P.A.: contratti di prestazione occasionale in deroga al numero dei dipendenti

A sostituire i voucher, arrivano i Libretti famiglia e i contratti di prestazione occasionale (cd. PrestO). Nell’utilizzo di questi ultimi, disposizioni particolari sono dettate per la Pubblica amministrazione.

Alle prestazioni occasionali possono fare ricorso:
– le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, per il ricorso a prestazioni occasionali mediante il Libretto Famiglia;
– gli altri utilizzatori, per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale.

Il ricorso al contratto di prestazione occasionale è soggetto a limiti specifici. È infatti vietato, secondo il comma 14 dell’articolo 54bis, D.L. n. 50/2017 conv. con mod. in L. n. 96/2017, il ricorso a tale contratto:
– da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
– da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; giovani con meno di 25 anni di età; persone disoccupate; percettori di prestazioni di sostegno del reddito, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
– da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
– nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Tuttavia le amministrazioni pubbliche (come definite dall’art. 1, co. 2, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165) possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale, in deroga al divieto di ricorrervi quando alle proprie dipendenze ci sono più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali:
– nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;
– per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
– per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
– per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

A sostituire i voucher, arrivano i Libretti famiglia e i contratti di prestazione occasionale (cd. PrestO). Nell’utilizzo di questi ultimi, disposizioni particolari sono dettate per la Pubblica amministrazione.

Alle prestazioni occasionali possono fare ricorso:
- le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, per il ricorso a prestazioni occasionali mediante il Libretto Famiglia;
- gli altri utilizzatori, per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale.

Il ricorso al contratto di prestazione occasionale è soggetto a limiti specifici. È infatti vietato, secondo il comma 14 dell’articolo 54bis, D.L. n. 50/2017 conv. con mod. in L. n. 96/2017, il ricorso a tale contratto:
- da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
- da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; giovani con meno di 25 anni di età; persone disoccupate; percettori di prestazioni di sostegno del reddito, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
- da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
- nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Tuttavia le amministrazioni pubbliche (come definite dall’art. 1, co. 2, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165) possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale, in deroga al divieto di ricorrervi quando alle proprie dipendenze ci sono più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali:
- nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;
- per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
- per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
- per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

Jobs act autonomi: congedo parentale e tutela della gravidanza

30 giu 201 La gravidanza, la malattia e l’infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non comportano l’estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell’interesse del committente.

In caso di maternità – ha previsto inoltre il Jobs act autonomi – se c’è il consenso del committente, è possibile la sostituzione delle lavoratrici autonome da parte di altri lavoratori autonomi di fiducia delle lavoratrici stesse, in possesso dei necessari requisiti professionali, nonché dei soci, anche attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto.
In caso di malattia o di infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l’intera durata della malattia o dell’infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione.

Con riferimento al congedo parentale, poi, dal 14 giugno scorso, alle lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, tenuti al versamento della contribuzione maggiorata, spetta un trattamento economico per congedo parentale per un periodo massimo pari a sei mesi entro i primi 3 anni di vita del bambino; i trattamenti economici per congedo parentale, anche se fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare tra entrambi i genitori il limite complessivo di sei mesi.
Il trattamento economico per i periodi di congedo parentale fruiti entro il primo anno di vita del bambino è corrisposto, a prescindere dall’accredito di almeno tre mensilità della predetta contribuzione maggiorata nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile, anche alle lavoratrici ed ai lavoratori che abbiano titolo all’indennità di maternità o paternità. In tale caso, l’indennità è calcolata in misura pari al 30% del reddito preso a riferimento per la corresponsione dell’indennità di maternità o paternità.

30 giu 201 La gravidanza, la malattia e l'infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non comportano l'estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente.

In caso di maternità - ha previsto inoltre il Jobs act autonomi - se c’è il consenso del committente, è possibile la sostituzione delle lavoratrici autonome da parte di altri lavoratori autonomi di fiducia delle lavoratrici stesse, in possesso dei necessari requisiti professionali, nonché dei soci, anche attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto.
In caso di malattia o di infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell'attività lavorativa per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l'intera durata della malattia o dell'infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione.

Con riferimento al congedo parentale, poi, dal 14 giugno scorso, alle lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, tenuti al versamento della contribuzione maggiorata, spetta un trattamento economico per congedo parentale per un periodo massimo pari a sei mesi entro i primi 3 anni di vita del bambino; i trattamenti economici per congedo parentale, anche se fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare tra entrambi i genitori il limite complessivo di sei mesi.
Il trattamento economico per i periodi di congedo parentale fruiti entro il primo anno di vita del bambino è corrisposto, a prescindere dall’accredito di almeno tre mensilità della predetta contribuzione maggiorata nei dodici mesi precedenti l'inizio del periodo indennizzabile, anche alle lavoratrici ed ai lavoratori che abbiano titolo all'indennità di maternità o paternità. In tale caso, l'indennità è calcolata in misura pari al 30% del reddito preso a riferimento per la corresponsione dell'indennità di maternità o paternità.

