Comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva: ecco le novità

L’agenzia delle entrate a fronte della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (Spesometro), da inviare all’Anagrafe tributaria, introduce un nuovo modello per la trasmissione dei dati il cui utilizzo può essere esteso anche per le operazioni legate al turismo e non solo (Agenzia entrate – provvedimento n.94908/2013).

Il nuovo modello predisposto dall’Agenzia delle entrate deve essere utilizzato, prima di tutto, per la comunicazione dei dati delle seguenti operazioni rilevanti ai fini Iva:
– cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura;
– cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione sia pari o superiore a euro tremilaseicento al lordo dell’imposta sul valore aggiunto.
L’obbligo di comunicazione è esteso a tutti i soggetti passivi ai fini IVA ad esclusione:
– dei soggetti che si avvalgono del regime dei contribuenti minimi;
– dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e degli altri organismi di diritto pubblico in relazione alle operazioni effettuate e ricevute nell’ambito di attività istituzionali.
In riferimento all’anno 2012, per i soggetti passivi che effettuano la liquidazione mensile ai fini Iva, la comunicazione va effettuata entro il 12 novembre 2013. Per tutti gli altri soggetti, sempre in riferimento all’anno 2012, l’obbligo di comunicazione deve essere assolto entro il 21 novembre 2013.
Per le comunicazioni relative all’anno 2013 e successivi, per i soggetti passivi che effettuano la liquidazione mensile ai fini Iva, l’obbligo di trasmissione va assolto entro il 10 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
Sempre in riferimento al 2013, per gli altri soggetti passivi, la comunicazione va effettuata entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
I dati possono essere inviati in forma analitica (per le singole operazioni, indipendentemente dall’importo) ovvero in forma aggregata (per l’ammontare complessivo dell’imponibile e dell’imposta relativa all’anno di riferimento per ciascuna controparte).
La comunicazione può essere inviata mediante il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline) ovvero con l’ausilio di intermediari (Caf, associazioni di categoria, professionisti).
In un’ottica di semplificazione, il modello predisposto per le operazioni rilevanti ai fini Iva può essere utilizzato anche per la comunicazione:
-delle operazioni in contante legate al turismo, di importo pari o superiore a mille euro, effettuate nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell’Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato;
– a decorrere dalle operazioni relative all’anno 2012, dei dati relativi ai contratti stipulati dagli operatori commerciali che svolgono attività di leasing finanziario ed operativo, di locazione e/o di noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili;
– relativa alle operazioni di acquisto, annotate da 1° ottobre 2013, da operatori economici sammarinesi;
– dei dati relativi alle operazioni effettuate, a decorrere dal 1° ottobre 2013, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato.
Restano escluse dall’obbligo di comunicazione, le operazioni già monitorate dall’Amministrazione finanziaria.

L’agenzia delle entrate a fronte della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (Spesometro), da inviare all’Anagrafe tributaria, introduce un nuovo modello per la trasmissione dei dati il cui utilizzo può essere esteso anche per le operazioni legate al turismo e non solo (Agenzia entrate - provvedimento n.94908/2013).

Il nuovo modello predisposto dall’Agenzia delle entrate deve essere utilizzato, prima di tutto, per la comunicazione dei dati delle seguenti operazioni rilevanti ai fini Iva:
- cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura;
- cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione sia pari o superiore a euro tremilaseicento al lordo dell'imposta sul valore aggiunto.
L’obbligo di comunicazione è esteso a tutti i soggetti passivi ai fini IVA ad esclusione:
- dei soggetti che si avvalgono del regime dei contribuenti minimi;
- dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e degli altri organismi di diritto pubblico in relazione alle operazioni effettuate e ricevute nell'ambito di attività istituzionali.
In riferimento all’anno 2012, per i soggetti passivi che effettuano la liquidazione mensile ai fini Iva, la comunicazione va effettuata entro il 12 novembre 2013. Per tutti gli altri soggetti, sempre in riferimento all’anno 2012, l’obbligo di comunicazione deve essere assolto entro il 21 novembre 2013.
Per le comunicazioni relative all’anno 2013 e successivi, per i soggetti passivi che effettuano la liquidazione mensile ai fini Iva, l’obbligo di trasmissione va assolto entro il 10 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
Sempre in riferimento al 2013, per gli altri soggetti passivi, la comunicazione va effettuata entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
I dati possono essere inviati in forma analitica (per le singole operazioni, indipendentemente dall’importo) ovvero in forma aggregata (per l’ammontare complessivo dell’imponibile e dell’imposta relativa all’anno di riferimento per ciascuna controparte).
La comunicazione può essere inviata mediante il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline) ovvero con l’ausilio di intermediari (Caf, associazioni di categoria, professionisti).
In un’ottica di semplificazione, il modello predisposto per le operazioni rilevanti ai fini Iva può essere utilizzato anche per la comunicazione:
-delle operazioni in contante legate al turismo, di importo pari o superiore a mille euro, effettuate nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell'Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato;
- a decorrere dalle operazioni relative all’anno 2012, dei dati relativi ai contratti stipulati dagli operatori commerciali che svolgono attività di leasing finanziario ed operativo, di locazione e/o di noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili;
- relativa alle operazioni di acquisto, annotate da 1° ottobre 2013, da operatori economici sammarinesi;
- dei dati relativi alle operazioni effettuate, a decorrere dal 1° ottobre 2013, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato.
Restano escluse dall’obbligo di comunicazione, le operazioni già monitorate dall’Amministrazione finanziaria.

Nessuna comunicazione per gli apporti all’impresa under 3.600 euro

A fronte dei finanziamenti o capitalizzazioni effettuate nei confronti delle imprese, l’Agenzia delle entrate illustra le modalità e i termini di comunicazione all’Anagrafe tributaria, dei dati relativi ai soci o familiari dell’imprenditore che hanno effettuato i specifici versamenti. L’obbligo di comunicazione non sussiste in riferimento agli apporti di importo inferiore a 3.600 euro (Agenzia entrate – provvedimento n. 94904/2013).

La comunicazione deve essere effettuata dai soggetti che esercitano l’attività d’impresa, sia in forma individuale che collettiva e deve contenere i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a tremilaseicento euro.
L’obbligo di comunicazione decorre dall’anno 2012 e l’invio deve essere effettuato entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui sono stati ricevuti i finanziamenti o le capitalizzazioni. Per i finanziamenti e le capitalizzazioni ricevuti nell’anno 2012, la comunicazione deve essere effettuata entro il 12 dicembre 2013.
La comunicazione può essere inviata mediante il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline). Inoltre, ai fini della comunicazione, i soggetti obbligati possono avvalersi degli intermediari (Caf, associazioni di categoria, professionisti).
Entro i cinque giorni lavorativi successivi a quello dell’invio della comunicazione, l’agenzia delle entrate attesta l’avvenuta ricezione dei dati mediante trasmissione di una ricevuta.
In caso di invio non corretto, il soggetto che ha effettuato la comunicazione, deve inviare nuovamente i dati entro i cinque giorni lavorativi successivi alla comunicazione di scarto.

A fronte dei finanziamenti o capitalizzazioni effettuate nei confronti delle imprese, l’Agenzia delle entrate illustra le modalità e i termini di comunicazione all’Anagrafe tributaria, dei dati relativi ai soci o familiari dell’imprenditore che hanno effettuato i specifici versamenti. L’obbligo di comunicazione non sussiste in riferimento agli apporti di importo inferiore a 3.600 euro (Agenzia entrate - provvedimento n. 94904/2013).

