Attività faunistico-venatoria dell’imprenditore agricolo: regime d’imposta agevolato

28 SETT 2018 È applicabile il regime d’imposta agevolato all’attività faunistico-venatoria esercitata sul fondo dall’imprenditore agricolo se sussistono le condizioni previste dalla legge (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 27 settembre 2018, n. 73/E)

L’imprenditore agricolo è colui che esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Tra le attività connesse ci sono anche le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.
Ai fini del trattamento fiscale sono previsti regimi agevolati ad hoc per la determinazione del reddito d’impresa derivante dalle “altre attività agricole”, tra le quali, sono comprese le attività consistenti nella prestazione di servizi di cui sopra.
In particolare, per le attività dirette alla fornitura di servizi, il reddito è determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, conseguiti con tali attività, il coefficiente di redditività del 25 per cento.
Con riferimento all’applicabilità di questo regime forfettario all’attività faunistico-venatoria esercitata sul fondo dall’imprenditore agricolo, sia come persona fisica che come società semplice, viene chiarito dall’Amministrazione Finanziaria, con la risoluzione in oggetto, che esso può applicarsi, in relazione ai redditi che ne derivano, esclusivamente nel caso in cui per la fornitura di servizi vengano “prevalentemente” utilizzate attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività principale rispetto a quelle che sono impiegate solo per la fornitura di servizi.
Al fine di valutare se sussista tale requisito “della prevalenza”  può adottarsi un criterio basato sul confronto tra il fatturato realizzato con l’impiego di attrezzature o risorse aziendali; in tal modo, il requisito della “prevalenza” è rispettato quando il fatturato derivante dall’impiego da attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività agricola principale è superiore al fatturato ottenuto attraverso l’utilizzo delle altre attrezzature o risorse.
Qualora nel caso concreto non risulti integrato il requisito della “prevalenza” i redditi derivanti all’imprenditore agricolo dalla fornitura di servizi concorreranno a formare il reddito d’impresa in base ai criteri ordinari.
Si precisa, infine, che il regime agevolato è inapplicabile all’imprenditore agricolo avente forma giuridica diversa da persone fisica, società semplice e ente non commerciale.

28 SETT 2018 È applicabile il regime d’imposta agevolato all’attività faunistico-venatoria esercitata sul fondo dall’imprenditore agricolo se sussistono le condizioni previste dalla legge (AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 27 settembre 2018, n. 73/E)

L’imprenditore agricolo è colui che esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Tra le attività connesse ci sono anche le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.
Ai fini del trattamento fiscale sono previsti regimi agevolati ad hoc per la determinazione del reddito d’impresa derivante dalle "altre attività agricole", tra le quali, sono comprese le attività consistenti nella prestazione di servizi di cui sopra.
In particolare, per le attività dirette alla fornitura di servizi, il reddito è determinato applicando all'ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto, conseguiti con tali attività, il coefficiente di redditività del 25 per cento.
Con riferimento all’applicabilità di questo regime forfettario all’attività faunistico-venatoria esercitata sul fondo dall’imprenditore agricolo, sia come persona fisica che come società semplice, viene chiarito dall’Amministrazione Finanziaria, con la risoluzione in oggetto, che esso può applicarsi, in relazione ai redditi che ne derivano, esclusivamente nel caso in cui per la fornitura di servizi vengano "prevalentemente" utilizzate attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività principale rispetto a quelle che sono impiegate solo per la fornitura di servizi.
Al fine di valutare se sussista tale requisito "della prevalenza"  può adottarsi un criterio basato sul confronto tra il fatturato realizzato con l’impiego di attrezzature o risorse aziendali; in tal modo, il requisito della "prevalenza" è rispettato quando il fatturato derivante dall’impiego da attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività agricola principale è superiore al fatturato ottenuto attraverso l’utilizzo delle altre attrezzature o risorse.
Qualora nel caso concreto non risulti integrato il requisito della "prevalenza" i redditi derivanti all’imprenditore agricolo dalla fornitura di servizi concorreranno a formare il reddito d’impresa in base ai criteri ordinari.
Si precisa, infine, che il regime agevolato è inapplicabile all’imprenditore agricolo avente forma giuridica diversa da persone fisica, società semplice e ente non commerciale.

Centri accoglienza migranti: disciplina IVA

Con la Risoluzione n. 74/E del 2018, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i corrispettivi per l’attività dei centri di accoglienza migranti sono esenti da Iva qualora il complesso dei servizi risulta erogato da un unico soggetto aggiudicatario, ad eccezione dell’ipotesi in cui quest’ultimo sia una cooperativa sociale o un consorzio di cooperative sociali. In tal caso, i corrispettivi sono soggetti ad Iva al 5 per cento. Nella diversa ipotesi di affidamento dei differenti servizi di accoglienza e diversi soggetti, si applica il regime Iva previsto per la tipologia di servizio e il soggetto prestatore.

In relazione alla gestione dei flussi migratori e all’assistenza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, il Ministero competente ha interpellato l’Agenzia delle Entrate per conoscere il trattamento IVA applicabile ai corrispettivi fatturati dai soggetti affidatari dei servizi di gestione dei centri di accoglienza dei migranti o richiedenti asilo politico.
L’attività esercitata nei predetti centri di accoglienza risulta complessa e comprende una serie di servizi dall’accoglimento, al disbrigo delle pratiche amministrative, di assistenza generica alla persona (fra cui l’assistenza legale, sociale e psicologica, l’erogazione dei pasti, il servizio di pulizia), di assistenza sanitaria nonché il servizio di distribuzione dei beni quali vestiario, per l’igiene personale, ecc.
In base al programma ministeriale di accoglienza:
– se il centro ha una capacità ricettiva fino a 300 posti, i servizi sono affidati ad un unico gestore ed è pattuito un corrispettivo unitario per tutti i servizi;
– se il centro ha una capacità ricettiva superiore a 300 posti, invece, l’appalto è suddiviso in lotti distinti (fornitura servizi, fornitura pasti, fornitura di beni e servizio di pulizia e igiene ambientale).

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nella prima ipotesi (gestione unica di tutti i servizi) la prestazione rientra tra le operazioni esenti da IVA. Il regime di esenzione si applica indipendentemente dalla modalità di effettuazione delle prestazioni (direttamente al committente beneficiario del servizio o nell’ambito di un contratto con un committente terzo).
Ai fini dell’esenzione, la struttura deve offrire una fattispecie complessa di servizi che, oltre alla messa a disposizione dell’alloggio in via primaria, a favore di soggetti migranti in situazione di particolare disagio sociale, offrono anche altri servizi accessori e di supporto.
Tuttavia, nel caso in cui il servizio sia affidato a cooperative sociali o un loro consorzio, gli stessi servizi sono soggetti all’aliquota IVA nella misura del 5 per cento. Affinché sia applicabile l’aliquota del 5 per cento, peraltro, i beneficiari delle prestazioni devono essere “persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo”; è necessario, quindi, che detti requisiti coesistano contestualmente in capo al beneficiario.
Nell’ipotesi in cui il gestore sia un’associazione di volontariato, invece, l’IVA è esclusa, sempre che le prestazioni rientrino tra le finalità istituzionali dell’ente.

Nella seconda ipotesi, di gestione dei servizi suddivisa il lotti prestazionali affidati a gestori differenti a cui corrisponderanno specifici e distinti corrispettivi, ciascuna tipologia di servizio sarà assoggetta ad IVA in base al regime proprio applicabile alla tipologia di servizio reso e al soggetto prestatore.
Detti servizi saranno esclusi dall’ambito applicativo dell’IVA unicamente nell’ipotesi in cui siano resi da un’associazione di volontariato. Resteranno esenti da IVA, peraltro, le prestazioni sanitarie di diagnosi e cura rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, le prestazioni di ricovero e cura rese da ONLUS, le prestazioni socio-sanitarie rese da organismi di diritto pubblico, da enti aventi finalità di assistenza sociale e da ONLUS.
I medesimi servizi se effettuati da cooperative sociali e loro consorzi, invece, possono fruire dell’aliquota IVA del 5 per cento.

In ogni caso, quando è prevista l’applicazione dell’IVA, la liquidazione dell’imposta dovrà avvenire in base al meccanismo della scissione dei pagamenti (c.d. split payment), in quanto gli Organi periferici dell’istante Ministero, rientrano tra le Amministrazioni dello Stato.

Con la Risoluzione n. 74/E del 2018, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i corrispettivi per l’attività dei centri di accoglienza migranti sono esenti da Iva qualora il complesso dei servizi risulta erogato da un unico soggetto aggiudicatario, ad eccezione dell’ipotesi in cui quest’ultimo sia una cooperativa sociale o un consorzio di cooperative sociali. In tal caso, i corrispettivi sono soggetti ad Iva al 5 per cento. Nella diversa ipotesi di affidamento dei differenti servizi di accoglienza e diversi soggetti, si applica il regime Iva previsto per la tipologia di servizio e il soggetto prestatore.

In relazione alla gestione dei flussi migratori e all’assistenza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, il Ministero competente ha interpellato l’Agenzia delle Entrate per conoscere il trattamento IVA applicabile ai corrispettivi fatturati dai soggetti affidatari dei servizi di gestione dei centri di accoglienza dei migranti o richiedenti asilo politico.
L’attività esercitata nei predetti centri di accoglienza risulta complessa e comprende una serie di servizi dall’accoglimento, al disbrigo delle pratiche amministrative, di assistenza generica alla persona (fra cui l’assistenza legale, sociale e psicologica, l’erogazione dei pasti, il servizio di pulizia), di assistenza sanitaria nonché il servizio di distribuzione dei beni quali vestiario, per l’igiene personale, ecc.
In base al programma ministeriale di accoglienza:
- se il centro ha una capacità ricettiva fino a 300 posti, i servizi sono affidati ad un unico gestore ed è pattuito un corrispettivo unitario per tutti i servizi;
- se il centro ha una capacità ricettiva superiore a 300 posti, invece, l’appalto è suddiviso in lotti distinti (fornitura servizi, fornitura pasti, fornitura di beni e servizio di pulizia e igiene ambientale).

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nella prima ipotesi (gestione unica di tutti i servizi) la prestazione rientra tra le operazioni esenti da IVA. Il regime di esenzione si applica indipendentemente dalla modalità di effettuazione delle prestazioni (direttamente al committente beneficiario del servizio o nell’ambito di un contratto con un committente terzo).
Ai fini dell’esenzione, la struttura deve offrire una fattispecie complessa di servizi che, oltre alla messa a disposizione dell’alloggio in via primaria, a favore di soggetti migranti in situazione di particolare disagio sociale, offrono anche altri servizi accessori e di supporto.
Tuttavia, nel caso in cui il servizio sia affidato a cooperative sociali o un loro consorzio, gli stessi servizi sono soggetti all’aliquota IVA nella misura del 5 per cento. Affinché sia applicabile l’aliquota del 5 per cento, peraltro, i beneficiari delle prestazioni devono essere "persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo"; è necessario, quindi, che detti requisiti coesistano contestualmente in capo al beneficiario.
Nell’ipotesi in cui il gestore sia un’associazione di volontariato, invece, l’IVA è esclusa, sempre che le prestazioni rientrino tra le finalità istituzionali dell’ente.

Nella seconda ipotesi, di gestione dei servizi suddivisa il lotti prestazionali affidati a gestori differenti a cui corrisponderanno specifici e distinti corrispettivi, ciascuna tipologia di servizio sarà assoggetta ad IVA in base al regime proprio applicabile alla tipologia di servizio reso e al soggetto prestatore.
Detti servizi saranno esclusi dall’ambito applicativo dell’IVA unicamente nell’ipotesi in cui siano resi da un’associazione di volontariato. Resteranno esenti da IVA, peraltro, le prestazioni sanitarie di diagnosi e cura rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, le prestazioni di ricovero e cura rese da ONLUS, le prestazioni socio-sanitarie rese da organismi di diritto pubblico, da enti aventi finalità di assistenza sociale e da ONLUS.
I medesimi servizi se effettuati da cooperative sociali e loro consorzi, invece, possono fruire dell’aliquota IVA del 5 per cento.

In ogni caso, quando è prevista l’applicazione dell’IVA, la liquidazione dell’imposta dovrà avvenire in base al meccanismo della scissione dei pagamenti (c.d. split payment), in quanto gli Organi periferici dell’istante Ministero, rientrano tra le Amministrazioni dello Stato.

Svolgimento di altra attività lavorativa durante il periodo di malattia

28 sett 2018 Il lavoratore che svolge un’altra attività durante il periodo di malattia, non è licenziabile in quanto l’incidenza di tale condotta sul recupero della capacità lavorativa presuppone una specifica competenza in campo medico.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di una lavoratrice licenziata per aver svolto attività lavorativa all’interno della gelateria di famiglia nei giorni in cui era assente dal lavoro per malattia.
Secondo i Giudici del merito, la circostanza che detta attività doveva essere resa stando in posizione eretta e che per conseguenza, stante la tipologia della patologia in relazione alla quale si era assentata dal lavoro, ne era pregiudicata la guarigione o comunque il recupero della idoneità fisica per consentirle di riprendere il servizio. Risultava accertata, quindi, una condotta in violazione del CCNL che sanzionano con il licenziamento il grave abuso delle norme relative al trattamento di malattia, ravvisando in tale condotta una grave violazione dei doveri contrattuali di correttezza e buona fede nella esecuzione del contratto che giustificava la risoluzione per giusta causa del rapporto di lavoro.
Con ricorso in Cassazione, la dipendente in questione sosteneva che non era stata acquisita la prova della “messa in pericolo della guarigione”, essendo la permanenza nella gelateria limitata e inidonea a pregiudicare il recupero dalla lombo sciatalgia acuta diagnosticata. Secondo la ricorrente sostiene la Corte di merito aveva erroneamente ricondotto nella categoria del fatto notorio circostanze che attengono a conoscenze proprie della scienza medica e, dunque, esulano dalle conoscenze di una persona di media cultura.
Sotto tale profilo il ricorso della lavoratrice è stato accolto. La valutazione circa il fatto che lo svolgimento di attività in posizione eretta aggravi, nella specie, i problemi alla colonna vertebrale, presuppone una specifica competenza in campo medico, che non può essere ritenuta di comune conoscenza.

28 sett 2018 Il lavoratore che svolge un’altra attività durante il periodo di malattia, non è licenziabile in quanto l’incidenza di tale condotta sul recupero della capacità lavorativa presuppone una specifica competenza in campo medico.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di una lavoratrice licenziata per aver svolto attività lavorativa all'interno della gelateria di famiglia nei giorni in cui era assente dal lavoro per malattia.
Secondo i Giudici del merito, la circostanza che detta attività doveva essere resa stando in posizione eretta e che per conseguenza, stante la tipologia della patologia in relazione alla quale si era assentata dal lavoro, ne era pregiudicata la guarigione o comunque il recupero della idoneità fisica per consentirle di riprendere il servizio. Risultava accertata, quindi, una condotta in violazione del CCNL che sanzionano con il licenziamento il grave abuso delle norme relative al trattamento di malattia, ravvisando in tale condotta una grave violazione dei doveri contrattuali di correttezza e buona fede nella esecuzione del contratto che giustificava la risoluzione per giusta causa del rapporto di lavoro.
Con ricorso in Cassazione, la dipendente in questione sosteneva che non era stata acquisita la prova della "messa in pericolo della guarigione", essendo la permanenza nella gelateria limitata e inidonea a pregiudicare il recupero dalla lombo sciatalgia acuta diagnosticata. Secondo la ricorrente sostiene la Corte di merito aveva erroneamente ricondotto nella categoria del fatto notorio circostanze che attengono a conoscenze proprie della scienza medica e, dunque, esulano dalle conoscenze di una persona di media cultura.
Sotto tale profilo il ricorso della lavoratrice è stato accolto. La valutazione circa il fatto che lo svolgimento di attività in posizione eretta aggravi, nella specie, i problemi alla colonna vertebrale, presuppone una specifica competenza in campo medico, che non può essere ritenuta di comune conoscenza.

R&S: sospesi i termini di presentazione delle domande

A partire dalle ore 19.00 del 26 settembre 2018, sono sospesi i termini di presentazione delle domande di agevolazioni per gli interventi agevolativi “Agenzia digitale” e “Industria sostenibile” per l’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili del FRI (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca) (Ministero Sviluppo Economico – decreto 26 settembre 2018).

Dalle ore 19.00 del 26 settembre 2018 si è determinato l’esaurimento delle risorse finanziarie destinate all’intervento agevolativo «Agenda digitale» e «Industria sostenibile» a valere sulle risorse del FRI.
In conseguenza di quanto detto, è stata disposta a partire dalla medesima data, la sospensione dei termini di presentazione delle domande di agevolazioni per gli interventi agevolativi “Agenda digitale” e “Industria sostenibile”.
I progetti già presentati per i quali le risorse finanziarie non risultassero sufficienti alla copertura integrale delle agevolazioni concedibili sono ammessi all’istruttoria previa formale accettazione, da parte delle imprese interessate, dell’agevolazione parziale concedibile, da intendersi comunque riferita a tutti i costi considerati ammissibili.
L’istruttoria delle domande al momento non istruibili a causa dell’esaurimento della dotazione finanziaria sarà attuata qualora dovessero risultare disponibili ulteriori risorse finanziarie, anche in esito al fabbisogno risultante dalle valutazioni istruttorie in corso da parte del Soggetto gestore.

A partire dalle ore 19.00 del 26 settembre 2018, sono sospesi i termini di presentazione delle domande di agevolazioni per gli interventi agevolativi "Agenzia digitale" e "Industria sostenibile" per l’esaurimento delle risorse finanziarie disponibili del FRI (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca) (Ministero Sviluppo Economico - decreto 26 settembre 2018).

Dalle ore 19.00 del 26 settembre 2018 si è determinato l’esaurimento delle risorse finanziarie destinate all’intervento agevolativo «Agenda digitale» e «Industria sostenibile» a valere sulle risorse del FRI.
In conseguenza di quanto detto, è stata disposta a partire dalla medesima data, la sospensione dei termini di presentazione delle domande di agevolazioni per gli interventi agevolativi "Agenda digitale" e "Industria sostenibile".
I progetti già presentati per i quali le risorse finanziarie non risultassero sufficienti alla copertura integrale delle agevolazioni concedibili sono ammessi all’istruttoria previa formale accettazione, da parte delle imprese interessate, dell’agevolazione parziale concedibile, da intendersi comunque riferita a tutti i costi considerati ammissibili.
L’istruttoria delle domande al momento non istruibili a causa dell’esaurimento della dotazione finanziaria sarà attuata qualora dovessero risultare disponibili ulteriori risorse finanziarie, anche in esito al fabbisogno risultante dalle valutazioni istruttorie in corso da parte del Soggetto gestore.

Nuove retribuzioni per i dipendenti del CCNL Vetro – Industria

 

 

Da settembre variano i minimi retributivi per gli addetti delle aziende industriali che producono e trasformano articoli di vetro, comprese le aziende che producono lampade e display

Questi, pertanto, le nuove retribuzioni decorrenti dal corrente mese di settembre.

Settore della trasformazione del vero (2° Lavorazione)

Livello

Minimo dall’1/9/2018

8 A 1.967,52
8 1.910,58
7 1.704,00
6 A 1.531,17
6 1.494,35
5 A 1.445,87
5 1.397,42
4 1.274,06
3 1.188,80
2 1.066,45
1 951,19

Settore (prime lavorazioni del vetro)

Livello

Minimo dall’1/9/2018

I.P.O.

A 1 2.442,69  
A 2 2.442,69  
B 1 2.232,13  
B 2 2.232,13 55,67
C 1 2.016,63  
C 2 2.016,63 38,09
D 1 1.792,92  
D 2 1.792,92 126,26
D 3 1.792,92 174,70
E 1 1.581,40  
E 2 1.581,40 124,50
E 3 1.581,40 159,83
F 1 1.468,97  

Lampade e display

 

Livello

Minimo dall’1/9/2018

A 1.943,71
B 1.751,62
C 1.581,94
D 1.422,16
E 1.363,55
F 1.264,52
G 1.151,21
H 1.087,60
I 1.052,88
L 918,52

 

 

Da settembre variano i minimi retributivi per gli addetti delle aziende industriali che producono e trasformano articoli di vetro, comprese le aziende che producono lampade e display

Questi, pertanto, le nuove retribuzioni decorrenti dal corrente mese di settembre.

Settore della trasformazione del vero (2° Lavorazione)

Livello

Minimo dall’1/9/2018

8 A 1.967,52
8 1.910,58
7 1.704,00
6 A 1.531,17
6 1.494,35
5 A 1.445,87
5 1.397,42
4 1.274,06
3 1.188,80
2 1.066,45
1 951,19

Settore (prime lavorazioni del vetro)

Livello

Minimo dall’1/9/2018

I.P.O.

A 1 2.442,69  
A 2 2.442,69  
B 1 2.232,13  
B 2 2.232,13 55,67
C 1 2.016,63  
C 2 2.016,63 38,09
D 1 1.792,92  
D 2 1.792,92 126,26
D 3 1.792,92 174,70
E 1 1.581,40  
E 2 1.581,40 124,50
E 3 1.581,40 159,83
F 1 1.468,97  

Lampade e display

 

Livello

Minimo dall’1/9/2018

A 1.943,71
B 1.751,62
C 1.581,94
D 1.422,16
E 1.363,55
F 1.264,52
G 1.151,21
H 1.087,60
I 1.052,88
L 918,52

Inps: verifica conguagli fiscali modello 730/4

I contribuenti che hanno presentato il modello 730/4, indicando l’Inps quale sostituto d’imposta per l’effettuazione dei conguagli fiscali, possono verificare le risultanze contabili inviate all’Istituto dal soggetto che ha gestito la dichiarazione ed i relativi esiti, tramite accesso al sito istituzionale, avvalendosi del servizio “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”.

Si ricorda che l’Inps riceve le risultanze contabili direttamente dai seguenti soggetti, che gestiscono le dichiarazioni: Agenzia delle Entrate, nel caso di utilizzo di dichiarazione precompilata; Caf, associazioni o professionisti abilitati, in caso di presentazione del modello cartaceo ad intermediario.
Il servizio consente ai contribuenti di consultare i seguenti dati: avvenuta ricezione delle risultanze contabili, con il dettaglio dei relativi importi, nonché la denominazione del soggetto che ha effettuato l’invio; conferma che le risultanze contabili verranno gestite sulle prestazioni istituzionali sul presupposto della sussistenza del rapporto di sostituzione con l’Inps o, in caso contrario, diniego con conseguente restituzione; trattenute o rimborsi effettuati mensilmente sulle prestazioni erogate dall’Inps, in applicazione delle risultanze del modello 730.

Oltre alla funzione di consultazione, il servizio consente ai contribuenti di effettuare on line la richiesta di annullamento e di variazione della seconda rata d’acconto Irpef o Cedolare Secca nei termini previsti dalla normativa vigente, ossia entro il 30 settembre 2018.
Infine, l’Istituto ricorda che l’acquisizione delle risultanze contabili ai fini dell’assistenza fiscale presuppone un rapporto di sostituzione del soggetto dichiarante con l’Inps nell’anno di presentazione del modello 730 e che tale rapporto di sostituzione non ricorre nel caso di erogazion/e di sole prestazioni assistenziali quali, ad esempio, assegni sociali, pensioni di invalidità civile e assegni familiari (Messaggio Inps n. 3459/2018).

I contribuenti che hanno presentato il modello 730/4, indicando l’Inps quale sostituto d’imposta per l’effettuazione dei conguagli fiscali, possono verificare le risultanze contabili inviate all’Istituto dal soggetto che ha gestito la dichiarazione ed i relativi esiti, tramite accesso al sito istituzionale, avvalendosi del servizio "Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino".

Si ricorda che l’Inps riceve le risultanze contabili direttamente dai seguenti soggetti, che gestiscono le dichiarazioni: Agenzia delle Entrate, nel caso di utilizzo di dichiarazione precompilata; Caf, associazioni o professionisti abilitati, in caso di presentazione del modello cartaceo ad intermediario.
Il servizio consente ai contribuenti di consultare i seguenti dati: avvenuta ricezione delle risultanze contabili, con il dettaglio dei relativi importi, nonché la denominazione del soggetto che ha effettuato l’invio; conferma che le risultanze contabili verranno gestite sulle prestazioni istituzionali sul presupposto della sussistenza del rapporto di sostituzione con l’Inps o, in caso contrario, diniego con conseguente restituzione; trattenute o rimborsi effettuati mensilmente sulle prestazioni erogate dall’Inps, in applicazione delle risultanze del modello 730.

Oltre alla funzione di consultazione, il servizio consente ai contribuenti di effettuare on line la richiesta di annullamento e di variazione della seconda rata d’acconto Irpef o Cedolare Secca nei termini previsti dalla normativa vigente, ossia entro il 30 settembre 2018.
Infine, l’Istituto ricorda che l’acquisizione delle risultanze contabili ai fini dell’assistenza fiscale presuppone un rapporto di sostituzione del soggetto dichiarante con l’Inps nell’anno di presentazione del modello 730 e che tale rapporto di sostituzione non ricorre nel caso di erogazion/e di sole prestazioni assistenziali quali, ad esempio, assegni sociali, pensioni di invalidità civile e assegni familiari (Messaggio Inps n. 3459/2018).

Servizi Ambientali: le Centrati Cooperative sottoscrivono Avviso Comune e CCNL

Sottoscritto definitivamente l’Avviso Comune 18/6/2018 e il CCNL Servizi Ambientali 10/7/2016, tra Agci Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, e Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti

Si è sottoscritto definitivamente l’Avviso Comune per il comparto dell’igiene ambientale del 18/6/2018, con le tre centrali cooperative maggiormente rappresentative a livello nazionale: AGCI SERVIZI, CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI, LEGACOOP PRODUZIONE E SERVIZI.

Contemporaneamente, le suddette Centrali Cooperative, hanno sottoscritto come Parti Stipulanti, il CCNL Servizi Ambientali 10/7/2016, con la conseguenza che la normativa contrattuale sarà applicata a tutte le imprese cooperative del settore.

AVVISO COMUNE 18/6/2018
Le Parti tutte hanno convenuto di condividere l’Avviso Comune del 18/6/2018, come parte integrante del nuovo CCNL, per valorizzare le prerogative del mondo cooperativo in questo settore a partire dallo sviluppo delle tutele per i propri soci e per i propri lavoratori e allo stesso tempo per valorizzare l’utilizzo degli strumenti bilaterali cooperativi.
Inoltre, nell’ambito di un quadro normativo in continua trasformazione e nell’evoluzione dei contesti di riferimento, è necessario che la FP-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI e le Cooperative possano continuare a svolgere un ruolo da protagoniste per perseguire politiche di sviluppo aziendali e crescita occupazionali, per valorizzare il lavoro anche di qualità e la qualificazione professionale, nonché per il miglioramento dei servizi forniti ai cittadini.
La sottoscrizione del nuovo CCNL dei servizi ambientali e la sua progressiva applicazione entro il prossimo 31/12/2018 e delle Tabelle del costo del lavoro previste del D.Lgs. 50/2016 presso il Ministero del Lavoro, pongono un argine al proliferare di contratti non rappresentativi, che spesso creano terreno fertile per la nascita di false cooperative, le quali costituiscono il problema principale per i lavoratori e per loro diritti, nonché per la sana cooperazione che si riconosce nell’Alleanza delle Cooperative Italiane.
Nel quadro dell’adesione al CCNL dei servizi ambientali del 10/7/2016, le parti hanno affrontato il problema del riconoscimento degli strumenti bilaterali della cooperazione e del settore igiene ambientale.

Previdenza complementare
Il linea con quanto previsto sia dall’accordo interconfederale e intercategoriale del 1998 sia dall’accordo interconfederale e intercategoriale del 2017 che hanno rispettivamente dato vita al fondo Cooperlavoro e successivamente alla fusione verso il nuovo fondo Previdenza Cooperativa, le Parti stipulanti del CCNL servizi ambientali, fermo restando gli obblighi di natura economica e normativa contrattualmente previsti dal CCNL dei servizi ambientali in materia di previdenza complementare e la facoltà di scelta di soci e dipendenti relativamente all’adesione alla previdenza complementare contrattuale, riconoscono il fondo pensione complementare Previambiente e il fondo pensione complementare “Cooperlavoro” (e successive denominazioni) come fondi di riferimento d’iscrizione per i lavoratori, soci e dipendenti, delle imprese cooperative del settore.

Formazione continua
Inoltre, le Parti riconosco in Fon.Coop. (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione continua nelle imprese cooperative) uno strumento necessario per promuovere pratiche di formazione continua presso le imprese cooperative del settore attraverso lo sviluppo di piani formativi aziendali e individuali, settoriali e territoriali.

Assistenza Sanitaria
In ultimo, fermo restando l’obbligo per tutte le imprese cooperative di aderire al FASDA (FONDO ASSISTENZA SANITARIA DIPENDENTI dei servizi AMBIENTALI), per garantire le prestazioni sanitarie integrative secondo la normativa prevista dal CCNL dei servizi ambientali, le Parti ritengono che, in presenza di forme di assistenza sanitaria integrativa previste da accordi collettivi e/o regolamenti aziendali che prevedano l’adesione ad un sistema mutualistico già esistente alla data di stipula del CCNL dei servizi ambientali, è necessario un confronto tra le Parti nazionali stipulanti, le strutture sindacali territoriali e le cooperative interessate, per la ricerca di condizioni, modalità e tempi condivisi prima dell’adesione al Fondo di settore.
Le Parti condividono, anche rispetto a quanto previsto dal CCNL in relazione alle attività del ciclo integrato dei rifiuti, che lo strumento utile per la gestione dei piani di crisi, ristrutturazione e riorganizzazione aziendale sia il Fondo di solidarietà contrattuale, così come convenuto dal CCNL e si impegnano per una sua immediata costituzione.

Sottoscritto definitivamente l’Avviso Comune 18/6/2018 e il CCNL Servizi Ambientali 10/7/2016, tra Agci Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, e Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti

Si è sottoscritto definitivamente l’Avviso Comune per il comparto dell’igiene ambientale del 18/6/2018, con le tre centrali cooperative maggiormente rappresentative a livello nazionale: AGCI SERVIZI, CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI, LEGACOOP PRODUZIONE E SERVIZI.

Contemporaneamente, le suddette Centrali Cooperative, hanno sottoscritto come Parti Stipulanti, il CCNL Servizi Ambientali 10/7/2016, con la conseguenza che la normativa contrattuale sarà applicata a tutte le imprese cooperative del settore.

AVVISO COMUNE 18/6/2018
Le Parti tutte hanno convenuto di condividere l’Avviso Comune del 18/6/2018, come parte integrante del nuovo CCNL, per valorizzare le prerogative del mondo cooperativo in questo settore a partire dallo sviluppo delle tutele per i propri soci e per i propri lavoratori e allo stesso tempo per valorizzare l'utilizzo degli strumenti bilaterali cooperativi.
Inoltre, nell'ambito di un quadro normativo in continua trasformazione e nell'evoluzione dei contesti di riferimento, è necessario che la FP-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI e le Cooperative possano continuare a svolgere un ruolo da protagoniste per perseguire politiche di sviluppo aziendali e crescita occupazionali, per valorizzare il lavoro anche di qualità e la qualificazione professionale, nonché per il miglioramento dei servizi forniti ai cittadini.
La sottoscrizione del nuovo CCNL dei servizi ambientali e la sua progressiva applicazione entro il prossimo 31/12/2018 e delle Tabelle del costo del lavoro previste del D.Lgs. 50/2016 presso il Ministero del Lavoro, pongono un argine al proliferare di contratti non rappresentativi, che spesso creano terreno fertile per la nascita di false cooperative, le quali costituiscono il problema principale per i lavoratori e per loro diritti, nonché per la sana cooperazione che si riconosce nell'Alleanza delle Cooperative Italiane.
Nel quadro dell'adesione al CCNL dei servizi ambientali del 10/7/2016, le parti hanno affrontato il problema del riconoscimento degli strumenti bilaterali della cooperazione e del settore igiene ambientale.

Previdenza complementare
Il linea con quanto previsto sia dall'accordo interconfederale e intercategoriale del 1998 sia dall'accordo interconfederale e intercategoriale del 2017 che hanno rispettivamente dato vita al fondo Cooperlavoro e successivamente alla fusione verso il nuovo fondo Previdenza Cooperativa, le Parti stipulanti del CCNL servizi ambientali, fermo restando gli obblighi di natura economica e normativa contrattualmente previsti dal CCNL dei servizi ambientali in materia di previdenza complementare e la facoltà di scelta di soci e dipendenti relativamente all'adesione alla previdenza complementare contrattuale, riconoscono il fondo pensione complementare Previambiente e il fondo pensione complementare "Cooperlavoro" (e successive denominazioni) come fondi di riferimento d'iscrizione per i lavoratori, soci e dipendenti, delle imprese cooperative del settore.

Formazione continua
Inoltre, le Parti riconosco in Fon.Coop. (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione continua nelle imprese cooperative) uno strumento necessario per promuovere pratiche di formazione continua presso le imprese cooperative del settore attraverso lo sviluppo di piani formativi aziendali e individuali, settoriali e territoriali.

Assistenza Sanitaria
In ultimo, fermo restando l'obbligo per tutte le imprese cooperative di aderire al FASDA (FONDO ASSISTENZA SANITARIA DIPENDENTI dei servizi AMBIENTALI), per garantire le prestazioni sanitarie integrative secondo la normativa prevista dal CCNL dei servizi ambientali, le Parti ritengono che, in presenza di forme di assistenza sanitaria integrativa previste da accordi collettivi e/o regolamenti aziendali che prevedano l'adesione ad un sistema mutualistico già esistente alla data di stipula del CCNL dei servizi ambientali, è necessario un confronto tra le Parti nazionali stipulanti, le strutture sindacali territoriali e le cooperative interessate, per la ricerca di condizioni, modalità e tempi condivisi prima dell'adesione al Fondo di settore.
Le Parti condividono, anche rispetto a quanto previsto dal CCNL in relazione alle attività del ciclo integrato dei rifiuti, che lo strumento utile per la gestione dei piani di crisi, ristrutturazione e riorganizzazione aziendale sia il Fondo di solidarietà contrattuale, così come convenuto dal CCNL e si impegnano per una sua immediata costituzione.

Precisazioni sul tax credit cinema

Forniti chiarimenti sui crediti di imposta per il settore cinematografico e audiovisivo 2018 (Ministero per i beni e le attività culturali – Comunicato 27 settembre 2018).

Considerato che per le richieste di credito d’imposta ancora in fase istruttoria non è possibile aggiornare il piano di utilizzo entro la data del 30 settembre, tale scadenza è rinviata a una data successiva che sarà comunicata con nuovo avviso. In ogni caso, il nuovo termine sarà congruo rispetto all’adempimento e terrà conto dello stato di avanzamento delle istruttorie in corso.

Forniti chiarimenti sui crediti di imposta per il settore cinematografico e audiovisivo 2018 (Ministero per i beni e le attività culturali - Comunicato 27 settembre 2018).

Considerato che per le richieste di credito d’imposta ancora in fase istruttoria non è possibile aggiornare il piano di utilizzo entro la data del 30 settembre, tale scadenza è rinviata a una data successiva che sarà comunicata con nuovo avviso. In ogni caso, il nuovo termine sarà congruo rispetto all’adempimento e terrà conto dello stato di avanzamento delle istruttorie in corso.

LAPIDEI CONFAPI-ANIEM: RINNOVATO IL CCNL

Stipulato, il 25/9/2018, tra CONFAPI-ANIEM e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, l’accordo per il rinnovo del CCNL del 5/3/2014 per i dipendenti delle piccole e medie industrie di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei.

Aumenti retributivi
Premesso che le Parti convengono all’estensione della vigenza del presente CCNL fino al 30/6/2019, i minimi tabellari mensili vigenti vengono incrementati nelle seguenti misure e decorrenze:

Livelli

1/9/2018 euro/mese

1/12/2018 euro/mese

1/4/2019 euro/mese

1 73,47 36,73 33,80
2 67,59 33,80 31,09
3 55,10 27,55 25,35
4 52,90 26,45 24,33
5 50,00 25,00 23,00
6 47,02 23,51 21,63
7 43,35 21,67 19,94
8 37,00 18,37 16,90

Minimi retributivi
Pertanto i nuovi minimi retributivi, saranno i seguenti

Livelli

Minimi dall’1/9/2018

Minimi dall’1/12/2018

Minimi dall’1/4/2019

1 2.381,77 2.418,50 2.452,30
2 2.216,69 2.250,49 2.281,58
3 1.900,24 1.927,79 1.953,14
4 1.810,45 1.836,90 1.861,23
5 1.749,35 1.774,35 1.797,35
6 1.675,51 1.699,02 1.720,65
7 1.583,02 1.604,69 1.624,63
8 1.418,16 1.436,53 1.453,43

Unificazione
Le Parti nell’intento di favorire una razionalizzazione e semplificazione degli accordi contrattuali nei comparti affini a quello edile, condividono l’esigenza di attivarsi per una unificazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro dei settori Lapideo/Estrattivo (cod.096), Manufatti in Cemento e Laterizi (cod.98), Cemento/Calce/Gesso (cod.189).
A tal fine si impegnano ad avviare già da oggi un percorso che porti all’armonizzazione dei contenuti dei rispettivi testi che consenta, nella prossima tornata di rinnovi, la definizione di un unico CCNL per il settore “materiali da costruzione”.

Previdenza complementare
Le Parti concordano che, fermo restando le contribuzioni vigenti a carico di azienda e lavoratori, a partire dall’1/1/2019 la base di calcolo sarà la retribuzione utile al calcolo del Tfr.

Assistenza sanitaria integrativa
La quota di contribuzione al Fondo viene fissata a 10,00 euro mensili a partire dalla mensilità di ottobre 2018 a favore di Fondo Altea per ogni dipendente in forza.

Stipulato, il 25/9/2018, tra CONFAPI-ANIEM e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, l’accordo per il rinnovo del CCNL del 5/3/2014 per i dipendenti delle piccole e medie industrie di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei.

Aumenti retributivi
Premesso che le Parti convengono all'estensione della vigenza del presente CCNL fino al 30/6/2019, i minimi tabellari mensili vigenti vengono incrementati nelle seguenti misure e decorrenze:

Livelli

1/9/2018 euro/mese

1/12/2018 euro/mese

1/4/2019 euro/mese

1 73,47 36,73 33,80
2 67,59 33,80 31,09
3 55,10 27,55 25,35
4 52,90 26,45 24,33
5 50,00 25,00 23,00
6 47,02 23,51 21,63
7 43,35 21,67 19,94
8 37,00 18,37 16,90

Minimi retributivi
Pertanto i nuovi minimi retributivi, saranno i seguenti

Livelli

Minimi dall’1/9/2018

Minimi dall’1/12/2018

Minimi dall’1/4/2019

1 2.381,77 2.418,50 2.452,30
2 2.216,69 2.250,49 2.281,58
3 1.900,24 1.927,79 1.953,14
4 1.810,45 1.836,90 1.861,23
5 1.749,35 1.774,35 1.797,35
6 1.675,51 1.699,02 1.720,65
7 1.583,02 1.604,69 1.624,63
8 1.418,16 1.436,53 1.453,43

Unificazione
Le Parti nell'intento di favorire una razionalizzazione e semplificazione degli accordi contrattuali nei comparti affini a quello edile, condividono l'esigenza di attivarsi per una unificazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro dei settori Lapideo/Estrattivo (cod.096), Manufatti in Cemento e Laterizi (cod.98), Cemento/Calce/Gesso (cod.189).
A tal fine si impegnano ad avviare già da oggi un percorso che porti all'armonizzazione dei contenuti dei rispettivi testi che consenta, nella prossima tornata di rinnovi, la definizione di un unico CCNL per il settore "materiali da costruzione".

Previdenza complementare
Le Parti concordano che, fermo restando le contribuzioni vigenti a carico di azienda e lavoratori, a partire dall’1/1/2019 la base di calcolo sarà la retribuzione utile al calcolo del Tfr.

Assistenza sanitaria integrativa
La quota di contribuzione al Fondo viene fissata a 10,00 euro mensili a partire dalla mensilità di ottobre 2018 a favore di Fondo Altea per ogni dipendente in forza.

Ultimi giorni per il versamento EBNA

Entro il 16 ottobre ricorre il versamento mensile di € 7,65 per dipendente in forza più una quota variabile pari allo 0,60% della retribuzione imponibile (0,45 a carico della ditta e 0,15 a carico del dipendente), tramite modello F24, evidenziando il codice tributo EBNA.

Le Organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale dell’artigianato (Confartigianato, CNA, Casartigiani. CLAAI, e CGIL, CISL e UIL) sono intervenute a più riprese in materia di ammortizzatori sociali, con cui hanno definito il campo di applicazione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA), la contribuzione obbligatoria da gennaio 2016 e le prestazioni erogabili. Di recente, però, con l’accordo sottoscritto il 7/2/2018, le Parti Sociali hanno rivisto il campo di applicazione, per effetto di disposizioni ministeriali che hanno definito con precisione quali aziende hanno l’obbligo di versare a FSBA e quali, invece, rientrano nel Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.) di gestione pubblica.
Si sono perciò definiti due percorsi possibili, a seconda che sussista o meno l’obbligo normativo di contribuzione a FSBA e/o l’obbligo contrattuale di adesione alla bilateralità artigiana.
Prima casistica:
– Imprese artigiane con C.S.C. (Codice Statistico Contributivo) che inizia con 4, a prescindere dal CCNL applicato e dal n. dei dipendenti, rientranti nel campo di applicazione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA) – Imprese con C.S.C. diverso da 4, che applicano un CCNL artigiano e con un n. di dipendenti inferiore o uguale a 5, escluse dal campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.)
– Enti e società costituiti, partecipati o promossi dalle Organizzazioni sottoscrittrici dell’Accordo e le stesse Organizzazioni, a prescindere dal C.S.C., dal CCNL applicato e dal n. dei dipendenti, rientranti nel campo di applicazione di FSBA
Quote contributive
Quota fissa:
€ 7,65 mensili per ogni dipendente in forza e per 12 mensilità
Quota variabile, calcolata sull’imponibile previdenziale mensile (comprese le mensilità aggiuntive), applicando le seguenti percentuali:
– 0,45%, a carico del datore di lavoro;
– 0,15%, a carico del dipendente (percentuali dovute dalla mensilità di luglio 2016)
Seconda casistica
– Imprese artigiane rientranti nel campo di applicazione del Titolo I del Decreto Legislativo n. 148/2015 (integrazioni salariali ordinarie e straordinarie)
– Imprese con C.S.C. diverso da 4, che applicano un CCNL artigiano e con un n. di dipendenti superiore a 5, rientranti nel campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.)
Quote contributive
Quota fissa:
€ 10,42 mensili per ogni dipendente in forza e per 12 mensilità
Si precisa che, in ogni caso, sono escluse le imprese appartenenti al settore contrattuale dell’edilizia e affini.
Il contributo si calcola, in entrambe le casistiche, per tutti i lavoratori dipendenti in forza, inclusi gli apprendisti ed esclusi i dirigenti, i lavoratori a domicilio e con contratto di lavoro non subordinato (co.co.pro., stage, ecc.).
Per i lavoratori a chiamata, la contribuzione è dovuta se è prevista l’indennità di disponibilità e nel caso di attività lavorativa prestata a seguito di chiamata.
La quota fissa corrisposta in entrambe le casistiche è dovuta nella stessa misura sia per i lavoratori a tempo pieno, sia per quelli a tempo parziale.
La quota variabile corrisposta nel caso di imprese rientranti nella prima casistica si calcola considerando anche le mensilità aggiuntive (per es. la tredicesima mensilità) e, la quota a carico del dipendente, deve essere trattenuta in busta paga.
In assenza di retribuzione imponibile previdenziale nel mese (es. maternità, infortunio, etc.) resta comunque dovuta la quota fissa mensile.
Il contributo mensile previsto nella prima casistica (la quota fissa e la quota variabile sono indivisibili e si versano insieme), permette l’accesso alle prestazioni del Fondo Bilaterale Artigianato Sardegna (FSBA) e alle ulteriori prestazioni previste dalla contrattazione collettiva nazionale e regionale, consentendo all’azienda di adempiere a tutti gli obblighi normativi e contrattuali in materia di bilateralità artigiana, nei confronti dei lavoratori, e di usufruire essa stessa di agevolazioni.
Se l’azienda rientra, invece, nella seconda casistica, l’adesione all’E.B.A.S. consente di adempiere agli obblighi contrattuali in materia di bilateralità artigiana, con la possibilità di accedere ai vari servizi previsti dalla contrattazione, esclusi gli ammortizzatori sociali che sono a carico dell’Ente pubblico.
Si precisa che l’adesione all’Ente Bilaterale si perfeziona con l’invio, tramite posta certificata, all’indirizzo ebas.sardegna@pec.it, o posta ordinaria, della domanda di adesione e dell’allegato L2, scaricabili dalla sezione “Adesione” del sito internet dell’Ente, all’indirizzo www.ebas.sardegna.it.

Contributo di solidarietà INPS

L’impresa è tenuta al pagamento all’INPS del cd. “contributo di solidarietà”, calcolato applicando la percentuale del 10% sull’importo della quota fissa destinato a finanziare le prestazioni. Partendo dalla quota fissa pagata mensilmente per ogni lavoratore, con riferimento alle due suddette casistiche.

Regolarità contributiva

Per l’accesso alle prestazioni del Fondo Sostegno al Reddito e agli altri servizi previsti dalla contrattazione in materia di bilateralità, a beneficio delle aziende e dei lavoratori, è richiesta all’azienda la regolarità delle quote versate da gennaio 2016.
Eventuali subentri di imprese per effetto di trasformazioni, cessioni, donazioni possono produrre un trasferimento della posizione contributiva dall’impresa cedente a condizione che quest’ultima non svolga più attività.
Anche per l’accesso alle prestazioni del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Assegno ordinario e Assegno di solidarietà), per riduzioni/sospensioni dell’attività lavorativa, nei casi previsti dal Regolamento di FSBA, è richiesta all’azienda la regolarità da gennaio 2016, con le eccezioni previste dallo stesso Regolamento nel caso di trasferimento o trasformazione societaria, imprese neo costituite o nel caso di mutamento della natura giuridica dell’impresa.

Entro il 16 ottobre ricorre il versamento mensile di € 7,65 per dipendente in forza più una quota variabile pari allo 0,60% della retribuzione imponibile (0,45 a carico della ditta e 0,15 a carico del dipendente), tramite modello F24, evidenziando il codice tributo EBNA.

Le Organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale dell’artigianato (Confartigianato, CNA, Casartigiani. CLAAI, e CGIL, CISL e UIL) sono intervenute a più riprese in materia di ammortizzatori sociali, con cui hanno definito il campo di applicazione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA), la contribuzione obbligatoria da gennaio 2016 e le prestazioni erogabili. Di recente, però, con l’accordo sottoscritto il 7/2/2018, le Parti Sociali hanno rivisto il campo di applicazione, per effetto di disposizioni ministeriali che hanno definito con precisione quali aziende hanno l’obbligo di versare a FSBA e quali, invece, rientrano nel Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.) di gestione pubblica.
Si sono perciò definiti due percorsi possibili, a seconda che sussista o meno l’obbligo normativo di contribuzione a FSBA e/o l’obbligo contrattuale di adesione alla bilateralità artigiana.
Prima casistica:
- Imprese artigiane con C.S.C. (Codice Statistico Contributivo) che inizia con 4, a prescindere dal CCNL applicato e dal n. dei dipendenti, rientranti nel campo di applicazione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA) - Imprese con C.S.C. diverso da 4, che applicano un CCNL artigiano e con un n. di dipendenti inferiore o uguale a 5, escluse dal campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.)
- Enti e società costituiti, partecipati o promossi dalle Organizzazioni sottoscrittrici dell’Accordo e le stesse Organizzazioni, a prescindere dal C.S.C., dal CCNL applicato e dal n. dei dipendenti, rientranti nel campo di applicazione di FSBA
Quote contributive
Quota fissa:
€ 7,65 mensili per ogni dipendente in forza e per 12 mensilità
Quota variabile, calcolata sull’imponibile previdenziale mensile (comprese le mensilità aggiuntive), applicando le seguenti percentuali:
- 0,45%, a carico del datore di lavoro;
- 0,15%, a carico del dipendente (percentuali dovute dalla mensilità di luglio 2016)
Seconda casistica
- Imprese artigiane rientranti nel campo di applicazione del Titolo I del Decreto Legislativo n. 148/2015 (integrazioni salariali ordinarie e straordinarie)
- Imprese con C.S.C. diverso da 4, che applicano un CCNL artigiano e con un n. di dipendenti superiore a 5, rientranti nel campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.)
Quote contributive
Quota fissa:
€ 10,42 mensili per ogni dipendente in forza e per 12 mensilità
Si precisa che, in ogni caso, sono escluse le imprese appartenenti al settore contrattuale dell’edilizia e affini.
Il contributo si calcola, in entrambe le casistiche, per tutti i lavoratori dipendenti in forza, inclusi gli apprendisti ed esclusi i dirigenti, i lavoratori a domicilio e con contratto di lavoro non subordinato (co.co.pro., stage, ecc.).
Per i lavoratori a chiamata, la contribuzione è dovuta se è prevista l’indennità di disponibilità e nel caso di attività lavorativa prestata a seguito di chiamata.
La quota fissa corrisposta in entrambe le casistiche è dovuta nella stessa misura sia per i lavoratori a tempo pieno, sia per quelli a tempo parziale.
La quota variabile corrisposta nel caso di imprese rientranti nella prima casistica si calcola considerando anche le mensilità aggiuntive (per es. la tredicesima mensilità) e, la quota a carico del dipendente, deve essere trattenuta in busta paga.
In assenza di retribuzione imponibile previdenziale nel mese (es. maternità, infortunio, etc.) resta comunque dovuta la quota fissa mensile.
Il contributo mensile previsto nella prima casistica (la quota fissa e la quota variabile sono indivisibili e si versano insieme), permette l’accesso alle prestazioni del Fondo Bilaterale Artigianato Sardegna (FSBA) e alle ulteriori prestazioni previste dalla contrattazione collettiva nazionale e regionale, consentendo all’azienda di adempiere a tutti gli obblighi normativi e contrattuali in materia di bilateralità artigiana, nei confronti dei lavoratori, e di usufruire essa stessa di agevolazioni.
Se l’azienda rientra, invece, nella seconda casistica, l’adesione all’E.B.A.S. consente di adempiere agli obblighi contrattuali in materia di bilateralità artigiana, con la possibilità di accedere ai vari servizi previsti dalla contrattazione, esclusi gli ammortizzatori sociali che sono a carico dell’Ente pubblico.
Si precisa che l’adesione all’Ente Bilaterale si perfeziona con l’invio, tramite posta certificata, all’indirizzo ebas.sardegna@pec.it, o posta ordinaria, della domanda di adesione e dell’allegato L2, scaricabili dalla sezione "Adesione" del sito internet dell’Ente, all’indirizzo www.ebas.sardegna.it.

Contributo di solidarietà INPS

L’impresa è tenuta al pagamento all’INPS del cd. "contributo di solidarietà", calcolato applicando la percentuale del 10% sull’importo della quota fissa destinato a finanziare le prestazioni. Partendo dalla quota fissa pagata mensilmente per ogni lavoratore, con riferimento alle due suddette casistiche.

Regolarità contributiva

Per l’accesso alle prestazioni del Fondo Sostegno al Reddito e agli altri servizi previsti dalla contrattazione in materia di bilateralità, a beneficio delle aziende e dei lavoratori, è richiesta all’azienda la regolarità delle quote versate da gennaio 2016.
Eventuali subentri di imprese per effetto di trasformazioni, cessioni, donazioni possono produrre un trasferimento della posizione contributiva dall’impresa cedente a condizione che quest’ultima non svolga più attività.
Anche per l’accesso alle prestazioni del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Assegno ordinario e Assegno di solidarietà), per riduzioni/sospensioni dell’attività lavorativa, nei casi previsti dal Regolamento di FSBA, è richiesta all’azienda la regolarità da gennaio 2016, con le eccezioni previste dallo stesso Regolamento nel caso di trasferimento o trasformazione societaria, imprese neo costituite o nel caso di mutamento della natura giuridica dell’impresa.