Entro il 25 ottobre il mod. 730/integrativo per correggere gli errori

Scade il prossimo 25 ottobre 2019 il termine per presentare il Modello 730/2019 “integrativo”, al fine di correggere eventuali errori nella compilazione della dichiarazione originaria, che comportino un minor debito o un maggior credito.

INTEGRAZIONE DELLA DICHIARAZIONE CHE COMPORTA UN MAGGIORE CREDITO, UN MINOR DEBITO O UN’IMPOSTA INVARIATA

Se nella dichiarazione originaria non sono stati forniti tutti gli elementi da indicare e l’integrazione e/o la rettifica comportano un maggiore credito o un minor debito (ad esempio, per oneri non indicati nel mod. 730 originario) o un’imposta pari a quella determinata con il mod. 730 originario (ad esempio per correggere dati che non modificano la liquidazione delle imposte), è possibile:
– presentare entro il 25 ottobre 2019 un nuovo modello 730 completo di tutte le sue parti, indicando il codice “1” nella relativa casella “730 integrativo” presente nel frontespizio. Il mod. 730 integrativo deve essere comunque presentato ad un Caf o a un professionista abilitato anche in caso di assistenza precedentemente prestata dal sostituto d’imposta. In sede di presentazione del mod. 730 integrativo deve essere esibita la documentazione necessaria al Caf o al professionista abilitato per il controllo della conformità dell’integrazione che viene effettuata. Se l’assistenza sul mod. 730 originario è stata prestata dal sostituto d’imposta occorre esibire al Caf o al professionista abilitato tutta la documentazione;
– presentare entro il 30 novembre 2019 un modello REDDITI Persone fisiche 2019 (correttiva nei termini), utilizzando l’eventuale differenza a credito e richiedendone il rimborso.

 

INTEGRAZIONE DELLA DICHIARAZIONE IN RELAZIONE ESCLUSIVAMENTE AI DATI DEL SOSTITUTO D’IMPOSTA

Se nella dichiarazione originaria non sono stati forniti tutti i dati per consentire di identificare il sostituto d’imposta che deve effettuare il conguaglio oppure sono stati forniti in modo inesatto, è possibile:
– presentare entro il 25 ottobre 2019 un nuovo modello 730 per integrare e/o correggere tali dati, indicando il codice “2” nella relativa casella “730 integrativo” presente nel frontespizio. Il nuovo modello 730 deve contenere, pertanto, le stesse informazioni del modello 730 originario, ad eccezione di quelle nuove indicate nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”.

 

INTEGRAZIONE DELLA DICHIARAZIONE IN RELAZIONE SIA AI DATI DEL SOSTITUTO D’IMPOSTA SIA AD ALTRI DATI DELLA DICHIARAZIONE DA CUI SCATURISCONO UN MAGGIOR IMPORTO A CREDITO, UN MINOR DEBITO OPPURE UN’IMPOSTA INVARIATA

Se nella dichiarazione originaria non sono stati forniti sia i dati che consentono di identificare il sostituto d’imposta che deve effettuare il conguaglio (o sono stati forniti in modo inesatto), sia gli elementi necessari per cui dall’integrazione e/o rettifica emerge un maggior importo a credito, un minor debito oppure un’imposta pari a quella determinata con il modello 730 originario, è possibile presentare entro il 25 ottobre 2019 un nuovo modello 730 per integrare e/o correggere questi dati, indicando il codice “3”nella relativa casella “730 integrativo” presente nel frontespizio.

 

INTEGRAZIONE DELLA DICHIARAZIONE CHE COMPORTA UN MINOR CREDITO O UN MAGGIOR DEBITO

Se nella dichiarazione originaria non sono stati forniti tutti gli elementi da indicare nella dichiarazione e l’integrazione o la rettifica comporta un minor credito o un maggior debito, deve essere utilizzato il modello REDDITI Persone fisiche 2019 (correttiva nei termini). In tal caso il modello di dichiarazione deve essere presentato entro il 30 novembre 2019.

La presentazione di una dichiarazione integrativa non sospende le procedure avviate con la consegna del modello 730 e, quindi, non fa venir meno l’obbligo da parte del datore di lavoro o dell’ente pensionistico di effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute in base al modello 730.

Scade il prossimo 25 ottobre 2019 il termine per presentare il Modello 730/2019 "integrativo", al fine di correggere eventuali errori nella compilazione della dichiarazione originaria, che comportino un minor debito o un maggior credito.

INTEGRAZIONE DELLA DICHIARAZIONE CHE COMPORTA UN MAGGIORE CREDITO, UN MINOR DEBITO O UN’IMPOSTA INVARIATA

Se nella dichiarazione originaria non sono stati forniti tutti gli elementi da indicare e l’integrazione e/o la rettifica comportano un maggiore credito o un minor debito (ad esempio, per oneri non indicati nel mod. 730 originario) o un’imposta pari a quella determinata con il mod. 730 originario (ad esempio per correggere dati che non modificano la liquidazione delle imposte), è possibile:
- presentare entro il 25 ottobre 2019 un nuovo modello 730 completo di tutte le sue parti, indicando il codice "1" nella relativa casella "730 integrativo" presente nel frontespizio. Il mod. 730 integrativo deve essere comunque presentato ad un Caf o a un professionista abilitato anche in caso di assistenza precedentemente prestata dal sostituto d’imposta. In sede di presentazione del mod. 730 integrativo deve essere esibita la documentazione necessaria al Caf o al professionista abilitato per il controllo della conformità dell’integrazione che viene effettuata. Se l’assistenza sul mod. 730 originario è stata prestata dal sostituto d’imposta occorre esibire al Caf o al professionista abilitato tutta la documentazione;
- presentare entro il 30 novembre 2019 un modello REDDITI Persone fisiche 2019 (correttiva nei termini), utilizzando l’eventuale differenza a credito e richiedendone il rimborso.

 

INTEGRAZIONE DELLA DICHIARAZIONE IN RELAZIONE ESCLUSIVAMENTE AI DATI DEL SOSTITUTO D’IMPOSTA

Se nella dichiarazione originaria non sono stati forniti tutti i dati per consentire di identificare il sostituto d’imposta che deve effettuare il conguaglio oppure sono stati forniti in modo inesatto, è possibile:
- presentare entro il 25 ottobre 2019 un nuovo modello 730 per integrare e/o correggere tali dati, indicando il codice "2" nella relativa casella "730 integrativo" presente nel frontespizio. Il nuovo modello 730 deve contenere, pertanto, le stesse informazioni del modello 730 originario, ad eccezione di quelle nuove indicate nel riquadro "Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio".

 

INTEGRAZIONE DELLA DICHIARAZIONE IN RELAZIONE SIA AI DATI DEL SOSTITUTO D’IMPOSTA SIA AD ALTRI DATI DELLA DICHIARAZIONE DA CUI SCATURISCONO UN MAGGIOR IMPORTO A CREDITO, UN MINOR DEBITO OPPURE UN’IMPOSTA INVARIATA

Se nella dichiarazione originaria non sono stati forniti sia i dati che consentono di identificare il sostituto d’imposta che deve effettuare il conguaglio (o sono stati forniti in modo inesatto), sia gli elementi necessari per cui dall’integrazione e/o rettifica emerge un maggior importo a credito, un minor debito oppure un’imposta pari a quella determinata con il modello 730 originario, è possibile presentare entro il 25 ottobre 2019 un nuovo modello 730 per integrare e/o correggere questi dati, indicando il codice "3"nella relativa casella "730 integrativo" presente nel frontespizio.

 

INTEGRAZIONE DELLA DICHIARAZIONE CHE COMPORTA UN MINOR CREDITO O UN MAGGIOR DEBITO

Se nella dichiarazione originaria non sono stati forniti tutti gli elementi da indicare nella dichiarazione e l’integrazione o la rettifica comporta un minor credito o un maggior debito, deve essere utilizzato il modello REDDITI Persone fisiche 2019 (correttiva nei termini). In tal caso il modello di dichiarazione deve essere presentato entro il 30 novembre 2019.

La presentazione di una dichiarazione integrativa non sospende le procedure avviate con la consegna del modello 730 e, quindi, non fa venir meno l’obbligo da parte del datore di lavoro o dell’ente pensionistico di effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute in base al modello 730.

Convenzione tra INPS e CAF per la trasmissione delle domande di Rdc e Pdc

È stata adottata la convenzione con i CAF per l’attività di raccolta e trasmissione delle domande di Reddito di cittadinanza e di Pensione di cittadinanza per il 2019.

L’Inps indica ai CAF le modalità per lo svolgimento del servizio, sinteticamente: acquisizione della delega specifica del richiedente e adozione dei registro cronologico. Nel caso in cui ci si trovi in presenza di menomazioni fisiche, o analfabetismo, che non consentano la compilazione e firma della delega, la stessa può essere presentata priva della firma solo ed esclusivamente mediante allegazione del documento di identità che riporta l’annotazione dell’impossibilità alla firma; controllo dell’identità dei richiedente; assistenza nella compilazione delle domande. Si chiarisce che, nel caso in cui ci si trovi in presenza di menomazioni fisiche, o analfabetismo, che non consentano la compilazione e firma della domanda, il Caf non acquisisce la firma ove tale condizione di impossibilità risulti dal medesimo documento d’identità rilasciato dal Comune; rilascio al richiedente di copia delle domande, anche limitatamente alla parte in cui sono raccolti i dati personali ed alla informativa sul relativo trattamento; trasmissione ad INPS, entro 10 lavorativi dalla data di presentazione, della domanda RdC/PdC e del modello RdC/PdC Com Ridotto ed Esteso, con un ISEE fino ad euro 11.000,00; conservazione della documentazione.
Al momento in cui acquisisce le domande, il CAF informa il richiedente di quanto segue: 1. i dati acquisiti saranno trasmessi all’INPS, in osservanza delle disposizioni normative in materia e della convenzione in parola; 2. nel caso di presentazione del modello Com Ridotto non contestuale alla domanda di Rdc, in mancanza di presentazione del predetto modello entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda, ciò comporta l’impossibilità per l’INPS di procedere alla definizione della domanda; 3. in caso di presentazione del modello Com Esteso, la compilazione del modello deve avvenire entro 30 giorni dall’evento da comunicare, pena la decadenza dal beneficio; 4. a conclusione dell’istruttoria da parte dell’INPS, dà notizia al richiedente dell’esito delle domande presentate per il suo tramite.

È stata adottata la convenzione con i CAF per l’attività di raccolta e trasmissione delle domande di Reddito di cittadinanza e di Pensione di cittadinanza per il 2019.

L’Inps indica ai CAF le modalità per lo svolgimento del servizio, sinteticamente: acquisizione della delega specifica del richiedente e adozione dei registro cronologico. Nel caso in cui ci si trovi in presenza di menomazioni fisiche, o analfabetismo, che non consentano la compilazione e firma della delega, la stessa può essere presentata priva della firma solo ed esclusivamente mediante allegazione del documento di identità che riporta l’annotazione dell’impossibilità alla firma; controllo dell'identità dei richiedente; assistenza nella compilazione delle domande. Si chiarisce che, nel caso in cui ci si trovi in presenza di menomazioni fisiche, o analfabetismo, che non consentano la compilazione e firma della domanda, il Caf non acquisisce la firma ove tale condizione di impossibilità risulti dal medesimo documento d'identità rilasciato dal Comune; rilascio al richiedente di copia delle domande, anche limitatamente alla parte in cui sono raccolti i dati personali ed alla informativa sul relativo trattamento; trasmissione ad INPS, entro 10 lavorativi dalla data di presentazione, della domanda RdC/PdC e del modello RdC/PdC Com Ridotto ed Esteso, con un ISEE fino ad euro 11.000,00; conservazione della documentazione.
Al momento in cui acquisisce le domande, il CAF informa il richiedente di quanto segue: 1. i dati acquisiti saranno trasmessi all’INPS, in osservanza delle disposizioni normative in materia e della convenzione in parola; 2. nel caso di presentazione del modello Com Ridotto non contestuale alla domanda di Rdc, in mancanza di presentazione del predetto modello entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda, ciò comporta l’impossibilità per l’INPS di procedere alla definizione della domanda; 3. in caso di presentazione del modello Com Esteso, la compilazione del modello deve avvenire entro 30 giorni dall’evento da comunicare, pena la decadenza dal beneficio; 4. a conclusione dell’istruttoria da parte dell’INPS, dà notizia al richiedente dell’esito delle domande presentate per il suo tramite.

Doppia tipologia di reddito: Isa solo su quello di impresa

In caso di svolgimento di distinte attività, riconducibili al settore dell’agricoltura, di cui una produttiva di reddito agrario e l’altra produttiva di reddito d’impresa, l’Isa deve ritenersi applicabile esclusivamente a quella d’impresa (Agenzia delle Entrate – Risposta ad interpello n. 418 del 2019)

IL CASO

Il quesito riguarda un’impresa che svolge due distinte attività nel settore ittico di cui, però:
– una è produttiva di reddito agrario, dichiarato nel Modello Redditi compilando i quadri RA e RD;
– l’altra è produttiva di reddito di impresa, dichiarato nel Modello Redditi compilando il quadro RG.
Si chiede se, in tal caso, ricorra la causa di esclusione dell’applicabilità degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (cd. “ISA”).

PARERE DEL FISCO

Con la risposta all’interpello n. 418/2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale sono istituiti per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni; tuttavia il richiamo contenuto nella normativa degli ISA ai ricavi o ai compensi, quale termine di riferimento per individuare i limiti di applicazione, consente di ritenere che gli indici siano applicabili soltanto ai soggetti che dichiarano redditi d’impresa ovvero redditi di lavoro autonomo professionale.
Ne consegue che, nel caso in cui l’attività esercitata sia produttiva di reddito fondiario, per effetto dell’opzione per la determinazione come reddito agrario, la stessa non rientra nel campo di applicazione degli ISA.
Laddove, la medesima impresa eserciti anche una distinta attività, produttiva di reddito di impresa, deve essere applicato il relativo indice sintetico di affidabilità esclusivamente in relazione alla stessa.

In caso di svolgimento di distinte attività, riconducibili al settore dell’agricoltura, di cui una produttiva di reddito agrario e l’altra produttiva di reddito d’impresa, l’Isa deve ritenersi applicabile esclusivamente a quella d’impresa (Agenzia delle Entrate - Risposta ad interpello n. 418 del 2019)

IL CASO

Il quesito riguarda un’impresa che svolge due distinte attività nel settore ittico di cui, però:
- una è produttiva di reddito agrario, dichiarato nel Modello Redditi compilando i quadri RA e RD;
- l’altra è produttiva di reddito di impresa, dichiarato nel Modello Redditi compilando il quadro RG.
Si chiede se, in tal caso, ricorra la causa di esclusione dell’applicabilità degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (cd. "ISA").

PARERE DEL FISCO

Con la risposta all’interpello n. 418/2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale sono istituiti per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni; tuttavia il richiamo contenuto nella normativa degli ISA ai ricavi o ai compensi, quale termine di riferimento per individuare i limiti di applicazione, consente di ritenere che gli indici siano applicabili soltanto ai soggetti che dichiarano redditi d'impresa ovvero redditi di lavoro autonomo professionale.
Ne consegue che, nel caso in cui l’attività esercitata sia produttiva di reddito fondiario, per effetto dell’opzione per la determinazione come reddito agrario, la stessa non rientra nel campo di applicazione degli ISA.
Laddove, la medesima impresa eserciti anche una distinta attività, produttiva di reddito di impresa, deve essere applicato il relativo indice sintetico di affidabilità esclusivamente in relazione alla stessa.

Fatturazione elettronica del ciclo passivo per i commercialisti

Si provvede ad implementare la piattaforma informatica HUB B2B per la gestione del ciclo passivo per gli Ordini territoriali, già in uso per la gestione delle fatture elettroniche da parte del commercialista e dei propri clienti verso e da qualunque tipo di soggetto, sia esso B2B, B2C o Pubblica Amministrazione. (Consiglio nazionale dottori commercialisti e degli esperti contabili – Nota 18 ottobre 2019, n. 88).

La nuova funzionalità consentirà anche agli Ordini territoriali di utilizzare la piattaforma informatica HUB B2B per la ricezione e la gestione delle fatture passive. Il Consiglio Nazionale fornirà a ciascun Ordine un plafond complessivo (per l’intero periodo) di 4000 fatture attive e passive con conservazione a norma decennale per le prime 4000 fatture intermediate. Il servizio prevede anche la conservazione a norma dei registri giornalieri di protocollo.
Il servizio andrà a sostituire quello attualmente reso per conto del Consiglio Nazionale dalle Società Bluenext e ITWorking i cui contratti sono scaduti senza possibilità di ulteriori proroghe. Il nuovo servizio avrà durata fino al 14.12.2023.
Il servizio di Unimatica garantisce l’accesso al portale per la visualizzazione delle fatture gestite per 10 anni dal versamento.
In considerazione di quanto sopra, l’Ordine potrà decidere se attivare il servizio fornito dal Consiglio Nazionale attraverso Unimatica o se proseguire a proprie spese il servizio con le Società Bluenext e ITWorking o con altro fornitore.
Nel primo caso l’Ordine dovrà, seguendo la sequenza indicata:
1) attivare il servizio attraverso la compilazione dell’apposito modulo di censimento clienti che Unimatica invierà via PEC ad ogni singolo Ordine entro il 25 ottobre 2019. L’Assistenza di Unimatica sarà a disposizione per un eventuale supporto ai seguenti riferimenti: numero di telefono: 051.41.95.195 – Lun/Ven dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00; compilare il modulo di Delega al servizio di Conservazione, sottoscriverlo e ricaricarlo nell’opportuna sezione del portale Unimatica;
2) inviare entro il 31 ottobre 2019 alle Società Bluenext e ITWorking la scheda di disdetta a far data dal 1° dicembre 2019 del servizio di conservazione a norma, chiedendo alle Società Bluenext e ITWorking di versare al sistema di conservazione Unimatica i pacchetti di archiviazione e gli indici strutturati secondo lo standard UNI 11386:20101 e di non cancellare i dati conservati di proprietà dell’Ordine sino al completamento del processo di migrazione e senza preventiva autorizzazione alla cancellazione definitiva dei dati da parte del titolare;
3) autorizzare Unimatica ad accettare il versamento: attraverso il servizio di Assistenza di Unimatica (cndcec-tr@unimaticaspa.it) l’Ordine dovrà richiedere l’attivazione del servizio di importazione del pregresso al costo riservato di € 70 di start up e € 0,032 per ogni documento versato (anche in questo caso il servizio di Unimatica garantisce l’accesso al portale per la visualizzazione delle fatture gestite per 10 anni dal nuovo versamento);
4) in aggiunta, come ipotesi facoltativa e non necessaria quindi alla migrazione dei dati conservati, richiedere alle Società Bluenext e ITWorking la produzione e la consegna su DVD dei dati trasmessi nell’ambito del servizio di conservazione sostitutiva. L’attuale contratto con il Consiglio Nazionale non prevede alcun costo a carico del Consiglio stesso o degli Ordini per la consegna di supporti informatici contenenti i dati trasmessi in conservazione;
5) modificare e configurare sul portale IPA (Indice Pubblica Amministrazione) il nuovo canale di trasmissione scelto dall’Ente (URI) per ricevere dallo SdI le fatture elettroniche, PEC, SPCOOP, SDIFTP;
6) modificare i parametri di interfaccia delle fatture XML con il software di contabilità in uso presso l’Ordine che attualmente consente l’automazione dell’import. Il servizio di Assistenza di Unimatica è a disposizione per fornire le informazioni necessarie e per supportare il personale dell’Ordine nell’integrazione del portale delle fatture con il proprio gestionale.

Si provvede ad implementare la piattaforma informatica HUB B2B per la gestione del ciclo passivo per gli Ordini territoriali, già in uso per la gestione delle fatture elettroniche da parte del commercialista e dei propri clienti verso e da qualunque tipo di soggetto, sia esso B2B, B2C o Pubblica Amministrazione. (Consiglio nazionale dottori commercialisti e degli esperti contabili - Nota 18 ottobre 2019, n. 88).

La nuova funzionalità consentirà anche agli Ordini territoriali di utilizzare la piattaforma informatica HUB B2B per la ricezione e la gestione delle fatture passive. Il Consiglio Nazionale fornirà a ciascun Ordine un plafond complessivo (per l'intero periodo) di 4000 fatture attive e passive con conservazione a norma decennale per le prime 4000 fatture intermediate. Il servizio prevede anche la conservazione a norma dei registri giornalieri di protocollo.
Il servizio andrà a sostituire quello attualmente reso per conto del Consiglio Nazionale dalle Società Bluenext e ITWorking i cui contratti sono scaduti senza possibilità di ulteriori proroghe. Il nuovo servizio avrà durata fino al 14.12.2023.
Il servizio di Unimatica garantisce l'accesso al portale per la visualizzazione delle fatture gestite per 10 anni dal versamento.
In considerazione di quanto sopra, l'Ordine potrà decidere se attivare il servizio fornito dal Consiglio Nazionale attraverso Unimatica o se proseguire a proprie spese il servizio con le Società Bluenext e ITWorking o con altro fornitore.
Nel primo caso l'Ordine dovrà, seguendo la sequenza indicata:
1) attivare il servizio attraverso la compilazione dell'apposito modulo di censimento clienti che Unimatica invierà via PEC ad ogni singolo Ordine entro il 25 ottobre 2019. L'Assistenza di Unimatica sarà a disposizione per un eventuale supporto ai seguenti riferimenti: numero di telefono: 051.41.95.195 - Lun/Ven dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00; compilare il modulo di Delega al servizio di Conservazione, sottoscriverlo e ricaricarlo nell'opportuna sezione del portale Unimatica;
2) inviare entro il 31 ottobre 2019 alle Società Bluenext e ITWorking la scheda di disdetta a far data dal 1° dicembre 2019 del servizio di conservazione a norma, chiedendo alle Società Bluenext e ITWorking di versare al sistema di conservazione Unimatica i pacchetti di archiviazione e gli indici strutturati secondo lo standard UNI 11386:20101 e di non cancellare i dati conservati di proprietà dell'Ordine sino al completamento del processo di migrazione e senza preventiva autorizzazione alla cancellazione definitiva dei dati da parte del titolare;
3) autorizzare Unimatica ad accettare il versamento: attraverso il servizio di Assistenza di Unimatica (cndcec-tr@unimaticaspa.it) l'Ordine dovrà richiedere l'attivazione del servizio di importazione del pregresso al costo riservato di € 70 di start up e € 0,032 per ogni documento versato (anche in questo caso il servizio di Unimatica garantisce l'accesso al portale per la visualizzazione delle fatture gestite per 10 anni dal nuovo versamento);
4) in aggiunta, come ipotesi facoltativa e non necessaria quindi alla migrazione dei dati conservati, richiedere alle Società Bluenext e ITWorking la produzione e la consegna su DVD dei dati trasmessi nell'ambito del servizio di conservazione sostitutiva. L'attuale contratto con il Consiglio Nazionale non prevede alcun costo a carico del Consiglio stesso o degli Ordini per la consegna di supporti informatici contenenti i dati trasmessi in conservazione;
5) modificare e configurare sul portale IPA (Indice Pubblica Amministrazione) il nuovo canale di trasmissione scelto dall'Ente (URI) per ricevere dallo SdI le fatture elettroniche, PEC, SPCOOP, SDIFTP;
6) modificare i parametri di interfaccia delle fatture XML con il software di contabilità in uso presso l'Ordine che attualmente consente l'automazione dell'import. Il servizio di Assistenza di Unimatica è a disposizione per fornire le informazioni necessarie e per supportare il personale dell'Ordine nell'integrazione del portale delle fatture con il proprio gestionale.

Contratto di espansione, nessun trattamento integrativo per le imprese non rientranti nel campo CIGS

In riferimento all’istituto del contratto di espansione, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con circolare n. 18 del 17 ottobre 2019, chiarisce che il trattamento di integrazione salariale straordinaria per la riduzione dell’orario non può applicarsi al personale dipendente di imprese non rientranti nel campo di applicazione CIGS.

Come noto, il contratto di espansione è un intervento rivolto alle grandi imprese come propulsore di crescita interna e della competitività in ambito esterno, che infatti prevede, quale caratteristica intrinseca, la programmazione per l’assunzione di nuove professionalità e l’inserimento di un progetto formativo e di riqualificazione del personale già dipendente, al fine di modificare e aggiornare le competenze professionali possedute dal personale, anche mediante un più razionale impiego delle risorse disponibili. Al contratto vi possono accedere, in via sperimentale per gli anni 2019 e 2020, imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che abbiano avviato un processo di reindustrializzazione e riorganizzazione di natura complessa tale che si determini in tutto o in parte una modifica dei processi aziendali, un progresso e uno sviluppo tecnologico dell’attività svolta. Il processo di formazione e riqualificazione può essere svolto attraverso riduzioni orarie del personale dipendente, integrate dal trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria. Altresì, in sede di accordo governativo, le imprese possono raggiungere anche un accordo di mobilità non oppositiva che, corredato dall’esplicito consenso in forma scritta dei lavoratori all’uscita anticipata, consente al datore di lavoro di risolvere il rapporto di lavoro e riconoscere ai lavoratori stessi, fino al raggiungimento del primo diritto a pensione, un’indennità mensile, comprensiva dell’indennità NASpI ove spettante, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La prestazione di integrazione al reddito può essere riconosciuta con le medesime modalità anche ai lavoratori dipendenti di imprese di grandi dimensioni che non rientrano nel campo di applicazione del trattamento di integrazione salariale, ma che aderiscano a Fondi di solidarietà bilaterali (art. 26, D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 148) già costituiti o in corso di costituzione, non sussistendo l’obbligo per essi di apportare modifiche ai relativi atti istitutivi (art. 41, co. 6, D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148). A copertura di tale nuovo beneficio, posto il carattere sperimentale dello stesso, il Legislatore ha individuato espressamente il limite di spesa, riferito alla NASpI, entro cui è possibile procedere alla sottoscrizione dell’accordo governativo.
Di contro, per le medesime imprese, non ha previsto stanziamenti di risorse per l’accesso al trattamento di integrazione salariale straordinaria. A conferma del ragionamento sistematico e giuridico sotteso alla disposizione in disamina (art. 41, co. 6, D.Lgs. n. 148/2015), si evidenzia che l’ambito soggettivo della misura (integrazione salariale straordinaria per le riduzioni orarie) è espressamente riferito alle imprese rientranti nel campo di applicazione della CIGS, tanto più che il trattamento di integrazione salariale straordinario può essere richiesto per un periodo in deroga al periodo massimo ordinariamente disposto (artt. 4 e 22, D.Lgs. n. 148/2015). Anche relativamente alle modalità e termini per la procedura di consultazione finalizzata alla sottoscrizione dell’accordo governativo, necessario per la stipula del contratto di espansione, è richiamato l’articolo 24 del D.Lgs. 148/2015, riferito alle imprese rientranti nel campo di applicazione CIGS.

In riferimento all’istituto del contratto di espansione, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con circolare n. 18 del 17 ottobre 2019, chiarisce che il trattamento di integrazione salariale straordinaria per la riduzione dell’orario non può applicarsi al personale dipendente di imprese non rientranti nel campo di applicazione CIGS.

Come noto, il contratto di espansione è un intervento rivolto alle grandi imprese come propulsore di crescita interna e della competitività in ambito esterno, che infatti prevede, quale caratteristica intrinseca, la programmazione per l'assunzione di nuove professionalità e l’inserimento di un progetto formativo e di riqualificazione del personale già dipendente, al fine di modificare e aggiornare le competenze professionali possedute dal personale, anche mediante un più razionale impiego delle risorse disponibili. Al contratto vi possono accedere, in via sperimentale per gli anni 2019 e 2020, imprese con un organico superiore a 1.000 unità lavorative che abbiano avviato un processo di reindustrializzazione e riorganizzazione di natura complessa tale che si determini in tutto o in parte una modifica dei processi aziendali, un progresso e uno sviluppo tecnologico dell'attività svolta. Il processo di formazione e riqualificazione può essere svolto attraverso riduzioni orarie del personale dipendente, integrate dal trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria. Altresì, in sede di accordo governativo, le imprese possono raggiungere anche un accordo di mobilità non oppositiva che, corredato dall'esplicito consenso in forma scritta dei lavoratori all'uscita anticipata, consente al datore di lavoro di risolvere il rapporto di lavoro e riconoscere ai lavoratori stessi, fino al raggiungimento del primo diritto a pensione, un'indennità mensile, comprensiva dell'indennità NASpI ove spettante, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La prestazione di integrazione al reddito può essere riconosciuta con le medesime modalità anche ai lavoratori dipendenti di imprese di grandi dimensioni che non rientrano nel campo di applicazione del trattamento di integrazione salariale, ma che aderiscano a Fondi di solidarietà bilaterali (art. 26, D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 148) già costituiti o in corso di costituzione, non sussistendo l'obbligo per essi di apportare modifiche ai relativi atti istitutivi (art. 41, co. 6, D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148). A copertura di tale nuovo beneficio, posto il carattere sperimentale dello stesso, il Legislatore ha individuato espressamente il limite di spesa, riferito alla NASpI, entro cui è possibile procedere alla sottoscrizione dell'accordo governativo.
Di contro, per le medesime imprese, non ha previsto stanziamenti di risorse per l'accesso al trattamento di integrazione salariale straordinaria. A conferma del ragionamento sistematico e giuridico sotteso alla disposizione in disamina (art. 41, co. 6, D.Lgs. n. 148/2015), si evidenzia che l'ambito soggettivo della misura (integrazione salariale straordinaria per le riduzioni orarie) è espressamente riferito alle imprese rientranti nel campo di applicazione della CIGS, tanto più che il trattamento di integrazione salariale straordinario può essere richiesto per un periodo in deroga al periodo massimo ordinariamente disposto (artt. 4 e 22, D.Lgs. n. 148/2015). Anche relativamente alle modalità e termini per la procedura di consultazione finalizzata alla sottoscrizione dell'accordo governativo, necessario per la stipula del contratto di espansione, è richiamato l'articolo 24 del D.Lgs. 148/2015, riferito alle imprese rientranti nel campo di applicazione CIGS.

Cemento – Industria: trattenuta quota contribuzione per le organizzazioni sindacali

Trattenuta, ne corrente mese di ottobre, la quota di sottoscrizione contrattuale a carico dei lavoratori non iscritti ai sindacati che applicano il CCNL Cemento – Industria.

 

Nei confronti dei lavoratori iscritti alle sopra richiamate Organizzazioni sindacali, non si dovrà procedere ad alcuna trattenuta.
Diversamente, le Aziende effettueranno la trattenuta ai lavoratori non iscritti a Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, che non abbiano manifestato espressamente la non accettazione, sulla retribuzione corrisposta nel mese di ottobre 2019.
Le quote trattenute verranno versate dalle Aziende sul seguente conto corrente bancario
Federazione dei Lavoratori delle Costruzioni
presso Banca Popolare di Sondrio
IBAN: IT83 F 05696 03200 000012811X17

Trattenuta, ne corrente mese di ottobre, la quota di sottoscrizione contrattuale a carico dei lavoratori non iscritti ai sindacati che applicano il CCNL Cemento - Industria.

 

Nei confronti dei lavoratori iscritti alle sopra richiamate Organizzazioni sindacali, non si dovrà procedere ad alcuna trattenuta.
Diversamente, le Aziende effettueranno la trattenuta ai lavoratori non iscritti a Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, che non abbiano manifestato espressamente la non accettazione, sulla retribuzione corrisposta nel mese di ottobre 2019.
Le quote trattenute verranno versate dalle Aziende sul seguente conto corrente bancario
Federazione dei Lavoratori delle Costruzioni
presso Banca Popolare di Sondrio
IBAN: IT83 F 05696 03200 000012811X17

Firmato l’accordo sul Pdr per le BCC Abruzzo e Molise

Sottoscritto, il giorno 30/9/2019, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise e le OO.SS. territoriali FABI, FIRST-CISL e FISAC-CGIL, l’accordo per la determinazione e l’erogazione del PdR 2019

Il 30/9/2019, tra le parti territoriali Abruzzo Moliso del settore BCC, è stato firmato l’accordo per l’erogazione del Premio di Risultato 2019, relativo al bilancio di esercizio 2018.
Pertanto, le Parti hanno proceduto alla verifica dei suddetti dati di bilancio, al fine di determinare l’importo complessivo per ciascuna BCC come risultante dalla “tabella PDR 2019” allegata all’accordo e hanno poi disposto quanto segue:

Il Premio di risultato anno 2019 sarà erogato da ciascuna BCC nel mese di ottobre 2019, secondo le previsioni di cui all’Allegato “F” del CCNL delle BCC/CRA del 9/1/2019, quindi al personale in servizio nel mese di erogazione e che abbia prestato attività lavorativa nel corso dell’anno di misurazione 2018. Nel caso di inizio del rapporto di lavoro durante l’anno di Misurazione il Premio di Risultato verrà erogato in proporzione ai mesi di servizio prestati, considerando come mese intero l’eventuale frazione superiore ai 15 giorni.
Le Parti, nel rispetto della normativa vigente, riconoscono ai dipendenti delle BCC aderenti alla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise, nonché ai dipendenti della Federazione stessa, che abbiano reddito IRPEF inferiore ad euro 80.000 ed entro il limite di importo complessivo di euro 3.000 lordi, la possibilità di optare per una delle forme di welfare concordate tra le parti e riportate nella tabella in calce al presente articolo, in sostituzione, in tutto o in parte, dell’importo maturato a titolo di Premio di risultato 2019. L’importo definito a titolo di premio di risultato sarà maggiorato del 7%, a carico dell’Azienda, per i dipendenti che opteranno, come sopra, per le prestazioni di welfare riportate nella Tabella che segue.
A tale fine i dipendenti interessati dovranno esprimere la loro scelta con apposita comunicazione scritta all’ufficio del personale (o in mancanza alla Direzione Generale) della BCC di appartenenza – ovvero attraverso differente modalità che sarà tempestivamente comunicata – recante la volontà di avvalersi delle prestazioni di welfare riportate nella tabella, specificandone il tipo, unitamente all’entità della quota di Premio da destinarvi e consegnando la relativa documentazione di spesa in originale. Le somme relative al piano welfare sono quelle relative a spese effettuate dal dipendente per sé o per i propri familiari, ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. n. 917/1986.

 

 

Prestazioni assoggettate a rimborso Rette, tasse, iscrizioni asili/scuole/università, comprese le mense scolastiche
Campus estivi/invernali
Testi scolastici/universitari
Ludoteche
Assistenza anziani o non autosufficienti
Contributo al Fondo Pensione

Le somme erogate a titolo di Premio di risultato, sono assoggettati alla normativa fiscale e previdenziale vigente in materia di tassazione agevolata e sgravi contributivi a favore delle somme erogate in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale a titolo di retribuzione di produttività.

Sottoscritto, il giorno 30/9/2019, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise e le OO.SS. territoriali FABI, FIRST-CISL e FISAC-CGIL, l’accordo per la determinazione e l’erogazione del PdR 2019

Il 30/9/2019, tra le parti territoriali Abruzzo Moliso del settore BCC, è stato firmato l’accordo per l’erogazione del Premio di Risultato 2019, relativo al bilancio di esercizio 2018.
Pertanto, le Parti hanno proceduto alla verifica dei suddetti dati di bilancio, al fine di determinare l’importo complessivo per ciascuna BCC come risultante dalla "tabella PDR 2019" allegata all’accordo e hanno poi disposto quanto segue:

Il Premio di risultato anno 2019 sarà erogato da ciascuna BCC nel mese di ottobre 2019, secondo le previsioni di cui all’Allegato "F" del CCNL delle BCC/CRA del 9/1/2019, quindi al personale in servizio nel mese di erogazione e che abbia prestato attività lavorativa nel corso dell’anno di misurazione 2018. Nel caso di inizio del rapporto di lavoro durante l’anno di Misurazione il Premio di Risultato verrà erogato in proporzione ai mesi di servizio prestati, considerando come mese intero l’eventuale frazione superiore ai 15 giorni.
Le Parti, nel rispetto della normativa vigente, riconoscono ai dipendenti delle BCC aderenti alla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise, nonché ai dipendenti della Federazione stessa, che abbiano reddito IRPEF inferiore ad euro 80.000 ed entro il limite di importo complessivo di euro 3.000 lordi, la possibilità di optare per una delle forme di welfare concordate tra le parti e riportate nella tabella in calce al presente articolo, in sostituzione, in tutto o in parte, dell’importo maturato a titolo di Premio di risultato 2019. L’importo definito a titolo di premio di risultato sarà maggiorato del 7%, a carico dell’Azienda, per i dipendenti che opteranno, come sopra, per le prestazioni di welfare riportate nella Tabella che segue.
A tale fine i dipendenti interessati dovranno esprimere la loro scelta con apposita comunicazione scritta all’ufficio del personale (o in mancanza alla Direzione Generale) della BCC di appartenenza - ovvero attraverso differente modalità che sarà tempestivamente comunicata - recante la volontà di avvalersi delle prestazioni di welfare riportate nella tabella, specificandone il tipo, unitamente all’entità della quota di Premio da destinarvi e consegnando la relativa documentazione di spesa in originale. Le somme relative al piano welfare sono quelle relative a spese effettuate dal dipendente per sé o per i propri familiari, ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. n. 917/1986.

 

 

Prestazioni assoggettate a rimborso Rette, tasse, iscrizioni asili/scuole/università, comprese le mense scolastiche
Campus estivi/invernali
Testi scolastici/universitari
Ludoteche
Assistenza anziani o non autosufficienti
Contributo al Fondo Pensione

Le somme erogate a titolo di Premio di risultato, sono assoggettati alla normativa fiscale e previdenziale vigente in materia di tassazione agevolata e sgravi contributivi a favore delle somme erogate in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale a titolo di retribuzione di produttività.

Premio di risultato per le BCC Lazio, Umbria, Sardegna

21 ott 2019 Siglato il 14/10/2019, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna e la FABI, FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la UILCA, la SINCRA UGL Credito, l’accordo per l’erogazione del premio di risultato nel Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna.

Il presente accordo individua una specifica disciplina per l’erogazione del Premio di Risultato di cui al Contratto Collettivo Integrativo Interregionale di secondo livello per i Quadri Direttivi e per il personale delle Aree Professionali delle BCC/CRA, e tiene conto delle risultanze dei bilanci dell’anno 2018 con riguardo agli indicatori quantitativi di produttività, redditività, ed efficienza.
Il presente accordo si applica a tutti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle Aziende associate alla Federazione.
Le parti si danno atto che dai dati condivisi nell’incontro tecnico di cui in premessa è risultato che la BCC di Formello e Trevignano Romano, la BCC di Ronciglione e Barbarano e la BCC del Velino hanno presentato un bilancio senza utili di esercizio.
In applicazione di quanto fin qui convenuto, le parti convengono che il Premio di Risultato, da erogare nel mese di ottobre dell’anno 2019 – salvo l’esercizio da parte dei lavoratori della facoltà di sostituire al premio le prestazioni di “Welfare” -, è quello di cui alla seguente tabella.

 

TOTALE PREMIO DA PAGARE

NUMERO DIP.

MEDIA PER DIP.

ARBOREA 269,90 45,00 6,00
BELLEGRA 69,29 30,75 2,25
CAGLIARI 187,83 26,00 7,22
CASTELLI ROMANI E TUSCOLO 121,60 81,00 1,50
CIRCEO E PRIVERNATE 56,50 33,00 1,71
FORMELLO E TREVIGNANO 0,00 49,00 0,00
COLLI ALBANI 58,75 109,00 0,54
UMBRIA 275,12 178,00 1,55
NETTUNO 74,69 35,00 2,13
BANCA CENTRO LAZIO 130,02 153,00 0,85
PALIANO 24,93 33,00 0,76
PONTINIA 339,59 87,00 3,90
RIANO 30,52 32,00 0,95
ROMA 2.310,24 1.448,00 1,60
RONCIGLIONE E BARBARANO 0,00 76,00 0,00
SPELLO E BETTONA 51,95 76,00 0,68
VELINO 0,00 20,00 0,00

Ai dipendenti della Federazione delle BCC del Lazio Umbria Sardegna sarà pagato un Premio di Risultato pari alla media dei premi corrisposti dalle BCC aderenti e potranno avvalersi della facoltà di trasformare, in tutto o in parte, l’erogazione del premio con le prestazioni di “Welfare“.
Al fine di favorire il benessere dei lavoratori e soddisfare le esigenze di vita attraverso le anzidette misure di Welfare in caso di opzione per la fruizione dei servizi di Welfare, in trasformazione del premio, l’Azienda aggiungerà all’importo destinato dal lavoratore agli stessi servizi, un contributo a proprio carico pari al 20% dell’importo stesso nel rispetto dei limiti di cui alla legislazione vigente.

21 ott 2019 Siglato il 14/10/2019, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna e la FABI, FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la UILCA, la SINCRA UGL Credito, l’accordo per l'erogazione del premio di risultato nel Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna.

Il presente accordo individua una specifica disciplina per l'erogazione del Premio di Risultato di cui al Contratto Collettivo Integrativo Interregionale di secondo livello per i Quadri Direttivi e per il personale delle Aree Professionali delle BCC/CRA, e tiene conto delle risultanze dei bilanci dell'anno 2018 con riguardo agli indicatori quantitativi di produttività, redditività, ed efficienza.
Il presente accordo si applica a tutti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle Aziende associate alla Federazione.
Le parti si danno atto che dai dati condivisi nell'incontro tecnico di cui in premessa è risultato che la BCC di Formello e Trevignano Romano, la BCC di Ronciglione e Barbarano e la BCC del Velino hanno presentato un bilancio senza utili di esercizio.
In applicazione di quanto fin qui convenuto, le parti convengono che il Premio di Risultato, da erogare nel mese di ottobre dell'anno 2019 - salvo l'esercizio da parte dei lavoratori della facoltà di sostituire al premio le prestazioni di "Welfare" -, è quello di cui alla seguente tabella.

 

TOTALE PREMIO DA PAGARE

NUMERO DIP.

MEDIA PER DIP.

ARBOREA 269,90 45,00 6,00
BELLEGRA 69,29 30,75 2,25
CAGLIARI 187,83 26,00 7,22
CASTELLI ROMANI E TUSCOLO 121,60 81,00 1,50
CIRCEO E PRIVERNATE 56,50 33,00 1,71
FORMELLO E TREVIGNANO 0,00 49,00 0,00
COLLI ALBANI 58,75 109,00 0,54
UMBRIA 275,12 178,00 1,55
NETTUNO 74,69 35,00 2,13
BANCA CENTRO LAZIO 130,02 153,00 0,85
PALIANO 24,93 33,00 0,76
PONTINIA 339,59 87,00 3,90
RIANO 30,52 32,00 0,95
ROMA 2.310,24 1.448,00 1,60
RONCIGLIONE E BARBARANO 0,00 76,00 0,00
SPELLO E BETTONA 51,95 76,00 0,68
VELINO 0,00 20,00 0,00

Ai dipendenti della Federazione delle BCC del Lazio Umbria Sardegna sarà pagato un Premio di Risultato pari alla media dei premi corrisposti dalle BCC aderenti e potranno avvalersi della facoltà di trasformare, in tutto o in parte, l'erogazione del premio con le prestazioni di "Welfare".
Al fine di favorire il benessere dei lavoratori e soddisfare le esigenze di vita attraverso le anzidette misure di Welfare in caso di opzione per la fruizione dei servizi di Welfare, in trasformazione del premio, l'Azienda aggiungerà all'importo destinato dal lavoratore agli stessi servizi, un contributo a proprio carico pari al 20% dell'importo stesso nel rispetto dei limiti di cui alla legislazione vigente.

Rottamazione-ter e Saldo e stralcio delle cartelle: in arrivo le risposte

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha inviato le comunicazioni in risposta ai contribuenti che hanno presentato domanda per aderire al “Saldo e stralcio” e alla “Rottamazione-ter” delle cartelle (Agenzia Entrate-Riscossione – comunicato 18 ottobre 2019).

Le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione sono rivolte a tutti coloro che hanno presentato la domanda per il “Saldo e stralcio”, ma anche per i ritardatari della “Rottamazione-ter” che hanno usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019 e informano gli interessati sull’esito della richiesta con l’indicazione dell’importo dovuto e delle modalità di pagamento.
L’invio è effettuato via Pec, per coloro che nella domanda hanno indicato un indirizzo di posta elettronica certificata, mentre a tutti gli altri mediante lettera raccomandata.

Le tipologie di comunicazioni sono due:
– la Comunicazione delle somme dovute relativa alle definizione per estinzione dei debiti in risposta alle dichiarazioni presentate per il Saldo e stralcio;
– la Comunicazione delle somme dovute per la definizione agevolata in risposta alle domande di adesione alla rottamazione-ter nella fase di riapertura.

Per ciascuna delle due tipologie di comunicazioni sono previste cinque differenti lettere:
– AT “Accoglimento totale della richiesta”:comunica che tutti i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione presentata sono definibili e riporta il calcolo di quanto dovuto;
– AP “Accoglimento parziale”: riguarda quei contribuenti che hanno una parte degli importi da pagare in forma agevolata ma hanno anche debiti non rottamabili;
– AD, è riservata alle adesioni con tutti i debiti definibili per i quali nessun importo risulta ancora dovuto;
– AX, si riferisce ai contribuenti che hanno una parte degli importi definibili per i quali non devono pagare nulla, mentre hanno un debito residuo da pagare per i debiti non rottamabili;
– RI, riguarda le adesioni alla Rottamazione-ter o al Saldo e stralcio che vengono rigettate in quanto i debiti indicati nella comunicazione non rientrano in nessuno dei due istituti e quindi l’importo deve essere pagato senza agevolazioni.

Nel caso in cui il contribuente abbia presentato più di una dichiarazione di adesione, l’Agente della riscossione invierà, per ciascuna, una specifica lettera.

La comunicazione contiene inoltre i bollettini di pagamento in base alla scelta effettuata in fase di adesione (per il saldo e stralcio fino a 5 rate in tre anni, per la “rottamazione-ter” fino a 17 rate in cinque anni).

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha inviato le comunicazioni in risposta ai contribuenti che hanno presentato domanda per aderire al "Saldo e stralcio" e alla "Rottamazione-ter" delle cartelle (Agenzia Entrate-Riscossione - comunicato 18 ottobre 2019).

Le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione sono rivolte a tutti coloro che hanno presentato la domanda per il "Saldo e stralcio", ma anche per i ritardatari della "Rottamazione-ter" che hanno usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019 e informano gli interessati sull’esito della richiesta con l’indicazione dell’importo dovuto e delle modalità di pagamento.
L’invio è effettuato via Pec, per coloro che nella domanda hanno indicato un indirizzo di posta elettronica certificata, mentre a tutti gli altri mediante lettera raccomandata.

Le tipologie di comunicazioni sono due:
- la Comunicazione delle somme dovute relativa alle definizione per estinzione dei debiti in risposta alle dichiarazioni presentate per il Saldo e stralcio;
- la Comunicazione delle somme dovute per la definizione agevolata in risposta alle domande di adesione alla rottamazione-ter nella fase di riapertura.

Per ciascuna delle due tipologie di comunicazioni sono previste cinque differenti lettere:
- AT "Accoglimento totale della richiesta":comunica che tutti i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione presentata sono definibili e riporta il calcolo di quanto dovuto;
- AP "Accoglimento parziale": riguarda quei contribuenti che hanno una parte degli importi da pagare in forma agevolata ma hanno anche debiti non rottamabili;
- AD, è riservata alle adesioni con tutti i debiti definibili per i quali nessun importo risulta ancora dovuto;
- AX, si riferisce ai contribuenti che hanno una parte degli importi definibili per i quali non devono pagare nulla, mentre hanno un debito residuo da pagare per i debiti non rottamabili;
- RI, riguarda le adesioni alla Rottamazione-ter o al Saldo e stralcio che vengono rigettate in quanto i debiti indicati nella comunicazione non rientrano in nessuno dei due istituti e quindi l’importo deve essere pagato senza agevolazioni.

Nel caso in cui il contribuente abbia presentato più di una dichiarazione di adesione, l’Agente della riscossione invierà, per ciascuna, una specifica lettera.

La comunicazione contiene inoltre i bollettini di pagamento in base alla scelta effettuata in fase di adesione (per il saldo e stralcio fino a 5 rate in tre anni, per la "rottamazione-ter" fino a 17 rate in cinque anni).

Specificità della contestazione disciplinare

La specificità della contestazione disciplinare è integrata quando la stessa fornisce le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto o i fatti nei quali il datore di lavoro abbia ravvisato infrazioni disciplinari o comunque comportamenti in violazione dei doveri del prestatore di lavoro.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore al quale era stata contestata la sottrazione generi alimentari e bevande, destinate alla clientela, al fine di appropriarsene personalmente. La sentenza impugnata ha correttamente collegato il requisito di specificità della contestazione disciplinare alla finalità di consentire al lavoratore l’esercizio del diritto di difesa, in conformità alla giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo la quale la specificità è integrata quando la contestazione fornisce le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto o i fatti nei quali il datore di lavoro abbia ravvisato infrazioni disciplinari o comunque comportamenti in violazione dei doveri del lavoratore. Per ritenerne integrata la violazione è necessario che si sia verificata una concreta lesione del diritto di difesa del lavoratore.
Nella specie, i giudici hanno compiuto un apprezzamento di fatto, affermando che la contestazione disciplinare non conteneva le indicazioni necessarie ad individuare il fatto addebitato nella sua materialità; la censura non può essere riqualificata in termini di vizio della motivazione, in quanto non allega specificamente un preciso fatto storico, potenzialmente decisivo, non esaminato nella sentenza impugnata né indica, con la medesima specificità, le ragioni della sua decisività; piuttosto contesta genericamente il convincimento espresso dalla Corte territoriale — assumendo che il lavoratore era in grado di comprendere i contenuti della contestazione — e prospetta a questo giudice di legittimità il contesto storico nel quale i fatti si erano svolti, sollecitandolo a compiere un non consentito riesame del merito.
 

La specificità della contestazione disciplinare è integrata quando la stessa fornisce le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto o i fatti nei quali il datore di lavoro abbia ravvisato infrazioni disciplinari o comunque comportamenti in violazione dei doveri del prestatore di lavoro.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore al quale era stata contestata la sottrazione generi alimentari e bevande, destinate alla clientela, al fine di appropriarsene personalmente. La sentenza impugnata ha correttamente collegato il requisito di specificità della contestazione disciplinare alla finalità di consentire al lavoratore l'esercizio del diritto di difesa, in conformità alla giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo la quale la specificità è integrata quando la contestazione fornisce le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto o i fatti nei quali il datore di lavoro abbia ravvisato infrazioni disciplinari o comunque comportamenti in violazione dei doveri del lavoratore. Per ritenerne integrata la violazione è necessario che si sia verificata una concreta lesione del diritto di difesa del lavoratore.
Nella specie, i giudici hanno compiuto un apprezzamento di fatto, affermando che la contestazione disciplinare non conteneva le indicazioni necessarie ad individuare il fatto addebitato nella sua materialità; la censura non può essere riqualificata in termini di vizio della motivazione, in quanto non allega specificamente un preciso fatto storico, potenzialmente decisivo, non esaminato nella sentenza impugnata né indica, con la medesima specificità, le ragioni della sua decisività; piuttosto contesta genericamente il convincimento espresso dalla Corte territoriale — assumendo che il lavoratore era in grado di comprendere i contenuti della contestazione — e prospetta a questo giudice di legittimità il contesto storico nel quale i fatti si erano svolti, sollecitandolo a compiere un non consentito riesame del merito.