La comunicazione deve essere effettuata dai soggetti che esercitano l’attività d’impresa, sia in forma individuale che collettiva e deve contenere i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a tremilaseicento euro.
L’obbligo di comunicazione decorre dall’anno 2012 e l’invio deve essere effettuato entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui sono stati ricevuti i finanziamenti o le capitalizzazioni. Per i finanziamenti e le capitalizzazioni ricevuti nell’anno 2012, la comunicazione deve essere effettuata entro il 12 dicembre 2013.
La comunicazione può essere inviata mediante il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline). Inoltre, ai fini della comunicazione, i soggetti obbligati possono avvalersi degli intermediari (Caf, associazioni di categoria, professionisti).
Entro i cinque giorni lavorativi successivi a quello dell’invio della comunicazione, l’agenzia delle entrate attesta l’avvenuta ricezione dei dati mediante trasmissione di una ricevuta.
In caso di invio non corretto, il soggetto che ha effettuato la comunicazione, deve inviare nuovamente i dati entro i cinque giorni lavorativi successivi alla comunicazione di scarto.

Contribuenti minimi: recupero ritenute indebite in Unico PF 2013

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 05 agosto 2013, n. 55/E, chiarisce che i contribuenti rientranti nel “regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” possono recuperare direttamente in Unico PF 2013 tutte le ritenute d’acconto erroneamente subite nel 2012 e non solo quelle applicate dagli istituti bancari in relazione ai bonifici relativi a interventi di recupero del patrimonio edilizio e/o di risparmio energetico.

Tali contribuenti possono scomputare direttamente nella prossima dichiarazione unificata, evitando così di presentare istanza di rimborso, anche altri tipi di ritenute erroneamente subite nel corso del 2012. Ciò a patto che siano in regola con gli adempimenti previsti e che le ritenute siano state regolarmente certificate dal sostituto d’imposta.
Come già indicato nella risoluzione n. 47/E, per recuperare le somme i contribuenti interessati dovranno indicare il codice “1” nel campo “Situazioni particolari” del frontespizio della dichiarazione e riportare le ritenute complessivamente subite sui ricavi e compensi relativi al regime dei nuovi minimi nel rigo RS33, colonna 2 (utilizzando solo il primo modulo del quadro RS, senza compilare la colonna 1). Le ritenute potranno poi essere scomputate, a scelta, dall’imposta sostitutiva (quadro LM, rigo LM13) oppure dall’Irpef ordinaria (quadro RN, rigo RN32, colonna 4).

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 05 agosto 2013, n. 55/E, chiarisce che i contribuenti rientranti nel "regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità" possono recuperare direttamente in Unico PF 2013 tutte le ritenute d’acconto erroneamente subite nel 2012 e non solo quelle applicate dagli istituti bancari in relazione ai bonifici relativi a interventi di recupero del patrimonio edilizio e/o di risparmio energetico.

Tali contribuenti possono scomputare direttamente nella prossima dichiarazione unificata, evitando così di presentare istanza di rimborso, anche altri tipi di ritenute erroneamente subite nel corso del 2012. Ciò a patto che siano in regola con gli adempimenti previsti e che le ritenute siano state regolarmente certificate dal sostituto d’imposta.
Come già indicato nella risoluzione n. 47/E, per recuperare le somme i contribuenti interessati dovranno indicare il codice "1" nel campo "Situazioni particolari" del frontespizio della dichiarazione e riportare le ritenute complessivamente subite sui ricavi e compensi relativi al regime dei nuovi minimi nel rigo RS33, colonna 2 (utilizzando solo il primo modulo del quadro RS, senza compilare la colonna 1). Le ritenute potranno poi essere scomputate, a scelta, dall’imposta sostitutiva (quadro LM, rigo LM13) oppure dall’Irpef ordinaria (quadro RN, rigo RN32, colonna 4).

Come comunicare i dati al Fisco per i beni in godimento ai soci

L’Agenzia delle entrate rende noto che per i beni concessi in godimento ai soci e familiari dell’imprenditore, nel 2012, la comunicazione all’anagrafe tributaria deve essere effettuata entro il 12 dicembre 2013 (Provvedimento 02 agosto 2013, n. 94902/2013).

La comunicazione dei dati deve essere effettuata per ogni bene concesso in godimento nel periodo d’imposta, qualora esista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento. L’obbligo sussiste anche se il bene è stato concesso in godimento in periodi precedenti, nel caso in cui ne permanga l’utilizzo nell’anno di riferimento della comunicazione.
Sono obbligati alla comunicazione, ad eccezione delle società semplici, i seguenti soggetti:
– imprenditore individuale;
– società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice);
– società di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni);
– società cooperative;
– stabili organizzazioni di società non residenti;
– enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.
La comunicazione deve essere effettuata entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura dell’anno in cui i beni sono concessi o permangono in godimento, solo per l’anno 2012, il termine scade il prossimo 12 dicembre.
Stop all’obbligo di comunicare all’Anagrafe i dati relativi a beni, diversi da autovetture e altri veicoli soggetti a registrazione, unità da diporto, aeromobili e immobili, concessi in godimento a soci o familiari, il cui valore di mercato è inferiore a 3mila euro, al netto dell’Iva. Sono inoltre esclusi dalla comunicazione gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci, i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo che costituiscono fringe benefit e i finanziamenti ai soci o ai familiari dell’imprenditore.

L’Agenzia delle entrate rende noto che per i beni concessi in godimento ai soci e familiari dell'imprenditore, nel 2012, la comunicazione all’anagrafe tributaria deve essere effettuata entro il 12 dicembre 2013 (Provvedimento 02 agosto 2013, n. 94902/2013).

La comunicazione dei dati deve essere effettuata per ogni bene concesso in godimento nel periodo d’imposta, qualora esista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento. L’obbligo sussiste anche se il bene è stato concesso in godimento in periodi precedenti, nel caso in cui ne permanga l’utilizzo nell’anno di riferimento della comunicazione.
Sono obbligati alla comunicazione, ad eccezione delle società semplici, i seguenti soggetti:
- imprenditore individuale;
- società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice);
- società di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni);
- società cooperative;
- stabili organizzazioni di società non residenti;
- enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.
La comunicazione deve essere effettuata entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di chiusura dell’anno in cui i beni sono concessi o permangono in godimento, solo per l’anno 2012, il termine scade il prossimo 12 dicembre.
Stop all’obbligo di comunicare all’Anagrafe i dati relativi a beni, diversi da autovetture e altri veicoli soggetti a registrazione, unità da diporto, aeromobili e immobili, concessi in godimento a soci o familiari, il cui valore di mercato è inferiore a 3mila euro, al netto dell’Iva. Sono inoltre esclusi dalla comunicazione gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci, i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo che costituiscono fringe benefit e i finanziamenti ai soci o ai familiari dell’imprenditore.

Firmata l’ipotesi di accordo per il comparto trasporto e spedizione

 

Sottoscritta, l’1/8/2013, traAITI, FEDESPESI, FEDIT, FISI, ANITA, CONFTRASPORTO, FAI, TRASPORTOUNITO FIAP e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI l’ipotesi di accordo l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL di settore scaduto il 31/12/2012. Le parti scioglieranno la riserva entro il 30/9/2013.

L’accordo prevede un aumento a regime di 108 euro da riparametrare al 3° livello Super, da ripartire nelle seguenti tranches:
– 35 euro dall’1/6/2013
– 35 euro dall’1/10/2014
– 38 euro dall’1/10/2015

Livello Dall’1/6/2013 Dall’1/10/2014 Dall’1/10/2015 Totale Parametri
Quadri 44,81 44,81 48,65 138,27 169
42,16 42,16 45,77 130,09 159
38,71 38,71 42,03 119,45 146
3° Super 35,00 35,00 38,00 108,00 132
3° Super Junior 34,20 34,20 37,14 105,55 129
3°J 33,94 33,94 36,85 104,73 128
4°S 32,35 32,35 35,12 99,82 122
4°J 31,55 31,55 34,26 97,36 119
30,76 30,76 33,39 94,91 116
6°S 28,90 28,90 31,38 89,18 109
6°J 26,51 26,51 28,79 81,82 100

La prima rata di aumento assorbe interamente la rata di acconto di pari importo prevista dall’accordo del 5/6/2013 che pertanto non deve essere erogata. Le parti convengono altresì che, ai fini del prossimo rinnovo dei minimi contrattuali, la nuova base di computo su cui calcolare gli aumenti sarà pari a 1.779 euro mensili riferita al 3° livello Super.

A modifica degli importi precedentemente pubblicati si riportamo i nuovi minimi

Livelli Parametri Minimo dall’1/6/2013 Minimo dall’1/10/2014 Minimo dall’1/10/2015
Quadro 169 2.014,92 2.059,73 2.108,38
1 159 1.891,78 1.933,94 1.979,71
2 146 1.738,02 1.776,73 1.818,76
3 Super 132 1.569,37 1.604,37 1.642,37
3J 128 1.527,99 1.561,93 1.598,78
4S 122 1.452,94 1.485,29 1.520,41
4J 119 1.413,76 1.445,31 1.479,57
5 116 1.385,91 1.416,67 1.450,06
6S 109 1.294,27 1.323,17 1.354,55
6J 100 1.191,05 1.217,56 1.246,35

La prima rata di aumento assorbe interamente la rata di acconto di pari importo prevista dall’accordo del 5/6/2013 che pertanto non deve essere erogata. Le parti convengono altresì che, ai fini del prossimo rinnovo dei minimi contrattuali, la nuova base di computo su cui calcolare gli aumenti sarà pari a 1.779 euro mensili riferita al 3° livello Super.

Una tantum
Ad integrale copertura del periodo 1 gennaio – 31/5/2013, ai soli lavoratori in servizio alla data di stipula del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario lordo di 88 euro. La somma sarà erogata in due rate di pari importo, di 44 euro ciascuna, l’una con le competenze del mese di novembre 2013 e l’altra con le competenze del mese di febbraio 2014.

 

Si elencano le modifiche principali apportate:

 

Apprendistato Professionalizzante
Il periodo di prova degli apprendisti sia operai che impiegati nei vari profili professionali è pari a quello previsto per i qualificati a seconda dei livelli di inquadramento. Detto periodo sarà ridotto della metà, quando si tratta di un lavoratore che nell’ambito di precedenti rapporti di lavoro abbia frequentato corsi formativi certificati tramite attestato rilasciato dalle aziende o da Enti all’uopo autorizzati, inerenti al profilo professionale da conseguire. Potranno assumere con contraatto di apprendistato le aziende che, al momento della stipulazione di un nuovo contratto, risultino aver mantenuto in servizio almeno l’80% dei contratti di apprendistato scaduti nei 12 mesi precedenti

Mercaro del lavoro
Le parti convengono che l’insieme dei lavoratori assunti con contratti atipici (tempo determinato, somministrazione) non potrà superare il 27% dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a livello aziendale e il 47% a livello di ogni unità produttiva.
Per i lavoratori mobili la percentuale del 27% potrà essere raggiunta anche attraverso la sola stipula di contratti a tempo determinato.
La percentuale del 27% è elevata al 35% per tutti i contratti attivati durante la vigenza contrattuale e per la durata dei contratti stessi.

Contratto di lavoro a tempo determinato
L’intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore è fissato in 20 giorni in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 30 giorni nel caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine. Qualora la riassunzione avvenga prima dei suddetti termini il secondo contratto si considera a tempo indeterminato

Lavoro somministrato
I prestatori di lavoro somministrato non potranno superare, per ciascun trimestre, la media del 15% per il personale viaggiante e del 35% per quello non viaggiante dei lavoratori occupati dall’impresa utilizzatrice con contratto a tempo indeterminato

Trasferte
Gli importi giornalieri delle indennità di trasferta saranno incrementati di:
– € 0,60 dal 1° gennaio al 31 Dicembre dell’anno 2014
– € 0,60 dal 1° gennaio al 31 Dicembre dell’anno 2015

Flessibilità per il personale viaggiante del 4 livello
Per favorire nuova e stabile occupazione, cercando di cogliere tutte le specificità proprie del trasporto delle merci, attraverso un percorso di contrattazione aziendale si definiscono condizioni di maggior flessibilità per il personale viaggiante inquadrato al 4° livello. Tale previsione è vincolata alla verifica dei requisiti attraverso la stipula di specifici accordi aziendali tra le parti stipulanti il presente CCNL.
Per il personale viaggiante inquadrato nel livello 4°, in deroga a quanto previsto dall’art. 11 comma 1, che prevede una durata dell’orario di lavoro ordinario di 39 ore settimanali, con accordi collettivi aziendali conclusi con le OO.SS. sottoscrittrici il presente CCNL, potranno essere definite, alternativamente, le seguenti intese:
Gli accordi di cui sopra avranno una durata massima di 3 anni.

Permessi giornalieri retribuiti per il personale viaggiante
Per gli anni 2014 e 2015 , le 4,5 giornate di permesso retribuito in ragione di anno di servizio o frazione di esso in luogo della fruizione saranno obbligatorimente monetizzate in ragione del 75% del valore corrispondente dei predetti permessi.
Tale importo sarà erogato, in via anticipata, nel mese di febbraio di ciascun anno di vigenza contrattuale, salvo eventuali conguagli. Tale disposizione ha validità fino alla scadenza del presente contratto. Entro e non oltre il 31/10/2015 le parti si incontreranno per verificare le condizioni di prosieguo del presente provvedimento.

 

Sottoscritta, l’1/8/2013, traAITI, FEDESPESI, FEDIT, FISI, ANITA, CONFTRASPORTO, FAI, TRASPORTOUNITO FIAP e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI l’ipotesi di accordo l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL di settore scaduto il 31/12/2012. Le parti scioglieranno la riserva entro il 30/9/2013.

