Il codice tributo per il credito d’imposta spettante alle FOB

Istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta spettante alle fondazioni di origine bancaria (FOB), in relazione ai versamenti effettuati al fondo unico nazionale (FUN) (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 28 dicembre 2018, n. 101/E).

Si rammenta che Il credito è riconosciuto nella misura massima del 100% delle erogazioni effettuate entro la medesima data, fino a un massimo di 15 milioni di euro per il 2018, e di 10 milioni di euro per gli anni successivi, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta nel quale lo stesso è stato riconosciuto, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, indicando il relativo codice tributo che sarà a breve istituito dall’Agenzia delle Entrate.
Qualora l’importo del credito utilizzato risulti superiore all’ammontare comunicato, tenuto conto di precedenti fruizioni del credito stesso, il relativo modello F24 è scartato.
Il credito è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale è riconosciuto e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo.
Il credito d’imposta è inoltre cedibile dalle fondazioni finanziatrici, in esenzione dall’imposta di registro e a condizione che sia intervenuta la comunicazione della percentuale di credito d’imposta riconosciuto da parte dell’Agenzia delle entrate, a intermediari bancari, finanziari e assicurativi ed è utilizzabile dal cessionario alle medesime condizioni applicabili al cedente.
Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del suddetto credito d’imposta, è istituito il seguente codice tributo:
– “6893” denominato “Credito d’imposta spettante alle FOB in relazione ai versamenti effettuati al FUN – art. 62, comma 6, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117”.

Istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta spettante alle fondazioni di origine bancaria (FOB), in relazione ai versamenti effettuati al fondo unico nazionale (FUN) (Agenzia delle Entrate - Risoluzione 28 dicembre 2018, n. 101/E).

Si rammenta che Il credito è riconosciuto nella misura massima del 100% delle erogazioni effettuate entro la medesima data, fino a un massimo di 15 milioni di euro per il 2018, e di 10 milioni di euro per gli anni successivi, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d'imposta nel quale lo stesso è stato riconosciuto, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, indicando il relativo codice tributo che sarà a breve istituito dall’Agenzia delle Entrate.
Qualora l'importo del credito utilizzato risulti superiore all'ammontare comunicato, tenuto conto di precedenti fruizioni del credito stesso, il relativo modello F24 è scartato.
Il credito è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta nel quale è riconosciuto e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi, fino a quello nel corso del quale se ne conclude l'utilizzo.
Il credito d'imposta è inoltre cedibile dalle fondazioni finanziatrici, in esenzione dall'imposta di registro e a condizione che sia intervenuta la comunicazione della percentuale di credito d'imposta riconosciuto da parte dell'Agenzia delle entrate, a intermediari bancari, finanziari e assicurativi ed è utilizzabile dal cessionario alle medesime condizioni applicabili al cedente.
Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del suddetto credito d’imposta, è istituito il seguente codice tributo:
- "6893" denominato "Credito d’imposta spettante alle FOB in relazione ai versamenti effettuati al FUN - art. 62, comma 6, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117".

Conciliazione vita professionale e privata: conclusa la procedura di attribuzione del beneficio

Concluse le operazioni di controllo, per l’anno 2018, sul deposito del contratto aziendale e di calcolo della misura dello sgravio contributivo per contratti collettivi aziendali contenenti misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata. Allo scopo di agevolare i datori di lavoro nella fruizione del beneficio, il relativo conguaglio potrà essere effettuato sulle denunce relative a dicembre 2018 e gennaio 2019, su una o più mensilità.

Come noto, ai datori di lavoro privati che abbiano sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali, anche in recepimento di contratti collettivi territoriali, recanti l’introduzione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dai contratti collettivi nazionali di riferimento o dalle disposizioni normative vigenti, ovvero l’estensione o l’integrazione di misure già previste in precedenti contratti collettivi aziendali, è attribuito un beneficio sotto forma di sgravio contributivo. Le misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata devono essere individuate in numero minimo di due tra quelle di seguito indicate, di cui almeno una individuata tra le aree di intervento A) o B):
A) Area di intervento genitorialità:
– Estensione temporale del congedo di paternità, con previsione della relativa indennità;
– Estensione del congedo parentale, in termini temporali e/o di integrazione della relativa indennità;
– Previsione di nidi d’infanzia / Asili nido / Spazi ludico-ricreativi aziendali o interaziendali;
– Percorsi formativi (e-learning / coaching) per favorire il rientro dal congedo di maternità;
– Buoni per l’acquisto di servizi di baby sitting.
B) Area di intervento flessibilità organizzativa:
– Lavoro agile;
– Flessibilità oraria in entrata e uscita;
– Part-time;
– Banca ore;
– Cessione solidale dei permessi con integrazione da parte dell’impresa dei permessi ceduti.
C) Welfare aziendale:
– Convenzioni per l’erogazione di servizi time saving;
– Convenzioni con strutture per servizi di cura;
– Buoni per l’acquisto di servizi di cura.
I contratti aziendali devono devono riguardare un numero di lavoratori pari almeno al 70% per cento della media dei dipendenti occupati dal medesimo datore di lavoro nell’anno civile precedente la domanda. Il 20% dell’ammontare delle risorse finanziarie disponibili in relazione a ciascun anno è attribuito in misura eguale sulla base del numero complessivo dei datori di lavoro ammessi allo sgravio contributivo. Il restante 80% è attribuito sulla base del numero medio dei dipendenti occupati dai medesimi datori di lavoro nel corso dell’anno civile precedente la domanda. Il beneficio, riconosciuto una sola volta per ciascun datore di lavoro nell’ambito del biennio 2017-2018, non può in ogni caso eccedere l’importo corrispondente alla misura del 5% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dichiarata dal medesimo datore di lavoro nel corso dell’anno civile precedente la domanda.
Orbene, l’Inps ha concluso le operazioni di controllo sul deposito del contratto aziendale e di calcolo della misura del beneficio, e informa i datori di lavoro, mediante comunicazione all’interno del modulo di istanza “Conciliazione Vita-Lavoro 2018” della piattaforma “DiResCo”, dell’esito della domanda e dell’importo di sgravio eventualmente riconosciuto. Allo scopo di agevolare i datori di lavoro nella fruizione del beneficio, il relativo conguaglio potrà essere effettuato sulle denunce relative a dicembre 2018 e gennaio 2019, su una o più mensilità.

Concluse le operazioni di controllo, per l’anno 2018, sul deposito del contratto aziendale e di calcolo della misura dello sgravio contributivo per contratti collettivi aziendali contenenti misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata. Allo scopo di agevolare i datori di lavoro nella fruizione del beneficio, il relativo conguaglio potrà essere effettuato sulle denunce relative a dicembre 2018 e gennaio 2019, su una o più mensilità.

Come noto, ai datori di lavoro privati che abbiano sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali, anche in recepimento di contratti collettivi territoriali, recanti l’introduzione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dai contratti collettivi nazionali di riferimento o dalle disposizioni normative vigenti, ovvero l’estensione o l’integrazione di misure già previste in precedenti contratti collettivi aziendali, è attribuito un beneficio sotto forma di sgravio contributivo. Le misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata devono essere individuate in numero minimo di due tra quelle di seguito indicate, di cui almeno una individuata tra le aree di intervento A) o B):
A) Area di intervento genitorialità:
- Estensione temporale del congedo di paternità, con previsione della relativa indennità;
- Estensione del congedo parentale, in termini temporali e/o di integrazione della relativa indennità;
- Previsione di nidi d’infanzia / Asili nido / Spazi ludico-ricreativi aziendali o interaziendali;
- Percorsi formativi (e-learning / coaching) per favorire il rientro dal congedo di maternità;
- Buoni per l'acquisto di servizi di baby sitting.
B) Area di intervento flessibilità organizzativa:
- Lavoro agile;
- Flessibilità oraria in entrata e uscita;
- Part-time;
- Banca ore;
- Cessione solidale dei permessi con integrazione da parte dell'impresa dei permessi ceduti.
C) Welfare aziendale:
- Convenzioni per l'erogazione di servizi time saving;
- Convenzioni con strutture per servizi di cura;
- Buoni per l’acquisto di servizi di cura.
I contratti aziendali devono devono riguardare un numero di lavoratori pari almeno al 70% per cento della media dei dipendenti occupati dal medesimo datore di lavoro nell’anno civile precedente la domanda. Il 20% dell’ammontare delle risorse finanziarie disponibili in relazione a ciascun anno è attribuito in misura eguale sulla base del numero complessivo dei datori di lavoro ammessi allo sgravio contributivo. Il restante 80% è attribuito sulla base del numero medio dei dipendenti occupati dai medesimi datori di lavoro nel corso dell’anno civile precedente la domanda. Il beneficio, riconosciuto una sola volta per ciascun datore di lavoro nell’ambito del biennio 2017-2018, non può in ogni caso eccedere l’importo corrispondente alla misura del 5% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dichiarata dal medesimo datore di lavoro nel corso dell’anno civile precedente la domanda.
Orbene, l’Inps ha concluso le operazioni di controllo sul deposito del contratto aziendale e di calcolo della misura del beneficio, e informa i datori di lavoro, mediante comunicazione all’interno del modulo di istanza "Conciliazione Vita-Lavoro 2018" della piattaforma "DiResCo", dell’esito della domanda e dell’importo di sgravio eventualmente riconosciuto. Allo scopo di agevolare i datori di lavoro nella fruizione del beneficio, il relativo conguaglio potrà essere effettuato sulle denunce relative a dicembre 2018 e gennaio 2019, su una o più mensilità.

Fisco: chiarimenti sulle agevolazioni per il “fototermico”

Forniti chiarimenti, in materia di detrazione d’imposta prevista per gli interventi di riqualificazione energetica, circa le spese sostenute per l’acquisto di un sistema fototermico (Agenzia delle Entrate – Risposta 27 dicembre 2018, n. 135).

Il sistema fototermico è un sistema di recupero dell’energia prodotta in eccesso da un impianto fotovoltaico per riscaldare delle resistenze poste all’interno di boiler e/o accumulatori.
Pertanto, ne consegue che ai fini dell’eventuale godimento della detrazione IRPEF il sistema in esame, finalizzato alla produzione e recupero di energia elettrica, non possa fruire della detrazione prevista per gli interventi di riqualificazione energetica.
L’istante potrà, eventualmente, beneficiare per la fornitura e posa in opera del sistema stesso della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Forniti chiarimenti, in materia di detrazione d’imposta prevista per gli interventi di riqualificazione energetica, circa le spese sostenute per l’acquisto di un sistema fototermico (Agenzia delle Entrate - Risposta 27 dicembre 2018, n. 135).

Il sistema fototermico è un sistema di recupero dell’energia prodotta in eccesso da un impianto fotovoltaico per riscaldare delle resistenze poste all’interno di boiler e/o accumulatori.
Pertanto, ne consegue che ai fini dell’eventuale godimento della detrazione IRPEF il sistema in esame, finalizzato alla produzione e recupero di energia elettrica, non possa fruire della detrazione prevista per gli interventi di riqualificazione energetica.
L’istante potrà, eventualmente, beneficiare per la fornitura e posa in opera del sistema stesso della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Nel 2019 nuovo contributo per rinnovo CCNL Chimica Industria

A metà dicembre si è svolto un incontro tra Federchimica, Farmindustria e le Organizzazioni sindacali di settore, per la stesura completa e definitiva del CCNL 19/7/2018 e per comunicare sia l’importo del contributo straordinario per il rinnovo del contratto a carico dei lavoratori non iscritti alle OO.SS., sia il prezzo del CCNL che le imprese dovranno distribuire ai lavoratori.

In applicazione dell’art. 57 del vigente CCNL Chimica Industria, con la retribuzione del mese di marzo 2019 verrà effettuata la ritenuta di 22 Euro a titolo di contributo straordinario per rinnovo contratto che verrà trasferita alle Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL.
Un eventuale non accettazione dell’adempimento contrattuale richiamato dovrà essere espressa per iscritto e pervenire all’azienda entro il 28 febbraio 2019.
In applicazione delle previsioni contrattuali sono stati definiti i tempi e le modalità di prelievo e versamento della ritenuta di 22 Euro, a titolo di contributo straordinario per il rinnovo del contratto, ai soli lavoratori non iscritti alle Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL.
Le sei Organizzazioni sindacali (FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, UGL-CHIMICI, FAILC-CONFAIL e FIALC-CISAL) hanno concordato di fare affluire tutti i contributi raccolti dalle imprese al suddetto titolo su un unico conto corrente bancario di seguito indicato.
La banca provvederà, quindi, ad accreditare alle Organizzazioni sindacali le relative quote secondo le aliquote percentuali di ripartizione tra le stesse concordate.
Inoltre, Federchimica e Farmindustria, prendendo atto dell’Intesa raggiunta tra tutte le Organizzazioni firmatarie, hanno definito con le stesse le seguenti modalità per l’attuazione, in sede aziendale, di quanto concordato.
1. Con la retribuzione del prossimo mese di gennaio 2019 le imprese consegneranno a tutti i lavoratori la comunicazione concernente la motivazione della trattenuta nonché la possibilità, entro il 28 febbraio p.v., di manifestare la non accettazione della trattenuta stessa, da comunicare all’impresa per iscritto.
2. Le imprese effettueranno la ritenuta ai lavoratori non iscritti ad alcuna delle suddette Organizzazioni sindacali (che non abbiano manifestato la non accettazione) a titolo di contributo straordinario per rinnovo contratto sulla retribuzione (netta) del mese di marzo 2019; mentre nei confronti dei lavoratori iscritti alle richiamate Organizzazioni sindacali la ritenuta sarà solo indicata, ma non si dovrà procedere ad alcuna trattenuta.
3. Tutti i contributi raccolti saranno versati sul seguente conto corrente bancario.
Inoltre, è stato convenuto in 22 Euro a copia (IVA compresa) il prezzo di vendita del formato cartaceo del testo contrattuale da distribuire ai lavoratori, ai sensi del 1° comma dell’art. 57 del CCNL (l’ultimo incremento del prezzo risale al CCNL 2009).

L’acquisto del formato cartaceo, senza ulteriori costi aggiuntivi per le imprese, darà diritto anche all’accesso alla versione digitale del CCNL.

A metà dicembre si è svolto un incontro tra Federchimica, Farmindustria e le Organizzazioni sindacali di settore, per la stesura completa e definitiva del CCNL 19/7/2018 e per comunicare sia l’importo del contributo straordinario per il rinnovo del contratto a carico dei lavoratori non iscritti alle OO.SS., sia il prezzo del CCNL che le imprese dovranno distribuire ai lavoratori.

In applicazione dell’art. 57 del vigente CCNL Chimica Industria, con la retribuzione del mese di marzo 2019 verrà effettuata la ritenuta di 22 Euro a titolo di contributo straordinario per rinnovo contratto che verrà trasferita alle Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL.
Un eventuale non accettazione dell’adempimento contrattuale richiamato dovrà essere espressa per iscritto e pervenire all’azienda entro il 28 febbraio 2019.
In applicazione delle previsioni contrattuali sono stati definiti i tempi e le modalità di prelievo e versamento della ritenuta di 22 Euro, a titolo di contributo straordinario per il rinnovo del contratto, ai soli lavoratori non iscritti alle Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL.
Le sei Organizzazioni sindacali (FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, UGL-CHIMICI, FAILC-CONFAIL e FIALC-CISAL) hanno concordato di fare affluire tutti i contributi raccolti dalle imprese al suddetto titolo su un unico conto corrente bancario di seguito indicato.
La banca provvederà, quindi, ad accreditare alle Organizzazioni sindacali le relative quote secondo le aliquote percentuali di ripartizione tra le stesse concordate.
Inoltre, Federchimica e Farmindustria, prendendo atto dell’Intesa raggiunta tra tutte le Organizzazioni firmatarie, hanno definito con le stesse le seguenti modalità per l’attuazione, in sede aziendale, di quanto concordato.
1. Con la retribuzione del prossimo mese di gennaio 2019 le imprese consegneranno a tutti i lavoratori la comunicazione concernente la motivazione della trattenuta nonché la possibilità, entro il 28 febbraio p.v., di manifestare la non accettazione della trattenuta stessa, da comunicare all’impresa per iscritto.
2. Le imprese effettueranno la ritenuta ai lavoratori non iscritti ad alcuna delle suddette Organizzazioni sindacali (che non abbiano manifestato la non accettazione) a titolo di contributo straordinario per rinnovo contratto sulla retribuzione (netta) del mese di marzo 2019; mentre nei confronti dei lavoratori iscritti alle richiamate Organizzazioni sindacali la ritenuta sarà solo indicata, ma non si dovrà procedere ad alcuna trattenuta.
3. Tutti i contributi raccolti saranno versati sul seguente conto corrente bancario.
Inoltre, è stato convenuto in 22 Euro a copia (IVA compresa) il prezzo di vendita del formato cartaceo del testo contrattuale da distribuire ai lavoratori, ai sensi del 1° comma dell’art. 57 del CCNL (l’ultimo incremento del prezzo risale al CCNL 2009).

L’acquisto del formato cartaceo, senza ulteriori costi aggiuntivi per le imprese, darà diritto anche all’accesso alla versione digitale del CCNL.

Versamento alle casse edili delle aliquote dei vari Fondi

Firmato l’accordo sullo spostamento a gennaio 2019 del versamento alle casse edili delle aliquote relative ai Fondi sanitario, di prepensionamento e di incentivo all’occupazione.

In considerazione della piena operatività del Fondo sanitario, del Fondo prepensionamenti e del Fondo incentivo all’occupazione, le aliquote dello 0,10% per il Fondo incentivo per l’occupazione, dell’ulteriore 0,10% per il Fondo prepensionamenti e dello 0,35% per il Fondo sanitario, per il periodo ottobre 2018/gennaio 2019, saranno inserite nelle buste paga di gennaio 2019. Pertanto le casse edili territoriali richiederanno i suddetti contributi a partire dalla denuncia competenza gennaio 2019.
Il contributo per gli impiegati per il Fondo sanitario dello 0,26%, con decorrenza ottobre 2018, sarà inserito nella busta paga di gennaio 2019.

Firmato l’accordo sullo spostamento a gennaio 2019 del versamento alle casse edili delle aliquote relative ai Fondi sanitario, di prepensionamento e di incentivo all’occupazione.

In considerazione della piena operatività del Fondo sanitario, del Fondo prepensionamenti e del Fondo incentivo all’occupazione, le aliquote dello 0,10% per il Fondo incentivo per l'occupazione, dell’ulteriore 0,10% per il Fondo prepensionamenti e dello 0,35% per il Fondo sanitario, per il periodo ottobre 2018/gennaio 2019, saranno inserite nelle buste paga di gennaio 2019. Pertanto le casse edili territoriali richiederanno i suddetti contributi a partire dalla denuncia competenza gennaio 2019.
Il contributo per gli impiegati per il Fondo sanitario dello 0,26%, con decorrenza ottobre 2018, sarà inserito nella busta paga di gennaio 2019.

Si ampliano le regole per la memorizzazione delle fatture elettroniche

Integrata la disciplina relativa alla memorizzazione dei file xml delle fatture elettroniche e ha reso disponibile la loro consultazione (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 21 dicembre 2018, n. 524526).

Nello specifico:
– l’Agenzia rende disponibile – ai fini della consultazione e acquisizione (download) – l’intero file delle fatture elettroniche, e di conseguenza ne effettua la memorizzazione, solo nel caso in cui l’operatore IVA – o un intermediario appositamente delegato – ovvero il consumatore finale, abbiano aderito espressamente al servizio di consultazione, mediante un’apposita funzionalità resa disponibile nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate;
– i file delle fatture elettroniche memorizzati sono comunque cancellati entro un tempo tecnico di 30 giorni dal termine del periodo di consultazione (31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI);
– in assenza dell’adesione al servizio, l’Agenzia memorizza e rende consultabile e scaricabile il file xml della fattura elettronica solo fino all’avvenuto recapito della stessa; una volta consegnata la fattura, saranno conservati esclusivamente i dati fiscalmente rilevanti, ad esclusione dei dati di cui al comma 2, lettera g), e alle altre disposizioni tributarie nonché i dati necessari a garantire il processo di fatturazione elettronica attraverso il SdI, compreso il codice hash che caratterizza univocamente il documento. Tali dati sono resi disponibili in consultazione esclusivamente agli operatori IVA, nonché ai contribuenti, diversi dalle persone fisiche consumatori finali, che non sono titolari di Partita IVA (ad esempio enti non commerciali e condomini). Nel caso in cui il cessionario/committente sia un consumatore finale, in assenza della sua adesione al servizio, non è reso disponibile in consultazione alcun dato relativo alle fatture elettroniche ricevute. Considerato che il processo di fatturazione è un processo simmetrico, ai fini della memorizzazione del file xml della fattura da parte dell’Agenzia delle entrate, sarà sufficiente che l’adesione sia stata effettuata da una delle due parti del rapporto economico (cedente/prestatore o cessionario/committente), fermo restando che saranno resi disponibili in consultazione i file xml delle fatture elettroniche esclusivamente a chi abbia effettuato la predetta adesione al servizio.
In definitiva, si procede alla cancellazione dei file xml delle fatture per le quali risultino verificate entrambe le seguenti condizioni:
– presenza di una ricevuta di consegna o presenza di una ricevuta di impossibilità di consegna per le quali risulti effettuata la presa visione e il download dall’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate;
– assenza di adesioni al servizio di consultazione effettuate da parte del cedente o del cessionario.
Fino al 3 maggio 2019 (momento in cui sarà resa disponibile la funzionalità di adesione) e per il periodo previsto per effettuare l’adesione stessa (60 giorni), per consentire ai contribuenti titolari di partita IVA, nonché ai condomini e agli enti non commerciali che intendono aderire al servizio di poter consultare la totalità delle fatture emesse/ricevute, l’Agenzia procede alla temporanea memorizzazione dei file xml delle fatture elettroniche e li rende disponibili in consultazione.

Integrata la disciplina relativa alla memorizzazione dei file xml delle fatture elettroniche e ha reso disponibile la loro consultazione (Agenzia delle Entrate - Provvedimento 21 dicembre 2018, n. 524526).

Nello specifico:
- l’Agenzia rende disponibile - ai fini della consultazione e acquisizione (download) - l’intero file delle fatture elettroniche, e di conseguenza ne effettua la memorizzazione, solo nel caso in cui l’operatore IVA - o un intermediario appositamente delegato - ovvero il consumatore finale, abbiano aderito espressamente al servizio di consultazione, mediante un’apposita funzionalità resa disponibile nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate;
- i file delle fatture elettroniche memorizzati sono comunque cancellati entro un tempo tecnico di 30 giorni dal termine del periodo di consultazione (31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI);
- in assenza dell’adesione al servizio, l’Agenzia memorizza e rende consultabile e scaricabile il file xml della fattura elettronica solo fino all’avvenuto recapito della stessa; una volta consegnata la fattura, saranno conservati esclusivamente i dati fiscalmente rilevanti, ad esclusione dei dati di cui al comma 2, lettera g), e alle altre disposizioni tributarie nonché i dati necessari a garantire il processo di fatturazione elettronica attraverso il SdI, compreso il codice hash che caratterizza univocamente il documento. Tali dati sono resi disponibili in consultazione esclusivamente agli operatori IVA, nonché ai contribuenti, diversi dalle persone fisiche consumatori finali, che non sono titolari di Partita IVA (ad esempio enti non commerciali e condomini). Nel caso in cui il cessionario/committente sia un consumatore finale, in assenza della sua adesione al servizio, non è reso disponibile in consultazione alcun dato relativo alle fatture elettroniche ricevute. Considerato che il processo di fatturazione è un processo simmetrico, ai fini della memorizzazione del file xml della fattura da parte dell’Agenzia delle entrate, sarà sufficiente che l’adesione sia stata effettuata da una delle due parti del rapporto economico (cedente/prestatore o cessionario/committente), fermo restando che saranno resi disponibili in consultazione i file xml delle fatture elettroniche esclusivamente a chi abbia effettuato la predetta adesione al servizio.
In definitiva, si procede alla cancellazione dei file xml delle fatture per le quali risultino verificate entrambe le seguenti condizioni:
- presenza di una ricevuta di consegna o presenza di una ricevuta di impossibilità di consegna per le quali risulti effettuata la presa visione e il download dall’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate;
- assenza di adesioni al servizio di consultazione effettuate da parte del cedente o del cessionario.
Fino al 3 maggio 2019 (momento in cui sarà resa disponibile la funzionalità di adesione) e per il periodo previsto per effettuare l’adesione stessa (60 giorni), per consentire ai contribuenti titolari di partita IVA, nonché ai condomini e agli enti non commerciali che intendono aderire al servizio di poter consultare la totalità delle fatture emesse/ricevute, l’Agenzia procede alla temporanea memorizzazione dei file xml delle fatture elettroniche e li rende disponibili in consultazione.

UniEmens “anticipato”, il flusso operativo utile alla tempestiva erogazione delle pensioni

Le specifiche tecniche del flusso UniEmens “anticipato” che il datore di lavoro è chiamato a compilare per il perfezionamento dei requisiti, ai fini del diritto, per la liquidazione di una pensione provvisoria nei trenta giorni successivi alla decorrenza del pensionamento.

Come noto, in relazione alla liquidazione delle prestazioni pensionistiche, è stata anticipata la realizzazione in Uniemens di un flusso dedicato, cd. anticipato, compilato da parte del datore di lavoro con le informazioni necessarie alla liquidazione di una pensione provvisoria, in attesa del flusso definitivo scaturente dall’elaborazione degli stipendi. Detto flusso è riferito agli ultimi due mesi del rapporto di lavoro del pensionando ed ha le caratteristiche utili all’accredito dell’anzianità previdenziale ai soli fini del raggiungimento del diritto alla prestazione pensionistica anticipata o di vecchiaia, ma non sostituisce il flusso Uniemens ordinario da parte del datore di lavoro. Il flusso anticipato, in sostanza, consente l’acquisizione immediata delle informazioni indispensabili per la determinazione dell’anzianità contributiva ed è utilizzato unicamente nei casi in cui il computo del periodo contributivo corrispondente agli ultimi due mesi di lavoro costituisca condizione essenziale per il raggiungimento del requisito contributivo pensionistico.
In considerazione della finalità di esatta determinazione del requisito pensionistico, che si intende perseguire con l’acquisizione del flusso anticipato, lo stesso andrà inviato con riferimento all’ultimo ed al penultimo mese del rapporto di lavoro. Al fine, tuttavia, di evitare sovrapposizione tra le denunce anticipate e quelle ordinarie, afferenti la stessa competenza, e di accelerare l’elaborazione delle denunce anticipate, queste ultime possono essere trasmesse dal momento in cui si ha contezza e certezza delle coperture settimanali e comunque non oltre il quindicesimo giorno del mese successivo alla competenza del mese. In ogni caso, i flussi Uniemens relativi alle denunce “anticipate” non potranno contenere anche denunce ordinarie; ciò in quanto, secondo la regola generale, ciascun flusso dovrà contenere sempre dati fra loro omogenei, ossia o tutte denunce “anticipate” o tutte denunce ordinarie.
La trasmissione potrà avvenire a decorrere dal 1° aprile 2019, attraverso i seguenti due canali alternativi:
– tramite l’applicazione “Compilazioni on-line” presente sul sito dell’Istituto, seguendo le relative istruzioni;
– tramite flusso massivo; in questo caso il flusso dovrà essere contraddistinto tramite la compilazione dell’attributo <Composizione> di <PosContributiva> con il valore “AN”.
Nell’ipotesi di denunce “anticipate” le prestazioni pensionistiche verranno liquidate con carattere di provvisorietà. Al flusso anticipato dovrà seguire il flusso telematico ordinario con tutti i dati retributivi e le informazioni. Quest’ultima trasmissione, una volta elaborata ed acquisita, aggiornerà, come di consueto, l’estratto contributivo. Nel caso in cui, entro tre mesi, al flusso anticipato non faccia seguito il flusso ordinario, il flusso anticipato verrà storicizzato ed annullato.

Le specifiche tecniche del flusso UniEmens "anticipato" che il datore di lavoro è chiamato a compilare per il perfezionamento dei requisiti, ai fini del diritto, per la liquidazione di una pensione provvisoria nei trenta giorni successivi alla decorrenza del pensionamento.

Come noto, in relazione alla liquidazione delle prestazioni pensionistiche, è stata anticipata la realizzazione in Uniemens di un flusso dedicato, cd. anticipato, compilato da parte del datore di lavoro con le informazioni necessarie alla liquidazione di una pensione provvisoria, in attesa del flusso definitivo scaturente dall’elaborazione degli stipendi. Detto flusso è riferito agli ultimi due mesi del rapporto di lavoro del pensionando ed ha le caratteristiche utili all’accredito dell’anzianità previdenziale ai soli fini del raggiungimento del diritto alla prestazione pensionistica anticipata o di vecchiaia, ma non sostituisce il flusso Uniemens ordinario da parte del datore di lavoro. Il flusso anticipato, in sostanza, consente l’acquisizione immediata delle informazioni indispensabili per la determinazione dell’anzianità contributiva ed è utilizzato unicamente nei casi in cui il computo del periodo contributivo corrispondente agli ultimi due mesi di lavoro costituisca condizione essenziale per il raggiungimento del requisito contributivo pensionistico.
In considerazione della finalità di esatta determinazione del requisito pensionistico, che si intende perseguire con l’acquisizione del flusso anticipato, lo stesso andrà inviato con riferimento all’ultimo ed al penultimo mese del rapporto di lavoro. Al fine, tuttavia, di evitare sovrapposizione tra le denunce anticipate e quelle ordinarie, afferenti la stessa competenza, e di accelerare l’elaborazione delle denunce anticipate, queste ultime possono essere trasmesse dal momento in cui si ha contezza e certezza delle coperture settimanali e comunque non oltre il quindicesimo giorno del mese successivo alla competenza del mese. In ogni caso, i flussi Uniemens relativi alle denunce "anticipate" non potranno contenere anche denunce ordinarie; ciò in quanto, secondo la regola generale, ciascun flusso dovrà contenere sempre dati fra loro omogenei, ossia o tutte denunce "anticipate" o tutte denunce ordinarie.
La trasmissione potrà avvenire a decorrere dal 1° aprile 2019, attraverso i seguenti due canali alternativi:
- tramite l’applicazione "Compilazioni on-line" presente sul sito dell’Istituto, seguendo le relative istruzioni;
- tramite flusso massivo; in questo caso il flusso dovrà essere contraddistinto tramite la compilazione dell’attributo <Composizione> di <PosContributiva> con il valore "AN".
Nell’ipotesi di denunce "anticipate" le prestazioni pensionistiche verranno liquidate con carattere di provvisorietà. Al flusso anticipato dovrà seguire il flusso telematico ordinario con tutti i dati retributivi e le informazioni. Quest’ultima trasmissione, una volta elaborata ed acquisita, aggiornerà, come di consueto, l’estratto contributivo. Nel caso in cui, entro tre mesi, al flusso anticipato non faccia seguito il flusso ordinario, il flusso anticipato verrà storicizzato ed annullato.

Contratti di scrittura connessi con gli spettacoli: l’IVA per gli intermediari

Forniti chiarimenti in merito all’applicazione dell’aliquota IVA ai contratti di scrittura connessi con gli spettacoli ed alle relative prestazioni rese da intermediari (Agenzia delle Entrate – Circolare 21 dicembre 2018, n. 20/E).

Nel caso in cui nella filiera intervenga l’intermediario, sotto il profilo del trattamento fiscale dei rapporti contrattuali da quest’ultimo intrattenuti, l’aliquota IVA agevolata del 10%trova applicazione:
– nel rapporto contrattuale tra artisti e intermediario, relativamente alle prestazioni rese dagli artisti;
– nell’ambito del “pacchetto” venduto dall’intermediario all’organizzatore, relativamente alle prestazioni degli artisti nonché alle operazioni (anche indicate dai medesimi artisti) strettamente connesse e funzionali alla realizzazione dello spettacolo ed alla connotazione artistica dello stesso.
Si applica, invece, l’aliquota IVA ordinaria (o, a seconda dei casi, l’aliquota o il regime propri in base alla specifica disciplina) nell’ambito dei rapporti tra l’intermediario ed i terzi fornitori per tutti i beni ed i servizi che l’intermediario acquista da questi ultimi al fine di comporre il “pacchetto” da vendere all’organizzatore sulla base delle indicazioni degli artisti.

Forniti chiarimenti in merito all’applicazione dell’aliquota IVA ai contratti di scrittura connessi con gli spettacoli ed alle relative prestazioni rese da intermediari (Agenzia delle Entrate - Circolare 21 dicembre 2018, n. 20/E).

Nel caso in cui nella filiera intervenga l’intermediario, sotto il profilo del trattamento fiscale dei rapporti contrattuali da quest’ultimo intrattenuti, l’aliquota IVA agevolata del 10%trova applicazione:
- nel rapporto contrattuale tra artisti e intermediario, relativamente alle prestazioni rese dagli artisti;
- nell’ambito del "pacchetto" venduto dall’intermediario all’organizzatore, relativamente alle prestazioni degli artisti nonché alle operazioni (anche indicate dai medesimi artisti) strettamente connesse e funzionali alla realizzazione dello spettacolo ed alla connotazione artistica dello stesso.
Si applica, invece, l’aliquota IVA ordinaria (o, a seconda dei casi, l’aliquota o il regime propri in base alla specifica disciplina) nell’ambito dei rapporti tra l’intermediario ed i terzi fornitori per tutti i beni ed i servizi che l’intermediario acquista da questi ultimi al fine di comporre il "pacchetto" da vendere all’organizzatore sulla base delle indicazioni degli artisti.

Firmato accordo contro la lotta alla contrattazione pirata da Anasfim-Confesercenti

27 dic 2018 Siglato il 5/12/2018, tra l’ANASFIM, la Confesercenti e la FISASCAT – CISL, aderente a FIST-CISL, la UILTUCS, il Protocollo Integrativo per la lotta alla contrattazione pirata dell’Accordo Nazionale di secondo livello Settore Marketing Operativo.

Le Parti, anche in conformità alle finalità della legge, intendono realizzare maggiore occupazione, migliorare la qualità dei contratti di lavoro, favorire l’emersione del lavoro irregolare, promuovere gli incrementi di competitività e di salario, favorire gli Investimenti e l’avvio di nuove attività.
Per supportare la competitività nell’attuale situazione di mercato delle aziende vincolate al presente Protocollo integrativo, un sistema di welfare aziendale e un sistema di erogazione di premi di produttività, mediante la contrattazione territoriale o aziendale, sarà disposto con la conseguente applicazione dei benefici economici che la legge definisce.
La figura professionale del “Supervisor” o “Area Manager”, operatore qualificato di Field Marketing, che oltre a svolgere le mansioni proprie del promoter o del merchandiser, possiede adeguate capacità tecnico pratiche ed esegue in via continuativa verifiche tecniche relativamente all’attività di promoter e merchandiser, finalizzate al miglioramento del livello di servizio (ed esempio le c.d. “retrovisite“), è riconducibile alle mansioni inquadrate al 5° livello del CCNL TDS Confesercenti 2016, con passaggio definitivo a tale livello dal giorno 1/1/2017. Relativamente alle tempistiche per il raggiungimento del livello di inquadramento definitivo per Promoter e Merchandiser, per mantenere un livello del costo del lavoro compatibile con la situazione di mercato, le parti concordano nel mantenimento del 7° livello fino al 31/12/2020, e il passaggio al 6° livello dal 1/1/2021.

27 dic 2018 Siglato il 5/12/2018, tra l’ANASFIM, la Confesercenti e la FISASCAT - CISL, aderente a FIST-CISL, la UILTUCS, il Protocollo Integrativo per la lotta alla contrattazione pirata dell'Accordo Nazionale di secondo livello Settore Marketing Operativo.

Le Parti, anche in conformità alle finalità della legge, intendono realizzare maggiore occupazione, migliorare la qualità dei contratti di lavoro, favorire l'emersione del lavoro irregolare, promuovere gli incrementi di competitività e di salario, favorire gli Investimenti e l'avvio di nuove attività.
Per supportare la competitività nell'attuale situazione di mercato delle aziende vincolate al presente Protocollo integrativo, un sistema di welfare aziendale e un sistema di erogazione di premi di produttività, mediante la contrattazione territoriale o aziendale, sarà disposto con la conseguente applicazione dei benefici economici che la legge definisce.
La figura professionale del "Supervisor" o "Area Manager", operatore qualificato di Field Marketing, che oltre a svolgere le mansioni proprie del promoter o del merchandiser, possiede adeguate capacità tecnico pratiche ed esegue in via continuativa verifiche tecniche relativamente all'attività di promoter e merchandiser, finalizzate al miglioramento del livello di servizio (ed esempio le c.d. "retrovisite"), è riconducibile alle mansioni inquadrate al 5° livello del CCNL TDS Confesercenti 2016, con passaggio definitivo a tale livello dal giorno 1/1/2017. Relativamente alle tempistiche per il raggiungimento del livello di inquadramento definitivo per Promoter e Merchandiser, per mantenere un livello del costo del lavoro compatibile con la situazione di mercato, le parti concordano nel mantenimento del 7° livello fino al 31/12/2020, e il passaggio al 6° livello dal 1/1/2021.

Conferimento di studio professionale individuale in STP

Chiarimenti sul regime fiscale relativo al conferimento di uno studio professionale individuale in STP-Srl (Agenzia delle Entrate – Risposta 21 dicembre 2018, n. 125).

Nello studio professionale è di gran lunga predominante l’attività personale del professionista rispetto all’organizzazione dei beni materiali ed immateriali.
La circostanza che lo studio professionale oggetto di conferimento non possa qualificarsi alla stregua di azienda (art. 2555 del cc) impedisce altresì di poter applicare alla fattispecie in esame l’art. 2, comma 3, lett. b) del DPR 26 ottobre 1972, n. 633. Conseguentemente, occorrerà far riferimento, all’art. 2, comma 1, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 che, in linea generale, include anche i conferimenti nella generica categoria degli «atti a titolo oneroso che importano trasferimento della proprietà ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento su beni di ogni genere.
Pertanto, ai fini dell’assoggettabilità all’iva, occorre considerare che i conferimenti in società (diversi da quelli che hanno per oggetto aziende) costituiscono cessioni di beni ed il relativo trattamento fiscale va verificato avendo riguardo all’oggetto del conferimento.

Chiarimenti sul regime fiscale relativo al conferimento di uno studio professionale individuale in STP-Srl (Agenzia delle Entrate - Risposta 21 dicembre 2018, n. 125).

Nello studio professionale è di gran lunga predominante l’attività personale del professionista rispetto all’organizzazione dei beni materiali ed immateriali.
La circostanza che lo studio professionale oggetto di conferimento non possa qualificarsi alla stregua di azienda (art. 2555 del cc) impedisce altresì di poter applicare alla fattispecie in esame l’art. 2, comma 3, lett. b) del DPR 26 ottobre 1972, n. 633. Conseguentemente, occorrerà far riferimento, all’art. 2, comma 1, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 che, in linea generale, include anche i conferimenti nella generica categoria degli «atti a titolo oneroso che importano trasferimento della proprietà ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento su beni di ogni genere.
Pertanto, ai fini dell’assoggettabilità all’iva, occorre considerare che i conferimenti in società (diversi da quelli che hanno per oggetto aziende) costituiscono cessioni di beni ed il relativo trattamento fiscale va verificato avendo riguardo all’oggetto del conferimento.