Iscrizioni nel Registro Imprese e nel R.E.A.: pronte le nuove regole

Fornite le nuove istruzioni relative alla compilazione della modulistica per le iscrizioni e per i depositi nel registro imprese e per la denuncia al repertorio economico delle notizie economiche amministrative (R.E.A.) (Ministero sviluppo economico – circolare n. 3668/2014).

Nelle istruzioni, le indicazioni sui diversi moduli sono precedute dalla parte generale sulla compilazione e presentazione, dove viene specificato che:
– per qualsiasi domanda di iscrizione e deposito al R.I. e denuncia al R.E.A., effettuata per via telematica o su supporto informatico, devono essere utilizzati esclusivamente appositi software realizzati sulla base delle specifiche tecniche previste;
– i moduli informatici realizzati sulla base delle predette specifiche tecniche potranno essere utilizzati, ai fini degli adempimenti pubblicitari previsti dalla legge, dal giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle specifiche stesse;
– le specifiche tecniche dei moduli informatici sono disponibili in formato elettronico e possono essere prelevate dal sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico www.sviluppoeconomico.gov.it, a cui dovranno risultare conformi eventuali versioni del programma riprodotte da soggetti privati.

Le nuove regole sostituiscono quelle precedentemente formulate nel 2012 e tengono conto delle novità relative alle start up innovative, alla PEC, alle società tra professionisti ed alle Srl semplificate.

Fornite le nuove istruzioni relative alla compilazione della modulistica per le iscrizioni e per i depositi nel registro imprese e per la denuncia al repertorio economico delle notizie economiche amministrative (R.E.A.) (Ministero sviluppo economico - circolare n. 3668/2014).

Nelle istruzioni, le indicazioni sui diversi moduli sono precedute dalla parte generale sulla compilazione e presentazione, dove viene specificato che:
- per qualsiasi domanda di iscrizione e deposito al R.I. e denuncia al R.E.A., effettuata per via telematica o su supporto informatico, devono essere utilizzati esclusivamente appositi software realizzati sulla base delle specifiche tecniche previste;
- i moduli informatici realizzati sulla base delle predette specifiche tecniche potranno essere utilizzati, ai fini degli adempimenti pubblicitari previsti dalla legge, dal giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle specifiche stesse;
- le specifiche tecniche dei moduli informatici sono disponibili in formato elettronico e possono essere prelevate dal sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico www.sviluppoeconomico.gov.it, a cui dovranno risultare conformi eventuali versioni del programma riprodotte da soggetti privati.

Le nuove regole sostituiscono quelle precedentemente formulate nel 2012 e tengono conto delle novità relative alle start up innovative, alla PEC, alle società tra professionisti ed alle Srl semplificate.

Niente Irap per lo studio associato senza dipendenti

Lo studio associato composto da padre e figlia e senza dipendenti non è tenuto al versamento dell’Irap (Corte di cassazione – ordinanza n. 4663/2014).

A stabilirlo è la Corte di Cassazione che con l’ordinanza n. 4663 del 27 febbraio 2014 ha specificato che per lo studio associato composto esclusivamente da padre e figlia non si configura il presupposto dell’autonoma organizzazione ai fini Irap.
Il giudice di merito ha evidenziato che l’assenza di spese per personale dipendente è indizio della non sussistenza dell’autonoma organizzazione.

Lo studio associato composto da padre e figlia e senza dipendenti non è tenuto al versamento dell’Irap (Corte di cassazione - ordinanza n. 4663/2014).

A stabilirlo è la Corte di Cassazione che con l’ordinanza n. 4663 del 27 febbraio 2014 ha specificato che per lo studio associato composto esclusivamente da padre e figlia non si configura il presupposto dell’autonoma organizzazione ai fini Irap.
Il giudice di merito ha evidenziato che l’assenza di spese per personale dipendente è indizio della non sussistenza dell’autonoma organizzazione.

Eliminato San Marino dalla “black list” fiscale

28 febb 2014 La Repubblica di San Marino viene espunta dalla lista degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato con il decreto del 12 febbraio 2014 firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

Il decreto in oggetto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2014, n. 45 dove all’articolo 1 (Modifica dell’elenco degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato) ha così disposto:
“1. Dall’elenco di cui all’articolo 1 del decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999, è eliminato il seguente Stato: “San Marino (Repubblica di San Marino)”.”
Si tratta di un passo fondamentale per la piena normalizzazione delle relazioni economico finanziarie tra l’Italia e San marino. Gli elementi determinanti sono stati i seguenti:
– la ratifica del 3 ottobre scorso della “Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali”;
– la realizzazione di numerosi interventi di adeguamento sostanziale del quadro normativo sanmarinese ai più avanzati standard internazionali in materia di trasparenza e scambio di informazioni;
– l’approvazione, da parte delle autorità sanmarinesi, di una importante riforma fiscale che persegue l’obiettivo di un recupero di efficienza nel prelievo tributario e lo avvicina a livelli adeguatamente congrui rispetto a quelli italiani.

Si considerano fiscalmente privilegiati i seguenti Stati e territori:
Alderney (Aurigny); Andorra (Principat d’Andorra); Anguilla; Antigua e Barbuda (Antigua and Barbuda); Antille Olandesi (Nederlandse Antillen); Aruba; Bahama (Bahamas); Bahrein (Dawlat al-Bahrain); Barbados; Belize; Bermuda; Brunei (Negara Brunei Darussalam); Costa Rica (Repùblica de Costa Rica); Dominica; Emirati Arabi Uniti (Al-Imarat al-‘Arabiya al Multahida); Ecuador (Repùplica del Ecuador); Filippine (Pilipinas); Gibilterra (Dominion of Gibraltar); Gibuti (Djibouti); Grenada; Guernsey (Bailiwick of Guernsey); Hong Kong (Xianggang); Isola di Man (Isle of Man); Isole Cayman (The Cayman Islands); Isole Cook; Isole Marshall (Republic of the Marshall Islands); Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands); Jersey; Libano (AI-Jumhuriya al Lubnaniya); Liberia (Republic of Liberia); Liechtenstein (Furstentum Liechtenstein); Macao (Macau); Malaysia (Persekutuan Tanah Malaysia); Maldive (Divehi); Maurizio (Republic of Mauritius); Monserrat; Nauru (Republic of Nauru); Niue; Oman (Saltanat’Oman); Panama (Republica de Panamà); Polinesia Francese (Polynésie Francaise); Monaco (Principautè de Monaco); Sark (Sercq); Seicelle (Republic of Seychelles); Singapore (Republic of Singapore); Saint Kitts e Nevis (Federation of Saint Kitts and Nevis); Saint Lucia; Saint Vincent e Grenadine (Saint Vincent and the Grenadines); Svizzera (Confederazione Svizzera); Taiwan (Chunghua MinKuo); Tonga (Pule’anga Tonga); Turks e Caicos (The Turks and Caicos Islands); Tuvalu (The Tuvalu Islands); Uruguay (Republica Oriental del Uruguay); Vanuatu (Republic of Vanuatu); Samoa (Indipendent State of Samoa).

28 febb 2014 La Repubblica di San Marino viene espunta dalla lista degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato con il decreto del 12 febbraio 2014 firmato dal Ministro dell'Economia e delle Finanze.

 

Il decreto in oggetto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2014, n. 45 dove all’articolo 1 (Modifica dell'elenco degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato) ha così disposto:
"1. Dall'elenco di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999, è eliminato il seguente Stato: "San Marino (Repubblica di San Marino)"."
Si tratta di un passo fondamentale per la piena normalizzazione delle relazioni economico finanziarie tra l’Italia e San marino. Gli elementi determinanti sono stati i seguenti:
- la ratifica del 3 ottobre scorso della "Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali";
- la realizzazione di numerosi interventi di adeguamento sostanziale del quadro normativo sanmarinese ai più avanzati standard internazionali in materia di trasparenza e scambio di informazioni;
- l’approvazione, da parte delle autorità sanmarinesi, di una importante riforma fiscale che persegue l’obiettivo di un recupero di efficienza nel prelievo tributario e lo avvicina a livelli adeguatamente congrui rispetto a quelli italiani.

