Confisca per l’omesso versamento di ritenute: sciolti i dubbi

Secondo quanto chiarito dalla Corte di Cassazione, per la configurabilità del reato per omesso versamento delle ritenute dovute o certificate, per l’esatto accertamento dell’imposta evasa, è necessario provare l’esistenza delle certificazioni rilasciate ai sostituiti e non solo il mancato versamento delle ritenute indicate nei mod. 770 (Corte di cassazione – sentenza n. 41842/2015).

A seguito dell’omesso versamento delle ritenute, possono essere determinate le somme di denaro o individuati i beni assoggettati a confisca in quanto costituenti il profitto o il prezzo del reato, e qualora non sia possibile, viene ordinata la confisca del valore corrispondente al profitto o al prezzo di tali reati (confisca per equivalente). In tal caso, quindi, va individuato il profitto del reato che, secondo la giurisprudenza, va rapportato al risparmio di spesa derivante dall’evasione d’imposta, comprensivo anche degli ulteriori vantaggi riflessi riconducibili alle sanzioni e alle altre somme eventualmente dovute.
La confisca non può, in ogni caso, superare il profitto del reato ed inoltre, nel caso in cui l’imputato sia il rappresentante legale di una società, è necessario accertare se il profitto del reato possa essere rinvenuto presso la società medesima.

Detto ciò:
– è consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica stessa, quando tale profitto (o beni direttamente riconducibili al profitto) sia nella disponibilità di tale persona giuridica;
– non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di una persona giuridica qualora non sia stato reperito il profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa, salvo che la persona giuridica sia uno schermo fittizio;
– non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti degli organi della persona giuridica per reati tributari da costoro commessi, quando sia possibile il sequestro finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa in capo a costoro o a persona (compresa quella giuridica) non estranea al reato;
– la impossibilità del sequestro del profitto di reato può essere anche solo transitoria, senza che sia necessaria la preventiva ricerca generalizzata dei beni costituenti il profitto di reato.

Secondo quanto chiarito dalla Corte di Cassazione, per la configurabilità del reato per omesso versamento delle ritenute dovute o certificate, per l’esatto accertamento dell’imposta evasa, è necessario provare l’esistenza delle certificazioni rilasciate ai sostituiti e non solo il mancato versamento delle ritenute indicate nei mod. 770 (Corte di cassazione - sentenza n. 41842/2015).

A seguito dell’omesso versamento delle ritenute, possono essere determinate le somme di denaro o individuati i beni assoggettati a confisca in quanto costituenti il profitto o il prezzo del reato, e qualora non sia possibile, viene ordinata la confisca del valore corrispondente al profitto o al prezzo di tali reati (confisca per equivalente). In tal caso, quindi, va individuato il profitto del reato che, secondo la giurisprudenza, va rapportato al risparmio di spesa derivante dall’evasione d’imposta, comprensivo anche degli ulteriori vantaggi riflessi riconducibili alle sanzioni e alle altre somme eventualmente dovute.
La confisca non può, in ogni caso, superare il profitto del reato ed inoltre, nel caso in cui l’imputato sia il rappresentante legale di una società, è necessario accertare se il profitto del reato possa essere rinvenuto presso la società medesima.

Detto ciò:
- è consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica stessa, quando tale profitto (o beni direttamente riconducibili al profitto) sia nella disponibilità di tale persona giuridica;
- non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di una persona giuridica qualora non sia stato reperito il profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa, salvo che la persona giuridica sia uno schermo fittizio;
- non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti degli organi della persona giuridica per reati tributari da costoro commessi, quando sia possibile il sequestro finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa in capo a costoro o a persona (compresa quella giuridica) non estranea al reato;
- la impossibilità del sequestro del profitto di reato può essere anche solo transitoria, senza che sia necessaria la preventiva ricerca generalizzata dei beni costituenti il profitto di reato.

Il fisco aiuta i contribuenti Iva per mettersi in regola

Oggi, mettersi in regola con la dichiarazione Iva ed evitare i controlli è più facile. L’agenzia delle Entrate non solo avvisa in anticipo i contribuenti che non hanno ancora presentato o non hanno compilato correttamente la dichiarazione Iva per il 2014 ma indica anche la strada per regolarizzarsi (Agenzia delle Entrate – provvedimento n. 137937 e comunicato del 29 ottobre 2015).

L’Agenzia delle Entrate ha intrapreso un nuovo percorso nei rapporti con i contribuenti, con l’obiettivo di aumentare il grado di fiducia da parte dei cittadini e favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Di fatto, nei confronti di quei contribuenti che non hanno ancora presentato, o non hanno compilato correttamente , la dichiarazione Iva relativa al periodo d’imposta 2014, è in corso l’invio di lettere agli indirizzi di posta elettronica certificata (PEC) ovvero per posta ordinaria, in modo da permettergli di controllare ed eventualmente correggere la propria posizione spontaneamente e pagare le sanzioni in misura ridotta previste dal ravvedimento operoso.
In tal modo, ai contribuenti vengono rese una serie di informazioni per una valutazione in ordine alla correttezza dei dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate; ciò consente allo stesso contribuente di poter fornire elementi, fatti e circostanze non conosciuti dall’amministrazione finanziaria tali da giustificare la presunta anomalia.
Per mettersi in regola, invece:
– i contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione Iva 2014, possono regolarizzare la propria posizione presentando la dichiarazione entro 90 giorni a partire dal 30 settembre 2015, con il versamento delle sanzioni in misura ridotta;

-i contribuenti che hanno presentato una dichiarazione IVA incompleta, possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commessi già da ora, beneficiando delle sanzioni in misura ridotta in ragione del tempo trascorso.

Oggi, mettersi in regola con la dichiarazione Iva ed evitare i controlli è più facile. L’agenzia delle Entrate non solo avvisa in anticipo i contribuenti che non hanno ancora presentato o non hanno compilato correttamente la dichiarazione Iva per il 2014 ma indica anche la strada per regolarizzarsi (Agenzia delle Entrate - provvedimento n. 137937 e comunicato del 29 ottobre 2015).

L’Agenzia delle Entrate ha intrapreso un nuovo percorso nei rapporti con i contribuenti, con l’obiettivo di aumentare il grado di fiducia da parte dei cittadini e favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Di fatto, nei confronti di quei contribuenti che non hanno ancora presentato, o non hanno compilato correttamente , la dichiarazione Iva relativa al periodo d’imposta 2014, è in corso l’invio di lettere agli indirizzi di posta elettronica certificata (PEC) ovvero per posta ordinaria, in modo da permettergli di controllare ed eventualmente correggere la propria posizione spontaneamente e pagare le sanzioni in misura ridotta previste dal ravvedimento operoso.
In tal modo, ai contribuenti vengono rese una serie di informazioni per una valutazione in ordine alla correttezza dei dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate; ciò consente allo stesso contribuente di poter fornire elementi, fatti e circostanze non conosciuti dall’amministrazione finanziaria tali da giustificare la presunta anomalia.
Per mettersi in regola, invece:
- i contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione Iva 2014, possono regolarizzare la propria posizione presentando la dichiarazione entro 90 giorni a partire dal 30 settembre 2015, con il versamento delle sanzioni in misura ridotta;

-i contribuenti che hanno presentato una dichiarazione IVA incompleta, possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commessi già da ora, beneficiando delle sanzioni in misura ridotta in ragione del tempo trascorso.

Basta un click per modificare il modello F24

Con il servizio “Civis F24”, è più semplice, comodo e rapido correggere un modello F24 (Agenzia delle entrate – Comunicato 26 ottobre 2015).

Il canale telematico Civis si arricchisce del nuovo servizio “Civis F24”, con il quale basta un click per modificare il modello di pagamento.
Civis è il canale telematico di assistenza dell’Agenzia delle Entrate che fornisce assistenza sulle comunicazioni di irregolarità, sugli avvisi telematici e sulle cartelle di pagamento e, inoltre, consente la presentazione dei documenti per il controllo formale. I servizi offerti consentono di ottenere una assistenza qualificata e puntuale, con il vantaggio sia per il cittadino che per il professionista di non doversi recare in ufficio.
Se un contribuente si accorge di aver commesso un errore pagando le imposte con il modello di versamento F24, può modificarlo direttamente online, inviando una richiesta tramite il canale Civis.
Una volta entrato nel canale Civis F24, il cittadino può ricercare il versamento da variare, inserire le modifiche e inviare la richiesta. Gli utenti Civis, se lo desiderano, possono ricevere gratuitamente l’avviso della conclusione della pratica tramite sms o e-mail e consultare online l’esito della richiesta di modifica.
Per accedere al servizio Civis F24 è sufficiente essere abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel, per i professionisti che operano per conto dei loro assistiti) e selezionare l’apposito link “Richiesta modifica F24”. La lavorazione della modifica del modello è molto rapida ed è possibile consultare online lo stato delle richieste presentate. Attivando l’apposito servizio, è inoltre possibile essere avvisati della conclusione della lavorazione direttamente con un sms o con una mail.

Con il servizio "Civis F24", è più semplice, comodo e rapido correggere un modello F24 (Agenzia delle entrate - Comunicato 26 ottobre 2015).

Il canale telematico Civis si arricchisce del nuovo servizio "Civis F24", con il quale basta un click per modificare il modello di pagamento.
Civis è il canale telematico di assistenza dell’Agenzia delle Entrate che fornisce assistenza sulle comunicazioni di irregolarità, sugli avvisi telematici e sulle cartelle di pagamento e, inoltre, consente la presentazione dei documenti per il controllo formale. I servizi offerti consentono di ottenere una assistenza qualificata e puntuale, con il vantaggio sia per il cittadino che per il professionista di non doversi recare in ufficio.
Se un contribuente si accorge di aver commesso un errore pagando le imposte con il modello di versamento F24, può modificarlo direttamente online, inviando una richiesta tramite il canale Civis.
Una volta entrato nel canale Civis F24, il cittadino può ricercare il versamento da variare, inserire le modifiche e inviare la richiesta. Gli utenti Civis, se lo desiderano, possono ricevere gratuitamente l’avviso della conclusione della pratica tramite sms o e-mail e consultare online l’esito della richiesta di modifica.
Per accedere al servizio Civis F24 è sufficiente essere abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel, per i professionisti che operano per conto dei loro assistiti) e selezionare l’apposito link "Richiesta modifica F24". La lavorazione della modifica del modello è molto rapida ed è possibile consultare online lo stato delle richieste presentate. Attivando l’apposito servizio, è inoltre possibile essere avvisati della conclusione della lavorazione direttamente con un sms o con una mail.

Dichiarazione dei redditi: lettere bonarie per i contribuenti non in regola

L’Agenzia delle Entrate, grazie alla dichiarazione precompilata e ai dati trasmessi dai datori di lavoro e dagli enti previdenziali, sta invitando con l’invio di lettere bonarie i contribuenti, che in presenza di più redditi, senza conguaglio, non hanno presentato la dichiarazione per il periodo d’imposta 2014, a verificare autonomamente la propria posizione prima che l’Agenzia effettui dei controlli (comunicato del 19 ottobre 2015).

Normalmente le anomalie vengono riscontrate a distanza di anni dalla presentazione della dichiarazione, con l’applicazione di sanzioni e interessi in misura piena. Ora, grazie alla precompilata, è possibile individuarle in tempo reale e, ricevendo l’avviso preventivo, il cittadino può rimediare da solo tramite l’istituto del ravvedimento operoso, senza imbattersi mai nei controlli.
I contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione pur avendo percepito più redditi da lavoro dipendente o da pensione da diversi sostituti, datori di lavoro o enti previdenziali, i quali non hanno effettuato il conguaglio delle imposte possono presentare il modello Unico Persone Fisiche entro il 29 dicembre 2015, quindi, entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria del 30 settembre, beneficiando con il ravvedimento operoso di una significativa riduzione delle sanzioni dovute per la tardiva dichiarazione e per gli eventuali versamenti.
I contribuenti che vogliono ricevere maggiori informazioni e assistenza nella compilazione della dichiarazione possono rivolgersi agli uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate o chiamare il Call center.

L’Agenzia delle Entrate, grazie alla dichiarazione precompilata e ai dati trasmessi dai datori di lavoro e dagli enti previdenziali, sta invitando con l’invio di lettere bonarie i contribuenti, che in presenza di più redditi, senza conguaglio, non hanno presentato la dichiarazione per il periodo d’imposta 2014, a verificare autonomamente la propria posizione prima che l’Agenzia effettui dei controlli (comunicato del 19 ottobre 2015).

Normalmente le anomalie vengono riscontrate a distanza di anni dalla presentazione della dichiarazione, con l’applicazione di sanzioni e interessi in misura piena. Ora, grazie alla precompilata, è possibile individuarle in tempo reale e, ricevendo l’avviso preventivo, il cittadino può rimediare da solo tramite l’istituto del ravvedimento operoso, senza imbattersi mai nei controlli.
I contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione pur avendo percepito più redditi da lavoro dipendente o da pensione da diversi sostituti, datori di lavoro o enti previdenziali, i quali non hanno effettuato il conguaglio delle imposte possono presentare il modello Unico Persone Fisiche entro il 29 dicembre 2015, quindi, entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria del 30 settembre, beneficiando con il ravvedimento operoso di una significativa riduzione delle sanzioni dovute per la tardiva dichiarazione e per gli eventuali versamenti.
I contribuenti che vogliono ricevere maggiori informazioni e assistenza nella compilazione della dichiarazione possono rivolgersi agli uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate o chiamare il Call center.

Legge di Stabilità 2016, le novità in materia lavoristica (2° parte)

Di seguito, si riportano le princiapli novità di lavoro contenute nel disegno di legge della Legge di Stabilità 2016 approvato dal Consiglio dei ministri.

…Rifinanziamento ammortizzatori sociali in deroga. Al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, è previsto l’incremento, per l’anno 2016, di 250 milioni di euro della dotazione destinata al rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga. Nel dettaglio, il trattamento di integrazione salariale in deroga può essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per un periodo non superiore a 3 mesi nell’arco di un anno. Per il medesimo periodo, il trattamento di mobilità in deroga non può essere concesso ai lavoratori che, alla data di decorrenza del trattamento, hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno 3 anni, anche non continuativi. Per i restanti lavoratori, il trattamento può essere concesso per non più di 4 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 2 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno. Per tali lavoratori il periodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di 3 anni e 4 mesi.

Misure per l’emergenza. Al fine di dare avvio alle misure per fare fronte ai danni occorsi al patrimonio privato ed alle attività economiche e produttive, è prevista la concessione di contributi a favore di soggetti privati o titolari di attività economiche e produttive, con le modalità del finanziamento agevolato. Altresì, i soggetti autorizzati all’esercizio del credito operanti nei territori individuati nelle deliberazioni del Consiglio dei Ministri, possono contrarre finanziamenti, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione con l’Abi, assistiti dalla garanzia dello Stato, al fine di concedere finanziamenti agevolati assistiti da garanzia dello Stato ai soggetti danneggiati dagli eventi calamitosi. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze è concessa la garanzia dello Stato e sono definiti i criteri e le modalità di operatività della stessa, nonché le modalità di monitoraggio della spesa. Il soggetto che eroga il finanziamento agevolato comunica con modalità telematiche all’Agenzia delle entrate gli elenchi dei soggetti beneficiari, l’ammontare del finanziamento concesso a ciascun beneficiario, il numero e l’importo delle singole rate.

 

Ragionevole durata del processo. La parte di un processo civile ha diritto a esperire rimedi preventivi alla violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, sotto il profilo del mancato rispetto dei termini di durata ragionevole. Costituiscono rimedi preventivi:
– l’introduzione del giudizio nelle forme del procedimento sommario di cognizione;
la formulazione della richiesta di passaggio dal rito ordinario al rito sommario, entro l’udienza di trattazione;
nelle cause in cui non si applica il rito sommario di cognizione, la proposta di istanza di decisione a seguito di trattazione orale, almeno 6 mesi prima che siano trascorsi i termini “legali” di durata ragionevole: 3 anni in primo grado, 2 anni in secondo grado, un anno nel giudizio di legittimità;
Nel processo penale, l’imputato e le altre parti hanno diritto di depositare, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, un’istanza di accelerazione, almeno 6 mesi prima che siano trascorsi i termini “legali” di durata.
Nei giudizi dinanzi al giudice amministrativo costituisce rimedio preventivo la presentazione dell’istanza di prelievo, almeno 6 mesi prima che siano trascorsi i termini.
Ancora, la parte dei giudizi di natura pensionistica dinanzi alla Corte dei Conti ha diritto di depositare, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, un’istanza di accelerazione, almeno 6 mesi prima che siano trascorsi i termini.
Infine, nei giudizi davanti alla Corte di Cassazione la parte ha diritto a depositare un’istanza di accelerazione almeno 2 mesi prima della decorrenza dei termini.
L’esperimento dei rimedi preventivi rappresenta condizione di ammissibilità per chi, avendo subito un danno patrimoniale o non patrimoniale a causa dell’irragionevole durata del processo, proponga istanza di equa riparazione.

 

Fondo per progetti di innovazione tecnologica per impianti, macchine e attrezzature agricole, nonché rinnovo parco autobus. Al fine di favorire il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con effetto dal 1° gennaio 2016, presso l’INAIL, è istituito un Fondo destinato a finanziare gli investimenti per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricole e forestali, caratterizzate da soluzioni innovative per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore, il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende agricole. Vi possono accedere le micro e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, sulla base dell’avviso pubblicato dall’Inail sul proprio sito istituzionale nel primo semestre di ciascun anno, con l’indicazione delle modalità, dei termini e delle condizioni di ammissibilità di presentazione delle domande, degli obblighi dei beneficiari e delle cause di decadenza e di revoca del contributo.

 

Abrogazione della riduzione contributiva per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti. Viene cancellata la misura di riduzione, in misura non superiore al 20%, dei contributi Inail dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese con almeno due anni di attività. Allo stato attuale tali imprese devono:
– essere in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro, nonché con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
– aver adottato, nell’ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro;
– non aver registrato infortuni nel biennio precedente la data della richiesta di ammissione al beneficio o essere destinatarie di provvedimenti sanzionatori.

Elevazione dei limiti alla circolazione del contante. Il divieto di trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, si applica quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 3.000 euro.

Di seguito, si riportano le princiapli novità di lavoro contenute nel disegno di legge della Legge di Stabilità 2016 approvato dal Consiglio dei ministri.

...Rifinanziamento ammortizzatori sociali in deroga. Al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, è previsto l’incremento, per l'anno 2016, di 250 milioni di euro della dotazione destinata al rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga. Nel dettaglio, il trattamento di integrazione salariale in deroga può essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per un periodo non superiore a 3 mesi nell’arco di un anno. Per il medesimo periodo, il trattamento di mobilità in deroga non può essere concesso ai lavoratori che, alla data di decorrenza del trattamento, hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno 3 anni, anche non continuativi. Per i restanti lavoratori, il trattamento può essere concesso per non più di 4 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 2 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno. Per tali lavoratori il periodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di 3 anni e 4 mesi.

Misure per l’emergenza. Al fine di dare avvio alle misure per fare fronte ai danni occorsi al patrimonio privato ed alle attività economiche e produttive, è prevista la concessione di contributi a favore di soggetti privati o titolari di attività economiche e produttive, con le modalità del finanziamento agevolato. Altresì, i soggetti autorizzati all'esercizio del credito operanti nei territori individuati nelle deliberazioni del Consiglio dei Ministri, possono contrarre finanziamenti, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione con l'Abi, assistiti dalla garanzia dello Stato, al fine di concedere finanziamenti agevolati assistiti da garanzia dello Stato ai soggetti danneggiati dagli eventi calamitosi. Con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze è concessa la garanzia dello Stato e sono definiti i criteri e le modalità di operatività della stessa, nonché le modalità di monitoraggio della spesa. Il soggetto che eroga il finanziamento agevolato comunica con modalità telematiche all'Agenzia delle entrate gli elenchi dei soggetti beneficiari, l'ammontare del finanziamento concesso a ciascun beneficiario, il numero e l'importo delle singole rate.

 

Ragionevole durata del processo. La parte di un processo civile ha diritto a esperire rimedi preventivi alla violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, sotto il profilo del mancato rispetto dei termini di durata ragionevole. Costituiscono rimedi preventivi:
- l’introduzione del giudizio nelle forme del procedimento sommario di cognizione;
- la formulazione della richiesta di passaggio dal rito ordinario al rito sommario, entro l’udienza di trattazione;
- nelle cause in cui non si applica il rito sommario di cognizione, la proposta di istanza di decisione a seguito di trattazione orale, almeno 6 mesi prima che siano trascorsi i termini "legali" di durata ragionevole: 3 anni in primo grado, 2 anni in secondo grado, un anno nel giudizio di legittimità;
Nel processo penale, l’imputato e le altre parti hanno diritto di depositare, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, un’istanza di accelerazione, almeno 6 mesi prima che siano trascorsi i termini "legali" di durata.
Nei giudizi dinanzi al giudice amministrativo costituisce rimedio preventivo la presentazione dell’istanza di prelievo, almeno 6 mesi prima che siano trascorsi i termini.
Ancora, la parte dei giudizi di natura pensionistica dinanzi alla Corte dei Conti ha diritto di depositare, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, un’istanza di accelerazione, almeno 6 mesi prima che siano trascorsi i termini.
Infine, nei giudizi davanti alla Corte di Cassazione la parte ha diritto a depositare un’istanza di accelerazione almeno 2 mesi prima della decorrenza dei termini.
L’esperimento dei rimedi preventivi rappresenta condizione di ammissibilità per chi, avendo subito un danno patrimoniale o non patrimoniale a causa dell’irragionevole durata del processo, proponga istanza di equa riparazione.

 

Fondo per progetti di innovazione tecnologica per impianti, macchine e attrezzature agricole, nonché rinnovo parco autobus. Al fine di favorire il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con effetto dal 1° gennaio 2016, presso l’INAIL, è istituito un Fondo destinato a finanziare gli investimenti per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricole e forestali, caratterizzate da soluzioni innovative per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore, il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende agricole. Vi possono accedere le micro e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, sulla base dell’avviso pubblicato dall’Inail sul proprio sito istituzionale nel primo semestre di ciascun anno, con l’indicazione delle modalità, dei termini e delle condizioni di ammissibilità di presentazione delle domande, degli obblighi dei beneficiari e delle cause di decadenza e di revoca del contributo.

 

Abrogazione della riduzione contributiva per l'assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti. Viene cancellata la misura di riduzione, in misura non superiore al 20%, dei contributi Inail dovuti per l'assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese con almeno due anni di attività. Allo stato attuale tali imprese devono:
- essere in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro, nonché con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
- aver adottato, nell'ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l'eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro;
- non aver registrato infortuni nel biennio precedente la data della richiesta di ammissione al beneficio o essere destinatarie di provvedimenti sanzionatori.

Elevazione dei limiti alla circolazione del contante. Il divieto di trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, si applica quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 3.000 euro.

Legge di Stabilità 2016, le novità in materia lavoristica

Di seguito, si riportano le princiapli novità di lavoro contenute nel disegno di legge della Legge di Stabilità 2016 approvato dal Consiglio dei ministri.

Relativamente al regime fiscale di professionisti e imprese di piccole dimensioni, la Legge di stabilità 2016, al fine di rendere ulteriormente vantaggiosa l’adesione al regime forfetario (art. 1, co. da 54 a 89, L. n. 190/2014), ne modifica, a decorrere dal periodo d’imposta relativo all’anno 2016, la vigente disciplina. In particolare, è prevista l’esclusione dall’accesso al suddetto regime per i soggetti che, nell’anno precedente, hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. Allo stesso modo, viene eliminata che non consente l’accesso al regime forfetario nel caso in cui l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, eventualmente percepiti nell’anno precedente a quello di applicazione del nuovo regime, è pari o superiore alla misura dei redditi d’impresa o professionali conseguiti nello stesso anno nonché nel caso in cui la somma delle diverse fattispecie reddituali eccede l’importo di euro 20.000.

Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, e con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, è prorogato, per il 2016, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua. L’esonero spetta ai datori di lavoro in presenza delle nuove assunzioni decorrenti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016, con esclusione di quelle relative a lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro, e non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio in parola, sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato.

Quanto al regime fiscale dei premi di produttività, la Legge di stabilità 2016 prevede che, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, siano soggetti a una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi. Per l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso, si applicano, in quanto compatibili, le ordinarie disposizioni in materia di imposte dirette. È demandato ad apposito decreto ministeriale la determinazione dei criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.

Con riferimento ai lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, co. 26, della L. 8 agosto 1995, n. 335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l’aliquota contributiva di cui all’art. 1, co. 79, della L. 24 dicembre 2007, n. 247, è confermata al 27% anche per l’anno 2016.

Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214, continuano ad applicarsi ai seguenti soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
nel limite di 6.300 soggetti, ai lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, o nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, ovvero, se cessati entro il 31 dicembre 2012, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro dodici mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 201 del 2011:
– nel limite di 9.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’art. 1, co. 194, lett. a) e f), della L. 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
– nel limite di 6.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’art. 1, co. 194, lett. b), c) e d), della L. 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
– nel limite di 2.000 soggetti, ai lavoratori di cui all’art. 24, co. 14, lett. e-ter), del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo D.L.;
– nel limite di 3.000 soggetti, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, ai lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e ai lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il
Iogennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo D.L.
Con lo scopo di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’art. 1, co. 9, della L. 23 agosto 2004, n. 243 (relativa alla possibilità, fino al 31 dicembre 2015, di conseguire il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un’età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 180), detta facoltà è estesa anche alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti previsti dalla cit. disposizione, adeguati agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, entro il 31 dicembre 2015 ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione.
I lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato che maturano entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia, possono, a condizione di avere maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al predetto trattamento pensionistico di vecchiaia, d’intesa con il datore di lavoro, per un periodo non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio di cui al presente comma e la data di maturazione del requisito anagrafico previsto dal citato art. 24, comma 6, del D.L. n. 201/2011, ridurre l’orario del rapporto di lavoro in misura compresa tra il 40% e il 60%, ottenendo mensilmente dal datore di lavoro una somma corrispondente alla contribuzione previdenziale a fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata. Tale importo non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettato a contribuzione previdenziale.

Di seguito, si riportano le princiapli novità di lavoro contenute nel disegno di legge della Legge di Stabilità 2016 approvato dal Consiglio dei ministri.

Relativamente al regime fiscale di professionisti e imprese di piccole dimensioni, la Legge di stabilità 2016, al fine di rendere ulteriormente vantaggiosa l’adesione al regime forfetario (art. 1, co. da 54 a 89, L. n. 190/2014), ne modifica, a decorrere dal periodo d’imposta relativo all’anno 2016, la vigente disciplina. In particolare, è prevista l’esclusione dall’accesso al suddetto regime per i soggetti che, nell’anno precedente, hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. Allo stesso modo, viene eliminata che non consente l’accesso al regime forfetario nel caso in cui l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, eventualmente percepiti nell’anno precedente a quello di applicazione del nuovo regime, è pari o superiore alla misura dei redditi d’impresa o professionali conseguiti nello stesso anno nonché nel caso in cui la somma delle diverse fattispecie reddituali eccede l’importo di euro 20.000.

Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, e con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, è prorogato, per il 2016, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l'esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua. L'esonero spetta ai datori di lavoro in presenza delle nuove assunzioni decorrenti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016, con esclusione di quelle relative a lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro, e non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio in parola, sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato.

Quanto al regime fiscale dei premi di produttività, la Legge di stabilità 2016 prevede che, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, siano soggetti a una imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi. Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso, si applicano, in quanto compatibili, le ordinarie disposizioni in materia di imposte dirette. È demandato ad apposito decreto ministeriale la determinazione dei criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.

Con riferimento ai lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata di cui all'art. 2, co. 26, della L. 8 agosto 1995, n. 335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l'aliquota contributiva di cui all'art. 1, co. 79, della L. 24 dicembre 2007, n. 247, è confermata al 27% anche per l’anno 2016.

Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell'art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214, continuano ad applicarsi ai seguenti soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
- nel limite di 6.300 soggetti, ai lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, o nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, ovvero, se cessati entro il 31 dicembre 2012, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro dodici mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 201 del 2011:
- nel limite di 9.000 soggetti, ai lavoratori di cui all'art. 1, co. 194, lett. a) e f), della L. 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
- nel limite di 6.000 soggetti, ai lavoratori di cui all'art. 1, co. 194, lett. b), c) e d), della L. 27 dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
- nel limite di 2.000 soggetti, ai lavoratori di cui all'art. 24, co. 14, lett. e-ter), del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo D.L.;
- nel limite di 3.000 soggetti, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, ai lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e ai lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il
Io gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n. 201 del 2011, entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo D.L.
Con lo scopo di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’art. 1, co. 9, della L. 23 agosto 2004, n. 243 (relativa alla possibilità, fino al 31 dicembre 2015, di conseguire il diritto all'accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 180), detta facoltà è estesa anche alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti previsti dalla cit. disposizione, adeguati agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, entro il 31 dicembre 2015 ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione.
I lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato che maturano entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia, possono, a condizione di avere maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al predetto trattamento pensionistico di vecchiaia, d'intesa con il datore di lavoro, per un periodo non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio di cui al presente comma e la data di maturazione del requisito anagrafico previsto dal citato art. 24, comma 6, del D.L. n. 201/2011, ridurre l'orario del rapporto di lavoro in misura compresa tra il 40% e il 60%, ottenendo mensilmente dal datore di lavoro una somma corrispondente alla contribuzione previdenziale a fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata. Tale importo non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettato a contribuzione previdenziale.

Legittime le dimissioni per ritmi di lavoro stressanti

 

 

Sono legittime le dimissioni rassegnate in tronco dal lavoratore causate dall’assoggettamento a ritmi di lavoro improponibili (CORTE DI CASSAZIONE – Sez. lav. – Sentenza 18 settembre 2015, n. 18429)

 

Il fatto riguarda le dimissioni per giusta causa rassegnate da un lavoratore esasperato dai ritmi lavorativi insostenibili cui la società lo aveva sottoposto e che gli avevano addirittura causato conseguenze negative alla salute, sfociate in una sindrome ansiosa da stress per iperattività lavorativa.
Il dipendente si è visto accogliere il ricorso in primo grado di giudizio, confermato poi dalla Corte di Appello, la quale ha ritenendo giustificate le dimissioni presentate, per “ritmi lavorativi insostenibili” e ha condannato l’azienda datrice al pagamento di una somma a titolo di differenze retributive e TFR, nonché alla corresponsione dell’indennità sostitutiva del preavviso.
A sua volta, la Suprema Corte ha anch’essa confermato quanto stabilito in primo e secondo grado in ordine al riconoscimento della giustificatezza delle dimissioni, ritenendo che le stesse erano state rassegnate in quanto il dipendente era ormai esasperato dai ritmi lavorativi insostenibili per i quali aveva contratto la “sindrome ansiosa da stress per iperattività lavorativa” diagnosticata nel certificato medico.
La stessa ha, inoltre, aggiunto che tale gravosità dell’impegno lavorativo risulta dagli atti ed in particolare dal carteggio relativo alle dimissioni, nonché dai prospetti riepilogativi degli interventi svolti dal ricorrente e dal foglio presenze.
Pertanto, nella fattispecie in esame, la Cassazione ha ritenuto sufficientemente giustificato il recesso del lavoratore causato da un carico di lavoro eccessivo e un ambiente di lavoro stressante, tale da comportare le dimissioni in tronco, senza preavviso, possibili nel caso in cui si sia verificata una causa che non consenta la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto. Per tale motivo, il ricorrente conserva il diritto a percepire l’indennità sostitutiva del mancato preavviso, nel caso si versi in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

 

 

Sono legittime le dimissioni rassegnate in tronco dal lavoratore causate dall'assoggettamento a ritmi di lavoro improponibili (CORTE DI CASSAZIONE - Sez. lav. - Sentenza 18 settembre 2015, n. 18429)

 

Il fatto riguarda le dimissioni per giusta causa rassegnate da un lavoratore esasperato dai ritmi lavorativi insostenibili cui la società lo aveva sottoposto e che gli avevano addirittura causato conseguenze negative alla salute, sfociate in una sindrome ansiosa da stress per iperattività lavorativa.
Il dipendente si è visto accogliere il ricorso in primo grado di giudizio, confermato poi dalla Corte di Appello, la quale ha ritenendo giustificate le dimissioni presentate, per "ritmi lavorativi insostenibili" e ha condannato l’azienda datrice al pagamento di una somma a titolo di differenze retributive e TFR, nonché alla corresponsione dell'indennità sostitutiva del preavviso.
A sua volta, la Suprema Corte ha anch’essa confermato quanto stabilito in primo e secondo grado in ordine al riconoscimento della giustificatezza delle dimissioni, ritenendo che le stesse erano state rassegnate in quanto il dipendente era ormai esasperato dai ritmi lavorativi insostenibili per i quali aveva contratto la "sindrome ansiosa da stress per iperattività lavorativa" diagnosticata nel certificato medico.
La stessa ha, inoltre, aggiunto che tale gravosità dell'impegno lavorativo risulta dagli atti ed in particolare dal carteggio relativo alle dimissioni, nonché dai prospetti riepilogativi degli interventi svolti dal ricorrente e dal foglio presenze.
Pertanto, nella fattispecie in esame, la Cassazione ha ritenuto sufficientemente giustificato il recesso del lavoratore causato da un carico di lavoro eccessivo e un ambiente di lavoro stressante, tale da comportare le dimissioni in tronco, senza preavviso, possibili nel caso in cui si sia verificata una causa che non consenta la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto. Per tale motivo, il ricorrente conserva il diritto a percepire l’indennità sostitutiva del mancato preavviso, nel caso si versi in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

CHIMICA – INDUSTRIA: I NUOVI MINIMI RETRIBUTIVI

Pubblicate, da Federchimica, le tabelle dei nuovi minimi retributivi a seguito della firma dell’Accordo per il rinnovo del CCNL dello scorso 15 ottobre, valido dal 1/1/2016 al 31/12/2018, per gli addetti all’industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e gpl

Di seguito si riportano le tabelle dei nuovi minimi e delle nuove IPO per tutte le categorie contrattuali dei diversi settori.

Settore Chimico, Chimico-farmaceutico e Fibre Chimiche

Cat.

Previgente

01/01/2017

01/01/2018

Tot.

PO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

A1 2.190,52 406,96 2.231,52 424,96 2.268,52 438,96 2.284,52 446,96
A2 2.190,52 226,07 2.231,52 237,07 2.268,52 246,07 2.284,52 251,07
A3 2.190,52 174,70 2.231,52 184,70 2.268,52 191,70 2.284,52 195,70
B1 2.016,22 230,76 2.055,22 240,76 2.089,22 249,76 2.104,22 252,76
B2 2.016,22 160,39 2.055,22 167,39 2.089,22 173,39 2.104,22 175,39
C1 1.820,25 235,40 1.851,25 248,40 1.880,25 256,40 1.892,25 261,40
C2 1.820,25 170,61 1.851,25 180,61 1.880,25 187,61 1.892,25 190,61
D1 1.678,03 244,23 1.708,03 254,23 1.735,03 262,23 1.746,03 266,23
D2 1.678,03 163,74 1.708,03 171,74 1.735,03 177,74 1.746,03 180,74
D3 1.678,03 121,73 1.708,03 127,73 1.735,03 132,73 1.746,03 134,73
E1 1.516,87 198,41 1.543,87 205,41 1.567,87 211,41 1.577,87 213,41
E2 1.516,87 126,27 1.543,87 130,27 1.567,87 133,27 1.577,87 134,27
E3 1.516,87 74,42 1.543,87 76,42 1.567,87 78,42 1.577,87 79,42
E4 1.516,87 36,17 1.543,87 37,17 1.567,87 38,17 1.577,87 39,17
F 1.483,46 0,00 1.510,46 0,00 1.534,46 0,00 1.544,46 0,00

Fibre Chimiche

Cat.

Previgente

01/01/2017

01/01/2018

Tot.

PO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

A1 2.178,52 384,96 2.219,52 400,96 2.256,52 414,96 2.272,52 420,96
A2 2.178,52 186,07 2.219,52 193,07 2.256,52 199,07 2.272,52 201,07
A3 2.178,52 124,70 2.219,52 129,70 2.256,52 133,70 2.272,52 134,70
B1 1.982,22 229,76 2.018,22 238,76 2.050,22 247,76 2.064,22 250,76
B2 1.982,22 123,39 2.018,22 127,39 2.050,22 130,39 2.064,22 131,39
C1 1.811,25 198,40 1.842,25 206,40 1.870,25 213,40 1.882,25 216,40
C2 1.811,25 141,61 1.842,25 147,61 1.870,25 153,61 1.882,25 155,61
D1 1.649,03 240,23 1.677,03 249,23 1.702,03 257,23 1.712,03 261,23
D2 1.649,03 131,74 1.677,03 136,74 1.702,03 140,74 1.712,03 142,74
D3 1.649,03 94,73 1.677,03 99,73 1.702,03 102,73 1.712,03 104,73
E1 1.499,87 186,41 1.526,87 191,41 1.549,87 196,41 1.559,87 198,41
E2 1.499,87 95,27 1.526,87 95,27 1.549,87 97,27 1.559,87 97,27
E3 1.499,87 55,42 1.526,87 55,42 1.549,87 56,42 1.559,87 56,42
E4 1.499,87 24,17 1.526,87 24,17 1.549,87 24,17 1.559,87 24,17
F 1.466,46 0,00 1.492,46 0,00 1.515,46 0,00 1.525,46 0,00

Settore Abrasivi

Cat.

Previgente

01/01/2017

01/01/2018

Tot.

PO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

A1 2.092,51 257,47 2.135,51 269,47 2.174,51 279,47 2.190,51 284,47
B1 1.908,38 239,04 1.943,38 248,04 1.974,38 256,04 1.987,38 260,04
B2 1.908,38 108,05 1.943,38 113,05 1.974,38 118,05 1.987,38 120,05
C1 1.673,05 189,50 1.702,05 198,50 1.729,05 205,50 1.740,05 208,50
C2 1.673,05 149,46 1.702,05 156,46 1.729,05 161,46 1.740,05 164,46
C3 1.673,05 100,92 1.702,05 106,92 1.729,05 111,92 1.740,05 113,92
D1 1.503,44 229,06 1.529,44 237,06 1.551,44 246,06 1.561,44 249,06
D2 1.503,44 120,03 1.529,44 125,03 1.551,44 130,03 1.561,44 132,03
D3 1.503,44 85,15 1.529,44 89,15 1.551,44 94,15 1.561,44 95,15
E1 1.417,79 120,42 1.442,79 125,42 1.464,79 129,42 1.474,79 130,42
E2 1.417,79 51,47 1.442,79 52,47 1.464,79 53,47 1.474,79 53,47
E3 1.417,79 16,33 1.442,79 17,33 1.464,79 17,33 1.474,79 17,33
F 1.395,78 0,00 1.420,78 0,00 1.442,78 0,00 1.452,78 0,00

Lubrificanti e GPL

Liv.

Previgente

01/01/2017

01/01/2018

01/12/2018

Q1 2.872,00 2.934,00 2.988,00 3.013,00
Q2 2.613,00 2.668,00 2.716,00 2.738,00
A 2.508,00 2.559,00 2.603,00 2.624,00
B 2.326,00 2.373,00 2.413,00 2.433,00
C 2.118,00 2.160,00 2.198,00 2.214,00
D 1.985,00 2.025,00 2.060,00 2.075,00
E 1.848,00 1.884,00 1.915,00 1.928,00
F 1.728,00 1.759,00 1.787,00 1.799,00
G 1.696,00 1.726,00 1.753,00 1.765,00
H 1.596,00 1.625,00 1.650,00 1.662,00
I 1.466,00 1.493,00 1.516,00 1.526,00

 

Si ricorda che le Parti hanno convenuto di sostituire la tranche pari a 15 euro medi di incremento contrattuale prevista dal vigente CCNL per il mese di ottobre 2015 con un Elemento Distinto della Retribuzione (EDR) di pari importo, che sarà erogato fino al 31 dicembre 2016 (a quella data cesserà definitivamente), per il numero di mensilità previste dal CCNL.

Tale EDR non inciderà su alcun istituto contrattuale e/o di legge diretto e/o indiretto essendo stato convenuto omnicomprensivo.

Chimica

Livello

E.D.R. dall’1/10/2015 al 31/12/2016

A1 23,00
A2 21,00
A3 20,00
B1 19,00
B2 18,00
C1 15,00
C2 15,00
D1 14,00
D2 13,00
D3 12,00
E1 11,00
E2 10,00
E3 10,00
E4 9,00
F 9,00

Fibre Chimiche

 

Livello

E.D.R. dall’1/10/2015 al 31/12/2016

A1 21,00
A2 18,00
A3 17,00
B1 17,00
B2 15,00
C1 15,00
C2 14,00
D1 14,00
D2 13,00
D3 12,00
E1 12,00
E2 10,00
E3 10,00
E4 10,00
F 10,00

Abrasivi

 

Livello

E.D.R. dall’1/10/2015 al 31/12/2016

A1 21,00
B1 17,00
B2 16,00
C1 15,00
C2 14,00
C3 13,00
D1 13,00
D2 12,00
D3 11,00
E1 11,00
E2 10,00
E3 9,00
F1 9,00

Lubrificanti e GPL

Livello

E.D.R. dall’1/10/2015 al 31/12/2016

Quadro 1 24,00
Quadro 2 21,00
A 20,00
B 18,00
C 16,00
D 15,00
E 13,00
F 12,00
G 12,00
H 11,00
I 10,00

 

Pubblicate, da Federchimica, le tabelle dei nuovi minimi retributivi a seguito della firma dell’Accordo per il rinnovo del CCNL dello scorso 15 ottobre, valido dal 1/1/2016 al 31/12/2018, per gli addetti all’industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e gpl

Di seguito si riportano le tabelle dei nuovi minimi e delle nuove IPO per tutte le categorie contrattuali dei diversi settori.

Settore Chimico, Chimico-farmaceutico e Fibre Chimiche

Cat.

Previgente

01/01/2017

01/01/2018

Tot.

PO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

A1 2.190,52 406,96 2.231,52 424,96 2.268,52 438,96 2.284,52 446,96
A2 2.190,52 226,07 2.231,52 237,07 2.268,52 246,07 2.284,52 251,07
A3 2.190,52 174,70 2.231,52 184,70 2.268,52 191,70 2.284,52 195,70
B1 2.016,22 230,76 2.055,22 240,76 2.089,22 249,76 2.104,22 252,76
B2 2.016,22 160,39 2.055,22 167,39 2.089,22 173,39 2.104,22 175,39
C1 1.820,25 235,40 1.851,25 248,40 1.880,25 256,40 1.892,25 261,40
C2 1.820,25 170,61 1.851,25 180,61 1.880,25 187,61 1.892,25 190,61
D1 1.678,03 244,23 1.708,03 254,23 1.735,03 262,23 1.746,03 266,23
D2 1.678,03 163,74 1.708,03 171,74 1.735,03 177,74 1.746,03 180,74
D3 1.678,03 121,73 1.708,03 127,73 1.735,03 132,73 1.746,03 134,73
E1 1.516,87 198,41 1.543,87 205,41 1.567,87 211,41 1.577,87 213,41
E2 1.516,87 126,27 1.543,87 130,27 1.567,87 133,27 1.577,87 134,27
E3 1.516,87 74,42 1.543,87 76,42 1.567,87 78,42 1.577,87 79,42
E4 1.516,87 36,17 1.543,87 37,17 1.567,87 38,17 1.577,87 39,17
F 1.483,46 0,00 1.510,46 0,00 1.534,46 0,00 1.544,46 0,00

Fibre Chimiche

Cat.

Previgente

01/01/2017

01/01/2018

Tot.

PO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

A1 2.178,52 384,96 2.219,52 400,96 2.256,52 414,96 2.272,52 420,96
A2 2.178,52 186,07 2.219,52 193,07 2.256,52 199,07 2.272,52 201,07
A3 2.178,52 124,70 2.219,52 129,70 2.256,52 133,70 2.272,52 134,70
B1 1.982,22 229,76 2.018,22 238,76 2.050,22 247,76 2.064,22 250,76
B2 1.982,22 123,39 2.018,22 127,39 2.050,22 130,39 2.064,22 131,39
C1 1.811,25 198,40 1.842,25 206,40 1.870,25 213,40 1.882,25 216,40
C2 1.811,25 141,61 1.842,25 147,61 1.870,25 153,61 1.882,25 155,61
D1 1.649,03 240,23 1.677,03 249,23 1.702,03 257,23 1.712,03 261,23
D2 1.649,03 131,74 1.677,03 136,74 1.702,03 140,74 1.712,03 142,74
D3 1.649,03 94,73 1.677,03 99,73 1.702,03 102,73 1.712,03 104,73
E1 1.499,87 186,41 1.526,87 191,41 1.549,87 196,41 1.559,87 198,41
E2 1.499,87 95,27 1.526,87 95,27 1.549,87 97,27 1.559,87 97,27
E3 1.499,87 55,42 1.526,87 55,42 1.549,87 56,42 1.559,87 56,42
E4 1.499,87 24,17 1.526,87 24,17 1.549,87 24,17 1.559,87 24,17
F 1.466,46 0,00 1.492,46 0,00 1.515,46 0,00 1.525,46 0,00

Settore Abrasivi

Cat.

Previgente

01/01/2017

01/01/2018

Tot.

PO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

Min.

IPO

A1 2.092,51 257,47 2.135,51 269,47 2.174,51 279,47 2.190,51 284,47
B1 1.908,38 239,04 1.943,38 248,04 1.974,38 256,04 1.987,38 260,04
B2 1.908,38 108,05 1.943,38 113,05 1.974,38 118,05 1.987,38 120,05
C1 1.673,05 189,50 1.702,05 198,50 1.729,05 205,50 1.740,05 208,50
C2 1.673,05 149,46 1.702,05 156,46 1.729,05 161,46 1.740,05 164,46
C3 1.673,05 100,92 1.702,05 106,92 1.729,05 111,92 1.740,05 113,92
D1 1.503,44 229,06 1.529,44 237,06 1.551,44 246,06 1.561,44 249,06
D2 1.503,44 120,03 1.529,44 125,03 1.551,44 130,03 1.561,44 132,03
D3 1.503,44 85,15 1.529,44 89,15 1.551,44 94,15 1.561,44 95,15
E1 1.417,79 120,42 1.442,79 125,42 1.464,79 129,42 1.474,79 130,42
E2 1.417,79 51,47 1.442,79 52,47 1.464,79 53,47 1.474,79 53,47
E3 1.417,79 16,33 1.442,79 17,33 1.464,79 17,33 1.474,79 17,33
F 1.395,78 0,00 1.420,78 0,00 1.442,78 0,00 1.452,78 0,00

Lubrificanti e GPL

Liv.

Previgente

01/01/2017

01/01/2018

01/12/2018

Q1 2.872,00 2.934,00 2.988,00 3.013,00
Q2 2.613,00 2.668,00 2.716,00 2.738,00
A 2.508,00 2.559,00 2.603,00 2.624,00
B 2.326,00 2.373,00 2.413,00 2.433,00
C 2.118,00 2.160,00 2.198,00 2.214,00
D 1.985,00 2.025,00 2.060,00 2.075,00
E 1.848,00 1.884,00 1.915,00 1.928,00
F 1.728,00 1.759,00 1.787,00 1.799,00
G 1.696,00 1.726,00 1.753,00 1.765,00
H 1.596,00 1.625,00 1.650,00 1.662,00
I 1.466,00 1.493,00 1.516,00 1.526,00

 

Si ricorda che le Parti hanno convenuto di sostituire la tranche pari a 15 euro medi di incremento contrattuale prevista dal vigente CCNL per il mese di ottobre 2015 con un Elemento Distinto della Retribuzione (EDR) di pari importo, che sarà erogato fino al 31 dicembre 2016 (a quella data cesserà definitivamente), per il numero di mensilità previste dal CCNL.

Tale EDR non inciderà su alcun istituto contrattuale e/o di legge diretto e/o indiretto essendo stato convenuto omnicomprensivo.

Chimica

Livello

E.D.R. dall’1/10/2015 al 31/12/2016

A1 23,00
A2 21,00
A3 20,00
B1 19,00
B2 18,00
C1 15,00
C2 15,00
D1 14,00
D2 13,00
D3 12,00
E1 11,00
E2 10,00
E3 10,00
E4 9,00
F 9,00

Fibre Chimiche

 

Livello

E.D.R. dall’1/10/2015 al 31/12/2016

A1 21,00
A2 18,00
A3 17,00
B1 17,00
B2 15,00
C1 15,00
C2 14,00
D1 14,00
D2 13,00
D3 12,00
E1 12,00
E2 10,00
E3 10,00
E4 10,00
F 10,00

Abrasivi

 

Livello

E.D.R. dall’1/10/2015 al 31/12/2016

A1 21,00
B1 17,00
B2 16,00
C1 15,00
C2 14,00
C3 13,00
D1 13,00
D2 12,00
D3 11,00
E1 11,00
E2 10,00
E3 9,00
F1 9,00

Lubrificanti e GPL

Livello

E.D.R. dall’1/10/2015 al 31/12/2016

Quadro 1 24,00
Quadro 2 21,00
A 20,00
B 18,00
C 16,00
D 15,00
E 13,00
F 12,00
G 12,00
H 11,00
I 10,00

 

Lavoratori ex Ipsema: le istruzioni Inps su anticipazione e conguaglio delle prestazioni

Le istruzioni operative in materia di anticipazione e conguaglio delle prestazioni diverse dalla malattia ai lavoratori assicurati all’ex Ipsema

Come noto, a far data dal 1° gennaio 2014, l’Inps gestisce direttamente le attività relative all’accertamento e riscossione dei contributi e all’erogazione delle prestazioni di malattia, maternità, disabilità, donazione di sangue e midollo osseo per il personale assicurato presso le Casse marittime dapprima, successivamente presso l’ex Ipsema e, da ultimo, presso l’Inail settore navigazione. A tal proposito, l’Istituto è impegnato ad armonizzare le lavorazioni per tale categoria a quelle già in uso per la generalità dei lavoratori assicurati Inps.
Finora, infatti, per i pagamenti di tutte le prestazioni previdenziali del personale assicurato ex Ipsema, transitoriamente si era determinato di adottare le modalità già in uso presso l’Ipsema dapprima e l’Inail poi, che prevedevano l’erogazione diretta da parte dell’Inps, con eccezione dei datori di lavoro con i quali erano stati stipulati specifici protocolli d’intesa per l’anticipazione dell’indennità da parte del datore di lavoro. Ora, procedendo nell’ottica sopradescritta di armonizzazione, l’Inps ha effettuato le necessarie implementazioni procedurali al fine di consentire, a partire dalle denunce di competenza ottobre 2015, ai datori di lavoro che ne facciano richiesta e sul presupposto della ricorrenza delle condizioni già specificate, la possibilità di erogare in via di anticipazione le prestazioni diverse dalle indennità di malattia e porle a conguaglio unitamente al versamento dei contributi previdenziali correnti.
Tra le prestazioni conguagliabili rientrano il congedo di maternità e di paternità, quello parentale, i riposi giornalieri per allattamento, i permessi per assistenza disabili, il congedo straordinario per assistenza a familiari con disabilità grave, i permessi per donazione sangue e donazione di midollo osseo, il congedo obbligatorio e facoltativo per il padre lavoratore dipendente (misura sperimentale per il triennio 2013-2015).
Tutti i datori di lavoro interessati, ivi comprese le aziende stipulanti protocolli d’intesa di pari oggetto, devono richiedere alla competente struttura territoriale dell’Istituto, tramite “Cassetto previdenziale”, l’attribuzione del codice “CA 2G” avente il significato di “Azienda autorizzata al conguaglio prestazioni diverse dalla malattia erogate ai lavoratori assicurati ex Ipsema”. La richiesta implica l’anticipazione di tutte le prestazioni diverse dalla malattia da parte del datore di lavoro e non può, pertanto, riguardare soltanto talune delle prestazioni a tutela di maternità, disabilità, donazione di sangue e/o midollo osseo.
La modalità di presentazione delle domande per le prestazioni succitate e le sedi Inps competenti territorialmente risultano differenti a seconda che il datore di lavoro abbia optato o meno per l’anticipazione delle prestazioni ed il relativo conguaglio:
– i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che vi abbiano optato devono presentare la domanda per via telematica secondo le istruzioni già fornite per la generalità dei lavoratori. In tali casi, anche la competenza territoriale alla gestione delle pratiche è quella prevista per la generalità dei lavoratori;
– per i lavoratori dipendenti da datori di lavoro non optanti, vengono mantenute le modalità attualmente in uso che prevedono la presentazione da parte del lavoratore della domanda in modalità cartacea e la conseguente erogazione della prestazione in modalità diretta allo stesso lavoratore da parte dell’Inps. In tali casi, la competenza territoriale alla gestione delle pratiche, operativa a far data dal 23 ottobre 2015, tiene conto sia del criterio generale della residenza degli assicurati sia dell’allocazione degli Uffici S.A.S.N. (ovvero dei medici fiduciari del Ministero della salute) e delle Capitanerie di porto, coinvolti nel flusso di lavorazione delle prestazioni in virtù delle rispettive competenze istituzionali.

Le istruzioni operative in materia di anticipazione e conguaglio delle prestazioni diverse dalla malattia ai lavoratori assicurati all’ex Ipsema

Come noto, a far data dal 1° gennaio 2014, l’Inps gestisce direttamente le attività relative all’accertamento e riscossione dei contributi e all’erogazione delle prestazioni di malattia, maternità, disabilità, donazione di sangue e midollo osseo per il personale assicurato presso le Casse marittime dapprima, successivamente presso l’ex Ipsema e, da ultimo, presso l’Inail settore navigazione. A tal proposito, l’Istituto è impegnato ad armonizzare le lavorazioni per tale categoria a quelle già in uso per la generalità dei lavoratori assicurati Inps.
Finora, infatti, per i pagamenti di tutte le prestazioni previdenziali del personale assicurato ex Ipsema, transitoriamente si era determinato di adottare le modalità già in uso presso l’Ipsema dapprima e l’Inail poi, che prevedevano l’erogazione diretta da parte dell’Inps, con eccezione dei datori di lavoro con i quali erano stati stipulati specifici protocolli d’intesa per l’anticipazione dell’indennità da parte del datore di lavoro. Ora, procedendo nell’ottica sopradescritta di armonizzazione, l’Inps ha effettuato le necessarie implementazioni procedurali al fine di consentire, a partire dalle denunce di competenza ottobre 2015, ai datori di lavoro che ne facciano richiesta e sul presupposto della ricorrenza delle condizioni già specificate, la possibilità di erogare in via di anticipazione le prestazioni diverse dalle indennità di malattia e porle a conguaglio unitamente al versamento dei contributi previdenziali correnti.
Tra le prestazioni conguagliabili rientrano il congedo di maternità e di paternità, quello parentale, i riposi giornalieri per allattamento, i permessi per assistenza disabili, il congedo straordinario per assistenza a familiari con disabilità grave, i permessi per donazione sangue e donazione di midollo osseo, il congedo obbligatorio e facoltativo per il padre lavoratore dipendente (misura sperimentale per il triennio 2013-2015).
Tutti i datori di lavoro interessati, ivi comprese le aziende stipulanti protocolli d’intesa di pari oggetto, devono richiedere alla competente struttura territoriale dell’Istituto, tramite "Cassetto previdenziale", l’attribuzione del codice "CA 2G" avente il significato di "Azienda autorizzata al conguaglio prestazioni diverse dalla malattia erogate ai lavoratori assicurati ex Ipsema". La richiesta implica l’anticipazione di tutte le prestazioni diverse dalla malattia da parte del datore di lavoro e non può, pertanto, riguardare soltanto talune delle prestazioni a tutela di maternità, disabilità, donazione di sangue e/o midollo osseo.
La modalità di presentazione delle domande per le prestazioni succitate e le sedi Inps competenti territorialmente risultano differenti a seconda che il datore di lavoro abbia optato o meno per l’anticipazione delle prestazioni ed il relativo conguaglio:
- i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che vi abbiano optato devono presentare la domanda per via telematica secondo le istruzioni già fornite per la generalità dei lavoratori. In tali casi, anche la competenza territoriale alla gestione delle pratiche è quella prevista per la generalità dei lavoratori;
- per i lavoratori dipendenti da datori di lavoro non optanti, vengono mantenute le modalità attualmente in uso che prevedono la presentazione da parte del lavoratore della domanda in modalità cartacea e la conseguente erogazione della prestazione in modalità diretta allo stesso lavoratore da parte dell’Inps. In tali casi, la competenza territoriale alla gestione delle pratiche, operativa a far data dal 23 ottobre 2015, tiene conto sia del criterio generale della residenza degli assicurati sia dell’allocazione degli Uffici S.A.S.N. (ovvero dei medici fiduciari del Ministero della salute) e delle Capitanerie di porto, coinvolti nel flusso di lavorazione delle prestazioni in virtù delle rispettive competenze istituzionali.

Settore agricolo, l’esonero non è applicabile per le zone montane e svantaggiate

La questione della cumulabilità dell’esonero e della riduzione contributiva per zone montane e svantaggiate, nel caso di datori di lavoro agricoli.

Come noto, con riferimento all’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, l’Inps chiarito il regime di compatibilità dell’esonero in parola con le altre forme di incentivo all’occupazione. In particolare, l’Istituto ha concluso che tale agevolazione non è cumulabile con “altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente”, tra cui, ad esempio, l’incentivo per l’assunzione di lavoratori con più di 50 anni di età disoccupati da oltre 12 mesi e di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovvero prive di impiego da almeno 6 mesi e appartenenti a particolari aree. Di contro, l’esonero contributivo risulta cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica, fra i quali, a titolo esemplificativo:
– l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili;
– l’incentivo per l’assunzione di giovani genitori, pari a euro 5.000,00 fruibili, dal datore di lavoro, in quote mensili non superiori alla misura della retribuzione lorda, per un massimo di 5 lavoratori;
– l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI (ex ASpI), pari al 50% dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore;
– l’incentivo inerente il “Programma Garanzia Giovani”;
– l’incentivo per l’assunzione di giovani lavoratori agricoli;
– l’incentivo di natura economica, pari al 50% dell’indennità mensile di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore per il residuo periodo di diritto alla indennità medesima.
Orbene, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, interpellato dall’Inps sulla cumulabilità dell’esonero contributivo previsto per il settore agricolo con la riduzione contributiva fissata per i datori di lavoro agricolo che occupano personale dipendente a tempo indeterminato o determinato nei territori montani o nelle singole zone svantaggiate (art. 9, L. 67/1988), ha dato parere negativo, consistendo appunto quest’ultima in una ulteriore forma di esonero o riduzione delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente.

La questione della cumulabilità dell’esonero e della riduzione contributiva per zone montane e svantaggiate, nel caso di datori di lavoro agricoli.

Come noto, con riferimento all’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, l’Inps chiarito il regime di compatibilità dell’esonero in parola con le altre forme di incentivo all’occupazione. In particolare, l’Istituto ha concluso che tale agevolazione non è cumulabile con "altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente", tra cui, ad esempio, l’incentivo per l’assunzione di lavoratori con più di 50 anni di età disoccupati da oltre 12 mesi e di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovvero prive di impiego da almeno 6 mesi e appartenenti a particolari aree. Di contro, l’esonero contributivo risulta cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica, fra i quali, a titolo esemplificativo:
- l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili;
- l’incentivo per l’assunzione di giovani genitori, pari a euro 5.000,00 fruibili, dal datore di lavoro, in quote mensili non superiori alla misura della retribuzione lorda, per un massimo di 5 lavoratori;
- l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI (ex ASpI), pari al 50% dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore;
- l’incentivo inerente il "Programma Garanzia Giovani";
- l’incentivo per l’assunzione di giovani lavoratori agricoli;
- l’incentivo di natura economica, pari al 50% dell’indennità mensile di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore per il residuo periodo di diritto alla indennità medesima.
Orbene, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, interpellato dall’Inps sulla cumulabilità dell’esonero contributivo previsto per il settore agricolo con la riduzione contributiva fissata per i datori di lavoro agricolo che occupano personale dipendente a tempo indeterminato o determinato nei territori montani o nelle singole zone svantaggiate (art. 9, L. 67/1988), ha dato parere negativo, consistendo appunto quest’ultima in una ulteriore forma di esonero o riduzione delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente.