Emolumenti erogati dopo il 12 gennaio: anche per i giudici tributari riconosciuta la tassazione separata

Anche ai compensi corrisposti ai componenti delle commissioni tributarie si applica il principio generale di ritardo fisiologico. Di conseguenza, devono essere assoggettati al regime di tassazione separata i compensi corrisposti successivamente al 12 gennaio dell’anno successivo a quello di maturazione. L’eventuale assoggettamento ad una maggiore imposta derivante dall’applicazione della tassazione ordinaria, determina il diritto al rimborso. (COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI PAVIA – Sentenza 23 marzo 2016, n. 164).

FATTO

L’Agenzia delle Entrate ha rigettato l’istanza di rimborso dell’IRPEF, presentata dal contribuente in relazione alla maggiore imposta subita per effetto dell’applicazione della tassazione ordinaria in luogo di quella separata, sui compensi percepiti in qualità di membro della commissione tributaria oltre il 12 gennaio dell’anno successivo a quello di maturazione.
Il rigetto dell’istanza di rimborso era motivato dall’ufficio, sul principio della legittima applicazione del regime di tassazione ordinaria sui compensi corrisposti entro l’anno successivo a quello di maturazione, quale conseguenza fisiologica e necessitata insita nelle modalità dell’erogazione dei compensi per i componenti delle commissioni tributarie.
Il rifiuto dell’istanza di rimborso è stata impugnata dal contribuente dinanzi alla commissione tributaria provinciale.

CONCETTO DI “RITARDO FISIOLOGICO”

Secondo la disciplina fiscale di determinazione dei redditi di lavoro dipendente ed assimilati è previsto un periodo cd. di “ritardo fisiologico”, che va dal 1° al 12 gennaio.
Per effetto di tale previsione gli emolumenti corrisposti in tale periodo concorrono comunque a formare il reddito complessivo dell’anno di maturazione (solitamente l’anno precedente) e sono assoggettati a tassazione ordinaria.
Quelli, invece, corrisposti dopo il 12 gennaio, ma riferiti all’anno precedente, devono essere assoggettati a tassazione separata.
Orbene, nel 2011, nell’ambito delle disposizioni in materia di riordino della giustizia tributaria, fu introdotta la previsione secondo cui, per i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie, il cd. periodo di “ritardo fisiologico” era allargato a tutto l’anno successivo.
In altri termini, i compensi corrisposti ai componenti delle commissioni tributarie entro il periodo di imposta successivo a quello di riferimento concorrevano comunque alla formazione del reddito imponibile dell’anno di maturazione ed erano assoggettati a tassazione ordinaria.
Successivamente, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma perchè contraria ai principi costituzionali di uguaglianza e di capacità contributiva. La norma, infatti, stabiliva un concetto di “ritardo fisiologico” indeterminato nei suoi confronti e nella sua ampiezza dilatandolo fino all’anno successivo, determinando così una disuguaglianza rispetto alla previsione generale di “ritardo fisiologico” prevista in genere per i redditi di lavoro dipendente ed assimilati.

LA DECISIONE DEL GIUDICE TRIBUTARIO

La Commissione tributaria, sulla base dell’orientamento espresso dalla Corte costituzionale, ha dichiarato che anche ai compensi dei componenti delle commissioni tributarie deve essere applicata la disciplina generale sul cd. “ritardo fisiologico”, con la conseguenza di ritenere soggetti al regime della tassazione separata i compensi corrisposti successivamente al 12 gennaio dell’anno successivo a quello di maturazione.
L’eventuale assoggettamento ad una maggiore imposta derivante dall’applicazione della tassazione ordinaria, determina il diritto al rimborso.

Anche ai compensi corrisposti ai componenti delle commissioni tributarie si applica il principio generale di ritardo fisiologico. Di conseguenza, devono essere assoggettati al regime di tassazione separata i compensi corrisposti successivamente al 12 gennaio dell'anno successivo a quello di maturazione. L’eventuale assoggettamento ad una maggiore imposta derivante dall’applicazione della tassazione ordinaria, determina il diritto al rimborso. (COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI PAVIA - Sentenza 23 marzo 2016, n. 164).

FATTO

L’Agenzia delle Entrate ha rigettato l’istanza di rimborso dell’IRPEF, presentata dal contribuente in relazione alla maggiore imposta subita per effetto dell’applicazione della tassazione ordinaria in luogo di quella separata, sui compensi percepiti in qualità di membro della commissione tributaria oltre il 12 gennaio dell’anno successivo a quello di maturazione.
Il rigetto dell’istanza di rimborso era motivato dall'ufficio, sul principio della legittima applicazione del regime di tassazione ordinaria sui compensi corrisposti entro l’anno successivo a quello di maturazione, quale conseguenza fisiologica e necessitata insita nelle modalità dell’erogazione dei compensi per i componenti delle commissioni tributarie.
Il rifiuto dell’istanza di rimborso è stata impugnata dal contribuente dinanzi alla commissione tributaria provinciale.

CONCETTO DI "RITARDO FISIOLOGICO"

Secondo la disciplina fiscale di determinazione dei redditi di lavoro dipendente ed assimilati è previsto un periodo cd. di "ritardo fisiologico", che va dal 1° al 12 gennaio.
Per effetto di tale previsione gli emolumenti corrisposti in tale periodo concorrono comunque a formare il reddito complessivo dell’anno di maturazione (solitamente l’anno precedente) e sono assoggettati a tassazione ordinaria.
Quelli, invece, corrisposti dopo il 12 gennaio, ma riferiti all’anno precedente, devono essere assoggettati a tassazione separata.
Orbene, nel 2011, nell’ambito delle disposizioni in materia di riordino della giustizia tributaria, fu introdotta la previsione secondo cui, per i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie, il cd. periodo di "ritardo fisiologico" era allargato a tutto l’anno successivo.
In altri termini, i compensi corrisposti ai componenti delle commissioni tributarie entro il periodo di imposta successivo a quello di riferimento concorrevano comunque alla formazione del reddito imponibile dell’anno di maturazione ed erano assoggettati a tassazione ordinaria.
Successivamente, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma perchè contraria ai principi costituzionali di uguaglianza e di capacità contributiva. La norma, infatti, stabiliva un concetto di "ritardo fisiologico" indeterminato nei suoi confronti e nella sua ampiezza dilatandolo fino all’anno successivo, determinando così una disuguaglianza rispetto alla previsione generale di "ritardo fisiologico" prevista in genere per i redditi di lavoro dipendente ed assimilati.

LA DECISIONE DEL GIUDICE TRIBUTARIO

La Commissione tributaria, sulla base dell’orientamento espresso dalla Corte costituzionale, ha dichiarato che anche ai compensi dei componenti delle commissioni tributarie deve essere applicata la disciplina generale sul cd. "ritardo fisiologico", con la conseguenza di ritenere soggetti al regime della tassazione separata i compensi corrisposti successivamente al 12 gennaio dell'anno successivo a quello di maturazione.
L’eventuale assoggettamento ad una maggiore imposta derivante dall’applicazione della tassazione ordinaria, determina il diritto al rimborso.

Semplificazione contrattuale per le aziende di panificazione (Assipan-Fiesa) della Lombardia

 

 

29 apr 2016 Siglato il 14/3/2016, tra la UNIONE REGIONALE DEI PANIFICATORI DELLA LOMBARDIA, la Federazione ASSIPAN aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia rappresentata per la Lombardia dalla ASSOCIAZIONE PANIFICATORI di LECCO, la Federazione Regionale ASSOPANIFICATORI aderente a FIESA-Confesercenti della Lombardia e la FAI-CISL Lombardia, la FLAI-CGIL Lombardia, la UILA-UIL Lombardia, l’accordo sul completamento del processo di semplificazione contrattuale regionale in analogia con quanto avvenuto con il CCNL per il personale dipendente da aziende di panificazione anche per attività collaterali e complementari, nonché da negozi di vendita al minuto di pane, generi alimentari e vari.

A decorrere dall’1/4/2016, ASSOPANIFICATORI Lombardia aderente a FIESA-CONFESERCENTI, con la firma del presente protocollo, sottoscrive il CIRL LOMBARDIA stipulato dalle altre Associazioni Imprenditoriali con FAI, FLAI, UILA il 18/1/2011, assorbendo totalmente quanto previsto da precedenti contratti integrativi regionali sottoscritti da Assopanificatori-FIESA e FAI, FLAI, UILA sia riguardo ad aspetti normativi che economici.
Nell’applicazione dell’attuale CIRL, si precisa che con la competenza della mensilità di aprile 2016, le imprese associate ad Assopanificatori- Fiesa operanti sull’intero territorio regionale della Lombardia garantiranno ai propri dipendenti il riconoscimento economico integrale di quanto previsto dalle tabelle retributive del CIRL in vigore. Per quanto riguarda il “Premio Regionale per Obiettivi Variabile”, riferito all’annualità 2016 avendo le Parti non ancora concordato i relativi parametri, resta convenuto che la liquidazione dello stesso varrà solo per i soli dipendenti in forza alla data del 31/3/2016.
Analogamente a quanto sopra, con la competenza della mensilità di aprile 2016, le imprese associate garantiranno la adesione ad EBIPAL, versando con le modalità previste dall’Ente la relativa contribuzione mensile a carico di imprese e lavoratori dipendenti.

 

 

29 apr 2016 Siglato il 14/3/2016, tra la UNIONE REGIONALE DEI PANIFICATORI DELLA LOMBARDIA, la Federazione ASSIPAN aderente a Confcommercio Imprese per l'Italia rappresentata per la Lombardia dalla ASSOCIAZIONE PANIFICATORI di LECCO, la Federazione Regionale ASSOPANIFICATORI aderente a FIESA-Confesercenti della Lombardia e la FAI-CISL Lombardia, la FLAI-CGIL Lombardia, la UILA-UIL Lombardia, l’accordo sul completamento del processo di semplificazione contrattuale regionale in analogia con quanto avvenuto con il CCNL per il personale dipendente da aziende di panificazione anche per attività collaterali e complementari, nonché da negozi di vendita al minuto di pane, generi alimentari e vari.

A decorrere dall’1/4/2016, ASSOPANIFICATORI Lombardia aderente a FIESA-CONFESERCENTI, con la firma del presente protocollo, sottoscrive il CIRL LOMBARDIA stipulato dalle altre Associazioni Imprenditoriali con FAI, FLAI, UILA il 18/1/2011, assorbendo totalmente quanto previsto da precedenti contratti integrativi regionali sottoscritti da Assopanificatori-FIESA e FAI, FLAI, UILA sia riguardo ad aspetti normativi che economici.
Nell'applicazione dell'attuale CIRL, si precisa che con la competenza della mensilità di aprile 2016, le imprese associate ad Assopanificatori- Fiesa operanti sull'intero territorio regionale della Lombardia garantiranno ai propri dipendenti il riconoscimento economico integrale di quanto previsto dalle tabelle retributive del CIRL in vigore. Per quanto riguarda il "Premio Regionale per Obiettivi Variabile", riferito all'annualità 2016 avendo le Parti non ancora concordato i relativi parametri, resta convenuto che la liquidazione dello stesso varrà solo per i soli dipendenti in forza alla data del 31/3/2016.
Analogamente a quanto sopra, con la competenza della mensilità di aprile 2016, le imprese associate garantiranno la adesione ad EBIPAL, versando con le modalità previste dall'Ente la relativa contribuzione mensile a carico di imprese e lavoratori dipendenti.

FATCA: comunicazione delle informazioni entro il 15.06.2016

Le informazioni relative all’anno 2015 previste dall’accordo Fatca sullo scambio automatico di dati tra Italia e USA vanno trasmesse entro il 15 giugno 2016 (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 28 aprile 2016, n. 61659).

L’accordo intergovernativo FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act), ratificato con legge 18 giugno 2015, n. 95 e operativo a partire dal 1° luglio 2014, è volto a contrastare l’evasione fiscale, realizzata da cittadini e residenti statunitensi mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie italiane e da residenti italiani mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie statunitensi, tramite lo scambio automatico di informazioni finanziarie.
Al fine di ottemperare agli adempimenti di trasmissione dei dati all’IRS (Internal Revenue Service) statunitense, le istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione (RIFI) trasmettono all’Agenzia delle entrate i dati sul titolare statunitense del conto e sul conto stesso, compresi gli importi dei pagamenti corrisposti a istituzioni finanziarie non partecipanti (NPFI).
Il provvedimento in oggetto stabilisce i termini per la comunicazione delle informazioni relative all’anno 2015, in considerazione dell’inclusione di nuove informazioni a decorrere da tale anno. La trasmissione delle informazioni relative all’anno 2015 deve essere effettuata entro il 15 giugno 2016.

Le informazioni relative all’anno 2015 previste dall’accordo Fatca sullo scambio automatico di dati tra Italia e USA vanno trasmesse entro il 15 giugno 2016 (AGENZIA DELLE ENTRATE - Provvedimento 28 aprile 2016, n. 61659).

L’accordo intergovernativo FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act), ratificato con legge 18 giugno 2015, n. 95 e operativo a partire dal 1° luglio 2014, è volto a contrastare l’evasione fiscale, realizzata da cittadini e residenti statunitensi mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie italiane e da residenti italiani mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie statunitensi, tramite lo scambio automatico di informazioni finanziarie.
Al fine di ottemperare agli adempimenti di trasmissione dei dati all’IRS (Internal Revenue Service) statunitense, le istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione (RIFI) trasmettono all’Agenzia delle entrate i dati sul titolare statunitense del conto e sul conto stesso, compresi gli importi dei pagamenti corrisposti a istituzioni finanziarie non partecipanti (NPFI).
Il provvedimento in oggetto stabilisce i termini per la comunicazione delle informazioni relative all’anno 2015, in considerazione dell’inclusione di nuove informazioni a decorrere da tale anno. La trasmissione delle informazioni relative all’anno 2015 deve essere effettuata entro il 15 giugno 2016.

Maternità: congedo in caso di parto prematuro e sospensione per ricovero del bambino (2/2)

L’Inps fornisce istruzioni in ordine all’indennità di maternità per i giorni ulteriori rispetto ai 5 mesi riconosciuti nei casi di parto molto prematuro. Sono altresì fornite istruzioni operative per il pagamento delle indennità, nei casi di sospensione del congedo post partum per ricovero del neonato o del bambino adottato o affidato.

 

…Per quanto concerne la contribuzione figurativa relativa ai periodi di congedo, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana è pari all’importo della normale retribuzione, comprensiva degli elementi ricorrenti e continuativi, che sarebbe spettata al lavoratore in caso di prestazione lavorativa nel mese in cui si colloca l’evento. I datori di lavoro nello svolgimento degli adempimenti informativi ai fini previdenziali comunicano all’Inps i periodi in cui sono intervenuti tali eventi tutelati figurativamente con le consuete modalità, salvo si tratti della fattispecie dei parti fortemente prematuri per cui si pone la necessità di dare separata evidenza a detti periodi. In particolare, il datore di lavoro deve valorizzare il periodo di congedo post partum aggiuntivo (equivalente al numero di giorni compresi nell’intervallo temporale che va dal giorno successivo al parto al giorno precedente l’inizio dei due mesi ante partum), mediante l’utilizzo del nuovo <CodiceEvento> “PAP” avente il significato di “Periodi di congedo maternità parto fortemente prematuro D.Lgs n. 80/2015”. Nei casi di indennità a pagamento diretto, invece, il dato per la valorizzazione è trasmesso dagli archivi delle prestazioni a sostegno del reddito.
Peraltro, l’ampliamento della tutela figurativa in caso di parto prematuro riguarda anche gli eventi verificatisi fuori dal rapporto di lavoro. In tal caso, ferme le condizioni già previste per l’accredito degli eventi di maternità fuori dal rapporto di lavoro, l’interessata è tenuta ad esibire la certificazione medico specialistica dell’epoca rilasciata da struttura sanitaria pubblica che attesti la data presunta del parto.
Per il conguaglio delle indennità anticipate alla lavoratrice dal datore di lavoro, relativamente al periodo di congedo post partum aggiuntivo, va valorizzato nell’elemento <MatACredAltre>, <CausaleRecMat>, il codice causale “L063” avente il significato di “Indennità di congedo maternità parto prematuro D.Lgs. n. 80/2015”; nell’elemento <ImportoRecMat> il relativo importo. Rimane ferma la necessità di valorizzare i consueti codici causale, per il conguaglio delle indennità anticipate dal datore di lavoro relative al periodo ordinario di congedo.
L’indennità di maternità corrisposta dall’Istituto direttamente alle lavoratrici sotto il profilo fiscale si configura quale reddito appartenente alla stessa categoria di quello sostituito o perduto e, dunque, se l’indennità è percepita in sostituzione del reddito di lavoro dipendente o assimilato al lavoro dipendente, viene assoggetta al regime della tassazione ordinaria, con le aliquote previste e con il riconoscimento delle relative detrazioni.

L’Inps fornisce istruzioni in ordine all’indennità di maternità per i giorni ulteriori rispetto ai 5 mesi riconosciuti nei casi di parto molto prematuro. Sono altresì fornite istruzioni operative per il pagamento delle indennità, nei casi di sospensione del congedo post partum per ricovero del neonato o del bambino adottato o affidato.

 

...Per quanto concerne la contribuzione figurativa relativa ai periodi di congedo, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana è pari all’importo della normale retribuzione, comprensiva degli elementi ricorrenti e continuativi, che sarebbe spettata al lavoratore in caso di prestazione lavorativa nel mese in cui si colloca l’evento. I datori di lavoro nello svolgimento degli adempimenti informativi ai fini previdenziali comunicano all’Inps i periodi in cui sono intervenuti tali eventi tutelati figurativamente con le consuete modalità, salvo si tratti della fattispecie dei parti fortemente prematuri per cui si pone la necessità di dare separata evidenza a detti periodi. In particolare, il datore di lavoro deve valorizzare il periodo di congedo post partum aggiuntivo (equivalente al numero di giorni compresi nell’intervallo temporale che va dal giorno successivo al parto al giorno precedente l’inizio dei due mesi ante partum), mediante l’utilizzo del nuovo <CodiceEvento> "PAP" avente il significato di "Periodi di congedo maternità parto fortemente prematuro D.Lgs n. 80/2015". Nei casi di indennità a pagamento diretto, invece, il dato per la valorizzazione è trasmesso dagli archivi delle prestazioni a sostegno del reddito.
Peraltro, l’ampliamento della tutela figurativa in caso di parto prematuro riguarda anche gli eventi verificatisi fuori dal rapporto di lavoro. In tal caso, ferme le condizioni già previste per l’accredito degli eventi di maternità fuori dal rapporto di lavoro, l’interessata è tenuta ad esibire la certificazione medico specialistica dell’epoca rilasciata da struttura sanitaria pubblica che attesti la data presunta del parto.
Per il conguaglio delle indennità anticipate alla lavoratrice dal datore di lavoro, relativamente al periodo di congedo post partum aggiuntivo, va valorizzato nell’elemento <MatACredAltre>, <CausaleRecMat>, il codice causale "L063" avente il significato di "Indennità di congedo maternità parto prematuro D.Lgs. n. 80/2015"; nell’elemento <ImportoRecMat> il relativo importo. Rimane ferma la necessità di valorizzare i consueti codici causale, per il conguaglio delle indennità anticipate dal datore di lavoro relative al periodo ordinario di congedo.
L’indennità di maternità corrisposta dall’Istituto direttamente alle lavoratrici sotto il profilo fiscale si configura quale reddito appartenente alla stessa categoria di quello sostituito o perduto e, dunque, se l’indennità è percepita in sostituzione del reddito di lavoro dipendente o assimilato al lavoro dipendente, viene assoggetta al regime della tassazione ordinaria, con le aliquote previste e con il riconoscimento delle relative detrazioni.

Frosinone: firmato il contratto integrativo di lavoro per l’industria edile

29 aprile 2016 Sottoscritto, tra l’ANCE FROSINONE e le OO.SS. di categoria il contratto integrativo di lavoro per i dipendenti delle imprese edili della provincia di Frosinone.

Queste le novità a partire dal 1/4/2016:

Le aliquote contributive della Cassa Edile di Frosinone sono rimodulate secondo il seguente schema:

Contributo

A carico Lavoratore

A carico Impresa

Totale

Cassa Edile 0,42 2,08 2,50
E.S.E.F. – C.P.T.   1,00 1,00
A.P.E.   2,35 2,35
Quote cont. Prov. 0,72 0,72 1,44
Quote cont. Naz. 0,222 0,222 0,444
Fondo Sicurlabor   0,30 0,30
Fondo Premiale   0,10 0,10
Fondo “Lavori usuranti e pesanti”   0,10 0,10
Totale 1,362 6,872 8,234

Indennità di mensa
È pari a 0,75 euro per gli operai e gli addetti Calcestruzzo e a 6,00 euro giornalieri per gli impiegati

A.P.E.
Viene ridotta in forma sperimentale l’aliquota relativa all’Anzianità Professionale Edile che passa dal 3,50 al 2,35.

R.L.S.T.
L’aliquota del Fondo SicurLabor passa da 0,20 a 0,30.

29 aprile 2016 Sottoscritto, tra l’ANCE FROSINONE e le OO.SS. di categoria il contratto integrativo di lavoro per i dipendenti delle imprese edili della provincia di Frosinone.

Queste le novità a partire dal 1/4/2016:

Le aliquote contributive della Cassa Edile di Frosinone sono rimodulate secondo il seguente schema:

Contributo

A carico Lavoratore

A carico Impresa

Totale

Cassa Edile 0,42 2,08 2,50
E.S.E.F. - C.P.T.   1,00 1,00
A.P.E.   2,35 2,35
Quote cont. Prov. 0,72 0,72 1,44
Quote cont. Naz. 0,222 0,222 0,444
Fondo Sicurlabor   0,30 0,30
Fondo Premiale   0,10 0,10
Fondo "Lavori usuranti e pesanti"   0,10 0,10
Totale 1,362 6,872 8,234

Indennità di mensa
È pari a 0,75 euro per gli operai e gli addetti Calcestruzzo e a 6,00 euro giornalieri per gli impiegati

A.P.E.
Viene ridotta in forma sperimentale l'aliquota relativa all'Anzianità Professionale Edile che passa dal 3,50 al 2,35.

R.L.S.T.
L’aliquota del Fondo SicurLabor passa da 0,20 a 0,30.

Resta salda la compatibilità tra la mediazione e il brokeraggio assicurativo

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato in un nuovo parare la compatibilità dell’attività di agente di affari in mediazione con quella di brokeraggio assicurativo (Ministero Sviluppo Economico – parere n. 65371/2016).

Nell’ambito delle attività di intermediazione assicurativa e riassicurativa, solo l’attività di brokeraggio assicurativo viene intesa come attività di intermediazione e quindi compatibile con l’esercizio della mediazione.
Nell’attività di brokeraggio risiedono i due elementi fondanti della mediazione tali da giustificare tale compatibilità e, cioè, la messa in relazione delle parti e il non essere legato a nessun vincolo di rappresentanza, collaborazione o dipendenza.
Infatti l’incompatibilità è prevista con qualsiasi attività esercitata in settori del tutto diversi rispetto a quello della mediazione e l’esercizio congiunto è consentito solo:
– con quelle attività collegate e messe in atto per la conclusione degli affari intermediati;
– con attività riconducibili espressamente al rapporto di mediazione.

Sulla base di tali elementi, quindi, l’attività di brokeraggio è intesa come vera e propria attività di mediazione, cosa che invece non accade con l’attività di agente assicurativo per la quale resta salda l’incompatibilità.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato in un nuovo parare la compatibilità dell’attività di agente di affari in mediazione con quella di brokeraggio assicurativo (Ministero Sviluppo Economico - parere n. 65371/2016).

Nell’ambito delle attività di intermediazione assicurativa e riassicurativa, solo l’attività di brokeraggio assicurativo viene intesa come attività di intermediazione e quindi compatibile con l’esercizio della mediazione.
Nell’attività di brokeraggio risiedono i due elementi fondanti della mediazione tali da giustificare tale compatibilità e, cioè, la messa in relazione delle parti e il non essere legato a nessun vincolo di rappresentanza, collaborazione o dipendenza.
Infatti l’incompatibilità è prevista con qualsiasi attività esercitata in settori del tutto diversi rispetto a quello della mediazione e l’esercizio congiunto è consentito solo:
- con quelle attività collegate e messe in atto per la conclusione degli affari intermediati;
- con attività riconducibili espressamente al rapporto di mediazione.

Sulla base di tali elementi, quindi, l’attività di brokeraggio è intesa come vera e propria attività di mediazione, cosa che invece non accade con l’attività di agente assicurativo per la quale resta salda l’incompatibilità.

ALBERGHI: nuovi minimi retributivi per lavoro extra e di surroga

Previsti, a decorrere dal mese di aprile, nuovi minimi retributivi per il personale extra degli alberghi

Sono considerati lavoratori extra e di surroga quelli lavoratori addetti a speciali servizi, in occasione dei quali è consentita l’assunzione diretta di manodopera per una durata non superiore a tre giorni:
– banquetting;
– meeting, convegni, fiere, congressi, manifestazioni, presenze di gruppi nonché eventi similari;
– attività di assistenza e ricevimento agli arrivi e alle partenze in porti, aeroporti, stazioni ed altri luoghi similari;
– prestazioni rese in occasione del fine settimana;
-prestazioni rese in occasione delle festività;
– ulteriori casi individuati dalla contrattazione integrativa, territoriale e/o aziendale.
L’ipotesi di accordo del 18/1/2014, che riguarda unicamente i dipendenti da aziende del settore alberghiero e campeggi in quanto non è stata sottoscritta dalle Organizzazioni datoriali FIPE (che riunisce gli esercizi pubblici), FIAVET (che riunisce le agenzie di viaggio) e FEDERRETI (Federazione Sindacale Vettori e Servizi per la Mobilita), ha previsto, a far data dal 1° aprile 2016, degli incrementi relativi alla retribuzione oraria per il personale extra e di surroga.

Livelli

Aprile 2016

14,25
13,58
6°S 12,99
12,83
12,01

Previsti, a decorrere dal mese di aprile, nuovi minimi retributivi per il personale extra degli alberghi

Sono considerati lavoratori extra e di surroga quelli lavoratori addetti a speciali servizi, in occasione dei quali è consentita l'assunzione diretta di manodopera per una durata non superiore a tre giorni:
- banquetting;
- meeting, convegni, fiere, congressi, manifestazioni, presenze di gruppi nonché eventi similari;
- attività di assistenza e ricevimento agli arrivi e alle partenze in porti, aeroporti, stazioni ed altri luoghi similari;
- prestazioni rese in occasione del fine settimana;
-prestazioni rese in occasione delle festività;
- ulteriori casi individuati dalla contrattazione integrativa, territoriale e/o aziendale.
L’ipotesi di accordo del 18/1/2014, che riguarda unicamente i dipendenti da aziende del settore alberghiero e campeggi in quanto non è stata sottoscritta dalle Organizzazioni datoriali FIPE (che riunisce gli esercizi pubblici), FIAVET (che riunisce le agenzie di viaggio) e FEDERRETI (Federazione Sindacale Vettori e Servizi per la Mobilita), ha previsto, a far data dal 1° aprile 2016, degli incrementi relativi alla retribuzione oraria per il personale extra e di surroga.

Livelli

Aprile 2016

14,25
13,58
6°S 12,99
12,83
12,01

L’Ente Bilaterale comunica una procedura di allineamento al nuovo CCNL “Amministratori di condominio”

L’ENBIF, Ente Bilaterale Federale di Saci-Cisal Terziario, attraverso un comunicato della Commissione Bilaterale, predispone un percorso di allineamento al nuovo CCNL di settore, per i lavoratori già in forza alla data della sua entrata in vigore

A seguito del rinnovo del CCNL Saci-Anaci Cisal per i dipendenti da Studi che amministrano condomini, avvenuto il 28/1/2016 con validità dal 1° marzo 2016 al 28 febbraio 2019, presentando molte differenze rispetto al Contratto previgente, si è posto il problema della sua applicazione per i lavoratori già in forza, alla data della sua entrata in vigore.
Pertanto, la Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione, anche detta solo Commissione Bilaterale, avendo rilevato tali difficoltà gestionali in merito all’applicazione del CCNL rinnovato ai Lavoratori cui si applicava il previgente Contratto, ha predisposto il seguente percorso di Allineamento applicativo del CCNL, consigliato al fine di assicurare la corretta gestione contrattuale:

1. Lo Studio o il Consulente del lavoro avanza formale richiesta di Allineamento dell’inquadramento Contrattuale e Retributivo alla Commissione Bilaterale per i dipendenti iscritti all’EN.BI.F.
2. In attesa del compiuto Allineamento, lo Studio continuerà ad applicare il previgente CCNL Amministratori, riconoscendo la sola Una Tantum prevista dall’art. 24 del CCNL rinnovato nell’importo dovuto per il livello d’inquadramento applicato al 28/2/2016.
3. La Commissione Bilaterale, previo ricevimento della descrizione analitica delle mansioni svolte dal lavoratore, di copia dell’ultimo cedolino paga, di eventuali Accordi Aziendali o ad personam, effettuerà l’Inquadramento Contrattuale al CCNL rinnovato e l’Allineamento Retributivo, con l’indicazione degli eventuali arretrati maturati dal Lavoratore e l’armonizzazione alle nuove previsioni degli eventuali Accordi Integrativi già in essere.
4. Lo Studio dovrà quindi recepire gli Allineamenti predisposti dalla Commissione Bilaterale, con completa successiva applicazione del CCNL Amministratori rinnovato.

Gli Allineamenti (dell’Inquadramento Contrattuale e Retributivo) così effettuati garantiranno equilibrati e compatibili incrementi delle retribuzioni e dei costi.
Viceversa, la somma risultante dai maggiori costi conseguenti all’errato inquadramento e all’errata retribuzione e/o configurazione normativa, determinerà incrementi incompatibili, dovuti all’esclusiva responsabilità del Datore di Lavoro.
Per quanto precede, considerata l’importanza cruciale per la corretta applicazione contrattuale della procedura di Allineamento, le Parti hanno stabilito che, eccezionalmente, con il solo versamento del contributo agevolato di € 40,00 per dipendente, la Commissione Bilaterale effettuerà tale procedura di Allineamento per ogni Lavoratore iscritto all’En.Bi.F., che per il tramite del Datore o del Consulente, ne faccia formale richiesta all’indirizzo: certificazione@enbif.it, con il contestuale inoltro della documentazione indicata nel precedente punto 3.

L’ENBIF, Ente Bilaterale Federale di Saci-Cisal Terziario, attraverso un comunicato della Commissione Bilaterale, predispone un percorso di allineamento al nuovo CCNL di settore, per i lavoratori già in forza alla data della sua entrata in vigore

A seguito del rinnovo del CCNL Saci-Anaci Cisal per i dipendenti da Studi che amministrano condomini, avvenuto il 28/1/2016 con validità dal 1° marzo 2016 al 28 febbraio 2019, presentando molte differenze rispetto al Contratto previgente, si è posto il problema della sua applicazione per i lavoratori già in forza, alla data della sua entrata in vigore.
Pertanto, la Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione, anche detta solo Commissione Bilaterale, avendo rilevato tali difficoltà gestionali in merito all’applicazione del CCNL rinnovato ai Lavoratori cui si applicava il previgente Contratto, ha predisposto il seguente percorso di Allineamento applicativo del CCNL, consigliato al fine di assicurare la corretta gestione contrattuale:

1. Lo Studio o il Consulente del lavoro avanza formale richiesta di Allineamento dell’inquadramento Contrattuale e Retributivo alla Commissione Bilaterale per i dipendenti iscritti all’EN.BI.F.
2. In attesa del compiuto Allineamento, lo Studio continuerà ad applicare il previgente CCNL Amministratori, riconoscendo la sola Una Tantum prevista dall’art. 24 del CCNL rinnovato nell’importo dovuto per il livello d’inquadramento applicato al 28/2/2016.
3. La Commissione Bilaterale, previo ricevimento della descrizione analitica delle mansioni svolte dal lavoratore, di copia dell'ultimo cedolino paga, di eventuali Accordi Aziendali o ad personam, effettuerà l’Inquadramento Contrattuale al CCNL rinnovato e l’Allineamento Retributivo, con l’indicazione degli eventuali arretrati maturati dal Lavoratore e l’armonizzazione alle nuove previsioni degli eventuali Accordi Integrativi già in essere.
4. Lo Studio dovrà quindi recepire gli Allineamenti predisposti dalla Commissione Bilaterale, con completa successiva applicazione del CCNL Amministratori rinnovato.

Gli Allineamenti (dell’Inquadramento Contrattuale e Retributivo) così effettuati garantiranno equilibrati e compatibili incrementi delle retribuzioni e dei costi.
Viceversa, la somma risultante dai maggiori costi conseguenti all’errato inquadramento e all’errata retribuzione e/o configurazione normativa, determinerà incrementi incompatibili, dovuti all’esclusiva responsabilità del Datore di Lavoro.
Per quanto precede, considerata l’importanza cruciale per la corretta applicazione contrattuale della procedura di Allineamento, le Parti hanno stabilito che, eccezionalmente, con il solo versamento del contributo agevolato di € 40,00 per dipendente, la Commissione Bilaterale effettuerà tale procedura di Allineamento per ogni Lavoratore iscritto all’En.Bi.F., che per il tramite del Datore o del Consulente, ne faccia formale richiesta all’indirizzo: certificazione@enbif.it, con il contestuale inoltro della documentazione indicata nel precedente punto 3.

Dal testo coordinato del CCNL Credito Bancari Abi concluso il 14 aprile, le nuove tabelle retributive

Completata, il giorno 14/4/2016 tra Abi e Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, Ugl Credito, Uilca, l’Unisin, la stesura del testo coordinato del CCNL per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali

L’articolato, che riprende l’ipotesi di accordo del 31/3/2015, decorre dalla data di stipula di quest’ultima e scadrà, sia per la parte economica che per quella normativa, il 31/12/2018.
Di seguito, un breve prospetto sulle tabelle retributive con una particolare attenzione al “Livello retributivo di inserimento professionale”.

Aree Professionali e Quadri

Tabella vigente in vigore dall’1/1/2015 al 30/9/2016

Livelli

Stipendio dall’1/1/2015

Scatti di anzianità

Importo ex ristrutturazione tabellare

QD 4° Livello 4.185,11 95,31 14,30
QD 3° Livello 3,552,46 95,31 14,30
QD 2° Livello 3.170,41 41,55 7,99
QD 1° Livello 2.986,59 41,55 7,99
3.a Area 4° Livello 2.631,90 41,55 7,99
3.a Area 3° Livello 2.441,43 41,55 7,99
3.a Area 2° Livello 2.306,54 41,55 7,99
3.a Area 1° Livello 2.188,38 41,55 7,99
2.a Area 3° Livello 2.057,33 35,57 6,83
2.a Area 2° Livello 1.978,58 29,07 5,59
2.a Area 1° Livello 1.925,11 29,07 5,59
1.a Area (Livello unico + g. nott.) 1.840,52 21,17 4,07
1.a Area (Livello unico) 1.792,91 20,12 3,87

Tabella con gli aumenti contrattuali stipendiali di ottobre 2016, ottobre 2017 e ottobre 2018

Livelli

Stipendio dall’1/10/2016

Stipendio dall’1/10/2017

Stipendio dall’1/10/2018

QD 4° Livello 4.224,86 4.272,56 4.320,26
QD 3° Livello 3.586,20 3.626,69 3.667,18
QD 2° Livello 3.200,53 3.236,67 3.272,81
QD 1° Livello 3.014,96 3.049,00 3.083,04
3.a Area 4° Livello 2.656,90 2.686,90 2.716,90
3.a Area 3° Livello 2.464,62 2.492,45 2.520,28
3.a Area 2° Livello 2.328,45 2.354,74 2.381,03
3.a Area 1° Livello 2.209,17 2.234,11 2.259,05
2.a Area 3° Livello 2.076,87 2.100,32 2.123,77
2.a Area 2° Livello 1.997,37 2.019,92 2.042,47
2.a Area 1° Livello 1.943,40 1.965,34 1.987,28
1.a Area (Livello unico + g. nott.) 1.858,00 1.878,98 1.899,96
1.a Area (Livello unico) 1.809,94 1.830,38 1.850,82

Livello retributivo di inserimento professionale

Quest’ultimo è previsto dall’art. 46 dell’articolato, che così dispone: “Allo scopo di favorire nuova occupazione secondo criteri di sostenibilità, al lavoratore/lavoratrice assunto nella 3.a area professionale, 1° livello retributivo, con contratto a tempo indeterminato, ivi compreso l’apprendistato, è attribuito uno stipendio nelle misure indicate nelle tabelle in allegato n. 2 per un periodo di 4 anni dalla data di assunzione. Quanto previsto dal presente articolo si applica anche al lavoratore/lavoratrice assunto con contratto di apprendistato professionalizzante.”

Tabella per gli assunti a far tempo dall’1/4/2015

Stipendio mensile per 13 mensilità

Dall’1/4/2015

Dall’1/10/2016

Dall’1/10/2017

Dall’1/10/2018

1.969,54 1.988,25 2.010,70 2.033,15

Tabella per lavoratori in servizio al 31/3/2015

Stipendio mensile per 13 mensilità

Dall’1/4/2015

Dall’1/10/2016

Dall’1/10/2017

Dall’1/10/2018

1.794,47 1.813,18 1.835,63 1.858,08

Le differenze rispetto agli assunti a far tempo dall’1/4/2015 sono assicurate tramite prestazione del F.O.C. ai sensi dell’art. 32, comma 10, del CCNL, e del verbale di accordo 25/11/2015, che prevede la “Integrazione ex F.O.C.”, un importo pari a euro 175,07 lordi mensili per tredici mensilità.
L’accordo 25/11/2015, riportato nell’appendice n. 10 dell’articolato contrattuale, ha previsto che le aziende erogassero ai lavoratori del livello retributivo di inserimento professionale già in servizio al 31/3/2015, l’importo di cui sopra, con le competenze mensili a far tempo dal mese di gennaio 2016. Con la medesima mensilità di gennaio 2016 è stata anche prevista la corresponsione, in un’unica soluzione, dell’importo arretrato relativo al periodo 1° aprile – 31/12/2015.
A fronte delle erogazioni appena indicate, il F.O.C. riconosce all’azienda le seguenti prestazioni:

– 3.145,84 euro annui (2.419,88 euro per il 2015), per ciascun lavoratore non apprendista con contratto a tempo indeterminato, assunto ante 1/1/2015, ovvero assunto dal 1° gennaio al 31/3/2015 senza diritto per l’azienda all’esonero contributivo di cui alla legge 23/12/2014, n. 190;
– 2.554,56 euro annui (1.965,05 euro per il 2015), per ciascun lavoratore non apprendista con contratto a tempo indeterminato, assunto dal 1° gennaio al 31/3/2015 per il quale l’azienda abbia diritto all’esonero contributivo di cui alla legge 23/12/2014, n. 190. Al termine dell’esonero contributivo triennale sarà assicurato l’importo di cui all’alinea che precede;
– 2.800,59 euro annui (2.154,30 euro per il 2015), per ciascun apprendista.

Tali prestazioni sono determinate tenendo conto della differenza tra lo stipendio del livello retributivo di inserimento professionale ex CCNL 2012 e quello stabilito dall’accordo del 2015, dei connessi oneri di legge e degli effetti sul trattamento di fine rapporto e sul contributo datoriale alla previdenza complementare nella misura del 4%.

Completata, il giorno 14/4/2016 tra Abi e Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, Ugl Credito, Uilca, l’Unisin, la stesura del testo coordinato del CCNL per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali

L’articolato, che riprende l’ipotesi di accordo del 31/3/2015, decorre dalla data di stipula di quest’ultima e scadrà, sia per la parte economica che per quella normativa, il 31/12/2018.
Di seguito, un breve prospetto sulle tabelle retributive con una particolare attenzione al "Livello retributivo di inserimento professionale".

Aree Professionali e Quadri

Tabella vigente in vigore dall’1/1/2015 al 30/9/2016

Livelli

Stipendio dall’1/1/2015

Scatti di anzianità

Importo ex ristrutturazione tabellare

QD 4° Livello 4.185,11 95,31 14,30
QD 3° Livello 3,552,46 95,31 14,30
QD 2° Livello 3.170,41 41,55 7,99
QD 1° Livello 2.986,59 41,55 7,99
3.a Area 4° Livello 2.631,90 41,55 7,99
3.a Area 3° Livello 2.441,43 41,55 7,99
3.a Area 2° Livello 2.306,54 41,55 7,99
3.a Area 1° Livello 2.188,38 41,55 7,99
2.a Area 3° Livello 2.057,33 35,57 6,83
2.a Area 2° Livello 1.978,58 29,07 5,59
2.a Area 1° Livello 1.925,11 29,07 5,59
1.a Area (Livello unico + g. nott.) 1.840,52 21,17 4,07
1.a Area (Livello unico) 1.792,91 20,12 3,87

Tabella con gli aumenti contrattuali stipendiali di ottobre 2016, ottobre 2017 e ottobre 2018

Livelli

Stipendio dall’1/10/2016

Stipendio dall’1/10/2017

Stipendio dall’1/10/2018

QD 4° Livello 4.224,86 4.272,56 4.320,26
QD 3° Livello 3.586,20 3.626,69 3.667,18
QD 2° Livello 3.200,53 3.236,67 3.272,81
QD 1° Livello 3.014,96 3.049,00 3.083,04
3.a Area 4° Livello 2.656,90 2.686,90 2.716,90
3.a Area 3° Livello 2.464,62 2.492,45 2.520,28
3.a Area 2° Livello 2.328,45 2.354,74 2.381,03
3.a Area 1° Livello 2.209,17 2.234,11 2.259,05
2.a Area 3° Livello 2.076,87 2.100,32 2.123,77
2.a Area 2° Livello 1.997,37 2.019,92 2.042,47
2.a Area 1° Livello 1.943,40 1.965,34 1.987,28
1.a Area (Livello unico + g. nott.) 1.858,00 1.878,98 1.899,96
1.a Area (Livello unico) 1.809,94 1.830,38 1.850,82

Livello retributivo di inserimento professionale

Quest’ultimo è previsto dall’art. 46 dell’articolato, che così dispone: "Allo scopo di favorire nuova occupazione secondo criteri di sostenibilità, al lavoratore/lavoratrice assunto nella 3.a area professionale, 1° livello retributivo, con contratto a tempo indeterminato, ivi compreso l'apprendistato, è attribuito uno stipendio nelle misure indicate nelle tabelle in allegato n. 2 per un periodo di 4 anni dalla data di assunzione. Quanto previsto dal presente articolo si applica anche al lavoratore/lavoratrice assunto con contratto di apprendistato professionalizzante."

Tabella per gli assunti a far tempo dall’1/4/2015

Stipendio mensile per 13 mensilità

Dall’1/4/2015

Dall’1/10/2016

Dall’1/10/2017

Dall’1/10/2018

1.969,54 1.988,25 2.010,70 2.033,15

Tabella per lavoratori in servizio al 31/3/2015

Stipendio mensile per 13 mensilità

Dall’1/4/2015

Dall’1/10/2016

Dall’1/10/2017

Dall’1/10/2018

1.794,47 1.813,18 1.835,63 1.858,08

Le differenze rispetto agli assunti a far tempo dall’1/4/2015 sono assicurate tramite prestazione del F.O.C. ai sensi dell’art. 32, comma 10, del CCNL, e del verbale di accordo 25/11/2015, che prevede la "Integrazione ex F.O.C.", un importo pari a euro 175,07 lordi mensili per tredici mensilità.
L’accordo 25/11/2015, riportato nell’appendice n. 10 dell’articolato contrattuale, ha previsto che le aziende erogassero ai lavoratori del livello retributivo di inserimento professionale già in servizio al 31/3/2015, l'importo di cui sopra, con le competenze mensili a far tempo dal mese di gennaio 2016. Con la medesima mensilità di gennaio 2016 è stata anche prevista la corresponsione, in un'unica soluzione, dell’importo arretrato relativo al periodo 1° aprile - 31/12/2015.
A fronte delle erogazioni appena indicate, il F.O.C. riconosce all'azienda le seguenti prestazioni:

- 3.145,84 euro annui (2.419,88 euro per il 2015), per ciascun lavoratore non apprendista con contratto a tempo indeterminato, assunto ante 1/1/2015, ovvero assunto dal 1° gennaio al 31/3/2015 senza diritto per l'azienda all'esonero contributivo di cui alla legge 23/12/2014, n. 190;
- 2.554,56 euro annui (1.965,05 euro per il 2015), per ciascun lavoratore non apprendista con contratto a tempo indeterminato, assunto dal 1° gennaio al 31/3/2015 per il quale l'azienda abbia diritto all'esonero contributivo di cui alla legge 23/12/2014, n. 190. Al termine dell'esonero contributivo triennale sarà assicurato l'importo di cui all'alinea che precede;
- 2.800,59 euro annui (2.154,30 euro per il 2015), per ciascun apprendista.

Tali prestazioni sono determinate tenendo conto della differenza tra lo stipendio del livello retributivo di inserimento professionale ex CCNL 2012 e quello stabilito dall'accordo del 2015, dei connessi oneri di legge e degli effetti sul trattamento di fine rapporto e sul contributo datoriale alla previdenza complementare nella misura del 4%.

Maternità: congedo in caso di parto prematuro e sospensione per ricovero del bambino (1/2)

L’Inps fornisce istruzioni in ordine all’indennità di maternità per i giorni ulteriori rispetto ai 5 mesi riconosciuti nei casi di parto molto prematuro. Sono altresì fornite istruzioni operative per il pagamento delle indennità, nei casi di sospensione del congedo post partum per ricovero del neonato o del bambino adottato o affidato.

Nell’ottica di conciliare al meglio i tempi di vita e lavoro dei genitori lavoratori e di assicurare tutele sempre più ampie, il decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015, con gli artt. 2, 3 e 4, ha apportato modifiche agli articoli 16, 24 e 26 del T.U. maternità/paternità.

PERIODI DI CONGEDO POST PARTUM NEI CASI DI PARTO PREMATURO
La novella interessa le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici iscritte alla Gestione separata e riguarda, in particolare, i casi di parti “fortemente” prematuri da intendersi con tale accezione quelli che si verificano prima dei 2 mesi antecedenti alla data presunta del parto (cioè prima dell’inizio del congedo ordinario).
Rispetto a questi parti, la disciplina previgente prevedeva un congedo di maternità coincidente con i 5 mesi successivi al giorno del parto (circ. 45/2000, par. B e C). Con la riforma della lett. d) dell’art. 16 T.U., invece, su indicazione ministeriale, il congedo si calcola aggiungendo ai 3 mesi post partum tutti i giorni compresi tra la data del parto fortemente prematuro e la data presunta del parto, risultando così di durata complessivamente maggiore rispetto al periodo di 5 mesi precedentemente previsto. Tali indicazioni superano, quindi, quelle fornite ai paragrafi B e C della circolare INPS n. 45/2000.
La riforma in esame non comporta di fatto variazioni nei casi in cui il parto prematuro si verifichi all’interno dei due mesi ante partum, ossia quando il congedo obbligatorio ante partum è già iniziato.

PERIODO TRANSITORIO
Il d.lgs. n. 80/2015 è entrato in vigore il 25 giugno 2015 e si applica agli eventi coincidenti o successivi alla data del 25 giugno 2015.
Per i parti che si sono verificati in data anteriore alla data del 25 giugno 2015, e il cui congedo post partum non si era ancora concluso alla data stessa, è possibile riconoscere l’indennità di maternità anche per gli ulteriori giorni di congedo, a condizione che la lavoratrice si sia effettivamente astenuta dal lavoro nei giorni indennizzabili. In particolare:
– se il datore di lavoro ha conteggiato il congedo post partum tenendo conto non solo dei due mesi ante partum, ma anche degli altri giorni compresi tra la data del parto fortemente prematuro e la data di inizio del congedo ante partum, può portare a conguaglio le indennità anticipate per tutto il periodo di congedo concesso alla lavoratrice;
– se invece il congedo post partum è stato determinato in base alle vecchie regole, oppure tenendo conto solo dei giorni di congedo obbligatorio non fruiti nell’ante partum (due mesi ante partum più eventuali giorni di interdizione anticipata), è possibile, a domanda dell’interessata, un ricalcolo dell’indennità tenendo conto anche dei giorni inizialmente non conteggiati. L’indennizzo di tali giorni ulteriori è possibile solo a condizione che la lavoratrice, nei giorni indennizzabili, si sia effettivamente astenuta dal lavoro senza soluzione di continuità, eventualmente anche ad altro titolo.

RINVIO E SOSPENSIONE DEL CONGEDO DI MATERNITÀ RICOVERO NEONATO O MINORE ADOTTATO/AFFIDATO

Il nuovo art. 16-bis del T.U. disciplina il rinvio e la sospensione del congedo di maternità prevedendo che “In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità per il periodo di cui all’articolo 16, comma 1, lettere c) e d), e di godere del congedo, in tutto o in parte, dalla data di dimissione del bambino”. Il citato diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio ed è subordinato alla produzione di attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell’attività lavorativa.
In base al nuovo art. 16 bis del T.U. l’ambito di applicazione della sospensione del congedo risulta oggi più esteso, la lavoratrice infatti può optare per tale sospensione a prescindere dal motivo del ricovero del neonato, sempre subordinatamente alla compatibilità delle condizioni di salute con la ripresa del lavoro. La sospensione inoltre è esercitabile anche in caso di ricovero di minore adottato/affidato per effetto della riforma dell’art. 26 T.U.
Le sospensioni del congedo, in base alla riforma, sono esercitabili per i parti o gli ingressi in Italia o in famiglia (in caso di adozioni/affidamenti) verificatisi dal 25 giugno 2015.
Per effetto del nuovo comma 6 bis dell’art. 26 T.U., la sospensione del congedo di maternità è attuabile anche in caso di adozione o affidamento di minore; l’opzione è possibile solo per le lavoratrici dipendenti e non invece per le lavoratrice iscritte alla gestione separata alle quali non si applica il citato art. 26 ma l’art. 2 del decreto ministeriale 4 aprile 2002.

CONSERVAZIONE DIRITTO INDENNITÀ DI MATERNITÀ IN CASO DI LICENZIAMENTO PER COLPA GRAVE DELLA LAVORATRICE DIPENDENTE

Il comma 1 dell’art. 24 T.U. è stato riformulato nel seguente modo: “1. L’indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dall’articolo 54, comma 3, lettere a), b) e c), che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità previsti dagli articoli 16 e 17”.
La riformulazione non comporta variazioni sulle tutele già in atto. Infatti la disposizione in argomento integra nel comma 1 dell’art. 24 T.U. maternità/paternità il disposto della sentenza della Corte Costituzionale n. 405 del 2001, in forza del quale è stata prevista la conservazione del trattamento di maternità oltre la cessazione del rapporto di lavoro anche nell’ipotesi prevista dall’art. 54, comma 3, lettera a), del T.U., ossia nel caso di licenziamento per colpa grave della lavoratrice, costituente giusta causa di risoluzione del rapporto di lavoro (cfr. Circolare n. 8/2003, par. 12).

(…)

L’Inps fornisce istruzioni in ordine all’indennità di maternità per i giorni ulteriori rispetto ai 5 mesi riconosciuti nei casi di parto molto prematuro. Sono altresì fornite istruzioni operative per il pagamento delle indennità, nei casi di sospensione del congedo post partum per ricovero del neonato o del bambino adottato o affidato.

Nell’ottica di conciliare al meglio i tempi di vita e lavoro dei genitori lavoratori e di assicurare tutele sempre più ampie, il decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015, con gli artt. 2, 3 e 4, ha apportato modifiche agli articoli 16, 24 e 26 del T.U. maternità/paternità.

PERIODI DI CONGEDO POST PARTUM NEI CASI DI PARTO PREMATURO
La novella interessa le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici iscritte alla Gestione separata e riguarda, in particolare, i casi di parti "fortemente" prematuri da intendersi con tale accezione quelli che si verificano prima dei 2 mesi antecedenti alla data presunta del parto (cioè prima dell’inizio del congedo ordinario).
Rispetto a questi parti, la disciplina previgente prevedeva un congedo di maternità coincidente con i 5 mesi successivi al giorno del parto (circ. 45/2000, par. B e C). Con la riforma della lett. d) dell’art. 16 T.U., invece, su indicazione ministeriale, il congedo si calcola aggiungendo ai 3 mesi post partum tutti i giorni compresi tra la data del parto fortemente prematuro e la data presunta del parto, risultando così di durata complessivamente maggiore rispetto al periodo di 5 mesi precedentemente previsto. Tali indicazioni superano, quindi, quelle fornite ai paragrafi B e C della circolare INPS n. 45/2000.
La riforma in esame non comporta di fatto variazioni nei casi in cui il parto prematuro si verifichi all’interno dei due mesi ante partum, ossia quando il congedo obbligatorio ante partum è già iniziato.

PERIODO TRANSITORIO
Il d.lgs. n. 80/2015 è entrato in vigore il 25 giugno 2015 e si applica agli eventi coincidenti o successivi alla data del 25 giugno 2015.
Per i parti che si sono verificati in data anteriore alla data del 25 giugno 2015, e il cui congedo post partum non si era ancora concluso alla data stessa, è possibile riconoscere l’indennità di maternità anche per gli ulteriori giorni di congedo, a condizione che la lavoratrice si sia effettivamente astenuta dal lavoro nei giorni indennizzabili. In particolare:
- se il datore di lavoro ha conteggiato il congedo post partum tenendo conto non solo dei due mesi ante partum, ma anche degli altri giorni compresi tra la data del parto fortemente prematuro e la data di inizio del congedo ante partum, può portare a conguaglio le indennità anticipate per tutto il periodo di congedo concesso alla lavoratrice;
- se invece il congedo post partum è stato determinato in base alle vecchie regole, oppure tenendo conto solo dei giorni di congedo obbligatorio non fruiti nell’ante partum (due mesi ante partum più eventuali giorni di interdizione anticipata), è possibile, a domanda dell’interessata, un ricalcolo dell’indennità tenendo conto anche dei giorni inizialmente non conteggiati. L’indennizzo di tali giorni ulteriori è possibile solo a condizione che la lavoratrice, nei giorni indennizzabili, si sia effettivamente astenuta dal lavoro senza soluzione di continuità, eventualmente anche ad altro titolo.

RINVIO E SOSPENSIONE DEL CONGEDO DI MATERNITÀ RICOVERO NEONATO O MINORE ADOTTATO/AFFIDATO

Il nuovo art. 16-bis del T.U. disciplina il rinvio e la sospensione del congedo di maternità prevedendo che "In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità per il periodo di cui all’articolo 16, comma 1, lettere c) e d), e di godere del congedo, in tutto o in parte, dalla data di dimissione del bambino". Il citato diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio ed è subordinato alla produzione di attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell’attività lavorativa.
In base al nuovo art. 16 bis del T.U. l’ambito di applicazione della sospensione del congedo risulta oggi più esteso, la lavoratrice infatti può optare per tale sospensione a prescindere dal motivo del ricovero del neonato, sempre subordinatamente alla compatibilità delle condizioni di salute con la ripresa del lavoro. La sospensione inoltre è esercitabile anche in caso di ricovero di minore adottato/affidato per effetto della riforma dell’art. 26 T.U.
Le sospensioni del congedo, in base alla riforma, sono esercitabili per i parti o gli ingressi in Italia o in famiglia (in caso di adozioni/affidamenti) verificatisi dal 25 giugno 2015.
Per effetto del nuovo comma 6 bis dell’art. 26 T.U., la sospensione del congedo di maternità è attuabile anche in caso di adozione o affidamento di minore; l’opzione è possibile solo per le lavoratrici dipendenti e non invece per le lavoratrice iscritte alla gestione separata alle quali non si applica il citato art. 26 ma l’art. 2 del decreto ministeriale 4 aprile 2002.

CONSERVAZIONE DIRITTO INDENNITÀ DI MATERNITÀ IN CASO DI LICENZIAMENTO PER COLPA GRAVE DELLA LAVORATRICE DIPENDENTE

Il comma 1 dell’art. 24 T.U. è stato riformulato nel seguente modo: "1. L'indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dall'articolo 54, comma 3, lettere a), b) e c), che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità previsti dagli articoli 16 e 17".
La riformulazione non comporta variazioni sulle tutele già in atto. Infatti la disposizione in argomento integra nel comma 1 dell’art. 24 T.U. maternità/paternità il disposto della sentenza della Corte Costituzionale n. 405 del 2001, in forza del quale è stata prevista la conservazione del trattamento di maternità oltre la cessazione del rapporto di lavoro anche nell’ipotesi prevista dall’art. 54, comma 3, lettera a), del T.U., ossia nel caso di licenziamento per colpa grave della lavoratrice, costituente giusta causa di risoluzione del rapporto di lavoro (cfr. Circolare n. 8/2003, par. 12).

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