L’accordo prevede un aumento a regime di 108 euro da riparametrare al 3° livello Super, da ripartire nelle seguenti tranches:
- 35 euro dall’1/6/2013
- 35 euro dall’1/10/2014
- 38 euro dall’1/10/2015

LivelloDall’1/6/2013Dall’1/10/2014Dall’1/10/2015TotaleParametri
Quadri44,8144,8148,65138,27169
42,1642,1645,77130,09159
38,7138,7142,03119,45146
3° Super35,0035,0038,00108,00132
3° Super Junior34,2034,2037,14105,55129
3°J33,9433,9436,85104,73128
4°S32,3532,3535,1299,82122
4°J31,5531,5534,2697,36119
30,7630,7633,3994,91116
6°S28,9028,9031,3889,18109
6°J26,5126,5128,7981,82100

La prima rata di aumento assorbe interamente la rata di acconto di pari importo prevista dall'accordo del 5/6/2013 che pertanto non deve essere erogata. Le parti convengono altresì che, ai fini del prossimo rinnovo dei minimi contrattuali, la nuova base di computo su cui calcolare gli aumenti sarà pari a 1.779 euro mensili riferita al 3° livello Super.

A modifica degli importi precedentemente pubblicati si riportamo i nuovi minimi

LivelliParametriMinimo dall’1/6/2013Minimo dall’1/10/2014Minimo dall’1/10/2015
Quadro1692.014,922.059,732.108,38
11591.891,781.933,941.979,71
21461.738,021.776,731.818,76
3 Super1321.569,371.604,371.642,37
3J1281.527,991.561,931.598,78
4S1221.452,941.485,291.520,41
4J1191.413,761.445,311.479,57
51161.385,911.416,671.450,06
6S1091.294,271.323,171.354,55
6J1001.191,051.217,561.246,35

La prima rata di aumento assorbe interamente la rata di acconto di pari importo prevista dall'accordo del 5/6/2013 che pertanto non deve essere erogata. Le parti convengono altresì che, ai fini del prossimo rinnovo dei minimi contrattuali, la nuova base di computo su cui calcolare gli aumenti sarà pari a 1.779 euro mensili riferita al 3° livello Super.

Una tantum
Ad integrale copertura del periodo 1 gennaio - 31/5/2013, ai soli lavoratori in servizio alla data di stipula del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario lordo di 88 euro. La somma sarà erogata in due rate di pari importo, di 44 euro ciascuna, l'una con le competenze del mese di novembre 2013 e l'altra con le competenze del mese di febbraio 2014.

 

Si elencano le modifiche principali apportate:

 

Apprendistato Professionalizzante
Il periodo di prova degli apprendisti sia operai che impiegati nei vari profili professionali è pari a quello previsto per i qualificati a seconda dei livelli di inquadramento. Detto periodo sarà ridotto della metà, quando si tratta di un lavoratore che nell'ambito di precedenti rapporti di lavoro abbia frequentato corsi formativi certificati tramite attestato rilasciato dalle aziende o da Enti all'uopo autorizzati, inerenti al profilo professionale da conseguire. Potranno assumere con contraatto di apprendistato le aziende che, al momento della stipulazione di un nuovo contratto, risultino aver mantenuto in servizio almeno l’80% dei contratti di apprendistato scaduti nei 12 mesi precedenti

Mercaro del lavoro
Le parti convengono che l'insieme dei lavoratori assunti con contratti atipici (tempo determinato, somministrazione) non potrà superare il 27% dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a livello aziendale e il 47% a livello di ogni unità produttiva.
Per i lavoratori mobili la percentuale del 27% potrà essere raggiunta anche attraverso la sola stipula di contratti a tempo determinato.
La percentuale del 27% è elevata al 35% per tutti i contratti attivati durante la vigenza contrattuale e per la durata dei contratti stessi.

Contratto di lavoro a tempo determinato
L'intervallo di tempo per la riassunzione a termine del lavoratore è fissato in 20 giorni in caso di contratto di durata fino a 6 mesi e in 30 giorni nel caso di contratto di durata superiore a 6 mesi per tutte le fattispecie di legittima apposizione del termine. Qualora la riassunzione avvenga prima dei suddetti termini il secondo contratto si considera a tempo indeterminato

Lavoro somministrato
I prestatori di lavoro somministrato non potranno superare, per ciascun trimestre, la media del 15% per il personale viaggiante e del 35% per quello non viaggiante dei lavoratori occupati dall'impresa utilizzatrice con contratto a tempo indeterminato

Trasferte
Gli importi giornalieri delle indennità di trasferta saranno incrementati di:
- € 0,60 dal 1° gennaio al 31 Dicembre dell'anno 2014
- € 0,60 dal 1° gennaio al 31 Dicembre dell'anno 2015

Flessibilità per il personale viaggiante del 4 livello
Per favorire nuova e stabile occupazione, cercando di cogliere tutte le specificità proprie del trasporto delle merci, attraverso un percorso di contrattazione aziendale si definiscono condizioni di maggior flessibilità per il personale viaggiante inquadrato al 4° livello. Tale previsione è vincolata alla verifica dei requisiti attraverso la stipula di specifici accordi aziendali tra le parti stipulanti il presente CCNL.
Per il personale viaggiante inquadrato nel livello 4°, in deroga a quanto previsto dall'art. 11 comma 1, che prevede una durata dell'orario di lavoro ordinario di 39 ore settimanali, con accordi collettivi aziendali conclusi con le OO.SS. sottoscrittrici il presente CCNL, potranno essere definite, alternativamente, le seguenti intese:
Gli accordi di cui sopra avranno una durata massima di 3 anni.

Permessi giornalieri retribuiti per il personale viaggiante
Per gli anni 2014 e 2015 , le 4,5 giornate di permesso retribuito in ragione di anno di servizio o frazione di esso in luogo della fruizione saranno obbligatorimente monetizzate in ragione del 75% del valore corrispondente dei predetti permessi.
Tale importo sarà erogato, in via anticipata, nel mese di febbraio di ciascun anno di vigenza contrattuale, salvo eventuali conguagli. Tale disposizione ha validità fino alla scadenza del presente contratto. Entro e non oltre il 31/10/2015 le parti si incontreranno per verificare le condizioni di prosieguo del presente provvedimento.

OTD in agricoltura, la denuncia in caso di eventi di carattere eccezionale

Si forniscono chiarimenti circa gli adempimenti per i datori di lavoro che, a seguito del verificarsi di eventi eccezionali, devono procedere alla denuncia di OTD in agricoltura, la cui prestazione lavorativa è stata resa ad orario ridotto rispetto alle previsioni contrattuali.

Qualora intervengano calamità naturali, eventi eccezionali, condizioni atmosferiche o climatiche avverse o altri eventi non dipendenti dalla volontà del datore di lavoro o del lavoratore che, non consentendo l’esecuzione dei lavori, ritardino l’inizio, ovvero anticipino il termine o comunque interrompano l’orario di lavoro normale, la durata della prestazione lavorativa giornaliera, dell’operaio a tempo determinato, può anche essere inferiore a quella ordinariamente prevista, vale a dire 39 ore settimanali/ 6,30 giornaliere (art. 44 del CCNL 25 maggio 2010).
Lo svolgimento, da parte dell’OTD, di giornate lavorative ad orario ridotto rappresenta, dunque, un’ipotesi esclusivamente connessa al verificarsi di eventi di carattere eccezionale, la cui intensità e natura deve essere coerente, in termini di durata, con l’interruzione dell’ordinario orario di lavoro e il suo utilizzo non deve essere un fenomeno generalizzato. Sono escluse, quindi, dalla fattispecie in argomento, le interruzioni dell’attività lavorativa determinate dalla esclusiva volontà del datore di lavoro o del lavoratore.
In tali ipotesi, pertanto, nel modello telematico di denuncia DMAG, al fine di consentire alle aziende di denunciare l’utilizzo di OTD la cui prestazione lavorativa, per gli eventi suindicati, è stata resa ad orario ridotto, è stato istituito, a decorrere da gennaio 2013, nella sezione “Dettaglio Lavoratore”, un nuovo codice contrassegnato dal numero “7”, presente nel menu a tendina denominato “Part-time/GOR”, che sarà messo a disposizione a partire dalla denuncia DMAG del terzo trimestre 2013.
Le aziende, laddove il lavoratore, nello stesso mese, abbia prestato sia giornate lavorative nel rispetto dell’orario previsto dai contratti vigenti, sia giornate ad orario ridotto per eventi di carattere eccezionale, saranno tenute ad effettuare, per il medesimo lavoratore, una distinta compilazione nella sezione “dettaglio lavoratore”. In questo caso, il sistema genererà una duplice rappresentazione, una relativa alle giornate svolte ad orario ordinario, l’altra riguardante le giornate ad orario ridotto.

Si forniscono chiarimenti circa gli adempimenti per i datori di lavoro che, a seguito del verificarsi di eventi eccezionali, devono procedere alla denuncia di OTD in agricoltura, la cui prestazione lavorativa è stata resa ad orario ridotto rispetto alle previsioni contrattuali.

Qualora intervengano calamità naturali, eventi eccezionali, condizioni atmosferiche o climatiche avverse o altri eventi non dipendenti dalla volontà del datore di lavoro o del lavoratore che, non consentendo l’esecuzione dei lavori, ritardino l’inizio, ovvero anticipino il termine o comunque interrompano l’orario di lavoro normale, la durata della prestazione lavorativa giornaliera, dell’operaio a tempo determinato, può anche essere inferiore a quella ordinariamente prevista, vale a dire 39 ore settimanali/ 6,30 giornaliere (art. 44 del CCNL 25 maggio 2010).
Lo svolgimento, da parte dell’OTD, di giornate lavorative ad orario ridotto rappresenta, dunque, un’ipotesi esclusivamente connessa al verificarsi di eventi di carattere eccezionale, la cui intensità e natura deve essere coerente, in termini di durata, con l’interruzione dell’ordinario orario di lavoro e il suo utilizzo non deve essere un fenomeno generalizzato. Sono escluse, quindi, dalla fattispecie in argomento, le interruzioni dell’attività lavorativa determinate dalla esclusiva volontà del datore di lavoro o del lavoratore.
In tali ipotesi, pertanto, nel modello telematico di denuncia DMAG, al fine di consentire alle aziende di denunciare l’utilizzo di OTD la cui prestazione lavorativa, per gli eventi suindicati, è stata resa ad orario ridotto, è stato istituito, a decorrere da gennaio 2013, nella sezione "Dettaglio Lavoratore", un nuovo codice contrassegnato dal numero "7", presente nel menu a tendina denominato "Part-time/GOR", che sarà messo a disposizione a partire dalla denuncia DMAG del terzo trimestre 2013.
Le aziende, laddove il lavoratore, nello stesso mese, abbia prestato sia giornate lavorative nel rispetto dell’orario previsto dai contratti vigenti, sia giornate ad orario ridotto per eventi di carattere eccezionale, saranno tenute ad effettuare, per il medesimo lavoratore, una distinta compilazione nella sezione "dettaglio lavoratore". In questo caso, il sistema genererà una duplice rappresentazione, una relativa alle giornate svolte ad orario ordinario, l’altra riguardante le giornate ad orario ridotto.

Precisazioni Inps sugli incentivi all’esodo

7 ago 2013 Fornite ulteriori precisazioni Inps in ordine alle modalità di erogazione delle prestazione a favore di lavoratori prossimi alla pensione al fine di incentivarne l’esodo.

Come noto, la Riforma Fornero ha previsto la possibilità, nei casi di eccedenza di personale, di stipulare accordi tra i datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori più prossimi al trattamento di pensione.
In particolare, i medesimi lavoratori devono raggiungere i requisiti minimi per il pensionamento, di vecchiaia o anticipato, nei 4 anni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro presenta domanda all’Inps accompagnata da una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi. L’accordo diviene efficace a seguito di validazione da parte dell’Istituto di previdenza, che effettua l’istruttoria in ordine alla presenza dei requisiti in capo al datore di lavoro e al lavoratore; a seguito dell’accettazione dell’accordo medesimo, il datore di lavoro è obbligato a versare mensilmente all’Inps la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa correlata. In caso di mancato versamento della provvista mensile, l’Istituto notifica un avviso di pagamento e, se necessario, procede all’escussione della fideiussione.

La previsione normativa in argomento riguarda i datori di lavoro, appartenenti a qualsiasi settore di attività, che impieghino mediamente più di quindici dipendenti. La media dei dipendenti verrà calcolata, in analogia a quanto previsto per altri istituti a sostegno del reddito, prendendo a riferimento la forza aziendale del semestre precedente la data di stipula dell’accordo sindacale relativo agli esuberi. Nella determinazione del numero dei dipendenti occupati devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica (lavoranti a domicilio, dirigenti, ecc.), con esclusione degli apprendisti, gli assunti con contratto di inserimento e di reinserimento lavorativo.
Non sono previsti requisiti specifici per l’accesso alla prestazione, ma la legge ne subordina l’erogazione al perfezionamento dei requisiti minimi contributivi ed anagrafici, a carico dell’assicurazione previdenziale di appartenenza, previsti dalla vigente normativa ed adeguati agli incrementi alla speranza di vita, utili per il conseguimento della pensione entro il periodo massimo di fruizione della prestazione in argomento.

La prestazione è erogata, su richiesta del datore di lavoro, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro.
La sede Inps competente per la liquidazione, accertata la presenza dei requisiti di legge previsti per la concessione della prestazione, provvede alla sua erogazione in rate mensili. In merito alla disponibilità delle procedure informatiche per la liquidazione e la gestione della prestazione, si fa riserva di successive comunicazioni.
Il valore della prestazione è pari all’importo del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore al momento di accesso alla prestazione medesima, in base alle regole vigenti, esclusa la contribuzione figurativa correlata che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo.
In caso di decesso del beneficiario, ai superstiti viene liquidata la pensione indiretta, con le norme ordinarie, tenendo conto anche della contribuzione figurativa correlata versata in favore del lavoratore durante il periodo di erogazione della prestazione.

7 ago 2013 Fornite ulteriori precisazioni Inps in ordine alle modalità di erogazione delle prestazione a favore di lavoratori prossimi alla pensione al fine di incentivarne l’esodo.

Come noto, la Riforma Fornero ha previsto la possibilità, nei casi di eccedenza di personale, di stipulare accordi tra i datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori più prossimi al trattamento di pensione.
In particolare, i medesimi lavoratori devono raggiungere i requisiti minimi per il pensionamento, di vecchiaia o anticipato, nei 4 anni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro presenta domanda all’Inps accompagnata da una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi. L’accordo diviene efficace a seguito di validazione da parte dell’Istituto di previdenza, che effettua l’istruttoria in ordine alla presenza dei requisiti in capo al datore di lavoro e al lavoratore; a seguito dell’accettazione dell’accordo medesimo, il datore di lavoro è obbligato a versare mensilmente all’Inps la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa correlata. In caso di mancato versamento della provvista mensile, l’Istituto notifica un avviso di pagamento e, se necessario, procede all’escussione della fideiussione.

