Diritto alla NASpI al termine della fruizione della mobilità e dei trattamenti speciali per l’edilizia

L’Inps chiarisce la spettanza della NASpI per quei lavoratori che ne facciano istanza entro i sessantotto giorni successivi dal termine dell’ultimo rapporto di lavoro a tempo determinato intrattenuto, ancorché la scadenza di una precedente prestazione di mobilità o di un trattamento speciale edile intervenga all’interno del medesimo arco temporale.

Come noto, la domanda per la fruizione della NASpI può essere inoltrata entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.Esistono tuttavia casi particolari per cui vi è una decorrenza del termine diversa da quella ordinaria, ovvero:
– dal 30° giorno successivo alla data di cessazione del rapporto, nell’ipotesi di licenziamento per giusta causa;
– dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
– dalla data di definizione della vertenza sindacale o di notifica della sentenza giudiziaria di merito, essendo invece ininfluenti eventuali ordinanze in esito ad azioni cautelari intentate dal lavoratore;
– nel caso di evento di maternità indennizzabile insorto entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e successivamente riprende a decorrere per la parte residua;
– nel caso di evento di malattia comune indennizzabile da parte dell’Inps o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’Inail, insorto entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il termine di presentazione rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere, al termine del evento medesimo, per la parte residua;
– nel caso di periodo di maternità, di malattia comune o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzato, insorto durante il rapporto di lavoro successivamente cessato, il termine decorre dalla data di cessazione del predetto periodo.
Orbene, è stata posta la questione del mancato accoglimento di domande di NASpI presentate nei sessantotto giorni dall’ultima rioccupazione a tempo determinato, termine entro il quale intervenga la decadenza dell’indennità di mobilità ordinaria o dei trattamenti di disoccupazione speciale per l’edilizia. Di qui, interessato il competente Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si è chiarito che nulla osta a che i lavoratori che maturino le condizioni fissate dalla legge per richiedere l’indennità NASpI possano accedere a tale ultima prestazione qualora ne facciano istanza entro i sessantotto giorni successivi dal termine dell’ultimo rapporto di lavoro a tempo determinato intrattenuto, ancorchè la scadenza della prestazione di mobilità o del trattamento speciale edile intervenga all’interno del medesimo arco temporale, intendendosi per scadenza il termine della prestazione per intero godimento della prestazione stessa.

L’Inps chiarisce la spettanza della NASpI per quei lavoratori che ne facciano istanza entro i sessantotto giorni successivi dal termine dell’ultimo rapporto di lavoro a tempo determinato intrattenuto, ancorché la scadenza di una precedente prestazione di mobilità o di un trattamento speciale edile intervenga all’interno del medesimo arco temporale.

Come noto, la domanda per la fruizione della NASpI può essere inoltrata entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.Esistono tuttavia casi particolari per cui vi è una decorrenza del termine diversa da quella ordinaria, ovvero:
- dal 30° giorno successivo alla data di cessazione del rapporto, nell’ipotesi di licenziamento per giusta causa;
- dalla data di fine del periodo corrispondente all'indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
- dalla data di definizione della vertenza sindacale o di notifica della sentenza giudiziaria di merito, essendo invece ininfluenti eventuali ordinanze in esito ad azioni cautelari intentate dal lavoratore;
- nel caso di evento di maternità indennizzabile insorto entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e successivamente riprende a decorrere per la parte residua;
- nel caso di evento di malattia comune indennizzabile da parte dell’Inps o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’Inail, insorto entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il termine di presentazione rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere, al termine del evento medesimo, per la parte residua;
- nel caso di periodo di maternità, di malattia comune o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzato, insorto durante il rapporto di lavoro successivamente cessato, il termine decorre dalla data di cessazione del predetto periodo.
Orbene, è stata posta la questione del mancato accoglimento di domande di NASpI presentate nei sessantotto giorni dall’ultima rioccupazione a tempo determinato, termine entro il quale intervenga la decadenza dell’indennità di mobilità ordinaria o dei trattamenti di disoccupazione speciale per l’edilizia. Di qui, interessato il competente Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si è chiarito che nulla osta a che i lavoratori che maturino le condizioni fissate dalla legge per richiedere l’indennità NASpI possano accedere a tale ultima prestazione qualora ne facciano istanza entro i sessantotto giorni successivi dal termine dell’ultimo rapporto di lavoro a tempo determinato intrattenuto, ancorchè la scadenza della prestazione di mobilità o del trattamento speciale edile intervenga all’interno del medesimo arco temporale, intendendosi per scadenza il termine della prestazione per intero godimento della prestazione stessa.

CCNL Decorazione piastrelle in 3° fuoco: entro il 20 agosto versamento a San.Arti

 

San.Arti comunica che entro il 20 agosto deve essere effettuato il versamento per i lavoratori delle imprese di decorazione piastrelle in terzo fuoco

Come previsto dall’accordo 7/11/2017 anche per il settore della “Decorazione piastrelle in terzo fuoco”, parte l’assistenza sanitaria integrativa.
Pertanto a decorrere dal 1° luglio 2018 è dovuta la contribuzione al Fondo per i lavoratori a tempo indeterminato a cui trova applicazione il presente contratto, ivi compresi gli apprendisti, e per i lavoratori a tempo determinato con contratto di durata superiore o pari a 12 mesi. Il versamento non è dovuto nei casi di contratti a termini instaurati per durate inferiori e successivamente prorogati o rinnovati fino a superare la soglia dei 12 mesi. Il contributo, a carico azienda, è pari a 10,42 euro mensili per 12 mensilità. Il versamento relativo alla competenza di luglio 2018 è da effettuare entro il 20 agosto 2018.

Si ricorda che tra i beneficiari delle prestazioni sanitarie del Fondo ci sono anche i familiari dei lavoratori delle aziende artigiane, ai titolari d’imprese artigiane, ai soci/collaboratori dell’imprenditore artigiano e loro familiari, ai titolari/soci/collaboratori di pmi non artigiane che applicano uno dei Ccnl artigiani di cui all’art. 2 del regolamento e ai loro familiari. Di conseguenza è possibile l’iscrizione volontaria dei familiari dei lavoratori dipendenti, dei titolari/soci/collaboratori e loro familiari delle piccole e medie imprese industriale fino a 249 dipendenti del settore decorazione piastrelle in terzo fuoco.
Si ricorda, infine, che le prestazioni erogate da San.Arti. costituiscono un diritto soggettivo di matrice contrattuale dei lavoratori e la mancata iscrizione e il mancato versamento al Fondo determinano l’obbligo per il datore di lavoro di erogare un importo forfettario che dovrà essere chiaramente indicato in busta paga sotto la voce “elemento aggiuntivo della retribuzione” (E.A.R.) pari a 25,00 euro lordi mensili per 13 mensilità, cosi come previsto dall’art. 14 del contratto in oggetto.
Inoltre l’azienda che omette il versamento della contribuzione a San.Arti. è obbligata a garantire ai lavoratori non iscritti le medesime (in qualità e quantità) prestazioni sanitarie erogate dal Fondo Nazionale, fatto salvo il risarcimento del maggior danno subito.

 

San.Arti comunica che entro il 20 agosto deve essere effettuato il versamento per i lavoratori delle imprese di decorazione piastrelle in terzo fuoco

Come previsto dall’accordo 7/11/2017 anche per il settore della "Decorazione piastrelle in terzo fuoco", parte l’assistenza sanitaria integrativa.
Pertanto a decorrere dal 1° luglio 2018 è dovuta la contribuzione al Fondo per i lavoratori a tempo indeterminato a cui trova applicazione il presente contratto, ivi compresi gli apprendisti, e per i lavoratori a tempo determinato con contratto di durata superiore o pari a 12 mesi. Il versamento non è dovuto nei casi di contratti a termini instaurati per durate inferiori e successivamente prorogati o rinnovati fino a superare la soglia dei 12 mesi. Il contributo, a carico azienda, è pari a 10,42 euro mensili per 12 mensilità. Il versamento relativo alla competenza di luglio 2018 è da effettuare entro il 20 agosto 2018.

Si ricorda che tra i beneficiari delle prestazioni sanitarie del Fondo ci sono anche i familiari dei lavoratori delle aziende artigiane, ai titolari d’imprese artigiane, ai soci/collaboratori dell’imprenditore artigiano e loro familiari, ai titolari/soci/collaboratori di pmi non artigiane che applicano uno dei Ccnl artigiani di cui all’art. 2 del regolamento e ai loro familiari. Di conseguenza è possibile l’iscrizione volontaria dei familiari dei lavoratori dipendenti, dei titolari/soci/collaboratori e loro familiari delle piccole e medie imprese industriale fino a 249 dipendenti del settore decorazione piastrelle in terzo fuoco.
Si ricorda, infine, che le prestazioni erogate da San.Arti. costituiscono un diritto soggettivo di matrice contrattuale dei lavoratori e la mancata iscrizione e il mancato versamento al Fondo determinano l’obbligo per il datore di lavoro di erogare un importo forfettario che dovrà essere chiaramente indicato in busta paga sotto la voce "elemento aggiuntivo della retribuzione" (E.A.R.) pari a 25,00 euro lordi mensili per 13 mensilità, cosi come previsto dall’art. 14 del contratto in oggetto.
Inoltre l’azienda che omette il versamento della contribuzione a San.Arti. è obbligata a garantire ai lavoratori non iscritti le medesime (in qualità e quantità) prestazioni sanitarie erogate dal Fondo Nazionale, fatto salvo il risarcimento del maggior danno subito.

Aspetti normativi del rinnovo del CCNL Noleggio ANAV

Seguono alcuni aspetti normativi del rinnovo del CCNL per i dipendenti da imprese esercenti il noleggio autobus con conducente e le relative attività correlate ANAV.

Contratto a termine

L’assunzione con contratto a tempo determinato avviene ai sensi delle vigenti disposizioni di legge. Un eventuale ulteriore successivo contratto a termine che ecceda detto limite complessivo può essere stipulato per una sola volta tra le stesse parti presso la DTL secondo le modalità previste dalla citata legislazione e per una durata non superiore ai 12 mesi.
Le aziende, ove vi sia la necessità di procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato nello stesso profilo professionale già attribuito, daranno la precedenza ai lavoratori assunti a termine nella stessa unità produttiva, per un periodo, anche frazionato, superiore a 12 mesi e il cui contratto sia scaduto da non più di 9 mesi e che ne abbiano fatto richiesta scritta entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto. Nel caso di concomitanza tra più aspiranti sarà data priorità ai lavoratori che abbiano cumulato il maggior periodo di lavoro a termine nelle stesse mansioni. Il diritto di precedenza di cui sopra non è esercitabile dai lavoratori a tempo determinato che abbiano concluso il rapporto di lavoro per licenziamento o dimissioni.
I lavoratori stagionali hanno diritto per ogni 27 mesi di servizio effettivamente prestato, che comunque non è utile ai fini dell’anzianità, ad una indennità – denominata “indennità di ripresa” nei seguenti valori a seconda del livello di appartenenza:

Livello

Importo €

Q1, Q2 e A1 33,10
A2 32,19
B1 30,36
B2 29,57
B3 29,39
C1 29,23
C2 27,17
C3 26,61
C4 25,35

 

La suddetta “indennità di ripresa” decorre dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quelli in cui si compie il 27° mese di servizio.
Tale indennità si intende comprensiva dell’incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge e non è utile ai fini del trattamento di fine rapporto. La stessa non verrà più erogata nel momento in cui il contratto di lavoro del lavoratore stagionale viene trasformato a tempo indeterminato full-time.
II conteggio dei 27 mesi di servizio effettivamente prestato utili al riconoscimento “dell’indennità di ripresa”, avverrà per tutti i contratti stipulati dopo la sottoscrizione del presente accordo.
La fase di avvio è individuata nella durata di 10 mesi, prolungabile a 18 mesi a seguito di negoziazione a livello aziendale.

Lavoro a tempo parziale

Per i lavoratori assunti a tempo parziale:
– per il tempo parziale verticale la prestazione non potrà essere, di norma, inferiore al 50% della prestazione media ordinaria settimanale, mensile o annuale;
– per il tempo parziale orizzontale la prestazione settimanale, suddivisa su 5 o 6 giorni lavorativi, non potrà essere inferiore al 50% dell’orario normale settimanale come definito ai punti precedenti.
Nel tempo parziale è consentita la prestazione di lavoro supplementare, il numero massimo di ore di lavoro supplementare effettuabili in ragione d’anno è pari al 20% della durata dell’orario di lavoro a tempo parziale riferito ad un anno e comunque non inferiore a 100 ore e sono retribuite con le maggiorazioni previste per il lavoro straordinario.
Le ore supplementari saranno compensate con la maggiorazione del 10% della retribuzione oraria individuale.
Su accordo scritto tra azienda e lavoratore, il quale potrà farsi assistere da un componente RSU, o RSA ove esistenti, o di struttura territoriale di una delle Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente CCNL, potrà essere concordato lo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale secondo modalità elastiche, che consentano la variazione della collocazione della prestazione lavorativa ovvero la variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa. Le variazioni in aumento della prestazione lavorativa non possono eccedere il 20% della prestazione concordata su base annua ed è compensata con una maggiorazione del 5%, calcolata sulla base della quota oraria della retribuzione globale.

Contratto di apprendistato professionalizzante

La durata del contratto di apprendistato professionalizzante è compresa tra un minimo di sei mesi ed un massimo di 36 mesi.
La durata del periodo di prova è pari a 6 settimane di prestazione effettiva.
Per quanto concerne la eventuale retribuzione aziendale la stessa sarà erogata con le seguenti modalità:
– dal 19° al 24° mese: 20%
– dal 25° al 30° mese: 30%
– dal 31° al 36° mese: 50%
In caso di malattia e di infortunio non sul lavoro l’apprendista ha diritto ad un trattamento assistenziale a carico del datore di lavoro pari al 50% della retribuzione individuale per i primi 3 giorni e al 100% della retribuzione individuale dal 4° giorno al 180° giorno. Il periodo di comporto è pari a 180 giorni nell’anno solare per i contratti di apprendistato di durata pari a 36 mesi e sarà proporzionalmente ridotto nel caso in cui il contratto abbia una durata minore.
L’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 60 per cento degli apprendisti dipendenti dalla medesima azienda, con arrotondamento all’unità superiore di eventuali frazioni decimali qualora il decimale sia uguale o superiore a 0,5. Per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore alle 50 unità, la percentuale di conferma degli apprendisti assunti nei trentasei mesi precedenti è pari al 20%.

Fondo nazionale di previdenza complementare

I lavoratori dipendenti da imprese rientranti nel campo di applicazione del presente CCNL potranno aderire al Fondo Priamo, istituito nel comparto degli autoferrotranvieri, nel rispetto della normativa vigente per tale Fondo.
La contribuzione è dovuta nelle seguenti misure percentuali:
– a carico dell’azienda 1%
– a carico del lavoratore 1%.
E’ altresì dovuta al fondo una quota mensile deiraccantonamento del TFR pari al 2% delle voci della retribuzione cosi come individuate al terzo capoverso del presente punto.
Per i lavoratori di primo impiego, successivo al 28/4/1993, è dovuta al Fondo, l’integrale destinazione del T.F.R..
La normativa di cui al presente articolo non trova applicazione per i quadri già iscritti ad altri fondi complementari.
Con decorrenza dall’1/8/2018 le Parti convengono di destinare un contributo mensile a carico dell’azienda, di Euro 6,80, al netto del contributo di solidarietà, per 12 mensilità annue, per ogni lavoratore a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti
Per tutti i lavoratori non iscritti al Fondo Priamo alla data del 30/6/2018, il versamento della somma comporta l’adesione contrattuale al Fondo medesimo senza ulteriori obblighi contributivi a loro carico o a carico delle aziende.

Per i lavoratori già iscritti al Fondo Priamo alla data dell’1/7/2018, e per quelli che aderiranno (sia in forma esplicita che tacita) dopo tale data, la somma è aggiuntiva rispetto ai contributi paritetici già versati dai lavoratori e dalle aziende e verrà destinata al Comparto del Fondo al quale il lavoratore aveva deciso di conferire i contributi paritetici previsti dal CCNL vigente.

Assistenza Sanitaria Integrativa

In considerazione della necessità di realizzare comunque la necessaria “massa critica”, le parti valuteranno positivamente l’adesione all’analogo Fondo Sanitario in fase di perfezionamento per il settore degli Autoferrotranvieri, e in quest’ottica verseranno a far data dall’1/1/2019 il contributo annuo pari a un costo aziendale di 10 euro.

Seguono alcuni aspetti normativi del rinnovo del CCNL per i dipendenti da imprese esercenti il noleggio autobus con conducente e le relative attività correlate ANAV.

Contratto a termine

L’assunzione con contratto a tempo determinato avviene ai sensi delle vigenti disposizioni di legge. Un eventuale ulteriore successivo contratto a termine che ecceda detto limite complessivo può essere stipulato per una sola volta tra le stesse parti presso la DTL secondo le modalità previste dalla citata legislazione e per una durata non superiore ai 12 mesi.
Le aziende, ove vi sia la necessità di procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato nello stesso profilo professionale già attribuito, daranno la precedenza ai lavoratori assunti a termine nella stessa unità produttiva, per un periodo, anche frazionato, superiore a 12 mesi e il cui contratto sia scaduto da non più di 9 mesi e che ne abbiano fatto richiesta scritta entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto. Nel caso di concomitanza tra più aspiranti sarà data priorità ai lavoratori che abbiano cumulato il maggior periodo di lavoro a termine nelle stesse mansioni. Il diritto di precedenza di cui sopra non è esercitabile dai lavoratori a tempo determinato che abbiano concluso il rapporto di lavoro per licenziamento o dimissioni.
I lavoratori stagionali hanno diritto per ogni 27 mesi di servizio effettivamente prestato, che comunque non è utile ai fini dell'anzianità, ad una indennità - denominata "indennità di ripresa" nei seguenti valori a seconda del livello di appartenenza:

Livello

Importo €

Q1, Q2 e A1 33,10
A2 32,19
B1 30,36
B2 29,57
B3 29,39
C1 29,23
C2 27,17
C3 26,61
C4 25,35

 

La suddetta "indennità di ripresa" decorre dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quelli in cui si compie il 27° mese di servizio.
Tale indennità si intende comprensiva dell'incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge e non è utile ai fini del trattamento di fine rapporto. La stessa non verrà più erogata nel momento in cui il contratto di lavoro del lavoratore stagionale viene trasformato a tempo indeterminato full-time.
II conteggio dei 27 mesi di servizio effettivamente prestato utili al riconoscimento "dell'indennità di ripresa", avverrà per tutti i contratti stipulati dopo la sottoscrizione del presente accordo.
La fase di avvio è individuata nella durata di 10 mesi, prolungabile a 18 mesi a seguito di negoziazione a livello aziendale.

Lavoro a tempo parziale

Per i lavoratori assunti a tempo parziale:
- per il tempo parziale verticale la prestazione non potrà essere, di norma, inferiore al 50% della prestazione media ordinaria settimanale, mensile o annuale;
- per il tempo parziale orizzontale la prestazione settimanale, suddivisa su 5 o 6 giorni lavorativi, non potrà essere inferiore al 50% dell'orario normale settimanale come definito ai punti precedenti.
Nel tempo parziale è consentita la prestazione di lavoro supplementare, il numero massimo di ore di lavoro supplementare effettuabili in ragione d’anno è pari al 20% della durata dell'orario di lavoro a tempo parziale riferito ad un anno e comunque non inferiore a 100 ore e sono retribuite con le maggiorazioni previste per il lavoro straordinario.
Le ore supplementari saranno compensate con la maggiorazione del 10% della retribuzione oraria individuale.
Su accordo scritto tra azienda e lavoratore, il quale potrà farsi assistere da un componente RSU, o RSA ove esistenti, o di struttura territoriale di una delle Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente CCNL, potrà essere concordato lo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale secondo modalità elastiche, che consentano la variazione della collocazione della prestazione lavorativa ovvero la variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa. Le variazioni in aumento della prestazione lavorativa non possono eccedere il 20% della prestazione concordata su base annua ed è compensata con una maggiorazione del 5%, calcolata sulla base della quota oraria della retribuzione globale.

Contratto di apprendistato professionalizzante

La durata del contratto di apprendistato professionalizzante è compresa tra un minimo di sei mesi ed un massimo di 36 mesi.
La durata del periodo di prova è pari a 6 settimane di prestazione effettiva.
Per quanto concerne la eventuale retribuzione aziendale la stessa sarà erogata con le seguenti modalità:
- dal 19° al 24° mese: 20%
- dal 25° al 30° mese: 30%
- dal 31° al 36° mese: 50%
In caso di malattia e di infortunio non sul lavoro l'apprendista ha diritto ad un trattamento assistenziale a carico del datore di lavoro pari al 50% della retribuzione individuale per i primi 3 giorni e al 100% della retribuzione individuale dal 4° giorno al 180° giorno. Il periodo di comporto è pari a 180 giorni nell’anno solare per i contratti di apprendistato di durata pari a 36 mesi e sarà proporzionalmente ridotto nel caso in cui il contratto abbia una durata minore.
L’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 60 per cento degli apprendisti dipendenti dalla medesima azienda, con arrotondamento all’unità superiore di eventuali frazioni decimali qualora il decimale sia uguale o superiore a 0,5. Per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore alle 50 unità, la percentuale di conferma degli apprendisti assunti nei trentasei mesi precedenti è pari al 20%.

Fondo nazionale di previdenza complementare

I lavoratori dipendenti da imprese rientranti nel campo di applicazione del presente CCNL potranno aderire al Fondo Priamo, istituito nel comparto degli autoferrotranvieri, nel rispetto della normativa vigente per tale Fondo.
La contribuzione è dovuta nelle seguenti misure percentuali:
- a carico dell’azienda 1%
- a carico del lavoratore 1%.
E’ altresì dovuta al fondo una quota mensile deiraccantonamento del TFR pari al 2% delle voci della retribuzione cosi come individuate al terzo capoverso del presente punto.
Per i lavoratori di primo impiego, successivo al 28/4/1993, è dovuta al Fondo, l’integrale destinazione del T.F.R..
La normativa di cui al presente articolo non trova applicazione per i quadri già iscritti ad altri fondi complementari.
Con decorrenza dall'1/8/2018 le Parti convengono di destinare un contributo mensile a carico dell'azienda, di Euro 6,80, al netto del contributo di solidarietà, per 12 mensilità annue, per ogni lavoratore a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti
Per tutti i lavoratori non iscritti al Fondo Priamo alla data del 30/6/2018, il versamento della somma comporta l'adesione contrattuale al Fondo medesimo senza ulteriori obblighi contributivi a loro carico o a carico delle aziende.

Per i lavoratori già iscritti al Fondo Priamo alla data dell’1/7/2018, e per quelli che aderiranno (sia in forma esplicita che tacita) dopo tale data, la somma è aggiuntiva rispetto ai contributi paritetici già versati dai lavoratori e dalle aziende e verrà destinata al Comparto del Fondo al quale il lavoratore aveva deciso di conferire i contributi paritetici previsti dal CCNL vigente.

Assistenza Sanitaria Integrativa

In considerazione della necessità di realizzare comunque la necessaria "massa critica", le parti valuteranno positivamente l’adesione all'analogo Fondo Sanitario in fase di perfezionamento per il settore degli Autoferrotranvieri, e in quest'ottica verseranno a far data dall’1/1/2019 il contributo annuo pari a un costo aziendale di 10 euro.

Adeguamenti degli Statuti, Regolamenti e Note informative: i chiarimenti Covip

Sulla base della documentazione pervenuta, risulta che non tutte le forme pensionistiche complementari hanno provveduto ad adeguare l’ordinamento interno e la documentazione informativa utilizzata alle novità introdotte con la Legge di bilancio 2018.

Nel dettaglio, dall’esame di un campione significativo delle comunicazioni fin qui pervenute sono emerse alcune criticità:
– in diversi casi i fondi pensione, pur avendo provveduto all’adeguamento del testo di statuto/regolamento, non hanno riportato nella Nota informativa le informazioni relative alla rendita integrativa temporanea anticipata;

– in alcuni casi è stata riscontrata la mancata indicazione, nell’ambito della Nota informativa, del comparto più prudente individuato dal Fondo destinato ad accogliere, salvo diversa volontà dell’iscritto, la porzione di montante di cui si chiede il frazionamento;
– con riferimento alle spese previste per l’erogazione della RITA, sono stati riscontrati casi in cui i costi sono stati espressi in percentuale dell’importo erogato per ciascuna rata di rendita anziché in cifra fissa. Detta modalità di definizione delle spese non è ritenuta ammissibile;
– in alcuni casi è stata prevista una periodicità di erogazione della RITA annuale e/o semestrale. Al riguardo si ricorda che l’erogazione della RITA deve avere una periodicità non superiore ai tre mesi.

Ciò premesso, la Covip – circolare n. 4216/2018 – richiama l’attenzione delle forme pensionistiche che avessero già provveduto all’adeguamento alle novità introdotte, sull’esigenza di effettuare una nuova verifica degli adempimenti operati alla luce di quanto sopra illustrato. Laddove vengano riscontrate situazioni analoghe a quelle sopra rappresentate, si chiede di correggere con tempestività le eventuali anomalie, provvedendo a trasmettere i documenti modificati in via telematica.
Nei casi di mancato o non corretto adeguamento, si richiamano i fondi interessati ad individuare le ragioni che hanno determinato inefficienze nei processi operativi interni volti ad assicurare la rispondenza della documentazione utilizzata alle previsioni normative vigenti e alle indicazioni fornite dalla COVIP. L’esito della verifica e gli eventuali interventi posti in essere andranno comunicati alla Commissione entro e non oltre 90 giorni dal ricevimento della presente.

Sulla base della documentazione pervenuta, risulta che non tutte le forme pensionistiche complementari hanno provveduto ad adeguare l’ordinamento interno e la documentazione informativa utilizzata alle novità introdotte con la Legge di bilancio 2018.

Nel dettaglio, dall’esame di un campione significativo delle comunicazioni fin qui pervenute sono emerse alcune criticità:
- in diversi casi i fondi pensione, pur avendo provveduto all’adeguamento del testo di statuto/regolamento, non hanno riportato nella Nota informativa le informazioni relative alla rendita integrativa temporanea anticipata;

- in alcuni casi è stata riscontrata la mancata indicazione, nell’ambito della Nota informativa, del comparto più prudente individuato dal Fondo destinato ad accogliere, salvo diversa volontà dell’iscritto, la porzione di montante di cui si chiede il frazionamento;
- con riferimento alle spese previste per l’erogazione della RITA, sono stati riscontrati casi in cui i costi sono stati espressi in percentuale dell’importo erogato per ciascuna rata di rendita anziché in cifra fissa. Detta modalità di definizione delle spese non è ritenuta ammissibile;
- in alcuni casi è stata prevista una periodicità di erogazione della RITA annuale e/o semestrale. Al riguardo si ricorda che l’erogazione della RITA deve avere una periodicità non superiore ai tre mesi.

Ciò premesso, la Covip - circolare n. 4216/2018 - richiama l’attenzione delle forme pensionistiche che avessero già provveduto all’adeguamento alle novità introdotte, sull’esigenza di effettuare una nuova verifica degli adempimenti operati alla luce di quanto sopra illustrato. Laddove vengano riscontrate situazioni analoghe a quelle sopra rappresentate, si chiede di correggere con tempestività le eventuali anomalie, provvedendo a trasmettere i documenti modificati in via telematica.
Nei casi di mancato o non corretto adeguamento, si richiamano i fondi interessati ad individuare le ragioni che hanno determinato inefficienze nei processi operativi interni volti ad assicurare la rispondenza della documentazione utilizzata alle previsioni normative vigenti e alle indicazioni fornite dalla COVIP. L’esito della verifica e gli eventuali interventi posti in essere andranno comunicati alla Commissione entro e non oltre 90 giorni dal ricevimento della presente.

Il socio accomandante paga le sanzioni per infedele dichiarzione della società

Con la recente sentenza n. 20099 del 30 luglio 2018, la Corte di Cassazione ha affermato l’importante principio per cui deve ritenersi legittima l’irrogazione della sanzione al socio accomandante per l’infedele dichiarazione dei redditi della società

FATTO

A seguito di accertamento di maggior reddito nei confronti della società in accomandita semplice (S.a.s.), l’Agenzia delle Entrate ha notificato avviso di accertamento al contribuente in qualità di socio accomandante, per l’imputazione del maggior reddito in proporzione alla quota di partecipazione e le sanzioni per l’infedele dichiarazione della società.
Su ricorso del contribuente i giudici tributari hanno confermato il recupero delle maggiori imposte, dichiarando però l’illegittima irrogazione al socio delle sanzioni amministrative per l’infedele dichiarazione della società, in considerazione della sua estraneità alla gestione sociale e, quindi, l’insussistenza dei requisiti soggettivi (dolo o colpa) dell’illecito.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Su ricorso dell’Agenzia delle Entrate che ha eccepito la configurabilità della colpa anche in capo al socio accomandante a cui è attribuito il controllo della gestione sociale, i giudici della Suprema Corte hanno riformato la decisione dichiarando legittima l’imputazione delle sanzioni amministrative per l’infedele dichiarazione della società.
In particolare, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo il quale il maggior reddito risultante dalla rettifica operata nei confronti di una società di persone, ed imputato per trasparenza al socio ai fini dell’IRPEF, in proporzione della relativa quota di partecipazione, comporta anche l’applicazione allo stesso socio della sanzione per infedele dichiarazione.
Ciò in quanto l’irrogazione di tale sanzione non si fonda solo sull’elemento della volontarietà, ma anche su quello della colpevolezza.
Nel caso di soci non amministratori (quali i soci accomandanti di società in accomandita semplice) la colpa consiste nell’omesso o insufficiente esercizio del potere di controllo sullo svolgimento degli affari sociali e di consultazione dei documenti contabili nonché del diritto ad ottenere il rendiconto dell’attività sociale, mentre per i soci amministratori nell’omesso o insufficiente esercizio dei poteri di gestione, direzione e controllo dell’attività sociale.
In conclusione deve ritenersi legittima l’irrogazione della sanzione al socio accomandante per l’infedele dichiarazione dei redditi della società.

Con la recente sentenza n. 20099 del 30 luglio 2018, la Corte di Cassazione ha affermato l’importante principio per cui deve ritenersi legittima l’irrogazione della sanzione al socio accomandante per l’infedele dichiarazione dei redditi della società

FATTO

A seguito di accertamento di maggior reddito nei confronti della società in accomandita semplice (S.a.s.), l’Agenzia delle Entrate ha notificato avviso di accertamento al contribuente in qualità di socio accomandante, per l’imputazione del maggior reddito in proporzione alla quota di partecipazione e le sanzioni per l’infedele dichiarazione della società.
Su ricorso del contribuente i giudici tributari hanno confermato il recupero delle maggiori imposte, dichiarando però l’illegittima irrogazione al socio delle sanzioni amministrative per l’infedele dichiarazione della società, in considerazione della sua estraneità alla gestione sociale e, quindi, l’insussistenza dei requisiti soggettivi (dolo o colpa) dell’illecito.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Su ricorso dell’Agenzia delle Entrate che ha eccepito la configurabilità della colpa anche in capo al socio accomandante a cui è attribuito il controllo della gestione sociale, i giudici della Suprema Corte hanno riformato la decisione dichiarando legittima l’imputazione delle sanzioni amministrative per l’infedele dichiarazione della società.
In particolare, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo il quale il maggior reddito risultante dalla rettifica operata nei confronti di una società di persone, ed imputato per trasparenza al socio ai fini dell'IRPEF, in proporzione della relativa quota di partecipazione, comporta anche l’applicazione allo stesso socio della sanzione per infedele dichiarazione.
Ciò in quanto l’irrogazione di tale sanzione non si fonda solo sull'elemento della volontarietà, ma anche su quello della colpevolezza.
Nel caso di soci non amministratori (quali i soci accomandanti di società in accomandita semplice) la colpa consiste nell'omesso o insufficiente esercizio del potere di controllo sullo svolgimento degli affari sociali e di consultazione dei documenti contabili nonché del diritto ad ottenere il rendiconto dell'attività sociale, mentre per i soci amministratori nell'omesso o insufficiente esercizio dei poteri di gestione, direzione e controllo dell'attività sociale.
In conclusione deve ritenersi legittima l’irrogazione della sanzione al socio accomandante per l’infedele dichiarazione dei redditi della società.

Certificato di malattia e reperibilità: le risposte dell’Inps

L’Inps risponde alle domande più frequenti dei lavoratori quando, causa malattia, sono impossibilitati a recarsi a lavoro.

Dopo aver contattato il proprio medico curante – il quale deve redigere e trasmettere il certificato in via telematica all’Inps – il lavoratore deve prendere nota del numero di protocollo del certificato stesso e controllare l’esattezza dei dati anagrafici e dell’indirizzo di reperibilità per la visita medica inseriti. Nel certificato il medico deve inserire (solo se ricorrono) l’indicazione dell’evento traumatico e la segnalazione delle agevolazioni per cui il lavoratore, privato o pubblico, sarà esonerato dall’obbligo del rispetto della reperibilità.
Nei giorni festivi e prefestivi il dipendente interessato deve rivolgersi al medico di Continuità assistenziale per il rilascio del certificato di malattia sia per eventi insorti nei suddetti giorni sia per giustificare la continuazione di un evento certificato sino al venerdì; nei casi di ricovero o accesso al Pronto soccorso, deve richiedere alla Struttura ospedaliera il rilascio della certificazione attestante il periodo di degenza e la eventuale successiva prognosi di malattia. Anche in tali casi, deve assicurarsi che l’eventuale trasmissione telematica sia stata regolarmente effettuata. Laddove la Struttura Ospedaliera sia impossibilitata al rilascio del certificato telematico e consegni un certificato cartaceo, il lavoratore deve accertarsi che siano presenti tutti i dati fondamentali – quali dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore, diagnosi in chiaro, data di dichiarato inizio malattia, data di rilascio del certificato, data di presunta fine malattia, se si tratta di inizio, continuazione o ricaduta, visita ambulatoriale o domiciliare, residenza o domicilio abituale e domicilio di reperibilità durante la malattia – e inviarlo all’Isituto di previdenza e al datore di lavoro.

I lavoratori privati sono tenuti a essere reperibili nelle fasce 10-12 e 17-19; quelli pubblici, invece, nelle fasce 9-13 e 15-18. Se il lavoratore risulta assente alla visita domiciliare viene invitato a recarsi, in una data specifica, presso gli ambulatori della struttura territoriale Inps di competenza, tenuto a presentare una giustificazione valida per l’assenza per non incorrere in eventuali azioni disciplinari da parte del datore.
L’Inps riconosce la prestazione di malattia ai lavoratori assicurati per la specifica tutela previdenziale, solo dal giorno di rilascio del certificato. Il medico per legge non può giustificare giorni di assenza precedenti alla visita. Solo se si tratta di certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l’Inps riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando espressamente indicato dal medico. Il datore potrebbe ritenerlo assente ingiustificato nei giorni non riconosciuti dall’Istituto. Nei casi di cicli di cura ricorrenti per patologie di natura specialistica comportanti incapacità al lavoro, i lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia possono produrre un’unica certificazione attestante la necessità di trattamenti ricorrenti e che qualifichi ciascun periodo come ricaduta del precedente. La certificazione di tali cicli deve essere inviata all’Inps e al proprio datore prima dell’inizio della terapia con l’indicazione dei giorni previsti per l’esecuzione ed è utile a considerare, ai fini dell’indennità previdenziale, i diversi giorni di malattia come un unico evento.

L’Inps risponde alle domande più frequenti dei lavoratori quando, causa malattia, sono impossibilitati a recarsi a lavoro.

Dopo aver contattato il proprio medico curante - il quale deve redigere e trasmettere il certificato in via telematica all’Inps - il lavoratore deve prendere nota del numero di protocollo del certificato stesso e controllare l’esattezza dei dati anagrafici e dell’indirizzo di reperibilità per la visita medica inseriti. Nel certificato il medico deve inserire (solo se ricorrono) l’indicazione dell’evento traumatico e la segnalazione delle agevolazioni per cui il lavoratore, privato o pubblico, sarà esonerato dall’obbligo del rispetto della reperibilità.
Nei giorni festivi e prefestivi il dipendente interessato deve rivolgersi al medico di Continuità assistenziale per il rilascio del certificato di malattia sia per eventi insorti nei suddetti giorni sia per giustificare la continuazione di un evento certificato sino al venerdì; nei casi di ricovero o accesso al Pronto soccorso, deve richiedere alla Struttura ospedaliera il rilascio della certificazione attestante il periodo di degenza e la eventuale successiva prognosi di malattia. Anche in tali casi, deve assicurarsi che l’eventuale trasmissione telematica sia stata regolarmente effettuata. Laddove la Struttura Ospedaliera sia impossibilitata al rilascio del certificato telematico e consegni un certificato cartaceo, il lavoratore deve accertarsi che siano presenti tutti i dati fondamentali - quali dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore, diagnosi in chiaro, data di dichiarato inizio malattia, data di rilascio del certificato, data di presunta fine malattia, se si tratta di inizio, continuazione o ricaduta, visita ambulatoriale o domiciliare, residenza o domicilio abituale e domicilio di reperibilità durante la malattia - e inviarlo all’Isituto di previdenza e al datore di lavoro.

I lavoratori privati sono tenuti a essere reperibili nelle fasce 10-12 e 17-19; quelli pubblici, invece, nelle fasce 9-13 e 15-18. Se il lavoratore risulta assente alla visita domiciliare viene invitato a recarsi, in una data specifica, presso gli ambulatori della struttura territoriale Inps di competenza, tenuto a presentare una giustificazione valida per l’assenza per non incorrere in eventuali azioni disciplinari da parte del datore.
L’Inps riconosce la prestazione di malattia ai lavoratori assicurati per la specifica tutela previdenziale, solo dal giorno di rilascio del certificato. Il medico per legge non può giustificare giorni di assenza precedenti alla visita. Solo se si tratta di certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l’Inps riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando espressamente indicato dal medico. Il datore potrebbe ritenerlo assente ingiustificato nei giorni non riconosciuti dall’Istituto. Nei casi di cicli di cura ricorrenti per patologie di natura specialistica comportanti incapacità al lavoro, i lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia possono produrre un'unica certificazione attestante la necessità di trattamenti ricorrenti e che qualifichi ciascun periodo come ricaduta del precedente. La certificazione di tali cicli deve essere inviata all’Inps e al proprio datore prima dell'inizio della terapia con l'indicazione dei giorni previsti per l'esecuzione ed è utile a considerare, ai fini dell’indennità previdenziale, i diversi giorni di malattia come un unico evento.

Agenzia delle Entrate: numeri telefonici gratuiti per il call center

Dal 1° agosto i recapiti telefonici di assistenza dell’Agenzia delle Entrate cambiano e diventano gratuiti. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Comunicato 30 luglio 2018)

Dal prossimo 1° agosto, per avere informazioni e assistenza, i contribuenti potranno rivolgersi senza costi ai seguenti numeri:
– 800.90.96.96 per informazioni su questioni fiscali generali, sui rimborsi, sulle cartelle e sulle comunicazioni di irregolarità e per prenotare un appuntamento;
– 800.89.41.41 per ricevere assistenza sugli avvisi di accertamento parziale (articolo 41-bis) notificati ai proprietari di immobili affittati, per i quali sono state rilevate incongruità rispetto ai redditi dichiarati, e per informazioni sulle restanti lavorazioni gestite dal Centro Operativo di Pescara.
Dal primo agosto, quindi, oltre alla numerazione, cambia anche il costo della chiamata. Per i nuovi numeri verdi il costo del traffico telefonico sarà interamente a carico dell’Agenzia, come conseguenza della legge annuale per il mercato e la concorrenza n. 124/2017.
I contribuenti non dovranno, quindi, sostenere alcun costo per ricevere assistenza fiscale.
La precedente numerazione, con tariffa urbana a tempo, resterà attiva fino alla fine dell’anno. Per favorire il passaggio alla nuova numerazione, infatti, fino al 31 dicembre 2018 saranno operativi sia i “numeri con addebito” che i nuovi “numeri verdi”. Qualora l’utente digiti i recapiti telefonici precedentemente in uso (848.800.444 e 848.448.833), un messaggio vocale indicherà al chiamante la nuova numerazione, specificando che potrà scegliere di richiamare usando il numero verde, senza sostenere quindi alcun costo telefonico, oppure di rimanere in linea. In quest’ultimo caso usufruirà del servizio di assistenza con addebito del costo della telefonata a tariffa urbana a tempo.
Per le questioni più comuni o di carattere generale è possibile consultare in qualsiasi momento il sito internet delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it

Dal 1° agosto i recapiti telefonici di assistenza dell’Agenzia delle Entrate cambiano e diventano gratuiti. (AGENZIA DELLE ENTRATE - Comunicato 30 luglio 2018)

Dal prossimo 1° agosto, per avere informazioni e assistenza, i contribuenti potranno rivolgersi senza costi ai seguenti numeri:
- 800.90.96.96 per informazioni su questioni fiscali generali, sui rimborsi, sulle cartelle e sulle comunicazioni di irregolarità e per prenotare un appuntamento;
- 800.89.41.41 per ricevere assistenza sugli avvisi di accertamento parziale (articolo 41-bis) notificati ai proprietari di immobili affittati, per i quali sono state rilevate incongruità rispetto ai redditi dichiarati, e per informazioni sulle restanti lavorazioni gestite dal Centro Operativo di Pescara.
Dal primo agosto, quindi, oltre alla numerazione, cambia anche il costo della chiamata. Per i nuovi numeri verdi il costo del traffico telefonico sarà interamente a carico dell’Agenzia, come conseguenza della legge annuale per il mercato e la concorrenza n. 124/2017.
I contribuenti non dovranno, quindi, sostenere alcun costo per ricevere assistenza fiscale.
La precedente numerazione, con tariffa urbana a tempo, resterà attiva fino alla fine dell’anno. Per favorire il passaggio alla nuova numerazione, infatti, fino al 31 dicembre 2018 saranno operativi sia i "numeri con addebito" che i nuovi "numeri verdi". Qualora l’utente digiti i recapiti telefonici precedentemente in uso (848.800.444 e 848.448.833), un messaggio vocale indicherà al chiamante la nuova numerazione, specificando che potrà scegliere di richiamare usando il numero verde, senza sostenere quindi alcun costo telefonico, oppure di rimanere in linea. In quest’ultimo caso usufruirà del servizio di assistenza con addebito del costo della telefonata a tariffa urbana a tempo.
Per le questioni più comuni o di carattere generale è possibile consultare in qualsiasi momento il sito internet delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it

Posticipate le domande di tax credit cinema

Prorogati al 10 agosto 2018, alle ore 12.00, i termini per la presentazione delle domande relative al credito di imposta inerenti i procedimenti in ambito produzione ed esercizio (Ministero dei beni culturali Comunicato del 27 luglio 2018).

Nello specifico, si tratta dei seguenti procedimenti:

– Ambito produzione:
   *Credito di imposta per la produzione di film – passaggio a nuovo regime
   *Credito di imposta per la produzione di opere TV – passaggio a nuovo regime
   *Credito di imposta per la produzione di opere WEB – passaggio a nuovo regime
   *Credito di imposta per la distribuzione nazionale – passaggio a nuovo regime
   *Credito di imposta per la produzione esecutiva di opere straniere – passaggio a nuovo regime
– Ambito esercizio:
   *Credito di imposta per la realizzazione, il ripristino e l’aumento degli schermi (interventi iniziati a partire dal 1 gennaio 2016)
   *Credito di imposta per l’adeguamento strutturale e tecnologico (interventi iniziati a partire dal 1 gennaio 2016).
Tutte le domande potranno essere in ogni caso inviate ANCHE IN PRESENZA DI ALERT (errori non bloccanti identificati con un triangolo e una scritta rossa).
Tutte le anomalie e gli errori segnalati dal sistema saranno valutati dalla DG Cinema in fase di istruttoria ai fini della determinazione dell’ammissibilità delle domande.
Per le domande dell’ambito produzione ancora da completare, all’interno della modulistica sarà possibile indicare l’aliquota attesa e descrivere in uno spazio apposito eventuali anomalie riscontrate nella compilazione automatica della domanda.

Il Ministero evidenzia che, a breve, sarà disponibile su DGCOL apposita domanda per la variazione del piano di utilizzo, che quindi potrà essere modificato secondo le disposizioni normative.

Prorogati al 10 agosto 2018, alle ore 12.00, i termini per la presentazione delle domande relative al credito di imposta inerenti i procedimenti in ambito produzione ed esercizio (Ministero dei beni culturali Comunicato del 27 luglio 2018).

Nello specifico, si tratta dei seguenti procedimenti:

- Ambito produzione:
   *Credito di imposta per la produzione di film – passaggio a nuovo regime
   *Credito di imposta per la produzione di opere TV – passaggio a nuovo regime
   *Credito di imposta per la produzione di opere WEB – passaggio a nuovo regime
   *Credito di imposta per la distribuzione nazionale – passaggio a nuovo regime
   *Credito di imposta per la produzione esecutiva di opere straniere – passaggio a nuovo regime
- Ambito esercizio:
   *Credito di imposta per la realizzazione, il ripristino e l’aumento degli schermi (interventi iniziati a partire dal 1 gennaio 2016)
   *Credito di imposta per l’adeguamento strutturale e tecnologico (interventi iniziati a partire dal 1 gennaio 2016).
Tutte le domande potranno essere in ogni caso inviate ANCHE IN PRESENZA DI ALERT (errori non bloccanti identificati con un triangolo e una scritta rossa).
Tutte le anomalie e gli errori segnalati dal sistema saranno valutati dalla DG Cinema in fase di istruttoria ai fini della determinazione dell’ammissibilità delle domande.
Per le domande dell’ambito produzione ancora da completare, all’interno della modulistica sarà possibile indicare l’aliquota attesa e descrivere in uno spazio apposito eventuali anomalie riscontrate nella compilazione automatica della domanda.

Il Ministero evidenzia che, a breve, sarà disponibile su DGCOL apposita domanda per la variazione del piano di utilizzo, che quindi potrà essere modificato secondo le disposizioni normative.

Aspetti economici del rinnovo CCNL Noleggio Anav

Siglato il 26/7/2018, tra l’ANAV e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI, l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti da imprese esercenti il noleggio autobus con conducente e le relative attività correlate, con riserva che sarà sciolta entro il 3/8/2018.

Il presente CCNL decorre dall’1/1/2018 e scade il 31/12/2020.

Il vigente valore della retribuzione tabellare, riferita al livello C2, da riparametrare secondo la parametrale vigente (100 – 200) è incrementato di € 102,00 così suddivisi e con le seguenti decorrenze:
– 40,00 euro con la retribuzione relativa al mese di agosto 2018;
– 31,00 euro con la retribuzione relativa al mese di luglio 2019;
– 31,00 con la retribuzione relativa al mese di settembre 2020.

Aumenti salariali

Livello

Parametro

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di agosto 2018

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di luglio 2019

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di settembre 2020

C4 100 29,85 23,13 23,13
C3 125 37,31 28,92 28,92
C2 134 46,00 31,00 31,00
C1 152 45,37 35,16 35,16
B3 155 46,27 35,86 35,86
B2 162 48,36 37,48 37,48
B1 170 50,75 39,33 39,33
A2 188 56,12 43,49 43,49
A1 200 59,70 46,27 46,27
Q2 200 59,70 46,27 46,27
Q1 200 59,70 46,27 46,27

Nuove retribuzioni tabellari

Livello

Parametro

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di agosto 2018

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di luglio 2019

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di settembre 2020

C4 100 682,82 705,96 729,09
C3 125 853,51 882,43 911,35
C2 134 914,97 945,97 976,97
C1 152 1.037,88 1.073,05 1.108,21
B3 155 1.058,37 1,094,23 1.130,09
B2 162 1.106,16 1.143,64 1.181,11
B1 170 1.160,79 1,200,11 1.239,44
A2 188 1.283,69 1.327,18 1.370,67
A1 200 1.365,63 1,411,90 1.458,17
Q2 200 1.365,63 1,411,90 1.458,17
Q1 200 1.365,63 1,411,90 1.458,17

Una tantum

A copertura del periodo pregresso dall’1/8/2009 e fino al 31/12/2017, al personale in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogato un importo forfettario di € 1.100,0 al livello C2, riparametrato secondo la scala parametrale vigente (100 – 200) e senza alcun effetto di trascinamento.
La predetta somma di 1.100,00 euro, da rapportarsi ai mesi di effettiva prestazione nel periodo dall’1/8/2009 al 31/12/2017, considerando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni, è corrisposta in tre tranches di pari importo di 366,67 euro, da erogarsi rispettivamente con le retribuzioni del mese di ottobre 2018, febbrario 2019 e maggio 2019.
A copertura del periodo dall’1/1/2018 al 31/7/2018, al personale in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogato un importo forfettario di 240,00 euro al livello C2, riparametrato secondo la scala parametrale vigente (100 – 200) e senza nessun effetto di trascinamento.
La somma di 240,00 euro, da rapportarsi ai mesi di effettiva prestazione nel periodo dall’1/1/2018 al 31/7/2018, considerando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni, è corrisposta con la retribuzione di agosto 2018.

Livello

Parametro

Importo totale una tantum

Da erogare con la retribuzione del mese di agosto 2018

Da erogare con la retribuzione del mese di ottobre 2018

Da erogare con la retribuzione del mese di febbraio 2019

Da erogare con la retribuzione del mese di maggio 2019

 

 

 

periodo (1/1/2018 31/7/2018)

periodo (1/8/2009 – 31/12/2017)

periodo (1/8/2009 – 31/12/2017)

periodo (1/8/2009 – 31/12/2017)

C4 100 1.000.00 179,10 273,63 273,63 273.63
C3 125 1.250,00 223,88 342,04 342,04 342.04
C2 134 1.340,00 240,00 366,67 366.67 366,67
C1 152 1.520,00 272,24 415,92 415,92 415,92
B3 155 1.550.00 277,61 424,13 424,13 424.13
B2 162 1.620.00 290,15 443,29 443,29 443,29
B1 170 1.700.00 304,48 465,18 465,18 465,18
A2 188 1,880,00 336,72 514,43 514,43 514,43
A1 200 2.000,00 358,21 547,27 547,27 547.27
Q2 200 2.000,00 358,21 547,27 547,27 547.27
Q1 200 2.000.00 358,21 547,27 547,27 547.27

Indennità varie

Indennità di maneggio denaro: Al personale impiegatizio, che normalmente ha maneggio di denaro con oneri per errore, sarà corrisposta mensilmente una indennità di euro 35 a far data dalla stipula del presente CCNL. Detta indennità è fissata in euro 40 a decorrere dall’1/1/2019.
La indennità compete anche nell’ipotesi che la continuità del maneggio sia interrotta dalle alternanze di turni.

Istituzione ticket restaurant (buono pasto): Le aziende, riconosceranno a tutti i dipendenti, per ogni giornata di effettiva prestazior restaurant (buono pasto) dell’ammontare giornaliero di € 5,29.
Nei casi in cui il personale venga comandato a prestare servizio fuori sede, il ticket restaurant non è dovuto.

Indennità lavoro domenicale: Per il lavoro prestato nelle domeniche con riposo compensativo in altro giorno della settimana, verrà corrisposta un’indennità di € 2,58 euro per ogni domenica lavorata, comprensiva dell’incidenza di tutti gli istituti contrattuali che non entra a far parte del trattamento di fine rapporto. Il valore di detta indennità è fissato in 4 euro a decorrere dall’1/1/2019.

Indennità di trasferta

Il personale comandato a prestare servizi in trasferta, oltre alla retribuzione globale giornaliera, ha diritto al seguente trattamento a decorrere dall’1/8/2018.
Il personale mobile, fatte salve le condizioni in atto più favorevoli in sede aziendale, avrà diritto a un normale trattamento di vitto e alloggio, a carico dell’azienda o del gruppo, o al rimborso a piè di lista delle relative spese nei seguenti limiti:
a) territorio nazionale per il pernottamento: euro 45,00; per ogni pasto: euro 20,00;
b) territorio estero per il pernottamento: euro 60,00; per ogni pasto: euro 25,00.
3. Qualora per il personale mobile il trattamento sia convenzionato alla pari con il trattamento di vitto e alloggio dei viaggiatori, purché questo sia normale, l’azienda corrisponderà una indennità di trasferta pari a:
territorio nazionale:
– 5,00 euro per assenze dalla sede da 8 a 12 ore. Detta indennità è fissata in 6 euro dall’1/1/2019;
– 6,00 euro per assenze dalla sede superiori a 12 ore e fino a 18 ore. Detta indennità è fissata in 7,5 euro dall’1/1/2019;
– 8,00 euro per assenze dalla sede superiori a 18 ore e fino a 24. Detta indennità è fissata in 10 euro dall’1/1/2019.
territorio estero:
– 6,00 euro per assenze dalla sede da 8 a 12 ore Detta indennità è fissata in 7 euro dall’1/1/2019;
– 7,50 euro per assenze dalla sede superiori a 12 ore e fino a 18 ore Detta indennità è fissata in 8,50 euro dall’1/1/2019;
– 9,00 euro per assenze dalla sede superiori a 18 ore e fino a 24. Detta indennità è fissata in 11 euro dall’1/1/2019.
Fatte salve le condizioni in atto più favorevoli in sede aziendale, agli impiegati in missione per esigenze di servizio l’azienda corrisponderà:
a) il rimborso delle spese ferroviarie di viaggio, corrispondenti a quelle di 2° classe in quanto effettivamente sostenute;
b) il rimborso a piè di lista delle spese di vitto e alloggio nei seguenti limiti:
– territorio nazionale per il pernottamento: euro 45,00; per ogni pasto: euro 20,00;
– territorio estero per il pernottamento: euro 60,00; per ogni pasto: euro 25,00.
c) il rimborso delle altre eventuali spese vive necessarie per l’espletamento della missione.

Indumenti di lavoro

le imprese che intendono fare indossare al personale una tenuta di propria prescrizione, sono obbligate a fornirla a loro spese ed il personale deve, durante il servizio, vestire la tenuta fornitagli.
Qualora le tenute non venissero fornite, ai dipendenti sarà corrisposta una indennità sostitutiva di vestiario di 0,36 euro per ogni giornata di effettiva presenza di lavoro. Detta indennità è fissata in 0,70 euro a decorrere dall’1/1/2019.

Siglato il 26/7/2018, tra l’ANAV e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI, l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti da imprese esercenti il noleggio autobus con conducente e le relative attività correlate, con riserva che sarà sciolta entro il 3/8/2018.

Il presente CCNL decorre dall’1/1/2018 e scade il 31/12/2020.

Il vigente valore della retribuzione tabellare, riferita al livello C2, da riparametrare secondo la parametrale vigente (100 - 200) è incrementato di € 102,00 così suddivisi e con le seguenti decorrenze:
- 40,00 euro con la retribuzione relativa al mese di agosto 2018;
- 31,00 euro con la retribuzione relativa al mese di luglio 2019;
- 31,00 con la retribuzione relativa al mese di settembre 2020.

Aumenti salariali

Livello

Parametro

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di agosto 2018

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di luglio 2019

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di settembre 2020

C4 100 29,85 23,13 23,13
C3 125 37,31 28,92 28,92
C2 134 46,00 31,00 31,00
C1 152 45,37 35,16 35,16
B3 155 46,27 35,86 35,86
B2 162 48,36 37,48 37,48
B1 170 50,75 39,33 39,33
A2 188 56,12 43,49 43,49
A1 200 59,70 46,27 46,27
Q2 200 59,70 46,27 46,27
Q1 200 59,70 46,27 46,27

Nuove retribuzioni tabellari

Livello

Parametro

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di agosto 2018

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di luglio 2019

Da erogare con la retribuzione relativa al mese di settembre 2020

C4 100 682,82 705,96 729,09
C3 125 853,51 882,43 911,35
C2 134 914,97 945,97 976,97
C1 152 1.037,88 1.073,05 1.108,21
B3 155 1.058,37 1,094,23 1.130,09
B2 162 1.106,16 1.143,64 1.181,11
B1 170 1.160,79 1,200,11 1.239,44
A2 188 1.283,69 1.327,18 1.370,67
A1 200 1.365,63 1,411,90 1.458,17
Q2 200 1.365,63 1,411,90 1.458,17
Q1 200 1.365,63 1,411,90 1.458,17

Una tantum

A copertura del periodo pregresso dall'1/8/2009 e fino al 31/12/2017, al personale in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogato un importo forfettario di € 1.100,0 al livello C2, riparametrato secondo la scala parametrale vigente (100 - 200) e senza alcun effetto di trascinamento.
La predetta somma di 1.100,00 euro, da rapportarsi ai mesi di effettiva prestazione nel periodo dall’1/8/2009 al 31/12/2017, considerando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni, è corrisposta in tre tranches di pari importo di 366,67 euro, da erogarsi rispettivamente con le retribuzioni del mese di ottobre 2018, febbrario 2019 e maggio 2019.
A copertura del periodo dall'1/1/2018 al 31/7/2018, al personale in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogato un importo forfettario di 240,00 euro al livello C2, riparametrato secondo la scala parametrale vigente (100 - 200) e senza nessun effetto di trascinamento.
La somma di 240,00 euro, da rapportarsi ai mesi di effettiva prestazione nel periodo dall'1/1/2018 al 31/7/2018, considerando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni, è corrisposta con la retribuzione di agosto 2018.

Livello

Parametro

Importo totale una tantum

Da erogare con la retribuzione del mese di agosto 2018

Da erogare con la retribuzione del mese di ottobre 2018

Da erogare con la retribuzione del mese di febbraio 2019

Da erogare con la retribuzione del mese di maggio 2019

 

 

 

periodo (1/1/2018 31/7/2018)

periodo (1/8/2009 - 31/12/2017)

periodo (1/8/2009 - 31/12/2017)

periodo (1/8/2009 - 31/12/2017)

C4 100 1.000.00 179,10 273,63 273,63 273.63
C3 125 1.250,00 223,88 342,04 342,04 342.04
C2 134 1.340,00 240,00 366,67 366.67 366,67
C1 152 1.520,00 272,24 415,92 415,92 415,92
B3 155 1.550.00 277,61 424,13 424,13 424.13
B2 162 1.620.00 290,15 443,29 443,29 443,29
B1 170 1.700.00 304,48 465,18 465,18 465,18
A2 188 1,880,00 336,72 514,43 514,43 514,43
A1 200 2.000,00 358,21 547,27 547,27 547.27
Q2 200 2.000,00 358,21 547,27 547,27 547.27
Q1 200 2.000.00 358,21 547,27 547,27 547.27

Indennità varie

Indennità di maneggio denaro: Al personale impiegatizio, che normalmente ha maneggio di denaro con oneri per errore, sarà corrisposta mensilmente una indennità di euro 35 a far data dalla stipula del presente CCNL. Detta indennità è fissata in euro 40 a decorrere dall’1/1/2019.
La indennità compete anche nell’ipotesi che la continuità del maneggio sia interrotta dalle alternanze di turni.

Istituzione ticket restaurant (buono pasto): Le aziende, riconosceranno a tutti i dipendenti, per ogni giornata di effettiva prestazior restaurant (buono pasto) dell’ammontare giornaliero di € 5,29.
Nei casi in cui il personale venga comandato a prestare servizio fuori sede, il ticket restaurant non è dovuto.

Indennità lavoro domenicale: Per il lavoro prestato nelle domeniche con riposo compensativo in altro giorno della settimana, verrà corrisposta un'indennità di € 2,58 euro per ogni domenica lavorata, comprensiva dell’incidenza di tutti gli istituti contrattuali che non entra a far parte del trattamento di fine rapporto. Il valore di detta indennità è fissato in 4 euro a decorrere dall’1/1/2019.

Indennità di trasferta

Il personale comandato a prestare servizi in trasferta, oltre alla retribuzione globale giornaliera, ha diritto al seguente trattamento a decorrere dall’1/8/2018.
Il personale mobile, fatte salve le condizioni in atto più favorevoli in sede aziendale, avrà diritto a un normale trattamento di vitto e alloggio, a carico dell’azienda o del gruppo, o al rimborso a piè di lista delle relative spese nei seguenti limiti:
a) territorio nazionale per il pernottamento: euro 45,00; per ogni pasto: euro 20,00;
b) territorio estero per il pernottamento: euro 60,00; per ogni pasto: euro 25,00.
3. Qualora per il personale mobile il trattamento sia convenzionato alla pari con il trattamento di vitto e alloggio dei viaggiatori, purché questo sia normale, l’azienda corrisponderà una indennità di trasferta pari a:
territorio nazionale:
- 5,00 euro per assenze dalla sede da 8 a 12 ore. Detta indennità è fissata in 6 euro dall’1/1/2019;
- 6,00 euro per assenze dalla sede superiori a 12 ore e fino a 18 ore. Detta indennità è fissata in 7,5 euro dall’1/1/2019;
- 8,00 euro per assenze dalla sede superiori a 18 ore e fino a 24. Detta indennità è fissata in 10 euro dall'1/1/2019.
territorio estero:
- 6,00 euro per assenze dalla sede da 8 a 12 ore Detta indennità è fissata in 7 euro dall'1/1/2019;
- 7,50 euro per assenze dalla sede superiori a 12 ore e fino a 18 ore Detta indennità è fissata in 8,50 euro dall’1/1/2019;
- 9,00 euro per assenze dalla sede superiori a 18 ore e fino a 24. Detta indennità è fissata in 11 euro dall'1/1/2019.
Fatte salve le condizioni in atto più favorevoli in sede aziendale, agli impiegati in missione per esigenze di servizio l’azienda corrisponderà:
a) il rimborso delle spese ferroviarie di viaggio, corrispondenti a quelle di 2° classe in quanto effettivamente sostenute;
b) il rimborso a piè di lista delle spese di vitto e alloggio nei seguenti limiti:
- territorio nazionale per il pernottamento: euro 45,00; per ogni pasto: euro 20,00;
- territorio estero per il pernottamento: euro 60,00; per ogni pasto: euro 25,00.
c) il rimborso delle altre eventuali spese vive necessarie per l’espletamento della missione.

Indumenti di lavoro

le imprese che intendono fare indossare al personale una tenuta di propria prescrizione, sono obbligate a fornirla a loro spese ed il personale deve, durante il servizio, vestire la tenuta fornitagli.
Qualora le tenute non venissero fornite, ai dipendenti sarà corrisposta una indennità sostitutiva di vestiario di 0,36 euro per ogni giornata di effettiva presenza di lavoro. Detta indennità è fissata in 0,70 euro a decorrere dall’1/1/2019.

Periodo di sospensione feriale per le scadenze fiscali

Per il calendario fiscale, dal 1° agosto scatta la sospensione dei termini riguardanti gli adempimenti processuali del contenzioso tributario, ma anche dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti tributari.

I termini processuali del contenzioso tributario sono sospesi di diritto dal 1° al 31 agosto 2018 e riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione.
Questo significa che se il termine ha inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine del periodo. Così, ad esempio, se l’atto impositivo è notificato il 7 agosto 2018, il termine per presentare ricorso inizia a decorrere il 1° settembre 2018. Nell’ipotesi in cui si tratti di un avviso di accertamento o una cartella di pagamento il termine scadrà il 30 ottobre 2018;
Se, invece, il termine comincia a decorrere prima dell’inizio del periodo di sospensione, si computano i giorni fino al 31 luglio (incluso) e poi si ricomincia il computo a decorrere dal 1° settembre. Nell’ipotesi di un avviso di accertamento o una cartella di pagamento notificato il 26 luglio 2018, dunque, il termine per proporre ricorso scadrà il 25 ottobre 2018.
Quest’anno il 1° settembre cade di sabato, quindi, se il termine ultimo dovesse coincidere con tale data è automaticamente posticipato al 3 settembre 2018.
Sono sospesi, in particolare, i termini per :
– la proposizione del ricorso (60 giorni dalla data di notifica dell’atto impugnato);
– la costituzione in giudizio del ricorrente (30 giorni dalla proposizione del ricorso);
– la costituzione in giudizio della parte resistente (60 giorni dalla notifica del ricorso);
– l’impugnazione delle sentenze (60 giorni dalla notifica o, in mancanza, 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza);
– il deposito di documenti, di memorie e di brevi repliche (rispettivamente 20, 10 e 5 giorni liberi prima della data di trattazione);
– la conclusione della procedura di reclamo/mediazione (90 giorni dalla data di notifica del ricorso).

Per quanto riguarda gli adempimenti e versamenti tributari, invece, sono sospesi di diritto fino al 20 agosto 2018, i termini di quelli da eseguire nel periodo compreso tra il 1º e il 20 agosto. Questo significa, che gli stessi adempimenti e versamenti possono essere effettuati entro il 20 agosto 2018 senza applicazione di interessi, maggiorazioni, né sanzioni.

Sono sospesi dal 1° agosto al 4 settembre 2018, inoltre, i termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richiesti dall’Agenzia delle Entrate o da altri enti impositori, con esclusione di quelli relativi:
– alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica;
– alle procedure di rimborso ai fini IVA.

Per il medesimo periodo, dal 1° agosto al 4 settembre 2018 sono sospesi i termini di 30 giorni previsti per il pagamento degli importi dovuti:
– per imposte sui redditi ed IVA, nonché interessi e sanzioni, sulla base di comunicazione di irregolarità (cd. “avviso bonario”) emessa a seguito dei controlli automatizzati della dichiarazione dei redditi;
– per imposte, ritenute, contributi e premi o minori crediti già utilizzati, nonché interessi e sanzioni, sulla base della comunicazione di irregolarità (cd. “avviso bonario”) emessa a seguito del controllo formale della dichiarazione dei redditi;
– sulla base delle comunicazioni di irregolarità (“avvisi bonari”) ricevute a seguito dei controlli automatici e formali e della liquidazione delle imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata.

Infine, in caso di presentazione di istanza di accertamento con adesione, il periodo di sospensione dal 1° al 31 agosto 2018 è cumulabile col periodo di sospensione di 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza da parte del contribuente, del termine per l’impugnazione davanti alla commissione tributaria provinciale.

Per il calendario fiscale, dal 1° agosto scatta la sospensione dei termini riguardanti gli adempimenti processuali del contenzioso tributario, ma anche dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti tributari.

I termini processuali del contenzioso tributario sono sospesi di diritto dal 1° al 31 agosto 2018 e riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione.
Questo significa che se il termine ha inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine del periodo. Così, ad esempio, se l’atto impositivo è notificato il 7 agosto 2018, il termine per presentare ricorso inizia a decorrere il 1° settembre 2018. Nell’ipotesi in cui si tratti di un avviso di accertamento o una cartella di pagamento il termine scadrà il 30 ottobre 2018;
Se, invece, il termine comincia a decorrere prima dell’inizio del periodo di sospensione, si computano i giorni fino al 31 luglio (incluso) e poi si ricomincia il computo a decorrere dal 1° settembre. Nell’ipotesi di un avviso di accertamento o una cartella di pagamento notificato il 26 luglio 2018, dunque, il termine per proporre ricorso scadrà il 25 ottobre 2018.
Quest’anno il 1° settembre cade di sabato, quindi, se il termine ultimo dovesse coincidere con tale data è automaticamente posticipato al 3 settembre 2018.
Sono sospesi, in particolare, i termini per :
- la proposizione del ricorso (60 giorni dalla data di notifica dell’atto impugnato);
- la costituzione in giudizio del ricorrente (30 giorni dalla proposizione del ricorso);
- la costituzione in giudizio della parte resistente (60 giorni dalla notifica del ricorso);
- l’impugnazione delle sentenze (60 giorni dalla notifica o, in mancanza, 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza);
- il deposito di documenti, di memorie e di brevi repliche (rispettivamente 20, 10 e 5 giorni liberi prima della data di trattazione);
- la conclusione della procedura di reclamo/mediazione (90 giorni dalla data di notifica del ricorso).

Per quanto riguarda gli adempimenti e versamenti tributari, invece, sono sospesi di diritto fino al 20 agosto 2018, i termini di quelli da eseguire nel periodo compreso tra il 1º e il 20 agosto. Questo significa, che gli stessi adempimenti e versamenti possono essere effettuati entro il 20 agosto 2018 senza applicazione di interessi, maggiorazioni, né sanzioni.

Sono sospesi dal 1° agosto al 4 settembre 2018, inoltre, i termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richiesti dall'Agenzia delle Entrate o da altri enti impositori, con esclusione di quelli relativi:
- alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica;
- alle procedure di rimborso ai fini IVA.

Per il medesimo periodo, dal 1° agosto al 4 settembre 2018 sono sospesi i termini di 30 giorni previsti per il pagamento degli importi dovuti:
- per imposte sui redditi ed IVA, nonché interessi e sanzioni, sulla base di comunicazione di irregolarità (cd. "avviso bonario") emessa a seguito dei controlli automatizzati della dichiarazione dei redditi;
- per imposte, ritenute, contributi e premi o minori crediti già utilizzati, nonché interessi e sanzioni, sulla base della comunicazione di irregolarità (cd. "avviso bonario") emessa a seguito del controllo formale della dichiarazione dei redditi;
- sulla base delle comunicazioni di irregolarità ("avvisi bonari") ricevute a seguito dei controlli automatici e formali e della liquidazione delle imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata.

Infine, in caso di presentazione di istanza di accertamento con adesione, il periodo di sospensione dal 1° al 31 agosto 2018 è cumulabile col periodo di sospensione di 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza da parte del contribuente, del termine per l’impugnazione davanti alla commissione tributaria provinciale.