Siglato l’accordo di rinnovo per le imprese edili di Rieti

Stipulato, tra UNINDUSTRIA e la FeNEAL-UIL di Rieti, la FILCA-CISL Lazio Nord, la FILLEA-CGIL di Rieti-Roma e V.A. il contratto provinciale di lavoro per il settore delle costruzioni, valido per le annualità 2015-2018.

 

Di seguito sono riportate alcune delle novità previste dall’accordo:

 

Contribuzione cassa edile
Le aliquote contributive Cassa Edile vengono rimodulate secondo il seguente schema:

Descrizione

Totale %

A carico ditta

A carico del lavoratore

APE 2,7000% 2,7000%  
Cassa EDILE 2,5000% 2,0800% 0,4200%
Quote servizio sindacale prov.li 1,6000% 0,8000% 0,8000%
Quote servizio sindacale naz.li 0,4444% 0,2222% 0,2222%
Edilformazione 1,0000% 1,0000%  
Mutualizzazioni 0,8000% 0,8000%  
RLST 0,3000% 0,3000%  
LAV. usuranti/pesanti 0,1000% 0,1000%  
Totale 9,4444% 8,0022% 1,4422%

Indennità di mensa
Dall’1/4/2017 l’indennità di mensa viene adeguata come segue:
– € 0,70 su base oraria per gli operai
-€ 5,60 su base giornaliera per gli impiegati;
– € 0,84 su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario per operai calcestruzzo;
-€ 6,72 su base giornaliera per gli impiegati calcestruzzo;

Dall’1/4/2018:
– € 0,88 su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario per gli operai;
– € 7,04 su base giornaliera per gli impiegati;
– € 1,06 su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario per gli operai calcestruzzo;
– € 8,48 su base giornaliera per gli impiegati calcestruzzo;

Indennità trasporto
Dall’1/9/2018, viene portata a € 0,30;

 

Top down
Dall’1/4/2016 viene riconosciuto al lavoratore che opera 2 mt. al di sotto del piano stradale un importo pari a € 0, 50 per ogni ora di lavoro prestato per lo svolgimento dello stesso;

Indennità stesura conglomerato bituminoso
Dall’1/4/2016 viene riconosciuta una indennità di € 3,00, su base giornaliera, solamente agli addetti alle operazioni di stesura del conglomerato bituminoso quale disagio che la stessa determina.

Stipulato, tra UNINDUSTRIA e la FeNEAL-UIL di Rieti, la FILCA-CISL Lazio Nord, la FILLEA-CGIL di Rieti-Roma e V.A. il contratto provinciale di lavoro per il settore delle costruzioni, valido per le annualità 2015-2018.

 

Di seguito sono riportate alcune delle novità previste dall’accordo:

 

Contribuzione cassa edile
Le aliquote contributive Cassa Edile vengono rimodulate secondo il seguente schema:

Descrizione

Totale %

A carico ditta

A carico del lavoratore

APE 2,7000% 2,7000%  
Cassa EDILE 2,5000% 2,0800% 0,4200%
Quote servizio sindacale prov.li 1,6000% 0,8000% 0,8000%
Quote servizio sindacale naz.li 0,4444% 0,2222% 0,2222%
Edilformazione 1,0000% 1,0000%  
Mutualizzazioni 0,8000% 0,8000%  
RLST 0,3000% 0,3000%  
LAV. usuranti/pesanti 0,1000% 0,1000%  
Totale 9,4444% 8,0022% 1,4422%

Indennità di mensa
Dall’1/4/2017 l’indennità di mensa viene adeguata come segue:
- € 0,70 su base oraria per gli operai
-€ 5,60 su base giornaliera per gli impiegati;
- € 0,84 su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario per operai calcestruzzo;
-€ 6,72 su base giornaliera per gli impiegati calcestruzzo;

Dall’1/4/2018:
- € 0,88 su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario per gli operai;
- € 7,04 su base giornaliera per gli impiegati;
- € 1,06 su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario per gli operai calcestruzzo;
- € 8,48 su base giornaliera per gli impiegati calcestruzzo;

Indennità trasporto
Dall’1/9/2018, viene portata a € 0,30;

 

Top down
Dall’1/4/2016 viene riconosciuto al lavoratore che opera 2 mt. al di sotto del piano stradale un importo pari a € 0, 50 per ogni ora di lavoro prestato per lo svolgimento dello stesso;

Indennità stesura conglomerato bituminoso
Dall’1/4/2016 viene riconosciuta una indennità di € 3,00, su base giornaliera, solamente agli addetti alle operazioni di stesura del conglomerato bituminoso quale disagio che la stessa determina.

Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa, le precisazioni Inps

La gestione delle istanze di pagamento in forma dilazionata dei debiti contributivi.

Il pagamento in forma rateale deve comprendere l’intera esposizione debitoria del richiedente relativa ai debiti in fase amministrativa, per contributi e sanzioni, maturati nei confronti di tutte le Gestioni amministrate dall’Inps che risultano denunciati dal contribuente e accertati alla data di presentazione dell’istanza medesima.
Con riferimento al mancato pagamento di due rate mensili consecutive, comportante la revoca della rateazione concessa con effetto dalla data di adozione del relativo provvedimento di revoca, per consecutività si deve intendere anche il mancato pagamento di due rate non aventi tra di esse scadenza in successione temporale nell’ambito del piano di ammortamento accordato. Conseguentemente, l’ipotesi di pagamento con sequenze temporali alternate (ad esempio, tre rate versate, una no, due versate, una no) integra comunque la fattispecie che, in base al predetto principio, impone l’adozione del provvedimento di revoca, anche ai fini della corretta valutazione della condizione di regolarità per il rilascio del Durc on line.
Ancora, il permanere del titolo alla regolarizzazione mediante rateazione è subordinato al regolare versamento delle rate accordate unitamente al versamento della contribuzione corrente dovuta per ciascuna Gestione. A tal fine, è introdotta la possibilità di utilizzare lo strumento della “rateazione breve” che può interessare la regolarizzazione di un periodo non superiore a tre mesi/un trimestre per ciascuna Gestione, anche per Gestioni diverse, e per una sola volta nel corso della rateazione principale. La domanda di rateazione breve va presentata dal contribuente con tempestività e comunque:
– nel caso di adempimento mensile, non oltre 3 mesi dalla prima omissione;
– nel caso di adempimento periodico, non oltre i 30 giorni successivi alla scadenza legale dell’adempimento riferito al trimestre in cui si è determinata l’omissione.
L’ipotesi del parziale pagamento riguarda l’importo indicato come prima rata o delle rate già scadute al momento della comunicazione del piano di ammortamento, e comporta l’annullamento del medesimo. Dunque, il relativo pagamento deve avvenire per intero alla data fissata nel piano di ammortamento, affinché si concretizzi l’attivazione della rateazione.
E’ esclusa la possibilità di ottenere l’attivazione di una dilazione nelle ipotesi in cui l’esposizione debitoria si sia determinata nel corso di una precedente dilazione; pur tuttavia, è ammesso che il contribuente possa accedere ad una nuova rateazione una volta estinta anticipatamente, con il pagamento integrale delle rate accordate e ancora dovute, la precedente rateazione.
Infine, in linea con il principio secondo cui se il termine per il versamento unitario “scade di sabato o di giorno festivo il versamento è tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo”, qualora la scadenza della rata del piano di ammortamento ricada di sabato o in un giorno festivo, la regolarità del pagamento deve essere riconosciuta qualora il versamento venga effettuato nel primo giorno lavorativo successivo al sabato o al giorno festivo.

La gestione delle istanze di pagamento in forma dilazionata dei debiti contributivi.

Il pagamento in forma rateale deve comprendere l’intera esposizione debitoria del richiedente relativa ai debiti in fase amministrativa, per contributi e sanzioni, maturati nei confronti di tutte le Gestioni amministrate dall’Inps che risultano denunciati dal contribuente e accertati alla data di presentazione dell’istanza medesima.
Con riferimento al mancato pagamento di due rate mensili consecutive, comportante la revoca della rateazione concessa con effetto dalla data di adozione del relativo provvedimento di revoca, per consecutività si deve intendere anche il mancato pagamento di due rate non aventi tra di esse scadenza in successione temporale nell’ambito del piano di ammortamento accordato. Conseguentemente, l’ipotesi di pagamento con sequenze temporali alternate (ad esempio, tre rate versate, una no, due versate, una no) integra comunque la fattispecie che, in base al predetto principio, impone l’adozione del provvedimento di revoca, anche ai fini della corretta valutazione della condizione di regolarità per il rilascio del Durc on line.
Ancora, il permanere del titolo alla regolarizzazione mediante rateazione è subordinato al regolare versamento delle rate accordate unitamente al versamento della contribuzione corrente dovuta per ciascuna Gestione. A tal fine, è introdotta la possibilità di utilizzare lo strumento della "rateazione breve" che può interessare la regolarizzazione di un periodo non superiore a tre mesi/un trimestre per ciascuna Gestione, anche per Gestioni diverse, e per una sola volta nel corso della rateazione principale. La domanda di rateazione breve va presentata dal contribuente con tempestività e comunque:
- nel caso di adempimento mensile, non oltre 3 mesi dalla prima omissione;
- nel caso di adempimento periodico, non oltre i 30 giorni successivi alla scadenza legale dell’adempimento riferito al trimestre in cui si è determinata l’omissione.
L’ipotesi del parziale pagamento riguarda l’importo indicato come prima rata o delle rate già scadute al momento della comunicazione del piano di ammortamento, e comporta l’annullamento del medesimo. Dunque, il relativo pagamento deve avvenire per intero alla data fissata nel piano di ammortamento, affinché si concretizzi l’attivazione della rateazione.
E’ esclusa la possibilità di ottenere l’attivazione di una dilazione nelle ipotesi in cui l’esposizione debitoria si sia determinata nel corso di una precedente dilazione; pur tuttavia, è ammesso che il contribuente possa accedere ad una nuova rateazione una volta estinta anticipatamente, con il pagamento integrale delle rate accordate e ancora dovute, la precedente rateazione.
Infine, in linea con il principio secondo cui se il termine per il versamento unitario "scade di sabato o di giorno festivo il versamento è tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo", qualora la scadenza della rata del piano di ammortamento ricada di sabato o in un giorno festivo, la regolarità del pagamento deve essere riconosciuta qualora il versamento venga effettuato nel primo giorno lavorativo successivo al sabato o al giorno festivo.

Rinnovato il CIPL Edilizia Artigianato e PMI di Rieti

 

 

Siglato il 23/5/2016, tra la ANAEPA (Associazione Nazionale artigiani dell’edilizia e pittori ed attività affini) e la FeNEAL-Uil, la FILCA-CISL di Rieti, la FILLEA-CGIL di Rieti-Roma e V.A., il CIPL Edilizia Artigianato e PMI, con durata triennale dall’1/4/2016.

Le Parti firmatarie del presente contratto confermano i principi contenuti nel CCNL di categoria, comprese gli accordi in esso contenuti, e negli accordi regionali relativi alla specificità del comparto artigiano nonché alla legittima autonomia contrattuale dello stesso.
Le stesse parti firmatarie considerano il settore edile, e per esso il comparto artigiano della piccola impresa, uno dei settori di maggiore rilevanza economica e sociale nelle realtà produttiva reatina, nonostante la preoccupante caduta dei livelli produttivi conseguente la crisi in atto che ha avuto pesanti ripercussioni sul tessuto imprenditoriale ed occupazionale.

Indennità sostitutiva di mensa e servizio mensa e trasporto

1. Con decorrenza 1/4/2017 l’importo dell’indennità sostitutiva di mensa, per gli operai, viene portata a euro 0,70 (zero virgola settanta) su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario;
– dall’1/4/2018 viene portata a euro 0,88 (zero virgola ottantotto) su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario;
Con decorrenza dall’1/4/2017 l’importo dell’indennità sostitutiva di mensa per gli impiegati viene portata a euro 5,60 (cinque virgola sessanta) su base giornaliera;
– dall’1/4/2018 viene portata 7,04 (sette virgola zero quattro) su base giornaliera.
Tale indennità non è da liquidarsi nel caso di erogazione del servizio mensa da parte dell’impresa o rimborso del pasto presso altri servizi di ristorazione. La predetta indennità non è comunque dovuta ai lavoratori a tempo parziale che non prolungano l’orario di lavoro successivamente alla pausa pranzo o che non usufruiscono del servizio mensa.
2. trasporto:
a. dall’1/4/2016 € 0,20 orarie;
b. dall’1/9/2018, € 0,30 orarie.

Indennità di reperibilità top-down e stesa

L’indennità di reperibilità è dovuta per il solo periodo nel quale il lavoratore è in attesa di un’eventuale chiamata da parte dell’azienda.
1. top down:
a. dall’1/4/2016 viene riconosciuto al lavoratore che opera 2 mt. al di sotto del piano stradale un importo pari a € 0,50 per ogni ora di lavoro prestato per lo svolgimento dello stesso;
2. indennità stesura conglomerato bituminoso:
a. dall’1/4/2016 viene riconosciuta una indennità di € 3,00, su base giornaliera, solamente agli addetti alle operazioni di stesa del conglomerato bituminoso quale disagio che la stessa determina.

Elemento variabile della retribuzione (E.V.R.)

A decorrere dall’1/4/2016, l’E.V.R. per la provincia di Rieti, è concordato tra le Parti quale premio variabile della retribuzione che tiene conto dell’andamento congiunturale del settore ed è correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e non avrà incidenza sui singoli istituti retributivi previsti dal vigente CCNL ivi compreso il trattamento di fine rapporto e Cassa Edile.
L’E.V.R. provinciale viene fissato, per la vigenza del presente contratto, nella misura del 4% da applicarsi ai minimi di paga base in vigore a luglio 2015.

Prestazioni extracontrattuali

A decorrere dall’1/1/2016 è istituito, a favore delle imprese, previa verifica della copertura economica, e a seguito di apposito bando, un contributo forfettario annuo massimo di euro 300,00 (trecento) stanziato per migliorare la prevenzione e la sicurezza sul lavoro. E’ erogato alle imprese che implementano e/o migliorano i sistemi di protezione individuale o collettivi per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, dovuti alle cadute dall’alto, alla movimentazione manuale carichi e all’esposizione al rumore.

 

 

Siglato il 23/5/2016, tra la ANAEPA (Associazione Nazionale artigiani dell'edilizia e pittori ed attività affini) e la FeNEAL-Uil, la FILCA-CISL di Rieti, la FILLEA-CGIL di Rieti-Roma e V.A., il CIPL Edilizia Artigianato e PMI, con durata triennale dall’1/4/2016.

Le Parti firmatarie del presente contratto confermano i principi contenuti nel CCNL di categoria, comprese gli accordi in esso contenuti, e negli accordi regionali relativi alla specificità del comparto artigiano nonché alla legittima autonomia contrattuale dello stesso.
Le stesse parti firmatarie considerano il settore edile, e per esso il comparto artigiano della piccola impresa, uno dei settori di maggiore rilevanza economica e sociale nelle realtà produttiva reatina, nonostante la preoccupante caduta dei livelli produttivi conseguente la crisi in atto che ha avuto pesanti ripercussioni sul tessuto imprenditoriale ed occupazionale.

Indennità sostitutiva di mensa e servizio mensa e trasporto

1. Con decorrenza 1/4/2017 l'importo dell'indennità sostitutiva di mensa, per gli operai, viene portata a euro 0,70 (zero virgola settanta) su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario;
- dall’1/4/2018 viene portata a euro 0,88 (zero virgola ottantotto) su base oraria per ogni ora di lavoro ordinario;
Con decorrenza dall’1/4/2017 l'importo dell'indennità sostitutiva di mensa per gli impiegati viene portata a euro 5,60 (cinque virgola sessanta) su base giornaliera;
- dall’1/4/2018 viene portata 7,04 (sette virgola zero quattro) su base giornaliera.
Tale indennità non è da liquidarsi nel caso di erogazione del servizio mensa da parte dell'impresa o rimborso del pasto presso altri servizi di ristorazione. La predetta indennità non è comunque dovuta ai lavoratori a tempo parziale che non prolungano l'orario di lavoro successivamente alla pausa pranzo o che non usufruiscono del servizio mensa.
2. trasporto:
a. dall’1/4/2016 € 0,20 orarie;
b. dall’1/9/2018, € 0,30 orarie.

Indennità di reperibilità top-down e stesa

L’indennità di reperibilità è dovuta per il solo periodo nel quale il lavoratore è in attesa di un’eventuale chiamata da parte dell’azienda.
1. top down:
a. dall’1/4/2016 viene riconosciuto al lavoratore che opera 2 mt. al di sotto del piano stradale un importo pari a € 0,50 per ogni ora di lavoro prestato per lo svolgimento dello stesso;
2. indennità stesura conglomerato bituminoso:
a. dall’1/4/2016 viene riconosciuta una indennità di € 3,00, su base giornaliera, solamente agli addetti alle operazioni di stesa del conglomerato bituminoso quale disagio che la stessa determina.

Elemento variabile della retribuzione (E.V.R.)

A decorrere dall’1/4/2016, l'E.V.R. per la provincia di Rieti, è concordato tra le Parti quale premio variabile della retribuzione che tiene conto dell'andamento congiunturale del settore ed è correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e non avrà incidenza sui singoli istituti retributivi previsti dal vigente CCNL ivi compreso il trattamento di fine rapporto e Cassa Edile.
L'E.V.R. provinciale viene fissato, per la vigenza del presente contratto, nella misura del 4% da applicarsi ai minimi di paga base in vigore a luglio 2015.

Prestazioni extracontrattuali

A decorrere dall’1/1/2016 è istituito, a favore delle imprese, previa verifica della copertura economica, e a seguito di apposito bando, un contributo forfettario annuo massimo di euro 300,00 (trecento) stanziato per migliorare la prevenzione e la sicurezza sul lavoro. E’ erogato alle imprese che implementano e/o migliorano i sistemi di protezione individuale o collettivi per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, dovuti alle cadute dall'alto, alla movimentazione manuale carichi e all'esposizione al rumore.

Accordo sulla disciplina dei cambi d’appalto nei Call center

Sottoscritto, il 30/5/2016, tra Assotelecomunicazioni – Asstel e Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, un accordo sulla disciplina della gestione dei rapporti di lavoro in caso di cambi di appalto

L’accordo definisce, in attuazione di quanto previsto dalla L. n. 11/2016, la disciplina della gestione dei rapporti di lavoro in caso di cambi di appalto con il medesimo committente e la medesima attività di call center, individuando le modalità e le condizioni con le quali ciò dovrà avvenire e stabilendo, con una procedura, i tempi di confronto tra le parti.
L’intesa raggiunta, operativa fin da subito, formerà comunque parte integrante del rinnovo del CCNL TLC , che si conferma, quindi, nel suo ruolo di riferimento per il settore dei call center quale sede in cui vengono definite regole chiare e comuni, assegnando alla contrattazione aziendale il compito di metterle in pratica e farle vivere adattandole alle singole e specifiche realtà.
L’accordo stabilisce che l’impresa committente che intende stipulare un nuovo contratto di appalto che potrebbe determinare un cambio di fornitore rispetto a quello già utilizzato, almeno 60 giorni prima fornirà una informazione sulle caratteristiche dell’appalto e sulle sue eventuali variazioni alle strutture territoriali delle Organizzazioni Sindacali stipulanti e le RSU.
In caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di cali center, l’azienda fornitrice uscente ne darà comunicazione preventiva, successiva all’aggiudicazione entro 30 giorni dall’inizio delle attività, alle Organizzazioni Sindacali territoriali e/o nazionali stipulanti unitamente alla RSU.
Analoga comunicazione sarà inviata dall’impresa aggiudicatrice a conferma dell’aggiudicazione stessa, entro 30 giorni prima dell’inizio delle attività.
In caso di cambio di appalto possono verificarsi due casi:
a) Subentro nell’appalto a parità di termini, modalità e condizioni contrattuali con il contestuale assorbimento del personale dipendente dall’impresa fornitrice uscente, già addetto alle medesime attività di cali center risultante da documentazione probante che ne attesti l’impiego in via continuativa ed esclusiva da almeno 6 mesi,
b) Subentro nell’appalto con variazione delle modalità e delle condizioni relative alla gestione dei rapporti di lavoro subordinato, definendo le tempistiche dell’inserimento del personale precedentemente impiegato su tale attività.

Successivamente e comunque almeno 30 giorni prima della data del subentro, le aziende appaltatrici interessate comunicheranno alle Organizzazioni Sindacali le condizioni, le modalità e le tempistiche relative all’assorbimento del personale interessato

Sottoscritto, il 30/5/2016, tra Assotelecomunicazioni – Asstel e Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, un accordo sulla disciplina della gestione dei rapporti di lavoro in caso di cambi di appalto

L’accordo definisce, in attuazione di quanto previsto dalla L. n. 11/2016, la disciplina della gestione dei rapporti di lavoro in caso di cambi di appalto con il medesimo committente e la medesima attività di call center, individuando le modalità e le condizioni con le quali ciò dovrà avvenire e stabilendo, con una procedura, i tempi di confronto tra le parti.
L’intesa raggiunta, operativa fin da subito, formerà comunque parte integrante del rinnovo del CCNL TLC , che si conferma, quindi, nel suo ruolo di riferimento per il settore dei call center quale sede in cui vengono definite regole chiare e comuni, assegnando alla contrattazione aziendale il compito di metterle in pratica e farle vivere adattandole alle singole e specifiche realtà.
L’accordo stabilisce che l’impresa committente che intende stipulare un nuovo contratto di appalto che potrebbe determinare un cambio di fornitore rispetto a quello già utilizzato, almeno 60 giorni prima fornirà una informazione sulle caratteristiche dell’appalto e sulle sue eventuali variazioni alle strutture territoriali delle Organizzazioni Sindacali stipulanti e le RSU.
In caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di cali center, l’azienda fornitrice uscente ne darà comunicazione preventiva, successiva all’aggiudicazione entro 30 giorni dall’inizio delle attività, alle Organizzazioni Sindacali territoriali e/o nazionali stipulanti unitamente alla RSU.
Analoga comunicazione sarà inviata dall’impresa aggiudicatrice a conferma dell'aggiudicazione stessa, entro 30 giorni prima dell’inizio delle attività.
In caso di cambio di appalto possono verificarsi due casi:
a) Subentro nell’appalto a parità di termini, modalità e condizioni contrattuali con il contestuale assorbimento del personale dipendente dall’impresa fornitrice uscente, già addetto alle medesime attività di cali center risultante da documentazione probante che ne attesti l’impiego in via continuativa ed esclusiva da almeno 6 mesi,
b) Subentro nell’appalto con variazione delle modalità e delle condizioni relative alla gestione dei rapporti di lavoro subordinato, definendo le tempistiche dell’inserimento del personale precedentemente impiegato su tale attività.

Successivamente e comunque almeno 30 giorni prima della data del subentro, le aziende appaltatrici interessate comunicheranno alle Organizzazioni Sindacali le condizioni, le modalità e le tempistiche relative all’assorbimento del personale interessato

Accordo per la determinazione del Premio di risultato per i dipendenti Enel

Firmato, il giorno 26/5/2016, tra ENEL S.p.A. e la FILCTEM-CGIL, la FLAEI-CISL, e la UILTEC, l’accordo per la determinazione del premio relativo alla redditività aziendale

L’accordo sulla base dei valori annui di riferimento delle voci “redditività aziendale” e “incentivazione della produttività/qualità/competitività” del Premio di risultato, indicati nella precedente intesa del 28/9/2015, determina gli importi da corrispondere per i dipendenti ENEL con la retribuzione del mese di giugno 2016.
Le Parti si danno atto che, il valore del rapporto Ebitda/Ricavi (E/R) è inferiore a quello considerato “target”, con la conseguenza che gli importi definiti per la redditività aziendale per l’anno 2015 (cassa 2016), così come inizialmente previsti, verranno erogati in misura ridotta secondo criteri di interpolazione lineare, ai sensi di quanto stabilito al punto 3.3 del Verbale 28/9/2015.
In relazione a quanto sopra, l’importo lordo pro-capite da corrispondere per la cat. BSS risulta pari a € 884,17 da riparametrare come segue:

Categoria

Importo

ASS 1.085,31
AS 1.015,80
A1S  973,08
A1 928,47
BSS 884,17
BS 846,49
B1S 806,59
B1 770,35
B2S 719,46
B2 669,41
CS 593,57
C1 537,18
C2 495,05

Parimenti, per quanto riguarda i Quadri, gli importi, saranno erogati in misura ridotta rispetto a quanto previsto, secondo il seguente prospetto:

 

Importo da corrispondere

QS non destinatari di sistemi di incentivazione individuale 994,92
Q non destinatari di sistemi di incentivazione individuale 892,79
QS destinatari di sistemi di incentivazione individuale 2.079,36
Q destinatari di sistemi di incentivazione individuale 1.834,78

Gli importi lordi indicati nel verbale in esame, verranno corrisposti, in unica soluzione, con le competenze del mese di giugno 2016 nei confronti dei lavoratori aventi diritto in forza a tale data (punto 6 accordo 28/9/2015).

Firmato, il giorno 26/5/2016, tra ENEL S.p.A. e la FILCTEM-CGIL, la FLAEI-CISL, e la UILTEC, l’accordo per la determinazione del premio relativo alla redditività aziendale

L’accordo sulla base dei valori annui di riferimento delle voci "redditività aziendale" e "incentivazione della produttività/qualità/competitività" del Premio di risultato, indicati nella precedente intesa del 28/9/2015, determina gli importi da corrispondere per i dipendenti ENEL con la retribuzione del mese di giugno 2016.
Le Parti si danno atto che, il valore del rapporto Ebitda/Ricavi (E/R) è inferiore a quello considerato "target", con la conseguenza che gli importi definiti per la redditività aziendale per l’anno 2015 (cassa 2016), così come inizialmente previsti, verranno erogati in misura ridotta secondo criteri di interpolazione lineare, ai sensi di quanto stabilito al punto 3.3 del Verbale 28/9/2015.
In relazione a quanto sopra, l’importo lordo pro-capite da corrispondere per la cat. BSS risulta pari a € 884,17 da riparametrare come segue:

Categoria

Importo

ASS 1.085,31
AS 1.015,80
A1S  973,08
A1 928,47
BSS 884,17
BS 846,49
B1S 806,59
B1 770,35
B2S 719,46
B2 669,41
CS 593,57
C1 537,18
C2 495,05

Parimenti, per quanto riguarda i Quadri, gli importi, saranno erogati in misura ridotta rispetto a quanto previsto, secondo il seguente prospetto:

 

Importo da corrispondere

QS non destinatari di sistemi di incentivazione individuale 994,92
Q non destinatari di sistemi di incentivazione individuale 892,79
QS destinatari di sistemi di incentivazione individuale 2.079,36
Q destinatari di sistemi di incentivazione individuale 1.834,78

Gli importi lordi indicati nel verbale in esame, verranno corrisposti, in unica soluzione, con le competenze del mese di giugno 2016 nei confronti dei lavoratori aventi diritto in forza a tale data (punto 6 accordo 28/9/2015).

Nuove adesioni agli accordi collaborativi per la Tobin tax

Si allarga il fronte dei Paesi aderenti ad accordi di reciproca collaborazione per lo scambio di informazioni e di assistenza ai fini dell’applicazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie prevista dal sistema tributario italiano cd. “Tobin tax”. (Agenzia delle Entrate – Provvedimento n. 84383 del 30 maggio 2016)

TASSAZIONE DELLE TRANSAZIONI FINANZIARIE

Secondo il sistema tributario italiano, le transazioni finanziarie che hanno rilevanza fiscale in Italia sono soggette all’imposta, cd. “Tobin tax”. In particolare, la tassazione si applica:
– ai trasferimenti della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato, nonché di titoli rappresentativi dei predetti strumenti finanziari indipendentemente dalla residenza del soggetto emittente;
– alle operazioni su strumenti finanziari derivati, che abbiano come sottostante prevalentemente azioni o altri strumenti finanziari partecipativi, o il cui valore dipenda prevalentemente da uno o più di tali strumenti finanziari, e alle operazioni su valori mobiliari, che permettano di acquisire o di vendere prevalentemente azioni o altri strumenti finanziari partecipativi o che comportino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente ai medesimi strumenti finanziari, inclusi warrants, covered warrants e certificates;
– alle operazioni effettuate sul mercato finanziario italiano sulle negoziazioni ad alta frequenza relative alle azioni ed altri strumenti partecipativi, ai loro titoli rappresentativi, agli strumenti finanziari derivati e ai valori mobiliari.

L’imposta è a carico degli acquirenti o controparti finali delle transazioni finanziarie.

Tuttavia, sono responsabili del versamento le banche, le società fiduciarie e le imprese di investimento che intervengono nell’esecuzione delle operazioni, nonché i notai che intervengano nella formazione o nell’autentica di atti relativi alle medesime operazioni. Negli altri casi l’imposta deve essere versata direttamente dal contribuente.
Qualora nell’esecuzione dell’operazione intervengano più soggetti intermediari, il versamento deve essere eseguito dal soggetto che riceve direttamente dall’acquirente o dalla controparte finale l’ordine dell’esecuzione.
Si considerano, comunque, a tutti gli effetti, acquirenti o controparti finali dell’ordine di esecuzione i soggetti localizzati in Paesi o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero dei crediti ai fini dell’imposta. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate individua i Paesi o territori con i quali sussistono le condizioni di reciproca assistenza, cd. “Paesi collaborativi” e, conseguentemente quelli per i quali opera la predetta presunzione fiscale.

PAESI “COLLABORATIVI”

A decorrere dal 1° gennaio 2016, cinque Paesi si aggiungono all’elenco di quelli con i quali le autorità italiane hanno attivato canali di comunicazione reciproca per lo scambio di informazioni e per l’assistenza al recupero dei crediti ovvero per l’individuazione dei soggetti tenuti al versamento della “Tobin Tax”. Ciò grazie all’entrata in vigore:
– del Protocollo che adegua l’accordo tra la Comunità e il Principato del Liechtenstein alla disciplina europea, in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti;
– le Convenzioni contro le doppie imposizioni e per prevenire frodi fiscali e i relativi Protocolli tra la Repubblica italiana e i seguenti Paesi: Repubblica di Corea, Federazione Russa, Mauritius, Repubblica di San Marino.
Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2016, i Paesi con i quali si rendono applicabili le disposizioni in materia di scambio di informazioni o di assistenza al recupero crediti, sono:
– Australia – Austria – Belgio – Bulgaria – Cipro – Corea del Sud – Danimarca – Estonia – Federazione russa – Finlandia – Francia – Germania – Grecia – India – Irlanda – Islanda – Lettonia – Liechtenstein – Lituania – Lussemburgo – Malta – Mauritius – Norvegia – Paesi Bassi – Polonia – Portogallo – Regno Unito – Repubblica ceca – Romania – San Marino – Slovacchia – Slovenia – Spagna – Svezia – Stati Uniti d’America – Ungheria.

Si allarga il fronte dei Paesi aderenti ad accordi di reciproca collaborazione per lo scambio di informazioni e di assistenza ai fini dell’applicazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie prevista dal sistema tributario italiano cd. "Tobin tax". (Agenzia delle Entrate - Provvedimento n. 84383 del 30 maggio 2016)

TASSAZIONE DELLE TRANSAZIONI FINANZIARIE

Secondo il sistema tributario italiano, le transazioni finanziarie che hanno rilevanza fiscale in Italia sono soggette all’imposta, cd. "Tobin tax". In particolare, la tassazione si applica:
- ai trasferimenti della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato, nonché di titoli rappresentativi dei predetti strumenti finanziari indipendentemente dalla residenza del soggetto emittente;
- alle operazioni su strumenti finanziari derivati, che abbiano come sottostante prevalentemente azioni o altri strumenti finanziari partecipativi, o il cui valore dipenda prevalentemente da uno o più di tali strumenti finanziari, e alle operazioni su valori mobiliari, che permettano di acquisire o di vendere prevalentemente azioni o altri strumenti finanziari partecipativi o che comportino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente ai medesimi strumenti finanziari, inclusi warrants, covered warrants e certificates;
- alle operazioni effettuate sul mercato finanziario italiano sulle negoziazioni ad alta frequenza relative alle azioni ed altri strumenti partecipativi, ai loro titoli rappresentativi, agli strumenti finanziari derivati e ai valori mobiliari.

L’imposta è a carico degli acquirenti o controparti finali delle transazioni finanziarie.

Tuttavia, sono responsabili del versamento le banche, le società fiduciarie e le imprese di investimento che intervengono nell'esecuzione delle operazioni, nonché i notai che intervengano nella formazione o nell'autentica di atti relativi alle medesime operazioni. Negli altri casi l'imposta deve essere versata direttamente dal contribuente.
Qualora nell'esecuzione dell'operazione intervengano più soggetti intermediari, il versamento deve essere eseguito dal soggetto che riceve direttamente dall'acquirente o dalla controparte finale l'ordine dell'esecuzione.
Si considerano, comunque, a tutti gli effetti, acquirenti o controparti finali dell'ordine di esecuzione i soggetti localizzati in Paesi o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l'assistenza al recupero dei crediti ai fini dell'imposta. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate individua i Paesi o territori con i quali sussistono le condizioni di reciproca assistenza, cd. "Paesi collaborativi" e, conseguentemente quelli per i quali opera la predetta presunzione fiscale.

PAESI "COLLABORATIVI"

A decorrere dal 1° gennaio 2016, cinque Paesi si aggiungono all’elenco di quelli con i quali le autorità italiane hanno attivato canali di comunicazione reciproca per lo scambio di informazioni e per l’assistenza al recupero dei crediti ovvero per l’individuazione dei soggetti tenuti al versamento della "Tobin Tax". Ciò grazie all’entrata in vigore:
- del Protocollo che adegua l’accordo tra la Comunità e il Principato del Liechtenstein alla disciplina europea, in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti;
- le Convenzioni contro le doppie imposizioni e per prevenire frodi fiscali e i relativi Protocolli tra la Repubblica italiana e i seguenti Paesi: Repubblica di Corea, Federazione Russa, Mauritius, Repubblica di San Marino.
Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2016, i Paesi con i quali si rendono applicabili le disposizioni in materia di scambio di informazioni o di assistenza al recupero crediti, sono:
- Australia - Austria - Belgio - Bulgaria - Cipro - Corea del Sud - Danimarca - Estonia - Federazione russa - Finlandia - Francia - Germania - Grecia - India - Irlanda - Islanda - Lettonia - Liechtenstein - Lituania - Lussemburgo - Malta - Mauritius - Norvegia - Paesi Bassi - Polonia - Portogallo - Regno Unito - Repubblica ceca - Romania - San Marino - Slovacchia - Slovenia - Spagna - Svezia - Stati Uniti d’America - Ungheria.

Applicazione degli studi di settore e dei parametri per il periodo d’imposta 2015

Illustrate le principali novità sugli aspetti normativi e su quelli relativi alle modalità di elaborazione e applicazione degli studi di settore per l’anno di imposta 2015 (Agenzia delle entrate – circolare n. 24/E del 2016).

Approvazione di 70 studi di settore
Per quanto attiene agli studi di settore, in particolare, il primo elemento di novità è rappresentato dalla pubblicazione dei decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 22 dicembre 2015 con cui sono stati approvati 70 studi di settore, nonché 5 specifici indicatori territoriali per tenere conto del luogo in cui viene svolta l’attività economica; l’evoluzione dei citati 70 studi è stata effettuata analizzando le informazioni contenute nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2013.
In particolare, i 70 studi interessati dalla revisione riguardano le evoluzioni di:
– 12 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture;
– 26 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi;
– 12 studi relativi ad attività professionali;
– 20 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.

 

Aggiornamento delle analisi territoriali
Con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 17 marzo 2016 è stato inoltre approvato, a decorrere dal periodo d’imposta 2015, l’aggiornamento:
a) della “Territorialità dei Factory Outlet Center”, che modifica lo studio di settore WM05U;
b) delle “Aggregazioni comunali”, che modifica lo studio di settore WG44U;
c) della “Territorialità del livello delle tariffe applicate per l’erogazione del servizio taxi”, che modifica lo studio di settore WG72A;
d) delle analisi territoriali a seguito della istituzione e ridenominazione di alcuni comuni nel corso dell’anno 2015.

 

Inapplicabilità degli studi di settore
I citati 70 studi non si applicano, in fase di accertamento, nei confronti dei contribuenti che dichiarano compensi di cui all’articolo 54, comma 1, ovvero ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569.
Per verificare il limite oltre il quale non si applicano gli studi di settore:
– i ricavi provenienti dall’attività di vendita di beni soggetti ad aggio o a ricavi fissi vanno considerati per l’entità dell’aggio percepito e del ricavo al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei predetti beni;
– per gli studi di settore WK23U – WG40U – WG69U, i ricavi devono essere aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi degli articoli 92 e 93 del testo unico delle imposte sui redditi.
Inoltre, le Note tecniche e metodologiche, allegate ai citati decreti ministeriali del 22 dicembre 2015, illustrano i criteri sulla base dei quali è stato costruito ogni singolo studio di settore, le modalità di applicazione dello stesso nonché il funzionamento degli indicatori di normalità economica.
In particolare, risultano in tale sede esplicitati i passaggi logici che connotano la metodologia applicativa degli studi di settore, in specie:
– l’analisi discriminante;
– l’analisi di coerenza;
– l’analisi della normalità economica;
– l’analisi della congruità e la determinazione dell’intervallo di confidenza.
Con riferimento, invece, a tutti i 204 studi di settore applicabili all’annualità 2015, è stata valutata anche per il 2015 l’incidenza della particolare congiuntura economica.
Gli studi di settore approvati non si applicano:
– nei confronti delle società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate;
– nei confronti delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.

Indicazione infedele e regime premiale
L’indicazione infedele dei dati non preclude sempre l’accesso ai benefici del regime premiale. Infatti, i contribuenti che non hanno compilato correttamente i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti possono comunque accedere alle agevolazioni previste dal regime se gli errori non modificano la situazione di congruità, coerenza e normalità.
Le sanzioni previste in caso di violazioni relative al contenuto delle dichiarazioni si applicheranno solo nel caso in cui le informazioni errate siano rilevanti per l’applicazione degli studi.
Nei casi di indicazione infedele dei dati, la permanenza nel regime premiale risulta sussistere, infatti, se restano confermate l’assegnazione ai cluster e le condizioni di congruità, coerenza e normalità.
In questi casi, quindi, si può accedere al regime premiale, l’opzione che permette ai contribuenti di beneficiare dell’esclusione dagli accertamenti analitico-presuntivi, della riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento e della possibilità di determinazione sintetica del reddito complessivo, solo nel caso in cui lo stesso ecceda di almeno un terzo quello dichiarato (invece che di un quinto come ordinariamente previsto).
Inoltre, risultano sanzionabili (art. 8 Dlgs 471/1997) solo i casi in cui i dati e le informazioni, dichiarati in maniera infedele, risultano rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, in termini di assegnazione ai cluster di riferimento, di stima dei ricavi o dei compensi, di calcolo degli indicatori di normalità o di coerenza.

Illustrate le principali novità sugli aspetti normativi e su quelli relativi alle modalità di elaborazione e applicazione degli studi di settore per l’anno di imposta 2015 (Agenzia delle entrate - circolare n. 24/E del 2016).

Approvazione di 70 studi di settore
Per quanto attiene agli studi di settore, in particolare, il primo elemento di novità è rappresentato dalla pubblicazione dei decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 22 dicembre 2015 con cui sono stati approvati 70 studi di settore, nonché 5 specifici indicatori territoriali per tenere conto del luogo in cui viene svolta l'attività economica; l’evoluzione dei citati 70 studi è stata effettuata analizzando le informazioni contenute nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2013.
In particolare, i 70 studi interessati dalla revisione riguardano le evoluzioni di:
- 12 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture;
- 26 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi;
- 12 studi relativi ad attività professionali;
- 20 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.

 

Aggiornamento delle analisi territoriali
Con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 17 marzo 2016 è stato inoltre approvato, a decorrere dal periodo d’imposta 2015, l’aggiornamento:
a) della "Territorialità dei Factory Outlet Center", che modifica lo studio di settore WM05U;
b) delle "Aggregazioni comunali", che modifica lo studio di settore WG44U;
c) della "Territorialità del livello delle tariffe applicate per l’erogazione del servizio taxi", che modifica lo studio di settore WG72A;
d) delle analisi territoriali a seguito della istituzione e ridenominazione di alcuni comuni nel corso dell’anno 2015.

 

Inapplicabilità degli studi di settore
I citati 70 studi non si applicano, in fase di accertamento, nei confronti dei contribuenti che dichiarano compensi di cui all’articolo 54, comma 1, ovvero ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569.
Per verificare il limite oltre il quale non si applicano gli studi di settore:
- i ricavi provenienti dall’attività di vendita di beni soggetti ad aggio o a ricavi fissi vanno considerati per l’entità dell’aggio percepito e del ricavo al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei predetti beni;
- per gli studi di settore WK23U - WG40U - WG69U, i ricavi devono essere aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate ai sensi degli articoli 92 e 93 del testo unico delle imposte sui redditi.
Inoltre, le Note tecniche e metodologiche, allegate ai citati decreti ministeriali del 22 dicembre 2015, illustrano i criteri sulla base dei quali è stato costruito ogni singolo studio di settore, le modalità di applicazione dello stesso nonché il funzionamento degli indicatori di normalità economica.
In particolare, risultano in tale sede esplicitati i passaggi logici che connotano la metodologia applicativa degli studi di settore, in specie:
- l’analisi discriminante;
- l’analisi di coerenza;
- l’analisi della normalità economica;
- l’analisi della congruità e la determinazione dell’intervallo di confidenza.
Con riferimento, invece, a tutti i 204 studi di settore applicabili all’annualità 2015, è stata valutata anche per il 2015 l’incidenza della particolare congiuntura economica.
Gli studi di settore approvati non si applicano:
- nei confronti delle società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate;
- nei confronti delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.

Indicazione infedele e regime premiale
L’indicazione infedele dei dati non preclude sempre l’accesso ai benefici del regime premiale. Infatti, i contribuenti che non hanno compilato correttamente i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti possono comunque accedere alle agevolazioni previste dal regime se gli errori non modificano la situazione di congruità, coerenza e normalità.
Le sanzioni previste in caso di violazioni relative al contenuto delle dichiarazioni si applicheranno solo nel caso in cui le informazioni errate siano rilevanti per l’applicazione degli studi.
Nei casi di indicazione infedele dei dati, la permanenza nel regime premiale risulta sussistere, infatti, se restano confermate l’assegnazione ai cluster e le condizioni di congruità, coerenza e normalità.
In questi casi, quindi, si può accedere al regime premiale, l’opzione che permette ai contribuenti di beneficiare dell’esclusione dagli accertamenti analitico-presuntivi, della riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento e della possibilità di determinazione sintetica del reddito complessivo, solo nel caso in cui lo stesso ecceda di almeno un terzo quello dichiarato (invece che di un quinto come ordinariamente previsto).
Inoltre, risultano sanzionabili (art. 8 Dlgs 471/1997) solo i casi in cui i dati e le informazioni, dichiarati in maniera infedele, risultano rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, in termini di assegnazione ai cluster di riferimento, di stima dei ricavi o dei compensi, di calcolo degli indicatori di normalità o di coerenza.

Decadenza degli incentivi start-up: arrivano i codici tributo

L’Agenzia delle Entrate ha fornito i codici tributo da utilizzare in caso di decadenza dalle agevolazioni fiscali a favore degli investimenti in start-up innovative, consistenti in una riduzione delle imposte sui redditi (Agenzia entrate – risoluzione n. 44/E del 30 maggio 2016).

I nuovi codici tributo sono stati istituiti per consentire il versamento, tramite il modello di pagamento F24, delle somme dovute a titolo di recupero dell’imposta per effetto della decadenza dell’agevolazione.
In caso di decadenza, per consentire il versamento tramite modello F24 delle somme dovute a titolo di recupero dell’IRES e dell’addizionale IRES per il settore energetico dai soggetti che, successivamente alla fruizione del beneficio, hanno aderito al consolidato ovvero al regime di trasparenza fiscale, devono essere utilizzati i seguenti codici tributo:
– “2016” denominato “Recupero IRES per decadenza dalle agevolazioni a favore degli investimenti in Start up innovative – Soggetto consolidato o trasparente – art 29 del decreto legge n. 179/2012;
– “2017” denominato “Recupero Addizionale IRES settore petrolifero e gas per decadenza dalle agevolazioni a favore degli investimenti in Start up innovative – Soggetto consolidato o trasparente – art 29 del decreto legge n. 179/2012.

I codici devono essere esposti nella sezione Erario del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione dell’anno d’imposta in cui si è verificata la decadenza dall’agevolazione.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito i codici tributo da utilizzare in caso di decadenza dalle agevolazioni fiscali a favore degli investimenti in start-up innovative, consistenti in una riduzione delle imposte sui redditi (Agenzia entrate - risoluzione n. 44/E del 30 maggio 2016).

I nuovi codici tributo sono stati istituiti per consentire il versamento, tramite il modello di pagamento F24, delle somme dovute a titolo di recupero dell’imposta per effetto della decadenza dell’agevolazione.
In caso di decadenza, per consentire il versamento tramite modello F24 delle somme dovute a titolo di recupero dell’IRES e dell’addizionale IRES per il settore energetico dai soggetti che, successivamente alla fruizione del beneficio, hanno aderito al consolidato ovvero al regime di trasparenza fiscale, devono essere utilizzati i seguenti codici tributo:
- "2016" denominato "Recupero IRES per decadenza dalle agevolazioni a favore degli investimenti in Start up innovative - Soggetto consolidato o trasparente - art 29 del decreto legge n. 179/2012;
- "2017" denominato "Recupero Addizionale IRES settore petrolifero e gas per decadenza dalle agevolazioni a favore degli investimenti in Start up innovative - Soggetto consolidato o trasparente - art 29 del decreto legge n. 179/2012.

I codici devono essere esposti nella sezione Erario del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati", con l’indicazione dell’anno d’imposta in cui si è verificata la decadenza dall’agevolazione.

Aggiornamento procedure congedo obbligatorio e facoltativo padre lavoratore

L’Inps rende noto che, al fine di recepire quanto disposto dalla Legge di stabilità 2016, le procedure riguardanti il congedo obbligatorio ed il congedo facoltativo del padre lavoratore sono state aggiornate.

L’art. 4, co. 24, lett. a), della legge Fornero ha istituito un congedo obbligatorio (un giorno) e un congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre (due giorni), fruibili dal padre, lavoratore dipendente, anche adottivo e affidatario, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio o entro il quinto mese dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozioni o affidamenti. Il comma 205, art. 1, della Legge di stabilità 2016 ha disposto la proroga di tali congedi anche per l’anno 2016, aumentando il congedo obbligatorio del padre da uno a due giorni. Pertanto, possono fruire dei 2 giorni di congedo obbligatorio, anche in via non continuativa, i padri lavoratori dipendenti con evento parto, adozione o affidamento avvenuto dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016.
 Al fine di recepire quanto disposto dalla Legge di stabilità 2016, l’applicazione per l’invio telematico delle domande di maternità online è stata aggiornata. In particolare, con riferimento al congedo facoltativo padre lavoratore dipendente a pagamento diretto: è possibile acquisire domande di congedo anche per l’anno 2016.
Mentre con riferimento al congedo obbligatorio padre lavoratore dipendente a pagamento diretto: è possibile acquisire
– un giorno di congedo obbligatorio per gli eventi parto, adozione o affidamenti avvenuti entro il 31.12.2015;
– due giorni di congedo obbligatorio, che possono essere goduti anche in via non continuativa, per gli eventi parto, adozione o affidamenti avvenuti dal 1.1.2016 al 31.12.2016.
 L’Inps comunica, infine, che le schede informative e i manuali d’uso utente cittadino e utente intranet sono disponibili, nella versione aggiornata, sul sito intranet Inps ai seguenti percorsi >Processi> Prestazioni a sostegno del reddito > domande di maternità on line

L’Inps rende noto che, al fine di recepire quanto disposto dalla Legge di stabilità 2016, le procedure riguardanti il congedo obbligatorio ed il congedo facoltativo del padre lavoratore sono state aggiornate.

L’art. 4, co. 24, lett. a), della legge Fornero ha istituito un congedo obbligatorio (un giorno) e un congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre (due giorni), fruibili dal padre, lavoratore dipendente, anche adottivo e affidatario, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio o entro il quinto mese dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozioni o affidamenti. Il comma 205, art. 1, della Legge di stabilità 2016 ha disposto la proroga di tali congedi anche per l’anno 2016, aumentando il congedo obbligatorio del padre da uno a due giorni. Pertanto, possono fruire dei 2 giorni di congedo obbligatorio, anche in via non continuativa, i padri lavoratori dipendenti con evento parto, adozione o affidamento avvenuto dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016.
 Al fine di recepire quanto disposto dalla Legge di stabilità 2016, l’applicazione per l’invio telematico delle domande di maternità online è stata aggiornata. In particolare, con riferimento al congedo facoltativo padre lavoratore dipendente a pagamento diretto: è possibile acquisire domande di congedo anche per l’anno 2016.
Mentre con riferimento al congedo obbligatorio padre lavoratore dipendente a pagamento diretto: è possibile acquisire
- un giorno di congedo obbligatorio per gli eventi parto, adozione o affidamenti avvenuti entro il 31.12.2015;
- due giorni di congedo obbligatorio, che possono essere goduti anche in via non continuativa, per gli eventi parto, adozione o affidamenti avvenuti dal 1.1.2016 al 31.12.2016.
 L’Inps comunica, infine, che le schede informative e i manuali d’uso utente cittadino e utente intranet sono disponibili, nella versione aggiornata, sul sito intranet Inps ai seguenti percorsi >Processi> Prestazioni a sostegno del reddito > domande di maternità on line

Il Mef su Imu e Tasi

Scadenza per il versamento della prima rata ed esclusione dell’abitazione principale e dei terreni agricoli, sono i chiarimenti forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in materia di IMU-TASI (Comunicato 30 maggio 2016).

Nello specifico, il prossimo 16 giugno scade il termine per il versamento della prima rata dell’IMU e della TASI, calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni applicabili nell’anno 2015.
In base alla definizione di abitazione principale, che ai fini della TASI è la medesima prevista per l’IMU, il versamento della TASI, a meno che non si tratti di abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, non è dovuto per:
– per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale dal possessore;
– per quella destinata ad abitazione principale dall’occupante; in quest’ultimo caso, la TASI resta dovuta solo dal possessore, che verserà l’imposta nella misura percentuale stabilita nel regolamento applicabile nell’anno 2015 oppure, in mancanza di una specifica disposizione del comune, nella misura del 90%.
– una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso;
– le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;
– i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
– la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
– un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.
Infine, ai fini IMU sono esenti i terreni agricoli:
– ubicati nei comuni compresi in uno specifico elenco del Ministero delle finanze; se accanto all’indicazione del comune è riportata l’annotazione parzialmente delimitato, sintetizzata con la sigla “PD”, significa che l’esenzione opera limitatamente ad una parte del territorio comunale;
– posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
– situati nei comuni delle isole minori;
– a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

Scadenza per il versamento della prima rata ed esclusione dell'abitazione principale e dei terreni agricoli, sono i chiarimenti forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in materia di IMU-TASI (Comunicato 30 maggio 2016).

Nello specifico, il prossimo 16 giugno scade il termine per il versamento della prima rata dell’IMU e della TASI, calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni applicabili nell’anno 2015.
In base alla definizione di abitazione principale, che ai fini della TASI è la medesima prevista per l’IMU, il versamento della TASI, a meno che non si tratti di abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, non è dovuto per:
- per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale dal possessore;
- per quella destinata ad abitazione principale dall’occupante; in quest’ultimo caso, la TASI resta dovuta solo dal possessore, che verserà l’imposta nella misura percentuale stabilita nel regolamento applicabile nell’anno 2015 oppure, in mancanza di una specifica disposizione del comune, nella misura del 90%.
- una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso;
- le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;
- i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
- la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
- un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.
Infine, ai fini IMU sono esenti i terreni agricoli:
- ubicati nei comuni compresi in uno specifico elenco del Ministero delle finanze; se accanto all’indicazione del comune è riportata l'annotazione parzialmente delimitato, sintetizzata con la sigla "PD", significa che l'esenzione opera limitatamente ad una parte del territorio comunale;
- posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
- situati nei comuni delle isole minori;
- a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.