Studi di settore: approvati modelli e note tecniche per il 2016

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato cinque decreti ministeriali datati 22 dicembre 2016 con i quali sono stati approvati gli studi di settore e le relative note metodologiche da applicare per l’anno d’imposta 2016.

I NUOVI STUDI DI SETTORE

Con i cinque decreti ministeriali, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2016. sono stati approvati 57 studi di settore che trovano applicazione ai fini dell’accertamento per l’anno 2016 e ne sono stati revisionati 67 per i quali l’ultima revisione risaliva al 2013 e quello degli studi notarili revisionato nel 2014.
Dei 57 nuovi studi di settore approvati:
– 18 riguardano le attività del settore commercio;
– 20 riguardano le attività del settore manifatturiero;
– 7 riguardano le attività del settore professionale;
– 12 riguardano le attività del settore servizi.
Per ciascuno studio di settore sono allegate le Note tecniche e metodologiche che individuano le modalità di calcolo relative all’analisi discriminante, con l’indicazione delle variabili risultate significative nell’analisi e le distinzioni per ogni singolo cluster di operatori individuate nell’elaborazione dello studio.

ESCLUSIONE

Gli studi di settore approvati non si applicano:
a) nei confronti dei contribuenti che hanno dichiarato ricavi di ammontare superiore a euro 5.164.569;
b) nei confronti delle società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate;
c) nei confronti delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.
Inoltre, i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore non possono essere utilizzati per l’azione di accertamento:
– nei confronti dei soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali;
– nei confronti dei soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 64.92.01 – “Attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi” o dal codice 66.19.40 – “Attività di Bancoposta”;
– nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa, cui si applicano gli studi di settore, per il periodo d’imposta in cui cessa di avere applicazione il regime dei contribuenti minimi;
– nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa, cui si applicano gli studi di settore, per il periodo d’imposta in cui cessa di avere applicazione il nuovo regime forfetario;
– nei confronti dei soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 68.20.02 – “Affitto di aziende”.

INDICATORI DI TERRITORIALITÀ

Sono stati approvati anche gli indicatori di territorialità con cui effettuare le differenziazioni a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2016.
Gli indicatori territoriali sono utilizzati per differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore per tenere conto del luogo in cui viene svolta l’attività economica. I modelli di riferimento riguardano in particolare:
– la territorialità del livello dei canoni di affitto dei locali commerciali;
– la territorialità del livello del reddito medio imponibile ai fini dell’addizionale IRPEF;
– la territorialità del livello delle retribuzioni;
– la territorialità del livello delle quotazioni immobiliari;
– la territorialità del livello dei canoni di locazione degli immobili.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato cinque decreti ministeriali datati 22 dicembre 2016 con i quali sono stati approvati gli studi di settore e le relative note metodologiche da applicare per l’anno d’imposta 2016.

I NUOVI STUDI DI SETTORE

Con i cinque decreti ministeriali, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2016. sono stati approvati 57 studi di settore che trovano applicazione ai fini dell’accertamento per l’anno 2016 e ne sono stati revisionati 67 per i quali l’ultima revisione risaliva al 2013 e quello degli studi notarili revisionato nel 2014.
Dei 57 nuovi studi di settore approvati:
- 18 riguardano le attività del settore commercio;
- 20 riguardano le attività del settore manifatturiero;
- 7 riguardano le attività del settore professionale;
- 12 riguardano le attività del settore servizi.
Per ciascuno studio di settore sono allegate le Note tecniche e metodologiche che individuano le modalità di calcolo relative all’analisi discriminante, con l’indicazione delle variabili risultate significative nell’analisi e le distinzioni per ogni singolo cluster di operatori individuate nell’elaborazione dello studio.

ESCLUSIONE

Gli studi di settore approvati non si applicano:
a) nei confronti dei contribuenti che hanno dichiarato ricavi di ammontare superiore a euro 5.164.569;
b) nei confronti delle società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate;
c) nei confronti delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.
Inoltre, i risultati derivanti dall'applicazione degli studi di settore non possono essere utilizzati per l'azione di accertamento:
- nei confronti dei soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali;
- nei confronti dei soggetti che esercitano in maniera prevalente l'attività contraddistinta dal codice 64.92.01 - "Attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi" o dal codice 66.19.40 - "Attività di Bancoposta";
- nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa, cui si applicano gli studi di settore, per il periodo d’imposta in cui cessa di avere applicazione il regime dei contribuenti minimi;
- nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa, cui si applicano gli studi di settore, per il periodo d’imposta in cui cessa di avere applicazione il nuovo regime forfetario;
- nei confronti dei soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 68.20.02 - "Affitto di aziende".

INDICATORI DI TERRITORIALITÀ

Sono stati approvati anche gli indicatori di territorialità con cui effettuare le differenziazioni a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2016.
Gli indicatori territoriali sono utilizzati per differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore per tenere conto del luogo in cui viene svolta l'attività economica. I modelli di riferimento riguardano in particolare:
- la territorialità del livello dei canoni di affitto dei locali commerciali;
- la territorialità del livello del reddito medio imponibile ai fini dell'addizionale IRPEF;
- la territorialità del livello delle retribuzioni;
- la territorialità del livello delle quotazioni immobiliari;
- la territorialità del livello dei canoni di locazione degli immobili.

Costituzione start-up, chiarimenti dal MEF

Forniti chiarimenti sugli atti costitutivi e modificativi delle start-up senza la necessità dell’atto pubblico (Ministero dello Sviluppo Economico – Parere 22 dicembre 2016, n. 411501).

Alla data attuale sono possibili due differenti modalità di costituzione per le società start-up, costituite in forma di SRL:
– quella ordinaria, rimessa al rogito notarile e
– quella alternativa, redatta secondo le modalità previste dai decreti ministeriali attuativi.
Da ciò consegue che i notai possono ben continuare a rogare per atto pubblico gli atti costitutivi e modificativi di SRL, aventi natura di start-up, secondo le modalità indicate dal codice civile e dalla legge notarile.
Solo ove il notaio sia richiesto di autenticare la scrittura privata elettronica di costituzione di start-up, allora sarà chiamato ad autenticare un originale informatico redatto sulla base dello standard approvato da questo Ministero.

Forniti chiarimenti sugli atti costitutivi e modificativi delle start-up senza la necessità dell'atto pubblico (Ministero dello Sviluppo Economico - Parere 22 dicembre 2016, n. 411501).

Alla data attuale sono possibili due differenti modalità di costituzione per le società start-up, costituite in forma di SRL:
- quella ordinaria, rimessa al rogito notarile e
- quella alternativa, redatta secondo le modalità previste dai decreti ministeriali attuativi.
Da ciò consegue che i notai possono ben continuare a rogare per atto pubblico gli atti costitutivi e modificativi di SRL, aventi natura di start-up, secondo le modalità indicate dal codice civile e dalla legge notarile.
Solo ove il notaio sia richiesto di autenticare la scrittura privata elettronica di costituzione di start-up, allora sarà chiamato ad autenticare un originale informatico redatto sulla base dello standard approvato da questo Ministero.

Rivalutazione assegni familiari 2017

Aggiornate le tabelle da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2017 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa all’assegno per il nucleo familiare.

Le disposizioni della Circolare Inps n. 229/2016  trovano applicazione nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa sull’assegno per il nucleo familiare, e cioè nei confronti dei coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).
Ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione delle pensioni da lavoro autonomo, i limiti di reddito familiare da considerare sono rivalutati ogni anno in ragione del tasso d’inflazione programmato con arrotondamento ai centesimi di euro. Secondo le precisazioni fornite dai competenti Ministeri, la misura del tasso d’inflazione programmato per il 2016 è stata pari al 1,5% per cento. Sono state quindi aggiornate le tabelle da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2017 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa all’assegno per il nucleo familiare e sopra elencati. Le procedure di calcolo delle pensioni sono già aggiornate in conformità ai nuovi limiti di reddito.
In applicazione delle vigenti norme per la perequazione automatica delle pensioni, il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti risulta fissato dal 1° gennaio 2017 e per l’intero anno nell’importo mensile di euro 501,89.
I limiti di reddito mensili da considerare ai fini dell’accertamento del carico (non autosufficienza economica) e quindi del riconoscimento del diritto agli assegni familiari risultano così fissati per tutto l’anno 2017:
– Euro 706,82 per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio od equiparato;
– Euro 1236,94 per due genitori ed equiparati.

Tabella 1
Da applicare alla generalità dei soggetti interessati, con esclusione di quelli indicati nelle successive tabelle 2, 3 e 4

Nucleo familiare

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione del trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione

1 persona (*)

2 persone

3 persone

4 persone

5 persone

6 persone

7 o più persone

9,586,22

15.907,23

20.453,71

24.426,82

28.403,28

32.189,99

35.976,01

19,050,61

24.491,43

29.252,54

34.013,70

38.549,44

43.084,43

Tabella 2
Da applicare ai soggetti cui si corrispondono gli assegni familiari o le quote di maggiorazione di pensione per i figli ed equiparati minori e che siano nella condizione di vedovo/a, divorziato/a, separato/a legalmente, abbandonato/a, celibe o nubile.

Nucleo familiare

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione del trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati (+ 10 per cento)

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione ( + 10 per cento)

1 persona (*)

2 persone

3 persone

4 persone

5 persone

6 persone

7 o più persone

10.544,84

17.497,95

22.499,08

26.869,50

31.243,61

35.408,99

39.573,61

20.955,67

26.940,57

32.177,79

37.415,07

42.404,38

47.392,87

Tabella 3
Da applicare ai soggetti nel cui nucleo familiare siano comprese persone, per le quali possono attribuirsi i trattamenti di famiglia, dichiarate totalmente inabili.

Nucleo familiare

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione dei trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati (+ 50 per cento)

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione ( + 50 per cento)

1 persona (*)

2 persone

3 persone

4 persone

5 persone

6 persone

7 o più persone

14.379,33

23.860,85

30.680,57

36,640,23

42.604,92

48.284,99

53.964,02

28.575,92

36.737,15

43.878,81

51.020,55

57.824,16

64.626,65

Tabella 4
Da applicare ai soggetti cui si corrispondono gli assegni familiari o le quote di maggiorazione per i figli ed equiparati minori e che siano nella condizione di vedovo/a, divorziato/a, separato/a legalmente, abbandonato/a, celibe o nubile, nonché nel cui nucleo familiare siano comprese persone, per le quali possono attribuirsi i trattamenti di famiglia, dichiarate totalmente inabili.

Nucleo familiare

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione del trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati ( + 60 per cento)

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione ( + 60 per cento)

1 persona (*)

2 persone

3 persone

4 persone

5 persone

6 persone

7 o più persone

15.337,95

25.451,57

32.725,94

39.082,91

45.445,25

51.503,98

57.561,62

30.480,98

39.186,29

46.804,06

54.421,92

61.679,10

68.935,09

Aggiornate le tabelle da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2017 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa all'assegno per il nucleo familiare.

Le disposizioni della Circolare Inps n. 229/2016  trovano applicazione nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa sull'assegno per il nucleo familiare, e cioè nei confronti dei coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).
Ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione delle pensioni da lavoro autonomo, i limiti di reddito familiare da considerare sono rivalutati ogni anno in ragione del tasso d'inflazione programmato con arrotondamento ai centesimi di euro. Secondo le precisazioni fornite dai competenti Ministeri, la misura del tasso d'inflazione programmato per il 2016 è stata pari al 1,5% per cento. Sono state quindi aggiornate le tabelle da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2017 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa all'assegno per il nucleo familiare e sopra elencati. Le procedure di calcolo delle pensioni sono già aggiornate in conformità ai nuovi limiti di reddito.
In applicazione delle vigenti norme per la perequazione automatica delle pensioni, il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti risulta fissato dal 1° gennaio 2017 e per l'intero anno nell'importo mensile di euro 501,89.
I limiti di reddito mensili da considerare ai fini dell'accertamento del carico (non autosufficienza economica) e quindi del riconoscimento del diritto agli assegni familiari risultano così fissati per tutto l'anno 2017:
- Euro 706,82 per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio od equiparato;
- Euro 1236,94 per due genitori ed equiparati.

Tabella 1
Da applicare alla generalità dei soggetti interessati, con esclusione di quelli indicati nelle successive tabelle 2, 3 e 4

Nucleo familiare

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione del trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione

1 persona (*)

2 persone

3 persone

4 persone

5 persone

6 persone

7 o più persone

9,586,22

15.907,23

20.453,71

24.426,82

28.403,28

32.189,99

35.976,01

-

19,050,61

24.491,43

29.252,54

34.013,70

38.549,44

43.084,43

Tabella 2
Da applicare ai soggetti cui si corrispondono gli assegni familiari o le quote di maggiorazione di pensione per i figli ed equiparati minori e che siano nella condizione di vedovo/a, divorziato/a, separato/a legalmente, abbandonato/a, celibe o nubile.

Nucleo familiare

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione del trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati (+ 10 per cento)

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione ( + 10 per cento)

1 persona (*)

2 persone

3 persone

4 persone

5 persone

6 persone

7 o più persone

10.544,84

17.497,95

22.499,08

26.869,50

31.243,61

35.408,99

39.573,61

-

20.955,67

26.940,57

32.177,79

37.415,07

42.404,38

47.392,87

Tabella 3
Da applicare ai soggetti nel cui nucleo familiare siano comprese persone, per le quali possono attribuirsi i trattamenti di famiglia, dichiarate totalmente inabili.

Nucleo familiare

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione dei trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati (+ 50 per cento)

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione ( + 50 per cento)

1 persona (*)

2 persone

3 persone

4 persone

5 persone

6 persone

7 o più persone

14.379,33

23.860,85

30.680,57

36,640,23

42.604,92

48.284,99

53.964,02

-

28.575,92

36.737,15

43.878,81

51.020,55

57.824,16

64.626,65

Tabella 4
Da applicare ai soggetti cui si corrispondono gli assegni familiari o le quote di maggiorazione per i figli ed equiparati minori e che siano nella condizione di vedovo/a, divorziato/a, separato/a legalmente, abbandonato/a, celibe o nubile, nonché nel cui nucleo familiare siano comprese persone, per le quali possono attribuirsi i trattamenti di famiglia, dichiarate totalmente inabili.

Nucleo familiare

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione del trattamento di famiglia per il primo figlio e per il genitore a carico e relativi equiparati ( + 60 per cento)

Reddito familiare annuale oltre il quale cessa la corresponsione di tutti gli assegni familiari o quote di maggiorazione di pensione ( + 60 per cento)

1 persona (*)

2 persone

3 persone

4 persone

5 persone

6 persone

7 o più persone

15.337,95

25.451,57

32.725,94

39.082,91

45.445,25

51.503,98

57.561,62

-

30.480,98

39.186,29

46.804,06

54.421,92

61.679,10

68.935,09

Il Governo approva il Milleproroghe

Il decreto Milleproroghe è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 dicembre.

Vediamo nel dettaglio le principali proroghe:
– prorogata, fino al 31 dicembre 2017, l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni;
– prorogati, al 31 dicembre 2017, i contratti di lavoro a tempo determinato nonché i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto e i contratti a tempo determinato per province e città metropolitane per i centri per l’impiego;
– prorogato, al 31 dicembre 2017, il termine a decorrere dal quale è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese della stampa quotidiana e periodica;
– porogati, per il 2017, l’intervento di integrazione salariale straordinaria per le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa;
– prorogati, al 31 dicembre 2017, i contratti in essere di ricercatori a tempo determinato di tipo “b”;
– prorogati, al 31 dicembre 2017, i termini in materia di esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni;
– prorogati, al 31 marzo 2017, il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali.

Sono ulteriormente prorogati di 24 mesi, al fine di consentire alle stazioni appaltanti di determinare i piani di ricostruzione delle reti di distribuzione da includere nel bando di gara, i termini di pubblicazione dei bandi delle gare per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale negli ambiti in cui sono presenti comuni terremotati.
Ancora:
– prorogato, al 31 dicembre 2017, i termini concernenti la durata dell’incarico del Commissario straordinario per il Palazzo di giustizia di Palermo e per l’investimento finalizzato alla realizzazione delle relative strutture e impianti di sicurezza;
– prorogato, fino al 31 dicembre 2017, il subentro del nuovo concessionario e il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri);
– prorogato, al 31 dicembre 2017, il taglio del 10% degli emolumenti corrisposti dalla Pubblica Amministrazione ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo nonché per i commissari di Governo e i commissari straordinari;
– prorogati i termini relativi a interventi in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 o da altre calamità naturali e a interventi emergenziali;
– prorogato, al 31 dicembre 2017, il termine di sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui e di altri finanziamenti nei Comuni colpiti dal sisma del 2016;
– prorogata, di ulteriori 6 mesi, limitatamente ai soggetti danneggiati che dichiarino l’inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda, la sospensione temporanea dei termini di pagamento delle fatture (gas, elettricità, acqua, assicurazioni, telefonia, RAI);
– previsto l’ampliamento, nell’ambito del pareggio di bilancio, della possibilità di spesa per gli enti terremotati per l’anno 2017 per interventi finalizzati a fronteggiare gli eccezionali eventi sismici e la ricostruzione, finanziati con avanzo di amministrazione o da operazioni di indebitamento, per i quali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati in conformità alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della spesa.
– assegnato, per il 2017, in favore dei Comuni interessati dagli eventi sismici, un contributo straordinario a copertura delle maggiori spese e delle minori entrate per complessivi 32 milioni di euro.

Il decreto Milleproroghe è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 dicembre.

Vediamo nel dettaglio le principali proroghe:
- prorogata, fino al 31 dicembre 2017, l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni;
- prorogati, al 31 dicembre 2017, i contratti di lavoro a tempo determinato nonché i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto e i contratti a tempo determinato per province e città metropolitane per i centri per l’impiego;
- prorogato, al 31 dicembre 2017, il termine a decorrere dal quale è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese della stampa quotidiana e periodica;
- porogati, per il 2017, l’intervento di integrazione salariale straordinaria per le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa;
- prorogati, al 31 dicembre 2017, i contratti in essere di ricercatori a tempo determinato di tipo "b";
- prorogati, al 31 dicembre 2017, i termini in materia di esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni;
- prorogati, al 31 marzo 2017, il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali.

Sono ulteriormente prorogati di 24 mesi, al fine di consentire alle stazioni appaltanti di determinare i piani di ricostruzione delle reti di distribuzione da includere nel bando di gara, i termini di pubblicazione dei bandi delle gare per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale negli ambiti in cui sono presenti comuni terremotati.
Ancora:
- prorogato, al 31 dicembre 2017, i termini concernenti la durata dell’incarico del Commissario straordinario per il Palazzo di giustizia di Palermo e per l’investimento finalizzato alla realizzazione delle relative strutture e impianti di sicurezza;
- prorogato, fino al 31 dicembre 2017, il subentro del nuovo concessionario e il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri);
- prorogato, al 31 dicembre 2017, il taglio del 10% degli emolumenti corrisposti dalla Pubblica Amministrazione ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo nonché per i commissari di Governo e i commissari straordinari;
- prorogati i termini relativi a interventi in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 o da altre calamità naturali e a interventi emergenziali;
- prorogato, al 31 dicembre 2017, il termine di sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui e di altri finanziamenti nei Comuni colpiti dal sisma del 2016;
- prorogata, di ulteriori 6 mesi, limitatamente ai soggetti danneggiati che dichiarino l’inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda, la sospensione temporanea dei termini di pagamento delle fatture (gas, elettricità, acqua, assicurazioni, telefonia, RAI);
- previsto l’ampliamento, nell’ambito del pareggio di bilancio, della possibilità di spesa per gli enti terremotati per l’anno 2017 per interventi finalizzati a fronteggiare gli eccezionali eventi sismici e la ricostruzione, finanziati con avanzo di amministrazione o da operazioni di indebitamento, per i quali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati in conformità alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della spesa.
- assegnato, per il 2017, in favore dei Comuni interessati dagli eventi sismici, un contributo straordinario a copertura delle maggiori spese e delle minori entrate per complessivi 32 milioni di euro.

Nuovi minimi per gli addetti degli Impianti di Trasporto a Fune

Da dicembre sono previsti aumenti salariali per gli addetti degli Impianti di Trasporto a Fune.

Come da accordo siglato il 12/5/2016, tra l’ANEF – Associazione Nazionale Esercenti Funiviari e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI, la SAVT, sono previsti i seguenti aumenti salariali per ciascun livello d’inquadramento della classificazione unica contrattuale e da applicare ai lavoratori in servizio:
 

Livello

Minimo dall’1/12/2016

1s 1.795,47
1 1.667,33
2 1.505,11
3 1.367,97
4 1.239,59
5 1.111,71
6 1.026,22
7 855,22

Da dicembre sono previsti aumenti salariali per gli addetti degli Impianti di Trasporto a Fune.

Come da accordo siglato il 12/5/2016, tra l’ANEF - Associazione Nazionale Esercenti Funiviari e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI, la SAVT, sono previsti i seguenti aumenti salariali per ciascun livello d’inquadramento della classificazione unica contrattuale e da applicare ai lavoratori in servizio:
 

Livello

Minimo dall’1/12/2016

1s 1.795,47
1 1.667,33
2 1.505,11
3 1.367,97
4 1.239,59
5 1.111,71
6 1.026,22
7 855,22

Terza tranche di vacanza contrattuale per gli esercizi Cinematografici – Anec/Anem

 

 

E’ prevista, con la retribuzione del mese di dicembre, la terza e ultima tranche di vacanza contrattuale per i dipendenti delle salecinematografiche e multiplex

 

Seguono gli importo corrisposti ai lavoratori già in forza all’1/1/2015 e in servizio al 15/6/2016

 

Cinematografia – Esercizi

 

Livello

Importo

1 50,31
2 56,35
3 66,42
4 80,00
5 88,55
5 Super 93,08
Quadro 110,69

Cinematografia – Esercizi ( Multiplex )

 

Livello

Importo

A 50,31
B 61,38
C 70,44
D 75,47
E 83,02
F 93,08
Quadro A 110,69
Quadro B 120,75

 

 

E’ prevista, con la retribuzione del mese di dicembre, la terza e ultima tranche di vacanza contrattuale per i dipendenti delle salecinematografiche e multiplex

 

Seguono gli importo corrisposti ai lavoratori già in forza all’1/1/2015 e in servizio al 15/6/2016

 

Cinematografia - Esercizi

 

Livello

Importo

1 50,31
2 56,35
3 66,42
4 80,00
5 88,55
5 Super 93,08
Quadro 110,69

Cinematografia - Esercizi ( Multiplex )

 

Livello

Importo

A 50,31
B 61,38
C 70,44
D 75,47
E 83,02
F 93,08
Quadro A 110,69
Quadro B 120,75

Apprendistato di I e III livello: Confapi sigla l’accordo interconfederale

CONFAPI e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL hanno sottoscritto l’accordo interconfederale che definisce il trattamento retributivo degli apprendisti di primo e terzo livello.

L’accordo interconfederale precisa che, sia per l’apprendistato I che di III livello, il piano formativo individuale ed il protocollo di formazione devono comprendere anche la formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e quella relativa alla disciplina lavoristica di riferimento.
Inoltre, relativamente al trattamento retributivo degli apprendisti è stato concordato quanto segue:

Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale
Il livello di inquadramento deve essere coerente con il percorso e la retribuzione deve essere stabilita in misura percentuale rispetto al livello di inquadramento come segue:

– non inferiore al 45% il primo anno;

– non inferiore al 55% il secondo anno;

– non inferiore al 65% il terzo anno;

– non inferiore al 70% il quarto anno.

Apprendistato di alta formazione e ricerca
Previsto il sottoinquadramento dell’apprendista, proporzionato alla durata del contratto. Nello specifico, l’apprendista è inquadrato come segue:
Per i percorsi di durata superiore all’anno
– per la prima metà del periodo di apprendistato: due livelli sotto quello di destinazione finale;

-per la seconda metà del periodo di apprendistato: un  livello sotto quello di destinazione finale;

Per i percorsi di durata non superiore all’anno il sotto inquadramento è di un livello rispetto a quello di destinazione finale.

Le Parti si danno, altresì, atto che l’accordo è cedevole rispetto a eventuali regolamentazioni di contrattazione collettiva nazionale sulla medesima materia.

CONFAPI e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL hanno sottoscritto l’accordo interconfederale che definisce il trattamento retributivo degli apprendisti di primo e terzo livello.

L'accordo interconfederale precisa che, sia per l’apprendistato I che di III livello, il piano formativo individuale ed il protocollo di formazione devono comprendere anche la formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e quella relativa alla disciplina lavoristica di riferimento.
Inoltre, relativamente al trattamento retributivo degli apprendisti è stato concordato quanto segue:

Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale
Il livello di inquadramento deve essere coerente con il percorso e la retribuzione deve essere stabilita in misura percentuale rispetto al livello di inquadramento come segue:

- non inferiore al 45% il primo anno;

- non inferiore al 55% il secondo anno;

- non inferiore al 65% il terzo anno;

- non inferiore al 70% il quarto anno.

Apprendistato di alta formazione e ricerca
Previsto il sottoinquadramento dell'apprendista, proporzionato alla durata del contratto. Nello specifico, l'apprendista è inquadrato come segue:
Per i percorsi di durata superiore all'anno
- per la prima metà del periodo di apprendistato: due livelli sotto quello di destinazione finale;

-per la seconda metà del periodo di apprendistato: un  livello sotto quello di destinazione finale;

Per i percorsi di durata non superiore all'anno il sotto inquadramento è di un livello rispetto a quello di destinazione finale.

Le Parti si danno, altresì, atto che l’accordo è cedevole rispetto a eventuali regolamentazioni di contrattazione collettiva nazionale sulla medesima materia.

L’attività professionale non può essere svolta nella forma di società commerciale

L’esercizio esclusivo dell’attività professionale, oltre che autonomamente, può essere esercitata solo in forma di società tra professionisti, non sussistendo i presupposti per l’adozione della forma commerciale (Ministero Sviluppo Economico – parere 23 dicembre 2016, n. 415099).

La società tra professionisti richiede l’esercizio esclusivo di una attività professionale regolamentata nel sistema ordinistico, la prevalenza dei soci-professionisti nella gestione societaria, l’iscrizione all’albo professionale competente e può assumere la forma, della società semplice, della società in nome collettivo, della società in accomandita semplice, della società a responsabilità limitata, della società per azioni, della società in accomandita per azioni, nonché della cooperativa.

Pertanto, può essere costituita soltanto qualora l’attività professionale costituisca l’oggetto esclusivo della società stessa, adottando uno dei citati modelli societari previsti dal codice civile.

Qualora invece l’aspetto organizzativo e capitalistico della società da costituire risulti prevalente rispetto allo svolgimento dell’attività professionale protetta, è possibile l’adozione della forma societaria commerciale.

L’esercizio esclusivo dell’attività professionale, oltre che autonomamente, può essere esercitata solo in forma di società tra professionisti, non sussistendo i presupposti per l’adozione della forma commerciale (Ministero Sviluppo Economico - parere 23 dicembre 2016, n. 415099).

La società tra professionisti richiede l’esercizio esclusivo di una attività professionale regolamentata nel sistema ordinistico, la prevalenza dei soci-professionisti nella gestione societaria, l’iscrizione all’albo professionale competente e può assumere la forma, della società semplice, della società in nome collettivo, della società in accomandita semplice, della società a responsabilità limitata, della società per azioni, della società in accomandita per azioni, nonché della cooperativa.

Pertanto, può essere costituita soltanto qualora l’attività professionale costituisca l’oggetto esclusivo della società stessa, adottando uno dei citati modelli societari previsti dal codice civile.

Qualora invece l’aspetto organizzativo e capitalistico della società da costituire risulti prevalente rispetto allo svolgimento dell’attività professionale protetta, è possibile l’adozione della forma societaria commerciale.

Attività di massaggi Thai: esercizio senza prescrizioni

Con la Risoluzione n. 293796 del 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che l’attività di massaggi Tuina o Thai massage rientra nella disciplina delle professioni non organizzate e, pertanto, il suo esercizio deve ritenersi escluso da specifiche restrizioni abilitative.

Quando l’attività di massaggiatore non è di tipo estetico, e quando non può essere considerata alla stregua di una attività sanitaria (perché priva di carattere terapeutico-riabilitativo), rientra nell’ambito delle professioni non organizzate, regolate dalla Legge n. 4 del 2013, e dunque costituisce un’attività libera.
In tal caso, l’esercizio dell’attività di massaggiatore deve ritenersi esclusa da specifiche restrizioni, quali ad esempio il titolo abilitante alla professione di estetista. Resta fermo, in ogni caso, il rispetto delle generali norme igienico-sanitarie applicabili, nonché ogni eventuale profilo demandato alle disposizioni regionali o comunali (ad esempio relativamente all’idoneità dei locali).
Per le sue caratteristiche specifiche l’attività di massaggi Tuina o Thai massage non è riconducibile tra le tipologie di massaggi aventi finalità di carattere terapeutico o di miglioramento e protezione dell’aspetto estetico, ma riguarda il più generico mantenimento di una naturale condizione di benessere della persona.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che i centri preposti all’attività di massaggi Tuina o Thai massage sono esenti dall’obbligo della Segnalazione Certificata di Inizio di Attività.
Rientrando nella disciplina delle professioni non organizzate, tuttavia, essi sono tenuti nei rapporti con la clientela ad evidenziare che operano nell’ambito di tale disciplina regolata dalla Legge n. 4/2013, e dunque, non rientrano tra i centri estetici o di carattere terapeutico-riabilitativo.
Sebbene, nell’ambito della disciplina delle professioni non organizzate, sia istituito un apposito elenco delle associazioni professionali tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, quest’ultimo ha chiarito che ai fini dell’esercizio dell’attività di centri massaggi Tuina o Thai massage non sussiste alcun obbligo:
– di iscrizione del massaggiatore professionista ad un’associazione professionale, restando un atto assolutamente volontario che comunque non conferisce alcuna autorizzazione ad esercitare l’attività, che è già libera di per sé;
– di iscrizione dell’associazione professionale nell’elenco, che resta anch’esso un atto volontario, e consente all’associazione iscritta di autorizzare i propri associati ad utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione quale marchio o attestato di qualità e di qualificazione professionale dei propri servizi, senza peraltro costituire un atto avente valenza amministrativa.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato, in particolare, che non esiste alcun legame fra l’iscrizione del professionista ad una associazione, iscritta o meno nel suddetto elenco, e la possibilità di esercitare l’attività di massaggi Tuina o Thai massage, che deve ritenersi un’attività libera, esente da prescrizioni abilitative.

Con la Risoluzione n. 293796 del 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che l’attività di massaggi Tuina o Thai massage rientra nella disciplina delle professioni non organizzate e, pertanto, il suo esercizio deve ritenersi escluso da specifiche restrizioni abilitative.

Quando l’attività di massaggiatore non è di tipo estetico, e quando non può essere considerata alla stregua di una attività sanitaria (perché priva di carattere terapeutico-riabilitativo), rientra nell’ambito delle professioni non organizzate, regolate dalla Legge n. 4 del 2013, e dunque costituisce un’attività libera.
In tal caso, l’esercizio dell’attività di massaggiatore deve ritenersi esclusa da specifiche restrizioni, quali ad esempio il titolo abilitante alla professione di estetista. Resta fermo, in ogni caso, il rispetto delle generali norme igienico-sanitarie applicabili, nonché ogni eventuale profilo demandato alle disposizioni regionali o comunali (ad esempio relativamente all’idoneità dei locali).
Per le sue caratteristiche specifiche l’attività di massaggi Tuina o Thai massage non è riconducibile tra le tipologie di massaggi aventi finalità di carattere terapeutico o di miglioramento e protezione dell’aspetto estetico, ma riguarda il più generico mantenimento di una naturale condizione di benessere della persona.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che i centri preposti all’attività di massaggi Tuina o Thai massage sono esenti dall’obbligo della Segnalazione Certificata di Inizio di Attività.
Rientrando nella disciplina delle professioni non organizzate, tuttavia, essi sono tenuti nei rapporti con la clientela ad evidenziare che operano nell’ambito di tale disciplina regolata dalla Legge n. 4/2013, e dunque, non rientrano tra i centri estetici o di carattere terapeutico-riabilitativo.
Sebbene, nell’ambito della disciplina delle professioni non organizzate, sia istituito un apposito elenco delle associazioni professionali tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, quest’ultimo ha chiarito che ai fini dell’esercizio dell’attività di centri massaggi Tuina o Thai massage non sussiste alcun obbligo:
- di iscrizione del massaggiatore professionista ad un’associazione professionale, restando un atto assolutamente volontario che comunque non conferisce alcuna autorizzazione ad esercitare l’attività, che è già libera di per sé;
- di iscrizione dell’associazione professionale nell’elenco, che resta anch’esso un atto volontario, e consente all’associazione iscritta di autorizzare i propri associati ad utilizzare il riferimento all'iscrizione all'associazione quale marchio o attestato di qualità e di qualificazione professionale dei propri servizi, senza peraltro costituire un atto avente valenza amministrativa.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato, in particolare, che non esiste alcun legame fra l’iscrizione del professionista ad una associazione, iscritta o meno nel suddetto elenco, e la possibilità di esercitare l’attività di massaggi Tuina o Thai massage, che deve ritenersi un’attività libera, esente da prescrizioni abilitative.

CU non automatizzate, pronta l’applicazione “CUNA2017”

Parte l’applicazione “CUNA2017” che consente l’acquisizione, la visualizzazione, la variazione e la cancellazione delle CU non automatizzate/2017 (INPS – Messaggio 22 dicembre 2016, n. 5198).

In particolare:

– gli emolumenti per l’anno 2016, ove non già dichiarati e comunicati su altre procedure automatizzate, per i redditi assimilati a lavoro dipendente corrisposti ai medici esterni, ai medici rappresentanti di categoria e agli operatori sociali delle CMVP, dovranno essere inseriti nella suddetta procedura al fine del rilascio della certificazione CU/2017 e saranno automaticamente prelevati dall’archivio, per l’invio del Modello 770/2017 all’Agenzia delle Entrate;
– gli emolumenti erogati ai liberi professionisti potranno essere inseriti attraverso l’applicativo in oggetto, nell’opportuna sezione. Tutti i dati relativi ai percipienti inseriti in questa procedura saranno automaticamente prelevati ai fini della compilazione del Modello 770/2017, per cui non dovranno essere segnalati con altre procedure.
Nel caso in cui il pagamento dei compensi sia stato già effettuato tramite procedure automatizzate (“Pagamenti vari” collegati all’archivio fiscale PNP, “Pagamenti Onorari ai liberi professionisti”) le certificazioni saranno rese disponibili dalla procedura “CU 2017” per le sedi e per i cittadini tramite i servizi online. In tal caso, non dovranno effettuarsi inserimenti con la procedura “CU non automatizzati”.
L’acquisizione dei CU dovrà essere effettuata, entro e non oltre, l’11 Gennaio 2017.

Parte l’applicazione "CUNA2017" che consente l’acquisizione, la visualizzazione, la variazione e la cancellazione delle CU non automatizzate/2017 (INPS - Messaggio 22 dicembre 2016, n. 5198).

In particolare:

- gli emolumenti per l’anno 2016, ove non già dichiarati e comunicati su altre procedure automatizzate, per i redditi assimilati a lavoro dipendente corrisposti ai medici esterni, ai medici rappresentanti di categoria e agli operatori sociali delle CMVP, dovranno essere inseriti nella suddetta procedura al fine del rilascio della certificazione CU/2017 e saranno automaticamente prelevati dall’archivio, per l’invio del Modello 770/2017 all’Agenzia delle Entrate;
- gli emolumenti erogati ai liberi professionisti potranno essere inseriti attraverso l’applicativo in oggetto, nell’opportuna sezione. Tutti i dati relativi ai percipienti inseriti in questa procedura saranno automaticamente prelevati ai fini della compilazione del Modello 770/2017, per cui non dovranno essere segnalati con altre procedure.
Nel caso in cui il pagamento dei compensi sia stato già effettuato tramite procedure automatizzate ("Pagamenti vari" collegati all’archivio fiscale PNP, "Pagamenti Onorari ai liberi professionisti") le certificazioni saranno rese disponibili dalla procedura "CU 2017" per le sedi e per i cittadini tramite i servizi online. In tal caso, non dovranno effettuarsi inserimenti con la procedura "CU non automatizzati".
L’acquisizione dei CU dovrà essere effettuata, entro e non oltre, l’11 Gennaio 2017.