Patti per l’Inclusione Sociale: presentazione di progetti

L’Avviso pubblico, adottato con decreto direttoriale del 27 settembre 2019, sostiene gli interventi di inclusione attiva e di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale previsti nei Patti per l’Inclusione Sociale sottoscritti dai beneficiari del Reddito di cittadinanza e da altre persone in povertà.

Le azioni dovranno riguardare le seguenti funzioni:
– rafforzamento dei Servizi Sociali;
– interventi socio-educativi e di attivazione lavorativa;
– promozione di accordi di collaborazione in rete.
 Le proposte progettuali devono essere presentate esclusivamente attraverso la funzionalità messa a disposizione dalla piattaforma SIGMA INCLUSIONE, all’interno di una delle seguenti finestre temporali:
– per i soggetti con un livello di spesa approvata uguale o superiore al 50%: a partire dal 20 gennaio 2020 e fino alle 23:59 del 20 marzo 2020;
– per i soggetti con un livello di spesa approvata compreso tra un importo inferiore al 50% e uguale o superiore al 25%: a partire dal 20 aprile 2020 e fino alle 23:59 del 19 giugno 2020;
– per i soggetti con un livello di spesa approvata compreso tra un importo inferiore al 25% e uguale o superiore al 5%: a partire dal 20 luglio 2020 fino alle 23:59 del 30 settembre 2020.
I soggetti interessati potranno formulare quesiti esclusivamente tramite mail. Tali quesiti dovranno essere inviati entro le 16:00 del 10 gennaio 2020 all’indirizzo mail della Direzione Generale per la Lotta alla povertà e per la programmazione sociale avviso.pais@lavoro.gov.it e riportare come oggetto: “AVVISO 1/2019 – PaIS – QUESITO”.

L’Avviso pubblico, adottato con decreto direttoriale del 27 settembre 2019, sostiene gli interventi di inclusione attiva e di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale previsti nei Patti per l'Inclusione Sociale sottoscritti dai beneficiari del Reddito di cittadinanza e da altre persone in povertà.

Le azioni dovranno riguardare le seguenti funzioni:
- rafforzamento dei Servizi Sociali;
- interventi socio-educativi e di attivazione lavorativa;
- promozione di accordi di collaborazione in rete.
 Le proposte progettuali devono essere presentate esclusivamente attraverso la funzionalità messa a disposizione dalla piattaforma SIGMA INCLUSIONE, all'interno di una delle seguenti finestre temporali:
- per i soggetti con un livello di spesa approvata uguale o superiore al 50%: a partire dal 20 gennaio 2020 e fino alle 23:59 del 20 marzo 2020;
- per i soggetti con un livello di spesa approvata compreso tra un importo inferiore al 50% e uguale o superiore al 25%: a partire dal 20 aprile 2020 e fino alle 23:59 del 19 giugno 2020;
- per i soggetti con un livello di spesa approvata compreso tra un importo inferiore al 25% e uguale o superiore al 5%: a partire dal 20 luglio 2020 fino alle 23:59 del 30 settembre 2020.
I soggetti interessati potranno formulare quesiti esclusivamente tramite mail. Tali quesiti dovranno essere inviati entro le 16:00 del 10 gennaio 2020 all’indirizzo mail della Direzione Generale per la Lotta alla povertà e per la programmazione sociale avviso.pais@lavoro.gov.it e riportare come oggetto: "AVVISO 1/2019 - PaIS - QUESITO".

Il credito IVA si prescrive in dieci anni se “a rimborso” in dichiarazione

Con la recente Ordinanza n. 24006 del 26 settembre 2019, la Corte di Cassazione ha affermato che si prescrive in dieci anni il diritto di rimborso del credito IVA manifestato nel quadro RX della dichiarazione.

IL CASO

La contribuente avendo cessato l’attività, aveva evidenziato nel quadro RX della dichiarazione il credito IVA a rimborso.
Su istanza del contribuente in merito alla mancata esecuzione del rimborso, il Fisco opponeva il diniego per decadenza del termine biennale previsto per la presentazione del modello VR.
Su ricorso del contribuente i giudici tributari hanno confermato la validità del diniego.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Nel riformare la decisione dei giudici tributari in favore del contribuente, la Corte di Cassazione ha affermato che:
– l’istanza di rimborso non integra il fatto costitutivo del diritto, ma solo il presupposto di esigibilità del credito per dare inizio al procedimento di esecuzione del rimborso stesso;
– per la domanda di rimborso dell’eccedenza d’imposta è sufficiente la manifestazione di una volontà diretta all’ottenimento del rimborso mediante la compilazione nella dichiarazione annuale del quadro “RX4”, anche se non accompagnata dalla presentazione del modello ministeriale “VR”, cui è subordinata l’esigibilità del credito.
A tal proposito, i giudici della Suprema Corte hanno precisato che, in base alla normativa dell’Unione Europea, le misure adottate dagli Stati membri per l’adempimento degli obblighi di dichiarazione e di pagamento, nonché per assicurare l’esatta riscossione dell’imposta e per evitare frodi non possono mai porre in discussione il diritto alla detrazione dell’IVA; pertanto, l’esposizione di un credito d’imposta in dichiarazione fa sì che non occorra, da parte del contribuente, al fine di ottenere il rimborso, alcun altro adempimento, atteggiandosi quale formale esercizio del diritto e idoneo a far decorrere l’ordinario termine prescrizionale (decennale).
In conclusione, a fronte del diniego al rimborso opposto dall’Amministrazione finanziaria per decorrenza del termine decadenza biennale e per le mancata presentazione del modello VR, la Corte di Cassazione ha affermato il principio di diritto secondo il quale: “la presentazione del modello “VR” quale “presupposto di esigibilità” del credito IVA deve intendersi nel senso che la stessa rappresenta un elemento fattuale, rimesso nella disponibilità del contribuente interessato, avente la funzione di sollecitare l’attività di verifica dell’Amministrazione e idonea a dare inizio al procedimento di esecuzione del rimborso stesso, sicché l’esposizione di un credito d’imposta in dichiarazione fa sì che non occorra, da parte del contribuente, al fine di ottenere il rimborso, alcun altro adempimento, atteggiandosi quale formale esercizio del diritto e idoneo a far decorrere l’ordinario termine prescrizionale (decennale).

Con la recente Ordinanza n. 24006 del 26 settembre 2019, la Corte di Cassazione ha affermato che si prescrive in dieci anni il diritto di rimborso del credito IVA manifestato nel quadro RX della dichiarazione.

IL CASO

La contribuente avendo cessato l’attività, aveva evidenziato nel quadro RX della dichiarazione il credito IVA a rimborso.
Su istanza del contribuente in merito alla mancata esecuzione del rimborso, il Fisco opponeva il diniego per decadenza del termine biennale previsto per la presentazione del modello VR.
Su ricorso del contribuente i giudici tributari hanno confermato la validità del diniego.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Nel riformare la decisione dei giudici tributari in favore del contribuente, la Corte di Cassazione ha affermato che:
- l'istanza di rimborso non integra il fatto costitutivo del diritto, ma solo il presupposto di esigibilità del credito per dare inizio al procedimento di esecuzione del rimborso stesso;
- per la domanda di rimborso dell'eccedenza d'imposta è sufficiente la manifestazione di una volontà diretta all'ottenimento del rimborso mediante la compilazione nella dichiarazione annuale del quadro "RX4", anche se non accompagnata dalla presentazione del modello ministeriale "VR", cui è subordinata l'esigibilità del credito.
A tal proposito, i giudici della Suprema Corte hanno precisato che, in base alla normativa dell’Unione Europea, le misure adottate dagli Stati membri per l'adempimento degli obblighi di dichiarazione e di pagamento, nonché per assicurare l'esatta riscossione dell'imposta e per evitare frodi non possono mai porre in discussione il diritto alla detrazione dell'IVA; pertanto, l'esposizione di un credito d'imposta in dichiarazione fa sì che non occorra, da parte del contribuente, al fine di ottenere il rimborso, alcun altro adempimento, atteggiandosi quale formale esercizio del diritto e idoneo a far decorrere l'ordinario termine prescrizionale (decennale).
In conclusione, a fronte del diniego al rimborso opposto dall’Amministrazione finanziaria per decorrenza del termine decadenza biennale e per le mancata presentazione del modello VR, la Corte di Cassazione ha affermato il principio di diritto secondo il quale: "la presentazione del modello "VR" quale "presupposto di esigibilità" del credito IVA deve intendersi nel senso che la stessa rappresenta un elemento fattuale, rimesso nella disponibilità del contribuente interessato, avente la funzione di sollecitare l'attività di verifica dell'Amministrazione e idonea a dare inizio al procedimento di esecuzione del rimborso stesso, sicché l'esposizione di un credito d'imposta in dichiarazione fa sì che non occorra, da parte del contribuente, al fine di ottenere il rimborso, alcun altro adempimento, atteggiandosi quale formale esercizio del diritto e idoneo a far decorrere l'ordinario termine prescrizionale (decennale).

Detassazione premi di produttività dei CED dell’Emilia Romagna

Siglato, tra l’ASSOCED Emilia Romagna, LAIT Emilia Romagna e la UGL Terziario Emilia Romagna, l’accordo attuativo della detassazione dei premi di produttività, della partecipazione agli utili e dei servizi di welfare per i dipendenti dei Centri Elaborazione Dati (CED) dell’Emilia Romagna.

Il presente Accordo Territoriale individua gli indicatori di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione (criterio della misurabilità) che possono consistere nell’aumento della produzione o nei risparmi dei fattori produttivi ovvero nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi (criterio dell’incrementabilità), rispetto al periodo congruo di seguito definito, il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di valori numerici o di altro genere appositamente individuati (criterio di verificabilità).
I datori di lavoro della Regione Emilia Romagna, che siano associati alle Associazioni di categoria aderenti al sistema di rappresentanza di ASSOCED o LAIT ,possono applicare la citata normativa di agevolazione fiscale ai lavoratori per le voci retributive corrisposte in relazione ad incrementi di competitività e di produttività ed al coinvolgimento paritetico dei lavoratori.
I datori di lavoro dovranno altresì applicare e rispettare integralmente il CCNL per i dipendenti di Centri Elaborazione Dati (CED), imprese ICT, professioni digitali e S.T.P. sottoscritto da ASSOCED, LAIT e UGL Terziario (compresi tutti gli istituti contrattuali previsti, tra cui l’adesione all’Ente Bilaterale Nazionale EBCE, al Fondo di Assistenza Sanitaria integrativa, Fondo EASI e il versamento del contributo di Assistenza contrattuale W450).
Pertanto, le strutture applicheranno le agevolazioni fiscali, nei limiti ed alle condizioni previste dalla normativa vigente, agli importi dei premi di risultato erogati a seguito del raggiungimento di un effettivo miglioramento dell’indicatore o degli indicatori, rispetto al risultato registrato dallo stesso indicatore o dagli stessi indicatori.
Il lavoratore può scegliere di percepire il premio di produttività, interamente o parzialmente, sotto forma di welfare, prestazioni, beni, opere e servizi, erogati anche attraverso il sistema della bilateralità di settore.

Siglato, tra l’ASSOCED Emilia Romagna, LAIT Emilia Romagna e la UGL Terziario Emilia Romagna, l’accordo attuativo della detassazione dei premi di produttività, della partecipazione agli utili e dei servizi di welfare per i dipendenti dei Centri Elaborazione Dati (CED) dell’Emilia Romagna.

Il presente Accordo Territoriale individua gli indicatori di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione (criterio della misurabilità) che possono consistere nell'aumento della produzione o nei risparmi dei fattori produttivi ovvero nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi (criterio dell'incrementabilità), rispetto al periodo congruo di seguito definito, il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di valori numerici o di altro genere appositamente individuati (criterio di verificabilità).
I datori di lavoro della Regione Emilia Romagna, che siano associati alle Associazioni di categoria aderenti al sistema di rappresentanza di ASSOCED o LAIT ,possono applicare la citata normativa di agevolazione fiscale ai lavoratori per le voci retributive corrisposte in relazione ad incrementi di competitività e di produttività ed al coinvolgimento paritetico dei lavoratori.
I datori di lavoro dovranno altresì applicare e rispettare integralmente il CCNL per i dipendenti di Centri Elaborazione Dati (CED), imprese ICT, professioni digitali e S.T.P. sottoscritto da ASSOCED, LAIT e UGL Terziario (compresi tutti gli istituti contrattuali previsti, tra cui l'adesione all'Ente Bilaterale Nazionale EBCE, al Fondo di Assistenza Sanitaria integrativa, Fondo EASI e il versamento del contributo di Assistenza contrattuale W450).
Pertanto, le strutture applicheranno le agevolazioni fiscali, nei limiti ed alle condizioni previste dalla normativa vigente, agli importi dei premi di risultato erogati a seguito del raggiungimento di un effettivo miglioramento dell'indicatore o degli indicatori, rispetto al risultato registrato dallo stesso indicatore o dagli stessi indicatori.
Il lavoratore può scegliere di percepire il premio di produttività, interamente o parzialmente, sotto forma di welfare, prestazioni, beni, opere e servizi, erogati anche attraverso il sistema della bilateralità di settore.

Istruzioni operative per il versamento al Fondo di assistenza sanitaria F.AS.S

Il Fondo di Assistenza Sanitaria F.AS.S., fornisce le istruzioni operative per il versamento dei contributi

Il Fondo fornisce le modalità di versamento e di adesione al Fondo di Assistenza Sanitaria F.AS.S. per i dipendenti a cui viene applicato il CCNL Terziario – Commercio, Distribuzione e Servizi ” firmato da SISTEMA IMPRESA e FESICA CONFSAL, CONFSAL FISALS, nonchè per l’adesione volontaria dei titolari d’impresa e di talune altre tipologie di soggetti come imprenditori, amministratori d’impresa, professionisti ed alle categorie di lavoratori autonomo.
Potranno iscriversi al Fondo come soggetti volontari anche i titolari d’impresa (intesi come imprenditori, amministratori d’impresa, professionisti ed alle categorie di lavoratori autonomi), anche per questi soggetti è prevista l’estensione della copertura , con versamento volontario, ai familiari.
Le imprese sono tenute a versare un contributo una tantum di adesione al Fondo e una quota mensile/trimestrale/annuale per l’adesione e l’attivazione del Piano sanitario a favore di dipendenti e Quadri. L’importo dei contributi da versare deve essere calcolato a partire dal mese di gennaio 2019:
– Per ciascun lavoratore con la qualifica di operai e impiegati, anche inquadrati come apprendisti o ex apprendisti: € 30
– Per ciascun Quadro e Soggetto volontario: € 340
Il Contributo mensile per l’adesione al Piano sanitario:
1. Per ciascun lavoratore con la qualifica di operai e impiegati, anche inquadrati come apprendisti o ex apprendisti: € 12 mensili (€ 10 a carico azienda;€ 2 a carico del lavoratore da trattenere direttamente dalla busta paga del lavoratore)
2. Per ciascun Quadro: € 406 annuali (€ 340 a carico azienda;€ 56 a carico del lavoratore da trattenere direttamente dalla busta paga del lavoratore).
Per ciascun SOGGETTI VOLONTARI (es. titolari di impresa, Lavoratori autonomi, libero professionista..): € 406 annuali.
Di seguito le scadenze dei versamenti e le relative causali da indicare nei bonifici

PERIODO DI CONTRIBUZIONE MODALITA’ DI VERSAMENTO CAUSALE SCADENZA VERSAMENTO
Trimestre Luglio-Settembre 2019 Unica soluzione Versamento 3° TRIM. 2019 Entro il 16/10/2019
Arretrati

Gennaio-Giugno 2019

+

Quota una tantum

Unica soluzione Versamento arretrati e quota una tantum unica soluzione Entro il 16/10/2019
Versamento rateale (2 rate di pari importo) Versamento arretrati e quota una tantum 1° RATA Entro il 16/10/2019
Versamento arretrati e quota una tantum 2° RATA Entro il 16/01/2020
SOGGETTI VOLONTARI (es. titolari di impresa, Lavoratori autonomi, libero professionista..)
Quota annuale

+

Quota una tantum

Unica soluzione Versamento annualità

20 e quota una tantum

unica soluzione

Dal 1 al 28 febbraio 2020

Il Fondo di Assistenza Sanitaria F.AS.S., fornisce le istruzioni operative per il versamento dei contributi

Il Fondo fornisce le modalità di versamento e di adesione al Fondo di Assistenza Sanitaria F.AS.S. per i dipendenti a cui viene applicato il CCNL Terziario – Commercio, Distribuzione e Servizi " firmato da SISTEMA IMPRESA e FESICA CONFSAL, CONFSAL FISALS, nonchè per l’adesione volontaria dei titolari d’impresa e di talune altre tipologie di soggetti come imprenditori, amministratori d’impresa, professionisti ed alle categorie di lavoratori autonomo.
Potranno iscriversi al Fondo come soggetti volontari anche i titolari d'impresa (intesi come imprenditori, amministratori d'impresa, professionisti ed alle categorie di lavoratori autonomi), anche per questi soggetti è prevista l'estensione della copertura , con versamento volontario, ai familiari.
Le imprese sono tenute a versare un contributo una tantum di adesione al Fondo e una quota mensile/trimestrale/annuale per l'adesione e l'attivazione del Piano sanitario a favore di dipendenti e Quadri. L'importo dei contributi da versare deve essere calcolato a partire dal mese di gennaio 2019:
- Per ciascun lavoratore con la qualifica di operai e impiegati, anche inquadrati come apprendisti o ex apprendisti: € 30
- Per ciascun Quadro e Soggetto volontario: € 340
Il Contributo mensile per l'adesione al Piano sanitario:
1. Per ciascun lavoratore con la qualifica di operai e impiegati, anche inquadrati come apprendisti o ex apprendisti: € 12 mensili (€ 10 a carico azienda;€ 2 a carico del lavoratore da trattenere direttamente dalla busta paga del lavoratore)
2. Per ciascun Quadro: € 406 annuali (€ 340 a carico azienda;€ 56 a carico del lavoratore da trattenere direttamente dalla busta paga del lavoratore).
Per ciascun SOGGETTI VOLONTARI (es. titolari di impresa, Lavoratori autonomi, libero professionista..): € 406 annuali.
Di seguito le scadenze dei versamenti e le relative causali da indicare nei bonifici

PERIODO DI CONTRIBUZIONE MODALITA' DI VERSAMENTO CAUSALE SCADENZA VERSAMENTO
Trimestre Luglio-Settembre 2019 Unica soluzione Versamento 3° TRIM. 2019 Entro il 16/10/2019
Arretrati

Gennaio-Giugno 2019

+

Quota una tantum

Unica soluzione Versamento arretrati e quota una tantum unica soluzione Entro il 16/10/2019
Versamento rateale (2 rate di pari importo) Versamento arretrati e quota una tantum 1° RATA Entro il 16/10/2019
Versamento arretrati e quota una tantum 2° RATA Entro il 16/01/2020
SOGGETTI VOLONTARI (es. titolari di impresa, Lavoratori autonomi, libero professionista..)
Quota annuale

+

Quota una tantum

Unica soluzione Versamento annualità

20 e quota una tantum

unica soluzione

Dal 1 al 28 febbraio 2020

Ente Bilaterale Metalmeccanici: ultime scadenze

L’Ente Bilaterale Metalmeccanici, comunica ai dipendenti dalle aziende di cui al CCNL Metalmeccanica Confapi, i termini per le richieste della prestazioni “Diritto allo Studio “

Come previsto dal Regolamento dell’EBM entrato in vigore l’1/6/2019, le richieste di rimborso per il Diritto allo Studio possono essere presentate secondo le seguenti scadenze:
– dall’1/9/2019 al 29/2/2020 per iscrizione Asilo Nido/Materna per spese Scuole Medie Inferiori e Superiori
– dall’1/11/2019 al 30/4/2020 per iscrizione all’Università.
In particolare, per quanto riguarda le richieste di rimborso per l’Università, visto  il termine del 1° Novembre, nel menu a tendina dell’Area Riservata Aziende, non sarà presente questa prestazione fino a tale data. Le eventuali richieste pervenute con una forzatura delle procedure d’inserimento verranno respinte e dovranno essere ripresentate nei termini delle scadenze perentorie sopra indicate.

L’Ente Bilaterale Metalmeccanici, comunica ai dipendenti dalle aziende di cui al CCNL Metalmeccanica Confapi, i termini per le richieste della prestazioni "Diritto allo Studio "

Come previsto dal Regolamento dell’EBM entrato in vigore l’1/6/2019, le richieste di rimborso per il Diritto allo Studio possono essere presentate secondo le seguenti scadenze:
- dall’1/9/2019 al 29/2/2020 per iscrizione Asilo Nido/Materna per spese Scuole Medie Inferiori e Superiori
- dall’1/11/2019 al 30/4/2020 per iscrizione all’Università.
In particolare, per quanto riguarda le richieste di rimborso per l’Università, visto  il termine del 1° Novembre, nel menu a tendina dell’Area Riservata Aziende, non sarà presente questa prestazione fino a tale data. Le eventuali richieste pervenute con una forzatura delle procedure d’inserimento verranno respinte e dovranno essere ripresentate nei termini delle scadenze perentorie sopra indicate.

Sisma centro Italia e ZES: ora è possibile usufruire del credito d’imposta

Istituiti i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016 e del credito d’imposta per gli investimento nelle zone economiche speciali (ZES) (Agenzia Entrate – risoluzione n. 83/2019).

L’Agenzia delle Entrate ha finalmente reso noto i codici tributo da indicare in f24 per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016, e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (ZES).
I codici tributo da indicare nell’F24, sono i seguenti:
– “6905” denominato “Credito d’imposta investimenti sisma centro Italia – articolo 18-quater, comma 1, decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8”;
– “6906” denominato “Credito d’imposta investimenti ZES – articolo 5, comma 2, decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91”.

Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline), pena il rifiuto dell’operazione di versamento.
In sede di compilazione del modello, i suddetti codici tributo devono essere indicati nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento dei costi, nel formato “AAAA.

Istituiti i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016 e del credito d’imposta per gli investimento nelle zone economiche speciali (ZES) (Agenzia Entrate - risoluzione n. 83/2019).

L’Agenzia delle Entrate ha finalmente reso noto i codici tributo da indicare in f24 per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016, e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (ZES).
I codici tributo da indicare nell’F24, sono i seguenti:
- "6905" denominato "Credito d’imposta investimenti sisma centro Italia - articolo 18-quater, comma 1, decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8";
- "6906" denominato "Credito d’imposta investimenti ZES - articolo 5, comma 2, decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91".

Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline), pena il rifiuto dell’operazione di versamento.
In sede di compilazione del modello, i suddetti codici tributo devono essere indicati nella sezione "Erario", in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a credito compensati" ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna "importi a debito versati". Il campo "anno di riferimento" è valorizzato con l’anno di sostenimento dei costi, nel formato "AAAA.

Prescrizione dell’azione disciplinare: la risposta del CNDCEC

30 SETT 2019 Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ribadiscono che l’azione disciplinare si prescrive in cinque anni dal compimento dell’evento che può dar luogo all’apertura del procedimento disciplinare (P.O. 120 del 12 settembre 2019).

Nel quesito si chiede se sia prescritta l’azione disciplinare relativamente ad un elenco di iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti – ai quali l’Agenzia delle Entrate ha applicato le sanzioni previste per “Visto di conformità infedele” apposto su modelli 730 relativi all’anno di imposta 2013.
Per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili l’art. 56 del D. Lgs. n. 139/05 e l’art. 20, comma 1, del Regolamento per l’esercizio della funzione disciplinare territoriale dispongono che “L’azione disciplinare si prescrive in cinque anni dal compimento dell’evento che può dar luogo all’apertura del procedimento disciplinare”.
In linea generale, in materia di prescrizione dell’azione disciplinare, occorre distinguere il caso in cui il procedimento disciplinare tragga origine da fatti punibili solo in tale sede, dal caso in cui il procedimento disciplinare abbia luogo per fatti costituenti anche reato e per i quali sia stata iniziata l’azione penale. Nel primo caso, il termine prescrizionale comincia a decorrere dalla commissione del fatto; nel secondo, invece, l’azione disciplinare è collegata al fatto storico di una pronuncia penale che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso, ha come oggetto lo stesso fatto oggetto dell’imputazione penale e la prescrizione decorre dal passaggio in giudicato della sentenza penale.
In base a quanto prospettato nel quesito de quo, ovvero in assenza di procedimenti penali a carico dei professionisti di cui trattasi, l’evento dal quale comincia a decorrere il termine prescrizionale, ai fini dell’esercizio della azione disciplinare, è rappresentato dalla condotta degli iscritti, ovvero dall’atto della presentazione, da parte dei professionisti, dei modelli 730 per l’imposta 2013, non rilevando, ai fini della decorrenza del termine prescrizionale, il momento in cui l’Agenzia ha applicato a loro carico le sanzioni per visto di conformità infedele, né tantomeno quando il Collegio di Disciplina ne abbia avuto contezza. Premesso quanto sopra, il Consiglio ritiene che, nel caso di specie, l’azione disciplinare debba intendersi prescritta.

30 SETT 2019 Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ribadiscono che l'azione disciplinare si prescrive in cinque anni dal compimento dell'evento che può dar luogo all'apertura del procedimento disciplinare (P.O. 120 del 12 settembre 2019).

Nel quesito si chiede se sia prescritta l'azione disciplinare relativamente ad un elenco di iscritti all'Ordine dei dottori commercialisti - ai quali l'Agenzia delle Entrate ha applicato le sanzioni previste per "Visto di conformità infedele" apposto su modelli 730 relativi all'anno di imposta 2013.
Per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili l'art. 56 del D. Lgs. n. 139/05 e l'art. 20, comma 1, del Regolamento per l'esercizio della funzione disciplinare territoriale dispongono che "L'azione disciplinare si prescrive in cinque anni dal compimento dell'evento che può dar luogo all'apertura del procedimento disciplinare".
In linea generale, in materia di prescrizione dell'azione disciplinare, occorre distinguere il caso in cui il procedimento disciplinare tragga origine da fatti punibili solo in tale sede, dal caso in cui il procedimento disciplinare abbia luogo per fatti costituenti anche reato e per i quali sia stata iniziata l'azione penale. Nel primo caso, il termine prescrizionale comincia a decorrere dalla commissione del fatto; nel secondo, invece, l'azione disciplinare è collegata al fatto storico di una pronuncia penale che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l'imputato non lo ha commesso, ha come oggetto lo stesso fatto oggetto dell'imputazione penale e la prescrizione decorre dal passaggio in giudicato della sentenza penale.
In base a quanto prospettato nel quesito de quo, ovvero in assenza di procedimenti penali a carico dei professionisti di cui trattasi, l'evento dal quale comincia a decorrere il termine prescrizionale, ai fini dell'esercizio della azione disciplinare, è rappresentato dalla condotta degli iscritti, ovvero dall'atto della presentazione, da parte dei professionisti, dei modelli 730 per l'imposta 2013, non rilevando, ai fini della decorrenza del termine prescrizionale, il momento in cui l'Agenzia ha applicato a loro carico le sanzioni per visto di conformità infedele, né tantomeno quando il Collegio di Disciplina ne abbia avuto contezza. Premesso quanto sopra, il Consiglio ritiene che, nel caso di specie, l'azione disciplinare debba intendersi prescritta.

Whistleblowing: ritorsioni verso un segnalante di illeciti

All’esito di una lunga istruttoria, l’Autorità nazionale anticorruzione ha irrogato una sanzione da 5mila euro al responsabile di provvedimenti ritorsivi attuati nei confronti di un whistleblower. È la prima multa comminata dall’Anac da quanto è stata approvata la legge 179/2017, che tutela da misure discriminatorie chi segnala illeciti sul luogo di lavoro.

L’articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di tutela del dipendente o collaboratore che segnala illeciti è stato completamente sostituito ad opera dell’articolo 1 della legge n. 179/2017. Il nuovo testo prevede che il pubblico dipendente che, nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione, segnali al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, ovvero all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all’autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile, condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione.
L’eventuale adozione di misure ritenute ritorsive è comunicata in ogni caso all’ANAC dall’interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell’amministrazione nella quale le stesse sono state poste in esser, ANAC che ne darà a sua volta informazione al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri o gli altri organismi di garanzia o di disciplina per le attività e gli eventuali provvedimenti di competenza.
Con comunicato del 26 settembre 2019, all’esito di una lunga istruttoria, l’Autorità nazionale anticorruzione ha irrogato una sanzione da 5mila euro al responsabile di provvedimenti ritorsivi attuati nei confronti di un whistleblower. È la prima multa comminata dall’Anac da quanto è stata approvata la legge 179/2017, che tutela da misure discriminatorie chi segnala illeciti sul luogo di lavoro. Il whistleblower, operante in un comune campano, aveva denunciato per abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio i componenti dell’Ufficio procedimenti disciplinari, di cui lui stesso faceva parte. Nelle settimane successive alla denuncia sporta presso l’Autorità giudiziaria, il dirigente era stato sospeso dal servizio per 10 giorni e in seguito per altri 12 giorni, in entrambi i casi con la contestuale privazione della retribuzione.
Dopo un accurato esame della vicenda e l’audizione di due componenti dell’Ufficio procedimenti disciplinari, l’Anac ha ritenuto pretestuose e ritorsive le motivazioni alla base delle contestazioni, sanzionando il firmatario dei provvedimenti.
Dall’istituzione della legge, l’Autorità ha avviato 17 procedimenti sanzionatori; di questi, 10 sono tuttora in corso.
Dall’inizio del 2019 a oggi sono 706 le segnalazioni pervenute. Di queste, dopo gli approfondimenti del caso, 41 sono state trasmesse alla Procura della Repubblica e 35 alla Corte dei Conti per valutare la sussistenza di profili penali ed erariali.

All’esito di una lunga istruttoria, l’Autorità nazionale anticorruzione ha irrogato una sanzione da 5mila euro al responsabile di provvedimenti ritorsivi attuati nei confronti di un whistleblower. È la prima multa comminata dall’Anac da quanto è stata approvata la legge 179/2017, che tutela da misure discriminatorie chi segnala illeciti sul luogo di lavoro.

L'articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di tutela del dipendente o collaboratore che segnala illeciti è stato completamente sostituito ad opera dell’articolo 1 della legge n. 179/2017. Il nuovo testo prevede che il pubblico dipendente che, nell'interesse dell'integrità della pubblica amministrazione, segnali al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, ovvero all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), o denuncia all'autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile, condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione.
L'eventuale adozione di misure ritenute ritorsive è comunicata in ogni caso all'ANAC dall'interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell'amministrazione nella quale le stesse sono state poste in esser, ANAC che ne darà a sua volta informazione al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri o gli altri organismi di garanzia o di disciplina per le attività e gli eventuali provvedimenti di competenza.
Con comunicato del 26 settembre 2019, all’esito di una lunga istruttoria, l’Autorità nazionale anticorruzione ha irrogato una sanzione da 5mila euro al responsabile di provvedimenti ritorsivi attuati nei confronti di un whistleblower. È la prima multa comminata dall’Anac da quanto è stata approvata la legge 179/2017, che tutela da misure discriminatorie chi segnala illeciti sul luogo di lavoro. Il whistleblower, operante in un comune campano, aveva denunciato per abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio i componenti dell’Ufficio procedimenti disciplinari, di cui lui stesso faceva parte. Nelle settimane successive alla denuncia sporta presso l’Autorità giudiziaria, il dirigente era stato sospeso dal servizio per 10 giorni e in seguito per altri 12 giorni, in entrambi i casi con la contestuale privazione della retribuzione.
Dopo un accurato esame della vicenda e l’audizione di due componenti dell’Ufficio procedimenti disciplinari, l’Anac ha ritenuto pretestuose e ritorsive le motivazioni alla base delle contestazioni, sanzionando il firmatario dei provvedimenti.
Dall’istituzione della legge, l’Autorità ha avviato 17 procedimenti sanzionatori; di questi, 10 sono tuttora in corso.
Dall’inizio del 2019 a oggi sono 706 le segnalazioni pervenute. Di queste, dopo gli approfondimenti del caso, 41 sono state trasmesse alla Procura della Repubblica e 35 alla Corte dei Conti per valutare la sussistenza di profili penali ed erariali.

Esterometro: poche ore al termine per le comunicazioni di settembre

Ultimi giorni a disposizione per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni, del mese di agosto, di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (Art. 1, co. 3-bis, del D.Lgs. n. 127/2015).

I soggetti passivi IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato hanno l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate, con cadenza mensile e in via telematica, i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (cd. “Esterometro”).

Sono escluse le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio.

Sotto il profilo soggettivo sono esonerati dall’obbligo:

– i soggetti che applicano il “regime di vantaggio”;
– i soggetti che applicano il “regime forfettario”;
– le associazioni sportive dilettantistiche che hanno esercitato l’opzione e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000.

Ultimi giorni a disposizione per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni, del mese di agosto, di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (Art. 1, co. 3-bis, del D.Lgs. n. 127/2015).

I soggetti passivi IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato hanno l’obbligo di comunicare all'Agenzia delle entrate, con cadenza mensile e in via telematica, i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (cd. "Esterometro").

Sono escluse le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio.

Sotto il profilo soggettivo sono esonerati dall’obbligo:

- i soggetti che applicano il "regime di vantaggio";
- i soggetti che applicano il "regime forfettario";
- le associazioni sportive dilettantistiche che hanno esercitato l'opzione e che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000.

Versamento della maggiorazione del contributo addizionale NASpI

L’Inps comunica che il termine di esposizione della contribuzione addizionale NASpI, relativa al periodo compreso tra il 14 luglio 2018 ed agosto 2019, è prorogato al mese di ottobre 2019.

Il decreto-legge dignità ha ridotto a 12 mesi la durata massima del contratto a tempo determinato, anche in relazione al regime di somministrazione di lavoro, e a 24 mesi la durata massima dei medesimi rapporti intercorrenti fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale. Inoltre, l’articolo 3, comma 2, del decreto dignità ha previsto l’aumento del contributo addizionale che finanzia la nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI), dovuto dai datori di lavoro, nella misura dello 0,50%, in occasione di ciascun rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato, intervenuto a far tempo dal 14 luglio 2018. In sostanza, la misura ordinaria dell’1,4% va incrementata dello 0,5% in caso di ogni ulteriore rinnovo.
Sul piano generale, la fattispecie del rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato ricorre quando l’iniziale contratto raggiunge la scadenza originariamente prevista (o successivamente prorogata) e le parti procedono alla sottoscrizione di un ulteriore contratto a termine.
Tuttavia, considerato che il decreto dignità ha esteso la nuova disciplina dei rapporti a termine anche alla somministrazione di lavoratori assunti a tempo determinato, l’aumento del contributo addizionale NASpI opera anche nei casi in cui lo stesso utilizzatore abbia instaurato un precedente contratto di lavoro a termine con il medesimo lavoratore ovvero nell’ipotesi inversa.
Il Ministero del lavoro ha inoltre specificato che qualora venga modificata la causale originariamente apposta al contratto a termine si configura un rinnovo e non una proroga, anche se l’ulteriore contratto segue il precedente senza soluzione di continuità. In tale ipotesi trattandosi di rinnovo l’incremento del contributo addizionale è dovuto.
Ciò premesso, l’Inps aveva chiarito che, ai fini del versamento della maggiorazione del contributo addizionale NASpI per il periodo compreso tra il 14 luglio 2018 ed agosto 2019, i datori di lavoro, nel flusso di competenza settembre 2019, dovevano provvedere ad esporre per ogni singolo lavoratore interessato, i valori complessivi relativi ad ognuno dei rinnovi intervenuti nel periodo. Con il messaggio in commento, l’Istituto comunica che il suddetto termine è stato prorogato, per cui i datori di lavoro possono provvedere alla valorizzazione nel flusso di competenza settembre o in quello di competenza ottobre 2019, secondo le modalità operative già descritte (Inps, circolare 06 settembre 2019, n. 121), dei valori complessivi relativi ad ognuno dei rinnovi intervenuti nel periodo compreso tra il 14 luglio 2018 ed agosto 2019 (cfr. messaggio n. 3447/2019).

L’Inps comunica che il termine di esposizione della contribuzione addizionale NASpI, relativa al periodo compreso tra il 14 luglio 2018 ed agosto 2019, è prorogato al mese di ottobre 2019.

Il decreto-legge dignità ha ridotto a 12 mesi la durata massima del contratto a tempo determinato, anche in relazione al regime di somministrazione di lavoro, e a 24 mesi la durata massima dei medesimi rapporti intercorrenti fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale. Inoltre, l’articolo 3, comma 2, del decreto dignità ha previsto l’aumento del contributo addizionale che finanzia la nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI), dovuto dai datori di lavoro, nella misura dello 0,50%, in occasione di ciascun rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato, intervenuto a far tempo dal 14 luglio 2018. In sostanza, la misura ordinaria dell’1,4% va incrementata dello 0,5% in caso di ogni ulteriore rinnovo.
Sul piano generale, la fattispecie del rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato ricorre quando l’iniziale contratto raggiunge la scadenza originariamente prevista (o successivamente prorogata) e le parti procedono alla sottoscrizione di un ulteriore contratto a termine.
Tuttavia, considerato che il decreto dignità ha esteso la nuova disciplina dei rapporti a termine anche alla somministrazione di lavoratori assunti a tempo determinato, l’aumento del contributo addizionale NASpI opera anche nei casi in cui lo stesso utilizzatore abbia instaurato un precedente contratto di lavoro a termine con il medesimo lavoratore ovvero nell’ipotesi inversa.
Il Ministero del lavoro ha inoltre specificato che qualora venga modificata la causale originariamente apposta al contratto a termine si configura un rinnovo e non una proroga, anche se l’ulteriore contratto segue il precedente senza soluzione di continuità. In tale ipotesi trattandosi di rinnovo l’incremento del contributo addizionale è dovuto.
Ciò premesso, l’Inps aveva chiarito che, ai fini del versamento della maggiorazione del contributo addizionale NASpI per il periodo compreso tra il 14 luglio 2018 ed agosto 2019, i datori di lavoro, nel flusso di competenza settembre 2019, dovevano provvedere ad esporre per ogni singolo lavoratore interessato, i valori complessivi relativi ad ognuno dei rinnovi intervenuti nel periodo. Con il messaggio in commento, l’Istituto comunica che il suddetto termine è stato prorogato, per cui i datori di lavoro possono provvedere alla valorizzazione nel flusso di competenza settembre o in quello di competenza ottobre 2019, secondo le modalità operative già descritte (Inps, circolare 06 settembre 2019, n. 121), dei valori complessivi relativi ad ognuno dei rinnovi intervenuti nel periodo compreso tra il 14 luglio 2018 ed agosto 2019 (cfr. messaggio n. 3447/2019).