Si considerano fiscalmente privilegiati i seguenti Stati e territori:
Alderney (Aurigny); Andorra (Principat d'Andorra); Anguilla; Antigua e Barbuda (Antigua and Barbuda); Antille Olandesi (Nederlandse Antillen); Aruba; Bahama (Bahamas); Bahrein (Dawlat al-Bahrain); Barbados; Belize; Bermuda; Brunei (Negara Brunei Darussalam); Costa Rica (Repùblica de Costa Rica); Dominica; Emirati Arabi Uniti (Al-Imarat al-'Arabiya al Multahida); Ecuador (Repùplica del Ecuador); Filippine (Pilipinas); Gibilterra (Dominion of Gibraltar); Gibuti (Djibouti); Grenada; Guernsey (Bailiwick of Guernsey); Hong Kong (Xianggang); Isola di Man (Isle of Man); Isole Cayman (The Cayman Islands); Isole Cook; Isole Marshall (Republic of the Marshall Islands); Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands); Jersey; Libano (AI-Jumhuriya al Lubnaniya); Liberia (Republic of Liberia); Liechtenstein (Furstentum Liechtenstein); Macao (Macau); Malaysia (Persekutuan Tanah Malaysia); Maldive (Divehi); Maurizio (Republic of Mauritius); Monserrat; Nauru (Republic of Nauru); Niue; Oman (Saltanat'Oman); Panama (Republica de Panamà); Polinesia Francese (Polynésie Francaise); Monaco (Principautè de Monaco); Sark (Sercq); Seicelle (Republic of Seychelles); Singapore (Republic of Singapore); Saint Kitts e Nevis (Federation of Saint Kitts and Nevis); Saint Lucia; Saint Vincent e Grenadine (Saint Vincent and the Grenadines); Svizzera (Confederazione Svizzera); Taiwan (Chunghua MinKuo); Tonga (Pule'anga Tonga); Turks e Caicos (The Turks and Caicos Islands); Tuvalu (The Tuvalu Islands); Uruguay (Republica Oriental del Uruguay); Vanuatu (Republic of Vanuatu); Samoa (Indipendent State of Samoa).

CUD 2014: va consegnato entro oggi

Oggi, 28 febbraio 2014 è l’ultimo giorno a disposizione dei datori di lavoro per consegnare ai dipendenti la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e di quelli assimilati (CUD) relativamente all’anno precedente. In caso di mancata consegna è prevista una sanzione amministrativa (art. 6, D.P.R. n. 322/1998).

Il CUD deve essere consegnato in duplice copia in forma cartacea o in formato elettronico a patto che il destinatario abbia gli strumenti necessari per procedere alla sua ricezione ed alla stampa. Nella certificazione vanno riportati:

– i redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nell’anno precedente;
– le ritenute operate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico;
– le detrazioni effettuate;
– i dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’INPS;
– i contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore, versati o dovuti all’INPS.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno, la certificazione va consegnata entro 12 giorni dalla data delle richiesta da parte del dipendente.

Oggi, 28 febbraio 2014 è l’ultimo giorno a disposizione dei datori di lavoro per consegnare ai dipendenti la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e di quelli assimilati (CUD) relativamente all’anno precedente. In caso di mancata consegna è prevista una sanzione amministrativa (art. 6, D.P.R. n. 322/1998).

Il CUD deve essere consegnato in duplice copia in forma cartacea o in formato elettronico a patto che il destinatario abbia gli strumenti necessari per procedere alla sua ricezione ed alla stampa. Nella certificazione vanno riportati:

- i redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nell’anno precedente;
- le ritenute operate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico;
- le detrazioni effettuate;
- i dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’INPS;
- i contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore, versati o dovuti all’INPS.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno, la certificazione va consegnata entro 12 giorni dalla data delle richiesta da parte del dipendente.

PELLETTERIA – INDUSTRIA: TESTO DEFINITIVO DELL’IPOTESI DI ACCORDO

Completata, il 4/2/2014, tra l’AIMPES e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL, la UILTEC-UIL, la scrittura del testo definitivo per il rinnovo del CCNL Pelletteria scaduto il 31/3/2013 per i dipendenti delle aziende industriali manifatturiere delle pelli, del cuoio e rispettivi succedanei.

Il presente contratto triennale decorre dall’1/4/2013 e scade al 31/3/2016 sia per la parie economica, sia per la parte normativa.
I nuovi Elementi Retributivi Nazionali Conglobati (ERNC) secondo le seguenti decorrenze:

Livelli Minimo dall’1/1/2014 Minimo dall’1/1/2015 Minimo dall’1/7/2015
1.888,87 1.964,90 1.992,78
1.707,96 1.777,00 1.802,32
4° S 1.600,41 1.665,34 1.689,15
1.564,67 1.627,96 1.651,17
1.498,70 1.558,70 1.580,70
1.423,64 1.480,36 1.501,15
1.145,11 1.179,22 1.191,73

Una Tantum
Per i lavoratori in forza alla data del 14/1/2014 è prevista la corresponsione di un importo forfetario Una tantum di euro 300,00 lordi da erogarsi su due rate di pari importo:
– euro 150,00 con la retribuzione di febbraio 2014;
– euro 150,00 con la retribuzione di giugno 2014.
Il diritto all’importo forfetario è con riferimento all’anzianità di servizio maturata nei 9 mesi intercorrenti tra il 1/4/2013 ed il 31/12/2013, con riduzione proporzionale per (servizio militare, aspettativa, congedo parentale, assunzione nel corso del periodo tra il 1/4/2013 ed il 31/12/2013, cassa Integrazione salariale a “zero ore”.
L’importo forfetario non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale, tantomeno del TFR ed è già comprensivo dei riflessi diretti, indiretti e differiti di tutti gli istituti contrattuali e legali.
Per i lavoratori con contratto a tempo parziale (part-time) l’importo forfetario è riproporzionato all’orario concordato.

Elemento di Garanzia Retributiva (EGR)
Con la retribuzione del mese di maggio 2014, febbraio 2015 e febbraio 2016, è stato riconosciuto un importo pari a € 200,00 lordi, a titolo di “Elemento di Garanzia Retributiva (EGR)”, a favore di tutti i lavoratori in forza dal 1°gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente all’erogazione e dipendenti da aziende prive della contrattazione aziendale o territoriale e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi. Sarà altresì riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in base al minor orario contrattuale. Le aziende in situazione di crisi rilevata nell’anno precedente l’erogazione e/o nell’anno di competenza dell’erogazione, che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali (mobilità inclusa) o abbiano formulato istanza per il ricorso a procedure concorsuali di cui alla Legge fallimentare, nel corso di apposito incontro, anche durante l’espletamento delle procedure per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, potranno definire con RSU e/o OOSS di categoria la sospensione, la riduzione o il differimento della corresponsione dell’EGR per l’anno di competenza.

Contratto a termine
Per i contratti a tempo determinato esclusivamente riferiti alle seguenti ipotesi specifiche:
1 – lavorazioni connesse all’aggiudicazione di commesse pubbliche che rappresentino caratteri di eccezionalità rispetto alla normale attività produttiva;
2 – particolari lavorazioni relative ai riassortimenti non attinenti all’acquisizione del normale portafoglio ordini;
3 – sperimentazioni tecniche, produttive o organizzative relative a nuovi prodotti o lavorazioni;
4 – attività non programmabili e non riconducibili nell’attività ordinaria dell’impresa, il numero dei lavoratori con contratto a tempo determinato in forza presso l’azienda non può superare il:
– 10% per aziende fino a 70 dipendenti;
– 5% per aziende con oltre 70 dipendenti (è comunque consentita la stipulazione di almeno 7 contratti a termine).
Le attività alle quali non si applica il limite temporale dei 36 mesi sono le seguenti:
a – attività connesse alla partecipazione a fiere e mostre italiane ed estere;
b – allestimenti di stands fieristici, show- room;
c – attività connesse a corners ed esposizioni;
d – attività che comportano l’impiego tempestivo di professionalità già acquisite (anche in virtù di precedenti rapporti avuti con la medesima azienda) difficilmente reperibili in tempi stretti sul mercato.
Resta inteso che condizione necessaria e sufficiente per l’accertamento delle fattispecie indicate sarà la previa intesa con le RSU o in assenza delle RSU, con le OO.SS. territoriali.

Contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato (ex lavoro “interinale”)
La percentuale massima di lavoratori che possono essere utilizzati con contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato non potrà superare nell’arco di 12 mesi la media dell’8% dei lavoratori occupati dall’impresa utilizzatrice con contratto di lavoro a tempo indeterminato
Sono esclusi dal computo della percentuale di cui sopra i lavoratori assunti con la forma contrattuale in esame nelle fattispecie di seguito elencate:
a – sostituzione di lavoratori assenti;
b – siano interessati lavoratori:
– posti in CIG presso altra azienda;
– iscritti nelle liste dì mobilità ovvero percettori dell’ASPI;
– disoccupati oltre 50 anni di età;
c – in ogni altro caso previsto dagli accordi aziendali stipulati dalla rappresentanza sindacale, o in assenza di RSU dalle OO.SS. territoriali.
In alternativa, è consentita la stipulazione di contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato sino a 5 prestatori di lavoro, purchè non risulti superato il totale dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in atto nell’impresa.
La somministrazione di lavoro a tempo determinato, esente da motivazione, è ammessa nei casi previsti dalla legge e nelle ulteriori ipotesi previste dagli accordi aziendali stipulati dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria d’intesa con le strutture Territoriali delle 00SS più rappresentative, per un numero di lavoratori, per ciascun anno solare, non superiore a quello corrispondente ai lavoratori somministrati successivamente assunti con contratto a tempo indeterminato nei 3 anni solari precedenti (ex art. 20 – comma 5° quater – D.Lgs. 10/9/2003 n. 276, come modificato dai successivi interventi legislativi).
E’ comunque consentita la somministrazione di lavoro a tempo determinato esente da motivazione per almeno 3 lavoratori in ciascun anno solare qualora l’azienda occupi lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato in numero pari al doppio dei suddetti lavoratori in somministrazione.
La somministrazione di lavoro a tempo determinato, esente da motivazione, è inoltre ammessa per l’utilizzo di soggetti che possono accedere al collocamento obbligatorio ovvero con invalidità certificata di almeno il 20%, di soggetti condannati ammessi al regime di semilibertà nonché di soggetti in via di dimissione o dimessi dagli Istituti di Pena.

Malattia e infortunio non sul lavoro – Assenza dal lavoro
L’assenza per malattia o per infortunio non sul lavoro deve essere comunicata all’azienda nella giornata in cui si verifica, entro 4 ore dall’inizio del normale orario di lavoro, salvo il caso di accertato impedimento.
Nel caso di lavoro a turni, per consentire l’adozione di adeguate misure organizzative, la comunicazione deve avvenire prima dell’inizio del previsto orario di lavoro, salvo i casi di comprovato impedimento e semprechè l’azienda sia in condizione di ricevere le comunicazioni.
Inoltre il lavoratore deve consegnare o far pervenire all’azienda non oltre il terzo giorno da quello di inizio dell’assenza stessa, telefonicamente oppure tramite telefax, o e-mail o sms, il numero di Protocollo identificativo del certificato medico attestante l’effettivo stato di infermità comportante l’incapacità lavorativa.
L’eventuale prosecuzione dovrà essere comunicata con le stesse modalità di cui sopra ed il numero di protocollo inviato entro due giorni.

Apprendistato professionalizzante – Addestramento ed assunzioni di giovani con diploma o attestato di qualifica
Le Parti definiranno la nuova normativa contrattuale sull’apprendistato entro il 31 marzo p.v. In ogni caso il tema sarà definito in apposito incontro da tenersi il 27/3/2014.
Le Parti convengono sin d’ora che la percentuale di stabilizzazione per le aziende con più di 9 dipendenti al 70%.

Ferie
A fronte di esigenze tecnico-produttive-espositive improrogabili l’azienda comunicherà e motiverà alle RSU e/o alle OO.SS. territoriali la necessità di un diverso godimento del periodo feriale, in aumento o in diminuzione (2 settimane / 4 settimane). Di conseguenza, previo accordo sindacale, verrà definito un diverso godimento della 3.a e della 4.a settimana di ferie, non consecutive rispetto alle prime 2 settimane, all’interno del periodo che va di massima dal 1° giugno al 30 settembre, fatte salve diverse definizioni convenute tra le Parti.

Completata, il 4/2/2014, tra l’AIMPES e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL, la UILTEC-UIL, la scrittura del testo definitivo per il rinnovo del CCNL Pelletteria scaduto il 31/3/2013 per i dipendenti delle aziende industriali manifatturiere delle pelli, del cuoio e rispettivi succedanei.

Il presente contratto triennale decorre dall’1/4/2013 e scade al 31/3/2016 sia per la parie economica, sia per la parte normativa.
I nuovi Elementi Retributivi Nazionali Conglobati (ERNC) secondo le seguenti decorrenze:

LivelliMinimo dall’1/1/2014Minimo dall’1/1/2015Minimo dall’1/7/2015
1.888,871.964,901.992,78
1.707,961.777,001.802,32
4° S1.600,411.665,341.689,15
1.564,671.627,961.651,17
1.498,701.558,701.580,70
1.423,641.480,361.501,15
1.145,111.179,221.191,73

Una Tantum
Per i lavoratori in forza alla data del 14/1/2014 è prevista la corresponsione di un importo forfetario Una tantum di euro 300,00 lordi da erogarsi su due rate di pari importo:
- euro 150,00 con la retribuzione di febbraio 2014;
- euro 150,00 con la retribuzione di giugno 2014.
Il diritto all'importo forfetario è con riferimento all'anzianità di servizio maturata nei 9 mesi intercorrenti tra il 1/4/2013 ed il 31/12/2013, con riduzione proporzionale per (servizio militare, aspettativa, congedo parentale, assunzione nel corso del periodo tra il 1/4/2013 ed il 31/12/2013, cassa Integrazione salariale a "zero ore".
L’importo forfetario non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale, tantomeno del TFR ed è già comprensivo dei riflessi diretti, indiretti e differiti di tutti gli istituti contrattuali e legali.
Per i lavoratori con contratto a tempo parziale (part-time) l’importo forfetario è riproporzionato all’orario concordato.

Elemento di Garanzia Retributiva (EGR)
Con la retribuzione del mese di maggio 2014, febbraio 2015 e febbraio 2016, è stato riconosciuto un importo pari a € 200,00 lordi, a titolo di "Elemento di Garanzia Retributiva (EGR)", a favore di tutti i lavoratori in forza dal 1°gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente all’erogazione e dipendenti da aziende prive della contrattazione aziendale o territoriale e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi. Sarà altresì riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in base al minor orario contrattuale. Le aziende in situazione di crisi rilevata nell’anno precedente l’erogazione e/o nell'anno di competenza dell’erogazione, che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali (mobilità inclusa) o abbiano formulato istanza per il ricorso a procedure concorsuali di cui alla Legge fallimentare, nel corso di apposito incontro, anche durante l’espletamento delle procedure per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, potranno definire con RSU e/o OOSS di categoria la sospensione, la riduzione o il differimento della corresponsione dell’EGR per l’anno di competenza.

