CONCESSIONI AUTOSTRADALI: raggiunta intesa dalla Fipe

 

Siglato il 3/8/2016, tra la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e la FILCAMS – CGIL, la FISASCAT – CISL, la UILTUCS – UIL, il Protocollo d’Intesa in materia di subentri in concessione autostradale.

Il protocollo in oggetto stabilisce che i passaggi di concessione debbano avvenire secondo quanto previsto dalle norme che regolano le cessioni di ramo di azienda, modificando le norme contrattuali in tema di cambi di appalto.
Le imprese subentranti pertanto acquisiranno tutto il personale interessato senza soluzione di continuità.
Quale ipotesi convenzionale di anticipazione, la Gestione uscente provvede alla corresponsione del TFR e delle altre competenze dirette, indirette e differite (ivi compresi i ratei di mensilità aggiuntive e non godute, permessi retribuiti maturati e non goduti, eccezione fatta per le ferie) maturate dai lavoratori fino alla data del subentro, durante la gestione precedente, con rinuncia degli stessi alla solidarietà, per tali titoli anticipati, con la gestione subentrante, senza che ciò comporti comunque soluzione di continuità al rapporto di lavoro, salvo espressa dichiarazione di volontà contraria del singolo lavoratore da fornire alla Gestione uscente entro e non oltre la data di subentro in concessione.
L’impresa subentrante potrà organizzare le figure dei direttori a condizioni differenti da quelle della gestione precedente, anche attraverso l’assegnazione dei suddetti lavoratori a mansioni differenti, fatti salvi i trattamenti retributivi in essere derivanti dalla contrattazione collettiva, ed a condizioni coerenti e armonizzate alla complessiva struttura organizzativa aziendale della Gestione subentrante, anche al fine di favorire un adeguato inserimento ed un idoneo percorso di riqualificazione professionale. Eventuali modifiche all’organizzazione del lavoro saranno comunque oggetto di confronto a livello territoriale.
Per effetto di quanto sopra, al personale interessato dai subentri in concessione autostradale, con un’anzianità di servizio antecedente al 7/3/2015, trova applicazione l’art. 18 L. n. 300/1970 come mod. dalla legge 92/2012.
Il presente Protocollo costituisce parte integrante del CCNL Turismo 20/2/2010 parte speciale pubblici esercizi.

 

Siglato il 3/8/2016, tra la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e la FILCAMS - CGIL, la FISASCAT - CISL, la UILTUCS - UIL, il Protocollo d'Intesa in materia di subentri in concessione autostradale.

Il protocollo in oggetto stabilisce che i passaggi di concessione debbano avvenire secondo quanto previsto dalle norme che regolano le cessioni di ramo di azienda, modificando le norme contrattuali in tema di cambi di appalto.
Le imprese subentranti pertanto acquisiranno tutto il personale interessato senza soluzione di continuità.
Quale ipotesi convenzionale di anticipazione, la Gestione uscente provvede alla corresponsione del TFR e delle altre competenze dirette, indirette e differite (ivi compresi i ratei di mensilità aggiuntive e non godute, permessi retribuiti maturati e non goduti, eccezione fatta per le ferie) maturate dai lavoratori fino alla data del subentro, durante la gestione precedente, con rinuncia degli stessi alla solidarietà, per tali titoli anticipati, con la gestione subentrante, senza che ciò comporti comunque soluzione di continuità al rapporto di lavoro, salvo espressa dichiarazione di volontà contraria del singolo lavoratore da fornire alla Gestione uscente entro e non oltre la data di subentro in concessione.
L'impresa subentrante potrà organizzare le figure dei direttori a condizioni differenti da quelle della gestione precedente, anche attraverso l'assegnazione dei suddetti lavoratori a mansioni differenti, fatti salvi i trattamenti retributivi in essere derivanti dalla contrattazione collettiva, ed a condizioni coerenti e armonizzate alla complessiva struttura organizzativa aziendale della Gestione subentrante, anche al fine di favorire un adeguato inserimento ed un idoneo percorso di riqualificazione professionale. Eventuali modifiche all'organizzazione del lavoro saranno comunque oggetto di confronto a livello territoriale.
Per effetto di quanto sopra, al personale interessato dai subentri in concessione autostradale, con un'anzianità di servizio antecedente al 7/3/2015, trova applicazione l'art. 18 L. n. 300/1970 come mod. dalla legge 92/2012.
Il presente Protocollo costituisce parte integrante del CCNL Turismo 20/2/2010 parte speciale pubblici esercizi.

Nuovi standard tecnici CO, ClicLavoro e Garanzia Giovani

L’aggiornamento degli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie telematiche.

In risposta ad alcune esigenze pervenute dall’utenza esterna, si è provveduto all’aggiornamento degli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie del sistema nazionale per l’incontro domanda e offerta di lavoro e del programma Garanzia Giovani. Di seguito, il dettaglio degli aggiornamenti apportati agli standard tecnici:
– modifica della descrizione della tipologia di contratto A.03.08 in: APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE, IL DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE E IL CERTIFICATO DI SPECIALIZZAZIONE TECNICA SUPERIORE;
– attivazione di una tipologia di trasformazione del rapporto di lavoro: DP – TRASFORMAZIONE DA CONTRATTO DI APPRENDISTATO A CONTRATTO DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE;
– previsto nuovo controllo sulla tipologia contrattuale ammessa in caso di trasformazione DP – TRASFORMAZIONE DA CONTRATTO DI APPRENDISTATO A CONTRATTO DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE;
– aggiornamento della tabella classificazioni standard “Comuni e Stati esteri”;
– aggiornamento della tabella classificazioni standard “Cittadinanza”;
– possibilità di dichiarare in una comunicazione congiunta in agricoltura (UniLav-Cong), il datore di lavoro che assolve all’adempimento (referente unico) anche tra i co-datori di lavoro.
Gli aggiornamenti entreranno in vigore il giorno 30 settembre 2016.

L’aggiornamento degli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie telematiche.

In risposta ad alcune esigenze pervenute dall’utenza esterna, si è provveduto all’aggiornamento degli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie del sistema nazionale per l’incontro domanda e offerta di lavoro e del programma Garanzia Giovani. Di seguito, il dettaglio degli aggiornamenti apportati agli standard tecnici:
- modifica della descrizione della tipologia di contratto A.03.08 in: APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE, IL DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE E IL CERTIFICATO DI SPECIALIZZAZIONE TECNICA SUPERIORE;
- attivazione di una tipologia di trasformazione del rapporto di lavoro: DP - TRASFORMAZIONE DA CONTRATTO DI APPRENDISTATO A CONTRATTO DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE;
- previsto nuovo controllo sulla tipologia contrattuale ammessa in caso di trasformazione DP - TRASFORMAZIONE DA CONTRATTO DI APPRENDISTATO A CONTRATTO DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE;
- aggiornamento della tabella classificazioni standard "Comuni e Stati esteri";
- aggiornamento della tabella classificazioni standard "Cittadinanza";
- possibilità di dichiarare in una comunicazione congiunta in agricoltura (UniLav-Cong), il datore di lavoro che assolve all’adempimento (referente unico) anche tra i co-datori di lavoro.
Gli aggiornamenti entreranno in vigore il giorno 30 settembre 2016.

Dal Fisco arrivano tutti i chiarimenti sulle società controllate estere

Tutti i chiarimenti sulle Controlled Foreign Companies (CFC) sono stati forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 35/E del 2016

Sono state esaminate le modifiche ai criteri di individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata, il trattamento degli utili provenienti da questi Paesi e la disciplina del credito d’imposta estero. Le ultime novità normative, infatti, hanno comportato importanti implicazioni, sia ai fini del regime di tassazione per trasparenza dei redditi prodotti dalle società controllate, sia ai fini della tassazione degli utili provenienti dai cosiddetti paradisi fiscali.
Il documento in oggetto fornisce chiarimenti in merito ai criteri di individuazione dei regimi fiscali privilegiati a partire dal primo gennaio 2016, ora basati esclusivamente sul livello nominale di tassazione inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia e non più sul sistema formale di inclusione di un Paese nella black list, illustrando anche i criteri valevoli fino al periodo d’imposta 2014 e per il periodo d’imposta 2015. Al riguardo, l’esclusione degli Stati membri dell’Unione Europea o dello Spazio Economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni dalla nozione di regimi fiscali privilegiati, prevista dalla legge di Stabilità 2016, è stata estesa in via interpretativa anche all’esercizio 2015. Inoltre, vengono illustrati gli effetti dell’abrogazione dell’articolo 168-bis del TUIR.
A seguito dell’introduzione di nuovi criteri di individuazione dei regimi fiscali privilegiati, la circolare adegua, in via interpretativa, la dimostrazione dell’esimente di cui al comma 5, lettera b), dell’articolo 167 del TUIR. A tal fine, la mancanza di intenti o effetti elusivi, alla base dell’investimento all’estero, si considera dimostrata qualora il contribuente provi che il carico fiscale estero è almeno pari al 50 per cento della tassazione nominale italiana o della tassazione effettiva che la controllata avrebbe scontato laddove fosse stata residente in Italia. Vengono pertanto superati i chiarimenti resi nella circolare n.51/E del 2010.
L’Agenzia, inoltre, fornisce chiarimenti in merito alle disposizioni speciali extra TUIR applicabili ai fini della determinazione del reddito estero da imputare al socio e illustra l’abrogazione dell’articolo 168 del TUIR, che estendeva il regime CFC anche alle società collegate, nonché il regime transitorio tra la vecchia e la nuova disciplina.
Chiarimenti vengono dati anche sulla nozione di utili “provenienti” e viene precisa il trattamento di dividendi e plusvalenze che sono espressione di utili pregressi, dando rilevanza al criterio vigente al momento della loro percezione, che deve essere soddisfatto anche rispetto all’esercizio di maturazione dell’utile. Vengono forniti, inoltre, dettagli sui presupposti e sulle modalità applicative del credito d’imposta indiretto concesso al socio residente che abbia ottenuto la disapplicazione della CFC rule in base alla prima esimente.
Inoltre, venuto meno l’obbligo di presentare istanza di interpello ai fini della disapplicazione della CFC rule, è istituito un nuovo obbligo a carico del socio controllante di segnalare nel quadro FC del Modello Unico le proprie partecipazioni CFC nei casi in cui non abbia richiesto la disapplicazione della disciplina in esame o, anche avendolo fatto, abbia ricevuto parere negativo dall’Amministrazione fiscale. Al riguardo si specifica che il dichiarante sarà tenuto ad indicare solo l’utile o la perdita del periodo di esercizio della controllata estera, senza doverne rideterminare il reddito. Analogo obbligo di segnalazione in dichiarazione dei redditi è imposto nel caso di percezione di utili e plusvalenze prodotti in Paesi a regime fiscale privilegiato.
Infine, viene illustrato come il decreto internazionalizzazione abbia facilitato la fruizione del credito d’imposta estero per tutti i contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito/investimento effettuato all’estero.

Tutti i chiarimenti sulle Controlled Foreign Companies (CFC) sono stati forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 35/E del 2016

Sono state esaminate le modifiche ai criteri di individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata, il trattamento degli utili provenienti da questi Paesi e la disciplina del credito d’imposta estero. Le ultime novità normative, infatti, hanno comportato importanti implicazioni, sia ai fini del regime di tassazione per trasparenza dei redditi prodotti dalle società controllate, sia ai fini della tassazione degli utili provenienti dai cosiddetti paradisi fiscali.
Il documento in oggetto fornisce chiarimenti in merito ai criteri di individuazione dei regimi fiscali privilegiati a partire dal primo gennaio 2016, ora basati esclusivamente sul livello nominale di tassazione inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia e non più sul sistema formale di inclusione di un Paese nella black list, illustrando anche i criteri valevoli fino al periodo d’imposta 2014 e per il periodo d’imposta 2015. Al riguardo, l’esclusione degli Stati membri dell’Unione Europea o dello Spazio Economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni dalla nozione di regimi fiscali privilegiati, prevista dalla legge di Stabilità 2016, è stata estesa in via interpretativa anche all’esercizio 2015. Inoltre, vengono illustrati gli effetti dell’abrogazione dell’articolo 168-bis del TUIR.
A seguito dell’introduzione di nuovi criteri di individuazione dei regimi fiscali privilegiati, la circolare adegua, in via interpretativa, la dimostrazione dell’esimente di cui al comma 5, lettera b), dell’articolo 167 del TUIR. A tal fine, la mancanza di intenti o effetti elusivi, alla base dell’investimento all’estero, si considera dimostrata qualora il contribuente provi che il carico fiscale estero è almeno pari al 50 per cento della tassazione nominale italiana o della tassazione effettiva che la controllata avrebbe scontato laddove fosse stata residente in Italia. Vengono pertanto superati i chiarimenti resi nella circolare n.51/E del 2010.
L’Agenzia, inoltre, fornisce chiarimenti in merito alle disposizioni speciali extra TUIR applicabili ai fini della determinazione del reddito estero da imputare al socio e illustra l’abrogazione dell’articolo 168 del TUIR, che estendeva il regime CFC anche alle società collegate, nonché il regime transitorio tra la vecchia e la nuova disciplina.
Chiarimenti vengono dati anche sulla nozione di utili "provenienti" e viene precisa il trattamento di dividendi e plusvalenze che sono espressione di utili pregressi, dando rilevanza al criterio vigente al momento della loro percezione, che deve essere soddisfatto anche rispetto all’esercizio di maturazione dell’utile. Vengono forniti, inoltre, dettagli sui presupposti e sulle modalità applicative del credito d’imposta indiretto concesso al socio residente che abbia ottenuto la disapplicazione della CFC rule in base alla prima esimente.
Inoltre, venuto meno l’obbligo di presentare istanza di interpello ai fini della disapplicazione della CFC rule, è istituito un nuovo obbligo a carico del socio controllante di segnalare nel quadro FC del Modello Unico le proprie partecipazioni CFC nei casi in cui non abbia richiesto la disapplicazione della disciplina in esame o, anche avendolo fatto, abbia ricevuto parere negativo dall’Amministrazione fiscale. Al riguardo si specifica che il dichiarante sarà tenuto ad indicare solo l’utile o la perdita del periodo di esercizio della controllata estera, senza doverne rideterminare il reddito. Analogo obbligo di segnalazione in dichiarazione dei redditi è imposto nel caso di percezione di utili e plusvalenze prodotti in Paesi a regime fiscale privilegiato.
Infine, viene illustrato come il decreto internazionalizzazione abbia facilitato la fruizione del credito d’imposta estero per tutti i contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito/investimento effettuato all’estero.

Lotta agli sprechi con cessioni gratuite per solidarietà sociale

È stata approvata una legge ad hoc per la “lotta agli sprechi” che disciplina, anche sotto il profilo fiscale, le cessioni gratuite di eccedenze di prodotti alimentari, prodotti farmaceutici e altri prodotti effettuate da imprese ed operatori economici per fini di solidarietà sociale. (Legge n. 160 del 19 agosto 2016).

Al fine di ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti, i soggetti pubblici e privati, operanti con o senza fini di lucro, possono cedere gratuitamente a soggetti “donatari” le eccedenze di prodotti beneficiando dell’esenzione ai fini IVA e delle imposte sui redditi.

Si considerano eccedenze alimentari, in particolare, i prodotti alimentari, agricoli e agro-alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza del prodotto, sono (a titolo esemplificativo e non esaustivo):
– invenduti o non somministrati per carenza di domanda;
– ritirati dalla vendita in quanto non conformi ai requisiti aziendali di vendita;
– rimanenze di attività promozionali;
– prossimi al raggiungimento della data di scadenza;
– rimanenze di prove di immissione in commercio di nuovi prodotti;
– invenduti a causa di danni provocati da eventi meteorologici;
– invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione;
– non idonei alla commercializzazione per alterazioni dell’imballaggio secondario che non inficiano le idonee condizioni di conservazione.
Per quanto concerne la donazione di medicinali non utilizzati, gli stessi devono essere in confezioni integre, correttamente conservati e ancora nel periodo di validità, in modo tale da garantire la qualità, la sicurezza e l’efficacia originarie. Restano esclusi i medicinali da conservare in frigorifero a temperature controllate, i medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e i medicinali dispensabili solo in strutture ospedaliere.
Possono essere donati, altresì:
– gli alimenti che presentano irregolarità di etichettatura (che non siano riconducibili alle informazioni relative alla data di scadenza o alle sostanze o prodotti che provocano allergie e intolleranze);
– le eccedenze di prodotti agricoli in campo o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano ed animale;
– i prodotti finiti della panificazione e i derivati degli impasti di farina prodotti negli impianti di panificazione che non necessitano di condizionamento termico, che, non essendo stati venduti o somministrati entro le ventiquattro ore successive alla produzione, risultano eccedenti presso le rivendite di negozi (anche della grande distribuzione), i produttori artigianali o industriali, la ristorazione organizzata (inclusi gli agriturismi) e la ristorazione collettiva.
Le disposizioni sono applicabili ad altri prodotti che saranno individuati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con successivo decreto ministeriale.

Affinché trovino applicazione i benefici fiscali, le cessioni gratuite devono essere effettuate ad ONLUS o ad enti pubblici e privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità, cd. “soggetti donatari”.
Per ogni singola cessione deve essere predisposto un documento di trasporto progressivamente numerato ovvero un documento equipollente, contenente l’indicazione della data, degli estremi identificativi del cedente, del cessionario e dell’eventuale incaricato del trasporto, nonché della qualità, della quantità o del peso dei beni ceduti.
Inoltre, le cessioni gratuite ai donatari devono essere provate con modalità telematiche da parte del cedente agli uffici dell’amministrazione finanziaria o ai comandi del Corpo della guardia di finanza competenti, con l’indicazione della data, dell’ora e del luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni nonché dell’ammontare complessivo, calcolato sulla base dell’ultimo prezzo di vendita, dei beni gratuitamente ceduti, ivi incluse le derrate alimentari. La comunicazione deve pervenire ai suddetti uffici o comandi entro la fine del mese cui si riferiscono le cessioni gratuite. Tuttavia la stessa può non essere inviata qualora il valore dei beni non sia superiore a 15.000 euro per ogni singola cessione effettuata nel corso del mese cui si riferisce la comunicazione.

I soggetti donatari, a loro volta, devono destinare i prodotti ricevuti a finalità di solidarietà sociale o al recupero in modo da limitare gli impatti negativi sull’ambiente. In particolare:
– le eccedenze alimentari idonee al consumo umano, devono essere destinati, in forma gratuita, prioritariamente a favore di persone indigenti;
– le eccedenze alimentari non idonee al consumo umano, possono essere cedute per il sostegno vitale di animali e per la destinazione ad autocompostaggio o a compostaggio di comunità con metodo aerobico.
Inoltre, il donatario deve effettuare un’apposita dichiarazione trimestrale di utilizzo dei beni ceduti, da conservare agli atti dell’impresa cedente, con l’indicazione degli estremi dei documenti di trasporto o di documenti equipollenti corrispondenti ad ogni cessione, e in cui attesti il proprio impegno a utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle finalità istituzionali, e che, a pena di decadenza dai benefici fiscali, ne realizzi l’effettivo utilizzo diretto a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro.

È stata approvata una legge ad hoc per la "lotta agli sprechi" che disciplina, anche sotto il profilo fiscale, le cessioni gratuite di eccedenze di prodotti alimentari, prodotti farmaceutici e altri prodotti effettuate da imprese ed operatori economici per fini di solidarietà sociale. (Legge n. 160 del 19 agosto 2016).

Al fine di ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti, i soggetti pubblici e privati, operanti con o senza fini di lucro, possono cedere gratuitamente a soggetti "donatari" le eccedenze di prodotti beneficiando dell’esenzione ai fini IVA e delle imposte sui redditi.

Si considerano eccedenze alimentari, in particolare, i prodotti alimentari, agricoli e agro-alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza del prodotto, sono (a titolo esemplificativo e non esaustivo):
- invenduti o non somministrati per carenza di domanda;
- ritirati dalla vendita in quanto non conformi ai requisiti aziendali di vendita;
- rimanenze di attività promozionali;
- prossimi al raggiungimento della data di scadenza;
- rimanenze di prove di immissione in commercio di nuovi prodotti;
- invenduti a causa di danni provocati da eventi meteorologici;
- invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione;
- non idonei alla commercializzazione per alterazioni dell'imballaggio secondario che non inficiano le idonee condizioni di conservazione.
Per quanto concerne la donazione di medicinali non utilizzati, gli stessi devono essere in confezioni integre, correttamente conservati e ancora nel periodo di validità, in modo tale da garantire la qualità, la sicurezza e l'efficacia originarie. Restano esclusi i medicinali da conservare in frigorifero a temperature controllate, i medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e i medicinali dispensabili solo in strutture ospedaliere.
Possono essere donati, altresì:
- gli alimenti che presentano irregolarità di etichettatura (che non siano riconducibili alle informazioni relative alla data di scadenza o alle sostanze o prodotti che provocano allergie e intolleranze);
- le eccedenze di prodotti agricoli in campo o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano ed animale;
- i prodotti finiti della panificazione e i derivati degli impasti di farina prodotti negli impianti di panificazione che non necessitano di condizionamento termico, che, non essendo stati venduti o somministrati entro le ventiquattro ore successive alla produzione, risultano eccedenti presso le rivendite di negozi (anche della grande distribuzione), i produttori artigianali o industriali, la ristorazione organizzata (inclusi gli agriturismi) e la ristorazione collettiva.
Le disposizioni sono applicabili ad altri prodotti che saranno individuati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con successivo decreto ministeriale.

Affinché trovino applicazione i benefici fiscali, le cessioni gratuite devono essere effettuate ad ONLUS o ad enti pubblici e privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d'interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità, cd. "soggetti donatari".
Per ogni singola cessione deve essere predisposto un documento di trasporto progressivamente numerato ovvero un documento equipollente, contenente l'indicazione della data, degli estremi identificativi del cedente, del cessionario e dell'eventuale incaricato del trasporto, nonché della qualità, della quantità o del peso dei beni ceduti.
Inoltre, le cessioni gratuite ai donatari devono essere provate con modalità telematiche da parte del cedente agli uffici dell'amministrazione finanziaria o ai comandi del Corpo della guardia di finanza competenti, con l'indicazione della data, dell'ora e del luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni nonché dell'ammontare complessivo, calcolato sulla base dell'ultimo prezzo di vendita, dei beni gratuitamente ceduti, ivi incluse le derrate alimentari. La comunicazione deve pervenire ai suddetti uffici o comandi entro la fine del mese cui si riferiscono le cessioni gratuite. Tuttavia la stessa può non essere inviata qualora il valore dei beni non sia superiore a 15.000 euro per ogni singola cessione effettuata nel corso del mese cui si riferisce la comunicazione.

I soggetti donatari, a loro volta, devono destinare i prodotti ricevuti a finalità di solidarietà sociale o al recupero in modo da limitare gli impatti negativi sull’ambiente. In particolare:
- le eccedenze alimentari idonee al consumo umano, devono essere destinati, in forma gratuita, prioritariamente a favore di persone indigenti;
- le eccedenze alimentari non idonee al consumo umano, possono essere cedute per il sostegno vitale di animali e per la destinazione ad autocompostaggio o a compostaggio di comunità con metodo aerobico.
Inoltre, il donatario deve effettuare un’apposita dichiarazione trimestrale di utilizzo dei beni ceduti, da conservare agli atti dell'impresa cedente, con l'indicazione degli estremi dei documenti di trasporto o di documenti equipollenti corrispondenti ad ogni cessione, e in cui attesti il proprio impegno a utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle finalità istituzionali, e che, a pena di decadenza dai benefici fiscali, ne realizzi l'effettivo utilizzo diretto a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro.

Il medico che paga per farsi sostiture non è soggetto a IRAP

La Corte di Cassazione, con ordinanza 25 agosto 2016, n. 17344, ha dichiarato che in caso di obbligatoria sostituzione per malattia o ferie, ai fini dell’assoggettamento ad IRAP non rilevano i compensi corrisposti a colleghi medici.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un medico convenzionato con il Sevizio Sanitario Nazionale, avverso la sentenza della CTR. In particolare, i giudici d’appello, nell’accogliere il gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto che, nella fattispecie, la contribuente non poteva essere ritenuta un “professionista minimale”, essendo “titolare di uno studio medico specialistico” e considerati i cospicui compensi professionali conseguiti, l’impiego di “diversi beni strumentali” le spese relative all’immobile impiegato per l’attività e quelle versate per “i lavoratori dipendenti ed altri terzi collaboratori”.
Con riguardo al presupposto dell’IRAP, la Cassazione a Sezioni Unite ha più volte affermato il seguente principio di diritto:”il requisito dell’autonoma organizzazione previsto dall’art. 2 del d.lgs. 15 settembre 1997, n. 446, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”.
Secondo la Corte “lo stesso limite segnato in relazione ai beni strumentali – “eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione” – non può che valere, armonicamente, per il fattore lavoro, la cui soglia minimale si arresta all’impiego di un collaboratore”, il cui apporto, “mediato o generico”, all’attività svolta dal contribuente si concreti nell’espletamento di mansioni di segreteria o generiche o meramente esecutive.
In ordine all’incidenza delle spese per beni strumentali, occorre verificare se si tratti o meno di beni eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale in assenza di organizzazione. Anche una spesa consistente riferita all’acquisto di un macchinario indispensabile per l’esercizio della professione può rilevarsi inidonea a significare l’esistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, tutte le volte in cui il capitale a tal fine investito non valga a rappresentare fattore aggiuntivo o moltiplicativo del valore rappresentato dalla mera attività intellettuale del professionista ma risulti ad essa asservito ai fini dell’acquisto di attrezzatura connaturata e indispensabile all’esercizio dell’attività medesima e come tale inidoneo ad assumere rilievo, quale fattore produttivo di reddito, distinguibile da quello rappresentato dalla stessa attività intellettuale c/o dalla professionalità del lavoratore autonomo.
Quanto poi alle spese per compensi a terzi, deve rilevarsi che ove si tratti di compensi corrisposti a colleghi medici, in caso di obbligatoria sostituzione per malattia o ferie, circostanza frequente nei medici di base che debbono assicurare un servizio continuativo, il dato non rileva ai fini dell’assoggettamento ad IRAP.

La Corte di Cassazione, con ordinanza 25 agosto 2016, n. 17344, ha dichiarato che in caso di obbligatoria sostituzione per malattia o ferie, ai fini dell’assoggettamento ad IRAP non rilevano i compensi corrisposti a colleghi medici.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un medico convenzionato con il Sevizio Sanitario Nazionale, avverso la sentenza della CTR. In particolare, i giudici d’appello, nell’accogliere il gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto che, nella fattispecie, la contribuente non poteva essere ritenuta un "professionista minimale", essendo "titolare di uno studio medico specialistico" e considerati i cospicui compensi professionali conseguiti, l’impiego di "diversi beni strumentali" le spese relative all’immobile impiegato per l’attività e quelle versate per "i lavoratori dipendenti ed altri terzi collaboratori".
Con riguardo al presupposto dell'IRAP, la Cassazione a Sezioni Unite ha più volte affermato il seguente principio di diritto:"il requisito dell’autonoma organizzazione previsto dall'art. 2 del d.lgs. 15 settembre 1997, n. 446, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive".
Secondo la Corte "lo stesso limite segnato in relazione ai beni strumentali - "eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell’attività in assenza di organizzazione" - non può che valere, armonicamente, per il fattore lavoro, la cui soglia minimale si arresta all'impiego di un collaboratore", il cui apporto, "mediato o generico", all'attività svolta dal contribuente si concreti nell'espletamento di mansioni di segreteria o generiche o meramente esecutive.
In ordine all’incidenza delle spese per beni strumentali, occorre verificare se si tratti o meno di beni eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale in assenza di organizzazione. Anche una spesa consistente riferita all'acquisto di un macchinario indispensabile per l’esercizio della professione può rilevarsi inidonea a significare l'esistenza del presupposto impositivo dell'autonoma organizzazione, tutte le volte in cui il capitale a tal fine investito non valga a rappresentare fattore aggiuntivo o moltiplicativo del valore rappresentato dalla mera attività intellettuale del professionista ma risulti ad essa asservito ai fini dell'acquisto di attrezzatura connaturata e indispensabile all'esercizio dell'attività medesima e come tale inidoneo ad assumere rilievo, quale fattore produttivo di reddito, distinguibile da quello rappresentato dalla stessa attività intellettuale c/o dalla professionalità del lavoratore autonomo.
Quanto poi alle spese per compensi a terzi, deve rilevarsi che ove si tratti di compensi corrisposti a colleghi medici, in caso di obbligatoria sostituzione per malattia o ferie, circostanza frequente nei medici di base che debbono assicurare un servizio continuativo, il dato non rileva ai fini dell’assoggettamento ad IRAP.

Periti assicurativi: le modalità di versamento del contributo 2016

Definite l modalità di versamento del contributo annuale di gestione dovuto dai periti assicurativi iscritti nel relativo ruolo alla data del 30 maggio 2016 (CONSAP – provvedimento 02 agosto 2016, n. 7).

Per il 2016 il contributo ammonta a € 70,00 e deve essere versato entro il 30 settembre 2016 a mezzo bonifico bancario sul conto corrente intestato a CONSAP (Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A.), indicando nella causale contributo i seguenti dati:
– numero matricola;
– cognome e nome del perito;
– anno del contributo.

I pagamenti effettuati per importi o con modalità difformi non sono considerati validi; quelli effettuati correttamente richiedono l’invio a CONSAP dell’attestazione di avvenuto versamento tramite mail o fax.
Il mancato pagamento del contributo comporta, decorsi 60 giorni dal termine, l’avvio della procedura di cancellazione dal ruolo dei periti assicurativi e di riscossione coattiva.

Definite l modalità di versamento del contributo annuale di gestione dovuto dai periti assicurativi iscritti nel relativo ruolo alla data del 30 maggio 2016 (CONSAP - provvedimento 02 agosto 2016, n. 7).

Per il 2016 il contributo ammonta a € 70,00 e deve essere versato entro il 30 settembre 2016 a mezzo bonifico bancario sul conto corrente intestato a CONSAP (Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A.), indicando nella causale contributo i seguenti dati:
- numero matricola;
- cognome e nome del perito;
- anno del contributo.

I pagamenti effettuati per importi o con modalità difformi non sono considerati validi; quelli effettuati correttamente richiedono l’invio a CONSAP dell’attestazione di avvenuto versamento tramite mail o fax.
Il mancato pagamento del contributo comporta, decorsi 60 giorni dal termine, l’avvio della procedura di cancellazione dal ruolo dei periti assicurativi e di riscossione coattiva.

Concessione integrazione salariale: accertamenti ispettivi (2/2)

Il Decreto legislativo di riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (n. 148/2015), ha introdotto, tra l’altro, novità normative in materia di procedimento amministrativo finalizzato alla concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale. In quest’ambito, particolare rilievo assumono le verifiche che gli organi ispettivi sono chiamati a svolgere.

Con circolare n. 27/2016, il Ministero del lavoro fornisce istruzioni in merito.
Qualora in sede di verifica ispettiva emerga il mancato rispetto delle modalità di rotazione dei lavoratori sospesi concordate in sede di esame congiunto ovvero indicate nella domanda di concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale, il contributo addizionale di cui all’articolo 5 del decreto legislativo n. 148/2015 è incrementato nella misura dell’1%. La verifica ispettiva circa il rispetto delle modalità di rotazione deve quindi iniziare da quanto indicato in sede di accordo sindacale e indicato nella domanda di concessione del trattamento che poi dovrà essere riscontrato in concreto. Ad esempio, potranno essere confrontati i dati fomiti dall’azienda (resoconto consuntivo della rotazione, LUL, timbrature) con le dichiarazioni dei lavoratori. All’esito del procedimento, qualora la rotazione non si sia verificata secondo quanto programmato, la DTL provvede a comminare la sanzione e trasmette gli esiti dell’accertamento all’INPS – sede territoriale competente – che provvede ad applicarla.
In caso di serie e documentate difficoltà finanziarie dell’impresa, il Ministero del lavoro può autorizzare, su espressa richiesta aziendale, contestualmente alla concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale, il pagamento diretto da parte dell’INPS, fatta salva la successiva revoca nel caso il cui il servizio ispettivo competente accerti l’assenza di difficoltà di ordine finanziario dell’azienda istante. Il servizio ispettivo competente deve dichiarare espressamente se l’impresa versa in una situazione di difficoltà di ordine finanziario che le impedisce di anticipare il trattamento straordinario d’integrazione salariale. L’attestazione deve essere basata sull’analisi dell’indice di liquidità dell’impresa istante riferita all’anno in corso come rilevabile dalla lettura dei bilanci pur provvisori dell’ultimo anno.
Laddove la relazione ispettiva evidenzi l’insussistenza dei presupposti per la concessione del pagamento diretto, la Direzione Generale Ammortizzatori Sociali e I.O. procede alla revoca dell’autorizzazione al pagamento diretto a decorrere dalla data della relazione stessa.

Tutto quanto illustrato si applica ai procedimenti di concessione del trattamento CIGS concessi ai sensi del decreto legislativo n. 148/2015. Per quanto attiene ai procedimenti e alle istanze presentate ai sensi della previgente normativa (legge 223/1991, decreto legge n. 726/1984 convertito in legge n. 863/1984, DPR 218/2000), gli accertamenti ispettivi seguono le rispettive regole procedimentali. Pertanto, per le causali crisi e per la concessione del trattamento a seguito di stipula di contratto di solidarietà non è previsto alcun accertamento ispettivo a meno che non sia stato richiesto, in sede di presentazione dell’istanza, il pagamento diretto. Per quanto attiene alle causali di riorganizzazione, ristrutturazione e conversione aziendale di cui alla legge 223/1991, i termini e le tempistiche procedimentali rimangono quelli di cui alla normativa previgente (articolo 4 DPR 218/2000).

Il Decreto legislativo di riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (n. 148/2015), ha introdotto, tra l’altro, novità normative in materia di procedimento amministrativo finalizzato alla concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale. In quest’ambito, particolare rilievo assumono le verifiche che gli organi ispettivi sono chiamati a svolgere.

Con circolare n. 27/2016, il Ministero del lavoro fornisce istruzioni in merito.
Qualora in sede di verifica ispettiva emerga il mancato rispetto delle modalità di rotazione dei lavoratori sospesi concordate in sede di esame congiunto ovvero indicate nella domanda di concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale, il contributo addizionale di cui all’articolo 5 del decreto legislativo n. 148/2015 è incrementato nella misura dell’1%. La verifica ispettiva circa il rispetto delle modalità di rotazione deve quindi iniziare da quanto indicato in sede di accordo sindacale e indicato nella domanda di concessione del trattamento che poi dovrà essere riscontrato in concreto. Ad esempio, potranno essere confrontati i dati fomiti dall’azienda (resoconto consuntivo della rotazione, LUL, timbrature) con le dichiarazioni dei lavoratori. All’esito del procedimento, qualora la rotazione non si sia verificata secondo quanto programmato, la DTL provvede a comminare la sanzione e trasmette gli esiti dell’accertamento all’INPS - sede territoriale competente - che provvede ad applicarla.
In caso di serie e documentate difficoltà finanziarie dell'impresa, il Ministero del lavoro può autorizzare, su espressa richiesta aziendale, contestualmente alla concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale, il pagamento diretto da parte dell’INPS, fatta salva la successiva revoca nel caso il cui il servizio ispettivo competente accerti l’assenza di difficoltà di ordine finanziario dell’azienda istante. Il servizio ispettivo competente deve dichiarare espressamente se l’impresa versa in una situazione di difficoltà di ordine finanziario che le impedisce di anticipare il trattamento straordinario d’integrazione salariale. L’attestazione deve essere basata sull’analisi dell’indice di liquidità dell’impresa istante riferita all’anno in corso come rilevabile dalla lettura dei bilanci pur provvisori dell’ultimo anno.
Laddove la relazione ispettiva evidenzi l’insussistenza dei presupposti per la concessione del pagamento diretto, la Direzione Generale Ammortizzatori Sociali e I.O. procede alla revoca dell’autorizzazione al pagamento diretto a decorrere dalla data della relazione stessa.

Tutto quanto illustrato si applica ai procedimenti di concessione del trattamento CIGS concessi ai sensi del decreto legislativo n. 148/2015. Per quanto attiene ai procedimenti e alle istanze presentate ai sensi della previgente normativa (legge 223/1991, decreto legge n. 726/1984 convertito in legge n. 863/1984, DPR 218/2000), gli accertamenti ispettivi seguono le rispettive regole procedimentali. Pertanto, per le causali crisi e per la concessione del trattamento a seguito di stipula di contratto di solidarietà non è previsto alcun accertamento ispettivo a meno che non sia stato richiesto, in sede di presentazione dell’istanza, il pagamento diretto. Per quanto attiene alle causali di riorganizzazione, ristrutturazione e conversione aziendale di cui alla legge 223/1991, i termini e le tempistiche procedimentali rimangono quelli di cui alla normativa previgente (articolo 4 DPR 218/2000).

Confindustria – Cgil Cisl Uil: Fondo di solidarietà per le popolazioni terremotate

Confindustria e Cgil Cisl Uil, di fronte alla drammaticità del sisma che ha colpito le popolazioni del Centro Italia, hanno deciso di sostenere un impegno di solidarietà verso le popolazioni così duramente colpite

A tale scopo con accordo del 30/8/2016, è stato attivato un “Fondo di intervento a favore delle popolazioni del Centro Italia” nel quale, confluiranno contributi volontari da parte dei lavoratori pari ad una ora di lavoro e un contributo equivalente da parte delle imprese.
Detti contributi verranno raccolti tramite il c/c con Codice IBAN:

IT 94 V 01030 03201 000002589031 BIC – PASCITMMRM
attivato presso Monte dei Paschi di Siena
intestato a CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL FONDO DI SOLIDARIETA’ PER LE POPOLAZIONI CENTRO ITALIA

con la firma congiunta di un rappresentante per organizzazione appositamente delegato dal rappresentante legale di ciascuna di queste.
La raccolta dei fondi avrà termine il 31/1/2017.
Confindustria e Cgil, Cisl e Uil effettueranno una valutazione puntuale sulle modalità dell’intervento a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto entro il mese di ottobre 2016, in coerenza con le indicazioni delle Istituzioni locali e delle autorità preposte al piano della ricostruzione, nei modi e con le forme che ne garantiscano la certezza della destinazione – comunque a sostegno di servizi / strutture di pubblica utilità – e la più rapida utilizzazione considerata la gravità della situazione e la necessità di avviare la ricostruzione.

Confindustria e Cgil Cisl Uil, di fronte alla drammaticità del sisma che ha colpito le popolazioni del Centro Italia, hanno deciso di sostenere un impegno di solidarietà verso le popolazioni così duramente colpite

A tale scopo con accordo del 30/8/2016, è stato attivato un "Fondo di intervento a favore delle popolazioni del Centro Italia" nel quale, confluiranno contributi volontari da parte dei lavoratori pari ad una ora di lavoro e un contributo equivalente da parte delle imprese.
Detti contributi verranno raccolti tramite il c/c con Codice IBAN:

IT 94 V 01030 03201 000002589031 BIC - PASCITMMRM
attivato presso Monte dei Paschi di Siena
intestato a CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL FONDO DI SOLIDARIETA’ PER LE POPOLAZIONI CENTRO ITALIA

con la firma congiunta di un rappresentante per organizzazione appositamente delegato dal rappresentante legale di ciascuna di queste.
La raccolta dei fondi avrà termine il 31/1/2017.
Confindustria e Cgil, Cisl e Uil effettueranno una valutazione puntuale sulle modalità dell’intervento a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto entro il mese di ottobre 2016, in coerenza con le indicazioni delle Istituzioni locali e delle autorità preposte al piano della ricostruzione, nei modi e con le forme che ne garantiscano la certezza della destinazione - comunque a sostegno di servizi / strutture di pubblica utilità - e la più rapida utilizzazione considerata la gravità della situazione e la necessità di avviare la ricostruzione.

Concessione integrazione salariale: accertamenti ispettivi (1/2)

Il Decreto legislativo di riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (n. 148/2015), ha introdotto, tra l’altro, novità normative in materia di procedimento amministrativo finalizzato alla concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale. In quest’ambito, particolare rilievo assumono le verifiche che gli organi ispettivi sono chiamati a svolgere.

Con circolare n. 27/2016, il Ministero del lavoro fornisce istruzioni in merito.
Le verifiche ispettive sono finalizzate all’accertamento degli impegni aziendali assunti in sede di presentazione del programma di CIGS; nonché all’accertamento dei presupposti per la concessione del pagamento diretto del trattamento ai lavoratori. Il Ministero indica gli elementi principali da verificare con riferimento a ciascuna causale d’intervento. Con riferimento alla:
– riorganizzazione aziendale: gli ispettori dovranno verificare l’attuazione del programma di interventi come illustrato dall’azienda in sede di presentazione dell’istanza e approvato da questa DG.
Andrà verificata da parte degli organi ispettivi l’entità degli investimenti effettuati dall’azienda nel biennio precedente (mediante ad esempio acquisizioni di ordini e fatture realizzate nel biennio precedente) e dichiarati in sede di presentazione della domanda, della stessa tipologia rispetto a quelli previsti nel programma relativo alle unità aziendali interessate all’intervento, inclusi gli eventuali investimenti per la formazione e riqualificazione professionale, comprensivi dei contributi pubblici sia nazionali che dei fondi UE. Inoltre, andrà verificato l’ammontare degli investimenti effettuati nel periodo temporale di cui al programma presentato e confrontata la media annuale degli investimenti effettuati nel biennio precedente e la media annuale degli investimenti programmati ed effettuati.
Qualora la formazione riguardi lavoratori sospesi occorre verificare la ricollegabilità tra la formazione effettuata e le sospensioni. Le verifiche ispettive dovranno, inoltre, essere finalizzate ad accertare che le sospensioni dal lavoro siano motivatamente ricollegabili nell’entità e nei tempi al processo di riorganizzazione da realizzare.
Deve essere infine verificato che sia stata effettivamente rispettato il recupero occupazionale dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario;
– crisi aziendale: gli accertamenti ispettivi devono essere finalizzati alla verifica dell’attuazione del piano di risanamento presentato dall’impresa in sede di invio dell’istanza e, pertanto, gli organi ispettivi saranno chiamati a relazionare in ordine agli interventi correttivi intrapresi dall’azienda, così come indicati nel piano di risanamento medesimo, volti a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria o gestionale per ciascuna unità aziendale/settore di attività dell’impresa interessata dall’intervento straordinario d’integrazione salariale e che sia finalizzato a garantire la continuazione dell’attività e la salvaguardia sia pure parziale dell’occupazione. Inoltre deve essere verificato in via generale il ridimensionamento o quanto meno la stabilità dell’organico aziendale nel biennio precedente l’intervento della CIGS, con riferimento all’unità produttiva nell’ambito della quale è in corso il trattamento. Deve essere altresì riscontrata, di norma, l’assenza di nuove assunzioni con particolare riguardo a quelle assistite da agevolazioni contributive e/o finanziarie.
Nel caso di trattamento di CIGS richiesto per crisi aziendale per evento improvviso ed imprevisto deve essere verificata l’attuazione del piano di risanamento e l’eventuale attuazione del piano di gestione degli esuberi. Inoltre, dovrà essere verificato quanto rappresentato nell’ambito della documentazione presentata dall’azienda in ordine alle caratteristiche dell’evento improvviso e imprevisto;
– contratto di solidarietà: gli organi ispettivi dovranno verificare il rispetto dei contenuti del contratto di solidarietà con riferimento alla corretta applicazione delle modalità di riduzione oraria così come previsto in accordo e in istanza.
La corretta modalità di riduzione oraria andrà verificata controllando i dati del LUL, le timbrature e incrociando tali informazioni con le dichiarazioni dei lavoratori. Andrà inoltre effettuata la verifica di eventuale lavoro straordinario dei lavoratori posti in solidarietà che, in linea generale, non è ammesso.
Inoltre, nei casi in cui sia attivata la procedura di licenziamento collettivo andrà verificato che la stessa sia avvenuta con la non opposizione dei lavoratori.

(…)

Il Decreto legislativo di riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (n. 148/2015), ha introdotto, tra l’altro, novità normative in materia di procedimento amministrativo finalizzato alla concessione del trattamento straordinario d’integrazione salariale. In quest’ambito, particolare rilievo assumono le verifiche che gli organi ispettivi sono chiamati a svolgere.

Con circolare n. 27/2016, il Ministero del lavoro fornisce istruzioni in merito.
Le verifiche ispettive sono finalizzate all’accertamento degli impegni aziendali assunti in sede di presentazione del programma di CIGS; nonché all’accertamento dei presupposti per la concessione del pagamento diretto del trattamento ai lavoratori. Il Ministero indica gli elementi principali da verificare con riferimento a ciascuna causale d’intervento. Con riferimento alla:
- riorganizzazione aziendale: gli ispettori dovranno verificare l’attuazione del programma di interventi come illustrato dall’azienda in sede di presentazione dell’istanza e approvato da questa DG.
Andrà verificata da parte degli organi ispettivi l’entità degli investimenti effettuati dall’azienda nel biennio precedente (mediante ad esempio acquisizioni di ordini e fatture realizzate nel biennio precedente) e dichiarati in sede di presentazione della domanda, della stessa tipologia rispetto a quelli previsti nel programma relativo alle unità aziendali interessate all’intervento, inclusi gli eventuali investimenti per la formazione e riqualificazione professionale, comprensivi dei contributi pubblici sia nazionali che dei fondi UE. Inoltre, andrà verificato l’ammontare degli investimenti effettuati nel periodo temporale di cui al programma presentato e confrontata la media annuale degli investimenti effettuati nel biennio precedente e la media annuale degli investimenti programmati ed effettuati.
Qualora la formazione riguardi lavoratori sospesi occorre verificare la ricollegabilità tra la formazione effettuata e le sospensioni. Le verifiche ispettive dovranno, inoltre, essere finalizzate ad accertare che le sospensioni dal lavoro siano motivatamente ricollegabili nell’entità e nei tempi al processo di riorganizzazione da realizzare.
Deve essere infine verificato che sia stata effettivamente rispettato il recupero occupazionale dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario;
- crisi aziendale: gli accertamenti ispettivi devono essere finalizzati alla verifica dell’attuazione del piano di risanamento presentato dall’impresa in sede di invio dell’istanza e, pertanto, gli organi ispettivi saranno chiamati a relazionare in ordine agli interventi correttivi intrapresi dall’azienda, così come indicati nel piano di risanamento medesimo, volti a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria o gestionale per ciascuna unità aziendale/settore di attività dell’impresa interessata dall’intervento straordinario d’integrazione salariale e che sia finalizzato a garantire la continuazione dell’attività e la salvaguardia sia pure parziale dell’occupazione. Inoltre deve essere verificato in via generale il ridimensionamento o quanto meno la stabilità dell’organico aziendale nel biennio precedente l’intervento della CIGS, con riferimento all’unità produttiva nell’ambito della quale è in corso il trattamento. Deve essere altresì riscontrata, di norma, l’assenza di nuove assunzioni con particolare riguardo a quelle assistite da agevolazioni contributive e/o finanziarie.
Nel caso di trattamento di CIGS richiesto per crisi aziendale per evento improvviso ed imprevisto deve essere verificata l’attuazione del piano di risanamento e l’eventuale attuazione del piano di gestione degli esuberi. Inoltre, dovrà essere verificato quanto rappresentato nell’ambito della documentazione presentata dall’azienda in ordine alle caratteristiche dell’evento improvviso e imprevisto;
- contratto di solidarietà: gli organi ispettivi dovranno verificare il rispetto dei contenuti del contratto di solidarietà con riferimento alla corretta applicazione delle modalità di riduzione oraria così come previsto in accordo e in istanza.
La corretta modalità di riduzione oraria andrà verificata controllando i dati del LUL, le timbrature e incrociando tali informazioni con le dichiarazioni dei lavoratori. Andrà inoltre effettuata la verifica di eventuale lavoro straordinario dei lavoratori posti in solidarietà che, in linea generale, non è ammesso.
Inoltre, nei casi in cui sia attivata la procedura di licenziamento collettivo andrà verificato che la stessa sia avvenuta con la non opposizione dei lavoratori.

(...)

Raggiunto l’accordo per le cooperative e i consorzi agricoli

Raggiunto l’accordo per le cooperative e i consorzi agricoli

Raggunto, il 3/8/2016, tra l’AGCI – AGRITAL, la FEDAGRI – CONFCOOPERATIVE, la LEGACOOP – AGROALIMENTARE e la FLAI – CGIL, la FAI – CISL, la UILA-UIL, l’accordo per il di rinnovo del CCNL per i dipendenti di cooperative e consorzi agricoli scaduto il 31/12/2015.

Il contratto ha durata quadriennale, decorre pertanto dall’1/1/2016 e scade il 31/12/2019, salvo le norme per le quali è prevista apposita decorrenza e durata.

Di seguito è riportata a tabella contenente gli aumenti dei minimi contrattuali conglobati mensili.

Livello

par

Minimo 31/7/2016

Aumento

1/8/2016

Minimo

1/8/2016

Aumento

1/5/2017

Minimo

1/5/2017

1 151,70 1875,63 36,90 1912,53 23,24 1935,77
2 136,38 1686,20 33,17 1719,37 20,89 1740,26
3 125,53 1552,08 30,53 1582,61 19,23 1601,84
4 116,72 1443,16 28,39 1471,55 17,88 1489,43
5 111,00 1372,38 27,00 1399,38 17,00 1416,38
6 107,78 1332,63 26,22 1358,85 16,51 1375,36
7 100,00 1236,40 24,33 1260,73 15,32 1276,05
Area

non p.

84,35 1042,95 20,52 1063,47 12,92 1076,39

Livello

Aumento

1/1/2018

Minimo

1/1/2018

Aumento

1/7/2019

Minimo

1/7/2019

Aumento

Totale

1 23,24 1959,01 21,86 1980,87 105,24
2 20,89 1761,15 19,65 1780,8 94,60
3 19,23 1621,07 18,09 1639,16 87,08
4 17,88 1507,31 16,82 1524,13 80,97
5 17,00 1433,38 16,00 1449,38 77,00
6 16,51 1391,87 15,54 1407,41 74,78
7 15,32 1291,37 14,42 1305,79 69,39
Area

non p.

12,92 1089,31 12,16 1101,47 58,52

Queste, le modifiche più rilevanti previste dall’accordo:

Lavoro a tempo parziale
I rapporti di lavoro part-time non possono superare il 30% (non più 12%) dei lavoratori a tempo indeterminato o giornate equivalenti (divisore 270) e comunque con un minimo di 2.

Contratto di somministrazione e lavoro
La somministrazione di lavoro è consentita nelle circostanze e con le modalità fissate dalle leggi vigenti.

.

Maternità obbligatoria
A decorrere dall’1/1/2017, in caso di congedo obbligatorio per maternità iniziate da tale data l’impresa integrerà, per le lavoratrici a tempo indeterminato, la prestazione erogata dall’INPS sensi degli art. 16 e 22 del D.Lgs. 151/2001, per un massimo di 5 mesi, in modo da raggiungere il 100% dell’ultima retribuzione ordinaria netta percepita dalla lavoratrice stessa. Ferma restando la decorrenza di cui sopra, per le lavoratrici OTD l’integrazione sarà corrisposta a seguito della presentazione da parte della lavoratrice del cedolino INPS attestante l’avvenuta liquidazione dell’indennità di maternità.

L’integrazione a carico della cooperativa sarà ridotta dell’eventuale importo riconosciuto per analoga prestazione dalla cassa extra legem.

Periodo di prova
L’operaio assunto con rapporto di lavoro a tempo determinato superiore a 50 giorni è soggetto a un periodo di prova di 8 giorni lavorativi, relativamente al solo primo rapporto di lavoro per le medesime mansioni.

Contrattazione decentrata di 2° livello
Nei territori nei quali non è ancora presente, anche di fatto, una contrattazione di 2° livello avente valenza economica, se entro 12 mesi dalla presentazione di una piattaforma da parte di Fai-Flai-Uila non sarà sottoscritto l’accordo per l’istituzione del contratto di 2° livello, le imprese che applicano il presente CCNL erogheranno ai lavoratori un elemento sostitutivo territoriale del seguente importo.
Analogamente tale elemento sostitutivo sarà erogato nei casi in cui sia presente contrattazione aziendale o di settore merceologico.
In via transitoria, per la vigenza del presente contratto 2016-2019, lo spazio temporale dedicato alla contrattazione di secondo livello di cui ai precedenti commi è quantificato in 24 mesi.
Al fine di diffondere la contrattazione di 2° livello, con particolare riguardo alla materia delle erogazioni legate alla produttività, le parti condividono le linee guida.
Fermo restando quanto previsto sopra, le Parti concordano che la ricontrattazione degli accordi in vigore non potrà comunque aver luogo prima del 31/8/2017, fatte salve le contrattazioni già in essere alla firma del presente accordo.