La previsione normativa in argomento riguarda i datori di lavoro, appartenenti a qualsiasi settore di attività, che impieghino mediamente più di quindici dipendenti. La media dei dipendenti verrà calcolata, in analogia a quanto previsto per altri istituti a sostegno del reddito, prendendo a riferimento la forza aziendale del semestre precedente la data di stipula dell’accordo sindacale relativo agli esuberi. Nella determinazione del numero dei dipendenti occupati devono essere ricompresi i lavoratori di qualunque qualifica (lavoranti a domicilio, dirigenti, ecc.), con esclusione degli apprendisti, gli assunti con contratto di inserimento e di reinserimento lavorativo.
Non sono previsti requisiti specifici per l’accesso alla prestazione, ma la legge ne subordina l’erogazione al perfezionamento dei requisiti minimi contributivi ed anagrafici, a carico dell’assicurazione previdenziale di appartenenza, previsti dalla vigente normativa ed adeguati agli incrementi alla speranza di vita, utili per il conseguimento della pensione entro il periodo massimo di fruizione della prestazione in argomento.

La prestazione è erogata, su richiesta del datore di lavoro, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro.
La sede Inps competente per la liquidazione, accertata la presenza dei requisiti di legge previsti per la concessione della prestazione, provvede alla sua erogazione in rate mensili. In merito alla disponibilità delle procedure informatiche per la liquidazione e la gestione della prestazione, si fa riserva di successive comunicazioni.
Il valore della prestazione è pari all'importo del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore al momento di accesso alla prestazione medesima, in base alle regole vigenti, esclusa la contribuzione figurativa correlata che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo.
In caso di decesso del beneficiario, ai superstiti viene liquidata la pensione indiretta, con le norme ordinarie, tenendo conto anche della contribuzione figurativa correlata versata in favore del lavoratore durante il periodo di erogazione della prestazione.

Definita la Parte generale del CCNL Trasporto aereo

 

Sottoscritta, il 2/8/2013, tra Assaereo, Assaeroporti, Assohandlers, Assocontrol, Assocatering e FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL TRASPORTI, Ugl Trasporti la Parte generale del contratto di Trasporto aereo, concernente gli articoli su diritti e tutele demandate alla contrattazione. Il testo, completo di Parte specifica e Disposizioni finali, sarà definito entro il mese di settembre 2013.

 

Contratti a tempo determinato
I contratti a termine o di somministrazione acausali possono essere prorogati, una sola volta, entro il limite massimo di 12 mesi. Fermo restando il limite temporale dei 44 mesi, comprensivo di proroghe e rinnovi, i casi per i quali non vengono richiesti i requisiti della causalità sono i seguenti:
“Ipotesi soggettive”:
– Soggetti ammessi ad ammortizzatori sociali anche in deroga;
– Soggetti senza lavoro da almeno un mese;
– Donne con figlio a carico;
– Giovani fino a 35 anni non compiuti;
– Lavoratori svantaggiati;
– In relazione al concreto collegamento scuola – lavoro, studenti iscritti alle scuole superiori nel periodo tra la fine e l’inizio dell’anno scolastico;

“Ipotesi quantitative”:
I contratti a termine acausali possono essere stipulati senza eccedere il limite del 25%.
Nei casi di successione dei contratti a termine ovvero di successione tra un contratto a termine ed un contratto di somministrazione a tempo determinato, gli intervalli temporali da rispettare tra un contratto di lavoro ed il successivo deve essere rispettivamente di 10 e 20 giorni, per i contratti di durata inferiore o superiore a sei mesi.

Apprendistato
Le Parti confermano che il contratto di apprendistato può essere applicato in tutti i settori di attività rientranti nel campo di applicazione del contratto. Ricordano poi, che lo stesso contratto potrà essere articolato anche in più stagioni attraverso più rapporti a tempo determinato, l’ultimo dei quali dovrà comunque avere inizio entro 36 mesi consecutivi di calendario dalla data di prima assunzione.

Contratto di somministrazione a tempo determinato
La somministrazione di lavoro a tempo determinato è consentita nelle circostanze previste dalla legge, ma può essere ammessa anche per far fronte a esigenze organizzative/produttive, nei seguenti casi:

– soggetti di età inferiore a 35 anni;
– soggetti con un’invalidità certificata di almeno il 20%;
– contratti di somministrazione di durata complessivamente non inferiore a 12 mesi;
– donne con almeno un figlio a carico;
– soggetti percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno un mese;
– soggetti senza lavoro da almeno un mese.

Previdenza complementare
I Fondi Pensione Integrativa dei lavoratori del Trasporto Aereo sono in attesa di una fusione in unico Fondo Pensione del settore, il Fondo Prevaer ed il Fondo Fondareo. Pertanto, i lavoratori che vorranno aderirvi dovranno tenere in considerazione quanto previsto e disposto nelle Parti Specifiche, da definirsi entro il mese di settembre.

 

Sottoscritta, il 2/8/2013, tra Assaereo, Assaeroporti, Assohandlers, Assocontrol, Assocatering e FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL TRASPORTI, Ugl Trasporti la Parte generale del contratto di Trasporto aereo, concernente gli articoli su diritti e tutele demandate alla contrattazione. Il testo, completo di Parte specifica e Disposizioni finali, sarà definito entro il mese di settembre 2013.

 

Contratti a tempo determinato
I contratti a termine o di somministrazione acausali possono essere prorogati, una sola volta, entro il limite massimo di 12 mesi. Fermo restando il limite temporale dei 44 mesi, comprensivo di proroghe e rinnovi, i casi per i quali non vengono richiesti i requisiti della causalità sono i seguenti:
"Ipotesi soggettive":
- Soggetti ammessi ad ammortizzatori sociali anche in deroga;
- Soggetti senza lavoro da almeno un mese;
- Donne con figlio a carico;
- Giovani fino a 35 anni non compiuti;
- Lavoratori svantaggiati;
- In relazione al concreto collegamento scuola - lavoro, studenti iscritti alle scuole superiori nel periodo tra la fine e l'inizio dell'anno scolastico;

"Ipotesi quantitative":
I contratti a termine acausali possono essere stipulati senza eccedere il limite del 25%.
Nei casi di successione dei contratti a termine ovvero di successione tra un contratto a termine ed un contratto di somministrazione a tempo determinato, gli intervalli temporali da rispettare tra un contratto di lavoro ed il successivo deve essere rispettivamente di 10 e 20 giorni, per i contratti di durata inferiore o superiore a sei mesi.

Apprendistato
Le Parti confermano che il contratto di apprendistato può essere applicato in tutti i settori di attività rientranti nel campo di applicazione del contratto. Ricordano poi, che lo stesso contratto potrà essere articolato anche in più stagioni attraverso più rapporti a tempo determinato, l’ultimo dei quali dovrà comunque avere inizio entro 36 mesi consecutivi di calendario dalla data di prima assunzione.

Contratto di somministrazione a tempo determinato
La somministrazione di lavoro a tempo determinato è consentita nelle circostanze previste dalla legge, ma può essere ammessa anche per far fronte a esigenze organizzative/produttive, nei seguenti casi:

- soggetti di età inferiore a 35 anni;
- soggetti con un'invalidità certificata di almeno il 20%;
- contratti di somministrazione di durata complessivamente non inferiore a 12 mesi;
- donne con almeno un figlio a carico;
- soggetti percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno un mese;
- soggetti senza lavoro da almeno un mese.

Previdenza complementare
I Fondi Pensione Integrativa dei lavoratori del Trasporto Aereo sono in attesa di una fusione in unico Fondo Pensione del settore, il Fondo Prevaer ed il Fondo Fondareo. Pertanto, i lavoratori che vorranno aderirvi dovranno tenere in considerazione quanto previsto e disposto nelle Parti Specifiche, da definirsi entro il mese di settembre.

I chiarimenti del Fisco per regolarizzare gli errori di versamento

5 ago 2013 L’Agenzia delle Entrate spiega come, in occasione di versamenti delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi, ovvero delle somme calcolate a titolo di ravvedimento operoso o ancora per la definizione di un avviso di accertamento, è possibile rimediare ad errori materiali senza perdere gli effetti dell’adempimento (Circolare n. 27/E del 2.8.2013)

Il documento chiarisce alcuni dubbi nelle ipotesi di:
– versamento del saldo e/o dell’acconto delle imposte sui redditi dovute in base alla dichiarazione Unico nel “termine lungo” (16/07) senza l’importo dovuto a titolo di maggiorazione dello 0,40%;
– versamento delle somme dovute in base al ravvedimento operoso, per il quale risultano insufficienti gli importi calcolati per interessi e sanzioni;
– versamento delle somme dovute a titolo di acquiescenza all’accertamento in misura inferiore a quanto dovuto.

Nella prima ipotesi, e cioè di versamento delle imposte nel termine lungo senza l’applicazione della maggiorazione dello 0,40% prevista per il differimento del pagamento dal 16 giugno al 16 luglio, l’Agenzia chiarisce che è possibile sanare l’errore attraverso il ravvedimento operoso per insufficiente versamento. Siccome la maggiorazione è versata unitamente all’imposta principale, infatti, l’adempimento non si considera tardivo, bensì carente. L’errore, dunque, può essere sanato versando:
– l’importo non versato a titolo di tributo (comprensivo della maggiorazione dello 0,40%), oltre agli interessi moratori (calcolati al tasso legale maturati dalla scadenza del termine lungo al giorno di effettuazione del pagamento) ed alla sanzione ridotta pari al 3 per cento dell’importo non versato (eventuale tributo e maggiorazione dello 0,40%), entro 30 giorni dal 16 luglio;
– in alternativa, l’importo dovuto a titolo di tributo (comprensivo della maggiorazione dello 0,40%), gli interessi moratori (calcolati al tasso legale maturati dalla scadenza del termine lungo al giorno di effettuazione del pagamento) e la sanzione calcolata nella misura ridotta pari al 3,75% dell’importo non versato (eventuale tributo e maggiorazione dello 0,40%), entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.

Nella seconda ipotesi, e cioè di errata determinazione del ravvedimento operoso, il documento chiarisce che troverà applicazione la sanzione ordinaria, stabilita nella misura del 30% dell’importo non versato. Tuttavia, la sanzione si applica soltanto sulla somma residua (maggiore imposta dovuta, aumentata o meno dalla maggiorazione) e gli interessi sono calcolati a decorrere dalla data del versamento originario.
Qualora l’errore riguardi solo il calcolo degli interessi e delle sanzioni, il ravvedimento operoso si considera valido solo in proporzione a quanto complessivamente pagato. Di conseguenza, l’Amministrazione finanziaria provvederà a calcolare la sanzione ordinaria (pari al 30%) sulla quota dell’importo non sanato, con riferimento alla data del primo versamento.

Infine, per quanto concerne l’ipotesi di carente versamento delle somme dovute a titolo di acquiescenza di un avviso di accertamento, sarà l’ufficio che ha emesso l’avviso a valutare l’entità dell’omissione e, quindi, considerare la definizione validamente perfezionata. La valutazione è legata sostanzialmente alla differenza tra l’importo versato e quanto effettivamente dovuto. La definizione potrà essere convalidata laddove la differenza sia tale da consentire di ritenere realmente fondata la volontà del contribuente di definire l’accertamento. Naturalmente, per poter sanare l’errore sarà necessario provvedere all’integrazione di quanto dovuto.

5 ago 2013 L’Agenzia delle Entrate spiega come, in occasione di versamenti delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi, ovvero delle somme calcolate a titolo di ravvedimento operoso o ancora per la definizione di un avviso di accertamento, è possibile rimediare ad errori materiali senza perdere gli effetti dell’adempimento (Circolare n. 27/E del 2.8.2013)

Il documento chiarisce alcuni dubbi nelle ipotesi di:
- versamento del saldo e/o dell’acconto delle imposte sui redditi dovute in base alla dichiarazione Unico nel "termine lungo" (16/07) senza l'importo dovuto a titolo di maggiorazione dello 0,40%;
- versamento delle somme dovute in base al ravvedimento operoso, per il quale risultano insufficienti gli importi calcolati per interessi e sanzioni;
- versamento delle somme dovute a titolo di acquiescenza all’accertamento in misura inferiore a quanto dovuto.

Nella prima ipotesi, e cioè di versamento delle imposte nel termine lungo senza l’applicazione della maggiorazione dello 0,40% prevista per il differimento del pagamento dal 16 giugno al 16 luglio, l’Agenzia chiarisce che è possibile sanare l’errore attraverso il ravvedimento operoso per insufficiente versamento. Siccome la maggiorazione è versata unitamente all’imposta principale, infatti, l’adempimento non si considera tardivo, bensì carente. L’errore, dunque, può essere sanato versando:
- l’importo non versato a titolo di tributo (comprensivo della maggiorazione dello 0,40%), oltre agli interessi moratori (calcolati al tasso legale maturati dalla scadenza del termine lungo al giorno di effettuazione del pagamento) ed alla sanzione ridotta pari al 3 per cento dell’importo non versato (eventuale tributo e maggiorazione dello 0,40%), entro 30 giorni dal 16 luglio;
- in alternativa, l’importo dovuto a titolo di tributo (comprensivo della maggiorazione dello 0,40%), gli interessi moratori (calcolati al tasso legale maturati dalla scadenza del termine lungo al giorno di effettuazione del pagamento) e la sanzione calcolata nella misura ridotta pari al 3,75% dell’importo non versato (eventuale tributo e maggiorazione dello 0,40%), entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.

Nella seconda ipotesi, e cioè di errata determinazione del ravvedimento operoso, il documento chiarisce che troverà applicazione la sanzione ordinaria, stabilita nella misura del 30% dell’importo non versato. Tuttavia, la sanzione si applica soltanto sulla somma residua (maggiore imposta dovuta, aumentata o meno dalla maggiorazione) e gli interessi sono calcolati a decorrere dalla data del versamento originario.
Qualora l’errore riguardi solo il calcolo degli interessi e delle sanzioni, il ravvedimento operoso si considera valido solo in proporzione a quanto complessivamente pagato. Di conseguenza, l’Amministrazione finanziaria provvederà a calcolare la sanzione ordinaria (pari al 30%) sulla quota dell’importo non sanato, con riferimento alla data del primo versamento.

