Le novità fiscali del “Piano casa”

Il “Piano casa” è stato approvato con il Decreto Legislativo 28 marzo 2014, n. 47, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 73/2014. Tra gli interventi di sostegno per l’emergenza abitativa e per il mercato delle costruzioni, il decreto introduce anche ulteriori agevolazioni fiscali per il settore immobiliare, e specificamente per gli immobili ad uso abitativo.

Di seguito l’elenco delle principali novità di carattere fiscale approvate con il “Piano casa”.

COSTRUZIONE E RISTRUTTURAZIONE DI ALLOGGI SOCIALI
In favore delle imprese che costruiscono o ristrutturano alloggi sociali, il 40 per cento del reddito derivante dalla locazione dei medesimi alloggi sociali non concorre alla formazione del reddito d’impresa ai fini IRPEF/IRES e alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP. Il regime di esenzione opera fino all’eventuale riscatto dell’abitazione da parte del conduttore e, comunque, per un periodo massimo di 10 anni dalla costruzione o dal termine della ristrutturazione. L’efficacia dell’agevolazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

DETRAZIONI IRPEF PER IL CONDUTTORE DI ALLOGGI SOCIALI
Per il triennio 2014 – 2016, al conduttore di contratto di locazione di alloggio sociale adibito ad abitazione principale propria, spetta una detrazione complessivamente pari a:
a) 900 euro, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
b) 450 euro, se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.

RISCATTO A TERMINE DELL’ALLOGGIO SOCIALE
Nell’ambito del “Piano casa” è stata prevista la possibilità per il conduttore di alloggio sociale di riscattare l’unità immobiliare dopo che sia trascorso un periodo minimo di 7 anni dalla stipula del contratto di locazione. Fino alla data del riscatto, il conduttore può imputare parte dei corrispettivi pagati al locatore in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio e per altra parte in conto affitto. In tal caso, tuttavia, il locatore considera comunque l’intero corrispettivo come canone di locazione. Alla data dell’eventuale esercizio del diritto di riscatto dell’unità immobiliare da parte del conduttore, i corrispettivi di cessione dell’alloggio sociale si considerano conseguiti e le imposte correlate alle somme percepite in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio nel periodo di durata del contratto di locazione costituiscono un credito d’imposta.
Qualora ricorrano le condizioni, è possibile applicare il regime agevolato previsto per le imprese di costruzione o ristrutturazione di alloggi sociali, ossia il 40 per cento del reddito derivante dalla locazione dei medesimi alloggi sociali si considera esente ai fini IRPEF/IRES e IRAP.
Le norme che regolano di tali contratti di locazione, nonché le modalità di determinazione e di fruizione del credito d’imposta saranno definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. In ogni caso, queste disposizioni sul riscatto a termine dell’alloggio si applicano ai contratti di locazione stipulati successivamente al 29 marzo 2014 (data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 47/2014).

RIDUZIONE DELLA CEDOLARE SECCA
Con il “Piano casa”, infine, viene ridotta la tassazione sostitutiva del reddito derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo, concessi in affitto con contratto a canone concordato. In particolare, per il periodo dal 2014 al 2017 l’aliquota della cedolare secca per le locazioni a canone concordato è ridotta dal 15% al 10%.
Inoltre, è stabilita la possibilità di optare per la cedolare secca anche per le unità immobiliari abitative locate nei confronti di cooperative o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

Il "Piano casa" è stato approvato con il Decreto Legislativo 28 marzo 2014, n. 47, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 73/2014. Tra gli interventi di sostegno per l’emergenza abitativa e per il mercato delle costruzioni, il decreto introduce anche ulteriori agevolazioni fiscali per il settore immobiliare, e specificamente per gli immobili ad uso abitativo.

Di seguito l’elenco delle principali novità di carattere fiscale approvate con il "Piano casa".

COSTRUZIONE E RISTRUTTURAZIONE DI ALLOGGI SOCIALI
In favore delle imprese che costruiscono o ristrutturano alloggi sociali, il 40 per cento del reddito derivante dalla locazione dei medesimi alloggi sociali non concorre alla formazione del reddito d’impresa ai fini IRPEF/IRES e alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP. Il regime di esenzione opera fino all’eventuale riscatto dell’abitazione da parte del conduttore e, comunque, per un periodo massimo di 10 anni dalla costruzione o dal termine della ristrutturazione. L’efficacia dell’agevolazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

DETRAZIONI IRPEF PER IL CONDUTTORE DI ALLOGGI SOCIALI
Per il triennio 2014 - 2016, al conduttore di contratto di locazione di alloggio sociale adibito ad abitazione principale propria, spetta una detrazione complessivamente pari a:
a) 900 euro, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
b) 450 euro, se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.

RISCATTO A TERMINE DELL’ALLOGGIO SOCIALE
Nell’ambito del "Piano casa" è stata prevista la possibilità per il conduttore di alloggio sociale di riscattare l’unità immobiliare dopo che sia trascorso un periodo minimo di 7 anni dalla stipula del contratto di locazione. Fino alla data del riscatto, il conduttore può imputare parte dei corrispettivi pagati al locatore in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio e per altra parte in conto affitto. In tal caso, tuttavia, il locatore considera comunque l’intero corrispettivo come canone di locazione. Alla data dell’eventuale esercizio del diritto di riscatto dell’unità immobiliare da parte del conduttore, i corrispettivi di cessione dell’alloggio sociale si considerano conseguiti e le imposte correlate alle somme percepite in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio nel periodo di durata del contratto di locazione costituiscono un credito d’imposta.
Qualora ricorrano le condizioni, è possibile applicare il regime agevolato previsto per le imprese di costruzione o ristrutturazione di alloggi sociali, ossia il 40 per cento del reddito derivante dalla locazione dei medesimi alloggi sociali si considera esente ai fini IRPEF/IRES e IRAP.
Le norme che regolano di tali contratti di locazione, nonché le modalità di determinazione e di fruizione del credito d’imposta saranno definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. In ogni caso, queste disposizioni sul riscatto a termine dell’alloggio si applicano ai contratti di locazione stipulati successivamente al 29 marzo 2014 (data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 47/2014).

RIDUZIONE DELLA CEDOLARE SECCA
Con il "Piano casa", infine, viene ridotta la tassazione sostitutiva del reddito derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo, concessi in affitto con contratto a canone concordato. In particolare, per il periodo dal 2014 al 2017 l’aliquota della cedolare secca per le locazioni a canone concordato è ridotta dal 15% al 10%.
Inoltre, è stabilita la possibilità di optare per la cedolare secca anche per le unità immobiliari abitative locate nei confronti di cooperative o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

Capitali all’estero, cancellata la voluntary disclosure

Pubblicata sulla gazzetta ufficiale n. 74/2014, la Legge n. 50 del 28 marzo 2014 di conversione del Decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4 riguardante la procedura di collaborazione volontaria per l’emersione di capitali e investimenti detenuti all’estero – cd. “voluntary disclosure” – , nonché disposizioni urgenti in materia contributiva e tributaria e sospensione dei termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi per le regioni colpite dalle recenti alluvioni.

In fase di conversione, sono state apportate rilevanti modifiche al testo originario del decreto-legge n. 4/2014 (“decreto”).
Una delle modifiche più importanti è certamente la cancellazione della procedura di “collaborazione volontaria” – cd. “voluntary disclosure” – , in base alla quale era possibile sanare la violazione, commessa fino al 31 dicembre 2013, dell’obbligo di dichiarazione di capitali e investimenti detenuti all’estero, suscettibili di produrre redditi tassabili in Italia. Tuttavia, restano validi gli atti e i provvedimenti riguardanti l’applicazione della procedura di voluntary disclosure adottati prima della conversione. Dunque, gli autori della violazione che abbiano attivato la procedura di “collaborazione volontaria” nel periodo di vigenza della norma, possono beneficiare dei relativi effetti: riduzione delle sanzioni amministrative alla metà del minimo edittale e sconto di pena per reati tributari connessi.
Sempre in tema di capitali detenuti all’estero, la Legge di conversione provvede ad estendere il beneficio di esclusione dall’obbligo di indicazione nella dichiarazione dei redditi (quadro RW) ai depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 10.000 euro. Prima della Legge n. 50/2014, tale beneficio era previsto limitatamente alle attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione a intermediari residenti ed i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.
Altra importante novità introdotta con la Legge n. 50/2014 riguarda la sospensione dei termini tributari e contributivi in favore dei contribuenti danneggiati dai recenti eventi alluvionali. Infatti, con la Legge di conversione la sospensione dei termini, già prevista dal decreto originario per i territori dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del 17-19 gennaio 2014, è stata estesa ai territori del Veneto colpiti dagli eventi atmosferici a carattere alluvionale verificatisi nel periodo tra il 30 gennaio e il 18 febbraio 2014. Inoltre, la sospensione dei termini, già prevista fino al 31 luglio 2014,  viene ulteriormente rinviata fino al 31 ottobre 2014. I territori interessati dalle misure di sospensione dei termini sono individuati specificamente dal decreto legge convertito e, in favore dei contribuenti danneggiati trovano applicazione in particolare le seguenti disposizioni:
– nei confronti delle persone fisiche, nonché per i soggetti diversi dalle persone fisiche, anche in qualità di sostituti d’imposta, che alla data del 17 gennaio 2014 e alla data del 30 gennaio 2014 avevano la residenza ovvero la sede operativa nei territori interessati sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e da accertamenti esecutivi, scadenti nel periodo compreso tra il 17 gennaio 2014 ed il 31 ottobre 2014;
– non si fa luogo al rimborso di quanto già versato;
– non si applicano sanzioni e interessi per i tributi, il cui termine di pagamento è scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, se versati entro il 31 ottobre 2014;
– nei confronti dei medesimi soggetti sono altresì sospesi fino al 31 ottobre 2014 i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, dei premi per l’assicurazione obbligatoria ed i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate, nonché i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli uffici finanziari, ivi compresi quelli degli enti locali e della Regione ed infine i termini relativi agli adempimenti verso le amministrazioni pubbliche effettuati o a carico di professionisti, consulenti, e centri di assistenza fiscale che abbiano sede o operino nei territori coinvolti dagli eventi alluvionali, anche per conto di aziende e clienti non operanti nel territorio, nonché di società di servizi e di persone in cui i soci residenti nei territori colpiti dall’alluvione rappresentino almeno il 50% del capitale sociale;
– la sospensione dei termini non si applica alle ritenute dovute sul reddito di lavoro dipendente.

 

Pubblicata sulla gazzetta ufficiale n. 74/2014, la Legge n. 50 del 28 marzo 2014 di conversione del Decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4 riguardante la procedura di collaborazione volontaria per l’emersione di capitali e investimenti detenuti all’estero - cd. "voluntary disclosure" - , nonché disposizioni urgenti in materia contributiva e tributaria e sospensione dei termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi per le regioni colpite dalle recenti alluvioni.

In fase di conversione, sono state apportate rilevanti modifiche al testo originario del decreto-legge n. 4/2014 ("decreto").
Una delle modifiche più importanti è certamente la cancellazione della procedura di "collaborazione volontaria" - cd. "voluntary disclosure" - , in base alla quale era possibile sanare la violazione, commessa fino al 31 dicembre 2013, dell’obbligo di dichiarazione di capitali e investimenti detenuti all’estero, suscettibili di produrre redditi tassabili in Italia. Tuttavia, restano validi gli atti e i provvedimenti riguardanti l’applicazione della procedura di voluntary disclosure adottati prima della conversione. Dunque, gli autori della violazione che abbiano attivato la procedura di "collaborazione volontaria" nel periodo di vigenza della norma, possono beneficiare dei relativi effetti: riduzione delle sanzioni amministrative alla metà del minimo edittale e sconto di pena per reati tributari connessi.
Sempre in tema di capitali detenuti all’estero, la Legge di conversione provvede ad estendere il beneficio di esclusione dall’obbligo di indicazione nella dichiarazione dei redditi (quadro RW) ai depositi e conti correnti bancari costituiti all'estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d'imposta non sia superiore a 10.000 euro. Prima della Legge n. 50/2014, tale beneficio era previsto limitatamente alle attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione a intermediari residenti ed i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.
Altra importante novità introdotta con la Legge n. 50/2014 riguarda la sospensione dei termini tributari e contributivi in favore dei contribuenti danneggiati dai recenti eventi alluvionali. Infatti, con la Legge di conversione la sospensione dei termini, già prevista dal decreto originario per i territori dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del 17-19 gennaio 2014, è stata estesa ai territori del Veneto colpiti dagli eventi atmosferici a carattere alluvionale verificatisi nel periodo tra il 30 gennaio e il 18 febbraio 2014. Inoltre, la sospensione dei termini, già prevista fino al 31 luglio 2014,  viene ulteriormente rinviata fino al 31 ottobre 2014. I territori interessati dalle misure di sospensione dei termini sono individuati specificamente dal decreto legge convertito e, in favore dei contribuenti danneggiati trovano applicazione in particolare le seguenti disposizioni:
- nei confronti delle persone fisiche, nonché per i soggetti diversi dalle persone fisiche, anche in qualità di sostituti d’imposta, che alla data del 17 gennaio 2014 e alla data del 30 gennaio 2014 avevano la residenza ovvero la sede operativa nei territori interessati sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e da accertamenti esecutivi, scadenti nel periodo compreso tra il 17 gennaio 2014 ed il 31 ottobre 2014;
- non si fa luogo al rimborso di quanto già versato;
- non si applicano sanzioni e interessi per i tributi, il cui termine di pagamento è scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, se versati entro il 31 ottobre 2014;
- nei confronti dei medesimi soggetti sono altresì sospesi fino al 31 ottobre 2014 i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, dei premi per l’assicurazione obbligatoria ed i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di accertamento emessi dall'Agenzia delle entrate, nonché i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli uffici finanziari, ivi compresi quelli degli enti locali e della Regione ed infine i termini relativi agli adempimenti verso le amministrazioni pubbliche effettuati o a carico di professionisti, consulenti, e centri di assistenza fiscale che abbiano sede o operino nei territori coinvolti dagli eventi alluvionali, anche per conto di aziende e clienti non operanti nel territorio, nonché di società di servizi e di persone in cui i soci residenti nei territori colpiti dall’alluvione rappresentino almeno il 50% del capitale sociale;
- la sospensione dei termini non si applica alle ritenute dovute sul reddito di lavoro dipendente.

 

Rinnovato il CCNL Legno – Lapidei Artigianato

 

 

Sottoscritta il 25/3/2014, tra CONFARTIGIANATO LEGNO E ARREDO, CONFARTIGIANATO MARMISTI, CNA Produzione, CNA Costruzioni, CASARTIGIANI, CLAAI e FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL area legno – lapidei del 27/1/2011, per i lavoratori dipendenti delle aziende dei settori Legno, Arredamento, Mobili, Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei.

Le parti hanno convenuto gli incrementi retributivi e le relative retribuzioni tabellari così come riportato di seguito:

 

Settore Lapidei, Escavazione, Marmo

Livello Incremento dall’1/4/2014 Incremento dall’1/1/2015 Incremento dall’1/6/2015
1 46,14 33,93 27,15
2 43,26 31,81 25,45
3 37,67 27,71 22,16
4 35,33 25,98 20,78
5 34,00 25,00 20,00
6 32,44 23,85 19,08
7 30,15 22,18 17,74
Livello Retribuzione dall’1/4/2014 Retribuzione dall’1/1/2015 Retribuzione dall’1/6/2015
1 1.891,48 1.925,41 1.952,56
2 1.773,38 1.805,19 1.830,64
3 1.544,30 1.572,01 1.594,17
4 1.448,23 1.474,21 1.494,99
5 1.393,71 1.418,71 1.438,71
6 1.329,59 1.353,44 1.372,52
7 1.236,09 1.258,27 1.276,01
Livello EAR
1 25,00
2 25,00
3 25,00
4 25,00
5 25,00
6 25,00
7 25,00

Settore Legno, Arredamento, Mobili

Livello Incremento dall’1/4/2014 Incremento dall’1/1/2015 Incremento dall’1/6/2015
AS 40,81 34,01 27,21
A 38,04 31,70 25,36
B 34,77 28,98 23,18
C Super 33,26 27,72 22,18
C 31,74 26,45 21,16
D 30,00 25,00 20,00
E 28,41 23,68 18,94
F 26,69 22,24 17,80
Livello Retribuzione dall’1/4/2014 Retribuzione dall’1/1/2015 Retribuzione dall’1/6/2015
AS 1.798,18 1.832,19 1.859,40
A 1.676,07 1.707,77 1.733,13
B 1.532,05 1.561,03 1.584,21
C Super 1.465,46 1.493,18 1.515,36
C 1.398,20 1.424,65 1.445,81
D 1.321,71 1.346,71 1.366,71
E 1.251,66 1.275,34 1.294,28
F 1.176,04 1.198,28 1.216,08
Livello EAR
AS 25,00
A 25,00
B 25,00
C Super 25,00
C 25,00
D 25,00
E 25,00
F 25,00

Una tantum
Ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale, ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario “una tantum” pari ad euro 160.00 lordi che verrà erogato in due soluzioni:
– la tranche pari ad euro 80,00 con la retribuzione del mese di ottobre 2014,
– la seconda tranche pari ad euro 80,00 con la retribuzione del mese di settembre 2015.
Agli apprendisti in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo sarà erogato a titolo di “una tantum” l’importo di cui sopra nella misura del 70% con le medesime decorrenze sopra stabilite.
Secondo consolidata prassi negoziale tra le parti gli importi eventualmente già corrisposti a titolo di futuri miglioramenti contrattuali vanno considerati a tutti gli effetti anticipazioni degli importi di “una tantum” indicati nel presente accordo.
Pertanto, tali importi dovranno essere detratti dalla stessa “una tantum” fino a concorrenza. In considerazione di quanto sopra tali importi cessano di essere corrisposti con la retribuzione relativa al mese aprile 2014.

Quota partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale
Sulla base delle intese intercorse in occasione de! rinnovo del CCNL per le imprese artigiane e PMI del settore, si è convenuto quanto segue:
– le aziende effettueranno una ritenuta di Euro 25 sulla retribuzione del mese di giugno 2014 a titolo di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale;

– ai lavoratori iscritti alle OO.SS. FILLEA-CGIL, FILCA-CISL, FENEAL-UIL ai quali la quota associativa viene trattenuta sulla retribuzione, la ritenuta di cui al suddetto punto non sarà operata in quanto già compresa nella normale quota associativa mensile, che continuerà ad essere trattenuta e versata secondo le misure in atto;

– le aziende provvederanno a portare a conoscenza dei lavoratori entro il 31/5/2014 il testo dell’attuale intesa, con ogni adeguato mezzo di informazione

Trattamento di malattia ed infortunio

Norme per il Settore Legno, Arredamento e Mobili

Conservazione del posto
In caso di malattia, il lavoratore non in prova avrà diritto alia conservazione del posto per un periodo massimo di 12 mesi consecutivi. Nel caso di più malattie o di ricadute della stessa malattia non potranno essere superati i seguenti periodi massimi complessivi di conservazione del posto: mesi 12 in un periodo di 18 mesi consecutivi.

In caso di malattia professionale o infortunio, il lavoratore ha diritto alia conservazione del posto per un periodo di:
1) in caso di malattia professionale per un periodo pari a quello per il quale egli percepisce l’indennità per inabilità temporanea prevista dalla legge;
2) nei caso di infortunio fino alla guarigione clinica comprovata col rilascio del certificato medico definitivo da parte dell’Istituto assicuratore.

Trattamento economico

Ai lavoratorLdella Parte ex Operai le imprese garantiscono, in caso di malattia, una integrazione economica all’indennità di malattia corrisposta dall’Istituto assicuratore preposto:
– il 100% della retribuzione netta per i primi 3 giorni in caso di malattia superiore a 7 giorni;
– fino al 100% della retribuzione netta per l’intero periodo dai 4° al 180° giorno;
– una indennità sostitutiva del 34% della retribuzione netta di fatto nei casi di malattia superiore a 180 giorni, per un periodo massimo di 90 giorni.

Ai lavoratori deila Parte Ex Impiegati le imprese garantiranno, in caso di malattia, un trattamento economico pari all’intera retribuzione globale per i primi sei mesi.
Nei casi di malattia superiore a 180 giorni, le imprese corrisponderanno un trattamento economico pari al 34% della retribuzione netta di fatto per un periodo massimo di 90 giorni.
In caso di malattia professionale o di infortunio, le imprese garantiranno ai lavoratori assenti una integrazione della indennità percepita dall’istituto assicuratore, fino al 100% della retribuzione netta dal 12 giorno e sino a guarigione clinica.

Norme per il Settore Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei

Conservazione del posto

In caso di malattia, il lavoratore non in prova avrà diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 12 mesi consecutivi. Nel caso di più malattie o di ricadute della stessa malattia non potranno essere superati i seguenti periodi massimi complessivi di conservazione del posto: 12 mesi in un periodo di 24 mesi consecutivi.

In caso di malattia professionale o di infortunio, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di:
1) in caso di malattia professionale, per un periodo pari a quello per il quale egli percepisce l’indennità per inabilità temporanea prevista dalla legge;
2) nel caso di infortunio, fino alla guarigione clinica comprovata col rilascio del certificato medico definitivo da parte dell’istituto assicuratore.

Trattamento economico

Agli operai in caso di malattia, sarà riconosciuta una integrazione economica all’indennità di malattia corrisposta dall’Istituto assicuratore preposto al fine di garantire:
– il 100% della retribuzione netta per i primi 3 giorni in caso di malattia superiore a 6 giorni;
– fino al 100% della retribuzione netta per l’intero periodo dal 4° al 180° giorno;
– una indennità sostitutiva del 45% della retribuzione netta di fatto nei casi di malattia superiore a 180 giorni, per un periodo massimo di 90 giorni.
Agli impiegati in caso di malattia, sarà garantito un trattamento economico pari all’intera retribuzione globale per i primi sei mesi. Nei casi di malattia superiore a 180 giorni, le imprese corrisponderanno un trattamento economico pari al 45% della retribuzione netta di fatto per un periodo massimo di 90 giorni.
In caso di malattia professionale o di infortunio, le imprese garantiranno ai lavoratori operai e impiegati assenti una integrazione della indennità percepita dall’istituto assicuratore, fino al 100% della retribuzion netta dal 1° giorno e sino a guarigione clinica.

Comporto in presenza di patologie oncologiche e altre gravi infermità

I lavoratori affetti da patologie oncologiche certificate da parte delle strutture ospedaliere e/o delle AA.SS.LL. hanno diritto ad un prolungamento del periodo di comporto per ulteriori 12 mesi in un periodo di 24 mesi consecutivi.

Contratto a tempo determinato
Ai sensi della legislazione vigente, è consentita l’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a trentasei mesi, concluso fra un datore di lavoro e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione.
Tale tipologia di contratto a termine potrà essere adottata anche con soggetti che abbiano precedentemente avuto un rapporto di lavoro subordinato con la medesima impresa.
Ai sensi del D.L. 76 convertito in Legge 99/2013, il periodo di intervallo tra due contratti è fissato in 10 giorni per i contratti a termine di durata fino a 6 mesi e in 20 giorni per i contratti a termine di durata superiore ai 6 mesi. Le parti concordano di rinviare alia contrattazione collettiva regionale la individuazione delle ipotesi di assenza di intervalli temporali tra un contratto a termine e il successivo.

Disciplina dell’apprendistato professionalizzante
Le Parti considerano il contratto di apprendistato io strumento privilegiato per il rilancio dell’occupazione giovanile.
Il contratto di apprendistato, finalizzato alla formazione di figure professionali con competenze coerenti e utilizzabili nel contesto organizzativo, costituisce per le imprese artigiane e per le piccole e medie imprese dei settori Legno e Lapidei un istituto di qualità per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, nonché uno strumento indispensabile di trasmissione delle competenze e dei mestieri.

Durata dell’apprendistato professionalizzante

La durata minima del contratto di apprendistato è fissata in 6 mesi.
La durata massima del contratto professionalizzante è fissata sulla base delle seguenti misure in relazione al settore e alla qualificazione da raggiungere:

Settore Legno, Arredamento, Mobili

– 1° gruppo (categoria As, A e B)
durata: 5 anni

– 2° gruppo (categorie Cs, C e D)
durata: 5 anni

– 3° gruppo (categoria E)
durata: 2 anni e 6 mesi

Per gli impiegati la durata del periodo di apprendistato è fissata in 3 anni.

Settore Escavazione e Lavorazione dei Materiali Lapidei

– 1° gruppo (livelli 1°, 2°, 3°)
durata: 5 anni

– 2° gruppo (livelli 4° e 5°)
durata: 5 anni

– 3° gruppo (livello 6°)
Durata: 2 anni e 6 mesi

Per gli impiegati la durata del periodo di apprendistato è fissata in 3 anni.

Agli apprendisri in possesso di titolo di studio post-obbligo, o di attestato di qualifica professionale, attinenti le mansioni per le quali viene assunto con contratto di apprendiatto, la durata è ridotta di sei mesi.

Per le piccole e medie imprese, le durate dell’apprendistato superiori ai 3 anni sono ridotte di 24 mesi, a tutti gli effetti contrattuali, ivi compresi quelli retributivi.

Retribuzione

Il trattamento economico durante l’apprendistato è determinato dall’applicazione delle percentuali riportate di seguito sulla retribuzione tabellare relativa al livello salariale nel quale egli sarà inquadrato al termine del periodo di apprendistato al lordo delle ritenute previdenziali.
La retribuzione dell’apprendista non potrà superare – per effetto delle minori trattenute contributive – la retribuzione netta del lavoratore non apprendista di analogo livello; la stessa regola si applica al lavoratore ex apprendista che continui a godere del più favorevole regime contributivo per il periodo successivo alla qualificazione.

Settore Legno, Arredamento, Mobili – OPERAI

Gruppi I sem Il sem IlI sem IV sem V sem VI sem VII sem VIII sem IX sem X sem
70% 70% 73% 73% 80% 80% 85% 85% 90% 90%
70% 70% 75% 75% 88% 88% 90% 90% 95% 95%
70% 75% 80% 90% 95%          

Settore Legno, Arredamento, Mobili – IMPIEGATI

 

Gruppi I sem Il sem IlI sem IV sem V sem VI sem
70% 70% 73% 73% 80% 80%
70% 70% 75% 75% 88% 88%
70% 75% 80% 90% 95% 95%

Settore Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei – OPERAI

Gruppi I sem Il sem IlI sem IV sem V sem VI sem VII sem VIII sem IX sem X sem
70% 70% 73% 73% 80% 80% 85% 85% 90% 90%
70% 70% 75% 75% 88% 88% 90% 90% 95% 95%
70% 75% 80% 90% 95%          

Settore Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei – IMPIEGATI

Gruppi I sem Il sem IlI sem IV sem V sem VI sem
70% 70% 73% 73% 80% 80%
70% 70% 75% 75% 88% 88%
70% 75% 80% 90% 95% 95%

Trattamento malattia ed infortunio

Settore Legno, Arredamento e Mobili Agli apprendisti si applicano i seguenti trattamenti:
Conservazione del posto Malattia: L’apprendista non in prova avrà diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 9 mesi consecutivi, oppure nel caso di ricaduta per un periodo di 9 mesi nell’arco dei 12 mesi consecutivi.

Infortuni
Nel caso di infortunio all’apprendista verrà conservato il posto fino a guarigione clinica.

Settore Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei
In caso di malattia e/o Infortunio non sul lavoro l’apprendista non in prova avrà diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 9 mesi consecutivi, oppure, nel caso di più malattie o di ricadute della stessa malattia, per un periodo di 9 mesi nell’arco di 18 mesi consecutivi.
In caso di infortunio all’apprendista verrà conservato il posto fino a guarigione clinica.

Assistenza sanitaria integrativa – SAN.ARTI.
A correre dall’1/2/2013 sono iscritti al Fondo i dipendenti a tempo indeterminato a cui trova applicazione il presente CCNL, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori a tempo determinato se il rapporto ha una durata almeno pari a 12 mesi; le iscrizioni non sono dovute nei casi di contratti a termine instaurati per durate inferiori, e successivamente prorogati o rinnovati fino a superare la soglia dei 12 mesi. Con pari decorrenza è attivato un contributo a carico dell’azienda pari a 10,42 euro mensili per 12 mensilità.
La mancata iscrizione al suddetto fondo sanitario, SAN.ARTI. determina l’obbligo per il datore di lavoro di erogare un importo forfetario che dovrà essere chiaramente indicato in busta paga sotto la voce “elemento aggiuntivo della retribuzione” (E.A.R.) pari a 25€ lordi mensili per 13 mensilità cosi come previsto dal presente CCNL.
Le prestazioni erogate da SAN.ARTI. costituiscono un diritto soggettivo di matrice contrattuale dei lavoratori. Pertanto l’azienda che ometta il versamento della contribuzione a SAN.ARTI. è altresì responsabile verso i lavoratori non iscritti della perdita delle relative prestazioni sanitarie, fatto salvo il risarcimento del maggior danno subito.

 

 

Sottoscritta il 25/3/2014, tra CONFARTIGIANATO LEGNO E ARREDO, CONFARTIGIANATO MARMISTI, CNA Produzione, CNA Costruzioni, CASARTIGIANI, CLAAI e FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL area legno - lapidei del 27/1/2011, per i lavoratori dipendenti delle aziende dei settori Legno, Arredamento, Mobili, Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei.

Le parti hanno convenuto gli incrementi retributivi e le relative retribuzioni tabellari così come riportato di seguito:

 

Settore Lapidei, Escavazione, Marmo

LivelloIncremento dall’1/4/2014Incremento dall’1/1/2015Incremento dall’1/6/2015
146,1433,9327,15
243,2631,8125,45
337,6727,7122,16
435,3325,9820,78
534,0025,0020,00
632,4423,8519,08
730,1522,1817,74
LivelloRetribuzione dall’1/4/2014Retribuzione dall’1/1/2015Retribuzione dall’1/6/2015
11.891,481.925,411.952,56
21.773,381.805,191.830,64
31.544,301.572,011.594,17
41.448,231.474,211.494,99
51.393,711.418,711.438,71
61.329,591.353,441.372,52
71.236,091.258,271.276,01
LivelloEAR
125,00
225,00
325,00
425,00
525,00
625,00
725,00

Settore Legno, Arredamento, Mobili

LivelloIncremento dall’1/4/2014Incremento dall’1/1/2015Incremento dall’1/6/2015
AS40,8134,0127,21
A38,0431,7025,36
B34,7728,9823,18
C Super33,2627,7222,18
C31,7426,4521,16
D30,0025,0020,00
E28,4123,6818,94
F26,6922,2417,80
LivelloRetribuzione dall’1/4/2014Retribuzione dall’1/1/2015Retribuzione dall’1/6/2015
AS1.798,181.832,191.859,40
A1.676,071.707,771.733,13
B1.532,051.561,031.584,21
C Super1.465,461.493,181.515,36
C1.398,201.424,651.445,81
D1.321,711.346,711.366,71
E1.251,661.275,341.294,28
F1.176,041.198,281.216,08
LivelloEAR
AS25,00
A25,00
B25,00
C Super25,00
C25,00
D25,00
E25,00
F25,00

Una tantum
Ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale, ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario "una tantum" pari ad euro 160.00 lordi che verrà erogato in due soluzioni:
- la tranche pari ad euro 80,00 con la retribuzione del mese di ottobre 2014,
- la seconda tranche pari ad euro 80,00 con la retribuzione del mese di settembre 2015.
Agli apprendisti in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo sarà erogato a titolo di "una tantum" l'importo di cui sopra nella misura del 70% con le medesime decorrenze sopra stabilite.
Secondo consolidata prassi negoziale tra le parti gli importi eventualmente già corrisposti a titolo di futuri miglioramenti contrattuali vanno considerati a tutti gli effetti anticipazioni degli importi di "una tantum" indicati nel presente accordo.
Pertanto, tali importi dovranno essere detratti dalla stessa "una tantum" fino a concorrenza. In considerazione di quanto sopra tali importi cessano di essere corrisposti con la retribuzione relativa al mese aprile 2014.

Quota partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale
Sulla base delle intese intercorse in occasione de! rinnovo del CCNL per le imprese artigiane e PMI del settore, si è convenuto quanto segue:
- le aziende effettueranno una ritenuta di Euro 25 sulla retribuzione del mese di giugno 2014 a titolo di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale;

- ai lavoratori iscritti alle OO.SS. FILLEA-CGIL, FILCA-CISL, FENEAL-UIL ai quali la quota associativa viene trattenuta sulla retribuzione, la ritenuta di cui al suddetto punto non sarà operata in quanto già compresa nella normale quota associativa mensile, che continuerà ad essere trattenuta e versata secondo le misure in atto;

- le aziende provvederanno a portare a conoscenza dei lavoratori entro il 31/5/2014 il testo dell'attuale intesa, con ogni adeguato mezzo di informazione

Trattamento di malattia ed infortunio

Norme per il Settore Legno, Arredamento e Mobili

Conservazione del posto
In caso di malattia, il lavoratore non in prova avrà diritto alia conservazione del posto per un periodo massimo di 12 mesi consecutivi. Nel caso di più malattie o di ricadute della stessa malattia non potranno essere superati i seguenti periodi massimi complessivi di conservazione del posto: mesi 12 in un periodo di 18 mesi consecutivi.

In caso di malattia professionale o infortunio, il lavoratore ha diritto alia conservazione del posto per un periodo di:
1) in caso di malattia professionale per un periodo pari a quello per il quale egli percepisce l'indennità per inabilità temporanea prevista dalla legge;
2) nei caso di infortunio fino alla guarigione clinica comprovata col rilascio del certificato medico definitivo da parte dell'Istituto assicuratore.

Trattamento economico

Ai lavoratorLdella Parte ex Operai le imprese garantiscono, in caso di malattia, una integrazione economica all'indennità di malattia corrisposta dall’Istituto assicuratore preposto:
- il 100% della retribuzione netta per i primi 3 giorni in caso di malattia superiore a 7 giorni;
- fino al 100% della retribuzione netta per l'intero periodo dai 4° al 180° giorno;
- una indennità sostitutiva del 34% della retribuzione netta di fatto nei casi di malattia superiore a 180 giorni, per un periodo massimo di 90 giorni.

Ai lavoratori deila Parte Ex Impiegati le imprese garantiranno, in caso di malattia, un trattamento economico pari all'intera retribuzione globale per i primi sei mesi.
Nei casi di malattia superiore a 180 giorni, le imprese corrisponderanno un trattamento economico pari al 34% della retribuzione netta di fatto per un periodo massimo di 90 giorni.
In caso di malattia professionale o di infortunio, le imprese garantiranno ai lavoratori assenti una integrazione della indennità percepita dall'istituto assicuratore, fino al 100% della retribuzione netta dal 12 giorno e sino a guarigione clinica.

Norme per il Settore Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei

Conservazione del posto

In caso di malattia, il lavoratore non in prova avrà diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 12 mesi consecutivi. Nel caso di più malattie o di ricadute della stessa malattia non potranno essere superati i seguenti periodi massimi complessivi di conservazione del posto: 12 mesi in un periodo di 24 mesi consecutivi.

In caso di malattia professionale o di infortunio, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di:
1) in caso di malattia professionale, per un periodo pari a quello per il quale egli percepisce l'indennità per inabilità temporanea prevista dalla legge;
2) nel caso di infortunio, fino alla guarigione clinica comprovata col rilascio del certificato medico definitivo da parte dell’istituto assicuratore.

Trattamento economico

Agli operai in caso di malattia, sarà riconosciuta una integrazione economica all'indennità di malattia corrisposta dall'Istituto assicuratore preposto al fine di garantire:
- il 100% della retribuzione netta per i primi 3 giorni in caso di malattia superiore a 6 giorni;
- fino al 100% della retribuzione netta per l'intero periodo dal 4° al 180° giorno;
- una indennità sostitutiva del 45% della retribuzione netta di fatto nei casi di malattia superiore a 180 giorni, per un periodo massimo di 90 giorni.
Agli impiegati in caso di malattia, sarà garantito un trattamento economico pari all'intera retribuzione globale per i primi sei mesi. Nei casi di malattia superiore a 180 giorni, le imprese corrisponderanno un trattamento economico pari al 45% della retribuzione netta di fatto per un periodo massimo di 90 giorni.
In caso di malattia professionale o di infortunio, le imprese garantiranno ai lavoratori operai e impiegati assenti una integrazione della indennità percepita dall'istituto assicuratore, fino al 100% della retribuzion netta dal 1° giorno e sino a guarigione clinica.

Comporto in presenza di patologie oncologiche e altre gravi infermità

I lavoratori affetti da patologie oncologiche certificate da parte delle strutture ospedaliere e/o delle AA.SS.LL. hanno diritto ad un prolungamento del periodo di comporto per ulteriori 12 mesi in un periodo di 24 mesi consecutivi.

Contratto a tempo determinato
Ai sensi della legislazione vigente, è consentita l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a trentasei mesi, concluso fra un datore di lavoro e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione.
Tale tipologia di contratto a termine potrà essere adottata anche con soggetti che abbiano precedentemente avuto un rapporto di lavoro subordinato con la medesima impresa.
Ai sensi del D.L. 76 convertito in Legge 99/2013, il periodo di intervallo tra due contratti è fissato in 10 giorni per i contratti a termine di durata fino a 6 mesi e in 20 giorni per i contratti a termine di durata superiore ai 6 mesi. Le parti concordano di rinviare alia contrattazione collettiva regionale la individuazione delle ipotesi di assenza di intervalli temporali tra un contratto a termine e il successivo.

Disciplina dell’apprendistato professionalizzante
Le Parti considerano il contratto di apprendistato io strumento privilegiato per il rilancio dell'occupazione giovanile.
Il contratto di apprendistato, finalizzato alla formazione di figure professionali con competenze coerenti e utilizzabili nel contesto organizzativo, costituisce per le imprese artigiane e per le piccole e medie imprese dei settori Legno e Lapidei un istituto di qualità per l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, nonché uno strumento indispensabile di trasmissione delle competenze e dei mestieri.

Durata dell'apprendistato professionalizzante

La durata minima del contratto di apprendistato è fissata in 6 mesi.
La durata massima del contratto professionalizzante è fissata sulla base delle seguenti misure in relazione al settore e alla qualificazione da raggiungere:

Settore Legno, Arredamento, Mobili

- 1° gruppo (categoria As, A e B)
durata: 5 anni

- 2° gruppo (categorie Cs, C e D)
durata: 5 anni

- 3° gruppo (categoria E)
durata: 2 anni e 6 mesi

Per gli impiegati la durata del periodo di apprendistato è fissata in 3 anni.

Settore Escavazione e Lavorazione dei Materiali Lapidei

- 1° gruppo (livelli 1°, 2°, 3°)
durata: 5 anni

- 2° gruppo (livelli 4° e 5°)
durata: 5 anni

- 3° gruppo (livello 6°)
Durata: 2 anni e 6 mesi

Per gli impiegati la durata del periodo di apprendistato è fissata in 3 anni.

Agli apprendisri in possesso di titolo di studio post-obbligo, o di attestato di qualifica professionale, attinenti le mansioni per le quali viene assunto con contratto di apprendiatto, la durata è ridotta di sei mesi.

Per le piccole e medie imprese, le durate dell’apprendistato superiori ai 3 anni sono ridotte di 24 mesi, a tutti gli effetti contrattuali, ivi compresi quelli retributivi.

Retribuzione

Il trattamento economico durante l'apprendistato è determinato dall'applicazione delle percentuali riportate di seguito sulla retribuzione tabellare relativa al livello salariale nel quale egli sarà inquadrato al termine del periodo di apprendistato al lordo delle ritenute previdenziali.
La retribuzione dell'apprendista non potrà superare - per effetto delle minori trattenute contributive - la retribuzione netta del lavoratore non apprendista di analogo livello; la stessa regola si applica al lavoratore ex apprendista che continui a godere del più favorevole regime contributivo per il periodo successivo alla qualificazione.

Settore Legno, Arredamento, Mobili - OPERAI

GruppiI semIl semIlI semIV semV semVI semVII semVIII semIX semX sem
70%70%73%73%80%80%85%85%90%90%
70%70%75%75%88%88%90%90%95%95%
70%75%80%90%95%     

Settore Legno, Arredamento, Mobili - IMPIEGATI

 

GruppiI semIl semIlI semIV semV semVI sem
70%70%73%73%80%80%
70%70%75%75%88%88%
70%75%80%90%95%95%

Settore Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei - OPERAI

GruppiI semIl semIlI semIV semV semVI semVII semVIII semIX semX sem
70%70%73%73%80%80%85%85%90%90%
70%70%75%75%88%88%90%90%95%95%
70%75%80%90%95%     

Settore Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei - IMPIEGATI

GruppiI semIl semIlI semIV semV semVI sem
70%70%73%73%80%80%
70%70%75%75%88%88%
70%75%80%90%95%95%

Trattamento malattia ed infortunio

Settore Legno, Arredamento e Mobili Agli apprendisti si applicano i seguenti trattamenti:
Conservazione del posto Malattia: L'apprendista non in prova avrà diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 9 mesi consecutivi, oppure nel caso di ricaduta per un periodo di 9 mesi nell'arco dei 12 mesi consecutivi.

Infortuni
Nel caso di infortunio all'apprendista verrà conservato il posto fino a guarigione clinica.

Settore Escavazione e Lavorazione dei materiali Lapidei
In caso di malattia e/o Infortunio non sul lavoro l’apprendista non in prova avrà diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 9 mesi consecutivi, oppure, nel caso di più malattie o di ricadute della stessa malattia, per un periodo di 9 mesi nell'arco di 18 mesi consecutivi.
In caso di infortunio all'apprendista verrà conservato il posto fino a guarigione clinica.

Assistenza sanitaria integrativa - SAN.ARTI.
A correre dall’1/2/2013 sono iscritti al Fondo i dipendenti a tempo indeterminato a cui trova applicazione il presente CCNL, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori a tempo determinato se il rapporto ha una durata almeno pari a 12 mesi; le iscrizioni non sono dovute nei casi di contratti a termine instaurati per durate inferiori, e successivamente prorogati o rinnovati fino a superare la soglia dei 12 mesi. Con pari decorrenza è attivato un contributo a carico dell'azienda pari a 10,42 euro mensili per 12 mensilità.
La mancata iscrizione al suddetto fondo sanitario, SAN.ARTI. determina l'obbligo per il datore di lavoro di erogare un importo forfetario che dovrà essere chiaramente indicato in busta paga sotto la voce "elemento aggiuntivo della retribuzione" (E.A.R.) pari a 25€ lordi mensili per 13 mensilità cosi come previsto dal presente CCNL.
Le prestazioni erogate da SAN.ARTI. costituiscono un diritto soggettivo di matrice contrattuale dei lavoratori. Pertanto l'azienda che ometta il versamento della contribuzione a SAN.ARTI. è altresì responsabile verso i lavoratori non iscritti della perdita delle relative prestazioni sanitarie, fatto salvo il risarcimento del maggior danno subito.

Misura e modalità di applicazione della riduzione su premi e contributi Inail

Misura e modalità applicative della riduzione percentuale di premi e contributi assicurativi Inail

I soggetti con lavorazioni iniziate da oltre un biennio beneficiano della riduzione per quelle lavorazioni per le quali, nell’anno di riferimento, l’Inail ha comunicato tassi di tariffa inferiori o almeno pari rispetto ai tassi medi. Inoltre, ove tenuti al pagamento del premio supplementare per silicosi e asbestosi, gli stessi beneficiano anche della riduzione sul premio supplementare, nella stessa misura fissata per il premio ordinario.
La riduzione si applica anche a favore dei soggetti tenuti all’obbligo assicurativo per le lavorazioni iniziate da non oltre un biennio, che dimostrino l’osservanza delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. A tal fine, è richiesta la presentazione con modalità telematiche di apposita istanza, entro la scadenza del biennio, salvo che questo scada tra il 1° gennaio ed 30 giugno 2014, nel qual caso il termine è differito a tale data. Tuttavia, per i soggetti che presentino nel 2014 o hanno già presentato nel corso del biennio di riferimento un’istanza ex articolo 20 MAT, in relazione alle medesime lavorazioni, è automaticamente riconosciuta la riduzione in parola, senza presentazione di ulteriore istanza.
Con riferimento ai soggetti che assolvono all’obbligo assicurativo tramite premi speciali unitari, imprese del settore navigazione, assicurati nella gestione agricoltura e assicurati nella gestione medici radiologi e soggetti esposti alle sostanze radioattive, con lavorazioni iniziate da oltre un biennio, il beneficio è spettante, nell’anno di riferimento, se per l’attività svolta l’Indice di Gravità Aziendale (IGA), calcolato annualmente dall’Inail e reso disponibile agli interessati, risulti inferiore o uguale all’Indice di Gravità Medio (IGM).
La riduzione opera sul premio finale dovuto al netto di tutti gli altri sconti ed agevolazioni di cui il soggetto già beneficia e si cumula alle altre riduzioni e/o agevolazioni già previste dalla normativa vigente per specifici settori. Sull’importo così determinato, operano infine le eventuali addizionali.
Per l’anno 2014, la misura della riduzione, nel limite complessivo di un importo pari a 1.000 milioni di euro, è pari al 14,17%.

Misura e modalità applicative della riduzione percentuale di premi e contributi assicurativi Inail

I soggetti con lavorazioni iniziate da oltre un biennio beneficiano della riduzione per quelle lavorazioni per le quali, nell’anno di riferimento, l’Inail ha comunicato tassi di tariffa inferiori o almeno pari rispetto ai tassi medi. Inoltre, ove tenuti al pagamento del premio supplementare per silicosi e asbestosi, gli stessi beneficiano anche della riduzione sul premio supplementare, nella stessa misura fissata per il premio ordinario.
La riduzione si applica anche a favore dei soggetti tenuti all’obbligo assicurativo per le lavorazioni iniziate da non oltre un biennio, che dimostrino l’osservanza delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. A tal fine, è richiesta la presentazione con modalità telematiche di apposita istanza, entro la scadenza del biennio, salvo che questo scada tra il 1° gennaio ed 30 giugno 2014, nel qual caso il termine è differito a tale data. Tuttavia, per i soggetti che presentino nel 2014 o hanno già presentato nel corso del biennio di riferimento un’istanza ex articolo 20 MAT, in relazione alle medesime lavorazioni, è automaticamente riconosciuta la riduzione in parola, senza presentazione di ulteriore istanza.
Con riferimento ai soggetti che assolvono all’obbligo assicurativo tramite premi speciali unitari, imprese del settore navigazione, assicurati nella gestione agricoltura e assicurati nella gestione medici radiologi e soggetti esposti alle sostanze radioattive, con lavorazioni iniziate da oltre un biennio, il beneficio è spettante, nell’anno di riferimento, se per l’attività svolta l’Indice di Gravità Aziendale (IGA), calcolato annualmente dall’Inail e reso disponibile agli interessati, risulti inferiore o uguale all’Indice di Gravità Medio (IGM).
La riduzione opera sul premio finale dovuto al netto di tutti gli altri sconti ed agevolazioni di cui il soggetto già beneficia e si cumula alle altre riduzioni e/o agevolazioni già previste dalla normativa vigente per specifici settori. Sull’importo così determinato, operano infine le eventuali addizionali.
Per l’anno 2014, la misura della riduzione, nel limite complessivo di un importo pari a 1.000 milioni di euro, è pari al 14,17%.

Extracomunitari: permesso unico per soggiorno e lavoro

Prevista la procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico di soggiorno e lavoro, al fine di consentire ai cittadini stranieri di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro.

L’ordinamento italiano era già in linea con la semplificazione procedurale richiesta dalle direttive europee, conseguentemente il decreto legislativo n. 40/2014 – di attuazione della direttiva 2011/98/UE – ha introdotto solo alcune modifiche al quadro normativo già in vigore:
sui permessi di soggiorno che consentono lo svolgimento di attività lavorativa verrà aggiunta la dicitura “perm. unico lavoro”. Nonostante consentano, comunque lo svolgimento di attività lavorativa, questa dicitura non verrà aggiunta: nei permessi di soggiorno UE per lungo soggiornanti, nei permessi rilasciati per motivi umanitari, per status di rifugiato e di protezione sussidiaria, per studio, per lavoro stagionale, per lavoro autonomo e per talune categorie particolari per le quali è previsto l’ingresso al di fuori del meccanismo dei flussi programmati;
– lo straniero titolare del permesso unico deve essere correttamente informato dei diritti conferitegli dal permesso. Tali informazioni dovranno essere fornite nell’ambito del processo di stipula dell’accordo di integrazione;
– il termine massimo per il rilascio dei permessi di soggiorno si allunga da 20 a 60 giorni e quello del nulla osta al lavoro passa da 40 a 60 giorni. Le domande per le nuove assunzioni dall’estero saranno esaminate nei limiti numericiindividuati dal decreto flussi, quelle eccedenti saranno esaminate solo nell’ambito delle quote che si rendono successivamente disponibili;
– viene abrogato l’obbligo di stipulare il contratto di soggiorno in fase di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro. La norma sulla necessità del contratto di soggiorno in fase di rinnovo era stata in realtà già superata dall’art. 17 del cd. “Decreto Semplificazioni” con cui si è stabilito che gli impegni relativi all’alloggio ed alle spese di rimpatrio, in caso di instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro, sono previsti attraverso la compilazione degli appositi riquadri del modello Unificato-Lav di comunicazione obbligatoria di assunzione o, per lavoro domestico, nella comunicazione all’INPS. Tali comunicazioni erano quindi già idonee a sostituire la stipula del contratto di soggiorno, come chiarito nella circolare del Ministero del lavoro n. 8827/2011;
– abrogato anche il divieto di assunzione di personale straniero nelle imprese del trasporto pubblico. Anche i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia potranno quindi partecipare alle selezioni per l’assunzione di personale nel settore del trasporto pubblico locale.

