In arrivo i modelli Unico, consolidato e dichiarazione Irap

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato le versioni definitive dei modelli Unico 2016 Persone Fisiche (PF), Società di capitali (Sc), Società di persone (Sp), Enti non commerciali (Enc), il modello Consolidato nazionale e mondiale (Cnm) e il modello Irap con i provvedimenti nn. 16065, 16131, 16184, 16302,16310, 16341 del 2016)

Di seguito sono elencate alcune delle novità di quest’anno relative ai modelli in oggetto.

Unico 2016 Persone Fisiche

– il credito d’imposta per negoziazione e arbitrato, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, commisurato al compenso corrisposto agli arbitri o agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita per un importo massimo di 250 euro;
 – il nuovo codice da indicare in frontespizio per la dichiarazione integrativa a seguito della lettera di compliance(codice 2);
– il bonus Irpef previsto per i lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito fino a 26 mila euro, che quest’anno passa da 640 a 960 euro l’anno;
– il nuovo regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni, con imposta sostitutiva del 15% di Irpef, addizionali e Irap; per questi ultimi in caso di start up è prevista, inoltre, la riduzione del reddito imponibile di un terzo.

Reddito d’impresa

Al quadro RG o RF (a seconda del regime di contabilità utilizzato), trova spazio il patent box, il regime opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali nonché il super ammortamento, che consente agli imprenditori e professionisti che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016 di maggiorare del 40% il costo di acquisizione ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. Chi ha aderito al patent box dovrà indicare in dichiarazione la quota del reddito escluso dalla tassazione ordinaria mentre chi si avvale del super ammortamento dovrà indicare le maggiori quote di ammortamento e dei canoni di leasing fiscalmente deducibili.

Irap

Nel modello Irap di quest’anno, vengono recepite le diverse disposizioni introdotte dalla legge di Stabilità 2015 in materia di Irap. In primo piano, nuovamente il patent box, dal momento che il regime opzionale si applica anche alla determinazione del valore della produzione. Vengono inoltre inseriti in dichiarazione la deduzione integrale del costo per lavoro dipendente a tempo indeterminato e il credito d’imposta del 10% dell’imposta lorda per le imprese senza dipendenti, quest’ultimo da utilizzare esclusivamente in compensazione.

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato le versioni definitive dei modelli Unico 2016 Persone Fisiche (PF), Società di capitali (Sc), Società di persone (Sp), Enti non commerciali (Enc), il modello Consolidato nazionale e mondiale (Cnm) e il modello Irap con i provvedimenti nn. 16065, 16131, 16184, 16302,16310, 16341 del 2016)

Di seguito sono elencate alcune delle novità di quest’anno relative ai modelli in oggetto.

Unico 2016 Persone Fisiche

- il credito d’imposta per negoziazione e arbitrato, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, commisurato al compenso corrisposto agli arbitri o agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita per un importo massimo di 250 euro;
 - il nuovo codice da indicare in frontespizio per la dichiarazione integrativa a seguito della lettera di compliance(codice 2);
- il bonus Irpef previsto per i lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito fino a 26 mila euro, che quest’anno passa da 640 a 960 euro l’anno;
- il nuovo regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni, con imposta sostitutiva del 15% di Irpef, addizionali e Irap; per questi ultimi in caso di start up è prevista, inoltre, la riduzione del reddito imponibile di un terzo.

Reddito d’impresa

Al quadro RG o RF (a seconda del regime di contabilità utilizzato), trova spazio il patent box, il regime opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali nonché il super ammortamento, che consente agli imprenditori e professionisti che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016 di maggiorare del 40% il costo di acquisizione ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. Chi ha aderito al patent box dovrà indicare in dichiarazione la quota del reddito escluso dalla tassazione ordinaria mentre chi si avvale del super ammortamento dovrà indicare le maggiori quote di ammortamento e dei canoni di leasing fiscalmente deducibili.

Irap

Nel modello Irap di quest’anno, vengono recepite le diverse disposizioni introdotte dalla legge di Stabilità 2015 in materia di Irap. In primo piano, nuovamente il patent box, dal momento che il regime opzionale si applica anche alla determinazione del valore della produzione. Vengono inoltre inseriti in dichiarazione la deduzione integrale del costo per lavoro dipendente a tempo indeterminato e il credito d’imposta del 10% dell’imposta lorda per le imprese senza dipendenti, quest’ultimo da utilizzare esclusivamente in compensazione.

ENASARCO: prestazioni integrative 2016

 

Il Regolamento Istituzionale della Fondazione Enasarco ha previsto nuove aliquote Enasarco per tutte le provvigioni di competenza del 2016, fino al raggiungimento del massimale.

Per l’anno 2016, il contributo previdenziale sarà pari al 15,10%, di cui 7,55% a carico dell’agente e 7,55% a carico delle preponenti. I cosiddetti minimali contributivi ed i massimali provvigionali annui, rivalutati annualmente secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, saranno comunicati ufficialmente dalla Fondazione Enasarco.
Per gli agenti che operano in forma di società di capitali, il contributo per il 2016 dovrà tenere conto dei seguenti scaglioni:
– Fino ad € 13.000.000,00 di provvigioni Aliquota del 4% (di cui 1% a carico agente)
– Da € 13.000.00,00 ad € 20.000.000,00 Aliquota del 2%(di cui 0,50% a carico agente)
– Da € 20.000.000,00 ad € 26.000.000,00 Aliquota del 1%(di cui 0,25% a carico agente)
– Oltre 26.000.000,00 Aliquota dello 0,5% (di cui 0,2% a carico agente)
Inoltre, il regolamento per le Prestazioni Integrative Enasarco del 2016 è stato pubblicato sul sito www.fisascatcislagenti.it, con la possibilità di scaricarlo.

 

Il Regolamento Istituzionale della Fondazione Enasarco ha previsto nuove aliquote Enasarco per tutte le provvigioni di competenza del 2016, fino al raggiungimento del massimale.

Per l’anno 2016, il contributo previdenziale sarà pari al 15,10%, di cui 7,55% a carico dell’agente e 7,55% a carico delle preponenti. I cosiddetti minimali contributivi ed i massimali provvigionali annui, rivalutati annualmente secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, saranno comunicati ufficialmente dalla Fondazione Enasarco.
Per gli agenti che operano in forma di società di capitali, il contributo per il 2016 dovrà tenere conto dei seguenti scaglioni:
- Fino ad € 13.000.000,00 di provvigioni Aliquota del 4% (di cui 1% a carico agente)
- Da € 13.000.00,00 ad € 20.000.000,00 Aliquota del 2%(di cui 0,50% a carico agente)
- Da € 20.000.000,00 ad € 26.000.000,00 Aliquota del 1%(di cui 0,25% a carico agente)
- Oltre 26.000.000,00 Aliquota dello 0,5% (di cui 0,2% a carico agente)
Inoltre, il regolamento per le Prestazioni Integrative Enasarco del 2016 è stato pubblicato sul sito www.fisascatcislagenti.it, con la possibilità di scaricarlo.

Studi di settore: dati disponibili con un click

È sempre più ampia la condivisione di informazioni tra il Fisco e i cittadini: i dati degli studi di settore dichiarati dai contribuenti per gli anni 2011-2014 sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate (Agenzia entrate – comunicato 29 gennaio 2016).

La pubblicazione dei dati degli studi di settore sul sito dell’Agenzia delle Entrate offre anno per anno una panoramica completa sulla platea dei soggetti che applicano gli studi si settore e rappresenta un tassello importante nell’ambito del dialogo tra il Fisco e il contribuente.

Nello specifico, il nuovo sistema consente di selezionare il macrosettore, o ancora il singolo studio, per conoscere, tra l’altro, gli importi di ricavi o compensi dichiarati, anche con riferimento ai soggetti congrui e non congrui; la percentuale di congrui e di coerenti rispetto alla platea, il numero di posizioni congrue e non per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica.

In tal senso, quindi, i contribuenti vengono messi nelle condizioni di avere un quadro sempre più completo della propria posizione fiscale e vengono aiutati  ad adempiere correttamente o a mettersi in regola per tempo, con sanzioni ridotte.

È sempre più ampia la condivisione di informazioni tra il Fisco e i cittadini: i dati degli studi di settore dichiarati dai contribuenti per gli anni 2011-2014 sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate (Agenzia entrate - comunicato 29 gennaio 2016).

La pubblicazione dei dati degli studi di settore sul sito dell’Agenzia delle Entrate offre anno per anno una panoramica completa sulla platea dei soggetti che applicano gli studi si settore e rappresenta un tassello importante nell’ambito del dialogo tra il Fisco e il contribuente.

Nello specifico, il nuovo sistema consente di selezionare il macrosettore, o ancora il singolo studio, per conoscere, tra l’altro, gli importi di ricavi o compensi dichiarati, anche con riferimento ai soggetti congrui e non congrui; la percentuale di congrui e di coerenti rispetto alla platea, il numero di posizioni congrue e non per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica.

In tal senso, quindi, i contribuenti vengono messi nelle condizioni di avere un quadro sempre più completo della propria posizione fiscale e vengono aiutati  ad adempiere correttamente o a mettersi in regola per tempo, con sanzioni ridotte.

CIG in deroga: firmato l’accordo in Valle D’Aosta

Siglato, tra la Regione, l’INPS e le Parti sociali, l’accordo quadro relativo alla gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, per l’anno 2016, nella Regione Valle D’Aosta.

L’accordo si applica nei casi di sospensione dal lavoro o di prestazioni di lavoro a orario ridotto intervenute a decorrere dall’1/1/2016 e fino al 31/12/2016. L’accesso ai trattamenti di Cig in deroga prevede che si applichino le seguenti disposizioni:

– requisito dei dodici mesi di anzianità lavorativa alla data di inizio del periodo di CIG richiesto;

– esclusione delle imprese in cessazione, totale o parziale di attività;

– ammissione delle sole imprese di cui agli artt. 2082 e 2083 del codice civile, nonché degli studi professionali, secondo quanto stabilito con Ordinanza del Consiglio di Stato dell’11/3/2015, in attesa della pronuncia del TAR del Lazio;

– pieno utilizzo, prima del ricorso all’integrazione salariale, degli strumenti ordinari di flessibilità, inclusa la fruizione delle ferie residue;

– utilizzo prioritario, se effettivamente accessibili, degli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria nei casi di sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro.

Inoltre, i trattamenti di CIG potranno essere concessi per periodi continuativi non inferiori a 2 settimane con durata massima di 3 mesi nell’arco del 2016.
Relativamente alla mobilità in deroga il trattamento verrà concesso ai lavoratori individuati dal Decreto suddetto, nel limite massimo di 4 mesi nell’arco del 2016.

Siglato, tra la Regione, l’INPS e le Parti sociali, l’accordo quadro relativo alla gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, per l’anno 2016, nella Regione Valle D’Aosta.

L’accordo si applica nei casi di sospensione dal lavoro o di prestazioni di lavoro a orario ridotto intervenute a decorrere dall’1/1/2016 e fino al 31/12/2016. L’accesso ai trattamenti di Cig in deroga prevede che si applichino le seguenti disposizioni:

- requisito dei dodici mesi di anzianità lavorativa alla data di inizio del periodo di CIG richiesto;

- esclusione delle imprese in cessazione, totale o parziale di attività;

- ammissione delle sole imprese di cui agli artt. 2082 e 2083 del codice civile, nonché degli studi professionali, secondo quanto stabilito con Ordinanza del Consiglio di Stato dell’11/3/2015, in attesa della pronuncia del TAR del Lazio;

- pieno utilizzo, prima del ricorso all’integrazione salariale, degli strumenti ordinari di flessibilità, inclusa la fruizione delle ferie residue;

- utilizzo prioritario, se effettivamente accessibili, degli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria nei casi di sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro.

Inoltre, i trattamenti di CIG potranno essere concessi per periodi continuativi non inferiori a 2 settimane con durata massima di 3 mesi nell’arco del 2016.
Relativamente alla mobilità in deroga il trattamento verrà concesso ai lavoratori individuati dal Decreto suddetto, nel limite massimo di 4 mesi nell’arco del 2016.

Fondo Fonte: variazione della contribuzione per le aziende di fiori freschi recisi

 

Variata, dall’1/1/2016, la contribuzione al Fondo di previdenza complementare FONTE per i dipendenti da aziende esercenti la lavorazione, il commercio, il trasporto, l’esportazione e l’importazione all’ingrosso di fiori freschi recisi, verde e piante ornamentali per imprese commerciali, consortili o cooperative e G.E.I.E.

Le contribuzioni dovute al Fondo da parte del lavoratore aderente, con decorrenza dal momento che ne fa richiesta, e del datore di lavoro dal quale dipende, sono costituite da:
– 0,55% della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del lavoratore;
– 1% della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del datore di lavoro, la quale, a far data dall’1/1/2016, sarà pari all’1,2%;
– una quota del TFR maturando dal momento dell’iscrizione al Fondo pari al 50%;
– il 100% del TFR maturando al momento dell’iscrizione al Fondo per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, anche part-time, di prima occupazione successiva al 28/4/1993.
E’ data facoltà ai lavoratori, limitatamente alla quota di contribuzione a proprio carico, di effettuare versamenti più elevati di quelli previsti, sulla base delle disposizioni delle leggi vigenti. Le trattenute, da parte del datore di lavoro sulla busta paga del lavoratore, avverranno con cadenza mensile. Della avvenuta adesione al Fondo dovrà essere data comunicazione alla Commissione Paritetica Provinciale.

 

 

Variata, dall’1/1/2016, la contribuzione al Fondo di previdenza complementare FONTE per i dipendenti da aziende esercenti la lavorazione, il commercio, il trasporto, l'esportazione e l'importazione all'ingrosso di fiori freschi recisi, verde e piante ornamentali per imprese commerciali, consortili o cooperative e G.E.I.E.

Le contribuzioni dovute al Fondo da parte del lavoratore aderente, con decorrenza dal momento che ne fa richiesta, e del datore di lavoro dal quale dipende, sono costituite da:
- 0,55% della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del lavoratore;
- 1% della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del datore di lavoro, la quale, a far data dall'1/1/2016, sarà pari all'1,2%;
- una quota del TFR maturando dal momento dell'iscrizione al Fondo pari al 50%;
- il 100% del TFR maturando al momento dell'iscrizione al Fondo per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, anche part-time, di prima occupazione successiva al 28/4/1993.
E' data facoltà ai lavoratori, limitatamente alla quota di contribuzione a proprio carico, di effettuare versamenti più elevati di quelli previsti, sulla base delle disposizioni delle leggi vigenti. Le trattenute, da parte del datore di lavoro sulla busta paga del lavoratore, avverranno con cadenza mensile. Della avvenuta adesione al Fondo dovrà essere data comunicazione alla Commissione Paritetica Provinciale.

 

Le collaborazioni nell’ambito delle discipline sportive

Nell’ambito di applicazione dell’art. 2, co. 2, lett. d), D.Lgs. n. 81/2015 (“presunzione di subordinazione”), devono essere ricomprese anche le collaborazioni coordinate e continuative rese direttamente in favore del CONI, delle Federazioni Sportive nazionali, delle discipline associate e degli Enti di promozione sportiva (Interpello del Ministero del lavoro 27 gennaio 2016, n. 6).

La richiesta di chiarimento giunge, in particolare, dal CONI e dall’ANCL in merito all’applicazione della presunzione di subordinazione ex articolo 2, comma 2, D.Lgs. n. 81/2015, nell’ambito delle discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.
In proposito, il Ministero del lavoro nel rammentare che, dal 1° gennaio 2016, la disciplina del rapporto di lavoro subordinato trova applicazione nell’ipotesi di rapporti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali e continuative, le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro (c.d. etero-organizzazione), ribadisce che, non rientrano nel campo di applicazione di tale disciplina le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni Sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I.
Nello specifico, l’articolo 67, lettera m), del D.P.R. n. 917/1986, come modificato dall’articolo 90, comma 3, L. n. 289/2002, ai fini della qualificazione dei redditi diversi si riferisce alle “indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche”.
Con l’obiettivo di favorire lo svolgimento di tutte le attività sportive dilettantistiche, il Legislatore ha, quindi, utilizzato la locuzione “qualunque organismo comunque denominato” con un’accezione ampia in modo da ricomprendervi il CONI, le Federazioni Sportive Nazionali e gli Enti di promozione sportiva nonché qualsiasi altro sodalizio sportivo non professionale da essi riconosciuto, proprio in considerazione della valenza delle funzioni sociali dagli stessi svolte connesse al benessere psicofisico della persona e a finalità di carattere educativo e formativo.

In conclusione, nell’ambito di applicazione della presunzione di subordinazione devono essere ricomprese non solo le collaborazioni coordinate e continuative rese in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni Sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., ma anche quelle rese direttamente in favore del CONI, delle Federazioni Sportive nazionali, delle discipline associate e degli Enti di promozione sportiva.

Nell’ambito di applicazione dell’art. 2, co. 2, lett. d), D.Lgs. n. 81/2015 ("presunzione di subordinazione"), devono essere ricomprese anche le collaborazioni coordinate e continuative rese direttamente in favore del CONI, delle Federazioni Sportive nazionali, delle discipline associate e degli Enti di promozione sportiva (Interpello del Ministero del lavoro 27 gennaio 2016, n. 6).

La richiesta di chiarimento giunge, in particolare, dal CONI e dall’ANCL in merito all’applicazione della presunzione di subordinazione ex articolo 2, comma 2, D.Lgs. n. 81/2015, nell’ambito delle discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.
In proposito, il Ministero del lavoro nel rammentare che, dal 1° gennaio 2016, la disciplina del rapporto di lavoro subordinato trova applicazione nell’ipotesi di rapporti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali e continuative, le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro (c.d. etero-organizzazione), ribadisce che, non rientrano nel campo di applicazione di tale disciplina le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni Sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I.
Nello specifico, l’articolo 67, lettera m), del D.P.R. n. 917/1986, come modificato dall’articolo 90, comma 3, L. n. 289/2002, ai fini della qualificazione dei redditi diversi si riferisce alle "indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, e quelli erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall'Unione Nazionale per l'Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche".
Con l’obiettivo di favorire lo svolgimento di tutte le attività sportive dilettantistiche, il Legislatore ha, quindi, utilizzato la locuzione "qualunque organismo comunque denominato" con un’accezione ampia in modo da ricomprendervi il CONI, le Federazioni Sportive Nazionali e gli Enti di promozione sportiva nonché qualsiasi altro sodalizio sportivo non professionale da essi riconosciuto, proprio in considerazione della valenza delle funzioni sociali dagli stessi svolte connesse al benessere psicofisico della persona e a finalità di carattere educativo e formativo.

In conclusione, nell’ambito di applicazione della presunzione di subordinazione devono essere ricomprese non solo le collaborazioni coordinate e continuative rese in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle Federazioni Sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., ma anche quelle rese direttamente in favore del CONI, delle Federazioni Sportive nazionali, delle discipline associate e degli Enti di promozione sportiva.

Anche il lavoro agile nel DdL approvato dal Consiglio dei Ministri

Nel Consiglio dei ministri di ieri approvato un disegno di legge recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

Nello specifico il disegno di legge prevede misure di sostegno in favore del lavoro autonomo e misure per favorire l’articolazione flessibile della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento.
La prima parte del provvedimento detta disposizioni in materia di lavoro autonomo con l’obiettivo di costruire per tali lavoratori, prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditori, un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro. La seconda parte del provvedimento reca invece diposizioni in materia di lavoro agile.

Il lavoro agile, non è una nuova tipologia contrattuale, ma una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi e ai tempi di lavoro finalizzata a regolare forme innovative di organizzazione del lavoro, agevolando così la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Esso consiste in una prestazione di lavoro subordinato che può essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Il DdL approvato prevede che:
– il lavoratore che presta l’attività di lavoro subordinato in modalità agile ha diritto a ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda;
– gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato, debbano essere applicati anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile;
– il datore di lavoro debba garantire al lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.

Nel Consiglio dei ministri di ieri approvato un disegno di legge recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

Nello specifico il disegno di legge prevede misure di sostegno in favore del lavoro autonomo e misure per favorire l’articolazione flessibile della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento.
La prima parte del provvedimento detta disposizioni in materia di lavoro autonomo con l’obiettivo di costruire per tali lavoratori, prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditori, un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro. La seconda parte del provvedimento reca invece diposizioni in materia di lavoro agile.

Il lavoro agile, non è una nuova tipologia contrattuale, ma una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi e ai tempi di lavoro finalizzata a regolare forme innovative di organizzazione del lavoro, agevolando così la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Esso consiste in una prestazione di lavoro subordinato che può essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Il DdL approvato prevede che:
- il lavoratore che presta l’attività di lavoro subordinato in modalità agile ha diritto a ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda;
- gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato, debbano essere applicati anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile;
- il datore di lavoro debba garantire al lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.

SETTORE GOMMA INDUSTRIA: SI LAVORA PER L’AVVIO DEL ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA

Il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori dell’industria della Gomma-Plastica, anche se istituito nel corso dell’anno 2015, non è ancora partito. Le parti lavorano perché ciò avvenga quanto prima.

Il Fondo FASG&P riguarda i lavoratori dell’industria della gomma, cavi elettrici ed affini e delle materie plastiche ed è ha lo scopo esclusivo di garantire, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale a favore dei lavoratori iscritti e dei loro familiari.
Di recente, ha avuto luogo a Milano un incontro tra le Fonti Istitutive contrattuali e il C.d.A. provvisorio del Fondo FAS G&P, con l’intento di far partire la decorrenza per l’iscrizione al Fondo ad aprile 2016 e la conseguente copertura assicurativa dal agosto 2016.

Ricordiamo che secondo la normativa contrattuale possono iscriversi:

– i lavoratori operai, qualifiche speciali, impiegati e quadri, non in prova, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato cui si applica il CCNL vigente per gli addetti all’industria della Plastica-gomma, purché non già aderenti ad altra forma di assistenza sanitaria integrativa istituita a livello aziendale (fondo, cassa o polizza assicurativa);
– i lavoratori non in prova con contratto di apprendistato e con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi, cui si applica il CCNL vigente Gomma-Plastica Industria
Possono inoltre essere destinatari delle prestazioni del Fondo, secondo le condizioni e modalità previste dallo Statuto, i componenti il nucleo familiare dei lavoratori iscritti.

Per quanto riguarda i Contributi, al finanziamento del Fondo concorreranno sia i lavoratori che le imprese, con un contributo paritetico pari ad 8,00 euro mensili per ciascun lavoratore aderente.
Per far fronte alle spese necessarie alla costituzione e all’avvio del Fondo, in aggiunta a quanto sopra previsto, viene stabilito un importo una tantum pari:
a) € 2,50 a carico della totalità delle aziende che applicano il CCNL 18 marzo 2010 per ciascun lavoratore in forza alla data del 1/1/2013;
b) € 2,50 a carico di ciascun lavoratore che aderisca al Fondo da versare al momento dell’iscrizione.

Il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori dell’industria della Gomma-Plastica, anche se istituito nel corso dell’anno 2015, non è ancora partito. Le parti lavorano perché ciò avvenga quanto prima.

Il Fondo FASG&P riguarda i lavoratori dell'industria della gomma, cavi elettrici ed affini e delle materie plastiche ed è ha lo scopo esclusivo di garantire, trattamenti di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale a favore dei lavoratori iscritti e dei loro familiari.
Di recente, ha avuto luogo a Milano un incontro tra le Fonti Istitutive contrattuali e il C.d.A. provvisorio del Fondo FAS G&P, con l’intento di far partire la decorrenza per l’iscrizione al Fondo ad aprile 2016 e la conseguente copertura assicurativa dal agosto 2016.

Ricordiamo che secondo la normativa contrattuale possono iscriversi:

- i lavoratori operai, qualifiche speciali, impiegati e quadri, non in prova, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato cui si applica il CCNL vigente per gli addetti all'industria della Plastica-gomma, purché non già aderenti ad altra forma di assistenza sanitaria integrativa istituita a livello aziendale (fondo, cassa o polizza assicurativa);
- i lavoratori non in prova con contratto di apprendistato e con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi, cui si applica il CCNL vigente Gomma-Plastica Industria
Possono inoltre essere destinatari delle prestazioni del Fondo, secondo le condizioni e modalità previste dallo Statuto, i componenti il nucleo familiare dei lavoratori iscritti.

Per quanto riguarda i Contributi, al finanziamento del Fondo concorreranno sia i lavoratori che le imprese, con un contributo paritetico pari ad 8,00 euro mensili per ciascun lavoratore aderente.
Per far fronte alle spese necessarie alla costituzione e all'avvio del Fondo, in aggiunta a quanto sopra previsto, viene stabilito un importo una tantum pari:
a) € 2,50 a carico della totalità delle aziende che applicano il CCNL 18 marzo 2010 per ciascun lavoratore in forza alla data del 1/1/2013;
b) € 2,50 a carico di ciascun lavoratore che aderisca al Fondo da versare al momento dell'iscrizione.

L’errata compensazione delle ritenute in eccesso non è sanzionata

In riferimento al versamento delle ritenute di competenza dei mesi da gennaio a marzo 2015, per l’errata compensazione nel modello F24, in buona fede, delle ritenute in eccesso rispetto al dovuto non è prevista alcuna sanzione (Agenzia entrate – risoluzione n. 7/E del 28 gennaio 2016).

A decorrere dal 1° gennaio 2015 i sostituti d’imposta possono recuperare le ritenute versate in eccesso in compensazione tramite il modello di pagamento F24 avendo cura di indicare separatamente:
– gli importi a debito;
– gli importi a credito;
– il saldo (dato dalla differenza tra gli importi sopra indicati).

Per le compensazioni effettuate diversamente dalla procedura indicata e per le sole operazioni di competenza dei periodi gennaio-marzo 2015 non è prevista alcuna sanzione se l’errata compensazione è stata effettuata in buona fede a causa delle oggettive difficoltà di adeguamento in tempi brevi alla nuova modalità di recupero dei versamenti in eccesso.

In riferimento al versamento delle ritenute di competenza dei mesi da gennaio a marzo 2015, per l’errata compensazione nel modello F24, in buona fede, delle ritenute in eccesso rispetto al dovuto non è prevista alcuna sanzione (Agenzia entrate - risoluzione n. 7/E del 28 gennaio 2016).

A decorrere dal 1° gennaio 2015 i sostituti d’imposta possono recuperare le ritenute versate in eccesso in compensazione tramite il modello di pagamento F24 avendo cura di indicare separatamente:
- gli importi a debito;
- gli importi a credito;
- il saldo (dato dalla differenza tra gli importi sopra indicati).

Per le compensazioni effettuate diversamente dalla procedura indicata e per le sole operazioni di competenza dei periodi gennaio-marzo 2015 non è prevista alcuna sanzione se l’errata compensazione è stata effettuata in buona fede a causa delle oggettive difficoltà di adeguamento in tempi brevi alla nuova modalità di recupero dei versamenti in eccesso.

Assunzioni agevolate, il concetto di “benefici normativi e contributivi”

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ribadisce gli orientamenti già espressi, con riferimento alla nozione di “benefici economici e contributivi”.

Per quanto attiene ai benefici contributivi, gli stessi si individuano in quegli sgravi collegati alla costituzione e gestione deI rapporto di lavoro che rappresentano una deroga all’ordinario regime contributivo, deroga che però non configura una ipotesi agevolativa nel caso in cui lo sgravio non sia costruito come “abbattimento” di una aliquota più onerosa, ma rappresenti la “regola” per un determinato settore o categoria di lavoratori.
Non rientrano, infatti, nella nozione in esame quei regimi di “sottocontribuzione” che caratterizzano interi settori (agricoltura, navigazione marittima, etc.), territori (zone montane, zone a declino industriale, etc.) ovvero specifiche tipologie contrattuali (in particolare, l’apprendistato) con una “speciale” aliquota contributiva prevista dalla legge, ambiti nei quali il totale abbattimento o la riduzione dell’onere economico-patrimoniale nei confronti della platea dei destinatari costituisce l’ipotesi ordinaria, in quanto l’intervento a carico del bilancio statale, dettato da ragioni di carattere politico-economico, prescinde da specifiche ed ulteriori condizioni richieste al soggetto beneficiario.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ribadisce gli orientamenti già espressi, con riferimento alla nozione di "benefici economici e contributivi".

Per quanto attiene ai benefici contributivi, gli stessi si individuano in quegli sgravi collegati alla costituzione e gestione deI rapporto di lavoro che rappresentano una deroga all’ordinario regime contributivo, deroga che però non configura una ipotesi agevolativa nel caso in cui lo sgravio non sia costruito come "abbattimento" di una aliquota più onerosa, ma rappresenti la "regola" per un determinato settore o categoria di lavoratori.
Non rientrano, infatti, nella nozione in esame quei regimi di "sottocontribuzione" che caratterizzano interi settori (agricoltura, navigazione marittima, etc.), territori (zone montane, zone a declino industriale, etc.) ovvero specifiche tipologie contrattuali (in particolare, l’apprendistato) con una "speciale" aliquota contributiva prevista dalla legge, ambiti nei quali il totale abbattimento o la riduzione dell’onere economico-patrimoniale nei confronti della platea dei destinatari costituisce l'ipotesi ordinaria, in quanto l’intervento a carico del bilancio statale, dettato da ragioni di carattere politico-economico, prescinde da specifiche ed ulteriori condizioni richieste al soggetto beneficiario.