Parte normativa dell’accordo di rinnovo del CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

Le nuove disposizioni introdotte dalla Parte normativa dell’accordo 27/6/2017 di rinnovo del CCNL per i dipendenti da Aziende Ortofrutticole ed Agrumarie

Ente Bilaterale Ortofrutta – E.B.O.
Il finanziamento delle attività dell’E.B.O. avverrà su base paritetica:
a) mediante il pagamento di un contributo di € 0,10 mensile per lavoratore occupato, di cui lire € 0,05 a carico dell’azienda e € 0,05 a carico di ogni singolo lavoratore;
b) mediante il pagamento di un contributo suppletivo di funzionamento operativo, anch’esso da versare pariteticamente, in misura non superiore a € 0,52 mensili per lavoratore occupato da destinare al sostegno dell’attività.
Il contributo suppletivo di funzionamento operativo, in quanto funzionale alla realizzazione di progetti, è suscettibile di aumento o diminuzione nel tempo.

Previdenza complementare
E’ confermata la disposizione contrattuale vigente in ordine alla contribuzione, con l’integrazione del dovere in capo all’azienda di fornire al lavoratore, al momento dell’assunzione, adeguata informativa scritta relativa al fondo FON.TE.

Periodo di comporto
Nei confronti dei lavoratori con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ammalati o infortunati sul lavoro, la conservazione del posto fissata nel periodo massimo di 180 giorni dal presente articolo, sarà prolungata a richiesta del lavoratore, per un ulteriore periodo non superiore a giorni 180, alle seguenti condizioni:
1) che non si tratti di malattie croniche e/o psichiche;
2) che siano esibiti dal lavoratore regolari certificati medici;
3) che il periodo eccedente i 180 giorni sia considerato di “aspettativa” senza retribuzione.

I lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di cui al precedente comma dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata R.R. prima della scadenza del 180° giorno di assenza per la malattia o infortunio e firmare espressa accettazione delle suddette condizioni.
Ai fini del periodo di comporto, al raggiungimento del 150° giorno di malattia, l’azienda dovrà comunicare in forma scritta al lavoratore tale raggiungimento.
Per la comunicazione aziendale, ai fini dell’adempimento, verrà presa in considerazione la data di spedizione.

Maternità o paternità facoltativa
Ai sensi del D.Lgs. 80/2015 art. 7, il congedo facoltativo potrà essere fruito anche ad ore con un orario ridotto pari al 50%. In tal caso il termine di preavviso è pari a due giorni.

Passaggio di livello
Si dispone che possono avere il passaggio al Sesto Livello Super i lavoratori stagionali che abbiano prestato per almeno cinque anni civili (1 Gennaio – 31 Dicembre) consecutivi, presso la stessa azienda, attività lavorativa annuale, in uno o più periodi, e per non meno di 45 mesi di assunzione (anche frazionati).

Rapporto di prestazione occasionale
Con nuovo articolo si stabilisce che gli istituti contrattuali tesi a disciplinare il rapporto di prestazione occasionale, a partire da quelli in sostituzione dei voucher ex D.Lgs. 81/2015, capo VI, artt. dal 48 al 50, non potranno trovare applicazione nell’ambito delle mansioni previste dalle declaratorie del presente CCNL.

Orario di lavoro
Si conferma la fissazione dell’orario normale di lavoro effettivo 40 ore settimanali ma si chiarisce con la distribuzione in cinque giorni dal lunedì al venerdì.

Appalti
Per quanto riguarda le aziende appaltatrici, il rinnovo stabilisce che esse dovranno applicare il CCNL di settore e la relativa contrattazione aziendale e/o territoriale.

Le nuove disposizioni introdotte dalla Parte normativa dell’accordo 27/6/2017 di rinnovo del CCNL per i dipendenti da Aziende Ortofrutticole ed Agrumarie

Ente Bilaterale Ortofrutta - E.B.O.
Il finanziamento delle attività dell’E.B.O. avverrà su base paritetica:
a) mediante il pagamento di un contributo di € 0,10 mensile per lavoratore occupato, di cui lire € 0,05 a carico dell’azienda e € 0,05 a carico di ogni singolo lavoratore;
b) mediante il pagamento di un contributo suppletivo di funzionamento operativo, anch’esso da versare pariteticamente, in misura non superiore a € 0,52 mensili per lavoratore occupato da destinare al sostegno dell’attività.
Il contributo suppletivo di funzionamento operativo, in quanto funzionale alla realizzazione di progetti, è suscettibile di aumento o diminuzione nel tempo.

Previdenza complementare
E’ confermata la disposizione contrattuale vigente in ordine alla contribuzione, con l’integrazione del dovere in capo all’azienda di fornire al lavoratore, al momento dell’assunzione, adeguata informativa scritta relativa al fondo FON.TE.

Periodo di comporto
Nei confronti dei lavoratori con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ammalati o infortunati sul lavoro, la conservazione del posto fissata nel periodo massimo di 180 giorni dal presente articolo, sarà prolungata a richiesta del lavoratore, per un ulteriore periodo non superiore a giorni 180, alle seguenti condizioni:
1) che non si tratti di malattie croniche e/o psichiche;
2) che siano esibiti dal lavoratore regolari certificati medici;
3) che il periodo eccedente i 180 giorni sia considerato di "aspettativa" senza retribuzione.

I lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di cui al precedente comma dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata R.R. prima della scadenza del 180° giorno di assenza per la malattia o infortunio e firmare espressa accettazione delle suddette condizioni.
Ai fini del periodo di comporto, al raggiungimento del 150° giorno di malattia, l’azienda dovrà comunicare in forma scritta al lavoratore tale raggiungimento.
Per la comunicazione aziendale, ai fini dell’adempimento, verrà presa in considerazione la data di spedizione.

Maternità o paternità facoltativa
Ai sensi del D.Lgs. 80/2015 art. 7, il congedo facoltativo potrà essere fruito anche ad ore con un orario ridotto pari al 50%. In tal caso il termine di preavviso è pari a due giorni.

Passaggio di livello
Si dispone che possono avere il passaggio al Sesto Livello Super i lavoratori stagionali che abbiano prestato per almeno cinque anni civili (1 Gennaio - 31 Dicembre) consecutivi, presso la stessa azienda, attività lavorativa annuale, in uno o più periodi, e per non meno di 45 mesi di assunzione (anche frazionati).

Rapporto di prestazione occasionale
Con nuovo articolo si stabilisce che gli istituti contrattuali tesi a disciplinare il rapporto di prestazione occasionale, a partire da quelli in sostituzione dei voucher ex D.Lgs. 81/2015, capo VI, artt. dal 48 al 50, non potranno trovare applicazione nell’ambito delle mansioni previste dalle declaratorie del presente CCNL.

Orario di lavoro
Si conferma la fissazione dell’orario normale di lavoro effettivo 40 ore settimanali ma si chiarisce con la distribuzione in cinque giorni dal lunedì al venerdì.

Appalti
Per quanto riguarda le aziende appaltatrici, il rinnovo stabilisce che esse dovranno applicare il CCNL di settore e la relativa contrattazione aziendale e/o territoriale.

Garage in un comune differente: ok al pagamento IMU

Ai fini IMU, è soggetto all’imposta che possiede un garage in un comune diverso da quello dell’abitazione principale (Corte di Cassazione – Ordinanza 23 giugno 2017, n. 15668)

La Suprema Corte rigetta il ricorso del contribuente avverso la sentenza della CTR, relativa un avviso di accertamento IMU emesso per l’assoggettabilità a imposta di un garage sito in un comune differente dall’abitazione principale di proprietà del contribuente e in cui risiedeva, ritenuto dallo stesso asservito al vincolo pertinenziale.
Secondo la Cassazione, “In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l’esclusione dell’autonoma tassabilità delle aree pertinenziali, prevista dall’art. 2 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, si fonda sull’accertamento rigoroso dei presupposti di cui all’art. 817 cod. civ., desumibili da concreti segni esteriori dimostrativi della volontà del titolare, consistenti nel fatto oggettivo che il bene sia effettivamente posto, da parte del proprietario del fabbricato principale, a servizio (o ad ornamento) del fabbricato medesimo e che non sia possibile una diversa destinazione senza radicale trasformazione, poiché, altrimenti, sarebbe agevole per il proprietario al mero fine di godere dell’esenzione creare una destinazione pertinenziale che possa facilmente cessare senza determinare una radicale trasformazione dell’immobile stesso”
Nel caso di specie, l’immobile che il contribuente dichiara di aver asservito ad altro di sua proprietà è un garage sito in un comune differente da quello dell’abitazione, pertanto, la distanza degli immobili è tale che la durevolezza del vincolo pertinenziale è suscettibile di essere rimosso secondo la convenienza del contribuente, senza necessità di “radicali trasformazioni” per una diversa destinazione, rimettendo la possibilità di fruire dell’agevolazione alla mera scelta del contribuente e ciò è in chiaro contrasto con il principio di capacità contributiva. D’altra parte, manca nella presente vicenda, il requisito della contiguità spaziale; né risulta dal ricorso l’esistenza di quel vincolo cartolare di contestuale destinazione al servizio dell’abitazione al momento del separato acquisto del garage.

Ai fini IMU, è soggetto all’imposta che possiede un garage in un comune diverso da quello dell’abitazione principale (Corte di Cassazione - Ordinanza 23 giugno 2017, n. 15668)

La Suprema Corte rigetta il ricorso del contribuente avverso la sentenza della CTR, relativa un avviso di accertamento IMU emesso per l'assoggettabilità a imposta di un garage sito in un comune differente dall’abitazione principale di proprietà del contribuente e in cui risiedeva, ritenuto dallo stesso asservito al vincolo pertinenziale.
Secondo la Cassazione, "In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l'esclusione dell'autonoma tassabilità delle aree pertinenziali, prevista dall'art. 2 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, si fonda sull'accertamento rigoroso dei presupposti di cui all'art. 817 cod. civ., desumibili da concreti segni esteriori dimostrativi della volontà del titolare, consistenti nel fatto oggettivo che il bene sia effettivamente posto, da parte del proprietario del fabbricato principale, a servizio (o ad ornamento) del fabbricato medesimo e che non sia possibile una diversa destinazione senza radicale trasformazione, poiché, altrimenti, sarebbe agevole per il proprietario al mero fine di godere dell'esenzione creare una destinazione pertinenziale che possa facilmente cessare senza determinare una radicale trasformazione dell'immobile stesso"
Nel caso di specie, l'immobile che il contribuente dichiara di aver asservito ad altro di sua proprietà è un garage sito in un comune differente da quello dell’abitazione, pertanto, la distanza degli immobili è tale che la durevolezza del vincolo pertinenziale è suscettibile di essere rimosso secondo la convenienza del contribuente, senza necessità di "radicali trasformazioni" per una diversa destinazione, rimettendo la possibilità di fruire dell'agevolazione alla mera scelta del contribuente e ciò è in chiaro contrasto con il principio di capacità contributiva. D'altra parte, manca nella presente vicenda, il requisito della contiguità spaziale; né risulta dal ricorso l'esistenza di quel vincolo cartolare di contestuale destinazione al servizio dell'abitazione al momento del separato acquisto del garage.

Firmato un accordo nel settore delle lavanderie

Sottoscritto un accordo per il per le imprese del sistema industriale integrato di beni e servizi medici e tessili affini

Questi i punti toccati dall’accordo

 

Incentivo di modulo
Viene abrogare la Dichiarazione a verbale introdotta all’art. 37 CCNL  e al contempo, le parti prendono atto che per motivi non dipendenti dalla loro volontà rispetto agli impegni assunti con il Contratto Collettivo di Lavoro del 17/12/2007 relativamente all’implementazione del nuovo sistema di inquadramento professionale non si sono pienamente concretizzati i percorsi convenuti, e in relazione a ciò valorizzano questo stato di cose in 8,00 euro lordi mensili (1 + 7). Di questi, con il CCNL del 19/12/2009 si è già previsto che le aziende versino 1,00 euro come contributo per il Fondo Sanitario Integrativo. Con riferimento ai restanti 7,00 euro lordi, si conviene che a partire dall’1/1/2018 l’incentivo di modulo è incrementato dei seguenti importi lordi:

Livello

Importi in Euro

A2 5,00
A3 6,00
B1 8,00
B2 9,00
B3 10,00
C1 12,00
C2 13,00

Quota di sottoscrizione contrattuale
In relazione alla sottoscrizione dell’Accordo dell’11/5/2017, è stata convenuta la seguente procedura esecutiva in ordine alla trattenuta ed al versamento delle quote di sottoscrizione contrattuale di 40,00 euro a carico dei lavoratori non iscritti alle Organizzazioni Sindacali Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil.

 

Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
Non è possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante se il datore di lavoro non ha mantenuto in servizio almeno il 50% dei lavoratori apprendisti il cui contratto sia venuto a scadere nei 36 mesi precedenti.

 

Norme per il licenziamento
E’ prevista la sospensione cautelare, non disciplinare, del lavoratore con effetto immediato per un periodo massimo di 8 giorni. Il datore di lavoro comunicherà per iscritto al lavoratore i fatti rilevanti ai fini del provvedimento e ne esaminerà le eventuali controdeduzioni

Sottoscritto un accordo per il per le imprese del sistema industriale integrato di beni e servizi medici e tessili affini

Questi i punti toccati dall’accordo

 

Incentivo di modulo
Viene abrogare la Dichiarazione a verbale introdotta all’art. 37 CCNL  e al contempo, le parti prendono atto che per motivi non dipendenti dalla loro volontà rispetto agli impegni assunti con il Contratto Collettivo di Lavoro del 17/12/2007 relativamente all'implementazione del nuovo sistema di inquadramento professionale non si sono pienamente concretizzati i percorsi convenuti, e in relazione a ciò valorizzano questo stato di cose in 8,00 euro lordi mensili (1 + 7). Di questi, con il CCNL del 19/12/2009 si è già previsto che le aziende versino 1,00 euro come contributo per il Fondo Sanitario Integrativo. Con riferimento ai restanti 7,00 euro lordi, si conviene che a partire dall’1/1/2018 l'incentivo di modulo è incrementato dei seguenti importi lordi:

Livello

Importi in Euro

A2 5,00
A3 6,00
B1 8,00
B2 9,00
B3 10,00
C1 12,00
C2 13,00

Quota di sottoscrizione contrattuale
In relazione alla sottoscrizione dell'Accordo dell'11/5/2017, è stata convenuta la seguente procedura esecutiva in ordine alla trattenuta ed al versamento delle quote di sottoscrizione contrattuale di 40,00 euro a carico dei lavoratori non iscritti alle Organizzazioni Sindacali Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil.

 

Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
Non è possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante se il datore di lavoro non ha mantenuto in servizio almeno il 50% dei lavoratori apprendisti il cui contratto sia venuto a scadere nei 36 mesi precedenti.

 

Norme per il licenziamento
E’ prevista la sospensione cautelare, non disciplinare, del lavoratore con effetto immediato per un periodo massimo di 8 giorni. Il datore di lavoro comunicherà per iscritto al lavoratore i fatti rilevanti ai fini del provvedimento e ne esaminerà le eventuali controdeduzioni

EGR per i dipendenti dei Consorzi agrari

Questo mese è prevista la corresponsione dell’Elemento di garanzia retributiva per i dipendenti delle aziende che applicano il CCNL Consorzi agrari.

Nei Consorzi Agrari nei quali non è stata rinnovata la contrattazione integrativa aziendale sarà definito, d’intesa con la rappresentanza sindacale aziendale (RSU/RSA), laddove costituita, un premio annuale di risultato, collegato ai fini della detassazione a criteri di misurazione economica desumibili dalle risultanze dei bilancio o, nel caso dei Consorzi in liquidazione coatta amministrativa con autorizzazione all’esercizio provvisorio delle attività di impresa, della situazione riepilogativa annualmente trasmessa al Ministero che esercita la vigilanza. I suddetti criteri faranno riferimento, progressivamente, all’incremento del rapporto tra fatturato e numero dei dipendenti, alla differenza positiva tra valore e costi della produzione (punti A – B del bilancio) e al positivo risultato di esercizio.
Qualora nessuno degli obiettivi di cui al comma precedente o degli obiettivi definiti con la contrattazione aziendale dovesse essere conseguito, sarà riconosciuto un premio del 2% dello stipendio base per quattordici mensilità a titolo di garanzia retributiva.

Questo mese è prevista la corresponsione dell’Elemento di garanzia retributiva per i dipendenti delle aziende che applicano il CCNL Consorzi agrari.

Nei Consorzi Agrari nei quali non è stata rinnovata la contrattazione integrativa aziendale sarà definito, d’intesa con la rappresentanza sindacale aziendale (RSU/RSA), laddove costituita, un premio annuale di risultato, collegato ai fini della detassazione a criteri di misurazione economica desumibili dalle risultanze dei bilancio o, nel caso dei Consorzi in liquidazione coatta amministrativa con autorizzazione all’esercizio provvisorio delle attività di impresa, della situazione riepilogativa annualmente trasmessa al Ministero che esercita la vigilanza. I suddetti criteri faranno riferimento, progressivamente, all’incremento del rapporto tra fatturato e numero dei dipendenti, alla differenza positiva tra valore e costi della produzione (punti A - B del bilancio) e al positivo risultato di esercizio.
Qualora nessuno degli obiettivi di cui al comma precedente o degli obiettivi definiti con la contrattazione aziendale dovesse essere conseguito, sarà riconosciuto un premio del 2% dello stipendio base per quattordici mensilità a titolo di garanzia retributiva.

Omesso versamento delle ritenute previdenziali, la depenalizzazione del reato

La sopravvenuta depenalizzazione del reato per omesso versamento delle ritenute previdenziali sulle retribuzioni dei lavoratori è rilevabile dai giudici di merito e di legittimità, indipendentemente dall’oggetto del gravame ed anche per il caso di ricorso inammissibile.

La vicenda riguarda la condanna, sia in primo grado che in appello, di un datore di lavoro per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali, per avere nella sua qualità di titolare di ditta individuale, con più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso, omesso di effettuare nei termini di legge il versamento delle ritenute previdenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti dell’impresa.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando l’erronea applicazione della legge.
La Suprema Corte accoglie il ricorso, rilevando la sopravvenuta depenalizzazione del fatto per la sentenza impugnata, indipendentemente dall’oggetto del gravame ed anche per il caso di ricorso inammissibile. La norma incriminatrice, in origine, puniva con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino a 1.032,00 euro qualsiasi condotta illecita del datore di lavoro che operasse nel senso predetto. L’attuale testo normativo, al contrario, differenzia il regime giuridico in ragione dell’omissione compiuta dal datore di lavoro, confermando la sanzione penale della reclusione fino a 3 anni, congiunta alla multa fino a 1.032,00 euro, per i soli omessi versamenti di importo superiore a 10.000,00 euro annui. Nei casi in cui, invece, l’importo omesso rimane al di sotto della predetta soglia, è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro a 50.000,00 euro. In ogni caso, il datore di lavoro non è punibile con la sanzione penale e non è assoggettabile neppure alla sanzione amministrativa se versa quanto dovuto entro 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’accertamento della violazione.
Infine, ai fini della regolamentazione del periodo transitorio, sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili, è previsto che l’autorità giudiziaria disponga la trasmissione all’autorità amministrativa competente degli atti dei procedimenti penali relativi ai reati trasformati in illeciti amministrativi, salvo che il reato risulti prescritto o estinto per altra causa alla medesima data.

La sopravvenuta depenalizzazione del reato per omesso versamento delle ritenute previdenziali sulle retribuzioni dei lavoratori è rilevabile dai giudici di merito e di legittimità, indipendentemente dall’oggetto del gravame ed anche per il caso di ricorso inammissibile.

La vicenda riguarda la condanna, sia in primo grado che in appello, di un datore di lavoro per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali, per avere nella sua qualità di titolare di ditta individuale, con più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso, omesso di effettuare nei termini di legge il versamento delle ritenute previdenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti dell'impresa.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando l’erronea applicazione della legge.
La Suprema Corte accoglie il ricorso, rilevando la sopravvenuta depenalizzazione del fatto per la sentenza impugnata, indipendentemente dall’oggetto del gravame ed anche per il caso di ricorso inammissibile. La norma incriminatrice, in origine, puniva con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino a 1.032,00 euro qualsiasi condotta illecita del datore di lavoro che operasse nel senso predetto. L'attuale testo normativo, al contrario, differenzia il regime giuridico in ragione dell'omissione compiuta dal datore di lavoro, confermando la sanzione penale della reclusione fino a 3 anni, congiunta alla multa fino a 1.032,00 euro, per i soli omessi versamenti di importo superiore a 10.000,00 euro annui. Nei casi in cui, invece, l'importo omesso rimane al di sotto della predetta soglia, è prevista l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro a 50.000,00 euro. In ogni caso, il datore di lavoro non è punibile con la sanzione penale e non è assoggettabile neppure alla sanzione amministrativa se versa quanto dovuto entro 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'accertamento della violazione.
Infine, ai fini della regolamentazione del periodo transitorio, sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili, è previsto che l'autorità giudiziaria disponga la trasmissione all'autorità amministrativa competente degli atti dei procedimenti penali relativi ai reati trasformati in illeciti amministrativi, salvo che il reato risulti prescritto o estinto per altra causa alla medesima data.

Voluntary Disclosure: le modifiche della Manovra Fiscale

In vigore dal 24 giugno 2017 tre importanti novità relative alla disciplina della riapertura dei termini per la collaborazione volontaria in materia fiscale (c.d. “Voluntary disclosure) (art. 1-ter, D.L. n. 50/2017 conv. con modif. in L. n. 96/2017).

In particolare:

– se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi di lavoro dipendente ed autonomo, ad essi si applica la disciplina del credito d’imposta per redditi prodotti all’estero anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all’estero (tale disposizione trova applicazione anche agli inviti a comparire, agli atti di accertamento con adesione ed agli atti sanzionatori emanati in virtù della precedente voluntary disclosure, purché non definiti al 24 giugno 2017);

– viene esteso l’esonero dagli obblighi dichiarativi anche con riferimento all’IVIE (Imposta sugli immobili situati all’estero) ed all’IVAFE (Imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato;

– è stata prevista una mitigazione delle sanzioni in caso di errori nel calcolo delle somme dovute e autoliquidate dal contribuente, con lo scopo di non penalizzare allo stesso modo chi versa commettendo uno sbaglio e chi, invece, resta totalmente inerte.

In vigore dal 24 giugno 2017 tre importanti novità relative alla disciplina della riapertura dei termini per la collaborazione volontaria in materia fiscale (c.d. "Voluntary disclosure) (art. 1-ter, D.L. n. 50/2017 conv. con modif. in L. n. 96/2017).

In particolare:

- se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi di lavoro dipendente ed autonomo, ad essi si applica la disciplina del credito d’imposta per redditi prodotti all’estero anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all’estero (tale disposizione trova applicazione anche agli inviti a comparire, agli atti di accertamento con adesione ed agli atti sanzionatori emanati in virtù della precedente voluntary disclosure, purché non definiti al 24 giugno 2017);

- viene esteso l’esonero dagli obblighi dichiarativi anche con riferimento all’IVIE (Imposta sugli immobili situati all’estero) ed all’IVAFE (Imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato;

- è stata prevista una mitigazione delle sanzioni in caso di errori nel calcolo delle somme dovute e autoliquidate dal contribuente, con lo scopo di non penalizzare allo stesso modo chi versa commettendo uno sbaglio e chi, invece, resta totalmente inerte.

Premio aziendale per i dipendenti del Gruppo Equitalia S.p.A.

Spetta l’erogazione del premio aziendale con le competenze del mese di giugno 2017 ai dipendenti del Gruppo Equitalia S.p.A..

