Il Ministero dell’istruzione chiarisce alcuni dubbi sull’alternanza scuola lavoro

In materia di alternanza scuola lavoro, nel tentativo di facilitare la progettazione, l’organizzazione e la gestione dei percorsi attivati dalle istituzioni scolastiche, il Ministero dell’istruzione fornisce alcuni chiarimenti interpretativi.

I percorsi di alternanza scuola lavoro, entrati a far parte del curriculum scolastico del secondo biennio e dell’ultimo anno dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado per effetto della legge 107/2015, godono di specifiche risorse assegnate alle istituzioni scolastiche e non devono comportare costi per le famiglie degli studenti coinvolti.
Qualora la struttura ospitante, in conformità con il trattamento dei propri dipendenti, provveda alla dotazione di buoni pasto agli studenti ospitati per esperienze di alternanza scuola lavoro, in sede di definizione della Convenzione con l’istituzione scolastica la struttura ospitante può indicare la disponibilità ad elargire gratuitamente il buono agli studenti durante il periodo di permanenza preso le proprie strutture o la scuola definire la possibilità, invece, di rimborso alla struttura dei buoni pasto. L’obbligo di dotare gli studenti in alternanza scuola lavoro di dispositivi di protezione individuale ricade sulla struttura ospitante. Resta salva la possibilità di concordare nella Convenzione il soggetto a carico del quale rimane l’onere economico della relativa spesa;
– la programmazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro sono di competenza degli organi collegiali, che adottano le decisioni nel merito tenendo conto anche degli interessi degli studenti e delle esigenze delle famiglie, alle quali poi il Dirigente scolastico dà attuazione. Ove i “pacchetti” offerti da soggetti esterni facilitino l’organizzazione e la gestione dei percorsi di alternanza in una dimensione di co-progettazione dei percorsi insieme alle strutture ospitanti, alimentando le opportunità di dialogo e condivisione come elementi qualificanti per la creazione di accordi locali, gli stessi si possono configurare come collaborazioni progettuali e come tali finanziabili con le risorse dedicate all’alternanza. Opportuno invece evitare il ricorso a “pacchetti tutto incluso” che prevedono attività non strutturate in un progetto stabile e/o non coerenti con i percorsi di studi;
– l’Istituzione scolastica individua, tra le risorse destinate ai percorsi di alternanza scuola lavoro previste dal comma 39 dell’articolo 1 della legge 107/2015, la quota destinata a retribuire il personale docente e A.T.A. che effettua prestazioni aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo, da erogare secondo i criteri definiti nella contrattazione di istituto;
– rientrano nelle attività di alternanza scuola lavoro i percorsi definiti e programmati all’interno del PTOF che prevedono la stipula di una convenzione con il soggetto ospitante, l’individuazione di un tutor interno e di tutor formativo esterno, nonché la scelta di esperienze coerenti con i risultati di apprendimento previsti dal profilo educativo dell’indirizzo di studi frequentato dallo studente;
– gli allievi che frequentano percorsi di alternanza scuola lavoro mantengono lo status di studenti. L’alternanza è una opportunità formativa e gli studenti non devono sostituire posizioni professionali. L’accoglimento degli studenti minorenni per i periodi di apprendimento in situazione lavorativa non fa acquisire agli stessi la qualifica di “lavoratore minore”. In ogni caso gli studenti in alternanza scuola lavoro, costantemente guidati nelle varie esperienze da una o più figure preposte alla realizzazione del percorso formativo (tutor interno, tutor formativo esterno), non possono essere impegnati nelle fasce notturne.

In materia di alternanza scuola lavoro, nel tentativo di facilitare la progettazione, l’organizzazione e la gestione dei percorsi attivati dalle istituzioni scolastiche, il Ministero dell’istruzione fornisce alcuni chiarimenti interpretativi.

I percorsi di alternanza scuola lavoro, entrati a far parte del curriculum scolastico del secondo biennio e dell’ultimo anno dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado per effetto della legge 107/2015, godono di specifiche risorse assegnate alle istituzioni scolastiche e non devono comportare costi per le famiglie degli studenti coinvolti.
Qualora la struttura ospitante, in conformità con il trattamento dei propri dipendenti, provveda alla dotazione di buoni pasto agli studenti ospitati per esperienze di alternanza scuola lavoro, in sede di definizione della Convenzione con l’istituzione scolastica la struttura ospitante può indicare la disponibilità ad elargire gratuitamente il buono agli studenti durante il periodo di permanenza preso le proprie strutture o la scuola definire la possibilità, invece, di rimborso alla struttura dei buoni pasto. L’obbligo di dotare gli studenti in alternanza scuola lavoro di dispositivi di protezione individuale ricade sulla struttura ospitante. Resta salva la possibilità di concordare nella Convenzione il soggetto a carico del quale rimane l’onere economico della relativa spesa;
- la programmazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro sono di competenza degli organi collegiali, che adottano le decisioni nel merito tenendo conto anche degli interessi degli studenti e delle esigenze delle famiglie, alle quali poi il Dirigente scolastico dà attuazione. Ove i "pacchetti" offerti da soggetti esterni facilitino l’organizzazione e la gestione dei percorsi di alternanza in una dimensione di co-progettazione dei percorsi insieme alle strutture ospitanti, alimentando le opportunità di dialogo e condivisione come elementi qualificanti per la creazione di accordi locali, gli stessi si possono configurare come collaborazioni progettuali e come tali finanziabili con le risorse dedicate all’alternanza. Opportuno invece evitare il ricorso a "pacchetti tutto incluso" che prevedono attività non strutturate in un progetto stabile e/o non coerenti con i percorsi di studi;
- l’Istituzione scolastica individua, tra le risorse destinate ai percorsi di alternanza scuola lavoro previste dal comma 39 dell’articolo 1 della legge 107/2015, la quota destinata a retribuire il personale docente e A.T.A. che effettua prestazioni aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo, da erogare secondo i criteri definiti nella contrattazione di istituto;
- rientrano nelle attività di alternanza scuola lavoro i percorsi definiti e programmati all’interno del PTOF che prevedono la stipula di una convenzione con il soggetto ospitante, l’individuazione di un tutor interno e di tutor formativo esterno, nonché la scelta di esperienze coerenti con i risultati di apprendimento previsti dal profilo educativo dell’indirizzo di studi frequentato dallo studente;
- gli allievi che frequentano percorsi di alternanza scuola lavoro mantengono lo status di studenti. L’alternanza è una opportunità formativa e gli studenti non devono sostituire posizioni professionali. L’accoglimento degli studenti minorenni per i periodi di apprendimento in situazione lavorativa non fa acquisire agli stessi la qualifica di "lavoratore minore". In ogni caso gli studenti in alternanza scuola lavoro, costantemente guidati nelle varie esperienze da una o più figure preposte alla realizzazione del percorso formativo (tutor interno, tutor formativo esterno), non possono essere impegnati nelle fasce notturne.

Nuovo regolamento delle assistenze della Cassa edile Cedaiier

31 marzo 2017 Prestazioni a carico CEDAIIER per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese industriali e dei consorzi artigiani costituiti anche in forma cooperativistica che operano nel settore delle costruzioni edili ed attività affini della Provincia di Forlì – Cesena e della Provincia di Rimini.

A decorrere da marzo 2017, la Cassa edile Cedaiier applica il nuovo Regolamento delle Assistenze erogate ai dipendenti delle imprese iscritte artigiane, delle piccole e medie imprese industriali e dei consorzi artigiani costituiti anche in forma cooperativistica che operano nel settore delle costruzioni edili ed attività affini della Provincia di Forlì – Cesena e della Provincia di Rimini.
Le assistenze di cui ai vari punti verranno riconosciute solo ai lavoratori regolarmente iscritti alla Cassa Edile Cedaiier e che abbiano denunciato (e documentato) il numero di ore, nei termini temporali descritti, per ogni singola assistenza.
Le assistenze sono fruibili solo nel caso in cui l’impresa, da cui il lavoratore risulta dipendente, abbia regolarmente versato tutti i contributi dovuti a Cedaiier compresi quelli per i periodi pregressi.
Resta inteso che si considerano valide, ai fini del diritto alle prestazioni, le ore conteggiate e denunciate come lavorate, CIG, malattia e infortunio e permessi retribuiti di varia natura (denominate “ore utili”).

31 marzo 2017 Prestazioni a carico CEDAIIER per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese industriali e dei consorzi artigiani costituiti anche in forma cooperativistica che operano nel settore delle costruzioni edili ed attività affini della Provincia di Forlì - Cesena e della Provincia di Rimini.

A decorrere da marzo 2017, la Cassa edile Cedaiier applica il nuovo Regolamento delle Assistenze erogate ai dipendenti delle imprese iscritte artigiane, delle piccole e medie imprese industriali e dei consorzi artigiani costituiti anche in forma cooperativistica che operano nel settore delle costruzioni edili ed attività affini della Provincia di Forlì - Cesena e della Provincia di Rimini.
Le assistenze di cui ai vari punti verranno riconosciute solo ai lavoratori regolarmente iscritti alla Cassa Edile Cedaiier e che abbiano denunciato (e documentato) il numero di ore, nei termini temporali descritti, per ogni singola assistenza.
Le assistenze sono fruibili solo nel caso in cui l’impresa, da cui il lavoratore risulta dipendente, abbia regolarmente versato tutti i contributi dovuti a Cedaiier compresi quelli per i periodi pregressi.
Resta inteso che si considerano valide, ai fini del diritto alle prestazioni, le ore conteggiate e denunciate come lavorate, CIG, malattia e infortunio e permessi retribuiti di varia natura (denominate "ore utili").

CdS difensivi, l’Inps illustra le modalità di recupero della riduzione contributiva

Le istruzioni operative per la fruizione della riduzione contributiva connessa alla stipula di contratti di solidarietà difensiva, a valere sullo stanziamento relativo all’anno 2016

Come noto, i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione Cigs, che stipulano contratti di solidarietà difensivi con riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%, beneficiano di una riduzione contributiva, assistenziale e previdenziale da essi dovuta, determinata, univocamente, nella misura del 35%. La predetta riduzione è riconosciuta in favore delle imprese che stipulino successivamente, o abbiano in corso, alla data del 15 settembre 2015, contratti di solidarietà difensivi di tipo A o espansivi, e che abbiano individuato strumenti intesi a realizzare un miglioramento della produttività di entità analoga allo sgravio contributivo spettante sulla base dell’accordo ovvero di un piano di investimenti finalizzato a superare le inefficienze gestionali o del processo produttivo, a valere sulle risorse finanziarie stanziate a partire dall’anno 2016.
Entro e non oltre 30 giorni successivi alla stipula del contratto di solidarietà, l’impresa produce la relativa istanza, unitamente al contratto ed alla ulteriore documentazione, alla Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, all’Inps ed eventualmente anche all’Inpgi, per i datori di lavoro iscritti a tale ultima gestione previdenziale. Il provvedimento di concessione o diniego dello sgravio contributivo è adottato da parte della Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro 120 giorni successivi alla ricezione della domanda, nei limiti della quantificazione dell’onere operata dagli Enti prevuidenziali e delle risorse annue disponibili.
Orbene, la procedura per il conseguimento della riduzione contributiva connessa alla stipula di CdS difensivi, deve essere attivata ad iniziativa del datore di lavoro interessato. Dal canto suo, la Sede Inps competente provvede ad attribuire alla posizione aziendale il codice di autorizzazione “1W”.
Le aziende destinatarie, per esporre nel flusso Uniemens le quote di sgravio spettanti per il periodo autorizzato, valorizzano all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, i seguenti elementi:
– nell’elemento<CausaleACredito> inseriscono il codice causale di nuova istituzione “L988”, avente il significato di “Arretrato conguaglio sgravio contributivo per i CdS stipulati ai sensi dell’articolo 1 del DL 30 ottobre 1984, n.726 (L.863/1984) anno 2016”;
– nell’elemento <ImportoACredito>, indicano il relativo importo.
Tali operazioni di conguaglio devono essere effettuate entro il giorno 16 del mese di giugno 2017.

Le istruzioni operative per la fruizione della riduzione contributiva connessa alla stipula di contratti di solidarietà difensiva, a valere sullo stanziamento relativo all’anno 2016

Come noto, i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione Cigs, che stipulano contratti di solidarietà difensivi con riduzione dell'orario di lavoro in misura superiore al 20%, beneficiano di una riduzione contributiva, assistenziale e previdenziale da essi dovuta, determinata, univocamente, nella misura del 35%. La predetta riduzione è riconosciuta in favore delle imprese che stipulino successivamente, o abbiano in corso, alla data del 15 settembre 2015, contratti di solidarietà difensivi di tipo A o espansivi, e che abbiano individuato strumenti intesi a realizzare un miglioramento della produttività di entità analoga allo sgravio contributivo spettante sulla base dell’accordo ovvero di un piano di investimenti finalizzato a superare le inefficienze gestionali o del processo produttivo, a valere sulle risorse finanziarie stanziate a partire dall’anno 2016.
Entro e non oltre 30 giorni successivi alla stipula del contratto di solidarietà, l’impresa produce la relativa istanza, unitamente al contratto ed alla ulteriore documentazione, alla Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, all’Inps ed eventualmente anche all’Inpgi, per i datori di lavoro iscritti a tale ultima gestione previdenziale. Il provvedimento di concessione o diniego dello sgravio contributivo è adottato da parte della Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro 120 giorni successivi alla ricezione della domanda, nei limiti della quantificazione dell’onere operata dagli Enti prevuidenziali e delle risorse annue disponibili.
Orbene, la procedura per il conseguimento della riduzione contributiva connessa alla stipula di CdS difensivi, deve essere attivata ad iniziativa del datore di lavoro interessato. Dal canto suo, la Sede Inps competente provvede ad attribuire alla posizione aziendale il codice di autorizzazione "1W".
Le aziende destinatarie, per esporre nel flusso Uniemens le quote di sgravio spettanti per il periodo autorizzato, valorizzano all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, i seguenti elementi:
- nell’elemento<CausaleACredito> inseriscono il codice causale di nuova istituzione "L988", avente il significato di "Arretrato conguaglio sgravio contributivo per i CdS stipulati ai sensi dell’articolo 1 del DL 30 ottobre 1984, n.726 (L.863/1984) anno 2016";
- nell’elemento <ImportoACredito>, indicano il relativo importo.
Tali operazioni di conguaglio devono essere effettuate entro il giorno 16 del mese di giugno 2017.

Vittime del dovere: istruzioni sui benefici fiscali

Si forniscono nuove istruzioni sui benefici fiscali per le vittime del dovere e dei loro familiari superstiti.

A decorrere dal 1° gennaio 2017 sono esenti dall’imposta sui redditi i trattamenti pensionistici spettanti: alle vittime del dovere; alle categorie “equiparate” alle vittime del dovere per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi: nel contrasto ad ogni tipo di criminalità; nello svolgimento di servizi di ordine pubblico; nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari; in operazioni di soccorso; in attività di tutela della pubblica incolumità; a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità; ai loro familiari superstiti, limitatamente alle prestazioni che trovano giustificazione nel suddetto evento, con esclusione delle pensioni dirette spettanti ai familiari il cui diritto è autonomo rispetto a quello del de cuius, vittima del dovere o equiparata.
Il regime di esenzione fiscale si applica solo ai trattamenti pensionistici erogati in favore dell’interessato, a causa dello svolgersi di fatti ed eventi di cui sopra, per i quali viene certificato lo status di vittima del dovere o equiparato.
Relativamente ai soggetti per i quali le informazioni erano disponibili presso l’Inps, l’esenzione delle ritenute a titolo di Irpef e di acconto dell’addizionale comunale è stata applicata d’ufficio a decorrere dai ratei pensionistici in pagamento nel mese di aprile 2017; sulla successiva rata di maggio si provvede al rimborso delle ritenute, già applicate sui ratei di pensione a far data da gennaio 2017, nonché dell’acconto dell’addizionale comunale trattenuto nel mese di marzo.
Possono inviare istanza all’INPS: le vittime del dovere (feriti); le categorie “equiparate” alle vittime del dovere; i loro familiari superstiti.
La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite gli intermediari abilitati oppure direttamente dall’interessato accedendo alla sezione servizi ondine del sito www.inps.it.

Si forniscono nuove istruzioni sui benefici fiscali per le vittime del dovere e dei loro familiari superstiti.

A decorrere dal 1° gennaio 2017 sono esenti dall’imposta sui redditi i trattamenti pensionistici spettanti: alle vittime del dovere; alle categorie "equiparate" alle vittime del dovere per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi: nel contrasto ad ogni tipo di criminalità; nello svolgimento di servizi di ordine pubblico; nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari; in operazioni di soccorso; in attività di tutela della pubblica incolumità; a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità; ai loro familiari superstiti, limitatamente alle prestazioni che trovano giustificazione nel suddetto evento, con esclusione delle pensioni dirette spettanti ai familiari il cui diritto è autonomo rispetto a quello del de cuius, vittima del dovere o equiparata.
Il regime di esenzione fiscale si applica solo ai trattamenti pensionistici erogati in favore dell’interessato, a causa dello svolgersi di fatti ed eventi di cui sopra, per i quali viene certificato lo status di vittima del dovere o equiparato.
Relativamente ai soggetti per i quali le informazioni erano disponibili presso l’Inps, l’esenzione delle ritenute a titolo di Irpef e di acconto dell’addizionale comunale è stata applicata d’ufficio a decorrere dai ratei pensionistici in pagamento nel mese di aprile 2017; sulla successiva rata di maggio si provvede al rimborso delle ritenute, già applicate sui ratei di pensione a far data da gennaio 2017, nonché dell’acconto dell’addizionale comunale trattenuto nel mese di marzo.
Possono inviare istanza all’INPS: le vittime del dovere (feriti); le categorie "equiparate" alle vittime del dovere; i loro familiari superstiti.
La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite gli intermediari abilitati oppure direttamente dall'interessato accedendo alla sezione servizi ondine del sito www.inps.it.

Percentuale massima del “bonus videosorveglianza”

Il Fisco ha stabilito che la quota percentuale del credito d’imposta spettante in relazione alle spese sostenute, nell’anno 2016, per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme, nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali, è pari al 100 per cento dell’importo richiesto, risultante dalle istanze validamente presentate fino al 20 marzo 2017. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento n. 62015 e risoluzione n. 42/E del 30 Marzo 2017)

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.
Con la risoluzione n. 42/E del 30 Marzo 2017 l’Agenzia delle entrate ha istituito il seguente codice tributo per la fruizione del credito d’imposta da indicare nel modello F24:
– “6874” denominato “Credito d’imposta per le spese sostenute nell’anno 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza – art. 1, comma 982, della legge 28 dicembre 2015, n. 208”.
In alternativa, le persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.
L’Agenzia delle entrate effettua controlli automatizzati su ciascun modello F24 ricevuto. Nel caso in cui il contribuente non abbia validamente presentato l’istanza di attribuzione del credito d’imposta, oppure qualora l’importo del credito utilizzato in compensazione risulti superiore all’ammontare del credito spettante, il modello F24 è scartato. Lo scarto è comunicato al soggetto che ha trasmesso il modello F24, tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Il Fisco ha stabilito che la quota percentuale del credito d’imposta spettante in relazione alle spese sostenute, nell’anno 2016, per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme, nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali, è pari al 100 per cento dell’importo richiesto, risultante dalle istanze validamente presentate fino al 20 marzo 2017. (AGENZIA DELLE ENTRATE - Provvedimento n. 62015 e risoluzione n. 42/E del 30 Marzo 2017)

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell'operazione di versamento.
Con la risoluzione n. 42/E del 30 Marzo 2017 l’Agenzia delle entrate ha istituito il seguente codice tributo per la fruizione del credito d’imposta da indicare nel modello F24:
- "6874" denominato "Credito d’imposta per le spese sostenute nell’anno 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza - art. 1, comma 982, della legge 28 dicembre 2015, n. 208".
In alternativa, le persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.
L’Agenzia delle entrate effettua controlli automatizzati su ciascun modello F24 ricevuto. Nel caso in cui il contribuente non abbia validamente presentato l’istanza di attribuzione del credito d’imposta, oppure qualora l’importo del credito utilizzato in compensazione risulti superiore all’ammontare del credito spettante, il modello F24 è scartato. Lo scarto è comunicato al soggetto che ha trasmesso il modello F24, tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Ento il 31 marzo la consegna delle CU/2017

I sostituti d’imposta sono chiamati entro il 31 marzo 2017 a consegnare ai percipienti le Certificazioni Uniche 2017 relative alle retribuzioni, le pensioni e i compensi corrisposti nel 2016.

A COSA SERVE

La Certificazione Unica è rilasciata al percipiente per attestare i dati relativi alle somme corrisposte a titolo di redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati e ai redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi le relative ritenute operate, le detrazioni effettuate, i dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata e/o dovuta agli enti previdenziali nonché l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore versati o dovuti allo stesso ente previdenziale.
La Certificazione Unica deve essere utilizzata, altresì, per attestare i dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi ed alle somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indennità e interessi.

TERMINI E MODALITÀ DI CONSEGNA

A decorrere da quest’anno la Certificazione Unica deve essere consegnata al percipiente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento.
Quindi, entro il 31 marzo 2017 devono essere consegnate le certificazioni CU2017 relative all’anno 2016.

Al percipiente deve essere consegnato, in duplice copia, il modello “Sintetico” della Certificazione Unica contenente esclusivamente le informazioni utili ai fini della dichiarazione dei redditi, e dunque meno dettagliato del modello “Ordinario” trasmesso, invece, all’Agenzia delle Entrate.
Unitamente al Modello Sintetico sono consegnate le schede per la scelta della destinazione della quota IRPEF:
– dell’otto per mille in favore dello Stato o di istituzioni religiose;
– del cinque per mille in favore di organizzazioni con finalità di interesse sociale;
– del due per mille in favore di partiti politici.

La certificazione può essere consegnata, alternativamente, in formato cartaceo o elettronico. In quest’ultima ipotesi, tuttavia, il sostituto d’imposta ha il dovere di accertarsi che ciascun percipiente sia in condizione di poter entrare nella disponibilità della certificazione e di poterla materializzare. In altri termini, la certificazione in formato elettronico potrà essere utilizzata esclusivamente nei confronti dei percipienti per i quali sia possibile verificare il possesso degli strumenti necessari per ricevere e stampare la certificazione rilasciata per via elettronica, a mezzo mail o direttamente su PC attraverso una rete intranet (PC, software e stampante). Diversamente la consegna deve essere fatta esclusivamente in forma cartacea (ad esempio, quando la certificazione è rilasciata agli eredi del soggetto deceduto ovvero quando il dipendente abbia cessato il rapporto di lavoro).
Una diversa previsione interessa gli enti previdenziali per i quali è espressamente previsto che la Certificazione Unica è resa disponibile ai percipienti in modalità telematica, con la possibilità per quest’ultimi di chiederne la trasmissione in formato cartaceo.

I sostituti d’imposta sono chiamati entro il 31 marzo 2017 a consegnare ai percipienti le Certificazioni Uniche 2017 relative alle retribuzioni, le pensioni e i compensi corrisposti nel 2016.

A COSA SERVE

La Certificazione Unica è rilasciata al percipiente per attestare i dati relativi alle somme corrisposte a titolo di redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati e ai redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi le relative ritenute operate, le detrazioni effettuate, i dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata e/o dovuta agli enti previdenziali nonché l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore versati o dovuti allo stesso ente previdenziale.
La Certificazione Unica deve essere utilizzata, altresì, per attestare i dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi ed alle somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indennità e interessi.

TERMINI E MODALITÀ DI CONSEGNA

A decorrere da quest’anno la Certificazione Unica deve essere consegnata al percipiente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento.
Quindi, entro il 31 marzo 2017 devono essere consegnate le certificazioni CU2017 relative all’anno 2016.

Al percipiente deve essere consegnato, in duplice copia, il modello "Sintetico" della Certificazione Unica contenente esclusivamente le informazioni utili ai fini della dichiarazione dei redditi, e dunque meno dettagliato del modello "Ordinario" trasmesso, invece, all’Agenzia delle Entrate.
Unitamente al Modello Sintetico sono consegnate le schede per la scelta della destinazione della quota IRPEF:
- dell’otto per mille in favore dello Stato o di istituzioni religiose;
- del cinque per mille in favore di organizzazioni con finalità di interesse sociale;
- del due per mille in favore di partiti politici.

La certificazione può essere consegnata, alternativamente, in formato cartaceo o elettronico. In quest’ultima ipotesi, tuttavia, il sostituto d’imposta ha il dovere di accertarsi che ciascun percipiente sia in condizione di poter entrare nella disponibilità della certificazione e di poterla materializzare. In altri termini, la certificazione in formato elettronico potrà essere utilizzata esclusivamente nei confronti dei percipienti per i quali sia possibile verificare il possesso degli strumenti necessari per ricevere e stampare la certificazione rilasciata per via elettronica, a mezzo mail o direttamente su PC attraverso una rete intranet (PC, software e stampante). Diversamente la consegna deve essere fatta esclusivamente in forma cartacea (ad esempio, quando la certificazione è rilasciata agli eredi del soggetto deceduto ovvero quando il dipendente abbia cessato il rapporto di lavoro).
Una diversa previsione interessa gli enti previdenziali per i quali è espressamente previsto che la Certificazione Unica è resa disponibile ai percipienti in modalità telematica, con la possibilità per quest’ultimi di chiederne la trasmissione in formato cartaceo.

Accordo per gli operai agricoli della provincia di Cremona

Firmato, il giorno 27/3/2017, tra la Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, la Federazione Coldiretti Cremona, la Confederazione Italiana Agricoltori Est-Lombardia e la FAI-CISL, la FLAI-CGIL, la UILA-UIL provinciale, l’accordo per il rinnovo del CIPL per gli operai Agricoli e Florovivaisti della Provincia di Cremona, con decorrenza 1/1/2016-31/12/2019

 

Aumento salariale
A decorrere dall’1/3/2017, è previsto un aumento pari al 2% del salario contrattuale in vigore al 28/2/2017.

Una Tantum
Ai dipendenti in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogata una somma “una tantum” di euro 100,00 di cui 60,00 euro con !a mensilità di “Marzo 2017” ed euro 40,00 con la mensilità di “Luglio 2017”; resta inteso che ai dipendenti che cesseranno il rapporto di lavoro prima di luglio 2017 verrà riconosciuta la rata mancante nell’ultima busta paga.

Welfare contrattuale – Previdenza ed Assistenza
Nell’attesa della definizione di un adeguato ammortizzatore sociale di carattere legislativo, vengono stabilite in via del tutto sperimentale e compatibilmente con la situazione economica-finanziaria della Cassa C.l.M.I., le prestazioni di seguito indicate con decorrenza dall’1/1/2017. La definizione delle modalità, delle tempistiche e degli importi di tali provvidenze viene demandata ad apposita Commissione paritetica da istituirsi entro il 30/4/2017 all’interno della Cassa C.l.M.I.. Resta inteso che le provvidenze sotto elencate saranno erogate solo se le aziende agricole risultano in regola con le trattenute ed i relativi versamenti dei contributi dovuti alla Cassa C.I.M.I. Nell’ambito della vigenza dell’attuale contratto, le parti convengono di demandare ai Consiglio della Cassa C.l.M.I. o del costituendo Ente Bilaterale la possibilità di integrare e/o modificare le modalità di erogazione e le prestazioni:

a) rimborso forfetario pro-capite a favore dei lavoratori tenuti a presentare dichiarazione dei redditi (Mod. 730/UNICO). Tate prestazione sarà rimborsata al lavoratore, previa presentazione di regolare ricevuta a lui intestata, purché emessa da uno dei Caf promossi dalle Organizzazioni firmatarie del presente C.P.L.;
b) contributo a sostegno del reddito dei lavoratori salariati fissi che vengono licenziati in applicazione dell’art. 50, lettera b) giustificato motivo oggettivo, nonché per dimissioni per giusta causa;
c) contributo a sostegno dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo per superamento del periodo di comporto per malattia o infortunio. Unicamente in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto per infortunio la decorrenza delle prestazioni sarà anticipata dall’1/1/2016;
d) contributo a favore delle aziende per rimborso parziale delle visite mediche annuali obbligatorie dei lavoratori e per dotazione dei dispositivi di protezione individuale, previa presentazione della fattura di spesa riportante nel dettaglio la motivazione delle spese sostenute.
Le parti si impegnano entro 12 mesi dall’attivazione di queste prestazioni a verificare l’effettivo utilizzo delle stesse su base annuale e, se necessario, a provvedere ad adeguare l’entità economica delle stesse.
Resta inteso che la spesa complessiva per l’erogazione di tali provvidenze per l’anno 2017 non potrà comunque superare l’importo complessivo di 170.000 euro, da suddividersi in egual misura tra le prestazioni a favore dei dipendenti (lettere a), b) e c) ) e le prestazioni a favore delle aziende agricole (lettera d) ), in aggiunta alle provvidenze già in essere ed erogate dalla Cassa CI.M.I.;

Firmato, il giorno 27/3/2017, tra la Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, la Federazione Coldiretti Cremona, la Confederazione Italiana Agricoltori Est-Lombardia e la FAI-CISL, la FLAI-CGIL, la UILA-UIL provinciale, l’accordo per il rinnovo del CIPL per gli operai Agricoli e Florovivaisti della Provincia di Cremona, con decorrenza 1/1/2016-31/12/2019

 

Aumento salariale
A decorrere dall’1/3/2017, è previsto un aumento pari al 2% del salario contrattuale in vigore al 28/2/2017.

Una Tantum
Ai dipendenti in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogata una somma "una tantum" di euro 100,00 di cui 60,00 euro con !a mensilità di "Marzo 2017" ed euro 40,00 con la mensilità di "Luglio 2017"; resta inteso che ai dipendenti che cesseranno il rapporto di lavoro prima di luglio 2017 verrà riconosciuta la rata mancante nell'ultima busta paga.

Welfare contrattuale - Previdenza ed Assistenza
Nell’attesa della definizione di un adeguato ammortizzatore sociale di carattere legislativo, vengono stabilite in via del tutto sperimentale e compatibilmente con la situazione economica-finanziaria della Cassa C.l.M.I., le prestazioni di seguito indicate con decorrenza dall’1/1/2017. La definizione delle modalità, delle tempistiche e degli importi di tali provvidenze viene demandata ad apposita Commissione paritetica da istituirsi entro il 30/4/2017 all’interno della Cassa C.l.M.I.. Resta inteso che le provvidenze sotto elencate saranno erogate solo se le aziende agricole risultano in regola con le trattenute ed i relativi versamenti dei contributi dovuti alla Cassa C.I.M.I. Nell’ambito della vigenza dell’attuale contratto, le parti convengono di demandare ai Consiglio della Cassa C.l.M.I. o del costituendo Ente Bilaterale la possibilità di integrare e/o modificare le modalità di erogazione e le prestazioni:

a) rimborso forfetario pro-capite a favore dei lavoratori tenuti a presentare dichiarazione dei redditi (Mod. 730/UNICO). Tate prestazione sarà rimborsata al lavoratore, previa presentazione di regolare ricevuta a lui intestata, purché emessa da uno dei Caf promossi dalle Organizzazioni firmatarie del presente C.P.L.;
b) contributo a sostegno del reddito dei lavoratori salariati fissi che vengono licenziati in applicazione dell’art. 50, lettera b) giustificato motivo oggettivo, nonché per dimissioni per giusta causa;
c) contributo a sostegno dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo per superamento del periodo di comporto per malattia o infortunio. Unicamente in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto per infortunio la decorrenza delle prestazioni sarà anticipata dall’1/1/2016;
d) contributo a favore delle aziende per rimborso parziale delle visite mediche annuali obbligatorie dei lavoratori e per dotazione dei dispositivi di protezione individuale, previa presentazione della fattura di spesa riportante nel dettaglio la motivazione delle spese sostenute.
Le parti si impegnano entro 12 mesi dall’attivazione di queste prestazioni a verificare l’effettivo utilizzo delle stesse su base annuale e, se necessario, a provvedere ad adeguare l’entità economica delle stesse.
Resta inteso che la spesa complessiva per l’erogazione di tali provvidenze per l’anno 2017 non potrà comunque superare l’importo complessivo di 170.000 euro, da suddividersi in egual misura tra le prestazioni a favore dei dipendenti (lettere a), b) e c) ) e le prestazioni a favore delle aziende agricole (lettera d) ), in aggiunta alle provvidenze già in essere ed erogate dalla Cassa CI.M.I.;

Firmato l’accordo sul premio di risultato e credito welfare per i dipendenti Enel

Sottoscritto l’accordo per una eventuale conversione del premio di risultato 2016 in welfare aziendale, usufruendo di agevolazioni fiscali e di incentivi contrattati.

L’ accordo porterà ai dipendenti e alle famiglie, risorse aggiuntive da poter impegnare in servizi di welfare, rimanendo, tuttavia, in capo al singolo/a Lavoratore/trice la scelta di aderire o meno alla opzione welfare.

Pertanto, i lavoratori potranno scegliere se usufruire del premio di risultato sotto forma di credito welfare, aumentando il valore netto disponibile del premio vincolandone l’utilizzo a servizi di welfare.
La soluzione individuata in via sperimentale per il premio di risultato 2016 (cassa 2017) prevede che il lavoratore possa destinare a welfare fino al 50% del valore del premio; se gli importi, invece, sono destinati a Fopen, non ci sono limitazioni.
La scelta del lavoratore è totalmente volontaria e da esercitare in tempo utile per consentire la messa in pagamento con la retribuzione di luglio 2017 delle somme non oggetto di opzione welfare.
Sugli importi che saranno oggetto di opzione welfare, l’accordo prevede un’integrazione da parte di Enel pari al 12%.

La conversione in beni e servizi del credito welfare potrà essere effettuata entro il 30 novembre 2017. Eventuali residui non spesi in forma welfare a tale data saranno destinati alla previdenza integrativa (Fopen), mentre per i non iscritti l’eventuale residuo non convertito a tale data in welfare sarà corrisposto con la retribuzione del mese di dicembre 2017, al netto degli oneri previsti dalle normative vigenti. Le stesse regole troveranno applicazione anche nel caso in cui il dipendente che ha effettuato “l’opzione welfare” cessi il rapporto prima del 30 novembre 2017.
Da un punto di vista tecnico la possibilità di scelta sarà esercitabile attraverso una piattaforma informatica appositamente predisposta le cui modalità di funzionamento saranno oggetto di esame nell’ambito del comitato Bilaterale Welfare aziendale e di successiva comunicazione ai dipendenti.

Sottoscritto l’accordo per una eventuale conversione del premio di risultato 2016 in welfare aziendale, usufruendo di agevolazioni fiscali e di incentivi contrattati.

L’ accordo porterà ai dipendenti e alle famiglie, risorse aggiuntive da poter impegnare in servizi di welfare, rimanendo, tuttavia, in capo al singolo/a Lavoratore/trice la scelta di aderire o meno alla opzione welfare.

Pertanto, i lavoratori potranno scegliere se usufruire del premio di risultato sotto forma di credito welfare, aumentando il valore netto disponibile del premio vincolandone l'utilizzo a servizi di welfare.
La soluzione individuata in via sperimentale per il premio di risultato 2016 (cassa 2017) prevede che il lavoratore possa destinare a welfare fino al 50% del valore del premio; se gli importi, invece, sono destinati a Fopen, non ci sono limitazioni.
La scelta del lavoratore è totalmente volontaria e da esercitare in tempo utile per consentire la messa in pagamento con la retribuzione di luglio 2017 delle somme non oggetto di opzione welfare.
Sugli importi che saranno oggetto di opzione welfare, l'accordo prevede un'integrazione da parte di Enel pari al 12%.

La conversione in beni e servizi del credito welfare potrà essere effettuata entro il 30 novembre 2017. Eventuali residui non spesi in forma welfare a tale data saranno destinati alla previdenza integrativa (Fopen), mentre per i non iscritti l'eventuale residuo non convertito a tale data in welfare sarà corrisposto con la retribuzione del mese di dicembre 2017, al netto degli oneri previsti dalle normative vigenti. Le stesse regole troveranno applicazione anche nel caso in cui il dipendente che ha effettuato "l'opzione welfare" cessi il rapporto prima del 30 novembre 2017.
Da un punto di vista tecnico la possibilità di scelta sarà esercitabile attraverso una piattaforma informatica appositamente predisposta le cui modalità di funzionamento saranno oggetto di esame nell'ambito del comitato Bilaterale Welfare aziendale e di successiva comunicazione ai dipendenti.

Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri per le “vending machine”

Il Fisco ha definito le informazioni, le regole tecniche, gli strumenti e i termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall’utilizzo di distributori automatici (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 30 marzo 2017, n. 61936).

Il presente provvedimento disciplina le informazioni, le regole tecniche, gli strumenti e i termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri per i “distributori automatici” (cd. “vending machine”).
I distributori automatici in oggetto sono apparecchi automatizzati che erogano prodotti e servizi su richiesta dell’utente, previo pagamento di un corrispettivo. Questi distributori automatici si distinguono da quelli disciplinati dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 giugno 2016 poiché non dispongono di una “porta di comunicazione”, attiva o attivabile, che consenta di trasferire digitalmente i dati ad un dispositivo atto a trasmettere gli stessi al sistema dell’Agenzia delle entrate.
Rientrano nella definizione di vending machine anche gli apparecchi che erogano indirettamente prodotti e servizi agli utenti finali (come, ad esempio, il distributore che eroga, previo pagamento, gettoni o schede elettroniche da inserire in altre macchine per usufruire del prodotto o del servizio).
I soggetti passivi IVA che utilizzano le vending machine comunicano all’Agenzia delle entrate, entro la data di messa in servizio degli stessi, la matricola identificativa dei sistemi master che gestiscono, l’informazione che l’apparecchio non è dotato di una porta di comunicazione nonché le altre informazioni dettagliatamente indicate nelle specifiche tecniche del provvedimento in oggetto, al fine di consentirne il censimento a livello territoriale.
La memorizzazione e la trasmissione delle informazioni avviene a partire dalla data del 1° gennaio 2018.
Al fine di non incidere sul funzionamento delle vending machine in essere, garantendo un progressivo rinnovo delle stesse nel rispetto dei loro tempi di obsolescenza, in fase di prima applicazione, i soggetti passivi IVA conservano, anche elettronicamente, i dati di cui sopra ed ogni altro elemento informativo ad essi riconducibile riferiti alle singole rilevazioni degli incassi effettuate dal sistema master nel corso dell’anno di riferimento. Tra gli elementi informativi riconducibili ai dati dei corrispettivi sono conservati almeno i rapporti di conteggio del denaro contante prelevato dalle relative periferiche di pagamento al momento della rilevazione degli incassi.
I soggetti passivi IVA trasmettono telematicamente le informazioni utilizzando un apposito servizio web messo a disposizione sul sito dell’Agenzia delle entrate. La trasmissione telematica avviene al momento della rilevazione manuale dei dati di vendita dalla vending machine, in prossimità della stessa e utilizzando un “dispositivo mobile” censito dal sistema dell’Agenzia delle entrate. Qualora la vending machine ne sia in grado, l’invio dei dati può essere effettuato anche direttamente dalla stessa, senza la necessità di utilizzare un “dispositivo mobile”.
La trasmissione delle informazioni si considera effettuata nel momento in cui è completata, da parte dell’Agenzia delle entrate, la ricezione del file contenente le informazioni medesime. L’Agenzia delle entrate attesta l’avvenuta trasmissione dei dati mediante una ricevuta che salvo cause di forza maggiore è resa disponibile per via telematica contestualmente alla trasmissione del file contenente le informazioni.
Si ricorda, infine, che scade il 31 marzo il termine per esprimere la scelta, utilizzando l’apposito servizio presente sul sito dell’Agenzia, da parte degli esercenti il commercio al minuto e attività assimilate che intendono optare, a partire dal 1° gennaio 2017, per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e prestazioni di servizio, nonché i soggetti passivi Iva che intendono esercitare l’opzione, sempre dal 1° gennaio 2017, per la trasmissione telematica dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni.

Il Fisco ha definito le informazioni, le regole tecniche, gli strumenti e i termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall’utilizzo di distributori automatici (AGENZIA DELLE ENTRATE - Provvedimento 30 marzo 2017, n. 61936).

Il presente provvedimento disciplina le informazioni, le regole tecniche, gli strumenti e i termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri per i "distributori automatici" (cd. "vending machine").
I distributori automatici in oggetto sono apparecchi automatizzati che erogano prodotti e servizi su richiesta dell’utente, previo pagamento di un corrispettivo. Questi distributori automatici si distinguono da quelli disciplinati dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 giugno 2016 poiché non dispongono di una "porta di comunicazione", attiva o attivabile, che consenta di trasferire digitalmente i dati ad un dispositivo atto a trasmettere gli stessi al sistema dell’Agenzia delle entrate.
Rientrano nella definizione di vending machine anche gli apparecchi che erogano indirettamente prodotti e servizi agli utenti finali (come, ad esempio, il distributore che eroga, previo pagamento, gettoni o schede elettroniche da inserire in altre macchine per usufruire del prodotto o del servizio).
I soggetti passivi IVA che utilizzano le vending machine comunicano all’Agenzia delle entrate, entro la data di messa in servizio degli stessi, la matricola identificativa dei sistemi master che gestiscono, l’informazione che l’apparecchio non è dotato di una porta di comunicazione nonché le altre informazioni dettagliatamente indicate nelle specifiche tecniche del provvedimento in oggetto, al fine di consentirne il censimento a livello territoriale.
La memorizzazione e la trasmissione delle informazioni avviene a partire dalla data del 1° gennaio 2018.
Al fine di non incidere sul funzionamento delle vending machine in essere, garantendo un progressivo rinnovo delle stesse nel rispetto dei loro tempi di obsolescenza, in fase di prima applicazione, i soggetti passivi IVA conservano, anche elettronicamente, i dati di cui sopra ed ogni altro elemento informativo ad essi riconducibile riferiti alle singole rilevazioni degli incassi effettuate dal sistema master nel corso dell’anno di riferimento. Tra gli elementi informativi riconducibili ai dati dei corrispettivi sono conservati almeno i rapporti di conteggio del denaro contante prelevato dalle relative periferiche di pagamento al momento della rilevazione degli incassi.
I soggetti passivi IVA trasmettono telematicamente le informazioni utilizzando un apposito servizio web messo a disposizione sul sito dell’Agenzia delle entrate. La trasmissione telematica avviene al momento della rilevazione manuale dei dati di vendita dalla vending machine, in prossimità della stessa e utilizzando un "dispositivo mobile" censito dal sistema dell’Agenzia delle entrate. Qualora la vending machine ne sia in grado, l’invio dei dati può essere effettuato anche direttamente dalla stessa, senza la necessità di utilizzare un "dispositivo mobile".
La trasmissione delle informazioni si considera effettuata nel momento in cui è completata, da parte dell’Agenzia delle entrate, la ricezione del file contenente le informazioni medesime. L’Agenzia delle entrate attesta l’avvenuta trasmissione dei dati mediante una ricevuta che salvo cause di forza maggiore è resa disponibile per via telematica contestualmente alla trasmissione del file contenente le informazioni.
Si ricorda, infine, che scade il 31 marzo il termine per esprimere la scelta, utilizzando l’apposito servizio presente sul sito dell’Agenzia, da parte degli esercenti il commercio al minuto e attività assimilate che intendono optare, a partire dal 1° gennaio 2017, per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e prestazioni di servizio, nonché i soggetti passivi Iva che intendono esercitare l’opzione, sempre dal 1° gennaio 2017, per la trasmissione telematica dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni.

Rottamazione delle cartelle: 21 giorni in più per aderire

Prorogato al 21 aprile 2017, il termine di adesione alla rottamazione delle cartelle, originariamente fissato per il 31 marzo 2017 (DECRETO-LEGGE 27 marzo 2017, n. 36).

Inizialmente la suddetta proroga era stata inserita nel decreto terremoto, ma visto il rischio di un’approvazione oltre la scadenza della definizione agevolata, per accelerare i tempi, il governo ha varato ad hoc una norma per fare entrare subito in vigore la proroga, prima della scadenza originaria.

Pertanto, i contribuenti che non hanno ancora presentato domanda di adesione alla c.d. rottamazione delle cartelle, hanno 21 giorni in più a disposizione, visto che il termine ultimo è slittato dal 31 marzo 2017 al 21 aprile 2017.

Prorogato al 21 aprile 2017, il termine di adesione alla rottamazione delle cartelle, originariamente fissato per il 31 marzo 2017 (DECRETO-LEGGE 27 marzo 2017, n. 36).

Inizialmente la suddetta proroga era stata inserita nel decreto terremoto, ma visto il rischio di un’approvazione oltre la scadenza della definizione agevolata, per accelerare i tempi, il governo ha varato ad hoc una norma per fare entrare subito in vigore la proroga, prima della scadenza originaria.

Pertanto, i contribuenti che non hanno ancora presentato domanda di adesione alla c.d. rottamazione delle cartelle, hanno 21 giorni in più a disposizione, visto che il termine ultimo è slittato dal 31 marzo 2017 al 21 aprile 2017.