Opzione per inviare al Fisco i dati delle fatture

A decorrere dal 1° gennaio 2017 sarà possibile trasmettere periodicamente al Fisco i dati delle fatture emesse, ricevute e delle relative variazioni. Tale opzione deve essere espressa all’Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre dell’anno precedente e quello di riferimento, ed è vincolante per cinque anni (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 28 ottobre 2016, n. 182070).

TRASMISSIONE DEI DATI DELLE FATTURE

Con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate dal 1° gennaio 2017, i soggetti passivi (imprese, professionisti e altri soggetti IVA) possono optare per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni.
I dati e le informazioni delle fatture trasmesse, sono acquisite dall’Anagrafe tributaria e, quindi, ordinate e messe tempestivamente a disposizione dei soggetti passivi IVA che hanno esercitato l’opzione in una sezione apposita del sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile mediante autenticazione.
Contestualmente, l’Agenzia delle Entrate utilizza i dati e le informazioni trasmesse al fine di controllarne la coerenza, supportare la predisposizione delle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA, nonché al fine della valutazione della capacità contributiva dei soggetti che li hanno trasmessi, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei contribuenti.

TERMINI E MODALITÀ DI ESERCIZIO DELL’OPZIONE

L’opzione può essere esercitata da tutti i soggetti passivi ai fini IVA, residenti in Italia o con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, esclusivamente in modalità telematica, tramite un apposito servizio on-line presente sul sito dell’Agenzia delle entrate, utilizzando le credenziali di autenticazione ai servizi telematici Fisconline o Entratel, e può essere effettuata direttamente dal soggetto passivo IVA ovvero tramite un suo delegato.
L’opzione ha effetto dall’inizio dell’anno solare in cui è esercitata fino alla fine del quarto anno solare successivo e, se non revocata, si estende di quinquennio in quinquennio. A tal fine, l’opzione deve essere esercitata esclusivamente con modalità telematica, tramite un apposito servizio on-line presente sul sito dell’Agenzia delle entrate, utilizzando le credenziali di autenticazione ai servizi telematici Fisconline o Entratel, direttamente dal soggetto passivo IVA ovvero tramite un suo delegato, entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della trasmissione dei dati.
Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno e che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività, l’opzione ha effetto dall’anno solare in cui è esercitata.
Con le stesse modalità deve essere esercitata la revoca dell’opzione, entro il 31 dicembre dell’ultimo anno del quinquennio ed ha effetto a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo all’ultimo anno del quinquennio.

MODALITÀ E TERMINI DI TRASMISSIONE DELLE FATTURE

L’esercizio dell’opzione vincola alla trasmissione dei dati relativi a tutte le fatture emesse e ricevute, ed alle eventuali variazioni.
Fermo restando la facoltà di trasmettere comunque i dati, l’obbligo è escluso per le fatture elettroniche inviate e ricevute tramite il Sistema di Interscambio dell’Anagrafe tributaria; in tal caso, infatti, l’Agenzia delle Entrate acquisisce direttamente i dati delle fatture elettroniche dall’Anagrafe tributaria.
I dati delle fatture devono essere trasmessi con cadenza trimestrale, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre. In particolare:
– per il 1° trimestre (Gennaio-Marzo), i dati devono essere trasmessi entro il 31 maggio;
– per il 2° trimestre (Aprile-Giugno), i dati devono essere trasmessi entro il 31 agosto;
– per il 3° trimestre (Luglio-Settembre), i dati devono essere trasmessi entro il 30 novembre;
– per il 4° trimestre (Ottobre-Dicembre), i dati devono essere trasmessi entro il 28/29 febbraio dell’anno successivo.

La trasmissione del file contenente i dati delle fatture può essere effettuata, alternativamente, attraverso una delle seguenti modalità:
– un sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service” fruibile attraverso protocollo HTTPS;
– un sistema di cooperazione applicativa tramite porte di dominio in ambito Sistema Pubblico di Cooperazione (SPCoop);
– un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP;
– un sistema di trasmissione per via telematica attraverso l’interfaccia web di fruizione dei servizi “Fatture e corrispettivi”.
I dati trasmessi sono archiviati e ordinati dall’Anagrafe tributaria, e messi a disposizione dei soggetti passivi (intestatari delle fatture) che hanno esercitato l’opzione e dell’Agenzia delle Entrate.
Per garantire l’utilizzo in sicurezza di tali dati, l’accesso agli archivi prevede un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione ed autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati, con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte nonché di conservazione delle copie di sicurezza.

A decorrere dal 1° gennaio 2017 sarà possibile trasmettere periodicamente al Fisco i dati delle fatture emesse, ricevute e delle relative variazioni. Tale opzione deve essere espressa all’Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre dell’anno precedente e quello di riferimento, ed è vincolante per cinque anni (Agenzia delle Entrate - Provvedimento 28 ottobre 2016, n. 182070).

TRASMISSIONE DEI DATI DELLE FATTURE

Con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate dal 1° gennaio 2017, i soggetti passivi (imprese, professionisti e altri soggetti IVA) possono optare per la trasmissione telematica all'Agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni.
I dati e le informazioni delle fatture trasmesse, sono acquisite dall’Anagrafe tributaria e, quindi, ordinate e messe tempestivamente a disposizione dei soggetti passivi IVA che hanno esercitato l’opzione in una sezione apposita del sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile mediante autenticazione.
Contestualmente, l’Agenzia delle Entrate utilizza i dati e le informazioni trasmesse al fine di controllarne la coerenza, supportare la predisposizione delle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA, nonché al fine della valutazione della capacità contributiva dei soggetti che li hanno trasmessi, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei contribuenti.

TERMINI E MODALITÀ DI ESERCIZIO DELL’OPZIONE

L’opzione può essere esercitata da tutti i soggetti passivi ai fini IVA, residenti in Italia o con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, esclusivamente in modalità telematica, tramite un apposito servizio on-line presente sul sito dell’Agenzia delle entrate, utilizzando le credenziali di autenticazione ai servizi telematici Fisconline o Entratel, e può essere effettuata direttamente dal soggetto passivo IVA ovvero tramite un suo delegato.
L'opzione ha effetto dall'inizio dell'anno solare in cui è esercitata fino alla fine del quarto anno solare successivo e, se non revocata, si estende di quinquennio in quinquennio. A tal fine, l’opzione deve essere esercitata esclusivamente con modalità telematica, tramite un apposito servizio on-line presente sul sito dell’Agenzia delle entrate, utilizzando le credenziali di autenticazione ai servizi telematici Fisconline o Entratel, direttamente dal soggetto passivo IVA ovvero tramite un suo delegato, entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della trasmissione dei dati.
Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno e che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività, l’opzione ha effetto dall’anno solare in cui è esercitata.
Con le stesse modalità deve essere esercitata la revoca dell’opzione, entro il 31 dicembre dell’ultimo anno del quinquennio ed ha effetto a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo all’ultimo anno del quinquennio.

MODALITÀ E TERMINI DI TRASMISSIONE DELLE FATTURE

L’esercizio dell’opzione vincola alla trasmissione dei dati relativi a tutte le fatture emesse e ricevute, ed alle eventuali variazioni.
Fermo restando la facoltà di trasmettere comunque i dati, l’obbligo è escluso per le fatture elettroniche inviate e ricevute tramite il Sistema di Interscambio dell’Anagrafe tributaria; in tal caso, infatti, l’Agenzia delle Entrate acquisisce direttamente i dati delle fatture elettroniche dall’Anagrafe tributaria.
I dati delle fatture devono essere trasmessi con cadenza trimestrale, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre. In particolare:
- per il 1° trimestre (Gennaio-Marzo), i dati devono essere trasmessi entro il 31 maggio;
- per il 2° trimestre (Aprile-Giugno), i dati devono essere trasmessi entro il 31 agosto;
- per il 3° trimestre (Luglio-Settembre), i dati devono essere trasmessi entro il 30 novembre;
- per il 4° trimestre (Ottobre-Dicembre), i dati devono essere trasmessi entro il 28/29 febbraio dell’anno successivo.

La trasmissione del file contenente i dati delle fatture può essere effettuata, alternativamente, attraverso una delle seguenti modalità:
- un sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello "web service" fruibile attraverso protocollo HTTPS;
- un sistema di cooperazione applicativa tramite porte di dominio in ambito Sistema Pubblico di Cooperazione (SPCoop);
- un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP;
- un sistema di trasmissione per via telematica attraverso l’interfaccia web di fruizione dei servizi "Fatture e corrispettivi".
I dati trasmessi sono archiviati e ordinati dall’Anagrafe tributaria, e messi a disposizione dei soggetti passivi (intestatari delle fatture) che hanno esercitato l’opzione e dell’Agenzia delle Entrate.
Per garantire l’utilizzo in sicurezza di tali dati, l’accesso agli archivi prevede un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione ed autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati, con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte nonché di conservazione delle copie di sicurezza.

Detassazione: novità nel disegno di legge di Bilancio 2017

Aumentano gli importi dei premi ed anche i limiti reddituali di accesso subiscono un incremento al fine di ampliare i possibili beneficiari, queste alcune delle novità contenute nella bozza della Legge di bilancio 2017 in materia di detassazione.

Modificando le disposizioni contenute nella legge di Stabilità 2016 (L. n. 208 del 2015), la nuova legge di Bilancio 2017 apporta una serie di cambiamenti:
– gli importi dei premi passano da 2.000 a 3.000 euro. Tale limite è aumentato fino ad un importo non superiore 4.000 euro (attualmente 2.500) per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro;
il limiti reddituale che consentono al beneficio attualmente è di 50.000 euro di reddito di lavoro dipendente nel periodo di imposta precedente, con le modifiche previste nel disegno di legge, tale limite salirebbe a 80.000 euro;
– interventi previsti anche sul comma 184. A tale comma infatti si aggiunge il seguente periodo “Le somme ed i valori di cui al comma 4 del medesimo articolo 51, concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente secondo le regole ivi previste e non sono soggetti all’imposta sostitutiva disciplinata dai commi da 182 a 191, anche nell’eventualità in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182”;
– il disegno di legge prevede anche un comma 184 bis, secondo cui non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, né sono soggetti all’imposta sostitutiva:
a) i contributi alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, versati, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182, anche se eccedenti i limiti indicati all’articolo 8, commi 4 e 6, del medesimo decreto. Tali contributi non concorrono a formare la parte imponibile delle prestazioni pensionistiche complementari ai fini delle previsioni di cui all’articolo 11, comma 6, del medesimo decreto;
b) i contributi di assistenza sanitaria di cui all’articolo 51, comma 2, lettera a), versati per scelta del lavoratore in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182, anche se eccedenti i limiti indicati nel medesimo articolo;
c) il valore delle azioni di cui all’articolo 51, comma 2, lettera g), ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182, anche se eccedente il limite indicato nel medesimo articolo ed indipendentemente dalle condizioni dallo stesso stabilite.
Il Disegno di legge prevede poi ulteriori interventi nel testo unico delle imposte sui redditi finalizzati ad agevolare l’utilizzo del welfare aziendale.

Aumentano gli importi dei premi ed anche i limiti reddituali di accesso subiscono un incremento al fine di ampliare i possibili beneficiari, queste alcune delle novità contenute nella bozza della Legge di bilancio 2017 in materia di detassazione.

Modificando le disposizioni contenute nella legge di Stabilità 2016 (L. n. 208 del 2015), la nuova legge di Bilancio 2017 apporta una serie di cambiamenti:
- gli importi dei premi passano da 2.000 a 3.000 euro. Tale limite è aumentato fino ad un importo non superiore 4.000 euro (attualmente 2.500) per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro;
-
il limiti reddituale che consentono al beneficio attualmente è di 50.000 euro di reddito di lavoro dipendente nel periodo di imposta precedente, con le modifiche previste nel disegno di legge, tale limite salirebbe a 80.000 euro;
- interventi previsti anche sul comma 184. A tale comma infatti si aggiunge il seguente periodo "Le somme ed i valori di cui al comma 4 del medesimo articolo 51, concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente secondo le regole ivi previste e non sono soggetti all’imposta sostitutiva disciplinata dai commi da 182 a 191, anche nell’eventualità in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182";
- il disegno di legge prevede anche un comma 184 bis, secondo cui non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, né sono soggetti all’imposta sostitutiva:
a) i contributi alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, versati, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182, anche se eccedenti i limiti indicati all’articolo 8, commi 4 e 6, del medesimo decreto. Tali contributi non concorrono a formare la parte imponibile delle prestazioni pensionistiche complementari ai fini delle previsioni di cui all’articolo 11, comma 6, del medesimo decreto;
b) i contributi di assistenza sanitaria di cui all’articolo 51, comma 2, lettera a), versati per scelta del lavoratore in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182, anche se eccedenti i limiti indicati nel medesimo articolo;
c) il valore delle azioni di cui all’articolo 51, comma 2, lettera g), ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182, anche se eccedente il limite indicato nel medesimo articolo ed indipendentemente dalle condizioni dallo stesso stabilite.
Il Disegno di legge prevede poi ulteriori interventi nel testo unico delle imposte sui redditi finalizzati ad agevolare l’utilizzo del welfare aziendale.

Il Welfare aziendale nel Ddl di bilancio 2017

Nel disegno di legge sono presenti altre ipotesi di esclusione dalla base imponibile Irpef e l’interpretazione relativa all’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro per finalità sociali.

L’articolo 22 (commi 2 e 3) del Ddl prevede che per l’anno 2017 anche le seguenti somme non concorreranno a formare il reddito di lavoro dipendente:
i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, aventi le caratteristiche previste dall’articolo 15, comma 1, del TUIR, o aventi per oggetto il rischio di una delle malattie considerate gravi, come individuate con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentito l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni;
i sussidi occasionali concessi in occasione di rilevanti esigenze personali o familiari del dipendente.
Con riferimento, invece, all’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari per le finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, si prevede che tali disposizioni debbano interpretarsi nel senso che le stesse si applicano anche alle opere e servizi riconosciuti dal datore di lavoro, del settore privato o pubblico, in conformità a disposizioni di contratto collettivo nazionale del lavoro, di accordo interconfederale, di contratto collettivo territoriale.

Nel disegno di legge sono presenti altre ipotesi di esclusione dalla base imponibile Irpef e l’interpretazione relativa all'utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro per finalità sociali.

L’articolo 22 (commi 2 e 3) del Ddl prevede che per l’anno 2017 anche le seguenti somme non concorreranno a formare il reddito di lavoro dipendente:
- i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, aventi le caratteristiche previste dall’articolo 15, comma 1, del TUIR, o aventi per oggetto il rischio di una delle malattie considerate gravi, come individuate con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentito l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni;
- i sussidi occasionali concessi in occasione di rilevanti esigenze personali o familiari del dipendente.
Con riferimento, invece, all'utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari per le finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, si prevede che tali disposizioni debbano interpretarsi nel senso che le stesse si applicano anche alle opere e servizi riconosciuti dal datore di lavoro, del settore privato o pubblico, in conformità a disposizioni di contratto collettivo nazionale del lavoro, di accordo interconfederale, di contratto collettivo territoriale.

Utilizzo di beni dell’impresa: obbligo di comunicazione al Fisco

L’utilizzo di beni aziendali da parte di soci o familiari dell’imprenditore, per “uso personale”, deve essere comunicato al Fisco. Con riferimento all’utilizzo di beni nel 2015, la comunicazione deve essere fatta entro oggi, 31 ottobre 2016.

COMUNICAZIONE ALL’ANAGRAFE TRIBUTARIA

Qualora siano concessi in uso a soci o familiari dell’imprenditore, per uso personale, beni dell’impresa, la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo corrisposto dal socio o familiare per la concessione in godimento di tali beni, costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF in capo al medesimo socio o familiare utilizzatore, e rientra nella categoria dei “redditi diversi”.
Contestualmente, i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile dell’impresa concedente.
Al fine di garantire le attività di verifica contro comportamenti illegittimi, è previsto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati dei soci e dei familiari dell’imprenditore che, nel periodo d’imposta, hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento.

SOGGETTI INTERESSATI

L’obbligo di comunicazione deve essere assolto, in via alternativa, dall’impresa concedente o dal socio o familiare utilizzatore. In particolare, la comunicazione deve essere presentata dai soggetti che svolgono attività di impresa, residenti in Italia, che operano sotto forma di:
– imprenditori individuali;
– società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice);
– società di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni);
– società cooperative;
– stabili organizzazioni di società non residenti;
– enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.
Sono escluse dall’obbligo di comunicazione le “società semplici”.

DATI DA COMUNICARE

Devono essere comunicati all’ Agenzia delle Entrate i dati dei soci – comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente – e dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento.
La comunicazione deve essere effettuata per ogni bene concesso in godimento nel 2015, ovvero, per i beni concessi in godimento in anni precedenti e ancora utilizzati nel 2015.
L’obbligo di comunicazione interessa i beni concessi in godimento dall’impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.
Sotto il profilo oggettivo, l’obbligo ricorre, quando sussiste la predetta differenza tra valore di mercato e corrispettivo per il godimento, per i beni appartenenti alle seguenti categorie: autovetture, altri veicoli, unità da diporto, aeromobili, immobili. Per gli altri beni, che non appartengono alle predette categorie, l’obbligo ricorre soltanto se sono di valore superiore a 3 mila euro al netto dell’IVA.
La comunicazione non deve essere effettuata con riferimento alle seguenti ipotesi:
– i beni concessi in godimento agli amministratori;
– i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo, a titolo di “fringe benefit”;
– i beni concessi in godimento all’imprenditore individuale;
– i beni di società e di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale, residenti o non residenti, concessi in godimento a enti non commerciali soci che utilizzano gli stessi beni per fini esclusivamente istituzionali;
– gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci;
– i beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale deducibilità dei relativi costi nonostante l’utilizzo privatistico riconosciuto per legge;
– i finanziamenti concessi ai soci o ai familiari dell’imprenditore.

MODALITÀ DI COMUNICAZIONE

La comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica, in conformità al modello approvato dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando i servizi telematici Entratel o Fisconline, entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i beni d’impresa sono stati concessi in godimento a soci o familiari, alle condizioni sopra indicate.
Per le imprese con periodo con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, per il 2015, il termine scade il 31 ottobre 2016 (in quanto il termine naturale del 30 ottobre cade di domenica).
La trasmissione può essere effettuata sia direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, sia avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (Dottori commercialisti, CAF, Consulenti del lavoro).
Gli archivi contenenti le comunicazioni da trasmettere non devono avere dimensioni superiori a 3 Megabyte.
In caso di errore la comunicazione può essere annullata o sostituita con una nuova comunicazione entro il termine di un anno dalla scadenza ordinaria.

SANZIONI

In caso di omessa presentazione comunicazione, ovvero per la trasmissione della stessa con dati incompleti o non veritieri, è dovuta una sanzione amministrativa pari al 30 per cento della differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo di godimento.
Tuttavia, se la tassazione dei beni concessi in godimento è stata comunque effettuata in conformità alla normativa fiscale, si applica la sanzione da 250 a 2.000 euro.
In ogni caso la sanzione è dovuta, in solido, dall’impresa concedente e dai soci o familiari utilizzatori.

L’utilizzo di beni aziendali da parte di soci o familiari dell’imprenditore, per "uso personale", deve essere comunicato al Fisco. Con riferimento all’utilizzo di beni nel 2015, la comunicazione deve essere fatta entro oggi, 31 ottobre 2016.

COMUNICAZIONE ALL’ANAGRAFE TRIBUTARIA

Qualora siano concessi in uso a soci o familiari dell’imprenditore, per uso personale, beni dell’impresa, la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo corrisposto dal socio o familiare per la concessione in godimento di tali beni, costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF in capo al medesimo socio o familiare utilizzatore, e rientra nella categoria dei "redditi diversi".
Contestualmente, i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile dell’impresa concedente.
Al fine di garantire le attività di verifica contro comportamenti illegittimi, è previsto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati dei soci e dei familiari dell'imprenditore che, nel periodo d’imposta, hanno ricevuto in godimento beni dell'impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento.

SOGGETTI INTERESSATI

L’obbligo di comunicazione deve essere assolto, in via alternativa, dall’impresa concedente o dal socio o familiare utilizzatore. In particolare, la comunicazione deve essere presentata dai soggetti che svolgono attività di impresa, residenti in Italia, che operano sotto forma di:
- imprenditori individuali;
- società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice);
- società di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni);
- società cooperative;
- stabili organizzazioni di società non residenti;
- enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.
Sono escluse dall’obbligo di comunicazione le "società semplici".

DATI DA COMUNICARE

Devono essere comunicati all’ Agenzia delle Entrate i dati dei soci - comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell'impresa concedente - e dei familiari dell'imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell'impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento.
La comunicazione deve essere effettuata per ogni bene concesso in godimento nel 2015, ovvero, per i beni concessi in godimento in anni precedenti e ancora utilizzati nel 2015.
L’obbligo di comunicazione interessa i beni concessi in godimento dall'impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.
Sotto il profilo oggettivo, l’obbligo ricorre, quando sussiste la predetta differenza tra valore di mercato e corrispettivo per il godimento, per i beni appartenenti alle seguenti categorie: autovetture, altri veicoli, unità da diporto, aeromobili, immobili. Per gli altri beni, che non appartengono alle predette categorie, l’obbligo ricorre soltanto se sono di valore superiore a 3 mila euro al netto dell’IVA.
La comunicazione non deve essere effettuata con riferimento alle seguenti ipotesi:
- i beni concessi in godimento agli amministratori;
- i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo, a titolo di "fringe benefit";
- i beni concessi in godimento all’imprenditore individuale;
- i beni di società e di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale, residenti o non residenti, concessi in godimento a enti non commerciali soci che utilizzano gli stessi beni per fini esclusivamente istituzionali;
- gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci;
- i beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale deducibilità dei relativi costi nonostante l’utilizzo privatistico riconosciuto per legge;
- i finanziamenti concessi ai soci o ai familiari dell'imprenditore.

MODALITÀ DI COMUNICAZIONE

La comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica, in conformità al modello approvato dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando i servizi telematici Entratel o Fisconline, entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui i beni d’impresa sono stati concessi in godimento a soci o familiari, alle condizioni sopra indicate.
Per le imprese con periodo con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, per il 2015, il termine scade il 31 ottobre 2016 (in quanto il termine naturale del 30 ottobre cade di domenica).
La trasmissione può essere effettuata sia direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, sia avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (Dottori commercialisti, CAF, Consulenti del lavoro).
Gli archivi contenenti le comunicazioni da trasmettere non devono avere dimensioni superiori a 3 Megabyte.
In caso di errore la comunicazione può essere annullata o sostituita con una nuova comunicazione entro il termine di un anno dalla scadenza ordinaria.

SANZIONI

In caso di omessa presentazione comunicazione, ovvero per la trasmissione della stessa con dati incompleti o non veritieri, è dovuta una sanzione amministrativa pari al 30 per cento della differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo di godimento.
Tuttavia, se la tassazione dei beni concessi in godimento è stata comunque effettuata in conformità alla normativa fiscale, si applica la sanzione da 250 a 2.000 euro.
In ogni caso la sanzione è dovuta, in solido, dall’impresa concedente e dai soci o familiari utilizzatori.

Siglato accordo sulla detassazione da Confindustria Bergamo

Siglato il 28/10/2016, tra la CONFINDUSTRIA Bergamo e la CGIL Bergamo, la CISL Bergamo, la UIL Bergamo, il seguente accordo in materia di agevolazioni fiscali per importi erogati a titolo di premi di risultato.

Le imprese aderenti al Sistema di rappresentanza di Confindustria, aventi sede legale e/o operativa nella provincia di Bergamo, nelle quali non è costituita la RSU (o la RSA), in caso di stipula di accordi aziendali con le organizzazioni di categoria di CGIL, CISL, UIL, si avvalgono dell’assistenza delle associazioni aderenti al Sistema di rappresentanza di Confindustria aventi competenza sindacale cui aderiscono o alle quali conferiscono espresso mandato.
In alternativa al punto precedente, le imprese associate (o che conferiscono espresso mandato alle associazioni aderenti al Sistema di rappresentanza di Confindustria aventi competenza sindacale) nelle quali non è costituita la RSU (o la RSA), per poter applicare l’agevolazione fiscale, opereranno conformemente a quanto di seguito pattuito, fermo restando che l’applicazione del presente accordo territoriale, in entrambi i casi fin qui previsti, esplica i suoi effetti nei confronti di tutti i dipendenti dell’impresa, anche se occupati presso sedi o stabilimenti situati al di fuori della provincia di Bergamo.
I premi saranno assoggettati al trattamento fiscale agevolato qualora le imprese adottino uno o più indicatori, anche in via alternativa, per la misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione. A tal fine le organizzazioni che sottoscrivono il presente accordo concordano espressamente nel ritenere essenziale, che la condizione di incrementabilità degli obiettivi, che dà diritto al trattamento fiscale agevolato, venga rispettata, ossia che l’incremento possa essere verificato, nell’arco di un periodo congruo (intendendosi per esso un periodo significativo anche ai fini della quantificazione del premio aziendale), attraverso indicatori numerici appositamente individuati e fondati su idonei riscontri documentali aziendali.
Pertanto, le imprese associate applicheranno le agevolazioni fiscali, nei limiti ed alle condizioni previste dalla normativa vigente, agli importi dei premi di risultato erogati a seguito del raggiungimento di un effettivo miglioramento dell’indicatore o degli indicatori adottati, anche in via alternativa, dall’impresa stessa, come individuati al punto precedente, rispetto al risultato registrato dallo stesso indicatore o dagli stessi indicatori nell’anno precedente o, comunque, nel periodo congruo.
Le imprese associate che si avvarranno del presente accordo invieranno, anche con modalità informatiche, una comunicazione scritta ai lavoratori dichiarando che, in applicazione del medesimo, viene istituito un premio di risultato. Nella comunicazione verrà precisato: a) il periodo di riferimento; b) la composizione del premio e gli indicatori adottati; c) la stima del valore annuo medio prò capite del premio e le sue modalità di corresponsione, ivi compresa l’eventualità che il premio venga corrisposto, in tutto o in parte, per scelta del lavoratore, tramite prestazioni di welfare aziendale.
Ai fini dell’eventuale individuazione dei servizi o delle prestazioni di welfare aziendale da offrire ai lavoratori, l’impresa, tenendo conto delle indicazioni espresse dai lavoratori e dell’offerta dei servizi esistente nel territorio dove insiste, valuterà, in particolare, le eventuali iniziative in materia poste in essere, anche autonomamente, dalle parti che hanno sottoscritto l’accordo territoriale.
Le parti firmatarie del presente accordo istituiranno un comitato che provvederà a redigere un rapporto, su dati aggregati, dei premi istituiti nel territorio ai fini del monitoraggio degli effetti dell’accordo territoriale.
Il presente accordo ha durata 24 mesi dalla sua sottoscrizione e natura sperimentale. Si rinnova tacitamente alla sua scadenza salva espressa disdetta da comunicare almeno 30 giorni prima.

Siglato il 28/10/2016, tra la CONFINDUSTRIA Bergamo e la CGIL Bergamo, la CISL Bergamo, la UIL Bergamo, il seguente accordo in materia di agevolazioni fiscali per importi erogati a titolo di premi di risultato.

Le imprese aderenti al Sistema di rappresentanza di Confindustria, aventi sede legale e/o operativa nella provincia di Bergamo, nelle quali non è costituita la RSU (o la RSA), in caso di stipula di accordi aziendali con le organizzazioni di categoria di CGIL, CISL, UIL, si avvalgono dell’assistenza delle associazioni aderenti al Sistema di rappresentanza di Confindustria aventi competenza sindacale cui aderiscono o alle quali conferiscono espresso mandato.
In alternativa al punto precedente, le imprese associate (o che conferiscono espresso mandato alle associazioni aderenti al Sistema di rappresentanza di Confindustria aventi competenza sindacale) nelle quali non è costituita la RSU (o la RSA), per poter applicare l’agevolazione fiscale, opereranno conformemente a quanto di seguito pattuito, fermo restando che l’applicazione del presente accordo territoriale, in entrambi i casi fin qui previsti, esplica i suoi effetti nei confronti di tutti i dipendenti dell’impresa, anche se occupati presso sedi o stabilimenti situati al di fuori della provincia di Bergamo.
I premi saranno assoggettati al trattamento fiscale agevolato qualora le imprese adottino uno o più indicatori, anche in via alternativa, per la misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione. A tal fine le organizzazioni che sottoscrivono il presente accordo concordano espressamente nel ritenere essenziale, che la condizione di incrementabilità degli obiettivi, che dà diritto al trattamento fiscale agevolato, venga rispettata, ossia che l’incremento possa essere verificato, nell’arco di un periodo congruo (intendendosi per esso un periodo significativo anche ai fini della quantificazione del premio aziendale), attraverso indicatori numerici appositamente individuati e fondati su idonei riscontri documentali aziendali.
Pertanto, le imprese associate applicheranno le agevolazioni fiscali, nei limiti ed alle condizioni previste dalla normativa vigente, agli importi dei premi di risultato erogati a seguito del raggiungimento di un effettivo miglioramento dell’indicatore o degli indicatori adottati, anche in via alternativa, dall’impresa stessa, come individuati al punto precedente, rispetto al risultato registrato dallo stesso indicatore o dagli stessi indicatori nell’anno precedente o, comunque, nel periodo congruo.
Le imprese associate che si avvarranno del presente accordo invieranno, anche con modalità informatiche, una comunicazione scritta ai lavoratori dichiarando che, in applicazione del medesimo, viene istituito un premio di risultato. Nella comunicazione verrà precisato: a) il periodo di riferimento; b) la composizione del premio e gli indicatori adottati; c) la stima del valore annuo medio prò capite del premio e le sue modalità di corresponsione, ivi compresa l’eventualità che il premio venga corrisposto, in tutto o in parte, per scelta del lavoratore, tramite prestazioni di welfare aziendale.
Ai fini dell’eventuale individuazione dei servizi o delle prestazioni di welfare aziendale da offrire ai lavoratori, l’impresa, tenendo conto delle indicazioni espresse dai lavoratori e dell’offerta dei servizi esistente nel territorio dove insiste, valuterà, in particolare, le eventuali iniziative in materia poste in essere, anche autonomamente, dalle parti che hanno sottoscritto l’accordo territoriale.
Le parti firmatarie del presente accordo istituiranno un comitato che provvederà a redigere un rapporto, su dati aggregati, dei premi istituiti nel territorio ai fini del monitoraggio degli effetti dell’accordo territoriale.
Il presente accordo ha durata 24 mesi dalla sua sottoscrizione e natura sperimentale. Si rinnova tacitamente alla sua scadenza salva espressa disdetta da comunicare almeno 30 giorni prima.

Personale addetto all’attività di soccorso stradale con carri attrezzi

Sono obbligati a frequentare il corso di formazione professionale, ai sensi del Decreto Interministeriale 4 marzo 2013, anche i lavoratori che svolgono attività di soccorso stradale con apposizione di segnaletica temporanea.

Il Decreto Interministeriale 4 marzo 2013 individua, ai sensi dell’articolo 161, comma 2-bis, del Decreto Legislativo n. 81/2008, i criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare. Le attività lavorative in questione fanno riferimento alle situazioni esplicitate nei principi per il segnalamento temporaneo di cui all’articolo 2 del disciplinare approvato con Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002, tra le quali sono espressamente menzionate anomalie, quali cantieri, incidenti, ostruzioni, degrado, etc., che costituiscono un pericolo per gli utenti. L’articolo 3, comma 1, del suddetto decreto interministeriale inoltre prevede l’obbligo per il datore di lavoro di assicurare che ciascun lavoratore riceva una informazione, formazione e addestramento specifici relativamente alle procedure di apposizione della segnaletica stradale. La durata, i contenuti minimi e le modalità della suddetta formazione sono individuati nell’allegato II del decreto medesimo.
Ciò premesso, la Commissione interpellata – con risposta ad interpello n. 17/2016 – chiarisce che l’attività di soccorso stradale rientra a pieno titolo tra le attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare di cui al Decreto interministeriale 4 marzo 2013, anche alla luce dell’esplicito richiamo alle situazioni incidentali all’interno del campo di applicazione del Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002. Pertanto, i lavoratori che svolgono attività di soccorso stradale con apposizione di segnaletica temporanea nei casi previsti dal Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002 rientrano nel campo di applicazione del Decreto Interministeriale 4 marzo 2013.

Sono obbligati a frequentare il corso di formazione professionale, ai sensi del Decreto Interministeriale 4 marzo 2013, anche i lavoratori che svolgono attività di soccorso stradale con apposizione di segnaletica temporanea.

Il Decreto Interministeriale 4 marzo 2013 individua, ai sensi dell’articolo 161, comma 2-bis, del Decreto Legislativo n. 81/2008, i criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare. Le attività lavorative in questione fanno riferimento alle situazioni esplicitate nei principi per il segnalamento temporaneo di cui all’articolo 2 del disciplinare approvato con Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002, tra le quali sono espressamente menzionate anomalie, quali cantieri, incidenti, ostruzioni, degrado, etc., che costituiscono un pericolo per gli utenti. L’articolo 3, comma 1, del suddetto decreto interministeriale inoltre prevede l’obbligo per il datore di lavoro di assicurare che ciascun lavoratore riceva una informazione, formazione e addestramento specifici relativamente alle procedure di apposizione della segnaletica stradale. La durata, i contenuti minimi e le modalità della suddetta formazione sono individuati nell’allegato II del decreto medesimo.
Ciò premesso, la Commissione interpellata - con risposta ad interpello n. 17/2016 - chiarisce che l’attività di soccorso stradale rientra a pieno titolo tra le attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare di cui al Decreto interministeriale 4 marzo 2013, anche alla luce dell’esplicito richiamo alle situazioni incidentali all’interno del campo di applicazione del Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002. Pertanto, i lavoratori che svolgono attività di soccorso stradale con apposizione di segnaletica temporanea nei casi previsti dal Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002 rientrano nel campo di applicazione del Decreto Interministeriale 4 marzo 2013.

Esercizio dell’opzione per la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri

31 0tt 2016 L’Agenzia delle entrate con il provvedimento del 28 ottobre 2016, n. 182017 dà attuazione alla disposizione introdotta dal Dlgs n. 127/2015, che prevede la facoltà, per i soggetti che esercitano attività di commercio al minuto e attività assimilate, di esercitare l’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.

Sono, inoltre, definite nel provvedimento le specifiche tecniche degli strumenti necessari ai fini della memorizzazione e dell’invio telematico dei dati, le modalità per l’esercizio dell’opzione, le informazioni da trasmettere, il formato e i termini di trasmissione.
A partire dal prossimo 1° gennaio, i commercianti al minuto che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi verso clienti privati, potranno esercitare l’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.
Per l’invio telematico dei dati giornalieri, gli esercenti dovranno dotarsi di un apposito “Registratore Telematico”; si tratta di uno strumento che consentirà in automatico di registrare, memorizzare, sigillare elettronicamente e trasmettere telematicamente, al momento di chiusura giornaliera della cassa, i dati fiscali, avvalendosi dei servizi online disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il nuovo strumento agevolerà gli adempimenti dei contribuenti che non dovranno più registrare i corrispettivi.
L’opzione va esercitata, esclusivamente in modalità telematica, mediante un’apposita funzionalità presente all’interno del sito web dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della memorizzazione e trasmissione dei dati. L’opzione ha effetto per l’anno solare in cui ha inizio la memorizzazione e trasmissione dei dati e per i quattro anni solari successivi ad esso; se non viene revocata si estenderà di quinquennio in quinquennio. Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno e che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività, l’opzione ha efficacia a decorrere dall’anno solare in cui è esercitata. La trasmissione si considera effettuata nel momento in cui è completata, da parte delle Entrate, la ricezione del file che contiene le informazioni.

31 0tt 2016 L’Agenzia delle entrate con il provvedimento del 28 ottobre 2016, n. 182017 dà attuazione alla disposizione introdotta dal Dlgs n. 127/2015, che prevede la facoltà, per i soggetti che esercitano attività di commercio al minuto e attività assimilate, di esercitare l’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.

Sono, inoltre, definite nel provvedimento le specifiche tecniche degli strumenti necessari ai fini della memorizzazione e dell’invio telematico dei dati, le modalità per l’esercizio dell’opzione, le informazioni da trasmettere, il formato e i termini di trasmissione.
A partire dal prossimo 1° gennaio, i commercianti al minuto che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi verso clienti privati, potranno esercitare l’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.
Per l’invio telematico dei dati giornalieri, gli esercenti dovranno dotarsi di un apposito "Registratore Telematico"; si tratta di uno strumento che consentirà in automatico di registrare, memorizzare, sigillare elettronicamente e trasmettere telematicamente, al momento di chiusura giornaliera della cassa, i dati fiscali, avvalendosi dei servizi online disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il nuovo strumento agevolerà gli adempimenti dei contribuenti che non dovranno più registrare i corrispettivi.
L’opzione va esercitata, esclusivamente in modalità telematica, mediante un’apposita funzionalità presente all’interno del sito web dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della memorizzazione e trasmissione dei dati. L’opzione ha effetto per l’anno solare in cui ha inizio la memorizzazione e trasmissione dei dati e per i quattro anni solari successivi ad esso; se non viene revocata si estenderà di quinquennio in quinquennio. Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno e che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività, l’opzione ha efficacia a decorrere dall’anno solare in cui è esercitata. La trasmissione si considera effettuata nel momento in cui è completata, da parte delle Entrate, la ricezione del file che contiene le informazioni.

Finanziamenti di soci e familiari all’impresa: comunicazione al Fisco

I dati dei finanziamenti e delle capitalizzazioni fatte dai soci e dai familiari dell’imprenditore nel 2015 devono essere comunicati al Fisco entro il 31 ottobre 2016.

COMUNICAZIONE ALL’ANAGRAFE TRIBUTARIA

Le operazioni di conferimento di somme all’impresa, sia in forma individuale che collettiva, da parte dei soci o dei familiari dell’imprenditore, a titolo di finanziamenti o di apporto capitale, devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate.
I dati trasmessi sono utilizzati dal Fisco nell’ambito dei controlli fiscali, per la ricostruzione sintetica del reddito (cd. “redditometro”) dei soci o familiari che hanno effettuato il finanziamento o il conferimento.

SOGGETTI INTERESSATI

Tale obbligo di comunicazione deve essere assolto dai soggetti che svolgono attività di impresa, residenti in Italia, sia che operino in forma individuale, che in forma collettiva. In altri termini, l’adempimento interessa:
– imprenditori individuali;
– società di persone;
– società di capitali;
– società cooperative;
– stabili organizzazioni di società non residenti;
– enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.
Sono escluse dall’obbligo di comunicazione le “società semplici”.

DATI DA COMUNICARE

Devono essere comunicati all’ Agenzia delle Entrate i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, nel 2015, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo pari o superiore a 3.600 euro.
Il limite deve calcolato su base annua, sommando eventuali apporti frazionati nel corso dell’anno, distintamente, per i finanziamenti e per le capitalizzazioni.
Sono esclusi dall’obbligo di comunicazione, i dati relativi a qualsiasi apporto di cui l’Amministrazione sia già in possesso (ad esempio, finanziamento effettuato per atto pubblico o scrittura privata autenticata) e tutte le volte in cui l’atto dell’apporto sia stato registrato (anche volontariamente).
Nella comunicazione devono essere indicati i seguenti elementi:
– codice fiscale, dati anagrafici e per i non residenti lo stato estero;
– ammontare dei finanziamenti e delle capitalizzazioni.

MODALITÀ DI COMUNICAZIONE

La comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica, in conformità al modello approvato dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando i servizi telematici Entratel o Fisconline, entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui l’impresa ha ricevuto i finanziamenti o le capitalizzazioni.
Per le imprese con periodo con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, per il 2015, il termine scade il 31 ottobre 2016 (in quanto il termine naturale del 30 ottobre cade di domenica).
La trasmissione può essere effettuata sia direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, sia avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (Dottori commercialisti, CAF, Consulenti del lavoro).
Gli archivi contenenti le comunicazioni da trasmettere non devono avere dimensioni superiori a 3 Megabyte.
In caso di errore la comunicazione può essere annullata o sostituita con una nuova comunicazione entro il termine di un anno dalla scadenza ordinaria.

SANZIONI

In caso di mancata trasmissione della comunicazione dei finanziamenti o delle capitalizzazioni ricevute dall’impresa, è dovuta la sanzione da 206 a 5.164 euro. Se la comunicazione è trasmessa con dati incompleti o inesatti la sanzione si applica in misura ridotta alla metà (da 103 a 2.582 euro).

I dati dei finanziamenti e delle capitalizzazioni fatte dai soci e dai familiari dell’imprenditore nel 2015 devono essere comunicati al Fisco entro il 31 ottobre 2016.

COMUNICAZIONE ALL’ANAGRAFE TRIBUTARIA

Le operazioni di conferimento di somme all’impresa, sia in forma individuale che collettiva, da parte dei soci o dei familiari dell’imprenditore, a titolo di finanziamenti o di apporto capitale, devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate.
I dati trasmessi sono utilizzati dal Fisco nell’ambito dei controlli fiscali, per la ricostruzione sintetica del reddito (cd. "redditometro") dei soci o familiari che hanno effettuato il finanziamento o il conferimento.

SOGGETTI INTERESSATI

Tale obbligo di comunicazione deve essere assolto dai soggetti che svolgono attività di impresa, residenti in Italia, sia che operino in forma individuale, che in forma collettiva. In altri termini, l’adempimento interessa:
- imprenditori individuali;
- società di persone;
- società di capitali;
- società cooperative;
- stabili organizzazioni di società non residenti;
- enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.
Sono escluse dall’obbligo di comunicazione le "società semplici".

DATI DA COMUNICARE

Devono essere comunicati all’ Agenzia delle Entrate i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, nel 2015, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo pari o superiore a 3.600 euro.
Il limite deve calcolato su base annua, sommando eventuali apporti frazionati nel corso dell’anno, distintamente, per i finanziamenti e per le capitalizzazioni.
Sono esclusi dall'obbligo di comunicazione, i dati relativi a qualsiasi apporto di cui l’Amministrazione sia già in possesso (ad esempio, finanziamento effettuato per atto pubblico o scrittura privata autenticata) e tutte le volte in cui l’atto dell’apporto sia stato registrato (anche volontariamente).
Nella comunicazione devono essere indicati i seguenti elementi:
- codice fiscale, dati anagrafici e per i non residenti lo stato estero;
- ammontare dei finanziamenti e delle capitalizzazioni.

MODALITÀ DI COMUNICAZIONE

La comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica, in conformità al modello approvato dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando i servizi telematici Entratel o Fisconline, entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui l’impresa ha ricevuto i finanziamenti o le capitalizzazioni.
Per le imprese con periodo con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, per il 2015, il termine scade il 31 ottobre 2016 (in quanto il termine naturale del 30 ottobre cade di domenica).
La trasmissione può essere effettuata sia direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, sia avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (Dottori commercialisti, CAF, Consulenti del lavoro).
Gli archivi contenenti le comunicazioni da trasmettere non devono avere dimensioni superiori a 3 Megabyte.
In caso di errore la comunicazione può essere annullata o sostituita con una nuova comunicazione entro il termine di un anno dalla scadenza ordinaria.

SANZIONI

In caso di mancata trasmissione della comunicazione dei finanziamenti o delle capitalizzazioni ricevute dall’impresa, è dovuta la sanzione da 206 a 5.164 euro. Se la comunicazione è trasmessa con dati incompleti o inesatti la sanzione si applica in misura ridotta alla metà (da 103 a 2.582 euro).

Scade il 31 ottobre il termine per abilitarsi al Sistema Tessera Sanitaria

Per l’elaborazione del mod. 730 precompilato, l’abilitazione all’invio telematico dei dati di spesa sanitaria presuppone l’accreditamento dei nuovi soggetti al Sistema Tessera Sanitaria (MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – Decreto 16 settembre 2016).

Ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate, con riferimento alle spese veterinarie e sanitarie sostenute a partire dal 1° gennaio 2016, l’obbligo di trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria è esteso ai seguenti soggetti:
a) gli esercizi commerciali, che svolgono l’attività di distribuzione al pubblico di farmaci;
b) gli iscritti agli albi professionali degli psicologi;
c) gli iscritti agli albi professionali degli infermieri;
d) gli iscritti agli albi professionali delle ostetriche/i;
e) gli iscritti agli albi professionali dei tecnici sanitari di radiologia medica;
f) gli esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico;
g) gli iscritti agli albi professionali dei veterinari.
L’abilitazione all’invio telematico dei dati di spesa sanitaria presuppone l’accreditamento dei nuovi soggetti al Sistema Tessera Sanitaria. La richiesta delle credenziali deve essere effettuata entro il 31 ottobre 2016.
In particolare, il soggetto (titolare della partita IVA dell’esercizio commerciale o il rappresentante legale della stessa, o il professionista sanitario iscritto all’albo) deve collegarsi all’area di registrazione del portale Progetto Tessera Sanitaria (www.sistemats.it) ed inserire i propri dati identificativi.
Le richieste e i dati trasmessi sono verificati dal Sistema TS mediante raffronto con gli elenchi resi disponibili dal Ministero della salute e dalle federazioni o dei consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali.
Se detta verifica ha esito positivo, il Sistema TS attribuisce le credenziali di acceso inviandole via PEC al soggetto richiedente. Viceversa, in caso di esito negativo, ovvero di mancata comunicazione delle informazioni da parte degli “Enti di competenza”, il Sistema TS comunica al soggetto richiedente l’impossibilità al rilascio delle credenziali.
I dati possono essere trasmessi anche per il tramite delle associazioni di categoria e dei soggetti terzi, a tal fine individuati e designati dai soggetti obbligati come responsabili del trattamento dei dati in materia di privacy. In tal caso i soggetti delegati devono richiedere, in via telematica, attraverso il portale del Sistema TS, l’abilitazione all’invio telematico dei dati per conto del soggetto delegante.

 

Per l’elaborazione del mod. 730 precompilato, l’abilitazione all’invio telematico dei dati di spesa sanitaria presuppone l’accreditamento dei nuovi soggetti al Sistema Tessera Sanitaria (MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - Decreto 16 settembre 2016).

Ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell'Agenzia delle Entrate, con riferimento alle spese veterinarie e sanitarie sostenute a partire dal 1° gennaio 2016, l’obbligo di trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria è esteso ai seguenti soggetti:
a) gli esercizi commerciali, che svolgono l'attività di distribuzione al pubblico di farmaci;
b) gli iscritti agli albi professionali degli psicologi;
c) gli iscritti agli albi professionali degli infermieri;
d) gli iscritti agli albi professionali delle ostetriche/i;
e) gli iscritti agli albi professionali dei tecnici sanitari di radiologia medica;
f) gli esercenti l'arte sanitaria ausiliaria di ottico;
g) gli iscritti agli albi professionali dei veterinari.
L’abilitazione all’invio telematico dei dati di spesa sanitaria presuppone l’accreditamento dei nuovi soggetti al Sistema Tessera Sanitaria. La richiesta delle credenziali deve essere effettuata entro il 31 ottobre 2016.
In particolare, il soggetto (titolare della partita IVA dell’esercizio commerciale o il rappresentante legale della stessa, o il professionista sanitario iscritto all’albo) deve collegarsi all’area di registrazione del portale Progetto Tessera Sanitaria (www.sistemats.it) ed inserire i propri dati identificativi.
Le richieste e i dati trasmessi sono verificati dal Sistema TS mediante raffronto con gli elenchi resi disponibili dal Ministero della salute e dalle federazioni o dei consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali.
Se detta verifica ha esito positivo, il Sistema TS attribuisce le credenziali di acceso inviandole via PEC al soggetto richiedente. Viceversa, in caso di esito negativo, ovvero di mancata comunicazione delle informazioni da parte degli "Enti di competenza", il Sistema TS comunica al soggetto richiedente l’impossibilità al rilascio delle credenziali.
I dati possono essere trasmessi anche per il tramite delle associazioni di categoria e dei soggetti terzi, a tal fine individuati e designati dai soggetti obbligati come responsabili del trattamento dei dati in materia di privacy. In tal caso i soggetti delegati devono richiedere, in via telematica, attraverso il portale del Sistema TS, l'abilitazione all'invio telematico dei dati per conto del soggetto delegante.

 

Domande CIGO mediante flusso xml: utilizzo del ticket

Con riferimento all’utilizzo del ticket per le domande di integrazione salariale ordinaria (CIGO), è stata rilasciata la procedura con cui le aziende possono effettuare, su domande già trasmesse, l’associazione del ticket e della UP Uniemens.

La nuova procedura è disponibile all’interno di UNICIGO sotto la voce “Gestione xml”. Le domande CIGO, dopo essere state inviate tramite le funzionalità “Flusso .xml”, resteranno in attesa di essere protocollate e indirizzate alla sede Inps competente, facendo salva la data di presentazione dell’istanza, fino a quando non saranno state integrate con il ticket e la UP Uniemens.
Nell’ambito di questa nuova funzione viene anche richiesto di effettuare l’allegazione del file .csv e di completare la sezione “Dichiarazioni” presente anche sulla domanda inviata con la applicazione on line. Una volta integrati i dati richiesti si dovrà convalidare la domanda per reintegrarla nel normale flusso.
Al fine di consentire all’utenza di adeguarsi alle nuove modalità operative all’Istituto di monitorare il flusso ed il corretto funzionamento delle procedure, nella fase di primo rilascio della procedura, le domande inviate tramite flusso .XML potranno essere integrate con le nuove informazioni entro 7 giorni dalla data di invio, prima di essere prese in carico dalle sedi INPS competenti.
Trascorsi 7 giorni dall’invio della domanda, se non c’è stato nessun intervento da parte dell’utente, le domande saranno ugualmente inoltrate alle sedi.
Tuttavia a decorrere dal 20 novembre 2016, tutte le domande telematiche CIGO inviate con il flusso .xml, per poter essere protocollate ed inviate alla sede Inps, dovranno necessariamente essere integrate con le modalità sopra descritte.

Con riferimento all’utilizzo del ticket per le domande di integrazione salariale ordinaria (CIGO), è stata rilasciata la procedura con cui le aziende possono effettuare, su domande già trasmesse, l’associazione del ticket e della UP Uniemens.

La nuova procedura è disponibile all’interno di UNICIGO sotto la voce "Gestione xml". Le domande CIGO, dopo essere state inviate tramite le funzionalità "Flusso .xml", resteranno in attesa di essere protocollate e indirizzate alla sede Inps competente, facendo salva la data di presentazione dell’istanza, fino a quando non saranno state integrate con il ticket e la UP Uniemens.
Nell’ambito di questa nuova funzione viene anche richiesto di effettuare l’allegazione del file .csv e di completare la sezione "Dichiarazioni" presente anche sulla domanda inviata con la applicazione on line. Una volta integrati i dati richiesti si dovrà convalidare la domanda per reintegrarla nel normale flusso.
Al fine di consentire all'utenza di adeguarsi alle nuove modalità operative all'Istituto di monitorare il flusso ed il corretto funzionamento delle procedure, nella fase di primo rilascio della procedura, le domande inviate tramite flusso .XML potranno essere integrate con le nuove informazioni entro 7 giorni dalla data di invio, prima di essere prese in carico dalle sedi INPS competenti.
Trascorsi 7 giorni dall’invio della domanda, se non c’è stato nessun intervento da parte dell’utente, le domande saranno ugualmente inoltrate alle sedi.
Tuttavia a decorrere dal 20 novembre 2016, tutte le domande telematiche CIGO inviate con il flusso .xml, per poter essere protocollate ed inviate alla sede Inps, dovranno necessariamente essere integrate con le modalità sopra descritte.