Prevista la procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico di soggiorno e lavoro, al fine di consentire ai cittadini stranieri di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro.

L’ordinamento italiano era già in linea con la semplificazione procedurale richiesta dalle direttive europee, conseguentemente il decreto legislativo n. 40/2014 - di attuazione della direttiva 2011/98/UE - ha introdotto solo alcune modifiche al quadro normativo già in vigore:
- sui permessi di soggiorno che consentono lo svolgimento di attività lavorativa verrà aggiunta la dicitura "perm. unico lavoro". Nonostante consentano, comunque lo svolgimento di attività lavorativa, questa dicitura non verrà aggiunta: nei permessi di soggiorno UE per lungo soggiornanti, nei permessi rilasciati per motivi umanitari, per status di rifugiato e di protezione sussidiaria, per studio, per lavoro stagionale, per lavoro autonomo e per talune categorie particolari per le quali è previsto l’ingresso al di fuori del meccanismo dei flussi programmati;
- lo straniero titolare del permesso unico deve essere correttamente informato dei diritti conferitegli dal permesso. Tali informazioni dovranno essere fornite nell'ambito del processo di stipula dell'accordo di integrazione;
- il termine massimo per il rilascio dei permessi di soggiorno si allunga da 20 a 60 giorni e quello del nulla osta al lavoro passa da 40 a 60 giorni. Le domande per le nuove assunzioni dall’estero saranno esaminate nei limiti numericiindividuati dal decreto flussi, quelle eccedenti saranno esaminate solo nell’ambito delle quote che si rendono successivamente disponibili;
- viene abrogato l’obbligo di stipulare il contratto di soggiorno in fase di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro. La norma sulla necessità del contratto di soggiorno in fase di rinnovo era stata in realtà già superata dall’art. 17 del cd. "Decreto Semplificazioni" con cui si è stabilito che gli impegni relativi all’alloggio ed alle spese di rimpatrio, in caso di instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro, sono previsti attraverso la compilazione degli appositi riquadri del modello Unificato-Lav di comunicazione obbligatoria di assunzione o, per lavoro domestico, nella comunicazione all’INPS. Tali comunicazioni erano quindi già idonee a sostituire la stipula del contratto di soggiorno, come chiarito nella circolare del Ministero del lavoro n. 8827/2011;
- abrogato anche il divieto di assunzione di personale straniero nelle imprese del trasporto pubblico. Anche i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia potranno quindi partecipare alle selezioni per l’assunzione di personale nel settore del trasporto pubblico locale.

Erogato il premio di risultato per le aziende aderenti ad ASSOGAS

 

Sottoscritto, il 20/3/2014, tra l’ASSOGAS e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL e la UILTEC UIL, l’accordo sul Premio di Risultato per le aziende aderenti ad Assogas che non istituiscono in sede aziendale la contrattazione sul premio di risultato.

Le parti si danno atto che gli accordi sul premio di risultato risulterebbero lo strumento adeguato per migliorare la competitività e produttività delle aziende, pertanto favoriranno lo sviluppo della contrattazione di secondo livello.

Il premio medio di settore sarà riconosciuto a circa 500 sui 1000 dipendenti delle aziende assocuate ad Assogas e avrà durata triennale 2013-2014-2015.
Esso sarà erogato nel mese di luglio dell’anno successivo a quello di riferimento e sarà erogato ai lavoratori in forza a luglio di ogni anno previsto dal presente accordo, in proporzione al periodo di servizio prestato;
Viene, poi, specificato che:
– non avrà caratteristiche di aleatorietà, e pertanto non sarà soggetto a defiscalizzazione e decontribuzione;
– non avrà titolo di continuità;
– le somme lorde in euro sotto quantificate considerano già in esse anche i riflessi sugli istituti retributivi diretti ed indiretti, di origine legale e contrattuale;

– 2013: 470,00 al valore 100 della scala parametrale
– 2014: 640,00 al valore 161 della scala parametrale
– 2015: 640,00 al valore 161 della scala parametrale.

A tali valori verrà sommata una quota del salario della contrattazione aziendale che porta il valore del parametro 161 a 880,00 euro lordi considerati una tantum per gli anni 2014 e 2015, come da tabella allegata.
Le parti si incontreranno entro il mese di giugno dell’anno della liquidazione per quelle aziende che dovessero registrare risultati negativi di gestione e per valutare l’effettiva erogazione del premio di quelle associate ad ASSOGAS.

Livello Parametro Importo Anno 2013 Importo Anno 2014 Importo Anno 2015
Q 254 1.194,00 1.388,00 1.388,00
224 1.053,00 1.224,00 1.224,00
203 954,00 1.110,00 1.110,00
182 855,00 995,00 995,00
161 757,00 880,00 880,00
148 696,00 809,00 809,00
135 635,00 738,00 738,00
117 550,00 640,00 640,00
100 470,00 547,00 547,00

 

Sottoscritto, il 20/3/2014, tra l’ASSOGAS e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL e la UILTEC UIL, l’accordo sul Premio di Risultato per le aziende aderenti ad Assogas che non istituiscono in sede aziendale la contrattazione sul premio di risultato.

Le parti si danno atto che gli accordi sul premio di risultato risulterebbero lo strumento adeguato per migliorare la competitività e produttività delle aziende, pertanto favoriranno lo sviluppo della contrattazione di secondo livello.

Il premio medio di settore sarà riconosciuto a circa 500 sui 1000 dipendenti delle aziende assocuate ad Assogas e avrà durata triennale 2013-2014-2015.
Esso sarà erogato nel mese di luglio dell’anno successivo a quello di riferimento e sarà erogato ai lavoratori in forza a luglio di ogni anno previsto dal presente accordo, in proporzione al periodo di servizio prestato;
Viene, poi, specificato che:
- non avrà caratteristiche di aleatorietà, e pertanto non sarà soggetto a defiscalizzazione e decontribuzione;
- non avrà titolo di continuità;
- le somme lorde in euro sotto quantificate considerano già in esse anche i riflessi sugli istituti retributivi diretti ed indiretti, di origine legale e contrattuale;

- 2013: 470,00 al valore 100 della scala parametrale
- 2014: 640,00 al valore 161 della scala parametrale
- 2015: 640,00 al valore 161 della scala parametrale.

A tali valori verrà sommata una quota del salario della contrattazione aziendale che porta il valore del parametro 161 a 880,00 euro lordi considerati una tantum per gli anni 2014 e 2015, come da tabella allegata.
Le parti si incontreranno entro il mese di giugno dell’anno della liquidazione per quelle aziende che dovessero registrare risultati negativi di gestione e per valutare l’effettiva erogazione del premio di quelle associate ad ASSOGAS.

LivelloParametroImporto Anno 2013Importo Anno 2014Importo Anno 2015
Q2541.194,001.388,001.388,00
2241.053,001.224,001.224,00
203954,001.110,001.110,00
182855,00995,00995,00
161757,00880,00880,00
148696,00809,00809,00
135635,00738,00738,00
117550,00640,00640,00
100470,00547,00547,00

AUTOTRASPORTO MERCI: SCIOLTA LA RISERVA PER IL SETTORE ASSOLOGISTICA

 

Sciolta positivamente, il 18/3/2014, da parte di Assologistica, la riserva circa l’applicazione dell’accordo di rinnovo del 1/08/2013 per la logistica, trasporto e spedizione, con decorrenza 1/1/2013-31/12/2015.

Pertanto, a seguito della firma all’accordo anche da parte della Assologistica, a partire dalla citata data l’accordo deve ritenersi operante sia la parte economica che la parte normativa dello stesso.

Vengono, quindi adottati i nuovi minimi retributivi con conseguente cessazione dell’ “Acconto sui futuri aumenti contrattuali” (€ 35 euro)” erogato ai dipendenti dal giugno 2013 sulla base dell’accordo del 5/6/2013 .

Si riassumono i punti più importanti dell’intesa.

 

Aumenti retributivi
Le parti hanno previsto un aumento mensile a regime, parametrato sul 3° livello Super, pari a 108,00 euro, così distribuito:
– 1/6/2013: 35,00 euro;
– 1/10/2014: 35,00 euro;
– 1/10/2015: 38,00 euro.

Livello Minimo all’1/6/2013 Minimo all’1/10/2014 Minimo all’1/10/2015
1 Super 2.014,92 2.059,73 2.108,38
1 1.891,78 1.933,94 1.979,71
2 1.738,02 1.776,73 1.818,76
3 1.569,37 1.604,37 1.642,37
3 Super Junior 1.533,70 1.567,90 1.605,04
4 1.527,99 1.561,93 1.598,78
5 1.452,94 1.485,29 1.520,41
6 1.385,91 1.416,67 1.450,06
7 1.294,27 1.323,17 1.354,55

Una tantum
Ad integrale copertura del periodo 1 gennaio – 31/5/2013, ai soli lavoratori in servizio alla data di stipula del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario lordo procapite di 88,00 euro suddivisibile in quote mensili o frazioni in relazione alla durata del rapporto nel periodo interessato.
L’importo una tantum sarà inoltre ridotto proporzionalmente per il personale part-time in relazione alla ridotta prestazione lavorativa. A tal fine non vengono considerate le frazioni di mese inferiori a 15 giorni, mentre quelle pari o superiori a 15 giorni vengono computate come mese intero.
L’importo forfettario di cui sopra non sarà considerato ai fini dei vari istituti contrattuali e della determinazione del TFR.

Norme straordinarie e temporanee a sostegno delle imprese di autotrasporto
Per la vigenza del nuovo contratto sono state previste alcune misure premiali per le impresedi autotrasporto che dimostrino di essere in regola con gli adempimenti contributivi e di aver stipulato accordi sindacali ai sensi degli artt. 11 e 11 bis del CCNL. Le misure premiali sono di due tipi: alcune attivabili in via automatica a condizione che non siano stati effettuati licenziamenti collettivi nell’anno precedente, altre invece attivabili tramite specifici accordi sindacali aventi come obiettivo la difesa dell’occupazione e il consolidamento delle attività aziendali in ambito nazionale. Le misure premiali automatiche, che si applicheranno esclusivamente al personale viaggiante, consistono nell’elevazione dal 35% al 40% della percentuale massima ammessa di contratti a termine e nell’introduzione di un nuovo livello 3° Super Junior a cui si applicherà la disciplina dell’orario discontinuo dell’art.11 bis del contratto. Le misure premiali da definire tramite accordi potranno invece riguardare le materie degli orari del personale viaggiante e di quello impiegato in attività accessorie per la gestione del traffico, nonché i compensi per il lavoro straordinario e la trasferta.

Indennità di uso mezzo trasporto
E’ stato previsto che l’azienda corrisponderà al lavoratore che usa un mezzo di trasporto, una indennità mensile o, in alternativa, il rimborso chilometrico da concordarsi fra le parti.

Assenze non retribuite
Al lavoratore che ne faccia domanda, l’azienda ha facoltà di accordare permessi di breve congedo per giustificati motivi ed ha altresì facoltà di non corrispondere la retribuzione. Tali brevi congedi non sono computati in conto dell’annuale periodo di riposo.
In ogni caso al lavoratore che ne faccia domanda, l’azienda dovrà concedere permessi fino al limite di 20 ore all’anno (che potranno essere usufruiti anche frazionatamente) con facoltà di non corrispondere la retribuzione e senza scomputo dall’annuale periodo di ferie. Dieci delle suddette ore verranno retribuite in caso di esami clinici, visite ed interventi specialistici.
Le ore non retribuite potranno essere usufruite previo esaurimento ROL ed ex festività.

Contratto di lavoro a tempo determinato
Si parte dalla premessa che l’insieme dei lavoratori assunti con contratti atipici (tempo determinato, somministrazione) non potrà superare il 27% dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a livello aziendale e il 47% a livello di ogni unità produttiva.
Per i lavoratori mobili la percentuale del 27% potrà essere raggiunta anche attraverso la sola stipula di contratti a tempo determinato.
E’ comunque consentita l’attivazione di contratti di cui sopra sino a 10 unità purché non risulti superato il totale dei contratti a tempo indeterminato in atto nell’unità produttiva.
Tale percentuale potrà essere derogata, in fase di start up, per i primi due anni di avvio della nuova attività lavorativa con accordi sindacali da stipularsi a livello aziendale/territoriale.
Per quanto riguarda il contratto a tempo determinato, si precisa che il personale assunto a termine non può eccedere la misura del 35% dei lavoratori assunti a tempo indeterminato.
Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione del 20% della retribuzione globale per ogni giorno di continuazione del rapporto fino al decimo giorno successivo e del 40% per ciascun giorno ulteriore fino al ventesimo giorno successivo.
Se il rapporto di lavoro continua oltre il ventesimo trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il trentesimo cinquantesimo giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.
Inoltre le parti convengono che l’intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore, ai sensi dell’art. 5, comma 3 ultimo periodo del D.Lgs. n. 368/2001 e successive modifiche, è fissato in 20 giorni in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 30 giorni nel caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine previste nel Contratto. Qualora la riassunzione avvenga prima dei suddetti termini il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.

Apprendistato Professionalizzante
Le pari hanno riformulato la disposizione relativa al periodo di prova stabilendo che il periodo di prova degli apprendisti sia operai che impiegati nei vari profili professionali è pari a quello previsto dall’art. 5 del presente CCNL per la generalità dei dipendenti a seconda dei livelli di inquadramento. Detto periodo sarà ridotto della metà quando si tratta di un lavoratore che nell’ambito di precedenti rapporti di lavoro abbia frequentato corsi formativi certificati tramite attestato rilasciato dalle aziende o da Enti all’uopo autorizzati, inerenti al profilo professionale da conseguire. Il periodo di prova verrà computato sia agli effetti del periodo previsto dall’apprendistato, sia agli effetti dell’anzianità di servizio.

Flessibilità personale non viaggiante
1) Per un massimo di 4 mesi all’anno, anche non consecutivi ed anche non coincidenti con il mese solare, è consentito alle imprese di distribuire l’orario di lavoro su 5 giorni in maniera non omogenea nell’arco della settimana, fermo restando il minimo di 32 ed il massimo di 48 ore settimanali, nonché il minimo di 6 ed il massimo di 10 ore giornaliere ordinarie, con una media settimanale di 39 ore sui due mesi consecutivi, da considerarsi entrambi in regime di flessibilità, tranne che ricorrano le condizioni cui al successivo punto 3.
Sempre all’interno del periodo massimo di 4 mesi all’anno, le imprese per un periodo massimo di 4 settimane consecutive potranno articolare la durata dell’orario normale di lavoro su 6 giornate con le modalità di cui alla lettera precedente.
2) Per ogni mese in cui verrà attuato il regime di flessibilità di cui al comma 1 lettera A) sarà corrisposta ai lavoratori interessati una indennità complessiva lorda pari a 75,00 euro, che verrà riproporzionata in base alle effettive settimane di utilizzo.
Per il mese in cui verrà attuato il regime di flessibilità di cui al comma 1 lettera B) sarà corrisposta ai lavoratori interessati una indennità complessiva lorda pari a 110 euro, che verrà riproporzionata in base alle effettive settimane di utilizzo.
3) Nel caso in cui nel mese di flessibilità venisse superata la media delle 39 ore settimanali, le ore in più verranno fatte fruire, nel mese successivo, al lavoratore prevalentemente a giornate intere o a mezze giornate; in questo caso tale mese non sarà da considerarsi in regime di flessibilità. Qualora le ore eccedenti non vengano recuperate sa ranno retribuite come lavoro straordinario.
4) Con un anticipo di almeno 45 giorni dovrà essere avviato un esame preventivo con la RSA/RSU e/o le OO.SS. territoriali, in merito all’applicazione di tale regime di orario, nonché la distribuzione dell’orario di lavoro, l’inizio e il termine della giornata lavorativa, che in ogni caso non può pregiudicare l’applicazione del suddetto regime di flessibilità.
5) I mesi di flessibilità non utilizzati dall’impresa non potranno essere cumulati con quelli relativi all’anno successivo.
6) Il presente articolo si applica solo ai lavoratori con contratto a tempo pieno.

 

Sciolta positivamente, il 18/3/2014, da parte di Assologistica, la riserva circa l’applicazione dell’accordo di rinnovo del 1/08/2013 per la logistica, trasporto e spedizione, con decorrenza 1/1/2013-31/12/2015.

Pertanto, a seguito della firma all’accordo anche da parte della Assologistica, a partire dalla citata data l’accordo deve ritenersi operante sia la parte economica che la parte normativa dello stesso.

Vengono, quindi adottati i nuovi minimi retributivi con conseguente cessazione dell’ "Acconto sui futuri aumenti contrattuali" (€ 35 euro)" erogato ai dipendenti dal giugno 2013 sulla base dell’accordo del 5/6/2013 .

Si riassumono i punti più importanti dell’intesa.

 

Aumenti retributivi
Le parti hanno previsto un aumento mensile a regime, parametrato sul 3° livello Super, pari a 108,00 euro, così distribuito:
- 1/6/2013: 35,00 euro;
- 1/10/2014: 35,00 euro;
- 1/10/2015: 38,00 euro.

LivelloMinimo all’1/6/2013Minimo all’1/10/2014Minimo all’1/10/2015
1 Super2.014,922.059,732.108,38
11.891,781.933,941.979,71
21.738,021.776,731.818,76
31.569,371.604,371.642,37
3 Super Junior1.533,701.567,901.605,04
41.527,991.561,931.598,78
51.452,941.485,291.520,41
61.385,911.416,671.450,06
71.294,271.323,171.354,55

Una tantum
Ad integrale copertura del periodo 1 gennaio - 31/5/2013, ai soli lavoratori in servizio alla data di stipula del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario lordo procapite di 88,00 euro suddivisibile in quote mensili o frazioni in relazione alla durata del rapporto nel periodo interessato.
L'importo una tantum sarà inoltre ridotto proporzionalmente per il personale part-time in relazione alla ridotta prestazione lavorativa. A tal fine non vengono considerate le frazioni di mese inferiori a 15 giorni, mentre quelle pari o superiori a 15 giorni vengono computate come mese intero.
L'importo forfettario di cui sopra non sarà considerato ai fini dei vari istituti contrattuali e della determinazione del TFR.

Norme straordinarie e temporanee a sostegno delle imprese di autotrasporto
Per la vigenza del nuovo contratto sono state previste alcune misure premiali per le impresedi autotrasporto che dimostrino di essere in regola con gli adempimenti contributivi e di aver stipulato accordi sindacali ai sensi degli artt. 11 e 11 bis del CCNL. Le misure premiali sono di due tipi: alcune attivabili in via automatica a condizione che non siano stati effettuati licenziamenti collettivi nell’anno precedente, altre invece attivabili tramite specifici accordi sindacali aventi come obiettivo la difesa dell’occupazione e il consolidamento delle attività aziendali in ambito nazionale. Le misure premiali automatiche, che si applicheranno esclusivamente al personale viaggiante, consistono nell’elevazione dal 35% al 40% della percentuale massima ammessa di contratti a termine e nell’introduzione di un nuovo livello 3° Super Junior a cui si applicherà la disciplina dell’orario discontinuo dell’art.11 bis del contratto. Le misure premiali da definire tramite accordi potranno invece riguardare le materie degli orari del personale viaggiante e di quello impiegato in attività accessorie per la gestione del traffico, nonché i compensi per il lavoro straordinario e la trasferta.

Indennità di uso mezzo trasporto
E’ stato previsto che l'azienda corrisponderà al lavoratore che usa un mezzo di trasporto, una indennità mensile o, in alternativa, il rimborso chilometrico da concordarsi fra le parti.

Assenze non retribuite
Al lavoratore che ne faccia domanda, l'azienda ha facoltà di accordare permessi di breve congedo per giustificati motivi ed ha altresì facoltà di non corrispondere la retribuzione. Tali brevi congedi non sono computati in conto dell'annuale periodo di riposo.
In ogni caso al lavoratore che ne faccia domanda, l'azienda dovrà concedere permessi fino al limite di 20 ore all'anno (che potranno essere usufruiti anche frazionatamente) con facoltà di non corrispondere la retribuzione e senza scomputo dall'annuale periodo di ferie. Dieci delle suddette ore verranno retribuite in caso di esami clinici, visite ed interventi specialistici.
Le ore non retribuite potranno essere usufruite previo esaurimento ROL ed ex festività.

Contratto di lavoro a tempo determinato
Si parte dalla premessa che l'insieme dei lavoratori assunti con contratti atipici (tempo determinato, somministrazione) non potrà superare il 27% dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a livello aziendale e il 47% a livello di ogni unità produttiva.
Per i lavoratori mobili la percentuale del 27% potrà essere raggiunta anche attraverso la sola stipula di contratti a tempo determinato.
E' comunque consentita l'attivazione di contratti di cui sopra sino a 10 unità purché non risulti superato il totale dei contratti a tempo indeterminato in atto nell'unità produttiva.
Tale percentuale potrà essere derogata, in fase di start up, per i primi due anni di avvio della nuova attività lavorativa con accordi sindacali da stipularsi a livello aziendale/territoriale.
Per quanto riguarda il contratto a tempo determinato, si precisa che il personale assunto a termine non può eccedere la misura del 35% dei lavoratori assunti a tempo indeterminato.
Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione del 20% della retribuzione globale per ogni giorno di continuazione del rapporto fino al decimo giorno successivo e del 40% per ciascun giorno ulteriore fino al ventesimo giorno successivo.
Se il rapporto di lavoro continua oltre il ventesimo trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il trentesimo cinquantesimo giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.
Inoltre le parti convengono che l'intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore, ai sensi dell'art. 5, comma 3 ultimo periodo del D.Lgs. n. 368/2001 e successive modifiche, è fissato in 20 giorni in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 30 giorni nel caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine previste nel Contratto. Qualora la riassunzione avvenga prima dei suddetti termini il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.

Apprendistato Professionalizzante
Le pari hanno riformulato la disposizione relativa al periodo di prova stabilendo che il periodo di prova degli apprendisti sia operai che impiegati nei vari profili professionali è pari a quello previsto dall'art. 5 del presente CCNL per la generalità dei dipendenti a seconda dei livelli di inquadramento. Detto periodo sarà ridotto della metà quando si tratta di un lavoratore che nell'ambito di precedenti rapporti di lavoro abbia frequentato corsi formativi certificati tramite attestato rilasciato dalle aziende o da Enti all'uopo autorizzati, inerenti al profilo professionale da conseguire. Il periodo di prova verrà computato sia agli effetti del periodo previsto dall'apprendistato, sia agli effetti dell'anzianità di servizio.

Flessibilità personale non viaggiante
1) Per un massimo di 4 mesi all'anno, anche non consecutivi ed anche non coincidenti con il mese solare, è consentito alle imprese di distribuire l'orario di lavoro su 5 giorni in maniera non omogenea nell'arco della settimana, fermo restando il minimo di 32 ed il massimo di 48 ore settimanali, nonché il minimo di 6 ed il massimo di 10 ore giornaliere ordinarie, con una media settimanale di 39 ore sui due mesi consecutivi, da considerarsi entrambi in regime di flessibilità, tranne che ricorrano le condizioni cui al successivo punto 3.
Sempre all'interno del periodo massimo di 4 mesi all'anno, le imprese per un periodo massimo di 4 settimane consecutive potranno articolare la durata dell'orario normale di lavoro su 6 giornate con le modalità di cui alla lettera precedente.
2) Per ogni mese in cui verrà attuato il regime di flessibilità di cui al comma 1 lettera A) sarà corrisposta ai lavoratori interessati una indennità complessiva lorda pari a 75,00 euro, che verrà riproporzionata in base alle effettive settimane di utilizzo.
Per il mese in cui verrà attuato il regime di flessibilità di cui al comma 1 lettera B) sarà corrisposta ai lavoratori interessati una indennità complessiva lorda pari a 110 euro, che verrà riproporzionata in base alle effettive settimane di utilizzo.
3) Nel caso in cui nel mese di flessibilità venisse superata la media delle 39 ore settimanali, le ore in più verranno fatte fruire, nel mese successivo, al lavoratore prevalentemente a giornate intere o a mezze giornate; in questo caso tale mese non sarà da considerarsi in regime di flessibilità. Qualora le ore eccedenti non vengano recuperate sa ranno retribuite come lavoro straordinario.
4) Con un anticipo di almeno 45 giorni dovrà essere avviato un esame preventivo con la RSA/RSU e/o le OO.SS. territoriali, in merito all'applicazione di tale regime di orario, nonché la distribuzione dell'orario di lavoro, l'inizio e il termine della giornata lavorativa, che in ogni caso non può pregiudicare l'applicazione del suddetto regime di flessibilità.
5) I mesi di flessibilità non utilizzati dall'impresa non potranno essere cumulati con quelli relativi all'anno successivo.
6) Il presente articolo si applica solo ai lavoratori con contratto a tempo pieno.

La contribuzione integrativa volontaria per i periodi di lavoro intermittente

Le modalità ed i termini di versamento della contribuzione volontaria, integrativa della contribuzione obbligatoria, in corrispondenza di periodi regolati da contratto di lavoro intermittente.

Nelle ipotesi in cui il lavoratore sia assunto con contratto di lavoro intermittente e presti attività lavorativa per un numero di ore inferiore a quello contrattualmente previsto per i soggetti occupati a tempo pieno, l’anzianità contributiva deve essere determinata in “settimane utili”, in numero pari al rapporto ottenuto dividendo il totale delle ore retribuite nel periodo lavorato per l’orario contrattuale settimanale del tempo pieno.
Ciò premesso, poiché ai periodi lavorativi svolti dal lavoratore intermittente si applica il principio di non discriminazione rispetto a quelli prestati dal lavoratore ordinario, i lavoratori in questione possono integrare la contribuzione obbligatoria in loro favore, versando in forma volontaria, una contribuzione calcolata sulla differenza fra una retribuzione convenzionale pari al limite minimo settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi ed il valore degli emolumenti percepiti (comprensivi dell’indennità di disponibilità), fino a concorrenza del predetto parametro minimo.
Tale facoltà è esercitabile a domanda e non è richiesto alcun requisito contributivo. La facoltà in esame, perciò, è riconosciuta a tutti i soggetti che abbiano prestato lavoro intermittente, fermo restando il riferimento esclusivo ai periodi interessati da un valore imponibile inferiore a quello della retribuzione convenzionale individuata ai sensi del decreto citato.
Per ciascun periodo da integrare si deve prioritariamente quantificare la retribuzione convenzionale moltiplicando l’importo del minimale settimanale vigente nell’anno interessato dal versamento, per il numero delle “settimane utili”, relative al periodo di attività lavorativa e/o di disponibilità considerato. Dal predetto valore va poi sottratto l’ammontare della retribuzione da lavoro intermittente ovvero l’indennità di disponibilità percepita. Il risultato così ottenuto rappresenta la base di calcolo del contributo volontario integrativo. L’aliquota contributiva IVS da applicare è quella vigente nell’anno oggetto dell’integrazione.
L’autorizzazione va richiesta annualmente, pena la decadenza, entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello in cui si collocano i periodi per i quali sono consentiti i versamenti delle differenze contributive, avvalendosi esclusivamente dei seguenti canali:
– per via telematica, accedendo direttamente, tramite PIN, ai servizi telematici disponibili sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it), nella sezione “Servizi Online – Per tipologia di utente – Cittadino – Versamenti Volontari”;
– mediante comunicazione telefonica al Contact Center Multicanale, identificandosi tramite PIN e codice fiscale;
– attraverso intermediari abilitati.
Le richieste relative agli anni per i quali sia già decorso il predetto termine vanno presentate entro 6 mesi dalla data del 20 marzo 2014, a pena di decadenza.
Il provvedimento di autorizzazione ed il bollettino MAV vengono inviati al richiedente mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Il versamento va eseguito dall’interessato per l’intero ammontare, entro la fine del trimestre successivo a quello di notifica della relativa autorizzazione, pena la decadenza. I versamenti effettuati in ritardo si considerano inefficaci e sono rimborsati, senza maggiorazione per interessi.

Le modalità ed i termini di versamento della contribuzione volontaria, integrativa della contribuzione obbligatoria, in corrispondenza di periodi regolati da contratto di lavoro intermittente.

Nelle ipotesi in cui il lavoratore sia assunto con contratto di lavoro intermittente e presti attività lavorativa per un numero di ore inferiore a quello contrattualmente previsto per i soggetti occupati a tempo pieno, l’anzianità contributiva deve essere determinata in "settimane utili", in numero pari al rapporto ottenuto dividendo il totale delle ore retribuite nel periodo lavorato per l’orario contrattuale settimanale del tempo pieno.
Ciò premesso, poiché ai periodi lavorativi svolti dal lavoratore intermittente si applica il principio di non discriminazione rispetto a quelli prestati dal lavoratore ordinario, i lavoratori in questione possono integrare la contribuzione obbligatoria in loro favore, versando in forma volontaria, una contribuzione calcolata sulla differenza fra una retribuzione convenzionale pari al limite minimo settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi ed il valore degli emolumenti percepiti (comprensivi dell’indennità di disponibilità), fino a concorrenza del predetto parametro minimo.
Tale facoltà è esercitabile a domanda e non è richiesto alcun requisito contributivo. La facoltà in esame, perciò, è riconosciuta a tutti i soggetti che abbiano prestato lavoro intermittente, fermo restando il riferimento esclusivo ai periodi interessati da un valore imponibile inferiore a quello della retribuzione convenzionale individuata ai sensi del decreto citato.
Per ciascun periodo da integrare si deve prioritariamente quantificare la retribuzione convenzionale moltiplicando l’importo del minimale settimanale vigente nell’anno interessato dal versamento, per il numero delle "settimane utili", relative al periodo di attività lavorativa e/o di disponibilità considerato. Dal predetto valore va poi sottratto l’ammontare della retribuzione da lavoro intermittente ovvero l’indennità di disponibilità percepita. Il risultato così ottenuto rappresenta la base di calcolo del contributo volontario integrativo. L’aliquota contributiva IVS da applicare è quella vigente nell’anno oggetto dell’integrazione.
L’autorizzazione va richiesta annualmente, pena la decadenza, entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello in cui si collocano i periodi per i quali sono consentiti i versamenti delle differenze contributive, avvalendosi esclusivamente dei seguenti canali:
- per via telematica, accedendo direttamente, tramite PIN, ai servizi telematici disponibili sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it), nella sezione "Servizi Online – Per tipologia di utente – Cittadino – Versamenti Volontari";
- mediante comunicazione telefonica al Contact Center Multicanale, identificandosi tramite PIN e codice fiscale;
- attraverso intermediari abilitati.
Le richieste relative agli anni per i quali sia già decorso il predetto termine vanno presentate entro 6 mesi dalla data del 20 marzo 2014, a pena di decadenza.
Il provvedimento di autorizzazione ed il bollettino MAV vengono inviati al richiedente mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Il versamento va eseguito dall’interessato per l’intero ammontare, entro la fine del trimestre successivo a quello di notifica della relativa autorizzazione, pena la decadenza. I versamenti effettuati in ritardo si considerano inefficaci e sono rimborsati, senza maggiorazione per interessi.

Ancora chiarimenti ministeriali sull’utilizzabilità del contratto a chiamata

Ulteriori chiarimenti sul ricorso al contratto di lavoro intermittente per gli operai addetti all’installazione di addobbi, palchi, stand presso fiere, congressi, manifestazioni, spettacoli in genere.

E’ negata la possibilità di utilizzo della tipologia contrattuale del lavoro intermittente in relazione “alla figura di addetto all’attività di installazione, allestimento e addobbi palchi, stand presso fiere, congressi, manifestazioni e/o spettacoli con utilizzo di apposite apparecchiature fornite dal datore di lavoro”. Tale figura, al riguardo, non può essere ricondotta alle categorie professionali contemplate ai numeri 43 o 46 della tabella allegata al Regio Decreto n. 2657/1923, recante l’elenco delle attività a carattere discontinuo per le quali è consentita la stipula di contratti di lavoro intermittente, anche in mancanza delle causali di carattere oggettivo o soggettivo normalmente richieste.
Nello specifico, il n. 43 contempla le figure degli “operai addetti agli spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi”, mentre il n. 46 quelle degli “operai addobbatori o apparatori per cerimonie civili o religiose”. L’esclusione è sussistente in quanto tale prestatore risulta impegnato in attività esclusivamente prodromiche o successive, seppur funzionalmente connesse, all’evento o allo spettacolo.
Tuttavia, laddove l’attività svolta non consista esclusivamente nell’installazione o smontaggio del palco prima e dopo un concerto e/o spettacolo, ma anche nel restare a disposizione per qualsiasi necessità che potrebbe manifestarsi durante l’evento stesso, per lo svolgimento di attività pienamente integrate nell’evento o nello spettacolo, quali ad esempio controllo luci, casse acustiche, microfoni, appare possibile l’utilizzo della tipologia contrattuale del lavoro intermittente.

Ulteriori chiarimenti sul ricorso al contratto di lavoro intermittente per gli operai addetti all'installazione di addobbi, palchi, stand presso fiere, congressi, manifestazioni, spettacoli in genere.

E’ negata la possibilità di utilizzo della tipologia contrattuale del lavoro intermittente in relazione "alla figura di addetto all’attività di installazione, allestimento e addobbi palchi, stand presso fiere, congressi, manifestazioni e/o spettacoli con utilizzo di apposite apparecchiature fornite dal datore di lavoro". Tale figura, al riguardo, non può essere ricondotta alle categorie professionali contemplate ai numeri 43 o 46 della tabella allegata al Regio Decreto n. 2657/1923, recante l’elenco delle attività a carattere discontinuo per le quali è consentita la stipula di contratti di lavoro intermittente, anche in mancanza delle causali di carattere oggettivo o soggettivo normalmente richieste.
Nello specifico, il n. 43 contempla le figure degli "operai addetti agli spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi", mentre il n. 46 quelle degli "operai addobbatori o apparatori per cerimonie civili o religiose". L’esclusione è sussistente in quanto tale prestatore risulta impegnato in attività esclusivamente prodromiche o successive, seppur funzionalmente connesse, all’evento o allo spettacolo.
Tuttavia, laddove l’attività svolta non consista esclusivamente nell’installazione o smontaggio del palco prima e dopo un concerto e/o spettacolo, ma anche nel restare a disposizione per qualsiasi necessità che potrebbe manifestarsi durante l'evento stesso, per lo svolgimento di attività pienamente integrate nell'evento o nello spettacolo, quali ad esempio controllo luci, casse acustiche, microfoni, appare possibile l'utilizzo della tipologia contrattuale del lavoro intermittente.

CCNL RETIFICI: SOTTOSCRITTO L’ACCORDO DI RINNOVO

Firmato, il 17/3/2014, tra FEDERPESCA e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL, UILTEC-UIL, il verbale di accordo per il rinnovo del CCNL Retifici, scaduto il 31/12/2012. L’intesa decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015, sia per la parte normativa che per la parte economica.

Aumenti retributivi
L’accordo di rinnovo prevede un aumento retributivo complessivo pari a 112,00 euro lordi mensili, al 3° livello e da riparametrare per gli altri, da suddividere in tre tranches:

– euro 30,00 dall’1/3/2014;
– euro 60,00 dall’1/1/2015;
– euro 22,00 dall’1/7/2015.

Gli importi parametrati sono i seguenti:

Livello Aumento 1/3/2014 Aumento 1/1/2015 Aumento 1/7/2015 TOTALE
16,95 33,90 12,43 63,28
27,97 55,94 20,51 104,42
30,00 60,00 22,00 112,00
31,35 62,70 23,00 117,05
32,20 64,40 23,62 120,22
34,24 68,48 25,11 127,83
35,60 71,20 26,10 132,90
38,82 77,64 28,47 144,93

Pertanto alle scadenze indicate saranno corrisposti i nuovi minimi retributivi mensili:

Livello Minimo 1/3/2014 Minimo 1/1/2015 Minimo 1/7/2015
1.162,79 1.240,43 1.268,90
1.412,84 1.484,04 1.510,14
1.484,99 1.553,47 1.578,58
1.519,46 1.583,86 1.607,48
1.551,99 1.614,69 1.637,69
1.660,35 1.720,35 1.742,35
1.801,71 1.857,64 1.878,16
1.848,12 1.882,02 1.894,45

Una tantum
Si prevede l’erogazione di un importo una tantum pari a 450,00 euro da corrispondere in tre tranches di 150,00 euro cadauna, con decorrenza aprile 2014, luglio 2014, ottobre 2014.

Elemento perequativo
Ai lavoratori in forza dalla data di stipula del presente accordo, in aziende prive di contrattazione di secondo livello con contenuti economici, verrà erogata con la retribuzione del mese di aprile 2014 a titolo perequativo, una cifra in forma annua di € 250,00 lordi, onnicomprensiva e non incidente sul TFR.
Per quanto concerne gli anni successivi, l’importo sarà di € 260,00 lordi per l’anno 2014 e di € 270,00 lordi per l’anno 2015 sempre con erogazione nel mese di dicembre di ciascun anno.

Previdenza Complementare
La parte datoriale Federpesca si è dichiarata disponibile ad un incremento dello 0,20% del contributo aziendale destinato alla previdenza integrativa, per finanziare l’assicurazione per premorienza e invalidità permanente, calcolato sulla retribuzione base contrattuale, se anche le altre categorie aderenti a Previmoda dichiarano analoga disponibilità.

Apprendistato professionalizzante ex D.Lgs. 167/2011 e s.m.i.
In linea generale può essere adottato per l’assunzione di giovani di età non inferiore ai 18 anni, salvo le deroghe consentite dalla legge, e non superiore a 29 anni.
Il contratto di apprendistato può riguardare ciascuna delle seguenti categorie: operai, intermedi, impiegati ed è ammesso per i livelli dal 2° all’8° e per tutte le relative mansioni.
Il periodo di addestramento iniziato presso altri datori di lavoro deve essere computato per intero nella nuova azienda, ai fini del compimento del periodo prescritto, sempreché riguardi le stesse mansioni e non sia intercorso tra un periodo e l’altro un intervallo superiore a 18 mesi.
Se l’apprendista ha compiuto un periodo completo di apprendistato in altri reparti complementari alla lavorazione alla quale viene assegnato, presso il medesimo o altri datori di lavoro, il nuovo periodo necessario al conseguimento della qualifica viene ridotto alla metà.
La facoltà di assunzione mediante contratto di apprendistato secondo quanto previsto dal D.Lgs. 167/2011 e dalla Legge 28/6/2012 n. 92, (art. 1, comma 19), è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato almeno il 70% degli apprendisti dipendenti dalla stessa azienda.
La durata del periodo di prova dell’apprendista non può essere superiore a:

Livelli Periodo di prova
1 mese
1 mese e mezzo
2 mesi
3 mesi
6 mesi
6 mesi
6 mesi

Le parti convengono che la durata massima del contratto si apprendistato è di 3 anni secondo la suddivisione in periodi di seguito riportata:

Livelli Durata complessiva Primo periodo Secondo periodo Terzo periodo
8° – 7° 36 mesi 10 10 16
36 mesi 10 10 16
36 mesi 11 11 14
36 mesi 11 11 14
36 mesi 11 11 14
36 mesi 12 12 12

Una riduzione fino a 6 mesi del periodo di apprendistato professionalizzante, applicabile sul terzo periodo della tabella sopra riportata, è riconosciuta ai lavoratori che, prima del contratto di apprendistato, abbiano svolto presso la stessa azienda un periodo di pari durata di stage o tirocinio.
La sua retribuzione iniziale, pertanto, sarà corrispondente al minimo contrattuale previsto per il livello di inquadramento riconosciuto all’apprendista e seguirà successivamente gli scaglioni progressivi di cui alla tabella indicata nella linea: “durata del contratto”, secondo quanto di seguito riportato:

a) primo terzo del periodo: 80% del minimo contrattuale del livello assegnato;
b) secondo terzo del periodo: 90% del minimo contrattuale del livello assegnato;
c) ultimo terzo del periodo: 100% del netto del minimo contrattuale del livello assegnato.

Nelle aree di cui all’obiettivo 1 del regolamento 93/2081/CEE del 20/7/1993 e successive modificazioni, la retribuzione degli apprendisti è stabilità nelle seguenti misure:
a) primo terzo del periodo: 70% del minimo contrattuale del livello assegnato;
b) secondo terzo del periodo: 80% del minimo contrattuale del livello assegnato;
c) ultimo terzo del periodo: 90% del minimo contrattuale del livello assegnato.
L’anzianità durante il rapporto di apprendistato è utile per la maturazione e per la corresponsione degli aumenti periodici di anzianità. Gli aumenti saranno commisurati alle stesse percentuali del minimo contrattuale.
In caso di malattia e di infortunio non sul lavoro, all’apprendista non in prova, nei limiti del periodo di conservazione del posto, saranno corrisposti trattamenti assistenziali ad integrazione dell’indennità di malattia riconosciuta dall’istituto assicuratore fino al raggiungimento dei seguenti limiti massimi:
– dal 1° al 3° giorno di malattia: 50% della retribuzione normale dell’apprendista;
– dal 4° al 180° giorno di malattia, il 100% della retribuzione netta normale dell’apprendista.
In aggiunta a quanto sopra, ove venisse a cessare il trattamento mutualistico dell’Istituto assicuratore, l’azienda riconoscerà all’apprendista ammalato una integrazione pari al 50% della retribuzione normale dell’apprendista per il periodo di malattia eccedente il 6° mese compiuto e fino al termine del periodo di conservazione del posto.

Firmato, il 17/3/2014, tra FEDERPESCA e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL, UILTEC-UIL, il verbale di accordo per il rinnovo del CCNL Retifici, scaduto il 31/12/2012. L’intesa decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015, sia per la parte normativa che per la parte economica.

Aumenti retributivi
L’accordo di rinnovo prevede un aumento retributivo complessivo pari a 112,00 euro lordi mensili, al 3° livello e da riparametrare per gli altri, da suddividere in tre tranches:

- euro 30,00 dall’1/3/2014;
- euro 60,00 dall’1/1/2015;
- euro 22,00 dall’1/7/2015.

Gli importi parametrati sono i seguenti:

LivelloAumento 1/3/2014Aumento 1/1/2015Aumento 1/7/2015TOTALE
16,9533,9012,4363,28
27,9755,9420,51104,42
30,0060,0022,00112,00
31,3562,7023,00117,05
32,2064,4023,62120,22
34,2468,4825,11127,83
35,6071,2026,10132,90
38,8277,6428,47144,93

Pertanto alle scadenze indicate saranno corrisposti i nuovi minimi retributivi mensili:

LivelloMinimo 1/3/2014Minimo 1/1/2015Minimo 1/7/2015
1.162,791.240,431.268,90
1.412,841.484,041.510,14
1.484,991.553,471.578,58
1.519,461.583,861.607,48
1.551,991.614,691.637,69
1.660,351.720,351.742,35
1.801,711.857,641.878,16
1.848,121.882,021.894,45

Una tantum
Si prevede l’erogazione di un importo una tantum pari a 450,00 euro da corrispondere in tre tranches di 150,00 euro cadauna, con decorrenza aprile 2014, luglio 2014, ottobre 2014.

Elemento perequativo
Ai lavoratori in forza dalla data di stipula del presente accordo, in aziende prive di contrattazione di secondo livello con contenuti economici, verrà erogata con la retribuzione del mese di aprile 2014 a titolo perequativo, una cifra in forma annua di € 250,00 lordi, onnicomprensiva e non incidente sul TFR.
Per quanto concerne gli anni successivi, l'importo sarà di € 260,00 lordi per l'anno 2014 e di € 270,00 lordi per l'anno 2015 sempre con erogazione nel mese di dicembre di ciascun anno.

Previdenza Complementare
La parte datoriale Federpesca si è dichiarata disponibile ad un incremento dello 0,20% del contributo aziendale destinato alla previdenza integrativa, per finanziare l'assicurazione per premorienza e invalidità permanente, calcolato sulla retribuzione base contrattuale, se anche le altre categorie aderenti a Previmoda dichiarano analoga disponibilità.

Apprendistato professionalizzante ex D.Lgs. 167/2011 e s.m.i.
In linea generale può essere adottato per l'assunzione di giovani di età non inferiore ai 18 anni, salvo le deroghe consentite dalla legge, e non superiore a 29 anni.
Il contratto di apprendistato può riguardare ciascuna delle seguenti categorie: operai, intermedi, impiegati ed è ammesso per i livelli dal 2° all'8° e per tutte le relative mansioni.
Il periodo di addestramento iniziato presso altri datori di lavoro deve essere computato per intero nella nuova azienda, ai fini del compimento del periodo prescritto, sempreché riguardi le stesse mansioni e non sia intercorso tra un periodo e l'altro un intervallo superiore a 18 mesi.
Se l’apprendista ha compiuto un periodo completo di apprendistato in altri reparti complementari alla lavorazione alla quale viene assegnato, presso il medesimo o altri datori di lavoro, il nuovo periodo necessario al conseguimento della qualifica viene ridotto alla metà.
La facoltà di assunzione mediante contratto di apprendistato secondo quanto previsto dal D.Lgs. 167/2011 e dalla Legge 28/6/2012 n. 92, (art. 1, comma 19), è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato almeno il 70% degli apprendisti dipendenti dalla stessa azienda.
La durata del periodo di prova dell'apprendista non può essere superiore a:

LivelliPeriodo di prova
1 mese
1 mese e mezzo
2 mesi
3 mesi
6 mesi
6 mesi
6 mesi

Le parti convengono che la durata massima del contratto si apprendistato è di 3 anni secondo la suddivisione in periodi di seguito riportata:

LivelliDurata complessivaPrimo periodoSecondo periodoTerzo periodo
8° - 7°36 mesi101016
36 mesi101016
36 mesi111114
36 mesi111114
36 mesi111114
36 mesi121212

Una riduzione fino a 6 mesi del periodo di apprendistato professionalizzante, applicabile sul terzo periodo della tabella sopra riportata, è riconosciuta ai lavoratori che, prima del contratto di apprendistato, abbiano svolto presso la stessa azienda un periodo di pari durata di stage o tirocinio.
La sua retribuzione iniziale, pertanto, sarà corrispondente al minimo contrattuale previsto per il livello di inquadramento riconosciuto all'apprendista e seguirà successivamente gli scaglioni progressivi di cui alla tabella indicata nella linea: "durata del contratto", secondo quanto di seguito riportato:

a) primo terzo del periodo: 80% del minimo contrattuale del livello assegnato;
b) secondo terzo del periodo: 90% del minimo contrattuale del livello assegnato;
c) ultimo terzo del periodo: 100% del netto del minimo contrattuale del livello assegnato.

Nelle aree di cui all'obiettivo 1 del regolamento 93/2081/CEE del 20/7/1993 e successive modificazioni, la retribuzione degli apprendisti è stabilità nelle seguenti misure:
a) primo terzo del periodo: 70% del minimo contrattuale del livello assegnato;
b) secondo terzo del periodo: 80% del minimo contrattuale del livello assegnato;
c) ultimo terzo del periodo: 90% del minimo contrattuale del livello assegnato.
L'anzianità durante il rapporto di apprendistato è utile per la maturazione e per la corresponsione degli aumenti periodici di anzianità. Gli aumenti saranno commisurati alle stesse percentuali del minimo contrattuale.
In caso di malattia e di infortunio non sul lavoro, all'apprendista non in prova, nei limiti del periodo di conservazione del posto, saranno corrisposti trattamenti assistenziali ad integrazione dell'indennità di malattia riconosciuta dall'istituto assicuratore fino al raggiungimento dei seguenti limiti massimi:
- dal 1° al 3° giorno di malattia: 50% della retribuzione normale dell'apprendista;
- dal 4° al 180° giorno di malattia, il 100% della retribuzione netta normale dell'apprendista.
In aggiunta a quanto sopra, ove venisse a cessare il trattamento mutualistico dell'Istituto assicuratore, l'azienda riconoscerà all'apprendista ammalato una integrazione pari al 50% della retribuzione normale dell'apprendista per il periodo di malattia eccedente il 6° mese compiuto e fino al termine del periodo di conservazione del posto.