Voluntary disclosure: dal 10/11 istanze al C.O. di Pescara e istruttoria anche alla DRE

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che la competenza per le richieste di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015 è affidata al Centro Operativo di Pescara. Il contribuente può scegliere di rivolgersi alla Direzione regionale soltanto per le fasi istruttorie del procedimento, compreso l’eventuale contraddittorio (Provvedimento 27 novembre 2015, n. 153427).

Si completa in tal modo la disciplina che regola la cd. “voluntary disclosure”, ossia la procedura attraverso la quale il contribuente accede alla possibilità di regolarizzare, sotto il profilo fiscale e della normativa antiriciclaggio, la detenzione all’estero di capitali sconosciuti al Fisco italiano.
Al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate viene attribuita competenza per la gestione delle istanze di voluntary disclosure, ma anche dell’emissione degli atti conseguenti, compresi quelli di accertamento e di contestazione delle violazioni riferiti a tutte le annualità oggetto della procedura.
Al fine di agevolare il rapporto con i contribuenti, tuttavia, è riconosciuta agli stessi la possibilità di scegliere se instaurare le fasi istruttorie del procedimento, compreso l’eventuale contraddittorio, presso il Centro operativo di Pescara ovvero presso una Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate o la Direzione Provinciale di Trento.
La scelta dell’Ufficio presso il quale instaurare le fasi istruttorie del procedimento deve essere effettuata presentando apposita richiesta mediante posta elettronica certificata alla casella del Centro operativo di Pescara “vd.cop@postacert.agenziaentrate.it” anche unitamente alla relazione di accompagnamento alla richiesta di accesso alla procedura e alla documentazione, indicando la propria disponibilità a comparire personalmente o a mezzo di rappresentanti nominati con procura generale o speciale.
Per i contribuenti con domicilio fiscale nella circoscrizione di competenza della Direzione Provinciale di Bolzano è, comunque, la stessa Direzione competente alla gestione delle istanze e all’emissione degli atti relativi alle annualità oggetto delle richieste di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, anche se presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015.

RAPPRESENTANZA PRESSO GLI UFFICI

Presso gli uffici finanziari il contribuente può farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale.
La procura speciale deve essere conferita per iscritto con firma autenticata.
L’autenticazione non è necessaria quando la procura è conferita al coniuge o a parenti e affini entro il quarto grado o a propri dipendenti da persone giuridiche.
Quando la procura è conferita a persone iscritte in albi professionali o nei ruoli dei periti ed esperti per la sub-categoria tributi è data facoltà agli stessi rappresentanti di autenticare la sottoscrizione.
Quando la procura è rilasciata ad un funzionario di un centro di assistenza fiscale o di una società di servizi essa deve essere autenticata dal responsabile dell’assistenza fiscale del predetto centro o dal legale rappresentante della predetta società di servizi.

PRESTAZIONI PENSIONISTICHE ELVETICHE

Il Provvedimento stabilisce, inoltre, le modalità per l’invio da parte del contribuente dell’opzione per l’applicazione, ai fini delle imposte dirette, dell’aliquota del 5%, ai sensi dell’art. 2, co. 2, lett. b), del D.L. n. 153 del 2015, alle prestazioni corrisposte dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità Svizzera (LPP) ed a quelle corrisposte dai diversi enti o istituti svizzeri di prepensionamento in qualunque forma erogate. A tal fine l’opzione deve essere inviata mediante posta elettronica certificata, anche unitamente al corredo informativo e documentale dell’istanza di accesso alla “voluntary disclosure”:
– alla casella PEC della Direzione regionale o provinciale (per le province autonome di Trento e Bolzano) competente, per le istanze precedenti al 10 novembre 2015;
– alla casella PEC del Centro Operativo di Pescara (“vd.cop@postacert.agenziaentrate .it”) per le istanze presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015.

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che la competenza per le richieste di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015 è affidata al Centro Operativo di Pescara. Il contribuente può scegliere di rivolgersi alla Direzione regionale soltanto per le fasi istruttorie del procedimento, compreso l’eventuale contraddittorio (Provvedimento 27 novembre 2015, n. 153427).

Si completa in tal modo la disciplina che regola la cd. "voluntary disclosure", ossia la procedura attraverso la quale il contribuente accede alla possibilità di regolarizzare, sotto il profilo fiscale e della normativa antiriciclaggio, la detenzione all’estero di capitali sconosciuti al Fisco italiano.
Al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate viene attribuita competenza per la gestione delle istanze di voluntary disclosure, ma anche dell’emissione degli atti conseguenti, compresi quelli di accertamento e di contestazione delle violazioni riferiti a tutte le annualità oggetto della procedura.
Al fine di agevolare il rapporto con i contribuenti, tuttavia, è riconosciuta agli stessi la possibilità di scegliere se instaurare le fasi istruttorie del procedimento, compreso l’eventuale contraddittorio, presso il Centro operativo di Pescara ovvero presso una Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate o la Direzione Provinciale di Trento.
La scelta dell’Ufficio presso il quale instaurare le fasi istruttorie del procedimento deve essere effettuata presentando apposita richiesta mediante posta elettronica certificata alla casella del Centro operativo di Pescara "vd.cop@postacert.agenziaentrate.it" anche unitamente alla relazione di accompagnamento alla richiesta di accesso alla procedura e alla documentazione, indicando la propria disponibilità a comparire personalmente o a mezzo di rappresentanti nominati con procura generale o speciale.
Per i contribuenti con domicilio fiscale nella circoscrizione di competenza della Direzione Provinciale di Bolzano è, comunque, la stessa Direzione competente alla gestione delle istanze e all’emissione degli atti relativi alle annualità oggetto delle richieste di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, anche se presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015.

RAPPRESENTANZA PRESSO GLI UFFICI

Presso gli uffici finanziari il contribuente può farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale.
La procura speciale deve essere conferita per iscritto con firma autenticata.
L'autenticazione non è necessaria quando la procura è conferita al coniuge o a parenti e affini entro il quarto grado o a propri dipendenti da persone giuridiche.
Quando la procura è conferita a persone iscritte in albi professionali o nei ruoli dei periti ed esperti per la sub-categoria tributi è data facoltà agli stessi rappresentanti di autenticare la sottoscrizione.
Quando la procura è rilasciata ad un funzionario di un centro di assistenza fiscale o di una società di servizi essa deve essere autenticata dal responsabile dell'assistenza fiscale del predetto centro o dal legale rappresentante della predetta società di servizi.

PRESTAZIONI PENSIONISTICHE ELVETICHE

Il Provvedimento stabilisce, inoltre, le modalità per l’invio da parte del contribuente dell’opzione per l’applicazione, ai fini delle imposte dirette, dell’aliquota del 5%, ai sensi dell’art. 2, co. 2, lett. b), del D.L. n. 153 del 2015, alle prestazioni corrisposte dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità Svizzera (LPP) ed a quelle corrisposte dai diversi enti o istituti svizzeri di prepensionamento in qualunque forma erogate. A tal fine l’opzione deve essere inviata mediante posta elettronica certificata, anche unitamente al corredo informativo e documentale dell’istanza di accesso alla "voluntary disclosure":
- alla casella PEC della Direzione regionale o provinciale (per le province autonome di Trento e Bolzano) competente, per le istanze precedenti al 10 novembre 2015;
- alla casella PEC del Centro Operativo di Pescara ("vd.cop@postacert.agenziaentrate .it") per le istanze presentate per la prima volta a decorrere dal 10 novembre 2015.

Assunzione detenuti: nuove modalità di fruzione del bonus fiscale

Per le imprese beneficiarie del credito d’imposta riconosciuto per l’assunzione e la formazione professionale di detenuti e internati, sono stabilite nuove modalità di fruizione del beneficio a decorrere dal 1° gennaio 2016. In particolare, dal nuovo anno sia il riconoscimento del beneficio che l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta avverrà esclusivamente con modalità telematiche. (Agenzia delle Entrate – Provvedimento n. 153321 del 27/11/2015)

IL CREDITO D’IMPOSTA

In base al decreto n. 148 del 24 luglio 2014, è riconosciuto un beneficio fiscale alle imprese che assumono, per un periodo non inferiore a 30 giorni, lavoratori detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all’esterno, ovvero detenuti semiliberi provenienti dalla detenzione, o che svolgono effettivamente attività formative nei loro confronti.
Il beneficio è riconosciuto sottoforma di credito d’imposta, per ciascun lavoratore assunto, nella misura di:
– 520 euro mensili per ciascun lavoratore assunto tra i detenuti o internati, detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all’esterno;
– 300 euro mensili per ciascun lavoratore assunto tra i detenuti in semilibertà o internati semiliberi.
Il credito d’imposta spetta per i medesimi importi suindicati, previsti per ciascuna tipologia di assunzioni, alle imprese che:
– svolgono attività di formazione nei confronti di detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all’esterno, o di detenuti o internati ammessi alla semilibertà, a condizione che detta attività comporti, al termine del periodo di formazione, l’immediata assunzione dei detenuti o internati formati per un periodo minimo corrispondente al triplo del periodo di formazione, per il quale hanno fruito del beneficio;
– svolgono attività di formazione mirata a fornire professionalità ai detenuti o agli internati da impiegare in attività lavorative gestite in proprio dall’Amministrazione penitenziaria.
In ogni caso il credito d’imposta spetta in misura proporzionale alle giornate di lavoro prestate, nei limiti del costo sostenuto per il lavoratore.

NUOVE MODALITÀ E TERMINI DI FRUIZIONE DEL BENEFICIO

Le modalità e i termini di fruizione del credito d’imposta sono modificate a decorrere dal 1° gennaio 2016.
In particolare, da tale data, il credito d’imposta maturato potrà essere utilizzato in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (ENTRATEL e FISCONLINE).
Dalla data suddetta, dunque, l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta effettuato attraverso il modello F24 diverso da quello telematico si considera irregolare ed i relativi pagamenti come non eseguiti.
A tal fine, a decorrere dalla stessa data è soppresso il codice tributo “6741”, denominato “Credito d’imposta – Agevolazione concessa alle imprese che assumono detenuti o che svolgono attività formative nei confronti dei detenuti” in uso fino al 31 dicembre 2015. Il nuovo codice tributo F24, per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta dal 1° gennaio 2016, non è stato ancora adottato, ma sarà definito con successiva risoluzione dell’Agenzia delle Entrate.
Per quanto concerne le modalità di riconoscimento e i termini di fruizione del credito d’imposta, viene affidato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia il compito di trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre di ciascun anno e con modalità telematiche, l’elenco delle imprese beneficiarie del credito per l’anno successivo, con l’importo concesso a ciascuna di esse.
Allo scopo di garantire che la fruizione del credito d’imposta avvenga nei limiti dell’importo complessivamente concesso dal Ministero della giustizia, quindi, l’Agenzia delle Entrate verifica, per ciascun modello F24 ricevuto, che l’importo del credito d’imposta utilizzato non risulti superiore all’ammontare del beneficio complessivamente concesso all’impresa, al netto dell’agevolazione fruita attraverso i modelli F24 già presentati. Nel caso in cui l’importo del credito utilizzato risulti superiore al beneficio residuo, il relativo modello F24 è scartato e i pagamenti ivi contenuti si considerano non effettuati.
Eventuali variazioni agli elenchi delle imprese beneficiarie già trasmessi, nonché le revoche dei crediti già concessi sono comunicati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria all’Agenzia delle Entrate entro 15 giorni da quando ha conoscenza dell’evento che ha determinato la variazione o la revoca.

CREDITO RESIDUO AL 31 DICEMBRE 2015

Anche i crediti d’imposta maturati fino al 31 dicembre 2015 e non ancora interamente utilizzati in compensazione, a decorrere dal 1° gennaio 2016, potranno essere fruiti dalle imprese esclusivamente attraverso il modello F24 telematico, nei limiti dell’importo residuo risultante dalla differenza tra i crediti comunicati all’Agenzia delle Entrate dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia e l’ammontare dei crediti fruiti in compensazione utilizzando il codice tributo 6741, rilevati dall’Agenzia delle Entrate attraverso i modelli F24 presentati.

Per le imprese beneficiarie del credito d’imposta riconosciuto per l’assunzione e la formazione professionale di detenuti e internati, sono stabilite nuove modalità di fruizione del beneficio a decorrere dal 1° gennaio 2016. In particolare, dal nuovo anno sia il riconoscimento del beneficio che l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta avverrà esclusivamente con modalità telematiche. (Agenzia delle Entrate - Provvedimento n. 153321 del 27/11/2015)

IL CREDITO D’IMPOSTA

In base al decreto n. 148 del 24 luglio 2014, è riconosciuto un beneficio fiscale alle imprese che assumono, per un periodo non inferiore a 30 giorni, lavoratori detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all'esterno, ovvero detenuti semiliberi provenienti dalla detenzione, o che svolgono effettivamente attività formative nei loro confronti.
Il beneficio è riconosciuto sottoforma di credito d’imposta, per ciascun lavoratore assunto, nella misura di:
- 520 euro mensili per ciascun lavoratore assunto tra i detenuti o internati, detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all'esterno;
- 300 euro mensili per ciascun lavoratore assunto tra i detenuti in semilibertà o internati semiliberi.
Il credito d'imposta spetta per i medesimi importi suindicati, previsti per ciascuna tipologia di assunzioni, alle imprese che:
- svolgono attività di formazione nei confronti di detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all'esterno, o di detenuti o internati ammessi alla semilibertà, a condizione che detta attività comporti, al termine del periodo di formazione, l'immediata assunzione dei detenuti o internati formati per un periodo minimo corrispondente al triplo del periodo di formazione, per il quale hanno fruito del beneficio;
- svolgono attività di formazione mirata a fornire professionalità ai detenuti o agli internati da impiegare in attività lavorative gestite in proprio dall'Amministrazione penitenziaria.
In ogni caso il credito d’imposta spetta in misura proporzionale alle giornate di lavoro prestate, nei limiti del costo sostenuto per il lavoratore.

NUOVE MODALITÀ E TERMINI DI FRUIZIONE DEL BENEFICIO

Le modalità e i termini di fruizione del credito d’imposta sono modificate a decorrere dal 1° gennaio 2016.
In particolare, da tale data, il credito d’imposta maturato potrà essere utilizzato in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (ENTRATEL e FISCONLINE).
Dalla data suddetta, dunque, l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta effettuato attraverso il modello F24 diverso da quello telematico si considera irregolare ed i relativi pagamenti come non eseguiti.
A tal fine, a decorrere dalla stessa data è soppresso il codice tributo "6741", denominato "Credito d'imposta - Agevolazione concessa alle imprese che assumono detenuti o che svolgono attività formative nei confronti dei detenuti" in uso fino al 31 dicembre 2015. Il nuovo codice tributo F24, per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta dal 1° gennaio 2016, non è stato ancora adottato, ma sarà definito con successiva risoluzione dell’Agenzia delle Entrate.
Per quanto concerne le modalità di riconoscimento e i termini di fruizione del credito d’imposta, viene affidato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia il compito di trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre di ciascun anno e con modalità telematiche, l’elenco delle imprese beneficiarie del credito per l’anno successivo, con l’importo concesso a ciascuna di esse.
Allo scopo di garantire che la fruizione del credito d’imposta avvenga nei limiti dell’importo complessivamente concesso dal Ministero della giustizia, quindi, l’Agenzia delle Entrate verifica, per ciascun modello F24 ricevuto, che l’importo del credito d’imposta utilizzato non risulti superiore all’ammontare del beneficio complessivamente concesso all’impresa, al netto dell’agevolazione fruita attraverso i modelli F24 già presentati. Nel caso in cui l’importo del credito utilizzato risulti superiore al beneficio residuo, il relativo modello F24 è scartato e i pagamenti ivi contenuti si considerano non effettuati.
Eventuali variazioni agli elenchi delle imprese beneficiarie già trasmessi, nonché le revoche dei crediti già concessi sono comunicati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria all’Agenzia delle Entrate entro 15 giorni da quando ha conoscenza dell'evento che ha determinato la variazione o la revoca.

CREDITO RESIDUO AL 31 DICEMBRE 2015

Anche i crediti d’imposta maturati fino al 31 dicembre 2015 e non ancora interamente utilizzati in compensazione, a decorrere dal 1° gennaio 2016, potranno essere fruiti dalle imprese esclusivamente attraverso il modello F24 telematico, nei limiti dell’importo residuo risultante dalla differenza tra i crediti comunicati all’Agenzia delle Entrate dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia e l’ammontare dei crediti fruiti in compensazione utilizzando il codice tributo 6741, rilevati dall’Agenzia delle Entrate attraverso i modelli F24 presentati.

FIRMATO L’ACCORDO PER IL CCNL CEMENTO – INDUSTRIA

FIRMATO L’ACCORDO PER IL CCNL CEMENTO – INDUSTRIA

27 nov 2015 Firmato, il 24/11/2015, tra la FEDERMACO; FILLEA-CGIL; FILCA-CISL; FENEAL-UIL, l’accordo di rinnovo del CCNL  per i dipendenti dalle Aziende esercenti la produzione del cemento, della calce e suoi derivati, del gesso e relativi manufatti, delle malte e dei materiali di base per le costruzioni nonché la produzione promiscua di cemento, calce, gesso e malte.che decorre dalla data di stipula al 31/12/2018

I minimi tabellari contrattuali in vigore al 31/12/2015 sono incrementati, a partire dalle date sottoindicate, dei seguenti importi lordi mensili:

 

Livello

Aumento all’1/1/2016

Aumento all’1/12/2017

Aumento all’1/10/2018

Tot. aumento

Area Direttiva – Livello 3 60,00 45,00 30,00 60,00
Area Direttiva – Livello 2 53,71 40,29 26,86 53,71
Area Direttiva – Livello 1 49,14 36,86 24,57 49,14
Area Concettuale – Livello 3 46,57 34,93 23,29 46,57
Area Concettuale – Livello 2 44,86 33,64 22,43 44,86
Area Concettuale – Livello 1 42,57 31,93 21,29 42,57
Area Specializzati – Livello 3 40,00 30,00 20,00 40,00
Area Specializzati – Livello 2 38,29 28,71 19,14 38,29
Area Specializzati – Livello 1 36,86 27,64 18,43 36,86
Area Qualificati – Livello 2 34,57 25,93 17,29 34,57
Area Qualificati – Livello 1 33,14 24,86 16,57 33,14
Area Esecutiva – Livello 1 28,57 21,43 14,29 28,57

 

Questi, pertanto, i nuovi minimi retributivi

 

Livello

Minimo all’1/1/2016

Minimo all’1/12/2017

Minimo all’1/10/2018

Area Direttiva livello 3 1.879,23 1.924,23 1.954,23
Area Direttiva livello 2 1.682,34 1.722,63 1.749,49
Area Direttiva livello 1 1.539,16 1.576,02 1.600,59
Area Concettuale livello 3 1.458,64 1.493,57 1.516,86
Area Concettuale livello 2 1.404,96 1.438,60 1.461,03
Area Concettuale livello 1 1.333,36 1.365,29 1.386,58
Area Specializzati livello 3 1.252,82 1.282,82 1.302,82
Area Specializzati livello 2 1.199,15 1.227,86 1.247,00
Area Specializzati livello 1 1.154,40 1.182,04 1.200,47
Area Qualificati livello 2 1.082,79 1.108,72 1.126,01
Area Qualificati livello 1 1.037,96 1.062,82 1.079,39
Area Esecutiva livello 1 896,42 917,85 932,14

Gli incrementi dei minimi riportati in tabella sono comprensivi del recupero dello scostamento tra inflazione prevista e quella consuntivata relativamente agli anni 2013, 2014 e 2015 senza ulteriori verifiche e conguagli.
Nel terzo anno di vigenza del contratto, in caso di scostamento tra l’inflazione prevista e quella reale giudicato significativo e comunicato dall’organismo competente nel mese di maggio, le Parti si incontreranno per valutare l’eventuale ricaduta in termini di variazione dei minimi da attuare entro la vigenza del contratto, utilizzando i criteri di calcolo usualmente impiegati.

Maggiorazione lavoro a turni notturno
Ai lavoratori che lavorano in detti turni periodici, sarà applicata sulla retribuzione (minimo tabellare, eventuale superminimo, ex indennità di contingenza, EDR, eventuali aumenti periodici di anzianità) una maggiorazione del:
– 40 per cento per cento per le ore lavorate di notte;
– 41 per cento per le ore lavorate di notte a decorrere dall’1/1/2016;
– 42 per cento per le ore lavorate di notte a decorrere dall’1/1/2017;

 

Elemento di garanzia retributiva
A
decorrere dal 2012, ai dipendenti a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio di ogni anno nelle aziende prive di contrattazione di secondo livello riguardante il premio di risultato o altri istituti retributivi comunque soggetti a contribuzione e che nel corso dell’anno precedente (1° gennaio – 31 dicembre) non abbiano percepito altri trattamenti economici individuali o collettivi comunque soggetti a contribuzione oltre a quanto spettante dal presente ceni, sarà riconosciuto un importo annuo pari a euro 150 lordi, ovvero una cifra inferiore fino a concorrenza in caso di presenza di un trattamento economico aggiuntivo a quello fissato dal CCNL.Il trattamento viene erogato in unica soluzione con le competenze del mese di giugno ed è corrisposto pro – quota con riferimento a tanti dodicesimi quanti sono stati i mesi di servizio prestati dal lavoratore, anche in modo non consecutivo, nell’anno precedente

Assistenza Sanitaria .- Altea
Il finanziamento al Fondo è assicurato secondo le quantità e le scadenze di seguito riportate.
a) A decorrere dall’1/9/2014: 11,00 euro mensili a carico dell’azienda per ogni dipendente che abbia volontariamente aderito al fondo Altea e 2,00 euro mensili a carico del dipendente aderente al citato fondo.
b) Dall’1/1/2016 il contributo di 2,00 euro mensili a carico del dipendente aderente al fondo Altea cesserà di essere dovuto, pertanto l’intera contribuzione di 13,00 euro mensili sarà a carico dell’azienda.

Previdenza complementare – Concreto
Contributo annuo:
– 1,80% a carico dell’Azienda e 1,40% a carico del lavoratore commisurato al valore del minimo tabellare, ex indennità di contingenza, EDR e indennità di funzione quadri di spettanza di ciascun lavoratore;
– 100% dell’accantonamento TFR annualmente maturato nell’anno per i lavoratori di prima occupazione successiva al 28/4/93;
– 40% dell’accantonamento TFR annualmente maturato nell’anno per gli altri lavoratori.
Quota di iscrizione a carico solo del datore di lavoro: € 12,91

 

Quota contribuzione una tantum per le organizzazioni sindacali
Le aziende, mediante affissione in bacheca da effettuarsi a partire dal 1/2/2016  al 29/2/2016, comunicheranno che, in occasione del rinnovo del CCNL, i sindacati stipulanti FENEAL, FILCA e FILLEA chiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato una quota associativa straordinaria di 30 euro da trattenere sulla retribuzione corrisposta nel corso del mese di aprile 2016.
Le aziende distribuiranno insieme alle buste paga corrisposte nel mese di maggio 2016, l’apposito modulo che consente al lavoratore di accettare o rifiutare la richiesta del sindacato e che dovrà essere riconsegnato all’azienda entro il 30/3/2016.
Entro il 31/5/2016 Federmaco provvederà a comunicare alle segreterie nazionali di FenealUiI, Filca – Cisl e Fillea – Cgil il numero complessivo delle trattenute effettuate dalle aziende associate.

Le quote trattenute verranno versate dalle aziende sui conto corrente bancario che le organizzazioni sindacali FenealUiI, Filca – Cisl e FiI, a – Cgil avranno cura di indicare successivamente a Federmaco.

FIRMATO L’ACCORDO PER IL CCNL CEMENTO - INDUSTRIA

27 nov 2015 Firmato, il 24/11/2015, tra la FEDERMACO; FILLEA-CGIL; FILCA-CISL; FENEAL-UIL, l’accordo di rinnovo del CCNL  per i dipendenti dalle Aziende esercenti la produzione del cemento, della calce e suoi derivati, del gesso e relativi manufatti, delle malte e dei materiali di base per le costruzioni nonché la produzione promiscua di cemento, calce, gesso e malte.che decorre dalla data di stipula al 31/12/2018

I minimi tabellari contrattuali in vigore al 31/12/2015 sono incrementati, a partire dalle date sottoindicate, dei seguenti importi lordi mensili:

 

Livello

Aumento all’1/1/2016

Aumento all’1/12/2017

Aumento all’1/10/2018

Tot. aumento

Area Direttiva - Livello 3 60,00 45,00 30,00 60,00
Area Direttiva - Livello 2 53,71 40,29 26,86 53,71
Area Direttiva - Livello 1 49,14 36,86 24,57 49,14
Area Concettuale - Livello 3 46,57 34,93 23,29 46,57
Area Concettuale - Livello 2 44,86 33,64 22,43 44,86
Area Concettuale - Livello 1 42,57 31,93 21,29 42,57
Area Specializzati - Livello 3 40,00 30,00 20,00 40,00
Area Specializzati - Livello 2 38,29 28,71 19,14 38,29
Area Specializzati - Livello 1 36,86 27,64 18,43 36,86
Area Qualificati - Livello 2 34,57 25,93 17,29 34,57
Area Qualificati - Livello 1 33,14 24,86 16,57 33,14
Area Esecutiva - Livello 1 28,57 21,43 14,29 28,57

 

Questi, pertanto, i nuovi minimi retributivi

 

Livello

Minimo all’1/1/2016

Minimo all’1/12/2017

Minimo all’1/10/2018

Area Direttiva livello 3 1.879,23 1.924,23 1.954,23
Area Direttiva livello 2 1.682,34 1.722,63 1.749,49
Area Direttiva livello 1 1.539,16 1.576,02 1.600,59
Area Concettuale livello 3 1.458,64 1.493,57 1.516,86
Area Concettuale livello 2 1.404,96 1.438,60 1.461,03
Area Concettuale livello 1 1.333,36 1.365,29 1.386,58
Area Specializzati livello 3 1.252,82 1.282,82 1.302,82
Area Specializzati livello 2 1.199,15 1.227,86 1.247,00
Area Specializzati livello 1 1.154,40 1.182,04 1.200,47
Area Qualificati livello 2 1.082,79 1.108,72 1.126,01
Area Qualificati livello 1 1.037,96 1.062,82 1.079,39
Area Esecutiva livello 1 896,42 917,85 932,14

Gli incrementi dei minimi riportati in tabella sono comprensivi del recupero dello scostamento tra inflazione prevista e quella consuntivata relativamente agli anni 2013, 2014 e 2015 senza ulteriori verifiche e conguagli.
Nel terzo anno di vigenza del contratto, in caso di scostamento tra l'inflazione prevista e quella reale giudicato significativo e comunicato dall'organismo competente nel mese di maggio, le Parti si incontreranno per valutare l'eventuale ricaduta in termini di variazione dei minimi da attuare entro la vigenza del contratto, utilizzando i criteri di calcolo usualmente impiegati.

Maggiorazione lavoro a turni notturno
Ai lavoratori che lavorano in detti turni periodici, sarà applicata sulla retribuzione (minimo tabellare, eventuale superminimo, ex indennità di contingenza, EDR, eventuali aumenti periodici di anzianità) una maggiorazione del:
- 40 per cento per cento per le ore lavorate di notte;
- 41 per cento per le ore lavorate di notte a decorrere dall’1/1/2016;
- 42 per cento per le ore lavorate di notte a decorrere dall’1/1/2017;

 

Elemento di garanzia retributiva
A
decorrere dal 2012, ai dipendenti a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio di ogni anno nelle aziende prive di contrattazione di secondo livello riguardante il premio di risultato o altri istituti retributivi comunque soggetti a contribuzione e che nel corso dell'anno precedente (1° gennaio - 31 dicembre) non abbiano percepito altri trattamenti economici individuali o collettivi comunque soggetti a contribuzione oltre a quanto spettante dal presente ceni, sarà riconosciuto un importo annuo pari a euro 150 lordi, ovvero una cifra inferiore fino a concorrenza in caso di presenza di un trattamento economico aggiuntivo a quello fissato dal CCNL.Il trattamento viene erogato in unica soluzione con le competenze del mese di giugno ed è corrisposto pro - quota con riferimento a tanti dodicesimi quanti sono stati i mesi di servizio prestati dal lavoratore, anche in modo non consecutivo, nell'anno precedente

Assistenza Sanitaria .- Altea
Il finanziamento al Fondo è assicurato secondo le quantità e le scadenze di seguito riportate.
a) A decorrere dall’1/9/2014: 11,00 euro mensili a carico dell’azienda per ogni dipendente che abbia volontariamente aderito al fondo Altea e 2,00 euro mensili a carico del dipendente aderente al citato fondo.
b) Dall’1/1/2016 il contributo di 2,00 euro mensili a carico del dipendente aderente al fondo Altea cesserà di essere dovuto, pertanto l'intera contribuzione di 13,00 euro mensili sarà a carico dell'azienda.

Previdenza complementare - Concreto
Contributo annuo:
- 1,80% a carico dell’Azienda e 1,40% a carico del lavoratore commisurato al valore del minimo tabellare, ex indennità di contingenza, EDR e indennità di funzione quadri di spettanza di ciascun lavoratore;
- 100% dell’accantonamento TFR annualmente maturato nell’anno per i lavoratori di prima occupazione successiva al 28/4/93;
- 40% dell’accantonamento TFR annualmente maturato nell’anno per gli altri lavoratori.
Quota di iscrizione a carico solo del datore di lavoro: € 12,91

 

Quota contribuzione una tantum per le organizzazioni sindacali
Le aziende, mediante affissione in bacheca da effettuarsi a partire dal 1/2/2016  al 29/2/2016, comunicheranno che, in occasione del rinnovo del CCNL, i sindacati stipulanti FENEAL, FILCA e FILLEA chiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato una quota associativa straordinaria di 30 euro da trattenere sulla retribuzione corrisposta nel corso del mese di aprile 2016.
Le aziende distribuiranno insieme alle buste paga corrisposte nel mese di maggio 2016, l'apposito modulo che consente al lavoratore di accettare o rifiutare la richiesta del sindacato e che dovrà essere riconsegnato all'azienda entro il 30/3/2016.
Entro il 31/5/2016 Federmaco provvederà a comunicare alle segreterie nazionali di Feneal - UiI, Filca - Cisl e Fillea - Cgil il numero complessivo delle trattenute effettuate dalle aziende associate.

Le quote trattenute verranno versate dalle aziende sui conto corrente bancario che le organizzazioni sindacali Feneal - UiI, Filca - Cisl e FiI, a - Cgil avranno cura di indicare successivamente a Federmaco.

Rappresentatività: siglato l’accordo tra Confcommercio e OO.SS

Rappresentatività: siglato l’accordo tra Confcommercio e OO.SS.

Firmato, il 26/11/2015, tra Confcommercio – Imprese per l’Italia e la CGIL, la CISL, la UIL l’accordo interconfederale sulle regole per la misurazione della rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni sindacali nella contrattazione collettiva di categoria.

Le Parti hanno stabilito che i criteri per misurare la rappresentatività delle OO.SS nell’ambito della contrattazione collettiva di categoria sono i seguenti:

– numero di deleghe per la trattenuta del contributo associativo sindacale;

– voti ottenuti dalle organizzazioni sindacali in occasione delle elezioni delle Rsu;

– numero di vertenze individuali, plurime e collettive di lavoro rappresentate nel settore di riferimento, nel corso del triennio precedente all’avvio dei negoziati per il rinnovo del CCNL (esclusivamente quelle trattate in sede di DTL e negli enti bilaterali purché, anche quest’ultime, depositate presso la DTL competente);

– pratiche di disoccupazione certificabili dall’Inps.

Inoltre, le Parti hanno ribadito, per quanto riguarda la contrattazione nazionale, la necessità di raggiungere una rappresentatività pari almeno al 5% nel settore per poter partecipare alla negoziazione e fissa nel 50%+1 la percentuale di cui le organizzazioni firmatarie, singolarmente o insieme ad altre, devono godere per rendere efficace ed esigibile il CCNL sottoscritto.
Relativamente agli accordi aziendali, hanno invece affermato che essi sono efficaci ed esigibili se sottoscritti dalla maggioranza delle Rsu, laddove sia presente questa forma di rappresentanza, mentre nel caso in cui ci siano le Rsa, essii hanno efficacia solo se firmate da organizzazioni che, singolarmente o insieme ad altre, sono depositarie del 50% +1 delle deleghe sindacali presenti in azienda.
Infine, per quanto riguarda la contrattazione territoriale il 50% +1 dovrà essere raggiunto in base alla rappresentanza certificata nel territorio e nel settore.
Anche in questo caso si dovrà procedere con una convenzione con l’Inps che renda operativo il testo sottoscritto dal punto di vista delle deleghe e anche delle pratiche di disoccupazione, mentre per quanto riguarda i voti nelle elezioni Rsu e le vertenze sarà necessario iniziare un confronto con il Ministero del Lavoro.

Rappresentatività: siglato l’accordo tra Confcommercio e OO.SS.

Firmato, il 26/11/2015, tra Confcommercio - Imprese per l’Italia e la CGIL, la CISL, la UIL l’accordo interconfederale sulle regole per la misurazione della rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni sindacali nella contrattazione collettiva di categoria.

Le Parti hanno stabilito che i criteri per misurare la rappresentatività delle OO.SS nell’ambito della contrattazione collettiva di categoria sono i seguenti:

- numero di deleghe per la trattenuta del contributo associativo sindacale;

- voti ottenuti dalle organizzazioni sindacali in occasione delle elezioni delle Rsu;

- numero di vertenze individuali, plurime e collettive di lavoro rappresentate nel settore di riferimento, nel corso del triennio precedente all’avvio dei negoziati per il rinnovo del CCNL (esclusivamente quelle trattate in sede di DTL e negli enti bilaterali purché, anche quest’ultime, depositate presso la DTL competente);

- pratiche di disoccupazione certificabili dall’Inps.

Inoltre, le Parti hanno ribadito, per quanto riguarda la contrattazione nazionale, la necessità di raggiungere una rappresentatività pari almeno al 5% nel settore per poter partecipare alla negoziazione e fissa nel 50%+1 la percentuale di cui le organizzazioni firmatarie, singolarmente o insieme ad altre, devono godere per rendere efficace ed esigibile il CCNL sottoscritto.
Relativamente agli accordi aziendali, hanno invece affermato che essi sono efficaci ed esigibili se sottoscritti dalla maggioranza delle Rsu, laddove sia presente questa forma di rappresentanza, mentre nel caso in cui ci siano le Rsa, essii hanno efficacia solo se firmate da organizzazioni che, singolarmente o insieme ad altre, sono depositarie del 50% +1 delle deleghe sindacali presenti in azienda.
Infine, per quanto riguarda la contrattazione territoriale il 50% +1 dovrà essere raggiunto in base alla rappresentanza certificata nel territorio e nel settore.
Anche in questo caso si dovrà procedere con una convenzione con l’Inps che renda operativo il testo sottoscritto dal punto di vista delle deleghe e anche delle pratiche di disoccupazione, mentre per quanto riguarda i voti nelle elezioni Rsu e le vertenze sarà necessario iniziare un confronto con il Ministero del Lavoro.

Le criticità delle spese sanitarie nel 730 precompilato

In vista dell’inserimento nel prossimo 730 precompilato dei dati relativi alle spese mediche, sanitarie e di assistenza specifica trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria da parte dei medici e delle strutture sanitaria, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha evidenziato alcune criticità per esigenze di semplificazione e di maggiore speditezza di tale adempimento (CNDCEC – Nota n. 95/2015).

Secondo quanto chiarito dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili le prime criticità sarebbero legate all’attuale normativa sulla privacy che:
– non consentirebbe di conservare una prova degli invii dei dati effettuati ai fini di un controllo delle spese sanitarie confluite nel modello 730 precompilato;
– non agevola i medici e le strutture sanitarie qualora debbano affidarsi, per l’effettuazione dell’adempimento, ad un intermediario abilitato diverso dal professionista incaricato della tenuta delle scritture contabili.

Infatti, in merito all’ultimo punto, l’altro intermediario avrebbe notevoli difficoltà ad accettare l’incarico essendo tenuto al rispetto di tutti gli obblighi derivanti dalla normativa della privacy, a differenza del professionista depositario delle scritture contabili. Per superare tale ostacolo, secondo il Consiglio Nazionale, sarebbe opportuno introdurre disposizioni che consentano, se non di eliminare, quanto meno di ridurre il più possibile detti obblighi, per consentire il più rapido ed efficace assolvimento dell’adempimento, prevedendo anche l’assimilazione della figura del soggetto incaricato della trasmissione del contenitore a quella del professionista incaricato alla tenuta delle scritture contabili.

Oltre a tali problematiche connesse alla normativa sulla privacy, per esigenze di semplificazione e di maggior speditezza dell’invio dei dati, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha evidenziato inoltre la necessità di:
– annoverare tra i soggetti abilitati alla trasmissione dei dati anche le associazioni professionali;
– adottare un meccanismo di delega, per l’accreditamento dei professionisti incaricati ad effettuare l’adempimento per conto dei medici e strutture sanitarie, analogo a quello previsto per la delega ad operare sul cassetto fiscale implementato sul sistema Entratel (che permette al professionista delegato di effettuare egli stesso l’accreditamento per il delegante);
– mettere a disposizione un software gratuito che agevoli la trasmissione dei dati sulle spese sanitarie.

In vista dell’inserimento nel prossimo 730 precompilato dei dati relativi alle spese mediche, sanitarie e di assistenza specifica trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria da parte dei medici e delle strutture sanitaria, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha evidenziato alcune criticità per esigenze di semplificazione e di maggiore speditezza di tale adempimento (CNDCEC - Nota n. 95/2015).

Secondo quanto chiarito dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili le prime criticità sarebbero legate all’attuale normativa sulla privacy che:
- non consentirebbe di conservare una prova degli invii dei dati effettuati ai fini di un controllo delle spese sanitarie confluite nel modello 730 precompilato;
- non agevola i medici e le strutture sanitarie qualora debbano affidarsi, per l’effettuazione dell’adempimento, ad un intermediario abilitato diverso dal professionista incaricato della tenuta delle scritture contabili.

Infatti, in merito all’ultimo punto, l’altro intermediario avrebbe notevoli difficoltà ad accettare l’incarico essendo tenuto al rispetto di tutti gli obblighi derivanti dalla normativa della privacy, a differenza del professionista depositario delle scritture contabili. Per superare tale ostacolo, secondo il Consiglio Nazionale, sarebbe opportuno introdurre disposizioni che consentano, se non di eliminare, quanto meno di ridurre il più possibile detti obblighi, per consentire il più rapido ed efficace assolvimento dell’adempimento, prevedendo anche l’assimilazione della figura del soggetto incaricato della trasmissione del contenitore a quella del professionista incaricato alla tenuta delle scritture contabili.

Oltre a tali problematiche connesse alla normativa sulla privacy, per esigenze di semplificazione e di maggior speditezza dell’invio dei dati, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha evidenziato inoltre la necessità di:
- annoverare tra i soggetti abilitati alla trasmissione dei dati anche le associazioni professionali;
- adottare un meccanismo di delega, per l’accreditamento dei professionisti incaricati ad effettuare l’adempimento per conto dei medici e strutture sanitarie, analogo a quello previsto per la delega ad operare sul cassetto fiscale implementato sul sistema Entratel (che permette al professionista delegato di effettuare egli stesso l’accreditamento per il delegante);
- mettere a disposizione un software gratuito che agevoli la trasmissione dei dati sulle spese sanitarie.

In arrivo il codice tributo per il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

L’Agenzia delle entrate con la risoluzione 25 novembre 2015, n. 97/E ha istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta a favore delle imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo

La nuova formulazione dell’articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9 prevede, al comma 1, l’attribuzione di un credito d’imposta a favore di tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Successivamente l’articolo 6 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 27 maggio 2015 ha disciplinato le modalità di fruizione del credito d’imposta in oggetto, prevedendo, tra l’altro, l’indicazione dell’importo del beneficio concesso all’impresa nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale i costi sono stati sostenuti e l’utilizzo del credito “esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni”, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.
Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite il modello F24, del credito d’imposta in questione a decorrere dal 1° gennaio 2016 sarà operativo il seguente codice tributo:
– “6857” denominato “Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, D.L. 23 dicembre 2013, n. 145”.

In sede di compilazione del modello di versamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.
Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.

L’Agenzia delle entrate con la risoluzione 25 novembre 2015, n. 97/E ha istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta a favore delle imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo

La nuova formulazione dell’articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9 prevede, al comma 1, l’attribuzione di un credito d’imposta a favore di tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Successivamente l’articolo 6 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 27 maggio 2015 ha disciplinato le modalità di fruizione del credito d’imposta in oggetto, prevedendo, tra l’altro, l’indicazione dell’importo del beneficio concesso all’impresa nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale i costi sono stati sostenuti e l’utilizzo del credito "esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni", a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.
Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite il modello F24, del credito d’imposta in questione a decorrere dal 1° gennaio 2016 sarà operativo il seguente codice tributo:
- "6857" denominato "Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, D.L. 23 dicembre 2013, n. 145".

In sede di compilazione del modello di versamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione "Erario" in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a credito compensati", ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna "importi a debito versati".
Il campo "anno di riferimento" è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato "AAAA".

Nessuna fatturazione elettronica per i medici di medicina generale in convenzione con SSN

L’Agenzia delle entrate con risoluzione 25 novembre 2015, n. 98/E ha chiarito che se il cedolino emesso dalle Aziende Sanitarie Locali in favore dei medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il SSN rispetti tutti i requisiti di legge, gli stessi medici sono esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica.

A seguito delle modifiche normative recate dall’articolo 1, commi 209-213 della legge n. 244 del 2007 in riferimento agli obblighi di fatturazione elettronica nei confronti delle pubbliche amministrazioni, nonché dal D.M. n. 55 del 2013 che vi ha dato attuazione, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), pone il dubbio dell’applicazione di tali novità ai rapporti tra i suoi associati e le Aziende Sanitarie Locali.
In particolare, i medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, attività che si colloca in una posizione intermedia fra quella professionale e quella parasubordinata, causa i vincoli imposti dalla stessa convenzione con il SSN (di orario, retribuzione, presenza, ecc.), ricevono mensilmente da parte dell’Azienda Sanitaria competente per territorio un cedolino, nel quale sono riepilogate tutte le voci che entrano a far parte della propria remunerazione mensile e da cui emerge il netto dovuto per l’attività prestata.
Alla luce di tale elemento, sino ad ora, i medici non hanno mai emesso fattura per i compensi ricevuti.
Precisamente, visto che il documento ufficiale che identifica e censisce fiscalmente il compenso mensile erogato, nonché i criteri di formazione dello stesso e l’avvenuto accredito dell’ammontare dovuto, è rappresentato dal predetto cedolino, ricevuto direttamente dalle Aziende Sanitarie territorialmente competenti, la FIMMG ritiene che nei loro confronti non vi sia l’obbligo di emissione di fatture elettroniche.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria con la risoluzione in oggetto chiarisce che la disciplina in materia di fattura elettronica non ha creato una categoria sostanziale nuova o diversa dalla fattura “ordinaria”, con la conseguenza che, pur nel limite della compatibilità con gli elementi che la caratterizzano, continuano a trovare applicazione tutti i chiarimenti già in precedenza emanati con riferimento generale alla fatturazione, nonché le deroghe previste da specifiche disposizioni normative di settore.
Con specifico riferimento alla fatturazione PA, viene precisato, peraltro, che sebbene abbiano previsto una modalità obbligatoria di fatturazione, le disposizioni emanate non hanno introdotto, per quanto qui interessa, nuove ipotesi di operazioni soggette ad obbligo di fatturazione ex articolo 21 del D.P.R. n. 633 del 1972, né abrogato le disposizioni previgenti che già consentivano forme alternative di documentazione delle operazioni imponibili.
Devono, pertanto, ritenersi tutt’ora valide le indicazioni contenute nell’articolo 2 del D.M. 31 ottobre 1974 secondo cui “Nei rapporti tra gli esercenti la professione sanitaria e gli enti mutualistici per prestazioni medico sanitarie generiche e specialistiche, il foglio di liquidazione dei corrispettivi compilato dai detti enti tiene luogo della fattura di cui all’art. 21 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Tale documento deve contenere gli elementi e i dati indicati nel secondo comma del citato art. 21 ed essere emesso in triplice esemplare; il primo deve essere consegnato o spedito al professionista unitamente ai corrispettivi liquidati, il secondo consegnato o spedito all’ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto competente ai sensi dell’art. 40 del citato D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, il terzo conservato presso l’ente.”
Si conclude quindi che laddove il cedolino emesso dalle Aziende Sanitarie Locali in favore dei medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il SSN rispetti i requisiti appena richiamati, gli stessi medici sono esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica.

L’Agenzia delle entrate con risoluzione 25 novembre 2015, n. 98/E ha chiarito che se il cedolino emesso dalle Aziende Sanitarie Locali in favore dei medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il SSN rispetti tutti i requisiti di legge, gli stessi medici sono esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica.

A seguito delle modifiche normative recate dall’articolo 1, commi 209-213 della legge n. 244 del 2007 in riferimento agli obblighi di fatturazione elettronica nei confronti delle pubbliche amministrazioni, nonché dal D.M. n. 55 del 2013 che vi ha dato attuazione, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), pone il dubbio dell’applicazione di tali novità ai rapporti tra i suoi associati e le Aziende Sanitarie Locali.
In particolare, i medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, attività che si colloca in una posizione intermedia fra quella professionale e quella parasubordinata, causa i vincoli imposti dalla stessa convenzione con il SSN (di orario, retribuzione, presenza, ecc.), ricevono mensilmente da parte dell’Azienda Sanitaria competente per territorio un cedolino, nel quale sono riepilogate tutte le voci che entrano a far parte della propria remunerazione mensile e da cui emerge il netto dovuto per l’attività prestata.
Alla luce di tale elemento, sino ad ora, i medici non hanno mai emesso fattura per i compensi ricevuti.
Precisamente, visto che il documento ufficiale che identifica e censisce fiscalmente il compenso mensile erogato, nonché i criteri di formazione dello stesso e l’avvenuto accredito dell’ammontare dovuto, è rappresentato dal predetto cedolino, ricevuto direttamente dalle Aziende Sanitarie territorialmente competenti, la FIMMG ritiene che nei loro confronti non vi sia l’obbligo di emissione di fatture elettroniche.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria con la risoluzione in oggetto chiarisce che la disciplina in materia di fattura elettronica non ha creato una categoria sostanziale nuova o diversa dalla fattura "ordinaria", con la conseguenza che, pur nel limite della compatibilità con gli elementi che la caratterizzano, continuano a trovare applicazione tutti i chiarimenti già in precedenza emanati con riferimento generale alla fatturazione, nonché le deroghe previste da specifiche disposizioni normative di settore.
Con specifico riferimento alla fatturazione PA, viene precisato, peraltro, che sebbene abbiano previsto una modalità obbligatoria di fatturazione, le disposizioni emanate non hanno introdotto, per quanto qui interessa, nuove ipotesi di operazioni soggette ad obbligo di fatturazione ex articolo 21 del D.P.R. n. 633 del 1972, né abrogato le disposizioni previgenti che già consentivano forme alternative di documentazione delle operazioni imponibili.
Devono, pertanto, ritenersi tutt’ora valide le indicazioni contenute nell’articolo 2 del D.M. 31 ottobre 1974 secondo cui "Nei rapporti tra gli esercenti la professione sanitaria e gli enti mutualistici per prestazioni medico sanitarie generiche e specialistiche, il foglio di liquidazione dei corrispettivi compilato dai detti enti tiene luogo della fattura di cui all'art. 21 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Tale documento deve contenere gli elementi e i dati indicati nel secondo comma del citato art. 21 ed essere emesso in triplice esemplare; il primo deve essere consegnato o spedito al professionista unitamente ai corrispettivi liquidati, il secondo consegnato o spedito all'ufficio provinciale dell'imposta sul valore aggiunto competente ai sensi dell'art. 40 del citato D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, il terzo conservato presso l'ente."
Si conclude quindi che laddove il cedolino emesso dalle Aziende Sanitarie Locali in favore dei medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il SSN rispetti i requisiti appena richiamati, gli stessi medici sono esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica.

Cumulo dei periodi assicurativi, il coordinamento delle normative di riferimento

l chiarimenti circa l’operatività dell’istituto del cumulo dei periodi assicurativi previsto per le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi ai sensi della Legge n. 613/1966 e quello disciplinato dalla Legge n. 228/2012.

Come noto, la Legge n. 228/2012 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2013, un nuovo istituto di cumulo che consente agli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, di cumulare i periodi non coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione di vecchiaia. L’istituto, tuttavia, trova applicazione nell’ipotesi in cui i soggetti interessati non abbiano maturato il diritto al trattamento pensionistico in una delle predette gestioni. Ciò posto, per il soggetto in possesso di contribuzione autonoma e dipendente, occorre avere riguardo ai criteri previsti per l’istituto di cumulo dei periodi assicurativi per le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi di cui alla Legge n. 613/1966, ancorché il soggetto possegga contribuzione anche nelle forme sostitutive ed esclusive dell’AGO.
Il Legislatore ha anche disposto il cumulo della contribuzione per i richiedenti la pensione di inabilità iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi e degli iscritti alla gestione separata ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima. Orbene, analogamente a quanto sopra, in presenza di contribuzione esclusivamente nel FPLD e nelle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi, la pensione di inabilità richiesta da gennaio 2013 deve essere liquidata applicando la Legge n. 613/1966. Laddove però il richiedente la pensione di inabilità possegga anche contribuzione presso le altre gestioni indicate nella Legge n. 228 (gestione separata, forme sostitutive ed esclusive dell’AGO), trova applicazione il cumulo ivi previsto. Resta operante, in alternativa, la possibilità per gli interessati di chiedere, ove ne ricorrano le condizioni, la pensione di inabilità in totalizzazione o con il computo previsto per gli iscritti alla gestione separata o con il cumulo di cui al Decreto Legislativo n. 184/1997.

l chiarimenti circa l’operatività dell’istituto del cumulo dei periodi assicurativi previsto per le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi ai sensi della Legge n. 613/1966 e quello disciplinato dalla Legge n. 228/2012.

Come noto, la Legge n. 228/2012 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2013, un nuovo istituto di cumulo che consente agli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, di cumulare i periodi non coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione di vecchiaia. L’istituto, tuttavia, trova applicazione nell’ipotesi in cui i soggetti interessati non abbiano maturato il diritto al trattamento pensionistico in una delle predette gestioni. Ciò posto, per il soggetto in possesso di contribuzione autonoma e dipendente, occorre avere riguardo ai criteri previsti per l’istituto di cumulo dei periodi assicurativi per le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi di cui alla Legge n. 613/1966, ancorché il soggetto possegga contribuzione anche nelle forme sostitutive ed esclusive dell’AGO.
Il Legislatore ha anche disposto il cumulo della contribuzione per i richiedenti la pensione di inabilità iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi e degli iscritti alla gestione separata ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima. Orbene, analogamente a quanto sopra, in presenza di contribuzione esclusivamente nel FPLD e nelle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi, la pensione di inabilità richiesta da gennaio 2013 deve essere liquidata applicando la Legge n. 613/1966. Laddove però il richiedente la pensione di inabilità possegga anche contribuzione presso le altre gestioni indicate nella Legge n. 228 (gestione separata, forme sostitutive ed esclusive dell’AGO), trova applicazione il cumulo ivi previsto. Resta operante, in alternativa, la possibilità per gli interessati di chiedere, ove ne ricorrano le condizioni, la pensione di inabilità in totalizzazione o con il computo previsto per gli iscritti alla gestione separata o con il cumulo di cui al Decreto Legislativo n. 184/1997.

Inps: la nuova applicazione “Portale contributivo Aziende e Intermediari”

L’accesso alla nuova applicazione – richiamabile dalla sezione “Servizi per le Aziende e Consulenti” nel sito Internet aziendale, www.inps.it home>servizi online>per tipologia di utente>aziende, consulenti e professionisti – è consentito alle aziende e agli intermediari in possesso di Pin.

Il Portale nasce, in particolare, dall’esigenza di coadiuvare sempre più gli operatori esterni nell’attività di monitoraggio dei flussi informativi relativi all’area “Gestione flussi contributivi lavoratori dipendenti e Fiscali”, fornendo loro lo stato elaborativo delle denunce contributive, delle regolarizzazioni e delle rettifiche per singola azienda e per tutte le posizioni aziendali in delega. La “navigazione” all’interno dell’applicativo permette, fra l’altro, la ricerca delle informazioni utili per la trattazione e la definizione delle denunce con riferimento allo stato elaborativo.
Dalla pagina Home del portale attualmente è possibile selezionare: Denunce; VIG; Rettifiche.
Attivando la sezione “Denunce” si accede alla visualizzazione con Ricerca Generale delle denunce con vari criteri:
– Matricola;
– Codice Fiscale;
– Periodo Competenza: mese-anno;
– Tipologia Denuncia;
– Denunce con presenza di rettifica;
– Denuncia con presenza o meno di Irregolarità contributiva;
– Denunce con anomalie (non generabili Squadrate Errate/Respinte);
– Sede di appartenenza della denuncia.

Nella ricerca generale uno dei seguenti parametri è obbligatorio: matricola – codice fiscale – periodo di competenza.
L’intermediario abilitato visualizza secondo i criteri richiesti solo le aziende in delega.
Nella successiva versione del portale, verrà rilasciata la funzionalità stampa sia della proposta vig che della denuncia DM10VIG confermata.
Selezionando la sezione “Rettifiche” si accede alla visualizzazione delle note di Rettifica relative alle aziende in delega con vari criteri di selezione:
– Matricola;
– Codice fiscale;
– Periodo di competenza da ….a….;
– Tipologia di rettifica;
– Stato della rettifica;
– Rettifica con presenza art. 1;
– Tipologia errore;
– Sospensione nota di rettifica;
– Presenza di C.S.C;
– Presenza di C.A.;
– Sede;
– Tipologia di errore in notifica.
Nella successiva versione del portale, l’Inps rilascerà inoltre l’opzione di stampa della singola nota di rettifica.

L’accesso alla nuova applicazione - richiamabile dalla sezione "Servizi per le Aziende e Consulenti" nel sito Internet aziendale, www.inps.it home>servizi online>per tipologia di utente>aziende, consulenti e professionisti - è consentito alle aziende e agli intermediari in possesso di Pin.

Il Portale nasce, in particolare, dall’esigenza di coadiuvare sempre più gli operatori esterni nell’attività di monitoraggio dei flussi informativi relativi all’area "Gestione flussi contributivi lavoratori dipendenti e Fiscali", fornendo loro lo stato elaborativo delle denunce contributive, delle regolarizzazioni e delle rettifiche per singola azienda e per tutte le posizioni aziendali in delega. La "navigazione" all’interno dell’applicativo permette, fra l’altro, la ricerca delle informazioni utili per la trattazione e la definizione delle denunce con riferimento allo stato elaborativo.
Dalla pagina Home del portale attualmente è possibile selezionare: Denunce; VIG; Rettifiche.
Attivando la sezione "Denunce" si accede alla visualizzazione con Ricerca Generale delle denunce con vari criteri:
- Matricola;
- Codice Fiscale;
- Periodo Competenza: mese-anno;
- Tipologia Denuncia;
- Denunce con presenza di rettifica;
- Denuncia con presenza o meno di Irregolarità contributiva;
- Denunce con anomalie (non generabili Squadrate Errate/Respinte);
- Sede di appartenenza della denuncia.

Nella ricerca generale uno dei seguenti parametri è obbligatorio: matricola - codice fiscale - periodo di competenza.
L’intermediario abilitato visualizza secondo i criteri richiesti solo le aziende in delega.
Nella successiva versione del portale, verrà rilasciata la funzionalità stampa sia della proposta vig che della denuncia DM10VIG confermata.
Selezionando la sezione "Rettifiche" si accede alla visualizzazione delle note di Rettifica relative alle aziende in delega con vari criteri di selezione:
- Matricola;
- Codice fiscale;
- Periodo di competenza da ....a....;
- Tipologia di rettifica;
- Stato della rettifica;
- Rettifica con presenza art. 1;
- Tipologia errore;
- Sospensione nota di rettifica;
- Presenza di C.S.C;
- Presenza di C.A.;
- Sede;
- Tipologia di errore in notifica.
Nella successiva versione del portale, l’Inps rilascerà inoltre l’opzione di stampa della singola nota di rettifica.

LE NUOVE TABELLE RETRIBUTIVE DEI TESSILI VARI – CONFAPI

A seguito della firma, il 9/11/2015, tra Uniontessile Confapi e le OO.SS. Fesica CISL, Filctem CGIL e Uiltec UIL, dell’accordo di progressivo passaggio delle aziende dalla disciplina del CCNL Tessilivari e del Cappello e del CCNL Torcitori, al vigente CCNL Uniontessile Confapi del 7/10/2013, vengono pubblicate le relative tabelle retributive.

Con l’uscita, a decorrere dall’1/4/2015, della Federazione Tessili Vari dal sistema confindustriale, le parti hanno convenuto di trovare una soluzione al fine di dare idonea copertura contrattuale sia alle aziende che ai lavoratori piccole e medie aziende industriali del tessile e dell’abbigliamento, procedendo ad una graduale integrazione dei diversi accordi collettivi, con l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione di un Contratto Unico.
Pertanto, la Federazione TessiliVari, a cui sono iscritte circa 100 aziende, ha deciso di non applicare il contratto di Smi, siglato nel 2014, di aderire a Confapi e di sottoscrivere un accordo ponte per il contratto fermo ormai dal 2010.
Il percorso individuato prevede l’iniziale allineamento della parte economica dei contratti, seguito dal complesso lavoro di integrazione delle parti normative che si dovrà in ogni caso concludere entro il termine del prossimo rinnovo contrattuale del ccnl Uniontessile Confapi per il periodo aprile 2016- marzo 2019.
Le aziende, che fino ad oggi hanno continuato ad applicare i ccnl TessiliVari e Torcitori/Filatura Serica del 2/9/2010, potranno procedere al riallineamento delle retribuzioni base erogando aumenti dei minimi contrattuali che, al 3° livello super, sono di:
– 25 euro dal 1/11/2015;
– 42 euro dal 1/2/2016;
– 41,49 euro dal 1/4/ 2016 (in tutto 107,49 euro).
L’importo delle prime due tranches di aumenti è calcolato secondo la normale riparamentrazione del CCNL Tessili Vari, mentre per l’aumento del 1/4/2016 alla riparametrazione si somma la cifra necessaria a portare la paga base dei differenti livelli ad un importo pari a quello della paga base previsto dal CCNL Uniontessile Confapi. In questo caso non si segue la riparametrazione standard.

Livello

ERN al 1/4/2012

Aumento dal 1/11/2015

ERN 1/11/2015

Aumento dal 1/2/2016

ERN 1/2/2016

Aumento dal 1/4/2016

ERN 1/4/2016

8 1.946,99 31,67 1.978,66 54,96 2.023,00 59,66 2.091,53
7 1.840,09 29,00 1.869,09 51,36 1.909,70 58,38 1.976,20
6 1.724,63 28,00 1.752,63 48,72 1.791,83 52,76 1.852,43
5 1.614,00 26,36 1.640,36 45,84 1.677,26 50,82 1.735,46
4 1.531,51 25,67 1.557,18 43,20 1.593,12 42,84 1.643,15
3 bis 1.497,80 25,00 1.522,80 42,00 1.557,80 41,49 1.606,29
3 1.464,81 24,34 1.489,15 40,80 1.523,22 39,44 1.569,47
2 bis 1.424,53 23,34 1.447,87 39,12 1.480,54 37,6l 1.524,68
2 1.392,66 23,00 1.415,66 37,20 1.447,86 32,79 1.487,09
l 1.127,55 13,83 1.141,38 24,00 1.160,75 26,79 1.191,41

Viaggiatori o piazzisti

Livello

ERN al 1/4/2012

Aumento dal 1/11/2015

ERN 1/11/2015

Aumento dal 1/2/2016

ERN 1/2/2016

Aumento dal 1/4/2016

ERN 1/4/2016

8 1.652,41 28,00 1.680,41 47,04 1.727,45 52,76 1.780,21
7 1.558,71 26,36 1.585,07 44,28 1.629,35 50,82 1.680,17

 

A questo si aggiunga che per gli aumenti non erogati da aprile 2013 ad oggi, è stata concordata una una tantum

lorda complessiva pari a 2.270 euro uguale per tutti i livelli, non utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale, né del trattamento di fine rapporto. La cifra verrà erogata in diverse tranche. Sul versante normativo è stato convenuto che non vi sarà l’obbligo di contrattazione di secondo livello e nemmeno della corresponsione di alcuna indennità.

 

 

A seguito della firma, il 9/11/2015, tra Uniontessile Confapi e le OO.SS. Fesica CISL, Filctem CGIL e Uiltec UIL, dell’accordo di progressivo passaggio delle aziende dalla disciplina del CCNL Tessilivari e del Cappello e del CCNL Torcitori, al vigente CCNL Uniontessile Confapi del 7/10/2013, vengono pubblicate le relative tabelle retributive.

Con l’uscita, a decorrere dall’1/4/2015, della Federazione Tessili Vari dal sistema confindustriale, le parti hanno convenuto di trovare una soluzione al fine di dare idonea copertura contrattuale sia alle aziende che ai lavoratori piccole e medie aziende industriali del tessile e dell’abbigliamento, procedendo ad una graduale integrazione dei diversi accordi collettivi, con l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione di un Contratto Unico.
Pertanto, la Federazione TessiliVari, a cui sono iscritte circa 100 aziende, ha deciso di non applicare il contratto di Smi, siglato nel 2014, di aderire a Confapi e di sottoscrivere un accordo ponte per il contratto fermo ormai dal 2010.
Il percorso individuato prevede l’iniziale allineamento della parte economica dei contratti, seguito dal complesso lavoro di integrazione delle parti normative che si dovrà in ogni caso concludere entro il termine del prossimo rinnovo contrattuale del ccnl Uniontessile Confapi per il periodo aprile 2016- marzo 2019.
Le aziende, che fino ad oggi hanno continuato ad applicare i ccnl TessiliVari e Torcitori/Filatura Serica del 2/9/2010, potranno procedere al riallineamento delle retribuzioni base erogando aumenti dei minimi contrattuali che, al 3° livello super, sono di:
- 25 euro dal 1/11/2015;
- 42 euro dal 1/2/2016;
- 41,49 euro dal 1/4/ 2016 (in tutto 107,49 euro).
L’importo delle prime due tranches di aumenti è calcolato secondo la normale riparamentrazione del CCNL Tessili Vari, mentre per l’aumento del 1/4/2016 alla riparametrazione si somma la cifra necessaria a portare la paga base dei differenti livelli ad un importo pari a quello della paga base previsto dal CCNL Uniontessile Confapi. In questo caso non si segue la riparametrazione standard.

Livello

ERN al 1/4/2012

Aumento dal 1/11/2015

ERN 1/11/2015

Aumento dal 1/2/2016

ERN 1/2/2016

Aumento dal 1/4/2016

ERN 1/4/2016

8 1.946,99 31,67 1.978,66 54,96 2.023,00 59,66 2.091,53
7 1.840,09 29,00 1.869,09 51,36 1.909,70 58,38 1.976,20
6 1.724,63 28,00 1.752,63 48,72 1.791,83 52,76 1.852,43
5 1.614,00 26,36 1.640,36 45,84 1.677,26 50,82 1.735,46
4 1.531,51 25,67 1.557,18 43,20 1.593,12 42,84 1.643,15
3 bis 1.497,80 25,00 1.522,80 42,00 1.557,80 41,49 1.606,29
3 1.464,81 24,34 1.489,15 40,80 1.523,22 39,44 1.569,47
2 bis 1.424,53 23,34 1.447,87 39,12 1.480,54 37,6l 1.524,68
2 1.392,66 23,00 1.415,66 37,20 1.447,86 32,79 1.487,09
l 1.127,55 13,83 1.141,38 24,00 1.160,75 26,79 1.191,41

Viaggiatori o piazzisti

Livello

ERN al 1/4/2012

Aumento dal 1/11/2015

ERN 1/11/2015

Aumento dal 1/2/2016

ERN 1/2/2016

Aumento dal 1/4/2016

ERN 1/4/2016

8 1.652,41 28,00 1.680,41 47,04 1.727,45 52,76 1.780,21
7 1.558,71 26,36 1.585,07 44,28 1.629,35 50,82 1.680,17

 

A questo si aggiunga che per gli aumenti non erogati da aprile 2013 ad oggi, è stata concordata una una tantum

lorda complessiva pari a 2.270 euro uguale per tutti i livelli, non utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale, né del trattamento di fine rapporto. La cifra verrà erogata in diverse tranche. Sul versante normativo è stato convenuto che non vi sarà l’obbligo di contrattazione di secondo livello e nemmeno della corresponsione di alcuna indennità.