Contratto a termine
Per i contratti a tempo determinato esclusivamente riferiti alle seguenti ipotesi specifiche:
1 - lavorazioni connesse all’aggiudicazione di commesse pubbliche che rappresentino caratteri di eccezionalità rispetto alla normale attività produttiva;
2 - particolari lavorazioni relative ai riassortimenti non attinenti all’acquisizione del normale portafoglio ordini;
3 - sperimentazioni tecniche, produttive o organizzative relative a nuovi prodotti o lavorazioni;
4 - attività non programmabili e non riconducibili nell’attività ordinaria dell’impresa, il numero dei lavoratori con contratto a tempo determinato in forza presso l’azienda non può superare il:
- 10% per aziende fino a 70 dipendenti;
- 5% per aziende con oltre 70 dipendenti (è comunque consentita la stipulazione di almeno 7 contratti a termine).
Le attività alle quali non si applica il limite temporale dei 36 mesi sono le seguenti:
a - attività connesse alla partecipazione a fiere e mostre italiane ed estere;
b - allestimenti di stands fieristici, show- room;
c - attività connesse a corners ed esposizioni;
d - attività che comportano l’impiego tempestivo di professionalità già acquisite (anche in virtù di precedenti rapporti avuti con la medesima azienda) difficilmente reperibili in tempi stretti sul mercato.
Resta inteso che condizione necessaria e sufficiente per l’accertamento delle fattispecie indicate sarà la previa intesa con le RSU o in assenza delle RSU, con le OO.SS. territoriali.

Contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato (ex lavoro "interinale")
La percentuale massima di lavoratori che possono essere utilizzati con contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato non potrà superare nell’arco di 12 mesi la media dell’8% dei lavoratori occupati dall’impresa utilizzatrice con contratto di lavoro a tempo indeterminato
Sono esclusi dal computo della percentuale di cui sopra i lavoratori assunti con la forma contrattuale in esame nelle fattispecie di seguito elencate:
a - sostituzione di lavoratori assenti;
b - siano interessati lavoratori:
- posti in CIG presso altra azienda;
- iscritti nelle liste dì mobilità ovvero percettori dell’ASPI;
- disoccupati oltre 50 anni di età;
c - in ogni altro caso previsto dagli accordi aziendali stipulati dalla rappresentanza sindacale, o in assenza di RSU dalle OO.SS. territoriali.
In alternativa, è consentita la stipulazione di contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato sino a 5 prestatori di lavoro, purchè non risulti superato il totale dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in atto nell’impresa.
La somministrazione di lavoro a tempo determinato, esente da motivazione, è ammessa nei casi previsti dalla legge e nelle ulteriori ipotesi previste dagli accordi aziendali stipulati dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria d’intesa con le strutture Territoriali delle 00SS più rappresentative, per un numero di lavoratori, per ciascun anno solare, non superiore a quello corrispondente ai lavoratori somministrati successivamente assunti con contratto a tempo indeterminato nei 3 anni solari precedenti (ex art. 20 - comma 5° quater - D.Lgs. 10/9/2003 n. 276, come modificato dai successivi interventi legislativi).
E’ comunque consentita la somministrazione di lavoro a tempo determinato esente da motivazione per almeno 3 lavoratori in ciascun anno solare qualora l’azienda occupi lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato in numero pari al doppio dei suddetti lavoratori in somministrazione.
La somministrazione di lavoro a tempo determinato, esente da motivazione, è inoltre ammessa per l’utilizzo di soggetti che possono accedere al collocamento obbligatorio ovvero con invalidità certificata di almeno il 20%, di soggetti condannati ammessi al regime di semilibertà nonché di soggetti in via di dimissione o dimessi dagli Istituti di Pena.

Malattia e infortunio non sul lavoro - Assenza dal lavoro
L’assenza per malattia o per infortunio non sul lavoro deve essere comunicata all’azienda nella giornata in cui si verifica, entro 4 ore dall’inizio del normale orario di lavoro, salvo il caso di accertato impedimento.
Nel caso di lavoro a turni, per consentire l’adozione di adeguate misure organizzative, la comunicazione deve avvenire prima dell’inizio del previsto orario di lavoro, salvo i casi di comprovato impedimento e semprechè l’azienda sia in condizione di ricevere le comunicazioni.
Inoltre il lavoratore deve consegnare o far pervenire all’azienda non oltre il terzo giorno da quello di inizio dell’assenza stessa, telefonicamente oppure tramite telefax, o e-mail o sms, il numero di Protocollo identificativo del certificato medico attestante l’effettivo stato di infermità comportante l’incapacità lavorativa.
L’eventuale prosecuzione dovrà essere comunicata con le stesse modalità di cui sopra ed il numero di protocollo inviato entro due giorni.

Apprendistato professionalizzante - Addestramento ed assunzioni di giovani con diploma o attestato di qualifica
Le Parti definiranno la nuova normativa contrattuale sull’apprendistato entro il 31 marzo p.v. In ogni caso il tema sarà definito in apposito incontro da tenersi il 27/3/2014.
Le Parti convengono sin d’ora che la percentuale di stabilizzazione per le aziende con più di 9 dipendenti al 70%.

Ferie
A fronte di esigenze tecnico-produttive-espositive improrogabili l’azienda comunicherà e motiverà alle RSU e/o alle OO.SS. territoriali la necessità di un diverso godimento del periodo feriale, in aumento o in diminuzione (2 settimane / 4 settimane). Di conseguenza, previo accordo sindacale, verrà definito un diverso godimento della 3.a e della 4.a settimana di ferie, non consecutive rispetto alle prime 2 settimane, all’interno del periodo che va di massima dal 1° giugno al 30 settembre, fatte salve diverse definizioni convenute tra le Parti.

Il decreto-legge sui “partiti politici” diventa legge

27 febb 2014 La legge 21 febbraio 2014, n. 13 di conversione del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149 recante “Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore” è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 febbraio 2014, n. 47 ed è entrata in vigore il 27 febbraio 2014.

Tra le modifiche apportate dalla legge di conversione al decreto legge in materia fiscale si evidenziano le seguenti:
– la modifica dell’articolo 11 “Detrazioni per le erogazioni liberali in denaro in favore di partiti politici”;
– l’inserimento dell’articolo 11 -bis “Modifica all’articolo 7 del decreto legislativo n. 504 del 1992, in materia di applicazione dell’IMU”.

Ai fini Irpef, a decorrere dall’anno 2014, le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici iscritti nella prima sezione del “Registro dei partiti politici che possono accedere ai benefici” sono ammesse a detrazione per oneri. Questa agevolazione si applica anche alle erogazioni in favore dei partiti o delle associazioni promotrici di partiti effettuate prima dell’iscrizione al registro e dell’ammissione ai benefici, a condizione che entro la fine dell’esercizio tali partiti risultino iscritti al registro e ammessi ai benefici.
Dall’imposta lorda sul reddito si detrae un importo delle erogazioni liberali pari al 26 % per importi compresi tra 30 euro e 30.000 euro annui.
Ai fini Ires, a decorrere dall’anno 2014, si detrae, fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta lorda, un importo pari al 26 % dell’onere per le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore dei suddetti partiti politici per importi compresi tra 30 euro e 30.000 euro annui, limitatamente alle società di capitali e agli enti pubblici e privati che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, diversi dagli enti nei quali vi sia una partecipazione pubblica o i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, nonché dalle società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, tali soggetti, ovvero ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesiminonché dalle società concessionarie dello Stato o di enti pubblici, per la durata del rapporto di concessione.
Le detrazioni sopra indicate sono consentite a condizione che il versamento delle erogazioni liberali sia eseguito tramite banca, ufficio postale o mediante altri sistemi di pagamento idonei a garantire la tracciabilità dell’operazione e l’esatta identificazione del suo autore e a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli.

Ai fini IMU sono esenti da tale imposta gli immobili utilizzati dagli enti pubblici e privati diversi dalle società che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale fatta eccezione per gli immobili posseduti da partiti politici, che restano comunque assoggettati all’imposta indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’immobile, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o di culto quelle dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana.

27 febb 2014 La legge 21 febbraio 2014, n. 13 di conversione del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149 recante "Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore" è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 febbraio 2014, n. 47 ed è entrata in vigore il 27 febbraio 2014.

Tra le modifiche apportate dalla legge di conversione al decreto legge in materia fiscale si evidenziano le seguenti:
- la modifica dell’articolo 11 "Detrazioni per le erogazioni liberali in denaro in favore di partiti politici";
- l’inserimento dell’articolo 11 -bis "Modifica all’articolo 7 del decreto legislativo n. 504 del 1992, in materia di applicazione dell’IMU".

Ai fini Irpef, a decorrere dall’anno 2014, le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici iscritti nella prima sezione del "Registro dei partiti politici che possono accedere ai benefici" sono ammesse a detrazione per oneri. Questa agevolazione si applica anche alle erogazioni in favore dei partiti o delle associazioni promotrici di partiti effettuate prima dell’iscrizione al registro e dell’ammissione ai benefici, a condizione che entro la fine dell’esercizio tali partiti risultino iscritti al registro e ammessi ai benefici.
Dall’imposta lorda sul reddito si detrae un importo delle erogazioni liberali pari al 26 % per importi compresi tra 30 euro e 30.000 euro annui.
Ai fini Ires, a decorrere dall'anno 2014, si detrae, fino a concorrenza dell'ammontare dell'imposta lorda, un importo pari al 26 % dell'onere per le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore dei suddetti partiti politici per importi compresi tra 30 euro e 30.000 euro annui, limitatamente alle società di capitali e agli enti pubblici e privati che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali, diversi dagli enti nei quali vi sia una partecipazione pubblica o i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, nonché dalle società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, tali soggetti, ovvero ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesiminonché dalle società concessionarie dello Stato o di enti pubblici, per la durata del rapporto di concessione.
Le detrazioni sopra indicate sono consentite a condizione che il versamento delle erogazioni liberali sia eseguito tramite banca, ufficio postale o mediante altri sistemi di pagamento idonei a garantire la tracciabilità dell'operazione e l'esatta identificazione del suo autore e a consentire all'amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli.

Ai fini IMU sono esenti da tale imposta gli immobili utilizzati dagli enti pubblici e privati diversi dalle società che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale fatta eccezione per gli immobili posseduti da partiti politici, che restano comunque assoggettati all’imposta indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’immobile, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o di culto quelle dirette all'esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all'educazione cristiana.

Sperimentazione del sistema “Garanzia giovani”

In conformità agli orientamenti europei e nazionali definiti per l’attuazione della “Garanzia per i giovani”, la Regione Calabria ha pubblicato, in via preinformativa, un Avviso denominato “Percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale di giovani disoccupati/in occupati calabresi e di rafforzamento della competitività dell’imprenditoria regionale”.

 

La Commissione Europea ha attivato, nel 2012, il cd. “Pacchetto per l’occupazione giovanile” che prevede, oltre all’attivazione di un Quadro di qualità per i tirocini e dell’Alleanza europea per gli Apprendistati, la creazione in tutti i paesi membri di uno strumento innovativo per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro denominato “Garanzia per i giovani” di cui – nel Consiglio Europeo del 27 e 28 giugno 2013 – si è richiesta una rapida attivazione per riuscire a fronteggiare in maniera efficace e globale il problema della disoccupazione giovanile.

L’Italia, con il Decreto-Legge 28 giugno 2013 n. 76 ha definito le prime misure per l’attuazione della Garanzia Giovani in ambito nazionale, istituendo, presso il Ministero del lavoro, un’apposita struttura di missione che opera in via sperimentale.

In conformità agli orientamenti europei e nazionali definiti per l’attuazione della Garanzia per i giovani, la Regione Calabria ha pubblicato, in via preinformativa, un Avviso denominato “Percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale di giovani disoccupati/in occupati calabresi e di rafforzamento della competitività dell’imprenditoria regionale” con l’intento di contrastare concretamente la crisi economica e operare in Regione Calabria una prima sperimentazione del sistema della Garanzia per i giovani.

In particolare si prevede di accompagnare la collocazione di nuove professionalità nelle imprese del tessuto imprenditoriale regionale, attraverso l’attivazione di percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale strutturati in sei azioni, caratterizzate da diverse tipologie di dispositivi e incentivi rivolti alle persone e alle aziende:

1. Tirocini – Borse lavoro a giovani calabresi per la realizzazione di percorsi di tirocinio; contributi alle aziende ospitanti per l’attività di tutoraggio.
2. Incentivi all’assunzione – Incentivi alle aziende per l’assunzione con contratti a tempo indeterminato, a tempo pieno o a tempo parziale, dei giovani impegnati nei percorsi di tirocinio.
3. Incentivi per la formazione continua – Incentivi alle aziende per la realizzazione di interventi di formazione continua rivolti in particolare ai giovani lavoratori neo-assunti.

I destinatari dell’intervento devono essere soggetti in possesso dei seguenti requisiti:
– cittadinanza italiana ovvero cittadinanza di uno Stato appartenente all’Unione Europea ovvero cittadinanza di uno Stato extra comunitario con regolare permesso di soggiorno nel territorio dello Stato Italiano;
– età compresa tra i 16 e i 34 anni;
– possesso di uno dei seguenti titoli di studio: Laurea, diploma, diploma di scuola inferiore;
– residenza da almeno 6 mesi nel territorio della Regione Calabria;
– condizione di “lavoratore svantaggiato” ai sensi del Reg. 800/2008 CE art. 2, comma 18 lettera a) (“assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi”) o condizione di “lavoratore molto svantaggiato” ai sensi del Reg. 800/2008 CE art. 2, comma 19 (“assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno da almeno 24 mesi”) o condizione di “lavoratore disabile” ai sensi del Reg. 800/2008 della CE art.2 comma 20 lettera a) (“riconosciuto disabile ai sensi dell’ordinamento nazionale”);

– iscrizione al Centro per l’Impiego di competenza territoriale.

Dunque, con l’Avviso in oggetto, la Regione si propone la realizzazione dei seguenti obiettivi:

– rafforzare le competenze e agevolare l’inserimento lavorativo di giovani residenti che vogliono proporsi sul mercato del lavoro;
– contribuire a qualificare il tessuto produttivo/imprenditoriale regionale, promuovendo l’inserimento stabile nelle aziende di nuove risorse professionali;
– favorire l’emersione del lavoro irregolare;
– sostenere la competitività e le strategie di specializzazione e sviluppo delle imprese del sistema regionale, mediante la realizzazione di percorsi di qualificazione di lavoratori neo-assunti e attraverso il finanziamento di piani di sviluppo di impresa.

In conformità agli orientamenti europei e nazionali definiti per l'attuazione della "Garanzia per i giovani", la Regione Calabria ha pubblicato, in via preinformativa, un Avviso denominato "Percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale di giovani disoccupati/in occupati calabresi e di rafforzamento della competitività dell'imprenditoria regionale".