Con accordo siglato lo scorso anno tra Equitalia S.p.A., Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A. ed Equitalia Giustizia S.p.A. e le Segreterie degli Organi di Coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Aziendali delle OO.SS. FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UGL, UILCA, assistite dalle rispettive Segreterie Nazionali, si è convenuto all’erogazione del premio aziendale con le competenze del mese di giugno 2017.
Per l’anno di competenza 2016 il suddetto Premio sarà pertanto corrisposto al personale delle Aree professionali ed ai Quadri direttivi delle Società del Gruppo Equitalia S.p.A. negli importi riportati nella seguente tabella.
L’erogazione del premio aziendale avverrà di norma con le competenze del mese di giugno 2017.
Tale Premio, in coerenza con i principi e linee guida delle norme di legge in materia di regime di tassazione agevolata, sarà erogato in presenza di un risultato del margine operativo lordo (MOL) positivo ed incrementale rispetto all’esercizio dell’anno precedente (2015) a livello di bilancio consolidato di Gruppo. In questo senso, a valle dell’approvazione annuale del suddetto bilancio consolidato, le Parti si impegnano ad incontrarsi per verificare il raggiungimento di tale obiettivo ed esprimere reciproche valutazioni.
Il Premio sarà corrisposto a tutti i dipendenti in forza attiva alla data dell’1/1/2017.

PREMIO AZIENDALE 2016

LIVELLI

EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE SPA

EQUITALIA SPA

EQUITALIA GIUSTIZIA SPA

QD4 4.040 3.761 3.102
QD3 3.422 3.188 2.630
QD2 3.050 2.841 2.344
QD1 2.870 2.673 2.205
3A4L 2.520 2.345 1.935
3A3L 2.345 2.182 1.800
3A2L 2.215 2.059 1.699
3A1L 2.100 1.953 1.611
2A3L 1.970 1.834  
2A2L 1.895 1.762  
2A1L 1.845 1.716  
Liv. Unico 1.720 1.597  

Spetta l’erogazione del premio aziendale con le competenze del mese di giugno 2017 ai dipendenti del Gruppo Equitalia S.p.A..

Con accordo siglato lo scorso anno tra Equitalia S.p.A., Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A. ed Equitalia Giustizia S.p.A. e le Segreterie degli Organi di Coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Aziendali delle OO.SS. FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UGL, UILCA, assistite dalle rispettive Segreterie Nazionali, si è convenuto all’erogazione del premio aziendale con le competenze del mese di giugno 2017.
Per l’anno di competenza 2016 il suddetto Premio sarà pertanto corrisposto al personale delle Aree professionali ed ai Quadri direttivi delle Società del Gruppo Equitalia S.p.A. negli importi riportati nella seguente tabella.
L’erogazione del premio aziendale avverrà di norma con le competenze del mese di giugno 2017.
Tale Premio, in coerenza con i principi e linee guida delle norme di legge in materia di regime di tassazione agevolata, sarà erogato in presenza di un risultato del margine operativo lordo (MOL) positivo ed incrementale rispetto all’esercizio dell’anno precedente (2015) a livello di bilancio consolidato di Gruppo. In questo senso, a valle dell’approvazione annuale del suddetto bilancio consolidato, le Parti si impegnano ad incontrarsi per verificare il raggiungimento di tale obiettivo ed esprimere reciproche valutazioni.
Il Premio sarà corrisposto a tutti i dipendenti in forza attiva alla data dell’1/1/2017.

PREMIO AZIENDALE 2016

LIVELLI

EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE SPA

EQUITALIA SPA

EQUITALIA GIUSTIZIA SPA

QD4 4.040 3.761 3.102
QD3 3.422 3.188 2.630
QD2 3.050 2.841 2.344
QD1 2.870 2.673 2.205
3A4L 2.520 2.345 1.935
3A3L 2.345 2.182 1.800
3A2L 2.215 2.059 1.699
3A1L 2.100 1.953 1.611
2A3L 1.970 1.834  
2A2L 1.895 1.762  
2A1L 1.845 1.716  
Liv. Unico 1.720 1.597  

Parte Economica dell’accordo di rinnovo del CCNL Ortofrutticoli e Agrumari

Siglato, il giorno 27/7/2017, tra l’Associazione Imprese Ortofrutticole – Fruitimprese e la Fisascat-Cisl, la Flai-Cgil e la Uiltucs-Uil l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti da Aziende Ortofrutticole ed Agrumarie valido dall’1/1/2017 al 31/12/2019. Da luglio i primi aumenti retributivi.

 

Aumenti Economici
Le parti concordano che l’incremento salariale, per il triennio 2017/2019, a regime, è pari a € 65,00 al VI livello.

Di seguito si concorda la seguente tabella salariale:

Livelli

Paga conglobata mensile dal 1/7/2017

Paga conglobata mensile dal 1/7/2018

Paga conglobata mensile dal 1/7/2019

Quadro 2.072,94 2.114,76 2.158,58
1 1.987,00 2.016,97 2.057,81
2 1.747,72 1.779,75 1.813,31
3 1.671,17 1.700,89 1.732,02
4 1.513,51 1.538,43 1.564,53
5 1.448,29 1.471,25 1.495,30
6 super 1.417,37 1.439,44 1.462,56
6 1.383,53 1.404,53 1.426,53
7 1.330,31 1.349,71 1.370,03

 

Scatti di anzianità
Per l’anzianità di servizio maturata presso la stessa azienda o gruppo aziendale il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ha diritto a tredici scatti triennali. Ai fini della maturazione degli scatti, l’anzianità di servizio decorre:
a) dalla data di assunzione per il personale a tempo indeterminato;
b) dalla data di decorrenza dei 190 giorni di cui agli artt. 31 e 34 per il personale a tempo indeterminato a prestazione ridotta.

Gli importi degli scatti in cifra fissa sono rideterminati per ciascun livello di inquadramento, nelle seguenti misure a decorrere dall’1/7/2017:

Livello

Importo

Quadri 30,45
1 29,40
2 27,30
3 27,30
4 26,25
5 26,25
6 super 25,20
6 25,20
7 25,20

Maggiorazioni per lavoro straordinario
Le ore di lavoro straordinario, intendendosi come tali quelle eccedenti l’orario normale di lavoro previsto dall’art. 48 del presente contratto, saranno retribuite con la paga normale conglobata maggiorata del 35% per le prestazioni di lavoro eccedenti la 40.a ora settimanale, con esclusione dei casi regolamentati dalla flessibilità concordata.
Le ore straordinarie di lavoro prestate ne giorni festivi, saranno retribuite con la paga oraria normale conglobata maggiorata del 42%.
Al personale preposto alla direzione tecnica o amministrativa della azienda o di un suo reparto, con la diretta responsabilità dell’andamento dei servizi – vale a dire i gerenti, i direttori tecnici o amministrativi, i capi ufficio ed i capi reparto – che per il tempo necessario al regolare funzionamento dei servizi ad esso affidati, presta servizio anche fuori dell’orario normale di lavoro non è dovuto alcun compenso speciale salvo per i servizi di notte o nei giorni festivi per i quali saranno riconosciute le seguenti maggiorazioni:
– 42% per le ore di lavoro prestate la domenica;
– 42% per le ore di lavoro straordinario prestate nelle festività;
– 50% per le ore di lavoro straordinario prestate di notte, non in turni regolari di servizio.

Siglato, il giorno 27/7/2017, tra l’Associazione Imprese Ortofrutticole - Fruitimprese e la Fisascat-Cisl, la Flai-Cgil e la Uiltucs-Uil l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti da Aziende Ortofrutticole ed Agrumarie valido dall’1/1/2017 al 31/12/2019. Da luglio i primi aumenti retributivi.

 

Aumenti Economici
Le parti concordano che l’incremento salariale, per il triennio 2017/2019, a regime, è pari a € 65,00 al VI livello.

Di seguito si concorda la seguente tabella salariale:

Livelli

Paga conglobata mensile dal 1/7/2017

Paga conglobata mensile dal 1/7/2018

Paga conglobata mensile dal 1/7/2019

Quadro 2.072,94 2.114,76 2.158,58
1 1.987,00 2.016,97 2.057,81
2 1.747,72 1.779,75 1.813,31
3 1.671,17 1.700,89 1.732,02
4 1.513,51 1.538,43 1.564,53
5 1.448,29 1.471,25 1.495,30
6 super 1.417,37 1.439,44 1.462,56
6 1.383,53 1.404,53 1.426,53
7 1.330,31 1.349,71 1.370,03

 

Scatti di anzianità
Per l'anzianità di servizio maturata presso la stessa azienda o gruppo aziendale il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ha diritto a tredici scatti triennali. Ai fini della maturazione degli scatti, l'anzianità di servizio decorre:
a) dalla data di assunzione per il personale a tempo indeterminato;
b) dalla data di decorrenza dei 190 giorni di cui agli artt. 31 e 34 per il personale a tempo indeterminato a prestazione ridotta.

Gli importi degli scatti in cifra fissa sono rideterminati per ciascun livello di inquadramento, nelle seguenti misure a decorrere dall’1/7/2017:

Livello

Importo

Quadri 30,45
1 29,40
2 27,30
3 27,30
4 26,25
5 26,25
6 super 25,20
6 25,20
7 25,20

Maggiorazioni per lavoro straordinario
Le ore di lavoro straordinario, intendendosi come tali quelle eccedenti l’orario normale di lavoro previsto dall'art. 48 del presente contratto, saranno retribuite con la paga normale conglobata maggiorata del 35% per le prestazioni di lavoro eccedenti la 40.a ora settimanale, con esclusione dei casi regolamentati dalla flessibilità concordata.
Le ore straordinarie di lavoro prestate ne giorni festivi, saranno retribuite con la paga oraria normale conglobata maggiorata del 42%.
Al personale preposto alla direzione tecnica o amministrativa della azienda o di un suo reparto, con la diretta responsabilità dell’andamento dei servizi - vale a dire i gerenti, i direttori tecnici o amministrativi, i capi ufficio ed i capi reparto - che per il tempo necessario al regolare funzionamento dei servizi ad esso affidati, presta servizio anche fuori dell'orario normale di lavoro non è dovuto alcun compenso speciale salvo per i servizi di notte o nei giorni festivi per i quali saranno riconosciute le seguenti maggiorazioni:
- 42% per le ore di lavoro prestate la domenica;
- 42% per le ore di lavoro straordinario prestate nelle festività;
- 50% per le ore di lavoro straordinario prestate di notte, non in turni regolari di servizio.