Gli accordi di secondo livello con scadenza tra il 1/1/2016 e il 31/12/2016, avranno una ultrattività di 12 mesi rispetto alla loro originaria scadenza.
Quanto sopra premesso, le Parti concordano che, ai fini del rispetto della non sovrapponibilità dei cicli negoziali, il rinnovo dei contratti di secondo livello non potrà svolgersi nell’anno solare in cui sia previsto il rinnovo del CCNL.

 

Previdenza complementare e fondi integrativi
Le parti convengono che a partire dall’1/1/2017 al lavoratore componente della Assemblea del Fondo è riconosciuto complessivamente un giorno di permesso per la partecipazione alle convocazioni di tale organo.

Orario di lavoro e flessibilità
Allo scopo di far fronte a particolari esigenze produttive e/o di mercato, è istituito un monte-ore di eccedenza dell’orario contrattuale pari ad un massimo di 90 ore (non più 80) per anno civile, da utilizzare per prestazioni lavorative settimanali con orari superiori a quello contrattuale ed in ogni caso nei limiti di legge, a cui devono corrispondere prestazioni lavorative settimanali con orari corrispettivamente ridotti. Nell’ambito degli accordi in materia di calendario di lavoro annuo, le parti potranno convenire il superamento del limite massimo di 90 ore di flessibilità e regolamentare le modalità dell’eventuale recupero in luogo della maggiorazione.

Raggiunto l’accordo per le cooperative e i consorzi agricoli

Raggunto, il 3/8/2016, tra l’AGCI - AGRITAL, la FEDAGRI - CONFCOOPERATIVE, la LEGACOOP - AGROALIMENTARE e la FLAI - CGIL, la FAI - CISL, la UILA-UIL, l’accordo per il di rinnovo del CCNL per i dipendenti di cooperative e consorzi agricoli scaduto il 31/12/2015.

Il contratto ha durata quadriennale, decorre pertanto dall’1/1/2016 e scade il 31/12/2019, salvo le norme per le quali è prevista apposita decorrenza e durata.

Di seguito è riportata a tabella contenente gli aumenti dei minimi contrattuali conglobati mensili.

Livello

par

Minimo 31/7/2016

Aumento

1/8/2016

Minimo

1/8/2016

Aumento

1/5/2017

Minimo

1/5/2017

1 151,70 1875,63 36,90 1912,53 23,24 1935,77
2 136,38 1686,20 33,17 1719,37 20,89 1740,26
3 125,53 1552,08 30,53 1582,61 19,23 1601,84
4 116,72 1443,16 28,39 1471,55 17,88 1489,43
5 111,00 1372,38 27,00 1399,38 17,00 1416,38
6 107,78 1332,63 26,22 1358,85 16,51 1375,36
7 100,00 1236,40 24,33 1260,73 15,32 1276,05
Area

non p.

84,35 1042,95 20,52 1063,47 12,92 1076,39

Livello

Aumento

1/1/2018

Minimo

1/1/2018

Aumento

1/7/2019

Minimo

1/7/2019

Aumento

Totale

1 23,24 1959,01 21,86 1980,87 105,24
2 20,89 1761,15 19,65 1780,8 94,60
3 19,23 1621,07 18,09 1639,16 87,08
4 17,88 1507,31 16,82 1524,13 80,97
5 17,00 1433,38 16,00 1449,38 77,00
6 16,51 1391,87 15,54 1407,41 74,78
7 15,32 1291,37 14,42 1305,79 69,39
Area

non p.

12,92 1089,31 12,16 1101,47 58,52

Queste, le modifiche più rilevanti previste dall’accordo:

Lavoro a tempo parziale
I rapporti di lavoro part-time non possono superare il 30% (non più 12%) dei lavoratori a tempo indeterminato o giornate equivalenti (divisore 270) e comunque con un minimo di 2.

Contratto di somministrazione e lavoro
La somministrazione di lavoro è consentita nelle circostanze e con le modalità fissate dalle leggi vigenti.

.

Maternità obbligatoria
A decorrere dall'1/1/2017, in caso di congedo obbligatorio per maternità iniziate da tale data l’impresa integrerà, per le lavoratrici a tempo indeterminato, la prestazione erogata dall’INPS sensi degli art. 16 e 22 del D.Lgs. 151/2001, per un massimo di 5 mesi, in modo da raggiungere il 100% dell’ultima retribuzione ordinaria netta percepita dalla lavoratrice stessa. Ferma restando la decorrenza di cui sopra, per le lavoratrici OTD l’integrazione sarà corrisposta a seguito della presentazione da parte della lavoratrice del cedolino INPS attestante l’avvenuta liquidazione dell’indennità di maternità.

L'integrazione a carico della cooperativa sarà ridotta dell'eventuale importo riconosciuto per analoga prestazione dalla cassa extra legem.

Periodo di prova
L'operaio assunto con rapporto di lavoro a tempo determinato superiore a 50 giorni è soggetto a un periodo di prova di 8 giorni lavorativi, relativamente al solo primo rapporto di lavoro per le medesime mansioni.

Contrattazione decentrata di 2° livello
Nei territori nei quali non è ancora presente, anche di fatto, una contrattazione di 2° livello avente valenza economica, se entro 12 mesi dalla presentazione di una piattaforma da parte di Fai-Flai-Uila non sarà sottoscritto l'accordo per l'istituzione del contratto di 2° livello, le imprese che applicano il presente CCNL erogheranno ai lavoratori un elemento sostitutivo territoriale del seguente importo.
Analogamente tale elemento sostitutivo sarà erogato nei casi in cui sia presente contrattazione aziendale o di settore merceologico.
In via transitoria, per la vigenza del presente contratto 2016-2019, lo spazio temporale dedicato alla contrattazione di secondo livello di cui ai precedenti commi è quantificato in 24 mesi.
Al fine di diffondere la contrattazione di 2° livello, con particolare riguardo alla materia delle erogazioni legate alla produttività, le parti condividono le linee guida.
Fermo restando quanto previsto sopra, le Parti concordano che la ricontrattazione degli accordi in vigore non potrà comunque aver luogo prima del 31/8/2017, fatte salve le contrattazioni già in essere alla firma del presente accordo.

Gli accordi di secondo livello con scadenza tra il 1/1/2016 e il 31/12/2016, avranno una ultrattività di 12 mesi rispetto alla loro originaria scadenza.
Quanto sopra premesso, le Parti concordano che, ai fini del rispetto della non sovrapponibilità dei cicli negoziali, il rinnovo dei contratti di secondo livello non potrà svolgersi nell’anno solare in cui sia previsto il rinnovo del CCNL.

 

Previdenza complementare e fondi integrativi
Le parti convengono che a partire dall'1/1/2017 al lavoratore componente della Assemblea del Fondo è riconosciuto complessivamente un giorno di permesso per la partecipazione alle convocazioni di tale organo.

Orario di lavoro e flessibilità
Allo scopo di far fronte a particolari esigenze produttive e/o di mercato, è istituito un monte-ore di eccedenza dell'orario contrattuale pari ad un massimo di 90 ore (non più 80) per anno civile, da utilizzare per prestazioni lavorative settimanali con orari superiori a quello contrattuale ed in ogni caso nei limiti di legge, a cui devono corrispondere prestazioni lavorative settimanali con orari corrispettivamente ridotti. Nell'ambito degli accordi in materia di calendario di lavoro annuo, le parti potranno convenire il superamento del limite massimo di 90 ore di flessibilità e regolamentare le modalità dell'eventuale recupero in luogo della maggiorazione.