 

La Commissione Europea ha attivato, nel 2012, il cd. "Pacchetto per l'occupazione giovanile" che prevede, oltre all'attivazione di un Quadro di qualità per i tirocini e dell'Alleanza europea per gli Apprendistati, la creazione in tutti i paesi membri di uno strumento innovativo per facilitare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro denominato "Garanzia per i giovani" di cui - nel Consiglio Europeo del 27 e 28 giugno 2013 - si è richiesta una rapida attivazione per riuscire a fronteggiare in maniera efficace e globale il problema della disoccupazione giovanile.

L'Italia, con il Decreto-Legge 28 giugno 2013 n. 76 ha definito le prime misure per l'attuazione della Garanzia Giovani in ambito nazionale, istituendo, presso il Ministero del lavoro, un'apposita struttura di missione che opera in via sperimentale.

In conformità agli orientamenti europei e nazionali definiti per l'attuazione della Garanzia per i giovani, la Regione Calabria ha pubblicato, in via preinformativa, un Avviso denominato "Percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale di giovani disoccupati/in occupati calabresi e di rafforzamento della competitività dell'imprenditoria regionale" con l’intento di contrastare concretamente la crisi economica e operare in Regione Calabria una prima sperimentazione del sistema della Garanzia per i giovani.

In particolare si prevede di accompagnare la collocazione di nuove professionalità nelle imprese del tessuto imprenditoriale regionale, attraverso l'attivazione di percorsi integrati di inserimento e qualificazione professionale strutturati in sei azioni, caratterizzate da diverse tipologie di dispositivi e incentivi rivolti alle persone e alle aziende:

1. Tirocini - Borse lavoro a giovani calabresi per la realizzazione di percorsi di tirocinio; contributi alle aziende ospitanti per l'attività di tutoraggio.
2. Incentivi all'assunzione - Incentivi alle aziende per l'assunzione con contratti a tempo indeterminato, a tempo pieno o a tempo parziale, dei giovani impegnati nei percorsi di tirocinio.
3. Incentivi per la formazione continua - Incentivi alle aziende per la realizzazione di interventi di formazione continua rivolti in particolare ai giovani lavoratori neo-assunti.

I destinatari dell'intervento devono essere soggetti in possesso dei seguenti requisiti:
- cittadinanza italiana ovvero cittadinanza di uno Stato appartenente all'Unione Europea ovvero cittadinanza di uno Stato extra comunitario con regolare permesso di soggiorno nel territorio dello Stato Italiano;
- età compresa tra i 16 e i 34 anni;
- possesso di uno dei seguenti titoli di studio: Laurea, diploma, diploma di scuola inferiore;
- residenza da almeno 6 mesi nel territorio della Regione Calabria;
- condizione di "lavoratore svantaggiato" ai sensi del Reg. 800/2008 CE art. 2, comma 18 lettera a) ("assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi") o condizione di "lavoratore molto svantaggiato" ai sensi del Reg. 800/2008 CE art. 2, comma 19 ("assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno da almeno 24 mesi") o condizione di "lavoratore disabile" ai sensi del Reg. 800/2008 della CE art.2 comma 20 lettera a) ("riconosciuto disabile ai sensi dell'ordinamento nazionale");

- iscrizione al Centro per l'Impiego di competenza territoriale.

Dunque, con l’Avviso in oggetto, la Regione si propone la realizzazione dei seguenti obiettivi:

- rafforzare le competenze e agevolare l'inserimento lavorativo di giovani residenti che vogliono proporsi sul mercato del lavoro;
- contribuire a qualificare il tessuto produttivo/imprenditoriale regionale, promuovendo l'inserimento stabile nelle aziende di nuove risorse professionali;
- favorire l'emersione del lavoro irregolare;
- sostenere la competitività e le strategie di specializzazione e sviluppo delle imprese del sistema regionale, mediante la realizzazione di percorsi di qualificazione di lavoratori neo-assunti e attraverso il finanziamento di piani di sviluppo di impresa.

Modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle p.m.i.: semplificazioni

Con apposito decreto ministeriale sono state recepite le procedure semplificate per l’adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese.

Le piccole e medie imprese che decidono di adottare un modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza, possono avvalersi delle indicazioni organizzative semplificate, di natura operativa, contenute nel documento approvato dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro in data 27 novembre 2013, allegato al citato decreto ministeriale 13 febbraio 2014.
Le procedure semplificate ivi indicate risultano utili per la predisposizione e l’efficace attuazione di un sistema aziendale idoneo a prevenire i reati di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (ex articolo 25-septies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, come sostituito dall’articolo 300 del D. Lgs. 81/2008).

L’adozione e l’efficace attuazione di un modello di organizzazione e gestione (MOG) dipendono dalla complessità dell’organizzazione aziendale più che della sua dimensione, quindi le procedure semplificate dovranno essere attuate tenendo conto di tali peculiarità.
Più in generale, si ritiene che la realizzazione di un MOG, anche secondo le modalità semplificate, rappresenti un impegno, in particolare per le imprese con un numero minimo di lavoratori e con una struttura organizzativa semplice. Pertanto, le aziende di dimensioni e/o complessità ridotte devono valutare l’opportunita di implementare un MOG aziendale, in quanto se efficacemente attuato migliora la gestione della salute e sicurezza sul lavoro, ma l’adozione, non essendo da considerarsi obbligatoria, deve essere valutata dalla Direzione aziendale in virtù delle proprie necessità ed esigenze gestionali ed organizzative.
L’alta direzione definisce quindi la politica aziendale, indicando la propria visione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.Saranno consideratele attività aziendali, il personale addetto, le risorse impegnate. In particolare:
caratteristiche dell’azienda, della sua organizzazione nonche del contesto geografico e socio-economico;
– dati di precedenti eventi negativi (incidenti, infortuni, malattie professionali, emergenze, etc.);
– conoscenza ed informazioni sulle attività lavorative ed individuazione e descrizione dei processi aziendali;
valutazione dei rischi dell’azienda;
– autorizzazioni, documenti e certificati aziendali, legislazione applicabile.
Dall’analisi complessiva dei citati elementi, l’alta direzione individua impegni generali, aree di miglioramento e obiettivi specifici che dovranno contribuire alla definizione della politica aziendale di salute e sicurezza sul lavoro.
La politica aziendale, così definita, viene riportata in un documento firmato – contenente le linee di sviluppo per realizzarlo e uno specifico piano di miglioramento – dall’alta direzione e diffusa al personale, ai consulenti,

agli appaltatori ed a tutte le parti terze interessate.

Nel Piano di Miglioramento, in particolare, sono individuate: le responsabilità, le tempistiche, le priorità degli interventi da realizzare e le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie alla loro realizzazione. Il Datore di Lavoro deve pertanto definire le modalità con le quali controllare funzionalità, efficacia e puntualità di realizzazione del piano di miglioramento, anche attraverso opportuni indicatori di sistema.
La modulistica e le schede, modificabili ed integrabili a seconda della complessità tecnico organizzativa della strutturaaziendale,sono consultabili sul sito del Ministero lavoro nellasezione “sicurezza nel lavoro”.

Con apposito decreto ministeriale sono state recepite le procedure semplificate per l'adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese.



Le piccole e medie imprese che decidono di adottare un modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza, possono avvalersi delle indicazioni organizzative semplificate, di natura operativa, contenute nel documento approvato dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro in data 27 novembre 2013, allegato al citato decreto ministeriale 13 febbraio 2014.
Le procedure semplificate ivi indicate risultano utili per la predisposizione e l’efficace attuazione di un sistema aziendale idoneo a prevenire i reati di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (ex articolo 25-septies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, come sostituito dall’articolo 300 del D. Lgs. 81/2008).