Infine, per quanto concerne l’ipotesi di carente versamento delle somme dovute a titolo di acquiescenza di un avviso di accertamento, sarà l’ufficio che ha emesso l’avviso a valutare l’entità dell’omissione e, quindi, considerare la definizione validamente perfezionata. La valutazione è legata sostanzialmente alla differenza tra l’importo versato e quanto effettivamente dovuto. La definizione potrà essere convalidata laddove la differenza sia tale da consentire di ritenere realmente fondata la volontà del contribuente di definire l’accertamento. Naturalmente, per poter sanare l’errore sarà necessario provvedere all’integrazione di quanto dovuto.

Dal Decreto Energia convertito maggiori benefici per riqualificazione energetica, idrica e antisismica

5 ago 2013 Pubblicato in gazzetta ufficiale il testo definitivo del “Decreto Energia” che recepisce la direttiva europea n. 31/2010 in materia di prestazioni energetica nell’edilizia e introduce importanti benefici fiscali legati agli interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica e antisismica degli edifici.

Il testo del provvedimento, approvato con il Decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013, è stato convertito, con modificazioni, in Legge 3 agosto 2013, n. 90, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 3 agosto u.s..
Come accennato il “Decreto Energia” introduce importanti novità per il miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici, a cui viene collegata una serie di sconti fiscali, in parte confermati e in parte ampliati dalla Legge di conversione, che ha esteso i benefici agli interventi di adeguamento antisismico e di incremento dell’efficienza idrica.
Ecco le principali agevolazioni fiscali introdotte dal “Decreto Energia”, in vigore in seguito alla conversione in legge del provvedimento.

Interventi di efficienza energetica

In tema di efficienza energetica, per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013 è riconosciuta una detrazione ai fini IRPEF e IRES, pari al 65% delle spese sostenute per interventi finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici, quali:
– interventi per la riduzione del fabbisogno energetico di edifici esistenti (limite di spesa 100.000 euro);
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (limite di spesa 30.000 euro);
– installazione di panelli solari (limite di spesa 60.000 euro);
– interventi su pareti e finestre di edifici esistenti (limite di spesa 60.000 euro).
Qualora gli interventi di risparmio energetico riguardino parti comuni di edifici condominiali o interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio (cd. “interventi di risparmio energetico perticolarmente rilevanti”), la medesima detrazione ai fini IRPEF/IRES (65%) è riconosciuta in relazione alle spese sostenute fino al 30 giugno 2014.

Interventi di ristrutturazione edilizia

Con riferimento agli interventi di ristrutturazione edilizia viene prorogata la detrazione ai fini IRPEF nella misura del 50%. In particolare, la predetta detrazione, già prevista per le spese sostenute fino al 30 giugno 2013, viene confermata e prorogata per quelle sostenute fino al 31 dicembre 2013. Si ricorda che l’agevolazione si applica per le spese sostenute in relazione a:
– Interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (per singole unità immobiliari);
– Interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (per le parti comuni condominiali);
La stessa agevolazione si applica altresì per la realizzazione di autorimesse o posti auto di pertinenza dell’abitazione, per interventi di eliminazione di barriere architettoniche, di contenimento dell’inquinamento acustico, di bonifica dall’amianto, di installazione di misure di sicurezza contro illeciti di terzi. Il limite di spesa ammessa al beneficio è pari a 96.000 euro.

Acquisto di mobili ed elettrodomestici

In connessione con gli interventi di ristrutturazione, in sede di conversione del Decreto Energia, è stata estesa la detrazione IRPEF nella misura del 50%, all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, con riferimento agli acquisti effettuati dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2013.

Interventi antisismici

Gli interventi antisismici rientrano già tra quelli che fruiscono della detrazione nella misura del 50% (interventi di ristrutturazione edilizia), tuttavia con la Legge di conversione del Decreto Energia è stata introdotta una specifica previsione per gli interventi adottatti su edifici (adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive) ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità individuate (zone 1 e 2) di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003. Per tali interventi è riconosciuta la detrazione IRPEF nella misura del 65% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2013 fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare.

5 ago 2013 Pubblicato in gazzetta ufficiale il testo definitivo del "Decreto Energia" che recepisce la direttiva europea n. 31/2010 in materia di prestazioni energetica nell’edilizia e introduce importanti benefici fiscali legati agli interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica e antisismica degli edifici.

Il testo del provvedimento, approvato con il Decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013, è stato convertito, con modificazioni, in Legge 3 agosto 2013, n. 90, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 3 agosto u.s..
Come accennato il "Decreto Energia" introduce importanti novità per il miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici, a cui viene collegata una serie di sconti fiscali, in parte confermati e in parte ampliati dalla Legge di conversione, che ha esteso i benefici agli interventi di adeguamento antisismico e di incremento dell’efficienza idrica.
Ecco le principali agevolazioni fiscali introdotte dal "Decreto Energia", in vigore in seguito alla conversione in legge del provvedimento.

Interventi di efficienza energetica

In tema di efficienza energetica, per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013 è riconosciuta una detrazione ai fini IRPEF e IRES, pari al 65% delle spese sostenute per interventi finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici, quali:
- interventi per la riduzione del fabbisogno energetico di edifici esistenti (limite di spesa 100.000 euro);
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (limite di spesa 30.000 euro);
- installazione di panelli solari (limite di spesa 60.000 euro);
- interventi su pareti e finestre di edifici esistenti (limite di spesa 60.000 euro).
Qualora gli interventi di risparmio energetico riguardino parti comuni di edifici condominiali o interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio (cd. "interventi di risparmio energetico perticolarmente rilevanti"), la medesima detrazione ai fini IRPEF/IRES (65%) è riconosciuta in relazione alle spese sostenute fino al 30 giugno 2014.

Interventi di ristrutturazione edilizia

Con riferimento agli interventi di ristrutturazione edilizia viene prorogata la detrazione ai fini IRPEF nella misura del 50%. In particolare, la predetta detrazione, già prevista per le spese sostenute fino al 30 giugno 2013, viene confermata e prorogata per quelle sostenute fino al 31 dicembre 2013. Si ricorda che l’agevolazione si applica per le spese sostenute in relazione a:
- Interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (per singole unità immobiliari);
- Interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (per le parti comuni condominiali);
La stessa agevolazione si applica altresì per la realizzazione di autorimesse o posti auto di pertinenza dell’abitazione, per interventi di eliminazione di barriere architettoniche, di contenimento dell’inquinamento acustico, di bonifica dall’amianto, di installazione di misure di sicurezza contro illeciti di terzi. Il limite di spesa ammessa al beneficio è pari a 96.000 euro.

Acquisto di mobili ed elettrodomestici

In connessione con gli interventi di ristrutturazione, in sede di conversione del Decreto Energia, è stata estesa la detrazione IRPEF nella misura del 50%, all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, con riferimento agli acquisti effettuati dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2013.

Interventi antisismici

Gli interventi antisismici rientrano già tra quelli che fruiscono della detrazione nella misura del 50% (interventi di ristrutturazione edilizia), tuttavia con la Legge di conversione del Decreto Energia è stata introdotta una specifica previsione per gli interventi adottatti su edifici (adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive) ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità individuate (zone 1 e 2) di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003. Per tali interventi è riconosciuta la detrazione IRPEF nella misura del 65% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2013 fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare.