canale di Posta Elettronica Certificata (PEC).
Le domande di concessione del trattamento di CISOA devono essere trasmesse utilizzando la nuova causale “CISOA L. 178/20”.
Per la stessa unità produttiva e per il medesimo periodo, non è possibile richiedere ammortizzatori sociali diversi, tranne nei casi in cui la domanda di cassa integrazione in deroga riguardi lavoratori esclusi dagli altri ammortizzatori COVID (ad esempio, lavoratori a domicilio o apprendisti).
Riguardo al termine di trasmissione delle istanze, esso resta fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Il termine decadenziale non si intende in modo assoluto, ma operante solo con riferimento al periodo oggetto della domanda rispetto al quale la decadenza è intervenuta. Quindi, qualora l’istanza riguardi un arco temporale di durata plurimensile, il regime decadenziale riguarda esclusivamente il periodo in relazione al quale il termine di invio della domanda risulti scaduto e si procede ad un accoglimento parziale per il periodo residuo che risulti ancora nei termini.

Sono disponibili sul sito internet dell’Inps i servizi telematici per la trasmissione delle istanze di richiesta dei trattamenti di integrazione salariale connessi all’emergenza COVID-19, per periodi non antecedenti al 1° gennaio 2021. I datori di lavoro devono trasmettere domanda di concessione con la nuova causale "COVID 19 L. 178/20". E’ possibile inoltrare le istanze a prescindere dall’avvenuto rilascio delle autorizzazioni relative alle 6 settimane previste dal D.L. Ristori (Inps, messaggio 29 gennaio 2021, n. 406).

In materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro connessi all’emergenza COVID-19, un ulteriore periodo di trattamenti di CIGO, CIGD e di assegno ordinario, può essere richiesto da tutti i datori di lavoro che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per periodi decorrenti dal 1° gennaio 2021, per una durata massima di 12 settimane, a prescindere dal precedente utilizzo degli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2020.
Tuttavia, l’arco temporale in cui è possibile collocare i diversi trattamenti è differenziato.
Più specificatamente, i trattamenti di CIGO devono essere collocati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021, mentre i trattamenti di assegno ordinario e di CIGD nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021.
Per il settore agricolo, il trattamento di CISOA può essere invece chiesto per una durata massima di 90 giorni, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, anche se non sono state presentate precedenti domande di CISOA con causale "CISOA DL RILANCIO".
I trattamenti di integrazione salariale trovano applicazione ai lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione, al 1° gennaio 2021. Nelle ipotesi di trasferimento di azienda e di assunzioni a seguito di cambio di appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.
Diversamente da quanto in precedenza stabilito, non è previsto l’obbligo del versamento di un contributo addizionale.
Per la trasmissione delle istanze, che devono riguardare periodi non antecedenti al 1° gennaio 2021, nel sito internet dell’Inps sono disponibili i servizi telematici. I datori di lavoro devono trasmettere domanda di concessione dei trattamenti con la nuova causale "COVID 19 L. 178/20". E’ possibile inoltrare le suddette istanze a prescindere dall’avvenuto rilascio delle autorizzazioni relative alle 6 settimane previste dal D.L. Ristori.
Con specifico riferimento alla CIGD, possono trasmettere le domande come "deroga plurilocalizzata" esclusivamente i datori di lavoro che hanno ricevuto la prima autorizzazione con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; tutti gli altri datori di lavoro, invece, anche con più unità produttive, devono trasmettere la domanda come "deroga INPS" (Inps, circolare n. 86/2020). Altresì, le domande di deroga devono essere inviate esclusivamente con riferimento alle singole unità produttive, ad eccezione delle aziende plurilocalizzate che hanno chiesto di accedere al flusso semplificato (Inps, messaggio n. 2328/2020). In tal caso, la scelta dell’unità produttiva di riferimento su cui far confluire le domande accorpate è irreversibile e va utilizzata anche in caso di eventuale richiesta di proroga del trattamento. Al riguardo, è possibile accedere al suddetto flusso di gestione semplificato, esclusivamente chiedendo apposita autorizzazione alla Direzione centrale ammortizzatori sociali, avvalendosi del canale di Posta Elettronica Certificata (PEC).
Le domande di concessione del trattamento di CISOA devono essere trasmesse utilizzando la nuova causale "CISOA L. 178/20".
Per la stessa unità produttiva e per il medesimo periodo, non è possibile richiedere ammortizzatori sociali diversi, tranne nei casi in cui la domanda di cassa integrazione in deroga riguardi lavoratori esclusi dagli altri ammortizzatori COVID (ad esempio, lavoratori a domicilio o apprendisti).
Riguardo al termine di trasmissione delle istanze, esso resta fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Il termine decadenziale non si intende in modo assoluto, ma operante solo con riferimento al periodo oggetto della domanda rispetto al quale la decadenza è intervenuta. Quindi, qualora l’istanza riguardi un arco temporale di durata plurimensile, il regime decadenziale riguarda esclusivamente il periodo in relazione al quale il termine di invio della domanda risulti scaduto e si procede ad un accoglimento parziale per il periodo residuo che risulti ancora nei termini.

Durc On Line: criterio dello scostamento non grave

A seguito di richieste di chiarimenti in ordine all’applicazione del criterio dello scostamento non grave previsto dal D.M. 30 gennaio 2015, articolo 3, comma 3, e al fine di uniformare il comportamento delle strutture territoriali nella gestione delle richieste di verifica della regolarità contributiva, l’Inps – con messaggio n. 213/2021 – riepiloga le indicazioni in proposito già fornite, specificando i termini di attuazione del medesimo criterio nell’ambito del procedimento di verifica.

Scostamento non grave. Precisazioni
Con il D.M. del 30 gennaio 2015, in attuazione del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, articolo 4, sono stati definiti i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica della regolarità contributiva nei confronti dell’Inps, dell’Inail e delle Casse edili, che, a decorrere dal 1° luglio 2015 a seguito dell’entrata in vigore del Decreto stesso, avviene in modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale. Con la circolare n. 19/2015 il Ministero del lavoro ha fornito i primi chiarimenti di carattere interpretativo come recepiti dall’Istituto con la circolare n. 126/2015.
Il D.M. 30 gennaio 2015, all’articolo 3, ultimo comma, nell’elencare le fattispecie in presenza delle quali la regolarità contributiva deve essere attestata, contempla un’ulteriore condizione di sussistenza della regolarità in presenza di uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun degli enti chiamati ad effettuare la verifica. Non si considera grave lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate in ciascuna Gestione nella quale l’omissione si è determinata che risulti pari o inferiore ad € 150,00 comprensivi di eventuali accessori di legge.
La rilevanza della condizione dello scostamento opera con riguardo al momento in cui viene generato in automatico dal sistema l’esito della verifica all’atto dell’interrogazione. Tale condizione infatti è preordinata a garantire la possibilità di produrre un’attestazione di regolarità – “Durc On Line” – pur in presenza di una differenza tra somme dovute e somme versate, giudicata appunto non grave, e come tale è integrata nei controlli effettuati dalla procedura per generare l’esito in tempo reale.
Qualora a seguito della proposta di esito automatizzato irregolare sia notificato al contribuente l’invito a regolarizzare, le esposizioni debitorie, fatta salva l’ipotesi di annullamento parziale o totale delle stesse a seguito dei chiarimenti forniti dall’interessato, dovranno essere interamente versate per determinare la formazione di un esito regolare.
L’eventuale regolarizzazione parziale che determini un debito residuo di importo pari o inferiore a € 150,00 per tutte o solo alcune delle Gestioni previdenziali evidenziate nell’invito a regolarizzare comporterà la formazione di un Documento irregolare denominato “Verifica regolarità contributiva”, indipendentemente dall’importo residuo non versato. Resta infatti esclusa in questa fase del procedimento, l’applicabilità del criterio dello scostamento non grave.
Pertanto, nel caso di regolarizzazione parziale, non trovando applicazione il criterio dello scostamento non grave, l’attestazione di irregolarità avverrà per l’importo residuo non pagato anche se di valore pari o inferiore a quello dello scostamento individuato in € 150,00 per Gestione.

Notifiche degli annullamenti dei Documenti “Durc on Line” o “Verifica regolarità contributiva”
Con il messaggio n. 2267/2018,l’Inps ha illustrato i contenuti delle implementazioni della procedura Durc On Line che è stata integrata con il rilascio della funzione di annullamento del Documento, denominato “Durc on Line” in caso di esito regolare e “Verifica regolarità contributiva” in caso di esito irregolare, in presenza di specifiche cause che giustificano l’adozione del relativo provvedimento. In tale ambito è stato specificato che il procedimento di annullamento, attivabile d’ufficio ovvero su richiesta dell’interessato, può essere avviato solo dopo che il sistema ha generato un Documento in formato .pdf.
Il procedimento di annullamento prevede che, a conclusione dello stesso, il sistema Durc On Line notifichi con PEC, tramite il canale INPSCOMUNICA, l’avvenuto annullamento del Documento a tutti i soggetti che hanno effettuato l’interrogazione sul portale Inps.
Al fine di consentire il monitoraggio dello stato delle notifiche e l’eventuale ritrasmissione delle PEC per le quali non risulti correttamente ricevuta la notifica tramite consegna al destinatario nella sezione “Annullamenti” è stata inserita la nuova funzione “Gestione Notifiche”.

Evidenza crediti in gestione presso gli Agenti della Riscossione in definizione agevolata
Al fine di consentire una più puntuale visualizzazione dei dati nella “sezione ruoli” delle cartelle di pagamento/avvisi di addebito nei quali sono comprese partite in definizione agevolata si è provveduto a fornire una diversa esposizione dei dati stessi. Permane la consueta segnalazione con evidenza in “verde” delle partite a debito comprese nella definizione agevolata che sono segnalate solo a scopo informativo per consentire all’operatore di visualizzare lo stato delle cartelle di pagamento e degli avvisi di addebito.
Le ulteriori cartelle di pagamento e gli ulteriori avvisi di addebito per i quali non tutte le partite a debito sono comprese nella definizione agevolata e che pertanto concorrono alla determinazione dell’importo dell’irregolarità sono esposti senza alcuna diversa colorazione. In tal caso la visualizzazione evidenzia nel campo del debito “residuo” un valore maggiore di quello riportato nel corrispondente campo “definizione agevolata”.
La differenza tra i due valori costituisce l’importo dell’irregolarità che viene considerato ai fini della proposta dell’invito a regolarizzare.