L’adozione e l’efficace attuazione di un modello di organizzazione e gestione (MOG) dipendono dalla complessità dell’organizzazione aziendale più che della sua dimensione, quindi le procedure semplificate dovranno essere attuate tenendo conto di tali peculiarità.
Più in generale, si ritiene che la realizzazione di un MOG, anche secondo le modalità semplificate, rappresenti un impegno, in particolare per le imprese con un numero minimo di lavoratori e con una struttura organizzativa semplice. Pertanto, le aziende di dimensioni e/o complessità ridotte devono valutare l’opportunita di implementare un MOG aziendale, in quanto se efficacemente attuato migliora la gestione della salute e sicurezza sul lavoro, ma l’adozione, non essendo da considerarsi obbligatoria, deve essere valutata dalla Direzione aziendale in virtù delle proprie necessità ed esigenze gestionali ed organizzative.
L’alta direzione definisce quindi la politica aziendale, indicando la propria visione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.Saranno consideratele attività aziendali, il personale addetto, le risorse impegnate. In particolare:
-
caratteristiche dell’azienda, della sua organizzazione nonche del contesto geografico e socio-economico;
- dati di precedenti eventi negativi (incidenti, infortuni, malattie professionali, emergenze, etc.);
- conoscenza ed informazioni sulle attività lavorative ed individuazione e descrizione dei processi aziendali;
-
valutazione dei rischi dell’azienda;
- autorizzazioni, documenti e certificati aziendali, legislazione applicabile.
Dall’analisi complessiva dei citati elementi, l’alta direzione individua impegni generali, aree di miglioramento e obiettivi specifici che dovranno contribuire alla definizione della politica aziendale di salute e sicurezza sul lavoro.
La politica aziendale, così definita, viene riportata in un documento firmato - contenente le linee di sviluppo per realizzarlo e uno specifico piano di miglioramento - dall’alta direzione e diffusa al personale, ai consulenti,

agli appaltatori ed a tutte le parti terze interessate.

Nel Piano di Miglioramento, in particolare, sono individuate: le responsabilità, le tempistiche, le priorità degli interventi da realizzare e le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie alla loro realizzazione. Il Datore di Lavoro deve pertanto definire le modalità con le quali controllare funzionalità, efficacia e puntualità di realizzazione del piano di miglioramento, anche attraverso opportuni indicatori di sistema.
La modulistica e le schede, modificabili ed integrabili a seconda della complessità tecnico organizzativa della strutturaaziendale,sono consultabili sul sito del Ministero lavoro nellasezione "sicurezza nel lavoro".

CONFCOMMERCIO: ACCORDO QUADRO SULLA BILATERALITA’

CONFCOMMERCIO: ACCORDO QUADRO SULLA BILATERALITA’

Firmato, il 20/2/2014, tra CONFCOMMERCIO – IMPRESE PER L’ITALIA e CGIL, CISL, UIL, l’accordo quadro sulle linee e sui principi in materia di governance della bilateralità e funzionamento degli Enti e fondi bilaterali del terziario, della distribuzione e dei servizi.

In considerazione del progressivo ampliamento della bilateralità si è reso necessario perseguire una politica di trasparenza nella gestione degli Enti/Fondi di origine contrattuale aventi natura bilaterale, in linea con le aspettative delle imprese e dei lavoratori.
L’obiettivo è quello di dare massima efficienza ai Fondi/Enti, strettamente legata alla loro capacità di funzionare secondo criteri di buona gestione, coerenti con le risorse gestite e governati da adeguate professionalità.
Pertanto, le parti si impegano le Parti convengono di recepire in un apposito accordo di Governance, da parte delle parti stipulanti il CCNL di categoria, procedendo all’attuazione dell’accordo di Governance 2009 sottoscritto dalle Federazioni di categoria e, nel contempo, implementandolo anche attraverso l’introduzione di previsioni che lo rendano maggiormente incisivo.
Dunque, la bilateralità, la cui fonte è rappresentata dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria, deve essere lo strumento che può realizzare un modello di welfare integrato e coordinato, rappresentando un insieme di opportunità per le imprese e per i lavoratori, dovendo essere considerato come un luogo di partecipazione e dialogo costruttivo e non sede di confronto negoziale.
Si rende necessario, pertanto, impedire la proliferazione di mini Enti/Fondi, basata sull’idea che ogni contratto debba produrre un Ente/Fondo, e di conseguenza perseguire l’obiettivo di una bilateralità come sistema maggiormente omogeneo.
In tal senso bisogna favorire la volontà, per i comparti aderenti a Confcommercio, a partecipare alla bilateralità ed al welfare consolidato nel sistema, senza modificare l’assetto costitutivo dei soci, svolgendo una azione comune sulle iniziative assunte da alcune istituzioni locali che si pongono come aggregatori, e in alcuni casi anche co-gestori, di welfare locale trasversale tra i settori economici, a potenziale danno di welfare contrattuale già esistente.
Allo stesso tempo deve realizzarsi una netta separazione tra Indirizzo e Controllo mediante la costituzione di un apposito Comitato in capo ai Soci Costituenti, rispetto alla ordinaria gestione dei Fondi/Enti, prevedendo nell’accordo tra le Parti i temi che richiedono un esame e un parere preventivo vincolante da parte dei Soci Costituenti.
Inoltre, nell’ambito del processo di individuazione delle professionalità chiamate ad operare negli Enti/Fondi, è indispensabile procedere mediante criteri oggettivi che valorizzino esclusivamente le capacità e le competenze dei candidati, adottando criteri di trasparenza, efficienza e sostenibilità, evidenziati nei bilanci/rendiconti, nei budget previsionali e nei documenti di programmazione tramite l’individuazione del giusto equilibrio tra servizi/prestazioni forniti e costi.
Di conseguenza è fondamentale che gli enti bilaterali territoriali si costituiscano e operino solo in presenza di una massa critica minima di entrate, definita dalle Parti firmatarie dei CCNL di categoria e prevalentemente destinata a prestazioni/servizi per lavoratori e imprese, in modo da ridurre i costi di gestione.
Pertanto, verranno promosse aggregazioni di enti bilaterali afferenti lo stesso settore tra territori limitrofi al fine di ottimizzare le gestioni per erogare servizi e prestazioni e tutti gli Enti territoriali, redigendo e trasmettendo in modo tempestivo all’Ente Bilaterale nazionale i propri bilanci e adottando obbligatoriamente lo Statuto tipo e il Regolamento definito dal CCNL, e le relative conseguenze in caso di inadempimento.

CONFCOMMERCIO: ACCORDO QUADRO SULLA BILATERALITA’

Firmato, il 20/2/2014, tra CONFCOMMERCIO - IMPRESE PER L'ITALIA e CGIL, CISL, UIL, l’accordo quadro sulle linee e sui principi in materia di governance della bilateralità e funzionamento degli Enti e fondi bilaterali del terziario, della distribuzione e dei servizi.

In considerazione del progressivo ampliamento della bilateralità si è reso necessario perseguire una politica di trasparenza nella gestione degli Enti/Fondi di origine contrattuale aventi natura bilaterale, in linea con le aspettative delle imprese e dei lavoratori.
L'obiettivo è quello di dare massima efficienza ai Fondi/Enti, strettamente legata alla loro capacità di funzionare secondo criteri di buona gestione, coerenti con le risorse gestite e governati da adeguate professionalità.
Pertanto, le parti si impegano le Parti convengono di recepire in un apposito accordo di Governance, da parte delle parti stipulanti il CCNL di categoria, procedendo all'attuazione dell'accordo di Governance 2009 sottoscritto dalle Federazioni di categoria e, nel contempo, implementandolo anche attraverso l'introduzione di previsioni che lo rendano maggiormente incisivo.
Dunque, la bilateralità, la cui fonte è rappresentata dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria, deve essere lo strumento che può realizzare un modello di welfare integrato e coordinato, rappresentando un insieme di opportunità per le imprese e per i lavoratori, dovendo essere considerato come un luogo di partecipazione e dialogo costruttivo e non sede di confronto negoziale.
Si rende necessario, pertanto, impedire la proliferazione di mini Enti/Fondi, basata sull'idea che ogni contratto debba produrre un Ente/Fondo, e di conseguenza perseguire l'obiettivo di una bilateralità come sistema maggiormente omogeneo.
In tal senso bisogna favorire la volontà, per i comparti aderenti a Confcommercio, a partecipare alla bilateralità ed al welfare consolidato nel sistema, senza modificare l'assetto costitutivo dei soci, svolgendo una azione comune sulle iniziative assunte da alcune istituzioni locali che si pongono come aggregatori, e in alcuni casi anche co-gestori, di welfare locale trasversale tra i settori economici, a potenziale danno di welfare contrattuale già esistente.
Allo stesso tempo deve realizzarsi una netta separazione tra Indirizzo e Controllo mediante la costituzione di un apposito Comitato in capo ai Soci Costituenti, rispetto alla ordinaria gestione dei Fondi/Enti, prevedendo nell'accordo tra le Parti i temi che richiedono un esame e un parere preventivo vincolante da parte dei Soci Costituenti.
Inoltre, nell'ambito del processo di individuazione delle professionalità chiamate ad operare negli Enti/Fondi, è indispensabile procedere mediante criteri oggettivi che valorizzino esclusivamente le capacità e le competenze dei candidati, adottando criteri di trasparenza, efficienza e sostenibilità, evidenziati nei bilanci/rendiconti, nei budget previsionali e nei documenti di programmazione tramite l’individuazione del giusto equilibrio tra servizi/prestazioni forniti e costi.
Di conseguenza è fondamentale che gli enti bilaterali territoriali si costituiscano e operino solo in presenza di una massa critica minima di entrate, definita dalle Parti firmatarie dei CCNL di categoria e prevalentemente destinata a prestazioni/servizi per lavoratori e imprese, in modo da ridurre i costi di gestione.
Pertanto, verranno promosse aggregazioni di enti bilaterali afferenti lo stesso settore tra territori limitrofi al fine di ottimizzare le gestioni per erogare servizi e prestazioni e tutti gli Enti territoriali, redigendo e trasmettendo in modo tempestivo all'Ente Bilaterale nazionale i propri bilanci e adottando obbligatoriamente lo Statuto tipo e il Regolamento definito dal CCNL, e le relative conseguenze in caso di inadempimento.

AUTOTRASPORTO MERCI: ANCHE CNA – FITA FIRMA L’IPOTESI DI ACCORDO 1/8/2013

CNA Fita comunica lo scioglimento positivo della riserva e la conseguente applicazione dell’accordo di rinnovo del CCNL logistica, trasporto e spedizione siglato il 1/08/2013.

Si ricorda che il CNA non aveva firmato il Verbale di accordo 5/6/2013, che prevedeva l’erogazione di un importo pari a 35,00 euro per il livello 3S e da riparametrare per gli altri, a titolo di “Acconto sui futuri aumenti contrattuali”, il quale, infatti, era stato sottoscritto solo da alcune Associazioni datoriali del Settore Autotrasporto Merci.

Seguono, pertanto, gli elementi economici principali stabiliti nell’intesa che decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015.

 

Livello Minimo all’1/6/2013 Minimo all’1/10/2014 Minimo all’1/10/2015
Quadro 2.014,93 2.059,74 2.108,39
1 1.891,78 1.933,94 1.979,71
2 1.738,03 1.776,74 1.818,76
3 Super 1.569,37 1.604,37 1.642,37
3 Junior Senior 1.533,70 1.567,90 1.605,04
3 1.527,99 1.561,93 1.598,78
4 Super 1.452,95 1.485,30 1.520,42
4 Junior 1.414,76 1.446,31 1.480,57
5 1.385,91 1.416,67 1.450,06
6 Super 1.294,27 1.323,17 1.354,55
6 Junior 1.191,05 1.217,56 1.246,35

 

Una tantum
A copertura del periodo 1 gennaio/31 maggio 2013, ai soli lavoratori in servizio alla data dell’1/8/2013 dovrà essere corrisposta una somma a titolo di “Una tantum”, uguale per tutti i livelli, pari a 88,00 euro da erogarsi in due tranches di 44,00 euro ciascuna, di cui la prima con la retribuzione di novembre 2013 e la seconda con la retribuzione di febbraio 2014. L’una tantum dovrà essere proporzionalmente ridotta per i lavoratori part-time e per quelli assunti dall’1/1/2013 e non dovrà essere considerata ai fini del calcolo del TFR e dei vari istituti contrattuali.

Trasferte
E’ stato inoltre previsto un incremento delle indennità di trasferta vigenti alla data del 31/12/2013 con i seguenti importi:
– 0,60 euro dall’1/1/2014 fino al 31/12/2014;
– 0,60 euro dall’1/1/2015 fino al 31/12/2015.

 

Durata Nazionale dall’1/1/2014 Estera dall’1/1/2014 Nazionale dall’1/1/2015 Estera dall’1/1/2015
Dalla 6° alla 12° ora 21,2 29,34 21,8 29,94
Dalla 12° alla 18° ora 32,42 42,45 33,02 43,05
Dalla 18° alla 24° ora 40,56 59,89 41,16 60,49

CNA Fita comunica lo scioglimento positivo della riserva e la conseguente applicazione dell’accordo di rinnovo del CCNL logistica, trasporto e spedizione siglato il 1/08/2013.

Si ricorda che il CNA non aveva firmato il Verbale di accordo 5/6/2013, che prevedeva l’erogazione di un importo pari a 35,00 euro per il livello 3S e da riparametrare per gli altri, a titolo di "Acconto sui futuri aumenti contrattuali", il quale, infatti, era stato sottoscritto solo da alcune Associazioni datoriali del Settore Autotrasporto Merci.

Seguono, pertanto, gli elementi economici principali stabiliti nell’intesa che decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015.

 

LivelloMinimo all’1/6/2013Minimo all’1/10/2014Minimo all’1/10/2015
Quadro2.014,932.059,742.108,39
11.891,781.933,941.979,71
21.738,031.776,741.818,76
3 Super1.569,371.604,371.642,37
3 Junior Senior1.533,701.567,901.605,04
31.527,991.561,931.598,78
4 Super1.452,951.485,301.520,42
4 Junior1.414,761.446,311.480,57
51.385,911.416,671.450,06
6 Super1.294,271.323,171.354,55
6 Junior1.191,051.217,561.246,35

 

Una tantum
A copertura del periodo 1 gennaio/31 maggio 2013, ai soli lavoratori in servizio alla data dell’1/8/2013 dovrà essere corrisposta una somma a titolo di "Una tantum", uguale per tutti i livelli, pari a 88,00 euro da erogarsi in due tranches di 44,00 euro ciascuna, di cui la prima con la retribuzione di novembre 2013 e la seconda con la retribuzione di febbraio 2014. L’una tantum dovrà essere proporzionalmente ridotta per i lavoratori part-time e per quelli assunti dall’1/1/2013 e non dovrà essere considerata ai fini del calcolo del TFR e dei vari istituti contrattuali.

Trasferte
E’ stato inoltre previsto un incremento delle indennità di trasferta vigenti alla data del 31/12/2013 con i seguenti importi:
- 0,60 euro dall’1/1/2014 fino al 31/12/2014;
- 0,60 euro dall’1/1/2015 fino al 31/12/2015.

 

DurataNazionale dall’1/1/2014Estera dall’1/1/2014Nazionale dall’1/1/2015Estera dall’1/1/2015
Dalla 6° alla 12° ora21,229,3421,829,94
Dalla 12° alla 18° ora32,4242,4533,0243,05
Dalla 18° alla 24° ora40,5659,8941,1660,49