Congedo parentale su base oraria, criteri suppletivi in assenza di contrattazione (2/2)

Indicazioni e chiarimenti circa la fruizione del congedo parentale su base oraria in assenza di contrattazione collettiva

…Il genitore lavoratore dipendente avente diritto al congedo parentale, richiede il congedo al datore di lavoro ed all’INPS, ai fini del trattamento economico e previdenziale.
Nella fase transitoria, la richiesta all’Istituto è presentata mediante un’apposita domanda on line, che è diversa dalla domanda telematica in uso per la richiesta del congedo parentale giornaliero o mensile. Nella domanda di congedo ad ore il genitore dichiara:
– se questo è richiesto in base alla contrattazione di riferimento oppure in base al criterio generale “suppletivo”;
– il numero di giornate da fruire in modalità oraria;
– il periodo all’interno del quale queste giornate intere di congedo saranno fruite.
Nella prima fase di attuazione, le domande di congedo ad ore sono presentate in relazione a singolo mese solare. La domanda, altresì, può anche riguardare giornate di congedo parentale fruite in modalità oraria in data antecedente alla presentazione della domanda stessa. A regime, invece, analogamente a quanto avviene attualmente, la domanda di congedo parentale andrà presentata all’INPS prima del suo inizio, al limite anche lo stesso giorno di inizio di fruizione.
L’acquisizione delle domande in oggetto è possibile tramite i seguenti tre canali:
– Web, tra i Servizi OnLine dedicati al Cittadino presenti sul sito istituzionale (www.inps.it). In particolare, una volta effettuato l’accesso tramite PIN, il cittadino deve selezionare le voci “Invio Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”, “Maternità”, “Acquisizione domanda”;
– Contact center integrato;
– Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Sempre inizialmente, ai fini dell’esposizione nel flusso delle denunce Uniemens dei periodi di congedo parentale fruiti su base oraria, è istituito il <CodiceEvento> “MA0” (MA zero), avente il significato di “periodi di congedo parentale disciplinati dall’art. 32 del D. Lgs. n. 151/2001, usufruiti su base oraria”. Per il conguaglio dell’indennità anticipata al lavoratore, va valorizzato nell’elemento <MatACredAltre>, <CausaleRecMat>, il codice causale “L062” avente il significato di “indennità di congedo parentale facoltativo fruito su base oraria”; nell’elemento <ImportoRecMat> il relativo importo.
Salvi i casi di oggettiva impossibilità, il genitore è tenuto a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e criteri definiti dai contratti collettivi e, comunque, con un termine di preavviso non inferiore a 2 giorni.

Indicazioni e chiarimenti circa la fruizione del congedo parentale su base oraria in assenza di contrattazione collettiva

...Il genitore lavoratore dipendente avente diritto al congedo parentale, richiede il congedo al datore di lavoro ed all’INPS, ai fini del trattamento economico e previdenziale.
Nella fase transitoria, la richiesta all’Istituto è presentata mediante un’apposita domanda on line, che è diversa dalla domanda telematica in uso per la richiesta del congedo parentale giornaliero o mensile. Nella domanda di congedo ad ore il genitore dichiara:
- se questo è richiesto in base alla contrattazione di riferimento oppure in base al criterio generale "suppletivo";
- il numero di giornate da fruire in modalità oraria;
- il periodo all’interno del quale queste giornate intere di congedo saranno fruite.
Nella prima fase di attuazione, le domande di congedo ad ore sono presentate in relazione a singolo mese solare. La domanda, altresì, può anche riguardare giornate di congedo parentale fruite in modalità oraria in data antecedente alla presentazione della domanda stessa. A regime, invece, analogamente a quanto avviene attualmente, la domanda di congedo parentale andrà presentata all’INPS prima del suo inizio, al limite anche lo stesso giorno di inizio di fruizione.
L’acquisizione delle domande in oggetto è possibile tramite i seguenti tre canali:
- Web, tra i Servizi OnLine dedicati al Cittadino presenti sul sito istituzionale (www.inps.it). In particolare, una volta effettuato l’accesso tramite PIN, il cittadino deve selezionare le voci "Invio Domande di prestazioni a Sostegno del reddito", "Maternità", "Acquisizione domanda";
- Contact center integrato;
- Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Sempre inizialmente, ai fini dell’esposizione nel flusso delle denunce Uniemens dei periodi di congedo parentale fruiti su base oraria, è istituito il <CodiceEvento> "MA0" (MA zero), avente il significato di "periodi di congedo parentale disciplinati dall’art. 32 del D. Lgs. n. 151/2001, usufruiti su base oraria". Per il conguaglio dell’indennità anticipata al lavoratore, va valorizzato nell’elemento <MatACredAltre>, <CausaleRecMat>, il codice causale "L062" avente il significato di "indennità di congedo parentale facoltativo fruito su base oraria"; nell’elemento <ImportoRecMat> il relativo importo.
Salvi i casi di oggettiva impossibilità, il genitore è tenuto a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e criteri definiti dai contratti collettivi e, comunque, con un termine di preavviso non inferiore a 2 giorni.

Congedo parentale su base oraria, criteri suppletivi in assenza di contrattazione (1/2)

Indicazioni e chiarimenti circa la fruizione del congedo parentale su base oraria in assenza di contrattazione collettiva

 

Come noto, la Legge di Stabilità per il 2013 ha modificato Il Testo Unico sulla maternità/paternità, introducendo la possibilità per i genitori lavoratori dipendenti di fruire del congedo parentale in modalità oraria, previa definizione, in sede di contrattazione collettiva, delle modalità di fruizione, dei criteri di calcolo della base oraria e dell’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa. Successivamente, il Legislatore è di nuovo intervenuto sulla previsione, individuando (in via sperimentale per l’anno 2015) un criterio generale di fruizione del congedo in modalità oraria, che trova attuazione in assenza di contrattazione collettiva, anche di livello aziendale.
La modalità di fruizione oraria si aggiunge a quelle su base giornaliera e mensile, senza modificare i limiti di durata complessivi ed individuali entro i quali i genitori lavoratori dipendenti possono assentarsi dal lavoro a tale titolo. I genitori lavoratori dipendenti possono liberamente fruire del congedo, combinando le diverse modalità loro consentite e pertanto, giornate o mesi di congedo parentale possono alternarsi con giornate lavorative in cui il congedo parentale è fruito in modalità oraria, nei limiti eventualmente stabiliti dalla contrattazione collettiva. Al riguardo, se la fruizione di un periodo di congedo parentale avviene su base oraria, le domeniche ed eventualmente i sabati, in caso di settimana corta, non rilevano né ai fini del computo né ai fini dell’indennizzo. Il congedo ad ore non può essere fruito nei medesimi giorni in cui il genitore fruisce di riposi giornalieri per allattamento e nei giorni in cui il genitore fruisce dei riposi orari per assistenza ai figli disabili, mentre risulta invece compatibile con permessi o riposi disciplinati da disposizioni normative non contenute nel Testo Unico.
Con riferimento ai criteri di computo ed indennizzo del congedo parentale su base oraria, stante la complessità della disciplina, nella fase Iniziale, il computo e l’indennizzo avvengono su base giornaliera anche se la fruizione è effettuata in modalità oraria. In assenza di contrattazione, la giornata di congedo si determina prendendo a riferimento l’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo (in sostanza, lo stesso periodo considerato per il calcolo dell’indennità), intendendo per tale l’orario medio giornaliero contrattualmente previsto (in tal caso, il congedo orario è fruibile in misura pari alla metà di tale orario medio giornaliero). Rimangono ferme le regole di indennizzo del congedo, sicché ai fini della retribuzione media giornaliera non si computano il rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilità e agli altri premi o mensilità o trattamenti accessori eventualmente erogati al genitore richiedente…

Indicazioni e chiarimenti circa la fruizione del congedo parentale su base oraria in assenza di contrattazione collettiva

 

Come noto, la Legge di Stabilità per il 2013 ha modificato Il Testo Unico sulla maternità/paternità, introducendo la possibilità per i genitori lavoratori dipendenti di fruire del congedo parentale in modalità oraria, previa definizione, in sede di contrattazione collettiva, delle modalità di fruizione, dei criteri di calcolo della base oraria e dell’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa. Successivamente, il Legislatore è di nuovo intervenuto sulla previsione, individuando (in via sperimentale per l’anno 2015) un criterio generale di fruizione del congedo in modalità oraria, che trova attuazione in assenza di contrattazione collettiva, anche di livello aziendale.
La modalità di fruizione oraria si aggiunge a quelle su base giornaliera e mensile, senza modificare i limiti di durata complessivi ed individuali entro i quali i genitori lavoratori dipendenti possono assentarsi dal lavoro a tale titolo. I genitori lavoratori dipendenti possono liberamente fruire del congedo, combinando le diverse modalità loro consentite e pertanto, giornate o mesi di congedo parentale possono alternarsi con giornate lavorative in cui il congedo parentale è fruito in modalità oraria, nei limiti eventualmente stabiliti dalla contrattazione collettiva. Al riguardo, se la fruizione di un periodo di congedo parentale avviene su base oraria, le domeniche ed eventualmente i sabati, in caso di settimana corta, non rilevano né ai fini del computo né ai fini dell’indennizzo. Il congedo ad ore non può essere fruito nei medesimi giorni in cui il genitore fruisce di riposi giornalieri per allattamento e nei giorni in cui il genitore fruisce dei riposi orari per assistenza ai figli disabili, mentre risulta invece compatibile con permessi o riposi disciplinati da disposizioni normative non contenute nel Testo Unico.
Con riferimento ai criteri di computo ed indennizzo del congedo parentale su base oraria, stante la complessità della disciplina, nella fase Iniziale, il computo e l’indennizzo avvengono su base giornaliera anche se la fruizione è effettuata in modalità oraria. In assenza di contrattazione, la giornata di congedo si determina prendendo a riferimento l’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo (in sostanza, lo stesso periodo considerato per il calcolo dell’indennità), intendendo per tale l’orario medio giornaliero contrattualmente previsto (in tal caso, il congedo orario è fruibile in misura pari alla metà di tale orario medio giornaliero). Rimangono ferme le regole di indennizzo del congedo, sicché ai fini della retribuzione media giornaliera non si computano il rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilità e agli altri premi o mensilità o trattamenti accessori eventualmente erogati al genitore richiedente...

Autocompensazione per l’assistenza fiscale senza limiti

L’Agenzia delle entrate con risoluzione 04 agosto 2015, n. 73/E ha chiarito che il divieto di compensazione previsto in presenza di debiti iscritti a ruolo di importo superiore a 1.500 euro per i quali è scaduto il termine di pagamento opera esclusivamente in caso di compensazione “orizzontale”. Il recupero delle somme rimborsate ai sostituiti e delle ritenute versate in più non è soggetto a tale divieto, in quanto non rientrano in tale categoria.

L’art. 15 del decreto sulla semplificazione fiscale e dichiarazione precompilata (D.lgs. n. 175/2014) prevede che il sostituto d’imposta recuperi le ritenute versate in più rispetto al dovuto nonché i rimborsi effettuati nei confronti del sostituito mediante compensazione tramite modello F24.
Al riguardo, occorre chiarire che ai sensi dell’articolo 31 del Decreto anticrisi (D.L. n. 78/2010), a decorrere dal 1° gennaio 2011, la compensazione dei crediti di cui all’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, relativi alle imposte erariali, è vietata fino a concorrenza dell’importo dei debiti, di ammontare superiore a millecinquecento euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali è scaduto il termine di pagamento.
Questo divieto riguarda esclusivamente la compensazione “orizzontale” o “esterna” e non quella “verticale ” o “interna” e che sono, in ogni caso, esclusi i contributi e le agevolazioni erogati a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta.
Ciò premesso, in relazione alle novità fiscali introdotte dal D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, a decorrere dal 2015, i sostituti d’imposta recuperano le somme rimborsate ai sostituiti e i versamenti di ritenute o imposte sostitutive superiori al dovuto dandone evidenza nel modello di pagamento F24.
Queste compensazioni non concorrono alla determinazione del limite di compensazione attualmente fissato in 700.000 euro per ciascun anno solare dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Inoltre, è stato escluso che per tali compensazioni sussista, anche quando di importo superiore a 15.000 euro annui, l’obbligo di apposizione del visto di conformità ovvero di sottoscrizione alternativa da parte dei soggetti che esercitano il controllo contabile.
Ciò, è stato chiarito, nel presupposto che le regole sopra richiamate sono riferibili esclusivamente all’utilizzo in compensazione “orizzontale o esterna” dei crediti, categoria in cui non sono ascrivibili le compensazioni in esame.
Ne deriva che, per le medesime ragioni, le stesse non soggiacciono, altresì, al divieto di compensazione in presenza di ruoli scaduti.

L’Agenzia delle entrate con risoluzione 04 agosto 2015, n. 73/E ha chiarito che il divieto di compensazione previsto in presenza di debiti iscritti a ruolo di importo superiore a 1.500 euro per i quali è scaduto il termine di pagamento opera esclusivamente in caso di compensazione "orizzontale". Il recupero delle somme rimborsate ai sostituiti e delle ritenute versate in più non è soggetto a tale divieto, in quanto non rientrano in tale categoria.

L’art. 15 del decreto sulla semplificazione fiscale e dichiarazione precompilata (D.lgs. n. 175/2014) prevede che il sostituto d’imposta recuperi le ritenute versate in più rispetto al dovuto nonché i rimborsi effettuati nei confronti del sostituito mediante compensazione tramite modello F24.
Al riguardo, occorre chiarire che ai sensi dell’articolo 31 del Decreto anticrisi (D.L. n. 78/2010), a decorrere dal 1° gennaio 2011, la compensazione dei crediti di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, relativi alle imposte erariali, è vietata fino a concorrenza dell'importo dei debiti, di ammontare superiore a millecinquecento euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali è scaduto il termine di pagamento.
Questo divieto riguarda esclusivamente la compensazione "orizzontale" o "esterna" e non quella "verticale " o "interna" e che sono, in ogni caso, esclusi i contributi e le agevolazioni erogati a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta.
Ciò premesso, in relazione alle novità fiscali introdotte dal D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, a decorrere dal 2015, i sostituti d’imposta recuperano le somme rimborsate ai sostituiti e i versamenti di ritenute o imposte sostitutive superiori al dovuto dandone evidenza nel modello di pagamento F24.
Queste compensazioni non concorrono alla determinazione del limite di compensazione attualmente fissato in 700.000 euro per ciascun anno solare dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Inoltre, è stato escluso che per tali compensazioni sussista, anche quando di importo superiore a 15.000 euro annui, l’obbligo di apposizione del visto di conformità ovvero di sottoscrizione alternativa da parte dei soggetti che esercitano il controllo contabile.
Ciò, è stato chiarito, nel presupposto che le regole sopra richiamate sono riferibili esclusivamente all’utilizzo in compensazione "orizzontale o esterna" dei crediti, categoria in cui non sono ascrivibili le compensazioni in esame.
Ne deriva che, per le medesime ragioni, le stesse non soggiacciono, altresì, al divieto di compensazione in presenza di ruoli scaduti.

Tirocinio, le funzioni del dominus non sono compromesse dalla censura

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili con la nota 03 agosto 2015, n. 62 ha chiarito che solo il provvedimento di sospensione preclude all’iscritto all’albo dei dottori commercialisti di esercitare le funzioni di dominus e non la censura.

Diversi Ordini territoriali hanno chiesto di chiarire quale tipologia di sanzione disciplinare, che accerti il mancato assolvimento dell’obbligo formativo, precluda al dominus di accogliere nuovi praticanti e imponga il trasferimento presso altri dominus dei tirocinanti già presenti nel suo studio.
Il dubbio è sorto con l’approvazione, lo scorso maggio, del nuovo “Regolamento per l’esercizio della funzione disciplinare territoriale – Procedura semplificata per alcune fattispecie di illecito” in cui non è precisata la sanzione che determina l’impossibilità di svolgere la funzione di dominus.
Al riguardo, con la nota in oggetto il Consiglio nazionale torna a precisare, quanto già specificato nel “Regolamento per l’esercizio della funzione disciplinare in caso di inadempimento dell’obbligo formativo da parte degli iscritti”, approvato ad ottobre 2010, che l’accertamento del mancato assolvimento dell’obbligo formativo in sede disciplinare a seguito del quale sia stato irrogato un provvedimento di sospensione precluda all’iscritto di esercitare le funzioni di dominus, essendo temporaneamente impedita tutta la sua attività professionale. L’irrogazione della censura, invece, non determinando alcuna interruzione dell’attività professionale, non compromette la possibilità di assumere il ruolo di dominus. Se colpito da quest’ultimo provvedimento, il commercialista non deve trasferire i suoi praticanti e può accoglierne di nuovi perché la sua attività professionale non viene interrotta.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili con la nota 03 agosto 2015, n. 62 ha chiarito che solo il provvedimento di sospensione preclude all’iscritto all’albo dei dottori commercialisti di esercitare le funzioni di dominus e non la censura.

Diversi Ordini territoriali hanno chiesto di chiarire quale tipologia di sanzione disciplinare, che accerti il mancato assolvimento dell’obbligo formativo, precluda al dominus di accogliere nuovi praticanti e imponga il trasferimento presso altri dominus dei tirocinanti già presenti nel suo studio.
Il dubbio è sorto con l’approvazione, lo scorso maggio, del nuovo "Regolamento per l'esercizio della funzione disciplinare territoriale - Procedura semplificata per alcune fattispecie di illecito" in cui non è precisata la sanzione che determina l’impossibilità di svolgere la funzione di dominus.
Al riguardo, con la nota in oggetto il Consiglio nazionale torna a precisare, quanto già specificato nel "Regolamento per l’esercizio della funzione disciplinare in caso di inadempimento dell’obbligo formativo da parte degli iscritti", approvato ad ottobre 2010, che l'accertamento del mancato assolvimento dell'obbligo formativo in sede disciplinare a seguito del quale sia stato irrogato un provvedimento di sospensione precluda all'iscritto di esercitare le funzioni di dominus, essendo temporaneamente impedita tutta la sua attività professionale. L'irrogazione della censura, invece, non determinando alcuna interruzione dell'attività professionale, non compromette la possibilità di assumere il ruolo di dominus. Se colpito da quest’ultimo provvedimento, il commercialista non deve trasferire i suoi praticanti e può accoglierne di nuovi perché la sua attività professionale non viene interrotta.

Lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, cessazione dei benefici contributivi

In seguito alla cessazione dei benefici contributivi in favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, dal 1° aprile 2012, la tutela dei lavoratori medesimi è stata garantita attraverso l’erogazione, fino al 31 dicembre 2012, dell’indennità di disoccupazione ordinaria, dal 1° gennaio 2013, tramite ASpI e mini ASpI e, dal 1° maggio 2015, della NASpI.

Ai sensi dell’art. 4 della L. n. 147/1997, per i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera è prevista la possibilità che gli stessi – cui è stato riconosciuto il diritto al trattamento speciale di disoccupazione – possano richiedere l’iscrizione nelle liste di mobilità, con conseguente operatività, in caso di loro assunzione, degli incentivi contributivi previsti dalla legge.
Tuttavia, l’Accordo di Berna – da cui traeva origine la disciplina speciale di cui trattasi – ha cessato i suoi effetti nel giugno del 2009 e il mancato rinnovo ha caducato di fatto gli effetti della cit. L. n. 147.
In relazione a quanto stabilito dalla decisione dell’Unione Europea n. 1/2012 e dell’adozione successiva di taluni regolamenti comunitari sul sistema di sicurezza sociale validi anche per la Svizzera, a decorrere dal 1° aprile 2012, la tutela dei lavoratori frontalieri è stata garantita attraverso l’erogazione, fino al 31 dicembre 2012, dell’indennità di disoccupazione ordinaria, dal 1° gennaio 2013, tramite ASpI e mini ASpI e, dal 1°maggio 2015, della NASpI.
Pertanto, in conseguenza dell’uscita di scena dell’impianto legislativo di riferimento, che consentiva l’iscrivibilità nelle liste di mobilità dei lavoratori frontalieri titolari del particolare trattamento di disoccupazione, deve considerarsi esaurita la previsione dell’incentivo connesso al disposto di cui al suddetto articolo 4.

In seguito alla cessazione dei benefici contributivi in favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, dal 1° aprile 2012, la tutela dei lavoratori medesimi è stata garantita attraverso l’erogazione, fino al 31 dicembre 2012, dell’indennità di disoccupazione ordinaria, dal 1° gennaio 2013, tramite ASpI e mini ASpI e, dal 1° maggio 2015, della NASpI.

Ai sensi dell’art. 4 della L. n. 147/1997, per i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera è prevista la possibilità che gli stessi - cui è stato riconosciuto il diritto al trattamento speciale di disoccupazione - possano richiedere l'iscrizione nelle liste di mobilità, con conseguente operatività, in caso di loro assunzione, degli incentivi contributivi previsti dalla legge.
Tuttavia, l'Accordo di Berna – da cui traeva origine la disciplina speciale di cui trattasi - ha cessato i suoi effetti nel giugno del 2009 e il mancato rinnovo ha caducato di fatto gli effetti della cit. L. n. 147.
In relazione a quanto stabilito dalla decisione dell'Unione Europea n. 1/2012 e dell'adozione successiva di taluni regolamenti comunitari sul sistema di sicurezza sociale validi anche per la Svizzera, a decorrere dal 1° aprile 2012, la tutela dei lavoratori frontalieri è stata garantita attraverso l’erogazione, fino al 31 dicembre 2012, dell’indennità di disoccupazione ordinaria, dal 1° gennaio 2013, tramite ASpI e mini ASpI e, dal 1°maggio 2015, della NASpI.
Pertanto, in conseguenza dell’uscita di scena dell’impianto legislativo di riferimento, che consentiva l’iscrivibilità nelle liste di mobilità dei lavoratori frontalieri titolari del particolare trattamento di disoccupazione, deve considerarsi esaurita la previsione dell’incentivo connesso al disposto di cui al suddetto articolo 4.

Nuove indicazioni Inps sull’assegno di natalità 2015

Si forniscono ulteriori chiarimenti sulle domande di assegno di natalità 2015.

Il bonus bebè 2015, introdotto dalla Legge di stabilità 2015, è riconosciuto per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. In particolare, l’assegno, di importo pari a 960 euro annui, è erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione, ed è corrisposto, a domanda, dall’Inps fino al compimento del terzo anno di età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, residenti in Italia e a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui. L’importo dell’assegno è raddoppiato, invece, nell’ipotesi in cui il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’ISEE non superiore a 7.000 euro annui.

Le domande devono essere presentate all’Inps via WEB o Contact Center Integrato ovvero Enti di Patronato.
Nel caso di domande respinte perché “non è stato reperito un ISEE valido”, ovvero perché “dalla dichiarazione ISEE non risulta convivente con il figlio per il quale è richiesto l’assegno”, è prevista, su istanza del richiedente, la possibilità di riesame della domanda respinta presso la Sede competente che avrà cura di effettuare tutte le verifiche necessarie alla definizione della domanda stessa. Laddove in tali ipotesi il riesame si concluda con un provvedimento di accoglimento, l’assegno verrà corrisposto con tutte le mensilità arretrate spettanti.
Le variazioni delle domande già inviate – ad esempio, variazione o correzione del codice iban, variazione della modalità di pagamento, variazione di recapiti eccetera – possono avvenire accedendo al sito web dell’Istituto di previdenza seguendo il percorso: -> Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> Assegno di natalità – Bonus bebè ->invio comunicazioni.

Si forniscono ulteriori chiarimenti sulle domande di assegno di natalità 2015.

Il bonus bebè 2015, introdotto dalla Legge di stabilità 2015, è riconosciuto per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. In particolare, l’assegno, di importo pari a 960 euro annui, è erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione, ed è corrisposto, a domanda, dall'Inps fino al compimento del terzo anno di età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea o di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, residenti in Italia e a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui. L'importo dell'assegno è raddoppiato, invece, nell’ipotesi in cui il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell'ISEE non superiore a 7.000 euro annui.

Le domande devono essere presentate all’Inps via WEB o Contact Center Integrato ovvero Enti di Patronato.
Nel caso di domande respinte perché "non è stato reperito un ISEE valido", ovvero perché "dalla dichiarazione ISEE non risulta convivente con il figlio per il quale è richiesto l’assegno", è prevista, su istanza del richiedente, la possibilità di riesame della domanda respinta presso la Sede competente che avrà cura di effettuare tutte le verifiche necessarie alla definizione della domanda stessa. Laddove in tali ipotesi il riesame si concluda con un provvedimento di accoglimento, l’assegno verrà corrisposto con tutte le mensilità arretrate spettanti.
Le variazioni delle domande già inviate - ad esempio, variazione o correzione del codice iban, variazione della modalità di pagamento, variazione di recapiti eccetera - possono avvenire accedendo al sito web dell’Istituto di previdenza seguendo il percorso: -> Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> Assegno di natalità – Bonus bebè ->invio comunicazioni.

Firmato l’accordo sulla rappresentanza per le Cooperative italiane

 

 

Sottoscritto il 28/7/2015, tra l’AGCI, la CONFCOOPERATIVE, la LEGACOOP e la CGIL, la CISL, la UIL, l’accordo interconfederale sulla rappresentanza nel comparto cooperativo italiano. Il documento contiene norme per la misurazione, la certificazione e la regolamentazione della rappresentanza aziendale.

Un passo importante anche per potenziare ulteriormente la contrattazione di secondo livello, contrastare le false cooperative e il dumping contrattuale e arrivare a quella legge sulla rappresentanza che il Governo ha proposto alle parti sociali, considerando che la forma cooperativa sia una tipologia di impresa che può contribuire al rilancio del Paese, valorizzare il ruolo del lavoro, sviluppare le istanze di partecipazione dei lavoratori all’impresa e di autogestione, perseguire il raggiungimento dell’obiettivo di assicurare buona e stabile occupazione, concorrere nel processo di coesione sociale e nella promozione delle politiche di inclusione.
Con tale accordo al negoziato per il CCNL potranno così partecipare le organizzazioni sindacali che abbiano ottenuto una rappresentatività non inferiore al 5%. In assenza di piattaforme unitarie il negoziato si avvierà sulla base della piattaforma presentata dalle sigle sindacali che vantano una rappresentatività complessiva pari ad almeno il 50% più uno. I CCNL sottoscritti da organizzazioni sindacali con questa percentuale di rappresentatività saranno efficaci ed esigibili per tutti i lavoratori e le organizzazioni. Vengono inoltre stabiliti alcuni principi per la contrattazione di secondo livello, definendo le modalità di base a cui potrà derogare o modificare norme del CCNL.
Nella fase transitoria questo potrà avvenire, infatti, sia per aderire alle esigenze di specifici contesti produttivi sia per gestire crisi aziendali o investimenti, limitatamente però alle parti dei CCNL che disciplinano aspetti organizzativi (prestazioni lavorative, orari, organizzazione del lavoro) e a condizione che gli accordi siano sottoscritti con le rappresentanze sindacali presenti in azienda e d’intesa con le organizzazioni sindacali territoriali.
In particolare, per la contrattazione territoriale, i contratti approvati da associazioni sindacali che sul territorio vantino una rappresentatività pari al 50% + 1 saranno efficaci per tutto il personale e vincolanti per tutte le organizzazioni sindacali espressione delle confederazioni firmatarie. Questi accordi, per avere effettivi, dovranno però essere approvati a maggioranza semplice da una consultazione certificata tra i lavoratori. I contratti aziendali saranno efficaci, invece, se approvati dalla maggioranza dei componenti delle RSU o dalle RSA che raccolgano la maggioranza delle deleghe sindacali a condizione che nessuna delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo e/o da almeno il 30% dei lavoratori non venga chiesto entro 10 giorni dalla stipula del contratto di svolgere un referendum.

 

 

Sottoscritto il 28/7/2015, tra l’AGCI, la CONFCOOPERATIVE, la LEGACOOP e la CGIL, la CISL, la UIL, l'accordo interconfederale sulla rappresentanza nel comparto cooperativo italiano. Il documento contiene norme per la misurazione, la certificazione e la regolamentazione della rappresentanza aziendale.

Un passo importante anche per potenziare ulteriormente la contrattazione di secondo livello, contrastare le false cooperative e il dumping contrattuale e arrivare a quella legge sulla rappresentanza che il Governo ha proposto alle parti sociali, considerando che la forma cooperativa sia una tipologia di impresa che può contribuire al rilancio del Paese, valorizzare il ruolo del lavoro, sviluppare le istanze di partecipazione dei lavoratori all'impresa e di autogestione, perseguire il raggiungimento dell’obiettivo di assicurare buona e stabile occupazione, concorrere nel processo di coesione sociale e nella promozione delle politiche di inclusione.
Con tale accordo al negoziato per il CCNL potranno così partecipare le organizzazioni sindacali che abbiano ottenuto una rappresentatività non inferiore al 5%. In assenza di piattaforme unitarie il negoziato si avvierà sulla base della piattaforma presentata dalle sigle sindacali che vantano una rappresentatività complessiva pari ad almeno il 50% più uno. I CCNL sottoscritti da organizzazioni sindacali con questa percentuale di rappresentatività saranno efficaci ed esigibili per tutti i lavoratori e le organizzazioni. Vengono inoltre stabiliti alcuni principi per la contrattazione di secondo livello, definendo le modalità di base a cui potrà derogare o modificare norme del CCNL.
Nella fase transitoria questo potrà avvenire, infatti, sia per aderire alle esigenze di specifici contesti produttivi sia per gestire crisi aziendali o investimenti, limitatamente però alle parti dei CCNL che disciplinano aspetti organizzativi (prestazioni lavorative, orari, organizzazione del lavoro) e a condizione che gli accordi siano sottoscritti con le rappresentanze sindacali presenti in azienda e d’intesa con le organizzazioni sindacali territoriali.
In particolare, per la contrattazione territoriale, i contratti approvati da associazioni sindacali che sul territorio vantino una rappresentatività pari al 50% + 1 saranno efficaci per tutto il personale e vincolanti per tutte le organizzazioni sindacali espressione delle confederazioni firmatarie. Questi accordi, per avere effettivi, dovranno però essere approvati a maggioranza semplice da una consultazione certificata tra i lavoratori. I contratti aziendali saranno efficaci, invece, se approvati dalla maggioranza dei componenti delle RSU o dalle RSA che raccolgano la maggioranza delle deleghe sindacali a condizione che nessuna delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo e/o da almeno il 30% dei lavoratori non venga chiesto entro 10 giorni dalla stipula del contratto di svolgere un referendum.

SETTORE MARITTIMI: dal 30/7/2015 è operativo l’accordo sull’imbarco degli Allievi Ufficiali

SETTORE MARITTIMI: dal 30/7/2015 è operativo l’accordo sull’imbarco degli Allievi Ufficiali

Il giorno 30/7/2015, tra la CONFITARMA, la FEDARLINEA e la FILT-CGIL, la FIT-CISL e la UILTRASPORTI è stato firmato l’accordo definitivo volto a favorire l’imbarco di Allievi Ufficiali su navi di bandiera estera e italiana, in attuazione a quanto già convenuto nel protocollo d’intesa sottoscritto in data 26/2/2015.

Campo di applicazione e finalità
Il presente accordo si applica su tutte le navi di bandiera italiana, nonché su tutte le navi di bandiera estera, a bordo delle quali siano imbarcati lavoratori marittimi e Allievi ufficiali, allievi sottufficiali ed allievi comuni ai quali si applica la legge italiana ed i relativi accordi sindacali di settore.
Esso ha la finalità importante di promuovere l’occupazione dei giovani italiani nelle professioni marittime, dando loro concrete prospettive di carriera.
Considerato che

– la normativa nazionale e internazionale vigente prevede, nell’ambito di un programma di formazione riconosciuto, un periodo di 12 mesi di navigazione per l’acquisizione della qualifica di Ufficiale di coperta e di macchina e un periodo di almeno 6 mesi di navigazione per l’acquisizione della qualifica di Ufficiale Elettrotecnico, e che nel corso di tale periodo l’Allievo Ufficiale riceva a bordo, in base a quanto previsto dalla normativa nazionale vigente, la formazione e l’addestramento necessari per conseguire dette abilitazioni;

– attualmente il costo complessivo dell’Allievo ufficiale italiano non è allineato ai pari grado imbarcati su navi di altre bandiere, risultando quindi meno competitivo;

obiettivo comune delle parti è quindi l’individuazione di misure strutturali che favoriscano la sostenibilità dell’imbarco degli Allievi Ufficiali e di altre figure professionali specializzate per le quali è necessario un periodo di addestramento a bordo.
L’accordo pertanto, prevede progetti formativi e di addestramento di durata e contenuto conformi alla normativa nazionale e internazionale in materia di formazione e abilitazioni professionali marittime.

A) Allievi Ufficiali, Allievi Sottufficiali e Allievi Comuni
Sono previsti i seguenti progetti:

1) Progetto formativo di addestramento a bordo per l’Allievo Ufficiale di coperta
2) Progetto formativo di addestramento a bordo per l’Allievo Ufficiale di macchina
3) Progetto formativo di addestramento a bordo per l’Allievo Ufficiale Elettrotecnico
4) Progetti formativi di addestramento a bordo per gli Allievi sottufficiali e per gli Allievi comuni alberghieri

Considerato che l’attività svolta a bordo dall’Allievo Ufficiale ha natura prettamente formativa e che tale attività ha come scopo fondamentale l’addestramento volto all’acquisizione delle competenze necessarie per conseguire l’abilitazione di Ufficiale, l’indennità minima mensile netta omnicomprensiva spettante agli Allievi Ufficiali sarà pari ad € 650,00.
Considerato che l’attività svolta a bordo dall’Allievo Sottufficiale ha natura prettamente formativa, l’indennità minima mensile netta omnicomprensiva spettante agli Allievi Sottufficiali sarà pari ad € 600,00.
Considerato che l’attività svolta a bordo dall’Allievo Comune ha natura prettamente formativa, l’indennità minima mensile netta omnicomprensiva spettante agli Allievi Comuni sarà pari ad € 550,00.

Ferma restando, ai sensi della normativa nazionale vigente, la natura prettamente formativa e di addestramento tipica dell’attività svolta a bordo dall’Allievo, a tale figura, che comunque non rientra nella definizione di lavoratore marittimo di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) del D.Lgs. n. 71/2015 in quanto non in possesso di un certificato di competenza o di un certificato di addestramento, verranno comunque estese le tutele previdenziali, assistenziali e assicurative previste per i lavoratori marittimi.
Al termine del percorso formativo e del conseguimento dell’abilitazione professionale, l’Allievo ritenuto idoneo, compatibilmente con le disponibilità aziendali, potrà essere arruolato dall’impresa armatoriale o dalle imprese armatoriali con cui ha svolto detto percorso formativo.
Il trattamento di vitto e alloggio, previsto per i lavoratori marittimi, è esteso anche agli Allievi (Ufficiali, Sottufficiali e Comuni) in rapporto alla qualifica che verrà acquisita al termine del percorso formativo.
Il presente paragrafo A) si applica all’Allievo che imbarca con tale qualifica per la prima volta successivamente alla data di sottoscrizione del presente accordo.
All’Allievo che ha già iniziato il suo percorso formativo a bordo prima della stipula del presente accordo continuerà a essere applicato lo stesso trattamento già riconosciuto in occasione del suo precedente imbarco fino al termine del suddetto percorso formativo.

B) Terzo Ufficiale Junior – Introduzione della retribuzione di ingresso
A decorrere dalla data di stipula del presente accordo, il lavoratore marittimo che consegue, al termine del percorso formativo, l’abilitazione di Ufficiale e che non risulta essere mai stato imbarcato come Ufficiale abilitato alla guardia potrà essere arruolato come Terzo Ufficiale Junior.
Ai fini delle tabelle minime di sicurezza il Terzo Ufficiale Junior è un Ufficiale abilitato alla guardia in quanto in possesso della relativa abilitazione professionale.
Allo scopo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dell’Allievo Ufficiale che ha conseguito l’abilitazione, questi potrà essere imbarcato, in base alle disposizioni del CCNL vigente, come Terzo Ufficiale Junior e allo stesso verrà riconosciuta, nei primi 12 mesi d’imbarco, una retribuzione d’ingresso composta dal minimo contrattuale e da tutti gli altri elementi retributivi previsti dal CCNL per la qualifica di Terzo Ufficiale ridotti del 20%.

Decorrenza
L’accordo, che completa la trattativa che il 1° luglio 2015 si è conclusa con il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro del settore marittimo, decorre dalla data di stipula e avrà validità fino al 31 dicembre 2017.

SETTORE MARITTIMI: dal 30/7/2015 è operativo l'accordo sull'imbarco degli Allievi Ufficiali

Il giorno 30/7/2015, tra la CONFITARMA, la FEDARLINEA e la FILT-CGIL, la FIT-CISL e la UILTRASPORTI è stato firmato l’accordo definitivo volto a favorire l’imbarco di Allievi Ufficiali su navi di bandiera estera e italiana, in attuazione a quanto già convenuto nel protocollo d’intesa sottoscritto in data 26/2/2015.

Campo di applicazione e finalità
Il presente accordo si applica su tutte le navi di bandiera italiana, nonché su tutte le navi di bandiera estera, a bordo delle quali siano imbarcati lavoratori marittimi e Allievi ufficiali, allievi sottufficiali ed allievi comuni ai quali si applica la legge italiana ed i relativi accordi sindacali di settore.
Esso ha la finalità importante di promuovere l’occupazione dei giovani italiani nelle professioni marittime, dando loro concrete prospettive di carriera.
Considerato che

- la normativa nazionale e internazionale vigente prevede, nell’ambito di un programma di formazione riconosciuto, un periodo di 12 mesi di navigazione per l’acquisizione della qualifica di Ufficiale di coperta e di macchina e un periodo di almeno 6 mesi di navigazione per l’acquisizione della qualifica di Ufficiale Elettrotecnico, e che nel corso di tale periodo l’Allievo Ufficiale riceva a bordo, in base a quanto previsto dalla normativa nazionale vigente, la formazione e l’addestramento necessari per conseguire dette abilitazioni;

- attualmente il costo complessivo dell’Allievo ufficiale italiano non è allineato ai pari grado imbarcati su navi di altre bandiere, risultando quindi meno competitivo;

obiettivo comune delle parti è quindi l’individuazione di misure strutturali che favoriscano la sostenibilità dell’imbarco degli Allievi Ufficiali e di altre figure professionali specializzate per le quali è necessario un periodo di addestramento a bordo.
L’accordo pertanto, prevede progetti formativi e di addestramento di durata e contenuto conformi alla normativa nazionale e internazionale in materia di formazione e abilitazioni professionali marittime.

A) Allievi Ufficiali, Allievi Sottufficiali e Allievi Comuni
Sono previsti i seguenti progetti:

1) Progetto formativo di addestramento a bordo per l’Allievo Ufficiale di coperta
2) Progetto formativo di addestramento a bordo per l’Allievo Ufficiale di macchina
3) Progetto formativo di addestramento a bordo per l’Allievo Ufficiale Elettrotecnico
4) Progetti formativi di addestramento a bordo per gli Allievi sottufficiali e per gli Allievi comuni alberghieri

Considerato che l’attività svolta a bordo dall’Allievo Ufficiale ha natura prettamente formativa e che tale attività ha come scopo fondamentale l’addestramento volto all’acquisizione delle competenze necessarie per conseguire l’abilitazione di Ufficiale, l’indennità minima mensile netta omnicomprensiva spettante agli Allievi Ufficiali sarà pari ad € 650,00.
Considerato che l’attività svolta a bordo dall’Allievo Sottufficiale ha natura prettamente formativa, l’indennità minima mensile netta omnicomprensiva spettante agli Allievi Sottufficiali sarà pari ad € 600,00.
Considerato che l’attività svolta a bordo dall’Allievo Comune ha natura prettamente formativa, l’indennità minima mensile netta omnicomprensiva spettante agli Allievi Comuni sarà pari ad € 550,00.

Ferma restando, ai sensi della normativa nazionale vigente, la natura prettamente formativa e di addestramento tipica dell’attività svolta a bordo dall’Allievo, a tale figura, che comunque non rientra nella definizione di lavoratore marittimo di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) del D.Lgs. n. 71/2015 in quanto non in possesso di un certificato di competenza o di un certificato di addestramento, verranno comunque estese le tutele previdenziali, assistenziali e assicurative previste per i lavoratori marittimi.
Al termine del percorso formativo e del conseguimento dell’abilitazione professionale, l’Allievo ritenuto idoneo, compatibilmente con le disponibilità aziendali, potrà essere arruolato dall’impresa armatoriale o dalle imprese armatoriali con cui ha svolto detto percorso formativo.
Il trattamento di vitto e alloggio, previsto per i lavoratori marittimi, è esteso anche agli Allievi (Ufficiali, Sottufficiali e Comuni) in rapporto alla qualifica che verrà acquisita al termine del percorso formativo.
Il presente paragrafo A) si applica all’Allievo che imbarca con tale qualifica per la prima volta successivamente alla data di sottoscrizione del presente accordo.
All’Allievo che ha già iniziato il suo percorso formativo a bordo prima della stipula del presente accordo continuerà a essere applicato lo stesso trattamento già riconosciuto in occasione del suo precedente imbarco fino al termine del suddetto percorso formativo.

B) Terzo Ufficiale Junior - Introduzione della retribuzione di ingresso
A decorrere dalla data di stipula del presente accordo, il lavoratore marittimo che consegue, al termine del percorso formativo, l’abilitazione di Ufficiale e che non risulta essere mai stato imbarcato come Ufficiale abilitato alla guardia potrà essere arruolato come Terzo Ufficiale Junior.
Ai fini delle tabelle minime di sicurezza il Terzo Ufficiale Junior è un Ufficiale abilitato alla guardia in quanto in possesso della relativa abilitazione professionale.
Allo scopo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dell’Allievo Ufficiale che ha conseguito l’abilitazione, questi potrà essere imbarcato, in base alle disposizioni del CCNL vigente, come Terzo Ufficiale Junior e allo stesso verrà riconosciuta, nei primi 12 mesi d’imbarco, una retribuzione d’ingresso composta dal minimo contrattuale e da tutti gli altri elementi retributivi previsti dal CCNL per la qualifica di Terzo Ufficiale ridotti del 20%.

Decorrenza
L’accordo, che completa la trattativa che il 1° luglio 2015 si è conclusa con il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro del settore marittimo, decorre dalla data di stipula e avrà validità fino al 31 dicembre 2017.

Premio di risultato per i dipendenti delle Poste italiane

Siglata, il 30/7/2015, tra Poste Italiane S.p.A. anche in rappresentanza di Poste Vita S.p.A., Poste Assicura S.p.A., Postetutela S.p.A., Poste Tributi S.c.p.A., Posteshop S.p.A., Poste Energia S.p.A., EGI S.p.A,, Bancoposta, Fondi S.p.A. SGR e SLC-CGIL, SLP-CISL, UILposte, FAILP-CISAL, CONFSAL Com.ni, UGL Com.ni, l’intesa relativa all’erogazione del Premio di risultato 2015 per i dipendenti delle Poste italiane.

I dipendenti di Poste Italiane con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, che risultino in forza alla data del 31/12/2015 e che siano in servizio ed abbiano superato il periodo di prova, riceveranno con la mensilità di settembre 2015 l’anticipo del 50% dell’importo economico complessivo del PDR e la liquidazione del conguaglio con la retribuzione di giugno 2016.
L’erogazione del premio avverrà esclusivamente in caso di raggiungimento della soglia di accesso (80%) dell’indicatore EBIT del Gruppo Poste Italiane.

Le giornate di assenza dal servizio, fatta eccezione di quelle per ferie, congedo matrimoniale, permessi ex festività soppresse, permessi retribuiti concessi a vario titolo, permessi sindacali, infortuni sul lavoro, malattie dovute a patologie di particolare gravità e ricoveri ospedalieri, ivi ricompresi i periodi di prognosi che vi si riconnettono, nonché congedo di maternità per un periodo di cinque mesi, ed eventuali periodi di interdizione anticipata – riducono il premio in ragione di 1/312 nei confronti del personale che effettua un orario distribuito su 6 giorni lavorativi settimanali, ovvero di 1/260 nei confronti di quello che effettua un orario distribuito su 5 giorni lavorativi settimanali.

Importi unitari premio 2015

Direzione staff

 

Livello

Premio 2015

Quota nazionale

Quota regionale

F 786,00 471,60 314,40
E 1.059,97 635,98 423,99
D 1.197,40 71844 478,96
C 1.197,40 718,44 478,96
B 1.226,82 736,09 490,73
A2 1.882,37 1.12,942 752,95
A1 2.476,82 1.487,29 991,53

Produzione sportelleria

Livello

Premio 2015

Quota nazionale

Quota regionale

E – Apprendisti D 1.880,67 1.128,40 752,27
D 2.115,96 1.269,58 846,39
C 2.212,55 1.327,53 885,02
B 2.266,97 1.360,18 906,79
A2 COLL – Venditori imprese/P.A.L 1.966,07 1.180,84 787,23
A2 DUP – Responsabili up imprese A2 – Referente coordinamento up 2.353,79 1.412,27 941,51
A1 Dup 2.264,55 1.358,73 905,82
A1 Dup centrali 2.607,38 1.564,43 1.042,95

Produzione recapito

Livello

Premio 2015

Quota nazionale

Quota regionale

E 1.733,97 1.040,38 693,59
Apprendisti 1.589,89 953,93 635,96
D 1.870,46 1.122,28 748,19
C 1.958,72 1.175,23 783,49

 

Produzione CRP

Livello

Premio 2015

Quota nazionale

Quota regionale

F 922,57 553,54 369,03
E 1.419,54 851,72 567,82
Apprendisti D 1.297,88 778,73 519,15
D 1.526,93 916,16 610,77
C 1.603,55 962,13 641,42
B 1.642,98 985,79 657,19
A2 1.966,07 1.180,84 787,23
A1 2.564,53 1.538,72 1.025,81

Siglata, il 30/7/2015, tra Poste Italiane S.p.A. anche in rappresentanza di Poste Vita S.p.A., Poste Assicura S.p.A., Postetutela S.p.A., Poste Tributi S.c.p.A., Posteshop S.p.A., Poste Energia S.p.A., EGI S.p.A,, Bancoposta, Fondi S.p.A. SGR e SLC-CGIL, SLP-CISL, UILposte, FAILP-CISAL, CONFSAL Com.ni, UGL Com.ni, l’intesa relativa all’erogazione del Premio di risultato 2015 per i dipendenti delle Poste italiane.

I dipendenti di Poste Italiane con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, che risultino in forza alla data del 31/12/2015 e che siano in servizio ed abbiano superato il periodo di prova, riceveranno con la mensilità di settembre 2015 l’anticipo del 50% dell’importo economico complessivo del PDR e la liquidazione del conguaglio con la retribuzione di giugno 2016.
L’erogazione del premio avverrà esclusivamente in caso di raggiungimento della soglia di accesso (80%) dell’indicatore EBIT del Gruppo Poste Italiane.

Le giornate di assenza dal servizio, fatta eccezione di quelle per ferie, congedo matrimoniale, permessi ex festività soppresse, permessi retribuiti concessi a vario titolo, permessi sindacali, infortuni sul lavoro, malattie dovute a patologie di particolare gravità e ricoveri ospedalieri, ivi ricompresi i periodi di prognosi che vi si riconnettono, nonché congedo di maternità per un periodo di cinque mesi, ed eventuali periodi di interdizione anticipata - riducono il premio in ragione di 1/312 nei confronti del personale che effettua un orario distribuito su 6 giorni lavorativi settimanali, ovvero di 1/260 nei confronti di quello che effettua un orario distribuito su 5 giorni lavorativi settimanali.

Importi unitari premio 2015

Direzione staff

 

Livello

Premio 2015

Quota nazionale

Quota regionale

F 786,00 471,60 314,40
E 1.059,97 635,98 423,99
D 1.197,40 71844 478,96
C 1.197,40 718,44 478,96
B 1.226,82 736,09 490,73
A2 1.882,37 1.12,942 752,95
A1 2.476,82 1.487,29 991,53

Produzione sportelleria

Livello

Premio 2015

Quota nazionale

Quota regionale

E - Apprendisti D 1.880,67 1.128,40 752,27
D 2.115,96 1.269,58 846,39
C 2.212,55 1.327,53 885,02
B 2.266,97 1.360,18 906,79
A2 COLL - Venditori imprese/P.A.L 1.966,07 1.180,84 787,23
A2 DUP - Responsabili up imprese A2 - Referente coordinamento up 2.353,79 1.412,27 941,51
A1 Dup 2.264,55 1.358,73 905,82
A1 Dup centrali 2.607,38 1.564,43 1.042,95

Produzione recapito

Livello

Premio 2015

Quota nazionale

Quota regionale

E 1.733,97 1.040,38 693,59
Apprendisti 1.589,89 953,93 635,96
D 1.870,46 1.122,28 748,19
C 1.958,72 1.175,23 783,49

 

Produzione CRP

Livello

Premio 2015

Quota nazionale

Quota regionale

F 922,57 553,54 369,03
E 1.419,54 851,72 567,82
Apprendisti D 1.297,88 778,73 519,15
D 1.526,93 916,16 610,77
C 1.603,55 962,13 641,42
B 1.642,98 985,79 657,19
A2 1.966,07 1.180,84 787,23
A1 2.564,53 1.538,72 1.025,81

Il Fisco acquisisce i dati delle spese sanitarie per il 730 pre-compilato

3 ago 2015 Con il via libera del Garante delle Privacy, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le modalità di acquisizione delle informazioni relative alle spese sanitarie, da utilizzare ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi pre-compilata. A partire dal prossimo anno, con riferimento ai redditi del 2015, il Modello 730 pre-compilato conterrà anche i dati delle spese sanitarie che danno diritto alla detrazione d’imposta. (Provvedimento n. 130408 del 13 luglio 2015).

DALLA TESSERA SANITARIA AL 730 PRE-COMPILATO

I dati sono raccolti e messi a disposizione del Fisco attraverso il Sistema Tessera Sanitaria, nel quale confluiscono tutti i dati relativi a scontrini fiscali, ricevute di pagamento e fatture emessi per la vendita di farmaci e dispositivi medici e per le prestazioni sanitarie.
In altri termini, ogni volta che acquistiamo un farmaco o fruiamo di una prestazione sanitaria, a cui è associato il nostro codice fiscale o di un familiare a carico, la spesa viene automaticamente registrata e aggregata, per tipologia ed anno d’imposta, in un’apposita banca dati che costituisce il Sistema Tessera Sanitaria.
A partire dal 1° marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, il Sistema Tessera Sanitaria mette a disposizione dell’Agenzia delle Entrate i dati aggregati relativi alla spese sanitarie di ciascun contribuente, che li utilizza per predisporre la dichiarazione dei redditi precompilata.

DATI ACQUISITI E UTILIZZATI PER IL 730 PRE-COMPILATO

Nell’ambito del Sistema Tessera Sanitario vengono acquisiti ai fini della successiva trasmissione all’Agenzia delle Entrate, per la predisposizione del modello 730 pre-compilato, i dati delle spese sanitarie sostenute e dei rimborsi effettuati per prestazioni non erogate o parzialmente erogate.
Per ciascuna spesa o rimborso sono gestite le seguenti informazioni:
– codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso;
– codice fiscale o partita IVA e cognome e nome o denominazione della farmacia o del soggetto che ha fornito la prestazione sanitaria;
– data del documento fiscale che attesta la spesa;
– tipologia della spesa;
– importo della spesa o del rimborso;
– data del rimborso.
Sulla base delle informazioni acquisite l’Agenzia delle Entrate elabora con sistemi automatici i dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi, determinando l’importo complessivo delle spese agevolabili ai fini fiscali da utilizzare per la dichiarazione dei redditi pre-compilata, suddividendole in spese automaticamente agevolabili e spese agevolabili solo a particolari condizioni.

SPESE AUTOMATICAMENTE AGEVOLABILI – ticket per acquisto di farmaci e per prestazioni fruite nell’ambito del SSN;
– acquisto di farmaci (anche omeopatici);
– acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE;
– servizi sanitari erogati dalle farmacie (ecocardiogramma, spirometria, holter pressorio e cardiaco, test per glicemia, colesterolo e trigliceridi o misurazione della pressione sanguigna);
– acquisto di farmaci per uso veterinario;
– prestazioni sanitarie (assistenza specialistica ambulatoriale esclusi interventi di chirurgia estetica; visita medica generica e specialistica o prestazioni diagnostiche e strumentali; prestazione chirurgica ad esclusione della chirurgia estetica; certificazione medica; ricoveri ospedalieri ricollegabili ad interventi chirurgici o a degenza, ad esclusione della chirurgia estetica, al netto del comfort)
SPESE AGEVOLABILI SOLO A PARTICOLARI CONDIZIONI – acquisto o affitto di protesi che non rientrano tra i dispositivi medici con marcatura CE;
– assistenza integrativa;
– cure termali;
– prestazioni di chirurgia estetica ambulatoriale o ospedaliera.

CONSULTAZIONE DEI DATI E OPPOSIZIONE ALLA GESTIONE DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Dal prossimo anno, dunque, anche le spese sanitarie entrano nel Modello 730 precompilato, fermo restando la possibilità di verificarne l’entità e, conseguentemente, confermare / modificare / integrare i dati precompilati dal Fisco.
A tal fine il provvedimento specifica che, sia l’Agenzia delle Entrate, sia il soggetto delegato dal contribuente ad effettuare le attività di assistenza fiscale (sostituto d’imposta, CAF o professionista), possono consultare le informazioni riguardanti le spese sanitarie soltanto in forma aggregata, mentre al contribuente è consentita la possibilità di consultare le stesse in dettaglio, attraverso il servizio di interrogazione web del Sistema Tessera Sanitaria, accessibile con le credenziali fornite dall’Agenzia delle Entrate per Fisconline.

Al contribuente è riconosciuta, comunque, la possibilità di esercitare la propria opposizione a rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese sanitarie sostenute e ai rimborsi effettuati, per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi pre-compilata. Se l’assistito è un familiare a carico, l’opposizione determina che i relativi dati delle spese e dei rimborsi non saranno visualizzabili nella dichiarazione pre-compilata dei soggetti di cui risulta a carico. L’opposizione all’utilizzo dei dati relativi alla spesa sanitaria comporta la cancellazione degli stessi e l’automatica esclusione anche dei relativi rimborsi, ma non pregiudica la possibilità fruire della detrazione d’imposta qualora ricorrano le condizioni previste dalla normativa vigente.
L’opposizione può essere manifestata a decorrere dal 3 agosto 2015, per singola spesa o per tipologia o in modo assoluto, con le seguenti modalità:
– nel caso di scontrino parlante, non comunicando al soggetto che emette lo scontrino il codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria;
– negli altri casi chiedendo verbalmente al medico o alla struttura sanitaria l’annotazione dell’opposizione sul documento fiscale. L’informazione di tale opposizione deve essere conservata anche dal medico/struttura sanitaria. In sede di prima applicazione tale modalità non è applicabile alle spese sostenute nel corso del 2015;
– dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento, accedendo all’area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria tramite tessera sanitaria TS-CNS oppure tramite le credenziali Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate.
In alternativa, con riferimento alle sole spese sostenute nell’anno 2015, dal 1° ottobre 2015 al 31 gennaio 2016, è possibile esercitare l’opposizione relativamente ad una o più tipologie di spesa con apposta comunicazione all’Agenzia delle Entrate, in forma libera o utilizzando lo specifico modulo approvato con il Provvedimento n. 103408/2015. In entrambi i casi la comunicazione deve contenere le seguenti informazioni: tipologia di spesa da escludere, i propri dati anagrafici e codice fiscale, il numero di identificazione posto sul retro della tessera sanitaria con la relativa data di scadenza.
A tal fine è possibile:
– inviare una e-mail (all’indirizzo di posta elettronica che sarà pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle entrate), effettuando la comunicazione in forma libera o tramite l’apposito modulo;
– telefonare al Centro di assistenza multicanale dell’Agenzia delle Entrate ai numeri 848.800.444 – 0696668907 (da cellulare) – +39 0696668933 (da estero), effettuando la comunicazione in forma libera o tramite l’apposito modulo;
– recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate e consegnare l’apposito modulo.
In tutti i casi di utilizzo dell’apposito modulo, alla richiesta deve essere allegata copia del documento di identità, mentre nell’ipotesi di richiesta in forma libera è sufficiente indicare il tipo di documento di identità, il numero e la scadenza dello stesso.
L’opposizione all’utilizzo dei dati relativi alle spese sanitarie ed ei rimborsi può essere esercitata direttamente dall’assistito che abbia compiuto 16 anni d’età; in caso contrario o qualora sia incapace d’agire, l’opposizione deve essere effettuata per suo conto dal rappresentante o tutore.
Le spese sanitarie oggetto di opposizione possono, comunque, essere inserite nella successiva fase di modifica o integrazione della dichiarazione pre-compilata, purché sussistano i requisiti per la detraibilità.

3 ago 2015 Con il via libera del Garante delle Privacy, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le modalità di acquisizione delle informazioni relative alle spese sanitarie, da utilizzare ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi pre-compilata. A partire dal prossimo anno, con riferimento ai redditi del 2015, il Modello 730 pre-compilato conterrà anche i dati delle spese sanitarie che danno diritto alla detrazione d’imposta. (Provvedimento n. 130408 del 13 luglio 2015).

DALLA TESSERA SANITARIA AL 730 PRE-COMPILATO

I dati sono raccolti e messi a disposizione del Fisco attraverso il Sistema Tessera Sanitaria, nel quale confluiscono tutti i dati relativi a scontrini fiscali, ricevute di pagamento e fatture emessi per la vendita di farmaci e dispositivi medici e per le prestazioni sanitarie.
In altri termini, ogni volta che acquistiamo un farmaco o fruiamo di una prestazione sanitaria, a cui è associato il nostro codice fiscale o di un familiare a carico, la spesa viene automaticamente registrata e aggregata, per tipologia ed anno d’imposta, in un’apposita banca dati che costituisce il Sistema Tessera Sanitaria.
A partire dal 1° marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, il Sistema Tessera Sanitaria mette a disposizione dell’Agenzia delle Entrate i dati aggregati relativi alla spese sanitarie di ciascun contribuente, che li utilizza per predisporre la dichiarazione dei redditi precompilata.

DATI ACQUISITI E UTILIZZATI PER IL 730 PRE-COMPILATO

Nell’ambito del Sistema Tessera Sanitario vengono acquisiti ai fini della successiva trasmissione all’Agenzia delle Entrate, per la predisposizione del modello 730 pre-compilato, i dati delle spese sanitarie sostenute e dei rimborsi effettuati per prestazioni non erogate o parzialmente erogate.
Per ciascuna spesa o rimborso sono gestite le seguenti informazioni:
- codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso;
- codice fiscale o partita IVA e cognome e nome o denominazione della farmacia o del soggetto che ha fornito la prestazione sanitaria;
- data del documento fiscale che attesta la spesa;
- tipologia della spesa;
- importo della spesa o del rimborso;
- data del rimborso.
Sulla base delle informazioni acquisite l’Agenzia delle Entrate elabora con sistemi automatici i dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi, determinando l’importo complessivo delle spese agevolabili ai fini fiscali da utilizzare per la dichiarazione dei redditi pre-compilata, suddividendole in spese automaticamente agevolabili e spese agevolabili solo a particolari condizioni.

SPESE AUTOMATICAMENTE AGEVOLABILI - ticket per acquisto di farmaci e per prestazioni fruite nell’ambito del SSN;
- acquisto di farmaci (anche omeopatici);
- acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE;
- servizi sanitari erogati dalle farmacie (ecocardiogramma, spirometria, holter pressorio e cardiaco, test per glicemia, colesterolo e trigliceridi o misurazione della pressione sanguigna);
- acquisto di farmaci per uso veterinario;
- prestazioni sanitarie (assistenza specialistica ambulatoriale esclusi interventi di chirurgia estetica; visita medica generica e specialistica o prestazioni diagnostiche e strumentali; prestazione chirurgica ad esclusione della chirurgia estetica; certificazione medica; ricoveri ospedalieri ricollegabili ad interventi chirurgici o a degenza, ad esclusione della chirurgia estetica, al netto del comfort)
SPESE AGEVOLABILI SOLO A PARTICOLARI CONDIZIONI - acquisto o affitto di protesi che non rientrano tra i dispositivi medici con marcatura CE;
- assistenza integrativa;
- cure termali;
- prestazioni di chirurgia estetica ambulatoriale o ospedaliera.

CONSULTAZIONE DEI DATI E OPPOSIZIONE ALLA GESTIONE DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Dal prossimo anno, dunque, anche le spese sanitarie entrano nel Modello 730 precompilato, fermo restando la possibilità di verificarne l’entità e, conseguentemente, confermare / modificare / integrare i dati precompilati dal Fisco.
A tal fine il provvedimento specifica che, sia l’Agenzia delle Entrate, sia il soggetto delegato dal contribuente ad effettuare le attività di assistenza fiscale (sostituto d’imposta, CAF o professionista), possono consultare le informazioni riguardanti le spese sanitarie soltanto in forma aggregata, mentre al contribuente è consentita la possibilità di consultare le stesse in dettaglio, attraverso il servizio di interrogazione web del Sistema Tessera Sanitaria, accessibile con le credenziali fornite dall’Agenzia delle Entrate per Fisconline.

Al contribuente è riconosciuta, comunque, la possibilità di esercitare la propria opposizione a rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese sanitarie sostenute e ai rimborsi effettuati, per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi pre-compilata. Se l’assistito è un familiare a carico, l’opposizione determina che i relativi dati delle spese e dei rimborsi non saranno visualizzabili nella dichiarazione pre-compilata dei soggetti di cui risulta a carico. L’opposizione all’utilizzo dei dati relativi alla spesa sanitaria comporta la cancellazione degli stessi e l’automatica esclusione anche dei relativi rimborsi, ma non pregiudica la possibilità fruire della detrazione d’imposta qualora ricorrano le condizioni previste dalla normativa vigente.
L’opposizione può essere manifestata a decorrere dal 3 agosto 2015, per singola spesa o per tipologia o in modo assoluto, con le seguenti modalità:
- nel caso di scontrino parlante, non comunicando al soggetto che emette lo scontrino il codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria;
- negli altri casi chiedendo verbalmente al medico o alla struttura sanitaria l’annotazione dell’opposizione sul documento fiscale. L’informazione di tale opposizione deve essere conservata anche dal medico/struttura sanitaria. In sede di prima applicazione tale modalità non è applicabile alle spese sostenute nel corso del 2015;
- dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento, accedendo all’area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria tramite tessera sanitaria TS-CNS oppure tramite le credenziali Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate.
In alternativa, con riferimento alle sole spese sostenute nell’anno 2015, dal 1° ottobre 2015 al 31 gennaio 2016, è possibile esercitare l’opposizione relativamente ad una o più tipologie di spesa con apposta comunicazione all’Agenzia delle Entrate, in forma libera o utilizzando lo specifico modulo approvato con il Provvedimento n. 103408/2015. In entrambi i casi la comunicazione deve contenere le seguenti informazioni: tipologia di spesa da escludere, i propri dati anagrafici e codice fiscale, il numero di identificazione posto sul retro della tessera sanitaria con la relativa data di scadenza.
A tal fine è possibile:
- inviare una e-mail (all’indirizzo di posta elettronica che sarà pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle entrate), effettuando la comunicazione in forma libera o tramite l’apposito modulo;
- telefonare al Centro di assistenza multicanale dell’Agenzia delle Entrate ai numeri 848.800.444 - 0696668907 (da cellulare) - +39 0696668933 (da estero), effettuando la comunicazione in forma libera o tramite l’apposito modulo;
- recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate e consegnare l’apposito modulo.
In tutti i casi di utilizzo dell’apposito modulo, alla richiesta deve essere allegata copia del documento di identità, mentre nell’ipotesi di richiesta in forma libera è sufficiente indicare il tipo di documento di identità, il numero e la scadenza dello stesso.
L’opposizione all’utilizzo dei dati relativi alle spese sanitarie ed ei rimborsi può essere esercitata direttamente dall’assistito che abbia compiuto 16 anni d’età; in caso contrario o qualora sia incapace d’agire, l’opposizione deve essere effettuata per suo conto dal rappresentante o tutore.
Le spese sanitarie oggetto di opposizione possono, comunque, essere inserite nella successiva fase di modifica o integrazione della dichiarazione pre-compilata, purché sussistano i requisiti per la detraibilità.