A seguito di richieste di chiarimenti in ordine all’applicazione del criterio dello scostamento non grave previsto dal D.M. 30 gennaio 2015, articolo 3, comma 3, e al fine di uniformare il comportamento delle strutture territoriali nella gestione delle richieste di verifica della regolarità contributiva, l’Inps - con messaggio n. 213/2021 - riepiloga le indicazioni in proposito già fornite, specificando i termini di attuazione del medesimo criterio nell’ambito del procedimento di verifica.

Scostamento non grave. Precisazioni
Con il D.M. del 30 gennaio 2015, in attuazione del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, articolo 4, sono stati definiti i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica della regolarità contributiva nei confronti dell’Inps, dell’Inail e delle Casse edili, che, a decorrere dal 1° luglio 2015 a seguito dell’entrata in vigore del Decreto stesso, avviene in modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale. Con la circolare n. 19/2015 il Ministero del lavoro ha fornito i primi chiarimenti di carattere interpretativo come recepiti dall’Istituto con la circolare n. 126/2015.
Il D.M. 30 gennaio 2015, all’articolo 3, ultimo comma, nell’elencare le fattispecie in presenza delle quali la regolarità contributiva deve essere attestata, contempla un’ulteriore condizione di sussistenza della regolarità in presenza di uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun degli enti chiamati ad effettuare la verifica. Non si considera grave lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate in ciascuna Gestione nella quale l’omissione si è determinata che risulti pari o inferiore ad € 150,00 comprensivi di eventuali accessori di legge.
La rilevanza della condizione dello scostamento opera con riguardo al momento in cui viene generato in automatico dal sistema l’esito della verifica all’atto dell’interrogazione. Tale condizione infatti è preordinata a garantire la possibilità di produrre un’attestazione di regolarità - "Durc On Line" - pur in presenza di una differenza tra somme dovute e somme versate, giudicata appunto non grave, e come tale è integrata nei controlli effettuati dalla procedura per generare l’esito in tempo reale.
Qualora a seguito della proposta di esito automatizzato irregolare sia notificato al contribuente l’invito a regolarizzare, le esposizioni debitorie, fatta salva l’ipotesi di annullamento parziale o totale delle stesse a seguito dei chiarimenti forniti dall’interessato, dovranno essere interamente versate per determinare la formazione di un esito regolare.
L’eventuale regolarizzazione parziale che determini un debito residuo di importo pari o inferiore a € 150,00 per tutte o solo alcune delle Gestioni previdenziali evidenziate nell’invito a regolarizzare comporterà la formazione di un Documento irregolare denominato "Verifica regolarità contributiva", indipendentemente dall’importo residuo non versato. Resta infatti esclusa in questa fase del procedimento, l’applicabilità del criterio dello scostamento non grave.
Pertanto, nel caso di regolarizzazione parziale, non trovando applicazione il criterio dello scostamento non grave, l’attestazione di irregolarità avverrà per l’importo residuo non pagato anche se di valore pari o inferiore a quello dello scostamento individuato in € 150,00 per Gestione.

Notifiche degli annullamenti dei Documenti "Durc on Line" o "Verifica regolarità contributiva"
Con il messaggio n. 2267/2018,l’Inps ha illustrato i contenuti delle implementazioni della procedura Durc On Line che è stata integrata con il rilascio della funzione di annullamento del Documento, denominato "Durc on Line" in caso di esito regolare e "Verifica regolarità contributiva" in caso di esito irregolare, in presenza di specifiche cause che giustificano l’adozione del relativo provvedimento. In tale ambito è stato specificato che il procedimento di annullamento, attivabile d’ufficio ovvero su richiesta dell’interessato, può essere avviato solo dopo che il sistema ha generato un Documento in formato .pdf.
Il procedimento di annullamento prevede che, a conclusione dello stesso, il sistema Durc On Line notifichi con PEC, tramite il canale INPSCOMUNICA, l’avvenuto annullamento del Documento a tutti i soggetti che hanno effettuato l’interrogazione sul portale Inps.
Al fine di consentire il monitoraggio dello stato delle notifiche e l’eventuale ritrasmissione delle PEC per le quali non risulti correttamente ricevuta la notifica tramite consegna al destinatario nella sezione "Annullamenti" è stata inserita la nuova funzione "Gestione Notifiche".

Evidenza crediti in gestione presso gli Agenti della Riscossione in definizione agevolata
Al fine di consentire una più puntuale visualizzazione dei dati nella "sezione ruoli" delle cartelle di pagamento/avvisi di addebito nei quali sono comprese partite in definizione agevolata si è provveduto a fornire una diversa esposizione dei dati stessi. Permane la consueta segnalazione con evidenza in "verde" delle partite a debito comprese nella definizione agevolata che sono segnalate solo a scopo informativo per consentire all’operatore di visualizzare lo stato delle cartelle di pagamento e degli avvisi di addebito.
Le ulteriori cartelle di pagamento e gli ulteriori avvisi di addebito per i quali non tutte le partite a debito sono comprese nella definizione agevolata e che pertanto concorrono alla determinazione dell’importo dell’irregolarità sono esposti senza alcuna diversa colorazione. In tal caso la visualizzazione evidenzia nel campo del debito "residuo" un valore maggiore di quello riportato nel corrispondente campo "definizione agevolata".
La differenza tra i due valori costituisce l’importo dell’irregolarità che viene considerato ai fini della proposta dell’invito a regolarizzare.

Modello 730/2021: novità e scadenze

L’Agenzia delle entrate con il provvedimento 15 gennaio 2021, n. 13104 ha approvato i modelli 730, 730-1,730-2 per il sostituto d’imposta, 730-2 per il CAF e per il professionista abilitato, 730-3, 730-4, 730-4 integrativo, con le relative istruzioni, nonché la bolla per la consegna del modello 730-1, concernenti la dichiarazione semplificata agli effetti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, da presentare nell’anno 2021 da parte dei soggetti che si avvalgono dell’assistenza fiscale.

Possono presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 i lavoratori dipendenti e i pensionati.

730 precompilato

A partire dal 30 aprile, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il modello 730 precompilato sul sito internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it..
Il 730 precompilato deve essere presentato entro il 30 settembre direttamente all’Agenzia delle entrate o al Caf o al professionista o al sostituto d’imposta.
I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.
Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello REDDITI).
Il contribuente per cui l’Agenzia delle entrate ha predisposto il modello 730 precompilato, ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), non può utilizzare il modello 730 precompilato, ma deve presentare la dichiarazione utilizzando il modello REDDITI ordinario o modificando il modello REDDITI precompilato.

730 ordinario

Il contribuente per cui l’Agenzia delle entrate non ha predisposto il modello 730 precompilato (ad esempio perché non è in possesso di alcun dato da riportare nella dichiarazione dei redditi) deve presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie utilizzando il modello 730, ove possibile, oppure il modello REDDITI, sempre che non rientri nei casi di esonero descritti nei successivi paragrafi.
Il mod. 730 ordinario può essere presentato al sostituto d’impostache presta l’assistenza fiscale, al Caf o al professionista abilitato. I lavoratori dipendenti privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio devono presentare il mod. 730 a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato.
Il 730 ordinario si presenta entro il 30 settembre al Caf o al professionista abilitato o al sostituto d’imposta.
Nel caso di presentazione al sostituto d’imposta il contribuente deve consegnare il modello 730 ordinario già compilato.
Nel caso di presentazione al Caf o al professionista abilitato possono essere richiesti al momento della presentazione della dichiarazione i dati relativi alla residenza anagrafica del dichiarante e il controllo formale è effettuato nei confronti del Caf o del professionista.

Le principali novità contenute nel modello

– Riduzione della pressione fiscale del lavoratore dipendente
Dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 è riconosciuto un credito di 600 euro, denominato “trattamento integrativo”, ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, la cui imposta sia di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro dipendente e il cui reddito complessivo sia non superiore a 28.000 euro. Dal 1° gennaio 2021 l’importo del trattamento integrativo sarà pari a 1.200 euro.
Dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 è riconosciuta “un’ulteriore detrazione” ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati di importo superiore a 28.000 euro, la cui imposta sia di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. L’importo dell’ulteriore detrazione è di 600 euro per i possessori di reddito complessivo pari a 28.001, in caso di superamento del predetto limite, l’importo dell’ulteriore detrazione diminuisce fino a diventare pari a 480 euro per i possessori di reddito complessivo pari a 35.001. Per i possessori di reddito complessivo superiore a 35.001, l’importo dell’ulteriore detrazione decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 40.000 euro.
Dal 1° luglio 2020 non è più possibile fruire del bonus Irpef.

– Detrazione per ristrutturazione “Superbonus”
Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 spetta una detrazione nella misura del 110% delle stesse, a fronte di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica, nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici (cd. superbonus), effettuati su unità immobiliari residenziali.

– Detrazione per “Bonus facciate”
Dal 1° gennaio 2020 è stata prevista una detrazione del 90 per cento per le spese riguardanti gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti.

– Campione d’Italia
Dal 1° gennaio 2020 è prevista la riduzione del 50% dell’imposta netta determinata ai sensi dell’articolo 188-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

– Nuova casella “Codice Stato estero”.
I contribuenti che si avvalgono in dichiarazione dell’agevolazione prevista per gli impatriati e per i docenti e ricercatori che vengono a svolgere la loro attività in Italia, sono tenuti a indicare il codice dello Stato in cui erano residenti prima di trasferirsi in Italia.

– Credito d’imposta per monopattini elettrici e servizi di mobilità elettrica
Per i soggetti che rottamano almeno due autovetture è riconosciuto un credito d’imposta di importo massimo di 750 euro per le spese sostenute dal 1° agosto 2020 al 31 dicembre 2020 per l’acquisto di monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile.

– Due per mille alle associazioni culturali
Quest’anno è possibile destinare nuovamente il due per mille a favore delle associazioni culturali iscritte in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Per consentire al contribuente l’effettuazione della scelta è stato inserito un apposito riquadro nel modello 730-1.

– Riduzione in base al reddito di alcune detrazioni d’imposta
Da quest’anno l’ammontare di alcune delle detrazioni di cui alla sezione I del quadro E si riduce all’aumentare del reddito fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 240.000 euro.

– Credito d’imposta “Bonus vacanze”:
Se il credito d’imposta Vacanze è stato fruito entro il 31 dicembre 2020, è possibile fruire del relativo importo della detrazione pari al 20 % dell’importo sostenuto.

L’Agenzia delle entrate con il provvedimento 15 gennaio 2021, n. 13104 ha approvato i modelli 730, 730-1,730-2 per il sostituto d’imposta, 730-2 per il CAF e per il professionista abilitato, 730-3, 730-4, 730-4 integrativo, con le relative istruzioni, nonché la bolla per la consegna del modello 730-1, concernenti la dichiarazione semplificata agli effetti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, da presentare nell’anno 2021 da parte dei soggetti che si avvalgono dell’assistenza fiscale.

Possono presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 i lavoratori dipendenti e i pensionati.

730 precompilato

A partire dal 30 aprile, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il modello 730 precompilato sul sito internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it..
Il 730 precompilato deve essere presentato entro il 30 settembre direttamente all’Agenzia delle entrate o al Caf o al professionista o al sostituto d’imposta.
I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.
Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello REDDITI).
Il contribuente per cui l’Agenzia delle entrate ha predisposto il modello 730 precompilato, ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), non può utilizzare il modello 730 precompilato, ma deve presentare la dichiarazione utilizzando il modello REDDITI ordinario o modificando il modello REDDITI precompilato.

730 ordinario

Il contribuente per cui l’Agenzia delle entrate non ha predisposto il modello 730 precompilato (ad esempio perché non è in possesso di alcun dato da riportare nella dichiarazione dei redditi) deve presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie utilizzando il modello 730, ove possibile, oppure il modello REDDITI, sempre che non rientri nei casi di esonero descritti nei successivi paragrafi.
Il mod. 730 ordinario può essere presentato al sostituto d’impostache presta l’assistenza fiscale, al Caf o al professionista abilitato. I lavoratori dipendenti privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio devono presentare il mod. 730 a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato.
Il 730 ordinario si presenta entro il 30 settembre al Caf o al professionista abilitato o al sostituto d’imposta.
Nel caso di presentazione al sostituto d’imposta il contribuente deve consegnare il modello 730 ordinario già compilato.
Nel caso di presentazione al Caf o al professionista abilitato possono essere richiesti al momento della presentazione della dichiarazione i dati relativi alla residenza anagrafica del dichiarante e il controllo formale è effettuato nei confronti del Caf o del professionista.

Le principali novità contenute nel modello

- Riduzione della pressione fiscale del lavoratore dipendente
Dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 è riconosciuto un credito di 600 euro, denominato "trattamento integrativo", ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, la cui imposta sia di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro dipendente e il cui reddito complessivo sia non superiore a 28.000 euro. Dal 1° gennaio 2021 l’importo del trattamento integrativo sarà pari a 1.200 euro.
Dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 è riconosciuta "un’ulteriore detrazione" ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati di importo superiore a 28.000 euro, la cui imposta sia di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. L’importo dell’ulteriore detrazione è di 600 euro per i possessori di reddito complessivo pari a 28.001, in caso di superamento del predetto limite, l’importo dell’ulteriore detrazione diminuisce fino a diventare pari a 480 euro per i possessori di reddito complessivo pari a 35.001. Per i possessori di reddito complessivo superiore a 35.001, l’importo dell’ulteriore detrazione decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 40.000 euro.
Dal 1° luglio 2020 non è più possibile fruire del bonus Irpef.

- Detrazione per ristrutturazione "Superbonus"
Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 spetta una detrazione nella misura del 110% delle stesse, a fronte di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica, nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici (cd. superbonus), effettuati su unità immobiliari residenziali.

- Detrazione per "Bonus facciate"
Dal 1° gennaio 2020 è stata prevista una detrazione del 90 per cento per le spese riguardanti gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti.

- Campione d’Italia
Dal 1° gennaio 2020 è prevista la riduzione del 50% dell’imposta netta determinata ai sensi dell’articolo 188-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

- Nuova casella "Codice Stato estero".
I contribuenti che si avvalgono in dichiarazione dell’agevolazione prevista per gli impatriati e per i docenti e ricercatori che vengono a svolgere la loro attività in Italia, sono tenuti a indicare il codice dello Stato in cui erano residenti prima di trasferirsi in Italia.

- Credito d’imposta per monopattini elettrici e servizi di mobilità elettrica
Per i soggetti che rottamano almeno due autovetture è riconosciuto un credito d’imposta di importo massimo di 750 euro per le spese sostenute dal 1° agosto 2020 al 31 dicembre 2020 per l’acquisto di monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile.

- Due per mille alle associazioni culturali
Quest’anno è possibile destinare nuovamente il due per mille a favore delle associazioni culturali iscritte in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Per consentire al contribuente l’effettuazione della scelta è stato inserito un apposito riquadro nel modello 730-1.

- Riduzione in base al reddito di alcune detrazioni d’imposta
Da quest’anno l’ammontare di alcune delle detrazioni di cui alla sezione I del quadro E si riduce all’aumentare del reddito fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 240.000 euro.

- Credito d’imposta "Bonus vacanze":
Se il credito d’imposta Vacanze è stato fruito entro il 31 dicembre 2020, è possibile fruire del relativo importo della detrazione pari al 20 % dell’importo sostenuto.

CCNL MATERIALI DA COSTRUZIONE: Accordo integrativo del 12/1/2021

Firmato il 12/1/2021, tra CONFAPI-ANIEM e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, il verbale integrativo dell’accordo del 10/11/2020 dei materiali da costruzione

Come noto, a seguito del rinnovo del CCNL unico per i materiali da costruzioni del 10/11/2020, sono stati unificati i CCNL dei settori Lapidei, Cemento e Laterizi Confapi-Aniem.
Con la firma del Verbale di accordo integrativo del 12/1/2021, le Parti hanno convenuto alcuni chiarimenti a verbale, di seguito elencati, che saranno integrati nel testo contrattuale rinnovato il 10/11/2020 nell’ambito della stesura definitiva.

Apprendistato Professionalizzante – Parte comune
Con riferimento all’inquadramento e al relativo trattamento economico per il settore laterizi, le Parti precisano che per la categoria E, la retribuzione si riferirà alla categoria F.
Inoltre, convengono che la nuova normativa prevista nell’accordo di rinnovo del 10/11/2020 si applica alle assunzioni avvenute successivamente alla data di stipula del suddetto accordo.

Lavoro a tempo determinato – Parte comune
In caso di malattia e infortunio non sul lavoro, la conservazione del posto per i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato è limitata a tutta la durata del periodo di malattia sino alla programmata scadenza del termine; lo stato morboso, infatti, non comporta una proroga dello stesso. L’integrazione economica a carico dell’Azienda cessa con l’esaurimento del periodo di conservazione del posto ai sensi del comma precedente ovvero con il cessare dell’indennità economica da parte dell’INPS

Lavoro straordinario
Le sottoindicate percentuali di maggiorazione saranno applicate sulla retribuzione oraria ottenuta dividendo la retribuzione mensile del lavoratore – intesa come paga base minimo tabellare, eventuale superminimo, ex indennità di contingenza, eventuali aumenti periodici di anzianità.
Con riferimento alle percentuali di maggiorazione, le parti convengono che restano invariate le vigenti percentuali, fermo restando che è attribuito alla Commissione bilaterale dei materiali da costruzione il compito di uniformare la disciplina del lavoro straordinario, festivo e notturno, ivi inclusa l’unificazione delle percentuali di maggiorazione, con vigenza dal prossimo rinnovo.

LAPIDEI

 

lavoro straordinario 30%
lavoro straordinario effettuato nel 6° giorno 40%
lavoro festivo, lavoro straordinario festivo 50%
lavoro notturno in turni avvicendati 25%
lavoro notturno non compreso in turni avvicendati 50%
lavoro straordinario notturno 50%
lavoro festivo con riposo compensativo 12%

LATERIZI OPERAI

 

lavoro straordinario (oltre le 48 ore settimanali) 30%
lavoro notturno in turni avvicendati 20%
lavoro diurno in turni avvicendati (per il settore laterizi 4%
lavoro notturno non in turni 35%
lavoro notturno straordinario (oltre le 48 ore settimanali) 50%
lavoro festivo ordinario 45%
lavoro festivo straordinario (oltre le 48 ore settimanali) 50%
lavoro festivo notturno non in turni 50%
lavoro festivo notturno straordinario (oltre le 48 ore settimanali) 60%
lavoro notturno per gli addetti al lavoro notturno (guardiani notturni) 6%
lavoro straordinario (fino a 48 ore settimanali) 27%
lavoro straordinario festivo (fino a 48 ore settimanali) 47%
lavoro straordinario notturno (fino a 48 ore settimanali) 37%
lavoro straordinario festivo notturno (fino a 48 ore settimanali) 57%
lavoro domenicale con riposo compensativo 23%

Nell’industria dei laterizi, per le categorie degli infornatori e sfornatori, carriolanti ai forni e per gli addetti alla lavorazione dei mattoni a mano, previo accordo con la R.S.U., le aziende hanno la facoltà di determinare, agli effetti della maggiorazione, l’inizio ed il termine dell’orario notturno, anticipandolo, al massimo, alle ore 20 e fino alle ore 4.

LATERIZI IMPIEGATI

È considerato lavoro notturno quello effettuato dalle ore 21 alle 6.

Le percentuali di maggiorazione per lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo sono le seguenti:

Lavoro straordinario 30%
Lavoro notturno in turni avvicendati 20%
Lavoro diurno in turni avvicendati 4%
Lavoro notturno non in turni 35%
Lavoro notturno straordinario 50%
Lavoro festivo 50%
Lavoro festivo straordinario 55%
Lavoro festivo notturno non a turni 67%
Lavoro festivo notturno straordinario 75%
Lavoro supplementare 27%
Lavoro supplementare festivo 52%
Lavoro supplementare notturno 47%
Lavoro supplementare festivo notturno 72%
Lavoro domenicale con riposo compensativo 23%

CEMENTO

Straordinari (limiti e maggiorazioni)

Maggiorazioni

Operai

Intermedi

Impiegati

– straordinario feriale diurno 23% 30% 30%
– lavoro notturno non compreso in turni avvicendati 30% 50% 55%
– lavoro notturno a carattere continuativo non compreso in turni avvicendati 25%
– straordinario notturno 40% 60% 75%
– lavoro festivo 40% 50% 55%
– straordinario festivo 50% 60% 75%
– straordinario festivo notturno 50% 70% 100%
– lavoro festivo notturno 40% 60% 75%
Maggiorazioni per turni:

– 42% (dall’1/1/2018) lavoro notturno;

– 5% lavoro diurno (sia nel caso di 3 turni sia nel caso di 2 turni)

– 40% lavoro diurno domenicale (da 1.7.2018)

Riduzione orario di lavoro unificato
Con riferimento all’utilizzo della riduzione dell’orario di lavoro, le parti convengono sulle tabelle sotto riportate e stabiliscono che la nuova disciplina avrà decorrenza dall’1/1/2021

CEMENTO

LAPIDEI

LATERIZI

60 per tutti i lavoratori 64 ore 64 ore
64 per i lavoratori e su due turni 72 per lavoratori su 3 turni avvicendati per 5 o 6 gg
80 per i lavoratori su tre turni 76 per lavoratori due 3 turni avvicendati per 7 gg 80 per i lavoratori turnisti su tre turni avvicendati
godimento di permessi individuali retribuiti a gruppi di 8 ore. riduzione giornaliera pari a 10 minuti, che potrà essere elevata a 15, da collocarsi, di norma, all’inizio o alla fine del turno
 riduzione settimanale pari a 60 minuti, collocata, di norma, al termine della settimana
 gruppi di ore individuali e/o collettivi

Firmato il 12/1/2021, tra CONFAPI-ANIEM e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, il verbale integrativo dell’accordo del 10/11/2020 dei materiali da costruzione

Come noto, a seguito del rinnovo del CCNL unico per i materiali da costruzioni del 10/11/2020, sono stati unificati i CCNL dei settori Lapidei, Cemento e Laterizi Confapi-Aniem.
Con la firma del Verbale di accordo integrativo del 12/1/2021, le Parti hanno convenuto alcuni chiarimenti a verbale, di seguito elencati, che saranno integrati nel testo contrattuale rinnovato il 10/11/2020 nell'ambito della stesura definitiva.

Apprendistato Professionalizzante - Parte comune
Con riferimento all'inquadramento e al relativo trattamento economico per il settore laterizi, le Parti precisano che per la categoria E, la retribuzione si riferirà alla categoria F.
Inoltre, convengono che la nuova normativa prevista nell'accordo di rinnovo del 10/11/2020 si applica alle assunzioni avvenute successivamente alla data di stipula del suddetto accordo.

Lavoro a tempo determinato - Parte comune
In caso di malattia e infortunio non sul lavoro, la conservazione del posto per i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato è limitata a tutta la durata del periodo di malattia sino alla programmata scadenza del termine; lo stato morboso, infatti, non comporta una proroga dello stesso. L'integrazione economica a carico dell'Azienda cessa con l'esaurimento del periodo di conservazione del posto ai sensi del comma precedente ovvero con il cessare dell'indennità economica da parte dell'INPS

Lavoro straordinario
Le sottoindicate percentuali di maggiorazione saranno applicate sulla retribuzione oraria ottenuta dividendo la retribuzione mensile del lavoratore - intesa come paga base minimo tabellare, eventuale superminimo, ex indennità di contingenza, eventuali aumenti periodici di anzianità.
Con riferimento alle percentuali di maggiorazione, le parti convengono che restano invariate le vigenti percentuali, fermo restando che è attribuito alla Commissione bilaterale dei materiali da costruzione il compito di uniformare la disciplina del lavoro straordinario, festivo e notturno, ivi inclusa l'unificazione delle percentuali di maggiorazione, con vigenza dal prossimo rinnovo.

LAPIDEI

 

lavoro straordinario 30%
lavoro straordinario effettuato nel 6° giorno 40%
lavoro festivo, lavoro straordinario festivo 50%
lavoro notturno in turni avvicendati 25%
lavoro notturno non compreso in turni avvicendati 50%
lavoro straordinario notturno 50%
lavoro festivo con riposo compensativo 12%

LATERIZI OPERAI

 

lavoro straordinario (oltre le 48 ore settimanali) 30%
lavoro notturno in turni avvicendati 20%
lavoro diurno in turni avvicendati (per il settore laterizi 4%
lavoro notturno non in turni 35%
lavoro notturno straordinario (oltre le 48 ore settimanali) 50%
lavoro festivo ordinario 45%
lavoro festivo straordinario (oltre le 48 ore settimanali) 50%
lavoro festivo notturno non in turni 50%
lavoro festivo notturno straordinario (oltre le 48 ore settimanali) 60%
lavoro notturno per gli addetti al lavoro notturno (guardiani notturni) 6%
lavoro straordinario (fino a 48 ore settimanali) 27%
lavoro straordinario festivo (fino a 48 ore settimanali) 47%
lavoro straordinario notturno (fino a 48 ore settimanali) 37%
lavoro straordinario festivo notturno (fino a 48 ore settimanali) 57%
lavoro domenicale con riposo compensativo 23%

Nell'industria dei laterizi, per le categorie degli infornatori e sfornatori, carriolanti ai forni e per gli addetti alla lavorazione dei mattoni a mano, previo accordo con la R.S.U., le aziende hanno la facoltà di determinare, agli effetti della maggiorazione, l'inizio ed il termine dell'orario notturno, anticipandolo, al massimo, alle ore 20 e fino alle ore 4.

LATERIZI IMPIEGATI

È considerato lavoro notturno quello effettuato dalle ore 21 alle 6.

Le percentuali di maggiorazione per lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo sono le seguenti:

Lavoro straordinario 30%
Lavoro notturno in turni avvicendati 20%
Lavoro diurno in turni avvicendati 4%
Lavoro notturno non in turni 35%
Lavoro notturno straordinario 50%
Lavoro festivo 50%
Lavoro festivo straordinario 55%
Lavoro festivo notturno non a turni 67%
Lavoro festivo notturno straordinario 75%
Lavoro supplementare 27%
Lavoro supplementare festivo 52%
Lavoro supplementare notturno 47%
Lavoro supplementare festivo notturno 72%
Lavoro domenicale con riposo compensativo 23%

CEMENTO

Straordinari (limiti e maggiorazioni)

Maggiorazioni

Operai

Intermedi

Impiegati

- straordinario feriale diurno 23% 30% 30%
- lavoro notturno non compreso in turni avvicendati 30% 50% 55%
- lavoro notturno a carattere continuativo non compreso in turni avvicendati 25% - -
- straordinario notturno 40% 60% 75%
- lavoro festivo 40% 50% 55%
- straordinario festivo 50% 60% 75%
- straordinario festivo notturno 50% 70% 100%
- lavoro festivo notturno 40% 60% 75%
Maggiorazioni per turni:

- 42% (dall’1/1/2018) lavoro notturno;

- 5% lavoro diurno (sia nel caso di 3 turni sia nel caso di 2 turni)

- 40% lavoro diurno domenicale (da 1.7.2018)


Riduzione orario di lavoro unificato
Con riferimento all'utilizzo della riduzione dell'orario di lavoro, le parti convengono sulle tabelle sotto riportate e stabiliscono che la nuova disciplina avrà decorrenza dall’1/1/2021

CEMENTO

LAPIDEI

LATERIZI

60 per tutti i lavoratori 64 ore 64 ore
64 per i lavoratori e su due turni 72 per lavoratori su 3 turni avvicendati per 5 o 6 gg
80 per i lavoratori su tre turni 76 per lavoratori due 3 turni avvicendati per 7 gg 80 per i lavoratori turnisti su tre turni avvicendati
godimento di permessi individuali retribuiti a gruppi di 8 ore. riduzione giornaliera pari a 10 minuti, che potrà essere elevata a 15, da collocarsi, di norma, all'inizio o alla fine del turno
 riduzione settimanale pari a 60 minuti, collocata, di norma, al termine della settimana
 gruppi di ore individuali e/o collettivi

Reinserimento lavorativo delle persone con disabilità: domande dal 27 aprile al 27 maggio 2021

La procedura informatica per l’invio delle domande per il finanziamento di progetti di formazione e informazione per il reinserimento lavorativo delle persone con disabilità, è aperta dal 27 aprile al 27 maggio 2021.

Tale finanziamenti sono finalizzati a: diffondere tra i datori di lavoro e i lavoratori una cultura condivisa circa le tutele che l’ordinamento prevede per garantire la parità dei diritti dei lavoratori disabili; diffondere la conoscenza delle misure di sostegno garantite dall’Inail per la realizzazione degli interventi necessari al reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro.
Destinatari dei progetti in argomento sono i lavoratori e i datori di lavoro.
I progetti possono essere presentati dai seguenti soggetti proponenti: associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, a esclusione delle associazioni e delle federazioni ad esse aderenti; patronati; enti bilaterali; associazioni senza fini di lucro che hanno per oggetto la tutela del lavoro, l’assistenza e la promozione delle attività imprenditoriali, la progettazione e l’erogazione di percorsi formativi e di alternanza, la tutela della disabilità.
Le domande di finanziamento possono essere presentate esclusivamente da uno dei soggetti proponenti e devono essere compilate e inoltrate esclusivamente in via telematica mediante l’accesso all’apposito servizio online disponibile sul portale.
Prerequisito necessario per accedere alla procedura di compilazione della domanda è che il legale rappresentante del soggetto proponente o suo delegato sia in possesso delle credenziali Spid, Cie o Cns.

La procedura informatica per l’invio delle domande per il finanziamento di progetti di formazione e informazione per il reinserimento lavorativo delle persone con disabilità, è aperta dal 27 aprile al 27 maggio 2021.

Tale finanziamenti sono finalizzati a: diffondere tra i datori di lavoro e i lavoratori una cultura condivisa circa le tutele che l’ordinamento prevede per garantire la parità dei diritti dei lavoratori disabili; diffondere la conoscenza delle misure di sostegno garantite dall’Inail per la realizzazione degli interventi necessari al reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro.
Destinatari dei progetti in argomento sono i lavoratori e i datori di lavoro.
I progetti possono essere presentati dai seguenti soggetti proponenti: associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, a esclusione delle associazioni e delle federazioni ad esse aderenti; patronati; enti bilaterali; associazioni senza fini di lucro che hanno per oggetto la tutela del lavoro, l’assistenza e la promozione delle attività imprenditoriali, la progettazione e l’erogazione di percorsi formativi e di alternanza, la tutela della disabilità.
Le domande di finanziamento possono essere presentate esclusivamente da uno dei soggetti proponenti e devono essere compilate e inoltrate esclusivamente in via telematica mediante l’accesso all’apposito servizio online disponibile sul portale.
Prerequisito necessario per accedere alla procedura di compilazione della domanda è che il legale rappresentante del soggetto proponente o suo delegato sia in possesso delle credenziali Spid, Cie o Cns.

Assografici: Nota informativa sull’Ipotesi di Accordo

Pubblicata, da Assografici, una Nota Informativa che approfindisce l’Ipotesi di Accordo sottoscritta gli scorsi giorni

Con una Nota Informativa, Assografici approfindisce l’Ipotesi di Accordo sottoscritta il 19/1/2021 che le Organizzazioni Sindacali porteranno in approvazione delle Assemblee dei lavoratori.
Il nuovo contratto prevede una decorrenza dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2022.

PARTE ECONOMICA
I conteggi IPCA portavano ad un incremento del TEM (trattamento economico minimo) di 85 euro per il livello B3. Ebbene si è chiuso, dopo 5 anni e portando a casa una parte normativa di peso strutturale e che migliora la competitività di settore, a 80 euro con decorrenze e franche che tengono conto sicuramente delle persistenti difficoltà del settore, come da mandato. Il primo aumento di 25 euro decorre infatti da maggio 2021 (5 mesi dal rinnovo), il secondo (25 euro) a gennaio 2022, mentre l’ultima franche di aumento (di ben 30 euro) decorre solo da ottobre 2022.
Per gli editori il nuovo livello baricentrico, ai fini dell’applicazione dell’aumento di 80 euro, è in A.
E prevista una una tantum di 300 euro, che sconta in minima parte la perdita di montante per i lavoratori nei 5 anni passati ed è divisa in due tronche. La prima franche di una tantum (200 euro) da giugno 2021. La seconda (100 euro) con la retribuzione del mese di giugno 2022.

FONDO SALUTE SEMPRE
Per gli anni 2021 e 2022 saranno iscritti automaticamente al Fondo tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato disciplinati dal presente CCNL che non beneficino delle forme di assistenza sanitaria integrativa e il contributo di 1 20 euro sarà integralmente a carico dell’azienda.

BYBLOS
E’ previsto un aumento della contribuzione a carico azienda per i lavoratori aderenti che non hanno l’ERC (elemento di raccordo contrattuale relativo alla vecchia tredicesima) con le decorrenze sotto indicate: 0,3 nel 2021 che passerà a 0,4 nel 2022 e, infine, a 0,5 da gennaio 2023. Si tratta del personale più giovane che certamente sconterà in futuro la maggiore penalizzazione sui trattamenti pensionistici e per il quale una forma di previdenza aggiuntiva più solida ha sicuramente un valore aggiunto, sul quale le nostre aziende hanno sempre avuto una forte sensibilità.

SALDATURA TURNI
Nel nostro settore il terzo turno è di 36 ore, per prolungare il turno nel vecchio contratto era necessario concordarlo con la RSU. La modifica di questa norma è da sempre ritenuta di grande rilevanza da parte del nostro settore e il sindacato aveva sempre rifiutato di procedere a modifiche salvo rivedere le maggiorazioni. Col nuovo contratto si è finalmente riusciti a modificare il passaggio sindacale: per saldare il turno non è più necessario concordarlo con il sindacato, ma è sufficiente un confronto preventivo con la RSU.Nessun cambiamento sulle maggiorazioni.

TREDICESIMA MENSILITÀ/GRATIFICA NATALIZIA
Il vecchio contratto fino al 2011 prevedeva per tutti i dipendenti una tredicesima di 200 ore per gli operai (quindi superiore di 27 ore rispetto alla mensilità ordinaria di 173), stessa cosa per gli impiegati dove la tredicesima era di 30/26simi (a fronte della mensilità di 26/26simi). Dal 2011, in funzione dell’andamento fortemente negativo del settore, una prima modifica del contratto prevedeva per il neoassunto 173 ore o 26/26 di tredicesima salvo maturare le 200 ore 30/26simi dopo il decorso di 5 anni. Nel 2016 si sarebbe quindi dovuto cominciare a riconoscere le 200 ore agli assunti nel 2011 e così via. Come Assografici Aie ed Anes, siccome nel 2016 stavamo già negoziando il rinnovo del nuovo contratto, avevamo dato indicazione alle aziende di mantenere i nuovi assunti a 173 ore unilateralmente, anche dopo 5 anni, e così si è proseguito sino ad oggi almeno nelle aziende che hanno seguito le nostre direttive.
Con il nuovo contratto si è stabilita una nuova disciplina che risolve definitivamente il problema della tredicesima. A decorrere dal gennaio 2021 l’importo della gratifica natalizia sarà di 173 ore ovvero di 26/26simi per tutti i dipendenti, operai e impiegati, indipendentemente dalla loro anzianità aziendale.
Si prevede una disciplina di raccordo contrattuale che prevede un congelamento solo per i lavoratori che a dicembre 2020 avevano una tredicesima maggiorata, e con le seguenti modalità:
– per gli operai che a dicembre 2020 avevano una gratifica natalizia di 200 ore viene atto un conteggio nello stesso mese calcolando l’importo di 27 ore. Tale importo, denominato ERC (Elemento di Raccordo Contrattuale), viene congelato in cifra fissa non rivalutabile e non assorbibile, è omnicomprensivo e pertanto non avrà alcuna incidenza su alcun istituto contrattuale o di legge, e dall’anno 2021 maturerà progressivamente per mese/frazione di mese e verrà corrisposto (con voce ERC a cedolino paga) ai lavoratori di cui sopra nel mese di dicembre contestualmente alla gratifica natalizia di 173 ore.
– allo stesso modo per gli impiegati che a dicembre 2020 avevano una tredicesima di 30/26 viene fatto un conteggio nello stesso mese calcolando la misura di 4/26. Tale importo, denominato ERC (Elemento di Raccordo Contrattuale), viene congelato in cifra fissa non rivalutabile e non assorbibile, è omnicomprensivo, e pertanto non avrà alcuna incidenza su alcun istituto contrattuale o di legge, e dall’anno 2021 maturerà progressivamente per mese/frazione di mese e verrà corrisposto (con voce ERC a cedolino paga) ai lavoratori di cui sopra nel mese di dicembre contestualmente alla tredicesima di 26/26.
La nuova disciplina, uguale per tutti, che prevede per tutti i dipendenti una tredicesima di 173 ore o di 26/26simi, dà in prospettiva costi strutturali più bassi e maggiore appetibilità al settore, cancellando qualsiasi maturazione di importi aggiuntivi.

RIFORMA DELLA CLASSIFICAZIONE PROFESSIONALE UNICA PER LE AZIENDE DEL SETTORE EDITORIALE
Anche questo punto faceva parte di un’esigenza segnalata dal settore da molti anni ma che non aveva mai trovato sino ad oggi concreto riscontro nel CCNL.

MERCATO DEL LAVORO
Altri importanti contenuti del rinnovo sono la nuova disciplina del contratto a termine con contenuti fortemente migliorativi rispetto alla legge, della somministrazione, dell’apprendistato, la riduzione delle percentuali di maggiorazione della flessibilità tempestiva, oltre alle nuove regole sulle relazioni industriali e sulle procedure di raffreddamento dei conflitti.

TAVOLI DI LAVORO
A fronte del rinnovo del CCNL le parti stipulanti hanno concordato infine sul fatto che sia necessario aprire diversi tavoli anche nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale in materia di:
– Verifica dello stato del settore e degli obiettivi strategici/azioni congiunte di Lobby anche in relazione alle risorse che saranno rese disponibili dall’UE;
– Verificare l’ipotesi di ampliamento della sfera di applicazione del CCNL anche in un’ottica

di filiera del settore, in particolare nei confronti delle aziende di comunicazione che lavorano sui diversi supporti e relativi profili professionali tenuto conto dell’accelerazione della transizione al digitale;
– Enti Bilaterali: contenuti e governance;
– Smart working e formazione professionale;
– Ciclo continuo.
In sede di stesura del testo contrattuale verrà inserita una norma ad hoc per assicurare alle aziende la possibilità di smaltire al meglio ferie e permessi.

Pubblicata, da Assografici, una Nota Informativa che approfindisce l’Ipotesi di Accordo sottoscritta gli scorsi giorni

Con una Nota Informativa, Assografici approfindisce l’Ipotesi di Accordo sottoscritta il 19/1/2021 che le Organizzazioni Sindacali porteranno in approvazione delle Assemblee dei lavoratori.
Il nuovo contratto prevede una decorrenza dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2022.

PARTE ECONOMICA
I conteggi IPCA portavano ad un incremento del TEM (trattamento economico minimo) di 85 euro per il livello B3. Ebbene si è chiuso, dopo 5 anni e portando a casa una parte normativa di peso strutturale e che migliora la competitività di settore, a 80 euro con decorrenze e franche che tengono conto sicuramente delle persistenti difficoltà del settore, come da mandato. Il primo aumento di 25 euro decorre infatti da maggio 2021 (5 mesi dal rinnovo), il secondo (25 euro) a gennaio 2022, mentre l'ultima franche di aumento (di ben 30 euro) decorre solo da ottobre 2022.
Per gli editori il nuovo livello baricentrico, ai fini dell'applicazione dell'aumento di 80 euro, è in A.
E prevista una una tantum di 300 euro, che sconta in minima parte la perdita di montante per i lavoratori nei 5 anni passati ed è divisa in due tronche. La prima franche di una tantum (200 euro) da giugno 2021. La seconda (100 euro) con la retribuzione del mese di giugno 2022.

FONDO SALUTE SEMPRE
Per gli anni 2021 e 2022 saranno iscritti automaticamente al Fondo tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato disciplinati dal presente CCNL che non beneficino delle forme di assistenza sanitaria integrativa e il contributo di 1 20 euro sarà integralmente a carico dell'azienda.

BYBLOS
E’ previsto un aumento della contribuzione a carico azienda per i lavoratori aderenti che non hanno l'ERC (elemento di raccordo contrattuale relativo alla vecchia tredicesima) con le decorrenze sotto indicate: 0,3 nel 2021 che passerà a 0,4 nel 2022 e, infine, a 0,5 da gennaio 2023. Si tratta del personale più giovane che certamente sconterà in futuro la maggiore penalizzazione sui trattamenti pensionistici e per il quale una forma di previdenza aggiuntiva più solida ha sicuramente un valore aggiunto, sul quale le nostre aziende hanno sempre avuto una forte sensibilità.

SALDATURA TURNI
Nel nostro settore il terzo turno è di 36 ore, per prolungare il turno nel vecchio contratto era necessario concordarlo con la RSU. La modifica di questa norma è da sempre ritenuta di grande rilevanza da parte del nostro settore e il sindacato aveva sempre rifiutato di procedere a modifiche salvo rivedere le maggiorazioni. Col nuovo contratto si è finalmente riusciti a modificare il passaggio sindacale: per saldare il turno non è più necessario concordarlo con il sindacato, ma è sufficiente un confronto preventivo con la RSU.Nessun cambiamento sulle maggiorazioni.

TREDICESIMA MENSILITÀ/GRATIFICA NATALIZIA
Il vecchio contratto fino al 2011 prevedeva per tutti i dipendenti una tredicesima di 200 ore per gli operai (quindi superiore di 27 ore rispetto alla mensilità ordinaria di 173), stessa cosa per gli impiegati dove la tredicesima era di 30/26simi (a fronte della mensilità di 26/26simi). Dal 2011, in funzione dell'andamento fortemente negativo del settore, una prima modifica del contratto prevedeva per il neoassunto 173 ore o 26/26 di tredicesima salvo maturare le 200 ore 30/26simi dopo il decorso di 5 anni. Nel 2016 si sarebbe quindi dovuto cominciare a riconoscere le 200 ore agli assunti nel 2011 e così via. Come Assografici Aie ed Anes, siccome nel 2016 stavamo già negoziando il rinnovo del nuovo contratto, avevamo dato indicazione alle aziende di mantenere i nuovi assunti a 173 ore unilateralmente, anche dopo 5 anni, e così si è proseguito sino ad oggi almeno nelle aziende che hanno seguito le nostre direttive.
Con il nuovo contratto si è stabilita una nuova disciplina che risolve definitivamente il problema della tredicesima. A decorrere dal gennaio 2021 l'importo della gratifica natalizia sarà di 173 ore ovvero di 26/26simi per tutti i dipendenti, operai e impiegati, indipendentemente dalla loro anzianità aziendale.
Si prevede una disciplina di raccordo contrattuale che prevede un congelamento solo per i lavoratori che a dicembre 2020 avevano una tredicesima maggiorata, e con le seguenti modalità:
- per gli operai che a dicembre 2020 avevano una gratifica natalizia di 200 ore viene atto un conteggio nello stesso mese calcolando l'importo di 27 ore. Tale importo, denominato ERC (Elemento di Raccordo Contrattuale), viene congelato in cifra fissa non rivalutabile e non assorbibile, è omnicomprensivo e pertanto non avrà alcuna incidenza su alcun istituto contrattuale o di legge, e dall'anno 2021 maturerà progressivamente per mese/frazione di mese e verrà corrisposto (con voce ERC a cedolino paga) ai lavoratori di cui sopra nel mese di dicembre contestualmente alla gratifica natalizia di 173 ore.
- allo stesso modo per gli impiegati che a dicembre 2020 avevano una tredicesima di 30/26 viene fatto un conteggio nello stesso mese calcolando la misura di 4/26. Tale importo, denominato ERC (Elemento di Raccordo Contrattuale), viene congelato in cifra fissa non rivalutabile e non assorbibile, è omnicomprensivo, e pertanto non avrà alcuna incidenza su alcun istituto contrattuale o di legge, e dall'anno 2021 maturerà progressivamente per mese/frazione di mese e verrà corrisposto (con voce ERC a cedolino paga) ai lavoratori di cui sopra nel mese di dicembre contestualmente alla tredicesima di 26/26.
La nuova disciplina, uguale per tutti, che prevede per tutti i dipendenti una tredicesima di 173 ore o di 26/26simi, dà in prospettiva costi strutturali più bassi e maggiore appetibilità al settore, cancellando qualsiasi maturazione di importi aggiuntivi.

RIFORMA DELLA CLASSIFICAZIONE PROFESSIONALE UNICA PER LE AZIENDE DEL SETTORE EDITORIALE
Anche questo punto faceva parte di un'esigenza segnalata dal settore da molti anni ma che non aveva mai trovato sino ad oggi concreto riscontro nel CCNL.

MERCATO DEL LAVORO
Altri importanti contenuti del rinnovo sono la nuova disciplina del contratto a termine con contenuti fortemente migliorativi rispetto alla legge, della somministrazione, dell'apprendistato, la riduzione delle percentuali di maggiorazione della flessibilità tempestiva, oltre alle nuove regole sulle relazioni industriali e sulle procedure di raffreddamento dei conflitti.

TAVOLI DI LAVORO
A fronte del rinnovo del CCNL le parti stipulanti hanno concordato infine sul fatto che sia necessario aprire diversi tavoli anche nell'ambito dell'Osservatorio Nazionale in materia di:
- Verifica dello stato del settore e degli obiettivi strategici/azioni congiunte di Lobby anche in relazione alle risorse che saranno rese disponibili dall'UE;
- Verificare l'ipotesi di ampliamento della sfera di applicazione del CCNL anche in un'ottica

di filiera del settore, in particolare nei confronti delle aziende di comunicazione che lavorano sui diversi supporti e relativi profili professionali tenuto conto dell'accelerazione della transizione al digitale;
- Enti Bilaterali: contenuti e governance;
- Smart working e formazione professionale;
- Ciclo continuo.
In sede di stesura del testo contrattuale verrà inserita una norma ad hoc per assicurare alle aziende la possibilità di smaltire al meglio ferie e permessi.

Nuovi codici tributo per versamento di ritenute su redditi di pensionati e lavoratori

Istituiti i codici tributo per il versamento, tramite i modelli F24 e F24 “enti pubblici” (F24 EP), delle ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi di lavoro dipendente e assimilati, operate dai sostituti d’imposta dopo il conguaglio di fine anno (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 28 gennaio 2021, n. 6)

In caso di incapienza delle retribuzioni a subire il prelievo delle imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno entro il 28 febbraio dell’anno successivo, il sostituito può dichiarare per iscritto al sostituto di volergli versare l’importo corrispondente alle ritenute ancora dovute, ovvero, di autorizzarlo a effettuare il prelievo sulle retribuzioni dei periodi di paga successivi al secondo dello stesso periodo di imposta.
Le imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno, per importi complessivamente superiori a 100 euro, relative a redditi di pensione, non superiori a 18.000 euro, sono prelevate, in un numero massimo di undici rate, senza applicazione di interessi, a partire dal mese successivo a quello in cui è effettuato il conguaglio e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre. In caso di cessazione del rapporto, il sostituto comunica al contribuente, o ai suoi eredi, gli importi residui da versare.
L’articolo 2 del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2020, n. 21 e successive modificazioni, rubricato “Ulteriore detrazione fiscale per redditi di lavoro dipendente e assimilati”, al comma 3 prevede che “I sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, riconoscono l’ulteriore detrazione di cui ai commi 1 e 2 ripartendola fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza della stessa. Qualora in tale sede l’ulteriore detrazione di cui ai commi 1 e 2 si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero dell’ulteriore detrazione non spettante è effettuato in otto rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.”.
Tanto premesso, al fine di tenere distinti i versamenti delle ritenute operate a decorrere dal 2021, ai sensi delle richiamate disposizioni, dopo le operazioni di conguaglio relative all’anno d’imposta precedente, sono istituiti i seguenti codici tributo e si forniscono le relative istruzioni di compilazione.

Modello F24

– “1066” denominato “Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno”;
– “4934” denominato “Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, maturate in Valle d’Aosta e versate fuori dalla regione stessa”;
– “4935” denominato “Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, versate nella regione Valle d’Aosta e maturate fuori dalla regione stessa”.
In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, indicando nei campi denominati

“Rateazione/regione/prov./mese rif.” e “Anno di riferimento”, rispettivamente, il mese per cui si effettua il pagamento della ritenuta e l’anno d’imposta cui si riferisce la ritenuta stessa, nei formati “00MM” e “AAAA”.

