Rateazioni dei debiti per premi e accessori non iscritti a ruolo: precisazioni Inail

Con la determina del Presidente dell’Inail 23 luglio 2019, n. 227 è stata modificata la disciplina delle rateazioni fino a 24 rate dei debiti contributivi per premi e accessori non iscritti a ruolo, concesse dall’Inail. La nuova disciplina semplifica le condizioni per la concessione del beneficio della rateazione su istanza del debitore, eliminando l’obbligo del versamento dell’acconto o rata provvisoria contestualmente all’istanza, e regolamenta in modo puntuale il procedimento di concessione, di revoca e di annullamento della rateazione concessa (Circolare n. 22/2019).

Il Ministro del lavoro può autorizzare la rateazione sino a 36 mesi dei debiti contributivi scaduti non iscritti a ruolo.
In alcuni casi, può autorizzare il pagamento rateale fino a 60 mesi sulla base dei criteri di eccezionalità previsti.
In considerazione dell’eccezionalità e tassatività dei casi ammessi, è previsto uno specifico iter istruttorio a cura delle Strutture territoriali competenti, finalizzato a verificare l’effettiva sussistenza delle condizioni in presenza delle quali il competente organo ministeriale può autorizzare il pagamento rateale fino a 36 o 60 mesi.
Al fine di accelerare l’iter procedurale con particolare riferimento alla fase afferente agli accertamenti istruttori sulle condizioni di ammissibilità delle rateazioni in questione il Ministero del lavoro ha previsto che gli Enti devono trasmettere, unitamente alle domande di rateazione delle aziende interessate, una dettagliata e completa relazione attestante: l’importo del debito contributivo e il periodo cui lo stesso si riferisce; le cause che hanno determinato l’omissione contributiva, quali, per esempio, il mancato incasso di notevoli crediti maturati nei confronti di enti pubblici, calamità naturali, fatti dolosi del terzo accertati giudizialmente; la situazione finanziaria dell’azienda da cui si desume la solvibilità del credito; la specificazione che la concessione della dilazione, oltre a costituire la possibile alternativa per il recupero del credito, contribuisca in modo significativo, a favorire, sia il riassetto finanziario ed economico dell’azienda, che il mantenimento dei livelli occupazionali; il tipo di garanzie presentate a tutela del credito; il puntuale versamento delle rate provvisorie e dei contributi correnti.
Il riferimento alle rate provvisorie è da intendersi attualmente superato, a seguito della disciplina approvata con determina presidenziale 23 luglio 2019, n. 227, che non prevede più il pagamento dell’acconto ovvero della rata provvisoria contestualmente alla presentazione dell’istanza di rateazione e il pagamento delle rate provvisorie successive fino all’emissione del provvedimento di concessione.
L’autorizzazione, da parte degli organi di gestione del Ministero del lavoro per il pagamento rateale sino a 36 mesi dei debiti per contributi, premi e accessori di legge dovuti agli enti pubblici previdenziali, può essere concessa allorquando il mancato o ritardato pagamento di contributi o premi sia riconducibile a una delle seguenti cause: calamità naturali; procedure concorsuali; carenza temporanea di liquidità finanziaria derivante da ritardato introito di crediti maturati nei confronti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici, derivanti da obblighi contrattuali, ovvero da ritardata erogazione di contributi e finanziamenti pubblici previsti da legge o convenzione; ricorrenza di uno stato di crisi aziendale dovuto a contrazione o sospensione dell’attività produttiva per eventi transitori, non imputabili all’azienda, di situazioni temporanee di mercato, di crisi economiche settoriali e locali, ovvero di un processo di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale.
La suddetta autorizzazione ministeriale al pagamento rateale sino a 36 mesi può anche essere concessa: in caso trasmissione agli eredi dei debiti contributivi; in presenza di una carenza temporanea di liquidità finanziaria connessa a difficoltà economico-sociali territoriali o settoriali; in occasione di contestuali richieste di pagamento di contributi dovuti a vario titolo (condono, recupero contributi sospesi a seguito di ordinanze connesse al verificarsi di calamità naturali, contributi correnti), aventi scadenze concomitanti; per debiti contributivi di importo complessivo non inferiore a 5.165,00 euro, avuto riguardo alla precaria situazione reddituale del debitore, risultante da documentazione fiscale.

La rateizzazione sino a 60 mesi può essere concessa con decreto ministeriale allorquando il mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi sia riconducibile a una delle seguenti cause: oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo, successivamente riconosciuto in sede giurisdizionale o amministrativa. In particolare, si specifica che l’ammissione al beneficio è circoscritta allorché dette incertezze traggano origine da contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative, dalla novità o complessità della fattispecie, da obiettive difficoltà di interpretazione delle norme di settore, da cui sia derivato un obiettivo inesatto convincimento circa la sussistenza dell’obbligo contributivo, successivamente riconosciuto, in via definitiva, in sede giurisdizionale o amministrativa. Di conseguenza, devono ritenersi escluse, a titolo esemplificativo, le ipotesi in cui sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo si sia formato un orientamento giurisprudenziale o amministrativo consolidato, nonché quelle in cui si faccia valere una non verosimile interpretazione delle norme; fatto doloso del terzo denunciato all’autorità giudiziaria entro il termine di cui all’articolo 124, primo comma, del codice penale, e sempreché l’interessato esibisca certificazione dell’autorità giudiziaria attestante che presso la stessa è pendente il relativo procedimento promosso a seguito della denuncia.
Il debitore che intenda chiedere la rateazione per un numero di rate eccedenti le 24 mensilità deve presentare l’istanza, anche tramite un intermediario in possesso di delega dall’interessato, utilizzando il servizio telematico “Istanza rateazione” disponibile sul sito www.inail.it, allegando obbligatoriamente, in formato pdf, la documentazione relativa alle motivazioni addotte a fondamento dell’istanza stessa nonché la garanzia fideiussoria prestata.
In particolare, deve essere allegata la documentazione probante circa le cause che hanno determinato l’omissione contributiva, cioè per le calamità naturali le ordinanze emesse dalle autorità competenti, per le procedure concorsuali i relativi atti emessi dagli organi competenti, per le situazioni di crisi previste la specifica documentazione di cui il debitore deve essere necessariamente in possesso.
Laddove la documentazione pervenuta sia completa e le motivazioni del mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi siano riconducibili a una delle cause tassative previste, la Sede deve inoltrare tramite Pec alla Direzione regionale (o alla Direzione provinciale di Bolzano per i casi di sua competenza) l’intero fascicolo corredato da una dettagliata e completa relazione a firma del Direttore della Direzione territoriale competente, attestante l’importo del debito contributivo e il periodo cui lo stesso si riferisce, le cause che hanno determinato l’omissione contributiva, la situazione finanziaria dell’azienda da cui si desume la solvibilità del credito, la specificazione che la concessione della rateazione sino a 36 mesi, oltre a costituire possibile alternativa per il recupero del credito, contribuisce, in modo significativo, a favorire sia il riassetto finanziario ed economico dell’azienda che il mantenimento dei livelli occupazionali, il tipo di garanzie prestate a tutela del credito e il puntuale versamento dei premi assicurativi correnti.
La Direzione regionale (o la Direzione provinciale di Bolzano) esaminata la documentazione ricevuta, se ritiene che la relazione sia sufficientemente dettagliata e completa, ovvero dopo averla integrata se necessario, e che sussistano le condizioni per la concessione della rateazione sino a 36 mesi, sottopone la pratica al Direttore per la sottoscrizione del parere favorevole.
L’istanza di rateazione, completa della documentazione fornita dal debitore e della relazione sottoscritta con parere favorevole dal Direttore della Direzione regionale, deve essere inoltrata tramite Pec al competente ufficio della Direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Ricevuta l’autorizzazione ministeriale che le sarà inoltrata dalla Direzione regionale, la Sede deve istruire la pratica di concessione alla quale deve essere allegata l’autorizzazione stessa.

Con la determina del Presidente dell’Inail 23 luglio 2019, n. 227 è stata modificata la disciplina delle rateazioni fino a 24 rate dei debiti contributivi per premi e accessori non iscritti a ruolo, concesse dall’Inail. La nuova disciplina semplifica le condizioni per la concessione del beneficio della rateazione su istanza del debitore, eliminando l’obbligo del versamento dell’acconto o rata provvisoria contestualmente all’istanza, e regolamenta in modo puntuale il procedimento di concessione, di revoca e di annullamento della rateazione concessa (Circolare n. 22/2019).

Il Ministro del lavoro può autorizzare la rateazione sino a 36 mesi dei debiti contributivi scaduti non iscritti a ruolo.
In alcuni casi, può autorizzare il pagamento rateale fino a 60 mesi sulla base dei criteri di eccezionalità previsti.
In considerazione dell’eccezionalità e tassatività dei casi ammessi, è previsto uno specifico iter istruttorio a cura delle Strutture territoriali competenti, finalizzato a verificare l’effettiva sussistenza delle condizioni in presenza delle quali il competente organo ministeriale può autorizzare il pagamento rateale fino a 36 o 60 mesi.
Al fine di accelerare l’iter procedurale con particolare riferimento alla fase afferente agli accertamenti istruttori sulle condizioni di ammissibilità delle rateazioni in questione il Ministero del lavoro ha previsto che gli Enti devono trasmettere, unitamente alle domande di rateazione delle aziende interessate, una dettagliata e completa relazione attestante: l’importo del debito contributivo e il periodo cui lo stesso si riferisce; le cause che hanno determinato l’omissione contributiva, quali, per esempio, il mancato incasso di notevoli crediti maturati nei confronti di enti pubblici, calamità naturali, fatti dolosi del terzo accertati giudizialmente; la situazione finanziaria dell’azienda da cui si desume la solvibilità del credito; la specificazione che la concessione della dilazione, oltre a costituire la possibile alternativa per il recupero del credito, contribuisca in modo significativo, a favorire, sia il riassetto finanziario ed economico dell’azienda, che il mantenimento dei livelli occupazionali; il tipo di garanzie presentate a tutela del credito; il puntuale versamento delle rate provvisorie e dei contributi correnti.
Il riferimento alle rate provvisorie è da intendersi attualmente superato, a seguito della disciplina approvata con determina presidenziale 23 luglio 2019, n. 227, che non prevede più il pagamento dell’acconto ovvero della rata provvisoria contestualmente alla presentazione dell’istanza di rateazione e il pagamento delle rate provvisorie successive fino all’emissione del provvedimento di concessione.
L’autorizzazione, da parte degli organi di gestione del Ministero del lavoro per il pagamento rateale sino a 36 mesi dei debiti per contributi, premi e accessori di legge dovuti agli enti pubblici previdenziali, può essere concessa allorquando il mancato o ritardato pagamento di contributi o premi sia riconducibile a una delle seguenti cause: calamità naturali; procedure concorsuali; carenza temporanea di liquidità finanziaria derivante da ritardato introito di crediti maturati nei confronti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici, derivanti da obblighi contrattuali, ovvero da ritardata erogazione di contributi e finanziamenti pubblici previsti da legge o convenzione; ricorrenza di uno stato di crisi aziendale dovuto a contrazione o sospensione dell’attività produttiva per eventi transitori, non imputabili all’azienda, di situazioni temporanee di mercato, di crisi economiche settoriali e locali, ovvero di un processo di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale.
La suddetta autorizzazione ministeriale al pagamento rateale sino a 36 mesi può anche essere concessa: in caso trasmissione agli eredi dei debiti contributivi; in presenza di una carenza temporanea di liquidità finanziaria connessa a difficoltà economico-sociali territoriali o settoriali; in occasione di contestuali richieste di pagamento di contributi dovuti a vario titolo (condono, recupero contributi sospesi a seguito di ordinanze connesse al verificarsi di calamità naturali, contributi correnti), aventi scadenze concomitanti; per debiti contributivi di importo complessivo non inferiore a 5.165,00 euro, avuto riguardo alla precaria situazione reddituale del debitore, risultante da documentazione fiscale.

La rateizzazione sino a 60 mesi può essere concessa con decreto ministeriale allorquando il mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi sia riconducibile a una delle seguenti cause: oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo, successivamente riconosciuto in sede giurisdizionale o amministrativa. In particolare, si specifica che l’ammissione al beneficio è circoscritta allorché dette incertezze traggano origine da contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative, dalla novità o complessità della fattispecie, da obiettive difficoltà di interpretazione delle norme di settore, da cui sia derivato un obiettivo inesatto convincimento circa la sussistenza dell’obbligo contributivo, successivamente riconosciuto, in via definitiva, in sede giurisdizionale o amministrativa. Di conseguenza, devono ritenersi escluse, a titolo esemplificativo, le ipotesi in cui sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo si sia formato un orientamento giurisprudenziale o amministrativo consolidato, nonché quelle in cui si faccia valere una non verosimile interpretazione delle norme; fatto doloso del terzo denunciato all’autorità giudiziaria entro il termine di cui all’articolo 124, primo comma, del codice penale, e sempreché l’interessato esibisca certificazione dell’autorità giudiziaria attestante che presso la stessa è pendente il relativo procedimento promosso a seguito della denuncia.
Il debitore che intenda chiedere la rateazione per un numero di rate eccedenti le 24 mensilità deve presentare l’istanza, anche tramite un intermediario in possesso di delega dall’interessato, utilizzando il servizio telematico "Istanza rateazione" disponibile sul sito www.inail.it, allegando obbligatoriamente, in formato pdf, la documentazione relativa alle motivazioni addotte a fondamento dell’istanza stessa nonché la garanzia fideiussoria prestata.
In particolare, deve essere allegata la documentazione probante circa le cause che hanno determinato l’omissione contributiva, cioè per le calamità naturali le ordinanze emesse dalle autorità competenti, per le procedure concorsuali i relativi atti emessi dagli organi competenti, per le situazioni di crisi previste la specifica documentazione di cui il debitore deve essere necessariamente in possesso.
Laddove la documentazione pervenuta sia completa e le motivazioni del mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi siano riconducibili a una delle cause tassative previste, la Sede deve inoltrare tramite Pec alla Direzione regionale (o alla Direzione provinciale di Bolzano per i casi di sua competenza) l’intero fascicolo corredato da una dettagliata e completa relazione a firma del Direttore della Direzione territoriale competente, attestante l’importo del debito contributivo e il periodo cui lo stesso si riferisce, le cause che hanno determinato l’omissione contributiva, la situazione finanziaria dell’azienda da cui si desume la solvibilità del credito, la specificazione che la concessione della rateazione sino a 36 mesi, oltre a costituire possibile alternativa per il recupero del credito, contribuisce, in modo significativo, a favorire sia il riassetto finanziario ed economico dell’azienda che il mantenimento dei livelli occupazionali, il tipo di garanzie prestate a tutela del credito e il puntuale versamento dei premi assicurativi correnti.
La Direzione regionale (o la Direzione provinciale di Bolzano) esaminata la documentazione ricevuta, se ritiene che la relazione sia sufficientemente dettagliata e completa, ovvero dopo averla integrata se necessario, e che sussistano le condizioni per la concessione della rateazione sino a 36 mesi, sottopone la pratica al Direttore per la sottoscrizione del parere favorevole.
L’istanza di rateazione, completa della documentazione fornita dal debitore e della relazione sottoscritta con parere favorevole dal Direttore della Direzione regionale, deve essere inoltrata tramite Pec al competente ufficio della Direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Ricevuta l’autorizzazione ministeriale che le sarà inoltrata dalla Direzione regionale, la Sede deve istruire la pratica di concessione alla quale deve essere allegata l’autorizzazione stessa.

Nuova procedura per Patent Box: approvate le regole definitive

Col provvedimento n. 658445 del 30 luglio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le regole della nuova procedura prevista dal regime opzionale di determinazione del reddito agevolabile da patent box introdotto dal Decreto Crescita, in alternativa alla procedura ordinaria di accordo preventivo già in vigore per fruire della medesima agevolazione

AGEVOLAZIONE PATENT BOX

Il regime di “patent box” costituisce un’agevolazione in favore dei titolari di reddito di impresa, in base alla quale è escluso dalla base imponibile il 50 per cento dei redditi derivanti:
– dall’utilizzo di determinati beni immateriali (software protetti da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli, processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili);
– dalla cessione degli stessi beni, qualora il 90 per cento dei proventi di cessione è reinvestito nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali prima della chiusura del secondo periodo di imposta successivo a quello nel quale si è verificata la vendita.

NUOVA PROCEDURA DI ACCESSO

A partire dal periodo d’imposta 2019 il Decreto Crescita ha reso più semplice l’accesso ai benefici del regime Patent Box, introducendo la possibilità di optare per una procedura di determinazione diretta del reddito agevolabile, in alternativa alla procedura di ruling che prevede il confronto preventivo con l’amministrazione finanziaria per la determinazione del reddito agevolabile sulla base di apposita istanza presentata all’Agenzia delle Entrate.
Il provvedimento n. 658445/2019 definisce le regole della nuova procedura a cui si aderisce mediante opzione, che deve essere comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta al quale si riferisce l’agevolazione.
L’opzione ha durata annuale, è irrevocabile e rinnovabile.
L’agevolazione si applica mediante variazione in diminuzione dal reddito imponibile della quota di reddito escluso, riconducibile all’utilizzo o alla cessione dei beni immateriali agevolabili; tale variazione deve essere ripartita in tre quote annuali di pari importo da indicare nella dichiarazione dei redditi ed dell’IRAP relativa al periodo d’imposta in cui viene esercitata la scelta e in quelle relative ai due periodi d’imposta successivi.
Le informazioni necessarie per la determinazione del reddito agevolabile devono essere indicate in un documento che il provvedimento definisce “idonea documentazione”. In tale documento, diviso in due sezioni, devono essere indicate, tra l’altro:
1) Sezione A

– il modello organizzativo dell’impresa;
– la struttura partecipativa e il mercato di riferimento;
– gli elenchi dei beni immateriali e delle attività di ricerca e sviluppo;
– le plusvalenze realizzate tramite la cessione di “intellectual property” agevolabili;
2) Sezione B

– le informazioni di sintesi riguardanti le determinazione del reddito agevolabile;
– il metodo adottato (CUP, RPSM, o altro).

Le microimprese, piccole e medie imprese possono utilizzare in caso di utilizzo diretto, nell’ambito dell’applicazione del metodo del Residual Profit Split, le analisi di benchmark di settore sulla base dei codici attività previsti dalla nomenclatura ATECO 2007, messe a disposizione dall’Agenzia delle entrate su richiesta. Tale richiesta va inviata all’Ufficio Accordi preventivi della Direzione Centrale Grandi Contribuenti, tramite e-mail all’indirizzo: dc.gc.accordi@agenziaentrate.it o via PEC all’indirizzo: dc.acc.accordi@pec.agenziaentrate.it.
Resta ferma la facoltà di effettuare proprie analisi.
In alternativa possono predisporre le Sezioni A e B in forma semplificata, fornendo informazioni equipollenti a quelle ivi indicate, coerentemente con le dimensioni della propria struttura organizzativa e operativa.

Una volta predisposta la “documentazione” deve essere consegnata all’Amministrazione finanziaria entro 20 giorni dalla relativa richiesta; nel caso siano necessarie ulteriori informazioni, devono essere fornite entro 7 giorni ovvero entro un periodo più ampio in funzione della complessità delle operazioni sottoposte ad analisi. Eventuali errori rilevabili dalla documentazione tempestivamente fornita possono essere corretti senza l’applicazione della sanzione per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% della maggiore imposta o minor credito). A tal fine la disponibilità della “documentazione idonea” deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale si beneficia dell’agevolazione.

Possono optare per la determinazione diretta del reddito agevolabile anche i soggetti che abbiano concluso un accordo a seguito della procedura di ruling preventivo in alternativa al rinnovo dello stesso, e coloro che abbiano in corso una procedura ruling preventivo previa comunicazione di rinuncia irrevocabile da trasmettere tramite PEC o raccomandata A/R all’ufficio presso il quale è pendente la procedura. In tal caso devono essere osservate le regole della nuova procedura: predisposizione di “idonea documentazione”, comunicazione nella dichiarazione dei redditi, ripartizione dell’agevolazione in tre quote annuali.

Col provvedimento n. 658445 del 30 luglio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le regole della nuova procedura prevista dal regime opzionale di determinazione del reddito agevolabile da patent box introdotto dal Decreto Crescita, in alternativa alla procedura ordinaria di accordo preventivo già in vigore per fruire della medesima agevolazione

AGEVOLAZIONE PATENT BOX

Il regime di "patent box" costituisce un’agevolazione in favore dei titolari di reddito di impresa, in base alla quale è escluso dalla base imponibile il 50 per cento dei redditi derivanti:
- dall’utilizzo di determinati beni immateriali (software protetti da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli, processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili);
- dalla cessione degli stessi beni, qualora il 90 per cento dei proventi di cessione è reinvestito nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali prima della chiusura del secondo periodo di imposta successivo a quello nel quale si è verificata la vendita.

NUOVA PROCEDURA DI ACCESSO

A partire dal periodo d’imposta 2019 il Decreto Crescita ha reso più semplice l’accesso ai benefici del regime Patent Box, introducendo la possibilità di optare per una procedura di determinazione diretta del reddito agevolabile, in alternativa alla procedura di ruling che prevede il confronto preventivo con l’amministrazione finanziaria per la determinazione del reddito agevolabile sulla base di apposita istanza presentata all’Agenzia delle Entrate.
Il provvedimento n. 658445/2019 definisce le regole della nuova procedura a cui si aderisce mediante opzione, che deve essere comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta al quale si riferisce l’agevolazione.
L’opzione ha durata annuale, è irrevocabile e rinnovabile.
L’agevolazione si applica mediante variazione in diminuzione dal reddito imponibile della quota di reddito escluso, riconducibile all’utilizzo o alla cessione dei beni immateriali agevolabili; tale variazione deve essere ripartita in tre quote annuali di pari importo da indicare nella dichiarazione dei redditi ed dell’IRAP relativa al periodo d’imposta in cui viene esercitata la scelta e in quelle relative ai due periodi d’imposta successivi.
Le informazioni necessarie per la determinazione del reddito agevolabile devono essere indicate in un documento che il provvedimento definisce "idonea documentazione". In tale documento, diviso in due sezioni, devono essere indicate, tra l’altro:
1) Sezione A

- il modello organizzativo dell’impresa;
- la struttura partecipativa e il mercato di riferimento;
- gli elenchi dei beni immateriali e delle attività di ricerca e sviluppo;
- le plusvalenze realizzate tramite la cessione di "intellectual property" agevolabili;
2) Sezione B

- le informazioni di sintesi riguardanti le determinazione del reddito agevolabile;
- il metodo adottato (CUP, RPSM, o altro).

Le microimprese, piccole e medie imprese possono utilizzare in caso di utilizzo diretto, nell’ambito dell’applicazione del metodo del Residual Profit Split, le analisi di benchmark di settore sulla base dei codici attività previsti dalla nomenclatura ATECO 2007, messe a disposizione dall’Agenzia delle entrate su richiesta. Tale richiesta va inviata all’Ufficio Accordi preventivi della Direzione Centrale Grandi Contribuenti, tramite e-mail all’indirizzo: dc.gc.accordi@agenziaentrate.it o via PEC all’indirizzo: dc.acc.accordi@pec.agenziaentrate.it.
Resta ferma la facoltà di effettuare proprie analisi.
In alternativa possono predisporre le Sezioni A e B in forma semplificata, fornendo informazioni equipollenti a quelle ivi indicate, coerentemente con le dimensioni della propria struttura organizzativa e operativa.

Una volta predisposta la "documentazione" deve essere consegnata all’Amministrazione finanziaria entro 20 giorni dalla relativa richiesta; nel caso siano necessarie ulteriori informazioni, devono essere fornite entro 7 giorni ovvero entro un periodo più ampio in funzione della complessità delle operazioni sottoposte ad analisi. Eventuali errori rilevabili dalla documentazione tempestivamente fornita possono essere corretti senza l’applicazione della sanzione per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% della maggiore imposta o minor credito). A tal fine la disponibilità della "documentazione idonea" deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale si beneficia dell’agevolazione.

Possono optare per la determinazione diretta del reddito agevolabile anche i soggetti che abbiano concluso un accordo a seguito della procedura di ruling preventivo in alternativa al rinnovo dello stesso, e coloro che abbiano in corso una procedura ruling preventivo previa comunicazione di rinuncia irrevocabile da trasmettere tramite PEC o raccomandata A/R all’ufficio presso il quale è pendente la procedura. In tal caso devono essere osservate le regole della nuova procedura: predisposizione di "idonea documentazione", comunicazione nella dichiarazione dei redditi, ripartizione dell’agevolazione in tre quote annuali.

Accordo sulla formazione continua per il CCNL Unionmeccanica

Firmato un accordo sulla formazione continua per i dipendenti della piccola e media industria metalmeccanica, orafa ed alla installazioni di impianti

Le Parti si danno reciprocamente atto che le indicazioni della presente Intesa rappresentano uno strumento di orientamento a supporto sia dell’analisi del fabbisogno, sia del coinvolgimento di  tutti i lavoratori e saranno aggiornate in funzione delle esperienze che si realizzeranno, dell’evoluzione e dell’innovazione tecnologica, del processo produttivo e del lavoro.
Le stesse riconoscono l’importanza dell’analisi del fabbisogno formativo, quale strumento che consente di identificare le competenze da sviluppare per aumentare la competitività dell’impresa e la professionalità delle lavoratrici e lavoratori. A tal fine assume rilevanza sia la pianificazione della formazione, al fine di valorizzare tutte le modalità di apprendimento, sia il monitoraggio dello stato di attuazione della formazione intrapresa, per il quale risulta determinante la registrazione della formazione effettuata.
La Commissione Nazionale per la formazione professionale ha individuato le azioni da sviluppare per incentivare l’attuazione del diritto alla formazione continua ed in particolare ha condiviso, a fini orientativi ed esemplificativi, le aree tematiche ritenute prioritarie per la formazione nei settori ai cui si applica il CCNL.
Le aree tematiche e i percorsi formativi sono state individuate a partire dall’analisi delle esigenze formative dei territori e sono da considerarsi indicativi e non prescrittivi con l’obiettivo di favorire la predisposizione di iniziative dettagliate e funzionali allo sviluppo delle competenze trasversali, linguistiche, digitali, tecniche e gestionali, sulla base del fabbisogno aziendale e territoriale. Tali competenze potranno essere sviluppate attraverso l’utilizzo di tutte le modalità di erogazione della formazione, in relazione alle caratteristiche delle lavoratrici e lavoratori coinvolti, quali a titolo esemplificativo e non esaustivo, formazione in: aula, corsi interni o esterni all’azienda, autoapprendimento con FAD, e-learning, partecipazione a convegni-seminari, workshop interni o esterni all’azienda, coaching, action learning, affiancamento, training on thè job.

Firmato un accordo sulla formazione continua per i dipendenti della piccola e media industria metalmeccanica, orafa ed alla installazioni di impianti

Le Parti si danno reciprocamente atto che le indicazioni della presente Intesa rappresentano uno strumento di orientamento a supporto sia dell'analisi del fabbisogno, sia del coinvolgimento di  tutti i lavoratori e saranno aggiornate in funzione delle esperienze che si realizzeranno, dell'evoluzione e dell'innovazione tecnologica, del processo produttivo e del lavoro.
Le stesse riconoscono l'importanza dell'analisi del fabbisogno formativo, quale strumento che consente di identificare le competenze da sviluppare per aumentare la competitività dell'impresa e la professionalità delle lavoratrici e lavoratori. A tal fine assume rilevanza sia la pianificazione della formazione, al fine di valorizzare tutte le modalità di apprendimento, sia il monitoraggio dello stato di attuazione della formazione intrapresa, per il quale risulta determinante la registrazione della formazione effettuata.
La Commissione Nazionale per la formazione professionale ha individuato le azioni da sviluppare per incentivare l'attuazione del diritto alla formazione continua ed in particolare ha condiviso, a fini orientativi ed esemplificativi, le aree tematiche ritenute prioritarie per la formazione nei settori ai cui si applica il CCNL.
Le aree tematiche e i percorsi formativi sono state individuate a partire dall'analisi delle esigenze formative dei territori e sono da considerarsi indicativi e non prescrittivi con l'obiettivo di favorire la predisposizione di iniziative dettagliate e funzionali allo sviluppo delle competenze trasversali, linguistiche, digitali, tecniche e gestionali, sulla base del fabbisogno aziendale e territoriale. Tali competenze potranno essere sviluppate attraverso l'utilizzo di tutte le modalità di erogazione della formazione, in relazione alle caratteristiche delle lavoratrici e lavoratori coinvolti, quali a titolo esemplificativo e non esaustivo, formazione in: aula, corsi interni o esterni all'azienda, autoapprendimento con FAD, e-learning, partecipazione a convegni-seminari, workshop interni o esterni all'azienda, coaching, action learning, affiancamento, training on thè job.

Deposito telematico dei contratti collettivi di 2° livello, dal 15 settembre inutilizzabile il canale PEC

Dal 15 settembre 2019, tutti i contratti di 2° livello, siano essi aziendali o territoriali devono essere depositati esclusivamente per il tramite della procedura telematica messa a disposizione nella sezione “Servizi” del sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali all’indirizzo (www.lavoro.gov.it) e non già utilizzando gli indirizzi PEC delle Sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nota 29 luglio 2019, n. 2761).

Come noto, al fine di accedere alle agevolazioni di imposta per premi di risultato e somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili di impresa (art. 1, commi 182, 189 e 190. L. n. 208/2015), è stato previsto il deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali, unitamente alla relativa dichiarazione di conformità, utilizzando la modalità telematica messa a disposizione nella sezione “Servizi” del sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali all’indirizzo (www.lavoro.gov.it). Successivamente, poi, in ossequio alla disposizione di carattere generale (art. 14, D.Lgs. n. 16 settembre 2015, n. 151) per cui l’accesso ad agevolazioni contributive, fiscali o di altra natura, è consentita solo se i contratti collettivi aziendali o territoriali siano depositati in via telematica, la procedura informatica così realizzata ha consentito l’accesso ad altre agevolazioni normate nel tempo, permettendo allo stesso tempo di depositare il contratto e di compilare i modelli via via richiesti dal Legislatore. E’ il caso, ad esempio, delle agevolazioni previste per le aziende che promuovono misure di conciliazione per i dipendenti, migliorative rispetto alle previsioni di legge o del CCNL di riferimento (D.M. 12 settembre 2017), ovvero della misura “Formazione 4.0”. In tutti gli altri casi, il contratto poteva essere depositato telematicamente, utilizzando gli indirizzi PEC delle sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL, nota del 22 luglio 2016).
Orbene, in un’ottica di ulteriore semplificazione, la procedura telematica menzionata è stata adeguata per consentire in primis il deposito telematico del contratto, con l’indicazione successiva, ove prevista, della tipologia di agevolazione per la quale avviene il deposito. Ciò consente, da un lato, una immediata applicazione di normative emanate nel tempo in materia di agevolazioni e, dall’altro, di avere a disposizione una raccolta informatica facilmente accessibile agli Uffici interessati sia per finalità gestionali che di monitoraggio della misura. Pertanto, dal 15 settembre 2019 tutti i contratti di 2° livello, siano essi aziendali o territoriali devono essere depositati esclusivamente per il tramite della procedura in parola e non già utilizzando gli indirizzi PEC delle Sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Eventuali quesiti potranno essere inoltrati a urponline.lavoro.gov.it.

Dal 15 settembre 2019, tutti i contratti di 2° livello, siano essi aziendali o territoriali devono essere depositati esclusivamente per il tramite della procedura telematica messa a disposizione nella sezione "Servizi" del sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali all’indirizzo (www.lavoro.gov.it) e non già utilizzando gli indirizzi PEC delle Sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nota 29 luglio 2019, n. 2761).

Come noto, al fine di accedere alle agevolazioni di imposta per premi di risultato e somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili di impresa (art. 1, commi 182, 189 e 190. L. n. 208/2015), è stato previsto il deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali, unitamente alla relativa dichiarazione di conformità, utilizzando la modalità telematica messa a disposizione nella sezione "Servizi" del sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali all’indirizzo (www.lavoro.gov.it). Successivamente, poi, in ossequio alla disposizione di carattere generale (art. 14, D.Lgs. n. 16 settembre 2015, n. 151) per cui l’accesso ad agevolazioni contributive, fiscali o di altra natura, è consentita solo se i contratti collettivi aziendali o territoriali siano depositati in via telematica, la procedura informatica così realizzata ha consentito l’accesso ad altre agevolazioni normate nel tempo, permettendo allo stesso tempo di depositare il contratto e di compilare i modelli via via richiesti dal Legislatore. E’ il caso, ad esempio, delle agevolazioni previste per le aziende che promuovono misure di conciliazione per i dipendenti, migliorative rispetto alle previsioni di legge o del CCNL di riferimento (D.M. 12 settembre 2017), ovvero della misura "Formazione 4.0". In tutti gli altri casi, il contratto poteva essere depositato telematicamente, utilizzando gli indirizzi PEC delle sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL, nota del 22 luglio 2016).
Orbene, in un’ottica di ulteriore semplificazione, la procedura telematica menzionata è stata adeguata per consentire in primis il deposito telematico del contratto, con l’indicazione successiva, ove prevista, della tipologia di agevolazione per la quale avviene il deposito. Ciò consente, da un lato, una immediata applicazione di normative emanate nel tempo in materia di agevolazioni e, dall’altro, di avere a disposizione una raccolta informatica facilmente accessibile agli Uffici interessati sia per finalità gestionali che di monitoraggio della misura. Pertanto, dal 15 settembre 2019 tutti i contratti di 2° livello, siano essi aziendali o territoriali devono essere depositati esclusivamente per il tramite della procedura in parola e non già utilizzando gli indirizzi PEC delle Sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Eventuali quesiti potranno essere inoltrati a urponline.lavoro.gov.it.

Premio di risultato 2019 per le Poste Italiane

31 lug 2019 Siglato il 30/7/2019, tra Poste Italiane S.p.A. anche in rappresentanza di Poste Vita S.p.A., Poste Assicura S.p.A., EGI S.p.A., Bancoposta Fondi S.p.A. SGR, Postepay S.p.A. e la SLC-CGIL, la SLP-CISL, la UILposte, la FAILP-CISAL, la CONFSAL Com.ni, la FNC UGLCom.ni, l’accordo che ha definito il premio di risultato per l’anno 2019 per i dipendenti delle Poste Italiane.

La determinazione ed erogazione del premio per l’anno 2019, vengono definite secondo i criteri di cui alle disposizioni comuni che seguono e secondo il livello di raggiungimento del parametro EBIT di Gruppo.
Il Premio di Risultato prevede un pagamento al 90%, con successiva interpolazione lineare fino al 100%, al raggiungimento del valore soglia e fino al valore target dell’EBIT del Gruppo Poste Italiane, secondo quanto comunicato alle OO.SS. nella riunione odierna; al raggiungimento del valore di EBIT overperfomance, anch’esso comunicato alle OO.SS. nella riunione odierna, è previsto il pagamento del Premio di Risultato in misura pari al 105% dei seguenti importi unitari.

DIREZIONE STAFF

LIVELLO

PREMIO 2019

QUOTA NAZIONALE

QUOTA REGIONALE

F 798,90 479,34 319,56
E 1.077,36 646,42 430,95
D 1.217,05 730,23 486,82
C 1.217,05 730,23 486,82
B 1.246,95 748,17 498,78
A2 1.913,26 1.147,96 765,30
A1 2.519,50 1.511,70 1.007,80

PRODUZIONE SPORTELLERIA

LIVELLO

PREMIO 2019

QUOTA NAZIONALE

QUOTA REGIONALE

E 1.911,53 1.146,92 764,61
D 2.150,68 1.290,41 860,27
C 2.247,55 1.348,53 899,02
B 2.304.17 1.382,50 921,67
A2 COLL – A2 DUP – REFERENTE COORDINAMENTO UP 2.392,42 1.435,45 956,97
A1 DUP 2.400,00 1.440,00 960,00
A1 DUP CENTRALI 2.650,17 1.590,10 1.060,07

PRODUZIONE RECAPITO

LIVELLO

PREMIO 2019

QUOTA NAZIONALE

QUOTA REGIONALE

E 1.762,42 1.057,45 704,97
D 1.902,46 1.141,48 760,98
C 1.990,86 1.194,52 796,35

PRODUZIONE CRP

LIVELLO

PREMIO 2019

QUOTA NAZIONALE

QUOTA REGIONALE

F 937,71 562,63 375,08
E 1.442,84 865,70 577,13
D 1.551,99 931,19 620,79
C 1.629,86 977,92 651,95
B 1.669,94 1.001,97 667,98
A2 – A2 VENDITORI IMPRESE/P.A.L. 2.000,37 1.200,22 800,15
A1 2.606,61 1.563,97 1042,65

Il premio non concorre alla determinazione del trattamento di fine rapporto.
Il premio, per il corrente anno, verrà determinato ed erogato nei confronti del personale dipendente da Poste Italiane S.p.A. e dalle società rappresentate per la presente intesa, con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, che risulti in forza alla data del 31/12/2019, nella misura spettante secondo le modalità di calcolo di cui al presente Accordo.
Il premio sarà altresì erogato nei confronti del personale a tempo determinato dipendente da Poste Italiane S.p.A. e dalle società rappresentate per la presente intesa, che abbia prestato almeno sei mesi – anche non continuativi – di servizio nell’anno di competenza del premio, nella misura spettante secondo le modalità di calcolo di cui al presente Accordo. Particolare attenzione sarà dedicata al personale che, a far data dalla presente intesa, risolverà consensualmente il rapporto di lavoro prima di giugno 2020 e quindi prima dell’erogazione del premio dell’anno 2019. Pertanto, nel confermare la valenza dell’esodo incentivato quale strumento principale per la gestione delle dinamiche di turn over aziendali, le Parti si danno atto che nella definizione dell’incentivo sarà valorizzato il contributo del singolo lavoratore al raggiungimento dei risultati aziendali nell’anno di riferimento del premio di risultato.
Nei confronti del personale il cui rapporto di lavoro cesserà per avvenuta maturazione dei requisiti pensionistici coerentemente con la normativa vigente – che pertanto non sia dimissionario o licenziato ad altro titolo, né interessato da esodo incentivato – dopo il 31/12/2019 e prima di giugno 2020, al verificarsi delle condizioni abilitanti di cui al presente accordo, verrà erogato il premio di norma entro il mese di giugno 2020.
La corresponsione dell’importo del premio spettante a livello individuale avverrà con le competenze del mese di giugno 2020 ed in coerenza con i tempi di approvazione del bilancio. In tale sede verrà effettuato il riproporzionamento pro-quota.
Per quanto concerne i criteri di attribuzione individuale del premio al personale con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, si conviene:
– che ogni giornata di assenza dal servizio – fatta eccezione di quelle per ferie, congedo matrimoniale, permessi ex festività soppresse, permessi retribuiti concessi a vario titolo, assenze ai sensi dell’art. 35, lett. F) del vigente CCNL (vittime di violenza di genere), permessi sindacali, infortuni sul lavoro, malattie dovute a patologie di particolare gravità di cui all’art. 41 del CCNL e ricoveri ospedalieri, ivi ricomprendendo i periodi di prognosi che vi si riconnettono, nonché congedo di maternità per un periodo di cinque mesi, ed eventuali periodi di interdizione anticipata – riduce il premio in ragione di 1/312 nei confronti del personale che effettua un orario distribuito su 6 giorni lavorativi settimanali, ovvero di 1/260 nei confronti di quello che effettua un orario distribuito su 5 giorni lavorativi settimanali, dell’importo unitario annuo lordo stabilito nelle tabelle allegate in base ai livelli retributivi ed alle strutture di riferimento ivi indicate;
– che le predette decurtazioni del premio in ragione delle assenze saranno operate con lo stipendio del mese di giugno.
– nel caso di inizio del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e di apprendistato in corso d’anno, il premio compete in ragione dei giorni di servizio effettivamente prestati nel corso dell’anno medesimo;
– nel caso di rapporto di lavoro a tempo determinato il premio compete in ragione dei giorni di servizio effettivamente prestati nel corso dell’anno medesimo;
– nel caso di passaggio al livello retributivo superiore nel corso dell’anno, il premio compete pro-quota in relazione agli specifici periodi di permanenza in ciascun livello. Analogo criterio si applica in caso di passaggio a diversi settori di attività.
Il lavoratore potrà scegliere di fruire, in tutto o in parte, dell’importo del premio di risultato individuale spettante in prestazioni, opere e servizi con finalità di rilevanza sociale, corrisposti in via diretta, sotto forma di rimborso spese o mediante contributi aggiuntivi alla previdenza complementare e/o al Fondo di assistenza sanitaria integrativa.

31 lug 2019 Siglato il 30/7/2019, tra Poste Italiane S.p.A. anche in rappresentanza di Poste Vita S.p.A., Poste Assicura S.p.A., EGI S.p.A., Bancoposta Fondi S.p.A. SGR, Postepay S.p.A. e la SLC-CGIL, la SLP-CISL, la UILposte, la FAILP-CISAL, la CONFSAL Com.ni, la FNC UGLCom.ni, l’accordo che ha definito il premio di risultato per l’anno 2019 per i dipendenti delle Poste Italiane.

La determinazione ed erogazione del premio per l’anno 2019, vengono definite secondo i criteri di cui alle disposizioni comuni che seguono e secondo il livello di raggiungimento del parametro EBIT di Gruppo.
Il Premio di Risultato prevede un pagamento al 90%, con successiva interpolazione lineare fino al 100%, al raggiungimento del valore soglia e fino al valore target dell’EBIT del Gruppo Poste Italiane, secondo quanto comunicato alle OO.SS. nella riunione odierna; al raggiungimento del valore di EBIT overperfomance, anch’esso comunicato alle OO.SS. nella riunione odierna, è previsto il pagamento del Premio di Risultato in misura pari al 105% dei seguenti importi unitari.

DIREZIONE STAFF

LIVELLO

PREMIO 2019

QUOTA NAZIONALE

QUOTA REGIONALE

F 798,90 479,34 319,56
E 1.077,36 646,42 430,95
D 1.217,05 730,23 486,82
C 1.217,05 730,23 486,82
B 1.246,95 748,17 498,78
A2 1.913,26 1.147,96 765,30
A1 2.519,50 1.511,70 1.007,80

PRODUZIONE SPORTELLERIA

LIVELLO

PREMIO 2019

QUOTA NAZIONALE

QUOTA REGIONALE

E 1.911,53 1.146,92 764,61
D 2.150,68 1.290,41 860,27
C 2.247,55 1.348,53 899,02
B 2.304.17 1.382,50 921,67
A2 COLL - A2 DUP - REFERENTE COORDINAMENTO UP 2.392,42 1.435,45 956,97
A1 DUP 2.400,00 1.440,00 960,00
A1 DUP CENTRALI 2.650,17 1.590,10 1.060,07

PRODUZIONE RECAPITO

LIVELLO

PREMIO 2019

QUOTA NAZIONALE

QUOTA REGIONALE

E 1.762,42 1.057,45 704,97
D 1.902,46 1.141,48 760,98
C 1.990,86 1.194,52 796,35

PRODUZIONE CRP

LIVELLO

PREMIO 2019

QUOTA NAZIONALE

QUOTA REGIONALE

F 937,71 562,63 375,08
E 1.442,84 865,70 577,13
D 1.551,99 931,19 620,79
C 1.629,86 977,92 651,95
B 1.669,94 1.001,97 667,98
A2 - A2 VENDITORI IMPRESE/P.A.L. 2.000,37 1.200,22 800,15
A1 2.606,61 1.563,97 1042,65

Il premio non concorre alla determinazione del trattamento di fine rapporto.
Il premio, per il corrente anno, verrà determinato ed erogato nei confronti del personale dipendente da Poste Italiane S.p.A. e dalle società rappresentate per la presente intesa, con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, che risulti in forza alla data del 31/12/2019, nella misura spettante secondo le modalità di calcolo di cui al presente Accordo.
Il premio sarà altresì erogato nei confronti del personale a tempo determinato dipendente da Poste Italiane S.p.A. e dalle società rappresentate per la presente intesa, che abbia prestato almeno sei mesi - anche non continuativi - di servizio nell’anno di competenza del premio, nella misura spettante secondo le modalità di calcolo di cui al presente Accordo. Particolare attenzione sarà dedicata al personale che, a far data dalla presente intesa, risolverà consensualmente il rapporto di lavoro prima di giugno 2020 e quindi prima dell'erogazione del premio dell’anno 2019. Pertanto, nel confermare la valenza dell’esodo incentivato quale strumento principale per la gestione delle dinamiche di turn over aziendali, le Parti si danno atto che nella definizione dell’incentivo sarà valorizzato il contributo del singolo lavoratore al raggiungimento dei risultati aziendali nell’anno di riferimento del premio di risultato.
Nei confronti del personale il cui rapporto di lavoro cesserà per avvenuta maturazione dei requisiti pensionistici coerentemente con la normativa vigente - che pertanto non sia dimissionario o licenziato ad altro titolo, né interessato da esodo incentivato - dopo il 31/12/2019 e prima di giugno 2020, al verificarsi delle condizioni abilitanti di cui al presente accordo, verrà erogato il premio di norma entro il mese di giugno 2020.
La corresponsione dell'importo del premio spettante a livello individuale avverrà con le competenze del mese di giugno 2020 ed in coerenza con i tempi di approvazione del bilancio. In tale sede verrà effettuato il riproporzionamento pro-quota.
Per quanto concerne i criteri di attribuzione individuale del premio al personale con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, si conviene:
- che ogni giornata di assenza dal servizio - fatta eccezione di quelle per ferie, congedo matrimoniale, permessi ex festività soppresse, permessi retribuiti concessi a vario titolo, assenze ai sensi dell’art. 35, lett. F) del vigente CCNL (vittime di violenza di genere), permessi sindacali, infortuni sul lavoro, malattie dovute a patologie di particolare gravità di cui all'art. 41 del CCNL e ricoveri ospedalieri, ivi ricomprendendo i periodi di prognosi che vi si riconnettono, nonché congedo di maternità per un periodo di cinque mesi, ed eventuali periodi di interdizione anticipata - riduce il premio in ragione di 1/312 nei confronti del personale che effettua un orario distribuito su 6 giorni lavorativi settimanali, ovvero di 1/260 nei confronti di quello che effettua un orario distribuito su 5 giorni lavorativi settimanali, dell'importo unitario annuo lordo stabilito nelle tabelle allegate in base ai livelli retributivi ed alle strutture di riferimento ivi indicate;
- che le predette decurtazioni del premio in ragione delle assenze saranno operate con lo stipendio del mese di giugno.
- nel caso di inizio del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e di apprendistato in corso d’anno, il premio compete in ragione dei giorni di servizio effettivamente prestati nel corso dell’anno medesimo;
- nel caso di rapporto di lavoro a tempo determinato il premio compete in ragione dei giorni di servizio effettivamente prestati nel corso dell’anno medesimo;
- nel caso di passaggio al livello retributivo superiore nel corso dell’anno, il premio compete pro-quota in relazione agli specifici periodi di permanenza in ciascun livello. Analogo criterio si applica in caso di passaggio a diversi settori di attività.
Il lavoratore potrà scegliere di fruire, in tutto o in parte, dell'importo del premio di risultato individuale spettante in prestazioni, opere e servizi con finalità di rilevanza sociale, corrisposti in via diretta, sotto forma di rimborso spese o mediante contributi aggiuntivi alla previdenza complementare e/o al Fondo di assistenza sanitaria integrativa.

Immutate le procedure di comunicazione all’Inps per i commercialisti

L’ipotesi circolata in questi giorni che, in virtù del messaggio dell’Inps, spetti ai singoli iscritti, e non più agli Ordini territoriali, l’aggiornamento dell’elenco degli abilitati è infondata. (CNDCEC – Comunicato 29 luglio 2019).

Con il messaggio Inps 24 luglio 2019, n. 2819 – Censimento e rilascio del PIN ai professionisti abilitati ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge n. 12/1979. Avvocati, Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – è stato illustrato il procedimento per gli avvocati e i dottori commercialisti ed esperti contabili che intendono svolgere attività in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale previste dall’art. 1 comma 1 della L. 12/1979 ed essere quindi abilitati a operare come intermediari dell’Istituto:
“Tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati dal datore di lavoro, direttamente od a mezzo di propri dipendenti, non possono essere assunti se non da coloro che siano iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro a norma dell’articolo 9 della presente legge, salvo il disposto del successivo articolo 40, nonché da coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, i quali in tal caso sono tenuti a darne comunicazione agli ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgere gli adempimenti di cui sopra.”.

I commercialisti con il comunicato in oggetto hanno specificato che per quanto riguarda la loro professione non cambia nulla. L’elenco degli iscritti continuerà, infatti, ad essere aggiornato e/o modificato tramite le comunicazioni ufficiali che gli Ordini territoriali della categoria effettuano ogni volta che c’e un nuovo iscritto o in caso di sospensioni o radiazioni.

È, quindi, infondata l’ipotesi circolata in questi giorni che, in virtù del messaggio dell’Inps, spetti ai singoli iscritti, e non più agli Ordini territoriali, l’aggiornamento dell’elenco degli abilitati. Resto inteso che rimangono invariate le comunicazioni di cui alla legge 12/1979 e le richieste di PIN Inps.

L’ipotesi circolata in questi giorni che, in virtù del messaggio dell’Inps, spetti ai singoli iscritti, e non più agli Ordini territoriali, l’aggiornamento dell’elenco degli abilitati è infondata. (CNDCEC - Comunicato 29 luglio 2019).

Con il messaggio Inps 24 luglio 2019, n. 2819 - Censimento e rilascio del PIN ai professionisti abilitati ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge n. 12/1979. Avvocati, Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili - è stato illustrato il procedimento per gli avvocati e i dottori commercialisti ed esperti contabili che intendono svolgere attività in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale previste dall’art. 1 comma 1 della L. 12/1979 ed essere quindi abilitati a operare come intermediari dell’Istituto:
"Tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati dal datore di lavoro, direttamente od a mezzo di propri dipendenti, non possono essere assunti se non da coloro che siano iscritti nell'albo dei consulenti del lavoro a norma dell'articolo 9 della presente legge, salvo il disposto del successivo articolo 40, nonché da coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, i quali in tal caso sono tenuti a darne comunicazione agli ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgere gli adempimenti di cui sopra.".

I commercialisti con il comunicato in oggetto hanno specificato che per quanto riguarda la loro professione non cambia nulla. L'elenco degli iscritti continuerà, infatti, ad essere aggiornato e/o modificato tramite le comunicazioni ufficiali che gli Ordini territoriali della categoria effettuano ogni volta che c'e un nuovo iscritto o in caso di sospensioni o radiazioni.

È, quindi, infondata l’ipotesi circolata in questi giorni che, in virtù del messaggio dell’Inps, spetti ai singoli iscritti, e non più agli Ordini territoriali, l’aggiornamento dell’elenco degli abilitati. Resto inteso che rimangono invariate le comunicazioni di cui alla legge 12/1979 e le richieste di PIN Inps.

Inail: rateazioni dei debiti per premi e accessori non iscritti a ruolo

Con la determina del Presidente dell’Inail 23 luglio 2019, n. 227 è stata modificata la disciplina delle rateazioni fino a 24 rate dei debiti contributivi per premi e accessori non iscritti a ruolo, concesse dall’Inail. La nuova disciplina semplifica le condizioni per la concessione del beneficio della rateazione su istanza del debitore, eliminando l’obbligo del versamento dell’acconto o rata provvisoria contestualmente all’istanza, e regolamenta in modo puntuale il procedimento di concessione, di revoca e di annullamento della rateazione concessa (Circolare n. 22/2019).

Debiti oggetto di rateazione
L’Inail può concedere rateazioni fino a un massimo di 24 rate mensili, ai sensi dell’articolo 2, comma 11, della legge 7 dicembre 1989, n. 389. La rateazione riguarda i debiti per premi e accessori, dovuti a titolo di omissione o di evasione, purchè non iscritti a ruolo, infatti, per le somme iscritte a ruolo la titolarità del potere di concedere la dilazione del pagamento dal 1° marzo 2008 spetta agli agenti della riscossione.
Può essere rateizzato sia il pagamento dei debiti contributivi scaduti, sia il pagamento dei debiti contributivi correnti per i quali non è ancora scaduto il termine di pagamento. In questo ultimo caso l’istanza di rateazione deve essere presentata prima della scadenza dell’ultimo giorno utile per il pagamento. Possono essere rateizzati anche i debiti contributivi non iscritti a ruolo per i quali il datore di lavoro ha comunicato la facoltà di effettuare il pagamento in 4 rate ai sensi dell’art. 44, co. 3, DPR 30 giugno 1965, n. 1124 e dell’art. 55, co. 5, L. n. 144/99.
Per quanto riguarda gli accessori dei premi, possono essere oggetto di rateazione i debiti per sanzioni civili ex art. 116, co. 8, L. n. 388/2000 nonché gli interessi ex art. 116, co. 9 cit. e gli interessi per il pagamento in 4 rate del premio di autoliquidazione.

Presentazione dell’istanza di rateazione
Il debitore, identificato dal codice fiscale, che si trovi in temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica e che intenda regolarizzare la propria situazione nei confronti dell’Inail deve presentare un’apposita istanza utilizzando il servizio telematico “Istanza di rateazione” disponibile sul sito www.inail.it. L’istanza di rateazione può essere presentata anche da un intermediario in possesso di delega dall’interessato, come per gli altri servizi online.
Nell’istanza deve essere indicato l’importo da rateizzare e il numero delle rate mensili uguali e consecutive con cui si intende pagare il debito, specificando se tale importo si riferisce a debiti scaduti o correnti. La Struttura territoriale dell’Inail, competente in base alla sede legale del codice ditta di cui è titolare il debitore, provvede a elaborare il piano di ammortamento in base all’importo dei debiti e alle rate indicati nell’istanza.
Al fine di garantire la completa conoscenza da parte del debitore della propria situazione contributiva nonché la consapevolezza della piena sostenibilità del piano di ammortamento è stata prevista un’apposita funzione di simulazione del piano di ammortamento a disposizione delle Strutture territoriali dell’Inail che consente di fornire agli interessati, prima della presentazione dell’istanza, tutte le informazioni necessarie in merito alla possibile rateazione dei debiti scaduti e correnti.

Condizioni per la concessione della rateazione
La nuova disciplina stabilisce che l’istanza di rateazione può essere accolta a condizione che:
a. per i debiti scaduti, sia richiesta la rateazione di tutti i debiti per premi e accessori accertati alla data dell’istanza per i quali è scaduto il termine di pagamento;
b. per i debiti correnti, sia richiesta la rateazione di tutti i debiti per premi e accessori accertati alla data dell’istanza per i quali non è scaduto il termine di pagamento, a condizione che non risultino altri debiti scaduti. Se tra i premi per i quali non è scaduto il termine di pagamento sono comprese le rate di cui all’art. 44, co. 3, DPR 30 giugno 1965, n. 1124 e dell’art. 55, co. 5, L. n. 144/99, l’istanza di rateazione può essere accolta a condizione che tutte le rate non scadute siano incluse nell’istanza stessa;
c. non vi sia più di una rateazione in corso;
d. non sia stato emesso nei confronti del debitore un provvedimento di revoca della rateazione nel biennio precedente a quello di presentazione dell’istanza;
e. l’importo della singola rata comprensiva di interessi non sia inferiore a 150,00 euro;
f. il debitore dichiari di trovarsi in temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica;
g. il debitore riconosca in modo esplicito e incondizionato il debito per premi e eventuali accessori di cui chiede la rateazione, fatto salvo il diritto dell’Inail a ulteriori addebiti per errori ed eventuali omissioni;
h. il debitore rinunci a tutte le eccezioni che possono influire sull’esistenza e azionabilità del credito dell’Inail, nonché agli eventuali giudizi di opposizione proposti in sede civile.
I provvedimenti adottati sono definitivi e contro gli stessi non è ammesso il ricorso a altro organo dell’Inail.

Definizione dell’istanza ed emissione del piano di ammortamento
L’istanza di rateazione viene definita sulla base dei criteri suindicati con provvedimento motivato, che può essere di accoglimento o di rigetto. In caso di accoglimento la rateazione ha effetto con il pagamento della prima rata entro il termine stabilito dall’Inail, comunicato con il piano di ammortamento che è parte integrante del provvedimento stesso.
Il procedimento amministrativo di concessione della rateazione si conclude entro quindici giorni dalla presentazione dell’istanza ed è articolato come segue:
1) il provvedimento di concessione della rateazione comprensivo del piano di ammortamento è emesso entro 10 giorni dalla presentazione dell’istanza;
2) il pagamento della prima rata, la cui scadenza è indicata nel piano di ammortamento, è fissato al quindicesimo giorno dalla presentazione dell’istanza.
Tali termini sono allineati alla normativa vigente in materia di Durc online. Il debitore può comunque chiedere alla Sede di fissare la scadenza della prima rata tra l’undicesimo e il quindicesimo giorno dalla data di presentazione dell’istanza.
Qualora il debitore ottenga ai sensi dell’art. 116, co. 15 e 16, L. n. 388/2000 la riduzione delle sanzioni civili di cui al comma 8 del medesimo articolo, l’Inail provvederà al relativo conguaglio sull’importo del debito residuo oggetto di rateazione o al rimborso in caso di intervenuto pagamento della stessa.
È facoltà del debitore estinguere in ogni momento la rateazione, versando integralmente in unica soluzione l’intero debito residuo.

Annullamento del piano di ammortamento
L’omesso o parziale pagamento della prima rata determina l’annullamento della rateazione concessa e del piano di ammortamento. L’annullamento viene comunicato al debitore con apposito provvedimento con il quale viene richiesto l’integrale pagamento dei debiti.
Tali debiti non possono essere oggetto di una nuova istanza di rateazione e le somme dovute devono essere iscritte a ruolo con immediatezza dalla Struttura territoriale dell’Inail competente. Qualora il pagamento non risulti acquisito in archivio, prima di emettere il provvedimento di annullamento è opportuno che le Sedi, nell’ambito dei controlli di correntezza dei versamenti delle rate accordate, verifichino l’effettivo mancato pagamento della prima rata.
Si sottolinea che la rateazione è efficace solo se il debitore ha pagato l’intero importo richiesto a titolo di prima rata entro il termine comunicato con il piano di ammortamento, infatti attraverso l’effettuazione di tale versamento il debitore accetta il piano di ammortamento che gli è stato comunicato.

Revoca della rateazione
L’omesso pagamento anche di una sola delle rate successive alla prima comporta la revoca della rateazione con effetto dalla data di adozione del relativo provvedimento, con il quale viene chiesto l’integrale pagamento del debito residuo. Anche in caso di revoca, la struttura territoriale dell’Inail competente deve provvedere con immediatezza all’iscrizione a ruolo delle somme dovute attraverso l’apposita applicazione.
Il mantenimento del pagamento in forma rateale dei debiti perfezionatosi con il versamento della prima rata è subordinato alla condizione che, nel corso della rateazione o delle due rateazioni concesse, non si determinino ulteriori debiti.
Qualora siano state accordate al medesimo debitore due rateazioni, questi deve rispettare le scadenze di pagamento previste da entrambi i piani di ammortamento. La revoca di uno dei due piani di ammortamento per omesso o parziale pagamento delle rate successive alla prima, comporta la revoca anche della seconda rateazione accordata.

Con la determina del Presidente dell’Inail 23 luglio 2019, n. 227 è stata modificata la disciplina delle rateazioni fino a 24 rate dei debiti contributivi per premi e accessori non iscritti a ruolo, concesse dall’Inail. La nuova disciplina semplifica le condizioni per la concessione del beneficio della rateazione su istanza del debitore, eliminando l’obbligo del versamento dell’acconto o rata provvisoria contestualmente all’istanza, e regolamenta in modo puntuale il procedimento di concessione, di revoca e di annullamento della rateazione concessa (Circolare n. 22/2019).

Debiti oggetto di rateazione
L’Inail può concedere rateazioni fino a un massimo di 24 rate mensili, ai sensi dell’articolo 2, comma 11, della legge 7 dicembre 1989, n. 389. La rateazione riguarda i debiti per premi e accessori, dovuti a titolo di omissione o di evasione, purchè non iscritti a ruolo, infatti, per le somme iscritte a ruolo la titolarità del potere di concedere la dilazione del pagamento dal 1° marzo 2008 spetta agli agenti della riscossione.
Può essere rateizzato sia il pagamento dei debiti contributivi scaduti, sia il pagamento dei debiti contributivi correnti per i quali non è ancora scaduto il termine di pagamento. In questo ultimo caso l’istanza di rateazione deve essere presentata prima della scadenza dell'ultimo giorno utile per il pagamento. Possono essere rateizzati anche i debiti contributivi non iscritti a ruolo per i quali il datore di lavoro ha comunicato la facoltà di effettuare il pagamento in 4 rate ai sensi dell’art. 44, co. 3, DPR 30 giugno 1965, n. 1124 e dell’art. 55, co. 5, L. n. 144/99.
Per quanto riguarda gli accessori dei premi, possono essere oggetto di rateazione i debiti per sanzioni civili ex art. 116, co. 8, L. n. 388/2000 nonché gli interessi ex art. 116, co. 9 cit. e gli interessi per il pagamento in 4 rate del premio di autoliquidazione.

Presentazione dell’istanza di rateazione
Il debitore, identificato dal codice fiscale, che si trovi in temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica e che intenda regolarizzare la propria situazione nei confronti dell’Inail deve presentare un’apposita istanza utilizzando il servizio telematico "Istanza di rateazione" disponibile sul sito www.inail.it. L’istanza di rateazione può essere presentata anche da un intermediario in possesso di delega dall’interessato, come per gli altri servizi online.
Nell’istanza deve essere indicato l’importo da rateizzare e il numero delle rate mensili uguali e consecutive con cui si intende pagare il debito, specificando se tale importo si riferisce a debiti scaduti o correnti. La Struttura territoriale dell’Inail, competente in base alla sede legale del codice ditta di cui è titolare il debitore, provvede a elaborare il piano di ammortamento in base all’importo dei debiti e alle rate indicati nell’istanza.
Al fine di garantire la completa conoscenza da parte del debitore della propria situazione contributiva nonché la consapevolezza della piena sostenibilità del piano di ammortamento è stata prevista un’apposita funzione di simulazione del piano di ammortamento a disposizione delle Strutture territoriali dell’Inail che consente di fornire agli interessati, prima della presentazione dell’istanza, tutte le informazioni necessarie in merito alla possibile rateazione dei debiti scaduti e correnti.

Condizioni per la concessione della rateazione
La nuova disciplina stabilisce che l’istanza di rateazione può essere accolta a condizione che:
a. per i debiti scaduti, sia richiesta la rateazione di tutti i debiti per premi e accessori accertati alla data dell’istanza per i quali è scaduto il termine di pagamento;
b. per i debiti correnti, sia richiesta la rateazione di tutti i debiti per premi e accessori accertati alla data dell’istanza per i quali non è scaduto il termine di pagamento, a condizione che non risultino altri debiti scaduti. Se tra i premi per i quali non è scaduto il termine di pagamento sono comprese le rate di cui all’art. 44, co. 3, DPR 30 giugno 1965, n. 1124 e dell’art. 55, co. 5, L. n. 144/99, l’istanza di rateazione può essere accolta a condizione che tutte le rate non scadute siano incluse nell’istanza stessa;
c. non vi sia più di una rateazione in corso;
d. non sia stato emesso nei confronti del debitore un provvedimento di revoca della rateazione nel biennio precedente a quello di presentazione dell’istanza;
e. l’importo della singola rata comprensiva di interessi non sia inferiore a 150,00 euro;
f. il debitore dichiari di trovarsi in temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica;
g. il debitore riconosca in modo esplicito e incondizionato il debito per premi e eventuali accessori di cui chiede la rateazione, fatto salvo il diritto dell'Inail a ulteriori addebiti per errori ed eventuali omissioni;
h. il debitore rinunci a tutte le eccezioni che possono influire sull’esistenza e azionabilità del credito dell’Inail, nonché agli eventuali giudizi di opposizione proposti in sede civile.
I provvedimenti adottati sono definitivi e contro gli stessi non è ammesso il ricorso a altro organo dell’Inail.

Definizione dell’istanza ed emissione del piano di ammortamento
L’istanza di rateazione viene definita sulla base dei criteri suindicati con provvedimento motivato, che può essere di accoglimento o di rigetto. In caso di accoglimento la rateazione ha effetto con il pagamento della prima rata entro il termine stabilito dall’Inail, comunicato con il piano di ammortamento che è parte integrante del provvedimento stesso.
Il procedimento amministrativo di concessione della rateazione si conclude entro quindici giorni dalla presentazione dell’istanza ed è articolato come segue:
1) il provvedimento di concessione della rateazione comprensivo del piano di ammortamento è emesso entro 10 giorni dalla presentazione dell’istanza;
2) il pagamento della prima rata, la cui scadenza è indicata nel piano di ammortamento, è fissato al quindicesimo giorno dalla presentazione dell’istanza.
Tali termini sono allineati alla normativa vigente in materia di Durc online. Il debitore può comunque chiedere alla Sede di fissare la scadenza della prima rata tra l’undicesimo e il quindicesimo giorno dalla data di presentazione dell’istanza.
Qualora il debitore ottenga ai sensi dell’art. 116, co. 15 e 16, L. n. 388/2000 la riduzione delle sanzioni civili di cui al comma 8 del medesimo articolo, l’Inail provvederà al relativo conguaglio sull’importo del debito residuo oggetto di rateazione o al rimborso in caso di intervenuto pagamento della stessa.
È facoltà del debitore estinguere in ogni momento la rateazione, versando integralmente in unica soluzione l’intero debito residuo.

Annullamento del piano di ammortamento
L’omesso o parziale pagamento della prima rata determina l’annullamento della rateazione concessa e del piano di ammortamento. L’annullamento viene comunicato al debitore con apposito provvedimento con il quale viene richiesto l’integrale pagamento dei debiti.
Tali debiti non possono essere oggetto di una nuova istanza di rateazione e le somme dovute devono essere iscritte a ruolo con immediatezza dalla Struttura territoriale dell’Inail competente. Qualora il pagamento non risulti acquisito in archivio, prima di emettere il provvedimento di annullamento è opportuno che le Sedi, nell’ambito dei controlli di correntezza dei versamenti delle rate accordate, verifichino l’effettivo mancato pagamento della prima rata.
Si sottolinea che la rateazione è efficace solo se il debitore ha pagato l’intero importo richiesto a titolo di prima rata entro il termine comunicato con il piano di ammortamento, infatti attraverso l’effettuazione di tale versamento il debitore accetta il piano di ammortamento che gli è stato comunicato.

Revoca della rateazione
L’omesso pagamento anche di una sola delle rate successive alla prima comporta la revoca della rateazione con effetto dalla data di adozione del relativo provvedimento, con il quale viene chiesto l’integrale pagamento del debito residuo. Anche in caso di revoca, la struttura territoriale dell’Inail competente deve provvedere con immediatezza all’iscrizione a ruolo delle somme dovute attraverso l’apposita applicazione.
Il mantenimento del pagamento in forma rateale dei debiti perfezionatosi con il versamento della prima rata è subordinato alla condizione che, nel corso della rateazione o delle due rateazioni concesse, non si determinino ulteriori debiti.
Qualora siano state accordate al medesimo debitore due rateazioni, questi deve rispettare le scadenze di pagamento previste da entrambi i piani di ammortamento. La revoca di uno dei due piani di ammortamento per omesso o parziale pagamento delle rate successive alla prima, comporta la revoca anche della seconda rateazione accordata.

Edili Artigiani Marche: sospeso l’Evr

La CEDAM, Cassa Edile Artigiana delle Marche, ricorda alle imprese iscritte, che già con la retribuzione di luglio 2019 non va più corrisposto l’EVR

Le Parti Sociali territoriali, in data 10/12/2018, avevano sottoscritto l’accordo riguardante l’E.V.R.; tale accordo prevedeva l’erogazione dell’Elemento Variabile della Retribuzione a partire da Novembre 2018 fino al 30 giugno 2019, negli importi sotto indicati:

Livello

EVR fino al 30/6/2019

7 19,77
6 17,30
5 14,41
4 13,35
3 12,49
2 11,04
1 9,64

Pertanto la corresponsione dell’Elemento Variabile della Retribuzione dal 1° luglio 2019, resta sospesa.

La CEDAM, Cassa Edile Artigiana delle Marche, ricorda alle imprese iscritte, che già con la retribuzione di luglio 2019 non va più corrisposto l’EVR

Le Parti Sociali territoriali, in data 10/12/2018, avevano sottoscritto l’accordo riguardante l’E.V.R.; tale accordo prevedeva l’erogazione dell’Elemento Variabile della Retribuzione a partire da Novembre 2018 fino al 30 giugno 2019, negli importi sotto indicati:

Livello

EVR fino al 30/6/2019

7 19,77
6 17,30
5 14,41
4 13,35
3 12,49
2 11,04
1 9,64

Pertanto la corresponsione dell’Elemento Variabile della Retribuzione dal 1° luglio 2019, resta sospesa.

Manager dell’innovazione: iscrizione nell’elenco abilitativo

A partire dalle ore 10.00 del 27 settembre 2019 sarà possibile presentare l’istanza di iscrizione all’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza, abilitati allo svolgimento degli incarichi manageriali per la fornitura di consulenze in innovazione tecnologica e digitale alle PMI e alle reti d’impresa con il contributo a fondo perduto denominato “voucher per l’innovation manager”. Il termine di presentazione scade il 25 ottobre 2019 alle ore 17.00. (Ministero dello Sviluppo Economico – Decreto 29 luglio 2019).

Il “Voucher per l’Innovation Manager” è un contributo a fondo perduto (nella forma di “voucher”) finalizzato a favorire la crescita di competenze manageriali delle PMI e delle reti d’impresa, le quali, con la dotazione finanziaria del contributo, potranno acquistare consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale, attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0, e di processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.
L’incentivo è pari a:
– 40.000 euro per le micro e piccole imprese nel limite del 50% della spesa;
– 25.000 euro per le medie imprese nel limite del 30% della spesa;
– 80.000 euro per le reti d’impresa nel limite del 50% delle spese sostenute.
Il “voucher per l’Innovation Manager” può essere richiesto da imprese operanti su tutto il territorio nazionale, qualificate come micro, piccole e medie imprese, nonché dalle reti di impresa composte da almeno tre PMI, per le quali non ricorrano le condizioni ostative previste dalla specifica disciplina recata dal D.M. 7 maggio 2019.
Il contributo consente di finanziarie le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.
La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare:
– i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0;
– i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.
Affinchè le spese suddette siano finanziate dal contributo, il manager qualificato o la società di consulenza, che fornisce la consulenza specialistica, deve essere iscritto/a nell’apposito elenco istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico – “Manager dell’innovazione”.

Le modalità e i termini di iscrizione sono state disciplinate dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Decreto Ministeriale 29 luglio 2019.
Le istanze di iscrizione all’Elenco Manager dell’innovazione devono essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatica, accessibile nell’apposita sezione “Voucher per consulenza in innovazione” del sito web del Ministero (www.mise.gov.it), dalle ore 10.00 del 27 settembre 2019 alle ore 17.00 del 25 ottobre 2019, utilizzando l’apposito modulo di domanda, distinto per manager qualificati e società di consulenza.
Ai fini dell’iscrizione viene richiesto di attestare nell’istanza il possesso del/dei requisito/i professionali di accreditamento, l’ambito o gli ambiti di specializzazione agevolati, le regioni del territorio nazionale ove si intende erogare le prestazioni di consulenza specialistica, la modalità operativa di svolgimento dell’incarico manageriale oggetto del contributo.
Qualora l’iscrizione riguardi una società di consulenza, devono essere indicati, inoltre, i manager qualificati (massimo n. 10 nominativi), destinati allo svolgimento degli incarichi manageriali. A tal fine possono essere indicati esclusivamente i manager che risultino aver già presentato la domanda di iscrizione; ne consegue che per i manager richiedenti l’iscrizione quali operatori di una società di consulenza, la relativa domanda di iscrizione si intende perfezionata unicamente qualora la stessa società proceda, nell’ambito della propria istanza di iscrizione, a confermare la dichiarazione resa dal manager.
Per effettuare la procedura di iscrizione è necessario il possesso di una casella PEC attiva e della firma digitale.

Possono presentare domanda di iscrizione all’Elenco dei manager per l’innovazione, le persone fisiche che, al momento della presentazione della domanda di iscrizione soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti:
– essere accreditate negli albi o elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso Unioncamere, presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali;
– essere accreditate negli elenchi dei manager dell’innovazione istituti presso le regioni ai fini dell’erogazione di contributi regionali o comunitari con finalità analoghe a quelle previste dal Voucher per consulenza in innovazione.

Possono inoltre presentare domanda di iscrizione le persone fisiche che risultino in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
– essere in possesso di un dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree scientifico-disciplinari: 01-Scienze matematiche e informatiche; 02-Scienze fisiche; 03-Scienze Chimiche; 05-Scienze Biologiche; 09-Ingegneria industriale e dell’informazione; 13-Scienze economiche e statistiche;
– aver conseguito un master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente lettera a), nonché avere svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0;
– essere in possesso di laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente lettera a), nonché avere svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 3 anni, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0;
– aver svolto in modo documentabile, per almeno 7 anni, incarichi presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.

Possono infine presentare domanda di iscrizione all’elenco le società operanti nei settori della consulenza, i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, i centri di competenza ad alta specializzazione e gli incubatori certificati di start-up innovative. Tali soggetti nella domanda di iscrizione sono tenuti ad indicare, entro la misura massima di dieci nominativi, i manager in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, destinati allo svolgimento degli incarichi di consulenza oggetto di agevolazione.

ITER DI PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA

a. accesso alla procedura informatica attraverso la sezione “Voucher per consulenza in innovazione” del sito web del Ministero (www.mise.gov.it)

b. immissione delle informazioni e dei dati richiesti per la compilazione della domanda e caricamento, ove previsti, dei relativi allegati

c. generazione del modulo di domanda di iscrizione sotto forma di documento immodificabile, contenente le informazioni e i dati forniti dal soggetto richiedente, e successiva apposizione della firma digitale

d. caricamento del modulo di istanza firmato digitalmente e trasmissione (entro le ore 17.00 del 25 ottobre 2019)

e. rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione dell’istanza da parte della procedura informatica.

Le comunicazioni inerenti le procedure di formazione e successivo aggiornamento dell’elenco sono trasmesse dal Ministero esclusivamente attraverso posta elettronica certificata (PEC).

A partire dalle ore 10.00 del 27 settembre 2019 sarà possibile presentare l’istanza di iscrizione all'elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza, abilitati allo svolgimento degli incarichi manageriali per la fornitura di consulenze in innovazione tecnologica e digitale alle PMI e alle reti d’impresa con il contributo a fondo perduto denominato "voucher per l’innovation manager". Il termine di presentazione scade il 25 ottobre 2019 alle ore 17.00. (Ministero dello Sviluppo Economico - Decreto 29 luglio 2019).

Il "Voucher per l’Innovation Manager" è un contributo a fondo perduto (nella forma di "voucher") finalizzato a favorire la crescita di competenze manageriali delle PMI e delle reti d’impresa, le quali, con la dotazione finanziaria del contributo, potranno acquistare consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale, attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0, e di processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell'impresa, compreso l'accesso ai mercati finanziari e dei capitali.
L’incentivo è pari a:
- 40.000 euro per le micro e piccole imprese nel limite del 50% della spesa;
- 25.000 euro per le medie imprese nel limite del 30% della spesa;
- 80.000 euro per le reti d’impresa nel limite del 50% delle spese sostenute.
Il "voucher per l’Innovation Manager" può essere richiesto da imprese operanti su tutto il territorio nazionale, qualificate come micro, piccole e medie imprese, nonché dalle reti di impresa composte da almeno tre PMI, per le quali non ricorrano le condizioni ostative previste dalla specifica disciplina recata dal D.M. 7 maggio 2019.
Il contributo consente di finanziarie le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.
La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare:
- i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0;
- i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l'accesso ai mercati finanziari e dei capitali.
Affinchè le spese suddette siano finanziate dal contributo, il manager qualificato o la società di consulenza, che fornisce la consulenza specialistica, deve essere iscritto/a nell’apposito elenco istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico - "Manager dell’innovazione".

Le modalità e i termini di iscrizione sono state disciplinate dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Decreto Ministeriale 29 luglio 2019.
Le istanze di iscrizione all’Elenco Manager dell’innovazione devono essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatica, accessibile nell’apposita sezione "Voucher per consulenza in innovazione" del sito web del Ministero (www.mise.gov.it), dalle ore 10.00 del 27 settembre 2019 alle ore 17.00 del 25 ottobre 2019, utilizzando l’apposito modulo di domanda, distinto per manager qualificati e società di consulenza.
Ai fini dell’iscrizione viene richiesto di attestare nell’istanza il possesso del/dei requisito/i professionali di accreditamento, l’ambito o gli ambiti di specializzazione agevolati, le regioni del territorio nazionale ove si intende erogare le prestazioni di consulenza specialistica, la modalità operativa di svolgimento dell’incarico manageriale oggetto del contributo.
Qualora l’iscrizione riguardi una società di consulenza, devono essere indicati, inoltre, i manager qualificati (massimo n. 10 nominativi), destinati allo svolgimento degli incarichi manageriali. A tal fine possono essere indicati esclusivamente i manager che risultino aver già presentato la domanda di iscrizione; ne consegue che per i manager richiedenti l’iscrizione quali operatori di una società di consulenza, la relativa domanda di iscrizione si intende perfezionata unicamente qualora la stessa società proceda, nell’ambito della propria istanza di iscrizione, a confermare la dichiarazione resa dal manager.
Per effettuare la procedura di iscrizione è necessario il possesso di una casella PEC attiva e della firma digitale.

Possono presentare domanda di iscrizione all’Elenco dei manager per l’innovazione, le persone fisiche che, al momento della presentazione della domanda di iscrizione soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti:
- essere accreditate negli albi o elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso Unioncamere, presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali;
- essere accreditate negli elenchi dei manager dell’innovazione istituti presso le regioni ai fini dell’erogazione di contributi regionali o comunitari con finalità analoghe a quelle previste dal Voucher per consulenza in innovazione.

Possono inoltre presentare domanda di iscrizione le persone fisiche che risultino in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
- essere in possesso di un dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree scientifico-disciplinari: 01-Scienze matematiche e informatiche; 02-Scienze fisiche; 03-Scienze Chimiche; 05-Scienze Biologiche; 09-Ingegneria industriale e dell’informazione; 13-Scienze economiche e statistiche;
- aver conseguito un master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente lettera a), nonché avere svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0;
- essere in possesso di laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente lettera a), nonché avere svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 3 anni, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0;
- aver svolto in modo documentabile, per almeno 7 anni, incarichi presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.

Possono infine presentare domanda di iscrizione all’elenco le società operanti nei settori della consulenza, i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, i centri di competenza ad alta specializzazione e gli incubatori certificati di start-up innovative. Tali soggetti nella domanda di iscrizione sono tenuti ad indicare, entro la misura massima di dieci nominativi, i manager in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, destinati allo svolgimento degli incarichi di consulenza oggetto di agevolazione.

ITER DI PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA

a. accesso alla procedura informatica attraverso la sezione "Voucher per consulenza in innovazione" del sito web del Ministero (www.mise.gov.it)

b. immissione delle informazioni e dei dati richiesti per la compilazione della domanda e caricamento, ove previsti, dei relativi allegati

c. generazione del modulo di domanda di iscrizione sotto forma di documento immodificabile, contenente le informazioni e i dati forniti dal soggetto richiedente, e successiva apposizione della firma digitale

d. caricamento del modulo di istanza firmato digitalmente e trasmissione (entro le ore 17.00 del 25 ottobre 2019)

e. rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione dell’istanza da parte della procedura informatica.

Le comunicazioni inerenti le procedure di formazione e successivo aggiornamento dell’elenco sono trasmesse dal Ministero esclusivamente attraverso posta elettronica certificata (PEC).

Minimi retributivi per il CCNL Agenzie di viaggio Fiavet – Confcommercio

Calcolate le nuove retribuzioni pei dipendenti di Agenzie di Viaggio associate a Fiavet Confcommercio.

Il La paga base nazionale conglobata mensile è incrementata con le gradualità e le decorrenze di seguito indicate

Livelli

Aumento all’1/7/2019

Aumento all’1/11/2019

A 62,70 62,70
B 57,93 57,93
1 54,27 54,27
2 49,50 49,50
3 46,57 46,57
4 44,00 44,00
5 41,43 41,43
6s 39,60 39,60
6 39,23 39,23
7 36,67 36,67

Queste, pertanto, sono le nuove retribuzioni:

Livelli

Minimo all’1/7/2019

Minimo all’1/11/2019

A 2.147,44 2.210,14
B 1.988,01 2.045,94
1 1.852,52 1.906,79
2 1.693,09 1.742,59
3 1.596,68 1.643,25
4 1.506,69 1.550,69
5 1.413,18 1.454,61
6s 1.358,61 1.398,21

Queste, pertanto, sono le nuove retribuzioni per le agenzie minori le imprese di viaggi e turismo ovvero quelle che svolgono prevalentemente attività di organizzazione e vendita diretta al pubblico senza il tramite di altre agenzie, di viaggi (per via terrestre, marittima ed aerea) soggiorni e crociere per singole persone o per gruppi

Livelli

Minimo all’1/7/2019

Minimo all’1/11/2019

a 2.147,44 2.210,14
b 1.988,01 2.045,94
1 1.835,48 1.889,75
2 1.677,08 1.726,58
3 1.582,22 1.628,79
4 1.493,26 1.537,26
5 1.400,79 1.442,22
6s 1.346,73 1.386,33
6 1.328,19 1.367,42
7 1.244,32 1.280,99

Una tantum
Per il personale in forza alla data del luglio 2019 sarà riconosciuto, per il servizio prestato nell’ambito del rapporto di lavoro in essere alla predetta data nel corso del periodo 1 gennaio 2019 – 30 giugno 2019 (carenza contrattuale), il seguente importo una tantum: Per gli apprendisti, l’ammontare dell’una tantum è determinato in euro 180,00 di cui euro 60,00 da erogarsi nel mese di ottobre 2019, euro 60,00 nel mese di marzo 2020 ed euro 60,00 nel mese di settembre 2020.

 

Livello

Ott-2019

Mar-20

Set-20

Totale

1 111,00 111,00 111,00 333,00
2 101,25 101,25 101,25 303,75
3 95,25 95,25 95,25 285,75
4 90,00 90,00 90,00 270,00
5 84,75 84,75 84,75 254,25
6 80,25 80,25 80,25 240,75
6 S 81,00 81,00 81,00 243,00
7 75,00 75,00 75,00 225,00
QUADRO A 128,25 128,25 128,25 384,00
QUADRO B 118,50 118,50 118,50 355,50
APP.PROFESS. 60,00 60,00 60,00 180,00

Retribuzione dei lavoratori extra e di surroga
Il compenso orario omnicomprensivo lordo rapportato ad un servizio minimo di quattro ore è fissato nella seguente misura

Livello

Luglio 2019

4 13,80
5 13,15
6s 12,58
6 12,42
7 11,63

Calcolate le nuove retribuzioni pei dipendenti di Agenzie di Viaggio associate a Fiavet Confcommercio.

Il La paga base nazionale conglobata mensile è incrementata con le gradualità e le decorrenze di seguito indicate

Livelli

Aumento all’1/7/2019

Aumento all’1/11/2019

A 62,70 62,70
B 57,93 57,93
1 54,27 54,27
2 49,50 49,50
3 46,57 46,57
4 44,00 44,00
5 41,43 41,43
6s 39,60 39,60
6 39,23 39,23
7 36,67 36,67

Queste, pertanto, sono le nuove retribuzioni:

Livelli

Minimo all'1/7/2019

Minimo all'1/11/2019

A 2.147,44 2.210,14
B 1.988,01 2.045,94
1 1.852,52 1.906,79
2 1.693,09 1.742,59
3 1.596,68 1.643,25
4 1.506,69 1.550,69
5 1.413,18 1.454,61
6s 1.358,61 1.398,21

Queste, pertanto, sono le nuove retribuzioni per le agenzie minori le imprese di viaggi e turismo ovvero quelle che svolgono prevalentemente attività di organizzazione e vendita diretta al pubblico senza il tramite di altre agenzie, di viaggi (per via terrestre, marittima ed aerea) soggiorni e crociere per singole persone o per gruppi

Livelli

Minimo all'1/7/2019

Minimo all'1/11/2019

a 2.147,44 2.210,14
b 1.988,01 2.045,94
1 1.835,48 1.889,75
2 1.677,08 1.726,58
3 1.582,22 1.628,79
4 1.493,26 1.537,26
5 1.400,79 1.442,22
6s 1.346,73 1.386,33
6 1.328,19 1.367,42
7 1.244,32 1.280,99

Una tantum
Per il personale in forza alla data del luglio 2019 sarà riconosciuto, per il servizio prestato nell’ambito del rapporto di lavoro in essere alla predetta data nel corso del periodo 1 gennaio 2019 - 30 giugno 2019 (carenza contrattuale), il seguente importo una tantum: Per gli apprendisti, l’ammontare dell’una tantum è determinato in euro 180,00 di cui euro 60,00 da erogarsi nel mese di ottobre 2019, euro 60,00 nel mese di marzo 2020 ed euro 60,00 nel mese di settembre 2020.

 

Livello

Ott-2019

Mar-20

Set-20

Totale

1 111,00 111,00 111,00 333,00
2 101,25 101,25 101,25 303,75
3 95,25 95,25 95,25 285,75
4 90,00 90,00 90,00 270,00
5 84,75 84,75 84,75 254,25
6 80,25 80,25 80,25 240,75
6 S 81,00 81,00 81,00 243,00
7 75,00 75,00 75,00 225,00
QUADRO A 128,25 128,25 128,25 384,00
QUADRO B 118,50 118,50 118,50 355,50
APP.PROFESS. 60,00 60,00 60,00 180,00

Retribuzione dei lavoratori extra e di surroga
Il compenso orario omnicomprensivo lordo rapportato ad un servizio minimo di quattro ore è fissato nella seguente misura

Livello

Luglio 2019

4 13,80
5 13,15
6s 12,58
6 12,42
7 11,63