Nuovi aspetti economici del CCNL Laboratori Privati – Cifa

Seguono alcuni aspetti economici del rinnovo del CCNL per i dipendenti dei Laboratori di Analisi Cliniche e dei Centri Poliambulatoriali, siglato il 26/3/2019, tra la CIFA, la FEDERLAB e la FIALS, la CONFSAL.

Retribuzioni regime ordinario

Retribuzioni base e aumenti retributivi

Paga Base e Contingenza

Categoria

1/3/2019

1/12/2019

1/9/2020

1/6/2021

Quadri 2.250,19 2.265,10 2.272,56 2.280,02
Categoria F 1.849,02 1.861,28 1.867,41 1.873,53
Categoria E 1.650,67 1.661,61 1.667,08 1.672,54
Categoria D 1.521,58 1.531,67 1.536,71 1.541,75
Categoria C 1.423,58 1.433,02 1.437,74 1.442,45
Categoria B 1.331,13 1.339,95 1.344,37 1.348,77
Categoria A 1.255,05 1.263,36 1.267.52 1.271,68

Retribuzioni Regime di Primo Ingresso e Reimpiego

Tabelle retributive 1/3/2019

Livello

Retribuzione regime ordinario

1° anno

2° anno

Quadri 2.250,19    
Categoria F 1.849,02    
Categoria E 1.650,67 1.238.00 1.403,07
Categoria D 1.521,58 1.141.18 1.293,34
Categoria C 1.423,58 1.067,69 1.210,05
Categoria B 1.331,13 998,35 1.131,46
Categoria A 1.255,05    

Tabelle retributive 1/12/2019

Livello

Retribuzione regime ordinario

1° anno

2° anno

Quadri 2.265,10    
Categoria F 1.861,28    
Categoria E 1.661,61 1.246,21 1.412,37
Categoria D 1.531,67 1.148,75 1.301,92
Categoria C 1.433,02 1.074,76 1.218,07
Categoria B 1.339,95 1.004,97 1.138,96
Categoria A 1.263,36    

Tabelle retributive 1/9/2020

Livello

Retribuzione regime ordinario

1° anno

2° anno

Quadri 2.272,56    
Categoria F 1.867,41    
Categoria E 1.667,08 1.250,31 1.417,02
Categoria D 1.536,71 1.152,53 1.306,20
Categoria C 1.437,74 1.078,30 1.222,08
Categoria B 1.344,37 1.008,27 1.142,71
Categoria A 1.267,52    

Tabelle retributive 1/6/2021

Livello

Retribuzione regime ordinario

1° anno

2° anno

Quadri 2.280,02    
Categoria F 1.873,53    
Categoria E 1.672,54 1.254,41 1.421,67
Categoria D 1.541,75 1.156,31 1.310,49
Categoria C 1.442,45 1.081,84 1.226,09
Categoria B 1.348,77 1.011,58 1.146,46
Categoria A 1.271,68    

Retribuzione Mensile, giornaliera e oraria

La quota giornaliera della retribuzione, normale ovvero di fatto, si ottiene dividendo l’importo mensile per il divisore convenzionale “26”.
La quota oraria della retribuzione si ottiene dividendo l’importo mensile per 168.
Per i lavoratori discontinui la quota oraria di retribuzione si ottiene dividendo l’importo mensile per 195.

Indennità di cassa e maneggio di denaro

Al personale adibito con carattere di continuità ad operazioni di cassa è riconosciuta un’indennità di cassa e di maneggio di denaro nella misura del 5% della paga base nazionale conglobata stabilita dal presente CCNL.

Scatti di competenza

Ogni lavoratore ha diritto al riconoscimento di scatti di competenza pari all’1,5% della retribuzione mensile per un massimo di 10 scatti triennali. Tali scatti matureranno in conseguenza della partecipazione ad attività/percorsi formativi inerenti la propria qualifica professionale, per un monte ore non inferire a 50 in un triennio e secondo modalità attuative da definire congiuntamente tra datore di lavoro e lavoratore, anche in riferimento alla possibilità di fruizione di permessi per la formazione.
Qualora al termine del percorso formativo il lavoratore ottenga la certificazione delle competenze, acquisita secondo le normative vigenti, lo scatto di competenza verrà integrato di un ulteriore 0,5%.

Tredicesima mensilità

Il 15 dicembre di ogni anno, l’azienda dovrà corrispondere al personale dipendente a titolo di tredicesima un importo pari ad una mensilità.
Per i periodi d’assenza obbligatoria per gravidanza e puerperio, il datore di lavoro dovrà corrispondere alla lavoratrice la rimanente quota del 20% ad integrazione di quanto corrisposto dall’INPS nel limite dell’80%.

Indennità sostitutiva del servizio di mensa

L’indennità sostitutiva del servizio mensa, ovvero il Ticket Restaurant, è attribuito a ciascun lavoratore per le sole giornate di effettiva presenza al lavoro di durata superiore alle 4 ore.
L’importo nominale del Ticket deve essere pari a 7,00 € (sette/00 euro).

Indennità trasporti urbani

Gli importi dell’indennità trasporto sono così determinati:
a) Comuni con meno di 100.000 abitanti, 30,00 € al mese per dodici mensilità;
b) Comuni con meno di 500.000 abitanti, 40,00 € al mese per dodici mensilità;
c) Comuni con meno di 1.000.0000 abitanti, 50,00 € al mese per dodici mensilità;
d) Comuni con più di 1.000.000 di abitanti, 60,00 € al mese per dodici mensilità.

Ente Bilaterale Nazionale – EPAR

Il contributo mensile da destinare in favore dell’EPAR Nazionale e stabilito nella misura dello 0,60%, da calcolarsi sulla paga base conglobala mensile, per dodici mensilità, per ciascun lavoratore in forza presso l’azienda, di cui lo 0,50% carico del datore di lavoro e il restante 0,10% a carico del lavoratore.
Della quota dello 0,50% a carico del datore di lavoro lo 0,30 è destinato a finanziare attività in favore dei lavoratori delle aziende aderenti attraverso un apposito Fondo all’uopo costituito e denominato FAS-Fondo Attività Sociale.
L’azienda che ometta il versamento delle suddette quote e tenuta a corrispondere al lavoratore un Elemento Distintivo Retribuzione (E.D.R) d’importo mensile pari allo 0,15% di paga base conglobata.
L’EDR di cui al comma precedente deve essere corrisposto per 13 mensilità e non è utile ai fini del computo di qualsiasi istituto legale e contrattuale, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.

Fondo interprofessionale per la formazione continua FonARCom

Al fine di garantire un’adeguata risposta ai fabbisogni formativi dei lavoratori dipendenti, le Parti hanno promosso la costituzione di un apposito Fondo Interprofessionale per la Formazione Continua, denominato FonARCom..
Le aziende che perfezioneranno la loro adesione al Fondo FonARCom destineranno allo stesso una contribuzione mensile dello 0,30% sulle retribuzioni imponibili di ciascun lavoratore.
L’adesione al Fondo FonARCom non costituisce costo aggiuntivo per l’azienda poiché, in assenza di una specifica adesione ad un Fondo Interprofessionali, la suddetta contribuzione è da destinarsi obbligatoriamente all’INPS. Le aziende che, oltre ad applicare il presente CCNL, perfezioneranno la loro adesione al Fondo Interprofessionale FonARCom potranno accedere agli strumenti messi a disposizione da quest’ultimo e finalizzati a finanziare le attività formative svolta in favore del personale dipendente.

Fondo Integrativo di Assistenza Sanitaria SanARCom

Dalla data di sottoscrizione del presente CCNL sono iscritti al Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa SanARCom tutti i lavoratori dipendenti delle aziende che applicheranno il presente CCNL.
Per ciò che attiene l’ammontare della contribuzione dovuta al Fondo dalle aziende aderenti e dai relativi lavoratori, lo stesso è fissato in 18.00 euro per ciascun dipendente per 12 mensilità, di cui euro 16,00 a carico dell’azienda e euro 2,00 a carico del lavoratore.
II datore di lavoro che ometta il versamento delle quote destinate al Fondo SanARCom. sarà tenuto a corrispondere al lavoratore un E.D.R. (Elemento Distintivo della Retribuzione) pari ad euro 25 per dodici mensilità. L’E.D.R. Rientra nella retribuzione di fatto e nella base di calcolo per il trattamento di fine rapporto. Tale importo non e riproporzionabile in caso di rapporto di lavoro part time.
Per quanto non enunciato nel presente articolo si fa espresso rinvio al regolamento del Fondo SanARCom.

Welfare

Il valore economico minimo annuale di servizi di welfare da riconoscere al singolo dipendente sarà pari ad euro 100,00. Tale importo verrà incrementato di euro 25,00 per ogni ulteriore componente il nucleo familiare.
Si specifica inoltre che l’incremento di euro 25,00 verrà riconosciuto sulla base dell’appartenenza dell’ulteriore soggetto al nucleo familiare del lavoratore, indipendentemente quindi dalla circostanza che esso sia a carico fiscale.
In via esemplificativa, il lavoratore dipendente avente nel proprio nucleo familiare il coniuge e due figli avrà diritto a beni e servizi di welfare aziendale di valore economico pari ad euro 175,00.

Contributo Assistenza Contrattuale

Le aziende che applicheranno il presente CCNL dovranno corrispondere un contributo di assistenza contrattuale (COASCO) fissato nella misura dell’1% da calcolarsi sulla paga base conglobata mensile, per dodici mensilità, per ciascun lavoratore in forza presso l’azienda.
Il COASCO è integralmente a carico dell’azienda ed è finalizzalo alla copertura delle spese sostenute, da CIFA e dalla FIALS, per l’attività di contrattazione, stipula e assistenza ai fini della corretta applicazione del presente CCNL.
Il COASCO ha natura obbligatoria e l’azienda che ne omette il versamento non può avvalersi del presente CCNL.

Seguono alcuni aspetti economici del rinnovo del CCNL per i dipendenti dei Laboratori di Analisi Cliniche e dei Centri Poliambulatoriali, siglato il 26/3/2019, tra la CIFA, la FEDERLAB e la FIALS, la CONFSAL.

Retribuzioni regime ordinario

Retribuzioni base e aumenti retributivi

Paga Base e Contingenza

Categoria

1/3/2019

1/12/2019

1/9/2020

1/6/2021

Quadri 2.250,19 2.265,10 2.272,56 2.280,02
Categoria F 1.849,02 1.861,28 1.867,41 1.873,53
Categoria E 1.650,67 1.661,61 1.667,08 1.672,54
Categoria D 1.521,58 1.531,67 1.536,71 1.541,75
Categoria C 1.423,58 1.433,02 1.437,74 1.442,45
Categoria B 1.331,13 1.339,95 1.344,37 1.348,77
Categoria A 1.255,05 1.263,36 1.267.52 1.271,68

Retribuzioni Regime di Primo Ingresso e Reimpiego

Tabelle retributive 1/3/2019

Livello

Retribuzione regime ordinario

1° anno

2° anno

Quadri 2.250,19    
Categoria F 1.849,02    
Categoria E 1.650,67 1.238.00 1.403,07
Categoria D 1.521,58 1.141.18 1.293,34
Categoria C 1.423,58 1.067,69 1.210,05
Categoria B 1.331,13 998,35 1.131,46
Categoria A 1.255,05    

Tabelle retributive 1/12/2019

Livello

Retribuzione regime ordinario

1° anno

2° anno

Quadri 2.265,10    
Categoria F 1.861,28    
Categoria E 1.661,61 1.246,21 1.412,37
Categoria D 1.531,67 1.148,75 1.301,92
Categoria C 1.433,02 1.074,76 1.218,07
Categoria B 1.339,95 1.004,97 1.138,96
Categoria A 1.263,36    

Tabelle retributive 1/9/2020

Livello

Retribuzione regime ordinario

1° anno

2° anno

Quadri 2.272,56    
Categoria F 1.867,41    
Categoria E 1.667,08 1.250,31 1.417,02
Categoria D 1.536,71 1.152,53 1.306,20
Categoria C 1.437,74 1.078,30 1.222,08
Categoria B 1.344,37 1.008,27 1.142,71
Categoria A 1.267,52    

Tabelle retributive 1/6/2021

Livello

Retribuzione regime ordinario

1° anno

2° anno

Quadri 2.280,02    
Categoria F 1.873,53    
Categoria E 1.672,54 1.254,41 1.421,67
Categoria D 1.541,75 1.156,31 1.310,49
Categoria C 1.442,45 1.081,84 1.226,09
Categoria B 1.348,77 1.011,58 1.146,46
Categoria A 1.271,68    

Retribuzione Mensile, giornaliera e oraria

La quota giornaliera della retribuzione, normale ovvero di fatto, si ottiene dividendo l'importo mensile per il divisore convenzionale "26".
La quota oraria della retribuzione si ottiene dividendo l'importo mensile per 168.
Per i lavoratori discontinui la quota oraria di retribuzione si ottiene dividendo l'importo mensile per 195.

Indennità di cassa e maneggio di denaro

Al personale adibito con carattere di continuità ad operazioni di cassa è riconosciuta un’indennità di cassa e di maneggio di denaro nella misura del 5% della paga base nazionale conglobata stabilita dal presente CCNL.

Scatti di competenza

Ogni lavoratore ha diritto al riconoscimento di scatti di competenza pari all'1,5% della retribuzione mensile per un massimo di 10 scatti triennali. Tali scatti matureranno in conseguenza della partecipazione ad attività/percorsi formativi inerenti la propria qualifica professionale, per un monte ore non inferire a 50 in un triennio e secondo modalità attuative da definire congiuntamente tra datore di lavoro e lavoratore, anche in riferimento alla possibilità di fruizione di permessi per la formazione.
Qualora al termine del percorso formativo il lavoratore ottenga la certificazione delle competenze, acquisita secondo le normative vigenti, lo scatto di competenza verrà integrato di un ulteriore 0,5%.

Tredicesima mensilità

Il 15 dicembre di ogni anno, l'azienda dovrà corrispondere al personale dipendente a titolo di tredicesima un importo pari ad una mensilità.
Per i periodi d’assenza obbligatoria per gravidanza e puerperio, il datore di lavoro dovrà corrispondere alla lavoratrice la rimanente quota del 20% ad integrazione di quanto corrisposto dall'INPS nel limite dell’80%.

Indennità sostitutiva del servizio di mensa

L’indennità sostitutiva del servizio mensa, ovvero il Ticket Restaurant, è attribuito a ciascun lavoratore per le sole giornate di effettiva presenza al lavoro di durata superiore alle 4 ore.
L’importo nominale del Ticket deve essere pari a 7,00 € (sette/00 euro).

Indennità trasporti urbani

Gli importi dell’indennità trasporto sono così determinati:
a) Comuni con meno di 100.000 abitanti, 30,00 € al mese per dodici mensilità;
b) Comuni con meno di 500.000 abitanti, 40,00 € al mese per dodici mensilità;
c) Comuni con meno di 1.000.0000 abitanti, 50,00 € al mese per dodici mensilità;
d) Comuni con più di 1.000.000 di abitanti, 60,00 € al mese per dodici mensilità.

Ente Bilaterale Nazionale - EPAR

Il contributo mensile da destinare in favore dell'EPAR Nazionale e stabilito nella misura dello 0,60%, da calcolarsi sulla paga base conglobala mensile, per dodici mensilità, per ciascun lavoratore in forza presso l'azienda, di cui lo 0,50% carico del datore di lavoro e il restante 0,10% a carico del lavoratore.
Della quota dello 0,50% a carico del datore di lavoro lo 0,30 è destinato a finanziare attività in favore dei lavoratori delle aziende aderenti attraverso un apposito Fondo all'uopo costituito e denominato FAS-Fondo Attività Sociale.
L'azienda che ometta il versamento delle suddette quote e tenuta a corrispondere al lavoratore un Elemento Distintivo Retribuzione (E.D.R) d’importo mensile pari allo 0,15% di paga base conglobata.
L'EDR di cui al comma precedente deve essere corrisposto per 13 mensilità e non è utile ai fini del computo di qualsiasi istituto legale e contrattuale, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.

Fondo interprofessionale per la formazione continua FonARCom

Al fine di garantire un'adeguata risposta ai fabbisogni formativi dei lavoratori dipendenti, le Parti hanno promosso la costituzione di un apposito Fondo Interprofessionale per la Formazione Continua, denominato FonARCom..
Le aziende che perfezioneranno la loro adesione al Fondo FonARCom destineranno allo stesso una contribuzione mensile dello 0,30% sulle retribuzioni imponibili di ciascun lavoratore.
L'adesione al Fondo FonARCom non costituisce costo aggiuntivo per l’azienda poiché, in assenza di una specifica adesione ad un Fondo Interprofessionali, la suddetta contribuzione è da destinarsi obbligatoriamente all'INPS. Le aziende che, oltre ad applicare il presente CCNL, perfezioneranno la loro adesione al Fondo Interprofessionale FonARCom potranno accedere agli strumenti messi a disposizione da quest’ultimo e finalizzati a finanziare le attività formative svolta in favore del personale dipendente.

Fondo Integrativo di Assistenza Sanitaria SanARCom

Dalla data di sottoscrizione del presente CCNL sono iscritti al Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa SanARCom tutti i lavoratori dipendenti delle aziende che applicheranno il presente CCNL.
Per ciò che attiene l'ammontare della contribuzione dovuta al Fondo dalle aziende aderenti e dai relativi lavoratori, lo stesso è fissato in 18.00 euro per ciascun dipendente per 12 mensilità, di cui euro 16,00 a carico dell'azienda e euro 2,00 a carico del lavoratore.
II datore di lavoro che ometta il versamento delle quote destinate al Fondo SanARCom. sarà tenuto a corrispondere al lavoratore un E.D.R. (Elemento Distintivo della Retribuzione) pari ad euro 25 per dodici mensilità. L'E.D.R. Rientra nella retribuzione di fatto e nella base di calcolo per il trattamento di fine rapporto. Tale importo non e riproporzionabile in caso di rapporto di lavoro part time.
Per quanto non enunciato nel presente articolo si fa espresso rinvio al regolamento del Fondo SanARCom.

Welfare

Il valore economico minimo annuale di servizi di welfare da riconoscere al singolo dipendente sarà pari ad euro 100,00. Tale importo verrà incrementato di euro 25,00 per ogni ulteriore componente il nucleo familiare.
Si specifica inoltre che l'incremento di euro 25,00 verrà riconosciuto sulla base dell'appartenenza dell'ulteriore soggetto al nucleo familiare del lavoratore, indipendentemente quindi dalla circostanza che esso sia a carico fiscale.
In via esemplificativa, il lavoratore dipendente avente nel proprio nucleo familiare il coniuge e due figli avrà diritto a beni e servizi di welfare aziendale di valore economico pari ad euro 175,00.

Contributo Assistenza Contrattuale

Le aziende che applicheranno il presente CCNL dovranno corrispondere un contributo di assistenza contrattuale (COASCO) fissato nella misura dell'1% da calcolarsi sulla paga base conglobata mensile, per dodici mensilità, per ciascun lavoratore in forza presso l’azienda.
Il COASCO è integralmente a carico dell'azienda ed è finalizzalo alla copertura delle spese sostenute, da CIFA e dalla FIALS, per l’attività di contrattazione, stipula e assistenza ai fini della corretta applicazione del presente CCNL.
Il COASCO ha natura obbligatoria e l’azienda che ne omette il versamento non può avvalersi del presente CCNL.

Manodopera agricola. Flusso DMAG/Unico: “Secondo Trimestre 2019”

Nell’ottica della semplificazione del processo di trasmissione del flusso DMAG/Unico utile alla successiva liquidazione dei contributi (c.d. tariffazione) e alla implementazione del conto assicurativo individuale, sono state apportate modifiche relativamente ad alcuni campi della dichiarazione trimestrale.

Al fine di dar luogo ad opportune semplificazioni procedurali ed armonizzare la struttura del flusso delle dichiarazioni di manodopera alla prevista mensilizzazione delle denunce, che sarà operativa a decorrere dal 1° gennaio 2020, dal secondo trimestre 2019 non saranno più richiesti i dati relativi alla retribuzione teorica in assenza di retribuzione ordinaria e, pertanto, nella compilazione del DMAG, il tipo di retribuzione “0” (zero) non dovrà più essere utilizzato.
Dal secondo trimestre 2019, relativamente ai DMAG degli operai a tempo indeterminato (OTI), dovrà essere dichiarata la retribuzione teorica mensile (RTM),in luogo della retribuzione teorica giornaliera (RTG). Si sottolinea che la retribuzione teorica mensile va dichiarata solo in presenza del tipo retribuzione “O” (ordinaria).
In associazione alla RTM dovrà essere compilato il campo “NMC”, numero mensilità previste dal contratto, campo di nuova istituzione, che permetterà di calcolare la retribuzione teorica globale annua. La retribuzione teorica mensile, rapportata a 26 giornate, non può essere inferiore al minimale di legge; nei casi di dichiarazione di importi inferiori a tale minimale, il flusso non verrà accolto. In caso di part-time orizzontale il controllo del minimale orario mensile verrà effettuato sul rapporto delle ore e giornate dichiarate nel DMAG.
Relativamente ai DMAG degli operai a tempo determinato (OTD), la RTG, dal secondo trimestre 2019, è richiesta solo in presenza di tipo retribuzione “O” e continuerà ad essere calcolata secondo le istruzioni precedentemente fornite.
In materia di giornate e retribuzioni a decorrere dal secondo trimestre 2019 sono state introdotte le seguenti modifiche:
– Campo Giornate obbligatorio: per OTI e per OTD, in presenza di tipo retribuzione O, P e M, si rende obbligatorio il campo “GG” del DMAG relativo alle retribuzioni dichiarate.
– La trasmissione di sole retribuzioni in mancanza di giornate lavorate è una condizione che può verificarsi per particolari circostanze quali, ad esempio, la corresponsione di gratifiche, di premi, di conguagli di retribuzione, di emolumenti arretrati anche per i lavoratori licenziati. Al fine di gestire tali ricorrenze, viene istituito il tipo retribuzione “W”, che potrà essere utilizzato anche per indicare la retribuzione corrisposta a titolo di indennità di mancato preavviso ad un lavoratore licenziato. Il tipo retribuzione “W” assume il significato di “Emolumento retributivo” con il quale sarà possibile indicare, in alternativa alla retribuzione di tipo “O”, una retribuzione per la quale non è obbligatoriamente richiesto il numero di giornate lavorate.

Nell’ottica della semplificazione del processo di trasmissione del flusso DMAG/Unico utile alla successiva liquidazione dei contributi (c.d. tariffazione) e alla implementazione del conto assicurativo individuale, sono state apportate modifiche relativamente ad alcuni campi della dichiarazione trimestrale.

Al fine di dar luogo ad opportune semplificazioni procedurali ed armonizzare la struttura del flusso delle dichiarazioni di manodopera alla prevista mensilizzazione delle denunce, che sarà operativa a decorrere dal 1° gennaio 2020, dal secondo trimestre 2019 non saranno più richiesti i dati relativi alla retribuzione teorica in assenza di retribuzione ordinaria e, pertanto, nella compilazione del DMAG, il tipo di retribuzione "0" (zero) non dovrà più essere utilizzato.
Dal secondo trimestre 2019, relativamente ai DMAG degli operai a tempo indeterminato (OTI), dovrà essere dichiarata la retribuzione teorica mensile (RTM),in luogo della retribuzione teorica giornaliera (RTG). Si sottolinea che la retribuzione teorica mensile va dichiarata solo in presenza del tipo retribuzione "O" (ordinaria).
In associazione alla RTM dovrà essere compilato il campo "NMC", numero mensilità previste dal contratto, campo di nuova istituzione, che permetterà di calcolare la retribuzione teorica globale annua. La retribuzione teorica mensile, rapportata a 26 giornate, non può essere inferiore al minimale di legge; nei casi di dichiarazione di importi inferiori a tale minimale, il flusso non verrà accolto. In caso di part-time orizzontale il controllo del minimale orario mensile verrà effettuato sul rapporto delle ore e giornate dichiarate nel DMAG.
Relativamente ai DMAG degli operai a tempo determinato (OTD), la RTG, dal secondo trimestre 2019, è richiesta solo in presenza di tipo retribuzione "O" e continuerà ad essere calcolata secondo le istruzioni precedentemente fornite.
In materia di giornate e retribuzioni a decorrere dal secondo trimestre 2019 sono state introdotte le seguenti modifiche:
- Campo Giornate obbligatorio: per OTI e per OTD, in presenza di tipo retribuzione O, P e M, si rende obbligatorio il campo "GG" del DMAG relativo alle retribuzioni dichiarate.
- La trasmissione di sole retribuzioni in mancanza di giornate lavorate è una condizione che può verificarsi per particolari circostanze quali, ad esempio, la corresponsione di gratifiche, di premi, di conguagli di retribuzione, di emolumenti arretrati anche per i lavoratori licenziati. Al fine di gestire tali ricorrenze, viene istituito il tipo retribuzione "W", che potrà essere utilizzato anche per indicare la retribuzione corrisposta a titolo di indennità di mancato preavviso ad un lavoratore licenziato. Il tipo retribuzione "W" assume il significato di "Emolumento retributivo" con il quale sarà possibile indicare, in alternativa alla retribuzione di tipo "O", una retribuzione per la quale non è obbligatoriamente richiesto il numero di giornate lavorate.

Fatturazione elettronica Sdi: divieto anche per medici veterinari

Con la Risposta all’istanza di consulenza giuridica n. 15/2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche i veterinari sono soggetti al divieto di fatturazione elettronica tramite SdI, previsto per il 2019 nei confronti degli operatori del settore sanitario.

I medici veterinari, a differenza di altri professionisti sanitari, erogano e fatturano anche prestazioni per le quali non è previsto l’invio al Sistema Tessera Sanitaria. Gli stessi, inoltre, dato l’ambito di applicazione delle prestazioni mediche dovrebbero ritenersi esclusi dalle peculiari implicazioni di privacy che investono gli operatori sanitari i cui servizi sono rivolti alla persona e della quale trattano dati personali.
Ne consegue che, in ambito veterinario potrebbe risultare più consono e preferibile optare per il sistema della fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) per tutte le prestazioni professionali e, beneficiare dell’esonero dall’invio dei relativi dati al Sistema tessera sanitaria, considerando a tal fine valide le medesime informazioni comunicate tramite SdI.
A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 ha disposto il divieto di documentare tramite fatturazione elettronica le operazioni effettuate da quanti sono tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, i quali, per il solo periodo d’imposta 2019, non possono emettere fatture elettroniche tramite SdI con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria.
Tale divieto, rifacendosi all’astratto invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, prescinde da un’eventuale opposizione all’invio stesso; per cui anche in tale ipotesi l’operazione non può comunque essere documentata con fattura elettronica tramite SdI.
A tale divieto non sfuggono le prestazioni rese dai medici veterinari che, laddove costituiscano oggetto di invio al Sistema tessera sanitaria, non possono essere documentate con fattura elettronica tramite SdI.
Nel caso in cui una fattura documenti sia spese da inviare al Sistema tessera sanitaria, sia altre voci di spesa, essa dovrà essere in formato analogico o elettronico extra SdI.

Con la Risposta all’istanza di consulenza giuridica n. 15/2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche i veterinari sono soggetti al divieto di fatturazione elettronica tramite SdI, previsto per il 2019 nei confronti degli operatori del settore sanitario.

I medici veterinari, a differenza di altri professionisti sanitari, erogano e fatturano anche prestazioni per le quali non è previsto l’invio al Sistema Tessera Sanitaria. Gli stessi, inoltre, dato l’ambito di applicazione delle prestazioni mediche dovrebbero ritenersi esclusi dalle peculiari implicazioni di privacy che investono gli operatori sanitari i cui servizi sono rivolti alla persona e della quale trattano dati personali.
Ne consegue che, in ambito veterinario potrebbe risultare più consono e preferibile optare per il sistema della fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) per tutte le prestazioni professionali e, beneficiare dell’esonero dall’invio dei relativi dati al Sistema tessera sanitaria, considerando a tal fine valide le medesime informazioni comunicate tramite SdI.
A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 ha disposto il divieto di documentare tramite fatturazione elettronica le operazioni effettuate da quanti sono tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, i quali, per il solo periodo d’imposta 2019, non possono emettere fatture elettroniche tramite SdI con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria.
Tale divieto, rifacendosi all’astratto invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, prescinde da un’eventuale opposizione all’invio stesso; per cui anche in tale ipotesi l’operazione non può comunque essere documentata con fattura elettronica tramite SdI.
A tale divieto non sfuggono le prestazioni rese dai medici veterinari che, laddove costituiscano oggetto di invio al Sistema tessera sanitaria, non possono essere documentate con fattura elettronica tramite SdI.
Nel caso in cui una fattura documenti sia spese da inviare al Sistema tessera sanitaria, sia altre voci di spesa, essa dovrà essere in formato analogico o elettronico extra SdI.

Modifica dei termini per la consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche

Adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici disponibile a decorrere dal 31 maggio 2019 fino al 2 settembre 2019. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 29 aprile 2019, n. 107524).

La legge di bilancio 2018 – art. 1, co. 909, Legge n. 205/2017 – ha previsto l’obbligo di fatturazione elettronica in relazione alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti e stabiliti nel territorio dello Stato, utilizzando il Sistema di Interscambio.
Con un precedente provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono state individuate le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché per la trasmissione telematica dei dati delle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere.
Successivamente con un altro provvedimento sono state modificate le modalità, previste da tale provvedimento, con cui l’Agenzia delle entrate memorizza e rende disponibili in consultazione agli operatori IVA, o agli intermediari dagli stessi delegati, le fatture emesse e ricevute nonché, ai consumatori finali, le fatture ricevute.
In particolare, è stata prevista l’introduzione di una specifica funzionalità, da rendere disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, per consentire agli operatori IVA – o un intermediario appositamente delegato – ovvero al consumatore finale di aderire espressamente al servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”.
Infine, con il provvedimento in oggetto viene disposto lo slittamento di alcuni termini previsti dal citato provvedimento. In particolare, si prevede che la funzionalità di adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici sia resa disponibile a decorrere dal 31 maggio 2019 (non più dal 3 maggio 2019) e che, al fine di consentire ai contribuenti di disporre di un periodo più ampio per aderire al servizio, sia possibile effettuare l’adesione fino al 2 settembre 2019.

Adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici disponibile a decorrere dal 31 maggio 2019 fino al 2 settembre 2019. (AGENZIA DELLE ENTRATE - Provvedimento 29 aprile 2019, n. 107524).

La legge di bilancio 2018 - art. 1, co. 909, Legge n. 205/2017 - ha previsto l’obbligo di fatturazione elettronica in relazione alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti e stabiliti nel territorio dello Stato, utilizzando il Sistema di Interscambio.
Con un precedente provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono state individuate le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché per la trasmissione telematica dei dati delle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere.
Successivamente con un altro provvedimento sono state modificate le modalità, previste da tale provvedimento, con cui l’Agenzia delle entrate memorizza e rende disponibili in consultazione agli operatori IVA, o agli intermediari dagli stessi delegati, le fatture emesse e ricevute nonché, ai consumatori finali, le fatture ricevute.
In particolare, è stata prevista l’introduzione di una specifica funzionalità, da rendere disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, per consentire agli operatori IVA - o un intermediario appositamente delegato - ovvero al consumatore finale di aderire espressamente al servizio di "Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici".
Infine, con il provvedimento in oggetto viene disposto lo slittamento di alcuni termini previsti dal citato provvedimento. In particolare, si prevede che la funzionalità di adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici sia resa disponibile a decorrere dal 31 maggio 2019 (non più dal 3 maggio 2019) e che, al fine di consentire ai contribuenti di disporre di un periodo più ampio per aderire al servizio, sia possibile effettuare l’adesione fino al 2 settembre 2019.

Nuova contribuzione al Fnape per la Cassa Edile di Terni

Nuova contribuzione al Fnape per la Cassa Edile di Terni

Dal 1/4/2019 è variata l’aliquota del Contributo FNAPE (Fondo Nazionale Ape) per la Cassa Edile di Terni

L’aliquota del Contributo FNAPE (Fondo Nazionale Ape) per la Cassa Edile di Terni è stata variata con decorrenza 1 Aprile 2019 dal 4,30 % al 4,34 % ed il contributo minimo Ape è stato riparametrato da € 51,00 ad € 56,00.

Questa, pertanto, è la nuova tabella contributiva con decorrenza 1 Aprile 2019:

IMPRESE

TOTALE

a carico Impresa

a carico Operaio

Contributo Cassa Edile 2,5000% 2,0833% 0,4167%
Contributo FNAPE -Fondo Nazionale APE 4,3400% 4,3400%
Contributo T.E.S.e F. 1,0000% 1,0000%
QACT – Quote adesione contrattuale Territoriali 1,9300% 1,0650% 0,8650%
QACN – Quote adesione contrattuale Nazionali 0,4600% 0,2300% 0,2300%
Fondo Nazionale Prepensionamenti (già fondo lavori usuranti) 0,2000% 0,2000%
Totale contributi 10,4300% 8,9183% 1,5117%
Altre voci:
Fondo Sanitario Nazionale operai 0,35% 0,35%
Fondo Incentivo all’Occupazione 0,10% 0,10%
Contributo RLST 0,10% 0,10%

AGENZIE PER IL LAVORO

TOTALE

a carico Impresa

a carico Operaio

Contributo Cassa Edile 2,5000% 2,0833% 0,4167%
Contributo FNAPE -Fondo Nazionale APE 4,3400% 4,3400%
Contributo Formazione Professionale 3,8680% 3,8680%
QACT – Quote adesione contrattuale Territoriali 1,9300% 1,0650% 0,8650%
QACN – Quote adesione contrattuale Nazionali 0,4600% 0,2300% 0,2300%
Contributo Sospensione Lavoro 0,3000% 0,3000%
Fondo Nazionale Prepensionamenti (già fondo lavori usuranti) 0,2000% 0,2000%
Totale contributi 13,5980% 12,0863% 1,5117%
Altre voci:
Fondo Sanitario Nazionale operai 0,35% 0,35%
Fondo Incentivo all’Occupazione 0,10% 0,10%

Nuova contribuzione al Fnape per la Cassa Edile di Terni

Dal 1/4/2019 è variata l'aliquota del Contributo FNAPE (Fondo Nazionale Ape) per la Cassa Edile di Terni

L’aliquota del Contributo FNAPE (Fondo Nazionale Ape) per la Cassa Edile di Terni è stata variata con decorrenza 1 Aprile 2019 dal 4,30 % al 4,34 % ed il contributo minimo Ape è stato riparametrato da € 51,00 ad € 56,00.

Questa, pertanto, è la nuova tabella contributiva con decorrenza 1 Aprile 2019:

IMPRESE

TOTALE

a carico Impresa

a carico Operaio

Contributo Cassa Edile 2,5000% 2,0833% 0,4167%
Contributo FNAPE -Fondo Nazionale APE 4,3400% 4,3400% -
Contributo T.E.S.e F. 1,0000% 1,0000% -
QACT - Quote adesione contrattuale Territoriali 1,9300% 1,0650% 0,8650%
QACN - Quote adesione contrattuale Nazionali 0,4600% 0,2300% 0,2300%
Fondo Nazionale Prepensionamenti (già fondo lavori usuranti) 0,2000% 0,2000% -
Totale contributi 10,4300% 8,9183% 1,5117%
Altre voci:
Fondo Sanitario Nazionale operai 0,35% 0,35% -
Fondo Incentivo all'Occupazione 0,10% 0,10% -
Contributo RLST 0,10% 0,10% -

AGENZIE PER IL LAVORO

TOTALE

a carico Impresa

a carico Operaio

Contributo Cassa Edile 2,5000% 2,0833% 0,4167%
Contributo FNAPE -Fondo Nazionale APE 4,3400% 4,3400% -
Contributo Formazione Professionale 3,8680% 3,8680% -
QACT - Quote adesione contrattuale Territoriali 1,9300% 1,0650% 0,8650%
QACN - Quote adesione contrattuale Nazionali 0,4600% 0,2300% 0,2300%
Contributo Sospensione Lavoro 0,3000% 0,3000% -
Fondo Nazionale Prepensionamenti (già fondo lavori usuranti) 0,2000% 0,2000% -
Totale contributi 13,5980% 12,0863% 1,5117%
Altre voci:
Fondo Sanitario Nazionale operai 0,35% 0,35% -
Fondo Incentivo all'Occupazione 0,10% 0,10% -

Tempo scaduto per aderire alla “Pace fiscale”

Ultime per aderire alla Rottamazione delle cartelle-ter e al Saldo e stralcio delle cartelle. Oggi è l’ultimo giorno per presentare le domande all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Agenzia Entrate-Riscossione – comunicato 24 aprile 2019).

 

Per aderire alla Rottamazione delle cartelle-ter deve essere utilizzato il modulo DA-2018 mentre per aderire al Saldo e stralcio delle cartelle deve essere utilizzato il modulo SA-ST, entrambi disponibili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione o presso gli sportelli.

I moduli possono essere trasmessi mediante una delle seguenti modalità:
– servizio “Fai D.A. te”, il form sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it in area pubblica, che permette di compilare e inviare la domanda di adesione tramite pc, tablet e smartphone;
– casella PEC, per coloro che ne sono dotati, è possibile inviare il modulo insieme alla copia del documento di identità, alla casella PEC della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione di riferimento;
– presso gli sportelli presenti sul territorio nazionale (esclusa la Sicilia).

È possibile anche delegare un professionista di fiducia a trasmettere la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata. Gli intermediari abilitati e i loro intermediari possono utilizzare il servizio EquiPro presente sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it.

Ultime per aderire alla Rottamazione delle cartelle-ter e al Saldo e stralcio delle cartelle. Oggi è l’ultimo giorno per presentare le domande all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Agenzia Entrate-Riscossione - comunicato 24 aprile 2019).

 

Per aderire alla Rottamazione delle cartelle-ter deve essere utilizzato il modulo DA-2018 mentre per aderire al Saldo e stralcio delle cartelle deve essere utilizzato il modulo SA-ST, entrambi disponibili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione o presso gli sportelli.

I moduli possono essere trasmessi mediante una delle seguenti modalità:
- servizio "Fai D.A. te", il form sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it in area pubblica, che permette di compilare e inviare la domanda di adesione tramite pc, tablet e smartphone;
- casella PEC, per coloro che ne sono dotati, è possibile inviare il modulo insieme alla copia del documento di identità, alla casella PEC della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione di riferimento;
- presso gli sportelli presenti sul territorio nazionale (esclusa la Sicilia).

È possibile anche delegare un professionista di fiducia a trasmettere la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata. Gli intermediari abilitati e i loro intermediari possono utilizzare il servizio EquiPro presente sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it.

Il nuovo modello di denuncia dell’imposta sulle assicurazioni

Approvato il modello di denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati nell’esercizio annuale scaduto, con le relative istruzioni e specifiche tecniche (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 29 aprile 2019, n. 107673).

Costituisce parte integrante del modello la comunicazione degli importi annualmente versati alle province, distinti per contratto ed ente di destinazione, relativi ai contratti di assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori.
Il modello, integrato dalla comunicazione, è utilizzato a decorrere dalle denunce da presentare nel 2019 e va presentato all’Agenzia delle Entrate, con modalità telematica, direttamente dai soggetti interessati ovvero tramite gli intermediari abilitati.
Per le imprese di assicurazione aventi sede nella U.E. o negli Stati dello S.E.E. che assicurano un adeguato scambio di informazioni ed operano nel territorio dello Stato in libera prestazione di servizi e che trasmettono annualmente la denuncia, i dati analitici dei singoli contratti, con riferimento agli importi versati alle province nell’anno solare precedente, sono trasmessi unitamente al modello, entro il medesimo termine previsto per i soggetti con sede in Italia, secondo le specifiche tecniche e i tracciati record approvati.

Approvato il modello di denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati nell’esercizio annuale scaduto, con le relative istruzioni e specifiche tecniche (Agenzia delle Entrate - Provvedimento 29 aprile 2019, n. 107673).

Costituisce parte integrante del modello la comunicazione degli importi annualmente versati alle province, distinti per contratto ed ente di destinazione, relativi ai contratti di assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori.
Il modello, integrato dalla comunicazione, è utilizzato a decorrere dalle denunce da presentare nel 2019 e va presentato all’Agenzia delle Entrate, con modalità telematica, direttamente dai soggetti interessati ovvero tramite gli intermediari abilitati.
Per le imprese di assicurazione aventi sede nella U.E. o negli Stati dello S.E.E. che assicurano un adeguato scambio di informazioni ed operano nel territorio dello Stato in libera prestazione di servizi e che trasmettono annualmente la denuncia, i dati analitici dei singoli contratti, con riferimento agli importi versati alle province nell’anno solare precedente, sono trasmessi unitamente al modello, entro il medesimo termine previsto per i soggetti con sede in Italia, secondo le specifiche tecniche e i tracciati record approvati.

Chiarimenti della CNCE sulla contribuzione APE

La CNCE con Comunicato del 23/4/2019, fornisce chiarimenti in materia di contributo minimo Ape

Il nuovo comunicato della CNCE, la Commissione nazionale Paritetica per le Casse Edili, fornisce indicazioni in ordine alla riparametrazione delle nuove aliquote Ape, in risposta ai quesiti inviati con riferimento all’accordo siglato sull’argomento dalle parti sociali il 3/4/2019.
Pertanto, la CNCE con il Comunicato n. 9233, del 23 aprile 2019, al fine di consentire l’immediata applicazione di quanto previsto dalle Parti sociali, nelle more di eventuali ulteriori determinazioni delle stesse, fornisce in allegato la Tabella contenente una elaborazione relativa al Contributo minimo APE mensile per lavoratore riparametrato sulla base dell’ accordo in vigore dal 1/4/2019.
Allegato: Tabella

FNAPE – NUOVO CONTRIBUTO ACCORDO 3 APRILE 2019
Contributo minimo APE mensile per lavoratore riparametrato su accordo in vigore da 1 aprile 2019

CASSA EDILE/EDILCASSA CHE ADERISCONO AL FNAPE

NUOVO CONTRIBUTO FNAPE

CONTRIBUTO MINIMO 130 H

CONTRIBUTO MINIMO 130 H (arrotondamento)

VALLE D’AOSTA      
Aosta 3,91 50,83 51
PIEMONTE      
Alessandria 3,91 50,83 51
Asti 3,61 46,93 47
Biella 3,84 49,92 50
Cuneo 4,43 57,59 58
Novara 3,91 50,83 51
Torino 3,61 46,93 47
Verbania 3,91 50,83 51
Vercelli 3,91 50,83 51
LIGURIA      
Genova 3,91 50,83 51
Imperia 3,61 46,93 47
La Spezia 3,91 50,83 51
Savona 4,34 56,42 56
LOMBARDIA      
Bergamo 4,8 62,40 62
Brescia 4,43 57,59 58
Como e Lecco 4,8 62,40 62
Cremona 4,43 57,59 58
Edilcassa Bergamo 4,43 57,59 58
Mantova 4,34 56,42 56
Milano 3,61 46,93 47
Pavia 3,91 50,83 51
Sondrio 4,8 62,40 62
Varese 3,91 50,83 51
TRENTINO ALTO ADIGE      
Bolzano 4,43 57,59 58
Trento 4,8 62,40 62
FRIULI VENEZIA GIULIA      
Gorizia 4,34 56,42 56
Pordenone 4,43 57,59 58
Trieste 3,61 46,93 47
Udine 4,43 57,59 58
VENETO      
Belluno 4,43 57,59 58
Padova 4,43 57,59 58
Rovigo 4,8 62,40 62
Treviso 4,8 62,40 62
Venezia 4,43 57,59 58
Verona 3,91 50,83 51
Vicenza 4,43 57,59 58
EMILIA ROMAGNA      
Bologna 3,61 46,93 47
Calec 4,8 62,40 62
Cedaiier 3,54 46,02 46
Edili Reggio Emilia 3,84 49,92 50
Ferrara 3,84 49,92 50
FCR 4,43 57,59 58
Modena 3,91 50,83 51
Parma 3,91 50,83 51
Piacenza 3,91 50,83 51
TOSCANA      
Arezzo 4,43 57,59 58
Ceri 3,61 46,93 47
Falea 3,61 46,93 47
Firenze 3,91 50,83 51
Grosseto 3,91 50,83 51
Livorno 3,91 50,83 51
Lucca 3,91 50,83 51
Massa Carrara 3,09 40,17 40
Pisa 3,91 50,83 51
Pistoia 3,54 46,02 46
Prato 3,61 46,93 47
Siena 3,61 46,93 47
MARCHE      
Ancona 3,91 50,83 51
Ascoli Piceno 3,61 46,93 47
Cedam 3,54 46,02 46
Macerata 3,61 46,93 47
Pesaro 3,61 46,93 47
UMBRIA      
Perugia 3,91 50,83 51
Terni 4,34 56,42 56
LAZIO      
Edilcassa del Lazio 3,54 46,02 46
Frosinone 3,61 46,93 47
Latina 3,54 46,02 46
Rieti 3,91 50,83 51
Roma 3,33 43,29 43
Viterbo 3,84 49,92 50
ABRUZZO      
Chieti 3,61 46,93 47
L’Aquila 3,54 46,02 46
Pescara 3,61 46,93 47
Teramo 3,61 46,93 47
MOLISE      
Campobasso 3,03 39,39 39
Edilcassa Molise 3,09 40,17 40
CAMPANIA      
Avellino 2,53 32,89 33
Benevento 2,53 32,89 33
Caserta 2,53 32,89 33
Napoli 2,83 36,79 37
Salerno 2,53 32,89 33
PUGLIA      
Bari 3,03 39,39 39
Brindisi 3,03 39,39 39
Edilcassa Puglia 3,03 39,39 39
Foggia 3,03 39,39 39
Lecce 3,09 40,17 40
Taranto 3,09 40,17 40
BASILICATA      
Edilcassa Basilicata 3,03 39,39 39
Matera 3,03 39,39 39
Potenza 2,58 33,54 34
CALABRIA      
Catanzaro 2,53 32,89 33
Cosenza 2,53 32,89 33
Edilcassa Calabria 2,53 32,89 33
Reggio Calabria 2,53 32,89 33
SICILIA      
Agrigento 2,53 32,89 33
Caltanissetta 2,53 32,89 33
Catania 2,53 32,89 33
Enna 2,53 32,89 33
Messina 2,53 32,89 33
Palermo 2,53 32,89 33
Ragusa 2,53 32,89 33
Siracusa 2,53 32,89 33
Trapani 2,53 32,89 33
SARDEGNA      
Cagliari 3,09 40,17 40
Nuoro 3,03 39,39 39
Oristano 3,09 40,17 40
Sassari 3,03 39,39 39

La CNCE con Comunicato del 23/4/2019, fornisce chiarimenti in materia di contributo minimo Ape

Il nuovo comunicato della CNCE, la Commissione nazionale Paritetica per le Casse Edili, fornisce indicazioni in ordine alla riparametrazione delle nuove aliquote Ape, in risposta ai quesiti inviati con riferimento all’accordo siglato sull’argomento dalle parti sociali il 3/4/2019.
Pertanto, la CNCE con il Comunicato n. 9233, del 23 aprile 2019, al fine di consentire l'immediata applicazione di quanto previsto dalle Parti sociali, nelle more di eventuali ulteriori determinazioni delle stesse, fornisce in allegato la Tabella contenente una elaborazione relativa al Contributo minimo APE mensile per lavoratore riparametrato sulla base dell' accordo in vigore dal 1/4/2019.
Allegato: Tabella

FNAPE - NUOVO CONTRIBUTO ACCORDO 3 APRILE 2019
Contributo minimo APE mensile per lavoratore riparametrato su accordo in vigore da 1 aprile 2019

CASSA EDILE/EDILCASSA CHE ADERISCONO AL FNAPE

NUOVO CONTRIBUTO FNAPE

CONTRIBUTO MINIMO 130 H

CONTRIBUTO MINIMO 130 H (arrotondamento)

VALLE D'AOSTA      
Aosta 3,91 50,83 51
PIEMONTE      
Alessandria 3,91 50,83 51
Asti 3,61 46,93 47
Biella 3,84 49,92 50
Cuneo 4,43 57,59 58
Novara 3,91 50,83 51
Torino 3,61 46,93 47
Verbania 3,91 50,83 51
Vercelli 3,91 50,83 51
LIGURIA      
Genova 3,91 50,83 51
Imperia 3,61 46,93 47
La Spezia 3,91 50,83 51
Savona 4,34 56,42 56
LOMBARDIA      
Bergamo 4,8 62,40 62
Brescia 4,43 57,59 58
Como e Lecco 4,8 62,40 62
Cremona 4,43 57,59 58
Edilcassa Bergamo 4,43 57,59 58
Mantova 4,34 56,42 56
Milano 3,61 46,93 47
Pavia 3,91 50,83 51
Sondrio 4,8 62,40 62
Varese 3,91 50,83 51
TRENTINO ALTO ADIGE      
Bolzano 4,43 57,59 58
Trento 4,8 62,40 62
FRIULI VENEZIA GIULIA      
Gorizia 4,34 56,42 56
Pordenone 4,43 57,59 58
Trieste 3,61 46,93 47
Udine 4,43 57,59 58
VENETO      
Belluno 4,43 57,59 58
Padova 4,43 57,59 58
Rovigo 4,8 62,40 62
Treviso 4,8 62,40 62
Venezia 4,43 57,59 58
Verona 3,91 50,83 51
Vicenza 4,43 57,59 58
EMILIA ROMAGNA      
Bologna 3,61 46,93 47
Calec 4,8 62,40 62
Cedaiier 3,54 46,02 46
Edili Reggio Emilia 3,84 49,92 50
Ferrara 3,84 49,92 50
FCR 4,43 57,59 58
Modena 3,91 50,83 51
Parma 3,91 50,83 51
Piacenza 3,91 50,83 51
TOSCANA      
Arezzo 4,43 57,59 58
Ceri 3,61 46,93 47
Falea 3,61 46,93 47
Firenze 3,91 50,83 51
Grosseto 3,91 50,83 51
Livorno 3,91 50,83 51
Lucca 3,91 50,83 51
Massa Carrara 3,09 40,17 40
Pisa 3,91 50,83 51
Pistoia 3,54 46,02 46
Prato 3,61 46,93 47
Siena 3,61 46,93 47
MARCHE      
Ancona 3,91 50,83 51
Ascoli Piceno 3,61 46,93 47
Cedam 3,54 46,02 46
Macerata 3,61 46,93 47
Pesaro 3,61 46,93 47
UMBRIA      
Perugia 3,91 50,83 51
Terni 4,34 56,42 56
LAZIO      
Edilcassa del Lazio 3,54 46,02 46
Frosinone 3,61 46,93 47
Latina 3,54 46,02 46
Rieti 3,91 50,83 51
Roma 3,33 43,29 43
Viterbo 3,84 49,92 50
ABRUZZO      
Chieti 3,61 46,93 47
L'Aquila 3,54 46,02 46
Pescara 3,61 46,93 47
Teramo 3,61 46,93 47
MOLISE      
Campobasso 3,03 39,39 39
Edilcassa Molise 3,09 40,17 40
CAMPANIA      
Avellino 2,53 32,89 33
Benevento 2,53 32,89 33
Caserta 2,53 32,89 33
Napoli 2,83 36,79 37
Salerno 2,53 32,89 33
PUGLIA      
Bari 3,03 39,39 39
Brindisi 3,03 39,39 39
Edilcassa Puglia 3,03 39,39 39
Foggia 3,03 39,39 39
Lecce 3,09 40,17 40
Taranto 3,09 40,17 40
BASILICATA      
Edilcassa Basilicata 3,03 39,39 39
Matera 3,03 39,39 39
Potenza 2,58 33,54 34
CALABRIA      
Catanzaro 2,53 32,89 33
Cosenza 2,53 32,89 33
Edilcassa Calabria 2,53 32,89 33
Reggio Calabria 2,53 32,89 33
SICILIA      
Agrigento 2,53 32,89 33
Caltanissetta 2,53 32,89 33
Catania 2,53 32,89 33
Enna 2,53 32,89 33
Messina 2,53 32,89 33
Palermo 2,53 32,89 33
Ragusa 2,53 32,89 33
Siracusa 2,53 32,89 33
Trapani 2,53 32,89 33
SARDEGNA      
Cagliari 3,09 40,17 40
Nuoro 3,03 39,39 39
Oristano 3,09 40,17 40
Sassari 3,03 39,39 39

Nuovi aspetti normativi del CCNL Laboratori Privati – Cifa

30 apr 2019 Seguono alcuni aspetti normativi del rinnovo del CCNL per i dipendenti dei Laboratori di Analisi Cliniche e dei Centri Poliambulatoriali, siglato il 26/3/2019, tra la CIFA, la FEDERLAB e la FIALS, la CONFSAL.

Il presente CCNL decorre dall’1/3/2019 e scadrà il 28/2/2022 ed il rinnovo andrà effettuato entro i 120 giorni dalla sua scadenza naturale ed in caso di prolungamento delle trattative oltre la data del 31/10/2019, ai lavoratori sarà riconosciuta un’indennità di vacanza contrattuale pari al 50% del tasso di inflazione programmata.

Rappresentanze sindacali

Sono da considerarsi dirigenti sindacali i lavoratori che fanno parte:
a) di Consigli o Comitati direttivi nazionali e periferici delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori stipulanti il presente CCNL;
b) di Rappresentanze Sindacali Aziendali costituite ai sensi dell’art. 19 della Legge n. 300/1970 e appartenenti alle OO.SS. stipulanti il presente contratto, nelle imprese che nell’ambito dello stesso Comune occupano più di 15 dipendenti, i quali risultino regolarmente eletti in base alle norme statutarie delle Organizzazioni stesse;
c) di Rappresentanze Sindacali Unitarie costituite in luogo delle Rappresentanze Sindacali Aziendali.
I Dirigenti Sindacali hanno diritto ad un massimo di 75 ore annue di permessi o congedi retribuiti per partecipare alle riunioni dei rispettivi organi sindacali di appartenenza.
I componenti delle Rappresentanze Sindacali Aziendali hanno diritto, per l’espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti che sono complessivamente pari a 12 ore mensili nelle aziende che occupano più di 51 dipendenti e pari ad un’ora e 30 minuti all’anno per ciascun dipendente nelle aziende che occupano da 16 a 50 dipendenti.
Nelle unità aziendali ove siano occupati normalmente più di 15 dipendenti, i lavoratori in forza nell’unità medesima hanno diritto di riunirsi fuori dell’orario di lavoro in assemblee indette dalle Organizzazioni aderenti o facenti capo alle Associazioni Nazionali stipulanti, singolarmente o congiuntamente, su materie di interesse sindacale e del lavoro. Le riunioni si terranno presso l’unità aziendale interessata, in locale messo a disposizione dal datore di lavoro.
Ai lavoratori è inoltre riconosciuto il diritto a partecipare ad Assemblee sindacali durante l’orario di lavoro fino ad un massimo di dieci ore all’anno normalmente retribuite.
Le riunioni non potranno superare, singolarmente, le due ore di durata.
L’azienda provvederà alla trattenuta delle quote sindacali a favore delle OO.SS. firmatarie del presente CCNL a fronte della presentazione dei lavoratori di specifica delega autorizzativa.
Gli importi saranno pari all’1% della retribuzione lorda.
Gli importi andranno bonificati mensilmente alle OO.SS. destinatarie.
Ad ogni R.L.S. spettano, per l’espletamento del relativo mandato, permessi retribuiti nella misura che segue:
a) 12 ore annue nelle aziende o unità produttive che occupano lino a 5 dipendenti;
b) 30 ore annue nelle aziende o unità produttive che occupano da 6 a 15 dipendenti;

c) 40 ore annue nelle aziende o unità produttive con oltre 15 dipendenti.

Periodo di prova

La durata massima del periodo di prova non potrà superare i seguenti limiti:
a) quadri: 180 giorni:
b) Categoria E e F: 120 giorni;
c) Categoria C e D: 90 giorni;
d) Categoria B: 60 giorni.
e) Categoria A: 30 giorni.
Il periodo di prova convenuto dalle Parti non potrà avere comunque una durata effettiva inferiore al 25% della durata prevista dal presente CCNL.

Malattia

II lavoratore non in prova, che debba interrompere il servizio a causa di malattia o infortunio non sul lavoro, avrà diritto alla conservazione del posto, con riconoscimento dell’anzianità relativa a tutti gli effetti, per i seguenti periodi.
a) 180 giorni di calendario comprensivi del periodo di malattia;
b) per le malattie di particolari gravita (patologie oncologiche e malattie che richiedano il trapianto come unica terapia) la conservazione del posto può su richiesta del lavoratore essere estesa fino a 24 mesi.
Durante il periodo di malattia i lavoratori avranno diritto alle prestazioni a carico dell’INPS.
Durante il periodo di malattia il lavoratore avrà diritto a percepire la retribuzione comprensiva dell’indennità erogata dall’INPS come di seguito indicato:
a) per i primi tre giorni di malattia, limitatamente a sci eventi morbosi in ragione d’anno di calendario (01 gennaio – 31 dicembre), ad un’indennità pari al 60% della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto; dal settimo evento morboso nell’anno al lavoratore non sarà corrisposto alcuna indennità;
b) al 75% della retribuzione giornaliera cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto per i giorni di malattia dal 4° al 20° giorno;
c) al 100% della retribuzione giornaliera per i giorni di malattia dal 21° al 180° giorno.

Infortunio

Ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. n. 1124/1965, a copertura della giornata nella quale avviene l’infortunio che inabilita anche solo temporaneamente il lavoratore a prestare la propria attività lavorativa, è previsto a carico del datore di lavoro la corresponsione a favore del lavoratore infortunato di un’intera quota retribuzione giornaliera. Per i giorni successivi al primo, il datore di lavoro integrerà l’indennità corrisposta dall’INAlL fino a raggiungere il 100% della retribuitone giornaliera.

Preavviso

I termini di preavviso, intesi in giorni di calendario, in caso di licenziamento o dimissioni sono i seguenti.

Categoria

Anzianità fino a 5 anni – Giorni di calendario

Anzianità tra 5 e 10 anni – Giorni di calendario

Anzianità oltre i 10 anni – Giorni di calendario

F e Quadri 60 90 120
D e E 30 45 60
A, B e C 15 30 45

Lavoratori di Primo Ingresso

Sono definiti di “Primo Ingresso” i lavoratori che alla data di assunzione risultino privi di esperienza professionale pregressa nella specifica mansione ad essi assegnata o che abbiano un’esperienza pregressa non superiore a 6 mesi.
Nell’ottica di favorire l’acquisizione di specifiche competenze finalizzate al l’inserimento dei lavoratori di Primo Ingresso, il datore di lavoro dovrà impegnarsi a fornire loro una specifica formazione, all’interno dell’orario di lavoro, della durata minima di 80 ore nei primi due anni dall’assunzione secondo un piano formativo individuale che sarà consegnato all’interessato, allatto dell’assunzione, unitamente al contratto di lavoro. La formazione potrà essere erogata dai datore di lavoro o da un proprio delegato.
In ragione dell’obbligo di erogare una specifica formazione al lavoratore di Primo Ingresso, ai datore di lavoro è riconosciuta la facoltà di corrispondere al suddetto lavoratore, per i primi due anni dall’assunzione, una “retribuzione di primo ingresso” ridotta rispetto al livello ordinario di inquadramento, nella misura stabilita dalle tabelle retributive allegate al presente CCNL.
Potranno essere assunti in regime di Primo Ingresso i lavoratori chiamati a svolgere mansioni rientranti nelle Categorie E, D, C e B.

Regime del Reimpiego

Le Parti convengono che rientrano in un particolare regime definito di “Reimpiego” le assunzioni finalizzate al reinserimento di lavoratori con più di 50 anni di età, di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, di lavoratori di qualsiasi età disoccupati di lunga durala privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, di soggetti espulsi dal mercato del lavoro e percettori di ammortizzatori sociali e di soggetti che rientrano in specifiche misure di politiche attive di ricollocazione messe in atto da operatori pubblici o privati per l’impiego.
Nell’ottica di favorire l’acquisizione di specifiche competenze finalizzale al reinserimento dei lavoratori rientranti nel regime di Reimpiego, il datore di lavoro dovrà impegnarsi a fornire loro una specifica formazione, all’interno dell’orario di lavoro, della durata minima di 80 ore nei primi due anni dal l’assunzione secondo un piano formativo individuale che sarà consegnato all’interessato, all’atto del l’assunzione, unitamente al contratto di lavoro.
La formazione potrà essere erogata dal datore di lavoro o da un proprio delegato.
In ragione del l’obbligo di erogare una specifica formazione al lavoratore in regime di Reimpiego e di garantirne il reinserimento occupazionale, al datore di lavoro è riconosciuta la facoltà di corrispondere al suddetto lavoratore, per i primi due anni dall’assunzione, una retribuzione ridotta rispetto al livello ordinario di inquadramento, nella misura stabilita dalle tabelle retributive allegate al presente CCNL.
L’assunzione di lavoratori in regime di Reimpiego dovrà risultare da atto scritto e dovrà essere a tempo indeterminato.
Potranno essere assunti in regime di Reimpiego i lavoratori chiamati a svolgere mansioni rientranti nelle Categorie E, D, C e B.

Apprendistato professionalizzante

Le Parti concordano che la durata del contralto di apprendistato professionalizzante e di minimo 18 mesi e massimo 36 mesi secondo quanto riportato:
Livello di inquadramento
a. Categoria A e B: 18 mesi;
b. Categoria C: 24 mesi:
c. Categoria D. E F e Quadri: 36 mesi.
L’impegno formativo dell’apprendista per l’apprendistato professionalizzante è determinato in un monte ore complessivo di formazione interna ed esterna all’azienda secondo quanto riportato:
Livello di inquadramento
a. Categoria A e B: 120 ore;
b. Categoria C: 160 ore;
c. Categoria D, E F e Quadri: 180 ore.
Il trattamento economico da riconoscere all’apprendista sarà così determinato:
1) per il primo anno il 70% della retribuzione dovuta al te/mine del periodo di apprendistato;
2) per il secondo anno I’80% della retribuzione dovuta al termine del periodo di apprendistato;
3) per il terzo anno il 90% della retribuzione base dovuta al termine del periodo di apprendistato.

Lavoro a tempo determinato

Al contralto di lavoro subordinato può essere apposto un termine.
La durala dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare i 12 mesi.
Il contralto potrà avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, solo in presenza delle seguenti condizioni:
– esigenze temporanee e oggettive, estranee al l’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori:
– esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.
Qualora il limite dei 12 mesi sia superato in assenza delle condizioni suddette, il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla data di superamento del suddetto limite.
Oltre il limite dei 12 mesi o 24 in presenza delle causali sopra esposte, è possibile stipulare un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di 12 mesi, presso la competente Direzione Territoriale del Lavoro.
Qualora il rapporto di lavoro a tempo determinato continui dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro corrisponderà al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20 pei cento fino al decimo giorno e al 40 per cento per ciascun giorno ulteriore.
Le Parti convengono che possono essere assunti lavoratori a tempo determinato nel rispetto dei seguenti limiti numerici:

a) i datori di lavoro che occupano da 0 a ‘I dipendenti, possono assumere n. 2 lavoratori a tempo determinato:
b) i datori di lavoro che occupano da 5 a IO dipendenti, possono assumere fino a 4 lavoratori:
c) i datori di lavoro che occupano più di 10 dipendenti, possono assumere un lavoratore a tempo determinato ogni due, con arrotondamento all’unità superiore.

Contratto a tempo parziale

In applicazione di quanto previsto dalla normativa vigente in materia, le parti interessate potranno prevedere l’inserzione nel contratto a tempo parziale di apposite clausole elastiche relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorative o relative alla variazione in aumento della durata della prestazione stessa.
Le clausole clastiche devono prevedere a pena di nullità, le condizioni e le modalità con le quali il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale della prestazione e variarne in aumento la durata, nonché la misura massima dell’aumento, che non può eccedere il limite del 25% della normale prestazione annua a tempo parziale.
Le ore di lavoro ordinarie richieste a seguito dell’applicazione di clausole flessibili debbono essere retribuite, relativamente alle sole ore in cui la suddetta variazione viene disposta, con una maggiorazione non inferiore al 15% della retribuzione di fatto ai sensi del presente CCNL. comprensiva dell’incidenza su tutti gli istituti retributivi indiretti e differiti.
Il datore di lavoro ha facoltà di richiedere prestazioni straordinarie ai lavoratori a tempo parziale di tipo verticale o misto, per le stesse causali previste per i lavoratori a tempo pieno previste dal presente CCNL; tali prestazioni non potranno comunque superare il tetto massimo del 20% settimanale, dell’orario di lavoro concordato tra le parti.
E’ prevista una maggiorazione della retribuzione per prestazioni lavorative svolte in regime di lavoro supplementare e/o di straordinario nella misura del 15% rispetto alla paga base.

30 apr 2019 Seguono alcuni aspetti normativi del rinnovo del CCNL per i dipendenti dei Laboratori di Analisi Cliniche e dei Centri Poliambulatoriali, siglato il 26/3/2019, tra la CIFA, la FEDERLAB e la FIALS, la CONFSAL.

Il presente CCNL decorre dall’1/3/2019 e scadrà il 28/2/2022 ed il rinnovo andrà effettuato entro i 120 giorni dalla sua scadenza naturale ed in caso di prolungamento delle trattative oltre la data del 31/10/2019, ai lavoratori sarà riconosciuta un’indennità di vacanza contrattuale pari al 50% del tasso di inflazione programmata.

Rappresentanze sindacali

Sono da considerarsi dirigenti sindacali i lavoratori che fanno parte:
a) di Consigli o Comitati direttivi nazionali e periferici delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori stipulanti il presente CCNL;
b) di Rappresentanze Sindacali Aziendali costituite ai sensi dell’art. 19 della Legge n. 300/1970 e appartenenti alle OO.SS. stipulanti il presente contratto, nelle imprese che nell’ambito dello stesso Comune occupano più di 15 dipendenti, i quali risultino regolarmente eletti in base alle norme statutarie delle Organizzazioni stesse;
c) di Rappresentanze Sindacali Unitarie costituite in luogo delle Rappresentanze Sindacali Aziendali.
I Dirigenti Sindacali hanno diritto ad un massimo di 75 ore annue di permessi o congedi retribuiti per partecipare alle riunioni dei rispettivi organi sindacali di appartenenza.
I componenti delle Rappresentanze Sindacali Aziendali hanno diritto, per l'espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti che sono complessivamente pari a 12 ore mensili nelle aziende che occupano più di 51 dipendenti e pari ad un'ora e 30 minuti all'anno per ciascun dipendente nelle aziende che occupano da 16 a 50 dipendenti.
Nelle unità aziendali ove siano occupati normalmente più di 15 dipendenti, i lavoratori in forza nell'unità medesima hanno diritto di riunirsi fuori dell'orario di lavoro in assemblee indette dalle Organizzazioni aderenti o facenti capo alle Associazioni Nazionali stipulanti, singolarmente o congiuntamente, su materie di interesse sindacale e del lavoro. Le riunioni si terranno presso l'unità aziendale interessata, in locale messo a disposizione dal datore di lavoro.
Ai lavoratori è inoltre riconosciuto il diritto a partecipare ad Assemblee sindacali durante l'orario di lavoro fino ad un massimo di dieci ore all’anno normalmente retribuite.
Le riunioni non potranno superare, singolarmente, le due ore di durata.
L’azienda provvederà alla trattenuta delle quote sindacali a favore delle OO.SS. firmatarie del presente CCNL a fronte della presentazione dei lavoratori di specifica delega autorizzativa.
Gli importi saranno pari all’1% della retribuzione lorda.
Gli importi andranno bonificati mensilmente alle OO.SS. destinatarie.
Ad ogni R.L.S. spettano, per l'espletamento del relativo mandato, permessi retribuiti nella misura che segue:
a) 12 ore annue nelle aziende o unità produttive che occupano lino a 5 dipendenti;
b) 30 ore annue nelle aziende o unità produttive che occupano da 6 a 15 dipendenti;

c) 40 ore annue nelle aziende o unità produttive con oltre 15 dipendenti.

Periodo di prova

La durata massima del periodo di prova non potrà superare i seguenti limiti:
a) quadri: 180 giorni:
b) Categoria E e F: 120 giorni;
c) Categoria C e D: 90 giorni;
d) Categoria B: 60 giorni.
e) Categoria A: 30 giorni.
Il periodo di prova convenuto dalle Parti non potrà avere comunque una durata effettiva inferiore al 25% della durata prevista dal presente CCNL.

Malattia

II lavoratore non in prova, che debba interrompere il servizio a causa di malattia o infortunio non sul lavoro, avrà diritto alla conservazione del posto, con riconoscimento dell'anzianità relativa a tutti gli effetti, per i seguenti periodi.
a) 180 giorni di calendario comprensivi del periodo di malattia;
b) per le malattie di particolari gravita (patologie oncologiche e malattie che richiedano il trapianto come unica terapia) la conservazione del posto può su richiesta del lavoratore essere estesa fino a 24 mesi.
Durante il periodo di malattia i lavoratori avranno diritto alle prestazioni a carico dell'INPS.
Durante il periodo di malattia il lavoratore avrà diritto a percepire la retribuzione comprensiva dell'indennità erogata dall'INPS come di seguito indicato:
a) per i primi tre giorni di malattia, limitatamente a sci eventi morbosi in ragione d'anno di calendario (01 gennaio - 31 dicembre), ad un'indennità pari al 60% della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto; dal settimo evento morboso nell’anno al lavoratore non sarà corrisposto alcuna indennità;
b) al 75% della retribuzione giornaliera cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto per i giorni di malattia dal 4° al 20° giorno;
c) al 100% della retribuzione giornaliera per i giorni di malattia dal 21° al 180° giorno.

Infortunio

Ai sensi dell'art. 73 del D.P.R. n. 1124/1965, a copertura della giornata nella quale avviene l'infortunio che inabilita anche solo temporaneamente il lavoratore a prestare la propria attività lavorativa, è previsto a carico del datore di lavoro la corresponsione a favore del lavoratore infortunato di un’intera quota retribuzione giornaliera. Per i giorni successivi al primo, il datore di lavoro integrerà l'indennità corrisposta dall'INAlL fino a raggiungere il 100% della retribuitone giornaliera.

Preavviso

I termini di preavviso, intesi in giorni di calendario, in caso di licenziamento o dimissioni sono i seguenti.

Categoria

Anzianità fino a 5 anni - Giorni di calendario

Anzianità tra 5 e 10 anni - Giorni di calendario

Anzianità oltre i 10 anni - Giorni di calendario

F e Quadri 60 90 120
D e E 30 45 60
A, B e C 15 30 45

Lavoratori di Primo Ingresso

Sono definiti di "Primo Ingresso" i lavoratori che alla data di assunzione risultino privi di esperienza professionale pregressa nella specifica mansione ad essi assegnata o che abbiano un’esperienza pregressa non superiore a 6 mesi.
Nell’ottica di favorire l'acquisizione di specifiche competenze finalizzate al l'inserimento dei lavoratori di Primo Ingresso, il datore di lavoro dovrà impegnarsi a fornire loro una specifica formazione, all'interno dell'orario di lavoro, della durata minima di 80 ore nei primi due anni dall'assunzione secondo un piano formativo individuale che sarà consegnato all’interessato, allatto dell'assunzione, unitamente al contratto di lavoro. La formazione potrà essere erogata dai datore di lavoro o da un proprio delegato.
In ragione dell'obbligo di erogare una specifica formazione al lavoratore di Primo Ingresso, ai datore di lavoro è riconosciuta la facoltà di corrispondere al suddetto lavoratore, per i primi due anni dall'assunzione, una "retribuzione di primo ingresso" ridotta rispetto al livello ordinario di inquadramento, nella misura stabilita dalle tabelle retributive allegate al presente CCNL.
Potranno essere assunti in regime di Primo Ingresso i lavoratori chiamati a svolgere mansioni rientranti nelle Categorie E, D, C e B.

Regime del Reimpiego

Le Parti convengono che rientrano in un particolare regime definito di "Reimpiego" le assunzioni finalizzate al reinserimento di lavoratori con più di 50 anni di età, di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, di lavoratori di qualsiasi età disoccupati di lunga durala privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, di soggetti espulsi dal mercato del lavoro e percettori di ammortizzatori sociali e di soggetti che rientrano in specifiche misure di politiche attive di ricollocazione messe in atto da operatori pubblici o privati per l'impiego.
Nell'ottica di favorire l'acquisizione di specifiche competenze finalizzale al reinserimento dei lavoratori rientranti nel regime di Reimpiego, il datore di lavoro dovrà impegnarsi a fornire loro una specifica formazione, all’interno dell’orario di lavoro, della durata minima di 80 ore nei primi due anni dal l'assunzione secondo un piano formativo individuale che sarà consegnato all’interessato, all'atto del l’assunzione, unitamente al contratto di lavoro.
La formazione potrà essere erogata dal datore di lavoro o da un proprio delegato.
In ragione del l'obbligo di erogare una specifica formazione al lavoratore in regime di Reimpiego e di garantirne il reinserimento occupazionale, al datore di lavoro è riconosciuta la facoltà di corrispondere al suddetto lavoratore, per i primi due anni dall'assunzione, una retribuzione ridotta rispetto al livello ordinario di inquadramento, nella misura stabilita dalle tabelle retributive allegate al presente CCNL.
L'assunzione di lavoratori in regime di Reimpiego dovrà risultare da atto scritto e dovrà essere a tempo indeterminato.
Potranno essere assunti in regime di Reimpiego i lavoratori chiamati a svolgere mansioni rientranti nelle Categorie E, D, C e B.

Apprendistato professionalizzante

Le Parti concordano che la durata del contralto di apprendistato professionalizzante e di minimo 18 mesi e massimo 36 mesi secondo quanto riportato:
Livello di inquadramento
a. Categoria A e B: 18 mesi;
b. Categoria C: 24 mesi:
c. Categoria D. E F e Quadri: 36 mesi.
L'impegno formativo dell'apprendista per l'apprendistato professionalizzante è determinato in un monte ore complessivo di formazione interna ed esterna all'azienda secondo quanto riportato:
Livello di inquadramento
a. Categoria A e B: 120 ore;
b. Categoria C: 160 ore;
c. Categoria D, E F e Quadri: 180 ore.
Il trattamento economico da riconoscere all'apprendista sarà così determinato:
1) per il primo anno il 70% della retribuzione dovuta al te/mine del periodo di apprendistato;
2) per il secondo anno I'80% della retribuzione dovuta al termine del periodo di apprendistato;
3) per il terzo anno il 90% della retribuzione base dovuta al termine del periodo di apprendistato.

Lavoro a tempo determinato

Al contralto di lavoro subordinato può essere apposto un termine.
La durala dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l'altro, non può superare i 12 mesi.
Il contralto potrà avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, solo in presenza delle seguenti condizioni:
- esigenze temporanee e oggettive, estranee al l'ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori:
- esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.
Qualora il limite dei 12 mesi sia superato in assenza delle condizioni suddette, il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla data di superamento del suddetto limite.
Oltre il limite dei 12 mesi o 24 in presenza delle causali sopra esposte, è possibile stipulare un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di 12 mesi, presso la competente Direzione Territoriale del Lavoro.
Qualora il rapporto di lavoro a tempo determinato continui dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro corrisponderà al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20 pei cento fino al decimo giorno e al 40 per cento per ciascun giorno ulteriore.
Le Parti convengono che possono essere assunti lavoratori a tempo determinato nel rispetto dei seguenti limiti numerici:

a) i datori di lavoro che occupano da 0 a 'I dipendenti, possono assumere n. 2 lavoratori a tempo determinato:
b) i datori di lavoro che occupano da 5 a IO dipendenti, possono assumere fino a 4 lavoratori:
c) i datori di lavoro che occupano più di 10 dipendenti, possono assumere un lavoratore a tempo determinato ogni due, con arrotondamento all'unità superiore.

Contratto a tempo parziale

In applicazione di quanto previsto dalla normativa vigente in materia, le parti interessate potranno prevedere l'inserzione nel contratto a tempo parziale di apposite clausole elastiche relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorative o relative alla variazione in aumento della durata della prestazione stessa.
Le clausole clastiche devono prevedere a pena di nullità, le condizioni e le modalità con le quali il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale della prestazione e variarne in aumento la durata, nonché la misura massima dell'aumento, che non può eccedere il limite del 25% della normale prestazione annua a tempo parziale.
Le ore di lavoro ordinarie richieste a seguito dell'applicazione di clausole flessibili debbono essere retribuite, relativamente alle sole ore in cui la suddetta variazione viene disposta, con una maggiorazione non inferiore al 15% della retribuzione di fatto ai sensi del presente CCNL. comprensiva dell'incidenza su tutti gli istituti retributivi indiretti e differiti.
Il datore di lavoro ha facoltà di richiedere prestazioni straordinarie ai lavoratori a tempo parziale di tipo verticale o misto, per le stesse causali previste per i lavoratori a tempo pieno previste dal presente CCNL; tali prestazioni non potranno comunque superare il tetto massimo del 20% settimanale, dell'orario di lavoro concordato tra le parti.
E’ prevista una maggiorazione della retribuzione per prestazioni lavorative svolte in regime di lavoro supplementare e/o di straordinario nella misura del 15% rispetto alla paga base.

Occupazione Sviluppo Sud per le assunzioni dal 1° maggio al 31 dicembre 2019

29 aprile 2019 Al fine di favorire l’assunzione di persone con difficoltà di accesso all’occupazione è stato istituito l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud.

Istituito, con Decreto Anpal del 19 aprile 2019, n. 178, l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud per i datori di lavoro privati che assumano, nel periodo compreso tra il 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019: lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni di età; lavoratori con 35 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, ai sensi del DM del 17 ottobre 2017.
L’incentivo è riconosciuto esclusivamente per le seguenti tipologie contrattuali:
a) contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione;
b) contratto di apprendistato professionalizzante.
Lo stesso incentivo è riconosciuto anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato; per tale fattispecie non è richiesto il requisito di disoccupazione.
Il beneficio in parola spetta esclusivamente laddove la sede di lavoro, per la quale viene effettuata l’assunzione, sia ubicata nelle Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o nelle Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna), indipendentemente dalla residenza del lavoratore.
L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua, per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile. In caso di lavoro a tempo parziale il massimale è proporzionalmente ridotto. L’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2021.
Al fine di fruire del beneficio, i datori di lavoro interessati devono inoltrare un’istanza preliminare di ammissione all’INPS esclusivamente attraverso l’apposito modulo telematico, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare, con le modalità definite dall’INPS ed illustrate in apposita circolare che sarà emanata dall’Istituto.
A pena di decadenza, entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione da parte dell’INPS, il datore di lavoro deve, ove non abbia già provveduto, effettuare l’assunzione e confermare la prenotazione effettuata in suo favore. A seguito dell’autorizzazione, l’erogazione del beneficio avviene mediante conguaglio sulle denunce contributive.

29 aprile 2019 Al fine di favorire l’assunzione di persone con difficoltà di accesso all’occupazione è stato istituito l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud.

Istituito, con Decreto Anpal del 19 aprile 2019, n. 178, l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud per i datori di lavoro privati che assumano, nel periodo compreso tra il 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019: lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni di età; lavoratori con 35 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, ai sensi del DM del 17 ottobre 2017.
L’incentivo è riconosciuto esclusivamente per le seguenti tipologie contrattuali:
a) contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione;
b) contratto di apprendistato professionalizzante.
Lo stesso incentivo è riconosciuto anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato; per tale fattispecie non è richiesto il requisito di disoccupazione.
Il beneficio in parola spetta esclusivamente laddove la sede di lavoro, per la quale viene effettuata l’assunzione, sia ubicata nelle Regioni "meno sviluppate" (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o nelle Regioni "in transizione" (Abruzzo, Molise e Sardegna), indipendentemente dalla residenza del lavoratore.
L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua, per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile. In caso di lavoro a tempo parziale il massimale è proporzionalmente ridotto. L’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2021.
Al fine di fruire del beneficio, i datori di lavoro interessati devono inoltrare un’istanza preliminare di ammissione all’INPS esclusivamente attraverso l’apposito modulo telematico, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare, con le modalità definite dall’INPS ed illustrate in apposita circolare che sarà emanata dall’Istituto.
A pena di decadenza, entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione da parte dell’INPS, il datore di lavoro deve, ove non abbia già provveduto, effettuare l’assunzione e confermare la prenotazione effettuata in suo favore. A seguito dell’autorizzazione, l’erogazione del beneficio avviene mediante conguaglio sulle denunce contributive.