Modello F24 “enti pubblici” (F24 EP)

– “103E” denominato “Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno”;
– “193E” denominato “Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, maturate in Valle d’Aosta e versate fuori dalla regione stessa”;
– “194E” denominato “Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, versate nella regione Valle d’Aosta e maturate fuori dalla regione stessa”.
In sede di compilazione del modello F24 EP, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO”, indicando:
– nel campo “sezione”, il valore “F” (Erario);

– nel campo “codice tributo/causale”, il codice tributo;
– nel campo “riferimento A”, il mese per cui si effettua il pagamento della ritenuta, nel formato “00MM”;
– nel campo “riferimento B”, l’anno d’imposta cui si riferisce la ritenuta, nel formato “AAAA”.

Istituiti i codici tributo per il versamento, tramite i modelli F24 e F24 "enti pubblici" (F24 EP), delle ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi di lavoro dipendente e assimilati, operate dai sostituti d’imposta dopo il conguaglio di fine anno (AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 28 gennaio 2021, n. 6)

In caso di incapienza delle retribuzioni a subire il prelievo delle imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno entro il 28 febbraio dell'anno successivo, il sostituito può dichiarare per iscritto al sostituto di volergli versare l'importo corrispondente alle ritenute ancora dovute, ovvero, di autorizzarlo a effettuare il prelievo sulle retribuzioni dei periodi di paga successivi al secondo dello stesso periodo di imposta.
Le imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno, per importi complessivamente superiori a 100 euro, relative a redditi di pensione, non superiori a 18.000 euro, sono prelevate, in un numero massimo di undici rate, senza applicazione di interessi, a partire dal mese successivo a quello in cui è effettuato il conguaglio e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre. In caso di cessazione del rapporto, il sostituto comunica al contribuente, o ai suoi eredi, gli importi residui da versare.
L’articolo 2 del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2020, n. 21 e successive modificazioni, rubricato "Ulteriore detrazione fiscale per redditi di lavoro dipendente e assimilati", al comma 3 prevede che "I sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, riconoscono l'ulteriore detrazione di cui ai commi 1 e 2 ripartendola fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza della stessa. Qualora in tale sede l'ulteriore detrazione di cui ai commi 1 e 2 si riveli non spettante, i medesimi sostituti d'imposta provvedono al recupero del relativo importo. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero dell'ulteriore detrazione non spettante è effettuato in otto rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.".
Tanto premesso, al fine di tenere distinti i versamenti delle ritenute operate a decorrere dal 2021, ai sensi delle richiamate disposizioni, dopo le operazioni di conguaglio relative all’anno d’imposta precedente, sono istituiti i seguenti codici tributo e si forniscono le relative istruzioni di compilazione.

Modello F24

- "1066" denominato "Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno";
- "4934" denominato "Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, maturate in Valle d’Aosta e versate fuori dalla regione stessa";
- "4935" denominato "Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, versate nella regione Valle d’Aosta e maturate fuori dalla regione stessa".
In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione "Erario", esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "Importi a debito versati", indicando nei campi denominati

"Rateazione/regione/prov./mese rif." e "Anno di riferimento", rispettivamente, il mese per cui si effettua il pagamento della ritenuta e l’anno d’imposta cui si riferisce la ritenuta stessa, nei formati "00MM" e "AAAA".

Modello F24 "enti pubblici" (F24 EP)

- "103E" denominato "Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno";
- "193E" denominato "Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, maturate in Valle d’Aosta e versate fuori dalla regione stessa";
- "194E" denominato "Ritenute sui trattamenti pensionistici e redditi da lavoro dipendente e assimilati, operate dopo il relativo conguaglio di fine anno, versate nella regione Valle d’Aosta e maturate fuori dalla regione stessa".
In sede di compilazione del modello F24 EP, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione "DETTAGLIO VERSAMENTO", indicando:
- nel campo "sezione", il valore "F" (Erario);

- nel campo "codice tributo/causale", il codice tributo;
- nel campo "riferimento A", il mese per cui si effettua il pagamento della ritenuta, nel formato "00MM";
- nel campo "riferimento B", l’anno d’imposta cui si riferisce la ritenuta, nel formato "AAAA".

Edificio parzialmente visibile: ammesso il bonus facciate

In presenza di tutti i requisiti richiesti ai fini dell’agevolazione e fermo restando il rispetto di ogni altro adempimento previsto, il bonus facciate spetta per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulle facciate laterali dell’edificio anche se le stesse sono solo parzialmente visibili dalla strada (Agenzia delle Entrate – Risposta 28 gennaio 2021, n. 59)

L’Agenzia delle Entrate ha confermato la fruibilità del cd. Bonus facciate per lavori di ripristino dell’intonaco e dei frontalini dei poggioli di un immobile condominiale composto da cinque piani fuori terra, di cui, dalla strada pubblica, sono visibili tre lati (vale a dire il frontale e i due laterali), mentre non è visibile il piano terra delle due facciate laterali condominiali.

In merito al “bonus facciate” si ricorda che costituisce una detrazione dall’imposta lorda pari al 90 per cento delle spese documentate sostenute nell’anno 2020 (e nel 2021) per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B.

Sotto il profilo oggettivo, dunque, la detrazione spetta, tra l’altro, a condizione che gli edifici oggetto degli interventi siano ubicati in:
Zona A) – parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
Zona B) – parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 m3/m2″.

Inoltre, ai fini del bonus:
– gli interventi devono essere finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi;
– nell’ipotesi in cui i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli interventi devono soddisfare specifici requisiti di trasmittanza termica.

Con riferimento agli interventi realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, sui balconi, ornamenti e fregi, è stato precisato che sono ammessi al bonus facciate, gli interventi sull’involucro “esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno)” e, in particolare, gli interventi sugli elementi della facciata costituenti esclusivamente la “struttura opaca verticale “.
Restano esclusi dal beneficio gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.
Riguardo a quest’ultimo aspetto, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in presenza di tutti i requisiti richiesti e fermo restando il rispetto di ogni altro adempimento previsto, il bonus facciate può essere riconosciuto per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulle facciate laterali dell’edificio anche se le stesse (come nel caso esaminato), siano solo parzialmente visibili dalla strada (quattro piani su cinque). A tal fine, la valutazione in concreto di quali facciate siano visibili o in parte visibili dalla strada costituisce un accertamento di fatto che non può essere svolto in sede di interpello.

In presenza di tutti i requisiti richiesti ai fini dell'agevolazione e fermo restando il rispetto di ogni altro adempimento previsto, il bonus facciate spetta per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulle facciate laterali dell'edificio anche se le stesse sono solo parzialmente visibili dalla strada (Agenzia delle Entrate - Risposta 28 gennaio 2021, n. 59)

L’Agenzia delle Entrate ha confermato la fruibilità del cd. Bonus facciate per lavori di ripristino dell'intonaco e dei frontalini dei poggioli di un immobile condominiale composto da cinque piani fuori terra, di cui, dalla strada pubblica, sono visibili tre lati (vale a dire il frontale e i due laterali), mentre non è visibile il piano terra delle due facciate laterali condominiali.

In merito al "bonus facciate" si ricorda che costituisce una detrazione dall'imposta lorda pari al 90 per cento delle spese documentate sostenute nell'anno 2020 (e nel 2021) per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B.

Sotto il profilo oggettivo, dunque, la detrazione spetta, tra l'altro, a condizione che gli edifici oggetto degli interventi siano ubicati in:
Zona A) - parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
Zona B) - parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 m3/m2".

Inoltre, ai fini del bonus:
- gli interventi devono essere finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi;
- nell'ipotesi in cui i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio, gli interventi devono soddisfare specifici requisiti di trasmittanza termica.

Con riferimento agli interventi realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, sui balconi, ornamenti e fregi, è stato precisato che sono ammessi al bonus facciate, gli interventi sull'involucro "esterno visibile dell'edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell'edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno)" e, in particolare, gli interventi sugli elementi della facciata costituenti esclusivamente la "struttura opaca verticale ".
Restano esclusi dal beneficio gli interventi effettuati sulle facciate interne dell'edificio, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.
Riguardo a quest’ultimo aspetto, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in presenza di tutti i requisiti richiesti e fermo restando il rispetto di ogni altro adempimento previsto, il bonus facciate può essere riconosciuto per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulle facciate laterali dell'edificio anche se le stesse (come nel caso esaminato), siano solo parzialmente visibili dalla strada (quattro piani su cinque). A tal fine, la valutazione in concreto di quali facciate siano visibili o in parte visibili dalla strada costituisce un accertamento di fatto che non può essere svolto in sede di interpello.

Covid-19: contributi per i distributori di carburanti nelle autostrade

Pubblicato nella G.U. 28 gennaio 2021, n. 22 il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 14 dicembre 2020 recante le modalità e le procedure di concessione ed erogazione del contributo in favore delle micro, piccole e medie imprese titolari del servizio di distribuzione di carburanti nelle autostrade per il periodo di emergenza da COVID-19.

Possono beneficiare dell’agevolazione le PMI in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali alla data del 1° marzo 2020 e che, alla data di presentazione della domanda, sono in possesso dei seguenti requisiti:

– risultano regolarmente costituite, iscritte e attive al registro delle imprese;

– svolgono un servizio di distribuzione di carburanti, disponendo di un impianto;

– non sono destinatarie di sanzioni interdittive;

– si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e che non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie.

Sono escluse dal beneficio:

– le gestioni dirette degli impianti autostradali da parte delle società petrolifere integrate e le gestioni unitarie di attività petrolifere e ristorazione;

– i soggetti che, alla data del 31 dicembre 2019, si trovavano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà, fatta eccezione per le microimprese e le piccole imprese, che possono accedere alle agevolazioni anche se già in difficoltà alla predetta data del 31 dicembre 2019, sempre che si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e che non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie e che non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Sono ammissibili alle agevolazioni i contributi previdenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei soggetti proponenti (PMI in possesso dei requisiti), dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, in relazione ai dipendenti impiegati presso lo specifico impianto.

L’agevolazione è concessa in forma di contributo in conto esercizio ed è commisurato ai contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei soggetti proponenti, dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente corrisposte nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

Nel caso in cui l’importo complessivo delle agevolazioni concedibili ai soggetti proponenti sia superiore all’ammontare della dotazione finanziaria, il Ministero dello Sviluppo Economico procede al riparto delle risorse disponibili in proporzione all’importo dell’agevolazione richiesto da ciascuna impresa. Tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni concorrono al riparto, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione della domanda.

Ai fini dell’accesso alle agevolazioni le imprese devono presentare al Ministero dello Sviluppo Economico apposita domanda, esclusivamente tramite la procedura informatica. Ciascun soggetto proponente può presentare, con riferimento al singolo impianto, una sola domanda di ammissione all’agevolazione.

La presentazione dell’istanza è riservata al rappresentante legale del soggetto proponente, così come risultante dal certificato camerale del medesimo, ovvero, ad altro soggetto delegato al quale è stato conferito potere di rappresentanza per la compilazione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, trascorso il termine finale per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni, verifica la completezza e la regolarità della domanda e della documentazione allegata, il possesso dei requisiti di ammissibilità sulla base delle dichiarazioni rese dal soggetto proponente e il rispetto del massimale di aiuti previsto.

Per le domande per le quali le verifiche si concludono negativamente, ovvero risultino incomplete, il Ministero procede alla trasmissione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza.

Per le domande per le quali le verifiche invece si concludono positivamente, il Ministero, sulla base delle dichiarazioni rese dal soggetto richiedente, determina l’agevolazione concedibile, tenendo conto dell’eventuale riparto, procede alla registrazione dell’aiuto individuale sul RNA (Registro Nazionale degli aiuti di Stato) e adotta un provvedimento cumulativo di concessione delle agevolazioni con decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese, da pubblicare sul sito web del Ministero (www.mise.gov.it).

Le comunicazioni inerenti al procedimento agevolativo sono trasmesse dal Ministero esclusivamente attraverso posta elettronica certificata (Pec). Il Ministero declina qualsiasi responsabilità per il mancato perfezionamento delle comunicazioni laddove sia causato dal malfunzionamento della casella di posta elettronica certificata (Pec) dei soggetti proponenti.

Le agevolazioni concesse sono erogate dal Ministero previa verifica della vigenza della regolarità contributiva del soggetto beneficiario, tramite l’acquisizione d’ufficio, del documento unico di regolarità contributiva (DURC), nonché l’assenza di inadempimenti.

Il Ministero, nei casi di esito positivo delle attività di verifica procede all’erogazione dell’agevolazione spettante; invece, in caso di irregolarità, provvede all’erogazione secondo le modalità e i tempi previsti dalle procedure per l’attivazione dell’intervento sostitutivo, ovvero a segnalare l’inadempimento alle amministrazioni competenti.

Pubblicato nella G.U. 28 gennaio 2021, n. 22 il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 14 dicembre 2020 recante le modalità e le procedure di concessione ed erogazione del contributo in favore delle micro, piccole e medie imprese titolari del servizio di distribuzione di carburanti nelle autostrade per il periodo di emergenza da COVID-19.

Possono beneficiare dell'agevolazione le PMI in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali alla data del 1° marzo 2020 e che, alla data di presentazione della domanda, sono in possesso dei seguenti requisiti:

- risultano regolarmente costituite, iscritte e attive al registro delle imprese;

- svolgono un servizio di distribuzione di carburanti, disponendo di un impianto;

- non sono destinatarie di sanzioni interdittive;

- si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e che non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie.

Sono escluse dal beneficio:

- le gestioni dirette degli impianti autostradali da parte delle società petrolifere integrate e le gestioni unitarie di attività petrolifere e ristorazione;

- i soggetti che, alla data del 31 dicembre 2019, si trovavano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà, fatta eccezione per le microimprese e le piccole imprese, che possono accedere alle agevolazioni anche se già in difficoltà alla predetta data del 31 dicembre 2019, sempre che si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e che non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie e che non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Sono ammissibili alle agevolazioni i contributi previdenziali, con esclusione dei premi per l'assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei soggetti proponenti (PMI in possesso dei requisiti), dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, in relazione ai dipendenti impiegati presso lo specifico impianto.

L'agevolazione è concessa in forma di contributo in conto esercizio ed è commisurato ai contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l'assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei soggetti proponenti, dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente corrisposte nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

Nel caso in cui l'importo complessivo delle agevolazioni concedibili ai soggetti proponenti sia superiore all'ammontare della dotazione finanziaria, il Ministero dello Sviluppo Economico procede al riparto delle risorse disponibili in proporzione all'importo dell'agevolazione richiesto da ciascuna impresa. Tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni concorrono al riparto, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione della domanda.

Ai fini dell'accesso alle agevolazioni le imprese devono presentare al Ministero dello Sviluppo Economico apposita domanda, esclusivamente tramite la procedura informatica. Ciascun soggetto proponente può presentare, con riferimento al singolo impianto, una sola domanda di ammissione all'agevolazione.

La presentazione dell'istanza è riservata al rappresentante legale del soggetto proponente, così come risultante dal certificato camerale del medesimo, ovvero, ad altro soggetto delegato al quale è stato conferito potere di rappresentanza per la compilazione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, trascorso il termine finale per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni, verifica la completezza e la regolarità della domanda e della documentazione allegata, il possesso dei requisiti di ammissibilità sulla base delle dichiarazioni rese dal soggetto proponente e il rispetto del massimale di aiuti previsto.

Per le domande per le quali le verifiche si concludono negativamente, ovvero risultino incomplete, il Ministero procede alla trasmissione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

Per le domande per le quali le verifiche invece si concludono positivamente, il Ministero, sulla base delle dichiarazioni rese dal soggetto richiedente, determina l'agevolazione concedibile, tenendo conto dell'eventuale riparto, procede alla registrazione dell'aiuto individuale sul RNA (Registro Nazionale degli aiuti di Stato) e adotta un provvedimento cumulativo di concessione delle agevolazioni con decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese, da pubblicare sul sito web del Ministero (www.mise.gov.it).

Le comunicazioni inerenti al procedimento agevolativo sono trasmesse dal Ministero esclusivamente attraverso posta elettronica certificata (Pec). Il Ministero declina qualsiasi responsabilità per il mancato perfezionamento delle comunicazioni laddove sia causato dal malfunzionamento della casella di posta elettronica certificata (Pec) dei soggetti proponenti.

Le agevolazioni concesse sono erogate dal Ministero previa verifica della vigenza della regolarità contributiva del soggetto beneficiario, tramite l'acquisizione d'ufficio, del documento unico di regolarità contributiva (DURC), nonché l'assenza di inadempimenti.

Il Ministero, nei casi di esito positivo delle attività di verifica procede all'erogazione dell'agevolazione spettante; invece, in caso di irregolarità, provvede all'erogazione secondo le modalità e i tempi previsti dalle procedure per l'attivazione dell'intervento sostitutivo, ovvero a segnalare l'inadempimento alle amministrazioni competenti.

Scadenza del contributo annuale 2021 per i revisori legali

Domani, 31 gennaio 2021, scade il termine per il versamento del contributo annuale di iscrizione per l’anno 2021, il cui importo, determinato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 9 dicembre 2020, è pari ad euro 35,00 (MEF – Comunicato 29 dicembre 2020).

Il versamento potrà essere effettuato utilizzando i servizi del sistema pagoPA®, tramite gli strumenti di pagamento elettronico resi disponibili dalla piattaforma, direttamente dal sito web della revisione legale (Area riservata) o presso gli intermediari autorizzati.
Il MEF ricorda, inoltre, l’obbligo di accreditamento all’Area riservata nella quale è possibile, tra l’altro, consultare lo stato dei pagamenti pregressi, scaricare copia dell’avviso di pagamento ed aggiornare i propri dati anagrafici e di contatto, incluso il domicilio digitale.
Riguardo all’obbligo di comunicazione del domicilio digitale, il MEF, con la circolare del 3 dicembre 2020, n. 23, ha informato i revisori iscritti al registro sull’obbligo di comunicazione del domicilio digitale ovvero, all’attualità, dell’inserimento nell’area riservata dell’indirizzo di posta elettronica certificata.
Nella medesima circolare sono fornite indicazioni sull’inserimento (a cura del Mef) dei revisori iscritti nel registro, che hanno comunicato un indirizzo di pec valido, nell’Indice Nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti (INI PEC).

Domani, 31 gennaio 2021, scade il termine per il versamento del contributo annuale di iscrizione per l’anno 2021, il cui importo, determinato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 9 dicembre 2020, è pari ad euro 35,00 (MEF - Comunicato 29 dicembre 2020).

Il versamento potrà essere effettuato utilizzando i servizi del sistema pagoPA®, tramite gli strumenti di pagamento elettronico resi disponibili dalla piattaforma, direttamente dal sito web della revisione legale (Area riservata) o presso gli intermediari autorizzati.
Il MEF ricorda, inoltre, l’obbligo di accreditamento all’Area riservata nella quale è possibile, tra l’altro, consultare lo stato dei pagamenti pregressi, scaricare copia dell’avviso di pagamento ed aggiornare i propri dati anagrafici e di contatto, incluso il domicilio digitale.
Riguardo all’obbligo di comunicazione del domicilio digitale, il MEF, con la circolare del 3 dicembre 2020, n. 23, ha informato i revisori iscritti al registro sull’obbligo di comunicazione del domicilio digitale ovvero, all’attualità, dell’inserimento nell’area riservata dell’indirizzo di posta elettronica certificata.
Nella medesima circolare sono fornite indicazioni sull’inserimento (a cura del Mef) dei revisori iscritti nel registro, che hanno comunicato un indirizzo di pec valido, nell’Indice Nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti (INI PEC).