Anagrafe delle Onlus: in arrivo gli elenchi online

Pronti gli elenchi online delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus (Agenzia delle Entrate – Comunicato stampa 28 luglio 2016)

 

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito gli elenchi delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus al mese di luglio 2016.
Precisamente gli elenchi sono consultabili online sul sito www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione Cosa devi fare > Richiedere > Iscrizione Anagrafe delle ONLUS > Elenco Onlus.
Ciascuno elenco è stato suddiviso in base alla regione dove risulta essere la sede legale della Onlus e contiene la denominazione, il codice fiscale, la sede legale e il settore dove l’organizzazione iscritta svolge la propria attività.
In questi elenchi non sono ricomprese le cosiddette “Onlus di diritto“, cooperative sociali e organizzazioni di volontariato, in quanto questi soggetti sono iscritti in base alla tipologia nell’Albo delle società cooperative gestito dal Ministero dello Sviluppo economico e nei Registri delle organizzazioni di volontariato istituiti dalle regioni e dalle province autonome competenti.
La diffusione di queste informazioni risponde all’esigenza di individuare agevolmente gli effettivi soggetti che rivestono la qualifica di Onlus cui destinare erogazioni liberali o attività volontarie. Ciò garantisce una maggiore sicurezza, consentendo ai cittadini di destinare le proprie risorse verso gli enti per i quali è avvenuto il riconoscimento di Onlus da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Nel dettaglio i contribuenti che effettuano erogazioni liberali alle Onlus presenti in questi elenchi potranno fruire, a scelta, della detrazione dall’imposta lorda del 26%, fino ad un importo massimo di 30mila euro annui delle donazioni fatte, oppure potranno dedurre gli importi nel limite del 10% del reddito complessivo e, comunque, nella misura massima di 70mila euro.

Pronti gli elenchi online delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus (Agenzia delle Entrate - Comunicato stampa 28 luglio 2016)

 

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito gli elenchi delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus al mese di luglio 2016.
Precisamente gli elenchi sono consultabili online sul sito www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione Cosa devi fare > Richiedere > Iscrizione Anagrafe delle ONLUS > Elenco Onlus.
Ciascuno elenco è stato suddiviso in base alla regione dove risulta essere la sede legale della Onlus e contiene la denominazione, il codice fiscale, la sede legale e il settore dove l’organizzazione iscritta svolge la propria attività.
In questi elenchi non sono ricomprese le cosiddette "Onlus di diritto", cooperative sociali e organizzazioni di volontariato, in quanto questi soggetti sono iscritti in base alla tipologia nell’Albo delle società cooperative gestito dal Ministero dello Sviluppo economico e nei Registri delle organizzazioni di volontariato istituiti dalle regioni e dalle province autonome competenti.
La diffusione di queste informazioni risponde all’esigenza di individuare agevolmente gli effettivi soggetti che rivestono la qualifica di Onlus cui destinare erogazioni liberali o attività volontarie. Ciò garantisce una maggiore sicurezza, consentendo ai cittadini di destinare le proprie risorse verso gli enti per i quali è avvenuto il riconoscimento di Onlus da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Nel dettaglio i contribuenti che effettuano erogazioni liberali alle Onlus presenti in questi elenchi potranno fruire, a scelta, della detrazione dall’imposta lorda del 26%, fino ad un importo massimo di 30mila euro annui delle donazioni fatte, oppure potranno dedurre gli importi nel limite del 10% del reddito complessivo e, comunque, nella misura massima di 70mila euro.

Premio di Produttività per i lavoratori di Poste Italiane

Siglato nella giornata del 26 luglio l’accordo sul Premio di Produttività per l’anno 2016, destinato ai lavoratori di Poste Italiane e delle Aziende Gruppo.

La determinazione ed erogazione del premio per l’anno 2016, vengono definite secondo i criteri di cui alle disposizioni comuni che seguono e secondo il livello di raggiungimento del risultato conseguito rispetto all’obiettivo fissato, con le modalità che vengono comunicate in via riservata alle Organizzazioni Sindacali firmatarie della presente intesa.
Il premio di risultato prevede, per l’EBIT del Gruppo Poste Italiane, un pagamento all’85% al raggiungimento del valore soglia, con successiva interpolazione lineare 1:1 fino al 100%, e abilita l’overperfomance (pagamento 105,0%) ad una consuntivazione dell’obiettivo pari al valore comunicato alle Organizzazioni Sindacali nella riunione odierna.

Disposizioni comuni

Il premio non concorre alla determinazione del trattamento di fine rapporto.
Tale premio verrà determinato ed erogato nei confronti del personale dipendente da Poste Italiane S.p.A. e dalle società rappresentate per la presente intesa, con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, che risulti in forza alla data del 31/12/2016 e che sia in servizio ed abbia superato il periodo di prova alla data di erogazione del premio, nella misura spettante secondo le modalità di calcolo di cui al presente Accordo.

Direzione Staff

Livello

Premio 2016

Quota Nazionale

Quota Regionale

F 786,00 471,60 314,40
E 1.059,97 635,98 423,99
D 1.197,40 718,44 478,96
C 1.197,40 718,44 478,96
B 1.226,82 736,09 490,73
A2 1.882,37 1.129,42 752,95
A1 2.478,82 1.487,29 991,53

Produzione Sportelleria

Livello

Premio 2016

Quota Nazionale

Quota Regionale

E- Apprendisti D 1.880,67 1.128.40 752,27
D 2.115,96 1.269,58 846,39
C 2.212,55 1.327,53 885,02
B 2.266,97 1.360,18 906,79
A2 COLL – Venditori imprese/P.A.L. 1.968,07 1.180,84 787,23
A2 DUP – Responsabili up imprese A2 – Referente coordinamento up 2.353,79 1.412,27 941,51
A1 DUP 2.264,55 1.358,73 905,82
A1 DUP CENTRALI 2.607,38 1.564,43 1.042,95

Produzione recapito

Livello

Premio 2016

Quota Nazionale

Quota Regionale

E 1.733,97 1.040,38 693,59
Apprendisti 1.589.89 953,93 635,96
D 1.870,46 1.122,28 748,19
C 1.958,72 1.175,23 783,49

Produzione CRP

Livello

Premio 2016

Quota Nazionale

Quota Regionale

F 922,57 553,54 369,03
E 1.419,54 851,72 567,82
Apprendisti D 1.297,88 778,73 519,15
D 1.526,93 916,16 610,77
C 1.603,55 962,13 641,42
B 1.642,98 985,79 657,19
A2 1.968,07 1.180,84 787,23
A1 2.564,53 1.538,72 1.025,81

Siglato nella giornata del 26 luglio l’accordo sul Premio di Produttività per l’anno 2016, destinato ai lavoratori di Poste Italiane e delle Aziende Gruppo.

La determinazione ed erogazione del premio per l’anno 2016, vengono definite secondo i criteri di cui alle disposizioni comuni che seguono e secondo il livello di raggiungimento del risultato conseguito rispetto all’obiettivo fissato, con le modalità che vengono comunicate in via riservata alle Organizzazioni Sindacali firmatarie della presente intesa.
Il premio di risultato prevede, per l’EBIT del Gruppo Poste Italiane, un pagamento all'85% al raggiungimento del valore soglia, con successiva interpolazione lineare 1:1 fino al 100%, e abilita l'overperfomance (pagamento 105,0%) ad una consuntivazione dell'obiettivo pari al valore comunicato alle Organizzazioni Sindacali nella riunione odierna.

Disposizioni comuni

Il premio non concorre alla determinazione del trattamento di fine rapporto.
Tale premio verrà determinato ed erogato nei confronti del personale dipendente da Poste Italiane S.p.A. e dalle società rappresentate per la presente intesa, con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, che risulti in forza alla data del 31/12/2016 e che sia in servizio ed abbia superato il periodo di prova alla data di erogazione del premio, nella misura spettante secondo le modalità di calcolo di cui al presente Accordo.

Direzione Staff

Livello

Premio 2016

Quota Nazionale

Quota Regionale

F 786,00 471,60 314,40
E 1.059,97 635,98 423,99
D 1.197,40 718,44 478,96
C 1.197,40 718,44 478,96
B 1.226,82 736,09 490,73
A2 1.882,37 1.129,42 752,95
A1 2.478,82 1.487,29 991,53

Produzione Sportelleria

Livello

Premio 2016

Quota Nazionale

Quota Regionale

E- Apprendisti D 1.880,67 1.128.40 752,27
D 2.115,96 1.269,58 846,39
C 2.212,55 1.327,53 885,02
B 2.266,97 1.360,18 906,79
A2 COLL - Venditori imprese/P.A.L. 1.968,07 1.180,84 787,23
A2 DUP - Responsabili up imprese A2 - Referente coordinamento up 2.353,79 1.412,27 941,51
A1 DUP 2.264,55 1.358,73 905,82
A1 DUP CENTRALI 2.607,38 1.564,43 1.042,95

Produzione recapito

Livello

Premio 2016

Quota Nazionale

Quota Regionale

E 1.733,97 1.040,38 693,59
Apprendisti 1.589.89 953,93 635,96
D 1.870,46 1.122,28 748,19
C 1.958,72 1.175,23 783,49

Produzione CRP

Livello

Premio 2016

Quota Nazionale

Quota Regionale

F 922,57 553,54 369,03
E 1.419,54 851,72 567,82
Apprendisti D 1.297,88 778,73 519,15
D 1.526,93 916,16 610,77
C 1.603,55 962,13 641,42
B 1.642,98 985,79 657,19
A2 1.968,07 1.180,84 787,23
A1 2.564,53 1.538,72 1.025,81

Agevolazioni per imprese ed Onlus nell’industria culturale e turistica

Con il Decreto 11 maggio 2016, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha approvato misure di sostegno, attraverso finanziamenti agevolati e a fondo perduto, in favore di nuove imprese ed enti del “terzo settore” per investimenti e interventi finalizzati allo sviluppo e al consolidamento del settore produttivo collegato al patrimonio culturale.

Il regime di aiuto, che è soggetto alle regole de minimis, ha come finalità:
– la creazione di nuove imprese nell’industria culturale;
– lo sviluppo di imprese dell’industria culturale, turistica e manifatturiera;
– il sostegno ai soggetti del terzo settore che operano nell’industria culturale.
Le agevolazioni sono concesse in parte nella forma di finanziamento agevolato a tasso zero e in parte come contributo a fondo perduto, con misure differenziate in base alle differenti finalità, con uno stanziamento complessivo di circa 107 milioni di euro.
Il soggetto gestore a cui sono affidati gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti la ricezione, la valutazione e l’approvazione delle domande, l’adozione dei provvedimenti, la stipula del contratto di finanziamento, l’erogazione, il controllo ed il monitoraggio delle agevolazioni è INVITALIA.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di procedura valutativa con procedimento a sportello. Ciò significa che non saranno ammesse le domande presentate prima dell’apertura dei termini (definita dal Ministero con una successiva direttiva operativa) e che le agevolazioni sono assegnate nei limiti delle risorse disponibili; l’eventuale esaurimento delle risorse disponibili comporterà la chiusura anticipata dello «sportello».
INVITALIA procede all’esame istruttorio delle domande di agevolazione secondo l’ordine cronologico di presentazione, che è separato e distinto per le singole finalità.
Le agevolazioni sono concesse mediante provvedimento adottato da Invitalia e sono erogate sulla base di un contratto di finanziamento appositamente stipulato tra Invitalia e il soggetto beneficiario, nel quale sono indicate le obbligazioni a cui lo stesso beneficiario è soggetto. L’erogazione avviene su richiesta del soggetto beneficiario mediante presentazione di stati avanzamento lavori (di seguito SAL) a fronte di titoli di spesa quietanzati. E’ fatta salva la possibilità per il soggetto beneficiario di richiedere, previa presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa, l’erogazione della prima quota di agevolazione a titolo di anticipazione, fino ad un massimo del 50% delle agevolazioni complessivamente concesse.
Il soggetto beneficiario può presentare al massimo quattro richieste di erogazione, comprensive dell’eventuale anticipazione. L’ultimo SAL a saldo non può essere inferiore al 20% dei costi ammissibili.
Le agevolazioni riconosciute non sono cumulabili – per le stesse spese – con nessun’altra agevolazione, anche a titolo di de minimis, comunitaria, nazionale, regionale o comunale ad eccezione di:
– agevolazioni fiscali aventi carattere di generalità ed uniformità su tutto il territorio italiano;
– agevolazioni in forma di garanzia.

FINALITÀ

REQUISITI SOGGETTIVI

FORMA E MISURA

Nuove imprese dell’industria culturale – Società di capitali e Società di persone costituite da non più di 36 mesi dalla domanda, iscritte al registro imprese, in posseso dei requisiti indicati dal decreto ministeriale;
persone fisiche che si impegnano a costituire l’impresa, con consegna di tutta la documentazione prescritta, entro 30 giorni dall’ammissione alle agevolazioni, pena la decadenza dall’agevolazione.
a) finanziamento agevolato, a tasso zero, pari al massimo al 40% della spesa ammessa e della durata massima di 8 anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno;
b) contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa.
Restante della spesa deve essere garantita dal beneficiario con risorse proprie.
Sviluppo imprese dell’industria culturale, turistica e manifatturiera – Società di capitali e Società di persone costituite da non meno di 36 mesi dalla domanda, iscritte al registro imprese, in posseso dei requisiti indicati dal decreto ministeriale. a) finanziamento agevolato, a tasso zero, pari al massimo al 60% della spesa ammessa e della durata massima di 8 anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno;
b) contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 20% della spesa ammessa.
Restante della spesa deve essere garantita dal beneficiario con risorse proprie.
Sostegno terzo settore nell’industria culturale – imprese, costituite in forma societaria, ivi incluse le società cooperative iscritte, alla data di presentazione della domanda, nel Registro delle imprese;
– ONLUS iscritte, alla data di presentazione della domanda, presso l’anagrafe delle ONLUS.
contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% in caso di soggetto richiedente qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.
Restante della spesa deve essere garantita dal beneficiario con risorse proprie.

Con il Decreto 11 maggio 2016, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha approvato misure di sostegno, attraverso finanziamenti agevolati e a fondo perduto, in favore di nuove imprese ed enti del "terzo settore" per investimenti e interventi finalizzati allo sviluppo e al consolidamento del settore produttivo collegato al patrimonio culturale.

Il regime di aiuto, che è soggetto alle regole de minimis, ha come finalità:
- la creazione di nuove imprese nell’industria culturale;
- lo sviluppo di imprese dell'industria culturale, turistica e manifatturiera;
- il sostegno ai soggetti del terzo settore che operano nell'industria culturale.
Le agevolazioni sono concesse in parte nella forma di finanziamento agevolato a tasso zero e in parte come contributo a fondo perduto, con misure differenziate in base alle differenti finalità, con uno stanziamento complessivo di circa 107 milioni di euro.
Il soggetto gestore a cui sono affidati gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti la ricezione, la valutazione e l'approvazione delle domande, l'adozione dei provvedimenti, la stipula del contratto di finanziamento, l'erogazione, il controllo ed il monitoraggio delle agevolazioni è INVITALIA.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di procedura valutativa con procedimento a sportello. Ciò significa che non saranno ammesse le domande presentate prima dell’apertura dei termini (definita dal Ministero con una successiva direttiva operativa) e che le agevolazioni sono assegnate nei limiti delle risorse disponibili; l'eventuale esaurimento delle risorse disponibili comporterà la chiusura anticipata dello «sportello».
INVITALIA procede all’esame istruttorio delle domande di agevolazione secondo l'ordine cronologico di presentazione, che è separato e distinto per le singole finalità.
Le agevolazioni sono concesse mediante provvedimento adottato da Invitalia e sono erogate sulla base di un contratto di finanziamento appositamente stipulato tra Invitalia e il soggetto beneficiario, nel quale sono indicate le obbligazioni a cui lo stesso beneficiario è soggetto. L'erogazione avviene su richiesta del soggetto beneficiario mediante presentazione di stati avanzamento lavori (di seguito SAL) a fronte di titoli di spesa quietanzati. E' fatta salva la possibilità per il soggetto beneficiario di richiedere, previa presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa, l'erogazione della prima quota di agevolazione a titolo di anticipazione, fino ad un massimo del 50% delle agevolazioni complessivamente concesse.
Il soggetto beneficiario può presentare al massimo quattro richieste di erogazione, comprensive dell'eventuale anticipazione. L'ultimo SAL a saldo non può essere inferiore al 20% dei costi ammissibili.
Le agevolazioni riconosciute non sono cumulabili - per le stesse spese - con nessun'altra agevolazione, anche a titolo di de minimis, comunitaria, nazionale, regionale o comunale ad eccezione di:
- agevolazioni fiscali aventi carattere di generalità ed uniformità su tutto il territorio italiano;
- agevolazioni in forma di garanzia.

FINALITÀ

REQUISITI SOGGETTIVI

FORMA E MISURA

Nuove imprese dell'industria culturale - Società di capitali e Società di persone costituite da non più di 36 mesi dalla domanda, iscritte al registro imprese, in posseso dei requisiti indicati dal decreto ministeriale;
-
persone fisiche che si impegnano a costituire l’impresa, con consegna di tutta la documentazione prescritta, entro 30 giorni dall’ammissione alle agevolazioni, pena la decadenza dall’agevolazione.
a) finanziamento agevolato, a tasso zero, pari al massimo al 40% della spesa ammessa e della durata massima di 8 anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno;
b) contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa.
Restante della spesa deve essere garantita dal beneficiario con risorse proprie.
Sviluppo imprese dell'industria culturale, turistica e manifatturiera - Società di capitali e Società di persone costituite da non meno di 36 mesi dalla domanda, iscritte al registro imprese, in posseso dei requisiti indicati dal decreto ministeriale. a) finanziamento agevolato, a tasso zero, pari al massimo al 60% della spesa ammessa e della durata massima di 8 anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno;
b) contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 20% della spesa ammessa.
Restante della spesa deve essere garantita dal beneficiario con risorse proprie.
Sostegno terzo settore nell'industria culturale - imprese, costituite in forma societaria, ivi incluse le società cooperative iscritte, alla data di presentazione della domanda, nel Registro delle imprese;
- ONLUS iscritte, alla data di presentazione della domanda, presso l'anagrafe delle ONLUS.
contributo a fondo perduto fino all'80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% in caso di soggetto richiedente qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.
Restante della spesa deve essere garantita dal beneficiario con risorse proprie.

45 milioni di euro con il bando Isi-agricoltura 2016

Con il bando Isi-agricoltura 2016, l’Inail finanzia gli investimenti delle microimprese e piccole imprese relativi all’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali, caratterizzati da soluzioni innovative per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore, il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende agricole.

