Detassazione 2014, i primi chiarimenti

I primi chiarimenti in relazione al beneficio della detassazione della “retribuzione di produttività” per l’anno 2014.

Anche per l’anno 2014, trovano applicazione le misure, ancora sperimentali, finalizzate all’incremento della produttività del lavoro e consistenti nell’applicazione di un imposta sostitutiva del 10% alle “retribuzioni di produttività” erogate nel corso dell’anno, per un importo non superiore a 3.000 euro lordi. Esclusivamente per il settore privato ed i soli titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2013, ad euro 40.000, l’erogazione di tali somme deve avvenire in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda, intendendo per tali sia le RSA che le RSU.
La cd. “retribuzione di produttività” ricomprende le voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione. Tali voci, separatamente valorizzate all’interno della contrattazione collettiva e suscettibili di variazione in relazione all’andamento dell’impresa, possono far riferimento alternativamente ai suddetti indicatori ed essere anche incerti nella loro corresponsione o nel loro ammontare.
Peraltro, gli accordi collettivi territoriali o aziendali possono anche prevedere, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di miglioramento della produttività, modifiche alla distribuzione degli orari di lavoro esistenti in azienda ovvero alla gestione delle modalità attuative dei regimi di flessibilità previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria, o comunque analoghi interventi tesi al miglioramento dell’utilizzo degli impianti e dell’organizzazione del lavoro. Anche tali modifiche possono comportare l’applicazione della agevolazione sulle corrispondenti quote orarie ed eventuali maggiorazioni, pienamente cumulabile con quella riconosciuta sui premi di produttività.
I datori di lavoro sono tenuti a depositare i contratti presso la DTL territorialmente competente entro 30 giorni dalla loro sottoscrizioni con allegata autodichiarazione di conformità dell’accordo depositato alle disposizioni normative del provvedimento istitutivo della detassazione 2014. Tuttavia, le aziende che per l’anno 2013 abbiano adempiuto al deposito del contratto presso la DTL, unitamente all’autodichiarazione di conformità, non debbono effettuare alcuna formalità per il 2014 laddove si limitino ad applicare, senza modifica alcuna, l’accordo già depositato.

I primi chiarimenti in relazione al beneficio della detassazione della "retribuzione di produttività" per l’anno 2014.

Anche per l’anno 2014, trovano applicazione le misure, ancora sperimentali, finalizzate all'incremento della produttività del lavoro e consistenti nell’applicazione di un imposta sostitutiva del 10% alle "retribuzioni di produttività" erogate nel corso dell’anno, per un importo non superiore a 3.000 euro lordi. Esclusivamente per il settore privato ed i soli titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2013, ad euro 40.000, l’erogazione di tali somme deve avvenire in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda, intendendo per tali sia le RSA che le RSU.
La cd. "retribuzione di produttività" ricomprende le voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione. Tali voci, separatamente valorizzate all'interno della contrattazione collettiva e suscettibili di variazione in relazione all’andamento dell’impresa, possono far riferimento alternativamente ai suddetti indicatori ed essere anche incerti nella loro corresponsione o nel loro ammontare.
Peraltro, gli accordi collettivi territoriali o aziendali possono anche prevedere, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di miglioramento della produttività, modifiche alla distribuzione degli orari di lavoro esistenti in azienda ovvero alla gestione delle modalità attuative dei regimi di flessibilità previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria, o comunque analoghi interventi tesi al miglioramento dell’utilizzo degli impianti e dell’organizzazione del lavoro. Anche tali modifiche possono comportare l’applicazione della agevolazione sulle corrispondenti quote orarie ed eventuali maggiorazioni, pienamente cumulabile con quella riconosciuta sui premi di produttività.
I datori di lavoro sono tenuti a depositare i contratti presso la DTL territorialmente competente entro 30 giorni dalla loro sottoscrizioni con allegata autodichiarazione di conformità dell'accordo depositato alle disposizioni normative del provvedimento istitutivo della detassazione 2014. Tuttavia, le aziende che per l’anno 2013 abbiano adempiuto al deposito del contratto presso la DTL, unitamente all’autodichiarazione di conformità, non debbono effettuare alcuna formalità per il 2014 laddove si limitino ad applicare, senza modifica alcuna, l'accordo già depositato.

L’INPS FORNISCE INFORMAZIONI SULL’UNA TANTUM PREVISTA DAL CCNL TESSILI INDUSTRIA

Gli arretrati retributivi previsti dall’Accordo 4/2/2014 per il rinnovo del CCNL per l’industria Tessile/Abbigliamento/Moda (euro 250,00 lordi per il periodo 1/4/2013 – 31/12/2013) sono valutati pure ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale. (Inps, circ. n. 29 del 29/5/2014)

L’accordo del 4/2/2014 per il rinnovo del CCNL per i lavoratori dell’industria Tessile Abbigliamento Moda, siglato da Federazione Tessile e Moda SMI e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL e UILTEC-UIL, ha previsto per i lavoratori in forza alla data del 5/12/2013, l’erogazione a titolo di arretrati retributivi della somma di Euro 250,00 lordi da erogare in due tranches di pari importo: la prima con la retribuzione del mese di febbraio 2014 e la seconda con la retribuzione del mese di giugno 2014.
L’accordo ha precisato che il suddetto importo una tantum deve essere riproporzionato per i lavoratori part-time e commisurato all’anzianità di servizio maturata nel periodo 1° aprile 2013 – 31 dicembre 2013 con riduzione proporzionale per i casi di:
– servizio militare
– aspettativa
– congedo parentale
– cassa integrazione guadagni a zero ore
e che esso, infine, non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale né del trattamento di fine rapporto.
L’inps con la circolare n. 29 del 29/5/2014, ha informato che i suddetti arretrati contrattuali sono valutati pure ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale.
Pertanto, riepilogando:
– l’una tantum è dovuta ai lavoratori in forza il 5/12/2013 e a copertura del periodo compreso tra il 1° aprile 2013 (primo giorno successivo alla scadenza del precedente CCNL) e il 31 dicembre 2013 (ultimo giorno del mese non coperto dagli aumenti retributivi convenuti);
– l’una tantum è ridotta proporzionalmente, per i contratti di lavoro part-time, in ragione del minore orario di lavoro convenuto;
– l’importo dell’una tantum non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale ed è esclusa, altresì, dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto;
– l’una tantum non compete per i periodi mensili nei quali si è verificata una sospensione della prestazione lavorativa senza diritto alla retribuzione (ad. es., a causa di servizio militare, aspettativa, congedo parentale, cassa integrazione guadagni a zero ore settimanali);
– sono, invece, considerate utili ai fini della maturazione dell’una tantum le assenze dal lavoro per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, congedo matrimoniale, donazione di sangue intervenute nel periodo 1 aprile 2013 – 31 dicembre 2013, che abbiano dato luogo al pagamento di trattamenti economici previdenziali a carico dell’Istituto competente e, ove dovuto, all’integrazione a carico delle aziende.
Ai lavoratori che nel periodo considerato abbiano fruito di trattamenti di Cassa integrazione guadagni, di riduzione dell’orario di lavoro per contratti di solidarietà e/o di altre prestazioni economiche previdenziali, l’importo dell’una tantum sarà corrisposto secondo le disposizioni vigenti in materia.

Gli arretrati retributivi previsti dall’Accordo 4/2/2014 per il rinnovo del CCNL per l’industria Tessile/Abbigliamento/Moda (euro 250,00 lordi per il periodo 1/4/2013 - 31/12/2013) sono valutati pure ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale. (Inps, circ. n. 29 del 29/5/2014)

L’accordo del 4/2/2014 per il rinnovo del CCNL per i lavoratori dell’industria Tessile Abbigliamento Moda, siglato da Federazione Tessile e Moda SMI e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL e UILTEC-UIL, ha previsto per i lavoratori in forza alla data del 5/12/2013, l’erogazione a titolo di arretrati retributivi della somma di Euro 250,00 lordi da erogare in due tranches di pari importo: la prima con la retribuzione del mese di febbraio 2014 e la seconda con la retribuzione del mese di giugno 2014.
L’accordo ha precisato che il suddetto importo una tantum deve essere riproporzionato per i lavoratori part-time e commisurato all'anzianità di servizio maturata nel periodo 1° aprile 2013 - 31 dicembre 2013 con riduzione proporzionale per i casi di:
- servizio militare
- aspettativa
- congedo parentale
- cassa integrazione guadagni a zero ore
e che esso, infine, non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale né del trattamento di fine rapporto.
L’inps con la circolare n. 29 del 29/5/2014, ha informato che i suddetti arretrati contrattuali sono valutati pure ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale.
Pertanto, riepilogando:
- l'una tantum è dovuta ai lavoratori in forza il 5/12/2013 e a copertura del periodo compreso tra il 1° aprile 2013 (primo giorno successivo alla scadenza del precedente CCNL) e il 31 dicembre 2013 (ultimo giorno del mese non coperto dagli aumenti retributivi convenuti);
- l’una tantum è ridotta proporzionalmente, per i contratti di lavoro part-time, in ragione del minore orario di lavoro convenuto;
- l’importo dell’una tantum non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale ed è esclusa, altresì, dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto;
- l’una tantum non compete per i periodi mensili nei quali si è verificata una sospensione della prestazione lavorativa senza diritto alla retribuzione (ad. es., a causa di servizio militare, aspettativa, congedo parentale, cassa integrazione guadagni a zero ore settimanali);
- sono, invece, considerate utili ai fini della maturazione dell’una tantum le assenze dal lavoro per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, congedo matrimoniale, donazione di sangue intervenute nel periodo 1 aprile 2013 - 31 dicembre 2013, che abbiano dato luogo al pagamento di trattamenti economici previdenziali a carico dell’Istituto competente e, ove dovuto, all’integrazione a carico delle aziende.
Ai lavoratori che nel periodo considerato abbiano fruito di trattamenti di Cassa integrazione guadagni, di riduzione dell’orario di lavoro per contratti di solidarietà e/o di altre prestazioni economiche previdenziali, l’importo dell’una tantum sarà corrisposto secondo le disposizioni vigenti in materia.

La misura della retribuzione di II° livello oggetto dello sgravio contributivo 2014

 

 

 

lL Ministero del lavoro determina, per l’anno 2014, la misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dall’art. 1, co. 67 e 68, della L. n. 247/2007. Ai fini dell’ammissione allo sgravio, i datori di lavoro inoltrano in via telematica, a decorrere dalla data di pubblicazione del citato decreto, apposita domanda all’Inps, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali.

 

Le risorse per il finanziamento degli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello, di cui all’art. 1, co. 68, L. n. 247/2007, come rideterminate dall’art. 10, co. 2, D.L. n. 102/2013 conv. con mod. dalla L. n. 124/2013, sono ripartite nella misura del 62,5% per la contrattazione aziendale e del 37,5% per la contrattazione territoriale.

Con riferimento alle somme corrisposte nell’anno 2013, sulla retribuzione imponibile è concesso, con effetto dal 1° gennaio 2014, ai datori di lavoro, uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, nella misura del 2,25% della retribuzione contrattuale percepita e conformemente a quanto previsto dalla ripartizione di cui all’art. 1, comma 67, lettere b) e c), della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
Ai fini della fruizione dello sgravio contributivo, i contratti collettivi aziendali o territoriali, ovvero di secondo livello, devono (D.M. 14 febbraio 2014):
– essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, qualora il deposito non sia già avvenuto, a cura dei medesimi datori di lavoro o dalle associazioni a cui aderiscono, presso la DPL entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in oggetto;
– prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
Nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, sono ammessi i criteri di erogazione legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.
Per le imprese di somministrazione lavoro si fa riferimento, ai fini del beneficio dello sgravio, alla contrattazione di secondo livello sottoscritta dall’impresa utilizzatrice o dalle organizzazioni cui essa aderisce.

La concessione dello sgravio contributivo è subordinata al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti.
I datori di lavoro che beneficiano indebitamente dello sgravio contributivo sono tenuti al versamento dei contributi dovuti nonché al pagamento delle sanzioni civili previste. Resta salva l’eventuale responsabilità penale ove il fatto costituisca reato.
Sono escluse dall’applicazione dello sgravio di le pubbliche amministrazioni rappresentate negozialmente dall’ARAN in sede di contrattazione collettiva relativa ai comparti del pubblico impiego.

Per quanto concerne l’ammissione allo sgravio, i datori di lavoro, anche per il tramite dei soggetti autorizzati, inoltrano, a decorrere dal 29 maggio 2014 (data di pubblicazione del decreto), esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’INPS, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali.
La domanda deve contenere:
– i dati identificativi dell’azienda;
– la data di sottoscrizione del contratto aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello;
– la data di avvenuto deposito del contratto presso la competente Direzione territoriale del lavoro;
– l’indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
– ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto di Previdenza.

L’ammissione allo sgravio avviene a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello fissato dall’INPS quale termine unico per la trasmissione delle istanze. A ciascuna domanda l’Inps attribuisce un numero di protocollo informatico e provvede all’eventuale riduzione delle somme richieste da ciascuna azienda e lavoratore, in misura percentuale pari al rapporto tra la quota complessiva eccedente il predetto limite di spesa e il limite di spesa medesimo, dandone tempestiva comunicazione ai richiedenti.

 

 

 

lL Ministero del lavoro determina, per l'anno 2014, la misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dall'art. 1, co. 67 e 68, della L. n. 247/2007. Ai fini dell'ammissione allo sgravio, i datori di lavoro inoltrano in via telematica, a decorrere dalla data di pubblicazione del citato decreto, apposita domanda all'Inps, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali.

 

Le risorse per il finanziamento degli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello, di cui all'art. 1, co. 68, L. n. 247/2007, come rideterminate dall'art. 10, co. 2, D.L. n. 102/2013 conv. con mod. dalla L. n. 124/2013, sono ripartite nella misura del 62,5% per la contrattazione aziendale e del 37,5% per la contrattazione territoriale.

Con riferimento alle somme corrisposte nell'anno 2013, sulla retribuzione imponibile è concesso, con effetto dal 1° gennaio 2014, ai datori di lavoro, uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, nella misura del 2,25% della retribuzione contrattuale percepita e conformemente a quanto previsto dalla ripartizione di cui all'art. 1, comma 67, lettere b) e c), della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
Ai fini della fruizione dello sgravio contributivo, i contratti collettivi aziendali o territoriali, ovvero di secondo livello, devono (D.M. 14 febbraio 2014):
- essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, qualora il deposito non sia già avvenuto, a cura dei medesimi datori di lavoro o dalle associazioni a cui aderiscono, presso la DPL entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in oggetto;
- prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all'andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
Nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, sono ammessi i criteri di erogazione legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.
Per le imprese di somministrazione lavoro si fa riferimento, ai fini del beneficio dello sgravio, alla contrattazione di secondo livello sottoscritta dall'impresa utilizzatrice o dalle organizzazioni cui essa aderisce.

La concessione dello sgravio contributivo è subordinata al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti.
I datori di lavoro che beneficiano indebitamente dello sgravio contributivo sono tenuti al versamento dei contributi dovuti nonché al pagamento delle sanzioni civili previste. Resta salva l'eventuale responsabilità penale ove il fatto costituisca reato.
Sono escluse dall'applicazione dello sgravio di le pubbliche amministrazioni rappresentate negozialmente dall'ARAN in sede di contrattazione collettiva relativa ai comparti del pubblico impiego.

Per quanto concerne l'ammissione allo sgravio, i datori di lavoro, anche per il tramite dei soggetti autorizzati, inoltrano, a decorrere dal 29 maggio 2014 (data di pubblicazione del decreto), esclusivamente in via telematica, apposita domanda all'INPS, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali.
La domanda deve contenere:
- i dati identificativi dell'azienda;
- la data di sottoscrizione del contratto aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello;
- la data di avvenuto deposito del contratto presso la competente Direzione territoriale del lavoro;
- l'indicazione dell'Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
- ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall'Istituto di Previdenza.

L'ammissione allo sgravio avviene a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello fissato dall'INPS quale termine unico per la trasmissione delle istanze. A ciascuna domanda l’Inps attribuisce un numero di protocollo informatico e provvede all'eventuale riduzione delle somme richieste da ciascuna azienda e lavoratore, in misura percentuale pari al rapporto tra la quota complessiva eccedente il predetto limite di spesa e il limite di spesa medesimo, dandone tempestiva comunicazione ai richiedenti.

CCNL TRASPORTO AEREO: FIRMATA LA PARTE SPECIFICA “ASSOCONTROL”

Firmata, il 27/5/2014, tra l’Assocontrol, con la partecipazione del Gruppo Enav S.p.A., e la Filt-Cgil, la Fit-Cisl, la Uiltrasporti e l’Ugl Trasporti, la Sezione Specifica del CCNL del Trasporto Aereo 2/8/2013, relativa ai Servizi ATM (Air Traffic Management) diretti e complementari. L’intesa ha una durata triennale, con decorrenza dall’1/1/2014 e scadenza al 31/12/2016.

Nei mesi scorsi, il giorno 2/8/2013, tra l’Assaereo, l’Assaeroporti, l’Assohandlers,l’Assocontrol, l’Assocatering e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UIL TRASPORTI, l’UGL Trasporti, si è stipulata la Parte Generale comune del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Industria del Trasporto Aereo, in cui le Parti hanno subordinato l’efficacia della pattuizione alla definizione, delle relative Parti Specifiche e delle Disposizioni Finali.
Nella premessa del recente testo contrattuale si legge che la Parte Generale del contratto, comune a tutte le Parti Specifiche, è sottoscritta dalla totalità delle Associazioni Datoriali e dalle Segreterie Nazionali di Categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Trasporti. Ogni Parte Specifica ha una propria autonomia negoziale ed è sottoscritta dall’Associazione Datoriale interessata e dalle Segreterie Nazionali di Categoria firmatarie della parte generale. Le parti specifiche indicate nel CCNL 2/8/2013, sono le seguenti:

Parte specifica gestori aeroportuali:
– Assaeroporti;

Parte specifica vettori:
– Assaereo;
– F.A.I.R.O.

Parte specifica servizi aeroportuali di assistenza a terra:
– Assohandlers;

Parte specifica catering aereo:
– Assocatering;

Parte specifica ATM (Air Traffic Management):
– Assocontrol.

Quindi, nel rispetto degli impegni assunti, con l’intesa del 27/5/2014 si è concluso il lavoro negoziale della sezione ASSOCONTROL, che raccoglie le aziende associate che si occupano delle attività relative alla assistenza al volo, (ENAV, Techno Sky e SICTA).

La Parte Sezione Specifica Servizi ATM, riguarda il personale che effettua: Servizi presso “Impianti strategici”; Servizi presso “Impianti a basso traffico” e “Servizi complementari”.

1) Servizi presso “Impianti strategici”
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi diretti ed indiretti di assistenza al volo (ATM) presso “Impianti strategici” intendendosi per tali gli uffici di direzione societaria, Academy, Radiomisure, i centri di controllo d’area (ACC di Milano, Padova, Roma e Brindisi) e gli aeroporti di Malpensa, Linate, Fiumicino, Torino Caselle, Orio al Serio, Venezia Tessera, Verona Villafranca, Bologna, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Genova, Ronchi dei Legionari, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Alghero, Cagliari.
Le classi stipendiali sono articolate su una scala unica per tutte le categorie ordinata dalla classe 1.a alla classe 13.a.
Le classi stipendiali, da quella d’ingresso a quella di attestazione, sono differenziate per ciascuna delle categorie professionali come di seguito indicate:

– Controllore del traffico aereo (classe 4.a – 13.a)
– Esperto di assistenza al volo (classe 2.a – 11.a)
– Meteorologo (classe 3.a – 11.a)
– Operatore radiomisure (classe 3.a – 11.a)
– Tecnico (classe 3.a – 11.a)
– Informatico (classe 3.a – 11.a)
– Amministrativo (classe 2.a – 11.a)
– Operaio (classe 1.a – 7.a)
I tempi di permanenza previsti per ciascuna classe stipendiale – relativi alle singole categorie professionali – sono indicati nella tabella, di seguito riportata:

Anni di permanenza all’interno delle classi stipendiali

Classi CTA EAV MET OR TEC INF AMM OP
1.a               2
2.a   2         2 4
3.a   2 2 2 2 2 4 5
4.a 2 5 5 5 5 5 4 5
5.a 4 5 5 5 5 5 4 5
6.a 4 5 5 5 5 5 5 5
7.a 4 5 5 5 5 5 5  
8.a 4 4 4 5 5 5 5  
9.a 4 4 4 5 5 5 5  
10.a 4 2 2 3 3 3 3  
11.a 4              
12.a 2              
13.a                

Nuove Retribuzioni

Classi stipendiali Minimi dal 1/7/2013 Minimi dal 1/10/2014 Indennità di contingenza
1.a 664,00 680,00 515,23
2.a 830,00 850,00 520,78
3.a 996,00 1.020,00 526,33
4.a 1.195,00 1.224,00 533,32
5.a 1.394,00 1.428,00 539,75
6.a 1.593,00 1.632,00 546,75
7.a 1.793,00 1.837,00 553,74
8.a 1.992,00 2.041,00 560,74
9.a 2.124,00 2.176,00 560,74
10.a 2.258,00 2.314,00 560,74
11.a 2.389,00 2.448,00 560,74
12.a 2.522,00 2.584,00 560,74
13.a 2.655,00 2.720,00 560,74
Quadro 3.314,00 3.396,00 560,74

Scatto anomalo

A tutto il personale dipendente, al compimento del primo biennio di anzianità, compete, a titolo di scatto anomalo, un importo pari a 103,29 euro lordi mensili.

2) Servizi presso “Impianti a basso traffico”
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi diretti ed indiretti di assistenza al volo (ATM) presso “Impianti a basso traffico” intendendosi per tali gli aeroporti di Albenga, Torino Aeritalia, Cuneo, Brescia Montichiari, Bolzano, Venezia Lido, Padova, Parma, Forlì, Ancona Falconara, Pescara, Perugia, Rieti, Roma Urbe, Salerno Pontecagnano, Foggia, Grottaglie, Crotone, Reggio Calabria, Lampedusa, Pantelleria.

Le classi stipendiali sono articolate su una scala unica per tutte le categorie ordinata dalla classe 1.a alla classe 8.a.
Le classi stipendiali, da quella d’ingresso a quella di attestazione, sono differenziate per ciascuna delle categorie professionali come di seguito indicate:

– Controllore del traffico aereo (classe 4.a – 8.a)
– Esperto di assistenza al volo (classe 3.a – 8.a)
– Amministrativo (classe 3.a – 8.a).

I tempi di permanenza previsti per ciascuna classe stipendiale – relativi alle singole categorie professionali – sono indicati nella tabella di seguito riportata.

Anni di permanenza all’interno delle classi stipendiali

Classi CTA EAV AMM
1.a      
2.a      
3.a   2 4
4.a 2 5 4
5.a 4 5 4
6.a 4 5 5
7.a 4 5 5
8.a      

La progressione di classe per ogni categoria professionale avviene in via automatica, all’interno dello stesso profilo professionale a partire, di norma, dalla classe stipendiale d’ingresso sino alla classe stipendiale di attestazione, in relazione al compimento degli anni di effettivo servizio previsti di volta in volta per accedere, senza demerito, da una classe stipendiale all’altra.

Nuove Retribuzioni

Classi stipendiali Minimi dal 1/7/2013 Minimi dal 1/10/2014 Indennità di contingenza
1.a 664,00 680,00 515,23
2.a 830,00 850,00 520,78
3.a 996,00 1.020,00 526,33
4.a 1.195,00 1.224,00 533,32
5.a 1.394,00 1.428,00 539,75
6.a 1.593,00 1.632,00 546,75
7.a 1.793,00 1.837,00 553,74
8.a 1.992,00 2.041,00 560,74
Quadro 3.314,00 3.396,00 560,74

Scatto anomalo

A tutto il personale dipendente, al compimento del primo biennio di anzianità, compete, a titolo di scatto anomalo, un importo pari a 103,29 euro lordi mensili.

3) “Servizi complementari”
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi complementari (progettazione, sviluppo, installazione, conduzione e manutenzione impianti) all’assistenza al volo.
Il nuovo modello di classificazione del personale dipendente, ad eccezione della figura del personale Quadro, è articolato in diverse Aree Professionali, comprendenti ciascuna uno o più profili. Le aree professionali sono: area staff e servizi centrali; area progettazione e sviluppo ed area tecnico operativa.
Tutti i dipendenti sono inquadrati in una classificazione unica articolata su 10 categorie professionali, alle quali corrisponde il seguente trattamento economico

A decorrere dall’1/7/1999 nei minimi tabellari sono conglobati gli importi dell’ex indennità di contingenza secondo i valori riportati nella seguente tabella:

Categorie Ex contingenza
1.a 511,26
2.a 514,03
3.a 516,07
4.a 517,83
5.a 521,08
5.a Superiore 523,45
6.a 526,99
7.a 530,91

A decorrere dall’1/1/2013 nei minimi tabellari è conglobato l’importo dell’elemento distinto della retribuzione di cui all’Accordo Interconfederale del 31/7/1992. La retribuzione oraria viene determinata sulla base del divisore 173.

Tabelle dei Minimi contrattuali

Categorie Dal 1/1/ al 31/12/2014 Dal 1/1/2015
1.a 1.266,57 1.297,81
2.a 1.396,02 1.432,58
3.a 1.545,50 1.588,63
3.a Super 1.578,14 1.622,96
4.a 1.611,65 1.657,28
5.a 1.724,89 1.774,89
5.a Super 1.847,11 1.902,42
6.a 1.981,60 2.040,98
7.a 2.212,93 2.278,56
8.a Quadri 2.267,54 2.333,17

Aumenti periodici di anzianità
Il lavoratore per ogni biennio di anzianità di servizio (fino ad un massimo di 5 bienni) maturato presso la stessa azienda o gruppo aziendale avrà diritto, ad una maggiorazione della retribuzione mensile in cifra fissa, pari agli importi di cui alla seguente tabella:

Categorie Importi in vigore dal 1/1/2001
1.a 18,49
2.a 21,59
3.a e 3.a Super 25,05
4.a 26,75
5.a 29,64
5.a Super 32,43
6.a 36,41
7.a e 8.a Quadri 40,96

Le categorie 3.a Super e 8.a Quadri decorrono dall’1/1/2014.

Firmata, il 27/5/2014, tra l’Assocontrol, con la partecipazione del Gruppo Enav S.p.A., e la Filt-Cgil, la Fit-Cisl, la Uiltrasporti e l’Ugl Trasporti, la Sezione Specifica del CCNL del Trasporto Aereo 2/8/2013, relativa ai Servizi ATM (Air Traffic Management) diretti e complementari. L’intesa ha una durata triennale, con decorrenza dall’1/1/2014 e scadenza al 31/12/2016.

Nei mesi scorsi, il giorno 2/8/2013, tra l’Assaereo, l’Assaeroporti, l’Assohandlers,l’Assocontrol, l’Assocatering e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UIL TRASPORTI, l’UGL Trasporti, si è stipulata la Parte Generale comune del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell'Industria del Trasporto Aereo, in cui le Parti hanno subordinato l’efficacia della pattuizione alla definizione, delle relative Parti Specifiche e delle Disposizioni Finali.
Nella premessa del recente testo contrattuale si legge che la Parte Generale del contratto, comune a tutte le Parti Specifiche, è sottoscritta dalla totalità delle Associazioni Datoriali e dalle Segreterie Nazionali di Categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Trasporti. Ogni Parte Specifica ha una propria autonomia negoziale ed è sottoscritta dall'Associazione Datoriale interessata e dalle Segreterie Nazionali di Categoria firmatarie della parte generale. Le parti specifiche indicate nel CCNL 2/8/2013, sono le seguenti:

Parte specifica gestori aeroportuali:
- Assaeroporti;

Parte specifica vettori:
- Assaereo;
- F.A.I.R.O.

Parte specifica servizi aeroportuali di assistenza a terra:
- Assohandlers;

Parte specifica catering aereo:
- Assocatering;

Parte specifica ATM (Air Traffic Management):
- Assocontrol.

Quindi, nel rispetto degli impegni assunti, con l’intesa del 27/5/2014 si è concluso il lavoro negoziale della sezione ASSOCONTROL, che raccoglie le aziende associate che si occupano delle attività relative alla assistenza al volo, (ENAV, Techno Sky e SICTA).

La Parte Sezione Specifica Servizi ATM, riguarda il personale che effettua: Servizi presso "Impianti strategici"; Servizi presso "Impianti a basso traffico" e "Servizi complementari".

1) Servizi presso "Impianti strategici"
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi diretti ed indiretti di assistenza al volo (ATM) presso "Impianti strategici" intendendosi per tali gli uffici di direzione societaria, Academy, Radiomisure, i centri di controllo d’area (ACC di Milano, Padova, Roma e Brindisi) e gli aeroporti di Malpensa, Linate, Fiumicino, Torino Caselle, Orio al Serio, Venezia Tessera, Verona Villafranca, Bologna, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Genova, Ronchi dei Legionari, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Alghero, Cagliari.
Le classi stipendiali sono articolate su una scala unica per tutte le categorie ordinata dalla classe 1.a alla classe 13.a.
Le classi stipendiali, da quella d’ingresso a quella di attestazione, sono differenziate per ciascuna delle categorie professionali come di seguito indicate:

- Controllore del traffico aereo (classe 4.a - 13.a)
- Esperto di assistenza al volo (classe 2.a - 11.a)
- Meteorologo (classe 3.a - 11.a)
- Operatore radiomisure (classe 3.a - 11.a)
- Tecnico (classe 3.a - 11.a)
- Informatico (classe 3.a - 11.a)
- Amministrativo (classe 2.a - 11.a)
- Operaio (classe 1.a - 7.a)
I tempi di permanenza previsti per ciascuna classe stipendiale - relativi alle singole categorie professionali - sono indicati nella tabella, di seguito riportata:

Anni di permanenza all’interno delle classi stipendiali

ClassiCTAEAVMETORTECINFAMMOP
1.a       2
2.a 2    24
3.a 2222245
4.a25555545
5.a45555545
6.a45555555
7.a4555555 
8.a4445555 
9.a4445555 
10.a4223333 
11.a4       
12.a2       
13.a        

Nuove Retribuzioni

Classi stipendialiMinimi dal 1/7/2013Minimi dal 1/10/2014Indennità di contingenza
1.a664,00680,00515,23
2.a830,00850,00520,78
3.a996,001.020,00526,33
4.a1.195,001.224,00533,32
5.a1.394,001.428,00539,75
6.a1.593,001.632,00546,75
7.a1.793,001.837,00553,74
8.a1.992,002.041,00560,74
9.a2.124,002.176,00560,74
10.a2.258,002.314,00560,74
11.a2.389,002.448,00560,74
12.a2.522,002.584,00560,74
13.a2.655,002.720,00560,74
Quadro 3.314,003.396,00560,74

Scatto anomalo

A tutto il personale dipendente, al compimento del primo biennio di anzianità, compete, a titolo di scatto anomalo, un importo pari a 103,29 euro lordi mensili.

2) Servizi presso "Impianti a basso traffico"
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi diretti ed indiretti di assistenza al volo (ATM) presso "Impianti a basso traffico" intendendosi per tali gli aeroporti di Albenga, Torino Aeritalia, Cuneo, Brescia Montichiari, Bolzano, Venezia Lido, Padova, Parma, Forlì, Ancona Falconara, Pescara, Perugia, Rieti, Roma Urbe, Salerno Pontecagnano, Foggia, Grottaglie, Crotone, Reggio Calabria, Lampedusa, Pantelleria.

Le classi stipendiali sono articolate su una scala unica per tutte le categorie ordinata dalla classe 1.a alla classe 8.a.
Le classi stipendiali, da quella d’ingresso a quella di attestazione, sono differenziate per ciascuna delle categorie professionali come di seguito indicate:

- Controllore del traffico aereo (classe 4.a - 8.a)
- Esperto di assistenza al volo (classe 3.a - 8.a)
- Amministrativo (classe 3.a - 8.a).

I tempi di permanenza previsti per ciascuna classe stipendiale - relativi alle singole categorie professionali - sono indicati nella tabella di seguito riportata.

Anni di permanenza all’interno delle classi stipendiali

ClassiCTAEAVAMM
1.a   
2.a   
3.a 24
4.a254
5.a454
6.a455
7.a455
8.a   

La progressione di classe per ogni categoria professionale avviene in via automatica, all’interno dello stesso profilo professionale a partire, di norma, dalla classe stipendiale d’ingresso sino alla classe stipendiale di attestazione, in relazione al compimento degli anni di effettivo servizio previsti di volta in volta per accedere, senza demerito, da una classe stipendiale all’altra.

Nuove Retribuzioni

Classi stipendialiMinimi dal 1/7/2013Minimi dal 1/10/2014Indennità di contingenza
1.a664,00680,00515,23
2.a830,00850,00520,78
3.a996,001.020,00526,33
4.a1.195,001.224,00533,32
5.a1.394,001.428,00539,75
6.a1.593,001.632,00546,75
7.a1.793,001.837,00553,74
8.a1.992,002.041,00560,74
Quadro 3.314,003.396,00560,74

Scatto anomalo

A tutto il personale dipendente, al compimento del primo biennio di anzianità, compete, a titolo di scatto anomalo, un importo pari a 103,29 euro lordi mensili.

3) "Servizi complementari"
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi complementari (progettazione, sviluppo, installazione, conduzione e manutenzione impianti) all’assistenza al volo.
Il nuovo modello di classificazione del personale dipendente, ad eccezione della figura del personale Quadro, è articolato in diverse Aree Professionali, comprendenti ciascuna uno o più profili. Le aree professionali sono: area staff e servizi centrali; area progettazione e sviluppo ed area tecnico operativa.
Tutti i dipendenti sono inquadrati in una classificazione unica articolata su 10 categorie professionali, alle quali corrisponde il seguente trattamento economico

A decorrere dall’1/7/1999 nei minimi tabellari sono conglobati gli importi dell’ex indennità di contingenza secondo i valori riportati nella seguente tabella:

CategorieEx contingenza
1.a511,26
2.a514,03
3.a516,07
4.a517,83
5.a521,08
5.a Superiore523,45
6.a526,99
7.a530,91

A decorrere dall’1/1/2013 nei minimi tabellari è conglobato l’importo dell’elemento distinto della retribuzione di cui all’Accordo Interconfederale del 31/7/1992. La retribuzione oraria viene determinata sulla base del divisore 173.

Tabelle dei Minimi contrattuali

CategorieDal 1/1/ al 31/12/2014Dal 1/1/2015
1.a1.266,571.297,81
2.a1.396,021.432,58
3.a1.545,501.588,63
3.a Super1.578,141.622,96
4.a1.611,651.657,28
5.a1.724,891.774,89
5.a Super1.847,111.902,42
6.a1.981,602.040,98
7.a2.212,932.278,56
8.a Quadri2.267,542.333,17

Aumenti periodici di anzianità
Il lavoratore per ogni biennio di anzianità di servizio (fino ad un massimo di 5 bienni) maturato presso la stessa azienda o gruppo aziendale avrà diritto, ad una maggiorazione della retribuzione mensile in cifra fissa, pari agli importi di cui alla seguente tabella:

CategorieImporti in vigore dal 1/1/2001
1.a18,49
2.a21,59
3.a e 3.a Super25,05
4.a26,75
5.a29,64
5.a Super32,43
6.a36,41
7.a e 8.a Quadri40,96

Le categorie 3.a Super e 8.a Quadri decorrono dall’1/1/2014.

Prossima la scadenza per la presentazione del 730/2014

Lunedì, 3 giugno p.v., scade il termine ultimo di presentazione al Caf o a un professionista abilitato del modello 730/2014 e della busta contenente la scelta della destinazione dell’8 e del 5 per mille.

Il lavoratore e il pensionato, che si avvale dell’assistenza fiscale, può consegnare il modello già debitamente e correttamente compilato senza pagare alcun compenso al Caf o al professionista abilitato, oppure può chiedere assistenza per la compilazione, e in busta chiusa, la scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille dell’Irpef (Mod. 730-1), anche se non ha espresso alcuna scelta.
Il contribuente deve sempre esibire al Caf o al professionista abilitato la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione e per dimostrare il diritto alle deduzioni e detrazioni richieste in dichiarazione (ad esempio CUD, scontrini, ricevute, fatture, attestati di versamento d’imposta eseguiti direttamente dal contribuente con modello F24, ecc.).
I Caf o i professionisti abilitati hanno l’obbligo di verificare che i dati indicati nel modello 730 siano conformi ai documenti esibiti dal contribuente (relativi a oneri deducibili e detrazioni d’imposta spettanti, alle ritenute, agli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto oppure ai rimborsi) e rilasciano per ogni dichiarazione un visto di conformità (ossia una certificazione di correttezza dei dati).
I documenti relativi alla dichiarazione di quest’anno vanno conservati fino al 31 dicembre 2018 termine entro il quale l’amministrazione fiscale può richiederli.

Lunedì, 3 giugno p.v., scade il termine ultimo di presentazione al Caf o a un professionista abilitato del modello 730/2014 e della busta contenente la scelta della destinazione dell'8 e del 5 per mille.

Il lavoratore e il pensionato, che si avvale dell'assistenza fiscale, può consegnare il modello già debitamente e correttamente compilato senza pagare alcun compenso al Caf o al professionista abilitato, oppure può chiedere assistenza per la compilazione, e in busta chiusa, la scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille dell’Irpef (Mod. 730-1), anche se non ha espresso alcuna scelta.
Il contribuente deve sempre esibire al Caf o al professionista abilitato la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione e per dimostrare il diritto alle deduzioni e detrazioni richieste in dichiarazione (ad esempio CUD, scontrini, ricevute, fatture, attestati di versamento d’imposta eseguiti direttamente dal contribuente con modello F24, ecc.).
I Caf o i professionisti abilitati hanno l’obbligo di verificare che i dati indicati nel modello 730 siano conformi ai documenti esibiti dal contribuente (relativi a oneri deducibili e detrazioni d’imposta spettanti, alle ritenute, agli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto oppure ai rimborsi) e rilasciano per ogni dichiarazione un visto di conformità (ossia una certificazione di correttezza dei dati).
I documenti relativi alla dichiarazione di quest’anno vanno conservati fino al 31 dicembre 2018 termine entro il quale l’amministrazione fiscale può richiederli.

TASI: approvazione del bollettino di conto corrente postale

Il Ministero dell’economia e delle finanze, col decreto 23 maggio 2014, ha approvato il modello di bollettino di conto corrente postale per il versamento del tributo sui servizi indivisibili (TASI).

Il contribuente può effettuare il versamento in oggetto presso gli Uffici Postali ovvero tramite servizio telematico gestito da Poste Italiane S.p.A.. In quest’ultimo caso, riceverà, come prova del pagamento e del giorno in cui esso è stato eseguito, la conferma dell’avvenuta operazione con l’immagine virtuale del bollettino ovvero una comunicazione in formato testo contenente tutti i dati identificativi del bollettino e del bollo virtuale di accettazione.
Il modello di bollettino di conto corrente postale TASI riporta obbligatoriamente il numero 1017381649, valido indistintamente per tutti i comuni del territorio nazionale ed è obbligatoriamente intestato a “PAGAMENTO TASI”.
Su tale conto non è ammessa l’effettuazione di versamenti tramite bonifico.
La società Poste Italiane S.p.A. deve provvedere a far stampare a proprie spese i bollettini previsti, assicurandone la disponibilità gratuita presso gli uffici postali.
Il comune può inviare ai soggetti interessati i bollettini di conto corrente postale, prestampati negli spazi appositamente previsti, dietro autorizzazione di Poste Italiane S.p.A.
Si ricorda, infine, che il termine di pagamento della prima rata TASI è previsto per il prossimo 16 giugno; si è in attesa di una possibile proroga per i Comuni che non hanno deliberato in tempo le aliquote entro lo scorso 23 maggio.

Il Ministero dell’economia e delle finanze, col decreto 23 maggio 2014, ha approvato il modello di bollettino di conto corrente postale per il versamento del tributo sui servizi indivisibili (TASI).

Il contribuente può effettuare il versamento in oggetto presso gli Uffici Postali ovvero tramite servizio telematico gestito da Poste Italiane S.p.A.. In quest’ultimo caso, riceverà, come prova del pagamento e del giorno in cui esso è stato eseguito, la conferma dell’avvenuta operazione con l’immagine virtuale del bollettino ovvero una comunicazione in formato testo contenente tutti i dati identificativi del bollettino e del bollo virtuale di accettazione.
Il modello di bollettino di conto corrente postale TASI riporta obbligatoriamente il numero 1017381649, valido indistintamente per tutti i comuni del territorio nazionale ed è obbligatoriamente intestato a "PAGAMENTO TASI".
Su tale conto non è ammessa l’effettuazione di versamenti tramite bonifico.
La società Poste Italiane S.p.A. deve provvedere a far stampare a proprie spese i bollettini previsti, assicurandone la disponibilità gratuita presso gli uffici postali.
Il comune può inviare ai soggetti interessati i bollettini di conto corrente postale, prestampati negli spazi appositamente previsti, dietro autorizzazione di Poste Italiane S.p.A.
Si ricorda, infine, che il termine di pagamento della prima rata TASI è previsto per il prossimo 16 giugno; si è in attesa di una possibile proroga per i Comuni che non hanno deliberato in tempo le aliquote entro lo scorso 23 maggio.

Collocamento della gente di mare: requisiti per il rilascio dell’autorizzazione

Individuati i requisiti e le modalità per il rilascio dell’autorizzazione allo svolgimento del collocamento della gente di mare alle Agenzie per il lavoro.

La menzionata richiesta di autorizzazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso il portale Cliclavoro.
Al fine di consentire l’iscrizione delle Agenzie di intermediazione della gente di mare, alla Sezione III dell’Albo delle Agenzie per il lavoro è aggiunta la seguente: “Sub-Sezione III.2 – intermediazione della gente di mare”, i cui requisiti di i scrizione sono:
– la costituzione della agenzia nella forma di società di capitali ovvero cooperativa o consorzio di cooperative, italiana o di altro Stato membro della Unione europea;
– la sede legale o una sua dipendenza nel territorio dello Stato o di altro Stato membro della Unione europea;
– la disponibilità di uffici in locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali, dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali;
– in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari: assenza di condanne penali, anche non definitive, per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica, per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresì, di sottoposizione alle misure di prevenzione;
– nel caso di soggetti polifunzionali, non caratterizzati da un oggetto sociale esclusivo, presenza di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici;
– l’interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro, attraverso il raccordo con uno o più nodi regionali, nonché l’invio all’autorità concedente, pena la revoca dell’autorizzazione, di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro;
– il rispetto delle disposizioni a tutela del diritto del lavoratore alla diffusione dei propri dati nell’ambito da essi stessi indicato.

Individuati i requisiti e le modalità per il rilascio dell'autorizzazione allo svolgimento del collocamento della gente di mare alle Agenzie per il lavoro.

La menzionata richiesta di autorizzazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso il portale Cliclavoro.
Al fine di consentire l'iscrizione delle Agenzie di intermediazione della gente di mare, alla Sezione III dell'Albo delle Agenzie per il lavoro è aggiunta la seguente: "Sub-Sezione III.2 - intermediazione della gente di mare", i cui requisiti di i scrizione sono:
- la costituzione della agenzia nella forma di società di capitali ovvero cooperativa o consorzio di cooperative, italiana o di altro Stato membro della Unione europea;
- la sede legale o una sua dipendenza nel territorio dello Stato o di altro Stato membro della Unione europea;
- la disponibilità di uffici in locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali, dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali;
- in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari: assenza di condanne penali, anche non definitive, per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l'economia pubblica, per il delitto previsto dall'articolo 416-bis del codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresì, di sottoposizione alle misure di prevenzione;
- nel caso di soggetti polifunzionali, non caratterizzati da un oggetto sociale esclusivo, presenza di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici;
- l'interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro, attraverso il raccordo con uno o più nodi regionali, nonché l'invio all'autorità concedente, pena la revoca dell'autorizzazione, di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro;
- il rispetto delle disposizioni a tutela del diritto del lavoratore alla diffusione dei propri dati nell'ambito da essi stessi indicato.

Piano casa ed Expo2015: la conversione del decreto in gazzetta ufficiale

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 27 maggio 2014, la Legge n. 80 del 23 maggio 2014 che stabilisce la conversione del Decreto-legge n. 47 del 28 marzo 2014 con il quale è stato approvato il cd. “piano casa” e le misure urgenti per Expo 2015.

Durante l’iter parlamentare il provvedimento varato dal Governo ha recepito alcune delle modifiche proposte e, dunque, il decreto-legge è stato convertito con modificazioni.
In particolare, sono state apportate modifiche alle disposizioni riguardanti:
– la riduzione dell’aliquota della cedolare secca per i contratti di locazione a canone concordato (art. 9);
– le agevolazioni fiscali riguardanti gli investimenti e le locazioni di immobili destinati ad alloggi sociali (artt. 6, 7 e 8).
Inoltre, sono state introdotte disposizioni che:
– modificano la disciplina sulle detrazioni per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione edilizia, cd. “bonus mobili”, prevedendo che ai fini della detrazione non assume rilevanza l’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione (art. 7, co. 2-bis e 2-ter);
– introducono agevolazioni fiscali riguardanti i tributi locali IMU, TARI e TASI in favore dei soggetti non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’AIRE, in relazione agli immobili posseduti in Italia che non sono locati, né dati in comodato d’uso. Per un solo immobile, ai fini Imu si considera abitazione principale, mentre le imposte Tari e Tasi sono applicate in misura ridotta di due terzi (art. 9-bis).

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 27 maggio 2014, la Legge n. 80 del 23 maggio 2014 che stabilisce la conversione del Decreto-legge n. 47 del 28 marzo 2014 con il quale è stato approvato il cd. "piano casa" e le misure urgenti per Expo 2015.

Durante l’iter parlamentare il provvedimento varato dal Governo ha recepito alcune delle modifiche proposte e, dunque, il decreto-legge è stato convertito con modificazioni.
In particolare, sono state apportate modifiche alle disposizioni riguardanti:
- la riduzione dell’aliquota della cedolare secca per i contratti di locazione a canone concordato (art. 9);
- le agevolazioni fiscali riguardanti gli investimenti e le locazioni di immobili destinati ad alloggi sociali (artt. 6, 7 e 8).
Inoltre, sono state introdotte disposizioni che:
- modificano la disciplina sulle detrazioni per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione edilizia, cd. "bonus mobili", prevedendo che ai fini della detrazione non assume rilevanza l’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione (art. 7, co. 2-bis e 2-ter);
- introducono agevolazioni fiscali riguardanti i tributi locali IMU, TARI e TASI in favore dei soggetti non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’AIRE, in relazione agli immobili posseduti in Italia che non sono locati, né dati in comodato d’uso. Per un solo immobile, ai fini Imu si considera abitazione principale, mentre le imposte Tari e Tasi sono applicate in misura ridotta di due terzi (art. 9-bis).

Inail, riduzione dei premi per lavoratori ultracinquantenni e donne

Le agevolazioni introdotte dalla Riforma Fornero per l’assunzione di lavoratori over 50, donne lavoratrici, disabili e lavoratori disoccupati o in Cigs da almeno 24 mesi, si applicano anche ai premi Inail, che vengono ridotti del 50%.

Il beneficio spetta per:
– assunzioni a tempo indeterminato anche part-time;
– assunzioni a tempo determinato anche part-time;
– trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato, anche part-time, se avviene entro la scadenza del beneficio;
– rapporti di somministrazione.
Sono esclusi, invece:
– i contratti di lavoro intermittente;
– i contratti di lavoro accessorio;
– i contratti di lavoro domestico;
– i contratti di lavoro ripartito;
– i casi di pagamento di premio speciale unitario, stante la particolare natura di detta forma di contribuzione.

L’incentivo spetta per un periodo massimo di:
– 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato;
– 12 mesi, in caso di assunzione a tempo determinato (e/o proroga nel limite complessivo di 12 mesi);
– fino al limite complessivo di 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato entro la scadenza del termine del beneficio;
– fino al limite complessivo di 12 mesi in caso di proroga del rapporto a termine.
L’agevolazione è limitata ai soli datori di lavoro che esercitano attività economica, nell’ambito di un determinato mercato, indipendentemente dallo scopo di lucro e/o dall’organizzazione aziendale. Pertanto, non possono beneficiare dell’incentivo i datori di lavoro domestico.

I lavoratori beneficiari dall’incentivo in esame sono:
– lavoratori over 50 (uomini o donne), disoccupati da oltre 12 mesi;
– donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”;
– donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”;
– donne di qualsiasi età, ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi”.

L’assunzione del lavoratore svantaggiato, al fine della concessione dei benefici, deve costituire un aumento netto del numero di dipendenti dell’impresa interessata (intesa come datore di lavoro) rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.
La condizione inerente l’incremento occupazionale va verificata in concreto in relazione alle singole assunzioni agevolate. L’incentivo spetta se l’assunzione, la proroga e la trasformazione realizzino, anche in caso di somministrazione, un incremento netto del numero dei dipendenti del datore di lavoro interessato,rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.
L’incremento deve essere valutato in relazione all’intera organizzazione del datore di lavoro e non in relazione alla singola unità produttiva presso cui si svolge il rapporto di lavoro.
Gli incentivi non possono essere concessi alle imprese in difficoltà. Inoltre, sono subordinati alla circostanza che il datore di lavoro non rientri tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non hanno rimborsato o depositato in conto bloccato, gli aiuti individuali definiti come illegali o incompatibili dalla Commissione Europea.
Ai fini della la fruizione dell’incentivo sono, inoltre, necessarie:
– la regolarità nell’adempimento degli obblighi contributivi;
– il rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
– il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, anche in caso di utilizzazione di un lavoratore in somministrazione;
– la non sussistenza di provvedimenti ostativi al rilascio del DURC ovvero deve essere decorso il periodo indicato dalla norma in materia.

Le agevolazioni introdotte dalla Riforma Fornero per l'assunzione di lavoratori over 50, donne lavoratrici, disabili e lavoratori disoccupati o in Cigs da almeno 24 mesi, si applicano anche ai premi Inail, che vengono ridotti del 50%.

Il beneficio spetta per:
- assunzioni a tempo indeterminato anche part-time;
- assunzioni a tempo determinato anche part-time;
- trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato, anche part-time, se avviene entro la scadenza del beneficio;
- rapporti di somministrazione.
Sono esclusi, invece:
- i contratti di lavoro intermittente;
- i contratti di lavoro accessorio;
- i contratti di lavoro domestico;
- i contratti di lavoro ripartito;
- i casi di pagamento di premio speciale unitario, stante la particolare natura di detta forma di contribuzione.

L’incentivo spetta per un periodo massimo di:
- 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato;
- 12 mesi, in caso di assunzione a tempo determinato (e/o proroga nel limite complessivo di 12 mesi);
- fino al limite complessivo di 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato entro la scadenza del termine del beneficio;
- fino al limite complessivo di 12 mesi in caso di proroga del rapporto a termine.
L’agevolazione è limitata ai soli datori di lavoro che esercitano attività economica, nell’ambito di un determinato mercato, indipendentemente dallo scopo di lucro e/o dall’organizzazione aziendale. Pertanto, non possono beneficiare dell’incentivo i datori di lavoro domestico.

I lavoratori beneficiari dall’incentivo in esame sono:
- lavoratori over 50 (uomini o donne), disoccupati da oltre 12 mesi;
- donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e "prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi";
- donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e "prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi";
- donne di qualsiasi età, ovunque residenti e "prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi".

L'assunzione del lavoratore svantaggiato, al fine della concessione dei benefici, deve costituire un aumento netto del numero di dipendenti dell'impresa interessata (intesa come datore di lavoro) rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.
La condizione inerente l’incremento occupazionale va verificata in concreto in relazione alle singole assunzioni agevolate. L’incentivo spetta se l’assunzione, la proroga e la trasformazione realizzino, anche in caso di somministrazione, un incremento netto del numero dei dipendenti del datore di lavoro interessato,rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.
L’incremento deve essere valutato in relazione all’intera organizzazione del datore di lavoro e non in relazione alla singola unità produttiva presso cui si svolge il rapporto di lavoro.
Gli incentivi non possono essere concessi alle imprese in difficoltà. Inoltre, sono subordinati alla circostanza che il datore di lavoro non rientri tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non hanno rimborsato o depositato in conto bloccato, gli aiuti individuali definiti come illegali o incompatibili dalla Commissione Europea.
Ai fini della la fruizione dell’incentivo sono, inoltre, necessarie:
- la regolarità nell’adempimento degli obblighi contributivi;
- il rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
- il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, anche in caso di utilizzazione di un lavoratore in somministrazione;
- la non sussistenza di provvedimenti ostativi al rilascio del DURC ovvero deve essere decorso il periodo indicato dalla norma in materia.

Responsabile il datore di lavoro che ometta la formazione in azienda

Responsabile il datore di lavoro che ometta la formazione in azienda

Con sentenza n. 21242, del 26 maggio 2014, la Corte di Cassazione ha stabilito che il datore è responsabile per l’omessa formazione sull’uso delle attrezzature di lavoro, anche quando il lavoratore ha un’esperienza decennale e dispone dei dispositivi di protezione individuale.

Nella fattispecie, un datore di lavoro è stato giudicato responsabile del reato di lesioni colpose gravi commesse in danno ad un dipendente, il quale lavorando su un apparecchio tritacarne si era ferito ed aveva riportato l’amputazione di due falangi.
Per la Corte d’appello, che ha confermato la pronuncia del Tribunale di I grado, il fatto che il lavoratore avesse una generica consapevolezza della necessità di utilizzare dispositivi di protezione, non implica l’esonero da responsabilità del datore di lavoro soprattutto se è provato che nessuna attività di sensibilizzazione al problema della sicurezza era stata svolta e che nessuna direttiva specifica era stata imposta.
Concordando con i giudizi di I e II grado, la Corte di Cassazione, ha ribadito che il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare al dipendente la formazione in tema di tutela della salute e della sicurezza così come preve la legge, e che quindi né la lunga esperienza del lavoratore, né tantomeno il travaso delle conoscenze che comunemente si realizza nella collaborazione tra lavoratori, possono sostituirsi alle attività di informazione e di formazione.

Responsabile il datore di lavoro che ometta la formazione in azienda

Con sentenza n. 21242, del 26 maggio 2014, la Corte di Cassazione ha stabilito che il datore è responsabile per l’omessa formazione sull’uso delle attrezzature di lavoro, anche quando il lavoratore ha un’esperienza decennale e dispone dei dispositivi di protezione individuale.

Nella fattispecie, un datore di lavoro è stato giudicato responsabile del reato di lesioni colpose gravi commesse in danno ad un dipendente, il quale lavorando su un apparecchio tritacarne si era ferito ed aveva riportato l'amputazione di due falangi.
Per la Corte d’appello, che ha confermato la pronuncia del Tribunale di I grado, il fatto che il lavoratore avesse una generica consapevolezza della necessità di utilizzare dispositivi di protezione, non implica l’esonero da responsabilità del datore di lavoro soprattutto se è provato che nessuna attività di sensibilizzazione al problema della sicurezza era stata svolta e che nessuna direttiva specifica era stata imposta.
Concordando con i giudizi di I e II grado, la Corte di Cassazione, ha ribadito che il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare al dipendente la formazione in tema di tutela della salute e della sicurezza così come preve la legge, e che quindi né la lunga esperienza del lavoratore, né tantomeno il travaso delle conoscenze che comunemente si realizza nella collaborazione tra lavoratori, possono sostituirsi alle attività di informazione e di formazione.