La Legge di stabilità 2016 approvata in via definitiva

Approvato, in via definitiva, il disegno della Legge di stabilità 2016.

LAVORATORI ESPOSTI ALL’AMIANTO

La Legge di stabilità 2016 dispone che, per i lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attività nel sito produttivo, senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all’esposizione alle polveri di amianto, per l’intero periodo di durata delle operazioni di bonifica dall’amianto poste in essere mediante sostituzione del tetto, sono riconosciuti i benefìci previdenziali di cui all’art. 13, co. 8, della L. 27 marzo 1992, n. 257, per il periodo corrispondente alla medesima bonifica. I benefìci sono riconosciuti a domanda, da presentare all’Inps, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della cit. Legge di stabilità. Con apposito decreto ministeriale sono stabilite le modalità di attuazione di tale previzione normativa.
Prevista, inoltre, l’istituzione del Fondo per le vittime dell’amianto, in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali nei porti. Tale Fondo concorre al pagamento, in favore dei superstiti di coloro che sono deceduti per le patologie asbesto-correlate, di quanto agli stessi superstiti è dovuto a titolo di risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, come li-quidato con sentenza esecutiva.
Prorogato, poi, al 31 dicembre 2016 (e non più il 30 giugno 2015) il termine entro cui gli assicurati all’assicurazione generale obbligatoria, gestita dall’INPS, e all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, gestita dall’INAIL, dipendenti da aziende che hanno collocato tutti i dipendenti in mobilità per cessazione dell’attività lavorativa – i quali abbiano ottenuto in via giudiziale definitiva l’accertamento dell’avvenuta esposizione all’amianto per un periodo superiore a dieci anni e in quantità superiori ai limiti di legge e che, avendo presentato domanda successivamente al 2 ottobre 2003, abbiano conseguentemente ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali di cui all’art. 47 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 – possono presentare domanda all’INPS per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo in cui l’esposizione si è realizzata.
Ancora, le prestazioni assistenziali, a favore dei malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata e che siano deceduti nel corso dell’anno 2015, possono essere erogate agli eredi su domanda corredata di idonea documentazione, presentata dai medesimi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2016.

 

MISURE PER IL SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ

Riconosciuto, anche per il 2016, il beneficio di cui all’art. 4, co. 24, lett. b), della L. 28 giugno 2012, n. 92 – relativo ai voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting – nel limite di 20 milioni di euro.
Il beneficio in parola , è riconosciuto, in via sperimentale per l’anno 2016, anche alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici. I criteri di accesso e le modalità di utilizzo del beneficio sono stabiliti con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della manovra finanziaria in commento.

CARTA DELLA FAMIGLIA

Istituita dal 2016, la carta della famiglia è destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani o da cittadini stranieri regolarmente residenti nel territorio italiano, con almeno tre figli minori a carico. Tale carta è rilasciata alle famiglie che ne facciano richiesta, previo pagamento degli interi costi di emissione, con i criteri e le modalità stabi-lite, sulla base dell’ISEE, con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in argomento. La carta consente, in particolare, l’accesso a sconti sull’acquisto di beni o servizi ovvero a riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all’iniziativa. I soggetti che partecipano all’iniziativa possono valorizzare la loro partecipazione all’iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari. La carta famiglia nazionale è emessa dai singoli comuni, che attestano lo stato della famiglia al momento del rilascio, e ha una durata biennale dalla data di emissione; la stessa carta è funzionale anche alla creazione di uno o più gruppi di acquisto familiare o gruppi di acquisto solidale nazionali, nonché della fruizione dei biglietti famiglia e abbonamenti famiglia per servizi di trasporto, culturali, sportivi, ludici, turistici e di altro tipo.

CARTA ELETTRONICA PER I DICIOTTENNI

Al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale, a tutti i cittadini italiani o di altri Paesi membri dell’Unione europea residenti nel territorio nazionale, i quali compiono diciotto anni di età nell’anno 2016, è assegnata una Carta elettronica dell’importo nominale massimo di euro 500, che può essere utilizzata per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’acquisto di libri nonché per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo.Le somme assegnate con la Carta non costituiscono reddito imponibile del beneficiario e non rilevano ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente. Con apposito decreto saranno definiti i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della Carta e l’importo da assegnare nell’ambito delle risorse disponibili.

PREMI DI PRODUTTIVITÀ

Salva espressa rinuncia scritta del lavoratore, sono soggetti a una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili sulla base di specifici criteri definiti, nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. Ai fini della determinazione dei premi di produttività, è computato il periodo obbligatorio di congedo di maternità.
Tali disposizioni si applicano altresì per il settore privato e con riferimento ai titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno precedente quello di percezione delle somme suddette, a euro 50.000. Se il sostituto d’imposta tenuto ad applicare l’imposta sostitutiva non è lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per l’anno precedente, il beneficiario attesta per iscritto l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nel medesimo anno.
Con apposito ecreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, saranno stabiliti i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.

AMMORTIZZAROTI SOCIALI

Al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, ai sensi del cit. Decreto Legislativo n. 148, l’autorizzazione di spesa è incrementata, per l’anno 2016, di 250 milioni di euro. Fermo restando quanto disposto dal decreto del Ministro del lavoro del 1° agosto 2014, n. 83473, il trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente può essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1º gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno. Dalla stessa data del 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi. Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree individuate dal testo unico di cui al DPR 6 marzo 1978, n. 218. Per tali lavoratori il pe-iodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di tre anni e quattro mesi.
Nel sostituire il comma 1 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150, viene disposto che, con lo scopo di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite, i lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro nonché i lavoratori sottoposti a procedure di mobilità possono essere chiamati a svolgere attività a fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, sotto la direzione e il coordinamento di amministrazioni pubbliche, nel territorio del comune ove siano residenti.

DIS-COLL

L’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 15 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, è riconosciuta, anche per l’anno 2016, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della DIS-COLL. Per gli episodi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016. L’INPS riconosce il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande; nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.

NUOVO ESONERO CONTRIBUTIVO

Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclusi i contratti di apprendistato e di lavoro domestico, decorrenti dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, è riconosciuto, per un periodo massimo di 24 mesi, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nella misura del 40% e nel limite massimo di importo su base annua pari a 3.250 euro. L’esonero non spetta:
– per i lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro;
– con riferimento a lavoratori per i quali il medesimo beneficio o quello di cui alla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, co. 118) sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato;
– in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate (art. 2359 c.c.) o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti il 1° gennaio 2016.
Il datore di lavoro che subentra nella fornitura di servizi in appalto e che assume, ancorché in attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell’esonero contributivo, preserva il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.
L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento.

SETTORE AGRICOLO

Per i datori di lavoro del settore agricolo, il nuovo esonero contributivo si applica, nel limite di risorse annue prefissate e distinte per:
– i lavoratori con qualifica di impiegati e dirigenti;
– gli operai, con esclusione dei lavoratori che nell’anno 2015 siano risultati occupati a tempo indeterminato ovvero occupati a tempo determinato che risultino iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiore a 250 giornate con riferimento all’anno 2015.
L’esonero contributivo è riconosciuto dall’ente previdenziale in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’esonero, l’ente previdenziale non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.

SETTORE AUTOTRASPORTO

A decorrere dal 1o gennaio 2016, a titolo sperimentale, per un periodo di 3 anni, per i conducenti che esercitano la propria attività con veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate (per il trasporto merci) oppure veicoli che, in base al loro tipo di costruzione e alla loro attrezzatura, sono atti a trasportare più di 9 persone compreso il conducente e destinati a tal fine (Regolamento CE n. 561/2006), equipaggiati con tachigrafo digitale e prestanti la propria attività in servizi di trasporto internazionale per almeno 100 giorni annui, è riconosciuto, a domanda, un esonero dai complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nella misura dell’80%. L’esonero contributivo è riconosciuto in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande.

ESONERO PER LE AREE DEL MEZZOGIORNO

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato entro il 30 aprile 2016, è determinato l’ammontare delle risorse disponibili e disposto l’utilizzo delle stesse per l’estensione dell’esonero contributivo alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nell’anno 2017 in favore dei datori di lavoro privati, operanti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, alle medesime condizioni previste, eventualmente rimodulando la durata temporale e l’entità dell’esonero e comunque assicurando una maggiorazione della percentuale di decontribuzione e del relativo importo massimo per l’assunzione di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, salva l’autorizzazione della Commissione europea.

MISURE PREVIDENZIALI

I requisiti di accesso ed il regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici, previgenti all’art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, continuano ad applicarsi ad ulteriori soggetti (26.300 unità) che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011, tra cui anche soggetti appartenenti a nuove categorie come:
– nel limite di 3.000 soggetti, con esclusione del settore agricolo e degli stagionali, i lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione, cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina previgente, entro il 60° mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo Decreto n. 201/2011.
La facoltà di conseguire il diritto al trattamento pensionistico di anzianità (cd. opzione donna), in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, che optino per una liquidazione del trattamento secondo le regole di calcolo contributivo, è estesa anche alle lavoratrici che hanno maturato i relativi requisiti, adeguati agli incrementi della speranza di vita, entro il 31 dicembre 2015 ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data. Peraltro, con particolare riferimento al numero delle lavoratrici interessate e agli oneri previdenziali conseguenti, qualora dall’attività di monitoraggio della sperimentazione risulti un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa, con successivo provvedimento legislativo verrà disposto l’impiego delle risorse non utilizzate per la prosecuzione della medesima sperimentazione.
In tema di massimale contributivo (art. 2, co. 18, Legge 8 agosto 1995, n. 335) si chiarisce che i lavoratori assunti successivamente al 31 dicembre 1995 ai quali siano accreditati, a seguito di domanda, contributi riferiti a periodi antecedenti al 1° gennaio 1996, non sono soggetti all’applicazione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.
In materia di perequazione automatica dei trattamenti pensionistici, la disciplina particolare già prevista per il triennio 2014-2016 è estesa anche al biennio 2017/2018.
Nei confronti dei lavoratori interessati dalla stupula di contratti di solidarietà espansiva, con riduzione stabile dell’orario di lavoro e della retribuzione, con esclusione dei lavoratori delle imprese nelle quali siano stati stipulati i contratti collettivi che abbiano una età inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia di non più di 24 mesi e abbiano maturato i requisiti minimi di contribuzione per la pensione di vecchiaia, i datori di lavoro, gli enti bilaterali o i Fondi di solidarietà, possono versare la contribuzione ai fini pensionistici correlata alla quota di retribuzione persa, nei casi in cui tale contribuzione non venga già riconosciuta dall’INPS.

IMU-TASI

Eliminata l’applicazione della TASI sugli immobili classificati nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9 (immobili di lusso), destinati ad abitazione principale. L’esenzione si applicherà a decorrere dal 1° gennaio 2016, sia in favore del possessore che destina l’immobile ad abitazione principale, sia quando è l’occupante a destinare l’immobile detenuto ad abitazione principale.
Viene previsto, inoltre, che nel caso in cui l’unità immobiliare sia detenuta da un soggetto che la destina ad abitazione principale (con esclusione degli immobili di lusso), il versamento della TASI sarà effettuato dal possessore nella misura stabilita dal Comune nel regolamento dell’anno 2015. Qualora tale misura non risulti regolamentata dal Comune la percentuale di versamento a carico del possessore è pari al 90%.

Introdotta una riduzione del 25% dell’IMU e TASI dovuta per gli immobili concessi in locazione a canone concordato e l’esenzione da IMU per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari.

Previsto poi un regime di favore per i per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (immobili cd. “beni merce”), fintanto che permane tale destinazione e non sono in ogni caso locati. In tal caso è prevista l’applicazione di una aliquota ridotta pari allo 0,1%, con la possibilità per il Comune di aumentarla fino allo 0,25%.

Per gli immobili concessi in comodato d’uso a figli o genitori la base imponibile ai fini IMU è ridotta del 50%, a condizione che il contratto di comodato sia registrato e il comodante possieda un solo immobile in Italia, e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Il beneficio viene esteso anche al caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile (non di lusso) adibito a propria abitazione principale.

In materia di IMU sui terreni agricoli viene introdotta l’esenzione per quelli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola (indipendentemente dalla loro ubicazione); ubicati nei comuni delle isole minori; a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

Infine, per quanto riguarda la cd. “IMU imbullonati” viene stabilito che a decorrere dal 1° gennaio 2016 la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare (classificabili in categorie catastali “D” ed “E”) viene effettuata tramite stima diretta tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, restando però esclusi dalla stessa stima i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti, funzionali al processo produttivo.

È abrogata definitivamente la norma che prevedeva l’istituzione dell’IMU secondaria.

PROFESSIONISTI E PICCOLE IMPRESE: MODIFICHE AL REGIME FORFETARIO INTRODOTTO DALLA LEGGE DI STABILITÀ 2015

Esclusi dal regime agevolato i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro. Per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 e per i soggetti che nel 2015 hanno iniziato una nuova attività, scegliendo il regime forfetario è prevista la riduzione dal 15% al 5% della misura ordinaria dell’aliquota d’imposta, per i primi cinque anni di attività.
Eliminata, inoltre, la normativa che vietava l’accesso al regime agevolato se l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilato, eventualmente percepiti nell’anno precedente a quello di applicazione del nuovo regime era pari o superiore alla misura dei redditi d’impresa o professionali conseguiti nello stesso anno e se la somma delle diverse fattispecie reddituali eccedeva l’importo di 20.000 euro.

PROROGATE LE DETRAZIONI PER LE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE, BONUS MOBILI E RISPARMIO ENERGETICO

Anche per il 2016 vengono confermate le misure ad oggi in vigore pari al:
– 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, inclusi quelli relativi alle parti comuni degli edifici condominiali;
– 50% per le ristrutturazioni e per il connesso acquisto di mobili.
Estesa, invece, l’applicabilità delle detrazioni, infatti:
– rientrano nell’ambito degli interventi di riqualificazione energetica anche le spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative;
– potranno usufruire del bonus mobili, per le spese sostenute nel 2016 fino a 16.000 euro, pure le giovani coppie, anche di fatto, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni e che hanno acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale.
– le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari  per le spese sostenute, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
Introdotta, inoltre, la possibilità per i soggetti che si trovano nella no tax area (pensionati, dipendenti e autonomi) di cedere la detrazione fiscale loro spettante per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali ai fornitori che hanno effettuato i lavori.

DETRAIBILE L’IVA PER ACQUISTI UNITÀ IMMOBILIARE

Sull’acquisto effettuato entro il 2016 di abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici viene introdotta una detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA.

LE NOVITÀ IRAP

Escluse dall’ambito soggetto Irap i soggetti che esercitano una attività agricola, selvicolturale, nonché le cooperative e loro consorzi.
Estesa la deducibilità del costo del lavoro dall’imponibile IRAP, nel limite del 70%, per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno 120 giorni nel periodo d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco di due anni.
Per le imprese individuali, le società di persone e gli esercenti arti e professioni, la deduzione forfetaria diventa pari a:
– 13.000 euro se la base imponibile non supera 180.759,91 euro;
– 9.750 euro se la base imponibile supera 180.759,91 euro ma non 180.839,91 euro;
– 6.500 euro se la base imponibile supera 180.839,91 euro ma non 180.919,91 euro;
– 3.250 euro se la base imponibile supera 180.919,91 euro ma non 180.999,91 euro.
Prevista, inoltre l’assenza dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP nel caso di medici che abbiano sottoscritto specifiche convenzioni con le strutture ospedaliere per lo svolgimento della professione, ove percepiscano per l’attività svolta presso tali strutture più del 75% del proprio reddito complessivo.

NOVITÀ IRES

L’aliquota Ires passa al 24% a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 e viene introdotta, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, una addizionale IRES del 3,5% per gli enti creditizi e finanziari.

TASSAZIONE REDDITI DI LAVORO

In materia di borse di studio, sono introdotte agevolazioni fiscali e contributive per le borse di studio erogate nel corso del programma Erasmus Plus ed disposta l’esenzione IRPEF per le somme percepite a titolo di borsa di studio per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per lo svolgimento di attività di ricerca dopo il dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero erogate dalla provincia Autonoma di Bolzano.

Per gli atleti professionisti è prevista l’esclusione dal reddito da lavoro dipendente di una quota del costo dell’attività di assistenza sostenuto dalle società sportive professionistiche nell’ambito delle trattative aventi ad oggetto le prestazioni sportive degli atleti medesimi.

Ai fini IRPEF il reddito dei soci delle cooperative artigiane che hanno un rapporto di lavoro in forma autonoma, fermo restando il loro trattamento previdenziale, viene assimilato ai redditi di lavoro dipendente.

Viene prorogata al 2017 la norma in materia di rientro dei lavoratori dall’estero, che prevede benefici fiscali consistenti nella detassazione IRPEF del reddito da lavoro del 70% o dell’80%, in base al sesso del lavoratore, in favore dei soggetti che rientrano in Italia entro il 31 dicembre 2015.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 viene disposto l’aumento delle detrazioni dall’imposta lorda IRPEF spettanti con riferimento ai redditi da pensione.

Approvato, in via definitiva, il disegno della Legge di stabilità 2016.

LAVORATORI ESPOSTI ALL’AMIANTO

La Legge di stabilità 2016 dispone che, per i lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attività nel sito produttivo, senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all’esposizione alle polveri di amianto, per l’intero periodo di durata delle operazioni di bonifica dall’amianto poste in essere mediante sostituzione del tetto, sono riconosciuti i benefìci previdenziali di cui all’art. 13, co. 8, della L. 27 marzo 1992, n. 257, per il periodo corrispondente alla medesima bonifica. I benefìci sono riconosciuti a domanda, da presentare all’Inps, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della cit. Legge di stabilità. Con apposito decreto ministeriale sono stabilite le modalità di attuazione di tale previzione normativa.
Prevista, inoltre, l’istituzione del Fondo per le vittime dell’amianto, in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali nei porti. Tale Fondo concorre al pagamento, in favore dei superstiti di coloro che sono deceduti per le patologie asbesto-correlate, di quanto agli stessi superstiti è dovuto a titolo di risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, come li-quidato con sentenza esecutiva.
Prorogato, poi, al 31 dicembre 2016 (e non più il 30 giugno 2015) il termine entro cui gli assicurati all'assicurazione generale obbligatoria, gestita dall'INPS, e all'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, gestita dall'INAIL, dipendenti da aziende che hanno collocato tutti i dipendenti in mobilità per cessazione dell'attività lavorativa - i quali abbiano ottenuto in via giudiziale definitiva l'accertamento dell'avvenuta esposizione all'amianto per un periodo superiore a dieci anni e in quantità superiori ai limiti di legge e che, avendo presentato domanda successivamente al 2 ottobre 2003, abbiano conseguentemente ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali di cui all'art. 47 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 - possono presentare domanda all'INPS per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo in cui l'esposizione si è realizzata.
Ancora, le prestazioni assistenziali, a favore dei malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata e che siano deceduti nel corso dell’anno 2015, possono essere erogate agli eredi su domanda corredata di idonea documentazione, presentata dai medesimi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2016.

 

MISURE PER IL SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ

Riconosciuto, anche per il 2016, il beneficio di cui all’art. 4, co. 24, lett. b), della L. 28 giugno 2012, n. 92 - relativo ai voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting - nel limite di 20 milioni di euro.
Il beneficio in parola , è riconosciuto, in via sperimentale per l’anno 2016, anche alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici. I criteri di accesso e le modalità di utilizzo del beneficio sono stabiliti con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della manovra finanziaria in commento.

CARTA DELLA FAMIGLIA

Istituita dal 2016, la carta della famiglia è destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani o da cittadini stranieri regolarmente residenti nel territorio italiano, con almeno tre figli minori a carico. Tale carta è rilasciata alle famiglie che ne facciano richiesta, previo pagamento degli interi costi di emissione, con i criteri e le modalità stabi-lite, sulla base dell’ISEE, con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in argomento. La carta consente, in particolare, l’accesso a sconti sull’acquisto di beni o servizi ovvero a riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all’iniziativa. I soggetti che partecipano all’iniziativa possono valorizzare la loro partecipazione all’iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari. La carta famiglia nazionale è emessa dai singoli comuni, che attestano lo stato della famiglia al momento del rilascio, e ha una durata biennale dalla data di emissione; la stessa carta è funzionale anche alla creazione di uno o più gruppi di acquisto familiare o gruppi di acquisto solidale nazionali, nonché della fruizione dei biglietti famiglia e abbonamenti famiglia per servizi di trasporto, culturali, sportivi, ludici, turistici e di altro tipo.

CARTA ELETTRONICA PER I DICIOTTENNI

Al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale, a tutti i cittadini italiani o di altri Paesi membri dell’Unione europea residenti nel territorio nazionale, i quali compiono diciotto anni di età nell’anno 2016, è assegnata una Carta elettronica dell’importo nominale massimo di euro 500, che può essere utilizzata per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’acquisto di libri nonché per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo.Le somme assegnate con la Carta non costituiscono reddito imponibile del beneficiario e non rilevano ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente. Con apposito decreto saranno definiti i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della Carta e l’importo da assegnare nell’ambito delle risorse disponibili.

PREMI DI PRODUTTIVITÀ

Salva espressa rinuncia scritta del lavoratore, sono soggetti a una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili sulla base di specifici criteri definiti, nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. Ai fini della determinazione dei premi di produttività, è computato il periodo obbligatorio di congedo di maternità.
Tali disposizioni si applicano altresì per il settore privato e con riferimento ai titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno precedente quello di percezione delle somme suddette, a euro 50.000. Se il sostituto d’imposta tenuto ad applicare l’imposta sostitutiva non è lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per l’anno precedente, il beneficiario attesta per iscritto l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nel medesimo anno.
Con apposito ecreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, saranno stabiliti i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.

AMMORTIZZAROTI SOCIALI

Al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, ai sensi del cit. Decreto Legislativo n. 148, l’autorizzazione di spesa è incrementata, per l’anno 2016, di 250 milioni di euro. Fermo restando quanto disposto dal decreto del Ministro del lavoro del 1° agosto 2014, n. 83473, il trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente può essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1º gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno. Dalla stessa data del 1º gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi. Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree individuate dal testo unico di cui al DPR 6 marzo 1978, n. 218. Per tali lavoratori il pe-iodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di tre anni e quattro mesi.
Nel sostituire il comma 1 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150, viene disposto che, con lo scopo di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite, i lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro nonché i lavoratori sottoposti a procedure di mobilità possono essere chiamati a svolgere attività a fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, sotto la direzione e il coordinamento di amministrazioni pubbliche, nel territorio del comune ove siano residenti.

DIS-COLL

L’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 15 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, è riconosciuta, anche per l’anno 2016, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della DIS-COLL. Per gli episodi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016. L’INPS riconosce il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande; nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata della prestazione, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.

NUOVO ESONERO CONTRIBUTIVO

Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclusi i contratti di apprendistato e di lavoro domestico, decorrenti dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, è riconosciuto, per un periodo massimo di 24 mesi, l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nella misura del 40% e nel limite massimo di importo su base annua pari a 3.250 euro. L'esonero non spetta:
- per i lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro;
- con riferimento a lavoratori per i quali il medesimo beneficio o quello di cui alla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, co. 118) sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato;
- in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate (art. 2359 c.c.) o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti il 1° gennaio 2016.
Il datore di lavoro che subentra nella fornitura di servizi in appalto e che assume, ancorché in attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell'esonero contributivo, preserva il diritto alla fruizione dell'esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.
L'esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento.

SETTORE AGRICOLO

Per i datori di lavoro del settore agricolo, il nuovo esonero contributivo si applica, nel limite di risorse annue prefissate e distinte per:
- i lavoratori con qualifica di impiegati e dirigenti;
- gli operai, con esclusione dei lavoratori che nell'anno 2015 siano risultati occupati a tempo indeterminato ovvero occupati a tempo determinato che risultino iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiore a 250 giornate con riferimento all'anno 2015.
L'esonero contributivo è riconosciuto dall'ente previdenziale in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell'esonero, l'ente previdenziale non prende in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.

SETTORE AUTOTRASPORTO

A decorrere dal 1o gennaio 2016, a titolo sperimentale, per un periodo di 3 anni, per i conducenti che esercitano la propria attività con veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate (per il trasporto merci) oppure veicoli che, in base al loro tipo di costruzione e alla loro attrezzatura, sono atti a trasportare più di 9 persone compreso il conducente e destinati a tal fine (Regolamento CE n. 561/2006), equipaggiati con tachigrafo digitale e prestanti la propria attività in servizi di trasporto internazionale per almeno 100 giorni annui, è riconosciuto, a domanda, un esonero dai complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nella misura dell'80%. L'esonero contributivo è riconosciuto in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande.

ESONERO PER LE AREE DEL MEZZOGIORNO

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato entro il 30 aprile 2016, è determinato l'ammontare delle risorse disponibili e disposto l'utilizzo delle stesse per l'estensione dell'esonero contributivo alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nell'anno 2017 in favore dei datori di lavoro privati, operanti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, alle medesime condizioni previste, eventualmente rimodulando la durata temporale e l'entità dell'esonero e comunque assicurando una maggiorazione della percentuale di decontribuzione e del relativo importo massimo per l'assunzione di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, salva l’autorizzazione della Commissione europea.

MISURE PREVIDENZIALI

I requisiti di accesso ed il regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici, previgenti all’art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, continuano ad applicarsi ad ulteriori soggetti (26.300 unità) che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011, tra cui anche soggetti appartenenti a nuove categorie come:
- nel limite di 3.000 soggetti, con esclusione del settore agricolo e degli stagionali, i lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione, cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina previgente, entro il 60° mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo Decreto n. 201/2011.
La facoltà di conseguire il diritto al trattamento pensionistico di anzianità (cd. opzione donna), in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un'età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, che optino per una liquidazione del trattamento secondo le regole di calcolo contributivo, è estesa anche alle lavoratrici che hanno maturato i relativi requisiti, adeguati agli incrementi della speranza di vita, entro il 31 dicembre 2015 ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data. Peraltro, con particolare riferimento al numero delle lavoratrici interessate e agli oneri previdenziali conseguenti, qualora dall'attività di monitoraggio della sperimentazione risulti un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa, con successivo provvedimento legislativo verrà disposto l'impiego delle risorse non utilizzate per la prosecuzione della medesima sperimentazione.
In tema di massimale contributivo (art. 2, co. 18, Legge 8 agosto 1995, n. 335) si chiarisce che i lavoratori assunti successivamente al 31 dicembre 1995 ai quali siano accreditati, a seguito di domanda, contributi riferiti a periodi antecedenti al 1° gennaio 1996, non sono soggetti all'applicazione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.
In materia di perequazione automatica dei trattamenti pensionistici, la disciplina particolare già prevista per il triennio 2014-2016 è estesa anche al biennio 2017/2018.
Nei confronti dei lavoratori interessati dalla stupula di contratti di solidarietà espansiva, con riduzione stabile dell’orario di lavoro e della retribuzione, con esclusione dei lavoratori delle imprese nelle quali siano stati stipulati i contratti collettivi che abbiano una età inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia di non più di 24 mesi e abbiano maturato i requisiti minimi di contribuzione per la pensione di vecchiaia, i datori di lavoro, gli enti bilaterali o i Fondi di solidarietà, possono versare la contribuzione ai fini pensionistici correlata alla quota di retribuzione persa, nei casi in cui tale contribuzione non venga già riconosciuta dall’INPS.

IMU-TASI

Eliminata l’applicazione della TASI sugli immobili classificati nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9 (immobili di lusso), destinati ad abitazione principale. L’esenzione si applicherà a decorrere dal 1° gennaio 2016, sia in favore del possessore che destina l’immobile ad abitazione principale, sia quando è l’occupante a destinare l’immobile detenuto ad abitazione principale.
Viene previsto, inoltre, che nel caso in cui l’unità immobiliare sia detenuta da un soggetto che la destina ad abitazione principale (con esclusione degli immobili di lusso), il versamento della TASI sarà effettuato dal possessore nella misura stabilita dal Comune nel regolamento dell’anno 2015. Qualora tale misura non risulti regolamentata dal Comune la percentuale di versamento a carico del possessore è pari al 90%.

Introdotta una riduzione del 25% dell’IMU e TASI dovuta per gli immobili concessi in locazione a canone concordato e l’esenzione da IMU per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari.

Previsto poi un regime di favore per i per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (immobili cd. "beni merce"), fintanto che permane tale destinazione e non sono in ogni caso locati. In tal caso è prevista l’applicazione di una aliquota ridotta pari allo 0,1%, con la possibilità per il Comune di aumentarla fino allo 0,25%.

Per gli immobili concessi in comodato d’uso a figli o genitori la base imponibile ai fini IMU è ridotta del 50%, a condizione che il contratto di comodato sia registrato e il comodante possieda un solo immobile in Italia, e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Il beneficio viene esteso anche al caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile (non di lusso) adibito a propria abitazione principale.

In materia di IMU sui terreni agricoli viene introdotta l’esenzione per quelli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola (indipendentemente dalla loro ubicazione); ubicati nei comuni delle isole minori; a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

Infine, per quanto riguarda la cd. "IMU imbullonati" viene stabilito che a decorrere dal 1° gennaio 2016 la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare (classificabili in categorie catastali "D" ed "E") viene effettuata tramite stima diretta tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, restando però esclusi dalla stessa stima i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti, funzionali al processo produttivo.

È abrogata definitivamente la norma che prevedeva l’istituzione dell’IMU secondaria.

PROFESSIONISTI E PICCOLE IMPRESE: MODIFICHE AL REGIME FORFETARIO INTRODOTTO DALLA LEGGE DI STABILITÀ 2015

Esclusi dal regime agevolato i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro. Per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 e per i soggetti che nel 2015 hanno iniziato una nuova attività, scegliendo il regime forfetario è prevista la riduzione dal 15% al 5% della misura ordinaria dell’aliquota d’imposta, per i primi cinque anni di attività.
Eliminata, inoltre, la normativa che vietava l’accesso al regime agevolato se l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilato, eventualmente percepiti nell’anno precedente a quello di applicazione del nuovo regime era pari o superiore alla misura dei redditi d’impresa o professionali conseguiti nello stesso anno e se la somma delle diverse fattispecie reddituali eccedeva l’importo di 20.000 euro.

PROROGATE LE DETRAZIONI PER LE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE, BONUS MOBILI E RISPARMIO ENERGETICO

Anche per il 2016 vengono confermate le misure ad oggi in vigore pari al:
- 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, inclusi quelli relativi alle parti comuni degli edifici condominiali;
- 50% per le ristrutturazioni e per il connesso acquisto di mobili.
Estesa, invece, l’applicabilità delle detrazioni, infatti:
- rientrano nell’ambito degli interventi di riqualificazione energetica anche le spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative;
- potranno usufruire del bonus mobili, per le spese sostenute nel 2016 fino a 16.000 euro, pure le giovani coppie, anche di fatto, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni e che hanno acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale.
- le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari  per le spese sostenute, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
Introdotta, inoltre, la possibilità per i soggetti che si trovano nella no tax area (pensionati, dipendenti e autonomi) di cedere la detrazione fiscale loro spettante per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali ai fornitori che hanno effettuato i lavori.

DETRAIBILE L’IVA PER ACQUISTI UNITÀ IMMOBILIARE

Sull’acquisto effettuato entro il 2016 di abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici viene introdotta una detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA.

LE NOVITÀ IRAP

Escluse dall’ambito soggetto Irap i soggetti che esercitano una attività agricola, selvicolturale, nonché le cooperative e loro consorzi.
Estesa la deducibilità del costo del lavoro dall’imponibile IRAP, nel limite del 70%, per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno 120 giorni nel periodo d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco di due anni.
Per le imprese individuali, le società di persone e gli esercenti arti e professioni, la deduzione forfetaria diventa pari a:
- 13.000 euro se la base imponibile non supera 180.759,91 euro;
- 9.750 euro se la base imponibile supera 180.759,91 euro ma non 180.839,91 euro;
- 6.500 euro se la base imponibile supera 180.839,91 euro ma non 180.919,91 euro;
- 3.250 euro se la base imponibile supera 180.919,91 euro ma non 180.999,91 euro.
Prevista, inoltre l’assenza dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP nel caso di medici che abbiano sottoscritto specifiche convenzioni con le strutture ospedaliere per lo svolgimento della professione, ove percepiscano per l’attività svolta presso tali strutture più del 75% del proprio reddito complessivo.

NOVITÀ IRES

L’aliquota Ires passa al 24% a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 e viene introdotta, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, una addizionale IRES del 3,5% per gli enti creditizi e finanziari.

TASSAZIONE REDDITI DI LAVORO

In materia di borse di studio, sono introdotte agevolazioni fiscali e contributive per le borse di studio erogate nel corso del programma Erasmus Plus ed disposta l’esenzione IRPEF per le somme percepite a titolo di borsa di studio per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per lo svolgimento di attività di ricerca dopo il dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero erogate dalla provincia Autonoma di Bolzano.

Per gli atleti professionisti è prevista l’esclusione dal reddito da lavoro dipendente di una quota del costo dell’attività di assistenza sostenuto dalle società sportive professionistiche nell’ambito delle trattative aventi ad oggetto le prestazioni sportive degli atleti medesimi.

Ai fini IRPEF il reddito dei soci delle cooperative artigiane che hanno un rapporto di lavoro in forma autonoma, fermo restando il loro trattamento previdenziale, viene assimilato ai redditi di lavoro dipendente.

Viene prorogata al 2017 la norma in materia di rientro dei lavoratori dall’estero, che prevede benefici fiscali consistenti nella detassazione IRPEF del reddito da lavoro del 70% o dell’80%, in base al sesso del lavoratore, in favore dei soggetti che rientrano in Italia entro il 31 dicembre 2015.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 viene disposto l’aumento delle detrazioni dall’imposta lorda IRPEF spettanti con riferimento ai redditi da pensione.

Fondo di Solidarietà per la Somministrazione di Lavoro: siglato l’accordo

 

 

23 dic 2015 Sottoscritto il 25/11/2015, tra ASSOLAVORO, Associazione Nazionale Agenzie per il Lavoro, parte costituente di Forma.Temp e la NIDIL-CGIL, la FELSA-CISL, UILTEMP, parti costituenti di Forma.Temp, l’ASSOSOMM, Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, associata effettiva di Forma.Temp, l’accordo che ha definito le prestazioni del Fondo di Solidarietà Bilaterale per la Somministrazione di Lavoro in caso di cessazione dell’attività lavorativa.

Con il presente accordo le Parti convengono i principi e criteri operativi cui i competenti organi statutari di Forma.Temp. dovranno attenersi, integrando lo statuto ed ogni altro atto necessario in ottemperanza alle vigenti disposizioni di legge e regolamentari. Il Fondo assicura ai lavoratori somministrati con contratto di lavoro a tempo determinato una prestazione di sostegno al reddito in caso di cessazione del rapporto di lavoro e successivo periodo di disoccupazione.
Pertanto, il Fondo di Solidarietà eroga un’indennità di 750 euro lorde, dall’1/1/2016, ai lavoratori in somministrazione precedentemente assunti a tempo determinato, ma che risultino disoccupati da almeno 45 giorni e che abbiano comunque lavorato almeno 5 mesi nell’arco degli ultimi 12 mesi, un contributo una tantum a titolo di sostegno al reddito, attualmente già erogato da Forma.Temp sulla base di quanto previsto dal CCNL vigente, d’importo pari ad una indennità di disponibilità, così come definita dal CCNL.
I lavoratori che si trovino nelle predette condizioni presentano, entro 68 giorni dalla maturazione dei requisiti, la domanda per l’indennità al Fondo allegando la certificazione dello stato di disoccupazione, rilasciata dal Centro per l’Impiego, nonché la documentazione relativa ai rapporti di lavoro.

 

 

23 dic 2015 Sottoscritto il 25/11/2015, tra ASSOLAVORO, Associazione Nazionale Agenzie per il Lavoro, parte costituente di Forma.Temp e la NIDIL-CGIL, la FELSA-CISL, UILTEMP, parti costituenti di Forma.Temp, l’ASSOSOMM, Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, associata effettiva di Forma.Temp, l’accordo che ha definito le prestazioni del Fondo di Solidarietà Bilaterale per la Somministrazione di Lavoro in caso di cessazione dell’attività lavorativa.

Con il presente accordo le Parti convengono i principi e criteri operativi cui i competenti organi statutari di Forma.Temp. dovranno attenersi, integrando lo statuto ed ogni altro atto necessario in ottemperanza alle vigenti disposizioni di legge e regolamentari. Il Fondo assicura ai lavoratori somministrati con contratto di lavoro a tempo determinato una prestazione di sostegno al reddito in caso di cessazione del rapporto di lavoro e successivo periodo di disoccupazione.
Pertanto, il Fondo di Solidarietà eroga un’indennità di 750 euro lorde, dall’1/1/2016, ai lavoratori in somministrazione precedentemente assunti a tempo determinato, ma che risultino disoccupati da almeno 45 giorni e che abbiano comunque lavorato almeno 5 mesi nell’arco degli ultimi 12 mesi, un contributo una tantum a titolo di sostegno al reddito, attualmente già erogato da Forma.Temp sulla base di quanto previsto dal CCNL vigente, d'importo pari ad una indennità di disponibilità, così come definita dal CCNL.
I lavoratori che si trovino nelle predette condizioni presentano, entro 68 giorni dalla maturazione dei requisiti, la domanda per l’indennità al Fondo allegando la certificazione dello stato di disoccupazione, rilasciata dal Centro per l’Impiego, nonché la documentazione relativa ai rapporti di lavoro.

Aggiornamento degli standard tecnici per le comunicazioni obbligatorie

Si comunica l’aggiornamento degli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie, che comprende tutti i modelli in uso (UNI-Lav, UNI-Somma…).

L’aggiornamento in parola riguarda i seguenti flussi:
– Jobs Act, secondo quanto disposto nel D.Lgs. n. 81/2015:
– Chiusura della tipologia di contratto B.01.00 – lavoro a progetto/collaborazione coordinata e continuativa (tutti i flussi);
– Chiusura della tipologia di contratto B.02.00 – lavoro occasionale (tutti i flussi);
– Attivazione nuova tipologia di contratto B.03.00 – collaborazione coordinata e continuativa (tutti i flussi)
– Attivazione nuova anagrafica riguardante le categorie di lavoratori con disabilità o appartenenti a categorie protette, assunti per assolvere agli obblighi di legge (Flussi UNILAV, UNISOMM e VARDATORI);

– Accordo Stato Regioni, secondo quanto disposto in termini di costituzione di tirocini finalizzati all’inclusione sociale e monitoraggio su di essi:
– Attivazione nuova tipologia di tirocini: C – TIROCINIO FINALIZZATO ALL’INCLUSIONE SOCIALE (Flussi UNILAV, UNIMARE e VARDATORI);
– Attivazione nuova categoria di tirocinante 09 – PERSONA PRESA IN CARICO DAI SERVIZI SOCIALI E/O SANITARI (Flussi UNILAV. UNISOMM e VARDATORI).

Tali standard entrano in vigore il 1° febbraio 2016.

Si comunica l’aggiornamento degli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie, che comprende tutti i modelli in uso (UNI-Lav, UNI-Somma...).

L’aggiornamento in parola riguarda i seguenti flussi:
- Jobs Act, secondo quanto disposto nel D.Lgs. n. 81/2015:
- Chiusura della tipologia di contratto B.01.00 - lavoro a progetto/collaborazione coordinata e continuativa (tutti i flussi);
- Chiusura della tipologia di contratto B.02.00 - lavoro occasionale (tutti i flussi);
- Attivazione nuova tipologia di contratto B.03.00 - collaborazione coordinata e continuativa (tutti i flussi)
- Attivazione nuova anagrafica riguardante le categorie di lavoratori con disabilità o appartenenti a categorie protette, assunti per assolvere agli obblighi di legge (Flussi UNILAV, UNISOMM e VARDATORI);

- Accordo Stato Regioni, secondo quanto disposto in termini di costituzione di tirocini finalizzati all’inclusione sociale e monitoraggio su di essi:
- Attivazione nuova tipologia di tirocini: C - TIROCINIO FINALIZZATO ALL'INCLUSIONE SOCIALE (Flussi UNILAV, UNIMARE e VARDATORI);
- Attivazione nuova categoria di tirocinante 09 - PERSONA PRESA IN CARICO DAI SERVIZI SOCIALI E/O SANITARI (Flussi UNILAV. UNISOMM e VARDATORI).

Tali standard entrano in vigore il 1° febbraio 2016.

Definiti gli standard formativi e criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato

Pubblicato il decreto che definisce gli standard formativi e i criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e di alta formazione e di ricerca, in attuazione dell’articolo 46, comma 1, D.Lgs. 81/2015 (MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – Decreto 12 ottobre 2015)

Nel dettaglio, il decreto definisce gli standard formativi che costituiscono livelli essenziali delle prestazioni e i criteri generali delle tipologie di apprendistato quali:
– l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
– l’apprendistato di alta formazione e di ricerca.
Ai fini dell’attivazione del contratto di apprendistato, l’istituzione formativa e il datore di lavoro devono sottoscrivere un protocollo secondo lo schema allegato al decreto stesso, nel quale sono stabiliti:
– i requisiti del datore di lavoro;
– la durata dei contratti di apprendistato che non può essere di durata inferiore a sei mesi e la cui durata massima varia in relazione al tipo di diploma e di qualifica che si intende conseguire;
– gli standard formativi, il piano formativo individuale e la formazione interna ed esterna;
– i diritti e i doveri degli apprendisti;
– la funzione tutoriale che è finalizzata a promuovere il successo formativo degli apprendisti;
– la valutazione e certificazione delle competenze.
Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano recepiscono con propri atti le disposizioni di cui al presente decreto.
Trascorso tale termine, in assenza di regolamentazione regionale, l’attivazione dei percorsi di apprendistato è disciplinata attraverso l’applicazione diretta delle disposizioni del presente decreto.

La durata del contratto di apprendistato
La durata del contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, non può essere inferiore a sei mesi e non può, in ogni caso, essere superiore a:
a) tre anni per il conseguimento della qualifica di istruzione e formazione professionale;
b) quattro anni per il conseguimento del diploma di istruzione e formazione professionale;

c) quattro anni per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore;
d) due anni per la frequenza del corso annuale integrativo per l’ammissione all’esame di Stato di cui all’art. 15, comma 6, del decreto legislativo n. 226 del 2005;
e) un anno per il conseguimento del diploma di istruzione e formazione professionale per coloro che sono in possesso della qualifica di istruzione e formazione professionale nell’ambito dell’indirizzo professionale corrispondente;
f) un anno per il conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore.
La durata dei contratti di apprendistato di alta formazione non può essere inferiore a sei mesi ed è pari nel massimo alla durata ordinamentale dei relativi percorsi.
La durata dei contratti di apprendistato per attività di ricerca non può essere inferiore a sei mesi ed è definita in rapporto alla durata del progetto di ricerca e non può essere superiore a tre anni, salva la facoltà delle regioni e delle province autonome di prevedere ipotesi di proroga del contratto fino ad un anno in presenza di particolari esigenze legate al progetto di ricerca.
La durata dei contratti di apprendistato per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche non può essere inferiore a sei mesi ed è definita, quanto alla durata massima, in rapporto al conseguimento dell’attestato di compiuta pratica per l’ammissione all’esame di Stato.

Standard formativi, piano formativo individuale e formazione interna ed esterna
L’organizzazione didattica dei percorsi di formazione in apprendistato si articola in periodi di formazione interna ed esterna.
Il piano formativo individuale, redatto dall’istituzione formativa con il coinvolgimento del datore di lavoro secondo il modello di cui all’allegato deve contenere i seguenti elementi:
a) i dati relativi all’apprendista, al datore di lavoro, al tutor formativo e al tutor aziendale;
b) ove previsto, la qualificazione da acquisire al termine del percorso;
c) il livello di inquadramento contrattuale dell’apprendista;
d) la durata del contratto di apprendistato e l’orario di lavoro;
e) i risultati di apprendimento, in termini di competenze della formazione interna ed esterna, i criteri e le modalità della valutazione iniziale, intermedia e finale degli apprendimenti e, ove previsto, dei comportamenti, nonché le eventuali misure di riallineamento, sostegno e recupero, anche nei casi di sospensione del giudizio.
Il piano formativo individuale può essere modificato nel corso del rapporto, ferma restando la qualificazione da acquisire al termine del percorso.
I periodi di formazione interna ed esterna sono articolati anche secondo le esigenze formative e professionali dell’impresa e le competenze tecniche e professionali correlate agli apprendimenti ordinamentali che possono essere acquisiti in impresa.

Valutazione e certificazione delle competenze
L’istituzione formativa anche avvalendosi del datore di lavoro, per la parte di formazione interna, effettua il monitoraggio e la valutazione degli apprendimenti, anche ai fini dell’ammissione agli esami conclusivi dei percorsi in apprendistato, ne dà evidenza nel dossier individuale dell’apprendista e ne comunica i risultati all’apprendista e, nel caso di minorenni, ai titolari della responsabilità genitoriale.
Agli apprendisti è garantito il diritto alla validazione delle competenze anche nei casi di abbandono o risoluzione anticipata del contratto, a partire da un periodo minimo di lavoro di tre mesi.
Per averne diritto l’apprendista, al termine del percorso, deve aver frequentato almeno i tre quarti sia della formazione interna che della formazione esterna di cui al piano formativo individuale. Laddove previsto nell’ambito dei rispettivi ordinamenti, la frequenza dei tre quarti del monte ore sia di formazione interna sia di formazione esterna di cui al piano formativo individuale costituisce requisito minimo anche al termine di ciascuna annualità, ai fini dell’ammissione all’annualità successiva.
Gli esami conclusivi dei percorsi in apprendistato si effettuano, laddove previsti, in applicazione delle vigenti norme relative ai rispettivi percorsi ordinamentali, anche tenendo conto delle valutazioni espresse dal tutor formativo e dal tutor aziendale nel dossier individuale e in funzione dei risultati di apprendimento definiti nel piano formativo individuale.
In esito al superamento dell’esame finale e al conseguimento della qualificazione, l’ente titolare rilascia un certificato di competenze o, laddove previsto, un supplemento al certificato che deve comunque contenere:
a) gli elementi minimi riguardante gli standard minimi di attestazione del decreto legislativo n. 13 del 2013;
b) i dati che consentano la registrazione dei documenti nel sistema informativo dell’ente titolare in conformità al formato del Libretto formativo del cittadino.

Pubblicato il decreto che definisce gli standard formativi e i criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e di alta formazione e di ricerca, in attuazione dell'articolo 46, comma 1, D.Lgs. 81/2015 (MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - Decreto 12 ottobre 2015)

Nel dettaglio, il decreto definisce gli standard formativi che costituiscono livelli essenziali delle prestazioni e i criteri generali delle tipologie di apprendistato quali:
- l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
- l’apprendistato di alta formazione e di ricerca.
Ai fini dell'attivazione del contratto di apprendistato, l'istituzione formativa e il datore di lavoro devono sottoscrivere un protocollo secondo lo schema allegato al decreto stesso, nel quale sono stabiliti:
- i requisiti del datore di lavoro;
- la durata dei contratti di apprendistato che non può essere di durata inferiore a sei mesi e la cui durata massima varia in relazione al tipo di diploma e di qualifica che si intende conseguire;
- gli standard formativi, il piano formativo individuale e la formazione interna ed esterna;
- i diritti e i doveri degli apprendisti;
- la funzione tutoriale che è finalizzata a promuovere il successo formativo degli apprendisti;
- la valutazione e certificazione delle competenze.
Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano recepiscono con propri atti le disposizioni di cui al presente decreto.
Trascorso tale termine, in assenza di regolamentazione regionale, l'attivazione dei percorsi di apprendistato è disciplinata attraverso l'applicazione diretta delle disposizioni del presente decreto.

La durata del contratto di apprendistato
La durata del contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, non può essere inferiore a sei mesi e non può, in ogni caso, essere superiore a:
a) tre anni per il conseguimento della qualifica di istruzione e formazione professionale;
b) quattro anni per il conseguimento del diploma di istruzione e formazione professionale;

c) quattro anni per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore;
d) due anni per la frequenza del corso annuale integrativo per l'ammissione all'esame di Stato di cui all'art. 15, comma 6, del decreto legislativo n. 226 del 2005;
e) un anno per il conseguimento del diploma di istruzione e formazione professionale per coloro che sono in possesso della qualifica di istruzione e formazione professionale nell'ambito dell'indirizzo professionale corrispondente;
f) un anno per il conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore.
La durata dei contratti di apprendistato di alta formazione non può essere inferiore a sei mesi ed è pari nel massimo alla durata ordinamentale dei relativi percorsi.
La durata dei contratti di apprendistato per attività di ricerca non può essere inferiore a sei mesi ed è definita in rapporto alla durata del progetto di ricerca e non può essere superiore a tre anni, salva la facoltà delle regioni e delle province autonome di prevedere ipotesi di proroga del contratto fino ad un anno in presenza di particolari esigenze legate al progetto di ricerca.
La durata dei contratti di apprendistato per il praticantato per l'accesso alle professioni ordinistiche non può essere inferiore a sei mesi ed è definita, quanto alla durata massima, in rapporto al conseguimento dell'attestato di compiuta pratica per l'ammissione all'esame di Stato.

Standard formativi, piano formativo individuale e formazione interna ed esterna
L'organizzazione didattica dei percorsi di formazione in apprendistato si articola in periodi di formazione interna ed esterna.
Il piano formativo individuale, redatto dall'istituzione formativa con il coinvolgimento del datore di lavoro secondo il modello di cui all'allegato deve contenere i seguenti elementi:
a) i dati relativi all'apprendista, al datore di lavoro, al tutor formativo e al tutor aziendale;
b) ove previsto, la qualificazione da acquisire al termine del percorso;
c) il livello di inquadramento contrattuale dell'apprendista;
d) la durata del contratto di apprendistato e l'orario di lavoro;
e) i risultati di apprendimento, in termini di competenze della formazione interna ed esterna, i criteri e le modalità della valutazione iniziale, intermedia e finale degli apprendimenti e, ove previsto, dei comportamenti, nonché le eventuali misure di riallineamento, sostegno e recupero, anche nei casi di sospensione del giudizio.
Il piano formativo individuale può essere modificato nel corso del rapporto, ferma restando la qualificazione da acquisire al termine del percorso.
I periodi di formazione interna ed esterna sono articolati anche secondo le esigenze formative e professionali dell'impresa e le competenze tecniche e professionali correlate agli apprendimenti ordinamentali che possono essere acquisiti in impresa.

Valutazione e certificazione delle competenze
L’istituzione formativa anche avvalendosi del datore di lavoro, per la parte di formazione interna, effettua il monitoraggio e la valutazione degli apprendimenti, anche ai fini dell'ammissione agli esami conclusivi dei percorsi in apprendistato, ne dà evidenza nel dossier individuale dell'apprendista e ne comunica i risultati all'apprendista e, nel caso di minorenni, ai titolari della responsabilità genitoriale.
Agli apprendisti è garantito il diritto alla validazione delle competenze anche nei casi di abbandono o risoluzione anticipata del contratto, a partire da un periodo minimo di lavoro di tre mesi.
Per averne diritto l'apprendista, al termine del percorso, deve aver frequentato almeno i tre quarti sia della formazione interna che della formazione esterna di cui al piano formativo individuale. Laddove previsto nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, la frequenza dei tre quarti del monte ore sia di formazione interna sia di formazione esterna di cui al piano formativo individuale costituisce requisito minimo anche al termine di ciascuna annualità, ai fini dell'ammissione all'annualità successiva.
Gli esami conclusivi dei percorsi in apprendistato si effettuano, laddove previsti, in applicazione delle vigenti norme relative ai rispettivi percorsi ordinamentali, anche tenendo conto delle valutazioni espresse dal tutor formativo e dal tutor aziendale nel dossier individuale e in funzione dei risultati di apprendimento definiti nel piano formativo individuale.
In esito al superamento dell'esame finale e al conseguimento della qualificazione, l'ente titolare rilascia un certificato di competenze o, laddove previsto, un supplemento al certificato che deve comunque contenere:
a) gli elementi minimi riguardante gli standard minimi di attestazione del decreto legislativo n. 13 del 2013;
b) i dati che consentano la registrazione dei documenti nel sistema informativo dell'ente titolare in conformità al formato del Libretto formativo del cittadino.

AUTOFERROTRANVIERI: APPLICABILE IL RINNOVO CONTRATTUALE

AUTOFERROTRANVIERI: APPLICABILE IL RINNOVO CONTRATTUALE

 

Sciolta la riserva sull’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri-Internavigatori (TPL-Mobilità) firmato il 28/11/2015 tra ASSTRA, ANAV e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, FAISA-CISAL e ULGFNA, a seguito dell’esito positivo della consultazione referendaria dei lavoratori dipendenti da tutte le aziende del settore.

Parte economica
Le Parti hanno stabilito un aumento tabellare di 100,00 euro medi mensili (par: 175), per cui i nuovi minimi sono così determinati:

Livello

All’1/11/2015

All’1/7/2016

All’1/10/2017

250 1.489,67 1.539,67 1.582,53
230 1.370,50 1.416,50 1.455,93
210 1.251,33 1.293,33 1.329,33
205 1.221,54 1.262,54 1.297,68
202 1.203,66 1.244,06 1.278,69
193 1.150,03 1.188,63 1.221,72
190 1.132,16 1.170,16 1.202,73
188 1.120,24 1.157,84 1.190,07
183 1.090,44 1.127,04 1.158,41
180 1.072,56 1.108,56 1.139,42
178 1.060,65 1.096,25 1.126,76
175 1.042,77 1.077,77 1.107,77
170 1.012,98 1.046,98 1.076,12
165 983,18 1.016,18 1.044,47
160 953,39 985,39 1.012,82
158 941,47 973,07 1.000,16
155 923,60 954,60 981,17
154 917,64 948,44 974,84
153 911,68 942,28 968,51
151 899,76 929,96 955,85
145 864,01 893,01 917,87
143 852,10 880,70 905,21
140 834,22 862,22 886,22
139 828,26 856,06 879,89
138 822,30 849,90 873,56
135 804,43 831,43 854,57
130 774,63 800,63 822,92
129 768,68 794,48 816,59
123 733,03 757,63 778,72
121 721,01 745,21 765,95
116 691,21 714,41 734,30
110 655,45 677,45 696,31
100 595,87 615,87 633,01

 

Una tantum
A copertura del periodo 1/1/2012 – 30/10/2015, al personale in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogato un importo forfettario di € 600 al parametro 175, suddiviso in due tranches dell’importo di € 400 la prima e € 200 la seconda, da erogarsi rispettivamente con le retribuzioni del mese di gennaio e aprile 2016 e da rapportarsi ai mesi di effettiva prestazione.

Livello

Dall’1/1/2016

Dall’1/4/2016

250 571,43 285,71
230 525,71 262,86
210 480,00 240,00
205 468,57 234,29
202 461,71 230,86
193 441,14 220,57
190 434,29 217,14
188 429,71 214,86
183 418,29 209,14
180 411,43 205,71
178 406,86 203,43
175 400,00 200,00
170 388,57 194,29
165 377,14 188,57
160 365,71 182,86
158 361,14 180,57
155 354,29 177,14
154 352,00 176,00
153 349,71 174,86
151 345,14 172,57
145 331,43 165,71
143 326,86 163,43
140 320,00 160,00
139 317,71 158,86
138 315,43 157,71
135 308,57 154,29
130 297,14 148,57
129 294,86 147,43
123 281,14 140,57
121 276,57 138,29
116 265,14 132,57
110 251,43 125,71
100 228,57 114,29

AUTOFERROTRANVIERI: APPLICABILE IL RINNOVO CONTRATTUALE

 

Sciolta la riserva sull’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri-Internavigatori (TPL-Mobilità) firmato il 28/11/2015 tra ASSTRA, ANAV e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, FAISA-CISAL e ULGFNA, a seguito dell’esito positivo della consultazione referendaria dei lavoratori dipendenti da tutte le aziende del settore.

Parte economica
Le Parti hanno stabilito un aumento tabellare di 100,00 euro medi mensili (par: 175), per cui i nuovi minimi sono così determinati:

Livello

All’1/11/2015

All’1/7/2016

All’1/10/2017

250 1.489,67 1.539,67 1.582,53
230 1.370,50 1.416,50 1.455,93
210 1.251,33 1.293,33 1.329,33
205 1.221,54 1.262,54 1.297,68
202 1.203,66 1.244,06 1.278,69
193 1.150,03 1.188,63 1.221,72
190 1.132,16 1.170,16 1.202,73
188 1.120,24 1.157,84 1.190,07
183 1.090,44 1.127,04 1.158,41
180 1.072,56 1.108,56 1.139,42
178 1.060,65 1.096,25 1.126,76
175 1.042,77 1.077,77 1.107,77
170 1.012,98 1.046,98 1.076,12
165 983,18 1.016,18 1.044,47
160 953,39 985,39 1.012,82
158 941,47 973,07 1.000,16
155 923,60 954,60 981,17
154 917,64 948,44 974,84
153 911,68 942,28 968,51
151 899,76 929,96 955,85
145 864,01 893,01 917,87
143 852,10 880,70 905,21
140 834,22 862,22 886,22
139 828,26 856,06 879,89
138 822,30 849,90 873,56
135 804,43 831,43 854,57
130 774,63 800,63 822,92
129 768,68 794,48 816,59
123 733,03 757,63 778,72
121 721,01 745,21 765,95
116 691,21 714,41 734,30
110 655,45 677,45 696,31
100 595,87 615,87 633,01

 

Una tantum
A copertura del periodo 1/1/2012 - 30/10/2015, al personale in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogato un importo forfettario di € 600 al parametro 175, suddiviso in due tranches dell’importo di € 400 la prima e € 200 la seconda, da erogarsi rispettivamente con le retribuzioni del mese di gennaio e aprile 2016 e da rapportarsi ai mesi di effettiva prestazione.

Livello

Dall’1/1/2016

Dall’1/4/2016

250 571,43 285,71
230 525,71 262,86
210 480,00 240,00
205 468,57 234,29
202 461,71 230,86
193 441,14 220,57
190 434,29 217,14
188 429,71 214,86
183 418,29 209,14
180 411,43 205,71
178 406,86 203,43
175 400,00 200,00
170 388,57 194,29
165 377,14 188,57
160 365,71 182,86
158 361,14 180,57
155 354,29 177,14
154 352,00 176,00
153 349,71 174,86
151 345,14 172,57
145 331,43 165,71
143 326,86 163,43
140 320,00 160,00
139 317,71 158,86
138 315,43 157,71
135 308,57 154,29
130 297,14 148,57
129 294,86 147,43
123 281,14 140,57
121 276,57 138,29
116 265,14 132,57
110 251,43 125,71
100 228,57 114,29

Il regime di solidarietà negli appalti

Chiarimenti in ordine al regime di responsabilità solidale in materia contributiva, con particolare riferimento all’individuazione del periodo entro il quale sia possibile agire per il recupero dei contributi, a titolo di responsabilità solidale, tra appaltatore e subappaltatore

Come noto, l’articolo 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003, stabilisce che, in caso di appalto di opere o servizi, salvo diversa disposizione dei CCNL (sottoscritti dalle associazioni comparativamente più rappresentative) che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore e con gli eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di Tfr, nonché i contributi previdenziali ed i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.
Analogamente, la prima formulazione dell’articolo 35, comma 28, del D.L. n. 223/2006 (convertito in L. n. 248/2006), vigente fino al 28 aprile 2012, prevedeva che l’appaltatore rispondesse in solido con il subappaltatore dell’effettuazione e del versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti a cui era tenuto il subappaltatore. In sostanza, vi era una parziale sovrapposizione dell’ambito applicativo delle disposizioni.
Peraltro, in seguito, l’articolo 35 citato è stato prima riformulato ad opera del D.L. n. 16/2012 e poi abrogato con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2014, il quale, contestualmente, ha apportato modifiche all’articolo 28, ivi stabilendo che la responsabilità solidale ricorre anche per gli obblighi, ove previsti, relativi agli adempimenti del sostituto d’imposta.
Orbene, dall’analisi delle normativa, si evince che nel periodo di contemporanea vigenza delle citate disposizioni, cioè sino al 27 aprile 2012, l’articolo 29, in quanto di carattere speciale, debba considerarsi prevalente in materia contributiva rispetto all’altra.

Chiarimenti in ordine al regime di responsabilità solidale in materia contributiva, con particolare riferimento all’individuazione del periodo entro il quale sia possibile agire per il recupero dei contributi, a titolo di responsabilità solidale, tra appaltatore e subappaltatore

Come noto, l’articolo 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003, stabilisce che, in caso di appalto di opere o servizi, salvo diversa disposizione dei CCNL (sottoscritti dalle associazioni comparativamente più rappresentative) che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore e con gli eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di Tfr, nonché i contributi previdenziali ed i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento.
Analogamente, la prima formulazione dell’articolo 35, comma 28, del D.L. n. 223/2006 (convertito in L. n. 248/2006), vigente fino al 28 aprile 2012, prevedeva che l’appaltatore rispondesse in solido con il subappaltatore dell’effettuazione e del versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti a cui era tenuto il subappaltatore. In sostanza, vi era una parziale sovrapposizione dell’ambito applicativo delle disposizioni.
Peraltro, in seguito, l’articolo 35 citato è stato prima riformulato ad opera del D.L. n. 16/2012 e poi abrogato con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2014, il quale, contestualmente, ha apportato modifiche all’articolo 28, ivi stabilendo che la responsabilità solidale ricorre anche per gli obblighi, ove previsti, relativi agli adempimenti del sostituto d’imposta.
Orbene, dall’analisi delle normativa, si evince che nel periodo di contemporanea vigenza delle citate disposizioni, cioè sino al 27 aprile 2012, l’articolo 29, in quanto di carattere speciale, debba considerarsi prevalente in materia contributiva rispetto all’altra.

Imprese soggette a procedure concorsuali e mobilità

La corretta interpretazione della disposizione normativa concernente l’ intervento straordinario di integrazione salariale nell’ambito di procedure concorsuali, a seguito dell’abrogazione prevista a far data dal 1° gennaio 2016.

La disposizione in oggetto (art. 3, L. n. 221/1993) sancisce che gli organi delle procedure concorsuali (curatore, liquidatore o commissario), quando non sia possibile la continuazione dell’attività, anche tramite cessione dell’azienda o di sue parti, o quando i livelli occupazionali possono essere salvaguardati solo parzialmente, hanno facoltà di collocare in mobilità i lavoratori eccedenti, a prescindere dal fatto che l’impresa abbia o meno richiesto il trattamento straordinario di integrazione salariale a seguito dell’ammissione alle procedure concorsuali individuate; l’impresa inoltre è esonerata dall’obbligo relativo al versamento del contributo di ingresso nelle procedure di mobilità. La norma, però, è abrogata dal 1° gennaio 2016 e la fattispecie giuridica che consente l’accesso al trattamento di Cigs deve verificarsi entro il 31 dicembre 2015, a nulla rilevando la data del decreto di autorizzazione.
Orbene, in linea con il quadro regolatorio riportato, laddove le procedure di licenziamento collettivo conseguenti all’ammissione alle procedure concorsuali siano state attivate entro il 31 dicembre 2015, e dunque antecedentemente all’abrogazione della disposizione, le stesse possono concludersi anche successivamente al 1° gennaio 2016, consentendo in tal modo agli organi delle predette procedure di continuare a fruire dell’esonero in argomento. Di contro, non è ammissibile l’attivazione di licenziamenti collettivi successivamente al 1° gennaio 2016.

La corretta interpretazione della disposizione normativa concernente l’ intervento straordinario di integrazione salariale nell’ambito di procedure concorsuali, a seguito dell’abrogazione prevista a far data dal 1° gennaio 2016.

La disposizione in oggetto (art. 3, L. n. 221/1993) sancisce che gli organi delle procedure concorsuali (curatore, liquidatore o commissario), quando non sia possibile la continuazione dell'attività, anche tramite cessione dell'azienda o di sue parti, o quando i livelli occupazionali possono essere salvaguardati solo parzialmente, hanno facoltà di collocare in mobilità i lavoratori eccedenti, a prescindere dal fatto che l’impresa abbia o meno richiesto il trattamento straordinario di integrazione salariale a seguito dell’ammissione alle procedure concorsuali individuate; l’impresa inoltre è esonerata dall’obbligo relativo al versamento del contributo di ingresso nelle procedure di mobilità. La norma, però, è abrogata dal 1° gennaio 2016 e la fattispecie giuridica che consente l’accesso al trattamento di Cigs deve verificarsi entro il 31 dicembre 2015, a nulla rilevando la data del decreto di autorizzazione.
Orbene, in linea con il quadro regolatorio riportato, laddove le procedure di licenziamento collettivo conseguenti all'ammissione alle procedure concorsuali siano state attivate entro il 31 dicembre 2015, e dunque antecedentemente all'abrogazione della disposizione, le stesse possono concludersi anche successivamente al 1° gennaio 2016, consentendo in tal modo agli organi delle predette procedure di continuare a fruire dell’esonero in argomento. Di contro, non è ammissibile l’attivazione di licenziamenti collettivi successivamente al 1° gennaio 2016.

SETTORE CREDITO: ACCORDO 15/12/2015 PER LA REGOLAMENTAZIONE DEL CONGEDO PARENTALE AD ORE

Sottoscritto, il giorno 15/12/2015, tra ABI e FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, SINFUB, UGL CREDITO, UILCA, UNITÀ SINDACALE FALCRI SILCEA, il verbale di accordo che, nel rispetto della legislazione vigente e degli impegni presi con l’accordo contrattuale del 31/3/2015, regolamenta nel settore del credito, l’utilizzo del congedo parentale ad ore

Le Parti firmatarie del CCNL del settore Credito, così come previsto nell’accordo di rinnovo del 31/3/2015, si sono incontrate allo scopo di fissare le modalità di utilizzo ad ore dei congedi parentali, omogenee per tutto il settore e finalizzate ad un equilibrato contemperamento tra il diritto dei genitori e quello dell’impresa ad una efficiente organizzazione del lavoro.
Pertanto, nell’accordo in esame del 15 dicembre 2015, hanno stabilito che dall’1° febbraio 2016, la fruizione oraria del congedo parentale, ferme per ogni altro aspetto le previsioni di legge in materia, è consentita secondo le seguenti modalità:

– il congedo orario potrà essere fruito, sia dal personale a tempo pieno sia dal personale a tempo parziale, per periodi minimi di un’ora giornaliera. Il totale delle ore nell’arco di ciascun mese, deve corrispondere comunque a giornate intere;

– ai fini dell’esercizio di tale facoltà il personale dovrà presentare all’azienda – con un preavviso non inferiore a 5 giorni lavorativi – una domanda in forma scritta unitamente alla documentazione inoltrata all’INPS, indicando la durata del periodo richiesto, il numero di giornate equivalenti alle ore richieste, le giornate e la collocazione nella giornata. Nei casi di oggettiva impossibilità a rispettare il predetto termine di preavviso, troverà comunque applicazione quello previsto dalla legge, cioè 2 giorni di preavviso;

– oltre che nei casi stabiliti dalla legge, è esclusa la cumulabilità nella stessa giornata della fruizione oraria del congedo parentale con permessi o riposi previsti dalla contrattazione collettiva;

Sottoscritto, il giorno 15/12/2015, tra ABI e FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, SINFUB, UGL CREDITO, UILCA, UNITÀ SINDACALE FALCRI SILCEA, il verbale di accordo che, nel rispetto della legislazione vigente e degli impegni presi con l’accordo contrattuale del 31/3/2015, regolamenta nel settore del credito, l’utilizzo del congedo parentale ad ore

Le Parti firmatarie del CCNL del settore Credito, così come previsto nell’accordo di rinnovo del 31/3/2015, si sono incontrate allo scopo di fissare le modalità di utilizzo ad ore dei congedi parentali, omogenee per tutto il settore e finalizzate ad un equilibrato contemperamento tra il diritto dei genitori e quello dell'impresa ad una efficiente organizzazione del lavoro.
Pertanto, nell’accordo in esame del 15 dicembre 2015, hanno stabilito che dall’1° febbraio 2016, la fruizione oraria del congedo parentale, ferme per ogni altro aspetto le previsioni di legge in materia, è consentita secondo le seguenti modalità:

- il congedo orario potrà essere fruito, sia dal personale a tempo pieno sia dal personale a tempo parziale, per periodi minimi di un'ora giornaliera. Il totale delle ore nell’arco di ciascun mese, deve corrispondere comunque a giornate intere;

- ai fini dell'esercizio di tale facoltà il personale dovrà presentare all'azienda - con un preavviso non inferiore a 5 giorni lavorativi - una domanda in forma scritta unitamente alla documentazione inoltrata all'INPS, indicando la durata del periodo richiesto, il numero di giornate equivalenti alle ore richieste, le giornate e la collocazione nella giornata. Nei casi di oggettiva impossibilità a rispettare il predetto termine di preavviso, troverà comunque applicazione quello previsto dalla legge, cioè 2 giorni di preavviso;

- oltre che nei casi stabiliti dalla legge, è esclusa la cumulabilità nella stessa giornata della fruizione oraria del congedo parentale con permessi o riposi previsti dalla contrattazione collettiva;

MARITTIMI: il Fondo di Solidarietà Bilaterale “SOLIMARE” si estende anche alle imprese con 5 dipendenti

Firmato, il giorno 30/11/2015, tra Confitarma, Fedarlinea, Assorimorchiatori, Federimorchiatori e Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, l’accordo che estende l’ambito di applicazione del “Fondo Solimare”, anche alle imprese armatoriali con un minimo di 5 dipendenti

Il nuovo accordo costituisce un “addendum” al verbale di accordo del 24 marzo 2014, con il quale fu costituito il Fondo di solidarietà bilaterale “Solimare” per le imprese del settore del Trasporto Marittimo, in attuazione della legislazione in materia di integrazione salariale (Art. 3 Legge n. 92/2012).

Premesso ciò, l’intesa in oggetto, è nata dalla necessità di adeguare il “Fondo Solimare” alle più recenti norme di cui all’art. 26 del D.Lgs. 14/9/2015,
In particolare l’art. 26, comma 7 del D.Lgs. n. 148/2015, ha esteso l’obbligo di includere nell’ambito di applicazione dei suddetti Fondi, le aziende che occupano mediamente più di cinque dipendenti e al comma 8 ha previsto che i fondi di solidarietà bilaterale già costituiti si devono adeguare al tale disposizione entro il 31/12/2015.
Pertanto le Parti Stipulanti del Settore del Trasporto Marittimo con il recente accordo del 30/11/2015, hanno convenuto che l’ambito di applicazione del Fondo Solimare comprende tutte le imprese armatoriali che occupano mediamente più di cinque dipendenti.

Firmato, il giorno 30/11/2015, tra Confitarma, Fedarlinea, Assorimorchiatori, Federimorchiatori e Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, l’accordo che estende l’ambito di applicazione del "Fondo Solimare", anche alle imprese armatoriali con un minimo di 5 dipendenti

Il nuovo accordo costituisce un "addendum" al verbale di accordo del 24 marzo 2014, con il quale fu costituito il Fondo di solidarietà bilaterale "Solimare" per le imprese del settore del Trasporto Marittimo, in attuazione della legislazione in materia di integrazione salariale (Art. 3 Legge n. 92/2012).

Premesso ciò, l’intesa in oggetto, è nata dalla necessità di adeguare il "Fondo Solimare" alle più recenti norme di cui all’art. 26 del D.Lgs. 14/9/2015,
In particolare l’art. 26, comma 7 del D.Lgs. n. 148/2015, ha esteso l’obbligo di includere nell’ambito di applicazione dei suddetti Fondi, le aziende che occupano mediamente più di cinque dipendenti e al comma 8 ha previsto che i fondi di solidarietà bilaterale già costituiti si devono adeguare al tale disposizione entro il 31/12/2015.
Pertanto le Parti Stipulanti del Settore del Trasporto Marittimo con il recente accordo del 30/11/2015, hanno convenuto che l’ambito di applicazione del Fondo Solimare comprende tutte le imprese armatoriali che occupano mediamente più di cinque dipendenti.

Cambia il modello di dichiarazione dell’imposta di bollo virtuale

Con il provvedimento n. 160709 del 17 dicembre 2015 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale, che sostituisce il precedente al fine di recepire gli ulteriori elementi per la liquidazione dell’imposta dovuta, prevedendo la possibilità di scomputare l’acconto effettivamente versato nell’anno di riferimento della dichiarazione sulle rate bimestrali e/o sull’acconto dovuto per l’anno successivo.

Con riferimento agli atti e documenti emessi a partire dal 1° gennaio 2015, dunque, i soggetti autorizzati ad assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale devono presentare la dichiarazione contenente l’indicazione del numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente, distinti per voce di tariffa, utilizzando il nuovo modello. In caso contrario la dichiarazione presentata sarà considerata nulla, ai fini dell’adempimento dichiarativo.

TIPOLOGIE DI DICHIARAZIONE

Il modello deve essere utilizzato per le seguenti tipologie di dichiarazione:
– “dichiarazione consuntiva”, con la quale sono indicati il numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente, da presentare entro il successivo mese di gennaio (codice 1);
– “dichiarazione a seguito di rinunzia”, con la quale si effettua la rinunzia all’autorizzazione all’imposta di bollo virtuale, indicando contestualmente il numero degli atti e documenti emessi dal 1° gennaio all’ultimo giorno in cui è operativa l’autorizzazione (codice 2);
– “operazioni straordinarie” senza rinunzia all’autorizzazione (codice 3);
– “dichiarazione consuntiva a Zero”, quando nell’anno oggetto di dichiarazione non sono stati emessi atti e documenti soggetti all’imposta di bollo (codice 4);
– “dichiarazione a Zero in caso di rinunzia”, con la quale si effettua la rinunzia all’autorizzazione all’imposta di bollo virtuale e dal 1° gennaio alla rinunzia non risultano emessi atti e documenti soggetti all’imposta (codice 5);
– “dichiarazione a Zero in caso di operazioni straordinarie” senza rinunzia all’autorizzazione (codice 6).

COMPOSIZIONE DEL MODELLO

Il modello è composto da:
– frontespizio che, oltre all’informativa sul trattamento dei dati personali di cui all’art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, contiene i dati generali, tra cui gli estremi dell’autorizzazione al pagamento in modo virtuale dell’imposta di bollo, i dati del contribuente e del rappresentante firmatario della dichiarazione, nonché la sezione riservata all’impegno alla presentazione in via telematica da parte dell’intermediario;
– quadro A – “Atti e documenti soggetti a imposta fissa” per l’indicazione delle fattispecie per le quali è ammesso il pagamento in misura fissa;
– quadro B – “Atti e documenti soggetti a imposta proporzionale” per l’indicazione delle fattispecie per le quali è ammesso il pagamento in misura proporzionale;
– quadro C – “Versamenti effettuati” per l’indicazione dei dati dei versamenti effettuati in conformità alla liquidazione provvisoria per l’anno di riferimento della dichiarazione.
L’Agenzia delle Entrate rende disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it un programma software gratuito per la compilazione e l’invio telematico della dichiarazione.

PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE

La dichiarazione deve essere presentata esclusivamente in via telematica, tramite i Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate:
– direttamente dal dichiarante, o;
– avvalendosi di intermediari abilitati.
La dichiarazione inviata per via telematica, si considera presentata nel momento in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione è data dalla ricevuta trasmessa, sempre per via telematica, dall’Agenzia stessa.

Con il provvedimento n. 160709 del 17 dicembre 2015 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale, che sostituisce il precedente al fine di recepire gli ulteriori elementi per la liquidazione dell’imposta dovuta, prevedendo la possibilità di scomputare l’acconto effettivamente versato nell’anno di riferimento della dichiarazione sulle rate bimestrali e/o sull’acconto dovuto per l’anno successivo.

Con riferimento agli atti e documenti emessi a partire dal 1° gennaio 2015, dunque, i soggetti autorizzati ad assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale devono presentare la dichiarazione contenente l’indicazione del numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente, distinti per voce di tariffa, utilizzando il nuovo modello. In caso contrario la dichiarazione presentata sarà considerata nulla, ai fini dell’adempimento dichiarativo.

TIPOLOGIE DI DICHIARAZIONE

Il modello deve essere utilizzato per le seguenti tipologie di dichiarazione:
- "dichiarazione consuntiva", con la quale sono indicati il numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente, da presentare entro il successivo mese di gennaio (codice 1);
- "dichiarazione a seguito di rinunzia", con la quale si effettua la rinunzia all’autorizzazione all’imposta di bollo virtuale, indicando contestualmente il numero degli atti e documenti emessi dal 1° gennaio all’ultimo giorno in cui è operativa l’autorizzazione (codice 2);
- "operazioni straordinarie" senza rinunzia all’autorizzazione (codice 3);
- "dichiarazione consuntiva a Zero", quando nell’anno oggetto di dichiarazione non sono stati emessi atti e documenti soggetti all’imposta di bollo (codice 4);
- "dichiarazione a Zero in caso di rinunzia", con la quale si effettua la rinunzia all’autorizzazione all’imposta di bollo virtuale e dal 1° gennaio alla rinunzia non risultano emessi atti e documenti soggetti all’imposta (codice 5);
- "dichiarazione a Zero in caso di operazioni straordinarie" senza rinunzia all’autorizzazione (codice 6).

COMPOSIZIONE DEL MODELLO

Il modello è composto da:
- frontespizio che, oltre all’informativa sul trattamento dei dati personali di cui all’art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, contiene i dati generali, tra cui gli estremi dell’autorizzazione al pagamento in modo virtuale dell’imposta di bollo, i dati del contribuente e del rappresentante firmatario della dichiarazione, nonché la sezione riservata all’impegno alla presentazione in via telematica da parte dell’intermediario;
- quadro A - "Atti e documenti soggetti a imposta fissa" per l’indicazione delle fattispecie per le quali è ammesso il pagamento in misura fissa;
- quadro B - "Atti e documenti soggetti a imposta proporzionale" per l’indicazione delle fattispecie per le quali è ammesso il pagamento in misura proporzionale;
- quadro C - "Versamenti effettuati" per l’indicazione dei dati dei versamenti effettuati in conformità alla liquidazione provvisoria per l’anno di riferimento della dichiarazione.
L’Agenzia delle Entrate rende disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it un programma software gratuito per la compilazione e l’invio telematico della dichiarazione.

PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE

La dichiarazione deve essere presentata esclusivamente in via telematica, tramite i Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate:
- direttamente dal dichiarante, o;
- avvalendosi di intermediari abilitati.
La dichiarazione inviata per via telematica, si considera presentata nel momento in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione è data dalla ricevuta trasmessa, sempre per via telematica, dall’Agenzia stessa.