Permesso di soggiorno: reddito minimo per il rinnovo

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che ai fini della determinazione del reddito minimo necessario per il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, sulla base di una nozione di reddito più ampia di quella di reddito complessivo imponibile IRPEF, possono ritenersi computabili anche le somme erogate a sostegno del reddito (Risposta di consulenza giuridica 31 gennaio 2019, n. 4)

DISCIPLINA SULL’IMMIGRAZIONE

Lo straniero in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, che dimostra la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente sostentamento proprio e dei familiari conviventi a carico può chiedere al questore il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per sé e per i familiari.
Analogamente, nell’ipotesi di ricongiungimento familiare, le norme sull’immigrazione prevedono quale requisito reddituale in capo allo straniero che ne fa richiesta il possesso di un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

È stato chiesto all’Agenzia delle Entrate se ai fini del computo del reddito minimo per il rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo, possano essere ricomprese nella nozione di “reddito da altra fonte lecita” le erogazioni a sostegno del reddito, come ad esempio gli assegni familiari o le varie indennità legate a situazioni di disabilità, pur se non incluse tra i redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF.
L’Agenzia delle Entrate ha osservato preliminarmente che in base alla normativa fiscale, il reddito complessivo di una persona è costituito dalla somma di tutti i redditi posseduti individuati per categorie e determinati secondo le regole stabilite per ciascuna di tali categorie, al netto delle perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali e di arti e professioni.
Nella nozione di reddito complessivo, inoltre, non assumono rilevanza gli oneri deducibili, pertanto nella valutazione del reddito prodotto dallo straniero occorre fare riferimento all’importo al lordo di tali oneri.
Dal reddito complessivo imponibile ai fini fiscali, peraltro, restano esclusi i redditi esenti dall’imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva, ma anche gli assegni familiari e l’assegno per il nucleo familiare.
A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, seppur non ricompresi nel computo del reddito imponibile, anche tali redditi devono ritenersi computabili nella determinazione del reddito minimo necessario al rinnovo del permesso di soggiorno, assumendo, ai fini della corretta applicazione della disciplina sull’immigrazione, una nozione di reddito più ampia che includa anche “entrate” che il legislatore per ragioni sociali o di tecnica normativa ha escluso dalla nozione di reddito imponibile.
In conclusione, possono ritenersi riconducibili alla nozione di “reddito da altra fonte lecita” previsto per l’integrazione del requisito reddituale necessario al rinnovo del permesso di soggiorno anche le erogazioni a sostegno del reddito, come ad esempio gli assegni familiari o le varie indennità legate a situazioni di disabilità.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che ai fini della determinazione del reddito minimo necessario per il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, sulla base di una nozione di reddito più ampia di quella di reddito complessivo imponibile IRPEF, possono ritenersi computabili anche le somme erogate a sostegno del reddito (Risposta di consulenza giuridica 31 gennaio 2019, n. 4)

DISCIPLINA SULL’IMMIGRAZIONE

Lo straniero in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, che dimostra la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente sostentamento proprio e dei familiari conviventi a carico può chiedere al questore il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per sé e per i familiari.
Analogamente, nell’ipotesi di ricongiungimento familiare, le norme sull’immigrazione prevedono quale requisito reddituale in capo allo straniero che ne fa richiesta il possesso di un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

È stato chiesto all’Agenzia delle Entrate se ai fini del computo del reddito minimo per il rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo, possano essere ricomprese nella nozione di "reddito da altra fonte lecita" le erogazioni a sostegno del reddito, come ad esempio gli assegni familiari o le varie indennità legate a situazioni di disabilità, pur se non incluse tra i redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF.
L'Agenzia delle Entrate ha osservato preliminarmente che in base alla normativa fiscale, il reddito complessivo di una persona è costituito dalla somma di tutti i redditi posseduti individuati per categorie e determinati secondo le regole stabilite per ciascuna di tali categorie, al netto delle perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali e di arti e professioni.
Nella nozione di reddito complessivo, inoltre, non assumono rilevanza gli oneri deducibili, pertanto nella valutazione del reddito prodotto dallo straniero occorre fare riferimento all’importo al lordo di tali oneri.
Dal reddito complessivo imponibile ai fini fiscali, peraltro, restano esclusi i redditi esenti dall’imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva, ma anche gli assegni familiari e l’assegno per il nucleo familiare.
A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, seppur non ricompresi nel computo del reddito imponibile, anche tali redditi devono ritenersi computabili nella determinazione del reddito minimo necessario al rinnovo del permesso di soggiorno, assumendo, ai fini della corretta applicazione della disciplina sull’immigrazione, una nozione di reddito più ampia che includa anche "entrate" che il legislatore per ragioni sociali o di tecnica normativa ha escluso dalla nozione di reddito imponibile.
In conclusione, possono ritenersi riconducibili alla nozione di "reddito da altra fonte lecita" previsto per l’integrazione del requisito reddituale necessario al rinnovo del permesso di soggiorno anche le erogazioni a sostegno del reddito, come ad esempio gli assegni familiari o le varie indennità legate a situazioni di disabilità.

Indennità antitubercolari: importi per l’anno 2019

L’Inps indica le variazioni degli importi da corrispondere a titolo di indennità antitubercolari, secondo la percentuale prevista dagli articoli 1 e 2 del decreto 16 novembre 2018 del Ministro dell’Economia e delle finanze per l’anno 2019.

Gli importi della misura fissa delle indennità antitubercolari sono correlati per legge alla dinamica del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Pertanto, per effetto di quanto determinato dal decreto 16 novembre 2018 del Ministro dell’Economia e delle finanze, circa la perequazione delle pensioni per l’anno 2018 (in via provvisoria) e il valore definitivo per l’anno 2017 (determinato in via provvisoria in misura pari all’1,1% dal decreto 20 novembre 2017 del Ministro dell’Economia e delle Finanze), le percentuali di variazione sono pari, rispettivamente, all’1,1% dal 1° gennaio 2018 e all’1,1% dal 1°gennaio 2019. Conseguentemente, gli importi risultano pari a:

Indennità

1°gennaio 2018

1°gennaio 2019

Indennità giornaliera spettante agli assistiti in qualità di assicurati € 13,28 € 13,43
Indennità giornaliera spettante agli assistiti in qualità di familiari di assicurato, nonché ai pensionati o titolari di rendita ed ai loro familiari ammessi a fruire delle prestazioni antitubercolari ai sensi dell’art. 1 della legge n. 419/1975 € 6,64 € 6,71
Indennità post-sanatoriale spettante agli assistiti in qualità di assicurati (giornaliera) € 22,14 € 22,38
Indennità post-sanatoriale spettante agli assistiti in qualità di familiari di assicurato, nonché ai pensionati o titolari di rendita ed ai loro familiari ammessi a fruire delle prestazioni antitubercolari ai sensi dell’art. 1 della legge n. 419/1975 (giornaliera) € 11,07 € 11,19
Assegno di cura o di sostentamento (mensile) € 89,34 € 90,32

L’Inps indica le variazioni degli importi da corrispondere a titolo di indennità antitubercolari, secondo la percentuale prevista dagli articoli 1 e 2 del decreto 16 novembre 2018 del Ministro dell’Economia e delle finanze per l’anno 2019.

Gli importi della misura fissa delle indennità antitubercolari sono correlati per legge alla dinamica del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Pertanto, per effetto di quanto determinato dal decreto 16 novembre 2018 del Ministro dell’Economia e delle finanze, circa la perequazione delle pensioni per l’anno 2018 (in via provvisoria) e il valore definitivo per l’anno 2017 (determinato in via provvisoria in misura pari all’1,1% dal decreto 20 novembre 2017 del Ministro dell’Economia e delle Finanze), le percentuali di variazione sono pari, rispettivamente, all’1,1% dal 1° gennaio 2018 e all’1,1% dal 1°gennaio 2019. Conseguentemente, gli importi risultano pari a:

Indennità

1°gennaio 2018

1°gennaio 2019

Indennità giornaliera spettante agli assistiti in qualità di assicurati € 13,28 € 13,43
Indennità giornaliera spettante agli assistiti in qualità di familiari di assicurato, nonché ai pensionati o titolari di rendita ed ai loro familiari ammessi a fruire delle prestazioni antitubercolari ai sensi dell'art. 1 della legge n. 419/1975 € 6,64 € 6,71
Indennità post-sanatoriale spettante agli assistiti in qualità di assicurati (giornaliera) € 22,14 € 22,38
Indennità post-sanatoriale spettante agli assistiti in qualità di familiari di assicurato, nonché ai pensionati o titolari di rendita ed ai loro familiari ammessi a fruire delle prestazioni antitubercolari ai sensi dell'art. 1 della legge n. 419/1975 (giornaliera) € 11,07 € 11,19
Assegno di cura o di sostentamento (mensile) € 89,34 € 90,32

Metalmeccanica Artigiani Veneto: Accordo 24 gennaio 2019

Sottoscritto il 24/1/2019, tra Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Casartigiani Veneto e FIM-CISL e UILM-UIL, l’accordo per la proroga dell’ERT per i lavoratori delle imprese artigiane metalmeccaniche, installatrici di impianti e dell’autoriparazione della regione Veneto

Le parti territoriali firmatarie dell’accordo, hanno disposto che l’Elemento Retributivo Transitorio (ERT) previsto nel CCRL di settore 31/7/2017 continuerà ad essere erogato sino al 31/8/2019 nelle forme e nei valori previsti nell’art. 8 del suddetto CCRL, mantenendo le caratteristiche indicate nel medesimo articolo del quale si riporta uno stralcio:

“L’ERT viene erogato per le ore effettivamente lavorate ad operai, impiegati e quadri a decorrere nelle misure mensili/orarie sotto indicate in euro.

Livello

Valore ERT

Mensile

Orario

1 55,91 0,32317
2 50,75 0,29335
2bis 47,99 0,27739
3 46,20 0,26705
4 43,55 0,25173
5 42,00 0,24277
6 40,19 0,23231

Tale elemento è omnicomprensivo, viene escluso dal calcolo del TFR ed include le incidenze su ferie, gratifica natalizia e/o tredicesima mensilità.
Non avendo caratteristiche di premio di produttività tale somma non potrà godere dei benefici della detassazione di cui alla legge 208/2015 (Legge Stabilità 2016).
Ai fini dell’erogazione del premio saranno considerate come ore lavorate le ore di permessi retribuiti per assemblee, le ore di permesso per l’esercizio di cariche sindacali elettive previste dal contratto regionale di lavoro nonché il periodo di astensione obbligatoria per maternità. Inoltre la retribuzione riconosciuta al dipendente assente per infortunio sui lavoro avvenuto all’interno dell’azienda dovrà tener conto anche dell’ERT.
Lavoratori assunti con apprendistato professionalizzante
Per i soli lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante si prevede l’erogazione di un importo ERT pari ad € 30,00 mensili (0,17341 su base oraria). Tale elemento viene erogato sulla base delle stesse regole previste per gli altri dipendenti.

Il lavoratore potrà scegliere di conferire l’importo di cui sopra, anche in divenire della sua erogazione, ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato (di seguito Fondo), in alternativa all’erogazione nel cedolino paga….”

Infine le Parti precisano che il CCRL 31/7/2017 proseguirà la sua efficacia per tutta la durata originariamente prevista (31/8/2019) nella sua parte relativa agli altri articoli (dall’art. 1 all’art. 17) non modificati dal presente verbale, e confermano la procedura prevista dall’art. 11 che permette l’eventuale superamento dei limiti numerici previsti dalla legge e dal CCNL per l’assunzione dei contratti a termine.

Sottoscritto il 24/1/2019, tra Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Casartigiani Veneto e FIM-CISL e UILM-UIL, l’accordo per la proroga dell’ERT per i lavoratori delle imprese artigiane metalmeccaniche, installatrici di impianti e dell'autoriparazione della regione Veneto

Le parti territoriali firmatarie dell’accordo, hanno disposto che l’Elemento Retributivo Transitorio (ERT) previsto nel CCRL di settore 31/7/2017 continuerà ad essere erogato sino al 31/8/2019 nelle forme e nei valori previsti nell’art. 8 del suddetto CCRL, mantenendo le caratteristiche indicate nel medesimo articolo del quale si riporta uno stralcio:

"L’ERT viene erogato per le ore effettivamente lavorate ad operai, impiegati e quadri a decorrere nelle misure mensili/orarie sotto indicate in euro.

Livello

Valore ERT

Mensile

Orario

1 55,91 0,32317
2 50,75 0,29335
2bis 47,99 0,27739
3 46,20 0,26705
4 43,55 0,25173
5 42,00 0,24277
6 40,19 0,23231

Tale elemento è omnicomprensivo, viene escluso dal calcolo del TFR ed include le incidenze su ferie, gratifica natalizia e/o tredicesima mensilità.
Non avendo caratteristiche di premio di produttività tale somma non potrà godere dei benefici della detassazione di cui alla legge 208/2015 (Legge Stabilità 2016).
Ai fini dell'erogazione del premio saranno considerate come ore lavorate le ore di permessi retribuiti per assemblee, le ore di permesso per l'esercizio di cariche sindacali elettive previste dal contratto regionale di lavoro nonché il periodo di astensione obbligatoria per maternità. Inoltre la retribuzione riconosciuta al dipendente assente per infortunio sui lavoro avvenuto all'interno dell'azienda dovrà tener conto anche dell'ERT.
Lavoratori assunti con apprendistato professionalizzante
Per i soli lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante si prevede l'erogazione di un importo ERT pari ad € 30,00 mensili (0,17341 su base oraria). Tale elemento viene erogato sulla base delle stesse regole previste per gli altri dipendenti.

Il lavoratore potrà scegliere di conferire l'importo di cui sopra, anche in divenire della sua erogazione, ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell'artigianato (di seguito Fondo), in alternativa all’erogazione nel cedolino paga...."

Infine le Parti precisano che il CCRL 31/7/2017 proseguirà la sua efficacia per tutta la durata originariamente prevista (31/8/2019) nella sua parte relativa agli altri articoli (dall’art. 1 all’art. 17) non modificati dal presente verbale, e confermano la procedura prevista dall’art. 11 che permette l’eventuale superamento dei limiti numerici previsti dalla legge e dal CCNL per l’assunzione dei contratti a termine.

Pronti al debutto gli ISA 2019

Sono online 175 modelli per l’applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) rivolti ai contribuenti che nel 2018 hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche del settore dell’agricoltura, delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio per le quali risultano approvati gli ISA (Agenzia delle Entrate – provvedimenti nn. 23721/2019 e 23723/2019).

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) subentrano agli studi di settore e ai parametri e i 175 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini ISA pubblicati dall’Agenzia delle Entrate sono parte integrante della dichiarazione da presentare con i modelli Redditi 2019 e devono essere trasmessi insieme in via telematica, direttamente, via Entratel o Fisconline, oppure tramite un intermediario incaricato.
Gli ISA sono formati da un insieme di indicatori di affidabilità e di anomalia e consentono di posizionare il livello dell’affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala da 1 a 10. Mirano a favorire la compliance e a rafforzare la collaborazione con l’Amministrazione finanziaria.
I contribuenti più affidabili avranno accesso a importanti benefici premiali, come, per esempio, l’esclusione dagli accertamenti di tipo analitico-presuntivo, la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero, entro i limiti fissati, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.

Sono online 175 modelli per l’applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) rivolti ai contribuenti che nel 2018 hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche del settore dell’agricoltura, delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio per le quali risultano approvati gli ISA (Agenzia delle Entrate - provvedimenti nn. 23721/2019 e 23723/2019).

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) subentrano agli studi di settore e ai parametri e i 175 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini ISA pubblicati dall’Agenzia delle Entrate sono parte integrante della dichiarazione da presentare con i modelli Redditi 2019 e devono essere trasmessi insieme in via telematica, direttamente, via Entratel o Fisconline, oppure tramite un intermediario incaricato.
Gli ISA sono formati da un insieme di indicatori di affidabilità e di anomalia e consentono di posizionare il livello dell’affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala da 1 a 10. Mirano a favorire la compliance e a rafforzare la collaborazione con l’Amministrazione finanziaria.
I contribuenti più affidabili avranno accesso a importanti benefici premiali, come, per esempio, l’esclusione dagli accertamenti di tipo analitico-presuntivo, la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero, entro i limiti fissati, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.

Agevolazioni prima casa: “favor rei” su immobili di lusso

In relazione all’agevolazione prima casa, è estensibile il principio del favor rei in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, a condizione che il provvedimento sanzionatorio non sia divenuto definitivo (Corte di Cassazione – Sez. trib. – Ordinanza 29 gennaio 2019, n. 2414).

La Suprema Corte ha accolto il ricorso proposta dal contribuente avverso la sentenza della CTR, la quale confermando la decisione di primo grado respingeva l’appello dello stesso sul ricorso contro avviso di liquidazione con il quale era stata recuperata a tassazione l’imposta ipotecaria e catastale in relazione alla vendita di una casa ritenuta di lusso, in quanto di superficie superiore a mq 240 e quindi esclusa dal beneficio di registrazione a tariffa ridotta.
Il contribuente, prestando acquiescenza al capi della sentenza che riguardavano la non spettanza dell’agevolazione prima casa, si duole della ritenuta legittimità delle sanzioni.
Nel caso di specie, la Cassazione ha evidenziato che l’Amministrazione finanziaria mantiene la potestà di revocare l’agevolazione in questione per il solo fatto del carattere di lusso rivestito – al momento del trasferimento, e sulla base della disciplina all’epoca applicabile – dall’immobile trasferito, senza però avere titolo per applicare le sanzioni conseguenti a comportamenti che, dopo la riforma legislativa, non sono più rilevanti, non certo in quanto tali (false dichiarazioni), ma in quanto riferiti a parametri normativi non più vigenti. In definitiva, lo jus superveniens impone la dichiarazione di non debenza delle sanzioni applicate con l’atto opposto, conclusione che deriva da una scelta interpretativa di favore suscettibile di essere attuata, anche d’ufficio, in ogni stato e grado del giudizio e, quindi, anche in sede di legittimità. Stante l’avvenuta contestazione, da parte della contribuente, della legittimità della revoca dell’agevolazione, è per ciò solo escluso che sia divenuto definitivo il provvedimento di irrogazione delle sanzioni che da tale revoca consegue, né la questione oggetto di esame d’ufficio comporta accertamenti fattuali di sorta, trattandosi di eliminazione delle sanzioni e non di loro rimodulazione all’esito di una determinata opzione per il regime più favorevole concretamente applicabile.

In relazione all’agevolazione prima casa, è estensibile il principio del favor rei in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, a condizione che il provvedimento sanzionatorio non sia divenuto definitivo (Corte di Cassazione - Sez. trib. - Ordinanza 29 gennaio 2019, n. 2414).

La Suprema Corte ha accolto il ricorso proposta dal contribuente avverso la sentenza della CTR, la quale confermando la decisione di primo grado respingeva l'appello dello stesso sul ricorso contro avviso di liquidazione con il quale era stata recuperata a tassazione l'imposta ipotecaria e catastale in relazione alla vendita di una casa ritenuta di lusso, in quanto di superficie superiore a mq 240 e quindi esclusa dal beneficio di registrazione a tariffa ridotta.
Il contribuente, prestando acquiescenza al capi della sentenza che riguardavano la non spettanza dell'agevolazione prima casa, si duole della ritenuta legittimità delle sanzioni.
Nel caso di specie, la Cassazione ha evidenziato che l’Amministrazione finanziaria mantiene la potestà di revocare l'agevolazione in questione per il solo fatto del carattere di lusso rivestito - al momento del trasferimento, e sulla base della disciplina all'epoca applicabile - dall'immobile trasferito, senza però avere titolo per applicare le sanzioni conseguenti a comportamenti che, dopo la riforma legislativa, non sono più rilevanti, non certo in quanto tali (false dichiarazioni), ma in quanto riferiti a parametri normativi non più vigenti. In definitiva, lo jus superveniens impone la dichiarazione di non debenza delle sanzioni applicate con l'atto opposto, conclusione che deriva da una scelta interpretativa di favore suscettibile di essere attuata, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del giudizio e, quindi, anche in sede di legittimità. Stante l'avvenuta contestazione, da parte della contribuente, della legittimità della revoca dell'agevolazione, è per ciò solo escluso che sia divenuto definitivo il provvedimento di irrogazione delle sanzioni che da tale revoca consegue, né la questione oggetto di esame d'ufficio comporta accertamenti fattuali di sorta, trattandosi di eliminazione delle sanzioni e non di loro rimodulazione all'esito di una determinata opzione per il regime più favorevole concretamente applicabile.

Fondapi: variazione della base di calcolo per il CCNL Lapidei – Piccola Industria

 

La base di calcolo per il versamento al Fondo Fondapi per i dipendenti delle piccole e medie industrie di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei è variata dal corrente mese di gennaio

Fondapi è il fondo di previdenza complementare destinato ai lavoratori e alle imprese che prevedono il CCNL Lapidei – Piccola Industria.
Le parti, hanno concordato che, fermo restando le contribuzioni vigenti a carico di azienda e lavoratori, la base di calcolo sarà la retribuzione utile al calcolo del Tfr.

 

La base di calcolo per il versamento al Fondo Fondapi per i dipendenti delle piccole e medie industrie di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei è variata dal corrente mese di gennaio

Fondapi è il fondo di previdenza complementare destinato ai lavoratori e alle imprese che prevedono il CCNL Lapidei - Piccola Industria.
Le parti, hanno concordato che, fermo restando le contribuzioni vigenti a carico di azienda e lavoratori, la base di calcolo sarà la retribuzione utile al calcolo del Tfr.

L’avviso di accertamento non preclude la definizione agevolata pvc

Se la definizione agevolata si è perfezionata, gli effetti di quest’ultima prevalgono sulle eventuali, successive attività di accertamento, anche in caso di mancata impugnazione dell’atto e di scadenza del relativo termine (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 30 gennaio 2019, n. 19).

Con provvedimento n. 17776/2019 è stato dato attuazione alle disposizioni che disciplinano la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione:
– redatti ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4;
– consegnati entro il 24 ottobre 2018;
– relativi alle imposte sui redditi e relative addizionali, ai contributi previdenziali e alle ritenute, alle imposte sostitutive, all’imposta regionale sulle attività produttive, all’imposta sul valore degli immobili all’estero, all’imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero e all’imposta sul valore aggiunto.
Tenuto conto del predetto provvedimento viene ulteriormente chiarito nel documento in oggetto che non hanno effetti preclusivi sulla definizione agevolata del processo verbale le seguenti attività se successive al 24 ottobre 2018:
– la notifica di avviso di accertamento che abbia ad oggetto le medesime violazioni constatate nel processo verbale. In tal caso, qualora si perfezioni la definizione agevolata, gli effetti di quest’ultima prevalgono sulle eventuali, successive attività di accertamento, anche in caso di mancata impugnazione dell’atto e di scadenza del relativo termine. Dette attività, invece, restano efficaci in caso di mancato perfezionamento della definizione agevolata;
– la presentazione di istanza di accertamento con adesione, riguardante il medesimo avviso di accertamento, nonché la sua impugnazione. Tali procedimenti, tuttavia, non devono essere stati già conclusi, in particolare, con altre forme di definizione agevolata.

Se la definizione agevolata si è perfezionata, gli effetti di quest’ultima prevalgono sulle eventuali, successive attività di accertamento, anche in caso di mancata impugnazione dell’atto e di scadenza del relativo termine (AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 30 gennaio 2019, n. 19).

Con provvedimento n. 17776/2019 è stato dato attuazione alle disposizioni che disciplinano la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione:
- redatti ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4;
- consegnati entro il 24 ottobre 2018;
- relativi alle imposte sui redditi e relative addizionali, ai contributi previdenziali e alle ritenute, alle imposte sostitutive, all’imposta regionale sulle attività produttive, all’imposta sul valore degli immobili all’estero, all’imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero e all’imposta sul valore aggiunto.
Tenuto conto del predetto provvedimento viene ulteriormente chiarito nel documento in oggetto che non hanno effetti preclusivi sulla definizione agevolata del processo verbale le seguenti attività se successive al 24 ottobre 2018:
- la notifica di avviso di accertamento che abbia ad oggetto le medesime violazioni constatate nel processo verbale. In tal caso, qualora si perfezioni la definizione agevolata, gli effetti di quest’ultima prevalgono sulle eventuali, successive attività di accertamento, anche in caso di mancata impugnazione dell’atto e di scadenza del relativo termine. Dette attività, invece, restano efficaci in caso di mancato perfezionamento della definizione agevolata;
- la presentazione di istanza di accertamento con adesione, riguardante il medesimo avviso di accertamento, nonché la sua impugnazione. Tali procedimenti, tuttavia, non devono essere stati già conclusi, in particolare, con altre forme di definizione agevolata.

Firmato accordo di rinnovo per gli impiegati agricoli di Bolzano

31/1/2019 Siglato il 14/12/2018, tra l’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi e la Confederdia, il rappresentante degli impiegati agricoli, dipendente della Agenzia Demanio Provinciale, il CIPL per gli impiegati agricoli e quadri agricoli della provincia di Bolzano, con decorrenza dall’1/1/2018 al 31/12/2021.

Le parti contrattuali concordano per la durata contrattuale del 2018 e 2019 un aumento retributivo del 3% sulla paga base e la contingenza, applicabile dall’1/1/2019.

Tabella Salariale dall’1/1/2019

Inquadramenti

Paga base

Contingenza

EDR

Integrativo provinciale

“Quadri” / indennità funzione Quadro

Retribuzione dall’1/1/2019

Quadri 1.295,20 526,19 10,33 365,00 100,00 2.296,72
1 1.205,47 526,19 10,33 365,00   2.106,99
2 1.028,93 520,56 10,33 264,74   1.824,56
3 899,61 515,62 10,33 234,05   1.659,61
4 802,08 512,74 10,33 199,26   1.524,41
5 725,56 510,81 10,33 147,62   1.394,32

Indennità chilometrica

Il datore di lavoro può inviare il dipendente in trasferta. Nei casi di trasferta, che avvengono su chiare istruzioni del datore di lavoro, all’impiegato spetta un’indennità chilometrica nella misura del corrispettivo riportato da tabella – ACI per il veicolo corrispondente.

Quota sindacale per delega

Per i quadri e gli impiegati la quota sindacale che il datore di lavoro tratterrà, sulla retribuzione ordinaria lorda mensile per 14 mensilità, verrà versata all’organizzazione sindacale indicata nella delega sottoscritta dal lavoratore.
Dall’1/1/2019 tale quota è stabilita dello 0,5 percento della retribuzione lorda.

Contributo di assistenza contrattuale territoriale

Per i quadri e gli impiegati che non aderiscono alle OO.SS. firmatarie del presente contratto, viene concordato un contributo di assistenza contrattuale territoriale nella misura di € 21 annuali. Tale contributo, che verrà trattenuto in busta paga, sarà versato annualmente alle organizzazioni sindacali firmatarie.

31/1/2019 Siglato il 14/12/2018, tra l’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi e la Confederdia, il rappresentante degli impiegati agricoli, dipendente della Agenzia Demanio Provinciale, il CIPL per gli impiegati agricoli e quadri agricoli della provincia di Bolzano, con decorrenza dall’1/1/2018 al 31/12/2021.

Le parti contrattuali concordano per la durata contrattuale del 2018 e 2019 un aumento retributivo del 3% sulla paga base e la contingenza, applicabile dall’1/1/2019.

Tabella Salariale dall’1/1/2019

Inquadramenti

Paga base

Contingenza

EDR

Integrativo provinciale

"Quadri" / indennità funzione Quadro

Retribuzione dall’1/1/2019

Quadri 1.295,20 526,19 10,33 365,00 100,00 2.296,72
1 1.205,47 526,19 10,33 365,00   2.106,99
2 1.028,93 520,56 10,33 264,74   1.824,56
3 899,61 515,62 10,33 234,05   1.659,61
4 802,08 512,74 10,33 199,26   1.524,41
5 725,56 510,81 10,33 147,62   1.394,32

Indennità chilometrica

Il datore di lavoro può inviare il dipendente in trasferta. Nei casi di trasferta, che avvengono su chiare istruzioni del datore di lavoro, all'impiegato spetta un’indennità chilometrica nella misura del corrispettivo riportato da tabella - ACI per il veicolo corrispondente.

Quota sindacale per delega

Per i quadri e gli impiegati la quota sindacale che il datore di lavoro tratterrà, sulla retribuzione ordinaria lorda mensile per 14 mensilità, verrà versata all’organizzazione sindacale indicata nella delega sottoscritta dal lavoratore.
Dall’1/1/2019 tale quota è stabilita dello 0,5 percento della retribuzione lorda.

Contributo di assistenza contrattuale territoriale

Per i quadri e gli impiegati che non aderiscono alle OO.SS. firmatarie del presente contratto, viene concordato un contributo di assistenza contrattuale territoriale nella misura di € 21 annuali. Tale contributo, che verrà trattenuto in busta paga, sarà versato annualmente alle organizzazioni sindacali firmatarie.

Disponibili i modelli Redditi, Irap e Consolidato per l’anno 2019

Online i modelli delle dichiarazioni dei redditi 2019 per le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società di persone e le società di capitali con le relative istruzioni, da utilizzare nella prossima stagione dichiarativa per il periodo d’imposta 2018. Disponibili anche i modelli Irap e Consolidato nazionale e mondiale 2019 (Agenzia Entrate – provvedimenti nn. 23596/2019, 23599/2019, 23572/2019, 23591/2019, 23568/2019, 23561/2019, 23564/2019).

Da quest’anno oltre al passaggio dagli Studi di settore e Parametri ai nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale, diverse sono le novità introdotte.

In particolare:
– bonus verde: nei modelli redditi PF e SP è prevista la detrazione per le spese sostenute per gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi e di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
– donazioni al terzo settore: è possibile indicare nei modelli dei Redditi l’ammontare delle liberalità in denaro o in natura erogate a favore delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, per le quali è riconosciuta una deduzione dall’IRES e una detrazione dall’IRPEF;
– perdite fiscali; sono stati aggiornati i quadri di determinazione del reddito d’impresa dei modelli PF, ENC e SP per tenere conto delle modifiche apportate alla disciplina sul riporto delle perdite derivanti da attività esercitate in regime d’impresa;
– rivalutazione dei beni d’impresa: nei modelli dei redditi 2019 sono state inserite le nuove sezioni XXIII-A, XXIII-B E XXIII-C nel quadro RQ per i soggetti che si sono avvalsi della facoltà di rivalutare i beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 e per l’affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori che risultano iscritti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, nonché per i soggetti che abbiano proceduto alla rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni, i quali possono affrancare il saldo di rivalutazione risultante.

Online i modelli delle dichiarazioni dei redditi 2019 per le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società di persone e le società di capitali con le relative istruzioni, da utilizzare nella prossima stagione dichiarativa per il periodo d’imposta 2018. Disponibili anche i modelli Irap e Consolidato nazionale e mondiale 2019 (Agenzia Entrate - provvedimenti nn. 23596/2019, 23599/2019, 23572/2019, 23591/2019, 23568/2019, 23561/2019, 23564/2019).

Da quest’anno oltre al passaggio dagli Studi di settore e Parametri ai nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale, diverse sono le novità introdotte.

In particolare:
- bonus verde: nei modelli redditi PF e SP è prevista la detrazione per le spese sostenute per gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi e di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
- donazioni al terzo settore: è possibile indicare nei modelli dei Redditi l’ammontare delle liberalità in denaro o in natura erogate a favore delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, per le quali è riconosciuta una deduzione dall’IRES e una detrazione dall’IRPEF;
- perdite fiscali; sono stati aggiornati i quadri di determinazione del reddito d’impresa dei modelli PF, ENC e SP per tenere conto delle modifiche apportate alla disciplina sul riporto delle perdite derivanti da attività esercitate in regime d’impresa;
- rivalutazione dei beni d’impresa: nei modelli dei redditi 2019 sono state inserite le nuove sezioni XXIII-A, XXIII-B E XXIII-C nel quadro RQ per i soggetti che si sono avvalsi della facoltà di rivalutare i beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 e per l’affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori che risultano iscritti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, nonché per i soggetti che abbiano proceduto alla rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni, i quali possono affrancare il saldo di rivalutazione risultante.

Corrispettivo una tantum per il nulla osta di distribuzione degli apparecchi da gioco

Ai fini del rilascio del nulla osta di distribuzione previsto per gli apparecchi da divertimento e intrattenimento, a decorrere dal 29 gennaio 2019 i produttori e gli importatori devono effettuare preventivamente un versamento “una tantum” di 100 euro per ciascun apparecchio, tramite modello F24-Accise (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Comunicato 29 gennaio 2019)

NULLA OSTA DI DISTRIBUZIONE APPARECCHI DA GIOCO
Ai fini della distribuzione degli apparecchi da divertimento e intrattenimento, i produttori e gli importatori sono tenuti a chiedere rilascio di un apposito nulla osta di distribuzione per ciascun apparecchio identificato con un apposito e proprio numero progressivo.
Con la richiesta di nulla osta per la distribuzione, i produttori e gli importatori autocertificano che gli apparecchi e i congegni sono conformi alle prescrizioni stabilite dal “Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza”, e che gli stessi sono muniti di dispositivi che:
– ne garantiscono l’immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento e di distribuzione dei premi, con l’impiego di misure che ne bloccano il funzionamento in caso di manomissione o, in alternativa, con l’impiego di dispositivi che impediscono l’accesso alla memoria;
– segnalano in ogni caso la manomissione e anche la sola tentata manomissione.

CORRISPETTIVO UNA TANTUM
Nell’ambito delle disposizioni in materia di giochi, contenute nel cd. “Decretone 2019” (D.L. n. 4/2019, con il quale è stata data attuazione alle misure sul reddito di cittadinanza e quota 100), è stato disposto, tra l’altro, il pagamento di un corrispettivo di 100 euro (una tantum) a carico dei produttori e degli importatori per ciascun apparecchio da divertimento e intrattenimento, in via preventiva e funzionale alla richiesta di rilascio del predetto nulla osta di distribuzione.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha comunicato, dunque, che a decorrere dal 29 gennaio 2019 non è più consentito il rilascio di nulla osta di distribuzione (N.O.D.) senza il preventivo pagamento del corrispettivo di 100 euro ad apparecchio.

APPARECCHI DA GIOCO INTERESSATI
Il versamento del corrispettivo riguarda, in particolare, il rilascio del n.o.d. per gli apparecchi da gioco (dotati di attestato di conformità alle disposizioni vigenti rilasciato dal Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e obbligatoriamente collegati alla rete telematica) che si attivano con l’introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nei quali insieme con l’elemento aleatorio sono presenti anche elementi di abilità, che consentono al giocatore la possibilità di scegliere, all’avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute più favorevoli tra quelle proposte dal gioco, il costo della partita non supera 1 euro, la durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina in monete metalliche.

MODALITÀ DI VERSAMENTO
Il versamento del corrispettivo deve essere effettuato per ciascun apparecchio per il quale è richiesto il nulla osta, mediante il Modello “F24-Accise”, utilizzando il codice tributo “5275” denominato “Versamento una tantum per rilascio/mantenimento nulla osta apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), T.U.L.P.S.”.
In sede di compilazione del modello di pagamento, il codice tributo deve essere indicato nella specifica sezione “Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, valorizzando esclusivamente il campo “Ente” con la lettera “M” e il campo “Provincia” con la sigla della provincia dove si trova la sede legale del produttore/importatore tenuto ad effettuare il versamento.
Una copia della distinta di versamento sul Modello F24-Accise deve essere prodotta agli Uffici dei Monopoli, competenti per territorio, che verificano l’avvenuto pagamento delle somme dovute prima di procedere al rilascio dei relativi nulla osta di distribuzione.

Ai fini del rilascio del nulla osta di distribuzione previsto per gli apparecchi da divertimento e intrattenimento, a decorrere dal 29 gennaio 2019 i produttori e gli importatori devono effettuare preventivamente un versamento "una tantum" di 100 euro per ciascun apparecchio, tramite modello F24-Accise (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Comunicato 29 gennaio 2019)

NULLA OSTA DI DISTRIBUZIONE APPARECCHI DA GIOCO
Ai fini della distribuzione degli apparecchi da divertimento e intrattenimento, i produttori e gli importatori sono tenuti a chiedere rilascio di un apposito nulla osta di distribuzione per ciascun apparecchio identificato con un apposito e proprio numero progressivo.
Con la richiesta di nulla osta per la distribuzione, i produttori e gli importatori autocertificano che gli apparecchi e i congegni sono conformi alle prescrizioni stabilite dal "Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza", e che gli stessi sono muniti di dispositivi che:
- ne garantiscono l’immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento e di distribuzione dei premi, con l'impiego di misure che ne bloccano il funzionamento in caso di manomissione o, in alternativa, con l'impiego di dispositivi che impediscono l'accesso alla memoria;
- segnalano in ogni caso la manomissione e anche la sola tentata manomissione.

CORRISPETTIVO UNA TANTUM
Nell’ambito delle disposizioni in materia di giochi, contenute nel cd. "Decretone 2019" (D.L. n. 4/2019, con il quale è stata data attuazione alle misure sul reddito di cittadinanza e quota 100), è stato disposto, tra l’altro, il pagamento di un corrispettivo di 100 euro (una tantum) a carico dei produttori e degli importatori per ciascun apparecchio da divertimento e intrattenimento, in via preventiva e funzionale alla richiesta di rilascio del predetto nulla osta di distribuzione.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha comunicato, dunque, che a decorrere dal 29 gennaio 2019 non è più consentito il rilascio di nulla osta di distribuzione (N.O.D.) senza il preventivo pagamento del corrispettivo di 100 euro ad apparecchio.

APPARECCHI DA GIOCO INTERESSATI
Il versamento del corrispettivo riguarda, in particolare, il rilascio del n.o.d. per gli apparecchi da gioco (dotati di attestato di conformità alle disposizioni vigenti rilasciato dal Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e obbligatoriamente collegati alla rete telematica) che si attivano con l'introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nei quali insieme con l'elemento aleatorio sono presenti anche elementi di abilità, che consentono al giocatore la possibilità di scegliere, all'avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute più favorevoli tra quelle proposte dal gioco, il costo della partita non supera 1 euro, la durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina in monete metalliche.

MODALITÀ DI VERSAMENTO
Il versamento del corrispettivo deve essere effettuato per ciascun apparecchio per il quale è richiesto il nulla osta, mediante il Modello "F24-Accise", utilizzando il codice tributo "5275" denominato "Versamento una tantum per rilascio/mantenimento nulla osta apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), T.U.L.P.S.".
In sede di compilazione del modello di pagamento, il codice tributo deve essere indicato nella specifica sezione "Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione", in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati", valorizzando esclusivamente il campo "Ente" con la lettera "M" e il campo "Provincia" con la sigla della provincia dove si trova la sede legale del produttore/importatore tenuto ad effettuare il versamento.
Una copia della distinta di versamento sul Modello F24-Accise deve essere prodotta agli Uffici dei Monopoli, competenti per territorio, che verificano l’avvenuto pagamento delle somme dovute prima di procedere al rilascio dei relativi nulla osta di distribuzione.