La legge n. 208/2015 individua quali soggetti beneficiari del fondo le microimprese e le piccole imprese, di cui all’Allegato I del Regolamento (UE) n. 702/2014, operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.
Sono ammissibili i progetti di acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali. Le imprese possono presentare una sola domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento.
Lo stanziamento complessivo per l’anno 2016, pari a 45 milioni di euro, viene così ripartito:
– Asse 1: 5 milioni di Euro, riservati agli imprenditori giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria;
– Asse 2: 40 milioni di Euro, riservati alla generalità delle imprese agricole.
Sull’importo delle spese ritenute ammissibili è concesso un contributo in conto capitale nella misura del 50% per i soggetti beneficiari dell’Asse 1 e del 40% per i soggetti beneficiari dell’Asse 2.
Il contributo è calcolato sulle spese sostenute al netto dell’I.V.A. In ogni caso, il contributo massimo erogabile è pari a € 60.000,00, il contributo minimo è pari a € 1.000,00.
La domanda deve essere presentata in modalità telematica, con successiva conferma tramite Posta Elettronica Certificata.  Nella home page del portale www.inail.it, cliccando sull’etichetta «Accedi ai servizi online» collocata in alto a destra, le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di contributo con le modalità indicate negli Avvisi regionali/provinciali.
L’estratto dell’Avviso pubblico è pubblicato nella G.U.R.I. al fine di consentire la massima diffusione e gli Avvisi regionali/provinciali con i relativi allegati sono pubblicati sul sito dell’Istituto.

Con il bando Isi-agricoltura 2016, l’Inail finanzia gli investimenti delle microimprese e piccole imprese relativi all'acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali, caratterizzati da soluzioni innovative per l'abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore, il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende agricole.

La legge n. 208/2015 individua quali soggetti beneficiari del fondo le microimprese e le piccole imprese, di cui all'Allegato I del Regolamento (UE) n. 702/2014, operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.
Sono ammissibili i progetti di acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali. Le imprese possono presentare una sola domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento.
Lo stanziamento complessivo per l'anno 2016, pari a 45 milioni di euro, viene così ripartito:
- Asse 1: 5 milioni di Euro, riservati agli imprenditori giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria;
- Asse 2: 40 milioni di Euro, riservati alla generalità delle imprese agricole.
Sull'importo delle spese ritenute ammissibili è concesso un contributo in conto capitale nella misura del 50% per i soggetti beneficiari dell'Asse 1 e del 40% per i soggetti beneficiari dell'Asse 2.
Il contributo è calcolato sulle spese sostenute al netto dell'I.V.A. In ogni caso, il contributo massimo erogabile è pari a € 60.000,00, il contributo minimo è pari a € 1.000,00.
La domanda deve essere presentata in modalità telematica, con successiva conferma tramite Posta Elettronica Certificata.  Nella home page del portale www.inail.it, cliccando sull'etichetta «Accedi ai servizi online» collocata in alto a destra, le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di contributo con le modalità indicate negli Avvisi regionali/provinciali.
L’estratto dell'Avviso pubblico è pubblicato nella G.U.R.I. al fine di consentire la massima diffusione e gli Avvisi regionali/provinciali con i relativi allegati sono pubblicati sul sito dell'Istituto.

Vetro – Industria: le tabelle retributive

Elaborate le tabelle retributive a seguito del rinnovo contrattuale,  firmato, il 27/7/2016, tra ASSOVETRO e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL ed UILTEC-UIL,  per gli addetti delle aziende industriali che producono e trasformano articoli di vetro, comprese le aziende che producono lampade e display.

In base agli incrementi dei minimi tabellari mensili in vigore dall’1/9/2017, dall’1/9/2018, dall’1/9/2019, questi sono i minimi retributivi:

Settore Lampade e display

Livello

 Minimo all’1/9/2017

Minimo all’1/9/2018

Minimo all’1/9/2019

A 1.908,13 1.943,71 1.977,76
B 1.719,99 1.751,62 1.781,87
C 1.553,36 1.581,94 1.609,28
D 1.396,83 1.422,16 1.446,39
E 1.338,83 1.363,55 1.387,20
F 1.241,52 1.264,52 1.286,52
G 1.130,35 1.151,21 1.171,17
H 1.068,23 1.087,60 1.106,13
I 1.033,90 1.052,88 1.071,03
L 901,96 918,52 934,36

Settore della trasformazione (2° lavorazione)

Livello

Minimo all’1/9/2017

Minimo all’1/9/2018

Minimo all’1/9/2019

8A 1.931,99 1.967,52 2.001,51
8 1.876,08 1.910,58 1.943,58
7 1.673,28 1.704,00 1.733,40
6A 1.503,54 1.531,17 1.557,61
6 1.467,40 1.494,35 1.520,12
5A 1.419,78 1.445,87 1.470,82
5 1.372,19 1.397,42 1.421,56
4 1.251,06 1.274,06 1.296,06
3 1.167,34 1.188,80 1.209,31
2 1.047,23 1.066,45 1.084,85
1 934,03 951,19 967,61

Settore a soffio a mano con macchine semiautomatiche

 

Livello

Minimo dall’1/09/2017

Minimo dall’1/12/2018

Minimo dall’1/12/2019

9A 1.931,99 1.967,52 2.001,51
9 1.876,08 1.910,58 1.943,58
8A 1.690,09 1.721,16 1.750,88
8 1.673,29 1.704,01 1.733,41
7 1.466,98 1.493,93 1.519,70
6 1.383,35 1.408,75 1.433,06
5 1.261,03 1.284,20 1.306,37
4 1.160,30 1.181,58 1.201,94
3 1.082,87 1.102,78 1.121,83
2 1.008,81 1.027,35 1.045,08
1 934,03 951,19 967,61

Settori meccanizzati (1° lavorazione)

Livello

Minimo dall’1/9/2017

Minimo all’1/9/2018

Minimo all’1/9/2019

A 1 2.408,19 2.442,69 2.475,69
A 2 2.408,19 2.442,69 2.475,69
B 1 2.201,41 2.232,13 2.261,53
B 2 2.201,41 2.232,13 2.261,53
C 1 1.989,68 2.016,63 2.042,40
C 2 1.989,68 2.016,63 2.042,40
D 1 1.769,92 1.792,92 1.814,92
D 2 1.769,92 1.792,92 1.814,92
D 3 1.769,92 1.792,92 1.814,92
E 1 1.562,18 1.581,40 1.599,80
E 2 1.562,18 1.581,40 1.599,80
E 3 1.562,18 1.581,40 1.599,80
F 1 1.451,81 1.468,97 1.485,39

Livello

I.P.O. all’1/9/2017

I.P.O. all’1/9/2018

I.P.O. all’1/9/2019

A 2 56,05 57,08 58,07
B 2 54,81 55,67 56,49
C 2 37,40 38,09 38,74
D 2 124,03 126,26 128,40
D 3 171,61 174,70 177,65
E 2 122,27 124,50 126,64
E 3 157,08 159,83 162,46

Elaborate le tabelle retributive a seguito del rinnovo contrattuale,  firmato, il 27/7/2016, tra ASSOVETRO e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL ed UILTEC-UIL,  per gli addetti delle aziende industriali che producono e trasformano articoli di vetro, comprese le aziende che producono lampade e display.

In base agli incrementi dei minimi tabellari mensili in vigore dall’1/9/2017, dall’1/9/2018, dall’1/9/2019, questi sono i minimi retributivi:

Settore Lampade e display

Livello

 Minimo all’1/9/2017

Minimo all’1/9/2018

Minimo all’1/9/2019

A 1.908,13 1.943,71 1.977,76
B 1.719,99 1.751,62 1.781,87
C 1.553,36 1.581,94 1.609,28
D 1.396,83 1.422,16 1.446,39
E 1.338,83 1.363,55 1.387,20
F 1.241,52 1.264,52 1.286,52
G 1.130,35 1.151,21 1.171,17
H 1.068,23 1.087,60 1.106,13
I 1.033,90 1.052,88 1.071,03
L 901,96 918,52 934,36

Settore della trasformazione (2° lavorazione)

Livello

Minimo all’1/9/2017

Minimo all’1/9/2018

Minimo all’1/9/2019

8A 1.931,99 1.967,52 2.001,51
8 1.876,08 1.910,58 1.943,58
7 1.673,28 1.704,00 1.733,40
6A 1.503,54 1.531,17 1.557,61
6 1.467,40 1.494,35 1.520,12
5A 1.419,78 1.445,87 1.470,82
5 1.372,19 1.397,42 1.421,56
4 1.251,06 1.274,06 1.296,06
3 1.167,34 1.188,80 1.209,31
2 1.047,23 1.066,45 1.084,85
1 934,03 951,19 967,61

Settore a soffio a mano con macchine semiautomatiche

 

Livello

Minimo dall’1/09/2017

Minimo dall’1/12/2018

Minimo dall’1/12/2019

9A 1.931,99 1.967,52 2.001,51
9 1.876,08 1.910,58 1.943,58
8A 1.690,09 1.721,16 1.750,88
8 1.673,29 1.704,01 1.733,41
7 1.466,98 1.493,93 1.519,70
6 1.383,35 1.408,75 1.433,06
5 1.261,03 1.284,20 1.306,37
4 1.160,30 1.181,58 1.201,94
3 1.082,87 1.102,78 1.121,83
2 1.008,81 1.027,35 1.045,08
1 934,03 951,19 967,61

Settori meccanizzati (1° lavorazione)

Livello

Minimo dall’1/9/2017

Minimo all’1/9/2018

Minimo all’1/9/2019

A 1 2.408,19 2.442,69 2.475,69
A 2 2.408,19 2.442,69 2.475,69
B 1 2.201,41 2.232,13 2.261,53
B 2 2.201,41 2.232,13 2.261,53
C 1 1.989,68 2.016,63 2.042,40
C 2 1.989,68 2.016,63 2.042,40
D 1 1.769,92 1.792,92 1.814,92
D 2 1.769,92 1.792,92 1.814,92
D 3 1.769,92 1.792,92 1.814,92
E 1 1.562,18 1.581,40 1.599,80
E 2 1.562,18 1.581,40 1.599,80
E 3 1.562,18 1.581,40 1.599,80
F 1 1.451,81 1.468,97 1.485,39

Livello

I.P.O. all’1/9/2017

I.P.O. all’1/9/2018

I.P.O. all’1/9/2019

A 2 56,05 57,08 58,07
B 2 54,81 55,67 56,49
C 2 37,40 38,09 38,74
D 2 124,03 126,26 128,40
D 3 171,61 174,70 177,65
E 2 122,27 124,50 126,64
E 3 157,08 159,83 162,46

Gestione Dipendenti Pubblici, dal 1° agosto il riconoscimento del servizio militare con PIN Inps

Istruzioni in merito alla presentazione, direttamente dall’interessato tramite web, delle domande di riconoscimento del servizio militare

Nell’ottica di miglioramento dei servizi telematici offerti dall’Istituto ai cittadini, è stata rilasciata una versione aggiornata dell’applicativo internet, già in uso per gli iscritti alle Casse Pensionistiche della Gestione Pubblica (CPDEL, CPS, CPI, CPUG e CTPS), per consentire ai cittadini forniti di PIN di richiedere l’accredito del servizio militare nelle predette Casse Pensioni, attraverso il portale Inps.
Nello specifico, il servizio di presentazione delle domande è disponibile sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it) nella sezione “Servizi on line”, “Elenco di tutti i servizi”, “Accredito contributi figurativi del servizio di leva”. Per poter accedere al servizio, il richiedente deve essere in possesso del PIN “dispositivo” di autenticazione.
La domanda è trasmessa al momento della conferma finale (indicata dalla funzione salva). Dopo l’invio, il richiedente può immediatamente stampare la ricevuta di presentazione dell’istanza protocollata.
In ogni caso, rimangono confermate le modalità di presentazione della domanda di riconoscimento del servizio militare da parte del Patronato, da parte del richiedente che si avvale del servizio di Contact Center Integrato e da parte del richiedente superstite di iscritto (superstiti aventi diritto a pensione o dagli eredi).

Istruzioni in merito alla presentazione, direttamente dall’interessato tramite web, delle domande di riconoscimento del servizio militare

Nell’ottica di miglioramento dei servizi telematici offerti dall’Istituto ai cittadini, è stata rilasciata una versione aggiornata dell’applicativo internet, già in uso per gli iscritti alle Casse Pensionistiche della Gestione Pubblica (CPDEL, CPS, CPI, CPUG e CTPS), per consentire ai cittadini forniti di PIN di richiedere l’accredito del servizio militare nelle predette Casse Pensioni, attraverso il portale Inps.
Nello specifico, il servizio di presentazione delle domande è disponibile sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it) nella sezione "Servizi on line", "Elenco di tutti i servizi", "Accredito contributi figurativi del servizio di leva". Per poter accedere al servizio, il richiedente deve essere in possesso del PIN "dispositivo" di autenticazione.
La domanda è trasmessa al momento della conferma finale (indicata dalla funzione salva). Dopo l’invio, il richiedente può immediatamente stampare la ricevuta di presentazione dell’istanza protocollata.
In ogni caso, rimangono confermate le modalità di presentazione della domanda di riconoscimento del servizio militare da parte del Patronato, da parte del richiedente che si avvale del servizio di Contact Center Integrato e da parte del richiedente superstite di iscritto (superstiti aventi diritto a pensione o dagli eredi).

Autorimesse – Parte normativa dell’accordo di rinnovo

Autorimesse – Parte normativa dell’accordo di rinnovo

In sintesi si elencano le novità normative iintrodotte dall’Ipotesi di accordo 26/7/2016, firmata da ANIASA e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, per il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese esercenti attività di autorimesse, noleggio e soccorso stradale.

Parte normativa
L’accordo ha stabilito quanto segue:

 

Contratto a termine
Il contratto di lavoro a termine può avere una durata massima di 36 mesi. Un ulteriore contratto a termine che ecceda detto limite complessivo può essere stipulato per una sola volta presso la DTL secondo le modalità previste dalla legge, per una durata non superiore a 12 mesi.
I termini per la riassunzione a tempo determinato vengono ridotti a 10 giorni nei casi di contratto di durata pari o inferiore a sei mesi, e a 20 giorni nei casi di contratti di durata superiore ai sei mesi. Tali disposizioni non si applicano nei casi di lavoratori assunti per lo svolgimento di attività stagionali.

 

Apprendistato professionalizzante
L’apprendistato professionalizzante è ammesso per tutti i livelli e relative mansioni e con la durata massima cosi fissata:

– 24 mesi per gli apprendisti destinati a svolgere mansioni proprie comprese dal livello C3 al livello A1.

Quanto alla retribuzione è determinata come segue:

– nel primo anno: 85% della retribuzione globale;
– nel secondo anno: 90% della retribuzione globale;

 

Contratto a tempo parziale
Le richieste di trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale che comprenda la clausola della reversibilità debbono essere accolte dall’azienda con un limite massimo del 5% del personale assunto a tempo indeterminato full time al momento della richiesta. Dalla clausola viene escluso il personale direttivo, ossia il personale inquadrato nei livelli A1, A2, Q1 e Q2.
In luogo del congedo parentale o entro i limiti del congedo ancora spettante il padre lavoratore e la madre lavoratrice possono richiedere per una sola volta, e l’azienda non può rifiutare, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale, con una riduzione dell’orario non superiore al 50%.

Cambi d’appalto
Considerato che il settore è caratterizzato dalla produzione di servizi ausiliari all’attività dell’autonoleggio quali approntamento, pulizia e navettamento delle vetture che vengono effettuati anche tramite contratti di appalto, da cui conseguono cambi di gestione fra le imprese appaltataci, le Parti hanno provveduto a regolamentare il cambio di appalto con l’obiettivo di tutelare i livelli complessivi dell’ occupazione, anche al fine di evitare l’insorgere di fenomeni di concorrenza.

Autorimesse - Parte normativa dell'accordo di rinnovo

In sintesi si elencano le novità normative iintrodotte dall’Ipotesi di accordo 26/7/2016, firmata da ANIASA e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, per il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese esercenti attività di autorimesse, noleggio e soccorso stradale.

Parte normativa
L’accordo ha stabilito quanto segue:

 

Contratto a termine
Il contratto di lavoro a termine può avere una durata massima di 36 mesi. Un ulteriore contratto a termine che ecceda detto limite complessivo può essere stipulato per una sola volta presso la DTL secondo le modalità previste dalla legge, per una durata non superiore a 12 mesi.
I termini per la riassunzione a tempo determinato vengono ridotti a 10 giorni nei casi di contratto di durata pari o inferiore a sei mesi, e a 20 giorni nei casi di contratti di durata superiore ai sei mesi. Tali disposizioni non si applicano nei casi di lavoratori assunti per lo svolgimento di attività stagionali.

 

Apprendistato professionalizzante
L’apprendistato professionalizzante è ammesso per tutti i livelli e relative mansioni e con la durata massima cosi fissata:

- 24 mesi per gli apprendisti destinati a svolgere mansioni proprie comprese dal livello C3 al livello A1.

Quanto alla retribuzione è determinata come segue:

- nel primo anno: 85% della retribuzione globale;
- nel secondo anno: 90% della retribuzione globale;

 

Contratto a tempo parziale
Le richieste di trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale che comprenda la clausola della reversibilità debbono essere accolte dall’azienda con un limite massimo del 5% del personale assunto a tempo indeterminato full time al momento della richiesta. Dalla clausola viene escluso il personale direttivo, ossia il personale inquadrato nei livelli A1, A2, Q1 e Q2.
In luogo del congedo parentale o entro i limiti del congedo ancora spettante il padre lavoratore e la madre lavoratrice possono richiedere per una sola volta, e l’azienda non può rifiutare, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale, con una riduzione dell’orario non superiore al 50%.

Cambi d’appalto
Considerato che il settore è caratterizzato dalla produzione di servizi ausiliari all’attività dell’autonoleggio quali approntamento, pulizia e navettamento delle vetture che vengono effettuati anche tramite contratti di appalto, da cui conseguono cambi di gestione fra le imprese appaltataci, le Parti hanno provveduto a regolamentare il cambio di appalto con l’obiettivo di tutelare i livelli complessivi dell’ occupazione, anche al fine di evitare l’insorgere di fenomeni di concorrenza.

Detrazione delle spese di ristrutturazione della casa anche per il convivente non familiare

Il convivente non familiare e non proprietario dell’immobile che sostiene le spese di ristrutturazione, può fruire della detrazione alla stregua di quanto previsto per i familiari conviventi (Agenzia entrate – risoluzione 28 luglio 2016, n. 64/E).

In via generale la detrazione spetta per le spese di ristrutturazione di un immobile, sul quale, in virtù di un titolo idoneo, si ha il possesso o la detenzione. Il diritto alla detrazione, in sostanza, spetta, se hanno sostenuto le spese in questione e queste sono rimaste a loro carico, al proprietario o al nudo proprietario dell’immobile, al titolare di un diritto reale sullo stesso (uso, usufrutto, abitazione), all’inquilino e al comodatario in quanto detentori dell’immobile.

Nell’ambito delle convivenze, la detrazione è riconosciuta anche al convivente familiare del possessore dell’immobile, purché sostenga le spese e la convivenza sussista fin dall’inizio dei lavori. In tal caso, il titolo che attesta la disponibilità dell’immobile, requisito richiesto per la detrazione, è la stessa condizione di familiare convivente e, pertanto, non è richiesta l’esistenza di un sottostante contratto di comodato.

Il convivente non familiare, invece, può usufruire della detrazione delle spese sostenute non solo quando risulta detentore dell’immobile in base ad un contratto di comodato ma anche quando non risulta proprietario, risultando, in tal caso, la disponibilità dell’immobile insita nella convivenza stessa.
Sussiste un legame concreto tra il convivente non familiare e l’immobile tale da ammettere la detrazione delle spese anche quando non si è proprietari.

Il convivente non familiare e non proprietario dell’immobile che sostiene le spese di ristrutturazione, può fruire della detrazione alla stregua di quanto previsto per i familiari conviventi (Agenzia entrate - risoluzione 28 luglio 2016, n. 64/E).

In via generale la detrazione spetta per le spese di ristrutturazione di un immobile, sul quale, in virtù di un titolo idoneo, si ha il possesso o la detenzione. Il diritto alla detrazione, in sostanza, spetta, se hanno sostenuto le spese in questione e queste sono rimaste a loro carico, al proprietario o al nudo proprietario dell’immobile, al titolare di un diritto reale sullo stesso (uso, usufrutto, abitazione), all’inquilino e al comodatario in quanto detentori dell’immobile.

Nell’ambito delle convivenze, la detrazione è riconosciuta anche al convivente familiare del possessore dell’immobile, purché sostenga le spese e la convivenza sussista fin dall’inizio dei lavori. In tal caso, il titolo che attesta la disponibilità dell’immobile, requisito richiesto per la detrazione, è la stessa condizione di familiare convivente e, pertanto, non è richiesta l’esistenza di un sottostante contratto di comodato.

Il convivente non familiare, invece, può usufruire della detrazione delle spese sostenute non solo quando risulta detentore dell’immobile in base ad un contratto di comodato ma anche quando non risulta proprietario, risultando, in tal caso, la disponibilità dell’immobile insita nella convivenza stessa.
Sussiste un legame concreto tra il convivente non familiare e l’immobile tale da ammettere la detrazione delle spese anche quando non si è proprietari.

Ipotesi di accordo Vetro-Lampade Industria 27/7/2016 – Parte normativa

Le principali novità della Parte normativa dell’accordo siglato il 27/7/2016, tra Assovetro e Filctem-Cgil, Femca-Cisl ed Uiltec-Uil, per il rinnovo del CCNL per gli addetti alle aziende industriali del vetro, lampade e display

L’ipotesi di accordo che decorre dal 1° settembre 2016 e scadrà il 31 dicembre 2019, sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione.

PARTE NORMATIVA

Assistenza sanitaria integrativa
Con l’intento di promuovere una maggiore adesione da parte dei lavoratori alla assistenza sanitaria integrativa, viene stabilito che, a decorrere dall’1/1/2019, la contribuzione al sistema, di cui al punto 2 dell’accordo 4/7/2014, che ammonta ad euro 16,00 su base mensile (per 12 mensilità), attualmente stabilita in forma paritetica nell’importo di euro 8,00, sia ripartita in euro 3,00 a carico del lavoratore ed euro 13,00 a carico dell’Azienda che lo impiega.

Periodo di prova
L’accordo stabilisce che per le posizioni organizzative o livelli la cui durata è riferita a periodi inferiori a due mesi la nuova durata è ragguagliata a due mesi. Pertanto la durata del periodo di prova, è modificata e disciplinata secondo quanto riportato nelle seguenti tabelle:

Settori meccanizzati

Durata

Categoria/P.O.

 

Sei mesi A e B  
Cinque mesi C2  
Quattro mesi C1 – D2 Gruppi 1 e 2
Due mesi D1 – D2 (gr. 3) – D3,  
Due mesi E – F  

Settori della trasformazione

Durata

Livelli

 

Sei mesi 8 – 7  
Cinque mesi 6  
Quattro mesi 5 – 6 Gruppi 1 e 2
Due mesi 5 Gruppo 3
Due mesi 4, 3, 2 ed 1  

Settori a soffio, a mano e con macchine semiautomatiche

Durata

Livelli

 

Sei mesi 100 Gruppo 1
Quattro mesi 6 Gruppo 1
Due mesi 8 a Gruppo 3
Due mesi 7 e 6 Gruppo 3
Due mesi 5, 4, 3, 2 ed 1  

Settori della produzione di lampade e display

Durata

Livelli

 

 

Sei mesi A Gruppo 1 Quadri
Sei mesi B, C Gruppo 1 Impiegati
Tre mesi D, E, F, G, H ed I Gruppo 1 Impiegati
Tre mesi D, E ed F Gruppo 2 O.S.
Due mesi E, F, G, H, I ed L Gruppo 3 Operai

Preavviso qualifiche operaie
Le Parti hanno modificato in aumento le durate del preavviso per il caso di licenziamento e dimissioni, di cui all’art. 73, per le qualifiche operaie (lavoratori di cui al gruppo 3). Pertanto i termini di preavviso (licenziamento e dimissioni) per i lavoratori di cui al gruppo 3 sono modificati e disciplinati secondo quanto riportato dalle seguenti tabelle:

– dodici giorni per anzianità fino a 5 anni,
– sedici giorni per anzianità oltre 5 anni e fino a 10 anni,
– venti giorni per anzianità oltre i 10 anni.

Per aziende della produzione di lampade e display
– dodici giorni per anzianità tino a 5 anni,
– diciotto giorni per anzianità oltre 5 anni e fino a 10 anni,
– ventiquattro giorni per anzianità oltre i 10 anni.

Cessione delle ferie
Le Parti concordano di consentire la cessione a titolo gratuito dei riposi e delle ferie maturati da parte di ogni lavoratore, fermi restando i diritti di cui al D.Lgs. 66/2003, ai colleghi dipendenti delle stessa unità produttiva al fine di consentire loro di assistere i figli minori che per particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, previo consenso dei lavoratori interessati e nella misura e modalità concordate con la Direzione Aziendale, dando priorità ai riposi accantonati nel conto ore ed in ogni caso maturati negli anni precedenti a quello della richiesta. La contrattazione aziendale potrà disciplinare misure e modalità per la cessione di ferie e riposi da parte dei lavoratori e l’accantonamento delle relative ore per le modalità sopradescritte

Trattamento in caso di malattia non sul lavoro
Ai soli fini del calcolo utile alla determinazione del periodo di conservazione del posto di lavoro, per gli eventi morbosi riferibili a patologie oncologiche, ed a patologie cronico-degenerative, il limite massimo di 120 giorni di sospensione del decorso del periodo di comporto, attualmente previsto dall’art. 52, è elevato a giorni 360.

Le principali novità della Parte normativa dell’accordo siglato il 27/7/2016, tra Assovetro e Filctem-Cgil, Femca-Cisl ed Uiltec-Uil, per il rinnovo del CCNL per gli addetti alle aziende industriali del vetro, lampade e display

L’ipotesi di accordo che decorre dal 1° settembre 2016 e scadrà il 31 dicembre 2019, sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione.

PARTE NORMATIVA

Assistenza sanitaria integrativa
Con l’intento di promuovere una maggiore adesione da parte dei lavoratori alla assistenza sanitaria integrativa, viene stabilito che, a decorrere dall’1/1/2019, la contribuzione al sistema, di cui al punto 2 dell’accordo 4/7/2014, che ammonta ad euro 16,00 su base mensile (per 12 mensilità), attualmente stabilita in forma paritetica nell’importo di euro 8,00, sia ripartita in euro 3,00 a carico del lavoratore ed euro 13,00 a carico dell’Azienda che lo impiega.

Periodo di prova
L’accordo stabilisce che per le posizioni organizzative o livelli la cui durata è riferita a periodi inferiori a due mesi la nuova durata è ragguagliata a due mesi. Pertanto la durata del periodo di prova, è modificata e disciplinata secondo quanto riportato nelle seguenti tabelle:

Settori meccanizzati

Durata

Categoria/P.O.

 

Sei mesi A e B  
Cinque mesi C2  
Quattro mesi C1 - D2 Gruppi 1 e 2
Due mesi D1 - D2 (gr. 3) - D3,  
Due mesi E - F  

Settori della trasformazione

Durata

Livelli

 

Sei mesi 8 - 7  
Cinque mesi 6  
Quattro mesi 5 - 6 Gruppi 1 e 2
Due mesi 5 Gruppo 3
Due mesi 4, 3, 2 ed 1  

Settori a soffio, a mano e con macchine semiautomatiche

Durata

Livelli

 

Sei mesi 100 Gruppo 1
Quattro mesi 6 Gruppo 1
Due mesi 8 a Gruppo 3
Due mesi 7 e 6 Gruppo 3
Due mesi 5, 4, 3, 2 ed 1  

Settori della produzione di lampade e display

Durata

Livelli

 

 

Sei mesi A Gruppo 1 Quadri
Sei mesi B, C Gruppo 1 Impiegati
Tre mesi D, E, F, G, H ed I Gruppo 1 Impiegati
Tre mesi D, E ed F Gruppo 2 O.S.
Due mesi E, F, G, H, I ed L Gruppo 3 Operai

Preavviso qualifiche operaie
Le Parti hanno modificato in aumento le durate del preavviso per il caso di licenziamento e dimissioni, di cui all’art. 73, per le qualifiche operaie (lavoratori di cui al gruppo 3). Pertanto i termini di preavviso (licenziamento e dimissioni) per i lavoratori di cui al gruppo 3 sono modificati e disciplinati secondo quanto riportato dalle seguenti tabelle:

- dodici giorni per anzianità fino a 5 anni,
- sedici giorni per anzianità oltre 5 anni e fino a 10 anni,
- venti giorni per anzianità oltre i 10 anni.

Per aziende della produzione di lampade e display
- dodici giorni per anzianità tino a 5 anni,
- diciotto giorni per anzianità oltre 5 anni e fino a 10 anni,
- ventiquattro giorni per anzianità oltre i 10 anni.

Cessione delle ferie
Le Parti concordano di consentire la cessione a titolo gratuito dei riposi e delle ferie maturati da parte di ogni lavoratore, fermi restando i diritti di cui al D.Lgs. 66/2003, ai colleghi dipendenti delle stessa unità produttiva al fine di consentire loro di assistere i figli minori che per particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, previo consenso dei lavoratori interessati e nella misura e modalità concordate con la Direzione Aziendale, dando priorità ai riposi accantonati nel conto ore ed in ogni caso maturati negli anni precedenti a quello della richiesta. La contrattazione aziendale potrà disciplinare misure e modalità per la cessione di ferie e riposi da parte dei lavoratori e l’accantonamento delle relative ore per le modalità sopradescritte

Trattamento in caso di malattia non sul lavoro
Ai soli fini del calcolo utile alla determinazione del periodo di conservazione del posto di lavoro, per gli eventi morbosi riferibili a patologie oncologiche, ed a patologie cronico-degenerative, il limite massimo di 120 giorni di sospensione del decorso del periodo di comporto, attualmente previsto dall’art. 52, è elevato a giorni 360.

Compensi a terzi, necessaria la loro valutazione ai fini IRAP

Ai fini IRAP, è necessario valutare la natura dei compensi a terzi prima di desumere la sussistenza dell’autonoma organizzazione (Corte di Cassazione – Ordinanza 26 luglio 2016, n. 15492).

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una contribuente avvocato, avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato la decisione di primo grado con cui la CTP aveva rigettato il ricorso proposto avverso il silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione ad istanza di rimborso dell’IRAP, in relazione al versamento di compensi a terzi per prestazioni afferenti all’attività professionale.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, confermando i principi già espressi in precedenti pronunce, ha statuito che con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:
a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerurmque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
La CTR, desumendo la sussistenza di autonoma organizzazione solo sulla base della presenza di “compensi a terzi” (elemento di per sé non decisivo ai fini della sussistenza del presupposto impositivo), ha omesso la necessaria valutazione in ordine alla natura di tali compensi a terzi e non ha specificamente esaminato l’eccedenza dei beni strumentali rispetto al minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività.

Ai fini IRAP, è necessario valutare la natura dei compensi a terzi prima di desumere la sussistenza dell’autonoma organizzazione (Corte di Cassazione - Ordinanza 26 luglio 2016, n. 15492).

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una contribuente avvocato, avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato la decisione di primo grado con cui la CTP aveva rigettato il ricorso proposto avverso il silenzio-rifiuto opposto dall’Amministrazione ad istanza di rimborso dell’IRAP, in relazione al versamento di compensi a terzi per prestazioni afferenti all’attività professionale.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, confermando i principi già espressi in precedenti pronunce, ha statuito che con riguardo al presupposto dell'IRAP, il requisito dell'autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:
a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerurmque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
La CTR, desumendo la sussistenza di autonoma organizzazione solo sulla base della presenza di "compensi a terzi" (elemento di per sé non decisivo ai fini della sussistenza del presupposto impositivo), ha omesso la necessaria valutazione in ordine alla natura di tali compensi a terzi e non ha specificamente esaminato l’eccedenza dei beni strumentali rispetto al minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività.