Sisma Centro Italia: accesso agevolazioni Zona Franca Urbana

Modalità e termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana, nei Comuni colpiti dal Sisma Centro Italia 2016.

Le imprese che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella zona franca urbana, nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, possono beneficiare delle seguenti agevolazioni fiscali e contributive:
a) esenzione dalle imposte sui redditi;
b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive;
c) esenzione dall’imposta municipale propria;
d) esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente.
Le predette agevolazioni sono riconosciute esclusivamente per i periodi di imposta 2017 e 2018.
I soggetti beneficiari sono:
– le imprese, di qualsiasi dimensione, con riferimento a tutte le tipologie di esenzioni fiscali e contributive;
– i titolari di reddito di lavoro autonomo, con esclusivo riferimento all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Le imprese devono essere costituite e regolarmente iscritte nel Registro delle imprese alla data di presentazione dell’istanza.
I titolari di reddito di lavoro autonomo, devono aver presentato, alla data di presentazione dell’istanza, la comunicazione di inizio attività.
Le istanze, firmate digitalmente, devono essere presentate in via esclusivamente telematica tramite la procedura informatica accessibile dalla sezione “ZFU sisma Centro Italia” del sito Internet del Ministero (www.mise.gov.it).
L’accesso alla procedura informatica prevede l’identificazione e l’autenticazione tramite la Carta nazionale dei servizi.
Le istanze possono essere presentate a decorrere dalle ore 12:00 del 23 ottobre 2017 e sino alle ore 12:00 del 6 novembre 2017.
Possono accedere alle agevolazioni le imprese e i titolari di reddito di lavoro autonomo che operano in tutti i settori di attività economica, con esclusione del settore della pesca e dell’acquacoltura.
Ciascun soggetto può beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di euro 200.000,00, ovvero:
a) di euro 100.000,00, nel caso di imprese attive nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi;
b) di euro 15.000,00, nel caso di soggetti attivi nel settore agricolo.
Le agevolazioni sono fruite mediante riduzione dei versamenti da effettuarsi con il modello di pagamento F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento, secondo modalità e termini definiti con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, ivi incluso il codice tributo appositamente istituito dall’ Agenzia delle entrate.
I soggetti beneficiari possono fruire dell’importo dell’agevolazione concessa nelle seguenti misure:
– per il 39% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2017;
– per il 33% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2018;
– per il 28% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2019.

Modalità e termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana, nei Comuni colpiti dal Sisma Centro Italia 2016.

Le imprese che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella zona franca urbana, nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, possono beneficiare delle seguenti agevolazioni fiscali e contributive:
a) esenzione dalle imposte sui redditi;
b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive;
c) esenzione dall’imposta municipale propria;
d) esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente.
Le predette agevolazioni sono riconosciute esclusivamente per i periodi di imposta 2017 e 2018.
I soggetti beneficiari sono:
- le imprese, di qualsiasi dimensione, con riferimento a tutte le tipologie di esenzioni fiscali e contributive;
- i titolari di reddito di lavoro autonomo, con esclusivo riferimento all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Le imprese devono essere costituite e regolarmente iscritte nel Registro delle imprese alla data di presentazione dell’istanza.
I titolari di reddito di lavoro autonomo, devono aver presentato, alla data di presentazione dell’istanza, la comunicazione di inizio attività.
Le istanze, firmate digitalmente, devono essere presentate in via esclusivamente telematica tramite la procedura informatica accessibile dalla sezione "ZFU sisma Centro Italia" del sito Internet del Ministero (www.mise.gov.it).
L’accesso alla procedura informatica prevede l’identificazione e l’autenticazione tramite la Carta nazionale dei servizi.
Le istanze possono essere presentate a decorrere dalle ore 12:00 del 23 ottobre 2017 e sino alle ore 12:00 del 6 novembre 2017.
Possono accedere alle agevolazioni le imprese e i titolari di reddito di lavoro autonomo che operano in tutti i settori di attività economica, con esclusione del settore della pesca e dell’acquacoltura.
Ciascun soggetto può beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di euro 200.000,00, ovvero:
a) di euro 100.000,00, nel caso di imprese attive nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi;
b) di euro 15.000,00, nel caso di soggetti attivi nel settore agricolo.
Le agevolazioni sono fruite mediante riduzione dei versamenti da effettuarsi con il modello di pagamento F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento, secondo modalità e termini definiti con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, ivi incluso il codice tributo appositamente istituito dall’ Agenzia delle entrate.
I soggetti beneficiari possono fruire dell’importo dell’agevolazione concessa nelle seguenti misure:
- per il 39% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2017;
- per il 33% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2018;
- per il 28% dell’importo dell’agevolazione concessa, nel corso dell’anno 2019.

Previdenza Trasporto Merci e Logistica: informazioni sulla confluenza al fondo “Priamo”

Prev.i.log ha fornito informazione a seguito del trasferimento dal Fondo Pensione Prev.i.log al Fondo Priamo per il lavoratori del Trasporto Merci-Logistica

Il Fondo di previdenza complementare per il settore Trasporto Merci e Logistica non è più Previlog, bensì Priamo, il Fondo pensione riservato ai lavoratori dipendenti addetti ai servizi di Trasporto Pubblico ed ai lavoratori dei settori affini

La posizione previdenziale verrà trasferita al Fondo pensione Priamo a far data dal 30 settembre 2017 sulla base dei valori della quota risultanti al 31 agosto 2017, con decorrenza della contribuzione dal 30 settembre 2017.
L’operazione di trasferimento della forma pensionistica dal Fondo pensione Pre.vi.log al Fondo pensione Priamo non determinerà alcun costo e/o commissione di iscrizione per l’aderente e sull’importo trasferito non sarà applicata alcuna ritenuta fiscale.
Restano garantiti i diritti individuali concernenti la permanenza nella forma pensionistica, le posizioni contributive acquisite e i relativi diritti, secondo quanto disposto dalle Parti istitutive del Fondo pensione Prev.i.log.
Qualora siano trascorsi più di due anni dalla permanenza nel fondo Prev.i.log, si potrà in alternativa richiedere, entro il 31 agosto 2017, di trasferire la propria posizione previdenziale ad altra forma pensionistica complementare, iscritta all’albo dei fondi pensione della COVIP. Entro la predetta data la richiesta di trasferimento, il cui modulo è reperibile sul sito del Fondo, dovrà pervenire al Fondo pensione Pre.vi.log e dovrà essere altresì inviata o consegnata al proprio datore di lavoro.
Il fondo ricorda, tuttavia che con il trasferimento ad altra forma pensionistica, fermo restando che sull’importo trasferito non sarà applicata alcuna ritenuta fiscale, potrebbe venir meno l’obbligo dei futuri contributi a carico del suo datore di lavoro. L’anzianità di partecipazione alla previdenza complementare verrebbe conservata.
Qualora non pervenisse alcuna indicazione entro il 31 agosto 2017, la posizione verrà automaticamente trasferita in Priamo, presso il comparto di investimento corrispondente a quello da Lei a suo tempo prescelto nel Fondo pensione Pre.vi.log.

Prev.i.log ha fornito informazione a seguito del trasferimento dal Fondo Pensione Prev.i.log al Fondo Priamo per il lavoratori del Trasporto Merci-Logistica

Il Fondo di previdenza complementare per il settore Trasporto Merci e Logistica non è più Previlog, bensì Priamo, il Fondo pensione riservato ai lavoratori dipendenti addetti ai servizi di Trasporto Pubblico ed ai lavoratori dei settori affini

La posizione previdenziale verrà trasferita al Fondo pensione Priamo a far data dal 30 settembre 2017 sulla base dei valori della quota risultanti al 31 agosto 2017, con decorrenza della contribuzione dal 30 settembre 2017.
L’operazione di trasferimento della forma pensionistica dal Fondo pensione Pre.vi.log al Fondo pensione Priamo non determinerà alcun costo e/o commissione di iscrizione per l’aderente e sull’importo trasferito non sarà applicata alcuna ritenuta fiscale.
Restano garantiti i diritti individuali concernenti la permanenza nella forma pensionistica, le posizioni contributive acquisite e i relativi diritti, secondo quanto disposto dalle Parti istitutive del Fondo pensione Prev.i.log.
Qualora siano trascorsi più di due anni dalla permanenza nel fondo Prev.i.log, si potrà in alternativa richiedere, entro il 31 agosto 2017, di trasferire la propria posizione previdenziale ad altra forma pensionistica complementare, iscritta all’albo dei fondi pensione della COVIP. Entro la predetta data la richiesta di trasferimento, il cui modulo è reperibile sul sito del Fondo, dovrà pervenire al Fondo pensione Pre.vi.log e dovrà essere altresì inviata o consegnata al proprio datore di lavoro.
Il fondo ricorda, tuttavia che con il trasferimento ad altra forma pensionistica, fermo restando che sull’importo trasferito non sarà applicata alcuna ritenuta fiscale, potrebbe venir meno l’obbligo dei futuri contributi a carico del suo datore di lavoro. L’anzianità di partecipazione alla previdenza complementare verrebbe conservata.
Qualora non pervenisse alcuna indicazione entro il 31 agosto 2017, la posizione verrà automaticamente trasferita in Priamo, presso il comparto di investimento corrispondente a quello da Lei a suo tempo prescelto nel Fondo pensione Pre.vi.log.

Assicurazioni: definito il contributo di vigilanza 2017

Definite le misure del contributo di vigilanza 2017 dovuto, all’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), dalle imprese di assicurazione/riassicurazione e dagli intermediari di assicurazione/riassicurazione iscritti al registro unico alla data del 30 maggio 2017 (Ministero economia e finanze – decreti 1° agosto 2017).

Per le imprese di assicurazione/riassicurazione il contributo di vigilanza 2017 è stabilito nella misura unica dello 0,34 per mille dei premi incassati nell’esercizio 2016 delle assicurazioni rami vita e rami danni, nonché della riassicurazione e deve essere versato direttamente all’IVASS in due rate rispettivamente entro il 31 gennaio e entro il 31 luglio di ogni anno.

Per gli intermediari di assicurazione/riassicurazione il contributo 2017 è invece determinato nel seguente modo:
– sezione A (agenti di assicurazione): persone fisiche € 47,00 e persone giuridiche € 270,00;
– sezione B (broker): persone fisiche € 47,00 e persone giuridiche € 270,00;
– sezione C: produttori diretti € 18,00;
– sezione D (banche, intermediari finanziari, SIM e Poste Italiane): banche con raccolta premi pari o superiore a 100 milioni di euro e Poste Italiane € 9.600,00, banche con raccolta premi da 1 a 99,9 milioni di euro € 6.950,00 e banche con raccolta premi inferiore a 1 milione di euro, intermediari finanziari e SIM € 2.350,00.

Per le modalità e termini di versamento dei suddetti importi, si è in attesa del provvedimento dell’IVASS.

Definite le misure del contributo di vigilanza 2017 dovuto, all’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), dalle imprese di assicurazione/riassicurazione e dagli intermediari di assicurazione/riassicurazione iscritti al registro unico alla data del 30 maggio 2017 (Ministero economia e finanze - decreti 1° agosto 2017).

Per le imprese di assicurazione/riassicurazione il contributo di vigilanza 2017 è stabilito nella misura unica dello 0,34 per mille dei premi incassati nell’esercizio 2016 delle assicurazioni rami vita e rami danni, nonché della riassicurazione e deve essere versato direttamente all’IVASS in due rate rispettivamente entro il 31 gennaio e entro il 31 luglio di ogni anno.

Per gli intermediari di assicurazione/riassicurazione il contributo 2017 è invece determinato nel seguente modo:
- sezione A (agenti di assicurazione): persone fisiche € 47,00 e persone giuridiche € 270,00;
- sezione B (broker): persone fisiche € 47,00 e persone giuridiche € 270,00;
- sezione C: produttori diretti € 18,00;
- sezione D (banche, intermediari finanziari, SIM e Poste Italiane): banche con raccolta premi pari o superiore a 100 milioni di euro e Poste Italiane € 9.600,00, banche con raccolta premi da 1 a 99,9 milioni di euro € 6.950,00 e banche con raccolta premi inferiore a 1 milione di euro, intermediari finanziari e SIM € 2.350,00.

Per le modalità e termini di versamento dei suddetti importi, si è in attesa del provvedimento dell’IVASS.

Dall’1 agosto 2017 le nuove paghe per gli operai agricoli di Viterbo

Le tariffe sono aggiornate sulla base delle disposizioni di adeguamento economico previste dal rinnovo del CIPL del 4/8/2017

Tabelle in vigore dall’1/8/2017

OPERAI A TEMPO DETERMINATO

Area

Livello

Ex Qualifica

Salario lordo giornaliero

Salario lordo orario

Straordinario Ora

Festivo Ora

Festivo Giornata

Importo accantonamento giornaliero TFR

3.a Ex Add. R.P. 50,59 7,78 9,27 9,87 64,16 3,35
Comuni 61,30 9,43 11,24 11,96 77,75 4,06
2.a Qualificati 67,25 10,35 12,33 13,12 85,30 4,45
Qualificati S. 70,95 10,92 13,01 13,84 89,98 4,69
1.a Specializzati 73,89 11,37 13,55 14,42 93,72 4,89
Specializzati S. 76,98 11,84 14,11 15,02 97,63 5,09

OPERAI A TEMPO INDETERMINATO

Area

Livello

Ex Qualifica

Salario lordo mensile

Scatti di anzianità

Straordinario Ora

Festivo Ora

Festivo Giornata

3.a Comuni 1.221,83 9,89 9,04 9,76 63,44
Qualificati 1.340,52 11,36 9,92 10,71 69,60
2.a Qualificati S. 1.414,12 11,93 10,46 11,30 73,43
Specializzati 1.472,83 12,50 10,89 11,76 76,47
1.a Specializzati S. 1.534,33 12,78 11,35 12,26 79,67

Agli operai agricoli e florovivaisti, sia a Tempo Determinato che a Tempo Indeterminato (ex Salariati Fissi), la trattenuta per oneri previdenziali e contrattuali è pari al 9,67% dall’1/7/2014.
La trattenuta va calcolata sul salario lordo mensile dovuto al dipendente comprensivo di eventuali compensi per lavoro straordinario, festivo o di altri emolumenti corrisposti.

Le tariffe sono aggiornate sulla base delle disposizioni di adeguamento economico previste dal rinnovo del CIPL del 4/8/2017

Tabelle in vigore dall’1/8/2017

OPERAI A TEMPO DETERMINATO

Area

Livello

Ex Qualifica

Salario lordo giornaliero

Salario lordo orario

Straordinario Ora

Festivo Ora

Festivo Giornata

Importo accantonamento giornaliero TFR

3.a Ex Add. R.P. 50,59 7,78 9,27 9,87 64,16 3,35
Comuni 61,30 9,43 11,24 11,96 77,75 4,06
2.a Qualificati 67,25 10,35 12,33 13,12 85,30 4,45
Qualificati S. 70,95 10,92 13,01 13,84 89,98 4,69
1.a Specializzati 73,89 11,37 13,55 14,42 93,72 4,89
Specializzati S. 76,98 11,84 14,11 15,02 97,63 5,09

OPERAI A TEMPO INDETERMINATO

Area

Livello

Ex Qualifica

Salario lordo mensile

Scatti di anzianità

Straordinario Ora

Festivo Ora

Festivo Giornata

3.a Comuni 1.221,83 9,89 9,04 9,76 63,44
Qualificati 1.340,52 11,36 9,92 10,71 69,60
2.a Qualificati S. 1.414,12 11,93 10,46 11,30 73,43
Specializzati 1.472,83 12,50 10,89 11,76 76,47
1.a Specializzati S. 1.534,33 12,78 11,35 12,26 79,67

Agli operai agricoli e florovivaisti, sia a Tempo Determinato che a Tempo Indeterminato (ex Salariati Fissi), la trattenuta per oneri previdenziali e contrattuali è pari al 9,67% dall’1/7/2014.
La trattenuta va calcolata sul salario lordo mensile dovuto al dipendente comprensivo di eventuali compensi per lavoro straordinario, festivo o di altri emolumenti corrisposti.

27.000 utenti registrati sulla Piattaforma Inps per le prestazioni occasionali

Oltre 27.000 utenti si sono registrati nei primi giorni di operatività della piattaforma INPS per la gestione delle prestazioni occasionali.

In particolare, l’Inps rende noto che si tratta di:
– 3.998 utilizzatori del Libretto Famiglia;
– 12.252 utilizzatori del contratto di prestazione occasionale (aziende, liberi professionisti, associazioni ed altri enti);
– 10.767 lavoratori disponibili ad operare nelle forma del lavoro occasionale.
6.742 sono stati lavoratori che hanno svolto prestazioni di lavoro occasionale (686 Libretto Famiglia e 6.056 contratto di lavoro occasionale), per un totale di 28.724 giornate lavorative (2.544 Libretto Famiglia e 26.180 contratto di lavoro occasionale).
Ad agosto, oltre l’80% dei pagamenti di prestazioni (effettuati direttamente dall’INPS su base mensile) è stato realizzato con accredito su carta di credito ovvero in conto corrente.

Il contact center dell’INPS ha fornito 18.621 chiarimenti e indicazioni sulla normativa e sul funzionamento della piattaforma ed ha effettuato, per conto degli utenti (cittadini e aziende), 3.600 operazioni di registrazione ovvero di comunicazione delle prestazioni lavorative.
L’Inps ricorda che, una volta effettuata la registrazione in piattaforma, il lavoratore non deve svolgere alcun altro adempimento e riceve ogni comunicazione relativa alla sua attività lavorativa sul suo indirizzo di posta elettronica o sul suo telefono cellulare via sms. L’utilizzatore, invece, dopo la registrazione, deve effettuare solo una comunicazione relativa allo svolgimento della prestazione lavorativa.
Nel corso del mese di settembre sarà resa disponibile una nuova funzionalità, grazie alla quale le aziende agricole potranno effettuare la comunicazione di svolgimento della prestazione lavorativa su un arco temporale di tre giorni, piuttosto che su un solo giorno, come previsto per tutte le aziende.

Oltre 27.000 utenti si sono registrati nei primi giorni di operatività della piattaforma INPS per la gestione delle prestazioni occasionali.

In particolare, l’Inps rende noto che si tratta di:
- 3.998 utilizzatori del Libretto Famiglia;
- 12.252 utilizzatori del contratto di prestazione occasionale (aziende, liberi professionisti, associazioni ed altri enti);
- 10.767 lavoratori disponibili ad operare nelle forma del lavoro occasionale.
6.742 sono stati lavoratori che hanno svolto prestazioni di lavoro occasionale (686 Libretto Famiglia e 6.056 contratto di lavoro occasionale), per un totale di 28.724 giornate lavorative (2.544 Libretto Famiglia e 26.180 contratto di lavoro occasionale).
Ad agosto, oltre l’80% dei pagamenti di prestazioni (effettuati direttamente dall’INPS su base mensile) è stato realizzato con accredito su carta di credito ovvero in conto corrente.

Il contact center dell’INPS ha fornito 18.621 chiarimenti e indicazioni sulla normativa e sul funzionamento della piattaforma ed ha effettuato, per conto degli utenti (cittadini e aziende), 3.600 operazioni di registrazione ovvero di comunicazione delle prestazioni lavorative.
L’Inps ricorda che, una volta effettuata la registrazione in piattaforma, il lavoratore non deve svolgere alcun altro adempimento e riceve ogni comunicazione relativa alla sua attività lavorativa sul suo indirizzo di posta elettronica o sul suo telefono cellulare via sms. L’utilizzatore, invece, dopo la registrazione, deve effettuare solo una comunicazione relativa allo svolgimento della prestazione lavorativa.
Nel corso del mese di settembre sarà resa disponibile una nuova funzionalità, grazie alla quale le aziende agricole potranno effettuare la comunicazione di svolgimento della prestazione lavorativa su un arco temporale di tre giorni, piuttosto che su un solo giorno, come previsto per tutte le aziende.

Il momento dell’accredito distingue il periodo di deduzione dei compensi all’amminstratore

Con la recente Sentenza n. 20033 dell’11 agosto 2017, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo il quale in caso di pagamento del compenso dell’amministratore di società di capitali a mezzo di bonifico bancario, il relativo importo è deducibile, secondo il principio cd. di cassa allargato, nell’esercizio in cui le somme sono accreditate al beneficiario, senza alcuna rilevanza della data di disposizione o della valuta.

FATTO

L’Agenzia delle Entrate ha emesso avviso di accertamento nei confronti della società per il recupero a tassazione di costi per compensi all’amministratore indebitamente dedotti, in violazione del principio di competenza.
La contestazione nasceva dalla circostanza che il pagamento dei compensi era stato disposto con bonifico bancario avente valuta antecedente al 12 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, ma di fatto le somme risultavano accreditate al beneficiario successivamente.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso della società, ma la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate ha affermato la legittimità della pretesa tributaria.

DISCIPLINA FISCALE

Secondo le disposizioni del T.U.I.R. in materia di determinazione del reddito di impresa, i compensi spettanti agli amministratori delle società sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti.
D’altra parte, i compensi all’amministratore sono, per loro natura, assimilati ai redditi di lavoro dipendente, quindi ai fini della concorrenza al reddito dell’amministratore, sono imputati al periodo d’imposta in cui sono “percepiti”.
Per effetto dell’assimilazione, inoltre, concorrono al reddito del periodo d’imposta anche i compensi “percepiti” entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono (cd. “principio di cassa allargato”).

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato che ai fini della determinazione del reddito in capo all’amministratore, dunque, assume prevalenza, come per i redditi di lavoro dipendente, il concetto di percezione dei compensi.
In tal senso la norma stabilisce una regola che ha come prioritario riferimento il momento in cui gli introiti (denaro o valori) entrano nella sfera di appartenenza del lavoratore/amministratore, di modo che egli possa disporne pienamente, costituendo reddito del corrispondente periodo d’imposta.
Di conseguenza, afferma la Corte di Cassazione, ai fini della deducibilità dal reddito della società dei costi per compensi all’amministratore:
– ove i compensi siano corrisposti in contanti, assume rilievo il momento della consegna, corredato dalla relativa ricevuta confirmatoria da parte del ricevente;
– ove il pagamento sia effettuato mediante assegno bancario o circolare, rileva la data apposta sull’assegno perché è da tale momento, attesa la presunzione di identità tra data apposta e momento della consegna, che si assiste al passaggio del titolo (e del credito incorporato) e divengono possibili le ulteriori negoziazioni;
– nell’ipotesi in cui la disposizione di pagamento sia effettuata con bonifico bancario, si deve far riferimento al giorno in cui l’emolumento entra nella disponibilità del beneficiario, ossia dal momento dell’accredito, senza alcuna rilevanza della data di disposizione o della valuta.
Una diversa soluzione, precisa la Cassazione, non è ammissibile perché porterebbe all’incongruo risultato di poter imputare il medesimo unitario pagamento ad una annualità per il disponente (che ha effettuato il bonifico anteriormente al 12 gennaio) e a quella successiva per il beneficiario (che ha ricevuto l’accredito della somma dopo tale data).
Detta conclusione tiene conto, altresì, del fatto che fino al momento dell’effettivo passaggio al beneficiario, la disposizione bancaria è suscettibile di essere stornata e revocata, indice di un potere dispositivo riconosciuto in capo al disponente che, di fatto, rimette alla discrezionalità di quest’ultimo la concreta individuazione dell’anno di imputazione dei costo.
In conclusione deve essere affermato il principio secondo il quale in caso di pagamento dei compensi all’amministratore di società di capitali a mezzo di bonifico bancario, il relativo importo deve ritenersi deducibile dalla società nell’esercizio in cui le somme sono accreditate al beneficiario, senza che rilevi la data della disposizione o della valuta. Sulla base del principio di cassa allargato, dunque, saranno deducibili nel periodo d’imposta anche i compensi accreditati all’amministratore entro il 12 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, mentre devono essere dedotti successivamente quelli accreditati dopo tale data, ancorché la disposizione di pagamento e la valuta siano antecedenti.

Con la recente Sentenza n. 20033 dell’11 agosto 2017, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo il quale in caso di pagamento del compenso dell’amministratore di società di capitali a mezzo di bonifico bancario, il relativo importo è deducibile, secondo il principio cd. di cassa allargato, nell'esercizio in cui le somme sono accreditate al beneficiario, senza alcuna rilevanza della data di disposizione o della valuta.

FATTO

L’Agenzia delle Entrate ha emesso avviso di accertamento nei confronti della società per il recupero a tassazione di costi per compensi all’amministratore indebitamente dedotti, in violazione del principio di competenza.
La contestazione nasceva dalla circostanza che il pagamento dei compensi era stato disposto con bonifico bancario avente valuta antecedente al 12 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, ma di fatto le somme risultavano accreditate al beneficiario successivamente.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso della società, ma la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate ha affermato la legittimità della pretesa tributaria.

DISCIPLINA FISCALE

Secondo le disposizioni del T.U.I.R. in materia di determinazione del reddito di impresa, i compensi spettanti agli amministratori delle società sono deducibili nell'esercizio in cui sono corrisposti.
D’altra parte, i compensi all’amministratore sono, per loro natura, assimilati ai redditi di lavoro dipendente, quindi ai fini della concorrenza al reddito dell’amministratore, sono imputati al periodo d’imposta in cui sono "percepiti".
Per effetto dell’assimilazione, inoltre, concorrono al reddito del periodo d’imposta anche i compensi "percepiti" entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d'imposta successivo a quello cui si riferiscono (cd. "principio di cassa allargato").

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato che ai fini della determinazione del reddito in capo all’amministratore, dunque, assume prevalenza, come per i redditi di lavoro dipendente, il concetto di percezione dei compensi.
In tal senso la norma stabilisce una regola che ha come prioritario riferimento il momento in cui gli introiti (denaro o valori) entrano nella sfera di appartenenza del lavoratore/amministratore, di modo che egli possa disporne pienamente, costituendo reddito del corrispondente periodo d’imposta.
Di conseguenza, afferma la Corte di Cassazione, ai fini della deducibilità dal reddito della società dei costi per compensi all’amministratore:
- ove i compensi siano corrisposti in contanti, assume rilievo il momento della consegna, corredato dalla relativa ricevuta confirmatoria da parte del ricevente;
- ove il pagamento sia effettuato mediante assegno bancario o circolare, rileva la data apposta sull'assegno perché è da tale momento, attesa la presunzione di identità tra data apposta e momento della consegna, che si assiste al passaggio del titolo (e del credito incorporato) e divengono possibili le ulteriori negoziazioni;
- nell'ipotesi in cui la disposizione di pagamento sia effettuata con bonifico bancario, si deve far riferimento al giorno in cui l'emolumento entra nella disponibilità del beneficiario, ossia dal momento dell'accredito, senza alcuna rilevanza della data di disposizione o della valuta.
Una diversa soluzione, precisa la Cassazione, non è ammissibile perché porterebbe all'incongruo risultato di poter imputare il medesimo unitario pagamento ad una annualità per il disponente (che ha effettuato il bonifico anteriormente al 12 gennaio) e a quella successiva per il beneficiario (che ha ricevuto l'accredito della somma dopo tale data).
Detta conclusione tiene conto, altresì, del fatto che fino al momento dell'effettivo passaggio al beneficiario, la disposizione bancaria è suscettibile di essere stornata e revocata, indice di un potere dispositivo riconosciuto in capo al disponente che, di fatto, rimette alla discrezionalità di quest’ultimo la concreta individuazione dell'anno di imputazione dei costo.
In conclusione deve essere affermato il principio secondo il quale in caso di pagamento dei compensi all’amministratore di società di capitali a mezzo di bonifico bancario, il relativo importo deve ritenersi deducibile dalla società nell'esercizio in cui le somme sono accreditate al beneficiario, senza che rilevi la data della disposizione o della valuta. Sulla base del principio di cassa allargato, dunque, saranno deducibili nel periodo d’imposta anche i compensi accreditati all’amministratore entro il 12 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, mentre devono essere dedotti successivamente quelli accreditati dopo tale data, ancorché la disposizione di pagamento e la valuta siano antecedenti.

Compensazione tra crediti pubblici e cartelle esattoriali

Estesa, anche per l’anno 2017, la compensazione delle cartelle esattoriali, notificate entro il 31 dicembre 2016, in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Decreto 09 agosto 2017).

I crediti che possono essere utilizzati in compensazione sono quelli maturati da imprese e professionisti in relazione a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali nei confronti delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale.
Le somme per le quali è possibile beneficiare della compensazione sono quelle iscritte a ruolo per: tributi erariali, regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, entrate spettanti all’amministrazione che ha rilasciato la certificazione, oneri accessori, aggi e spese a favore dell’agente della riscossione, imposte la cui riscossione è affidata all’agente della riscossione.
I suddetti crediti (non prescritti, certi, liquidi ed esigibili) devono essere certificati dall’amministrazione debitrice secondo le modalità stabilite dalla legge, su specifica richiesta inoltrata dall’impresa o professionista creditore all’ente medesimo.
Quindi, la certificazione rilasciata dell’amministrazione pubblica debitrice deve essere consegnata all’agente della riscossione, che provvede alla compensazione del debito iscritto a ruolo, annotandola sulla certificazione medesima.
Infine, si ricorda che la somma iscritta a ruolo deve essere inferiore o pari al credito vantato.

Estesa, anche per l’anno 2017, la compensazione delle cartelle esattoriali, notificate entro il 31 dicembre 2016, in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione (Ministero dell'Economia e delle Finanze - Decreto 09 agosto 2017).

I crediti che possono essere utilizzati in compensazione sono quelli maturati da imprese e professionisti in relazione a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali nei confronti delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale.
Le somme per le quali è possibile beneficiare della compensazione sono quelle iscritte a ruolo per: tributi erariali, regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, entrate spettanti all'amministrazione che ha rilasciato la certificazione, oneri accessori, aggi e spese a favore dell'agente della riscossione, imposte la cui riscossione è affidata all'agente della riscossione.
I suddetti crediti (non prescritti, certi, liquidi ed esigibili) devono essere certificati dall’amministrazione debitrice secondo le modalità stabilite dalla legge, su specifica richiesta inoltrata dall’impresa o professionista creditore all’ente medesimo.
Quindi, la certificazione rilasciata dell’amministrazione pubblica debitrice deve essere consegnata all’agente della riscossione, che provvede alla compensazione del debito iscritto a ruolo, annotandola sulla certificazione medesima.
Infine, si ricorda che la somma iscritta a ruolo deve essere inferiore o pari al credito vantato.

Accesso online per la definizione agevolata delle liti pendenti

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate dal 9 agosto 2017 è online il servizio per la definizione agevolata delle controversie tributarie con il Fisco. Le domande possono essere inviate fino al 02 ottobre 2017 (Agenzia Entrate – comunicato 09 agosto 2017).

 

Dal 9 Agosto 2017 è possibile inviare, tramite i servizi telematici delle Entrate, la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia.
La definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti è rivolta ai contribuenti che, entro il 2 ottobre 2017, decidono di presentare la domanda e di versare gli importi contenuti nell’atto impugnato, contestati nel ricorso di primo grado, e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, al netto delle sanzioni collegate ai tributi e degli interessi di mora. Se la lite riguarda esclusivamente interessi di mora o sanzioni non collegate ai tributi, la definizione può, invece, essere effettuata versando il 40 per cento degli importi contestati.
La procedura in esame è possibile solo per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, nelle quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 aprile 2017, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva.
Non sono, invece, definibili le liti pendenti in materie diverse da quella tributaria, erroneamente instaurate innanzi alle commissioni tributarie e quelle nelle quali è parte unicamente l’agente della riscossione. Rimangono, inoltre, escluse dall’agevolazione le liti in cui non è possibile determinare il quantum dovuto dal contribuente e quelle relative, ad esempio, ai dinieghi espressi o taciti di rimborso.
Sul sito www.agenziaentrate.gov.it è disponibile l’applicazione “DCT” che consente di compilare e trasmettere online l’istanza per definire le liti fiscali. Per inviare la domanda è sufficiente accedere alla propria area riservata dei canali Entratel o Fisconline e, all’interno della sezione “Servizi per > Richiedere”, utilizzare la funzione “Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti (art. 11, D.L. 50/2017)” per la compilazione e la trasmissione.
Per usufruire della definizione agevolata il contribuente deve presentare telematicamente una domanda di definizione per ogni controversia tributaria autonoma, ovvero relativa al singolo atto impugnato. Ciò può avvenire tramite un intermediario abilitato o recandosi presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia, ovvero in maniera diretta per i contribuenti abilitati ai servizi telematici.

 

 

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate dal 9 agosto 2017 è online il servizio per la definizione agevolata delle controversie tributarie con il Fisco. Le domande possono essere inviate fino al 02 ottobre 2017 (Agenzia Entrate - comunicato 09 agosto 2017).

 

Dal 9 Agosto 2017 è possibile inviare, tramite i servizi telematici delle Entrate, la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia.
La definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti è rivolta ai contribuenti che, entro il 2 ottobre 2017, decidono di presentare la domanda e di versare gli importi contenuti nell’atto impugnato, contestati nel ricorso di primo grado, e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, al netto delle sanzioni collegate ai tributi e degli interessi di mora. Se la lite riguarda esclusivamente interessi di mora o sanzioni non collegate ai tributi, la definizione può, invece, essere effettuata versando il 40 per cento degli importi contestati.
La procedura in esame è possibile solo per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, nelle quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 aprile 2017, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva.
Non sono, invece, definibili le liti pendenti in materie diverse da quella tributaria, erroneamente instaurate innanzi alle commissioni tributarie e quelle nelle quali è parte unicamente l’agente della riscossione. Rimangono, inoltre, escluse dall’agevolazione le liti in cui non è possibile determinare il quantum dovuto dal contribuente e quelle relative, ad esempio, ai dinieghi espressi o taciti di rimborso.
Sul sito www.agenziaentrate.gov.it è disponibile l’applicazione "DCT" che consente di compilare e trasmettere online l’istanza per definire le liti fiscali. Per inviare la domanda è sufficiente accedere alla propria area riservata dei canali Entratel o Fisconline e, all’interno della sezione "Servizi per > Richiedere", utilizzare la funzione "Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti (art. 11, D.L. 50/2017)" per la compilazione e la trasmissione.
Per usufruire della definizione agevolata il contribuente deve presentare telematicamente una domanda di definizione per ogni controversia tributaria autonoma, ovvero relativa al singolo atto impugnato. Ciò può avvenire tramite un intermediario abilitato o recandosi presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia, ovvero in maniera diretta per i contribuenti abilitati ai servizi telematici.

 

 

Rinnovato il CIPL Metalmeccanica Artigianato Trento

Siglato il 28/8/2017, tra l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento e la FIM-CISL del Trentino, la UILM del Trentino, il CIPL “Area Meccanica” per i lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane dei settori Metalmeccanica, Installazione di Impianti, Orafi, Argentieri ed Affini e dalle Imprese Odontotecniche della Provincia Autonoma di Trento, con decorrenza fino al 31/12/2019.

Il presente accordo di rinnovo annulla e sostituisce in ogni sua parte il CIPL del settembre 2016 disdettato immediatamente dall’Associazione Artigiani.

Trattamento di malattia Operai

Dall’1/10/2017 le aziende garantiranno ai dipendenti con la qualifica “operaia”, compresi gli apprendisti, nel corso di ogni anno civile (1° gennaio – 31 dicembre) il pagamento, pari al 100% della retribuzione oraria lorda di fatto, per i periodi di “carenza” non indennizzati da INPS, relativi ad eventi morbosi inferiori a 7 giorni secondo le modalità di seguito stabilite:
– dall’1/10/2017 un numero massimo di n. 3 giornate di carenza per un massimo di n. 1 evento;
– dall’1/1/2018 un numero massimo di n. 4 giornate di carenza per un massimo di n. 3 eventi.
Per i lavoratori affetti da gravi patologie certificate e per i lavoratori affetti da patologie che richiedono terapie salvavita o terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, le parti concordano che il numero di eventi riconosciuti, come sopra specificato, coinciderà con il numero massimo di giornate riconoscibili nell’anno.

Flessibilità – Banca ore

La presente normativa è resa obbligatoria a far data dall’1/1/2018.
Viene istituita una Commissione paritetica composta da un minimo di 2 fino ad un massimo di 3 componenti per parte datoriale e da un minimo di 2 fino ad un massimo di 3 per parte sindacale, sottoscrittori del presente accordo, con lo scopo di monitorare le richieste di utilizzo della flessibilità.
Le aziende che intendano attivare la flessibilità o l’orario multiperiodale dovranno darne preventiva comunicazione alla Commissione paritetica sopra citata.
L’attuazione della flessibilità potrà realizzarsi sia in positivo che in negativo e sarà vincolante per tutti i lavoratori interessati.
I lavoratori coinvolti dall’attivazione della flessibilità in positivo saranno tenuti a prestare ore “in plus” rispetto al normale orario di lavoro contrattuale fino ad un limite massimo di n. 50 ore annue.
Tale prestazione aggiuntiva valida per ciascun singolo lavoratore è da calcolarsi nell’arco dei 12 mesi successivi all’attivazione dello strumento della flessibilità.
Restano confermati i limiti giornalieri e settimanali del lavoro straordinario previsti dal vigente CCNL.
E’ consentita l’attivazione della flessibilità in negativo, riducendo temporaneamente l’orario di lavoro settimanale (“orario in minus”) al fine di fronteggiare periodi di contrazione dell’attività produttiva.
Le ore di riduzione dell’orario dovranno essere gestite e recuperate successivamente.
Nel caso di attivazione della flessibilità in negativo il limite massimo consentito per le ore “in minus” è pari a n. 60 ore da calcolare nell’arco dei 12 mesi successivi all’attivazione dello strumento stesso.
Le parti concordano che le ore “in plus”, con le relative maggiorazioni previste dal CCNL per il lavoro straordinario, notturno e festivo, saranno smonetizzate ed accantonate nel “Conto orario individuale” con l’applicazione di un’aliquota forfettaria di maggiorazione pari al 20% (totale comprensivo della maggiorazione pari a 60 ore).
Allo stesso modo per le ore “in minus” non sarà effettuata alcuna trattenuta sulla retribuzione del dipendente da parte dell’azienda.
Qualora al termine dei 12 mesi dall’attivazione della flessibilità il lavoratore non avesse recuperato il saldo positivo delle ore accantonate nel “Conto orario individuale”, le ore restanti, nelle quali è già ricompresa la smonetizzazione forfettaria del 20% di maggiorazione, potranno essere retribuite con la prima mensilità utile salvo intese diverse tra azienda e dipendenti e comunicate alla commissione.

Permessi Retribuiti Aggiuntivi e Welfare aziendale

A decorrere dalla data di sottoscrizione del presente accordo le parti riconoscono a tutti i lavoratori in forza ed agli apprendisti un monte ore pari a 8 ore di permesso retribuito annuo.
Spirato il temine di cui sopra le ore non fruite saranno trasformate in Welfare Aziendale per un valore economico forfettario pari a 50 euro per n. 8 ore e di 100 euro per n. 16 ore.
Si stabilisce, inoltre, che le aziende prima di procedere all’attivazione della flessibilità in negativo e/o alla richiesta di fruizione di ammortizzatori sociali e/o all’attivazione della banca ore dovranno prima aver fatto fruire al proprio personale dipendente il monte ore di permessi sopra citato (16 ore).
Le parti concordano di smonetizzare, in caso di necessità dettate da cali produttivi, le festività cadenti di domenica.

Indennità contrattuale – ICT2017

Con la retribuzione del mese di ottobre 2017 sarà corrisposto un incremento salariale lordo a titolo di “indennità contrattuale” pari a 40 Euro per il 1° livello e riparametrato come da Tabella di seguito riportata.
Tale indennità dovrà essere esposta nel cedolino paga con apposita dicitura, come per es.: “ICT2017”.
Per le lavoratrici ed i lavoratori con qualifica di “Apprendista” l’aumento salariale previsto dal presente articolo avrà un valore pari al 70% dell’incremento previsto al 3° Livello.

TABELLA

Livello

Parametro

Incremento Salariale €

1 137 40,00
127 37,08
2B 120 35,03
3 115 33,57
4 109 31,81
5 105 30,65
6 100 29,19
Apprendisti 70% 23,50

Le Parti convengono, secondo prassi negoziale consolidata, che gli importi di cui agli aumenti contrattualmente previsti dal presente accordo siano assorbibili, in tutto o in parte, da eventuali “superminimi” erogati in aggiuntiva ai minimi salariali. Fatto salvo gli stessi non prevedano clausola di non assorbibilità.
Qualora il valore dell’indennità contrattuale sia corrisposta e non assorbita sarà a tutti gli effetti considerata un’indennità non più assorbibile.

Previdenza complementare

A far data dall’1/1/2018 per i lavoratori iscritti alla Previdenza complementare “Laborfonds” od eventuali altri Fondi contrattuali chiusi, l’importo di contribuzione a carico dell’azienda al Fondo sarà pari all’1,2%

Una Tantum e Quota Contrattuale

A favore dei lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo viene prevista la corresponsione in un’unica soluzione con la retribuzione di ottobre 2017 di un importo a titolo di una tantum pari ad Euro 200.
Il valore dell’una tantum è escluso dalla base di calcolo del TFR.
Ai soli lavoratori non iscritti alle OO.SS. sarà trattenuta dall’importo di Una Tantum una somma pari ad Euro 10 a titolo di quota contrattuale da versare su apposito Conto Corrente di Fim-Cisl ed Uilm-Uil presso Ebat, di cui si rimette di seguito l’IBAN.
IBAN: IT 02 N 02 008 01820 0000 82630507 c/o Unicredit
Intestatario: Ente Bilaterale del Trentino
Causale: versamento contrattuale area meccanica.

Siglato il 28/8/2017, tra l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento e la FIM-CISL del Trentino, la UILM del Trentino, il CIPL "Area Meccanica" per i lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane dei settori Metalmeccanica, Installazione di Impianti, Orafi, Argentieri ed Affini e dalle Imprese Odontotecniche della Provincia Autonoma di Trento, con decorrenza fino al 31/12/2019.

Il presente accordo di rinnovo annulla e sostituisce in ogni sua parte il CIPL del settembre 2016 disdettato immediatamente dall’Associazione Artigiani.

Trattamento di malattia Operai

Dall’1/10/2017 le aziende garantiranno ai dipendenti con la qualifica "operaia", compresi gli apprendisti, nel corso di ogni anno civile (1° gennaio - 31 dicembre) il pagamento, pari al 100% della retribuzione oraria lorda di fatto, per i periodi di "carenza" non indennizzati da INPS, relativi ad eventi morbosi inferiori a 7 giorni secondo le modalità di seguito stabilite:
- dall’1/10/2017 un numero massimo di n. 3 giornate di carenza per un massimo di n. 1 evento;
- dall’1/1/2018 un numero massimo di n. 4 giornate di carenza per un massimo di n. 3 eventi.
Per i lavoratori affetti da gravi patologie certificate e per i lavoratori affetti da patologie che richiedono terapie salvavita o terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, le parti concordano che il numero di eventi riconosciuti, come sopra specificato, coinciderà con il numero massimo di giornate riconoscibili nell’anno.

Flessibilità - Banca ore

La presente normativa è resa obbligatoria a far data dall’1/1/2018.
Viene istituita una Commissione paritetica composta da un minimo di 2 fino ad un massimo di 3 componenti per parte datoriale e da un minimo di 2 fino ad un massimo di 3 per parte sindacale, sottoscrittori del presente accordo, con lo scopo di monitorare le richieste di utilizzo della flessibilità.
Le aziende che intendano attivare la flessibilità o l’orario multiperiodale dovranno darne preventiva comunicazione alla Commissione paritetica sopra citata.
L’attuazione della flessibilità potrà realizzarsi sia in positivo che in negativo e sarà vincolante per tutti i lavoratori interessati.
I lavoratori coinvolti dall’attivazione della flessibilità in positivo saranno tenuti a prestare ore "in plus" rispetto al normale orario di lavoro contrattuale fino ad un limite massimo di n. 50 ore annue.
Tale prestazione aggiuntiva valida per ciascun singolo lavoratore è da calcolarsi nell’arco dei 12 mesi successivi all’attivazione dello strumento della flessibilità.
Restano confermati i limiti giornalieri e settimanali del lavoro straordinario previsti dal vigente CCNL.
E’ consentita l’attivazione della flessibilità in negativo, riducendo temporaneamente l’orario di lavoro settimanale ("orario in minus") al fine di fronteggiare periodi di contrazione dell’attività produttiva.
Le ore di riduzione dell’orario dovranno essere gestite e recuperate successivamente.
Nel caso di attivazione della flessibilità in negativo il limite massimo consentito per le ore "in minus" è pari a n. 60 ore da calcolare nell’arco dei 12 mesi successivi all’attivazione dello strumento stesso.
Le parti concordano che le ore "in plus", con le relative maggiorazioni previste dal CCNL per il lavoro straordinario, notturno e festivo, saranno smonetizzate ed accantonate nel "Conto orario individuale" con l’applicazione di un’aliquota forfettaria di maggiorazione pari al 20% (totale comprensivo della maggiorazione pari a 60 ore).
Allo stesso modo per le ore "in minus" non sarà effettuata alcuna trattenuta sulla retribuzione del dipendente da parte dell’azienda.
Qualora al termine dei 12 mesi dall’attivazione della flessibilità il lavoratore non avesse recuperato il saldo positivo delle ore accantonate nel "Conto orario individuale", le ore restanti, nelle quali è già ricompresa la smonetizzazione forfettaria del 20% di maggiorazione, potranno essere retribuite con la prima mensilità utile salvo intese diverse tra azienda e dipendenti e comunicate alla commissione.

Permessi Retribuiti Aggiuntivi e Welfare aziendale

A decorrere dalla data di sottoscrizione del presente accordo le parti riconoscono a tutti i lavoratori in forza ed agli apprendisti un monte ore pari a 8 ore di permesso retribuito annuo.
Spirato il temine di cui sopra le ore non fruite saranno trasformate in Welfare Aziendale per un valore economico forfettario pari a 50 euro per n. 8 ore e di 100 euro per n. 16 ore.
Si stabilisce, inoltre, che le aziende prima di procedere all’attivazione della flessibilità in negativo e/o alla richiesta di fruizione di ammortizzatori sociali e/o all’attivazione della banca ore dovranno prima aver fatto fruire al proprio personale dipendente il monte ore di permessi sopra citato (16 ore).
Le parti concordano di smonetizzare, in caso di necessità dettate da cali produttivi, le festività cadenti di domenica.

Indennità contrattuale - ICT2017

Con la retribuzione del mese di ottobre 2017 sarà corrisposto un incremento salariale lordo a titolo di "indennità contrattuale" pari a 40 Euro per il 1° livello e riparametrato come da Tabella di seguito riportata.
Tale indennità dovrà essere esposta nel cedolino paga con apposita dicitura, come per es.: "ICT2017".
Per le lavoratrici ed i lavoratori con qualifica di "Apprendista" l’aumento salariale previsto dal presente articolo avrà un valore pari al 70% dell’incremento previsto al 3° Livello.

TABELLA

Livello

Parametro

Incremento Salariale €

1 137 40,00
127 37,08
2B 120 35,03
3 115 33,57
4 109 31,81
5 105 30,65
6 100 29,19
Apprendisti 70% 23,50

Le Parti convengono, secondo prassi negoziale consolidata, che gli importi di cui agli aumenti contrattualmente previsti dal presente accordo siano assorbibili, in tutto o in parte, da eventuali "superminimi" erogati in aggiuntiva ai minimi salariali. Fatto salvo gli stessi non prevedano clausola di non assorbibilità.
Qualora il valore dell’indennità contrattuale sia corrisposta e non assorbita sarà a tutti gli effetti considerata un’indennità non più assorbibile.

Previdenza complementare

A far data dall’1/1/2018 per i lavoratori iscritti alla Previdenza complementare "Laborfonds" od eventuali altri Fondi contrattuali chiusi, l’importo di contribuzione a carico dell’azienda al Fondo sarà pari all’1,2%

Una Tantum e Quota Contrattuale

A favore dei lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo viene prevista la corresponsione in un’unica soluzione con la retribuzione di ottobre 2017 di un importo a titolo di una tantum pari ad Euro 200.
Il valore dell’una tantum è escluso dalla base di calcolo del TFR.
Ai soli lavoratori non iscritti alle OO.SS. sarà trattenuta dall'importo di Una Tantum una somma pari ad Euro 10 a titolo di quota contrattuale da versare su apposito Conto Corrente di Fim-Cisl ed Uilm-Uil presso Ebat, di cui si rimette di seguito l’IBAN.
IBAN: IT 02 N 02 008 01820 0000 82630507 c/o Unicredit
Intestatario: Ente Bilaterale del Trentino
Causale: versamento contrattuale area meccanica.

Bonus SUD: estesi i termini di recupero degli arretrati

Al fine di agevolare i datori di lavoro nel recupero delle somme spettanti, sono stati prorogati i termini per il recupero degli importi relativi all’incentivo “Occupazione SUD” e parzialmente modificate le indicazioni operative fornite in precedenza.

L’incentivo “Occupazione SUD” – come noto – spetta per le assunzioni in regioni “meno sviluppate” o “in transizione”, di persone disoccupate, intese come soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego.
Al fine del riconoscimento dell’agevolazione, l’INPS provvede a consultare gli archivi informatici dell’ANPAL per conoscere se il soggetto per cui si chiede l’incentivo sia disoccupato; calcolare l’importo dell’incentivo spettante verificare la disponibilità residua della risorsa; informare, esclusivamente in modalità telematica mediante comunicazione all’interno del medesimo modulo di istanza, che è stato prenotato in favore del datore di lavoro l’importo dell’incentivo per l’assunzione del lavoratore indicato nell’istanza preliminare.

A causa di alcuni ritardi nell’aggiornamento degli archivi dell’ANPAL concernenti lo stato di disoccupazione dei lavoratori e del conseguente ritardo nel riconoscimento dell’incentivo da parte dell’Istituto, si rende noto che, al fine di agevolare i datori di lavoro nel recupero delle somme spettanti, sono stati prorogati i termini per il recupero degli importi relativi all’incentivo “Occupazione SUD”.
Pertanto, a parziale modifica delle indicazioni operative già fornite nel paragrafo 11, della circolare n.41/2017 e nel messaggio n 2152/2017, si rende noto che nell’elemento <ImportoArrIncentivo> potrà essere indicato l’importo del bonus relativo ai mesi di competenza di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno 2017 – tali importi saranno poi riportati, a cura dell’Istituto, nel DM2013 “VIRTUALE” con i codici di recupero “L463” e “L465” -.
La valorizzazione del predetto elemento potrà essere effettuata fino al flusso contributivo con competenza agosto 2017.

Al fine di agevolare i datori di lavoro nel recupero delle somme spettanti, sono stati prorogati i termini per il recupero degli importi relativi all'incentivo "Occupazione SUD" e parzialmente modificate le indicazioni operative fornite in precedenza.

L’incentivo "Occupazione SUD" - come noto - spetta per le assunzioni in regioni "meno sviluppate" o "in transizione", di persone disoccupate, intese come soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego.
Al fine del riconoscimento dell’agevolazione, l’INPS provvede a consultare gli archivi informatici dell’ANPAL per conoscere se il soggetto per cui si chiede l’incentivo sia disoccupato; calcolare l’importo dell’incentivo spettante verificare la disponibilità residua della risorsa; informare, esclusivamente in modalità telematica mediante comunicazione all’interno del medesimo modulo di istanza, che è stato prenotato in favore del datore di lavoro l’importo dell’incentivo per l’assunzione del lavoratore indicato nell’istanza preliminare.

A causa di alcuni ritardi nell’aggiornamento degli archivi dell’ANPAL concernenti lo stato di disoccupazione dei lavoratori e del conseguente ritardo nel riconoscimento dell'incentivo da parte dell'Istituto, si rende noto che, al fine di agevolare i datori di lavoro nel recupero delle somme spettanti, sono stati prorogati i termini per il recupero degli importi relativi all'incentivo "Occupazione SUD".
Pertanto, a parziale modifica delle indicazioni operative già fornite nel paragrafo 11, della circolare n.41/2017 e nel messaggio n 2152/2017, si rende noto che nell’elemento <ImportoArrIncentivo> potrà essere indicato l’importo del bonus relativo ai mesi di competenza di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno 2017 - tali importi saranno poi riportati, a cura dell’Istituto, nel DM2013 "VIRTUALE" con i codici di recupero "L463" e "L465" -.
La valorizzazione del predetto elemento potrà essere effettuata fino al flusso contributivo con competenza agosto 2017.